Brais Albor, il giovane designer spagnolo che sfida la nozione di mascolinità

Appena laureatosi al Central Saint Martins College, il designer 28enne Brais Albor, originario di Santiago de Compostela, ha presentato la sua prima collezione menswear a marzo, in occasione della sfilata di fine corso della prestigiosa scuola londinese, tornata a svolgersi in presenza dopo lo stop per la pandemia. Tenutosi nelle giornate della fashion week londinese, il défilé collettivo (dal titolo Shiny Shiny) ha permesso di mostrare le rispettive creazioni a 32 studenti del Master in Fashion; tra loro Albor, appunto, col suo mix di codici sartoriali, elementi provenienti dal womenswear, forme e suggestioni desunte dal mondo animale e una dose abbondante di ironia (mirata ad abbattere gli stereotipi tradizionalmente associati all’idea di mascolinità), combinate tra loro per definire l’identità di «un essere umano potente e rivoluzionario», che lo stilista pone al centro del brand eponimo.
La prova gli è valsa l’ingresso nella rosa dei finalisti dell’edizione 2022 di ITS – International Talent Support, dedicato allo scouting e supporto dei talenti emergenti della moda.

Brais Albor
Un ritratto del designer, che indossa capi e accessori della sua prima collezione A/I 2022

Abbiamo rivolto direttamente a lui alcune domande, per conoscere meglio un creativo destinato, con ogni probabilità, a farsi strada nel settore dell’abbigliamento maschile.

Intervista a Brais Albor

Parlaci del tuo background e delle tue esperienze professionali…

Mi sono laureato in Spagna, a Santiago de Compostela, presso l’EASD di Mestre Mateo; l’ultimo anno del corso di laurea l’ho frequentato in Erasmus all’Accademia di Belle Arti di Brera. È allora che conosco Milano, una città che mi piace molto. Dopo l’Erasmus, ho fatto uno stage presso la Casa d’Arte Fiore, dove sono rimasto tre anni e mezzo, lavorando come modellista di abiti maschili per il cinema e il teatro, imparando davvero tanto sul costume storico, la moda e le loro strutture. Ho provato a lavorare nella moda milanese, ma dopo esser stato respinto diverse volte ho deciso di studiare di più, così ho fatto domanda (due volte) alla Central Saint Martins, trasferendomi a Londra per il Master in Fashion.
Sono stato tra gli studenti che hanno sfilato in passerella durante la London Fashion Week. La collezione finale del MA Fashion è la stessa con cui ho presentato la domanda all’ITS – International Talent Support. Dopo il défilé, Marc Goehring (Fashion Director del magazine 032c, nda) ha voluto conoscere meglio la collezione e, dopo averci parlato, è volato a Londra per supportarmi con la sua esperienza e talento, curando lo styling per la campagna pubblicitaria e le immagini del lookbook.

Brais Albor brand collezione
Outfit della collezione Brais Albor A/I 2022

“Voglio far sentire chi indossa i miei abiti forte, sicuro di sé”

Puoi spiegarci il concept del marchio, della prima collezione e, in generale, della tua idea di mascolinità?

Riguardo la collezione, ho voluto portare persone dalle forme non standard sotto i riflettori, togliendole dalla condizione di ombra, d’invisibilità in cui erano relegate. Sottolineo i loro corpi con costruzioni sartoriali, abbracciando ed esaltando la fisicità. Utilizzando la moda sartoriale, voglio far sentire chi indossa i miei abiti forte, sicuro di sé. Potrei definirlo più o meno un gentiluomo che indossa capi potenti ma, internamente, è dolce come una poesia.

La mia collezione di debutto, Descent of Human, and natural Selection in Relation to Love, prende le mosse dalla mascolinità tossica, dalla figura del dandy nel XX secolo e dagli istinti animali; insieme, creano l’uniforme del personaggio che ho immaginato, potente e rivoluzionario, capace, determinato ad essere parte del cambiamento.
Il casting, perciò, è stato molto importante, ho cercato esseri umani veri, con taglie canoniche, non da passerella insomma, perché sono in contrasto con gli abiti e rompono gli stereotipi sul menswear della moda. In sostanza, si tratta di una collezione maschile creata però nel modo meno maschile possibile, così da definire una nuova identità.

Ho lavorato con texture e materiali sostenibili, usando tessuti di recupero, una scelta che mi ha permesso di ottenere pezzi di qualità e, allo stesso tempo, di essere attento all’ambiente. Le scarpe, poi, sono state realizzate in collaborazione con l’azienda familiare italiana Atelier Vania, che inizialmente produceva scarpe da donna in numeri grandi e, dopo questa collaborazione, ha deciso di produrre tacchi alti per tutti. Tutto ciò ha aggiunto un heritage al valore della mia proposta. Sono elementi che forniscono ai modelli, i miei personaggi, gli strumenti necessari per combattere una rivoluzione dell’amore.

Brais Albor ITS Trieste
Il finale dello show di Brais Albor alla 22esima edizione di ITS – International Talent Support

Brais Albor ITS Trieste
Il designer (a destra) con due modelli alla finale di ITS

“Credo che il mio sangue spagnolo, la cultura della mia città mi spingano a creare gli abiti in questo modo”

C’è un’influenza spagnola nel tuo lavoro?

Probabilmente si riflette ovunque, credo che il mio sangue spagnolo, la cultura della mia città mi spingano a creare gli abiti in questo modo, criticando con ironia la nozione comune di “macho iberico”, uno stereotipo tossico che vorrei eliminare, utilizzandolo per dar vita a qualcosa di nuovo, che rappresenti al meglio la mia cultura e le mie idee.

Perché hai scelto di trasferirsi in Italia?

Penso che la cultura italiana sia molto simile a quella spagnola, ma più grande nella moda. Trovo che le persone si godano maggiormente la vita rispetto a quanto avviene in altri paesi, qui il mix tra lavoro e divertimento è perfetto. La mia intenzione, perciò, è restare in Italia, lavorando per qualche azienda fashion, così da fare esperienza e cercare di capire se, in futuro, sarò in grado di produrre e lanciare una mia griffe. Per ora mi limito a realizzare pezzi su misura della collezione e nuove creazioni; mi piacerebbe lanciarne una nuova, al momento però, dopo tutte le spese del master a Londra, non è facile avere il sostegno necessario per farlo.

Brais Albor Instagram
Brais Albor

“Critico con ironia la nozione di macho iberico, uno stereotipo tossico che vorrei eliminare”

Il pezzo signature e il tessuto che preferisci.

Il capo che preferisco, della collezione, è il cappotto che ho indossato durante la show; è in pelliccia di lana mohair, uno stock di un marchio londinese di colore giallo che ho tinto a mano per ottenere questa specifica consistenza e sfumatura. Mi piace un sacco, lo porterò per tutto l’inverno. Adoro anche i pantaloni del terzo look della sfilata (rappresentano il primo modello cui ho pensato, da cui sono nati gli altri), il bello è che ho fatto tutto nella mia taglia o in altre più grandi, perciò posso indossare ogni capo, come quello in lana grigia con inserti a contrasto color crema, con cui ho cercato di imitare il calicò usato nell’industria fashion per i prototipi.

Brais Albor designer
Brais Albor

Nell’immagine in apertura, la collezione Fall/Winter 2022 del designer (il terzo da destra)

© Riproduzione riservata