Entre Amis, essenzialità pura per l’AI 2023-24

A Pitti Uomo 103, kermesse appena conclusasi in quel di Firenze, e poi durante la MFW Men’s, Entre Amis ha presentato la sua collezione uomo autunno/inverno 2023-24, che strizza l’occhio all’essenzialità; linee pure, nette, che definiscono una nuova serie di capi destinati a diventare evergreen del menswear.

Fondato a Napoli nel 2004, da quasi vent’anni il marchio porta avanti la migliore tradizione sartoriale italiana, trovando spazio in mercati internazionali come Giappone, Finlandia, Portogallo, Spagna, Corea del Sud e Svizzera. Diretto, dalla scorsa stagione, dal designer Ivan Tafuro, la nuova proposta Entre Amis, arricchita per l’occasione con nuove categorie (che affiancano il must assoluto del brand, il pantalone), è realizzata seguendo i principi più rigorosi dell’artigianalità.

Entre Amis autunno inverno 2023
Velluto millerighe per il nuovo completo del brand

Il marchio, infatti, adotta le tecniche più antiche della sartoria nostrana, perché il filo conduttore è sempre il tailoring. Ad esso si aggiungono, poi, la ricerca dei tessuti, la cura artigianale, l’attenzione meticolosa ai dettagli.
Tafuro firma una collezione che unisce vintage, sportswear e contemporary. Un esercizio non semplice che permette, però, di abbracciare un più ampio target di clienti.

La novità principale, in questo senso, è rappresentata dalla rivisitazione del completo maschile, che si ispira a uno stile più “workwear”, dall’appeal vintage, tipico delle vecchie uniformi. Per il direttore creativo della griffe, l’obiettivo è quello di “esprimere un’identità attraverso la moda“.

Entre Amis brand
Outfit Entre Amis dalla linea comoda, over

Un nuovo concetto di abito per Entre Amis

Nasce, così, un nuovo concetto di abito, composto da overshirt e pantalone, quest’ultimo realizzato in tre modelli, nelle versioni wide e carrot fit con pinces. La collezione è studiata per essere indossata sia in versione coordinata, sia lasciando al cliente la possibilità di costruire un layering personale.

Anche la proposta dei tessuti incarna l’evoluzione estetica di Entre Amis, combinando codici del passato a soluzioni contemporanee. Si passa perciò dal velluto 500 righe, con uno speciale trattamento di tintura dripping in pezza, al denim black con una stampa camouflage embossed, dall’aspetto jacquard. Tra le novità, per quanto riguarda i materiali, un filato armaturato con stampa flock e una resca tinto filo, che richiama le peculiarità dei capi su misura, dal sapore antico.

Entre Amis pantaloni
Stile workwear dall’estetica vintage


Tra le lavorazioni, di grande valore e complessità, l’agugliatura dégradé manuale, impiegata nella realizzazione di una overshirt, nella versione in denim black e quadro in lana.
La palette cromatica, infine, include i toni dell’off white, navy blue, nero e khaki, ponendo l’accento su due tonalità in particolare, entrambe evocative di Napoli (città in cui il brand affonda le sue radici), ovvero coccio e blu elettrico.

La moda sostenibile non è più un’utopia

Qualche tempo fa avremmo storto il naso nell’associare la moda al termine sostenibile eppure oggi, attraverso tecniche innovative e una maggiore sensibilità al tema, la sostenibilità è una pratica ben assodata.

Una conferma arriva direttamente da Pitti Uomo 103, la kermesse fiorentina appena conclusa. Un’edizione che ha visto un incremento di buyer con quadruplicati, a conferma che le paure economiche e sanitarie della pandemia sono state lasciate alle spalle.

Gli esempi eco-friendly, a Pitti, sono davvero tanti. Vediamo assieme qualche novità esclusiva nel menswear.

La cipolla può tingere un tessuto? Assolutamente sì. Tessuti pregiati possono intingersi di scarti produttivi alimentari: la buccia di cipolla, di noci, semi di melograno e te nero diventano, infatti, tinte naturali ad alte prestazioni. L’idea è del marchio Pintorie che lascia esiccare i semi, per 15 giorni, direttamente sui filati per trasferirne i colori. Il risultato? È un pattern sorprendente.

moda sostenibile
Il tessuto tinto con semi naturali di Pintorie

Oggi scopriamo che anche il denim può essere sostenibile. Tra i tessuti più inquinanti, per poter produrre un paio di jeans si stima sia necessario impiegare almeno 3.800 litri d’acqua. Come sostenuto da un’indagine di AGI, “La produzione del tessuto denim, per la realizzazione dei tanto amati jeans, assorbe circa il 35% di tutta la produzione mondiale di cotone“. Con Pure Denim, però, le cose cambiano, eccome. Il marchio milanese presenta il cupro Bemberg, la fibra rigenerata prodotta dalla giapponese Asahi Kasei. A pelo raso, in origine era utilizzata per fodere e nell’abbigliamento sportivo. Per applicarlo alla moda si utilizza un finissaggio d’indaco a basso impatto ambientale con un risparmio di acqua pari al 95%.

Il cupro di PureDenim

Anche gli accessori sono green, anzi, 100% eco-sostenibili. TBD Eyewear utilizza  lenti bio-based e biodegradabili e le montature sono realizzate in bio-acetato con formulazione a base di cellulosa estratta dalle fibre del cotone e del legno. Persino la custodia è 100% eco-sostenibile. La scatola, infatti, è in cartone riciclato, garantito FSC; la custodia rigida, che conserva e protegge gli occhiali da vista o da sole, è all’esterno in cotone riciclato nel tipico verde TBD Eyewear mentre all’interno è rivestita in PET. Anche il panno in microfibra è in plastica completamente riciclata. Un altro passo gentile verso il mondo 100% ecosostenibile, 100% artigianale. A Pitti Uomo 103, Fabio Attanasio e Andrea Viganò presentano, inoltre, due nuovi modelli: Madras e Tela: esotici, glamour e, soprattutto, eco.

E.Marinella e Barilla, i nuovi francobolli dedicati al Made in Italy

Due eccellenze del nostro Paese, premiate con due francobolli dedicati al Made in Italy. È così che il Governo italiano, con il suo portavoce, il ministro Adolfo Urso, rende tributo a imprenditori che, nel corso della loro vita, hanno contribuito a dare lustro al “fatto a mano in Italia”. Maurizio Marinella, dell’omonimo brand specializzato in cravatte artigianali, e la famiglia Barilla ricevono i francobolli appartenenti alla serie tematica “Le eccellenze del sistema produttivo ed economico”.

Marinella francobollo

Il 6 dicembre del 2022 è stato un giorno di grande emozione per Maurizio Marinella, che racconta: “Siamo molto orgogliosi di non aver mai smesso di tenere strette le redini del marchio di famiglia, che arrivato alla quarta generazione, con mio figlio Alessandro, continua a dare risultati e soddisfazioni, a noi e al nostro team, sempre più elevate. Il francobollo E.Marinella rappresenta un traguardo ineguagliabile, e la dimostrazione di aver svolto correttamente e con tenacia il proprio lavoro”.

Di recente, l’imprenditore partenopeo ha ricevuto un altro ambito premio, nella specifico nella categoria Fashion & Style dei premi voluti da Forbes, ossia i Ceo Italian Awards 2022. Una storia, quella della bottega napoletana inaugurata agli inizi del Novecento (per l’esattezza nel 1914), che trova nuovo slancio grazie agli eredi del fondatore Eugenio, Maurizio, appunto, e Alessandro, che hanno traghettato l’azienda verso un successo di livello internazionale, conquistando mercati extraeuropei come Stati Uniti, Inghilterra e Giappone.

Barilla francobollo
Il francobollo dedicato a Barilla

Doppia celebrazione, invece, per Barilla, che quest’anno spegne ben 145 candeline. All’anniversario si aggiunge, infatti, il riconoscimento del Governo, con un francobollo tematico che elogia il lavoro delle aziende tricolori più virtuose. Fondata a Parma da Pietro Barilla, il marchio ha rifondato le abitudini a degli italiani a tavola, seguendo la tradizione e, al tempo stesso, guardando al futuro con prodotti realizzati da materie prima di altissima qualità.

Nell’immagine in apertura, Maurizio Marinella (a destra) col figlio Alessandro

XMAS FACTORY, The Mall Firenze: lo shopping emozionale

Fino all’8 gennaio 2023, The Mall Firenze celebra le festività natalizie con Xmas Factory, in pieno vintage mood.

L’esclusiva fabbrica fiorentina con decorazioni avvolgenti e atmosfere ovattate conduce in tempi passati che riscoprono il piacere delle feste. A partire dall’ingresso, abeti rossi e frecce segnaletiche ci catapultano in un wunderkammer decorato da caroselli, ghirlande, Schiaccianoci e palle di vetro: un angolo incantato dove rilassarsi, giocare e confezionare gli acquisti con carta da
regalo e sticker ad hoc. A pochi passi si possono ammirare le bellezze di Dream Room, uno spazio infinito e ammaliante, fatto di cascate di sfere argentate, paillettes ed effetti sonori per un’esperienza immersiva e social impareggiabile.

The Mall Luxury Outlets, l’allestimento natalizio nella sede di Firenze

XMAS FAXTORY è anche food. All’interno di The Mall Luxury Outlets, infatti sono state organizzate aree ristoro per un lunch analcolico alla frutta e cannella, ideato per deliziare sia grandi sia piccini.

Il lusso firmato The Mall Luxury Outlets: da Firenze a Sanremo, la destinazione esclusiva per il vostro shopping

The Mall Luxury Outlets non è un semplice polo del lusso a prezzi ragionevoli ma anche un luogo dove si possono scoprire nuove esperienze ed emozioni uniche. Una fuga dalla quotidianità unendo il mondo della bellezza alla scoperta del territorio con il suo fascino attraverso collegamenti via terra ben organizzati.

Le esperienze offerte da The Mall Luxury Outlets sono varie e spaziano da avventure adrenaliniche come un giro in Ferrari o in elicottero seguendo il mare cristallino, alla possibilità di immergersi nel panorama dei colli fiorentini partecipando ad un mini-safari in una delle più importanti fattorie di Firenze.

O ancora: navigare in barca a vela per ammirare la meravigliosa costa ligure prima di dedicarsi allo
shopping, o scoprire insieme a chef esperti i segreti dei manicaretti toscani e liguri grazie a svariate
culinary classes.

L’atmosfera natalizia al The Mall Firenze


Un’ampia gamma di brand e collezioni presentate durante le passate sfilate delle più prestigiose Settimane della Moda internazionali animano lo spazio di The Mall Firenze e The Mall Sanremo. Tra i marchi di lusso troviamo: Alexander McQueen, Balenciaga, Bottega Veneta e Celine. E poi: Dolce&Gabbana, Fendi, Giorgio Armani, Givenchy, Gucci, Roberto Cavalli, Saint Laurent. E ancora: Tom Ford, Valentino e Versace, solo per citarne alcuni.

Le opere di Enrico Dicò in mostra a Milano

È tra gli artisti pop più seguiti del momento, amato da celebrità e nomi di rilievo dell’art world. Enrico Dicò arriva a Milano con un’imperdibile mostra, dedicata alle sue opere più famose.

Dopo Dubai, Miami, Porto Cervo e Roma, le opere dell’artista del fuoco (com’è soprannominato), amato dalle star di Hollywood, approdano nella città lombarda a partire dal prossimo 1 dicembre 2022, e potranno essere ammirate sino al 31 dello stesso mese.
Una galleria temporanea, allestita in corso Garibaldi, cuore pulsante delle attività culturali milanesi, ospiterà dunque gli artwork di un talento di caratura internazionale, ritenuto uno dei massimi esponenti della pop art contemporanea. Basti pensare, del resto, che la sua particolare tecnica di combustione gli è valsa, oltreoceano, la denominazione di The Fire Artist.

Enrico Dicò opere
Un’opera di Dicò raffigurante Gandhi

Enrico Dicò quadri
Enrico Dicò, Popeye

Enrico Dicò artista
Topolino in un’opera di Enrico Dicò

L’arte di Enrico Dicò

La tecnica di Dicò si basa, essenzialmente, sull’accostamento tra stampe, materiali rinvenuti dai contesti urbani ed elementi appartenenti a icone mondiali dell’immaginario neo-pop. Tra i protagonisti delle sue tele si possono infatti annoverare personaggi storici, star hollywoodiane e protagonisti di celebri cartoon, da Gandhi a Popeye passando per Joker, Marilyn Monroe, David Bowie e Albert Einstein. Personalità che, indubbiamente, hanno scritto la storia contemporanea, e vengono da lui rappresentate con una particolare tecnica di combustione di lastre di plexiglas adattate sull’opera. Su di essa sono inserite luci a led in grado di comporre un effetto unico e dinamico di immagini, luci e corrosioni materiche.

Le sue creazioni sono entrate nelle abitazioni di big del cinema, e non solo. A stimare la sua attività artistica sono, tra gli altri, Morgan Freeman, Dustin Hoffman, Lionel Richie, Sylvester Stallone, Penélope Cruz, Javier Bardem, Keanu Reeves. Persino Papa Francesco ha ricevuto, dalle mani dello stesso artista, durante un evento tenutosi in piazza San Pietro, un’interpretazione di Cristo.

