Moda a impatto zero

È la nuova generazione di quegli oggetti di culto che hanno contribuito a costruire la popolarità di un marchio e hanno delineato le tappe di una storia intensa e ricca di contraddizioni, quella di una signora chiamata moda. Prima protagonisti degli anni del consumismo più sfrenato, rispondono adesso alla richiesta d’aiuto del nostro pianeta, con nuovi materiali e cicli di produzione evoluti al fine di favorire il sistema circolare, fondamentale per rivalorizzare i materiali tecnici ed evitare la produzione di sostanze inquinanti.

Il trionfo dell’estetica nella rivisitazione tutta personale di Jimmy Choo x Timberland (in copertina). Il più versatile dei boots mantiene sempre alti i riflettori su di sé, in una nuova veste unisex, anche per l’ambizioso progetto “Nature Needs Heroes” attraverso cui questo team d’eccezione s’impegna a far piantare 50 milioni di alberi entro il 2025 e restituire respiro ai polmoni del mondo. Un’edizione straordinaria, punto d’incontro tra due eccellenze: quella dell’outdoor e del fashion luxury, insieme per un obiettivo più grande. 

Più di cinque anni di ricerca ci sono voluti per raggiungere il Levi’s più ecofriendly di sempre, una costante collaborazione con Re:newcell ha portato a una svolta decisiva nell’economia circolare della moda. Questo lavoro a quattro mani permette, infatti, di rigenerare tessuti attraverso un processo simile a quello del riciclo della carta, dando alla luce Circulose® da cui nasce un nuovo tessuto progettato per la riciclabilità in modo da poter essere rigenerato più volte. Si apre, così, la strada a una produzione di capi di fatto completamente riciclabili e realmente circolari.

“Vogliamo riciclare i jeans Levi’s® in modo da non cambiarne la qualità. Il riciclo mantiene gli indumenti fuori dalle discariche e riduce al minimo l’uso delle risorse naturali. Stiamo trasformando i vecchi jeans in materiali di alta qualità, spingendoci oltre il tradizionale recupero del cotone, che accorcia e rompe le fibre. Grazie a fibre di alta qualità, i jeans Levi’s® durano più a lungo e nella logica di un’economia circolare i nostri vecchi jeans diventano nuovi, ancora e ancora.” Queste le parole di Una Murphy, Levi’s® Senior Designer for Innovation.

Da una famiglia che da tre generazioni ha alimentato la sua passione per l’eyewear, promuovendolo a un vero e proprio stile di vita, nasce Good’s, brand made in Napoli dal genio di Piero Buono, l’Architetto Francesco Maria Stazio e Walter Engle, anima giovane del brand che segue la comunicazione digitale. Un trio vincente, autentico sostenitore del Made In Italy il cui risultato è un prodotto di alta manifattura e dal design originale, realizzato con materiali ricercati totalmente bio ed ecocompatibili, come i telai in acetato Mazzucchelli M49, 100% riciclabile e biodegradabile. La prima collezione del brand è un tributo all’architettura partenopea, ripresa nelle preziose aste degli occhiali che evocano le bugne del portale di San Gregorio Armeno, le bugne a punta di diamante della chiesa del Gesù Nuovo e le lesene scanalate della Certosa di San Martino.

#REACT #REDUCE #RECYCLE: tre hashtag dall’affascinante sapore attivista per F_WD, il vegan brand pensato dal designer Raphael Young. Una collezione che si nutre di contaminazioni tra street style e urban futuristico ad alto impatto innovativo, nata con l’ambizione e l’impegno costante di contrastare, con i fatti, l’utilizzo della plastica, sostituendola con materiali organici e biodegradabili, non solo nella produzione del prodotto, ma anche nella ricerca di materiali alternativi per il packaging.

Coraggioso anche il progetto di Primark Cares che prende il nome di ‘TIME FOR CHANGE. A BETTER FUTURE’, scattato dal celebre fotografo inglese Rankin noto per aver ritratto icone del calibro dei Rolling Stones, David Bowie, Kate Moss e Sua Maestà la Regina. Nel concreto il brand si è impegnato a realizzare 60 milioni di prodotti con cotone sostenibile e/o materiali riciclati, provenienti da bottiglie di plastica riciclate o da rifiuti scartati. Una sfida ancora più difficile se pensiamo che Primark ha scelto di mantenere un’offerta accessibile per il proprio pubblico, raddoppiando gli sforzi per una produzione che rispetti l’ambiente.

Non resta indietro il marchio svizzero Guess, prossimo al suo 40° anniversario, che si tinge di verde con la nuova linea Smart Guess Eco Capsule, per volere del suo Direttore Creativo Paul Marciano, il quale desidera concentrarsi su una via più sostenibile per il pianeta soprattutto per la produzione del loro denim che è stato all’origine del loro successo. Un nuovo ciclo di produzione dedicato a questo prodotto di culto prevede una riduzione d’acqua del 70% e l’utilizzo di fibre ricavate da bottiglie di plastica riciclate, per ottenere un nuovo ciclo produttivo per il futuro ad impatto zero.

È di Frau, l’azienda produttrice di calzature con 68 anni di esperienza, l’innovativo progetto Go!Zero: la prima suola realizzata in materiale degradabile al 100% in soli 502 giorni, sviluppata dai laboratori di ricerca Gommus. La capsule urban chic risponde ai canoni di leggerezza e comfort, da sempre nel Dna dell’azienda.

Tra i più grandi sostenitori del plastic-free, c’è un new player Nat-2 che ha trovato il modo di ricavare una pelle di qualità da uno speciale tipo di fungo: il fomes fomentarius, il fungo dell’esca. È prodotta in Italia, ma la paternità di questa scoperta straordinaria è tedesca, frutto dell’ingegno della designer Nina Fabert di Zvunder e perfezionato dal team tecnico di Nat-2. Attraverso un’accurata lavorazione artigianale di questo fungo non commestibile, si ottiene un cuoio “non cuoio” in svariate sfumature di colore. Gli unici elementi in microfibra utilizzati sono ottenuti da bottiglie di plastica riciclate.



Anche Ben Sherman abbraccia l’impegno a salvare il pianeta, con una collezione interamente sostenibile dal gusto preppy che lo riconsegna al suo antico heritage ma con un approccio più consapevole, vestito di nuovi materiali organici e riciclati.

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