FRANCESCO MARIA MESSINA PRESENTA PYRITE: l’enigma geometrico alla Milano Design Week 2024

Tra le luci e le ombre di una Milano che palpita di creatività, spicca un’opera che incarna il perfetto connubio di estetica e utilità, illuminando con forza e originalità la Milano Design Week 2024: Pyrite, di Francesco Maria Messina.

Da Artemest, nella prestigiosa cornice de L’Appartamento, Messina ha dato vita a un viaggio sensoriale unico, unendo l’essenza dell’artigianato italiano alla sua visione audace e contemporanea. Selezionato dal Rottet Studio, con sedi tra Houston, New York e Los Angeles, Messina ha portato con sé non solo un mobile, ma un’opera d’arte vivente che parla di continue conversazioni tra forme e funzioni.

Legno rivestito e pietra lavica, pirite e metalli riportati in vita trasformandosi in tavolini, specchi che sembrano sorgere dall’onice, console e librerie che paiono danzare nell’aria. Capolavori, ma anche strumenti pratici. Oppure, al contrario, oggetti di design così esclusivi e unici che diventano autentiche rarità da collezione. La struttura cristallina e i contorni cuboidi racchiudono un mistero che si svela man mano con l’avvicinarsi dell’osservatore, rivelando spazi interni di diverse dimensioni e giochi di percezione. Questo è il cuore di Pyrite: un approccio che fonde arte, architettura e design.

Il Living di Rottet Studio a "L'Appartamento" in cui è esposta l'opera Pyrite di Francesco Maria Messina
Il Living di Rottet Studio a L’Appartamento in cui è esposta l’opera Pyrite di Francesco Maria Messina

Francesco Maria Messina ci svela i segreti dietro la sua opera Pyrite e la sua missione artistica

Può parlarci della sua opera Pyrite e di quale sia stata la principale fonte d’ispirazione dietro la sua realizzazione?

Pyrite, come tutta la serie Mineralia che è presente nel mio lavoro, è ispirata fortemente alla natura. Si fonda direttamente a partire da un materiale, da una forma, che io ho voluto riscoprire e rielaborare trasformandola in un pezzo funzionale.

Come è riuscito a combinare arte, architettura e design in questa creazione?

L’opera sintetizza design, arte e architettura poiché presenta forme molto complesse che si possono adattare a diverse scale; può essere benissimo reinterpretata come un edificio. Partendo da un’idea, un concept molto forte, e seguendola in maniera abbastanza letterale, si può sviluppare “dal cucchiaio alla città”. Io ho deciso di adattarla a un mobile di design contemporaneo che allo stesso tempo è una scultura. Si potrebbe quindi definire un’opera d’arte ma è un’arte funzionale, poiché si sfruttano gli spazi che sono ricavati al suo interno per diversi utilizzi. Può essere utilizzata come un bar cabinet o come una credenza, e, a seconda delle necessità, i diversi scomparti, che hanno volumi diversi, si adattano per esempio a bottiglie, oggetti più piccoli, oppure più profondi. 

L'opera Pyrite di Francesco Maria Messina esposta a "L'Appartamento" presentato da Artemest
L’opera Pyrite di Francesco Maria Messina esposta a L’Appartamento presentato da Artemest

Francesco Maria Messina a proposito dell’opera Pyrite: «È stata una sfida sotto tutti i punti di vista»

Nella sua opera ha utilizzato materiali insoliti come la pirite. Qual è stata la sfida più grande nel lavorare con questi materiali e come li ha integrati per creare pezzi funzionali e artistici?

È stata una sfida sotto tutti i punti di vista perché Pyrite è stata prima sviluppata in 3D. Sempre partendo dal concept di cui parlavo prima, essa è stata plasmata a partire da un modello, uno sketch, che poi è stato sviluppato sempre più in dettaglio con programmi di modellazione. Dopodiché sono stati plasmati tutti i volumi come se fosse una scatola aperta, un puzzle, con tutte le facce dei vari cubi; un po’ un ritorno a scuola con le varie geometrie dei cubi e dei volumi.

Tutte le parti sono successivamente state tagliate e assemblate. La cosa più complessa è stata sicuramente riuscire a realizzare un blocco unico con tutti questi diversi cubi. Anziché fare singoli pezzi, finirli e poi assemblarli, il tutto è stato realizzato come fosse un unicum. Questo processo ha permesso di avere un oggetto che sembra realizzato in un unico blocco, come se fosse una scultura unica assente di linee di assemblaggio. Un iter molto complesso soprattutto in fase di verniciatura, perché, per esempio, inserire gli attrezzi e gli strumenti necessari al polishing e alla finitura nelle parti più strette richiede un’attenzione particolare ed è un lavoro di perfezionamento a mano.

Per quanto riguarda i materiali utilizzati: il legno. Vi è un lavoro importante di falegnameria nell’assemblaggio del pezzo, con un’attenzione particolare alle cerniere e alle finiture. Come dicevo, un altro step piuttosto ostico è stato quello di verniciatura, perché viene data una mano di vernice a base di metalli liquidi, che vengono spruzzati sull’insieme del mobile. Dopodiché questi sono levigati a mano per dare loro un aspetto lucido e, in ultimo, vi è un’ulteriore finitura che assesta l’aspetto del metallo, facendo sì che non si ossidi e non diventi scuro. 

«In tutti i miei lavori, mi piace creare quel sentimento di sorpresa e di scoperta che l’utilizzatore, lo spettatore, rivela nel momento in cui scopre a cosa un’opera serve e come funziona»

Come bilancia l’estetica e la funzionalità nel suo processo creativo, specialmente considerando la complessità dei materiali che impiega? 

Pyrite, come dicevo, è un pezzo sia funzionale che una scultura. In tutti i miei lavori, mi piace creare quel sentimento di sorpresa e di scoperta che l’utilizzatore, lo spettatore, rivela nel momento in cui scopre a cosa un’opera serve e come funziona. Nel caso di Pyrite si capisce che è un blocco unico. Questa scultura potrebbe essere già di per sé un’opera d’arte, quando invece, aprendo le ante (le ribalte frontali e quelle laterali) si capisce che è anche funzionale. È come se diventasse un altro oggetto che si manifesta al momento della scoperta. Questo, secondo me, è uno degli aspetti più divertenti perché c’è l’effetto wow. Non è soltanto una cosa bella da fuori, ma ha un’altra realtà e un’altra identità da scoprire durante l’utilizzo.

OFFICELAND: eleganza e coolness nello scenario professionale

Officeland non è solo un luogo di lavoro, ma un palcoscenico per la moda, dove ogni dettaglio contribuisce a un’immagine di potenza e seduzione.

Il nuovo editoriale moda firmato MANINTOWN esplora la sinergia tra stile e professionalità nell’ambiente lavorativo. Nonostante gli schemi tradizionali degli uffici, ciò che indossiamo riflette la nostra individualità e creatività. Nel tessuto monotono delle routine quotidiane, emergono stili intriganti e arditi che trasformano l’ordinario in straordinario. Da abiti sartoriali a tocchi di audacia, il giusto modo in cui il rigore del business si trasforma in un’opportunità per esprimere sensualità e coolness senza compromettere l’essenza della raffinatezza. 

Blouse Alberto Zambelli, earrings stylist’s own
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Total Look Givenchy
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Coat Vicolo, boots Balenciaga Archive, glasses stylist’s own
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Creative Director / Stylist Giuliana Correra

Photographer Martina Amoruso

Make up Artist Chiara Viola

Hair Stylist Danilo Ferrigno

Fashion Assistant Nicolò Battistini

Photographer Assistant & video Federica Lampone

Model Alisa Svansdottir

Sieri ialuronici e creme viso Aroma Zone: trattamenti innovativi per rivitalizzare la pelle

I sieri viso presentano un’elevata concentrazione di principi attivi, garantendo alla pelle le molecole necessarie per mantenersi visibilmente sana. Un siero viso all’acido ialuronico associato a una crema preserva la bellezza naturale della pelle e contrasta i segni dell’invecchiamento.

Cosa si intende per sieri viso?

Nell’ambito della beauty routine il termine “sieri viso” contrassegna tutti quei cosmetici di nuova generazione in grado di potenziare, o rendere più completa, l’azione esercitata dalle creme per il viso. I sieri viso di qualità si rivelano particolarmente efficaci nel rallentare l’inevitabile avanzamento dell’orologio biologico e nell’agire tempestivamente sugli inestetismi legati al trascorrere del tempo. Si ricordano, ad esempio, la formazione di rughe e occhiaie, la comparsa di macchie scure sulla pelle e la perdita di luminosità. Scoprite il sito web di Aroma Zone per trovare la soluzione più indicata per tornare ad avere una pelle perfetta.

Cos’è l’acido ialuronico e perché è utilizzato nei sieri viso

Una delle sostanze protagoniste dei sieri viso è l’acido ialuronico, prodotto naturalmente dall’organismo e disponibili anche nei sieri Aroma Zone. Nota è la sua capacità di idratare e fornire protezione ai tessuti. Oltre a dare maggior tono alla pelle esercita un’azione positiva su cartilagine e articolazioni. È la sua particolare conformazione a consentirgli di trattenere grandi quantità di acqua. Così facendo contribuisce a idratare il tessuto connettivo, con effetti benefici sulla salute della pelle del viso. Grazie ai prodotti Aroma-zone.com, quest’ultima è destinata ad apparire più morbida, elastica, luminosa e adeguatamente idratata.

Come ripristinare la quantità di acido ialuronico

La naturale produzione dell’acido ialuronico ha la tendenza a diminuire con l’avanzare dell’età, esattamente come avviene per collagene ed elastina. Un’insufficiente elasticità, e un’altrettanto scarsa idratazione, conducono alla formazione delle prime rughe che, in mancanza di adeguate risposte, divengono sempre più profonde. Fortunatamente, esistono prodotti di bellezza e cosmetici, sieri in primis, che prevedendo l’acido ialuronico nelle formulazioni, ripristinano le quantità necessarie.

Uno dei principali vantaggi di tale sostanza, presente nel siero concentrato all’Acido ialuronico 3,5% di Aroma Zone, è il sapersi adattare alle diverse tipologie di pelle e a tutte le età.

Sieri viso e prodotti di Aroma Zone
Prodotti Aroma Zone

Quanti sieri viso esistono?

Il mercato propone varie tipologie di sieri, e ne è consapevole chi ha già avuto modo di acquistare dal sito di Aroma Zone. Quelli leggeri e idratanti costituiscono l’opzione perfetta per pelli giovani, preservandone la bellezza e allontanando la comparsa precoce delle temute rughe. Chi è costretta a confrontarsi con una pelle grassa o soggetta facilmente all’acne potrebbe indirizzarsi su sieri viso opacizzanti e riparatori. Levigheranno le imperfezioni e regaleranno una pelle più uniforme. Le pelli mature richiedono sieri rimpolpanti e volumizzanti, ricchi di sostanze ristrutturanti e antiossidanti.

Uso combinato di siero e crema viso

Essendo concepiti come prodotti destinati a penetrare nei diversi strati dell’epidermide (favorendo il rilascio degli attivi), utilizzati da soli i sieri viso non possono essere considerati dei cosmetici idratanti. Le molecole sono però in grado di agire in sinergia con i principi attivi contenuti nella crema dissetante per viso e corpo Aroma Zone. Abbinando i due prodotti si otterrà una pelle in perfetta salute, e destinata a rimanerlo nel lungo periodo. È anche possibile combinare un siero all’acido ialuronico con altri sieri contenenti sostanze come Acido Glicolico e Vitamina C.

Consigli d’uso

Utilizzare un siero viso è molto semplice e, in genere, è sufficiente una singola applicazione giornaliera per ottenere i benefici attesi. Se il rapido assorbimento non rende necessario un massaggio, la presenza dei contagocce facilita il dosaggio, evitando al contempo qualsiasi spreco.

Sono tanti i motivi per ricorrere a un trattamento a base di sieri ialuronici e creme viso come quelli proposti da Aroma Zone. I sieri, in particolare, si pongono al servizio della pelle a partire da un’età di 25-30 anni. A trarne vantaggio sono pelli secche e stressate, acneiche, opache, spente e mature. E grazie all’uso combinato di sieri e creme Aroma Zone gli effetti vengono potenziati.

La buona cucina dei menu di Pasqua: un viaggio alla scoperta delle proposte dei ristoranti d’Italia

Con l’arrivo della Pasqua, l’Italia si veste a festa con una variegata offerta gastronomica che celebra i sapori della tradizione, senza rinnegare le influenze della cucina contemporanea. Dalle città d’arte alle suggestive località di provincia, i ristoranti di Milano, lago di Garda, Emilia, Umbria e Marche si preparano ad accogliere gli ospiti con menu ricercati e creativi, in grado di soddisfare ogni palato e rendere le festività ancora più speciali.

Valentino Vintage Restaurant: una Pasqua elegante dal fascino neoclassico

A Milano, il Valentino Vintage Restaurant, situato a due passi dal Duomo, propone un menu pasquale che celebra i sapori mediterranei con piatti come il carpaccio di manzo con insalatiera di spinacino e lamponi, seguito dai pici al ragù di agnello battuto al coltello e la guancetta di maialino brasata. Un’esperienza culinaria elegante e raffinata in un ambiente dal fascino neoclassico e Belle Époque.

Per una Pasqua dal sapore contemporaneo, il ristorante Classico Trattoria & Cocktail

D’altro canto, sempre nel capoluogo meneghino, Classico Trattoria & Cocktail offre una visione contemporanea della cucina mediterranea, con piatti come l’uovo cotto a 62° su crema di asparagi e la lasagnetta bianca con fave e pisellini. Il tutto accompagnato da una selezione di cocktail in un’atmosfera elegante e sofisticata.

Il ristorante La Casa degli Spiriti offre una Pasqua speciale vista lago

Spostandoci sulla carta geografica dell’Italia in direzione lago di Garda, La Casa degli Spiriti a Costermano offre un’esperienza gourmet con vista sul lago, proponendo piatti come il carciofo alla brace con zabaione al parmigiano e il riso Carnaroli con asparagi di Rivoli e gamberi di Sicilia. Un connubio perfetto tra eccellenze culinarie e panorama mozzafiato, per deliziare vista e palato.

Pasqua a Perugia: i menu stellati di Ada Gourmet e L’Acciuga

In centro Italia, più precisamente a Perugia, Ada Gourmet, ristorante stellato guidato dalla chef Ada Stifani, propone una cucina che unisce tecniche internazionali a sapori territoriali, con piatti come l’uovo con piselli e caprino e gli umbricelli con barbabietola e midollo. Una vera e propria esplosione di gusto in una location elegante e contemporanea.

Sempre nel capoluogo umbro, L’Acciuga si distingue per un menu pasquale stellato che esalta le eccellenze del territorio umbro, con proposte come il maritozzo con patè di coratella e la carne di agnello alla Wellington. Un’esperienza culinaria unica in un ambiente raffinato e accogliente.

Per una Pasqua che sa di mare, il menu del ristorante Attico sul Mare

Scendendo a sud lungo la costa marchigiana, Attico sul Mare a Grottammare propone un menu di mare che celebra i sapori della tradizione, con piatti come il carpaccio di ricciola affumicato e i paccheri Baldoni con frutti di mare cotti alla brace. Un’esperienza gastronomica da gustare ammirando il mare cristallino.

Non solo ristoranti: la Pasqua dei locali Cittadella e Pizzeria 081, tra pizza e tradizione

La lista dei consigli in tema di menu di Pasqua non si limita però ai soli ristoranti; anche altri locali sono in grado di richiamare il gusto genuino della tradizione attraverso pietanze preparate accuratamente a mano.
Si tratta di Cittadella che, situata a Parma, offre una reinterpretazione pasquale della pizza, con la “Prima-Vera Pasqua”, un prodotto che unisce ingredienti a km 0 a una preparazione innovativa, esaltandosi tra i colori accesi dei fiori eduli e dei peperoncini dolci.

La Pizzeria 081 di Melegnano invece propone due grandi classici della tradizione partenopea: il casatiello napoletano e la pastiera napoletana, rigorosamente fatti in casa seguendo i dettami delle ricette tradizionali.

Tramite i menu di Pasqua proposti da questi ristoranti, sarà possibile godere di un’ampia varietà di sapori e tradizioni, unendo l’arte culinaria all’ospitalità italiana. Il tutto per regalare un’esperienza indimenticabile durante le festività pasquali, trasformandole in un momento di riposo all’insegna della buona cucina.

Da sfigato a trendsetter: il nerd diventa un’icona di stile e di progresso nella società moderna

Milioni di ragazzini cresciuti a pane e rom-com in pieno stile americano, da sempre affascinati dall’idea che il secchione possa diventare una celebrity tra una spinta contro l’armadietto e l’altra. Quei lunghi corridoi inondati da giocatori di football in attesa di borse di studio e da cheerleader pettegole che hanno alimentato negli studenti europei il cosiddetto American Dream.
Ed è proprio la cultura popolare di questi film adolescenziali che mostrano questo immaginario a portare a galla le qualità nascoste di chi prima veniva etichettato come sfigato.
Un mondo da raccontare che cela una grande passione per la scienza, i videogame, il cinema, la letteratura fantastica, l’informatica e perfino la robotica. Spinta dalla curiosità di esplorare la dimensione virtuale, la community online e offline dei nerd giocano un ruolo cruciale nel modo in cui il mondo moderno viene plasmato.
E anche nel mondo fashion, grazie ai social che pullulano di micro-trend, lo stile nerd non passa di certo inosservato. Gli immancabili occhiali da vista, camicia abbottonata fino al collo e golfino rubato dall’armadio del nonno trasformano il geek in chic.

Credits

Creative director: Angelo Marco Accardi

Photographer: Jerry Agbebaku

PR: Chiara Denaro

Stylist: Terry Agbebaku

Ass. stylist: Natalina Opiangah

Model: Alexis Meziani

Grooming: Americo Turtoro

Wine and Spirits per la Pasqua 2024: i vini e i liquori da portare in tavola

Con l’arrivo della Pasqua 2024, le tavole si vestono a festa e le tradizioni culinarie prendono vita, immergendo ogni ambiente in un’atmosfera di gioia e convivialità. È proprio in questo contesto che il giusto abbinamento tra vini e liquori può trasformare un semplice pasto in un’esperienza indimenticabile, arricchendo i sapori e le sensazioni che accompagnano i momenti di condivisione.

Pasqua 2024: tra i vini immancabili, Champagne Tsarine – Blanc de Blancs e Pinot Grigio ramato “Salaì”

Le proposte degli esperti di settore si ergono come autorevoli guide in questo viaggio attraverso le eccellenze enologiche e liquoristiche, offrendo due percorsi mirati per una selezione impeccabile che possa soddisfare ogni palato.

Tra le proposte pasquali per un viaggio ideale nel mondo enoico, spicca il suggestivo Champagne Tsarine – Blanc de Blancs, proveniente dalla rinomata Maison Chanoine Frères, fondata nel lontano 1730. Questo Champagne Brut, leggero ed elegante, incanta i sensi con le sue note fresche e floreali, avvolgendo il palato in un sottile gioco di aromi che si fondono armoniosamente con accenti di tostatura. Un accompagnamento perfetto per gli antipasti raffinati che aprono il pranzo pasquale.

Champagne Tsarine - Blanc de Blancs
Champagne Tsarine – Blanc de Blancs

Il viaggio sensoriale prosegue con il Pinot Grigio ramato “Salaì”, creazione esclusiva di Marina Danieli per CLASSY Wines. Questo vino fragrante e delicato propone aromi di tiglio e pesco che si sposano armoniosamente con sapori tropicali; un’ottima scelta per accompagnare le portate iniziali del pranzo, arricchendo di eleganza e raffinatezza ogni boccone.

Pinot Grigio ramato “Salaì”

Fiano macerato “EMME” e Champagne Tsarine – Demi Sec

Il Fiano macerato “EMME” della Tenuta Sarno 1860 si distingue per la sua complessità ed eleganza, incarnando al meglio l’identità territoriale della Campania. Le note agrumate, floreali e minerali di questo vino bianco strutturato lo rendono l’ideale per accompagnare piatti più complessi, preparando il palato alle delizie delle seconde portate.

Fiano macerato “EMME” della Tenuta Sarno 1860
Fiano macerato “EMME” della Tenuta Sarno 1860

E per concludere in bellezza, Champagne Tsarine – Demi Sec si fa portavoce di freschezza ed armonia, con un bouquet di profumi fruttati e speziati che si legano armoniosamente alle fragranze di arancia e liquirizia. Un accompagnamento perfetto per le dolci colombe pasquali che chiudono il pranzo con un tocco di raffinatezza.

Champagne Tsarine – Demi Sec
Champagne Tsarine – Demi Sec

Dal 601 Trento DOC Pas Dosè ai liquori amaro Venti e rum Don Papa, i perfetti compagni del pranzo pasquale

Dall’altra parte, si consiglia una selezione in tema wine and spirits pensata per soddisfare ogni gusto e occasione. Si comincia con il 601 Trento DOC Pas Dosè della Cantina di Trento, che si distingue per la sua eleganza e raffinatezza; mentre il Gran Cuvée Valgres DOCG Extra Dry della Serre di Pederiva Rive di Combai incanta con la sua freschezza e cremosità.

Il Pinot Bianco delle cantine H. Lun regala al palato una piacevole sensazione di delicatezza e vivacità, perfetto compagno per piatti a base di verdura e pescato; mentre il Valpolicella Superiore Brolo dei Giusti esalta i sapori delle carni alla brace nelle occasioni di festa tra parenti ed amici.

Per concludere il pasto in bellezza, si segnalano due opzioni irresistibili: l’amaro Venti e il rum Don Papa 7 Anni, due elisir che sapranno regalare un tocco di magia alle dolci delizie della Pasqua. Il primo si adatta perfettamente alle colombe, mentre il secondo alle uova, in particolare a base di cioccolato fondente.

In definitiva, queste due proposte offrono un’ampia gamma di opzioni che si distinguono per stile e raffinatezza, rendendo la Pasqua un momento di riposo, convivialità e, soprattutto, di buon gusto a tavola. Che sia un pranzo in famiglia o una festa con amici, questi suggerimenti in tema wine and spirits sapranno rendere ogni momento speciale e indimenticabile.

Tra uova e colombe, le proposte creative (e dolcissime) per la Pasqua 2024

Con l’arrivo della Pasqua 2024, i maestri pasticceri e cioccolatieri italiani si preparano a deliziare i palati con una ricca e variegata offerta di colombe e uova di cioccolato, vere e proprie opere d’arte gastronomiche che arricchiranno le tavole delle festività con gusto e creatività.

Pasqua 2024 è più golosa con la pasticceria siciliana Bonfissuto

Tra le proposte più suggestive spiccano quelle di Bonfissuto, celebre pasticceria siciliana con sede a Canicattì. Quest’anno, l’attenzione è rivolta su due colombe in particolare: la colomba mela e limoncello con limone di Sicilia, un dolce leggermente alcolico che unisce il profumo dei limoni siciliani alla dolcezza della mela Annurca campana IGP semi candita; e la colomba al caramello salato con sale di Mozia, un’intrigante combinazione di dolce e salato avvolta da una golosa glassa di cioccolato al caramello.

Pasqua 2024. Pasticceria Bonfissuto, colomba al caramello salato con sale di Mozia
Pasticceria Bonfissuto, colomba al caramello salato con sale di Mozia

Le uova artistiche di Enrico Rizzi

Enrico Rizzi, rinomato pasticcere e gelatiere milanese, propone una selezione di uova di cioccolato artistiche che sfoggiano la creatività e la qualità dei cioccolati impiegati. Tra le novità spiccano l’uovo foglia d’oro e l’uovo foglia d’argento, arricchite da preziose foglie d’oro e d’argento puro, e l’uovo lampone e cacao, con gustose fave di cacao tostate.

Per una Pasqua 2024 davvero speciale, le colombe di Tomarchio

La pasticceria siciliana Tomarchio non delude le aspettative, proponendo una varietà di colombe artigianali e uova di Pasqua che soddisferanno i palati più esigenti. Tra le novità più interessanti troviamo la colomba artigianale senza canditi, la colomba ricoperta di cioccolato al pistacchio e la colomba al cioccolato con copertura di cioccolato al latte e nocciole.

Le colombe della pasticceria Tomarchio
Le colombe della pasticceria Tomarchio

Vincente Delicacies porta in tavolo una Pasqua dolce a tutta Sicilia

Vincente Delicacies, con le sue tre esclusive colombe, porta in tavola il gusto autentico della Sicilia. Dalla colomba ai tre cioccolati alla colomba al gusto pesca e pistacchio di Sicilia, ogni dolce è un’ode alla tradizione culinaria siciliana.

