Gli esclusivi chelsea boots di Scarosso sono firmati da Nick Wooster

Nick Wooster, celeberrimo consulente di moda newyorkese, firma l’ultimo modello di chelsea boots del brand Scarosso.

Nascono nella Londra dell’Ottocento e nel corso dei secoli sono stati calzati da intere generazioni di uomini. Nel Novecento, ancora in voga in tutta Inghilterra, saranno i Beatles a esportarli nel mondo. Per John Lennon e Paul McCartney diverranno u caposaldo della loro uniforme, contribuendo al successo di quest’iconici stivali disegnati per la prima volta da J. Sparkes-Hall (il calzolaio della regina Vittoria) che si ispirò ai jodhpur, le calzature indossate dai coloni britannici, in India. Fu proprio la regnante a essere la prima sostenitrice di questi innovativi stivali realizzati in gomma vulcanizzata, calzandoli durante il suo tempo libero. Non è un caso, dunque, che da oltre duecento anni i Chelsea Boots (o Beatles) sono un accessorio immancabile nel guardaroba maschile e femminile.

Il loro vanto è certamente la versatilità. Testimoni, infatti, le infinite diapositive che vedono protagonisti i Beatles, questi boots possono essere abbinati sia con smoking sia con look più casual.

Gli stivali disegnati da Nick Wooster per Scarosso hanno una vestibilità più contemporanea e di grande impatto visivo. Tutti i modelli realizzati dall’image consultant di New York hanno un gambale alto e sfilato che entra in contrasto con la punta tonda. Caratteristica accattivante è la suola premium carrarmato Vibram dal volume over che ritroviamo anche nel guardolo. La pelle a effetto spazzolato la ritroviamo tinta di una palette di colore decisa: dal nero al marrone con suola ton sur ton ai color block del bianco e del verde bottiglia con contrasto cromatico nero sulla suola e sugli elastici laterali. Non manca, infine, il pattern effetto animalier con stampa leopardata e cavallino, di gran effetto. La capsule collection del marchio italiano è stata realizzata da maestri artigiani in Italia, confermado l’impegno di Scarosso nel proporre, ai propri clienti, scarpe di assoluta esclusività.

“Quando penso ai Chelsea Boot, penso all’eroe non celebrato delle calzature – afferma Nick Wooster- Sono facili da indossare e da togliere come un mocassino – l’iconico Fred ad esempio, un modello dalla linea minimale, risulta essere ingannevolmente semplice e classico. La mia svolta su questo must have è stata pensare ai colori del mio guardaroba che si sarebbero prestati a uno stivale davvero ben fatto. La tavolozza che abbiamo inventato funziona con qualsiasi cosa tu voglia indossare: nero, bianco, marrone cioccolato, verde cacciatore e leopardo. Sono stato sempre un sostenitore del seriale, quando trovi qualcosa che ti piace e fa per te, lo devi sviluppare in serie.”

Breitling presenta al 61° Salone Nautico di Genova il nuovo Endurance Pro

Breitling, l’orologio dalla personalità vincente, rilancia la sua #SQUADONAMISSION composta da veterani del team della casa svizzera e new entry leader del mondo dello sport d’azione, conquistando il 61° Salone Nautico di Genova, con un segnatempo di massima precisione, tecnologico e performante, che è stato presentato all’interno del Breitling Theatre in occasione dell’evento annuale più atteso di Genova. Il claim esplora, attraverso nuovi e potenti volti, il suo focus dedicato a donne e uomini dinamici che sposano la filosofia inclusiva del marchio fondato nel 1884 da Léon Breitling.

Ospite d’eccezione è il ciclista pluripremiato Vincenzo Nibali, testimonial della Champions Squad di Breitling insieme alla sciatrice alpina Federica Brignone e al pilota motociclisico Tony Cairoli. Nibali ha raccontato la sua esperienza insieme alla Triathlon Squad di Breitling, capitanata da Jan Frodeno, che ha partecipato per due anni di fila alla Coronation Double Century, il principale evento sudafricano di ciclismo endurance su strada a sostegno di Qhubeka, un’organizzazione benefica mondiale che fornisce biciclette a persone delle comunità africane con limitate possibilità di trasporto. La prossima edizione della Coronation Double Century si svolgerà a Swellendam il prossimo 27 novembre.

Altra ospite della serata è stata Elisa Balsamo, classe 1998. Campionessa di ciclismo su strada Under 23, assieme ai colleghi sportivi Mattia Guadagnini, Valerio Lata, Gianluca Facchetti e Nicolò Bulega con l’hashtag #beintheaction ha sposato i valori del brand che invita i giovani a seguire con tenacia i propri obiettivi.