Vittorio Sgarbi, una delle voci più autorevoli in tema di critica d’arte in Italia, descrivendo il suo lavoro spiega come l’artista romano “da una parte, rivela una concezione pragmatica dell’arte, per cui quello che conta è l’oggetto che riesci a elaborare, non ciò che agiti attorno a esso, dall’altra conferisce all’atto della bruciatura una connotazione che, pur esente da afflato mistico, è comunque di natura materiale, di spiritualità aggiunta, sovrapposta, verrebbe da dire, aumentata, trasferendo nell’oggetto, così modificato, un’impronta indissolubile della propria personalità”.

La live performance dell’artista a Milano

Durante la serata di inaugurazione della mostra, l’artista si esibirà in una live performance con il fuoco, davanti agli avventori. Per tutto il mese di dicembre sarà possibile, inoltre, immergersi tra le luci e i colori delle opere del Fire Artist e, volendo, acquistare le opere direttamente all’interno della galleria.

Dsquared2 e Honda, la capsule che non ti aspetti

È stata lanciata l’8 novembre, in anteprima a EICMA (Esposizione Internazionale delle due ruote, in programma dall’8 al 13 novembre), l’attesa capsule collection firmata Dsquared2 e Honda: lo streetwear di lusso che incontra le due ruote; il risultato, date le premesse, non può che sorprendere.

Una collab che unisce lo streetwerar “elevato” del marchio milanese e i codici dell’azienda giapponese

La primavera/estate 2023, con questa collab, va a tutto gas. I gemelli Caten firmano una nuova era dell’attitude street del marchio fondato negli anni Novanta a Milano, siglando una collezione limitata con l’azienda automobilistica e ciclistica giapponese.

Un guardaroba anticonvenzionale, quello concepito dalla griffe milanese, che mette in evidenza il logo alato di Honda declinato in rosso o bianco e coppie di strisce che si fasciano attorno alle maniche, ai pantaloni o ai cappelli da baseball. Anche l’immancabile giubbino da motociclista presenta dettagli con le ali rosse, un paio di stripe bianche e verdi e bianche e blu, e la scritta Honda nera su bianco che corre dal polso al gomito su una manica, il logo DSQ2 sull’altra.

Dsquared2 Honda cap
Il cappello da baseball della capsule, declinato anche nelle tonalità del rosso e nero (ph. courtesy of Dsquared2)

Lo stesso motivo è ripreso sulla giacca dallo stile classico, realizzata in suede nei toni della pelle marrone, bianca o nera, con collo tondo con chiusura a borchie e tasca diagonale a vista con zip.

La collezione, inoltre, comprende anche la felpa bianca con cappuccio con ala e scritta Honda rossa, ripetuta su una T-shirt in diversi colori; una canotta bianca; un top in jersey nero dal taglio raglan morbido con maniche in pelle, completamente impreziosite dai loghi Honda e strisce; cappellini da baseball, disponibili in diverse tonalità.

Dsquared2 capsule Honda
Ph. courtesy of Dsquared2

Dsquared2 Honda collezione
Ph. courtesy of Dsquared2

Honda Dsquared2
Ph. courtesy of Dsquared2

Immancabile, infine, il denim, vero caposaldo delle collezioni Dsquared2; lo ritroviamo su una giacca in jeans con zip, su un paio di jeans a gamba dritta e uno short. Tutti i modelli sono realizzati in denim elasticizzato blu con lavaggio vintage o in denim toro nero.

La capsule collection Honda X Dsquared2 sarà disponibile nelle boutique e sul sito del brand italo-canadese, oltre che in selezionati rivenditori internazionali a gennaio 2023.

Nell’immagine in apertura, un baseball cap della collezione Honda x Dsquared2 (ph. courtesy of Dsquared2)

Moda e sostenibilità: l’eccellenza di E.Marinella

Moda e sostenibilità non è solo un’utopia ma impegno profuso per ottenere ottimi risultati nella lotta contro l’inquinamento causato dall’industria del fashion system. È il caso di E.Marinella, il marchio napoletano premiato da Forbes tra le 50 etichette che hanno migliorato la loro performance produttiva grazie ai vari progetti portati avanti, in questo caso, da Alessandro Marinella.

E.Marinella è un’eccellenza del Made in Italy già dal giorno della sua fondazione, nel 1914, per intuizione di Eugenio Marinella. La sartoria, che sorge più precisamente a Riviera di Chiaia (Napoli), crea accessori rigorosamente lavorati a mano, per veri gentleman. Famosissima nel mondo per le sue cravatte in seta, lavorate artigianalmente, la griffe da pochi anni si è estesa anche alla moda donna proponendo, sul mercato, abbigliamento e accessori per lei.

Moda sostenibile. Gli occhiali realizzati per TBD Eyewear

FORBES SUSTAINIBILITY AWARD 2022, E.Marinella scala la classifica

Kon Group e Credit Suisse premiano le 100 imprese italiane che hanno raggiunto i più alti rating esg. e per il secondo Sustainability Award, promosso con la media partnership di Forbes, che ha assegnato l’11 ottobre un riconoscimento anche alle 50 aziende che più hanno migliorato le loro performance. Tra queste c’è anche E.Marinella. A convincere la giuria, l’impegno del marchio italiano nel proseguire la corsa per la sostenibilità. Diversi sono i progetti in questo senso, a partire dalla capsule collection di occhiali realizzata in collaborazione con TBD Eyewear: occhiali sostenibili realizzati in bio-acetato, materiale biodegradabile e riciclabile al 100%.

Le prime cravatte al mondo in fibra di arancio

E ancora, la limited edition in partnership con Orange Fiber, di cravatte, pochettes e foulards,  che ha brevettato e produce il primo tessuto sostenibile di agrumi al mondo. Ma non finisce qui. Il packagingrealizzato con Pplaneta BioD con la scelta di un cellophane in materiale biodegradabile al 100%; un nuovo film di plastica di polipropene della Oben Group, azienda leader nel settore con l’obiettivo di porre rimedio al problema dell’inquinamento da rifiuti non gestiti in un corretto processo di riciclo, con la capacità di biodegradarsi in circa 3 anni dalla sua vita utile. E infine, ma non per ultimo, le collaborazioni con la Croce Rossa Italiana e con Umberto Veronesi per finanziare la ricerca per la prevenzione.

Festival di Hyères, i premi assegnati della 37° edizione

Si è conclusa la 37°edizione del Festival di Hyères, tenutasi dal 13 al 16 ottobre 2022 presso Villa Noailles, nel cuore della Costa Azzurra. Le mostre correlate, invece, saranno visitabili sino al prossimo 27 novembre.

Dal 1986 la rassegna ha promosso e sostenuto i giovani fashion designer internazionale, aprendosi dal 1997 anche a fotografi e videomaker emergenti. Infine, dal 2016, il festival riconosce anche l’impegno dei giovani talenti degli accessori. Riconosciuto come il più antico concorso di moda rivolto ai giovani professionisti, molti sono i soci sostenitori del Festival: da Chanel, le19M, Première Vision, LVMH, Hermès, Mercedes-Benz, American Vintage; Fédération de la Haute Couture et de la Mode, le Défi, Galeries Lafayette, L’Atelier des Matières.

La locandina del Festival di Hyères

Categoria fashion designer: giuria e finalisti

La giuria, composta da Glenn Martens (il presidente), Christa Bösch e Cosima Gadient, Max Colombie, Ursina Gysi, Frederik Heyman; Tiffany Hsu, Ifeanyi Okwuadi, Sevdaliza e Eugénie Trochu hanno premiato con le19M Métiersd’art Prize e il MercedesBenz Sustainability Prize. Il Grand Prix of the Jury Première Vision è andato a Jenny Hytönen; Il 19M Métiersd’art Prize è stato assegnato a Valentin Lessner al quale va anche il MercedesBenz Sustainability Prize. L’Atelier des Matières Prize va a Sini Saavala. Il Public Prize – City of Hyères va a Jenny Hytönen.

Valentin Lessner

Jenny Hytönen (Finlandia) – Moda Unisex;
Alix Habran Jensen (Francia – Danimarca) – Womenswear;
Valentin Lessner (Germania) – Menswear;
Alizée Loubet and Fernando Miró (Francia e Brasile) – Menswear;
Priss Niinikoski (Finlandia) – Womenswear;
Sini Saavala – (Finlandia) – Womenswear;
Antonia Schreiter (Germania) – Moda Unisex;
Lora Sonney (Francia) – Womenswear;
Tim Suessbauer (Germany) – Menswear;
Juha Vehmaanperä (Finlandia – Menswear.

Photography Competition

Per la categoria dedicata alla fotografia, la giuria è stata presieduta da: Pierre Debusschere (il presidente), Matthieu Blazy, Rebecca Cuglietta, Carlijn Jacobs, Alastair McKimm, Pauline de Montferrand, Pieter Mulier, Evelyn Simons, Emma Charrin & Olivier Muller.

Maison CHANEL collabora con il Grand Prix della giuria della fotografia assegnando un contributo di 20.000 euro al vincitore. Bottega Veneta ha scelto di collaborare con il Festival de Hyères per la prima volta quest’anno. La Casa di moda mira a sostenere la creatività in tutte le sue forme, premiando il vincitore del Gran Premio di Fotografia con l’opportunità di collaborare su uno di loro campagne. Tra i premi, Special Mention of the photography Jury è andato alla francese Adeline Care e l’American Vintage Photography Prize a Chiron Duong. Il Public Prize City of Hyères è stato aggiudicato da Rala Choy.

Uno scatto di Chiron Duong

Tra i finalisti:

Axel Auréjac (Francia);
Alex Avgud (Russia);
Christopher Barraja (Francia);
Clara Belleville (Francia);
Adeline Care (Francia);
Rala Choi (Korea);
Chiron Duong (Vietnam);
Emma June Roze (Belgio);
Mathilda Olmi (Svizzera);
Eleonora Strano (Francia – Italia).

Accessory Competition

La competizione dedicata agli accessori è stata presieduta dalla giuria: Aska Yamashita (presidente), Mathieu Bassée, Alexandre Blanc, Eloi Chafaï, Yasmine Eslami, Émilie Hammen, Gianpaolo Pagni, Capucine Huguet. Il Grand Prix of the Accessory Jury è andato a Joshua Cannone; l’Hermès Fashion Accessories Prize è stato portato a casa da Lola Mossino & Indra Eudaric che si aggiudicano anche il Public Prize – City of Hyères.

Un gioiello firmato Lola Mossino & Indra Eudaric

Tra i finalisti:

Mélissa Café (Svizzera) – Mixed, bags;
Joshua Cannone (Francia) – Menswear, bags;
Scylia Chevaux (Francia) – Mixed, leather goods, shoes and jewels;
Adèle Dendaletche (Francia) – Mixed, shoes;
Justine Gévas (Francia) – Womenswear, shoe accessories;
Louise Leï Wang (Svizzera) – Mixed, jewels;
Lee Le Prunennec (Francia) – Mixed, bags;
Lola Mossino & Indra Eudaric (Francia) – Womenswear, jewels;
Bérénice Noël (Francia) – Womenswear, jewels;
Lisa van Wersch (Germania) – Womenswear, bags.

Nell’immagine in copertina, la collezione di Jenny Hytönen, vincitrice del Grand Prix del festival

Milano Wine Week 2022,”il vino con Milano intorno”

Un palinsesto ricco di iniziative per raccontare ad appassionati, opinion leader e operatori del settore internazionali tutte le novità sul vino: la Milano Wine Week 2022 chiude con successo, in attesa della prossima edizione.

Una “non-fiera” dalla vocazione ancora più internazionale, organizzata in una delle città maggiormente rappresentative delle eccellenze del Made in Italy. Gli amanti del vino si sono dati appuntamento nel capoluogo lombardo per una 9 giorni intensa, dedicata alle eccellenze del territorio.
L’edizione 2022 si è caratterizzata per un format dall’approccio fortemente immersivo, che avvicina i consumatori al mondo alle aziende vinicole attraverso varie iniziative, dalle degustazioni ai workshop, dagli eventi speciali alle challenge a tema.

Milano wine week 2022
Un momento della Milano Wine Week

La manifestazione ha coinvolto tutti i centri nevralgici di Milano, a partire da Palazzo Bovara, polo di riferimento nell’ambito business, a cui si affianca il nuovo hub di Palazzo Serbelloni, che ha accolto le principali iniziative rivolte al pubblico dei consumatori, dando vita al nuovo asse portante di Corso Venezia, Wine Street di MWW 2022. Nati come presidi dei consorzi nei più rilevanti quartieri milanesi, sono tornati anche i Wine District, che quest’anno sono stati sei.

