Amanda Campana, combattiva, consapevole, determinata (e bellissima)

Esile. Labbra carnose. Volto dai lineamenti delicati. Occhi acquamarina. A tratti la ragazza degli anime giapponesi, a tratti Valentina di Crepax ma bionda. E più leggera e divertente. È Amanda Campana. Attrice, nata a Carrara il 6 marzo 1997, per molti è la Sofia di Summertime, famosa serie Netflix. Su IG è @amanda.yr: «Sono le iniziali dei miei primi cani: Yaki, il mio primissimo cagnolino, è l’amore della mia vita che non c’è più. R sta per Rondo, un chow chow che ha mia mamma».

Amanda Campana
Trench Balenciaga, harness Moncler, over the knee boots Sergio Rossi

A Venezia sei stata premiata con il Next Generation Award per Suspicious Minds, non ancora in sala. Cosa hai provato?

Non mi aspettavo di arrivare a Venezia così presto. Poi, se mi guardo indietro, vedo che ho avuto una bella dose di fortuna, ma anche che in questi quattro anni ho lavorato con impegno. Alla fine sono semplicemente stata super grata. Anche perché c’era mio nonno che da una vita mi diceva “ti voglio vedere a Venezia prima di andarmene”. È stata una soddisfazione da poter dare alla mia famiglia.  Sono curiosissima di vedere il film. È uno dei progetti in cui mi sono sentita più sicura di me. Anche la storia mi è piaciuta tantissimo.

Su IG ti vediamo fare pole dance. A guardarti sembra naturale…

Non è semplicissimo. Prima di iniziare a fare pole dance facevo solo un po’ di yoga da autodidatta. Quando mi sono avvicinata al palo, l’ho trovato difficile. Serve molta forza nelle braccia, elasticità e sopportazione del dolore. Fa male. Sei su con l’attrito della tua pelle: è quello che ti fa tenere. Ma è talmente bello che ti scordi di quanto sia difficile e doloroso.

Amanda Campana attrice
Trench Balenciaga, harness Moncler, over the knee boots Sergio Rossi

“Secondo me il cinema non deve essere educativo, però è giusto rappresentare la realtà che dovremmo assorbire dallo schermo” 

E lo yoga?

Era un periodo in cui ero in conflitto con me stessa. Una fase della mia vita in cui non mi piacevo, non stavo bene con me stessa. Volevo qualcosa da fare a casa, ma non per dimagrire o tonificare. Sentivo il bisogno di qualcosa che mi connettesse col mio corpo.

Sei vegetariana: per scelta o ti hanno cresciuta così?

No, anzi. Mia nonna aveva la classica bottega di paese e vendeva carne. La mia era la famiglia toscana tradizionale dove si mangia carne. A 15 anni ho preso la mia decisione. Ho detto: “Ragazzi, non è stato bello, perché a me la carne non è mai piaciuta. Faccio una scelta per me stessa, per gli animali e per l’ambiente e smetto di mangiare carne e pesce”.  Ho scelto di non essere vegana per non complicarmi la vita. Se mangi fuori, devi essere flessibile.

Amanda Campana Summertime
Total look Fendi

È bello notare che le nuove generazioni vivono le loro scelte in maniera non conflittuale.

Sì, siamo pacifici. Abbiamo capito che la via della violenza e dell’arroganza, dell’aggressività, non porta da nessuna parte. Se imponi la tua idea a qualcuno, lo allontani. Cerco di rispettare le idee altrui anche quando ogni cellula del mio corpo vorrebbe non farlo. Però ho capito che la cosa migliore è evitare il conflitto.

Come hai iniziato a recitare?

Per caso. Dopo il liceo artistico non avevo progetti chiari. Ho iniziato a fare una scuola di trucco. Per un paio di anni ho fatto la truccatrice su set pubblicitari o fotografici. Poi ho cominciato io a fare da modella ai fotografi, finché una scuola di recitazione mi ha contattata per fare una prova in accademia. Da lì ho iniziato a fare i provini. L’anno dopo ero sul set di Summertime.

