IL TATUATORE DI DENIM E L’ARTIGIANO DELLA BARBA

Alessandro Malossi e Gabriele Valente

Un caleidoscopio di colori come tavolozza e una giacca Lee in denim come tela. Da circa un anno l’illustratore e tatuatore Alessandro Malossi, classe 1993, ha incontrato il mondo della moda, istoriando la sua arte su capi d’abbigliamento che diventano una seconda pelle, su cui questo artista incide in modo indelebile un soggetto unico e inimitabile. In occasione dello special event #LeeJeansTribe, MANINTOWN ha visto all’opera il giovane tatuatore e lo ha intervistato per voi, insieme a un altro giovane artista, che usa forbici e rasoio: il barbiere Gabriele Valente. Un ragazzo semplice, con tante passioni, tra cui la musica, i lavori artigianali e il rapporto umano con le persone.

ALESSANDRO MALOSSI

Da dove parte la tua formazione nel mondo dell’arte?
Ho studiato al liceo artistico a Bologna, poi ho frequentato la NABA a Milano, però ho smesso al secondo anno, perché ho cominciato a fare l’artista indipendente e ho iniziato a ricevere proposte lavorative al di fuori dell’ambito scolastico, così ho deciso di smettere. Questa è la mia base artistica, poi disegno da quando sono nato.

Come definiresti il tuo stile e quali tecniche utilizzi principalmente?
Mi definisco un iperrealista, però mi piace anche il surrealismo e ogni tanto sperimento cose che non faccio mai, come l’astrattismo, ma è raro. Come tecniche generalmente uso i colori acrilici o, in questo caso, sul jeans sto usando i colori per tessuto. Mi piace anche realizzare illustrazioni a matita o a china.

Come è nato questo progetto con Lee jeans?
Questa estate ho iniziato a dipingere a caso delle giacche che avevo in casa e ho pubblicato le foto su Instagram. Da lì mi hanno contattato più brand, tra cui anche Lee.

Molto spesso la moda prende spesso spunto dall’arte, ma anche l’arte può avvicinarsi alla moda. Ti piace lavorare in questa direzione?
Sto scoprendo anch’io che questo tipo di arte applicata alla moda mi piace particolarmente, anche se non l’avrei mai detto e sta funzionando. Mi piace sempre sperimentare nuove cose, applicare nuove tecniche che non conosco. Sono una persona che vive molto alla giornata, quando mi passa qualcosa per la testa lo faccio.

Quali sono gli artisti che ti ispirano?
Non ho un artista preferito, come per la musica mi piacciono stili completamente diversi. Un nome su tutti è Dalí, perché è quello che si avvicina di più a ciò che sono, come gusti e tematiche. Per essere Surrealisti bisogna essere bravi, anche nel realismo, ed è difficilissimo.

Qual è il tuo rapporto col denim nella vita quotidiana?

Lo uso tantissimo. Molto spesso indosso degli scarti che ho dipinto e non ho venduto o che tengo per me. Molte persone, poi, me li chiedono. Devo molto del mio successo ai social, perché è grazie a questi che sono stato notato.

GABRIELE VALENTE

Come descrivi il tuo lavoro?
Il mestiere del barbiere mi da modo di coltivare al meglio le mie passioni. Il mio lavoro è fatto di precisione e dedizione, ma anche di vena artistica e trasporto delle emozioni, che in quel momento esplodono insieme per creare un cocktail perfetto. È fatto di storie belle che ogni persona ha da raccontare e che vuole condividere con te, che sei il suo barbiere. Amo ogni aspetto di questa antica arte, che ha seguito la storia in ogni sua evoluzione, più importante di quello che si possa credere.

Come indossi il denim?
Mi piace indossare il denim con una maglietta, ma anche con una camicia, con un bel paio di anfibi possibilmente.

Quando e quanto lo indossi?
Lo indosso praticamente sempre, non saprei farne proprio a meno. Un bel denim fa sempre la sua scena ed è adatto ad ogni situazione. Amo quando comincia a consumarsi, un buon motivo in più per indossarli.

Che tipo di jeans preferisci?
Tendenzialmente indosso jeans non troppo chiari e neanche aderenti. Mi piacciono che disegnino bene la gamba, ma senza esasperare le forme. Se sono strappati, poco male.

Come si lega il denim al tuo lavoro?
La comodità di un denim e il bello di portarlo con una camicia vanno in perfetta armonia con il mio mestiere. La forza di due storie che vanno di pari passo.

Cosa ti è piaciuto, in particolare, di questo progetto Lee?
Sono contento che Lee abbia messo in risalto il nostro mestiere e in generale i lavori artigianali, che purtroppo stiamo perdendo. Io credo che siano queste le persone da valorizzare, gente che fa cose concrete e ricche di passione. Ringrazio Lee per lo spazio che ci ha dedicato ed è stato davvero un piacere aver collaborato con il brand.

www.lee.it

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