Palazzo Serbelloni: un nuovo hub per il grande pubblico

Il palinsesto di MWW 2022 ha coinvolto l’intera città con degustazioni, speciali appuntamenti tematici, concerti e molto altro ancora. Ha accolto nella propria grande corte – trasformata nel Wine Court della kermesse – il MWW Dome, nel quale sono stati ospitati workshop, eventi di intrattenimento, talk, aperitivi. Anche l’Enoteca di Milano Wine Week ha occupato uno spazio della corte, con una grande area dedicata al tasting, dove è stato possibile degustare un’ampia gamma di referenze con il supporto di sommelier ed esperti. Nella corte del Palazzo, inoltre, è stata allestita Casa Mipaaf: una tensostruttura presieduta dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Milano wine eventi
Tavola dei Vignaioli, La Polastra (ph. by Andrea De Gennaro)

“La Milano Wine Week è ormai diventata un appuntamento che si è consolidato negli anni e, allo stesso tempo, in ogni edizione cerca di innovarsi e di sperimentare”, ha affermato il sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari e forestali Gian Marco Centinaio. “È un modo diverso per far conoscere e apprezzare ai consumatori il mondo del vino. La principale caratteristica della manifestazione resta il suo stretto legame con tutta la città e il territorio circostante, e in questo senso esprime appieno anche le potenzialità dell’enoturismo. L’Italia del vino è leader a livello mondiale, non solo per quanto riguarda l’aspetto della produzione ma anche per quello qualitativo. Eventi come la MWW sono un’occasione sia per coinvolgere operatori internazionali del settore, sia per valorizzare e promuovere i nostri prodotti di qualità sul mercato italiano”.
Numerosi, come detto, gli eventi, tra cui tre appuntamenti speciali realizzati in collaborazione con altrettanti supporter della settimana del vino: Masottina, Leone Alato e Cuvage.
Sempre Palazzo Serbelloni, poi, ha ospitato il Wine Generation Forum e il convegno Habitat – Wine Sustainability Forum.

I Wine District

I distretti del vino, in quest’occasione, sono stati come anticipato sei, dislocati nei luoghi meneghini di maggior interesse, nello specifico:
– Sempione-Arco della Pace: Consorzio dell’Asti Spumante e Moscato d’Asti DOCG District 
Brera: Consorzio di Tutela Lugana DOC District
Porta Venezia: Medways District
– Navigli: Chianti Lovers District
– Porta Romana: Colli di Parma Wine District
Eustachi-Plinio: Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

Un unico progetto ha riunito i quartieri iconici di Milano, dove i cittadini sono stati invitati a scoprire una moltitudine di iniziative dedicate, tra installazioni, eventi immersivi e walk around tasting, oltre a una serie di cene con i singoli produttori.

MWW Business

Oltre 50 gli appuntamenti riservati a professionisti dell’Ho.re.ca, buyer e stampa, tenutisi a Palazzo Bovaro; per loro, la Milano Wine Week ha pensato a momenti di formazione, networking e confronto tra player del settore, oltre che masterclass nazionali e internazionali con insider giunti da New York, Houston, Chicago, Toronto, Londra, Shenzhen, Tokyo, Hong Kong, grazie al supporto di ICE-Maeci.

Con gli MWW Awards, giunti alla seconda edizione, sono state invece premiate le migliori selezioni vinicole d’Italia sia nel settore della somministrazione, con il Premio Carta Vini, che in quello della distribuzione con il Premio Wine Retail.

Milano wine week awards
Milano Wine Week Awards 2022 (ph. by Andrea De Gennaro)

I progetti speciali della Milano Wine Week 2022

Tra gli eventi speciali si possono citare, tra gli altri, Wine Escape Room (in collaborazione con Winelivery), Champions Wine, Milano Wine Club, Milano Wine List; e ancora, Romania through grapes and glasses, presentato da Carrefour Romania; Wine Boat del Consorzio Chianti; Wine Bus; Marathon Cantina Urbana; Calici Urbani; i concerti Candlelight.

wine boat Milano 2022
Wine Boat

wine bus Milano
L’interno del Wine Bus

Oltre 300, inoltre, le etichette disponibili per la degustazione dell’evento Wine Cube di Partesa, svoltosi allo Spazio Antologico di via Mecenate.

Wine club Milano 2022
Partesa Wine Cube – Spazio Antologico

Slow Wine, infine, ha presentato la nuova edizione della Guida, dando la possibilità di degustare le etichette selezionate in un grande banco d’assaggio presso Superstudio.

Vocast, l’innovativa tech company si espande in Italia

Una piattaforma al servizio dei brand di lifestyle, moda e beauty: Vocast, la tech company danese che dà sostegno agli imprenditori italiani. Il progetto nasce con uno scopo ben preciso: presentare contenuti digitali e materiali di comunicazione con un taylor made method e un’ interfaccia di design ai partner, ai media e alla stampa.

Jens Hamborg Koefoed

Alla conquista della moda

Fondata nel 2007 a Copenaghen dall’ex giornalista danese Jens Hamborg Koefoed, ben presto si espande a Berlino e Stoccolma e oggi si appresta a conquistare anche il mercato italiano. In continua crescita, attualmente il software è utilizzato da oltre 500 marchi in tutto il mondo, alcuni molto famosi nel fashion system come Versace, Ganni e ancora: WoodWood, Salvatori, ex.it, Samsøe Samsøe, Karakter, HAY, &tradition e Menu.

Il duro lavoro e la perseveranza ripagano di tutti gli sforzi e il risultato ottenuto da Koefoed è evidente: VOCAST è, infatti, partner ufficiale della Copenhagen Fashion Week, della Swedish Fashion Association, del British Fashion Council, del Fashion Council Germany, della Stockholm Furniture and Light Fair e di OsloRunway.

Adesso, il proposito è un altro. Dopo aver constato una crescita organica, dal 2019, pari al 50% (con un traffico mensile stimato a 3.000.0000 di visite), il progetto si propone di rivoluzionare e perfezionare il marketing digitale, offrendo uno strumento di facile consultazione, esteticamente accattivante e in grado di comunicare con un’ unica piattaforma a livello internazionale, attraverso quattro pilastri.

I quattro pilastri che hanno portato al successo VOCAST

-Il digital showroom che abilita i brands a presentare visivamente le proprie collezioni, e dà la possibilità di condividere e far scaricare immagini di campagne, clippings, immagini di lookbook e materiali video.

-Una nuova funzione di invio, che offre ai brands la chance di creare ed inviare press release personalizzate e newsletter in tempi brevissimi.

-Liste di contatti internazionali che includono influencer, editor, giornalisti e altri stakeholder rilevanti per il settore.

-Uno strumento di reach intelligence che analizza e raccoglie i dati su chi stia visitando lo showroom digitale, chi siano i più assidui downloader, da quale parte del mondo provengano, quali file siano le più popolari e quali creino maggior traffico.

Il commento di Jens Hamborg Koefoed

Prima di internet e dei social media, i brand si affidavano ad un piccolo gruppo di editors per il posiziona-mento del loro brand e per comunicarlo ai mercati. Oggi un brand è definito dai suoi contenuti ed utilizza un mix di media tradizionali, social media, influencers e retailers che veicolano lo storytelling del brand. Per questo motivo, il materiale da condividere si è moltiplicato. Questo è uno dei motivi per cui il content marketing è in forte espansione oggi, ed è per questo che i brand si rivolgono a noi per ottenere uno strumento adatto con cui lavorare”, dichiara Jens Hamborg Koefoed – co-founder di VOCAST.

Venice Fashion Week: sostenibilità, moda e mestieri d’arte

Segnate questo appuntamento in agenda: dal 19 al 29 ottobre torna, a Venezia, la Venice Fashion Week, dieci giorni di moda, sostenibilità e mestieri d’arte.

In laguna tornano dunque sfilate, mostre e conferenze, per una kermesse inedita, dal format ricco di eventi e novità. Il focus è, come sempre, sulla moda sostenibile e i mestieri d’arte. Tra le novità Ornamenti, il salone degli accessori di design e artigianali, a Palazzo Sagredo dal 26 al 28 ottobre.

Jacopo Ascari - Illustrazione VFW 2022
Illustrazione di Jacopo Ascari per la VFW 2022

La lunga settimana della moda veneziana mette in risalto la moda e i mestieri d’arte del Veneto, creando un ponte comunicativo (e di crescita professionale) tra gli artigiani del luogo e i designer internazionali.

La laguna, che pullula di artisti di vario genere (molti dei quali riconosciuti a livello internazionale per la perizia nella lavorazione del vetro di Murano), offre un variegato punto di vista su tutte le sue maestranze.

La Serenissima ha un valore universale e un patrimonio inestimabile di tecniche artigianali e talenti, tra antiche tessiture, atelier sartoriali, studi di design, botteghe e laboratori. Organizzata da Venezia da Vivere, la manifestazione nasce in città nel 2013 per promuovere l’artigianato come valore per il futuro del pianeta. 

Venice Fashion Week 2022
Alto Artigianato Venezia (ph. by Marta Formentello)

Venice Fashion Week
Backstage all’Hotel Excelsior de Le Mani Sapienti, VFW 22 (ph. by Marta Formentello)

Venice Fashion Week 2022: continua l’impegno green

L’edizione 2022 torna con un ciclo di workshop che si svilupperanno attraverso le voci di stilisti e artigiani che hanno abbracciato la filosofia green. I partecipanti profondono il massimo impegno nel divulgare l’educazione sostenibile, attraverso dibattiti che affrontano il tema dell’educazione del consumatore, il turismo sostenibile, la formazione dei nuovi artigiani, l’upcyling inteso come creatività e artigianato per il futuro del Pianeta. Viene dato seguito, così, all’approfondimento iniziato nel 2018 con il convegno Make it last, che presentava Venezia come laboratorio per progettare stili di vita sostenibili. Tale impegno era proseguito nel 2019 con il Sustainable Fashion Day organizzato con il Consolato Britannico, Marina Spadafora di Fashion Revolution; l’ambasciatore britannico Jill Morris e gli stilisti Patrick McDowell e Tiziano Guardini

Martina Vidal brand
Jasmin Santanen & Martina Vidal (ph. by @itsmartaeffe)

Ornamenti, la novità della kermesse

Ornamenti, il salone degli accessori di design e artigianali, mette in risalto la sapiente abilità artigianale dei maestri veneti attraverso accessori fatti a mano come borse, cappelli, gioielli, ceramiche, vetro di Murano, occhiali e tessitura. 

La manifestazione è resa possibile dalla partnership del Comune di Venezia, del Tavolo Veneto della Moda (Confindustria, Confartigianato, Confesercenti, Confcommercio e CNA), e dal patrocinio di Michelangelo Foundation, Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, Confartigianato Italia, Italian Artisan e Camera Buyer. 

A firmare il manifesto ufficiale di Venice Fashion Week 2022, l’illustratore Jacopo Ascari. Venice Fashion Week è partner del premio Chi è Chi del giornalismo e della moda, di Venice Cocktail Week e Venice Photo Lab.

Là fuori venice fashion week
Là Fuori, VFW 22, Hotel Excelsior (ph. by Marta Formentello)

Venice fashion Week 2022
Gaiofatto, VFW 22, Hotel Excelsior (ph. by Rossana Viola)

Havana Club x Burna Boy, il lancio della limited edition

Havana Club x Burna Boy è una nuova limited edition che celebra il potere della cultura e della community. Il brand cubano e il cantautore nigeriano fondono il loro personale heritage in una bottiglia di rum dal print sorprendente, l’Havana Club 7.

L’iconico marchio di rum continua nella sua proficua attività di supporto alle nuove generazioni di artisti, annunciando una collaborazione con Burna Boy, il “gigante africano”, come da titolo del suo quarto album. Seguito solo su Instagram da oltre 11 milioni di follower, l’artista è, probabilmente, il massimo esponente della musica africana attuale, grazie a sonorità crossover che fondono afrobeat, dance hall, reggae, rap e R&B.

Grazie ai suoi testi mai banali, nel 2021 si è aggiudicato anche il premio Best World Music Album ai Grammy Awards.

La bottiglia Havana Club 7 si ispira alla tradizione folkloristica della Nigeria meridionale, celebre nel mondo per il suo costume. Protagonista della decorazione è, infatti, il copricapo decorato con nappe, indossato dalla comunità locale; è realizzato nel tipico Aso Oke, un tessuto intrecciato a mano creato dal popolo Yoruba dell’Africa occidentale, che spesso adorna anche gli abiti indossati per cerimonie celebrative come i matrimoni.

Il “gigante africano” ha colto l’occasione per celebrare le sue origini creando un legame simbolico con Cuba, proprio grazie alla collaborazione con Havana Club. Sulla parte anteriore e centrale della bottiglia si legge la scritta “Burna Boy”, eseguita dall’artista stesso, mentre una corona di foglie di palma avvolge il logo dell’azienda produttrice, tributo all’emblema dell’Unione Africana. Nella parte inferiore dell’etichetta è invece rappresentatala la regione del Rivers State in Nigeria, dove Burna Boy è nato.

Aso Oke tessuto
Il tessuto Aso Oke usato nell’etichetta della bottiglia

Il cortometraggio Fabric of Culture

Per suggellare questa partnership, inoltre, è stato realizzato un cortometraggio che celebra il legame tra il brand e l’autore di singoli di successo quali Like to Party e Last Last. La clip mette in evidenza i valori condivisi di una società e, nello specifico, di una tribù. Fabric of Culture, questo il titolo dello short video, contiene una voce fuori campo dello stesso Burna Boy, che porta il film a un livello superiore. La collaborazione rappresenta, così, qualcosa di più grande, un legame familiare e di amicizia offerto attraverso la bottiglia di rum, portando con sé un vero e proprio messaggio d’amore da parte del cantante africano.