Vincenzo Nibali
Elisa Balsamo

Il Salone Nautico è stata, inoltre, l’occasione per ribadire il costante impegno del marchio nella salvaguardia della salute dell’ambiente. Un’attività in cui crede fermamente anche il surfista Roberto D’Amico, brand ambassador, che ha incarnato perfettamente la mission sostenibile di Breitling, raccontando gli ultimi progetti a sostegno della tutela del mare, in particolar modo con il format Roby Clean Up che da anni s’impegna a pulire le spiagge dei nostri litorali, insieme a un altro progetto in fase embrionale per liberare gli atolli delle Maldive da questa pericolosa minaccia. Breitling, da tempo, si impegna a collaborare con enti e associazioni che svolgono attività etiche nei riguardi dell’ambiente come Ocean Conservancy, un’organizzazione che da quasi cinquant’anni si batte per la salvaguardia degli oceani; alla creazione delle Breitling Squad che presentano una marcata sensibilità ambientale. Inoltre, grazie alla partnership con Outerknown, marchio di abbigliamento “etico” che fa capo proprio al membro della Surfer Squad, Kelly Slater, vengono realizzati cinturini eco-sostenibili in Econyl, come i nuovi ed eleganti astucci per gli orologi, che sono realizzati grazie con l’utilizzo di plastica riciclata.

Roberto D’Amico

Lo squad di Breitling fa, infine, rotta verso sud, in Sardegna, con lo SWANK Rally che vede protagonisti: Irene Saderini, blogger e content creator, Marco Aurelio Fontana, campione di mountain bike e Gian Maria Gabbiani, pilota automobilistico, imprenditore e personaggio televisivo che ha gareggiato anche in Offshore e ha raccontato sul palcoscenico di Breitling il suo legame con il Brand, la sua passione per il mondo dei motori e i suoi successi sportivi.
A loro e a tutti i giovani dinamici e tenaci, l’etichetta svizzera dedica il nuovo cronografo Endurance Pro. Dotato di un movimento SuperQuartz™ termocompensato, è l’orologio “athleisure” per eccellenza della gamma Professional di Breitling.

Gian Maria Gabbiani

Emporio Armani, i quarant’anni dell’aquilotto che parla alle nuove generazioni

Emporio Armani compie quarant’anni: un traguardo raggiunto osservando una generazione in continuo cambiamento. L’aquilotto sfila in Armani Teatro con un power dressing che promette una primavera/estate 2022 al passo con una leggerezza che continua a essere simbolo di uno stile di vita piuttosto che una tendenza. Un esercizio che nell’immediatezza espone, in vetrina, una cura nei dettagli maniacale; un potente messaggio che pone una questione primaria: nelle collezioni del Re della moda italiana, il buon gusto non va mai in vacanza. Secondo Oscar Wilde, che per anni diresse la rivista di moda femminile The Woman’s World, “O si è un’opera d’arte o la si indossa”, un mantra per l’algido stilista piacentino che ha fatto del rigore estetico, la sua firma.

Lo show, che si apre con una serie di highlight della collezione, presenta una co-ed ben equilibrata. Donna e uomo sfilano insieme proponendo una spring/summer 2022 all’insegna di capi iconici come la giacca destrutturata, i pantaloni con pinces e ancora casacche e parka dal taglio esotico. Nonostante le differenze tra il guardaroba maschile e quello femminile, il costante dialogo tra due universi differenti si fa sempre più serrato. Nel deserto immaginario di Emporio Armani, le contaminazioni esotiche compiono un lungo percorso nella contemporaneità.

“I primi 40 anni di Emporio Armani” vengono celebrati da un prodotto editoriale – niente di più prezioso – un numero speciale di Emporio Armani Magazine, diretto come i precedenti numeri da Rosanna Armani. Accompagnato da un doppio CD contenente brani musicali dalle sonorità
lounge e clubbing selezionati con la collaborazione di DJ Ravin
. La relativa versione in vinile, con nove tracce e prodotta in edizione limitata, riporta sulla superficie l’immagine della copertina del magazine ed è in vendita da settembre nei punti vendita Emporio Armani delle principali città d’Europa e a seguire nel resto del mondo.

Gorgeous George – così fu definito sulle pagine della rivista americana Time – ebbe il merito di introdurre elementi maschili, nel guardaroba femminile. Negli anni Ottanta, dopo aver detto addio agli studi in medicina e in seguito una lunga gavetta come vetrinista a La Rinascente iniziata negli anni Sessanta, a quarant’anni debutta nel prêt-à-porter con il suo eponimo marchio. Armani è simbolo di una rivoluzione estetica che libera l’uomo dalla corazza del completo borghese e, in un certo senso, capta l’idea geniale del collega francese Yves Saint Laurent, ridisegnando l’archetipo femminile. E se per Yves, sono Betty Catroux e Ines de la Fressage, le sue muse, il re del Made in Italy si ispira alle borghesi e alle imprenditrici milanesi.

