Vino, un viaggio attraverso i sensi

In questo numero leggerete molto dell’intrinseco legame che unisce il mondo dell’arte e quello del vino, scrivo, quindi, per darvi la mia personale visione di questa connessione, sperando di incuriosirvi.
L’arte assume innumerevoli forme di espressione ed è sempre stata alleata dell’uomo, una forma di evasione sia per gli artisti che per i contemplatori delle loro opere. Le classiche arti figurative accademiche hanno svolto funzioni religiose e contemplative. Nel lungo cammino della storia, dunque, c’è stata una continua evoluzione, sino ad arrivare alle più moderne e innovative installazioni artsy.
Oggi le forme artistiche sono varie: creatività, profondità e maestria danno vita a un mondo ricco di espressioni diverse, che portano chi ne fruisce a sognare, ad andare oltre. Questo perché l’arte non dev’essere più solo contemplata, ma vissuta: arte è vivere un’esperienza. La stessa storia del cinema, con l’arrivo delle cineprese, dei suoni e dei tagli, esemplifica la volontà di trasportare lo spettatore in un’altra dimensione, tramite il coinvolgimento di più sensi oltre alla vista. La fotografia d’autore vuole spesso gridare un’emozione con un messaggio apparentemente solo visivo: più è potente la carica emotiva, più chi osserva sentirà qualcosa, oltre a vedere. E ancora, la storia della musica ha il potere di farci viaggiare in luoghi lontani e nel tempo rimanendo fermi, mostrando come si possa vedere molto pur ad occhi chiusi.

Vino, un universo da scoprire seguendo il fil rouge dell’edonismo

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Ph. by Giulia Latini

Nella mia fruizione da appassionata di arte, il fil rouge è chiaramente l’edonismo. Facciamo un salto indietro nel tempo fino all’antica Roma: nella religione romana, dall’unione del dio Giove con la mortale Semele nacque Bacco, semidio promosso a divinità dal re degli dei per aver inventato il vino. Questo personaggio pittoresco è noto a tutti come dio del vino e della vendemmia, nonché del piacere, dei sensi, del divertimento. Ecco, gli antichi romani avevano già colto l’essenza del vino, quel matrimonio dei sensi che, attraverso un liquido, trasporta in una sfera edonistica in cui qualsiasi atteggiamento estetico è mosso dalla ricerca del piacere, inteso come bene sommo dell’uomo.

Ora, se condividete questa mia visione per cui il vino è a tutti gli effetti un’opera d’arte, vi suggerisco un’immagine più evocativa: il vino è l’organico di un’orchestra in cui madre natura e l’uomo creano una sinfonia irripetibile, la vigna il dietro le quinte, la cantina la fossa, l’enologo il direttore, il vino una sinuosa étoile, il decanter o la bottiglia il sipario, la tavola il palcoscenico. Nel momento in cui si apre il sipario sul palcoscenico, lo spettatore può vivere uno spettacolo unico nel suo genere, in cui si fondono specificità del momento, condivisione ed esplorazione organolettica. Il vino è anche la chiave di lettura più emblematica di un territorio, della sua cultura, delle persone del luogo. Per me è simbolo del viaggio, conserva in sé un racconto che soltanto chi crea riesce a trasferire con passione al consumatore.

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Ph. by Giulia Latini

Le infinite sfaccettature di un cru, dal territorio alla sua cultura, alle persone che lo abitano

A tal proposito, vorrei consigliare ai lettori una serie di esperienze enoturistiche da poter fare nel paese con il vino più buono del mondo, l’Italia (sono di parte, lo so). La nostra penisola conta da sola più varietà di vitigni di tutti gli altri stati del mondo messi insieme, un’informazione che può già dare un’idea della quantità di luoghi da scoprire, da nord a sud. Se a tutto ciò aggiungiamo che, negli ultimi anni, il concetto di ospitalità abbinata a contesti vitivinicoli sta avendo un’evoluzione importante, sia in termini di qualità che di offerta, vi esorto a un approccio più approfondito di questo meraviglioso settore. Il contatto con la natura, con i produttori e con l’enogastronomia emana un’atmosfera straordinaria e tante energie positive.