Pasqua 2024. Colomba artigianale pesca, cioccolato e pistacchio di Vincente Delicacies
Colomba artigianale pesca, cioccolato e pistacchio di Vincente Delicacies

Le uova di Pasqua Lorenzetti sono un’autentica gioia per il palato

Lorenzetti, rinomata pasticceria, offre una vasta gamma di uova artistiche e colombe creative, realizzate con ingredienti di prima qualità. Tra le proposte spicca l’uovo di Pasqua marmorizzato cioccolato fondente e bianco, una delizia per gli occhi e per il palato.

Colomba al vin recioto della pasticceria Lorenzetti, ph. Antonio Castellani
Colomba al vin recioto della pasticceria Lorenzetti, ph. Antonio Castellani

Le colombe artigianali della pasticceria Tabiano Terme

La storica pasticceria Tabiano Terme si distingue per le sue colombe artigianali a lievitazione naturale, caratterizzate da un’attenzione particolare alla selezione degli ingredienti. La colomba all’olio extravergine d’oliva è una delle novità più gettonate di quest’anno, un connubio perfetto di sapori profondi.

Pasqua 2024. Colomba all'olio extravergine d'oliva della pasticceria Tabiano Terme
Colomba all’olio extravergine d’oliva della pasticceria Tabiano Terme

Per una Pasqua 2024 dai sapori indimenticabili, la colomba brontese del laboratorio Pistì

Infine, il laboratorio artigianale brontese Pistì propone delle colombe irresistibili, arricchite da ingredienti genuini e di alta qualità. La colomba con pistacchi croccanti, ananas e canditi d’albicocca è un’esplosione di sapori e profumi che conquisterà i palati più raffinati.

Laboratorio artigianale Pistì, colomba con pistacchi croccanti, ananas e canditi d'albicocca
Laboratorio artigianale Pistì, colomba con pistacchi croccanti, ananas e canditi d’albicocca

In conclusione, le nuove collezioni di Pasqua 2024 rappresentano un’autentica celebrazione della tradizione dolciaria italiana, offrendo una vasta scelta di prelibatezze che renderanno le festività pasquali ancora più speciali e indimenticabili, tra soffici impasti di colomba e croccanti involucri di cioccolato.

Glitter, piume e libertà d’espressione: la ricetta del magico mondo Drag Queen

Nelle notti insonni di Milano, dove i riflettori danzano e le luci notturne risplendono, c’è un mondo incantato che si anima. È il regno delle Drag Queen, dove l’eleganza si fonde con l’estro e la libertà di espressione, che brilla più luminosa di ogni altra cosa.
Abiti sfavillanti, trucchi impeccabili e acconciature spettacolari trasformano le loro identità in opere d’arte umane. Ogni piuma o glitter è un atto di creatività e allo stesso tempo di ribellione contro le convenzioni sociali.
La propria arte, usata da molte per sfidare i pregiudizi, promuove l’accettazione e celebra la diversità. Icone di empowerment, le Drag Queen supportano coloro che si sentono emarginati o non rappresentati dalla società. Le performance teatrali, gli spettacoli travolgenti e i numeri di cabaret delle Drag Queen sono in grado di rapire il pubblico e trasportarlo in un mondo di pura magia. La loro capacità di affascinare e coinvolgere è incomparabile e ogni esibizione diventa un’esperienza indimenticabile.

Lace dress vintage
Dress Moschino, tulle boa stylist’s own
Dress vintage, necklace stylist’s own
Body vintage, coat Karl Lagerfeld, necklace stylist’s own
Dress with puff sleeves vintage, headband stylist’s own, necklaces SarniOro, bracelet stylist’s own

Credits

Photographer: Joaquìn López Quiles

Stylist: Nisrin Achach, Vanessa Cosentino, Vittorio Lops

Model: Vicky Page

Make-up and Hair: Vicky Page

MODALISBOA 62, il meglio delle collezioni Autunno Inverno 2024 dalla Lisboa Fashion Week

Modalisboa for good, questo è il titolo dell’edizione numero 62 della Lisboa Fashion Week che, presso la sua consueta location del Pátio da Galém, nella centralissima Piazza do Comércio, in una città piovosa e impegnata con le elezioni legislative nazionali, ha presentato la sua ultimissima visione moda per l’Autunno Inverno 2024. Una ModaLisboa alla quale hanno preso parte, durante la seconda settimana di marzo, nell’arco di 4 giorni fitti di appuntamenti tra sfilate e presentazioni, ben 18 nomi scelti in rappresentanza dei settori creativi portoghesi. Obiettivo comune: for good  come risposta alle sfide contemporanee, ma anche come missione che va ben oltre il design di capi e accessori e abbraccia valori comuni e condivisi da tutti. La creazione di dialogo, l’empowerment della creatività e l’implementazione di soluzioni future per il bene dell’industria della moda, della cultura, della città e del paese, sono gli asset su cui ModaLisboa ha canalizzato  le sue energie vitali. For good è stato dunque  il focus di tutte le forze messe in campo in occasione della Lisboa Fashion Week, a partire dai fast talks, uno spazio dedicato al pensiero e il dialogo tra relatori nazionali e internazionali che si sono concentrati sulle opportunità di crescita etica per l’industria della moda. 

In merito ai progetti e ai designer presentati alla Lisboa Fashion Week, qui un recap, seppur non esaustivo, delle cose migliori viste in quest’ultima edizione.

Spazio ai giovani talenti nazionali e internazionali: Sangue Novo, IED Graduate Fashion Show e il supporto ai designer ucraini

Tra i progetti più stimolanti, quelli sicuramente dedicati ai giovani talenti locals e non solo.

Sangue Novo supportato da Seaside è il contest dedicato ai giovani designer che ha aperto le danze della Lisboa Fashion Week. Dopo le sessioni di mentoring con i membri della giuria e i diversi professionisti dell’industria della moda, nell’ambito di un nuovo programma di formazione di ModaLisboa, i sei aspiranti stilisti hanno portato al Pátio da Galé le loro collezioni sviluppate con il supporto delle partnership tessili di Sangue Novo sostenute da Seaside. Tra i temi dominanti espressi dalle creazioni presentate in passerella: la neo-nostalgia, la sovrapposizione immaginaria tra fantasia e realtà, i conflitti di interessi, i ricordi e i rafforzamenti identitari, che si concretizzano con una profonda consapevolezza dell’impatto ambientale e sociale. Tra i giovani in gara, Isza si è aggiudicata il Premio ModaLisboa X IED – Istituto Europeo di Design (un Master in Fashion Brand Management presso IED Firenze), mentre Bárbara Atanásio ha vinto il ModaLisboa X RDD Textiles Award (uno stage di tre mesi presso RDD Textiles, dove avrà l’opportunità di creare una collezione per RDD). 

Dopo aver presentato per la prima volta lo scorso anno le collezioni degli studenti dell’ultimo anno del corso di Fashion Design del Lisboa Social Mitra, lo IED – Istituto Europeo di Design è tornato a ModaLisboa con nuovi nomi che riflettono il futuro dell’industria della moda globale: Annarita Biava, Cristian Bogliano, Angelica Siddi, Matteo Rosellini, Maria Chiara Sorbino e il duo Alessio Dolfi e Carlotta Mora. In questo modo IED Graduate Fashion Show riunisce sei visioni che trasformano le complessità del presente in elementi capaci di riflettere una generazione. Gli studenti dello IED Italia hanno esplorato il significato di fragilità, la paura della trasformazione, l’importanza della conoscenza di sé, il rispetto per il nostro ambiente naturale, il valore dei sentimenti e i ricordi delle nostre esperienze dando vita a pezzi unici, realizzati con dedizione, tecniche artigianali e passione, segno distintivo della cultura del design italiano.

ModaLisboa ha ospitato  anche l’Iniziativa di supporto ai designer ucraini. Nonostante la guerra russa in Ucraina, i designer continuano infatti a creare in condizioni difficili e l’industria della moda del paese non smette di dimostrare la sua resilienza e resistenza. La Settimana della moda ucraina ha quindi lanciato l’iniziativa Support Ukrainian Fashion per aiutare gli stilisti nazionali. Così, per la prima volta nei suoi 26 anni di storia, le ultime tre stagioni della UFW si sono svolte non a Kiev, ma sulle passerelle internazionali, permettendo ai marchi di moda ucraini di presentare le loro collezioni create durante la guerra sulla scena della moda internazionale. Grazie a questa iniziativa, i designer hanno presentato le loro collezioni nell’ambito di sfilate e presentazioni in 11 settimane della moda in Europa e negli Stati Uniti, così da continuare a divulgare il loro lavoro. Darja Donezz, Omelia e Nadya Dzyak hanno portato le loro creazioni alla Lisboa Fashion Week numero 62.

I brand affermati a supporto dei marchi emergenti: le capsule collection Lion of Porches x paatiff e Decennio x MOLNM

Il composito mosaico della settimana della moda portoghese combina i progetti esplorativi della piattaforma Workstation con l’approccio innovativo della piattaforma LAB e le nuove proposte supportate dai designer affermati con sinergie sfociate nelle capsule collections Lion of Porches x paatiff e Decenio x MOLNM, by Matilde Mariano

Club 14 è una capsule collection che fonde l’ispirazione del passato con gli strumenti del futuro. La collezione è il risultato della collaborazione tra Decenio e MOLNM che nasce dalla sinergia tra la creatività umana e l’intelligenza artificiale, utilizzata come strumento durante il processo creativo. MOLNM è il marchio della designer Matilde Mariano, che si è aggiudicato il secondo posto nella prima edizione dell’AI Fashion Week. Decenio è invece, un brand portoghese con una storia lunga oltre 30 anni, che si ispira allo stile di vita mediterraneo, con collezioni per donna e uomo che incarnano raffinatezza, eleganza e qualità, con un tocco contemporaneo. Questo incontro ha dato vita a una gamma di capi  ispirati allo stile di vita associato al mondo del golf, modellati da tagli contemporanei adattati alla vita urbana. Composta da 14 pezzi di design unisex, la collezione è creata con materiali di qualità e fibre sostenibili, prodotti interamente in Portogallo.

Lion of Porches ha collaborato con paatiff per una capsule collection che unisce la tecnologia a una visione estetica e funzionale del workwear. Presente sul mercato da oltre 20 anni, Lion of Porches è un marchio di ispirazione britannica riconosciuto per l’attenzione ai dettagli e l’intramontabilità dei suoi capi. Mentre Paatiff è un brand creato da José Sobral, vincitore della prima AI Fashion Week, che all’inizio del 2023 ha lanciato il suo progetto con l’obiettivo di fondere la creazione e la visualizzazione della moda con tecnologie come l’intelligenza artificiale.

 La collezione presentata all’ultima edizione di ModaLisboa è stata concepita utilizzando strumenti di intelligenza artificiale.  Questo progetto, concepito interamente in Portogallo, è una fusione di sostenibilità, dove la durata prevale e gli scarti tessili sono ridotti al minimo. La partnership non solo sfida i paradigmi tradizionali della moda integrando l’intelligenza artificiale nel processo creativo, ma riafferma anche l’impegno verso la tradizione, sottolineando la qualità e la produzione locale.

La sfilata della capsule collection Lion of Porches x paatiff è un viaggio nel tempo e nello spazio, dove lo scenario ferroviario funge da metafora dell’abbigliamento da lavoro, la cui divisa richiede funzionalità, resistenza e durata.

I Designer da tenere d’occhio: Buzina, Ricardo Andrez, Gonçalo Peixoto, Filipe Cerejo

Alla Lisboa Fashion Week, Buzina ha presentato la sua collezione Autunno Inverno 2024, che riflette a pieno la cifra stilistica della sua designer Vera Fernandes. Nel 2016 la stilista ha fondato il suo brand incentrato sulla massima espressione della femminilità e della personalità attraverso capi che possono essere indossati in ogni occasione quotidiana. Il linguaggio espresso dalle creazioni BUZINA è universale riuscendo a rispondere alle esigenze di donne attente alle ultime tendenze senza tuttavia essere schiave della stagionalità. Si rivolge a coloro che usano la moda come mezzo per esprimere la propria identità e che amano giocare con proporzioni e taglie senza perdere la propria femminilità. Sono donne che non esitano ad indossare colori audaci che catturano l’attenzione. Come queste eroine contemporanee, che rivestono molteplici ruoli, la versatilità dei capi BUZINA è diventata il punto di forza e di differenziazione del brand. 

Anche Ricardo Andrez ha svelato la sua ultima collezione Autunno Inverno 2024 in occasione della ModaLisboa. Il designer ha fondato il suo marchio eponimo nel 2006, mettendo la moda maschile al centro della sua ricerca e reinterpretando lo sportswear e lo streetwear, riuscendo a ricreare un universo colorato, sano e strutturato. “Pensare alla moda significa pensare al corpo” è il motto di Andrez, che lo guida nell’esplorazione di immagini e prodotti.

Altro interessante designer che ha presentato la sua nuova collezione alla Lisboa Fashion Week è Gonçalo Peixoto, giovane artista appassionato, guidato dal suo amore per la moda e dal suo bisogno di creare. Entrato a far parte del calendario ufficiale di ModaLisboa nel marzo 2018 (dopo aver presentato la sua prima collezione durante la LFW) , le sue collezioni hanno attirato l’attenzione di diversi negozi di moda molto apprezzati, oltre che di riviste di moda e altri artisti. 

Irriverente e provocatoria la collezione Autunno Inverno 2024 portata in scena dal giovane e talentuoso Filipe Cerejo, vincitore nel 2022 del premio Polimoda di Sangue Novo, il concorso per giovani stilisti di ModaLisboa, che gli ha dato la la possibilità di conseguire un master in Collection Design presso il Polimoda di Firenze. La sua visione moda va oltre l’estetica. Cerejo ambisce ad evocare emozioni, portare un tocco di raffinatezza e seduzione nel modo di vestire, dare corpo a una narrazione stilistica, abbracciare un sentimento nascosto ed esprimere un’identità unica, offrendo una prospettiva innovativa sul menswear.

I Designer da tenere d’occhio: ARNDES, DuarteHajime, Ivan Hunga Garcia, KOLOVRAT

ARNDES è il marchio di Ana Rita de Sousa, vincitrice nel 2021 del primo premio del Sangue Novo, che le ha permesso di frequentare il Master in Collection Design del Polimoda, a Firenze.

ARNDES si rivolge a un pubblico che apprezza l’artigianalità e le silhouette uniche e crea un impegno che articola estetica, funzionalità, qualità e sostenibilità (ambientale, ecologica e sociale). Per ridurre gli scarti di produzione, ARNDES riutilizza i tessuti in giacenza per i campionari e la produzione delle sue collezioni, oppure riprende capi classici esistenti, trasformandoli in nuove creazioni. Per l’Autunno Inverno 2024 il brand di De Sousa si concentra sul quotidiano. L’abbigliamento da lavoro e i tessuti quotidiani rivivono dunque in una nuova reinterpretazione dell’uso dei codici giornalieri

Ana Duarte, fondatrice e designer del brand DuarteHajime, per l’Autunno Inverno 2024 ha deciso di riflettere sul processo creativo: cos’è, cosa rappresenta, cosa lo rende unico e cosa ci rende esseri umani?

Obiettivo di DuarteHajime è ridefinire il concetto di streetwear, creando un Cool Lifestyle. Il marchio si concentra sulla sostenibilità e sulla miscelazione e creazione di texture diverse, essenzialmente attraverso l’uso di stampe uniche, tessuti naturali e tecnologici e maglieria. Per la nuova collezione per l’Autunno Inverno 2024, Duarte si focalizza sull’atto creativo che assume un significato assai più importante del prodotto finale e rappresenta un viaggio di costante conflitto e superamento: migliorare e creare qualcosa di nuovo è ciò che ci motiva ogni giorno. Spiccano le tonalità neutre – nero, bianco, grigio, crema, beige, verde scuro – e tra i tessuti, oltre al cotone e alla lana anche cotone organico, denim, poliestere riciclato, e tessuti tecnologici, con l’intento di aggiungere strati di calore e coolness al concetto finale.

Ivan Hunga Garcia sta facendo parlare di sé come fautore della moda utilizzata come mezzo di espressione. Un atelier creativo e provocatorio di ricerca e di esplorazione nell’ambito del design e dei materiali  più che un brand, per questa edizione di ModaLisboa il designer parte alla scoperta delle nozioni più profonde di sé, l’inconscio, i bisogni e le aspirazioni, spogliando i modelli dal superfluo. Il creativo, per la sua collezione Autunno Inverno 2024 presentata al Pensao Amor, locale dal mood audace e trasgressivo ricavato da un antico bordello, ricorre all’uso dello SCOBY (Symbiotic Culture of Bacteria and Yeast, ovvero la coltura simbiotica di batteri e lieviti che nasce nella preparazione di alimenti e bevande acide come il kombucha), giocando con la sua somiglianza sensoriale e visiva con la pelle, il cuoio e il lattice. In questo modo, Ivan Hunga Garcia dà avvio a un viaggio nel regno delle proprietà della pelle e della sensibilità sensoriale attraverso i codici del bdsm e della lingerie. A livello simbolico, questa collezione si fonda sul legame tra stimolazione intellettuale e liberazione carnale come medium per evolvere. L’espressione corporea diventa la chiave per comprendere bisogni inconsci, i desideri e le esperienze traumatiche. 

Lidija Kolovrat, con un background nel cinema e nella moda, si distingue per il suo linguaggio artistico che abbraccia la decostruzione, la cultura urbana e le arti. La sua missione è quella di creare capi di abbigliamento che siano significativi per coloro che desiderano esprimere uno stile unico e autentico.

Nel 1990, la designer ha fondato il marchio KOLOVRAT, con un forte impegno verso la sostenibilità ambientale e il rispetto per i clienti. Per lei, l’abbigliamento non è solo una questione esteriore, ma riflette anche il mondo interiore, la geometria sacra e il linguaggio simbolico di chi lo indossa. La sua visione si traduce in creazioni che non solo soddisfano gli standard estetici, ma anche quelli morali, valorizzando la bellezza e l’individualità di ogni individuo. Per la sua collezione Autunno Inverno 2024, il grigio di una giornata nebbiosa si trasforma in un crepuscolo roseo, come se la città e i suoi fenomeni quotidiani decidessero di trasformarsi in una promessa. Le cose normalmente indifferenti sembrano acquisire un’anima e si fondono in un insieme armonioso, stranamente familiare, dando vita ad un dialogo spontaneo tra il diverso e l’unico

In apertura un look della sfilata Lion of Porches X Paatiff, pg. Ugo Camera

Essere: Un Manifesto della Consapevolezza di Sé fashion editorial

Nel mondo frenetico e mutevole di oggi, dove le tendenze vanno e vengono come onde del mare, c’è una costante che resta immutata: l’importanza di essere se stessi. Questo è il fulcro di Essere, il nuovo fashion editorial uomo che celebra la moda Inverno 2024.

Una vasta gamma di stili convivono nella fashion story firmata MANINTOWN, da quelli eleganti e contemporanei a quelli audaci e retrò. I tessuti lussuosi si mescolano con le tonalità vivaci, mentre i dettagli come le paillettes aggiungono un tocco di glamour. Ogni outfit è una dichiarazione di individualità, una celebrazione della diversità e della libertà di esprimersi.

Fashion editorial Inverno 2024
Total Look Marsem, shoes Gucci
Fashion editorial Inverno 2024
Coat Marsem, shoes Gucci, accessory Pescepazzo

Credits

Photographer: Michael Banfi

Stylist: Piero Nuvoli

Model: Alessio Raganelli Nologo mgmt

THE CHASE BETWEEN THE BRIDGES FASHION EDITORIAL

Emozioni, stati d’animo, sentimenti, connessioni. Quanto si può celare dietro uno sguardo? Quanto un contatto visivo svela del nostro lato più intimo e profondo? E cosa accade quando due sguardi si intercettano l’un l’altro? Affascinante ed enigmatico il racconto che i nostri occhi sanno trasmettere di noi stessi: desideri, intenzioni, gioie, paure; il tutto disegnato da un solo sguardo. “Specchio dell’anima”, secondo un noto proverbio, gli occhi non mentono mai; non c’è niente di più vero di quanto viene comunicato tramite il contatto visivo.

Nel cuore di Venezia, tra suggestive calli e innumerevoli ponti, un inseguimento di sguardi diventa protagonista del nuovo editoriale moda di MANINTOWN per l’Inverno 2024. Due ragazzi legati da un contatto impalpabile, quello visivo, descrivono la loro storia, il loro primo incontro e una forte connessione reciproca. Una dinamica intensa ed emozionante quella scaturita dal momento in cui gli occhi dell’uno incontrano quelli dell’altro, in uno scenario dal fascino inconfondibile e senza tempo. Tra camicie leggere, trasparenze, dettagli in perla e blazer dal taglio sartoriale, una storia di amicizia, o forse qualcosa di più, si palesa silenziosa, in un gioco di sguardi che non necessita di alcuna parola.

Total look Gant, shoes Marsèll
Coat Mordecai, gilet Denobiliary Particle, undershirt Wayerob, eyewear Moscot
Coat Mordecai, pants PT Torino, undershirt Wayerob, shoes Marsèll, eyewear Moscot
Left: total look Ferragamo; right: coat Mordecai, undershirt Wayerob, eyewear Moscot
Cardigan Martin Gissi
Shirt Florania, shorts Martin Gissi
Blazer & shorts Martin Gissi, top Carhartt, shoes Marsèll
Blazer & shorts Martin Gissi, top Carhartt, shoes Marsèll

Credits

Photographer: Monica Lazzarato

Stylist: Francesco Meleleo, Francesco Salimena

Producer: Jessica Lovato

Filmmaker: Gabriele Compagni

Make up artist: Maria Grazia Arcese

Hair stylist: Luca Milesi

Models: David Mirci from independent model management, Vito Rodriguez from M.O.M. agency

Photography assistant: Agnese Bignotti

Styling assistant: Ludovica Bonci Del Bene

Production assistant: Leonardo Martino

Video assistant: Diego Gatti

Make up assistant: Antonia Romito

Location manager: Corrado Della Siega

Ivan Delpiano e il ristorante La Madernassa: etica, innovazione e senso di comunità 

Il giovane imprenditore Ivan Delpiano sta lasciando un’impronta indelebile nel settore food&beverage, distinguendosi come CEO de La Madernassa Ristorante e Resort di Guarene.

L’ultima pietra miliare raggiunta è l’inserimento tra le 100 Eccellenze premiate da Forbes nel 2024 nella categoria Restaurant, confermando la costante ascesa di questo luogo unico situato nelle affascinanti Langhe.
Da quando ha guadagnato la sua prima stella Michelin nel 2016, seguita dal riconoscimento tra i 30 migliori ristoranti globali secondo la We are smart green guide nel 2021, e la consacrazione nel 2023 come miglior ristorante in Italia secondo Food&Travel, La Madernassa non smette di collezionare successi.
Il premio Forbes, giunto alla quinta edizione, celebra le aziende eccellenza nel panorama italiano, con particolare attenzione al management imprenditoriale nel settore food&beverage. In questo contesto, spicca la figura di Ivan Delpiano, il giovane mentore dietro il progetto La Madernassa, un resort e ristorante che si sviluppa tra le verdi colline delle Langhe, incarnando il massimo rispetto per la sostenibilità.

Ivan Delpiano
Ivan Delpiano, fondatore del ristorante La Madernassa

L’importanza del territorio per Ivan Delpiano, CEO de La Madernassa

Il progetto ambizioso de La Madernassa si basa su tre pilastri ben definiti: l’innovazione, con una continua analisi critica per migliorare ogni aspetto; l’etica, che si traduce nell’agire con rispetto per la società e il territorio; il senso di comunità, manifestato nella tutela delle Langhe e del Roero, anche in prospettiva di sviluppi turistici futuri.
«Il resort è un’oasi dove flora e fauna sono protette, armonizzate e raccontate, con il verde che sottintende un valore etico», afferma Delpiano. Il progetto mira a preservare una cultura di prodotto quasi dimenticata, come quella della pera madernassa, da cui il ristorante prende il nome.
Un aspetto distintivo di La Madernassa è il suo coinvolgimento attivo nella comunità e nel territorio. Il progetto Adotta un filare, avviato nel 2018, coinvolge gli ospiti nel processo di produzione dell’uva, permettendo loro di vivere l’intero ciclo, dalla vigna alla pigiatura. Nel 2019, è nato il progetto Una Madernassa a Casa Tua, che regala ai clienti piante di pera madernassa per contribuire alla diffusione di questa specie autoctona.

