Alessandro Piavani, attore al servizio delle storie

Blocco 181, prima in-house Sky Studios italiana, andata in onda a maggio, gli ha regalato notorietà e qualche soddisfazione extra (vedi alla voce premio Kinéo 2022). In attesa dei nuovi episodi della serie (definita dallo sceneggiatore Paolo Vari «una favola metropolitana, dark e iperrealista»), Alessandro Piavani è stato impegnato in produzioni di notevole levatura, Nata per te (di cui ci parla più approfonditamente nell’intervista) e La bella estate, pellicola tratta dal romanzo eponimo di Pavese, di cui sono appena terminate le riprese; due nuove opportunità per mettere in pratica il credo artistico dell’attore 29enne, originario di Romano di Lombardia, ovvero raccontare un« storie, vite, personaggi, esplorando queste dimensioni e permettendo a chi ci guarda di viverle attraverso di noi».

Alessandro Piavani
Total look Calvin Klein Jeans

Blocco 181, di cui avevamo già parlato nell’intervista di maggio, ha ottenuto riscontri più che positivi su giornali nostrani come Vanity Fair o Il Venerdì di Repubblica. Ex post e nel complesso, come valuti il tutto?

È stato incredibile, ho potuto girare per sette mesi con un gruppo di professionisti fantastico, vivendo Milano per tutto questo tempo e conoscendo persone di ogni parte del mondo (sia il cast che la troupe erano internazionali), uno scambio davvero proficuo, formativo. La serie in sé, inoltre, racconta cose non banali in modo coinvolgente, quindi è stato bello anche vedere i feedback ricevuti in Italia e all’estero. Vivendo a Londra, mi son trovato coi miei coinquilini che si sono sparati tutte le puntate su Sky, apprezzandole. Dà soddisfazione vedere una storia del genere che arriva oltre i confini nazionali.

Blocco 181 Ludo
Coat and trousers Marsēm, silk chiffon shirt Maison Laponte, shoes Giuseppe Zanotti

“Sto cercando di limitare giudizi e critiche a ciò che può davvero tornarmi utile e, per il resto, lasciare andare, ricordandomi che tutto ciò che faccio è per il pubblico, non per me”

Che effetto ti ha fatto rivederti in video? Potendo tornare indietro, cambieresti qualcosa nel modo in cui hai reso la figura di Ludo?

In linea di massima, sì. Tuttavia la questione è più articolata, riguardarsi fa sempre effetto, specie considerando che il cuore della recitazione, a mio parere, sta nel farlo mettendosi al servizio degli altri; raccontiamo storie, vite, personaggi, esplorando queste dimensioni e permettendo a chi ci guarda di viverle attraverso di noi. La performance attoriale, dunque, non può essere fine a sé, basti pensare al teatro, dove non c’è nemmeno la possibilità di vedersi dall’esterno. Nel cinema o nella tv, purtroppo o per fortuna, ciò che fai è immutabile, impresso su pellicola.
Per me rimanere soddisfatto dopo un lavoro è difficile, cerco sempre di migliorarmi, di individuare i punti sui quali potrei intervenire, alla fine però sono contento perché mi pare si percepiscano dei lati di Ludo che volevo si notassero. Oltretutto il mio giudizio in merito è relativo e – per forza di cose – differente da quello di uno spettatore che, ovviamente, non può sapere cosa stava succedendo sul set, cosa pensassi in quell’istante e così via; colgo degli elementi che chi guarda la scena non nota neppure. Comunque sto cercando sempre più di limitare giudizi e critiche a ciò che può davvero tornarmi utile e, per il resto, lasciare andare, ricordandomi che tutto ciò che faccio è per il pubblico, non per me.

“Nata per te è un progetto di cui sono orgoglioso, sicuramente verrà seguito e apprezzato da tante persone”

La serie è stata rinnovata per una seconda stagione, cosa possiamo aspettarci?

È ancora in fase di scrittura, non ne so nulla effettivamente, di certo spero che i protagonisti vengano esplorati – ancora più – a fondo nei nuovi episodi. Secondo me parecchi aspetti della prima stagione erano preparatori per un continuo, come dimostra il finale aperto, che lascia la possibilità di sviluppi diversi per ognuno. Sarà interessante vedere dove sia finito Ludo, sono curioso io per primo.

Hai girato da poco Nata per te di Fabio Mollo, dove condividi il set con Teresa Saponangelo, Barbara Bobulova e Iaia Forte. Puoi darci qualche anticipazione sul tuo ruolo e la pellicola in generale?

