Alaïa Avant Alaïa, l’incredibile esibizione a Parigi

Alaïa Avant Alaïa è l’esposizione inedita organizzata a Parigi dalla Fondazione che lo stilista tunisino ha creato qualche anno prima della sua morte. Il percorso espositivo esplora l’archivio della griffe tra immagini, bozzetti e capolavori dell’Haute Couture e del prêt-à-porter.

Dress to kill: lo stilista tunisino è considerato il maestro della sensualità; i suoi abiti erano talmente sexy che gli addetti ai lavori (e i suoi compratori) si soffermano sulla sensualità della modella piuttosto che sulla struttura dei capi e dei tagli in obliquo, che saranno la sua firma lungo tutta la carriera. Il suo motto è: “They old you tight and show you off” (“ti stringo bene bene e ti metto in vista”).


Ph. Stéphane Aït Ouarab

Lo scultore della moda fissa il suo talento nel lycra stretch, lavorando una silhouette che lascia ampia libertà di movimento sebbene stringa i fianchi e le cosce. Il segreto è tutto nel taglio. Le sue cuciture a forma di spirale allungano le gambe e alzano il sedere; stringono la vita e sostengono il seno. Per ottenere una grande performance, Alaïa studia e seziona le creazioni di Madeleine Vionnet e Balenciaga: due mostri sacri della sartoria.



A formarlo sarà anche il suo apprendistato nell’atelier di Guy Laroche, dove arriva carico di sogni e prospettive future dopo aver cucito gli abiti per la sorella Hafida e per l’amica Latifa Ben Abdallah.
Il jet set internazionale non impiegherà molto tempo a credere in lui. Infatti, prima ancora di fondare la sua casa di moda (1981), Azzedine cuce gli abiti per Greta Garbo, per l’attrice francese Arletty e per la poetessa Louise de Vilmorin. E ancora: Bettina, Rosemarie Le Quellec, Lison Bonfils, Claude Brouet, Nicole Crassat, Dominique Miceli, Melka Tréanton, Carlyne Cerf de Dudzeele e Carla Sozzani; tutte affascinate dal suo abito con zip che tanto piace alle francesi. Successivamente le sue creazioni saranno indossate da Tina Turner e dalla modella e cantante giamaicana Grace Jones che fa, del vestito jersey-stretch, la sua uniforme. Storico è lo scatto che ritrae lo stilista assieme alla modella Naomi Campbell; a lui, infatti, va il merito di aver contributo al successo della Venere Nera, credendo nelle sue potenzialità quando era solo una quindicenne.



Il suo talento si nutre anche di grande figure che lo affiancano lungo tutta la sua carriera: indispensabile è, infatti, l’amicizia con l’artista Christoph von Weyhe che incontra nel 1959 e con cui condivide la passione per l’arte e per i viaggi.

Azzedine morirà a Parigi all’età di 77 anni, il 17 Novembre 2017.

La mostra Alaïa Avant Alaïa, curata da Olivier Saillard, si concluderà il prossimo 23 ottobre 2022.

DART porta la prima esposizione di criptoarte al Museo della Permanente di Milano

In cover FABIO GIAMPIETRO, Metamorphosis – The Eye

Stiamo assistendo nel concreto agli effetti di una vera transizione digitale che si riflette in maniera rapida e decisiva su tutti i settori del nostro universo, a cui attribuiamo un valore, dal mondo dell’arte ai beni di lusso.  Metaverso e NFT sono i temi che hanno monopolizzato il dibattito culturale dell’era post pandemica o inter-pandemica – visto che ci siamo ancora dentro –  rivoluzionando definitivamente gli equilibri del collezionismo e del rapporto tra gli stakeholder del mondo dell’arte, complice la vendita della casa d’aste Christie’s di un’opera di Beeple “Everydays: the first 5000 days” per 69,3 milioni di dollari nel Marzo 2021, stabilendo un record assoluto per un’opera d’arte digitale e rendendo Mike Winkelmann (vero nome di Beeple) il terzo artista vivente più costoso mai andato all’asta.

