Un filo (rosso) lungo 200 anni

Cover_BOZZETTO PUBBLICITARIO A TEMPERA SU CARTA CON INSERTO IN TESSUTO PER CARTOLINA, LANEROSSI, FINE ANNI CINQUANTA;
PAGANINO(?), CARTOLINA PUBBLICITARIA, ANNI QUARANTA

Il 2017 segna una tappa importante per Lanerossi, storico lanificio italiano, che raggiunge il ragguardevole traguardo dei 200 anni di attività. L’anniversario, però, non è festeggiato come di consueto con foto d’epoca dell’azienda Vicentina, fondata da Francesco Rossi nel 1817, bensì attraverso immagini e manufatti usati nella comunicazione. L’inusuale chiave di lettura consente di ricostruire non solo – e non soltanto – la storia del lanificio, ma anche quella dell’intero Paese, perché rappresenta uno spaccato socio-economico che si riflette sull’Italia intera. A partire dagli anni ’30 del secolo scorso, Lanerossi si è affidata ai più bei nomi del design e dell’arte contemporanea come, Adolfo Busi, Armando Testa, Pino Tovaglia e Severo Pozzati, tra gli altri. Stessa accurata predilezione anche per la fotografia, dove campeggiano pilastri dell’obbiettivo quali Mauro Masera e Ugo Mulas. L’intero excursus ha il suggestivo nome di, Il filo rosso delle idee. Lanerossi 200 anni, una mostra che ha debuttato a Pitti Immagine Uomo e che, a breve, sarà on stage a Pitti Immagine Bimbo, al Teatrino Lorenese, dal 28 al 30 giugno prossimi. Un percorso cognitivo che, di fatto, apre lo sguardo su di uno spaccato dell’Italia che fu e che permette ai visitatori di conoscere (magari un po’ meglio) una delle eccellenze produttive che hanno fatto la storia del nostro Paese. A sancire l’esposizione il Gruppo Marzotto, nella cui orbita opera il Lanificio Lanerossi, assieme a Filivivi, altra realtà leader nei filati lanieri per maglieria e licenziataria di Lanerossi.

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