Ci vuole una grande persona per superare le sfide e le tribolazioni di ogni giorno; ma una persona ancora più grande per prendere coscienza che la vita è fatta per essere vissuta”, dice lui, e prosegue: Dal momento che condividiamo la bellezza delle nostre culture, della comunità e delle tradizioni, celebriamolo. Per favore, ricordati che sei un GIGANTE, oggi e per sempre.

La bottiglia di Havana Club x Burna Boy è distribuita in limited edition solo in alcuni paesi selezionati, tra cui Cuba, Germania, Spagna, Grecia, Regno Unito e Irlanda. Sarà disponibile anche in Italia unicamente sul sito e-commerce partner del brand, Drink&Co, dal 15 settembre a questo link.

30 anni di L’Eau d’Issey

Trent’anni fa veniva messo in commercio L’Eau d’Issey, il celebre profumo firmato Issey Miyake dalla fragranza acquatica e poetica.

Lanciato nel 1992, dominato da note orientali e inebrianti, si apre con un’ode alla natura che invita a riscoprire l’essenza stessa della vita. Il profumo nasconde un segreto che l’ha reso immortale, una cifra olfattiva essenziale e intramontabile ma, allo stesso tempo, capace di reinventarsi attraverso lo sguardo unico degli artisti con i quali la Maison collabora.

Per festeggiare i primi trent’anni del jus, Issey Miyake affida agli artisti Elisa Valenzuela e Luiz Zerbini il racconto di questa nuova stagione dell’iconico profumo.

La celebre bottiglietta

La storia di L’Eau d’Issey

L’idea di fondo di Issey Miyake era firmare un profumo che potesse creare l’espressione olfattiva di una goccia d’acqua sulla pelle della donna. Per realizzare il suo progetto si rivolge a Jacques Cavallier, tra i nasi profumieri più talentuosi della sua generazione. Cavallier propone, così, una fragranza con un’alta percentuale di Calone, una molecola che incarna tutte le sfaccettature dell’acqua; la freschezza, l’ondeggiare della risacca, la sensazione di bagnato e l’inimitabile profumo di salsedine delle onde che s’infrangono a riva. Sarà utilizzata per la prima volta in un profumo dedicato a lei. Il Calone dona vigore ai petali di rosa, valorizzando l’effluvio di fiori bianchi e arricchiti da accenti verdi.

Anche il flacone rievoca lo zampillare dell’acqua, in un semplice ed elegante vetro satinato. Il tappo argentato che allunga la forma è sormontato da una sfera, omaggio poetico alla luna posizionata sulla punta della Torre Eiffel. Disegnato a mano nell’autentico spirito dell’estetica giapponese Wabi-sabi, secondo la quale la perfezione ha origine dall’imperfezione, il flacone è stato poi decorato dai più grandi artisti in circolazione. L’Eau d’Issey, inoltre, è una fragranza rivisitata da grandi nasi di talento ed è anche un’innovazione tecnica brevettata: IGO, un flacone che contiene un altro flacone nel tappo, per portare con sé la fragranza ovunque si desideri.

Il nuovo progetto beauty di Issey Miyake

In occasione del suo trentesimo anniversario, la casa di moda fondata dall’omonimo designer giapponese lancia Eaux de Matières: una serie di fragranze inedite e fedeli allo spirito originale di L’Eau d’Issey. L’acqua incontra un fiore come la magnolia o un legno come il cedro e il racconto infinito di questa natura sublimata trova una nuova espressione. Elisa Valenzuela e Luiz Zerbini lavorano con originalità al nuovo progetto, proponendo una visione coerente con l’essenza del profumo.

Per i trent’anni di L’Eau d’Issey, Elisa Valenzuela realizza infatti un video dove natura, purezza, fusione e atemporalità, i valori fondamentali della fragranza, si intervallano ad immagini e poesie che raccontano la sua percezione. Le tonalità monocrome e i tagli grafici danno vita a creazioni caratterizzate dal movimento, racchiuso in gif e in video. La sua opera, intitolata The Essence of Things, svela con particolare finezza ogni sfumatura dell’apparente semplicità di L’Eau d’Issey.

L’approccio gioioso e sfavillante di Luiz Zerbini cattura la potenza vegetale di L’Eau d’Issey attraverso una serie di nove monotipi, stampe uniche create per effetto della pressione di foglie, fiori e rami su una superficie di carta inchiostrata. L’artista brasiliano, celebre in tutto il mondo per il suo universo colorato, dinamico e vibrante, ci offre una visione unica di L’Eau d’Issey, in cui l’elemento vegetale sublimato dall’acqua si rivela nella sua natura rigogliosa e accattivante.

Gli anni Novanta ispirano la collezione SS23 Pence 1979

La cultura americana, le metropoli di New York e Miami ispirano la nuova collezione primavera/estate 2023 di Pence 1979, presentata durante la Milano Moda Donna.

La griffe ci porta in America, anzi, nei favolosi anni Novanta americani frementi di novità in campo artistico, che ci consegnano innovazione e cambiamento. Proprio qui, nella patria del cinema e della musica contemporanea, si è sviluppato il casualwear, oggi stile predominante sulle passerelle internazionali.

La spring/summer 2023 firmata da Pence 1979 tra genderless ed eco-friendly

La spring/summer 2023 del marchio propone una moda genderless partendo da capi indossabili all day. Si parte, così, da un tessuto principe, il denim, che si affianca al know-how del brand. La collezione, ad ogni modo, riesce a proporre una vasta scelta di pezzi, concepiti per donne e uomini dallo spirito libero e audace. Ampio uso, inoltre, della gabardina nei chino worker e nei gilet.

Tutto è studiato nei dettagli, a partire dalla placcatura opalescente che, grazie a un particolare lavaggio, ripropone il più amato dei tessuti con nuove declinazioni. Rende infatti brillanti i colori pastello e il bianco nella collezione femminile, per capi pieni di personalità.

Con lo slim dress in seta, da abbinare ad una maxi-giacca di jeans, e il serafino dress, t-shirt di rappresentanza che per questa stagione si lascia indossare come vestito, trovano spazio diverse espressioni di femminilità. I volumi over e lo stile casual-cool richiamano il mondo dell’hip hop newyorkese degli anni ’90 con camicie overshirt e salopette. Le linee sono over, i volumi generosi. Ampio spazio alla logomania e ai pattern hawaiani e jungle. Capo icona della collezione si conferma NOAH, il pantalone combat in ripstop con banda laterale ricamata, che recupera il motif dall’archivio del brand.

Focus, inoltre, sulla linea Natural che si presenta con colori naturali e fit rilassati, che strizzano l’occhio al denim tradizionale e vedono nel fresco lana la tela ideale per un revival di ricami iconici.

Spazio anche alla sperimentazione, ma ecologica. Due, infatti, sono i nuovi lavaggi, implementati nel processo di produzione dei modelli maschili e femminili, che prevedono l’utilizzo di un laser in sostituzione dell’acqua, permettendo di risparmiare su una risorsa tanto preziosa.

La collaborazione del marchio veneto con Burro Studio

In occasione della Milano Fashion Week, Pence 1979 ha stretto un’interessante collaborazione con Burro Studio.

Bradley Zero  Pence 1979 SS 2023
Bradley Zero

Burro Studio è una piattaforma creativa che fornisce servizi di progettazione grafica applicati a branding, interazione, media e spazi.

Special host della serata, Bradley Zero: una delle figure più riconoscibili del panorama odierno del clubbing mondiale, affermatissimo dj, business man, curatore di party e capo di un’etichetta.

Burro Studio Pence 1979

Accademia Costume & Moda di Milano, la sfilata dedicata al knitwear

L’Accademia Costume & Moda chiude la cerimonia di inaugurazione della sua sede di Milano con una sfilata dedicata interamente alla maglieria. Inaugurata ufficialmente nel 2021 in via Fogazzaro 23, la scuola di Alta Formazione impegnata a formare i creativi di domani ha presentato, lo scorso 14 settembre, il Fashion Show Final Work e gli Industry Project degli studenti del Master Accademico di I Livello in Creative Knitwear Design (2020/2021).

Un istituto che interpreta i mutamenti della moda attraverso ricerca, cultura, design e conoscenza del prodotto

Fucina di nuovi talenti della moda sin dalla sua fondazione per mano di Rosana Pistolese nel 1964, l’Accademia di Costume & Moda è stato strumento per molti stilisti di fama internazionale come Alessandro Michele e Frida Giannini. La missione della fondatrice è stata poi nutrita da Fiamma Lanzara, nel ruolo di presidente aeternum, che ha saputo mantenere intatto il DNA dell’istituto, interpretando i mutamenti del settore attraverso la ricerca, la cultura, il design, e il prodotto.

Aprire un nuovo campus, per chi come noi si occupa di formazione dal 1964, è una grande emozione. Accademia Costume & Moda da sempre crede nella formazione dei giovani talenti, mettendoli da subito a contatto con i migliori professionisti e con le aziende che hanno fatto la storia della Moda Italiana e non solo. Milano, capitale del design e della moda, è la città giusta per sviluppare ulteriormente la nostra offerta formativa nell’ambito della Comunicazione e del Management“: questo il pensiero di Furio Francini, Amministratore Delegato di Accademia Costume & Moda.

Un’offerta formativa ricca e variegata

L’offerta formativa di Accademia di Costume e Moda è veramente ricca di corsi ponendosi, così, come punto di riferimento in ambito accademico. Gli studenti potranno scegliere tra: Design della Moda e del Costume; Design degli Accessori; Design dei Tessuti; Design della Maglieria; Comunicazione di Moda e Art Direction; Management della Moda e dello spettacolo, che approccia ora anche nuovi settori con l’introduzione del “Master in Style & Management for the Music Industry” e del “Master di I livello in Fashion Sustainability & Industry Evolution”, in partnership con Salvatore Ferragamo, Bonaudo e Project Officina Creativa.

La cerimonia nella sede meneghina è stata, inoltre, l’occasione per i figli Lupo e Furio di ricordare l’adorata madre Fiamma, scomparsa il 9 novembre del 2020.

Il ricordo della fondatrice Rosana Pistolese

“L’Accademia Costume & Moda nasce dalla visione di una donna, Rosana Pistolese, che ha sempre guardato alla contemporaneità attraverso il ‘Costume’, ovvero la ricerca di nuove espressioni tramite la “conoscenza”, sia essa del passato che sensibilità legate al presente. Dalle sue parole negli anni ’60 (‘La moda per il suo carattere variabile è sempre rimasta un fattore connaturato alla sua stessa essenza. la stessa creazione di moda è infatti di natura mutevole perché è ricerca ed è lo studio di trovare sempre una grazia nuova imprimendole uno stile’), Rosana ha sempre guardato all’Accademia come laboratorio di idee, scambi, al servizio della Moda e dello Spettacolo, la “cultura” ed il “sapere” come prima costruzione del proprio ‘essere’ e della propria ‘creatività’.

A Milano vogliamo portare il nostro approccio alla progettazione, un metodo acquisito negli anni che ci permette di offrire alla nostra comunità una esperienza che non sia solo didattica, ma di crescita personale prima ancora che professionale, una evoluzione che testimoniamo ogni giorno, evolvendo noi con essa.
Un grazie alla Città di Milano, alla Regione, alle Istituzioni tutte, e soprattutto alle oltre 160 aziende che ci supportano quotidianamente nel dare esperienza e competenza alla prossima generazione di addetti. Un pensiero a Fiamma, presidente aeternum, che ci ha lasciato nel 2020, questa sede, questa nuova avventura sono dedicate a te.
I tuoi figli,
Lupo & Furio”
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Burberry Hero Eau de Parfum, la nuova fragranza firmata da Aurélien Guichard

L’atteso nuovo profumo firmato Burberry è arrivato nelle profumerie online e fisiche: Hero Eau de Parfum è una fragranza dalle noti potenti, che risveglia l’eroe che si nasconde in ogni uomo.

Continua la scia di successi della Maison inglese nell’universo beauty; dopo essere rimbalzata sulle riviste del settore per aver annunciato che salterà lo show primavera/estate 2023 in rispetto di Sua Maestà, la Regina Elisabetta II, scomparsa lo scorso 8 settembre all’età di 96 anni, il marchio, icona del british style, continua a far parlare di sé grazie alla nuova fragranza uomo, che è già un trionfo di vendite.

Nelle ultime settimane, infatti, l’etichetta ha lanciato sul mercato Burberry Eau de Parfum, l’ultima interpretazione dell’iconico Burberry Hero.

Burberry Hero Eau de Parfum
Burberry Hero Eau de Parfum, il flacone dallo stile minimale

La campagna pubblicitaria del nuovo profumo maschile Burberry

La campagna dedicata mostra un uomo alla ricerca della libertà e della trasformazione personale, non più trattenuto da preconcetti. Una rappresentazione di libertà, trasformazione e forza maschile.

Una ricerca di sé nel rispetto della maestosità della natura. Diretta da Jonathan Glazer con la fotografia di Mario Sorrenti, la campagna cattura l’enigmatico e avventuroso Adam Driver nell’imponente bellezza della natura. L’energia dell’attore trasmette una passione delicata, espressa dalla presenza del cavallo, creatura sinonimo di forza.