Le sue doti, indiscutibili, furono notate da Nino Cerruti nel ’65, che lo assume come stilista per la sua ditta di confezioni, Hitman. Perfezionista qual era, inizia a lavorare sui potenziali del tessuto riuscendo a realizzare modelli che permettessero di rispiarmare tessuto. Riduce ilo quantitativo di bottoni sulla giacca e destruttura il suo interno. Ideologicamente, l’evoluzione della giacca si propone nel blazer di velluto nero, nel caban andino e nella giacca a spalla tonda. Sette anni dopo, e grazie all’incontro di Sergio Galeotti (un aspirante architetto viareggino e compratore di modelli), Armani apre il suo ufficio di consulenza in Corso Venezia, a Milano. Ci vorranno due anni, nel ’73, prima che lo stilista piacentino possa cedere alle lusinghe di Galeotti. Quest’ultimo organizza la struttura societaria, Armani produrrà solo idea: con l’accordo con Gft, il ready-to wear entra nella fabbrica sotto la cura dello stilista.

Nell’81, Giorgio lancia la linea Emporio Armani. L’aquilotto spicca il volo quattro decenni fa, quando Giorgio Armani intuisce che i giovanni dell’epoca nutrono la necessità di crearsi un’immagine solida, attraverto un abbigliamento curato e lontano dall’estetica hipphy che aveva predominato l’ultimo ventennio del Novecento. Si va, dunque, a delinearsi il profilo del boomers e dello yuppy (young urban professional) che indossa la giacca e la cravatta con disinvoltura. Promotore del power-look è Armani, sostenuto dai colleghi Hugo Boss e Ralph Lauren. Lo stile dello stilista italiano, un mix tra Miami Vice e American Gigolò, conquista le strade e il pragmatismo dei ricchi che indossavano le sue creazioni affermando, di fatto, il potere del denaro e contribuendo a far crescere la fama di The King in tutto il mondo. Da lì a poco, avrebbe affermato: Quello che propongo in passerella è esattamente il prodotto che i miei clienti trovano nei negozi. La moda è sostanza, non serve esagerare. Ho sempre rifiutato l’omologazione alle cosiddette tendenze e sono rimasto me stesso, anche se ogni stagione procedo per piccoli aggiornamenti di stile.

 Le donne non hanno più bisogno di armature per vincere le loro battaglie nelle stanze dei bottoni e per questo ho alleggerito la giacca per conferirle una nuova dolcezza”. Armonia ed equilibrio che trasferirà dalla prima collezione alla giovane Emporio Armani, che con un’astuta azione di marketing riesce a conquistare un target ben lontano dal suo principale mercato, i vent’enni. Nello stesso anno, dopo le critiche ricevute per la collezione ispirata da antichi costumi giapponesi visti nel film Kurosawa, Armani decide di non sfilare per una stagione. Una ribellione che gli permetterà di posare sulla copertina del Time. Una mossa intelligente e ben pensata poiché il fatturato, nell’82, triplica.

Nell’83, il pret a porter Giorgio Armani sarà ribattezzato Borgonuovo 21, la strada nel quale è ubicato il palazzo acquistato dagli eredi di Franco Marinotti. Alla morte di Galeotti, avvenuta nell’85, Armani rimane solo ma ricostruisce l’immagine della sua donna intruducendo, un anno più tardi, gli abiti da sera. Inizia a collezionare diversi riconoscimenti come i tre premi Occhio d’Oro, per la migliore collezione della stagione.

Gli anni Novanta incedono nel nome del blazer che, man mano, diventa sempre più slim. Si riduce la silhouette e si avvia un processo di contaminazione come nel ’94, quando Giorgio mixa tessuti pregiati allo stile casual. La sua palette, generalmente dati toni freddi, diventra vibrante ispirandosi alla tavolozza colori di Matisse. Nel ’97, il sophisticated grege, conosciuto come Greige, diventa la tonalità eletta del designer: il grigio si mischia al beige per un risultato, appunto, sofisticato.

Negli anni 2000, l’autorevolezza del designer piacentino non conosce mutazioni. L’immagine del suo marchio, glamour e forte, continua a conquistare i mercati americani e asiatici. La donna Armani entra nel terzo millennio con garbo, forza e fascino e si addolcisce con elementi iper femminili con il tulle che diventa eletto per l’ispirazione autunno/inverno 2001-02 che disegna un defilé per un “balletto che è l’apoteosi dell’eleganza”.

Negli anni, Giorgio Armani ha prodotto diverse collezioni: Armani Privé, Giorgio Armani, Emporio Armani, Armani Collezioni, AJ, Armani Jeans, A/X Armani Exchange, Armani Junior, Armani Teen, Armani Baby e Armani Casa, con un aggiornamento odierno alle 3 linee vincenti Emporio Armani, Giorgio Armani e AX Armani Exchange.
Visonario com’è, The King crede fortemente nell’influenza che l’arte ha nella moda. Condizionato da tale pensiero, nell’aprile 2015, in via Bergognone a Milano, inaugura il suo Armani/Silos: uno spazio espositivo dove alle esposizioni, si alternano gli show delle sue sfilate. All’interno del suo museo, il 26 settembre 2020, lo stilista fa entrare le telecamere della TV per registare il docu-film che sarà trasmesso su LA7. Il documentario racconta la storia dello stilista con la voce narrante delle persone che gli sono stati accanto lungo la sua fortunata carriera: da Pierfrancesco Favino, a Cate Blanchette e Juliette Binoche, sue muse non solo per l’Alta Moda ma anche per la linea beauty del marchio.  

