Simone Rugiati e la sua factory: come brandizzare la cucina italiana

Cuoco, conduttore televisivo ed influencer, Simone Rugiati è riuscito a conquistarci da subito con le sue ricette. Vivace, carismatico ed intraprendente, lo chef ha dato vita ad una creativa Factory House, Food Loft Milano. Lo abbiamo incontrato per scoprire il progetto da vicino…



Come è nata la tua passione per il cibo ?

Sono sempre stato un grande fan della cucina, sin da quando ero bambino. 

I miei genitori, insegnanti di ginnastica, quando ero giovane la mattina e il pomeriggio lavoravano, con la conseguenza che non avevano il tempo di cucinare per me. La mia vicina di casa Gigliola, insieme alle mie nonne, si occupava dei pranzi, ed io ero sempre in casa con loro. Mi ricordo che cucinavamo e giocavamo, e le attività ludiche terminavano mangiando il piatto che avevamo preparato. Mi piaceva questa magia del fare, trasformare e mangiare.

Io ero molto casinista, curioso e vivace, non stavo mai fermo, assaggiavo, cucinavo, preparo e mangiavo. Ero felice nel vedere la protagonista, mia nonna, a tavola. Senza di lei la domenica non funzionava: la sua cucina teneva insieme tutta la famiglia (ancora oggi mi ricordo il suo detto “compra la roba buona, che viene buona”).

Terminate le medie, mi iscrissi alla scuola di cucina ad indirizzo alberghiero. 

Come sei riuscito a trasformare la cucina in lavoro?

Dopo la scuola ho iniziato a lavorare in giro, cercavo di stare poco in diversi posti, al fine di fare più esperienza nel minor tempo possibile. Tuttavia, mi accorsi che stare all’interno di un ristorante non mi bastava: volevo inventare, ma soprattutto mi mancava stare a contatto con la materia prima. Quando lavori in un ristorante ti devi adeguare: avevo bisogno di poter dare spazio alla mia creatività. Iniziai a leggere libri di cucina, ma anche quelli mi sembravano banali. In seguito, andai a lavorare a Parma in una casa editrice che produceva riviste culinarie. Questo gruppo editoriale mi ha permesso di pranzare in ristornati stellati e testare la cucina di grandi chef: diciamo che ho fatto una bella scuola!

Nel frattempo, iniziai a fare foto e mi abituai alle telecamere. All’inizio avevo paura di stare in televisione, pensavo di non esserne all’altezza. Capii in realtà poi quanto fosse importante il mondo della comunicazione e dei media nel mio settore.

La carriera televisiva iniziò con “Il piatto forte” su Canale 5, condotto da Iva Zanicchi. Seguì “La prova del cuoco”, con Antonella Clerici, per non dimenticare i dodici anni da “Gambero Rosso”.  Infine, mi spostai su “La 7” e su “Food Network”. 



Parlaci del tuo progetto Food Loft Milano.

Food Loft Milano (https://www.foodloft.it/foodloft-milano/) è una mia iniziativa, un laboratorio creativo d’eccellenza che realizza consulenze, catering, eventi e produzioni.

Io, non volevo aprire un classico ristorante, bensì un laboratorio. Attraverso questa attività, posso infatti fornire servizi a 360 gradi legati alla cucina, ma che vanno al di là della singola preparazione del piatto. Infatti, con lo studio siamo in grado di distribuire veri e propri contenuti, scattare foto e produrre video. Sono contento del contesto che ho creato: tramite un mio videomaker di fiducia, mi sono attrezzato di luci, obiettivi e tutto il necessario per creare format non solo per il web, ma anche per aziende e produzioni televisive. 

La nostra mission consiste nel realizzare un pacchetto audio-video, di massima qualità, su richiesta dei brand. Food loft è nato 7 anni fa quando decisi di smettere di andare costantemente in giro a creare contenuti: era arrivato il momento di avere un unico spazio tutto mio, con una sola cucina professionale, versatile ad ogni tipo di situazione. Una specie di base operativa facilmente brandizzabile, adatta a creare e il servizio di catering e tutte le varie produzioni prima menzionate.  



Progetti per il futuro?

Stiamo cercando di lavorare con aziende sempre più sostenibili, che sposano i principi della green attitude. Questi anni, più che mai, hanno dimostrato quanto, anche in cucina, sia fondamentale avere un’occhio di riguardo rispetto all’ambiente. Io continuo a specializzarmi sulla produzione di contenuti: l’obiettivo finale è quello di potermi interfacciare direttamente con i clienti, fornendogli un pacchetto completo. Infine, non posso negare che vorrei cercare di trascorrere sempre più tempo in Kenya, ormai la mia seconda casa. 

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