Naso di questa potente fragranza è Aurelien Guichard, firma di innumerevoli profumi di successo per marchi nazionali e internazionali. Il noto perfumer spiega come nasce il nuovo profumo firmato Burberry: “L’ispirazione per Burberry Hero Eau de Parfum deriva dal ricordo che ho della foresta di Landes, dove i pini crescono vicino all’oceano. Il sentore degli aghi di pino, unito a una scia di sabbia calda e spuma di mare, era il bouquet che volevo ricreare. Per me, le resine sensuali e cristallizzate che compongono la fragranza rappresentano il potere di riconnettersi con il proprio istinto naturale“.

Le note di Hero Eau de Parfum

Un trittico di avvolgenti oli di legno di cedro caratterizza il fondo della fragranza, che culmina in un crescendo fresco e luminoso. Una vivace apertura con aghi di pino si fonde con benzoino e incenso, creando un juice di intensa sensualità.

Il flacone è possente e moderno, come il jus che racchiude. La forma angolare reinterpreta in modo astratto lo zoccolo di un cavallo, con l’iconico logo Burberry inciso e il monogramma Thomas Burberry, un riferimento al fondatore della maison.


Cosa vedere a Trieste, ecco perché visitarla

Ecco cosa vedere (e gustare) a Trieste. Vi raccontiamo perché vale la pena trascorrere una vacanza nella città portuale, anche in autunno.

Italo Svevo nacque a Trieste, così come Umberto Saba e Giorgio Strehler. Chi ha tessuto le lodi della della città al confine con la Slovenia è Umberto Eco, che più di chiunque altro ha raccontato il suo paese nativo con viscerale veemenza e poetica. “A Trieste ove son tristezze molte e bellezze di cielo e di contrada, c’è un’erta che si chiama Via del Monte. Incomincia con una sinagoga, e termina ad un chiostro.” Il celeberrimo secondo romanzo di Italo Svevo, Senilità, è ambientato proprio a Trieste.

Spazzato via dalla Bora, l’odore dell’area mercantile offre, ai suoi abitanti e ai viandanti, l’idea della fremente attività portuale: Trieste, con il suo porto, è il luogo nevralgico per gli scambi tra il Mediterraneo e il Nord Europa. Ed è proprio il suo mare ad attrarre centinaia di migliaia di turisti l’anno.

La Barcolana: l’attesissimo appuntamento annuale a Trieste

Attesa dal 1° al 9 ottobre 2022, la Barcolana è la regata di vela tra le più attrattive al mondo. Si tiene ogni anno nel Golfo di Trieste ed è stata fondata nel 1969. Il record di numero di partecipanti è stato raggiunto nel 2018 quando a competere tra loro erano ben 2689 barche, entrando ufficialmente nel Guinness dei Primati.

Giunta alla sua 54° edizione, quest’anno si percorreranno 13 miglia, raggiungendo le tappe di Barcola, Castello di Miramare, Faro della Vittoria, Diga del Porto Vecchio e Piazza dell’Unità dove si concluderà la competizione.

Barcolana Trieste. Ph Gabriele Crozzoli

Cosa vedere a Trieste: i monumenti

Trieste è una città che pullula di attrazioni turistiche, alcune di queste sono a cielo aperto. L’elegante Piazza Unità d’Italia è il salotto bene del centro abitato e si affaccia sul mare. Qui, si possono ammirare gli splendidi edifici del Palazzo del Governo (riccamente decorato da mosaici in vetro di Murano), Palazzo Stratti con il famoso Caffè degli Specchi e il Palazzo Modello, sede del Municipio. In piazza è possibile ammirare anche la Fontana dei Quattro Continenti (Europa, Asia, Africa e America), realizzata tra il 1751 e il 1754 dallo scultore bergamasco Giovanni Battista Mazzoleni.

Il Castello di San Giusto è situato sull’omonimo colle. Si dice che qui si stanziò il primo nucleo abitato di Tergeste. Nel 1468, Federico III ordinò la costruzione di una Casa Fortificata affiancata da una torre. Fu edificata in cima al colle di San Giusto che nel corso dei secoli sarà ampliata con l’aggiunta dei tre lati dell’ordine perimetro triangolare. 

Piazza Unità d’Italia, Trieste

Fontana dei Quattro Continenti in Piazza Unità d’Italia, Trieste

Cosa vedere a Trieste: il Borgo Teresiano

Il Borgo Teresiano è uno dei quartieri più antichi della città, una tappa obbligata per i turisti. È, certamente, il luogo da segnare in agenda tra le cose da vedere a Trieste. A volerlo è Maria Teresa imperatrice d’Austria. Il quartiere fu edificato nel Settecento ed è luogo di dimore storiche signorili, ricavato dall’interramento delle saline. Qui, si può ammirare il Canal Grande di Trieste, specchio d’acqua ancora navigabile. All’interno del quartiere, Maria Teresa fece edificare il Tempio Ortodosso di San Spiridione: una struttura a croce greca sovrastata da una grande cupola e quattro cupolette bizantine; decorata da variopinti mosaici, affreschi e icone ricoperte di preziosi.

Cosa mangiare e bere a Trieste

Non vi diremo dove mangiare ma cosa mangiare a Trieste. Sono diversi i piatti tipici della città. In qualsiasi ristorante voi vi siederete probabilmente vi proporranno, nella loro carta menu, gli gnocchi triestini, gli gnocchi di pane alla triestina; la Jota triestina, i Sardoni in savor (Sardoni in saor), il Gulash triestino, e i cevapcici. Piatti da abbinare al Vitovska: un vitigno autoctono, a bacca bianca, presente in tutta la zona del Carso, sia nel Friuli-Venezia Giulia che nel versante sloveno.

Tempio Ortodosso di San Spiridione

Dove alloggiare a Trieste: il Savoia Excelsior Palace Trieste

Si affaccia su Riva del Mandracchio di fronte al Palazzo dei Congressi e alla stazione marittima e adiacente a un lato di Piazza dell’Unità d’Italia: parliamo del Savoia Excelsior Palace Trieste – Starhotels Collezione. Si tratta di una struttura imponente, inaugurata nel 1911, espressione di maestosità, raffinatezza e di un impareggiabile stile da Grand Hotel di fine ‘800, che rievoca al primo sguardo i fasti mitteleuropei.

Il Palazzo fu noto fin dalla sua inaugurazione come Ocean Liner Hotel, grazie alla sua posizione privilegiata di fronte all’Ocean Terminal. In occasione del primo arrivo a Trieste del Re Vittorio Emanuele III, il 3 novembre 1918, il prefisso Savoia fu aggiunto poi al nome dell’hotel, che divenne quindi definitivamente Savoia Excelsior Palace.

Il progetto del Savoia Excelsior Palace era orientato a renderlo un albergo ideale, secondo gli schemi architettonici di un Grand Hotel di fine Ottocento. Fu frequentato fin dai primi anni da famiglie aristocratiche, artisti, diplomatici e da un’élite turistica internazionale che faceva tappa a Trieste nell’ambito dei Grand Tour europei. Tra gli avventurieri dell’hotel vi era anche l’imperatore Francesco Giuseppe I d’Austria, ospite frequente nei primi anni di apertura. Ultimo sovrano europeo assoluto per diritto divino fino alla sua morte, l’appartamento e il bagno privato nei quali alloggiava sono stati oggi preservati nell’hotel.

Facciata del Savoia Excelsior Palace Trieste – Starhotels Collezione

Il Savoia Excelsior Palace, un rifugio esclusivo a Trieste

Durante la Seconda Guerra Mondiale, un incendio causato da un colpo di cannone, nel 1945 danneggiò gravemente l’Excelsior. Dopo molte vicissitudini nel corso degli anni, nel 2005 il Savoia è stato acquisito dal gruppo Starhotels che ne ha promosso il restauro. Nel 2009, dopo più di tre anni di lavori, il Savoia Excelsior Palace ha riaperto al pubblico. L’hotel manifesta oggi tutto il suo charme da Grand Hotel attraverso numerosi dettagli di pregio. Sono tornati a risplendere gli elementi decorativi delle facciate, la vetrata artistica in stile Belle Époque che illumina lo scalone d’onore e gli affreschi sui soffitti delle sale al piano terra e dell’atrio. Le vetrate sulla grande scalinata sono state riportate di nuovo a grandezza originale. Restaurati, infine, anche 60 pezzi di arredo in stile liberty che enfatizzano ancora di più gli interni di questo magnifico edificio: poltrone, consolle in stile liberty, specchi e cassettoni in palissandro intarsiato con finiture in foglia d’oro e decorazioni in bronzo. Infine, i 6000 pezzi di porcellana creati nel 1912 da Ginori sono attualmente in uso nel ristorante.

La lobby del Savoia Excelsior Palace

L’hotel offre una vasta gamma di servizi ideati per rendere ancora più piacevole e rilassante la permanenza a Trieste, tra cui servizio in camera 24 ore su 24, garage (servizio Valet), connessione Wi-Fi, concierge e palestra. La struttura dispone inoltre di una splendida biblioteca, un ambiente tranquillo e accogliente, finemente arredato con elementi decorativi di design dai colori pastello, fiore all’occhiello del Savoia Excelsior Palace. La luce naturale entra da un soffitto di vetro, illuminando la stanza, luogo perfetto per leggere, rilassarsi e ascoltare musica, ma anche per un incontro informale o un tranquillo aperitivo.

Il ristorante dell’hotel, il Savoy by Eataly propone una cucina tradizionale locale rivisitata. Nel suo menu, lo chef triestino Andrea Stoppari include piatti a base di pesce e prodotti stagionali. La carta dei vini include etichette che privilegiano vitigni autoctoni e piccoli produttori locali.

La Biblioteca del Savoia Excelsior Palace

Guida al doposole perfetto

Qual è il doposole perfetto per dissetare e nutrire la pelle dopo una lunga esposizione al sole? Ecco la guida che vi aiuterà a ritrovare il giusto equilibrio dell’epidermide dopo un’intera giornata al mare, in città, e in montagna, passata all’aria aperta.

La crema doposole è un trattamento importante per la nostra pelle, tanto quanto il solare. Per questo, va scelto con cura in base alle nostre esigenze. Il fluido va acquistato in base alla sua texture e ai suoi ingredienti; nell’estate del 2022 i più venduti sono quelli sostenibili. Aloe vera e burro di karitè sono alla base delle creme doposole grazie alle proprietà lenitive che combattono, in modo naturale, l’invecchiamento cellulare della pelle.

O-Way

Per O-Way, lo scarto è una risorsa tanto da fare, dell’agricosmetica, il suo punto di forza. L’after-sun body balm ha molteplici benefici: nutre e ristruttura la pelle dopo l’esposizione al sole, protegge dai danni al DNA cellulare e ostacola la formazione di radicali liberi. In più, dona sollievo e nutrimento alla pelle e svolge una gradevole azione rinfrescante. Tra gli ingredienti principali: il baobab biologico, la calendula biodinamica a km 0 e il maracuja etico.

guida al doposole perfetto - o-way
Doposole o-way

Natura Bissé

Arriva da Barcellona la soluzione ideale per nutrire la pelle donare un aspetto migliore all’abbronzatura. Il doposole di Natura Bissé, idrata intensamente, previene e ripara i danni causati dalle radiazioni solari, accentua l’abbronzatura e ammorbidisce la pelle. La CC summer solution contiene pura vitamina C, estratto di arancia amara, pura aloe vera organica e vitamina E.

Doposole Natura Bissé

Bionike

Bionike after sun è una crema doposole lenitiva con formula specifica concepita per lenire efficacemente le sensazioni di bruciore e calore dovute ad una eccessiva esposizione al sole.
L’esclusivo PRO-REPAIR Complex aiuta a contrastare i danni del sole, anche dopo l’esposizione, sollecitando i meccanismi naturali di riparazione biologica della cute.
La sua texture fresca e leggera, frutto della combinazione di ingredienti lenitivi e riepitelizzanti (pantenolo, allantoina, acido glicirretico), idrata la pelle e contribuisce a ridurre rapidamente gli arrossamenti. Nickel free, è senza conservanti e privo di profumo.

Doposole Bionike

Grand Hotel Tremezzo: l’icona dell’ospitalità comasca conquista l’America

Centododici anni di storia che si convertono nel successo di una famiglia incline a far sentire a casa i propri ospiti. Grand Hotel Temezzo, ieri come oggi racconta, nel mondo, il saper accogliere all’italiana.

Tremezzo è uno dei borghi del Nord Italia più interessanti e visitati tutto l’anno da turisti italiani e stranieri. Si affaccia sul lago di Como, incorniciato dalle montagne comasche a una latitudine di 225 m sopra il livello del mare. Una piccola cittadina di circa 5000 abitanti che conquista i visitatori non solo per la sua incontaminata natura, ma anche per l’affascinante storia dei suoi palazzi settecenteschi, dimore storiche di personaggi della borghesia internazionale.

