La gentilezza “rivoluzionaria” di IF! Festival

IF!, festival che dal 2014 celebra il valore della creatività come elemento centrale per la industry della comunicazione, torna a Milano dal 7 al 12 novembre. Numerosi gli ospiti che interverranno che prenderanno parte alla sei giorni della kermesse, provenienti dagli ambiti più disparati: si va da Roberto Saviano a Elio Germano, dal filosofo e psicanalista Umberto Galimberti all’artista (ed ex pugile) Omar Hassan; e ancora, tra gli altri, Marco Cappato, la scrittrice e giornalista Guia Soncini, lo stand-up comedian Saverio Raimondo.

IF Festival 2022

In un mondo sempre più dominato dai data, con le AI in continuo sviluppo, IF! mette al centro l’uomo “misura di tutte le cose” e la comunicazione: non solo come trasmissione di informazioni, ma come attività di esseri umani empaticamente collegati tra loro. Quel quid che, almeno per ora, ci rende ancora unici e insostituibili.
Il tema dell’edizione 2022 è “La Rivoluzione della Gentilezza”. Gentilezza che non è segno di debolezza, ma manifestazione di forza e decisione: quella di rimettere l’umanità al centro di questo mondo, di questo universo, di qualsiasi multiverso.

Il tema scelto come filo conduttore dell’edizione è “La Rivoluzione della Gentilezza”

Organizzato e promosso da ADCI – Art Directors Club Italiano – e UNA – Aziende della Comunicazione Unite, insieme al main partner YouTube, IF! è un appuntamento che ogni anno unisce ispirazione, formazione, networking e intrattenimento. «Rappresenta il mondo della creatività in Italia, intesa non come arte ma come creatività nella comunicazione», spiega una delle sue fondatrici, Alessandra Lanza, docente alla Bocconi di Milano. «Dieci anni fa ci rendemmo conto che le aziende spesso valutavano il nostro lavoro non tanto in funzione dell’idea creativa che sottende una campagna, ma sulla base dei dati.
IF! è nato con l’intento di far capire ai nostri clienti che, all’interno di un progetto di comunicazione, quello che fa la differenza è la creatività. Una campagna funziona se riesce a veicolare un determinato messaggio. E far passare un messaggio di marketing attraverso la creatività, è il nostro lavoro».

Alessandra Lanza IF
La direttrice di IF! Alessandra Lanza

«Abbiamo quindi deciso di rimettere al centro il tema della creatività. L’idea era quella di costruire un format innovativo dove poter radunare tutta l’industria della comunicazione: creativi, agenzie, clienti, editori, tutti gli addetti ai lavori. L’occasione ci fu data da Google, perché sono proprio le grosse piattaforme le prime che hanno interesse a stimolare lo sviluppo di contenuti creativi».

«Il primo IF! nacque per passione. Se allora ci avessero detto che dopo dieci anni saremmo ancora stati qui, e che saremmo diventati l’evento di riferimento per il mondo della creatività e della comunicazione, io per prima non ci avrei creduto. Fin dalla prima edizione, è emerso un dato importante: l’importanza di fare networking. E, negli anni, abbiamo anche compreso che la comunicazione ha uno step in più: non solo il marketing, ma capire qual è il messaggio di cui le aziende si fanno portatrici».

“In un progetto di comunicazione, quello che fa la differenza è la creatività. Una campagna funziona se riesce a veicolare un determinato messaggio. Far passare un messaggio di marketing attraverso la creatività è il nostro lavoro”

IF! accoglie non solo i player del settore, ma anche gli studenti…

Il festival ha sempre cercato di sviluppare un’attività che fosse democratica, ossia accessibile a tutti. All’interno di IF!, dal 7 al 10 novembre, si svolge “IF! Digital Premier”, quattro giornate di formazione e workshop. Tutti realizzati da aziende partner tra le principali del settore, da YouTube a Meta, e da scuole di altissimo profilo che organizzano corsi gratuiti aperti al pubblico su registrazione. La parte in presenza è a pagamento, ma con un prezzo che non supera i 90€. Rispetto ad altri eventi, che hanno costi superiori ai 300€ e chiusi al pubblico, IF! conferma la sua idea di accessibilità. Tutto ciò è possibile perché è un evento no profit. Quello che arriva in termini di partnership e sponsor, viene reinvestito sui contenuti.
Abbiamo deciso di tornare subito in presenza perché uno dei nostri obiettivi è il networking e, per farlo, le persone hanno bisogno di incontrarsi, di stare insieme, di condividere. È importante incontrarsi e parlare.