Ivan Delpiano La Madernassa
La vista dall’hotel

Ricerca e innovazione nelle Langhe

Sul fronte dell’innovazione, La Madernassa ha abbandonato le restrizioni tradizionali sui menu e le prenotazioni a favore di una proposta focalizzata sulla scelta del numero di piatti. Ogni tavolo è un “chef table”, con lo chef Giuseppe D’Errico che crea percorsi esperienziali ad hoc sfruttando la freschezza della materia prima non legata a un menu fisso.
Il resort ha anche abbracciato l’arte, con nuovi piani in marmo e un’atmosfera evocativa che sfida i canoni tradizionali degli stellati.
Sulla questione etica, Delpiano dichiara che i costi più elevati e i sacrifici legati a scelte ambientali sono un prezzo equo per costruire un valore più grande. Le risorse umane sono al centro di questa filosofia, con investimenti nella formazione personale e un impegno a migliorare la cultura della ristorazione, abbattendo il mito dei ritmi proibitivi di lavoro.

MODELS TO FOLLOW BY AMILCARE INCALZA: MILAN FASHION WEEK EDITION

A Milano Fashion Week ormai conclusa, MANINTOWN punta i riflettori sui veri protagonisti di ogni settimana della moda: i modelli. Tramite l’obbiettivo del fotografo Amilcare Incalza, MANINTOWN propone una narrazione per immagini, in uno scenario fumoso, in cui la figura del mannequin passa in primo piano.

Modelli Milano Fashion Week
Total look Annakiki
Modelli Milano Fashion Week
Jacket Meltin’Pot Vintage, pants Francesca Cottone
Modelli Milano Fashion Week
Total look Mario Dice
Total look Bartolotta&Martorana
Total look Bartolotta&Martorana
Look Dolce & Gabbana, ring Vanesi, earrings & necklace talent's own
Look Dolce & Gabbana, ring Vanesi, earrings & necklace talent’s own
Total look Mario Valentino
Total look Mario Valentino

Credits

Photographer Amilcare Incalza

Fashion coordinator Mirko De Propris

Stylist Luca Pirri & Gianluca Rechichi

Hair & Make-up Fabio Cicerale – Etoile Management

Models Akolde Meen, Clara Wakonigg, Emma Menne, Grace Carswell, Lina Cruz, Mirely, Willow Jay, Andrea Andreis, Davide Michale, Huang, Woojin, Wylber – Why Not Models

Maddalena Svevi: da “Amici” una promettente stella nel mondo della danza

Una passione innata, un talento coltivato fin dall’infanzia. Per la giovane Maddalena Svevi, la danza è da sempre parte integrante della sua persona; un qualcosa che sembra esserle stato cucito addosso da quando era ancora molto piccola. Originaria di Genova, la ballerina, oggi diciannovenne, si forma nella sua stessa città presso la Naima Academy, seguendo il percorso professionale Experience Dance Company.

Maddalena Svevi
Pants Diesel, shirt and gloves stylist’s own

Spinta da un forte desiderio di mostrare e condividere il suo amore per la danza, Maddalena non perde tempo e, ancora giovanissima, intraprende un’avventura letteralmente sotto le luci dei riflettori, in tv e sul palco. Nel 2016 l’abbiamo vista tra i protagonisti del programma Pequeños Gigantes, in onda su Canale 5, condotto da Belen Rodriguez; poco tempo dopo prende parte al musical Un papà sotto l’albero con la regia di Garrison e Fioretta Mari. Nel 2020 Maddalena è nel corpo di ballo del talent show firmato Rai 1 dal titolo Il cantante mascherato; l’anno successivo la ammiriamo danzare nel videoclip della canzone Perfetta così, cantata da Aka 7even al Festival di Sanremo.

E, a coronare il tutto, una brillante partecipazione nel programma televisivo Amici nel 2022, di Maria De Filippi, dove la ballerina genovese si è conquistata il tanto desiderato serale per poi arrivare fino all’ambita semifinale. «Il ballare con ballerini professionisti mi portava l’adrenalina a mille, danzare e guardarci negli occhi è stato bellissimo. Sentivo la danza nelle vene». Così racconta Maddalena ripensando ai momenti più felici presso la Scuola di Amici; istanti che avrà per sempre impressi nel cuore. Dopo il talent, la passione della giovane genovese non vede battuta d’arresto. Maddalena continua a coltivare il suo talento, prendendo poi parte, nell’estate 2023, al corpo di ballo di Battiti Live. E, nel frattempo, parallelamente alla passione per la danza, la giovane intraprende un percorso social, collaborando con diversi brand moda e beauty.

Maddalena Svevi
Total look 9.8 Inch, earrings GCDS

Del futuro non c’è certezza, ma una cosa per la ballerina è già sicuramente scritta: una brillante e promettente carriera nel mondo della danza; il traguardo dei traguardi che solo un gran talento e un trampolino di lancio come Amici possono regalare.

Maddalena Svevi
Gloves stylist’s own
Maddalena Svevi fisico
Pants Diesel, gloves stylist’s own
Total look 9.8 Inch, earrings GCDS,
Total look 9.8 Inch, earrings GCDS

Credits

Stylist Corinne Zoccali

Photographer Antonio Nelli

Hair Luca Milesi

Make Up Artist Alice Maffi

Stylist assistant Davide Chiai

Agency Golden Sabre Cristina Lodi

TRA ALLUCINAZIONE E REALTà, LA MODA INVERNO 2024 è ‘PARASONNIA’

Nell’ignoto, in un lasso di tempo indefinito, una sensazione di paralisi; una totale incapacità di movimento e di parola. Una percezione alterata di sé tra il materiale e l’immateriale, tra il reale e il sogno. Sentirsi in una gabbia, nel buio profondo della notte, senza essere in grado di distinguere concreto e immaginario: questa è la parasonnia. Uno stato perturbante in cui sembra di essere intrappolati in un incubo; un disturbo dato da un eccessivo prolungamento della fase REM del sonno o dal suo inizio anticipato.

Il nuovo editoriale moda per l’inverno 2024 di MANINTOWN cattura questa condizione di immobilismo totalizzante con una narrazione immersa nel buio; scatti in bilico tra allucinazione e realtà in cui a predominare è il colore nero. Corsetti in pelle, giacche dai toni metallizzati, maglie retate, capi dalla geometria inconsueta descrivono un universo in cui distinguere il vero dal sogno risulta praticamente impossibile. Disagio, paura, incapacità di agire e reagire; uno stato disturbante di diagnosticata parasonnia.

Moda inverno 2024
Total look Ferragamo, jewels Aneis
Moda inverno 2024
Fur coat Krizia, corset Livia Tanasa, trousers Eyelet Milano, boots Anja Zecevic
Moda inverno 2024
Shirt Krizia, rugby helmet stylist’s own
Total look Dolce&Gabbana
Total look Dolce&Gabbana

Credits

Photographer Fabrizio Milazzo

Creative Director & Stylist Eugenio Monteleone

Set Designer Paolo Di Gennaro

Set Coordinator Alice Pirisi

Make Up Artist Shi Hejun

Hair Stylist Giacomo Marazzi

Models Cezary – The Ład Models, Alessandro – Major Milano, Arnau – Boom Models

LE SFUMATURE DELLA MODA INVERNO 2024: ‘SHADES’

La moda è lo strumento che più di ogni altro permette di esprimere le nostre mille sfaccettature, i nostri molti contrasti. Quante versioni di noi stessi possiamo mostrare giocando con capi, accessori e abbinamenti sempre diversi? Infinite. La moda ci mette nella condizione di decidere chi essere; ci dà l’occasione di tirar fuori un’anima rock e total black, far emergere quel lato nerd più timido e introverso oppure sfoggiare un’attitude sexy e intrigante. E la cosa bella è che le molteplici versioni di noi stessi, anche se molto diverse le une dalle altre, coesistono e si affiancano vicendevolmente in un variegato panorama: la nostra identità unica, complessa e irripetibile.

Shades è il nuovo editoriale moda Inverno 2024 di MANINTOWN che gioca appunto, sulle molte versioni che una persona può mostrare di sé; una tela che può colorarsi di volta in volta con tonalità diverse: shades. Corsetti dal fascino sensuale e soprabiti in vinile nero si intrecciano a look dal carattere più pacato, con camicia e maglione al di sopra. E ancora, giacche in denim traforate in pieno stile street incontrano sofisticati occhiali da vista. Il tutto a testimoniare quanto l’individuo inteso come singolo possa celare molteplici lati; molteplici sfumature di sé.

Moda Inverno 2024
Total look Simon Cracker
Total look Diesel, sunglasses Italia Independent
Total look Diesel, sunglasses Italia Independent
Moda Inverno 2024
T-shirt Simon Cracker, slip Calvin Klein
Moda Inverno 2024
Bomber Alpha Industries, tank top Wayeröb

Credits

Photographer One Studio Milano

Art direction and styling Dario Grillo

Hair and Make up Nicole Sorti

Model Mattis Perez – Nologo Mgmt

Photographer assistant Salvio Bocchetti

Le tendenze Primavera Estate 2024 nel nuovo editoriale: You never could have been a Good Lover

Il legame. Un’affascinante enantiosemia, una parola che, sorprendentemente, esprime due significati opposti tra loro. Rapporto affettivo che comporta reciproca fedeltà oppure limitazione della libertà individuale: questo è il legame, un termine profondo a ben pensarci, capace di suscitare un sentimento di unione e congiunzione, o, al contrario, di totale chiusura. Le relazioni tra persone sono un complesso meccanismo in continua evoluzione, un insieme di legami tra il solidale e il tossico. Da un lato la libertà di esprimersi per ciò che si è senza timore di ripercussioni; dall’altro l’impossibilità di agire e mostrarsi secondo proprio arbitrio.

Riflettendo sul tema dei legami, l’editoriale moda Primavera Estate 2024 firmato MANINTOWN intende proporre un rimedio per rompere quella tossicità che spesso immobilizza. Tra piume, accessori appariscenti, colori brillanti e maschere, questa narrazione per immagini vuole spronare a parlare apertamente delle proprie sfide, trionfi e lotte per ispirare gli altri; creare connessioni significative e contribuire a rompere gli stereotipi che limitano la libertà individuale. Tutto questo prende il nome di “empowering”, una parola con un significato solo: avvicinare e non dividere.

Primavera Estate 2024
Left: suit, face jewel and bag SARAWONG, shoes OGR, earrings Lag World, rings WHOAMI, gloves and hat stylist’s own
Right: suit Alberto Zambelli, shoes Minacapilli, earrings Lag World, bag and rings WHOAMI, hat, gloves and body accessory stylist’s own
Trench coat Alberto Zambelli
Trench coat Alberto Zambelli
Primavera Estate 2024
Suit Alberto Zambelli, shoes Minacapilli, rings WHOAMI, socks, gloves, hat and body accessory stylist’s own
Primavera Estate 2024
Dress DAVII, earring Lag World, necklace & rings WHOAMI
Primavera Estate 2024
Dress & shoes SARAWONG, chocker Minacapilli, earrings & rings Lag World, rings WHOAMI, gloves and socks stylist’s own

Credits

Concept & Make Up Artist Luisa Arnone

Photographer Federica Borgato

Stylist Olympia De Molossi

Hair Federico Iannone

Model Viktoriya & Lorenzo – Indastria Model

Assistant Lucrezia Ficetti, Alessia Actis, Rajana KK, Lucilla Gavi, Noemi

Il nuovo editoriale moda uomo Inverno 2024: OUTSTANDING MAN

In un mondo in continua evoluzione, dove tutto corre veloce, risultati finanziari e abilità fisiche non bastano a definire un uomo di successo. Oltre gli stereotipi e le aspettative della società, una personalità davvero eccezionale si distingue grazie a una sapiente miscela di autenticità, empatia, resilienza, umiltà, apertura e propensione nell’abbracciare i cambiamenti. Questi alcuni valori che permettono all’uomo eccezionale di fare davvero la differenza, lasciando indelebilmente il segno pur trovandosi in un mondo dove tutto scorre rapidissimo.

E proprio l’essere eccezionale è protagonista nel nuovo editoriale moda uomo Inverno 2024 proposto da MANINTOWN; una celebrazione al sapersi distinguere fatta di camicie leggere e completi dal taglio sartoriale contrapposti a pantaloni in pelle e look total black.  

Total look Act N°1
Total look Act N°1
Shirt Vivienne Westwood , jacket and trousers Yezael, shoes Giuseppe Zanotti 
Shirt Vivienne Westwood , jacket and trousers Yezael, shoes Giuseppe Zanotti 
Jacket and Trousers Grifoni , sweater Sabato Russo , shoes Paul Smith 
Jacket and Trousers Grifoni , sweater Sabato Russo 
 moda uomo Inverno 2024
Total look Avant Toi , earring Simple Rituals 
 moda uomo Inverno 2024
Total look LABO.ART, earring Simple Rituals 

Credits

Photographer Riccardo Lancia

Stylist Alessandro Amoruso

Casting director Manuel Scrima

Model Stefano Bruno

Mua & Hair Elisa Delfini

Photographer assistant Marco Coniglione

Styling assistant Laura Perrucci, Robert Goia

Moda uomo inverno 2024: The unexpected in chaos

Caos, dal greco chaos, è il complesso degli elementi materiali disordinati precedenti all’ordine del cosmo. Uno stato di confusione, di disorientamento; una situazione in cui ci sente spaesati, persi. Questo è lo scenario in cui il nuovo editoriale moda uomo inverno 2024 firmato MANINTOWN si sviluppa: ambientazioni caotiche, alla rinfusa danno spazio a capi morbidi e rilassati, confortevoli e non impegnati per questo Inverno 2023 2024. In silenzio, in un tempo che sembra essersi fermato, si aspetta che qualcosa smuova la noia, un qualcosa di piacevolmente inaspettato.

inverno 2023 2024
Total look Missoni
inverno 2023 2024
Total look Missoni
inverno 2023 2024
Sweater Isabel Marant, jeans Givenchy, rings Defaïence
inverno 2023 2024
Suit Dhruv Kapoor
inverno 2023 2024
Total look Loro Piana
inverno 2023 2024
Total look Roberto Cavalli, hat Bonfilio

Credits

Photographer Riccardo Ferrato

Producer Jessica Lovato

Stylist Leonardo Martino

Hair Francesco Sarri

Make up Artist Asja Redolfi

Set Designer Cristina Canti

Filmmaker Valentina Gilardoni

Video Referent Gabriele Compagni

Filmmaker assistant Luca Zito

Stylist assistant Bahar

Models Niccolò Fortini – Mom Agency, Dalibor Urosevic – Fashion Model

INSIDE THE BODY, A HUMAN SOUL: il nuovo editoriale moda uomo per l’Inverno 2024

«Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti». Così affermava Luigi Pirandello, descrivendo una società basata sull’apparenza e sulla finzione. Un luogo in cui l’uomo adotta modi di comportarsi e di pensare che non gli appartengono veramente; una realtà dove gli altri non ci conosceranno mai per come siamo realmente. Del resto, cos’è un corpo se non una pesante armatura che decidiamo di indossare per nascondere il nostro vero io? Spogliarsi è un processo lungo e complesso; non è sempre facile aprirsi al prossimo mostrando il proprio lato più intimo, la propria empatia. Per raggiungere questo traguardo è necessario scavare a fondo in sé stessi; andare cioè alla ricerca di quell’anima che fa di ciascuno un essere umano autentico.

Attraverso accostamenti audaci, l’editoriale moda uomo Inverno 2024 di MANINTOWN propone un tentativo di mettersi realmente a nudo. Un interessante mix and match di stili agli antipodi, dall’eleganza senza tempo di una giacca sartoriale, alla tendenza rilassata e casual di un pantalone cargo.

Moda uomo F/W 2023. Pullover Antonio Marras, underwear Wayeröb
Pullover Antonio Marras, underwear Wayeröb
Moda uomo F/W 2023. Pants Laboratorio Riciclo Pelle, underwear Wayeröb
Pants Laboratorio Riciclo Pelle, underwear Wayeröb
Trench and sweater John Richmond, pants Icon Denim, shoes Giuseppe Zanotti
Trench and sweater John Richmond, pants Icon Denim, shoes Giuseppe Zanotti
Moda uomo F/W 2023. Shirt and blazer Canaku, glasses Moscot
Shirt and blazer Canaku, glasses Moscot
Jacket and pants Levi's, underwear Denobiliaryparticle, earrings Valentina Ferragni, shoes Giuseppe Zanotti
Jacket and pants Levi’s, underwear Denobiliaryparticle, earrings Valentina Ferragni, shoes Giuseppe Zanotti
Moda uomo F/W 2023. Total look Roberto Cavalli, gloves Stetson
Total look Roberto Cavalli, gloves Stetson
Pullover Antonio Marras, underwear Wayeröb, shoes Giuseppe Zanotti
Pullover Antonio Marras, underwear Wayeröb, shoes Giuseppe Zanotti
Moda uomo F/W 2023. Total look by LEONARDO VALENTINI, Bag Santoni
Total look by LEONARDOVALENTINI, Bag Santoni

Credits

Photographer Enrico Cencini

Stylist Aurelio Comparelli

Production Jet Set

Grooming Martina Sciarratta

Videomaker Gabriele Compagni

Light assistant Antonio Dajani

Styling assistant Alessandra Garello, Giorgia Chiazzo, Anna Oliva

Production assistant Thoas Wankelmuth

Model Tommaso CataldiIcan Model Management

Studio Moysa


 

DECLINATION OF A NEW MAN

Gennaro Lillio posa in esclusiva per questo editoriale moda firmato MANINTOWN. Il modello, che dopo un passaggio per il mondo dei reality sta intraprendendo la carriera da attore, interpreta per noi lo stile al maschile per la Primavera Estate 2024. Look eleganti dal taglio sartoriale con un twist contemporaneo: questi i protagonisti destinati a dominare la prossima bella stagione, capi che disegnano una nuova declinazione della moda maschile.

Gennaro Lillio. Total look Corneliani, flower brooch Chromosome 6 by Bibi Esposito
Total look Corneliani, flower brooch Chromosome 6 by Bibi Esposito
Total look Manuel Ritz
Total look Manuel Ritz
Shirt and T-shirt Canali
Shirt and T-shirt Canali
Suit and shirt Brunello Cucinelli, foulard Stylist’s own, shoes Green George
Suit and shirt Brunello Cucinelli, foulard Stylist’s own, shoes Green George
Total look Neil Barrett, socks Model’s own, shoes Sapio
Total look Neil Barrett, socks Model’s own, shoes Sapio
Suit Marsem, sweater MTL Studio by Matteo Lamandini, flower brooch Chromosome 6 by Bibi Esposito
Suit Marsem, sweater MTL Studio by Matteo Lamandini, flower brooch Chromosome 6 by Bibi Esposito
Total look Fendi
Total look Fendi
Gennaro Lillio. Total look Sapio
Total look Sapio
Suit Tagliatore, gloves Stylist’s own, shoes Green George
Suit Tagliatore, gloves Stylist’s own, shoes Green George
Gennaro Lillio. Total look Hevo
Total look Hevo

Credits

Photographer Giovanni Peschi

Stylists Stefano Guerrini & Romolo Battista

Assistant Stylists Yacine Lorenzani

Talent Gennaro Lillio – I Love Models Management

THE GENTLEMEN’S PARTY

Un mondo dove l’eleganza incontra la modernità, dove ognuno può abbracciare la propria individualità con stile. The Gentlemen’s Party, il nuovo editoriale moda di MANINTOWN, esplora il lato più sofisticato delle collezioni Autunno Inverno 23 24. Giacche, camicie e abiti sono in equilibrio perfetto tra il classico e il contemporaneo, dove il lusso si fonde con l’audacia.

The Gentlemen’s Party ci accompagna nella festive season con abiti impeccabili resi ancora più affascinanti da tagli moderni e genderless. I completi maschili Autunno Inverno 23 24, a righe o in principe di Galles, ricamati o plissé, rileggono la miglior tradizione sartoriale con un tocco di leggerezza e brio.

Un viaggio senza tempo nell’eleganza maschile moderna alla scoperta delle tendenze uomo Autunno Inverno 23 24.

Total look Canaku, shoes Giuseppe Zanotti 
Total look Homme Plissé Issey Miyake, shoes Clarks
Left: total look Sabato Russo; right: shirt Sabato Russo, trousers Act N°1, shoes Giuseppe Zanotti
Total look Moschino 
Total look Dhruv Kapoor, shoes Giuseppe Zanotti 
Jacket Canaku 
Total look Paul Smith
 
Total look Sabato Russo, shoes Ferragamo
Total look Grifoni, shoes Giuseppe Zanotti 
Total look MTL Studio 

Credits

Photographer Riccardo Lancia

Stylist Alessandro Amoruso

Casting director Manuel Scrima

Mua: Elisa Delfini

Hairstylist Giorgio Aloisio

Photographer assistant Marco Coniglione

Stylist assistants Margherita fracaros, Andrea Meliz

Models Alessandro Petrucci, Damiano Alexander, Davide Battistella, Emanuele Salvagnini, Gian Lorenzo Sbaragli, Tommaso Sanna – Models Milano

L’élégance en miniature

L’élégance en miniature è una storia a colori che racconta di eleganza e di raffinatezza, accendendo un bagliore su uno stile sofisticato. Le tendenze moda donna per l’inverno 2024 trasportano in un’atmosfera che ci lascia cadere in un’altra epoca lontana, fatta di classe senza limiti.

Left: coat Re-HasH, corset Vivienne Westwood, skirt Cormio, shoes Fabio Rusconi, ring Rue Des Mille, bag Gava; right: dress d’elle, corset stylist’s own, mules Sergio Rossi, bracelet Rue Des Mille, bag Marsèll
Left: coat Re-HasH, corset Vivienne Westwood, skirt Cormio, shoes Fabio Rusconi, ring Rue Des Mille, bag Gava; right: dress d’elle, corset stylist’s own, mules Sergio Rossi, bracelet Rue Des Mille, bag Marsèll
Left: total look Sarawong, Rings Rue Des Mille; right: blazer Lacouture Archives, top stylist’s own, pants Berwich, plateau Saint Laurent, belt Gavazzeni, bag Marsèll
Left: total look Sarawong, Rings Rue Des Mille; right: blazer Lacouture Archives, top stylist’s own, pants Berwich, plateau Saint Laurent, belt Gavazzeni, bag Marsèll
Blazer Tagliatore 0205, shirt Blue Marine, corset stylist’s own, boots Sergio Rossi, earrings Rue Des Mille
Blazer Tagliatore 0205, shirt Blue Marine, corset stylist’s own, boots Sergio Rossi, earrings Rue Des Mille
Blazer Khosrov, pants PT Torino, shoes Sergio Rossi, belt Gavazzeni
Blazer Khosrov, pants PT Torino, shoes Sergio Rossi, belt Gavazzeni
tendenze donna inverno 2024
Total Look d’elle, shoes Sergio Rossi, rings Rue Des Mille
Left: total Look d’elle, shoes Sergio Rossi, rings Rue Des Mille; right: total look Tagliatore 0205, shoes Fabio Rusconi, jewels Rue Des Mille, bag Gava
Left: total Look d’elle, shoes Sergio Rossi, rings Rue Des Mille; right: total look Tagliatore 0205, shoes Fabio Rusconi, jewels Rue Des Mille, bag Gava

Credits

Photographer Alessandro Paci

Stylist & Creative director Jacopo Venturi

Make Up Chiara Ottonello

Hair stylist Tommaso Braglia

Models Anna Lira, Yoona Son – Women Management Milano

Assistant Caterina Magni

Location MAG La Pusterla

IN THE MIDDLE OF NOWHERE

Pelle, denim, frange. E un tocco di lucentezza inaspettata. L’editoriale moda di MANINTOWN esplora le tendenze uomo per l’Inverno 2024. Un cantiere in costruzione diventa il teatro di un immaginario dialogo tra l’utilitywear maschile – fatto di boots, guanti, jeans e giacche in denim – e una vena eclettica fatta di tessuti lucenti, gonne in tartan sovrapposte ai pantaloni e giacche con le frange di ispirazione texana. I ‘lavori’ in corso diventano metafora delle tendenze uomo dell’Autunno Inverno 2024: la moda che si rinnova di continuo, ovunque e in nessun luogo preciso.

Tendenze uomo inverno 2024: Total look Emporio Armani, earrings Nove25
Total look Emporio Armani, earrings Nove25
Total look Etro, chains Deville, earrings Nove25
Total look Etro, chains Deville, earrings Nove25
Total look Dolce & Gabbana, jacket stylist's archive, earrings Nove25
Total look Dolce & Gabbana, jacket stylist’s archive, earrings Nove25
Jacket and leather pants Gucci, boots Giuseppe Zanotti, earrings Nove25
Jacket and leather pants Gucci, boots Giuseppe Zanotti, earrings Nove25
Total look Valentino, earrings Nove25
Total look Valentino, earrings Nove25

Credits

Photographer Claudio Carpi

Stylist Simone Folli

Make-up Maya Tinti

Stylist assistants Nadia Mistri, Claudia Maria Ialacci, Victoria Brayt

Model Matheus Hava

My Heads, My Souls

Un omaggio alla cultura siciliana che si ispira alla lunga tradizione delle Teste di Moro: questa è l’essenza della mostra My Heads My Souls, Negative Positive di Toni Campo e Francesco Palazzolo. L’evento si è concluso, ma l’artista ha raccontato a MANINTOWN come sono nati i suoi ritratti illuminati ‘dalla terra’.