Grand Hotel Tremezzo
Relax sul lago di Como

Qui, dove il sole bacia il lago e le sue montagne, Grand Hotel Tremezzo accoglie gli avventori del suo ricco complesso architettonico con un’autentica full immersion, all’insegna di tanti, esclusivi servizi. Non dovrebbe stupire, dunque, lo speciale riconoscimento ottenuto dalla celebre rivista americana Travel + Leisure, che l’ha inserito tra i 100 alberghi più prestigiosi del mondo. La struttura, in particolare, figura al 53° posto tra i “100 Best Hotels in the World”, al 10° posto tra i “15 Best Resorts in Europe” e al quarto gradino del podio tra i “10 Best Resorts in Italy”.

Una piscina immersa nel lago

La classifica è il risultato di un sondaggio condotto tra i lettori del magazine, in cui gli hotel più prestigiosi sono giudicati per il livello di camere e servizi, la location, l’offerta gastronomica e l’unicità dell’esperienza. 

Paolo De Santis, amministratore delegato del Grand Hotel Tremezzo, sottolinea: “Siamo orgogliosi del riconoscimento, ancor di più perché si riferisce all’anno trascorso, difficilissimo per tutta l’hotellerie italiana, in una stagione partita con estrema preoccupazione e lentezza e poi di rinascita. Merito dei nostri collaboratori, cui va il nostro sincero grazie, con lo stimolo a tenere sempre alta la bandiera del nostro amato lago”.

Quello di Travel+Leisure non è l’unico riconoscimento ottenuto quest’anno. Grand Hotel Tremezzo si è anche distinto come “Best Hotel in Europe” nei prestigiosi Condé Nast Traveler Awards Spagna 2022, che assegna i premi ai migliori alberghi del mondo scelti dalla rivista, suddivisi per categoria. 

Le 5 camicie uomo di lino da portare in valigia

Il lino è sicuramente la macro tendenza dell’estate 2022: ma quali sono i modelli camicie uomo di lino da portare in vacanza.

Le giornate afose che stiamo vivendo in questo periodo ci invitano a indossare capi leggeri e morbidi. Il lino, è il tessuto che attenua la sensazione di caldo e in più, è un tessuto duttile e sostenibile, per essere adeguati per ogni occasione, con un occhio attento alla salute del pianeta.

Brunello Cucinelli.

Sembra jeans e invece è un fresco tessuto di lino con finitura traspirante. Brunello Cucinelli propone una camicia dalla vestibilità comoda, con colletto classico. Da portare con pantaloni capri bianchi o bermuda sporty-chic, in mare e in città.

tendenza camicie line uomo 2022 - brunello cuccinelli
Brunello Cuccinelli
Malo

Il lino scelto da Malo infatti è fine, leggero, elegante e confortevole, bello alla vista e al tatto, prodotto con filati di elevata qualità e di assoluto pregio. Soprattutto, il tessuto è ricavato da una coltivazione biologica, che lo rende assolutamente sostenibile. La camicia che vi proponiamo ha uno stile sauvage grazie alla sue tasche safari.

Malo Cachemire
Loewe.

Giovanile, fresca, oversize: anche le maniche hanno una vestibilità over: Loewe presenta Paula’s Ibizia, la camicia in lino da portare alle Baleari e in tutto il resto del mondo. Il colletto classico e la chiusura a bottoni in contrasto sono impreziositi da un ricamo logato, a vista.

Loewe
Bode.

Chi lo ha detto che i fiori stanno bene solo alle donne? Bode presenta la sua camicia floreale, dallo stile vintage. Realizzata in un tessuto pregiato ottenuto dalla combinazione di fibre in cotone e lino, si presenta con silhouette strutturata, colletto classico e chiusura con bottoni. Pregiato ricamo realizzato con la tecnica del punto a croce.

tendenze camicie di lino 2022 - Bode
Bode
Loro Piana.

Immancabile, nella valigia di tutti gli uomini, la camicia di lino con righe verticali. La versione luxury proposta da Loro Piana ha una vestibilità morbida, adatta per qualsiasi occasione: dal party in spiaggia agli eventi più esclusivi.

Loro Piano

“Good clothes, fair pay”, la campagna che chiede dignità per i lavoratori della moda

È giunto il momento di fare quadrato sulla situazione salariale dei lavoratori della moda, che implorano dignità. Sostieni “Good clothes, fair pay”: la campagna per una legislazione sui salari dei lavoratori nel settore moda.

Durerà un anno, sino al 19 luglio 2023, la campagna “Good Clothes, Fair Pay”: l’iniziativa dei cittadini europei (ECI) per chiedere una legislazione sui salari dignitosi per le persone che confezionano i vestiti che indossiamo ogni giorno. Realizzata in collaborazione con Clean Clothes Campaign, per ottenere attenzione dalla Commissione Europea ha bisogno di raggiungere almeno 1 milione di firme. L’iniziativa è guidata da una coalizione di cittadini e supportata da ONG, responsabili politici ed esperti in materia.

dignità lavoratori - Fair Wear Foundation
Fair Wear Foundation

Good clothes, fair pay. L’ECI chiede dignità per i lavoratori. Ecco i punti

L’ECI richiede che le leggi dell’UE chiedano alle aziende che vendono abbigliamento, prodotti tessili e calzature nell’Unione Europea di agire sui salari dignitosi nelle loro catene di approvvigionamento. I marchi e i rivenditori sarebbero legalmente tenuti a valutare i salari nelle proprie catene produttive, mettere in atto piani per colmare il divario tra salario effettivo e salario minimo e rivelare pubblicamente i propri progressi.

Si stima che i lavoratori del settore moda hanno un guadagnano in media il 45% in meno di quanto necessario per provvedere a se stessi e alle loro famiglie. A questo si aggiunge anche un inadeguato orario lavorativo, con turni estenuanti e diritti pressoché violati. Gli attuali salari minimi legali nel settore, stabiliti dai governi nei paesi produttori di abbigliamento, semplicemente non sono sufficienti per vivere.

L’industria moda occupa decine di milioni di lavoratori in tutto il mondo e circa 1,5 milioni vivono nell’UE. La maggior parte di loro non riceve un salario minimo.

Alcune lavoratrici in un'industria dell'est
Alcune lavoratrici dell’industria moda

ECI, inoltre, metti in luce un altro grave grave problema. Allo sfruttamento minorile si aggiunge anche la grave crisi umanitaria sorte quando, a causa del Covid-19, alcune aziende hanno ritirato gli ordini. Di fatto, migliaia di lavoratori hanno perduto il loro salario mensile, rinunciando a cibo, assistenza sanitaria e alloggio.

Firma qui, sostieni la campagna “Good clothes, fair pay”

Situér Milano, il progetto visionario di due giovani imprenditori

Situér Milano è un progetto giovane con base nella città meneghina, fondato da Federica Paoli e Biagio Castellani. Nel suo catalogo, scaffalature componibili e appenderie dall’estetica minimale. Diversi sono i punti di forza del brand tra cui spicca, sicuramente, l’attenzione alla sostenibilità. L’etichetta, infatti, propone una tecnica di curvatura del metallo che esclude la saldatura, eliminando totalmente i fumi da lavorazione a beneficio della salute del pianeta.

Biagio Castellani e Federica Paoli

Situér Milano, a Pitti: cosa ci raccontate di questa nuova esperienza?

È stata un’esperienza che si è presentata all’ultimo momento perché eravamo in fase di allestimento con il Salone del Mobile; poi si è presentata l’occasione di Pitti e non ci abbiamo pensato due volte ad accettare. Per noi è stata una grande opportunità poter partecipare alla fiera perché ci ha dato modo di farci conoscere ai nuovi clienti. I nostri progetti sono, al 90%, rivolti alla moda con gli allestimenti ai negozi o diretti per i brand. Per noi, dunque, è stato un processo naturale avviarci nell’edizione di Pitti.

Sitér Milano, stand a Pitti

Appunto, la moda: come si pone il marchio nei riguardi dell’industria fashion?

Il marchio offre un servizio di arredo per la moda; produciamo arredi dall’estetica minimale, sicuramente di ricerca e design. A partire, ad esempio, dalla nostra particolare piegatura del metallo; è un prodotto minimale che mira a inserirsi in una fascia di mercato che abbraccia quei brand volenterosi di rinnovare il loro allestimento. Offriamo anche il noleggio dei nostri arredi su Milano. Ci sembrava una scelta vincente visto le centinaia di migliaia di eventi che si intercorrono tutto l’anno, in città.

Parlatemi del noleggio: cosa vi chiede il cliente, nello specifico?

Sul nostro sito offriamo la possibilità di acquistare i nostri arredi. Parte del nostro stock nel magazzino la dedichiamo al servizio noleggio: appenderie, panche, espositori. Il cliente ci sceglie soprattutto per eventi di breve durata o per l’allestimento di un pop up store; ci illustra il progetto e decidiamo, insieme, il prodotto e la finitura più adatta al contesto. C’è una sorta di progettazione assieme al cliente.

Chi è il cliente tipo di Situér Milano?

Può essere direttamente il brand o lo showroom ma arriviamo anche agli architetti e ai designer. Questo avviene perché spesso le commissioni dei clienti passano nelle mani dei progettisti che lavorano, appunto, al progetto.

Per voi la personalizzazione è un servizio importante

Sì, questo ci è possibile perché i nostri arredi sono espressione di un’azienda che produce sin dal 1960 scaffalature e arredi industriali. È un po’ nel nostro DNA produrre arredi minimali e componibili e, avendo queste caratteristiche sono versatili e si prestano a essere inseriti in diversi contesti. Questa è la nostra missione.

Qual è il punto di forza del marchio?

Situér significa “situare” che tradotto vuol dire dare la possibilità di inserire i nostri arredi in contesti differenti con, appunto, la personalizzazione richiesta del cliente. Questo, però, preservando la nostra identità. Ci tenevo a sottolineare che tutti i nostri arredi sono in metallo (acciaio e ottone), forgiati con attenzione alla sostenibilità. Abbiamo sviluppato una particolare tecnica di curvatura che facciamo direttamente sui materiali che ci permette di evitare la procedura della saldatura, altamente inquinante. I nostri prodotti non presentano un angolo a 90° ma una piegatura che sembra quasi una curvatura plastica, meno rigida. Abbiamo, così, eliminato il materiale di scarto prodotto nel post saldatura, escludendo i fumi rilasciati durante la lavorazione. Con questa piegatura, inoltre, il processo di produzione si è ridotto, tutto a beneficio della salute del pianeta. In più, il metallo è un materiale 100% riciclabile una volta smaltito.

Montblanc presenta la nuova collezione di pelletteria Extreme 3.0

Durante la Paris Fashion Week, il marchio di pelletteria di lusso Montblanc ha presentato la nuova collezione di accessori in pelle, denominata Extreme 3.0.

Palais Galliera ha accolto il mega evento che ha visto protagonista la nuova collezione del marchio tedesco in orbita al gruppo del lusso Richemont. 3.0 è una linea destinata a coloro che hanno uno stile di vita attivo e dinamico. Caratterizzata da un design inedito, l’uso della pelle si ispira alle rivoluzionarie campagne pubblicitarie della Maison di inizio Novecento che vedeva protagonista attiva Grete Gross: la prima responsabile della pubblicità della griffe che influenzò, con la sua visione avveniristica, il linguaggio visivo dell’azienda negli anni ’20. I suoi elementi grafici razionali, geometrici e pragmatici erano fortemente ispirati allo stile Bauhaus dell’epoca.

Montblanc Extreme 3.0
PARIS, FRANCE – JUNE 22: Emma Roberts, Nicolas Baretzki, Jordan Barrett and Dylan Sprouse attend Montblanc Cocktail : “On The Move” Montblanc Extreme Launch At Palais Galliera at Palais Galliera on June 22, 2022 in Paris, France. (Photo by Julien M. Hekimian/Getty Images For Montblanc)

Mood contemporaneo e sostenibilità

La collezione Extreme è stata pensata per soddisfare le esigenze di chi si sposta quotidianamente, ridefinendo i limiti dell’innovazione tecnica per raggiungere nuove vette in termini di resistenza e prestazioni, unendo la funzionalità con uno stile contemporaneo. La collezione, inoltre, è attenta alla tematica green utilizzando un metodo di concia della pelle a emissioni di CO2 neutre, mentre la fodera è realizzata con fibre riciclate.

Un momento dell’esibizione dell’orchestra techno

Il commento di Marco Tomasetta, direttore artistico di Montblanc sulla collezione Extreme 3.0

Sinonimo di vita in movimento e avventure quotidiane, Extreme è diventata una delle collezioni di pelletteria più iconiche, grazie al design dinamico e sportivo e all’originale trattamento della pelle. Era arrivato il momento di ridefinire il motivo distintivo della collezione attingendo allo straordinario archivio della Maison. Il risultato è un design audace e moderno, reso unico dall’innovazione che da sempre caratterizza la tradizione Montblanc e che allo stesso tempo si adatta allo stile di vita delle nuove generazioni, concentrandosi anche sulla riduzione dell’impatto ambientale”, spiega Marco Tomasetta, Direttore Artistico di Montblanc.

La collezione Extreme 3.0 di Montblanc

Extreme 3.0 è composta da accessori con dimensioni e funzioni differenti, concepiti per accomodare le diverse richieste dei clienti.

