Eva Jospin è la protagonista di Carte Blanche 2023 di Ruinart

Si è da pochi giorni conclusa la settimana dedicata all’arte e al design, in cui Milano si trasforma in un vero museo a cielo aperto, tra installazioni monumentali e temporary gallery che coinvolgono i brand del lusso di ogni settore, promotori assoluti di una creatività originale e sempre più trasversale, in cui i confini tra arte, wine, food, design e moda diventano sempre più evanescenti.

Tra i protagonisti di questa narrativa dal carattere osmotico, la Maison Ruinart, che affida ogni anno a importanti artisti contemporanei il compito di reinterpretare in chiave artistica il suo patrimonio. L’edizione 2023 di Carte Blanche ha visto l’artista francese Eva Jospin (nota al pubblico modaiolo per aver realizzato la scenografia della sfilata Haute Couture Autunno/Inverno 2021 di Dior) dare la sua personale interpretazione del terroir del marchio, attraverso la creazione un paesaggio scultoreo dal titolo Promenade(s) elaborato attraverso sovrapposizioni e un’affinata tecnica di cesellatura di strati di cartone, capaci di rivelare scene teatrali e infiniti panorami possibili: l’opera diventa così rappresentazione di una successione di strati geologici e temporali, reali e immaginari di quello straordinario patrimonio della più antica Maison de Champagne.

Ruinart Eva Jospin
L’opera di Jospin presentata a marzo al Carreau du Temple parigino

Eva Jospin
Eva Jospin nelle crayères di Reims (ph. Mathie Bonnevie)

Dopo il lancio ufficiale al Carreau du Temple a Parigi l’8 marzo e in Italia in occasione di Miart, nella VIP Lounge Ruinart, le opere dell’artista saranno presentate nelle più importanti fiere di arte contemporanea di cui Ruinart è partner, da Art Basel Basilea a giugno, a Frieze e Paris + by Art Basel a ottobre, a Art Basel Miami Beach a dicembre.
“Con le mie opere non racconto una storia. Creo un mondo in cui la storia si svolge e si anima”, spiega Jospin.

Promenade(s)

I dettagli emergono nell’opera incasellati in un fitto paesaggio immaginifico, in cui minuziosi elementi architettonici prendono forma e si fondono con quelli della natura, raggiungendo un utopico equilibrio che non può fare a meno del rispetto di un ecosistema e della sua bellezza. L’ispirazione diventa così espressione materica di un mondo che ha nella terra il suo elemento principale: dal mondo sotterraneo delle crayères di Reims (le cave di gesso dove vengono affinate le bottiglie) alle radici e agli intrecci delle viti; dall’incoronazione dei re di Francia nella cattedrale di Reims, alla concessione del titolo nobiliare alla famiglia Ruinart da parte di Carlo X; dalla conversione delle vecchie cave di gesso in cantine, all’impegno di ampio respiro della Maison a sostegno della biodiversità.

Carte Blanche Ruinart
Ruinart Blanc de Blancs limited edition by Eva Jospin

Corrispondenze sensoriali: da Eva Jospin allo Chef Mattia Bianchi

L’interpretazione del terroir, della cultura e della storia di Ruinart è un viaggio che si esegue attraverso i cinque sensi. Esattamente come Jospin, lo Chef Mattia Bianchi – Executive Chef del Ristorante Amistà del Byblos Art Hotel Villa Amistà di Corrubbio, nel cuore della Valpolicella, una stella Michelin dal 2021 – trasforma la materia in un vero e proprio percorso narrativo, pezzi d’arte da svelare, condividere, sperimentare e assaporare.

Mattia, che ha conosciuto l’artista a Parigi, ha creato per Food For Art una riflessione sulla manualità e l’artigianalità, ispirandosi alle opere di Eva, nel rispetto del territorio, della sua stagionalità e delle sue eccellenze.

Ruinart Carte Blanche 2023
Food for Art 2023, Ruinart

Il pairing e il percorso narrativo di Mattia Bianchi

Dal passaggio nel suo laboratorio al ranch, lo chef ha scelto il tarassaco a fare da comun denominatore per questo percorso culinario che ha visto Ruinart Blancs de Blancs abbinato a un ceviche di salmerino, tarassaco e salsa Champagne e Dom Ruinart Blanc de Blancs 2010 insieme ai tortelli alle erbe spontanee, mosto di pera e Monte Veronese DOP.
Dom Ruinart Blanc de Blancs 2010 è una cuvée affinata 10 anni nelle cantine di gesso con il tappo in sughero. La sua sboccatura avviene artigianalmente, trait d’union nel percorso individuato da Bianchi.
Un percorso elaborato con carattere e un pizzico d’audacia nell’abbinamento di Ruinart Rosé con l’agnello brado e radici primaverili.

Infine, il Dom Ruinart Rosé 2009 composto per l’85% da chardonnay Grands Crusè e un 15% da pinot noir proveniente dal Grand Cru d’Aÿ, è stato abbinato al dessert che si presenta come un Microclima, pensato con pralinato di nocciole e fava tonka: un omaggio – anche visivo – all’opera di Jospin.

Ruinart Carte Blanche 2023
Microclima

Nell’immagine in apertura, Ruinart Blanc de Blancs limited edition by Eva Jospin

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