“Siamo una generazione che si batte, non viviamo sulle nuvole”

In rete ho letto che in Summertime rappresenti “la quota LGBT della produzione Netflix”…

È una frase sicuramente infelice, però penso che a volte il fine giustifichi il mezzo. Da tanti questa politica di Netflix, che ogni produzione debba avere un personaggio di una minoranza, è sempre vista come una forzatura. Secondo me il cinema non deve essere educativo, però è giusto rappresentare la realtà che dovremmo assorbire dallo schermo. E a volte c’è bisogno di una piccola spinta. Nella quotidianità ci sono persone di ogni colore e di ogni orientamento sessuale. Quindi, in questo momento, io mi impongo, quando produco, di rappresentare anche quella che consideriamo essere una minoranza. Se me lo impongo su tutte le produzioni, alla fine sarà l’abitudine. E a quel punto non ci sarà più bisogno di impormelo. Basta rappresentare una realtà che è già così.

Abbiamo una donna alla Presidenza del Consiglio che si fa chiamare al maschile. Che ne pensi?

Sono molto frustrata. A volte perdo le speranze perché questo governo non mi rappresenta, non rappresenta la mia generazione, i miei ideali e gli ideali e i diritti di molti. Per me è una grande sconfitta, come generazione e come donna. Per la prima volta abbiamo una figura così importante al femminile, totalmente vittima del patriarcato. A tal punto che vuole essere chiamata al maschile, come se, per avere un’importanza, tu debba essere un uomo.

“È difficile trovare qualcuno della mia età che non abbia delle ideologie forti e non si batta per difenderle. Siamo tutti molto coinvolti”

Hanno abbassato l’età per votare al Senato e abbiamo un Parlamento con un’età media che supera i sessant’anni…

Molti giovani sono fuori sede. Gran parte di noi non ha votato perché non poteva permetterselo. È inutile che abbassi l’età e poi non metti la gente nelle condizioni di votare. Ed è un peccato, perché in realtà siamo una generazione che si batte. È difficile trovare qualcuno della mia età che non abbia delle ideologie forti e che non si batta per difenderle. Siamo tutti molto coinvolti nel mondo che ci circonda. Non viviamo sulle nuvole.

Se toccano, anche in modo indiretto, la legge 194 sulla IGV, scendi in piazza?

Assolutamente sì… Sono avvelenata. Ma appena lo fai notare, i sostenitori di questa maggioranza ti rispondono che loro non vogliono toccare la 194. Senza rendersi conto che in questo momento per una donna è già molto difficile abortire in modo sicuro, serenamente, vicino a casa sua. Il problema non è cambiare la legge, ma anche non tutelarla dagli escamotage che in qualche modo già intralciano il diritto all’aborto.

E il viaggio più bello che hai fatto?

In quinto liceo con mia mamma, il suo compagno e il figlio del suo compagno. Siamo andati a Bora Bora. Un paradiso terrestre, ma per me ha avuto anche un altro significato. In quel periodo soffrivo di attacchi di panico. Prendere un aereo per arrivare dall’altra parte del mondo era impensabile. Però ce l’ho fatta. Attaccata al braccio di mia mamma tutto il viaggio. Mia mamma poi, per i miei 18 anni, mi aveva regalato un tatuaggio e io non l’avevo ancora fatto. Dicevo: voglio farlo quando effettivamente saprò cosa fare. Appena arrivata, ne ho fatto uno piccolo in stile polinesiano.

Amanda Campana intervista
Total look Antonio Marras

Credits

Talent Amanda Campana

Editor in Chief Federico Poletti

Text Alessia de Antoniis

Photographer Davide Musto

Production & styling Alessia Caliendo

Ph. assistant Valentina Ciampaglia

Stylist assistant Andrea Seghesio

Hair Kemon

Make-up Giulia Mariti @Making Beauty Management

Location ISFCI – Istituto Superiore di Fotografia

Special thanks to Verdefresco

Nell’immagine in apertura, Amanda Campana indossa trench Balenciaga, harness Moncler, stivali Sergio Rossi

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