Triennale di Milano rende omaggio a Giovanni Gastel con un doppio appuntamento

Sono due le mostre ospitate da Triennale di Milano per omaggiare uno tra i più influenti fotografi dei nostri tempi, Giovanni Gastel. Dal 1 dicembre 2021 al 13 marzo 2022 sarà possibile visitare The People I Like – in collaborazione con il MAXXI Museo Nazionale delle arti del XXI secolo – e I gioielli della fantasia – in collaborazione on il Museo di Fotografia Contemporanea.



Sentimento, purezza, minimalismo ed eleganza: la fotografia di Giovanni Gastel, che tanto amava la ritrattistica, è arte che rimarrà lungo i tempi. L’artista del bianco e nero su diapositiva, durante la sua lunga carriera ha catturato espressioni uniche e naturali, privando i suoi scatti di artifizi manipolatori. Un mestiere che impara in un seminterrato qualunque, in una Milano sempre più aperta ad accogliere nuove mentalità artistiche.Il successo di Gastel arriva durante il boom del Made in Italy; il fotografo non perderà certo l’occasione per esibire i suoi lavori nelle maggiori redazioni italiane, lavorando per “Annabella”, “Mondo Uomo” e “Mondo Donna”. Sviluppa campagne pubblicitarie per le più prestigiose case di moda italiane tra cui Versace, Missoni, Tod’s, Trussardi, Krizia e molte altre. La sua fotografia sarà ammirata anche dalle più importanti griffe parigine come Dior, Nina Ricci, Guerlain.



Il suo nome è talmente altisonante che ben presto sarà affiancato a mostri sacri del settore come: Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna e di leggende internazionali come Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Jürgen Teller.

Giovanni Gastel è stato un sofisticato ritrattista del mondo. Non solo visi, ma corpi, mode, gioielli, tessuti, ambienti. Con un sorriso, faceva sembrare facile il gesto infallibile e preciso di un grande fotografo. Il suo lavoro si è intrecciato più e più volte con i percorsi di Triennale, cui aveva regalato idee, progetti e ispirazioni. Con queste due mostre la nostra istituzione rende il primo doveroso omaggio a questo genio generoso e scanzonato che Milano e l’arte hanno perso, troppo presto”, ha dichiarato Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano.



The Peolple I Like a cura di Uberto Frigerio con allestimento di Lissoni Associati, presenta oltre 200 ritratti di personaggiche hanno avuto l’onore di posare davanti al suo obiettivo: pose, volti, legami con la moda e con l’arte nella sua totalità.Tra i personaggi ritratti: Barack Obama, Marco Pannella, Forattini, Ettore Sottsass, Germano Celant, Mimmo Jodice, Fiorello, Zucchero, Tiziano Ferro, Vasco Rossi, Roberto Bolle, Bebe Vio, Bianca Balti, Luciana Littizzetto, Franca Sozzani, Miriam Leone, Monica Bellucci, Mara Venier, Carolina Crescentini. I ritratti hanno lo scopo di indagare sul valore interiore del soggetto; la luce teatrale, il chiaroscuro dei suoi bianco e nero, spettacolarizzano la fisionomia del protagonista, cogliendone i tratti della sua anima. Nella parte finale del percorso espositivo trovano spazio 80 immagini della serie dei colli neri, dei ritratti ai margini della spiritualità dell’anima.



In parallelo, Triennale di Milano ospita la mostra I gioielli della fantasia, realizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea. Il legame tra Giovanni e il gioiello viene celebrato con 20 immagini di un più ampio progetto commissionato all’autore da Daniel Swarovski Corporation nel 1991 per l’omonimo libro, tradotto in quattro lingue, e la mostra di gioielli del XX secolo, entrambi curati da Deanna Farneti Cera.

Le fotografie in mostra sono state donate da Lanfranco Colombo a Regione Lombardia e sono conservate presso il Museo di Fotografia Contemporanea. I Partner Istituzionali Eni e Lavazza, l’Institutional Media Partner Clear Channel e il Technical Partner ATM sostengono Triennale Milano anche per questo progetto espositivo.

Fondazione Sozzani, in arrivo l’attesissima mostra World Press Photo 2021

Fondazione Sozzani ospita, dal prossimo 5 dicembre sino a domenica 8 gennaio 2022, la mostra World Press Photo 2021 dedicata a uno dei più prestigiosi premi di giornalismo visivo mondiale. Giunto alla sua 64° edizione, l’evento riconosce al fotogiornalista vincitore la capacità di sviluppare un progetto di forte rilevanza giornalistica o scatti che abbiano immortalato momenti di straordinaria importanza storica.

