Around Pitti Uomo 97: i 10 brand da ricordare

Ogni stagione Pitti Uomo porta oltre 1.200 espositori a Firenze che diventa la vetrina e il sismografo delle tendenze uomo e lifestyle globale. Abbiamo scelto 10 brand che ci hanno particolarmente colpito per l’impatto dei loro eventi, la progettualità e la collezione.

Karl Lagerfeld

Per la seconda volta, dopo l’edizione di Giugno dell’anno scorso, il marchio è presente presso la Fortezza da Basso con la sua nuova collezione di rtw, accessori e uno special project dal titolo “ A tribute to Karl:the white shirt project”, curato da Carine Roitfeld.

Si tratta di varie camicie bianche, ripensate e rielaborate da amici storici del Kaiser, quali Kate Moss, Cara Delevigne o Lewis Hamilton. Splendide le pelli texturizzate di pantaloni e giacche, che saranno di gran moda per il prossimo inverno.

a tribute to Karl: white shirt project

Herno

Herno presenta il suo nuovo progetto “Globe”, sinonimo di sostenibilità e artigianalità: massima importanza alla provenienza delle materie prime, allo sviluppo di nuove tecniche produttive e al rispetto dell’ambiente.

In una location verde e molto rilassante nascono I piumini, I bomber e le giacche biodegradabili, che si decompongono dopo 5 anni se gettati in discarica, oppure quelli ottenuti con materiali rigenerati derivati da materiale di scarto.

Herno

Borsalino

La sfida di Borsalino è quella di aggiornare un accessorio come il cappello, considerato retrò e obsoleto. Lo fa molto bene, proponendo il classico “Bogart” in chiave moderna o fondendo il mondo della moda con quello artistico del Rinascimento o del movimento inglese delle “Arts and crafts”.

Il risultato è una ricerca molto interessante di forme e materiali, in cui il classico scozzese inglese si fonde con velluto animalier, vernice e finta pelliccia. Divertente è l’omaggio a Raffaello, cinquecento anni dopo la sua morte.

Borsalino

Tagliatore

La raffinatezza è uno dei marchi di fabbrica di Tagliatore: a partire da una tavolozza calda e speziata, che vira poi al grigio e nero, la silhouette gioca sull’armonia tra i cappotti oversize e giacche e pantaloni più attillati.

Particolare attenzione alla giacca da camera, curata e costruita come se fosse un cappotto couture, con dettagli sofisticati e forme avvolgenti.

Lardini

Lardini rilancia il formale e il classico con una collaborazione speciale con il designer Yosuke Aizawa, fondatore di Mountaneering.

Avvolta da un’ atmosfera nordica e glaciale, la nuova moda è frutto di una contaminazione innovative tra praticità e innovazione, tra classicismo e dinamismo.

Lardini

Brioni

Un’atmosfera viscontiana a Palazzo Gerini, uno dei pochi palazzi sei-settecenteschi che si trova a Firenze: merito di Olivier Saillard, che ha saputo tradurre I festeggiamenti del 75esimo anniversario del marchio romano in un vero e proprio percorso nella cultura, tra moda e musica classica.

La preziosità dei velluti, dei pellami e delle lane più pregiate, declinate in fogge classiche e dal sapore romantico, disegnate dall’austriaco Norbert Stumpfl, si sposano perfettamente con I modelli-musicisti che cI accompagnano nelle sei sale del palazzo, tra le note di Debussy, Satie e Monteverdi. Un concetto di eleganza maschile delicato, colto e non chiassoso, in totale controtendenza con quanto abbiamo visto altrove.

Photo credit: Brioni

K-Way

Alla storica Borsa Valori, va in scena l’apotesi dell’outerwear: coloratissimo, pratico, divertente, pop, tecnologico. Partendo dallo storico slogan “Let it rain”, il brand festeggia il 55esimo anno di attività sfoggiando una miriade di proposte per tutte le esigenze, dal basic (non a caso è di proprietà del gruppo Basicnet) a proposte ricche di dettagli tecnici.

Photo credit: K-Way

Jil Sander

Nel chiostro di Santa Maria Novella, si inaugura un nuovo capitolo della coppia stilistica dei coniugi Meier, che proprio a Firenze hanno studiato e si sono conosciuti. Un’atmosfera luminosa e monacale al tempo stesso, dove a farla da padrone è la semplicità delle linee, l’ampiezza dei volumi, la neutralità della palette.

Tutto è sussurrato, accennato: il rigore di cappotti austeri ingentilito da sottili ricami e applicazioni, i tessuti più ricercati abbinati con quelli più naturali, un’aquila regale che si posa su spille e collane.

Photo credit: Alessandro Lucioni

Telfar

Il marchio fondato da Telfar Clemens parla di meltissage tra culture, generi e stili: il Rinascimento toscano, così ben incarnato dallo splendido Palazzo Corsini. Il femminile si fonde con il maschile, il 400 con la cultura street dei afroamericani, lo stile pirata (tanto caro a Vivienne) con il look biker.

Una moda un po’ confusa e caotica, dove però a regnare è la bellezza delle pelle, che si ritrova nelle giacche biker e soprattutto nei pantaloni attilati e seducenti.

Photo credit: Giovanni Giannoni

Random Identities

Sulle note di una cover di “I’m every woman” di Whitney Houston, va di scena la moda dell’ex direttore creativo di Yves Saint Laurent, un vero e prorio rtw concepito per l’era digitale. Una moda fluida, radicale, che annienta le barriere tra maschile e femminile, tra fisici efebici e bellezze curvy, tra giovinezza e maturità.

Libertà e inclusione sono le parole chiave di questo lessico, dove gli uomini indossano gonne al ginocchio, reggiseni di pizzo sopra camicie inglesi, maglioni over messi upside-down. La passerella è chiusa dallo stesso Pilati, in uno stupendo cappotto cammello, pantaloni bianchi e stivali da cavallerizza. La costante provocazione è stemperata dalla scelta di linee pulite, dal monocromatismo dominante e dalla location scarna e industriale della Stazione Leopolda.

Photo credit: Gabriele Pasceri

Di Alessandro Martinelli

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