nima benati: a photography success story

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Firmare a soli 25 anni le campagna pubblicitarie di Dolce&Gabbana non è da poco. D’altronde la passione per la fotografia di Nima Benati, influencer da 472 mila follower, nasce fin da quando era piccola, durante gli studi al liceo linguistico. I primi shoots sperimentali prendono ispirazione dai suoi brand preferiti: Gucci, Versace, Cavalli, Prada, Miu Miu. Una formula magica che la traghetta in poco tempo al successo.

Ci dai qualche numero del tuo business?
Se parliamo di social, sono seguita da circa 700 mila persone in totale. Mentre quest’anno ho scattato circa 40 campagne pubblicitarie. Quelle di cui vado più fiera sono di Dolce&Gabbana, un sogno divenuto realtà!

La tua definizione di influencer?
Qualcuno con un gusto spiccato, capace di erigersi sulla massa. Deve essere in grado di offrire contenuti diversi e unici, tanto da invogliare le persone ad emularli.

È meglio avere una bella faccia o un buon contenuto?
Quando lavoro con i modelli conta di più una bella faccia, nella vita metto in primo piano il contenuto.

Come vedi la tua evoluzione e quella del mondo social?
Il mio business principale, la fotografia, non viene condizionato dall’universo social. Quest’ultimo finirà per implodere, ma ha ancora diversi anni di longevità con un ricambio di piattaforme. Instagram regnerà per un altro decennio.

La professione dell’influencer ha una data di scadenza?
No, a patto che riesca a mantenere una certa credibilità. Io sono molto tranquilla, i fotografi più famosi e richiesti al mondo hanno carriere lunghissime: Peter Lindbergh ha 73 anni, Patrick Demarchelier 74 e Stevel Meisel 63! Salute permettendo, si può scattare per tutta la vita!

Un lato negativo della tuo lavoro.
Le persone credono di poter dire quello che vogliono sui social: si scordano che dietro allo schermo ci sono persone vere, alle quali non oserebbero mai rivolgersi così nella vita reale. Insultano, aggrediscono e molto spesso presuppongono cose false, senza elaborare l’immagine o il testo che hanno davanti.

 I tuoi consigli sono veri?
Condivido su Instagram stories solo le cose che trovo davvero interessanti, ma non do mai consigli.

Quante ore impieghi per il tuo look?
Quando vado al lavoro ci metto meno di 5 minuti, con i call time alle 6 di mattina non posso proprio pensare a trucco e stile.

Quali app usi per ritoccare le foto e in quanto tempo circa?
Le foto di Instagram le sistemo con Facetune e Snapseed, mentre quelle di lavoro con Photoshop. Le prime richiedono una ventina di minuti, le seconde anche 5 ore.

C’è un posto o una città che ti ha colpito in particolare?
Il Parco dei Mostri di Bomarzo. Un luogo fermato nel tempo, pieno di arte, bellezza e mistero.

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