Ed è proprio nell’headquarter dello stilista, in via Bergognone, che sarà possibile, fino al 6 febbraio 2022, vedere la mostra THE WAY WE ARE, curata personalmente da Giorgio Armani, che ripercorre senza nostalgie, quattro decenni di un brand all’avanguardia e trasversale.
Un vero e proprio manifesto da vivere e da percorrere. Un manifesto senza tempo, che scavalca e unisce le decadi. Accade ora, e prende vita attraverso l’esperienza sempre unica di chi visita la mostra.
Ho immaginato Emporio Armani come una linea con cui sperimentare, catturando le nuove tendenze e proponendo una moda democratica – ha dichiarato il designer – un contenitore nel quale ciascuno può trovare qualcosa e farlo proprio, interpretandolo in modo personale. Oggi rappresenta la declinazione trasversale e dinamica del mio concetto di stile e non ha perso lo spirito iniziale di individualità e aggregazione, di ricerca e libertà come quei “valori ai quali ho voluto dare risalto con questa mostra, perché da sempre Emporio è un marchio fortemente ancorato alla contemporaneità, che riflette l’energia e la vitalità delle metropoli, cogliendone il ritmo e proponendo un’esperienza fatta di abiti, accessori e idee”.

Golosa curiositàIl 40° anniversario dal debutto sul mercato di Emporio Armani è stato celebrato anche da Gusto 17 con un’iconica Limited Edition di Stecchi Gelato: un concept di gelati artigianali gourmet, realizzati con ingredienti naturali. Pragonista assoluto della limited edition è il Greige, un colore di sfondo, discreto e sofisticato, che Giorgio ha ottenuto dalla combinazione tra il grigio e il beige. La linea di stecchi artigianali è caratterizzata da un ripieno di gelato al Pistacchio salato di Sicilia ricoperto da una cover di pregiato cioccolato bianco lavorato con polvere di carbone vegetale derivato dal cocco: il risultato è un’elegante copertura bi-color realizzata artigianalmente e solo con ingredienti naturali, disponibile in tre diversi accoppiamenti di nuances greige. Puro, delicato, armoniosamente avvolgente, la cover al cioccolato punta sulle note di miele e di vaniglia e annunciano il sapore vellutato del latte fresco e del pistacchio leggermente salato che seduce occhi e palato.

Ecoalf sceglie Clan Upstairs per il lancio della linea premium Ecoalf 1.0

Ecoalf, azienda spagnola leader nella produzione sostenibile, lancia la nuova linea premium Ecoalf 1.0 e per il suo debutto sceglie la vetrina del concept store Clan Upstairs, situato in zona Brera, a Milano.

Una collezione dalla forte personalità, in linea con l’estetica del marchio Made in Spain, fondato nel 2009 da Javier Goyeneche. Un progetto che si traduce in una missione ben precisa: realizzare capi dal mood contemporaneo (e indossabili da più generazioni), sostenendo il processo di salvaguardia del pianeta. È il caso della collezione autunno/inverno 2021-22, realizzata risparmiando 1440 milioni di litri d’acqua. Inoltre, la Fondazione Ecoalf, fondata nel 2015, per celebrare la giornata mondiale degli oceani (con cadenza annuale fissata all’8 giugno dal 1992) ha realizzato un docu-film e una mostra digitale per documentare l’impegno di oltre 3000 pescatori che ogni anno recuperano tonnellate di rifiuti dai fondali marini, attraverso il programma Upcycling the Oceans.

Numeri impressionanti, quelli ottenuti dall’imprenditore Javier Goyeneche che, negli ultimi anni, con la sua azienda ha sviluppato più di 400 tessuti riciclati, riciclando più di 250 milioni di bottiglie plastiche, 80 tonnellate di reti da pesca scartate, pneumatici usati, migliaia di tonnellate di cotone e lana post-industriale, risparmiando oltre 63 milioni di litri di acqua nella collezione di cotone riciclato.

Ecoalf 1.0 è il risultato di oltre dieci anni di ricerca e determinazione, un sogno diventato realtà. Quando nel 2009 ho fondato Ecoalf volevo creare pezzi senza tempo per far sì che diventassero capi base nel guardaroba di ognuno di noi, creati con materiali riciclati e a basso impatto, ma di alta qualità. Ecoalf 1.0 è tutto questo. In Clan Upstairs abbiamo trovato il giusto partner per offrire il nostro lifestyle sostenibile ad una clientela sofisticata e attenta, uno store dove poter esprimere il nostro enorme potenziale”, sostiene Javier Goyeneche, Fondatore e Presidente Ecoalf.