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Ph. by Giulia Latini

Iniziamo con la Franciacorta, ideale per viaggiatori charmant, amanti delle bollicine di qualità e del relax. Si può organizzare un soggiorno a L’Albereta Relais & Châteaux, dove rilassarsi e gustare la pizza gourmet de La Filiale di Franco Pepe. Consiglio di prenotare visita e degustazione nelle realtà locali più note come Bellavista e Ca’ del Bosco, se avrete fortuna vi capiterà di incontrare – rispettivamente – Vittorio Moretti e Maurizio Zanella, visionari che hanno reso questa terra famosa ovunque. Entrambe le aziende hanno opere d’arte al loro interno, come l’imponente Cancello Solare di Arnaldo Pomodoro a Ca’ del Bosco. Se doveste fermarvi per alcuni giorni, poi, sarà spontaneo andare alla scoperta di piccole realtà vinicole emergenti come, ad esempio, 1701 Franciacorta, la prima cantina biodinamica della zona. Vi ritroverete a passeggiare tra filari di chardonnay e pinot nero con la stessa leggerezza del perlage nel bicchiere.

Da Nord a Sud, gli itinerari enoturistici sulle tracce delle migliori etichette del Belpaese

Per i viaggiatori che preferiscono ambienti meno blasonati, suggerisco un passaggio lungo la costa marchigiana, dove si può alloggiare, senza troppe pretese, nell’azienda Fontezoppa, la cui proprietà è molto alla mano. Lì avrete modo di scoprire vitigni autoctoni come la vernaccia nera di Serrapetrona (il suo profilo aromatico richiama quello di un pinot noir borgognone, ma all’assaggio vi stupirà) o il verdicchio. Per quanto riguarda quest’ultimo, se siete in zona non potete non visitare Garofoli, impresa che coniuga armoniosamente tradizione ed innovazione da cinque generazioni. Se siete indecisi su dove mangiare, è d’obbligo una passeggiata al tramonto sul mare, ai piedi del monte Conero, per assaggiare i moscioli (frutti di mare, ottimi se abbinati a un buon verdicchio, appunto).

Le Langhe, place to be per ogni amante del vino

Per le persone col palato allenato, sempre in cerca di ristoranti stellati, un weekend tra Langhe e Monferrato è perfetto. Nelle prime, nonostante la bassa densità di popolazione, sono ben diciotto i ristoranti stellati e molte le cantine di spicco. La nebbia tra le colline vitate renderà tutto più mistico. Se dovessi indicare delle cantine dove degustare ottimi barbaresco e barolo, citerei anzitutto Gaja: Angelo Gaja è stato pioniere nell’intuizione delle potenzialità e dell’unicità di questi terreni, inimitabili quanto a composizione e clima, dove il nebbiolo si esprime in modo sublime.

La degustazione non è proprio economica, ma sappiate che ne vale decisamente la pena, fino all’ultimo centesimo, e viene tutto devoluto in beneficenza. Altra pietra miliare della zona è Conterno, un’eccellenza storica. Più abbordabili, ma con ottime produzioni, indirizzi quali Borgogno, Ettore Germano, Ceretto e Damilano. Per l’alloggio (considerato che vi auguro di spendere tutto in cibo e vino), la soluzione migliore può essere un appartamento.

Arnaldo Pomodoro opere
Cancello Solare, Arnaldo Pomodoro

In Toscana, per gustare le eccellenze enoiche della regione

Parlando ancora di ottimi rossi, ma rivolgendoci soprattutto agli appassionati di carne, scendiamo in Toscana, nel Chianti. Il panorama verde e i comuni della regione scaldano il cuore del visitatore, si respira subito aria di casa, sembra di essere dentro la sceneggiatura di un film con il migliore dei lieti fini. Il Sangiovese, nonostante la sua acidità, esprime tutto il suo carattere, come una bella donna dalla personalità decisa che mantiene, però, garbo e animo gentile. Si può fissare soggiorno e degustazione da Fontodi a Panzano in Chianti, non andate via senza aver aperto una bottiglia di Flaccianello, accompagnata da un taglio di carne dell’inimitabile Dario Cecchini.