Siamo nell’era dell’arte NFT – non fungible token – che certifica proprietà e autenticità di un’opera scritta su Blockchain.
La prima esposizione di arte collettiva NFT in Italia viene ospitata dal Museo della Permanente di Milano (aperta al pubblico fino al 6 febbraio 2022), da sempre adibito all’arte tradizionale, grazie all’ambizioso progetto curato da DART (Dynamic Art Museum) ideato da Piergiulio Lanza e realizzato insieme all’Arch. Riccardo Manfrin che hanno permesso la creazione del primo catalogo di criptoarte al mondo, facendola entrare nel circuito ufficiale della storia dell’arte.

La mostra 2121

La mostra, intitolata “2121” è stata creata grazie alla collaborazione di WRONG THEORY e di Alessandro Brunello (Co-Founder & Co-CEO dell’ExchangeBibipom.com), Alan Tonetti (Founder & CEO di TaoDust) e Serena Tabacchi, curatrice della collezione «Dystopian Vision» e direttrice del MoCDA, Museum of Contemporary Digital Art. .

L’esposizione prende vita in un percorso espositivo basato sull’interazione tra essere umano e opera digitale che in alcuni casi si tratta di una digitalizzazione dell’opera fisica. La mostra vede i principali esponenti del movimento Blue Chip (artisti già affermati nel settore degli NFT) e OG (acronimo per Old Guy, utilizzato per identificare i pionieri del campo degli NFT).
Una Tratto importante della Crypto Art, è che spesso gli artisti stessi si dedicano al collezionismo di opere NFT.
Una corrente che vede gli artisti connessi a livello globale alla continua ricerca di nuove sperimentazioni creative da condividere e collezionare.

Gli artisti in esposizione presso la mostra 2121 curata da DART

Tra gli artisti italiani Federico Clapis, Alessandro Bavari, Alessio De Vecchi, Andrea Chiampo, Mattia Giordano; Fabio Giampietro, Giovanni Motta, Davide Petraroli, Annibale Siconolfi, Andrea Bonaceto. E ancora tra i più acclamati e conosciuti artisti a livello mondiale: Aeforia, Lucas Aguirre, Alotta Money; Alpha Centauri Kid, Alessandro Bavari, Bakaarts, Billelis, Bored Ape Yacht Club, Gary Cartlidge, Coldie, Crypto Punks, Etienne Crauss, Mattia Cuttini, Dangiuz; Diewiththemostlikes, Donnoh, Dotpigeon, Jesse Draxler, Jan Hakon Erichsen, Eskalator, Frenetik Void Giant Swan, Mattia Giordano, Gmunk, Raf Grasseetti; Grebenshyo, Hackatao, Nate Hill, Janne, Jarvin, Trevor Jones; Matt Kane, Raphael Lacoste, Lushsux, Tim Maxwell, Neurocolor, Rare Pepe, Oveck Reyes, Robness, Sinclair, Six N. Five, Skygolpe, Fabiano Speziari, Thomas Strokes Iii, Toomuchlag; Pindar Van Arman, Vexx, Jonathan Wolfe, Xcopy, Xsullo, Ondrej Zunka, Sarah Zucke.

Piattaforme NFT e smart contract

I market place più noti dove è possibile introdursi nel mercato d’arte degli NFT e sono SuperRare, OpenSea, CryptoPunks, Nonfingible. Il valore delle opere acquistate sale molto più rapidamente rispetto al mercato tradizionale e – udite udite – per la prima volta gli artisti, all’interno di queste piattaforme, concludono le loro vendite ai collezionisti attraverso smart contract che vanno a stipulare in maniera assolutamente autonoma, andando a sostituire l’intermediario: una vera rivoluzione dal punto di vista dell’indipendenza dell’artista. Inoltre, a ogni suo passaggio di mano dopo la prima vendita, l’artista continua a percepire una percentuale, un diritto d’autore che vale per l’eternità.