A sostenere l’entusiasmo di Goyeneche, il fondatore di Clan Upstairs che conclude:  “Visionando la linea Ecoalf 1.0 ho subito percepito una forte personalità stilistica e una perfomance nei tessuti. L’ispirazione creativa è coerente con quello che i clienti ricercano: pezzi essenziali, realizzati con cura e che indossati “non fanno male”. Il perfetto pensiero per credere nella partnership”.

Per tutta la durata della Milano Fashion Week, che si concluderà il 27 settembre 2021, all’interno dello store sarà possibile visionare una parte della mostra fotografica organizzata da Ecoalf per il progetto Upcycling The Oceans con otto ritratti in bianco e nero, che vedono protagonisti i pescatori che si sono impegnati nel recuperare i rifiuti dai fondali marini degli oceani e del mar Mediterraneo.

YATAY, le scarpe 100% vegane presenta le Irori Rhino

Etica e sostenibilità sono le parole chiave per il marchio di sneaker YATAY: il brand di sneaker fondato da Umberto De Marco nel 2018, 100% Made in Italy e rispettoso dell’ambiente. Un progetto etico non solo sulla carta: l’etichetta, infatti, s’impegna a tutelare il rinoceronte dal rischio estinzione e, per farlo, si affida all’associazione Care for Wilde che con i suoi 28 mila ettari di superficie, nella  riserva naturale di Barberton a Mpumalanga, in Sudafrica, tutela i pochi esemplari rimasti in vita. Se ne contano, infatti, solo 3200 in tutto il mondo, tutelati in micro aree asiatiche e africane. Del rinoceronte di Giava, ad esempio, ne rimangono solo 60 esemplari e rischiano l’estinzione; stessa sorte per la specie indiana e di sumatra.

La capsule collection, si chiama Irori Rhino, e non a caso presenta un pattern che ricorda la pelle di rinoceronte. Per ogni paia acquistate, YATAY e la NGO Car for Wilde si impegna a sostenere il primo mese di adozione del rinoceronte con l’auspicio che l’impegno dell’acquirente possa proseguire nei mesi successivi assicurando, così, massima protezione dell’esemplare.

L’impegno di YATAY continua all’insegna della sostenibilità, attraverso l’utilizzo di materiali bio, con la premessa di far del bene alla salute del pianeta, sempre più minacciata dalla pressante produzione che vede, sul banco degli imputati, il fast fashion. Solo l’1% dei capi dismessi, infatti, sono realmente riciclati. Un numero esiguo nonostante le campagne di sensibilizzazione ampiamente registrate negli ultimi anni che si scontrano contro una produzione massccia che vede, ai vertice di questa assurda piramide, la moda low cost. Sotto accusa, ancora una volta, i marchi della moda low cost e le catene d’abbigliamento attinenti che coadiuvano ad un’abitudine d’acquisto malata, dei frutori della moda a basso prezzo. Entro il 2050 la moda dovrà rispettare gli impegni presi con il Fashion Pact, firmato a Parigi e che vede firmatari oltre 200 brands tra cui le italiane Gruppo Prada, Calzedonia e Salvatore Ferragamo (solo per citarne alcuni).

La collezione autunno/inverno 2021-22 di YATAY presenta inattese combinazioni di materiali bio-based e riciclati, provenienti da fonti qualificate con tecnologie all’avanguardia, e nuove texture, dettagli, finiture e colori. Un piccolo passo per una moda realmente eco-friendly. La Irori Rhino, il modello di scarpe da ginnastica ispirato dalle iconiche Irori, presenta una doppia che mixa texture differenti come il corn leather “martellato” ed “eco-suede” alla Dinamica®, la microfibra made-in-Italy vegana realizzata con fibre di poliestere riciclate provenienti da bottiglie di plastica e T-shirt, attraverso un ciclo produttivo all’acqua senza l’utilizzo di solventi. La palette di colore è ricca di sfumature che vanno dall’almond milk al caramel love, liuk e violet mango. 

Saucony Originals celebra i suoi 30 anni con un mega evento durante la Milano Design Week

A trent’anni dal lancio dell’iconica sneaker Shadow 6000, Saucony Originals celebra il suo anniversario con un mega evento nella capitale della moda italiana, durante la Milano Design Week.

È il 1991 quando la griffe lancia sul mercato il celeberrimo modello Shadow 6000, calzato da runner professionisti e dilettanti di tutto il mondo; a trent’anni da quello storico giorno, Saucony Originals si regala un evento stellare a Milano per rendere omaggio a un vero evergreen dell’etichetta statunitense, fondata nel 1898. Una serata organizzata per suggellare il forte legame tra il marchio e i suoi clienti. Gli ospiti nazionali e internazionali, per un totale di 250 presenze, sono stati intrattenuti dalla live performance del duo di DJ Polly & Pamy, DJ Shablo e il rapper – disco di platino – Ernia, protagonista della campagna AI 21 del brand. EricsOne, autore del murale Saucony Originals di 80 mq nel Brera Design District, ha offerto agli ospiti un live painting session di una inedita opera d’arte a tema Shadow 6000.