Per questa edizione sono state esaminate ben 74.470 fotografie scattate da 4.315 fotografi provenienti da 130 Paesi. I fotografi premiati sono stati 45 e 8 sono le diverse categorie suddivise tra “Foto dell’anno” e “Storia dell’anno” in Attualità, Notizie Generali, Spot News, Ambiente, Progetti a lungo termine, Natura, Sport e Ritratti.



Il concorso internazionale ha già decretato i suoi vincitori. A vincere i due premi più importanti, il “World Press Photo Story of the Year” e il “World Press Photo of the Year” sono stati: Mads Nissen che ha vinto la “Foto dell’anno” con The First Embrace  (l’immagine immortala un’anziana abbracciata per la prima volta dopo cinque mesi attraverso una tenda di plastica durante la pandemia da Coronavirus) e l’italiano Antonio Faccilongo che ha ricevuto il premio “Storia dell’anno”.

La giuria, presieduta da NayanTara Gurung Kakshapati (fondatrice e direttrice della piattaforma photo.circle in Nepal), ha visto impegnati Ahmed Najm di Metrography Agency, prima agenzia fotografica Irachena; Andrei Polikanov, visual director del giornale online russo “Takie Dela”; Kathy Moran, vicedirettrice della fotografia del “National Geographic” (USA); Kevin WY Lee, fotografo e direttore creativo di Singapore; Mulugeta Ayene, fotografo etiope; Pilar Olivares, fotografa peruviana dell’agenzia Reuters. A causa della pandemia, la valutazione si è svolta online.

Gli scatti vincitori

Mads Nissen, Danimarca. World Press Photo of the Year – Primo premio. La fotografia immortala una donna abbracciata da un’infermiera dopo cinque mesi di cure in ospedale. Un’immagine che racconta la solitudine di quei lunghi giorni trascorsi a lottare tra la vita e la morte, rincuorati dal sostegno di un sanitario.



Antonio Faccilongo, Italia. World Press Story of the Year – Primo premio. Lo scatto è la storia in diapositiva di una donna che attende il proprio marito dopo una lunga detenzione in un carcere israeliano. Nella camera da letto dove la donna conserva ancora i beni affettivi dell’uomo, il tempo sembra sospeso. Iman Nafi è il palestinese che detiene il triste primato per la detenzione più lunga nelle carceri israeliane.



 Maya Alleruzzo, Stati Uniti. Attualità – Secondo premio. Layla Taloo posa per un ritratto nella propria casa a Sharya, in Iraq, il 9 settembre 2019, con il velo integrale e l’abaya che ha indossato come schiava di militanti dello Stato Islamico per due anni e mezzo.



Ralph Pace, Stati Uniti. Ambiente – Primo premio. Un leone marino si avvicina pericolosamente ad una mascherina sanitaria presso il sito di immersione Breakwater a Monterey, California, USA, il 19 novembre 2020.



Ami Vitale, Stati Uniti. Natura – primo premio. Protagonista dello scatto è una giraffa di Rothschildche  viene tratta in salvo grazie a una chiatta su misura dall’isola allagata di Longichoro, sul lago Baringo, nel Kenya occidentale, il 3 dicembre 2020.



Luis Tato, Spagna. Natura – terzo premio Storie. In primo piano l’agricoltore Echom Ekiru immortalato in un campo di mais a fare i conti con i danni recati dal passaggio delle locuste del deserto, a Kalemngorok, contea di Turkana, in Kenya, il 3 giugno 2020.



Roland Schmid, Switzerland. General News – Secondo premio, Storie. Josephina di Arbon, svizzera, e Josef di Singen am Hohentwiel, tedesco, sono una coppia da 30 anni. Ora gli innamorati si incontrano tre volte alla settimana al confine chiuso tra Kreuzlingen, in Svizzera, e Costanza in Germania, per potersi almeno vedere. 30 marzo 2020.



Nadia Buzhan, Bielorussia. Spot News – Secondo premio. La donna impugna un mazzo di fiori davanti a una porta, non una qualsiasi. Olga Sieviaryniec, infatti, aspetta il marito Paval fuori da un centro di detenzione in via Akrestsin, Minsk, Bielorussia, il 22 luglio 2020.



Alisa Martynova, Russia. Ritratti – Secondo premio, Storie. Il protagonista dello scatto che immortala un viso in penombra è Christ, nato in Gabon e giunto in Italia per studiare economia all’università, a Firenze, in Italia, il 13 giugno 2020.