Grande pelletteria

Uno zaino grande con 3 scomparti, uno zaino medio con 3 scomparti e uno zaino con chiusura M LOCK 4810, tutti pensati per trasportare e proteggere in sicurezza computer e altri oggetti personali. La sottile borsa portadocumenti è un’elegante compagna per le riunioni di lavoro, mentre la tote bag è più informale e casual. La versatile borsa da viaggio con chiusura M LOCK 4810 è perfetta per brevi viaggi o per la palestra.

Alcuni articoli della collezione Montblanc Extreme 3.0. (Photo by Francois Durand/Getty Images For Montblanc)
Un marsupio in primissimo piano. (Photo by Francois Durand/Getty Images For Montblanc)


Media pelletteria.

Chest bag e Sling Bag dotati di scomparti con cerniera (in nero o verde) possono essere indossati a tracolla. La Envelope Bag con chiusura M LOCK 4810 e la Envelope Bag mini (in nero o verde) sono accessori di tendenza e leggeri, mentre la borsa e la custodia per computer (in nero o verde) sono progettate per proteggere e riporre computer portatili o tablet.


Piccola pelletteria e accessori.

Un portafoglio compatto (in nero o verde), un porta carte di credito da 8 scomparti con cerniera, un porta carte di credito da 6 scomparti e un porta carte di credito con cerniera (in nero o verde), un porta carte di credito da 3 scomparti con tasca, un astuccio portachiavi con 4 scomparti per carte di credito, un astuccio mini con 8 scomparti per carte di credito, un portafoglio con tasca per auricolari wireless, un portachiavi e un astuccio per smartphone, tutti dotati di gancio che permette di abbinarli a borse più grandi. Inoltre, la collezione Montblanc Extreme 3.0 comprende una selezione di cinture con fibbia a placca, con chiusura sportiva M LOCK 4810 al posto della normale fibbia e con fibbia in PVD rotonda o rettangolare.

L’evento a Palais Galliera per la presentazione di Montblanc Extreme 3.0

Il 22 giugno 2022, presso il museo parigino dedicato alla storia della moda internazionale, Montblanc ha presentato la nuova collezione di accessori in pelle dinanzi a un parterre nutrito di invitati.

Cristiano Caccamo
Emma Roberts esibisce una pochette Montblanc Extreme 3.0
Ed Westwick
Un momento del cocktail in Palais Galliera

Gli spettacoli originali, tra danza e musica, e uno speciale DJ set di DJ Pee .Wee (Anderson Paak) hanno intrattenuto, tra gli altri, l’attrice Emma Roberts, il dj Anderson.Paak, la modella Stella Maxwell; gli attori Dylan Sprouse ed Ed Westwick; il modello Jordan Barrett, il modello e attore Jon Kortajarena; gli attori italiani Cristiano Caccamo e Alberto Malanchino insieme a Giacomo Cavalli.

La collezione Montblanc Extreme 3.0 è disponibile da luglio 2022 nelle boutique Montblanc di tutto il mondo e online e sarà protagonista della nuova brand campaign. Per maggiori informazioni visita il sito www.montblanc.com

TBD Eyewear, la nuova collezione di occhiali presentata a Pitti 102

TBD Eyewear, il brand di occhiali da vista e da sole, combinazione perfetta di design italiano e sostenibilità, rafforza ancora una volta impegno e ricerca, puntando a collezioni interamente «green». Tra gli impegni della griffe milanese, fondata da Fabio Attanasio e Andrea Viganò, ci sono anche produzione interamente italiana e estetica genderless.

Fabio Attanasio e Andrea Viganò

La storia del marchio prende forma sull’asse Milano/Cadore dove gli occhiali vengono disegnati e prodotti da artigiani che assemblano ogni parte dell’accessorio, a mano.

A Pitti Uomo edizione 102, giunto al suo sessantesimo anniversario dal suo esordio, Attanasio e Viganò presentano due nuovi modelli di occhiali, che vanno ad aggiungersi alle collezioni continuative precedenti.

Va rafforzandosi l’impegno sostenibile. TBD Eyewear, infatti,  estende la sua anima green non solo alle montature più iconiche (ricordiamo le varianti Earth Bio, Eco Green, Blue Ocean, Eco Black, Eco Transparent, Eco Havana e Eco Dark Tortoise), ma anche al packaging: un altro passo gentile verso il mondo, 100% ecosostenibile, 100% elegante.

La classica confezione verde è in cartone riciclato, garantito FSC; la custodia rigida, che conserva e protegge gli occhiali da vista o da sole, è all’esterno in cotone riciclato, nel tipico verde TBD Eyewear, e all’interno è rivestita in PET. Anche il panno in microfibra è in plastica completamente riciclata.

I nuovi modelli TBD Eyewear

NUOVI MODELLI

TBD Eyewear presenta a Pitti Uomo 102 ben due nuovi modelli, entrambi dal carattere deciso.

Le nuove collezioni di occhiali da sole e da vista TBD Eyewear Cord e Piquet mettono in risalto il design timeless e la cura per il dettaglio tipici dello stile italiano. Gli elementi iconici del brand si mescolano per creare due nuove silhouette eleganti ed unisex, con richiami ad uno stile vintage rivisitato.

Modello CORD
TBD Eyewear 2022
Montatura modello Cord

Come la corda nasce da un insieme di fili naturali intrecciati a mano, così la nuova collezione di occhiali da sole e da vista unisce gli elementi di design distintivi del brand, creando una montatura forte, spessa e squadrata che non perde armonia grazie agli angoli smussati. L’asta, completamente rivisitata in chiave vintage, ha spessori che conferiscono una nuova tridimensionalità all’accessorio. Interamente prodotti a mano in Italia, ancora una volta con materiali sostenibili, i Cord di TBD Eyewear sono disegnati per chi ricerca un’estetica caratterizzante, sia per uomo che per donna.

Saranno 4 le combinazioni proposte:

•   l’iconico Cord Eco Havana con Lenti blu;

•   il deciso Cord Eco Black sia da sole, con Lenti arancioni, che da vista;

•   il delicato Cord Eco Champagne sia da sole, con Lenti verdi, che da vista;

•   Il distintivo Cord Honey con Lenti verdi.

Modello PIQUET
Modello Piquet - TBD Eyewear
Modello Piquet declinato nella versione occhiali da vista e da sole

Il nuovo Piquet di TBD Eyewear si ispira e interpreta il glamour delle montature aviator. Proprio come l’omonimo tessuto intreccia due trame e due orditi per generare la sua forza, il doppio ponte strutturato di questo modello si abbina alla distintiva lente a goccia e alla rinnovata tridimensionalità dell’asta in chiave vintage, regalando alla montatura un’identità definita. Gli occhiali da sole e da vista Piquet sono tutti sostenibili, realizzati in Bio-acetato e vengono prodotti a mano da artigiani italiani. Perfetti per chi vuole esprimere con audacia il proprio stile, sia per uomo sia per donna.

Anche in questo caso la collezione è declinata in 4 abbinamenti:

•   l’elegante Piquet Eco Havana sia da sole, con Lenti verdi, che da vista;

•   il ricercato Piquet Eco Dark Havana con Lenti blu;

•   l’originale Piquet Eco Champagne con Lenti verdi;

•   l’immancabile classico Piquet Black sia da sole, con Lenti grigio scure, che da vista.

Click&Boat, un nuovo modo per vivere la vacanza in mare

Click&Boat è un progetto che ti permette di vivere le tue vacanze lontano dal caos estivo delle città costiere, al largo di un’imbarcazione noleggiata. Sempre più italiani hanno riscoperto il piacere di una vacanza totalmente immersiva, a contatto con la natura.

Lontano dalla routine quotidiana, chi sceglie di noleggiare un natante ha riscoperto il valore di ritrovare se stessi, affrontando i propri limiti; una soluzione che ti permette di staccare completamente dal tran tran cittadino. Infatti, secondo recenti sondaggi, sono proprio gli abitanti delle città interne della nostra Penisola a prediligere la vacanza in barca.

Click&Boat. Capri
Vista sulla scogliera a strapiombo di Capri
Il catamarano Nemo

Da una recente indagine di Solovela.net, emerge che, lo scorso anno, circa il 56% degli italiani ha scelto il
mare come destinazione delle sue vacanze e circa il 40% delle famiglie italiane ha optato per una vacanza
in barca lungo le incredibili coste italiane. La vacanza a bordo di una barca è, infatti, sinonimo di libertà.

A rivolgersi a Click&Boat sono per prima le famiglie. I dati diffusi di recente da Click&Boat confermano il legame stretto con le famiglie: ben il 45% delle prenotazioni sono fatte proprio da loro, la cui un’età media di chi prenota è di 40 anni. Inoltre, le famiglie tendono o a viaggiare da sole o a coinvolgere anche un altro nucleo familiare. Il 45% dei nuclei famigliari sceglie di farsi cullare dalla onde a bordo dei catamarani, imbarcazioni spaziose e confortevoli; il 30% di loro sceglie le maestose ed eleganti barche a vela per partire alla volta di vacanze all’insegna dell’avventura. Il 10%, invece, sceglie le imbarcazioni a motore per raggiungere calette, insenature e spiagge difficilmente raggiungibili da grandi imbarcazioni.

Click&Boat
Interno del catamarano Nemo
La cabina matrimoniale del catamarano Nemo

Il restante 15 % sceglie il noleggio giornaliero, giusto per respirare un po’ di aria pura e libertà!

Diverse sono le destinazioni italiane scelte da chi noleggia le imbarcazioni. Spiccano, fra tutte, Toscana (25%), Sardegna (22%). Navigando sempre a Sud, nel Mediterraneo e verso la Sicilia, il 20% sceglie l’arcipelago delle Isole Egadi, incastonate in splendide acque limpide, ospitano una ricca e variopinta
flora e fauna marina; the last but not the least si posiziona la Campania, con le sue coste suggestive, i
paesini a strapiombo sul mare, i suoi colori, è meta prediletta dal 15 % delle famiglie, cornice perfetta per
una vacanza che unisce mare, buon cibo e cultura.

Click&Boat, il progetto

Jérémy Bismuth e Edouard Gorioux sono le menti dietro la piattaforma di noleggio natanti nata nel 2014. L’idea è quella di rimettere su mare parte di quelle imbarcazioni lasciate ancorate nei pontili. Si stima che i francesi utilizzino le loro imbarcazioni solo 10 giorni l’anno. L’offerta è davvero ampia. Al catamarano, barca a vela e barche a motore sopra citati, si aggiungono gommoni e yacht, tutti con o senza skypper.

Edouard Gorioux (sx) - Jeremy Bismuth (dx)
Edouard Gorioux (sx) – Jeremy Bismuth (dx)

Per la copertina, Credit Jef Folkerts.

Fuorisalone 2022, tre marchi di home decor per arredare casa con stile

Apre i battenti il Fuorisalone 2022: la kermesse più attesa per gli appassionati di home design.

A Milano va in scena il meglio del design nazionale e internazionale dopo due anni di stop forzato causa pandemia.

I quartieri della capitale italiana della moda e del design pullulano di eventi e feste. Si torna a dare voce ad una nuova stagione (o meglio, Rinascimento) dell’home decor.

TOILETPAPER STREET dreamed with ORGANICS by Red Bull 

Via Balzaretti, questo è il primo appuntamento con la Milano Design Week che non dovete perdere assolutamente. Qui, i palazzi storici diventano un’installazione Pop Art a cielo aperto. Il visitatore si troverà dinanzi ad un’opera artistica pubblica, donata alla città. Le facciate degli edifici, infatti, sono state illustrate con alcune celeberrime copertine di TOILETPAPER, la rivista fondata da Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Il progetto, frutto della collaborazione con ORGANICS by Red Bull, coinvolgerà gli avventori con un street party previsto giovedì, 9 giugno alle 18:30 che sarà ripetuto anche il 10 e l’11.

Toiletpaper, l’installazione al Fuorisalone

La color Therapy di Profilo sbarca da BigApple Design – 5 Vie Milano

Andrew Vianello e il suo (miglior) Profilo tornano alla Milano Design Week colorando BigApple Design con un progetto che assicura benessere “psicofisico”. Vianello, imprenditore camaleontico, propone i suoi profili in una teca di vetro colorata con tonalità che vanno dal rosso spritz, ad un azzurro desideroso di evasione; dal sofisticato nero notturno, ad un verde pieno di speranza, o un giallo colmo di gelosia e molti altri colori. Le cloche, in stile Wunderkammer, riflettono lo stato d’animo dei protagonisti della scultura, quest’ultima realizzata con fili di metallo che s’intrecciano tra loro.

La Color Therapy di Profilo

Le mappe di Frank&Frank fanno tappa a Milano dopo Venezia

Da BigApple Design – 5 Vie Milano, ritrovare la strada non sarà che un gioco da ragazzi grazie alle mappe in pelle laserata firmate Frank&Frank. Per il Fuorisalone 2022, il marchio fondato da Marcella Molinini e Roberto De Gregorio, propone una cartografia dettagliata della città meneghina. La pelle utilizzata non proviene dal circuito industriale e viene lavorata secondo metodo artigianale. Le mappe, vere opere d’Art-Design, interpretano in modo artistico la voglia di viaggiare. E così, mentre catturano l’attenzione dei visitatori della mostra al JW Marriott Venice Resort & Spa in attivo sino al 27 novembre 2022, a Milano Frank&Frank fanno ritrovare la strada in modo del tutto originale.