“Gentilezza sembra un concetto abusato, invece va sviluppato. Urge ritornare a cosa vuol dire avere delle relazioni che siano guidate dalla gentilezza intesa come empatia, capacità di capire l’altro”

Si parla spesso di soft power. La forza gentile della cultura e del rispetto reciproco è la linea guida di IF! 2022?

Oggi la comunicazione si fa carico di una rivoluzione culturale. La responsabilità sociale di un’azienda, è un tema che le imprese hanno chiaro. Il tema della gentilezza, in questo momento, è particolarmente importante e va di pari passo con quello dell’inclusività. Non si tratta più solo di cosa comunichi verso l’esterno al consumatore, ma anche di cosa comunichi verso l’interno alle persone che lavorano con te e per te.
Alla Bocconi, dove insegno, ho assegnato ai miei studenti un lavoro sul gaming, da sviluppare su una piattaforma. Siamo quindi nel mondo del metaverso. Tra le varie piattaforme, la maggioranza degli studenti ha scelto quella che presentava concetti di inclusività e gentilezza verso il pubblico, tutela delle donne, attenzione al linguaggio.
Se fino a poco tempo fa, quando si parlava di responsabilità, si parlava di ecologia, di sostenibilità ambientale, oggi gli utenti sono arrivati al concetto di sostenibilità sociale. Temi che le aziende intercettano immediatamente perché importanti per il pubblico.
Gentilezza sembra un concetto abusato, invece va sviluppato. Il mondo non è migliorato come speravamo. L’aggressività e l’infelicità sono tangibili. Urge ritornare a cosa vuol dire avere delle relazioni che siano guidate dalla gentilezza intesa come empatia, capacità di capire l’altro: sono concetti fondamentali per una società che vuole andare verso il benessere.

“Bisogna capire come implementare i temi dell’empatia e della gentilezza all’interno di un sistema che ha bisogno di avere ritorni economici”

Come si applica la gentilezza all’economia?

Il concetto di gentilezza che svilupperemo all’interno del festival, non è quello di forma, inteso come essere formalmente gentile e quindi educato. Essere gentili nei riguardi dell’altro significa prendere in considerazione l’altro come individuo, rispettarne la sensibilità. In termini aziendali, significa vedere la persona in quanto tale e non in quanto lavoratore e basta.
Il punto è domandarsi come essere gentili: come il mondo, e di conseguenza anche l’economia, può trarre giovamento dalla gentilezza. Cercheremo di approfondire i temi che riguardano le relazioni.
Sono argomenti che arrivano a comprendere anche la spiritualità. L’azienda moderna si rivolge ad una persona, che ha una sua identità e i suoi bisogni.
IF! ci servirà anche per capire come l’ambiente esterno interpreta la gentilezza, cosa significa essere gentili. I clienti di un’agenzia di comunicazione sono aziende profit. Il discorso è quello di capire come poter implementare i temi dell’empatia e della gentilezza all’interno di un sistema che ha bisogno di avere ritorni economici. Ma un’azienda è anche un sistema in grado di dialogare con il suo target e, quando parliamo di target, parliamo di esseri umani.

Marco Cappato
Marco Cappato

“Quando si parla di gentilezza, non si parla di tolleranza, ma della capacità di amalgamarsi, di far sì che un gruppo di persone diventi uno”

È di tendenza il termine “tolleranza”. Nessuno di noi vorrebbe essere tollerato. La tolleranza ha in sé il seme dell’arroganza di chi concede qualcosa a un altro in posizione di inferiorità. La gentilezza dovrebbe prendere il posto della tolleranza?

La creatività emerge dalla libera espressione del pensiero di ogni singolo. Il lavoro dei creativi, ad esempio, è un grande lavoro di squadra. Quando si parla di gentilezza, non si parla di tolleranza, ma della capacità di amalgamarsi, di far sì che un gruppo di persone diventi uno. E non lo fai attraverso la tolleranza, ma includendo le diversità e considerando ogni individuo una ricchezza. Persone diverse, che non guardano le reciproche differenze, ma sono tutte rivolte allo stesso obiettivo comune. “Raduniamoci tutti intorno a un interesse comune” è lo spirito di IF!.

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