Fereshteh Eslahi, Iran. Sport – Terzo premio, Storie. Saeed e la moglie Maedeh tornano a casa dopo aver visto l’allenamento di motocross a Gachsaran, in Iran, l’11 dicembre 2020. Maedeh è un motociclista.



Lorenzo Tugnoli, Italia. Spot News – Primo premio, Storie. La foto immortala un momento concitato nel quale i vigili del fuoco tentano di spegnere il vasto incendio scatenatosi all’interno dei i magazzini a Beirutt, Lebanon, il 4 agosto 2020, dopo un’intensa esplosione nel porto. Dieci vigili del fuoco sono rimasti uccisi.



Gabriele Galimberti, Italia. Ritratto – primo premio, Storie. Torrell Jasper (35) posa con le sue armi da fuoco nel cortile della sua casa a Schriever, Louisiana, USA, il 14 aprile 2019. Ex marine statunitense, ha imparato a sparare da suo padre da bambino.


Cover: Tatiana Nikitina

Nasce la collezione TOILETPAPER BEAUTY: l’incontro tra LA BOTTEGA e TOILETPAPER

La sperimentazione di TOILETPAPER, il progetto editoriale di sole immagini a firma di Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari, si conferma ancora una volta senza confini, presentando una collaborazione con LA BOTTEGA, azienda italiana da oltre quarant’anni leader di mercato nel settore cosmetico per hotel di lusso, la collezione TOILETPAPER BEAUTY.

L’irriverente e sempre originale immaginario di TOILETPAPER contamina così il mondo del beauty, dando origine a una serie di prodotti Made in Italy – per ogni angolo del corpo e della casa –, frutto della consolidata expertise de LA BOTTEGA, azienda che fornisce i più prestigiosi hotel del mondo, quali Four Seasons, The Peninsula, Mandarin Oriental, St. Regis, J.K. Place, Faena, Rocco Forte, con linee cosmetiche personalizzate e sartoriali.



La collezione, che si distacca radicalmente dalla tradizionale estetica del settore, si pone come uno “statement” inaspettato, un invito a prendersi cura di sé con divertimento e ironia, lasciandosi trasportare in un mondo estatico, profumato e surreale, capace di coinvolgere tutti i sensi e stimolare l’immaginazione.

Creatività olfattiva e narrazione visiva infatti caratterizzano tutti i prodotti, la cui specificità è raccontata attraverso lo studio di ogni elemento, il design, la fragranza, il packaging: le immagini oniriche e spiazzanti evocano usi improbabili, situazioni enigmatiche e visionarie, trasformando i prodotti della collezione in veri e propri oggetti del desiderio.




La rivoluzionaria collezione si compone delle linee per la cura della persona, della casa e del tempo libero: HAIR per i capelli (shampoo e conditioner), BATH&BODY per coccolare e viziare il corpo (shower gel, body lotion, body oil, body scrub, saponi e balsamo per labbra), HANDS per curare le mani (sapone mani, gel detergente, spray detergente, crema mani).                                            
L’esperienza di TOILETPAPER BEAUTY si estende anche alla casa con la linea HOME per profumare gli spazi domestici con fragranze e diffusori, ma anche per lavare le stoviglie con l’inaspettato sapone per i piatti. 



E ancora, la linea LEISURE WEAR che comprende abbigliamento e accessori (tra cui pigiami, vestaglie, calzini) per contaminare a tutto tondo i momenti di relax con lo spirito irriverente del magazine.

Irresistibili i kit che mixano i vari prodotti della collezione: HAIR&BODY, HOME, SOAP, HAND, SOLID COSMETIC con il loro packaging da collezione sono l’idea regalo perfetta per una sorpresa fuori dagli schemi.

Reinventarsi è arte: lo spazio vendita polifunzionale Dover Street Market

Agli albori del department store, il CEO di Dover Street Market, Adrian Joffe, e marito di Rei Kawakubo, mente geniale di Comme De Garçons, si interrogava:  ‘Dover Street Market può lasciare Dover Street?’. La risposta fu sì e, a distanza di anni, è presente a Londra, New York, Tokyo, Singapore, Los Angeles, Pechino e nella capitale francese.

Dove, rientrando nel piano di rinnovamento della città dettato dal governo francese, ha deciso di sperimentare un nuovo format con ‘3537’, piattaforma polifunzionale il cui nome deriva dall’indirizzo dell’headquarter in città presso l’Hôtel de Coulanges al civico 35-37 di Rue des Francs Bourgeois. Il progetto include attività di intrattenimento che si fondono con shopping experience mirando ad ospitare concerti musicali, mostre, balletti e proiezioni cinematografiche.

Il pensiero radicale fa da sempre parte del modus operandi del duo. 