Si basa sull’omonimo romanzo scritto da Luca Trapanese (insieme a Luca Mercadante), per raccontare la sua vicenda di single omosessuale che è riuscito ad adottare una bimba con la sindrome di Down. Interpreto Lorenzo, il suo compagno, col quale condivide il desiderio di avere una famiglia, sebbene concepiscano la genitorialità in modo diverso; un ruolo molto stimolante da interpretare, porta una nota politica nel film, è evidente che è mosso da un senso di dovere nei confronti della comunità Lgbtq, dalla volontà di portare avanti delle istanze e ottenere dei diritti.
Tra l’altro abbiamo girato a Napoli, città meravigliosa, con un team favoloso; sono stato felice di ritrovare sul set Barbara Bobulova dopo Saremo giovani e bellissimi, ma il resto del cast non è da meno, Teresa Saponangelo, Antonia Truppo, Pierluigi Gigante… Un progetto di cui sono orgoglioso, sicuramente verrà seguito e apprezzato da tante persone.

Alessandro Piavani Blocco 181
Suit Marsēm, shirt Çanaku

“In occasioni come i red carpet cerco di divertirmi, di mettere qualcosa che mi stia bene ma si discosti dai capi che uso solitamente, trovando, nelle proposte di un brand che veste tanti artisti come Zegna, la mia cifra”

A settembre hai ricevuto, alla Mostra del cinema di Venezia, il premio Kinéo 2022, com’è stato ritornare in una rassegna cinematografica così prestigiosa per ricevere un riconoscimento dedicato alle “giovani rivelazioni”?

Il premio è stato una prima assoluta. Io poi sono non dico restio, ma dubbioso di fronte a certi riconoscimenti, mi chiedo sempre cosa significhino. Lo prendo come una conferma del fatto di essere sulla strada giusta – utile perché in questo mestiere si è spesso in balia delle incertezze, spero sia di buon auspicio per ulteriori lavori. Mi spiace soltanto che, in eventi simili, ci sia pochissimo tempo a disposizione e non si possa vivere appieno il contesto, mi piacerebbe un giorno tornare alla Mostra “in incognito” e guardarmi tutti i film.

Proprio in laguna ti sei presentato sul red carpet in total look Zegna, griffe che vesti spesso e volentieri nelle occasioni ufficiali, hai anche assistito alla sfilata primavera/estate 2023. Cosa ti piace di più della moda di Zegna?

Le ultime novità del marchio, ho avuto il piacere, come dicevi, di partecipare alla sfilata p/e 2023 e si è rivelata uno spettacolo grandioso, per certi versi quasi commovente, non me lo sarei mai aspettato. Proprio lì ho adocchiato il vestito che avrei poi indossato a Venezia, in occasioni del genere cerco infatti di divertirmi, di mettere qualcosa che mi stia bene ma si discosti dai capi che uso solitamente, trovando, nelle proposte di un brand che veste tanti artisti come Zegna, la mia cifra. Ecco, col completo della Mostra è andata così, ho subito insistito per averlo.

“Quello della scrittura è un processo creativo differente dalla recitazione, richiede molto più tempo e una sorta di onda buona, anche interiore”

Mi ricollego allo stile appariscente di Ludo in Blocco 181, rispecchia in qualche misura il tuo?

Non credo proprio (ride, ndr), per quanto ci sia stato un momento, mentre giravo, in cui nell’armadio avevo un sacco di camicie hawaiane “alla Ludo”, appunto, lì ho capito che forse mi era rimasto appiccicato qualcosa di suo. Per la prima della serie, a Milano, il tentativo fatto con Etro, che mi ha vestito per l’occasione, è stato proprio quello di richiamare l’immagine del personaggio. Mi piace, se sto presentando un film o una serie, creare un link tra lui e me; è una cosa bellissima e, con ruoli come quello di Ludo, ci si può davvero sbizzarrire.

Ci avevi già rivelato che cerchi sempre di scrivere e collaborare coi tuoi amici, in una recente intervista hai poi confidato di avere «molte storie incompiute nel cassetto», pensi di concluderne presto qualcuna, di portarla – chissà – sullo schermo?

Magari! Non necessariamente sullo schermo, andrebbe benissimo pure il palcoscenico, però è un processo creativo differente dalla recitazione, richiede molto più tempo e una sorta di onda buona, anche interiore. Sicuramente me lo auguro, forse un domani…

Manintown fashion uomo
Jacket, cargo pants and turtleneck Calvin Klein, necklace De Liguoro

Credits

Talent Alessandro Piavani

Photographer Cosimo Buccolieri

Fashion Editor Rosamaria Coniglio

Grooming Kim Gutierrez @Studio Repossi

Stylist assistant Federica Mele

Nell’immagine in apertura, Alessandro Piavani indossa total look Calvin Klein Jeans

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