Gianmarco Galati, ballerino (anche) al cinema con ‘Backstage – Dietro le quinte’

Gianmarco Galati, romano dei Castelli, ballerino professionista di danza latino-americana, si ritrova a soli ventitré anni ad essere protagonista di un film che sembrava scritto per lui: Backstage – Dietro le quinte, produzione Amazon Prime Video che lo vede in scena insieme ad altri giovani (aspiranti) artisti, disposti a qualsiasi sacrificio pur di ottenere il provino che forse gli cambierà la vita.

Era dai tempi di Saranno famosi, serie di successo planetario degli anni ‘80, che non si vedeva affrontare la tematica del dietro le quinte in maniera così approfondita.

Gianmarco Galati film
Gianmarco Galati (il primo a destra) in una scena di Backstage – Dietro le quinte (ph. by Maria Marin)

Sei ballerino professionista prima che attore, raccontami.

Nasco come ballerino di latino-americano, inizio prestissimo, ovvero all’età di quattro anni, con la passione tramandata in famiglia da mio zio; successivamente, con la scelta della scuola superiore, ho scoperto che esisteva la possibilità del liceo coreutico, che univa gli studi classici alla danza contemporanea. La preparazione per l’esame di ammissione è durata sei mesi, l’ho frequentato e mi sono diplomato.

“Il desiderio, il sogno non devono mai essere ostacolati, anzi, vanno alimentati insieme all’ambizione”

Dimmi qualcosa in più di Backstage – Dietro le quinte, a vedere il trailer sembra una versione italiana di Saranno famosi, sono cresciuto con quella serie tv

Racconta molto di più che una semplice audizione, in quanto si concentra sulle storie di un gruppo di ragazzi focalizzati sui propri obiettivi, nonostante le problematiche esistenziali tipiche dei vent’anni. Il desiderio, il sogno non devono mai essere ostacolati né dai genitori né dalla scuola, anzi, vanno alimentati insieme all’ambizione.

Gianmarco Galati Backstage
Galati in una foto di scena insieme a Geneme Tonini/Sara (ph. by Maria Marin)

Siete un bell’ensemble, cosa puoi dirmi a proposito?

Siamo stati un bel gruppo, abbiamo collaborato e condiviso tanto, non solo nel film ma anche nella vita reale, trascorrendo serate ad ascoltare musica, dormendo insieme, vedendo film che potessero ispirarci. È stato un lavoro particolare, quasi come se fossimo a scuola, immersi però in un ambiente familiare.

Parlami del tuo personaggio.

Di Flavio non si sa tantissimo, tranne che è molto legato a quella che è la sua fidanzata nel film, Sara; ha bisogno di essere sostenuto da lei, come succede alla nostra età, in cui ti viene voglia di condividere tutto, soprattutto se si è legati dalla stessa passione, ossia la danza.
Nel film tra i due personaggi vedremo svilupparsi una scelta evolutiva, e questo è un altro punto saliente del racconto, ovvero tagliare i rami secchi.

“Vedo le sfide come un momento per migliorarsi”

Dove avete girato?

Interamente a Roma, per due settimane intere al Teatro Sistina. Peraltro è il primo film ospitato dal teatro, ballare in quel luogo magico, per di più ripresi dalle telecamere, è stato veramente il massimo delle emozioni che ho provato in questo lavoro.

Hai quest’aria austera tipica del ballerino, sei veramente così?

No anzi, mi sento e mi descrivo come una persona molto pacata. Provo amore verso tutti, è davvero difficile che senta risentimento verso qualcuno, vedo le sfide come un momento per migliorarsi.

Backstage dietro le quinte film
La locandina del film

Nell’immagine in apertura, un ritratto di Gianmarco Galati (ph. by Maria Marin)

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