«Ho ricreato delle teste di Moro vere: nelle mie foto si vedono uomini e donne viventi con il turbante, ma ho puntato l’attenzione sugli occhi. Per me lo sguardo rappresenta l’involucro che contiene l’anima, che si riesce a scrutare proprio dagli occhi. Da qui l’idea di utilizzare negli scatti una luce ‘sbagliata’. Nell’arte, tradizionalmente, ci si immagina sempre la luce dell’alba o del tramonto ma in questo caso viene ‘sprigionata’ dal basso, quindi dalla terra. Io ho scelto di sperimentarla dopo trent’anni di carriera: si tratta di un’illuminazione ‘pericolosa’ perché è descrittiva. Anche il volto di un bambino, infatti, per colpa della luce sbagliata presenterà rughe dove in realtà non ci sono. La particolarità sta nel fatto che, in questo modo, l’occhio si illumina ancora di più, aprendo un passaggio più grande per conoscere l’anima», racconta l’artista Francesco Palazzolo a proposito della mostra My Heads, My Souls.

My Heads My Souls
HEADS: A tribute to Sicilian culture, between art, craftsmanship and decoration
My Heads My Souls
MY HEADS, MY SOULS: A tribute to Sicilian culture, between art, craftsmanship and decoration
My Heads My Souls
HEADS: A tribute to Sicilian culture, between art, craftsmanship and decoration

Credits

Artwork by Francesco Palazzolo

Photographs by Toni Campo

Shades of the Night

Un bagliore nel buio, un lampo di luce nella notte: i colori di tendenza dell’Autunno Inverno 2023 2024 illuminano l’editoriale moda di MANINTOWN. Le sfumature del rosso rubino, del cipria, del giallo e del verde fluo esaltano un’idea di bellezza non convenzionale. Nuances ricche e preziose, capaci di ravvivare il grigiore della stagione fredda, incontrano i must have di tendenza dell’Inverno 2024: trench, abiti cut out, guanti e maxi gioielli.

Top Nencioni, skirt Arrabal, collant Wolford, earrings Ysl Vintage
Trench Olivia Nausner, earrings Gucci Vintage
Trench Olivia Nausner, earrings Gucci Vintage
Dress Arrabal, bracelet Saint Laurent Vintage
Dress Arrabal, bracelet Ysl Vintage
Shirt Nanushka, body Wolford, pants Sandro Paris, accessories Ysl Vintage, gloves Sermoneta Gloves, sunglasses Eyepetizer
Shirt Nanushka, body Wolford, pants Sandro Paris, accessories Ysl Vintage, gloves Sermoneta Gloves, sunglasses Eyepetizer

Credits

Photographer Alessandro Russo – One Studio Milano

Art director and stylist Dario Grillo

Make-up artist Francesca Smeraldi

Photographer assistant Salvio Bocchetti

Model Mitchell

Interno notte

Easy Rider, ma con la metropoli al posto del deserto americano. L’editoriale moda di MANINTOWN rivisita i classici dell’eleganza maschile in un’epopea privata, un dialogo intimo che si svolge all’interno di un appartamento. Tra rigorose camicie bianche, completi in velluto – re delle tendenze moda dell’Inverno 2024 – morbida maglieria e giacche di pelle. E del sogno della motocicletta, cosa è rimasto? Lo stesso desiderio di libertà, stavolta declinato attraverso le tendenze moda dell’Autunno Inverno 2023 2024.

Shirt Dior, trousers Dries Van Noten, gloves Prada
Shirt Dior, trousers Dries Van Noten, gloves Prada
Total look John Varvatos
Total look John Varvatos
total look Dolce & Gabbana
Total look Dolce & Gabbana
Total look John Varvatos boots Hervè
Total look John Varvatos boots Hervè
Shirt Dior, trousers Dries Van Noten, gloves Prada
Shirt Dior, trousers Dries Van Noten, gloves Prada
Coat Balmain, shirt La Vie Est Belle, trousers Marni
Coat Balmain, shirt La Vie Est Belle, trousers Marni
Sweater Grifoni, trousers John Varvatos
Sweater Grifoni, trousers John Varvatos
Swimwear Grifoni
Swimwear Grifoni
Sweater Grifoni, trousers John Varvatos
Sweater Grifoni, trousers John Varvatos

Credits

Photographer Donato Testoni

Art Direction and Styling Fabio Mercurio

Grooming Isabella Sarti 

Photographer Assistant Elia Poletti 

Talent Lorenzo Pozzan

Location Piovan family

Fèlsina festeggia un compleanno speciale: storia di una scommessa vinta

Nell’antica lingua etrusca, Fèlsina era la principale città dell’Etruria padana. Un nome che richiamava l’idea di una terra fertile, accogliente, ospitale. Un luogo dove fermarsi e costruire una città fortificata, affondare le radici per una nuova storia. Sembra quanto mai azzeccato che lo stesso nome oggi rappresenti un’azienda vinicola legata al territorio e alla tradizione. Una realtà relativamente recente, ma già in grado di essere un punto di riferimento per i vini toscani, in particolare per il Sangiovese.

La cantina Fèlsina, in Toscana
La cantina Fèlsina

La storia del vino Fèlsina

Fèlsina si trova nel cuore di Castelnuovo Berardenga, in provincia di Siena, in una posizione cruciale tra Siena e Arezzo. Terra di ospitalità conosciuta già dai Romani, nel Medioevo diventa una tappa fondamentale per i pellegrini che andavano a Roma percorrendo la via Francigena. Fèlsina ha una lunga storia prima come fattoria dei Granduchi di Toscana e poi come villa nobiliare dei Busatti. La svolta arriva nel 1966, quando la realtà viene acquistata da Domenico Poggiali, illuminato imprenditore ravennate, innamoratosi di una piccola cantina scavata nel tufo con le volte di mattoni.

L’antica fattoria Fèlsina

Quello, decide, è il luogo perfetto per seguire il progetto di produrre un vino di qualità. Una scommessa non facile, specialmente in un momento particolarmente difficile per la viticoltura italiana, quando erano in pochi a crederci davvero. Ma coraggio, studio, tecnica e passione hanno vinto: la collocazione rende la zona molto ventilata e luminosa, favorevole all’ottima maturazione delle uve, in particolare del Sangiovese.

La veduta di un vigneto Felsina in Toscana
La veduta di un vigneto

Tre generazioni di amore per il vino

Domenico Poggiali – insieme al figlio Giuseppe, al genero Giuseppe Mazzocolin e all’enologo Franco Bernabei – ha saputo trasformare l’antica fattoria in una moderna azienda vinicola. Nei vini di Fèlsina convivono, in perfetto equilibrio, tutte le caratteristiche di questo territorio, dando vita a etichette uniche. Negli anni Novanta è entrata in azienda la famiglia Poggioli: ora alla guida dell’azienda c’è Giovanni Poggiali, figlio di Giuseppe e nipote di Domenico.

La fattoria di Fèlsina conta oggi 500 ettari totali, di cui 72 dedicati alla vigna. Oltre alla cantina – oggi l’attività principale dell’azienda – Fèlsina si dedica anche alla produzione di olio, alla coltivazione di cereali e legumi e all’allevamento di animali da cortile.

Una botte della cantina di Fèlsina
Una botte della cantina di Fèlsina

I 40 anni di Fontalloro e Rancia

Il Sangiovese è il fil rouge che unisce la famiglia Poggiali a Fèlsina. Da questo profondo legame nasce la decisione di vinificare il Sangiovese in purezza: Fèlsina è stata tra le prime aziende del territorio del Chianti a intraprendere questa strada. La base produttiva dell’azienda risiede nel Chianti Classico Berardenga, il Rancia e il Fontalloro: questi ultimi nel 2023 ‘compiono’ 40 anni. Quest’anno, infatti, Fèlsina celebra un anniversario speciale: le 40 vendemmie di Fontalloro e Rancia, IGT Toscana e Chianti Classico Riserva DOCG, due etichette ormai storiche e inconfondibili.

Pizza e birra: il viaggio di Krombacher nella ricerca dell’accoppiata perfetta

L’abbinamento pizza e birra è un evergreen che accontenta tutti i palati, anche i più esigenti. Da sempre fedeli compagni dei momenti di convivialità, come le serate domenicali o i match della propria squadra del cuore. Il segreto del successo di uno dei più famosi dynamic duo del mondo gastronomico parte sicuramente dall’attenta selezione di materie prime di qualità.

È su questa base che si fonda la filosofia di Krombacher, importante birrificio tedesco a conduzione familiare, fondato nel 1803, che ha fatto della naturalezza il suo cavallo di battaglia. L’azienda utilizza, infatti, solo ingredienti naturali del territorio di assoluta eccellenza. Prima fra tutti la Felsquellwasser®, acqua proveniente dalla sorgente rocciosa di Krombach, morbida e priva di minerali, che non ha bisogno di essere trattata. Inoltre vengono impiegati metodi tradizionali di produzione della birra artigianale – come la lunga fermentazione – affiancati da una tecnologia all’avanguardia.

Birra Krombacher
Birra Krombacher

Taste Hunters by Krombacher: alla ricerca del gusto naturale

Krombacher ha deciso con dedizione e professionalità di investire sulla valorizzazione di questo pairing senza tempo e dei locali che in Italia condividono i suoi stessi valori. Il tutto parte dalla campagna digital Taste Hunters by Krombacher, un viaggio attraverso il Bel Paese alla ricerca del “gusto naturale”. In conclusione si arriva all’assegnazione del premio “La Migliore Carta delle Bevande” della Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso, del quale è “Beer of Choice”.

«I volti, le storie e la passione: questi sono i valori che vogliamo raccontare in questo viaggio». Così Davide Grossi, Country Director Italia, spiega la campagna social Taste Hunters by Krombacher. «Crediamo fortemente nell’incontro tra Krombacher e i locali che la servono, in termini di qualità delle materie prime e di proposte naturali ed equilibrate».

Davide Grossi, Country Director Italia
Davide Grossi, Country Director Italia

L’abbinamento pizza-birra

Personalità come Denis Lovatel, proprietario della pizzeria Denis pizza di montagna di Milano, coniuga tradizione e rispetto per l’ambiente partendo da un ingrediente fondamentale per il successo della pizza: l’acqua. «L’acqua – spiega Lovatel – è l’elemento principale del mio impasto. Essa proviene da una sorgente naturale delle Dolomiti e, per il suo basso residuo fisso e le sue proprietà, contribuisce alla croccantezza del risultato finale. Trovare un partner che abbia la mia stessa visione mi ha fatto innamorare della birra Krombacher, che è per me davvero eccezionale».

La valorizzazione dell’abbinamento birra-pizza passa anche attraverso il premio “La Migliore Carta delle Bevande” che Krombacher, “Beer of Choice” Gambero Rosso, ha assegnato a 3 diversi locali a pari merito, nel corso della presentazione della Guida Pizzeria d’Italia. Parliamo di Il Vecchio e il Mare di Firenze, Fermenta Pizzeria di Chieti e Framento di Cagliari.

Team di pizzaioli, pizzeria Framento, Cagliari
Team di pizzaioli, pizzeria Framento, Cagliari

«Questo premio – afferma Davide Grossi – ci aiuta a raccontare i valori che rendono unica e distintiva la nostra birra. Il suo gusto naturale, la sua straordinaria digeribilità e il suo successo negli abbinamenti con la pizza sottolineano quanto una bevanda di alta qualità possa valorizzare l’immensa dedizione di ogni pizzaiolo nel creare il proprio capolavoro».

Parole di passione e forte convinzione quelle di Davide, che incorona il più amato disco di pasta lievitata del mondo come archetipo del prodotto food che più di tutti è in grado di raccontare e sublimare l’unicità della birra.

Quattrocento anni di amore per il vino: Tedeschi, storia di una famiglia con una missione

«Siamo convinti che ogni nostro vino debba essere considerato come un figlio della nostra terra e della nostra storia». Con queste parole Lorenzo Tedeschi riassume la filosofia dell’omonima azienda vinicola di Pedemonte di Valpolicella, in provincia di Verona. Se il vino Tedeschi oggi è sinonimo di Valpolicella nel mondo è merito di un costante lavoro di ricerca e di studio della vigna e soprattutto di una vocazione che scorre nel DNA di un’intera famiglia.

Le botti in cantina dell'azienda vinicola Tedeschi
Le botti in cantina dell’azienda vinicola Tedeschi

Una storia lunga quattro secoli

La storia di Tedeschi parte da molto lontano, quattro secoli fa: i primi documenti aziendali, infatti, risalgono addirittura al 1630. Il capitolo più recente dell’epopea si è aperto negli anni Sessanta. Lorenzo Tedeschi, brillante innovatore, che ebbe l’intuizione di vinificare separatamente le uve del vigneto Monte Olmi. Nacque così uno dei primissimi cru della Valpolicella e un vino che è diventato il simbolo dell’azienda. Negli ultimi 20 anni si è continuato a investire nei vigneti e in cantina per ottenere vini sempre più armonici ed eleganti.

Oggi la storia continua con Lorenzo e Bruna Tedeschi e con i loro figli: Antonietta (responsabile dell’Amministrazione e mercato interno) Sabrina (responsabile Marketing ed Export) e Riccardo (Enologo ed Export). La gamma dei vini Tedeschi comprende l’intero panorama della denominazione di origine: Valpolicella, Valpolicella Classico Superiore, Ripasso, Amarone e Recioto. Vini potenti ma eleganti, di grande personalità e legati al territorio. Oggi Tedeschi è membro di Famiglie Storiche, Grandi Cru d’Italia e Rete di impresa Poderi Einaudi –Tedeschi.

La famiglia Tedeschi
La famiglia Tedeschi al completo

L’impegno costante nella ricerca

Sarebbe facile per un’azienda vinicola come Tedeschi adagiarsi sugli allori. Ogni anno produce infatti circa 500mila bottiglie che, dalla provincia di Verona, raggiungono ogni angolo del globo, dal Canada all’Australia, dal Giappone alla Corea del Sud. Ma ogni grande eredità porta con sé una responsabilità e una sfida per il futuro: l’azienda ha ottenuto le certificazioni Biodiversity Friend ed Equalitas per l’impegno a ridurre l’impatto ambientale nei 48 ettari di vigneti, attuando soluzioni più innovative, efficaci e sostenibili nel processo produttivo.

Rispettare le proprie radici, quindi, ma guardando al futuro: lo dimostrano le ricerche di Tedeschi in merito alla zonazione e alla caratterizzazione dei suoli. Le nuove frontiere, ora, sono gli studi sulla geo-tipizzazione delle uve e dei vini, che permettono di enfatizzare ancor più le caratteristiche delle sottozone, migliorando la produzione e garantendo un futuro da protagonista al territorio della Valpolicella. Pensare al futuro significa pensare alle generazioni che verranno, lasciar loro in eredità una terra sana e un patrimonio da gustare, sorso dopo sorso. La storia di Tedeschi è la storia di una missione, racchiusa in un buon bicchiere di vino.

Il vigneto Fabriseria

Elegante e rilassato: così Antony Morato reinventa l’abito maschile

Non è necessario farsi notare, ma farsi ricordare. Potremmo riassumere così la filosofia dietro un abito maschile di qualità, un passepartout per ogni occasione: mai fuori posto, ma mai scontato. Si fa presto, però, a dire completo: la costruzione della giacca, il taglio dei pantaloni e la vestibilità devono essere calibrati al millimetro per vestire al meglio chi li indossa. Antony Morato, nella sua nuova collezione, ha ridisegnato le sue inconfondibili linee per offrire a tutti l’abito perfetto. Il brand da sempre coniuga le radici italiane – e il know how che ci contraddistingue – con uno sguardo internazionale e cosmopolita, vivace e curioso. E, dalla sua fondazione, non ha mai smesso di rinnovarsi.

 Un abito Anthony Morato
Antony Morato

La collezione Autunno/Inverno 2023-24 si ispira a New York

Le metropoli – e gli uomini che le abitano – sono l’ispirazione della collezione Autunno/Inverno 23-24 di Antony Morato. In particolare New York, madre di tutte le metropoli: lo skyline della Grande Mela definisce linee, struttura e colori della collezione. La palette muove dal grigio al blu intenso, con tocchi di bianco.

La nuova collezione, versatile e disinvolta, è un equilibrio tra capi classici e dettagli tecnici: giacche decostruite, pantaloni con coulisse, e pattern psichedelici. Un viaggio in punta di ago dagli anni ’60 ai ’90: lo stile grintoso e audace che caratterizza il brand si arricchisce di accenni alla cultura pop che spaziano dall’arte all’ architettura, fino ad arrivare al mondo dei fumetti e al gaming. Stampe e grafiche rendono omaggio alla Pop Art, traendo ispirazione dai quadri di Roy Lichtenstein, dagli uomini ombra di Richard Hambleton e dalle opere di Jean Michel Basquiat.

Il new formal di Antony Morato

Non può – e non deve! – mancare nel guardaroba un abito dal taglio classico. Antony Morato ripropone il Bonnie, il suo completo più amato, caratterizzato dalla vestibilità slim, nei classici colori del nero, del grigio, del blu e del marrone. Ma la proposta del brand si allarga con giacche e pantaloni dall’allure più glamour e dal taglio più rilassato. Il relaxed fit caratterizza la giacca doppiopetto Roger e i pantaloni Evan, che costruiscono il completo.

Un abito Antony Morato
Un abito Antony Morato

Anche la palette colori si espande e coinvolge colori molto chiari, seguendo i trend di stagione, come il bianco ghiaccio e un tono grigio-blu. Il mondo degli abiti Formal spicca nella campagna Unity, che racconta lo spirito della collezione invernale. L’obiettivo di Haris Farsarakis immortala la collezione per la terza stagione con un mood minimal, contemporaneo e raffinato. Proprio come un completo.

Monteverro: il brindisi di Natale arriva dalla Maremma

Le città si riempiono di luci, le vetrine di pacchetti e l’aria fredda del profumo di castagne e dolci: sì, Le città si riempiono di luci, le vetrine di pacchetti e l’aria fredda del profumo di castagne e dolci: sì, Natale sta arrivando. Si apre la stagione più festosa e conviviale dell’anno, da celebrare insieme alle persone care di fronte onorando le tradizioni della tavola. Non può mancare, ovviamente, un buon bicchiere di vino: ogni festa richiede il suo brindisi. Che sia il Cenone della Vigilia in famiglia, la cena aziendale con i colleghi o il cin-cin di Capodanno, la bottiglia da stappare quest’anno arriva dalla Maremma: Monteverro, tenuta ai piedi di Capalbio, propone per le feste vini dal sapore autentico e genuino, proprio come la terra dove nascono.

Le botti di Monteverro

I colori della Maremma nelle bottiglie Monteverro

Nel Sud della Toscana, al confine con il Lazio, c’è una terra dai colori inconfondibili: colline che degradano dolcemente fino al mar Tirreno, borghi dalla storia secolare che conservano ancora il loro spirito più autentico, la macchia mediterranea che profuma l’aria. La Maremma. All’inizio degli anni Duemila Georg Weber ha trovato qui il luogo ideale per produrre vini di eccellenza. Studiando le caratteristiche del terreno si è trovata la posizione ideale per Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Cabernet Franc, Syrah, Grenache e per lo Chardonnay. La tenuta vinicola di Monteverro – gestita oggi da Georg e Julia Weber – si trova presso Capalbio, sulla Costa d’Argento: il vino che produce è il frutto di spirito pioneristico, amore per la terra e integrità senza compromessi.

Uno scorcio del vitigno

Bianco o rosso? I vini per le feste 2023

Dalla Maremma alla tavola imbandita. Monteverro propone un bianco e un rosso ideali per le festività natalizie in arrivo. Si tratta del Monteverro 2019 e dello Chardonnay 2020, due eccellenze che racchiudono tutto il carattere di questa terra. Il primo è un rosso di razza (Toscana IGT) un Supertuscan di rara intensità, complessità, freschezza ed eleganza, un blend di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot con note fruttate e speziate che si impreziosiscono nel tempo.

Una bottiglia di Chardonnay Monteverro
Una bottiglia di Chardonnay Monteverro

Il secondo invece è un bianco (una squisita eccezione in una terra di rossi) raffinato ed elegante, caratterizzato da un colore oro brillante e da note olfattive travolgenti. Una scelta con cui è impossibile sbagliare: entrambe le etichette hanno fatto incetta di premi.  

Una bottiglia di vino rosso Monteverro
Una bottiglia di Monteverro

Astucci di lusso e grappa al panettone: i regali perfetti per Natale

Se siete già nel pieno della corsa per i regali, Monteverro ha la soluzione: una bottiglia in formato magnum per un tocco straordinario o una Jeraboam (3 litri) capace di sprigionare profumo di ribes nero, ciliegia, mirtillo e fragola macerata, arricchiti da note speziate. Perché non stupire amici e parenti con una grappa con aroma di panettone? Questo prodotto artigianale è il perfetto fine pasto da gustare in compagnia. La grappa è disponibile in due versioni: Riserva e Classica.

Se vi trovate a Capalbio non perdetevi un passaggio al wineshop, dove si potranno scegliere gli eleganti packaging perfetto per regalare i vini Monteverro a Natale, impreziosito da sacchetti regalo personalizzati o astucci di lusso. Un gesto che va oltre la semplice bottiglia: è la bellezza di regalare (o regalarsi) un momento di convivialità, un brindisi alla gioia della vita.

vino monteverro natale 2023
Un’elegante confezione per Natale

Pellegrino presenta The New Vintage: design retrò e sguardo al futuro

I colori di Andy Warhol, la musica dei Beatles e la carica dirompente della Pop Art ispirano lo stile The New Vintage di Pellegrino. Una scelta che riflette lo spirito vivace e spensierato dell’etichetta vinicola, ma che è anche un omaggio alle radici della cantina. Già negli anni Cinquanta, Sessanta, infatti, Pellegrino era sinonimo di vino siciliano nel mondo.

Una botte del vino Pellegrino con la grafica The New Vintage
Una botte con la grafica The New Vintage

La filosofia a colori New Vintage di Pellegrino

Lo stile New Vintage è un invito a scoprire i piaceri della vita, ad abbandonarsi al suo lato più dolce e gioviale. Geometrie colorate e nuance vitaminiche vestono il packaging e le confezioni speciali, oltre a ispirare le campagne pubblicitarie.

Un vero e proprio tuffo nel passato. Dalla sensualità spumeggiante delle pin up degli anni Cinquanta al design all’avanguardia degli anni Sessanta, capace di coniugare funzionalità ed estetica. Per non parlare poi della classe delle dive di Hollywood e dell’energia degli anni Settanta.

Un’epoca di grandi cambiamenti – quando il futuro sembrava tutto da immaginare – dove una nuova generazione ha cambiato per sempre la musica, la moda, ma anche consuetudini e abitudini. Non è un caso che le passerelle continuano ad omaggiare quei decenni, mentre sui red carpet spopolano abiti vintage e omaggi alle dive del passato.

La box in latta di Pellegrino con la grafica New Vintage
La box in latta di Pellegrino con la grafica The New Vintage

L’energia di quei decenni viene oggi riletta e reinterpretata da Pellegrino. Il design New Vintage contagia anche il packaging e ne fa oggetti da collezione: cassette in legno, latte colorate dalle geometrie vivaci e poster dai disegni optical da regalare (o regalarsi).

Il vino che celebra la convivialità e la gioia di vivere

Senza nostalgia, il New Vintage di Pellegrino è nato per guardare avanti: è espressione contemporanea di una storia in continua evoluzione, annata dopo annata, brindisi dopo brindisi. Un vero e proprio manifesto dei valori aziendali, una celebrazione di ciò che non passa mai di moda: il buon gusto, il piacere della tavola, l’eleganza italiana e la gioia di vivere.

Uno scatto della campagna Pellegrino New Vintage
Uno scatto della campagna Pellegrino New Vintage

Del resto, il vino è espressione di convivialità per antonomasia: un nettare dalla storia lunghissima che ha accompagnato – e accompagna – sia la vita quotidiana che le grandi occasioni. Una cena a lume di candela, una bella notizia, un pranzo in famiglia, una visita a sorpresa, un nuovo incontro o una festa attesa a lungo: ogni momento può essere speciale, e la giusta bottiglia è lì per celebrarlo.

Questa è la filosofia racchiusa nei vini Pellegrino, sempre all’altezza delle situazioni. Un po’ come un brano dei Beatles, un filo di perle o un abito a pois: impossibile sbagliare con un classico.