Basti pensare di come, nel 1999, scelse di aprire uno store nella zona Chelsea di New York, quando solo poche gallerie erano alle prese con la colonizzazione dell’area. 



Rei Kawakubo ha fondato Comme des Garçons nel 1969 e la sua prima sfilata parigina, nel 1981, ha rotto tutti i canoni dell’estetica contemporanea in un tourbillon di chaos e creation. Sudafricano di nascita, Adrian Joffe, è parte dell’evoluzione del brand. Mentre era alle prese con la ricerca di una nuova location per il monomarca Comme des Garçons, Joffe si è imbattuto in Dover Street, in quella che una volta ospitava la sede dell’Istituto di Arte Contemporanea. L’idea iniziale era quella di acquisire solo il piano terra ma “perché non prendere l’intero edificio e ospitare una grande community di creativi?”. Proprio come Kensington Market il luogo del cuore londinese della Kawakubo, nel quale ebbe modo di imbattersi per la prima volta negli anni ’60. Un bazaar di contaminazioni inedite che ha alimentato la cultura underground londinese nei decenni antecedenti. Nominato “The Best Shop in the World”, DSM è stato il punto di svolta della loro carriera. Quattro i nomi che per il lancio del concept store hanno aderito alla creazione di prodotti esclusivi  Hedi [Slimane], Raf [Simons], Alber [Elbaz] e Azzedine [Alaïa]”.  Negli annali sono segnati l’approdo dell’ iconica collezione Céline di Phoebe Philo nel 2009, la prima collezione di Nicolas Ghesquière per Louis Vuitton, nel 2014, così come le fresche visioni di Alessandro Michele per Gucci nel 2015. Solo alcune delle tappe che si aggiungono al salto che nel 2021 vede l’apertura su nuovi panorami.

“Diamo alle persone la libertà, ma con una certa quantità di regole”, ha affermato più volte Joffe. 

La supervisione in ogni punto vendita è maniacale. Rei si occupa di tutta l’immagine, delle aree comuni e dei marchi Comme, delegando a Adrian le altre responsabilità. “Se l’approccio avvenisse unicamente verso le cose che le piacciono, non avremmo niente. Rei ama le persone che lavorano sodo e che hanno qualcosa da dire. Questo è l’unico criterio di selezione”. Un department store che mette al centro del suo universo il ruolo del venditore e la sua filosofia formativa. La struttura aziendale è orizzontale, strategicamente illuminata e mira ad una crescita sostenibile.

“E questo lavoro lo trova divertente?” “Divertente non è proprio la parola giusta.” Risponde Joffe.  “È eccitante. È quello che faccio. C’è soddisfazione nel lavoro. Ci sono un sacco di problemi – con i designer e loro ego, le dinamiche con Rei. È un incubo, davvero, ma è ciò che ci spinge ad andare avanti. Non c’è progresso senza lotte. Se fosse facile, lo farebbero tutti. È anche pensare al futuro. Ci sarà un giorno in cui lei non ci sarà più. Dobbiamo pensarlo… Ma questo è un altro discorso”. 

Palais Galliera celebra Alber Elbaz con una retrospettiva unica nel suo genere

Love Brings Love, The Alber Elbaz Tribute Show: la celebrazione a uno dei più influenti designer contemporanei, che ci ha lasciato in eredità un’estetica equilibrata, innovativa e tradizionale. La mostra, dal format innovativo, andrà in scena dal 5 marzo al 10 luglio 2022, presso Palais Galliera.


Prima che morisse, Alber Elbaz fonda la sua fattoria di creativi, soprannominata  AZ Factory. Lo scopo primario è quello di porsi a istituzione per i nuovi creativi, dando loro una vetrina sul mondo. La sua morte, avvenuta il 24 aprile 2021, lascia nello sconforto l’intero fashion biz perché durante la sua carriera, lo stilista di origini marocchine ha arricchito gli archivi della moda anziché sottrarre stile e innovazione. Ed è proprio questo il motivo che spinge, quarantasei creativi di fama internazionale, a rendergli omaggio.


Love Brings Love (questo era il motto di Alber) è un collettivo di designer e marchi di moda che hanno prestato la loro arte per realizzare un’esposizione unica nel suo genere. Ognuno di loro, infatti, è stato chiamato a disegnare abiti fluidi con lunghi strascichi, abiti corti con balze o grandi fiocchi, abiti stampati con disegni e ritratti di Alber Elbaz. Gli stilisti interpretano, così, lo stile gentile dello stilista dall’aspetto minuto, che in Yves Saint Laurent prima e in Lanvin dopo, ha vestito con vigore il jet set internazionale.