La collezione autunno/inverno 2021-22, firmata Saucony Originals, vede l’impegno di quattro giovani protagonisti del panorama musicale e culturale internazionale, chiamati a raccontare le loro storie individuali attraverso le Shadow 6000. Presentata ufficialmente il 6 settembre in occasione dell’evento milanese durante la Design Week, Shadow 6000 OG sceglie materiali premium e una nuova mescola PWRRUN per l’intersuola che la rende ancora più leggera e morbida.

“Siamo davvero entusiasti di celebrare la riapertura di questa travolgente città e il 30° anniversario della nostra iconica Shadow 6000. Saucony Originals crede molto nella self-expression e nell’individualità ed è stato importante per noi celebrare il ritorno alo stare insieme e il riaccendersi dell’industria creativa. Siamo orgogliosi di aver collaborato con un giovane di grande talento come EricsOne per il murale inaugurato il 4 settembre all’apertura della settimana del design e per l’inedita opera d’arte che ha creato dal vivo durante l’evento. È un artista autentico, unico e incarna tutto ciò che Saucony Originals rappresenta. La Milano Design Week ha davvero superato le nostre aspettative e good vibes sono state percepite da tutti, sia nel Brera Design District sia dai partecipanti all’evento”, ha commentato Claudia Lunati, Direttore Marketing Globale di Saucony Originals.

Lunae Lumen, alla Milano Design Week la video installazione di Felice Limosani

Felice Limosani, protagonista alla Milano Design Week con la video installazione Lunae Lumen: un’esperienza visuale unica nel suo genere, che attrae e affascina il visitatore. Limosani, che da anni è sotto i riflettori dell’arte contemporanea, presenta una videoarte dalla durata di 5.05 minuti, che contiene la voce narrante (ed evocativa) del Maestro Beatrice Venezi, direttore d’orchestra tra le donne leader del futuro secondo Forbes, e accompagnata da una esecuzione inedita di Clair de Lune, una delle più belle suite per pianoforte scritte da Claude Debussy. L’artista, con base a Firenze, opera con lo status giuridico di Società Benefit per creare inediti modelli di valorizzazione del patrimonio culturale, anche a supporto di contesti sociali e della sostenibilità ambientale. Le sue opere, create su commissione, sono state esposte al Louvre di Parigi, al Miami Art Basel, al The White Chapel Gallery di Londra, a Palazzo Strozzi, Palazzo Vecchio e Accademia di Firenze. E ancora all’ Accademia di Francia a Roma, al Duomo di Milano, alla Triennale di Milano e al Padiglione Mies Van der Rohe Barcellona.

Lunae Lumen è un progetto itinerante. La video installazione, infatti, è stata presentata per la primissima volta lo scorso giugno a Firenze per poi proseguire il suo viaggio a Porto Rotondo, Forte dei Marmi e Cortina d’Ampezzo. La peculiarità di Lunae Lumen è la corrente artistica dal quale prende forma, un nuovo linguaggio espressivo e ibrido che si inscrive nella Digital Humanities, dove la tecnologia più avanzata dialoga con le discipline umanistiche.

Tra le iniziative della Milano Design Week, Philip Morris Italia presenta anche IQOS CLUB, uno spazio presso l’Opificio 31 dedicato a tutti i membri della comunità IQOS e aperto ai visitatori fumatori adulti interessati. L’evento  vanta un allestimento immersivo in cui confluiscono elementi di design e tecnologia. Nello stesso spazio sarà anche possibile apprezzare e gustare le “opere culinarie” preparate dallo Chef stellato Felice Lo Basso del Felix Lo Basso Home & Restaurant di Milano.

Salvatore Ferragamo, il debutto degli occhiali da sole etici

Salvatore Ferragamo lancia, sul mercato, la prima linea di occhiali da sole donna realizzati con materiale a basso impatto ambientale. Responsible Eyewear Collection, questo è il nome della collezione, debutta con due modelli declinati in sette colori caratterizzati da una montatura in Acetate Renew™ e da lenti BioRay; materiali riciclati e rinnovabili dalla qualità impareggiabile, che vantano un minor impatto sul pianeta.

Ferragamo è il primo marchio a lanciare sul mercato Acetate Renew™: un tipo di acetato che deriva da una miscela di plastica a base biologica, ricavata da polpa di legno proveniente da fonti sostenibili e da materiali riciclati recuperati da processi industriali. Le lenti sfumate BioRay sono invece realizzate in plastica a base biologica derivata dall’olio di ricino. Le plastiche a base biologica sono realizzate con materiali vegetali rinnovabili e riducono l’uso di petrolio non biodegradabile. Questa esclusiva novità è stata resa possibile grazie all’accordo tra l’azienda Eastman, che dal 1920 produce materiali d’avanguardia e Marchon, produttore e distributore di occhiali da sole.