Un’altra chicca è sicuramente la degustazione di olio di oliva da Felsina, prodotto rigorosamente con spremitura a freddo da cultivàr toscane. Se desiderate scoprire il perché della fama di altre eccellenze regionali, basta citare nomi altisonanti come Tenuta San Guido e Ornellaia a Bolgheri, o Biondi Santi a Montalcino, che meriterebbero un articolo intero. Per i viaggiatori desiderosi di uno spaccato di Toscana dai paesaggi più selvatici, che non intendono però rinunciare al comfort, posso suggerire due opzioni: la Maremma, con soggiorno al resort Terme di Saturnia SPA & Golf, con visita all’azienda Podernuovo a Palazzone di Giovanni Bulgari, oppure un soggiorno a Il Borro, struttura wine estate di proprietà di Ferragamo, in cui si possono fare molte attività oltre alle degustazioni guidate e l’organizzazione prevede meno impegno.

La Costiera Amalfitana, ideale (anche) per scoprire le chicche enologiche della zona

Nell’immaginario collettivo la wine experience è percepita come un’attività invernale. In realtà si tratta di un falso mito, che non rende giustizia alle numerose mete estive con ottimi vini bianchi autoctoni. La Costiera Amalfitana, tanto per fare un nome, attrae turisti da tutti il mondo per la sua bellezza: e se vi dicessi che ne sono parte integrante il buon cibo e il sole di una cantina sulla costa di Amalfi da togliere il fiato? Sto parlando di Marisa Cuomo, i cui vigneti si trovano su terrazzamenti e una viticoltura “eroica” consente ai grappoli di prendere tutto l’influsso marino possibile, rendendo il Fiorduva un fiore all’occhiello per il suo bouquet aromatico. Si può prenotare un pranzo con degustazione, scegliendo tra più possibilità di menù tipici, secondo me un ottimo regalo, anche solo per passare una giornata diversa, scegliete però con cura la persona con cui condividere un posto così speciale.

Le esperienze da vivere nel Mezzogiorno, dalla Campania alla Sicilia

Infine, la Sicilia, approdata – giustamente – nell’olimpo delle eccellenze vitivinicole riconosciute a livello internazionale; proprio per questo, vorrei parlarvi di un’area meno conosciuta per il vino, il Val di Noto. A Ispica, chiamata anche Spaccaforno dai suoi abitanti, c’è Riofavara, cantina biologica a conduzione familiare, che permette di alloggiare tra i suoi vigneti. Un posto davvero singolare per il vino, Nsajar, nato da un progetto di recupero di antiche varietà autoctone. La posizione del paese è strategica per spostarsi e scoprire tutta la Sicilia sud-orientale.

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Ph. by Giulia Latini

Per avere un quadro completo dell’enocultura locale, consiglio un aperitivo nella loggia dell’Enoteca Val di Noto: tra moscato bianco e nero d’Avola, avrete modo di sperimentare come, a seconda dello stile della cantina, questi vini possano esprimersi diversamente. Menzione speciale per un ristorante dove ho lasciato il cuore, davvero suggestivo, l’osteria rituale di Caro Melo a Donnalucata, forse una delle cene più sorprendenti della mia vita. Carmelo Chiaramonte è stato per molto tempo uno chef itinerante, ha una conoscenza della materia prima che non teme rivali. Vi consiglio di sedervi e lasciarvi sedurre dalla sua cucina geniale o, come direbbe lui, da “posto della gentilezza”.

Avrei molti altri luoghi di cui parlarvi, ma credo che come inizio possa bastare. Spero di avervi trasmesso anche solo la metà delle belle energie e della passione che questo mondo, a cavallo tra enologia, cultura ed edonismo, mi regala da anni.

Text by Giulia Latini @bionditudo

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