IL RITORNO AL FUTURO DI GAS: LA COLLEZIONE AUTUNNO/INVERNO 23 CELEBRA IL DENIM

Quasi quarant’anni di storia cuciti sul denim. La collezione Fall/Winter 2023 di GAS è un inno alla tela di jeans da cui tutto è partito nel 1984, statement e simbolo di uno stile casual e contemporaneo, fresco e inclusivo, oggi come allora. Guardare al futuro senza dimenticare il passato: la collezione attinge agli archivi per proporre capi che celebrano l’heritage del brand, all’insegna della qualità dei materiali e della cura dei dettagli.

GAS collezione Autunno/Inverno 2023
GAS collezione Autunno/Inverno 2023

La collezione Fall/Winter 2023 di GAS

La nuova collezione di GAS si mostra perfettamente al passo coi tempi, coerente tra uomo, donna e denim. Tra i cardini della collezione ci sono i capi Essential – i fondamentali del guardaroba – caratterizzati da design minimal senza tempo e grande cura dei dettagli.

Irrinunciabili le proposte Seasonal, espressione delle ultime tendenze: i classici dell’abbigliamento sartoriale si fondono con accenti outdoor e sportivi ispirati alle divise sportive dei college americani. La varsity jacket si alterna al più classico cappotto maschile, felpe e t-shirt contaminano anche il tricot.

GAS collezione Autunno/Inverno 2023
Un look in denim GAS

La campagna pubblicitaria riflette l’anima cosmopolita della collezione: cemento, vetro e metallo rispecchiano le linee geometriche e il carattere metropolitano degli abiti, mentre la luce esalta dettagli e materiali. Per accompagnare la nuova campagna anche il sito si è dato un nuovo look: il restyling di Gasjeans.com punta su una veste grafica minimal ed editoriale.

La collezione Fall/Winter 2023-24 di GAS
GAS Autunno/Inverno 2023-24

The New Heritage di GAS

In questo dialogo ininterrotto con le proprie radici, fondamentali sono i capi New Heritage di GAS, cioé ispirati ai modelli degli anni Ottanta e Novanta. Pezzi senza tempo, la cui ispirazione arriva dall’archivio di quasi 40 anni del brand. Per questi capi, infatti, sono stati utilizzati tessuti rigidi e lavaggi autentici dall’inconfondibile sapore vintage. Le linee sono rilassate e oversize, i look sono essenziali ma senza rinunciare alla comodità di ultima generazione.

GAS collezione Autunno/Inverno 2023
GAS collezione Autunno/Inverno 2023

Il denim, infatti, è sempre stato centrale per GAS e continua ad esserlo con una costante ricerca nei materiali e nei tagli. Nei jeans femminili, per esempio, viene tolta l’impuntura logo delle tasche posteriori per una maggiore pulizia e armonia.

Vulcano

Cercare ancora un po’ di calore all’arrivo del freddo. Spogliarsi, anziché coprisi, come suggeriscono le tendenze d’autunno. L’editoriale moda di MANINTOWN dedicato all’isola di Vulcano è un invito a riscoprire la natura selvaggia dell’isola – e di noi stessi – seguendo le tendenze moda autunno/inverno 2023: look total denim, stampe colorate, gioielli vintage e sofisticata maglieria. Un ultimo ritaglio d’estate per rimandare l’arrivo dell’inverno.

Trousers Kore Collections, necklaces La Casa Eoliana
Trousers Kore Collections, necklaces La Casa Eoliana
Necklaces vintage
Total look Levi’s, necklaces vintage
Total look Levi’s, Sunglasses Saturnino Eyewear, necklaces vintage
Left: shirt Avant Toi; right: polo Sisley  
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Left: shirt Avant Toi; right: polo Sisley
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Left: shirt Avant Toi, trousers Sisley; right: polo Sisley, short Zara  
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Left: shirt Avant Toi, trousers Sisley; right: polo Sisley, short Zara
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Left: shirt Avant Toi, trousers Sisley; right: polo Sisley, short Zara  
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Left: shirt Avant Toi, trousers Sisley; right: polo Sisley, short Zara
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Vests Yezael
Vests Yezael, swimsuit model’s own
 swimsuit model's own
Swimsuit model’s own
Left: shirt Avant Toi; right: polo Sisley  
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
Left: shirt Avant Toi; right: polo Sisley
Hats Zara, shoes handmade in Lipari
 Necklaces La Casa Eoliana
 Necklaces La Casa Eoliana
Shirts Yezael, necklaces La Casa Eoliana
Shirts Yezael, necklaces La Casa Eoliana
Trousers and shirt Kore Collections, necklaces indian vintage 
Trousers and shirt Kore Collections, necklaces indian vintage 


Credits:

Photographer & Stylist Manuel Scrima 

Models Francesco Nobili e Alessandro NobiliWonderwall Management

Casting  Models Milano Scouting 
Location Vulcano – Eolie Island

Shades of beauty

Linee, colore, naturalezza. Bellezza oltre le etichette, oltre il maschile e il femminile. Nuove tribù, inclusive e contemporanee, si ritrovano nel rito della cura di sé attraverso la skincare di ultima generazione, dalle emulsioni di Sisley alle maschere di Chanel. Nessun trucco e nessun inganno nelle nuove ‘shades of beauty’: il make-up diventa segno grafico incisivo ed essenziale, ricreato, ad esempio, attraverso i rossetti in gel Shiseido o il mascara ‘ad alto impatto’ Clinique. Benvenuti nell’era genderless del beauty, strumento di espressione di tutte le sfumature della nostra pelle.

Shades of beauty
Shades of beauty
Estee Lauder Advanced Night repair 
Sisley Emulsion Ecologique
Estee Lauder Advanced Night repair, Sisley Emulsion Ecologique 
Chanel Le lift Pro Masque Uniformité, Chanel Rouge Coco Bloom 152
Chanel Le lift Pro Masque Uniformité, Chanel Rouge Coco Bloom 152
powdered foundation, Chanel Les beiges pouder belle minne naturelle , Shiseido Technosatin gel lipstick 413
Noble Panacea The Absolute Nourishing lift oil, Shiseido Revitalessence Skin glow, Mac Studio Radiance serum powdered foundation, Chanel Les beiges pouder belle minne naturelle , Shiseido Technosatin gel lipstick 413
Off White Imprint Maze , Clinique High Impact hi fi full volume mascara, Chanel Douceur d’equinox blush , 797 beige et coral 
Off White Imprint Maze, Clinique High Impact Hi Fi full volume mascara, Chanel Douceur d’equinox blush 797 beige et coral 

Credits:

Beauty editorial curated by: Nicola Surbera & Massimiliano Benetazzo

Make-up: Naike Bilardo

Models: Martino, Tae, Edith and Liza

Agency: Sophie Models

The Art of Wine #2

MANINTOWN presenta il secondo numero di The Art of Wine, il magazine che unisce vino, arte e design in un viaggio unico all’interno di realtà dal sapore autentico.

Per preacquistare la tua copia scrivi a [email protected]

Art & Wine: The Art of Living

Il secondo numero di The Art of Wine approfondisce le contaminazioni tra il mondo dell’Arte e quello del Vino, mostrando tutta la Bellezza e il potenziale creativo dell’Italia e non solo… L’incursione di questo numero arriva fino al Sudafrica per scoprire i suoi Sauvignon Blanc, una destinazione ricca di storia e cultura che si sta facendo conoscere dai winelover di tutto il mondo. 

L’arte contemporanea nutre e alimenta il Gibellina, che tra il il Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao e il Grande Cretto di Alberto Burri rappresenta un incredibile esempio di come il vino sia connesso all’arte e possa rivitalizzare un territorio. Proprio a questo incredibile luogo e alle Tenute Orestiadi è dedicato uno speciale, che vede inoltre l’interpretazione di Jacopo Ascari con la sua back cover. E ancora, l’arte è protagonista al Castello di Ama, un borgo storico dove trionfano vino e arte contemporanea, e nel Giardino di Daniel Spoerri, un parco di sculture situato a Seggiano (provincia di Grosseto) che stupisce con la sua Eat Art. E poi, il percorso continua nell’archivio di Campari a Sesto San Giovanni, dove abbiamo visto in esclusiva le numerose opere pubblicitarie di Depero per comunicare l’azienda, un caso unico in cui arte e comunicazione sono andate di pari passo. 

Un numero particolarmente ricco di contenuti, focus tematici come quello sulla cultura del vino in Alto Adige, per finire con uno speciale reportage su tre mete enogastronomiche (Firenze, Roma e Napoli) che hanno saputo mantenere la loro identità e originalità. Ogni numero di The Art of Wine vuole condurre il lettore in un vero e proprio itinerario di scoperta lungo tutto il Bel Paese. Ad accompagnarci in questo viaggio è Andrea Amadei, sommelier e gastronomo, che ha chiesto a diversi autori ed esperti di raccontare questo panorama ricco di bellezze, da nord a sud della penisola. E Jacopo Ascari, che con i suoi artwork interpreta e arricchisce la nostra visione sul mondo del vino, che diventa sempre più Art of Living.

Federico Poletti – Editor in Chief 

Federico Poletti, editor in chief, artwork by Jacopo Ascari
Federico Poletti, editor in chief, artwork by Jacopo Ascari

Il viaggio continua…

Il 2023 ha segnato per il nostro gruppo editoriale un’evoluzione importante e questo secondo numero di The Art of Wine ne è l’esempio. Il team, guidato da Federico Poletti, è riuscito a creare una perfetta sintonia trasmettendo il DNA di MANINTOWN anche nel raccontare questi nuovi temi. MANINTOWN, che ha appena compiuto 10 anni, è nato nel 2013 con un taglio lifestyle, per poi specializzarsi sul mondo dei talent, soprattutto nell’ambito del cinema e della musica.
Per questo motivo abbiamo deciso di sviluppare un progetto a sé stante e abbiamo chiesto ad Andrea Amadei di curarlo, mantenendo un punto di vista curioso e non convenzionale su un settore come quello del vino. Da qui l’idea di dare vita a un lavoro editoriale che fosse un vero e proprio viaggio dal nord al sud Italia per far scoprire i luoghi meravigliosi che caratterizzano il nostro territorio. In questo numero si parte dalle montagne dell’Alto Adige per finire nel cuore della Sicilia, passando dai giardini di Daniel Spoerri o al Castello di Ama. Non a caso l’arte è un elemento caratterizzante di questo nuovo magazine, sin dalla copertina realizzata ad hoc dall’illustratore Jacopo Ascari.
Un viaggio che varrà la pena provare e vivere e per questo motivo alla fine delle nostre pagine potrete trovare alcuni appunti utili, così da potervi perdere nel Cretto di Burri o in un glamping tra le vigne. Questo viaggio tutto italiano avrà anche una deviazione estera, infatti parleremo del Sudafrica e dei suoi Sauvignon Blanc. Spero che questo nuovo numero riesca a farvi viaggiare con il cuore e con la mente.

Da una passione con passione, buona passeggiata.

Massimo Pozzi Chiesa – Editore e General Manager

Massimo Pozzi Chiesa, Editore e General Manager, artwork by Jacopo Ascari The art of wine
Massimo Pozzi Chiesa, Editore e General Manager, artwork by Jacopo Ascari

Un percorso tra le storie più interessanti del mondo del vino e dell’arte

Secondo un vecchio adagio le conferme sono sempre più complesse degli esordi. Il primo numero di The Art of Wine è uscito ad Aprile 2023 e ha riscontrato un successo oltre le aspettative. Abbiamo fatto il nostro ingresso nell’editoria internazionale rivolgendoci a due target di lettori finora mai uniti in un solo magazine: gli innamorati del bello e i cultori del buono. Due figure che spesso si incontrano e si fondono fra loro, proprio come accade in tante virtuose realtà dell’enogastronomia sparse lungo il nostro Stivale. È il caso di Ritual Lab nel panorama brassicolo artigianale o di Mandranova se parliamo di olio extravergine d’oliva. Quest’ultimo già di per sé capolavoro di madre natura, massimo elisir fra bontà gustativa e salutistica quando prodotto da artigiani attenti.
Fra le più alte vette dei matrimoni enoartistici mondiali si annovera invece Castello di Ama, borgo/cantina a Gaiole in Chianti, che racchiude una ventina di installazioni firmate da alcuni fra i più importanti artisti del nostro tempo. Invitati a trascorrere settimane presso la struttura, i grandi maestri, ispirati dal territorio hanno creato e lasciato le loro opere nel luogo dove sono state concepite. Che poi è sempre il posto migliore per scoprirle e comprenderle. Vale per un dipinto e per una scultura, quanto per un vino o un cibo. I posti più efficaci per apprezzarne la bontà sono sempre quelli in cui hanno origine.

Dalla collaborazione tra Campari e Depero alle opere d’arte che riempiono Gibellina

In questo numero abbiamo voluto raccontare anche quella che secondo noi è la radice comune delle odierne ibridazioni fra i mondi del buono e del bello. Un featuring ante litteram ancora attuale e potentissimo nella sua attrattiva: quello fra il bitter rosso più famoso del mondo, il Campari, e geni espressivi del calibro di Fortunato Depero, Mimmo Rotella o Leonetto Cappiello. La storica ibridazione fra arti maggiori e mondo del beverage nel primo ‘900 fece breccia nell’immaginario collettivo consacrando l’azienda mecenate a mito del bere italiano. Alla fine una bevanda a noi gradita e un dipinto che ci attrae rappresentano linguaggi differenti, ma parlano alle stesse aree del cervello.

Inoltre un buon vino, come un’opera artistica, trasmette sempre un messaggio. A tal proposito quanta emozione abbiamo vissuto scoprendo Gibellina. Qui i turisti del nettare di bacco e i cultori delle avanguardie artistiche non potranno che rimanere ammirati di fronte alle grandi opere che popolano il tessuto urbano e agricolo della città. Lavori che oggi vengono restaurati e raccontati nel mondo, anche grazie al vino di Tenute Orestiadi, la cantina locale, che ha letteralmente “vinificato” le illuminanti idee del geniale sindaco del post-terremoto Ludovico Corrao. Quando la Sicilia lottava contro le stragi della Mafia, Gibellina rinasceva e spiccava il volo nel futuro. Andate a vedere cosa c’è in questa metafisica cittadina del Belìce, non crederete alle vostre emozioni!

I racconti di chi ha trasformato la passione per il vino e la cucina in un lavoro

Certo i punti di contatto fra arte ed enogastronomia non sono sempre così diretti ed evidenti, ma sono a volte declinati sotto vesti più discrete. Pathos e maestria abbondano, ad esempio, in particolari aperture del vino, come racconta il travolgente Luciano Mallozzi, oppure nello scoprire un piccola etichetta che sarà grande in futuro. Abbiamo affidato l’arte del talent scout al giovane Eros Teboni, eletto Miglior Sommelier del Mondo nel 2018.
La storia del Master Vine Pruner Marco Simonit parla invece di cura e design delle viti, di un nuovo raccordo armonico fra bellezza ed espressione enologica. C’è dell’arte in molti aspetti ma spesso è sconosciuta o poco riconosciuta, c’è arte nella dedizione ad esempio, nella ritualità, nella condivisione. È il caso delle tre storie raccontate da Lorenzo Sandano e immortalate da Nicola D’orta ne ‘L’Arte della R-esistenza’: tre insegne della ristorazione napoletana, romana e fiorentina rimaste uguali nei decenni e che oggi rappresentano quanto di più sentimentale si possa cercare in una verace osteria di paese.

Ci sono infine (e per fortuna che ci sono!) la tenacia e la capacità di un territorio intero di contrastare la prevaricazione antropica sulla natura incontaminata, preservando valori proiettati a rappresentare la più inestimabile delle ricchezze future. Accade in Alto Adige, dove il vino diventa mezzo e messaggero di purezza ambientale e rigore espressivo.

Queste e altre storie, sono gli spunti con cui ci auguriamo di incuriosirvi e ingolosirvi. Sono tanti e traboccanti di emozioni e forse abbiamo esagerato per un solo numero, ma non volevamo limitarci. Un po’ per l’abbondanza e la velocità con cui i due mondi che raccontiamo entrano in connessione fra loro e un po’ perché le conferme sono sempre più ardue dei debutti.

Buona lettura

Andrea Amadei – Editorial director The Art of Wine

Andrea Amadei, artwork by Jacopo Ascari
Andrea Amadei, artwork by Jacopo Ascari


Feel like a bird

Leggerezza, libertà, avventura. Il sogno di volare ispira l’editoriale moda di MANINTOWN che rilegge lo stile d’alta quota per l’autunno inverno 2024, tra l’outerwear di ultima generazione e rivisitazioni del classico tartan. La montagna vuole praticità e libertà di movimento, ma con eleganza: padded jacket e giacche sartoriali, passamontagna e cravatte, pantaloni cargo, hoodie e completi in pelle. Tra i paesaggi innevati spiccano pennellate di rosso intenso, verde bosco e azzurro cielo. Un incontro di stili che è un invito e un auspicio: feel like a bird, libero tra le nuvole. 

Total look Them Browne
Total look Thom Browne
Shirt JORDANLUCA, pants Darkpark
Shirt JORDANLUCA, pants Darkpark
Jacket and pants Ferragamo, shirt Zegna
Jacket and pants Ferragamo, shirt Zegna
Hoodie MSGM, pants Jordanluca
Hoodie MSGM, pants JORDANLUCA
Total look Acne Studios
Total look Acne Studios

Credits

Photographer Domenico Petralia @Productionlink Agency

Stylist Emily Lee @W-MManagement

Grooming Cosimo Bellomo @W-MManagement

Videographer Filippo Marcodini

Photographer assistants Lorenzo Barone, Elena Ventrice, An Shaoda

Stylist assistant Francesca Minardi

Models Taeho Lim @The Lab Models, Chris D @Tank Models

Production Passepartout 4u

BEBE VIO ACADEMY E NIKE: ALLEATI PER L’INCLUSIONE PARALIMPICA

Inaugurata a fine ottobre 2021 per volere di Bebe Vio, schermitrice e campionessa paralimpica 26enne, la Bebe Vio Academy giunge ora alla terza edizione. In partnership con Nike e Art4sport Onlus, il progetto intende coinvolgere bambini e ragazzi tra i 6 e i 18 anni, con o senza disabilità, nella pratica di discipline sportive paralimpiche. Dalla scherma al nuoto, fino alla pallacanestro in carrozzina, l’obiettivo perseguito da Bebe consiste nel rendere lo sport accessibile e spronare gli atleti a superare ostacoli e limiti.

Impegnata dal 2009 nello studio e nel finanziamento di protesi utili agli atleti più giovani per praticare discipline paralimpiche, l’associazione Art4sport Onlus promuove la conoscenza e la pratica di attività paralimpiche in tutto il Paese. Un altro focus importante consiste nel proporre lo sport come strumento di integrazione. Gli atleti paralimpici sperimentano quanto sia bello svolgere una pratica sportiva e, allo stesso tempo, quelli senza disabilità si interfacciano con i temi della diversità e dell’inclusione.


«Vedere i ragazzi allenarsi, condividere e migliorare mi motiva, mi emoziona… in due parole: che figata!».
Così ha dichiarato la campionessa paralimpica, entusiasta nel vedere diversi piccoli atleti frequentare l’Academy fin dalla sua prima edizione.

Bebe Vio Academy
Bebe Vio Academy

Il terzo anno di Bebe Vio Academy

L’inaugurazione del terzo anno di attività dell’Academy ha visto come ospiti la stessa Bebe Vio e l’atleta plurimedagliata Ayomide Folorunso. Entusiaste nell’accogliere i nuovi iscritti, le due campionesse hanno condiviso loro personali esperienze, sportive e non, e spronato i ragazzi ad approcciare lo sport con grinta, determinazione e impegno, cercando costantemente di spingersi oltre i propri limiti.

I pilastri alla base dell’Academy vogliono poi essere una sorta di guida, non solo per intraprendere attività sportive in modo sano, ma anche per affrontare la propria vita quotidiana mostrando un atteggiamento determinato e non abbattendosi di fronte agli ostacoli.

Bebe Vio Academy
I ragazzi di Bebe Vio Academy


Fin dal primissimo momento dell’ideazione del progetto, Bebe è stata mossa da un grande sogno: dare allo sport paralimpico la stessa importanza e visibilità di quello olimpico. L’obiettivo quindi è promuovere un atteggiamento più inclusivo che miri ad appianare le diversità. E, visto il crescente successo riscosso dall’Academy ,si può ben sperare che questo suo sogno, tra non molto, diventi finalmente realtà.

I Next Generation Awards premiano i giovani talenti a Venezia 80

Si è conclusa la Mostra internazionale del Cinema di Venezia, arrivata alla 80esima edizione. Nonostante lo sciopero di attori e sceneggiatori hollywoodiani, il programma della kermesse si è confermato ricco di eventi e iniziative speciali. Oltre alla tradizionale parata di star, riflettori puntati sui giovani talenti grazie alla terza edizione dei Next Generation Awards powered by Mi-HUB Agency. Il progetto rappresenta un concreto supporto alla nuova generazione del cinema italiano, che sta crescendo stagione dopo stagione.

I vincitori dei Next Generation Awards
I vincitori dei Next Generation Awards

Le vincitrici del Next Generation Award

I nuovi talent sono stati premiati dai vincitori della scorsa edizione: Nicolas Maupas, Carolina Sala e Amanda Campana, che quest’anno hanno dimostrato il loro talento con una catena di progetti. Come migliori attrici sono state premiate Lea Gavino, classe 1999, attrice romana che, prima ancora di essere la protagonista della quinta stagione di Skam, era stata diretta da Michele Placido ne L’ombra di Caravaggio presentato alla Festa di Roma.

Premiata anche Fotinì Peluso, nata a Roma nel 1998 con mamma di origine greche, famosa per aver interpretato il personaggio di Guenda nel film Netflix Sotto il Sole di Riccione. Nel 2022 è comparsa in due grandi successi, il film Il Colibrì di Francesca Archibugi e Tutto Chiede Salvezza, mini serie di Netflix.
Un premio speciale è andato a Ema Stokholma per la sua creatività poliedrica: scrittrice (nel 2020 ha pubblicato per Harper Collins Per il mio bene, un libro autobiografico in cui racconta la sua infanzia travagliata e la voglia di non perdere mai la speranza), pittrice, cantante, dj e speaker radiofonica.

Gli attori premiati ai Next Generation Awards

Nella categoria Migliori Attori Rivelazione sono stati premiati Mattia Carrano (giovane attore di 22 anni) ha interpretato ben due ruoli, quello dei gemelli Andrea e Marco nella serie Prisma su Prime Video.
Domenico Cuomo che ha debuttato nel 2017 nella serie Gomorra. Il vero successo arriva nel 2020, con il personaggio di Gianni Cardiotrap nella serie Mare Fuori, ma la sua carriera è già in ascesa grazie al nuovo film noir Il principe delle tenebre, diretto da Brando De Sica. Altra stella nascente è Andrea Dodero, attore genovese classe 1997, che ha avuto grande visibilità con la serie Sky Blocco 181, per poi continuare al fianco di Denzel Washington in The Equalizer 3 e in The Good Mothers su Disney+.

Last but not least, Sebastiano Pigazzi, classe 1996, è un giovane talento del cinema cresciuto negli USA, tra New York e Los Angeles. Ha esordito con Luca Guadagnino nella serie We Are Who We Are, ed è entrato poi nel casting del film Time is Up. E’ inoltre uno dei personaggi della seconda stagione di And Just Like That, il sequel di Sex and The City in cui interpreta il fidanzato di Anthony Marentino. Come Premio Speciale per il miglior Creator di cinema e serie tv in Italia è stato scelto Daniele Giannazzo, scrittore fiorentino, grande esperto di serie, conosciuto anche come Daninseries, nome della sua fedelissima community su Instagram. Vista l’importanza crescente delle serie tv, Daniele è stato selezionato per il suo modo di comunicare che ha rivoluzionato il modo di parlare di serie TV in Italia, diventando un punto di riferimento per gli amanti del genere.

L’importanza di riconoscere il talento dei giovani

Commenta Federico Poletti, Founder & Editor in chief di MANINTOWN: «Giunto alla terza edizione si conferma il nostro impegno verso lo ricerca dei nomi più interessanti del panorama italiano. Portare a Venezia questi giovani, accompagnandoli ai loro primi red carpet per poi scattarli per le cover stories, ci regala sempre grandi emozioni. Ed è una preziosa conferma vedere come i premiati della scorsa edizione dopo il NEXT GENERATION AWARD abbiano poi ricevuto ulteriori riconoscimenti e altrettanti ruoli importanti. Noi abbiamo spesso il privilegio, ma anche il coraggio, di stare accanto a questi autentici talenti sin dall’inizio del loro percorso e li supportiamo tramite i nostri progetti editoriali e iniziative come il NEXT GENERATION AWARD».