Gli occhiali della linea Responsible Eyewear Collection, presentati in una speciale custodia sostenibile realizzata in tessuto misto lino e cotone biodegradabili, presentano una montatura oversize ma assolutamente leggera. I primi modelli disponibili, con forma cat eye over e arrotondata, con particolari dettagli a Gancini e logo della griffe, o dalla forma rettangolare e silhouette oversize con aste decorate stampa motivo Gancini e il classico logo Ferragamo dipinti in oro e oro rosa metalizzato, con effetto smaltato. Gli occhiali da vista, che saranno lanciati in un secondo momento, completeranno la prima linea sostenibile del marchio italiano, da sempre attento alle tematiche ambientali.

La griffe, infatti, ha recentemente lanciato, in occasione della Giornata della Terra 2021, la Earth Top Handle bag e l’orologio F-80 Skeleton Sustainable. E ancora, il debutto della piattaforma Sustainable Thinking, accessibile dal sito ufficiale della griffe, salvatoreferragamo.com e che approfondisce tematiche sostenibili, sviluppandole a 360°.

La 28a Athens Xclusive Designers Week, il volto nuovo del design greco

Per il secondo anno consecutivo, la 28a Athens Xclusive Designers Week, sceglie il format digital per presentare al mondo il meglio della moda greca. I sette episodi sono stati lanciati sul sito LIFO.gr e sul canale Youtube AXDW axdweek. Sette fashion film che raccontano tendenze legate indissolubilmente alle origini della moda ellenica ma che guardano prepotentemente al futuro, vestendo nuove generazioni di uomini e donne sempre più dinamici.

Gli short film, diretti da Christos Theologos e Costas Dimas, ci conducono in tutte le fasi dello spettacolo, dal backstage sino alla sfilata, con interviste esclusive ai protagonisti dei fashion show.

SETTE EPISODI PER SETTE DESIGNER; spazi unici, in certi casi periferici e lontani dal lusso ostentato di certi siti, che fanno da cornici a collezioni dal forte appeal contemporaneo ma che risentono dell’influenza passata dove il peplo prende forma e oggi viene sintetizzato su capi minimali con goffrature strategiche sui fianchi e jumpsuit military-chic, come nel marchio MiRo. Nell’età di Pericle, dove tutto luccica d’oro, Valtodoros Escape apre lo show con capi gold e iperfemminili, lasciando il passo, poi, in un intervallarsi di asimmetrie e ruches e una ricca palette di colori e midi dress leziosi.

Gender fluid è la collezione firmata dal brand Ordoulidis che punta tutto sulla camicia oversize, giocando su tagli moderni che simulano grandi casacche e felpe.

La Resort 2022 di Valtadoros Voyage, invece, tra tagli a sbieco e volant, è la chiara rappresentazione della femminilità dal gusto ellenico. Sprigiona quel desiderio di evasione che ci pervade in estate, inducendoci a vestire con capi dalla femminilità colta che non sente la necessità di esibire.

Mix di trasgressione e leziosità per il brand Deux Hommes che mette in mostra capi ibridi, serious per certi versi, trasgressivi per altri. Il lungo si intervalla al corto, l’asimmetria alla regolarità dei tagli, le trasparenze alleggeriscono l’impianto del progetto.

Fresca e femminile è la collezione firmata da Aesteth dove protaginista è la grafica. C’è tutto il bello della Grecia, delle sue tradizioni con i segni desunti dal folklore ellenico. Tra animalier e foglie di banano, il marchio presenta una linea da indossare tutto il giorno, dove il lusso sta nella fitta plissettatura e nei ricami.

Lak, invece, veste le nuove generazioni di uomini e donne con capi altamente streetwear. La felpa diventa uno stile di vita, lo richiedono gli sportivi e coloro che scelgono di indossare capi comodi e rilassanti.

Il comfort è anche la prerogativa di Parthenis (in cover), che alle pieghe e alle coste dei suoi tessuti abbina vestitini attillati, crop top, bluse e pantaloni comodi; e tra la moda uomo e donna non esiste margine di differenza estetica. Un inno di libertà definito a chiare lettere con il termine ἐλευθερία sulle lunge tshirt oversize unisex.

Irene Aggelopoulos, infine, ha presentato la sua nuova collezione haute couture “Kiss the wind” P/E ’21 ispirati a piume e trame di seta. La sfilata di Irene Angelopoulos si è svolta nell’iconico zona del vecchio aeroporto, con un meraviglioso concetto boho che ricordava lo stile inglese delle villeggiature in campagna.

Ogni stagione, l’Athens Fashion Week sostiene campagne di pubblica utilità e ONG. Questo stagione, AXDW riconoscendo la necessità della donazione di sangue e in occasione del Giornata Internazionale del Donatore di Sangue, ha organizzato una donazione volontaria di sangue presso la propria sede in collaborazione con l’ONG Bloode e un ospedale. L’iniziativa è stata condivisa ampiamente dalla comunità.

