Aurora Ruffino e Caterina Shulha, protagoniste di ‘Blackout – Vite sospese’

Nella nuova digital cover di MANINTOWN sono ritratte, insieme, due talentuose, bellissime attrici italiane, che di recente hanno condiviso il set della serie Blackout – Vite sospese, dal 23 gennaio su Rai1: Aurora Ruffino e Caterina Shulha.

Blackout Rai attrici
Caterina Shulha (left): dress DAVII; Aurora Ruffino (right): dress Gianluca Saitto, boots Giuseppe Zanotti

La prima, amata dal pubblico per i ruoli interpretati in tanti, fortunati serial e film (tra gli altri Braccialetti rossi, I Medici, Un passo dal cielo, Noi, Bianca come il latte, rossa come il sangue), per l’occasione, ci ha parlato dell’intenso rapporto che si è creato col suo alter ego sullo schermo, Lidia («attraverso una fase di trasformazione in cui, come lei , sto capendo che devo contare solo su me stessa. Quei vuoti che sentiamo tutti, non li può riempire nessuno se non noi stessi»), dell’esperienza sul set con Alessandro Preziosi, di malattia mentale, un tema che la sta molto a cuore; e ancora, dell’importanza assoluta dell’empatia, specie per i bambini, e del sottile confine tra strumentalizzazione e sensibilizzazione: «Alcuni affrontano i propri problemi cercando compassione. Cercano amore impietosendo le persone. Non mi appartiene, la sofferenza non andrebbe mai sfruttata».
Per leggere l’intervista con Aurora Ruffino, cliccate qui.

Aurora Ruffino stile
Dress Gianluca Saitto

Aurora Ruffino Venezia
Upcycling coat Simon Cracker

Due attrici bellissime, volitive e impegnate (anche) fuori dal set

La seconda è un volto noto al pubblico per i ruoli interpreti in numerosi film e serie di rilievo, dal recente The Land of Dreams a Tutta colpa di Freud, da L’uomo del labirinto a Nero a metà.
Nell’ampia conversazione che potete leggere nell’articolo dedicato, tocca molteplici argomenti, dal ruolo interpretato nel nuovo serial Rai (riguardo le parti interpretate, si ritiene fortunata perché «ho avuto la fortuna di interpretare ruoli diversissimi tra loro. Questo mi porta a staccarmi da quella che sono io. È divertente») ai pregiudizi con cui ha a che fare in quanto (giovane) madre di tre bambini, rispetto ai quali dice che «dovremmo imparare a vivere senza ascoltare le opinioni altrui e, soprattutto, senza dare giudizi né consigli agli altri su come vivere».

Si è poi soffermata sullo sforzo per far conoscere alle persone la reale situazione del suo paese d’origine, la Bielorussia («grazie anche al mio lavoro posso raccontare e informare. È il minimo che possa fare”), sulla spinosa questione delle molestie nel settore dello spettacolo, sul piacere che prova nel tornare sui set come modella, anche se, precisa, «preferisco recitare: è più liberatorio e hai una voce da usare».
L’intervista completa al link https://manintown.com/caterina-shulha/2023/01/23/

Caterina Shulha Venezia
Top and coulotte VI VALENTINA ILARDI, skirt Gilberto Calzolari

Caterina Shulha serie
Dress Maison Laponte, boots Giuseppe Zanotti

Blackout vite sospese
Aurora Ruffino (left): top Gianluca Saitto, knitted skirt Drumohr, boots Giuseppe Zanotti; Caterina Shulha (right): body Not After Ten by Veronica Ferraro, knitted skirt Drumohr, boots Giuseppe Zanotti

Credits

Talent Aurora Ruffino, Caterina Shulha

Photographer Davide Musto

Fashion Editor Rosamaria Coniglio

Ph. assistant Valentina Ciampaglia

Styling assistant Antonietta Ragusa

MUA Francesca Giulini @Cotril (per Aurora Ruffino), Vanessa Forlini @Making Beauty Management (per Caterina Shulha)

Hair Christian Vigliotta @Making Beauty Management

Press office Lorella Di Carlo

Nell’immagine in apertura, per Caterina Shulha abito DAVII; per Aurora Ruffino abito Gianluca Saitto, scarpe Giuseppe Zanotti

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