Fuorisalone 2022 - Frank&Frank, mappa di Milano
Frank&Frank, mappa di Milano

L’erbario di Pictalab e Nicolò Castellini Baldissera

La carta da parati è realizzata in modo artigianale da maestri che affrontano le progettazioni con tecniche differenti. Alla Milano Design Week 2022 la collezione wallpaper è dipinta a mano e creata in collaborazione con l’interior designer Nicolò Castellini Baldissera. Portaluppi’s Herbarium, questo è il nome della collezione, si ispira al progetto che l’architetto Piero Portaluppi realizzò per la dimora storica di Ettore Conti e Gianna Casati. Il team, capeggiato da Orsola Clerici e Chiara Troglio (fondatrici Pictalab) ha lavorato per circa un anno sulla grafica, riproducendo il motivo botanico in vista sulle pareti dell’abitazione. La collezione di wallpaper è raffinata, classica e contemporanea allo stesso tempo.

Portaluppi’s Herbarium

Ca’ del Bosco. Un’opera d’arte che si chiama vino

Il capolavoro di Ca’ del Bosco è il vino della Franciacorta che reca la firma di Maurizio Zanella, imprenditore protagonista del Rinascimento enologico italiano. La sua cantina è immersa in un incantevole castagneto nel bosco; la filosofia aziendale si basa sull’applicazione della tecnologia alla piena espressione delle uve per ottenere i migliori vini possibili.

La Franciacorta è tra le regioni più rappresentative della produzione di Chardonnay, un’uva particolarmente delicata che per essere lavorata al meglio ha bisogno di tecnologie di produzione avanzate.

Il vigneto (ph. Giuseppe La Spada)

Ca’ del Bosco affonda le sue radici negli anni ’60 del Novecento, quando Annamaria Clementi Zanella acquista ad Erbusco, in Franciacorta, una piccola casa in collina, chiamata localmente “Ca’ del Bosc”. Otto anni dopo, il figlio Zanella, attuale presidente della cantina, impianta i filari di vigneto. Sarà proprio Maurizio, di ritorno dalle caves in Champagne, a dare il suo contributo all’avvio del percorso del vino italiano di qualità. Nel 1972 nasce il primo vino bianco e tre anni dopo, il primo rosso.

Maurizio Zanella presidente e fondatore di Ca' Del Bosco
Maurizio Zanella, presidente e fondatore di Ca’ Del Bosco

L’incontro con André Dubois

Un’altra evoluzione dell’azienda vinicola porta il nome dello chef de cave André Dubois (coadiuvato, poi, da Brian Larky, laureato all’Università di Davis in California), che porta in azienda un rigore e una perizia notevoli.

Con la vendemmia del 1976 si producono i primi tre vini ottenuti con Metodo Classico: il Brut, il Dosage Zéro e il Rosé, che vedranno la luce tra il 1978 e il 1979. Con la vendemmia del 1978 inizia la produzione del Crémant, che uscirà sul mercato nel 1980. A 18 anni, Maurizio Zanella realizza la prima cantina a 11 metri di profondità, così come aveva visto fare in Francia.

VC Dosage Zéro 2017 (1)
VC Dosage Zéro 2017
Cuvée Prestige Edizione 44

Controcorrente, innalza drasticamente la densità dei ceppi per ettaro, impiegando diversi sistemi di allevamento ed effettuando il diradamento dei grappoli.

Dal 1985 l’enologo di Ca’ del Bosco è Stefano Capelli, diplomato all’Istituto di Conegliano. Grazie a lui sono state brevettate alcune attrezzature innovative. Anche la cantina evolve, a partire dalla sua superficie che da 10.000 mq passa a 20.000 mq.

Ca’ del Bosco diventa, così, una struttura dotata della tecnologia più avanzata, al fine di ridurre al minimo i trattamenti sul vino, esaltando le caratteristiche di un’eccellente materia prima e interferendo il meno possibile con gli agenti esterni.

I vini

La produzione di vini firmata Ca’ del Bosco permette di degustare un perlage pregiato e dalle note variegate. In questa congiunzione vanno a intrecciarsi diversi elementi che fanno di una bottiglia, un capolavoro: sicuramente il buon sole e ottime botti per la maturazione del vino; la tecnologia, in tutto questo, fa la sua parte. La scelta delle uve, più di tutto, è il risultato del successo firmato dall’azienda vinicola.

Cuvée Prestige, Cuvée Prestige Rosé, Vintage Collection Brut, Vintage Collection Dosage Zéro Noir; Vintage Collection Dosage Zéro; Vintage Collection Satèn, Cuvée Annamaria Clementi, Cuvée Annamaria Clementi Rosé, Curtefranca Bianco, Curtefranca Rosso; Chardonnay, Pinéro, Maurizio Zanella, Carmenero. Queste sono le etichette e le specialità di vini Franciacorta offerte dall’azienda.

Le uve (che durante la raccolta sono riposte in una cassa di legno da 16 kg per evitare che gli acini si schiaccino) vengono vinificate attraverso il metodo Ca’ del Bosco, direttamente in azienda. Tutti gli ettari di vite (244,47, per l’esattezza) sono lavorati da mani esperte secondo agricoltura biologica. La maturazione degli acini viene monitorata attentamente, vigna per vigna, settimana per settimana. Il nettare ottenuto, poi, sarà imbottigliato in sede con marcatura univoca, su ogni bottiglia; ognuna di essa è tracciabile; ha un nome, un numero. Una storia. Una vita, tutta sua.

Per Ca’ del Bosco, infine, biologico significa anche ridurre la quantità di solfiti in ogni bottiglia che diventano meno di 50 milligrammi/litro: un quarto rispetto alla soglia massima consentita dalla legge.

L’eco-sostenibilità di Situér Milano al Salone del Mobile

Situér Milano, il marchio milanese dal codice estetico minimale, sarà protagonista al Salone del Mobile di Milano, atteso dal 7 al 12 giugno 2022. L’etichetta è stata fondata in seguito ad un’intuizione: piegare il metallo anziché saldarlo. In Toscana nasce l’inconfondibile curvatura protetta da brevetto e che realizza le celeberrime scaffalature.

Il prodotto proposto da Situér vanta un’ispirazione industriale, minimale ed è modulabile.

La label, che vede tra le sue figure chiave Biagio Castellani e Federica Paoli, forgia l’acciaio con l’iconica piegatura a “C” con attenzione alla sostenibilità. Ciò è permesso dalla tecnica di lavorazione che rifiuta la saldatura (altamente inquinante) a favore della piegatura. Ne limita le emissioni di Co2, permette di risparmiare i consumi energetici; riduce il materiale di scarto e accorcia considerevolmente la durata del ciclo produttivo.

Lampada in ottone
Situér Milano – LG-02 pouf ottone

Al salone del Mobile di Milano, il marchio propone la nuova collezione LG – 22 che nasce dall’incontro tra i due giovani designer Federica Poli e Biagio Castellani – fondatori del marchio Situér – e Lorenzo Guzzini, architetto e fondatore dello studio-atelier a Milano.
Ogni elemento presentato esprime la volontà̀ di creare oggetti semplici e densi di significato. Il metallo, sempre senza saldature grazie alla piegatura Situér, resta l’attore principale e per la prima volta, si accosta a materiali naturali come vetro e legno o a tessuti tecnologici ed ecosostenibili.

FEDEZ – J-AX insieme per LOVE MI: il concerto gratuito a Milano per una giusta causa

Ritornano più uniti che mai i due rapper milanesi. LOVE MI è una dichiarazione d’amore alla città di Milano ma soprattutto un evento solidale che intratterrà il pubblico con live music, la sera del 28 giugno (a partire dalle ore 18.30) in piazza Duomo a Milano. E con l’occasione, vedremo assieme dopo anni di lungo silenzio, Fedez e J-Ax sullo stesso palco.

Patrocinato dal Comune di Milano, lo spettacolo è stato voluto fortemente da Federico Lucia che torna finalmente sul palco, dopo aver annunciato la malattia che lo ha colpito di recente.

I fondi raccolti grazie al numero solidale che verrà attivato appositamente saranno donati dalla Fondazione Fedez E.T.S. a TOG – TOGETHER TO G. La Onlus diventata un centro di eccellenza nella riabilitazione dei bambini affetti da patologie neurologiche complesse; in particolare Paralisi Cerebrali Infantile e Sindromi Genetiche con Ritardo mentale. Onlus che la Fondazione Fedez E.T.S. ha supportato anche in passato. L’evento è curato da DOOM ENTERTAINMENT e prodotta da da VIVO CONCERTI. Il concerto è stato reso possibile anche grazie al sostegno degli sponsor: MARTINI, YAMAMAY e Carpisa.

Sul palco si alterneranno le voci più ascoltate della musica italiana attuale nonché grandi amici e sostenitori di Federico: Ariete; Beba, Cara, Dargen D’Amico, Frada, Ghali, J-AX; Miles, MYDRAMA, M¥SS KETA, Nitro, Paky, PAULO, Rhove, Rosa Chemical, Rose Villain, Mara Sattei, Shiva, Tananai, Tedua. L’evento è

Il commento di Fedez e J-AX.

Questa iniziativa è un’occasione dalla duplice valenza: da una parte un concerto gratuito che permette a tutte le persone di poter fruire di un vero e proprio festival musicale e dall’altra partecipare collettivamente a un’iniziativa benefica per un progetto, il nuovo centro TOG, che sarà un fiore all’occhiello per la nostra città.” Dichiara Fedez e aggiunge “Sono felicissimo di aver dedicato le mie energie a questa iniziativa e dopo questa esperienza mi impegnerò a fare sempre di più”.

Sono felice di poter dare il mio contributo ad una causa così importante a favore dei bambini affetti da patologie neurologiche molto complesse. Attraverso la musica del grande concerto che faremo a scopo benefico, la mia Milano, che ha sempre dimostrato di essere un’eccellenza in tutto, ci permette ancora una volta di essere migliori e di far parte di un bellissimo progetto a favore di chi ha bisogno. Il significato di quel giorno che vivremo insieme – conclude J-Ax – non sarà solo fatto di canzonette ma di vivere con gioia quel palco nella speranza di regalare a questi bambini un futuro migliore”.

Come partecipare a LOVE MI

Tutti sono chiamati a partecipare all’evento. Il concerto, infatti, sarà trasmesso in diretta alle 19:00 su Italia 1 (partner ufficiale di LOVE MI) e in streaming su Mediaset Infinity.

Apre il ristorante Volta del Fuenti nella magnifica cornice della Costiera Amalfitana

New opening in Costiera Amalfitana, a Vietri sul Mare, con il ristorante fine dining Volta del Fuenti, guidato dall’Executive Chef Michele De Blasio, all’interno della splendida cornice del Giardino del Fuenti.

Volta del Fuenti. La proposta culinaria

Si affaccia sul Golfo di Salerno e vanta una vista fatta di giardini pensili e mediterraneità. Il nuovo ristorante, aperto anche a piccoli e grandi eventi, offre una cucina di tradizione partenopea in chiave contemporanea. L’originalità dell’offerta è nella stagionalità. De Blasio, infatti, porta sui fornelli i migliori ingredienti che offrono le varie stagioni; si reca personalmente dai produttori per assicurarsi l’alto pregio delle materie prime che cucina attraverso lunghe preparazioni per esaltare gli aromi e i sapori.

Michele de Blasio - chef volta del fluenti
Lo chef Michele De Blasio

Nel motto “l’originalità si riflette nel ritorno alle origini”, lo chef propone piatti originali che si ispirano anche alla cultura culinaria molecolare. Per ogni pietanza raggiunge l’equilibrio, frutto di uno studio certosino sugli ingredienti e materie prime, per sperimentare nuove idee.

Giardini del Fluenti, il nuovo progetto ambizioso

A firmare il progetto sono i fratelli Alessandra e Pier Luigi De Flammineis, che rappresentano la terza generazione di imprenditori che gestiscono Giardini del Fluenti

Giardini del Fluenti
Giardini del Fuenti
Giardini Fuenti
Un altro angolo del giardino

“All’indomani di due anni molto complicati per tutti, siamo orgogliosi di inaugurare il nostro ristorante Volta – sottolineano Alessandra e Pier Luigi De Flammineis – un luogo dove Michele potrà dare libero sfogo alla sua genialità e che consentirà a noi di mettere un altro tassello al nostro ‘puzzle’ di riqualificazione dell’intera area e valorizzazione di questo lato della Costiera Amalfitana”. 

Il ristorante rappresenta un piano ambizioso per i giovani imprenditori. L’obiettivo della proprietà è completare il progetto di riqualificazione dell’intera area. Un progetto di design elegante che rispecchierà lo stile sofisticato e autentico che contraddistingue Giardini del Fuenti.

Volta del Fluenti
Il porticciolo
Giardini del Fuente beach
Giardini del Fuente beach

“Dall’esperienza del passato, – spiegano i proprietari Alessandra e Pier Luigi De Flammineis – nasce la volontà della terza generazione di trarre una lezione e di guardare al futuro, continuando a investire, promuovere e valorizzare il territorio, ma soprattutto con un forte senso di rispetto verso questa terra meravigliosa.”