Le ultime novità digital di ROMAISON, tra approfondimenti sulla sartoria maschile e talk con lo stilista Romeo Gigli

Dalla metà del secolo scorso e per i successivi vent’anni, Roma è stata un crocevia di star del cinema, celebrità, artisti e intellettuali, sospesa tra la Dolce Vita e la Hollywood sul Tevere dei kolossal americani girati a Cinecittà.
A scrivere pagine considerevoli di quel capitolo straordinario, con ogni probabilità irripetibile nella storia della capitale d’Italia ha contribuito anche l’attività delle sartorie e laboratori di Costume romani; un unicuum pregno di collaborazioni, amicizie e sodalizi, possibile in effetti solo in un città come l’Urbe, dove le traiettorie del cinema, dell’arte e dello stile tendono a incrociarsi e saldarsi, in una commistione per certi versi caotica, eppure feconda. Il progetto ROMAISON intende mappare e valorizzare proprio l’operato di queste straordinarie realtà del Made in Italy, e il suo digital program si arricchisce ora di nuove iniziative.



Voluto e supportato al meglio dall’attuale amministrazione capitolina, ROMAISON si concentra sulla narrazione contemporanea di contenuti inediti volti a esplorare il patrimonio, materiale e immateriale, degli atelier, le cui storie hanno dell’incredibile e dove le tecniche artigianali procedono di pari passo con gli imprescindibili aggiornamenti tecnologici dettati dalla contemporaneità, senza dimenticare gli archivi – unici nel proprio genere – dei capi originali e le produzioni attuali. È così possibile tracciare nuove cordinate della storia del costume nell’ambito cinematografico e dello spettacolo, approfondendone inoltre la relazione con il settore della moda



Nelle prime due settimane di aprile, sui profili social @romaisonproject (Instagram e Facebook) i riflettori saranno puntati sulla costruzione, a livello vestimentario, del personaggio maschile, grazie ai podcast incentrati su due illustri insegne dell’alta sartoria romana, Litrico e Piattelli: la prima può vantare collaborazioni con registi della caratura di Fellini, Visconti, Monicelli, De Sica, Huston, Zeffirelli, Bertolucci, Scola e Petri, così come con diversi costumisti (Tosi, De Matteis, Coltellacci), e soprattutto ha instaurato veri e propri sodalizi artistici con attori d’eccezione, a cominciare da Marcello Mastroianni, per cui ha realizzato i costumi di scena per le pellicole ‘Casanova 70’ e ‘La decima vittima’, entrambe del 1965, arrivando a ideare decine di capi per ‘Le due vite di Mattia Pascal’ (1985) di Monicelli. La seconda, invece, ha firmato gli abiti di Bruno Cortona/Vittorio Gassman, l’istrionico protagonista del capolavoro di Dino Risi ‘Il sorpasso’ (1962).
 
A ripercorrere i fasti dell’omonima sartoria sarà nel podcast dedicato (disponibile dalle 12.30 di sabato 3 aprile) Luca Litrico, nipote del fondatore Angelo e attuale guida creativa della maison, un excursus affidato a immagini d’epoca, bozzetti originali e altri materiali d’archivio, per documentare le vicende dell’atelier fondato all’inizio degli anni ‘50 e diventato noto come “sartoria della Dolce Vita”, la prima ad aver realizzato una sfilata di moda maschile. Una storia avvincente, che si interseca con quelle del costume e della settima arte, scandita dal rapporto privilegiato con alcuni dei principali artisti, attori e personalità del periodo, dal già citato Mastroianni a Richard Burton, passando per John F. Kennedy, John Huston, Rossano Brazzi, Giacomo Manzù, Renato Guttuso e tanti altri.



La parabola della sartoria Piattelli, dagli esordi al successo internazionale ritmato da traguardi come la collaborazione con Burberry o l’apertura di corner in celebri department store quali Barneys e Liberty, sarà invece raccontata dallo stesso fondatore Bruno Piattelli, nel podcast programmato per mercoledì 14 alle 12.30.
Protagonista del menswear, nella sua lunga carriera ha collaborato con autori del calibro di Visconti, Zeffirelli e De Sica, vestendo sullo schermo numerosi attori, da Orson Wells a Gian Maria Volonté, da Nino Manfredi a Pierre Clémenti. A testimoniare la rilevanza del suo lavoro, è la presenza di creazioni Piattelli nelle collezioni del Metropolitan Museum di New York e del Victoria & Albert londinese.

Il palinsesto digitale di ROMAISON prevede poi, per giovedì 8 alle 18.30, un talk in diretta Instagram sul binomio moda e costume, sul rapporto di reciproco scambio e ispirazione tra i due ambiti, che vedrà protagonista il designer Romeo Gigli, una figura apicale della moda nostrana tra gli anni ‘80 e ‘90, quando rivoluzionò il look delle “sue” donne cosmopolite, eteree e fuori dal tempo, unendo ai raffinati riferimenti all’arte o a mondi lontani l’abilità nella sperimentazione di forme e materiali.
Tra i suoi ultimi progetti, la realizzazione nel 2017 dei costumi per il ‘Don Giovanni’ di Mozart, con progetto e scenografie a cura di Barnaba Fornasetti, presentato in Triennale a Milano e a Firenze nel contesto di Pitti Uomo, per i quali ha collaborato con alcune sartorie capitoline.

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