Per sottolineare ulteriormente il legame con i giovani creativi, Mi-HUB Agency ha scelto di far realizzare il Next Generation Awards all’illustratore Jacopo Ascari. Creativo a tutto tondo, Ascari ha saputo coniugare la sua passione per l’architettura con l’arte e la moda, realizzando gli artwork dove il ritratto dei premiati si fonde con i luoghi iconici di Venezia.

Conclude Federico Pozzi Chiesa, founder Supernova Hub e Mi-HUB Agency: «La terza edizione del Next Generation Awards segna una tappa importante del percorso che MANINTOWN e Mi-HUB Agency stanno compiendo per dare voce alla nuova generazione del cinema italiano. Next Generation Awards – iniziativa supportata grazie al know-how di Supernova Hub, il Venture Builder di proprietà del Gruppo, vuole non solo connettere brand e talent con una visione digital oriented, ma anche supportare in modo concreto la crescita e il corretto posizionamento degli stessi talent in un momento di svolta e crescita importante della loro carriera».

/Ro•man•ti•co/

Completi sartoriali più formali o destrutturati – declinati su una palette che spazia dai toni classici del nero e del grigio fino alle nuance più delicate e inattese (il white in tutte le sue tonalità e la carta da zucchero) – sono accostati a capi basici e informali come i tank top e le camicie con automatici. Outfit back to work semiformal che puntato tutto sugli accessori: dai boots, alla cravatta, fino al bucket hat e ai maxi sunglasses, sempre con immancabili dettagli leather (solo accennati o diluiti su total look). Una visione moda uomo Autunno 2023 – firmata Ferragamo, Valentino, Missoni e Versace, tra i tanti – in cui le mot d’ordre è: /Ro•man•ti•co/ .

Romantico fashion editorial
Federico: total look Prada

Romantico fashion editorial
Federico: total look Ferragamo, sunglasses Ismaia

Romantico fashion editorial
Kris: total look Ferragamo

Romantico fashion editorial
Federico e Kris: total look Valentino, underwear NA-KD

Romantico fashion editorial
Federico: total look Roberto Cavalli

Romantico fashion editorial
Kris: total look Missoni

Romantico fashion editorial
Kris: total look Diesel, shirt Gant

Romantico fashion editorial
Federico: total look Versace

Credits

Photographer: Mirko Morelli

Stylist: Domenico Diomede

Producer: Jessica Lovato

Stylist assistants: Irene Casillo, Isabella Colucci

Mua: Clara Spadoni

Hair stylist: Emanuele Alteri

Models: Federico Manelli at Independent Model, Kris de Sagun at 11:11 management

Location: Villa Borghese, Roma

Unfading

Protagonista dell’editoriale moda MANINTOWN il country style, tra pantaloni cargo ampi infilati dentro wellies versatili e funzionali, o shorts abbinati a calzettoni e scarponcini; e ancora jeans e corduroy oversize e intramontabili stampe tartan, il tutto declinato su una palette autunnale dalle nuance terrose. Le ispirazioni campestri si mixano a un mood urban, interpretato attraverso dolcevita caldi e avvolgenti, trench e cappotti sartoriali, camicie portate sotto maglioncini e gilet dall’allure preppy e il trionfo del black & white. E poi leather outfit, solo accennati su bomber in pelle, passe-partout di stagione, o diluiti su total look cool e audaci. Questa la visione della moda uomo autunno 2023 nella fashion story Unfading: immortale, eterna.

Unfading editorial
Knitted sweater Avant Toi
Unfading editorial
Left: black trench Yezael, striped shirt Saint James; right: black trench Komakino
Unfading editorial
Left: shirt Burberry, sweater Prada Vintage, pants Labo.Art, wellies Dunlop; right: coat Gaelle, pants and t-shirt Labo.Art, wellies Dunlop
Unfading editorial
Left coat Gaelle, pants and t-shirt Labo.Art, wellies Dunlop; right shirt Burberry, sweater Prada Vintage, pants Labo.Art, wellies Dunlop
Unfading editorial
From left to right: white shirt John Richmond, sleeveless blazer Gaëlle, trousers Carmine Vallone; shirt Zara, sweater Prada Vintage, denim shorts Levi’s; black shirts Gaëlle, black shorts Zara, wellies Dunlop, total Look Yezael
Total Look Yezael, belt Balmain
Total Look Yezael, belt Balmain
Knitted sweater Avant Toi
Knitted sweater Avant Toi
Unfading editorial
Left: black trench Yezal, t-shirt Saint James, trousers Carmine Vallone; right: coat Gaëlle, white t-shirt Tezenis, trousers Carmine Vallone, belt Orciani, wellies Dunlop
Trousers and shirt Labo.art, belt Orciani, jacket Schott
Trousers and shirt Labo.art, belt Orciani, jacket Schott

Photographer: Riccardo Lancia

Stylist: Jacopo Schena

Stylist Assistant: Giulia Lentsch

Grooming: Elisa Delfini

Casting: Manuel Scrima

Models: Leandro Andorno @Elite Model World; Babacar Gning @Elite Model World; Riccardo Duse @Crew Model Management; Jacopo Patanella @Why Not Milano; Mirco Romano @Models Milano; Marco Baralis @Models Milano; Nicolò Gentile @Models Milano; Giordano Urettini @Models Milano

Mostra del Cinema di Venezia: tornano i Next Generation Awards 2023

In occasione dell’80esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia torna il premio dedicato alle nuove generazioni del cinema. Martedì 5 settembre 2023, MI HUB AGENCY presenta i Next Generation Awards 2023 powered by MANINTOWN. Giunto alla sua terza edizione, è un progetto che sottolinea il costante impegno del magazine, che da anni lavora sullo scouting di nuovi talenti nel mondo del cinema e della creatività.

Grafica premio by Jacopo Ascari
Grafica premio by Jacopo Ascari

I premiati della terza edizione dei Next Generation Awards

Quest’anno i premiati del Next Generation Awards 2023 saranno: Mattia Carrano, Domenico Cuomo, Andrea Dodero e Sebastiano Pigazzi, come Migliori attori rivelazione, Lea Gavino e Fotinì Peluso come Migliori attrici rivelazione, Ema Stokholma come miglior artista rivelazione, Daniele Giannazzo per il Premio Speciale miglior Creator di cinema e serie tv e Domenico Cuomo per il Premio Speciale Ciak Generation. Inoltre, saranno nuovamente presenti a Venezia i i vincitori della scorsa edizione per fare il passaggio di testimone. A consegnare i premi ai loro successori ci saranno: Nicolas Maupas, Carolina Sala, Amanda Campana e Matteo Oscar Giuggioli che in quest’ultimo anno sono usciti con numerosi progetti che hanno dimostrato e confermato il loro grande talento, già precedentemente riconosciuto e apprezzato.

Ritratto dei premiati by Jacopo Ascari

Commenta Federico Poletti, Founder & Editor in Chief di MANINTOWN: «Giunto alla terza edizione si conferma il nostro impegno verso lo ricerca dei nomi più interessanti del panorama italiano. Portare a Venezia questi giovani, accompagnandoli ai loro primi red carpet per poi scattarli per le cover stories, ci regala sempre grandi emozioni. Ed è una preziosa conferma vedere come i premiati della scorsa edizione dopo il Next Generation Awards abbiano poi ricevuto ulteriori riconoscimenti e altrettanti ruoli importanti. Noi abbiamo spesso il privilegio, ma anche il coraggio, di stare accanto a questi autentici talenti sin dall’inizio del loro percorso e li supportiamo tramite i nostri progetti editoriali e iniziative come il Next Generation Awards».

I nuovi media partner dell’edizione 2023 dei Next Generation Awards

All’edizione si sono inoltri aggiunti due media partner: Ciak Generation e Cosmopolitan. Ciak Generation, il portale d’intrattenimento di cinema e serie tv dedicato alle nuove generazioni, ha scelto di premiare Domenico Cuomo per il suo percorso qualitatitivo e in rapida ascesa. Cosmopolitan invece, magazine da sempre attento alle nuove generazioni, durante tutta la durata della Mostra del Cinema darà spazio ai giovani organizzando con MANINTOWN uno speciale cocktail party previsto per martedì 5 settembre.

La cerimonia di premiazione avrà luogo lo stesso giorno nella Campari Lounge, Terrazza Biennale e ai premiati, che sfileranno sull’ambito red carpet, saranno dedicate le Cover Stories del prossimo numero cartaceo di MANINTOWN in uscita per la Festa del Cinema di Roma a metà ottobre. Per ribadire il legame con i giovani creativi, MI HUB AGENCY e MANINTOWN hanno scelto di far realizzare il Next Generation Awards all’illustratore Jacopo Ascari, un creativo eclettico che ha saputo coniugare la sua passione per l’architettura con l’arte e la moda, creando ad hoc per il premio sette artworks nei quali il ritratto dei premiati si fonde con i luoghi iconici di Venezia.

Dichiara lo stesso Ascari: «Sono orgoglioso dell’incarico di disegnare nuovamente il premio che omaggia la Nuova generazione del Cinema Italiano a Venezia. Ho ideato un artwork che, nell’evocare il carisma di questi giovani talenti, unisce l’illustrazione all’eccellenza sartoriale italiana, in una molteplicità di possibili utilizzi. Non solo, l’immagine coordinata dell’evento e del premio accosta lo splendore architettonico di Venezia e del Lido all’euforia propria della Gen Z, da me identificata nelle forme e nei colori propri dell’opera di Giacomo Balla».

Altri eventi in programma per la terza edizione dei Next Generation Awards

Tra gli altri eventi in programma organizzati da MI HUB-MANINTOWN, durante la serata del 4 settembre tutti i talent saranno a bordo del Caicco Lycean Princess per una speciale cena e cocktail party, ospiti del format Artista a bordo curato da Riccardo Benedini. Per questa edizione sarà protagonista l’artista Jacopo Gonzato, nome di spicco della Galleria Orlandi, che ha creato alcune sculture sonore immersive e che guiderà gli ospiti alla scoperta della sua “sound geometry” (la geometria del suono).

Puglia da scoprire: dalla Valle d’Itria alla costa tarantina orientale

La Puglia negli ultimi anni ha registrato un crescente appeal turistico e record di presenze specie per città diventate cult nel Salento, come le gettonatissime Gallipoli o la più esclusiva Egnazia. Se di sicuro alcune mete risultano super affollate e in alcuni casi sopravvalutate, altre zone meno conosciute meritano di essere scoperte. Uno di queste, ad esempio, è la Valle d’Itria, territorio compreso tra le provincie di Bari, Brindisi e Taranto. Il suo paesaggio è caratterizzato da nuclei isolati di boschi di quercia che interrompono il susseguirsi di uliveti centenari e vigne delimitate da muretti a secco e punteggiati da trulli e “casedde”. È una zona rimasta quasi totalmente indenne da grossi sconvolgimenti urbanistici che ha tramandato una realtà unica al mondo. Sono tanti i borghi, come Martina Franca, che incantano i visitatori con le loro candide e abbaglianti pietre, dedali di viuzze e architetture barocche.

Sempre nel segno delle zone meno battute e da scoprire è la costa tarantina orientale. Si esce da Taranto in direzione sud est toccando la costa dove sono diverse le baie e spiagge da scoprire, da Lido Gandoli a Torre Colimena. È un litorale che vibra con le sue acque cristalline e poco profonde e per le alte e morbide dune che lo precedono, ricoperte dalla caratteristica macchia mediterranea di mirto, elicriso, piante di cappero e giglio di mare.

Lido Gandoli in Puglia

Il litorale è costellato da numerose calette spesso all’ombra di torri costiere, le spiagge sono attrezzate da numerosi stabilimenti balneari privati, che offrono proposte dalle più luxury con ristoranti gourmet fino a lunghi tratti completamente liberi. A soli 20 minuti dal centro di Taranto, si può trovare un bagno rigenerante a Capo San Vito con acque poco profonde e cristalline, che ne fanno una meta molto popolare per le famiglie e piacevoli per un tuffo con vista su skyline di Taranto. Lama si caratterizza invece per le scogliere e le calette dall’acqua limpide perfette per chi ama nuotare e fare snorkeling e
una vacanza all’insegna del relax.

Il Blue Bay Resort, un luogo ideale per godersi il mare e scoprire il territorio

Proprio a Lama è il Blue Bay Resort, un angolo di relax affacciato sul mare raggiungibile letteralmente in pochi passi. Il Residence, situato alle porte della città di Taranto, è immerso nella natura e offre una struttura con 17 sistemazioni pensate per diverse esigenze: appartamenti dotati di ogni comfort ideali per famiglie, oppure suite con spa privata per concedersi un’esclusiva esperienza di benessere. Gli appartamenti ampi con terrazze sono dotati di tutti i comfort (tv, aria condizionata, wifi, frigo, angolo cottura fino al parcheggio custodito) e funzionali per una vacanza in piena autonomia. Ampia la scelta di differenti tipologie di suite pensate per coppie che possono godersi la privacy nella loro minipiscina, idromassaggio e temperatura dell’acqua regolabile. Spa con accesso all’interno della stanza con sauna, bagno turco, doccia emozionale, vasca idromassaggio e tisaneria.

Una delle suite del Blue Bay Resort
Una delle suite del Blue Bay Resort

Tutte le stanze e appartamenti si affacciano sul mare con i loro balconi o terrazzini intimi e indipendenti per godersi a pieno il suggestivo panorama tra verde e mare. Fruibile per tutti gli ospiti la piscina con bar dove il team del Blue Bay è sempre attento a soddisfare le richieste degli ospiti anche più esigenti. Il resort è un luogo intimo dove riconnettersi con sé stessi e con la natura, che sia a bordo piscina, all’ombra di alberi tipici o sotto il gazebo del giardino: lì dove i sensi si allineano in uno stato di assoluta armonia, immersi nella pace di un tipico paesaggio pugliese a due passi dal mare. 

Come racconta Fabio Greco, owner del Blue Bay Resort: «Il residence ha tanti progetti per il futuro, che stanno prendendo forma e saranno parte del futuro. Nel frattempo, però, si dedica alla sua più grande passione: la cura per l’ospitalità».

Blue Bay Resort
La piscine del Blue Bay Resort

Dal Blue Bay Resort alla scoperta del mare e della cultura pugliese

La posizione del Blue Bay Resort è strategica proprio per visitare sia la Valle d’Itria, sia la costa orientale e la stessa città di Taranto con itinerari che spaziano dal mare e la natura incontaminata fino alla cultura tramandata dalla magna grecia. Per la Valle d’Itria imperdibile è la visita ad Alberobello il fiabesco paese dei trulli. Meno noto ma che merita una visita è Locorotondo, paese che sorge su un cocuzzolo che domina la valle e le vigne da cui si ricava l’omonimo vino.

Ricca di sorprese è Martina Franca che vi incanterà con le sue bellezze architettoniche e il fascino del centro storico caratterizzato da linde viuzze lastricate a chianche, slarghi improvvisi, chiese barocche e palazzi nobiliari dai balconi fioriti in ferro battuto. In questo periodo non mancano anche gli eventi come la 40esima edizione del Festival della Valle d’Itria tutto all’insegna dell’opera lirica.
Infine merita una sosta Cisternino, che vanta origini messapiche e un centro storico intimo e caratteristico che ha mantenuto l’antico fascino all’orientale con le case basse dalle scalette esterne che si affacciano su corti nascoste in un labirinto di viuzze sovrastate da archetti.

A soli venti minuti dal Blue Bay è anche la città di Taranto, bagnata dal Mar Grande e dal Mar Piccolo, è composta da due parti ben distinte: la città vecchia – l’antica acropoli greca – che si sviluppa su un’isola creata artificialmente dagli aragonesi, e la città nuova – o Borgo – espansione di impianto ortogonale che ha preso il posto dell’area dove si disponevano la polis e la necropoli della colonia greca. La città vecchia è delimitata dal castello aragonese, suggestivo fortilizio a pianta trapezoidale difeso da quattro torrioni cilindrici ornati da archetti e beccatelli.

Nella piazza antistante svettano due possenti colonne doriche, si tratta dei resti di uno dei più antichi templi magnogreci, oltre ad essere una delle poche vestigia della colonia spartana. Ci si addentra poi nei ‘pittaggi’, i pittoreschi quartieri della città vecchia. La passeggiata si snoda tra vicoli strettissimi, tante scalinate, palazzi addossati gli uni agli altri e avvolti nella penombra: una suggestiva ‘casbah’ mediterranea. Il Duomo è una delle più antiche chiese romaniche della Puglia, costruita sul luogo di un antico tempio greco e di una chiesa bizantina. La chiesa è dedicata a San Cataldo, vescovo irlandese, cui la città dedica a maggio una delle più scenografiche ‘feste a mare’ della tradizione pugliese.
Un must è la visita al Marta, Museo Nazionale Archeologico di Taranto, che custodisce reperti che narrano cronologicamente la storia della città e del suo territorio e, soprattutto, capolavori come lo Zeus bronzeo e gli ori di Taranto tra i quali si annoverano il celebre orecchìno a navicella, lo schiaccianoci di bronzo a firma di avambracci femminili e l’eccezionale diadema in oro e smalti che fingono elementi vegetali.

Le più belle spiagge nei dintorni del Blue Bay

Per gli amanti delle spiagge, oltre alla cala di fronte al Blue Bay, si può esplorare il litorale che mantiene tracce della storia millenaria partendo dalle belle spiagge di Saturo e Porto Pirrone, luogo di approdo degli spartani che colonizzarono Taranto nel 706 AC; il suo nome è legato al mito di Satyria ninfa delle sorgenti, figlia di Minosse e madre di Taras, eroe eponimo di Taranto, rappresentato nudo a cavallo di un delfino su numerose monete antiche conservate al Museo Marta.

Spiaggia di Porto Pirrone
Spiaggia di Porto Pirrone

Dopo Leporano e le belle spiagge di Marina di Pulsano, la costa si abbassa progressivamente con kilometri di spiagge intervallate da promontori su cui svetta Torre dell’Ovo. Qui i fondali antistanti sono ricchi di formazioni calcaree dalle fogge più strane che ricordano una foresta pietrificata. Lo splendido litorale di Campomarino è caratterizzato da un sistema di alte dune di sabbia Chiara, punteggiate da macchia mediterranea e digradanti verso un mare trasparente e dai riflessi eccezionali; si gettano scenograficamente in mare due brevi corsi d’acqua, il Borraco è il Chidro, habitat ideali per fauna e flora.

Tra Specchiatica e torre Colimena si estende per 30 ettari circa l’area umida della Salina dei Monaci. Qui la vegetazione è costituita da steppe salate e, sulle dune, da ginepro, lentisco e mirto. Il sito è meta di numerosa fauna migratoria tra cui i fenicotteri rosa e i cavalieri d’Italia. Torre Colimena è una delle più integre della costa, la sona è ricca di acque sorgive, resto di un ambiente naturale fatto di acquitrini e foreste che nell’Ottocento si estendeva da Campomarino a Porto Cesareo.

Salina dei Monaci
Salina dei Monaci

I 30 anni dell’artista Jacopo Ascari: un evento speciale e una mostra inedita a Milano

Lo scorso giovedì 20 luglio l’illustratore Jacopo Ascari ha raggiunto la soglia dei 30 anni e ha voluto celebrare questo traguardo con un evento speciale – Galleria Ascari –, nella suggestiva cornice della Dimora del Magenta, residenza storica in stile liberty situata nel cuore di Milano. I festeggiamenti si sono svolti in quattro diversi ambienti della splendida location del piano nobile del palazzo meneghino di fine Ottocento, splendidamente arredati secondo il gusto austro-ungarico. Il festeggiato per la serata ha sfoggiato una mise d’eccezione: un completo in seta stampata, anticipazione della capsule collection SS24 Miracoli x Fermas.

Jacopo Ascari
Jacopo Ascari

L’evento per i 30 anni di Jacopo Ascari: una galleria d’arte esclusiva e ospiti d’eccezione

Il party è stato anche l’occasione per esporre una selezione inedita dei lavori più significativi realizzati da Jacopo Ascari nei mesi passati: un patchwork illustrato di trenta metri si sviluppava lungo i diversi spazi, armonizzandosi e fondendosi elegantemente con gli interni della dimora. Un birthday party memorabile quindi, ma anche una mostra d’arte inedita, quella organizzata dall’illustratore che è riuscito, complice il magnifico contesto, a portare in scena uno spaccato esclusivo della sua creatività

Tanti amici e ospiti speciali hanno preso parte all’evento, tra cui Helen Nonini, brand advisor e strategic consultant, le talent Amina Seck, Giulia Torelli, Judit Bradl, Oriana Sun e molti altri ancora. 

Jacopo Ascari e Amina Seck
Jacopo Ascari e Amina Seck

Giulia Torelli, Jacopo Ascari e Enrica Alessi
Giulia Torelli, Jacopo Ascari e Enrica Alessi

Giuliana Parabiago e Jacopo Ascari
Giuliana Parabiago e Jacopo Ascari

Helen Nonini
Helen Nonini

Jacopo Ascari e Oriana Sun
Jacopo Ascari e Oriana Sun

Iconic B di Alberto Alicata: la storia della fotografia nell’immagine di Barbie

In questo progetto del 2015, il fotografo Alberto Alicata, vincitore del 1° premio ai Sony World Photography Awards 2016, ripercorre la storia della fotografia attraverso le immagini iconiche dei grandi maestri, ricorrendo all’uso di un simbolo della cultura occidentale contemporanea: Barbie.

Irving Penn, Richard Avedon, Guy Bourdin, David Lachapelle, Mario Testino sono alcuni dei nomi che Alicata omaggia, studiando gli scatti scelti e ricreando un set a misura di Barbie, ricostruito nei minimi dettagli dell’originale che lo ha ispirato. L’obiettivo di questo accurato lavoro è quello di rafforzare l’autenticità e il potere di immagini senza tempo, ormai entrate a far parte della nostra memoria visiva e destinate ad essere intramontabili, attraverso un’intuizione giocosa; Alicata opera questa simulazione infatti, utilizzando una delle immagini più imitate, idolatrate, collezionate e studiate di sempre, in grado continuamente di rinnovarsi, trasformarsi e riaffermarsi, tornando prepotentemente in auge in ogni periodo storico.

Ispirazione Irving Penn
Ispirazione: Irving Penn. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Steven Meisel - Coco Rocha
Ispirazione: Coco Rocha ritratta da Steven Meisel. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Patrick Demerchelier
Ispirazione: Patrick Demerchelier. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Richard Avedon - Jean Shrimpton
Ispirazione: Jean Shrimpton ritratta da Richard Avedon. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Craig McDean - Coco Rocha
Ispirazione: Coco Rocha ritratta da Craig McDean. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione David LaChapelle - Naomi
Ispirazione: Naomi Campbell ritratta da David LaChapelle. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Gian Paolo Barbieri - Audrey Hepburn
Ispirazione: Audrey Hepburn ritratta da Gian Paolo Barbieri. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Helmut Newton
Ispirazione: Helmut Newton. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Mario Testino - Kate Moss
Ispirazione: Kate Moss ritratta da Mario Testino. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione: Oliviero Toscani. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Richard Avedon - Dovima
Ispirazione: Dovima ritratta da Richard Avedon. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Shirin Neshat
Ispirazione: Shirin Neshat. Ph. Alberto Alicata

Ispirazione Sølve Sundsbø
Ispirazione: Sølve Sundsbø. Ph. Alberto Alicata

Oltrenero, espressione della cultura del Metodo Classico italiana

A soli 40 chilometri da Milano, alle porte di Pavia, custodita tra i maestosi ginepri e le rigogliose viti, troviamo la Tenuta Oltrenero risalente al Medioevo quando ancora se ne occupavano i Monaci benedettini. La tenuta si trova nella terra conosciuta come “Vecchio Piemonte”, dove alla fine dell’Ottocento ebbe inizio la produzione spumantistica italiana, grazie alle uve Pinot Nero, un vitigno di eccellenza particolarmente adatto ad essere vinificato in bianco e dare poi origine a nobili spumanti prodotti con il metodo classico.

Tenuta Oltrenero nel Medioevo
Tenuta Oltrenero nel Medioevo

Una storia ricca di tradizione e filosofia

Oltrenero è un’espressione della cultura del Metodo Classico nella regione dell’Oltrepò Pavese, in Italia. Questa zona è ricca di una tradizione vitivinicola tramandata da generazioni e costantemente reinterpretata per raggiungere la perfezione. Oltrenero rappresenta un circolo infinito di conoscenze antiche e tradizioni custodite che si manifestano nel presente, sempre con uno sguardo rivolto al futuro.

Il simbolo iconico della tenuta rappresenta questa filosofia vitivinicola. È un movimento armonioso e circolare che si rigenera costantemente, mirando alla perfezione. Il cerchio, da un lato, è un simbolo della vita che rappresenta la perfezione, l’uniformità e l’assenza di divisione e distinzione. Dall’altro, il dinamismo rappresentato da questo simbolo grafico esprime la continua ricerca e la volontà di migliorarsi costantemente.

