Sara Lazzaro, full-time human being (e attrice)

Una vita in movimento quella di Sara Lazzaro, attrice italiana tra le più amate, abituata, sin da piccolissima, a spostarsi da una parte all’altra del globo, ad andare per poi tornare e andare ancora, in età più adulta. «Sono nata in casa – ci racconta – e a un mese di vita, ero già in aereo». Destinazione: Stati Uniti con la mamma californiana e il papà padovano. Anni felici al caldo e poi di nuovo in Italia per frequentare la scuola media. Nuovo posto, nuova casa, nuovi amici, nuova vita. «Per molto tempo – aggiunge – ho pensato che il mondo fosse bilingue».

Sara Lazzaro attrice
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“Venezia è il posto di molti inizi, è lì che ho avuto il primo approccio con il teatro e la recitazione”

Italiana e inglese, due idiomi, due modi di pensare e di vivere, una vera e propria ambivalenza – nel senso più buono e giusto del termine – un andare seguendo l’onda di un mare – pardon, un oceano – che l’ha abituata ai cambiamenti rimanendo sempre sé stessa, crescendo, scoprendo, conoscendo, ridendo, piangendo e ridendo ancora, perché è pur vero che ogni movimento – di qualsiasi natura esso sia – è creatore. Di un qualcosa, questo è sicuro, che Sara, classe 1984, ha sempre saputo cogliere, accettare e far suo. Un “imparare osservando”, volendo citare la teoria dell’apprendimento vicario o visivo con cui Albert Bandura (1925-2021), uno dei pilastri della psicologia del ‘900, sottolineò per primo la rilevanza dell’osservazione come fonte di apprendimento. Un apprendimento che è solo apparentemente un processo passivo, perché esso, in realtà, sottende un enorme lavoro cognitivo che non è necessariamente visibile nell’immediato.

“In me c’è sempre un’assenza e una ricchezza, la calma e il vuoto o tutte queste cose insieme”

Saper fare qualcosa non significa eseguire l’azione corrispondente a meno che non ci sia una spinta, una motivazione e Sara, questa, l’ha sempre avuta e continua ad averla, oggi più che mai. Ha studiato a lungo e con impegno allo I.U.A.V. di Venezia, dove si è laureata in Arti Visive e dello Spettacolo, e poi, per tre anni al Drama Centre London. In questo vagare continuo, «Venezia è stata la mia isola, il mio porto», ci dice la bella e brava attrice che di recente abbiamo visto in Fedeltà, la serie tv Netflix tratta dall’omonimo romanzo bestseller di Marco Missiroli.

«In questo momento della mia vita, sto vivendo a Roma, ma con gli Stati Uniti resta sempre un rapporto speciale. Mio fratello ci vive da 16 anni e lavoro anche lì. Venezia, poi, è unica. È casa per alcune cose, persone fatti e situazioni. È il posto di molti inizi, anche perché è lì che ho avuto il mio primo approccio con il teatro e la recitazione. Mi ricorda cosa voglio essere e cosa voglio vedere, è una città straordinaria immersa – e a volte travolta – dall’acqua, ma soprattutto dall’arte, dal cinema, dal teatro e dalla bellezza che convivono con elementi naturali che dettano legge».

Sara Lazzaro Doc nelle tue mani
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“Questo lavoro è ricerca, è crescita, noi artisti siamo tutti funamboli su una montagna russa perenne, ma è meraviglioso”

Gli anni passati alla Giudecca, un’isola nell’isola dove faceva l’interprete a L’isola della psicologia, sono stati fondamentali come conoscere bene le lingue, tanto da aprirle nuove strade ed opportunità. Il provino con Annamaria Sambuco, la responsabile casting di Paolo Sorrentino, e con il regista premio Oscar, l’ha fatto in inglese, recitando un monologo self-tape. Poi lui l’ha scelta per la serie The Young Pope, a cui è seguito il film The Young Messiah di Cyrus Nowrasteh. Ancora teatro, protagonista del pluripremiato Interiors di Matthew Lenton, AfterPlay per la regia di Mattia Berto, The Coast of Utopia con la regia di Marco Tullio Giordana e dello spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, Le donne gelose, per la regia di Giorgio Sangati.

Cristina Comencini la nota e la vuole per Tempi Nuovi, Sara accetta ma (giustamente) non si ferma e continua per la sua strada, dividendosi tra cinema – con il film 18 regali, vincitore del Premio David Giovani 2021 – e la tv – dove è tra le protagoniste di una delle serie più amate e viste dal grande pubblico, Doc – Nelle tue mani, accanto a Luca Argentero, «un gran signore, un bravissimo caposquadra», lo definisce. «Con lui e tutti gli altri membri del cast, abbiamo passato insieme sette mesi di riprese per dodici ore al giorno, una vera e propria famiglia».

“ Sono una perseverante e difficilmente un ‘no’ mi scalfisce, anzi”

Di recente, l’abbiamo vista anche in Welcome Venice di Andrea Segre – presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Giornate degli Autori – e tra le protagoniste, alla Festa del Cinema di Roma, della serie di Prime Video Sono Lillo, in cui interpreta Marzia, la moglie del comico romano, in uscita a gennaio, distribuita al cinema da Lucky Red. Tanti, tantissimi, i progetti futuri, da Se mi lasci ti sposi su Rai1 a Pluto, un documentario di Renzo Carbonera, da Lidia Pöet di Matteo Rovere e Letizia Lamartire all’attesissimo Call My Agent – Italia di Luca Ribuoli, in cui interpreta la parte di una nota assistente, «ma di più non posso dirvi».

Ancora tra le onde, ancora lunghe, piacevoli, faticose ma soddisfacenti nuotate per lei, che si definisce «un ibrido mista». «Sono in maniera diversa a seconda di come mi sveglio: in me c’è sempre un’assenza e una ricchezza, la calma e il vuoto o tutte queste cose insieme. Ho plasmato la mia vita per questo lavoro e questo lavoro è la mia vita, un dare e un avere continuo. È ricerca, è crescita e noi artisti siamo tutti funamboli su una montagna russa perenne, ma è meraviglioso. Cerco di avere il mio equilibrio, anche se non è sempre facile. Alla felicità, preferisco la serenità, sapendo accogliere quello che mi arriva. Sono una perseverante e difficilmente un ‘no’ mi scalfisce, anzi. È l’occasione per reagire cercando di fare e di avere di più». «Sono un full-time human being» – dice prima di salutarci. «Nel frattempo, faccio l’attrice».

Sara Lazzaro Instagram
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Sara Lazzaro 2022
Skirt Sara Wong

Sara Lazzaro Rai
Dress Michael Kors, sandals Giuseppe Zanotti, sunglasses Polaroid by Safilo

Credits

Talent Sara Lazzaro

Photographer Davide Musto

Ph. assistant Valentina Ciampaglia

Stylist Stefania Sciortino

Hair & make-up Marta Ricci @simonebellimakeup

Nell’immagine in apertura, Sara Lazzaro indossa abito e blazer Michael Kors, platform Giuseppe Zanotti, occhiali da sole Moschino by Safilo

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