Francesco Centorame, l’importanza di mettersi in discussione

Francesco Centorame, abruzzese, giovanissimo papà (ha 26 anni), ha già alle spalle una carriera solida e invidiabile. Indubbiamente il ruolo di Elia nella quinta stagione di Skam Italia, su Netflix, è quello che gli ha dato la popolarità, ma lui si è saputo muovere tra cinema, TV e teatro con notevole dimestichezza. Proprio la sua grande passione per il palcoscenico, infatti, lo ho portato a rifiutare un progetto cinematografico per debuttare all’Off/Off Theatre di Roma con una nuova commedia diretta da Riccardo D’Alessandro, Lei.

La grande popolarità arriva da Skam, te l’aspettavi?

All’inizio no, era difficile immaginarlo, anche perché era una bella scommessa con Tim come produttore, poi col subentro di Netflix è cambiato tutto, è chiaro che si tratta di una piattaforma che arriva praticamente a tutti.
Riflettevo poco tempo fa sull’importanza del creare una serialità per un attore, è come se tu togliessi quella distanza che crea il cinema perché entri nelle case di tutti. Con la quinta stagione, soprattutto, si sono visti dei lati emotivi ancora sconosciuti.

“È stata una fortuna non essere protagonista della prima stagione di Skam, perché non avrei avuto la sensibilità e l’esperienza che ho acquisito dopo”

Che ruolo è stato per te quello di Elia Santini?

Un ruolo fondamentale, in quanto mi ha trovato che ero solo ventenne e ora ne ho ventisei; quindi, mi ha letteralmente accompagnato in un percorso di crescita, sia come persona che come attore.
La mia fortuna è stata non essere tra i protagonisti della prima stagione di Skam, perché non avrei avuto la sensibilità e l’esperienza che ho acquisito dopo.

Francesco Centorame
Francesco Centorame (ph. Andrea Botondi)

Cosa hai pensato quando sei stato inserito nella lista dei “Men of the Year” di GQ Italia, oltre a quanto so’ fregno”?

Non ho un buon rapporto col mio aspetto fisico, quindi è stato totalmente inaspettato, bellissimo ma davvero, mi ha colto di sorpresa; tendo sempre a sminuirmi, poi per carattere, quando faccio un progetto lo chiudo e penso subito a quello dopo.
Alla fine, questo mestiere lo fai per essere apprezzato da quelli che pagano un biglietto per andare al cinema o al teatro, oppure l’abbonamento per una piattaforma, quindi posso solo esserne felice.

Che rapporto hai con la moda?

Direi strano, perché fondamentalmente mi piace stare comodo e a mio agio, però ho una passione per la moda retrò anni 70/80; ecco, è questo ad affascinarmi tanto, ovviamente affidandomi a persone che ne sanno molto più di me.

“Sono molto legato al palco, sono partito da lì”

Ora stai per debuttare a teatro con Lei.

Si tratta di una commedia brillante, la prima volta che Riccardo D’Alessandro, il regista, me la propose, qualche mese fa, stavo girando un film, ma ho capito subito che poneva il focus sull’importanza del teatro, dell’amicizia e del saper gestire le relazioni.
Mi ha colpito all’istante, ho intuito che ci sarebbe potuto essere un bel clima, poi a me piace molto potermi mettere in discussione sia come attore che come persona, e questo spettacolo ti obbliga a farlo.
Io interpreto il regista, poi ci sono due attori che vivono con la paura di non lavorare; questo è un mestiere che non ti dà mai certezze, quindi ti porta ad esplorarti, a scavare dentro te stesso cercando di capire cosa potresti fare di più.
Il messaggio che vogliamo portare al pubblico è proprio che il teatro ti salva la vita,  anche se solo per un’ora e mezza; stacchi da tutto e ti immergi in una storia che non è la tua. Sono molto legato al palco, sono partito da lì.

Lei spettacolo teatro
Francesco Centorame (il primo da sinistra) in Lei

Pistola alla tempia: cosa sceglieresti fra teatro, cinema e televisione?

Proprio con Lei mi è successo per la prima volta di dover scegliere se fare un film o uno spettacolo, e ho scelto il secondo; sono giovane, per me in questo momento è davvero importante seminare, interpretare storie che siano fedeli alla mia persona.
Mi è capitato di rifiutare progetti che poi, ripensandoci, economicamente mi avrebbero potuto aiutare, però ho sempre messo davanti a tutto la storia.

“In questo momento ciò che mi rende felice è tornare in teatro, stare dietro le quinte, sentire la sala riempirsi e le farfalle allo stomaco”

Qual è la cosa che ti fa incazzare di più?

Io mi incazzo tanto, anzi, soffro per l’egoismo delle persone e la mancanza di gentilezza.

E quella che ti rende più felice?

In questo momento proprio questa cosa qua, tornare in teatro, stare dietro le quinte, sentire la sala riempirsi e le farfalle allo stomaco, che ti danno una carica indescrivibile.

Francesco Centorame Skam
Ph. Andrea Botondi


Credits

Press office SiSi Communication

Photographer Andrea Botondi

Nell’immagine in apertura, un ritratto di Francesco Centorame (ph. Andrea Botondi)

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