Fondi di bottiglia di Oltrenero
Fondi di bottiglia di Oltrenero

La cura e attenzione dietro ogni fase della coltivazione

Le vigne di Oltrenero si trovano su dolci colline che sono state modellate migliaia di anni fa dall’azione delle morene glaciali. Questo processo ha depositato uno strato di argilla ricco di sali minerali, creando un terreno ideale per la coltivazione della vite. La cura dei vigneti è estremamente importante per garantire l’integrità delle uve e per ricreare le condizioni ottimali che da sempre hanno permesso di produrre vini di alta qualità. Ogni fase del processo di coltivazione delle viti viene seguita attentamente dall’enologo e dagli agronomi della tenuta per garantire il massimo risultato.

Le eccellenze della Tenuta Oltrenero

Oltrenero Cuvée Brut

Fragrante e seducente, uno spumante di classe autentica. Oltre due anni sui lieviti per estrarre dal Pinot Nero, coltivato nelle dolci Colline dell’Oltrepo’, un sentore unico che riecheggia armoniche note di ribes maturo, fiore bianco, crosta di pane, capaci di esprimere una profumazione eterea.

Oltrenero Cuvée Brut
Oltrenero Cuvée Brut

Oltrenero Brut Nature

Il Brut Nature, dopo 48 mesi di riposo, offre profumi finissimi e un sorso dalla trama piena e ricca di sfumature. Le viti vecchie più di trent’anni, le rese assai contenute, la vinificazione in piccole partite, per singola parcella, con il Metodo Classico danno vita ad uno Spumante elegante e grintoso capace di esprimere la cultura millenaria custodita tra le colline dell’Oltrepò.

Oltrenero Brut Nature
Oltrenero Brut Nature

Oltrenero Cruasé

Il Cruasé di Oltrenero è un metodo classico da 100% Pinot Nero, vinificato in rosa: una bollicina rosé dal colore brillante e dalla spuma soffice, di grande freschezza e profumi fragranti. Il termine Cruasé fa riferimento al disciplinare DOCG Oltrepo’ Pavese Metodo Classico: il nome è stato creato a partire dal termine francese “cru” a cui in questo contesto viene attribuito il significato di selezione, e “rosé”. Quindi selezione basata sull’Oltrepò Pavese Metodo Classico Rosè.

Oltrenero Cruasé
Oltrenero Cruasé

Oltrenero Cuvée EMME

Emme come Meunier, il “Pinot del Mugnaio”, che deve il suo nome al fatto che la parte inferiore della foglia di vite è ricoperta da una setosità bianca che fa apparire come fosse ricoperta di farina. Cuvée EMME nasce da un vigneto di 2 ettari all’interno della tenuta, dal suolo ricco di marna argilloso-calcarea, tipica della zona collinare oltrepadana. Un blanc de noirs accattivante ed intrigante che, nella complessità di un metodo classico, regala un sorso al contempo fresco e cremoso, di grande piacevolezza. Un altro passo, “Oltre il Nero”, di uno dei rari Metodo Classico italiani 100% Pinot Meunier: un nuovo traguardo nella ricerca e nella sfida di Oltrenero.

Oltrenero Cuvée Emme
Oltrenero Cuvée Emme

Gli eventi estivi firmati Oltrenero

Gli eventi estivi ospitati della tenuta saranno: Aperitivo tra le vigne e cena in villa il 27 luglio ed il 3 settembre e Contaminazione gourmet sempre il 3 settembre. La tenuta offre anche esperienze quotidiane come la visita alla Cantina con degustazione dei rinomati spumanti Metodo Classico ottenuti da uve Pinot Nero e l’appuntamento degustativo con le declinazioni del vitigno Pinot Nero dal titolo Oltrenero, i volti del Pinot Nero.

Find your balance

Raffinate essenze e preziosi trattamenti per il viso trovano il loro equilibrio, precario solo in apparenza, adagiati sui corpi sapientemente protesi dei due modelli e insegnanti di yoga Shari Moretto e Jonathan Morón. Estée Lauder, Eisenberg Paris, Clarins, Chanel, Laylaskin, HöbePergh, Dolce&Gabbana, Prada e Sisley sono i brand protagonisti dell’editoriale beauty di MANINTOWN, in un insieme in cui linee e forme convergono creando una tensione fisica ed emotiva, volta alla ricerca di un benessere esteriore ed interiore, fisico e spirituale.

Clarins  Double Serum
Clarins – Double Serum
Estée Lauder Revitalizing Supreme
Estée Lauder Revitalizing Supreme
HöbePergh - Maschera viso illuminante rigenerante
HöbePerghMaschera viso illuminante rigenerante
Laylaskyn Excellum - siero viso
Laylaskyn Excellum – siero viso
Dolce&Gabbana K
Dolce&Gabbana K
Prada - L'Homme Eau De Toilette
Prada – L’Homme Eau De Toilette

Credits

Photographer: Marco Palumbo

Fashion Editor: Rosamaria Coniglio

Make-up Artist: Fabio Lo Loco

Models: Shari Moretto @Fashion Models Jonathan Moron @The Lab Models

Mike Maignan firma una collaborazione inedita con Missoni

Considerato uno tra i migliori portieri al mondo, l’estremo difensore dell’AC Milan e della nazionale di calcio francese, conosciuto anche con il nome di Magic Mike, firma una collaborazione inedita. Dallo sport alla moda il passo è breve: il calciatore francese classe ’95 presenta la nuova capsule collection realizzata in collaborazione con Missoni all’interno della linea Sport. Una partnership questa però, non casuale. L’attività sportiva e lo stile activewear fanno infatti parte da sempre del codice estetico e dell’universo del marchio italiano – in perfetta sintonia con il background del fondatore Ottavio Missoni, che vanta una grandiosa carriera agonistica (lo stilista ha collezionato ben sette titoli nazionali assoluti di atletica leggera tra la fine degli anni ’30 e gli inizi degli anni ’50 e ha partecipato ai Giochi olimpici nel 1948).

Da questa unione nasce una collezione che rivisita il mondo leisure in chiave dinamica e creativa – in linea con la personalità determinata e grintosa e al contempo le incredibili doti atletiche del campione del Milan – pur preservando i codici estetici del brand.

La capsule collection Mike Maignan x Missoni

Dalla collab esclusiva tra i Magic Mike e Missoni nasce una collezione dalle forme rilassate e contemporanee di tute, cardigan e felpe, realizzata con le lavorazioni Caperdoni. Capi leisure che permettono libertà di movimento e si adattano perfettamente al concetto di dinamismo, sia nella quotidianità che nello sport. La palette metal mixa nuance che spaziano dal verde, al titanio e al carbonio, mentre lo zig zag, iconico motivo della collezione, si presenta in diverse versioni: con un crescendo di intensità visiva oppure con un effetto sfumato che nasconde parzialmente il motivo, dando spazio a una texture lucente.

La collaborazione tra Missoni e Mike Maignan racconta le diverse sfumature di uno sportswear esclusivo e celebra valori cardine e distintivi per entrambi quali personalità e passione.

“Impegno, visione d’insieme ed entusiasmo per ciò che faccio sono le qualità che definiscono meglio il mio lavoro e che ho deciso di esprimere anche attraverso questa speciale collezione con Missoni” racconta il campione del Milan. “L’impronta che ho voluto dare a ciascun capo rispecchia la mia persona e il mio ruolo. Ne è un esempio l’impiego della fantasia zig zag: imprescindibile e discreta al tempo stesso.” 

Livio Proli, Amministratore Delegato Missoni, commenta la partnership tra Missoni e l’atleta rossonero: “Mike ha una personalità coinvolgente e la sua determinazione trasmette fiducia e positività. La sua forza trainante è ben nota a livello agonistico, umano e ora anche creativo. Questi sono gli elementi fondamentali della nuova capsule Mike Maignan x Missoni non solo perché identificano lui come persona e professionista, ma anche perché corrispondono in modo specifico al messaggio che vuole comunicare la Collezione”

I capi della nuova capsule collection sono disponibili sul sito missoni.com e in selezionate boutique da Luglio.

Love will tear us apart

Una camera da letto spoglia, illuminata solo dalle luci soffuse di due abat-jour, il letto sfatto. I lunghi corridoi e le porte con il loro potere divisivo: dentro e fuori. La moquette, le tinte unite degli arredi e delle pareti e i pavimenti in granito. In questo scenario che richiama gli anni Ottanta si aggirano i due protagonisti dell’editoriale moda di MANINTOWN, talvolta uniti, talvolta divisi. Le pose plastiche e i corpi plasmati dalla luce mettono in mostra abiti sartoriali fluidi, tinte sobrie, bianco e nero, capi in maglieria e maxi cappotti che si alternano a smanicati, maglie see-through, stampe animalier e pantaloni in pelle. E poi cravatte a mo’ di sciarpa e collier in perle, in un mix infinito di identità, ruoli e interpretazioni.

Jumper Gucci
Jumper Gucci
Jumper Gucci
Jumper Gucci
Left: jacket and trousers Ann Demeuleemester; Right: total look Ann Demeuleemester
Left: jacket and trousers Ann Demeuleemester, glasses Huma Eyewear; Right: total look Ann Demeuleemester
Total look Valentino
Total look Valentino
Total look Ann Demeuleemester
Left: Jacket, Shirt, Trousers Canaku, Ring Apnea; Right: shirt Canaku, trousers Grifoni
Left: Jacket, Shirt, Trousers Canaku, Ring Apnea; Right: shirt Canaku, trousers Grifoni

Credits

Photographer: Riccardo Ferrato

Stylist: Arianna Zanetti

Producer: Jessica Lovato

Mua and Hair: Giuseppe Paladino

Ph. assistant: Valentina Gilardoni

Stylist assistants: Giulia Sangaletti e Martina Santesi

Models: Daniel Lenhardt @The Lab Models e Matija Tanjevic @Take 3 Mgmt

Ciak Generation al fianco di MANINTOWN per i Next Generation Awards

Il portale sulle serie TV nato da Ciak si allea con i Next Generation Awards, premi assegnati alle nuove leve del cinema.

Torna per il terzo anno consecutivo alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia i Next Generation Awards powered by MANINTOWN|MI HUB Agency, che quest’anno trovano un partner d’eccezione in Ciak Generation. Il portale, che quotidianamente e ormai da quasi dieci anni racconta la TV e il cinema delle nuove generazioni, non soltanto darà risalto e visibilità all’evento, ma è anche ideatore di un premio speciale per i giovani protagonisti del panorama cinematografico e televisivo che continuano a essere sostenuti e lanciati da questo ambito riconoscimento. Così commenta Federico Poletti, fondatore e direttore di MANINTOWN, che insieme a MI-HUB Agency si occuperà nuovamente dell’organizzazione dell’evento: “Oggi, parlare di nuove generazioni e giovani talenti è diventato un vero e proprio trend. E’ sicuramente positivo vedere i media sempre più interessati a dare spazio ai nuovi volti del cinema: anni fa non era immaginabile, oggi invece, grazie alle piattaforme di streaming, il fenomeno è esploso e resta in crescita. Con MANINTOWN siamo stati i primi a cogliere questo nuovo scenario, e con i Next Generation Awards possiamo rendere ancor più concreto il lavoro sul campo. Sono molto contento”, conclude Poletti, “della collaborazione con Ciak Generation: il suo contributo non fa che rafforzare l’obiettivo di promuovere nuovi talenti”.

I premiati dell’edizione 2022 dei Next Generation Awards in un artwork di Jacopo Ascari

I vincitori delle scorse edizioni dei Next Generation Awards

Negli ultimi anni, incorniciati da una Venezia brulicante di incontri stimolanti e grandi opportunità nelle affollatissime giornate del Festival, hanno ricevuto l’ambito riconoscimento alcuni dei nomi più freschi e promettenti del piccolo e grande schermo: da Nicolas Maupas, esploso con Mare Fuori e in seguito con Un Professore, ad Amanda Campana, vista in Summertime, passando per Carolina Sala, che ha già lavorato con Cinzia TH Torrini in Pezzi Unici e Pappi Corsicato in Perfetta Illusione, e Matteo Oscar Giuggioli nel cast, tra le altre, delle seguitissime fiction Rai Vivi e lascia vivere o Vostro Onore.
Grazie ai Next Generation Awards, i giovani premiati hanno potuto sfilare sul loro primo tappeto rosso mentre i riflettori erano puntati sulle loro nascenti carriere. Sarà dunque interessante scoprire, nel corso delle settimane a venire, chi potrebbero essere i prossimi vincitori…La nuova edizione promette diverse novità e ospiti speciali. Stay Tuned!

I vincitori delle scorse edizioni dei Next Generation Awards
I vincitori delle scorse edizioni dei Next Generation Awards

Davide Puma e il progetto positivo di “Manifesto. Amore a cielo aperto”.

Manifesto. Amore a cielo aperto, progetto nato dall’incontro della mente creativa di Davide Puma e della curatrice Stefania Morici, sarà una grande esposizione a cielo aperto simbolo di come l’arte contemporanea possa essere uno strumento per sensibilizzare il pubblico verso tematiche di grande urgenza, mantenendo però uno stile leggero e luminoso. Il progetto ideato da Stefania Morici e Rino Alessi ha debuttato il 3 luglio con un talk a Palazzo Branciforte al quale parteciperà anche il sottosegretario alla cultura, Vittorio Sgarbi, e durerà fino al 16 luglio, stesso periodo in cui a Palermo si festeggia il tradizionale Festino. Il progetto è costituito da 5 affiches di Davide Puma raffiguranti personaggi come una santa su un cavalluccio marino o una mucca che vola, che verranno appese nei luoghi di affissione pubblicitaria del capoluogo siciliano.

Manifesto Santa sul cavalluccio marino di Davide Puma
Manifesto Santa sul cavalluccio marino

Il progetto di innovazione sociale e rigenerazione urbana di Davide Puma

Questi spazi, normalmente dedicati al consumo, saranno dedicati alla diffusione di messaggi d’amore, “Un progetto di innovazione sociale e di rigenerazione urbana che utilizza linguaggi e strumenti espressivi di grande vivacità culturale e sociale” dice l’assessore comunale alla Cultura Giampiero Cannella. Oltre alle 5 affiches una sezione di 4 lavori di dimensioni minori sarà esposta tra Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia (che negli ultimi anni, come afferma il presidente Raffaele Bonsignore, si è consolidata come punto di riferimento per i ‘dialoghi’ di qualsiasi tipo).

Manifesto Mucca volante di Davide Puma
Manifesto Mucca volante

La filosofia di Masaru Emoto dietro al messaggio

A corredo delle 5 immagini sui manifesti ci saranno frasi dell’artista in 9 lingue diverse (ebraico, arabo, francese, spagnolo, inglese, cinese, tedesco, ucraino e russo), il lavoro di Puma segue infatti la filosofia di Masaru Emoto secondo la quale ci sarebbe una connessione tra gli stati dell’acqua a  -4°C e le energie positive/negative. Per questo Davide Puma al principio di ogni sua opera scrive parole d’amore che, anche se coperte, lasceranno il segno veicolando messaggi profondi. L’imponente progetto dal forte impatto visivo e percettivo mostrerà la potenza scenografica dell’arte e orienterà le nostre azioni verso una dimensione più intima e spirituale, pensa Stefania Morici. La curatrice che per questo Festino ha pensato a progetti ad hoc che potessero abbracciare Palermo.

Nell’immagine d’apertura, La Santa sul cavalluccio marino.

Il turismo inclusivo, la ricerca Travel Proud 2023 di Booking.com

Dopo la lunga pausa dovuta al periodo Covid, la voglia di ritornare a viaggiare è tanta. Purtroppo però, non per chiunque pianificare un viaggio è cosa semplice: per i membri della comunità LGBTQ+ organizzare una semplice vacanza può rivelarsi più complicato del normale a causa di dinamiche e situazioni discriminatorie. Dalla ricerca Travel Proud 2023 sul turismo inclusivo, effettuata da Booking.com, emerge infatti che tra i viaggiatori LGBTQ+ italiani l’83% tiene in considerazione la propria sicurezza nella scelta della meta del viaggio, il 61% dichiara che far parte della comunità ha influenzato le sue scelte di viaggio e il 48% ha dovuto cancellare un viaggio dopo aver scoperto che la destinazione prescelta non supportava la Comunità.

Turismo inclusivo, le 10 mete selezionate da Booking.com

Booking.com ha realizzato una lista di 10 mete realmente inclusive, tra metropoli e oasi sul mare. Tra queste, orgoglio italiano è Milano, che lo scorso 24 giugno si è colorata d’arcobaleno per l’annuale Pride. Tra le possibilità che la città offre, molto interessante è il Tour in barca sui Navigli al tramonto con aperitivo che permetterà ai turisti di godere contemporaneamente di viste suggestive e fantastici stuzzichini. Per questa meta, Booking.com consiglia il soggiorno al Combo Milano, un ostello situato nel quartiere Navigli la cui filosofia si basa sulla condivisione.

Kyoto, la città perfetta per rilassarsi e divertirsi al tempo stesso

Seconda meta consigliata è poi Kyoto, storica capitale giapponese che pur avendo una tradizione conservatrice ha sviluppato un atteggiamento progressista istituendo un registro per il riconoscimento delle coppie dello stesso sesso. Un Tour privato personalizzato della città è l’attività perfetta, adatta sia come vacanza rilassante, sia per chi cerca lo svago e la vita notturna. L’hotel Miru Kyoto Nishiki, situato nel cuore della città, è il posto ideale dove soggiornare, il cui tipico design giapponese è accompagnato da un tocco di modernità.

Kyoto, Giappone
Kyoto, Giappone

Nizza, la città patrimonio UNESCO che organizza tanti eventi LGBTQ+

Terza meta consigliata è Nizza, città della Costa Azzurra famigerata per il suo essere inclusiva e dove per tutto l’anno vengono organizzati eventi LGBTQ+ come il Lou QueerCarneval nel mese di febbraio o il Pride l’ultimo weekend di luglio. Oltre al divertimento, che la città sicuramente garantisce, questa meta è caratterizzata da un’architettura molto colorata, grazie alla quale questo luogo è stato dichiarato patrimonio UNESCO. Vivamente consigliato anche il Tour romantico, che permetterà di passeggiare tra gli strepitosi giardini a Parc de la Colline du Château, e l’appartamento Le Château, dove poter soggiornare, situato vicino alla spiaggia e al centro storico della città. Questo luogo dispone di una magnifica terrazza all’ultimo piano, ideale per prendere il sole e godersi la vista mozzafiato sul mare.

Nizza, Francia
Nizza, Francia

Chiang Mai e le sue Comunità LGBTQ+ diversificate ma ben integrate

Tornando in oriente, la quarta meta è Chiang Mai in Thailandia, città rurale dall’atmosfera rilassata, che presenta Comunità LGBTQ+ diversificate ma tutte ben integrate e che negli ultimi anni si è molto impegnata nella lotta per i diritti, ospitando il primo Pride nel 2019. Oltre ai meravigliosi paesaggi, Chiang Mai offre ai suoi turisti una vivace vita notturna con i famosi bazar Kalare con musica dal vivo, negozi e street food oltre al nightclub gay Ram, sede di spettacoli di cabaret di prima classe. Chiang Mai è perfetta anche per i turisti più golosi: nello spazio di mezza giornata, i turisti possono infatti prendere parte ad un corso di cucina attraverso il quale entrare in contatto con le autentiche ricette thailandesi.

Per questa località Booking.com suggerisce il soggiorno presso il Pastell Oldtown Chiang Mai posizionato vicino al bazar; questo luogo unisce il tipico arredamento thailandese alla modernità oltre ad offrire ai suoi ospiti una graziosa piscina e rigogliosi giardini, il tutto accompagnato da uno staff cordiale e delizioso cibo tipico.

Puerto Vallarta, la perfetta vacanza lussuosa nell’ambito del turismo inclusivo

Spostandoci in Messico, nello stato di Jalisco, Booking.com consiglia il soggiorno a Puerto Vallarta, località dalle splendide spiagge e baie cristalline, perfette per chi cerca una vacanza rilassante. Tappe immancabili sono la strada Lazaro Cardenas e il quartiere LGBTQ+ “Zona Romantica” con i loro fantastici cocktail accompagnati da gustosi frutti di mare. Per chi predilige un’esperienza esclusiva, Booking.com suggerisce una Crociera di lusso con colazione e pranzo nella Baia Bandera che permetterà ai turisti di provare alcuni sport acquatici come il sup e il tubing sull’acqua. A pochi passi da “Zona Romantica” troviamo poi il Grand Miramar All Luxury Suites & Residences, struttura elegante e raffinata che offre ai suoi ospiti l’esperienza lussuosa ed esclusiva tipica della zona di Conchas Chinas.

Gand, città inclusiva e sostenibile

Sesta meta consigliata da Booking.com è Gand, città universitaria belga famosa per la sua architettura medioevale. Qui la comunità LGBTQ+ è così ben radicata da aver creato una fitta rete arcobaleno che unisce organizzazioni senza scopo di lucro, Università, servizi sociali e polizia. La città incentiva la scoperta della storia della Comunità tramite camminate, come la Pink Walk, appositi Tour romantici guidati e mostre dedicate, come quella del Museo di Belle Arti. Il soggiorno ideale è garantito presso la struttura The Hide, nel quartiere Des Arts, che oltre a presentare un design esclusivo e moderno si impegna e investe in progetti di sostenibilità locale.

Gand, Belgio
Gand, Belgio

Las Vegas, la destinazione LGBTQ+ più inclusiva degli Stati Uniti

Booking.com menziona poi Las Vegas, città che si impegna da tempo sul tema dei diritti LGBTQ+ e che per questo si è guadagnata il titolo di destinazione LGBTQ+ più inclusiva degli Stati Uniti. Immancabile è anche in questo caso l’annuale Pride, organizzato in autunno con un’incredibile parata notturna. Oltre ai suoi tipici e straordinari spettacoli di intrattenimento, Las Vegas riesce a stupire i suoi turisti anche tramite la bellezza della natura grazie alla vicinanza al canyon Red Rock e alla West Rim del Grand Canyon raggiungibili sia in auto che in autobus. La struttura consigliata per il soggiorno è l’Hilton Grand Vacations Club Flamingo Las Vegas, posizionato lungo la Strip, che permette ai suoi ospiti sia di partecipare a strepitose feste in piscina la sera sia di rilassarsi con un cocktail a bordo della stessa nel pomeriggio.

Canada, paese campione del turismo inclusivo dell’emisfero occidentale

Per quanto riguarda il Canada la meta perfetta è Ottawa, la sua capitale. Sia la città che l’intero stato da molti anni lottano per i diritti LGBTQ+ e anche per questo il Canada è riconosciuto come uno dei Paesi più inclusivi dell’emisfero occidentale. La città di Ottawa è molto attiva dal punto di vista culturale, consigliato è il Tour serale con crociera sul fiume e spettacolo di luci, che consentirà ai turisti di assistere allo spettacolo di luci e suoni “Northern Lights” a Parliament Hill, dove si tenne la prima protesta gay canadese nel 1971. Necessaria è anche una tappa nella Bank Street, strada più lunga di Ottawa, che nei suoi bar e locali offre divertimento adatto a tutti. Il soggiorno perfetto in questa città è presso il MetCalfe Hotel in pieno centro a pochi passi da Parliament Hill.

Ottawa, Canada
Ottawa, Canada

Amsterdam, la città che ospiterà il World Pride nel 2026

Penultima tappa consigliata da Booking.com è Amsterdam, città famosa per la sua inclusività. Qui imperdibile è l’Amsterdam Pride il primo weekend di agosto, e rimanendo in tema Pride proprio la città di Amsterdam ospiterà il World Pride nel 2026. Suggerito è il Tour dei punti salienti LGBT che permetterà ai turisti di visitare luoghi come Reguliersdwarsstraat, la strada LGBTQ+ più colorata e inclusiva della città. Un luogo interessante da visitare è anche l’Homomonument, il primo memoriale di Amsterdam creato per commemorare tutte le persone che sono state soggette a persecuzioni per il loro orientamento sessuale. Per un’esperienza originale è d’obbligo il soggiorno sulla Rembrandt Square Boat sul fiume Amstel a pochi passi dai vivaci locali LGBTQ+.

San Carlos de Bariloche, solidale e inclusiva, perfetta per chi ama lo sport

Decima e ultima meta è San Carlos de Bariloche in Argentina, situata ai piedi delle Ande. Questa località non è solo rinomata per la sua solidarietà ed inclusività ma è anche perfetta per chi cerca una vacanza sportiva, offrendo località adatte agli sport invernali e all’escursionismo estivo. A Bariloche però è possibile non solo fare escursioni suggestive, ma anche godersi la movida notturna in locali ampi come il Pacha e il Rocket o in alternativa il più intimo Pub & Bar Sede. Consigliato è il soggiorno al Design Suites Bariloche struttura a basso impatto ambientale con ampia vista sull’incontaminato Lago di Nahuel Huapi.