“Profilo” di Andrew Vianello è un filo di metallo che si trasforma in una storia

Profilo nasce in un momento di nostalgia quando, lontano dalla sua famiglia e ispirato probabilmente dalle luci ad intermittenza che decorano Parigi nel periodo natalizio, Andrew Vianello inizia a tracciare con dei fili di acciaio, i profili delle persone che porta nel cuore.

Veneto di nascita e milanese di adozione, prima di diventare uno tra i più promettenti designer cantemporanei, Andrew coltiva la sua passione per la scenografia trasferendosi nel capoluogo lombardo dove frequenterà la Nuova Accademia di Belle Arti (Naba). Il teatro, che da sempre lo affascina, a un certo punto della sua carriera diventa la tana sicura dal quale fuggire e l’intuito, guarnito da un guizzo di genio, lo porta fino a Parigi. Nella capitale della moda, Vianello inizia a lavorare il metallo: un passatempo ritagliato fuori la sua occupazione ufficiale che determina la nascita del marchio di home design che, dal suo giorno 0, racconta storie in 2D e 3D.

Profilo, qual è l’illuminazione cha ha dato il via a questo progetto?

Oddio, quasi sorrido. Se vi racconto tutto quello che mi é successo lavorativamente l’anno precedente alla nascita di Profilo dovrei scrivere una commedia cinematografica.
L’illuminazione più decisiva, me l’ha dato un periodo di lavoro a Paris dove seguivo un progetto di interior design. Era il 2015.
Gia sapevo lavorare il metallo, e divertendomi a disegnare i profili di amici e parenti nei momenti liberi, mi ero detto che unendo la capacità di ritrarre i volti umani alla lavorazione del filo di metallo, poteva nascere un progetto di oggetti esclusivi che non fossero né pezzi d’arte dal costo esagerato, né gadget e neanche oggetti seriali. Mi affascinava l’idea di rendere veloce e facile, l’idea di proporre questa interpretazione della ritrattistica, all’interno di realtà commerciali, quali negozi, department stores e concept stores.

Un successo inaspettato che ha aperto le porte de Le Bon Marché: come hai gestito questa notorietà?

Preferirei parlare di visibilità e non di notorietà. Credo fortemente nel valore del lavoro e del sacrificio ma bisogna stare molto attenti a non usurare il brand e posizionarlo nei contesti commerciali giusti. La fortuna è anche una dominante influente, ma il successo è frutto di un idea e da come sai venderla e da come ti proponi. Ovvio il contesto aiuta, Le Bon Marché mi ha permesso di presentare le collezioni ad un pubblico esclusivo, soprattutto internazionale. Per primo, ha saputo sviluppare una “storia” tramite delle vetrine eccezionali, pubblicazioni nei loro cataloghi ma soprattutto ha saputo creare dei pop up store unici e studiati ad hoc per il brand.

Tra i tuoi clienti varie celebritrà: chi è il compratore ideale di Profilo?

Premetto che i clienti quando pagano sono tutti uguali, però ammetto che Profilo ha avuto un notevole ritorno di famiglie nobili, re e principesse, pure dei Paesi arabi. Star della moda, e personaggi della televisione e della politica. Per privacy non posso fare i nomi, qualcuno ha ringraziato pubblicamente su Instagram, qualcun altro mi ha pure telefonato per ringraziare. Ma rispetto sempre la privacy dei miei clienti, Profilo è un marchio che tocca il privato e gli affetti e la gestione delle vendite deve essere molto riservata e ben gestita.

Qual è il punto di forza del marchio e soprattutto, qual è il mercato principale del brand?

Il punto di forza è la personalizzazione. Noi offriamo la personalizzazione più esasperata. Abbiamo a che fare con la bellezza delle persone ma soprattutto con delle foto che raccontano dei momenti di vita privati. Il mercato è molto ampio, chiunque può acquistare una scultura Profilo per se stesso, per un caro, per un animale, per la famiglia. Ma da qualche mese presentiamo collezioni di automobili, yacht.

Dal 2D al 3D il passo è stato breve: quale sarà la nuova sfida di Profilo?

La nuova sfida di Profilo è allargare il mercato e far crescere sempre di più il brand. Tutto sta andando nella giusta direzione e in questo momento delicato stiamo ottendo grandissimi successi. Il mio slogan “frenare mai, correre sempre” lo continuo a ripetere di continuo ai miei collaboratori e ai miei rivenditori. Bisogna essere coraggiosi e osare. Il pubblico ha bisogno di energia ed ottimismo, ma soprattutto ha voglia di acquistare prodotti sempre più esclusivi ed unici creati ad hoc e venduti con grande maestria.

L’ultima collezione è dedicata al mare e alla vela: raccontaci del progetto

Sono affascinato dalla velocità, da sempre. La nuova collezione si chiama Km/h Profilo. Dopo auto e moto, presentiamo un servizio su misura dedicato al mondo delle barche e yacht. L’amore non è solo per sé stessi, un animale o una persona. Ma anche per il proprio mezzo. Che sia una bici o uno yacht da sogno.
Sempre divertendomi con il mio slogan “frenare mai, correre sempre”.