‘Rosalia, e luce sia’, l’omaggio di Angelo Yezael Cruciani alla patrona di Palermo

Nel capoluogo siciliano, lo scorso 10 luglio, un’unica rosa formata da cinquemila candele ha illuminato il sagrato della cattedrale, accendendo altrettanti sogni che sono volati in alto, alla ricerca della “Santuzza”, come viene affettuosamente chiamata dagli abitanti la santa patrona. Un omaggio sincero e delicato, quello di Rosalia, e luce sia, concepito da Angelo Yezael Cruciani (figura a dir poco poliedrica, stilista e artista in egual misura), che è partito dal cuore antico della città per farla sentire ancora più viva.

Rosalia e luce sia 2022
La rosa di Rosalia, e luce sia, formata da migliaia di candele

Un’installazione site-specific che ricorre ai fiori per celebrare la figura della santa

Già nel settembre 2020 il creativo, da sempre follemente innamorato di Palermo, aveva creato un’enorme rosa con duemila cuori, ricevendo la benedizione papale. Si era trattato del primo omaggio post pandemia a Santa Rosalia, nell’anno che aveva cancellato il Festino insieme a migliaia di altre manifestazioni. Cruciani (fondatore del brand Yezael, con cui ha vestito celebrità quali i Måneskin, Elodie, Ghali), è del resto abituato a spaziare  tra arte e moda; in entrambe infonde armonia e consapevolezza, attraverso il ricorso ai simboli e alla creazione di momenti collettivi, che ricordano il valore dell’unione e dell’amore.

cattedrale Palermo
La cattedrale di Palermo vista dall’alto durante l’accensione dei ceri di Rosalia, e luce sia

Quest’anno, dunque, è tornato a celebrare il Festino della rinascita con una nuova installazione site specific, svelata – come detto – domenica 10 luglio, con la tradizionale accensione del Cero di Santa Rosalia cui è seguita quella, simultanea, di migliaia di altre candele; un’iniziata resa possibile dal supporto di Stefania Morici (che ha ideato l’operazione con Angelo) e dell’Arcidiocesi. Vista dall’alto, la “rosa” di candele è spettacolare, un potente concentrato di pura energia, a metà tra street e land art.

Rosalia e luce sia Angelo Cruciani
Angelo Cruciani durante l’accensione delle candele che hanno composto l’opera

Il secondo capitolo di Rosalia, e luce sia al Santuario di Montepellegrino

Il successo è stato tale che si è deciso di replicare, portando l’omaggio floreale proprio “a casa” della Santuzza, cioè nel Santuario di Montepellegrino; nello specifico, nel punto dove i pellegrini si recano per la cosiddetta “acchianata”, un’ascesa che è anche una ricerca di verità e fede.
La scelta del fiore, stavolta, è ricaduta sul giglio, fiorito – e benedetto – sul sagrato domenica 4 settembre; un’opera partecipata, perché chiunque ha potuto accendere il proprio cero; alla fine, il giglio del secondo e ultimo capitolo di Rosalia, e luce sia è stato frutto delle condivisione, delle mille mani che hanno abbracciato idealmente la santa.

Rosalia e luce sia opera
Il giglio protagonista del secondo capitolo di Rosalia, e luce sia

Commentando l’installazione, Cruciani l’ha definita “un atto di speranza verso il futuro, Santa Rosalia è per me un’opportunità di guarire dalla mia peste, l’ego. La vita continua a riportarmi in questa meravigliosa città per imparare la lezione dell’umiltà che la Santuzza ci insegna”; ha inoltre posto l’accento sul suo “legame con il fuoco, potentissimo, poiché costantemente mi insegna che tramite la trasformazione possiamo crescere ed evolvere”.
Stefania Morici, da parte sua, ha evidenziato come “in un momento delicato come quello che stiamo attraversando, accendere migliaia di luci per Santa Rosalia significa accendere le nostre speranze e i nostri cuori, da troppo tempo spenti e paralizzati dalle ‘pesti’ di questo millennio: il Covid e la guerra”.

Nell’immagine in apertura, la rosa dell’installazione di Angelo Cruciani vista dall’alto

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