Giuseppe Giofrè, “passione, determinazione e impegno”

Giuseppe Giofrè, 30 anni, è un ballerino professionista, divenuto noto tra il grande pubblico grazie alla sua partecipazione nel 2012 al talent show Amici di Maria De Filippi, nel quale si classifica primo nella sua categoria. La passione per la danza nasce fin dalla tenera età e lo induce, durante l’adolescenza, a partire per gli Stati Uniti per studiare Hip Hop e Jazz Funk. Non a caso, tra i luoghi che lo ispirano di più c’è Los Angeles: “È  diventata per me una seconda casa da 9 anni e mi ha aiutato a raggiungere molti dei miei sogni”. Eppure, l’Italia resta il paese dove si rifugia appena gli è possibile:«Mi ricarico in Italia grazie all’ amore della mia famiglia e quando posso scappo sempre.»

«Mi ricarico in Italia grazie all’ amore della mia famiglia e quando posso scappo sempre.»

A seguito del programma di Canale 5, la sua carriera decolla e il performer arriva ad esibirsi sul palco accanto a star internazionali del calibro Jennifer Lopez e Taylor Swift. Nell’ultima edizione di Amici, Giuseppe Giofré ritorna, ma questa volta in veste di giudice, assieme a Cristiano Malgioglio e Michele Bravi. Un’artista poliedrico che non teme le sfide e non ha timori a mettersi in gioco anche al di fuori della sua comfort zone. Dal 6 luglio infatti, lo vedremo su Prime Video in veste di attore in L’estate più calda, film:«Ho un piccolo ruolo ma per me molto importante perché mi ha dato la possibilità di conoscere un mondo nuovo mettendomi alla prova con una professione che mi ha sempre affascinato molto.»

«Non fermarsi mai, metterci tutta la passione, la determinazione e l’impegno per arrivare sempre più avanti.»

Instancabile Giofré, se gli si chiede quale sia il suo sogno nel cassetto, risponde rivelando un carattere ambizioso ma concreto:«Ho tanti piccoli sogni che cercherò sempre di realizzare perché penso che questa sia la base per il nostro lavoro: non fermarsi mai, metterci tutta la passione, la determinazione e l’impegno per arrivare sempre più avanti.»

Minidress Alberto Zambelli
Minidress Alberto Zambelli

Total look Alexander McQueen, gioiello earcuff superiori e collana Emanuela Bicocchi

Total look Ferragamo
Total look Ferragamo

Giacca Gimo's, pantaloni Missoni
Giacca Gimo’s, pantaloni Missoni

Pantaloni e scarpe Diesel, gioielli Eli Silver
Pantaloni e scarpe Diesel, gioielli Eli Silver

Gonna Simon Cracker, giacca Neil Barrett, scarpe Santoni, collana Emanuele Bicocchi
Gonna Simon Cracker, giacca Neil Barrett, scarpe Santoni, collana Emanuele Bicocchi

Total look Dior
Total look Dior

Credits

Talent: Giuseppe Giofrè

Photographer: Andrea Reina

Stylist: Luca Gonella

Make Up Artist: Caterina Camera

Hair Stylist: Dario Usai

Videomaker: Edoardo Bocchi

MUA Assistant: Angie Angelson

Stylist assistants: Noemi Nardelli, Azzurra Tosi

Photographer Assistant: Christian Cuomo

Manager: Gianluca Costa @oneshotagency

Visologiq, la nuova concezione di centro estetico su misura e accessibile a tutti

Visologiq nasce dal progetto di due amiche, Valentina e Roberta, con l’obiettivo di rendere i trattamenti viso più accessibili a tutti attraverso un nuovo concept che unisce tecniche di massaggio innovative e strumenti tecnologici di ultima generazione. L’obiettivo è offrire un’esperienza a 360° per portare la beauty routine a un livello superiore.

Interni salone Visologiq
Interni salone Visologiq

Un progetto nato in risposta ad un bisogno personale

L’idea è nata successivamente all’esperienza personale di Valentina che, dopo l’arrivo del secondo figlio, si è trovata ad aver urgentemente bisogno di un trattamento viso, in seguito ad uno sfogo ormonale. I centri estetici tradizionali però non riuscivano ad andare incontro alla sua necessità di trovare un appuntamento veloce e semplice, ma soprattutto con disponibilità immediata. E’ nata così l’idea del facial bar, realtà già conosciuta nei molti viaggi di Valentina all’estero, ma ancora da scoprire dal panorama italiano. Dopo aver condiviso questo pensiero con la migliore amica Roberta, la quale lo ha approvato e sostenuto fin da subito, il progetto è andato in porto. 

«Essendo donne e madri, sapevamo anche che tra le nostre priorità ci sarebbe stato anche il wellfare aziendale delle persone che con noi hanno voluto condividere questo progetto.»

Nel nuovo spazio di Via San Michele del Carso 3, il team Visologiq, formato da terapiste e professioniste esclusivamente specializzate nella cura del viso, studia programmi pro-age personalizzati in base alle esigenze di un pubblico esteso e diversificato, femminile e maschile, programmando le sessioni di face work-out secondo gli obiettivi e il tempo a disposizione con soluzioni mirate e su misura accessibili a tutti.

Interni salone Visologiq
Interni salone Visologiq

«Proprio per la sua semplicità ci siamo sempre immaginate un concept adatto a tutti, sia a chi vuole adottare una vera e propria beauty routine, ma anche a chi vuole prepararsi al meglio in vista di un evento speciale o ritrovare un aspetto luminoso dopo periodi di grande stress. Anche per questo, non siamo stupite che buona parte dei nostri clienti siano uomini che vogliono prendersi cura del proprio viso in maniera semplice ed efficace.» spiega Roberta, co-fondatrice di Visologiq.

Interni salone Visologiq
Interni salone Visologiq

Oltre al flagship store in Via San Michele del Carso, Visologiq è presente anche nel cuore di Brera, con uno spazio in Via Rovello 18 e un corner dedicato presso Annex Rinascente. I clienti possono prenotare i trattamenti e acquistare i prodotti della linea Visologiq anche online su visologiq.com o usufruire di un’idea regalo speciale con le Gift Card personalizzate.

Gender issues

Corpi scolpiti dalla luce, lunghe ombre cupe e bagliori metallici. Richiami agli anni Settanta/Ottanta, a un’epoca di ribellioni e proteste che prende avvio dai Moti di Stonewall – punto di partenza simbolico per il movimento di liberazione omosessuale contemporaneo. Accessori glamour, leather gloves, tote bag, e mini borse a mano o a tracolla declinate al maschile, total look genderless e gonne plissé per lui. E poi: catene, strass, borchie e combat boots. Nel pride month, suggestioni che rimandano alle lotte LGBTQ+, alle rivendicazioni in nome di una maggiore inclusività e del riconoscimento delle diverse identità sessuali ed espressioni di genere. In un ensemble in cui l’idea dominante della gender fluidity si intreccia all’estetica delle sottoculture che hanno segnato e contaminato quegli anni, prima fra tutte quella punk.

Left: trousers Dior Men, sunglasses Celine Homme; right: trousers Givenchy, sunglasses, bag and jewels Celine Homme
Left: trousers Dior Men, sunglasses Celine Homme; right: trousers Givenchy, sunglasses, bag and jewels Celine Homme

Total look Gucci
Total look Gucci

Crewneck and bag Celine Homme, trousers Moschino, ring Dior
Crewneck and bag Celine Homme, trousers Moschino, ring Dior

Total look Valentino
Total look Valentino
Total look Dior Men
Total look Dior Men
Total look Dior Men
Total look Dior Men
Total look Giorgio Armani
Total look Giorgio Armani

Total look Giorgio Armani
Total look Giorgio Armani

Total look Gucci
Total look Gucci

Left: Total look Moschino, boots Roberto Cavalli; right: total look Valentino
Left: Total look Moschino, boots Roberto Cavalli; right: total look Valentino

CREDITS

Photography: Giuseppe Attanasio

Styling: Pedro Perez

Grooming: Cecilia Olmedi

Models: Balint Ikladi @Independent and Denis Jovanovich @tank.agency

Photo assistant: Romolo Battista

Stylist assistant: Lorenzo Iacobone

Shades of Denim

Il denim in tutte le sue varianti: 5 tasche dal taglio dritto o pants dalla linea morbida, nei lavaggi classici light blue o grey oppure con stampe wild. O ancora con applicazioni, ricami o patches. E poi shirts dal sapore western e jacket anni Ottanta, salopette nineties e tute workwear e perfino blazer dal taglio sartoriale. Il tessuto originario della Repubblica di Genova, multiforme, sfaccettato e passe-partout, è intramontabile nelle sue infinite variabili. Il denim – nelle proposte e interpretazioni dei brand che su questo tessuto cool e funzionale hanno costruito la loro expertise, tra i quali Tommy Jeans, Levi’s e Calvin Klein – è il grande protagonista dell’editoriale di MANINTOWN che prende il volto del modello del momento, Carlo Motta.

Shirt vintage A.N.G.E.L.O., trousers Calvin Klein Jeans
Shirt vintage A.N.G.E.L.O., trousers Calvin Klein Jeans
A.N.G.E.L.O. 
Total look vintage A.N.G.E.L.O. 
Jacket and Trousers Tommy Jeans, scarf Archivio Guerrini
Carlo Motta
Jacket Alberto Zambelli, trousers Handpicked, flower Chromosome 6 by Bibi Esposito
Carlo Motta
Shirt vintage A.N.G.E.L.O., trousers Levi’s
Carlo Motta
Jacket Levi’s, trousers vintage A.N.G.E.L.O., pin stylist’s own

Credits

Photographers: Giovanni Gori, Andrea Aldrovandi for Total Black

Stylist: Stefano Guerrini 

Model: Carlo Motta  I Love Models Management 

Make Up Artist: Eleonora Vezzani 

Stylist Assistant: Lorenzo Iacobone 

Photographer Assistant: Sebastian Quadrelli 

Ode to Man

Capi sartoriali abbinati a combat boots, foulard al collo che prendono il posto delle cravatte, embroidered pull, leather pants e capispalla imbottiti mixati con abiti classici comfort fit. Il tutto declinato su una palette che oscilla tra il black & white e i toni della terra. Questi sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano i look (Ode to) man per il prossimo autunno inverno, firmati Dolce&Gabbana, Emporio Armani, Moschino e Zegna, tra gli altri.

Total looks Emporio Armani

Ode to Man editorial

Total look Zegna

Ode to Man editorial
Total looks Roberto Cavalli

Ode to Man editorial
Total look Moschino

Credits

Photographer Nicola Surbera 

Stylist Stefano Guerrini

Ph. assistant Giorgia Albanesi

Stylist assistants Alessandro Amoruso, Lorenzo Iacobone

Grooming Martina Belletti

Hair Naike Bilardo

Models Lucas Jacomim Passos @Independent Model Management, Jose Alberto German @Sophie Models, Pasquale Nappi @I Love Models

Location Iurio Milano

Special thanks to Giulio Urgo

Lucas Barski ‘a luci rosse’

Lucas Barski, modello metà francese, metà italiano è già protagonista di campagne per importanti brand come Emporio Armani, Dolce&Gabbana e Versace e lo vedremo presto conquistare la fashion scene internazionale. Outfit da guerriero, mises da cowboy – complete di stivali e cappello dal mood western – in sella alla sua motocicletta (simil cheval), leather e denim dai tagli oversize, in uno scenario ‘a luci rosse’, il mannequin è uno dei personaggi delle otto coverstory di MANINTOWN 13.

Oversized blazer, leggings and unbuckle flamenco bag boots Loewe, keychain Borgo, leather gloves Sermoneta, sunglasses Oakley
Oversized blazer, leggings and unbuckle flamenco bag boots Loewe, keychain Borgo, leather gloves Sermoneta, sunglasses Oakley
Bodysuit and shirt Versace, hermosa 35 black calf ecru embroidered boots Sonora, leather gloves Sermoneta, cowboy hat Hurricane
Bodysuit and shirt Versace, hermosa 35 black calf ecru embroidered boots Sonora, leather gloves Sermoneta, cowboy hat Hurricane
Tank top and shorts LGN Louis Gabriel Nouchi, hidalgo 35 red calf boots Sonora, cowboy hat Hurricane, jewellery Emanuele Bicocchi
Tank top and shorts LGN Louis Gabriel Nouchi, hidalgo 35 red calf boots Sonora, cowboy hat Hurricane, jewellery Emanuele Bicocchi
Jeans and necklaces Diesel, bandana Levi's
Jeans and necklaces Diesel, bandana Levi’s

Credits

Editor in Chief Federico Poletti

Photographer Vincenzo Valente

Stylist and Art Director Giorgio Branduardi

Model Lucas Barski

Make-up Greta Agazzi

Hair Vasile Longhi

Digital Assistant Massimo Fusardi

Stylist assistants Rebecca Lai

‘Cantine storiche d’Italia’, il connubio tra enologia e architettura in 38 esempi d’eccezione

Affermare che l’Italia sia la patria del vino d’autore, considerata la quantità – e qualità – di etichette racé che contraddistingue ogni regione, da nord a sud dello Stivale, è un’ovvietà lapalissiana. La mole di cuvée prodotte nel Belpaese è talmente imponente, che districarsi tra centinaia di vitigni, terroir, denominazioni, annate & co. può risultare complicato anche per i più esperti, e si rischia tra l’altro di ignorare realtà i cui vini sono frutto del cosiddetto genius loci, di un connubio inestricabile di savoir-faire e peculiarità del luogo in cui viene messo in pratica, di tecniche affinate nel tempo e ambienti dedicati alla lavorazione e conservazione del prodotto, in due parole di architettura ed enologia.
Sono proprio gli ultimi due termini le parole chiave del volume Cantine storiche d’Italia. Un viaggio tra architettura ed enologia (appunto), di Margherita Toffolon Paolo Lauria, edito da 24 Ore Cultura, che racconta trentotto eccellenze nostrane prendendo in esame il legame tra i vini più rappresentativi delle rispettive aziende e il contesto in cui vengono realizzati.
Il libro è corredato da un corposo apparato iconografico, per consentire al lettore di immergersi appieno nella bellezza straordinaria di luoghi in cui storia, wine-making e architettura trovano la sintesi ideale.
Per saperne di più, abbiamo rivolto alcune domande ai due autori.

Cantine storiche d'Italia
La tenuta di Cantine Pellegrino, a Marsala

“Ad averci sorpreso sono le storie che si celano dietro ciascuna cantina, che raccontano il genio umano e la passione legata al lavoro della terra”

Cantine storiche d’Italia. Un viaggio tra architettura ed enologia racconta trentotto realtà d’eccezione del Belpaese. Cosa vi ha colpito di più durante il lungo lavoro d’indagine svolto per realizzarlo, con oltre cinquecento cantine da vagliare? Aneddoti, curiosità, ricordi significativi che volete condividere coi lettori di MANINTOWN?

Margherita Toffolon: Vorrei fare presente che anche le 500 cantine vagliate derivano dal lavoro di selezione di un database che ha preso in considerazione un numero a tre cifre di aziende vitivinicole, presenti in tutto il territorio italiano e da cui, anche tramite intervista, abbiamo tratto e conosciuto moltissimi aneddoti.

Fra i tanti, si può menzionare l’origine del nome della cantina del Notaio a Rionero del Vulture, nel Potentino, fondata nel 1969 dal notaio Consalvo Giuratrabocchetti, che decise di riutilizzare come cantine le grotte scavate dai francescani tra il XVI e il XVII secolo nel tufo vulcanico del paese, dove avevano insediato ben tre ospedali. Oppure la leggenda del Castello del Brolio, a 20 km da Siena, dove sembra si aggiri di notte, in sella a un cavallo bianco, il fantasma di Bettino Ricasoli detto il Barone di ferro.

Paolo Lauria: Ad averci sorpreso sono proprio le storie che si celano dietro ciascuna cantina, storie che raccontano il genio umano e la passione legata al lavoro della terra. A proposito, ad esempio, del Castello di Brolio, appena citato da Margherita, quello che affascina è lo studio sugli assemblaggi delle uve compiute proprio da Bettino Ricasoli, a cui si deve, di fatto, il disciplinare del Chianti Classico. Ma la lista è davvero lunga, dai sotterfugi utilizzati per importare di nascosto i vitigni dalla Francia per impiantarli in territorio italiano all’evoluzione delle tecniche di produzione dei vini Barolo, andata di pari passo a quella dell’architettura delle cantine.

“Un minimo comun denominatore è l’estrema bellezza della storia, delle architetture e dei vini che ogni cantina porta con sé, che hanno ispirato in maniera naturale il racconto”

Cantine storiche Castello Banfi
Bottiglie allineate nella cantina di Castello Banfi, nel Senese

C’è un minimo comun denominatore, un elemento che colleghi le tante aziende menzionate nel libro?

M. T: I comuni denominatori delle trentotto cantine selezionate dalle 500 vagliate sono più d’uno, vale a dire: esistenza di una cantina “attiva” come luogo di produzione o conservazione, che fosse stata realizzata prima della fine del XIX secolo; edificio o complesso di edifici con una storia e architettura documentata e raccontabile; produzione vitivinicola qualitativamente significativa.

P. L: Oltre ai criteri necessari per la selezione delle cantine citati da Margherita, aggiungerei quale minimo comun denominatore l’estrema bellezza della storia, delle architetture e dei vini che ogni cantina porta con sé, che hanno ispirato in maniera naturale il racconto.

“Architettura ed enologia sono da sempre intimamente connesse”

Cantine storiche Berlucchi
La tenuta Berlucchi, in Franciacorta

Il volume, corredato da un ricco apparato iconografico, approfondisce (anche) la bellezza architettonica di «luoghi in cui storia, architettura ed enologia si fondono e trovano una perfetta sintesi». Quali sono gli esempi migliori di questo connubio sui generis, e cosa rende possibile l’unione di ambiti all’apparenza così diversi?

M. T: Architettura ed enologia sono da sempre intimamente connesse. Basti pensare agli Etruschi e al borgo di Pitigliano in Toscana, che annovera nel suo centro storico un ricco labirinto di gallerie in parte ancora utilizzate per la conservazione del vino. Da qui, la scelta di raccontare una parte delle numerose cantine presenti in Italia dove la storia, l’architettura, il territorio con i suoi prodotti potessero raccontare al meglio una vocazione se non millenaria, almeno secolare.

Dal punto di vista architettonico, cito tre fra le cantine più spettacolari: Argiano, all’interno di Villa Bellaria (tardo XVI secolo), in Val d’Orcia, grazie anche alla ristrutturazione dell’architetto Filippo Scheggi con la sua scala monumentale; Tenuta Capezzana, della famiglia Buonaccorsi, nel comune di Carmignano, in provincia di Prato, che custodisce un vero e proprio insieme di cantine che si sviluppano dal sotterraneo della villa padronale lungo tutto il fabbricato est di impianto settecentesco (1500 metri quadrati), dove l’architetto Giovanni Michelucci, grande protagonista della storia e del dibattito dell’architettura italiana del ventesimo secolo, ha realizzato ex novo la tinaia, caratterizzata dalle capriate in ferro della copertura, tra le sue prime realizzate con questa tecnica costruttiva.

Infine, le famose Cattedrali Sotterranee di Canelli, nell’Astigiano, a cui appartengono anche quelle dell’azienda Gancia: un complesso costituito da tunnel che si espandono per più piani nel sottosuolo del paese, creando una rete di ambienti a volte in mattoni rossi (sono patrimonio Unesco dal 2014).

“Le degustazioni non si pongono in maniera critica, come in una guida, ma come complemento emozionale dell’itinerario che si percorre col volume”

P. L: Il connubio tra architettura ed enologia permea l’intero libro, anche se forse l’esempio più bello, almeno dal mio punto di vista, è quello sopracitato del Barolo. Poi fa sempre effetto vedere e conoscere luoghi e storie legate a vini straordinari, che forse proprio per questo acquistano una loro particolare unicità. È il motivo per cui abbiamo deciso di accompagnare il viaggio di Cantine storiche d’Italia con le degustazioni dei vini delle proprietà, degustazioni che non si pongono in maniera critica, come in una guida, ma come complemento emozionale dell’itinerario che si percorre col volume.

Cantine storiche d'Italia
Botti della cantina di Castel Sallegg, a Caldaro (BZ)

Cantine storiche Villa Sandi
Villa Sandi, a Crocetta del Montello

Nell’immagine in apertura, le cantine del Castello di Monsanto, in Toscana

Pitti Uomo 104, il Nuovo Formale di Santaniello

Antonio Santaniello, direttore creativo dell’omonimo brand sartoriale, a Pitti Uomo 104 con la proposta primavera/estate 2024, illustra a MANINTOWN i punti fondanti dell’idea di Nuovo Formale delineata per la collezione in questione, al solito in equilibrio fra tradizione e innovazione, tailoring artigianale e ricerca stilistica votata alla contemporaneità. Un “classico evoluto” che, per usare le parole del designer, è «un ritorno alla regola, alla rotta. Non significa, però, ripristinare il passato, ma guardare ad esso come a una bussola con cui Santaniello continua la propria esplorazione».

Il focus è sul capo, sulla sua costruzione e funzione, che secondo il creative director del marchio devono attenersi a regole auree che ruotano intorno a specifici concetti, con «ogni capo che dovrebbe essere unico, essenziale, longevo, coerente e attraente. È questo il manifesto del Nuovo Formale con cui vogliamo orientare la nostra ricerca. Si tratta di un’operazione di semplificazione e i grandi ci insegnano che semplificare è la cosa più difficile, perché bisogna arrivare all’essenza, rimuovendo tutto ciò che distoglie l’attenzione.
Al centro ci sarà sempre di più solo il capo, che torna a esprimere da sé il motivo per cui dev’essere scelto».

https://m.youtube.com/shorts/Nftk28VvDTM

Nell’immagine in apertura, due outfit firmati Santaniello

Pitti Uomo 104 #3

Nel terzo giorno di Pitti Uomo 104, vanno in scena – tra gli altri – il menswear di KNT (che concilia il savoir-faire di Kiton con lo stile disinvolto, ultracontemporaneo caro ai fondatori e designer Walter e Mariano De Matteis), la sartoria magistrale di Brunello Cucinelli, l’outerwear ricercato de L’Impermeabile; e ancora, la maglieria deluxe di Piacenza 1733, i capi dall’allure navy di Paul&Shark, le calzature d’autore di Giuseppe Zanotti, la sfilata dei designer eco-responsabili inclusi nel progetto S|Style del salone.

https://youtube.com/shorts/sz2kwtiqtDk

Videomaker: Vincenzo Traettino

Per l’immagine di apertura, Ph. credits: Giovanni Giannoni

Pitti Uomo 104, il denim secondo Cycle Jeans

https://youtube.com/shorts/6giBuf7u_yc?feature=share

A Pitti Uomo 104, Cycle Jeans lancia una speciale collab con Sex Dreams, artista che, nonostante la giovane età, si è imposto come uno dei nomi di punta della scena creativa milanese grazie al tratto originale, “primitivo”, semplice ma d’impatto, dei suoi artwork. Per l’occasione, firma una capsule collection nel materiale d’elezione del brand, la tela di Genova, composta di denim per uomo e donna, borsa e una combo unisex giacca più t-shirt, personalizzate ad hoc dai tag dell’autore.
Presente alla kermesse fiorentina, Sex Dreams ha inoltre customizzato dal vivo alcuni prodotti selezionati, dando vita a una vera e propria performance.

Oltre alla collaborazione con l’artista meneghino, il marchio porta al salone di riferimento della moda maschile la collezione Spring/Summer 2024, in cui prevalgono linee over, tagli chirurgici e fit morbidi, così da aggiornare i capisaldi di quel luxury denimwear che, dal lancio dell’etichetta nel 2000, si è affermato nel panorama fashion internazionale attraverso cardini come ricerca continua, artigianalità, heritage e autenticità, termini sui quali pone l’accento Enrico Spinazzè, fondatore e CEO di Numero 8 s.r.l., intervistato da MANINTOWN allo stand di Cycle Jeans in Fortezza da Basso.

Pitti Uomo 104 #1

Ben 825 brand, il 43% dei quali esteri, due guest della caratura di Fendi ed ERL, sezioni tematiche, focus, show ed eventi speciali che raccontano a 360 gradi l’universo del menswear e, in generale, del lifestyle pour homme. Prende il via a Firenze, in Fortezza da Basso, la 104esima edizione di Pitti Immagine Uomo, dove MANINTOWN sarà presente dal 13 al 16 giugno con un’area lounge nella Sala delle Nazioni.
Nel video, realizzato in esclusiva per il magazine da Vincenzo Traettino, gli highlight della giornata inaugurale del salone fiorentino.