Tequila: 3 cocktail da preparare per occasioni speciali

Già solo nominandola, si immaginano sole, spiagge e palme sotto la cui ombra si può sorseggiare un cocktail ghiacciato. In effetti, questo antico distillato derivante dall’agave, è un simbolo del calore e dello stile di vita messicani. Molti sono i cocktail nati partendo proprio dalla Tequila come base alcolica, di seguito vi diamo le tre ricette evergreen (e ve ne raccontiamo una breve storia), per cocktail classici, ma che riscuotono sempre un gran successo.

3 cocktail con la tequila

1 Margarita

Non potevamo non partire dalla bevanda nazionale, il Margarita. Mescolate 3,5cl di Tequila, 2cl di Cointreau e 1,5cl di succo di lime. C’è chi è pro, chi contro l’uso dello shaker, quindi, a voi la scelta. Servite su un bicchiere con i bordi ricoperti di sale e godetevi la serata.

La storia del Margarita, però non è così lineare. Una delle leggende narra che nel 1941 Don Carlos Orozco inventò questa bevanda in onore di Margarita Henkel, figlia dell’ambasciatore tedesco. La seconda, invece, racconta storia di Carlos Herrera, detto “Danny”, che inventò questo cocktail per l’attrice Majorie King. Infine, l’aggiunta del sale sul bicchiere, viene attribuita a Margaret Sames., nel 1948.

2 Tequila sunrise

Se state pensando di andare ad Acapulco o a Cancun, preparatevi ad essere accolti, come da tradizione, da un bicchiere di Tequila Sunrise.

Nato in realtà nell’Arizona degli anni Trenta, il Tequila Sunrise è stato creato per un cliente che voleva ricordare l’alba sul deserto. Gene Sulit, l’inventore, ebbe la geniale idea di sostituire il Rum con la Tequila. La ricetta moderna, però nasce negli anni settanta in California, e prevede 4,5 cl di tequila, 9cl di succo di arancia, 1,5 cl di granatina (bibita analcolica a base di melagrana. Così preparato, il Tequila Sunrise venne servito a Mick Jagger nel 1972, che ne rimase così colpito da dedicargli un tour, Cocaine& Tequila Sunrise Tour, che ne consacrò la fama.

3 Long Island Ice Tea

1,5 cl di vodka, gin, tequila e rum bianco, con aggiunta di Triple Sec, 3cl di sciroppo di zucchero, 2,5 cl di succo di limone e una goccia di cola. Il nome deriva dal sapore di tè freddo che gli conferiscono gli ingredienti analcolici, ma come avete visto dai primi ingredienti, il Long Island è tutto fuorchè analcolico. Proprio per l’associazione di sapore al tè freddo, si pensa che sia nato per eludere i controlli durante gli anni del proibizionismo, ma non è così. Sembra più verosimile la storia che vede Robert Butt come padre di questo cocktail, nel 1970.

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