UNCENSORED // BODIES #4: LUCA MARCHESI BY DAVIDE MUSTO

Earrings Luca Cantarelli, necklace and rings stylist’s archive

È il corpo maschile, poderoso, statuario, esibito e osservato, il protagonista assoluto della serie fotografica UNCENSORED // BODIES, realizzata dal fotografo e art director di Manintown Davide Musto, in esclusiva per il magazine.

Davanti all’obiettivo, stavolta, c’è Luca Marchesi, modello molto seguito sui social (128.000 follower su Instagram, oltre 700.000 like su TikTok), segni di riconoscimento: occhi azzurrissimi, mascella volitiva, il physique du rôle del “fitness freak”, come si può constatare dagli scatti in bianco e nero dell’editoriale.

Earrings Luca Cantarelli, denim overalls Studio Pretzel

Credits

Talent Luca Marchesi

Photographer & art director Davide Musto

Ph. assistant Riccardo Albanese

Stylist Alfredo Fabrizio

Stylist assistant Federica Mele

Hair and make-up Eleonora Bianucci, Giacomo Marazzi

Location Sheraton Milan San Siro

Nell’immagine in apertura, Luca indossa tank top, collane e anelli dall’archivio dello stylist, orecchini Luca Cantarelli

Uncensored//bodies#3: Augusto, Ian & Giove by Davide Musto

Muscoli adamantini, corpi che appaiono scolpiti nel marmo, una sexiness fiera e imperiosa, in poche parole: il nuovo capitolo di UNCENSORED // BODIES.
Protagonisti dell’editoriale in bianco e nero, tre adoni che, per la fisicità esplosiva e la plasticità delle pose, ricordano per certi versi i gladiatori dell’antica Roma, ritratti dal fotografo Davide Musto in immagini che trasudano sensualità e vis espressiva.







Printed kimono Issey Miyake archive, belt and jewels stylist’s archive







Credits:
Photographer Davide Musto
Photographer assistant Riccardo Albanese
Stylist Francesco Mautone, Alfredo Fabrizio
Stylist assistant Maria Alessia Simonte
Grooming Noemi Auetasc

Uncensored performance: Jacopo Benassi

Una serie di creazioni inedite che documentano il percorso artistico di Jacopo Benassi.
Come lui stesso afferma: “Le mie performance provengono da un viaggio musicale iniziato dall’esperienza con i Btomic e i loro musicisti underground.
Da quel momento ho sentito questo bisogno di buttarmi sul palco, ci ho pensato per anni. Non sapendo suonare nessuno strumento, ho deciso di ispirarmi alla danza, che amo. Ho iniziato a fare piccole esibizioni dove suonavo con il mio corpo, o mi buttavo a terra con le chitarre, creando un suono. Mi ha molto ispirato da una frase della coreografa Trisha Brown: “cadere e anche ballare”. E così ho intrapreso questo percorso, di cui mi sento protagonista, che mi piace molto e mi fa stare sul palco. Anche se ho molta paura che la gente mi guardi, rimango calmo, voglio essere me stesso, non voglio agire”.







Cover: Brutal casual with Lady Maru 2021

Uncensored – Gian Paolo Barbieri

Costantemente attratto dalla letteratura, Gian Paolo Barbieri ha spesso tratto ispirazione da questa.

In questo caso ha intrapreso un viaggio che lo ha condotto all’interno di una sfera più mistica, portandolo ad interpretare una delle figure primordiali della storia della Bibbia: Adamo.
Lo fa attraverso gli elementi classici che contraddistinguono la sua vicenda e, con l’eleganza con cui ha sempre trattato la moda, inserisce una figura di questo tipo all’interno della sua produzione erotica.



Percorrendo ancora quel filone mistico, si imbatté in altre due figure: Caino e Abele. Seguendo l’albero genealogico, racconta la storia che ha riguardato i due fratelli, figli di Adamo ed Eva. E decide di interpretare secondo il suo sguardo la lotta tra i due, immaginandola come quasi una danza che li avvolge con eleganza.



Fin da piccolo il cinema è stato un elemento che ha sempre caratterizzato
le giornate di Barbieri. Infatti, insieme al suo gruppo di amici, aveva fondato il Trio, con cui era solito replicare le piece teatrali o le pellicole che vedevano sul grande schermo. Barbieri si occupava di tutto: costruiva le luci, realizzava gli abiti con le stoffe che rubava al bazar di tessuti del padre e infine scattava e documentava tutto ciò che insieme inscenavano. In questo scatto è possibile osservare una scena appartenente alle memorie di Luis Buñuel. Egli infatti descrive un momento che è stato tagliato nel film La belle de jour, il quale racconta di un uomo giapponese che si recava ad un bordello ed era solito tirare fuori una scatoletta di fiammiferi all’interno della quale vi era una vespa che prendeva e si posizionava sul glande per farsi pungere
e renderlo più grande. Così Gian Paolo leggendo quelle memorie e avendo visto il film, decise di raccontare quella scena con il suo immaginario.



Durante le sue costanti ricerche, con lo sguardo sempre rivolto all’arte, Barbieri si innamorò di Gormley.
In particolare si innamorò del suo mododi interpretare il corpo umano. Infatti Gormley ha dato un nuovo significato alla figura umana nella scultura, prendendo le proporzioni del suo corpo come punto di partenza e realizzando sculture anche su larga scala. Così Barbieri, negli anni 2000, quando iniziò il percorso della fotografia erotica, decise di rendergli omaggio con questo scatto.


Omaggio a Gormley, Milano 2002

Oltre la letteratura, Barbieri ha sempre guardato all’arte, amandola e rendendola parte integrante del suo lavoro. La maggior parte delle sue fotografie traggono ispirazione da un dipinto, una scultura, un fumetto etc. In questo caso, quando visitò Napoli, rimase così colpito dal Cristo Velato che si ripromise di trovare il momento giusto per reinterpretarlo secondo il suo sguardo fotografico. E lo trovò quando intraprese la strada verso la fotografia erotica accompagnata dall’avvicinamento alla sfera mistica.


Immagine di copertina: De…Pending, Milan 2012

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