Questa mostra, unica nel suo genere, ricreerà lo spettacolo tenutosi il 5 ottobre scorso in onore di Elbaz, immergendo i suoi visitatori nell’esperienza completa della passerella, gli effetti, la musica e le luci che hanno reso la serata un momento indimenticabile della storia della moda.


L’esposizione, resa possibile grazie alla partecipazione di AZ FACTORY e al supporto di RICHEMONT, è organizzata da Alexandre Samson: curatore delle collezioni di haute couture e design contemporaneo del Palais Galliera, assistito da Juliette Chaussat.


L’elenco degli stilisti e delle griffe che hanno partecipato al progetto:

ALAÏA, Pieter Mulier / ALEXANDER MCQUEEN, Sarah Burton / AZ FACTORY, Alber Elbaz / BALENCIAGA,  Demna Gvasalia / BALMAIN, Olivier Rousteing / BOTTEGA VENETA, Daniel Lee / BURBERRY, Riccardo  Tisci / CASABLANCA, Charaf Tajer / CHLOE, Gabriela Hearst / CHRISTIAN DIOR, Maria Grazia Chiuri / CHRISTOPHER JOHN ROGERS, Christopher John Rogers / COMME DES GARÇONS, Rei Kawakubo / DRIES  VAN NOTEN, Dries Van Noten / FENDI, Kim Jones / GIAMBATTISTA VALLI, Giambattista Valli / GIORGIO ARMANI,  Giorgio Armani / GIVENCHY, Matthew M. Williams / GUCCI, Alessandro Michele / GUO PEI, Guo Pei / HERMES,  Nadège Vanhée-Cybulski / IRIS VAN HERPEN x ADOBE, Iris Van Herpen / JEAN PAUL  GAULTIER, Jean Paul Gaultier / LANVIN, Bruno Sialelli / LOEWE, Jonathan Anderson / LOUIS VUITTON,  Nicolas Ghesquière / MAISON MARGIELA, John Galliano / OFF-WHITE, Virgil Abloh / RAF SIMONS, Raf  Simons / RALPH LAUREN, Ralph Lauren / RICK OWENS, Rick Owens / ROSIE ASSOULIN, Rosie Assoulin /  SACAI, Chitose Abe / SAINT LAURENT, Anthony Vaccarello / SCHIAPARELLI, Daniel Roseberry / SIMONE ROCHA,  Simone Rocha / STELLA MCCARTNEY, Stella McCartney / THEBE MAGUGU, Thebe Magugu / THOM BROWNE,  Thom Browne / TOMO KOIZUMI, Tomo Koizumi / VALENTINO, Pierpaolo Piccioli / VERSACE, Donatella Versace  / VETEMENTS, Guram Gvasalia / VIKTOR & ROLF, Viktor Horsting & Rolf Snoeren / VIVIENNE WESTWOOD,  Vivienne Westwood & Andreas Kronthaler / WALES BONNER, Grace Wales Bonner / Y/PROJECT, Glenn Martens.

Boiler Room e Valentino, la moda incontra la musica con una live performance dedicata ai giovani talenti

Bree Runway, Ichon, Claire Laffut, Woo e Blanco sono i nuovi artisti della seconda live performance che vede protagonista Maison Valentino e la trasmissione musicale online Boiler Room, dopo l’avvincente debutto di dicembre 2020. Ciò conferma che la contaminazione tra musica e moda è sempre più in fermento e che la scena musicale internazionale pullula di nuovi volti e voci su cui puntare.

Valentino, così, gioca un ruolo fondamentale nella promozione dei giovani talenti, ricoprendo il ruolo di stylist. Tutti gli artisti, infatti, indossano la collezione Valentino ACT, la linea uomo autunno/inverno 2021-22 (disegnata da Pierpaolo Piccioli per Valentino) e la linea di make-up della griffe.



Ogni cantante (tra cui Blanco, il cantautore italiano che risponde al nome Riccardo Fabbriconi) si esibisce in una struttura in continua evoluzione e ultraterrena, creata in 3D dall’artista Masha Batsii.

Conosciamo gli artisti.

Bree Runway, all’anagrafe Brenda Wireko Mensa ha lo stesso temperamento e carisma di artiste internazionali del calibro di Lil Kim e Missy Elliott, con la quale ha avuto modo di collaborare. La cantante inglese è tra le rapper più stimate del panorama R&B mondiale tanto da annoverare, tra le sue ammiratrici, l’ex first lady statunitense, Michelle Obama.

Il cantante Ichon, che ha ottenuto un forte successo con lo straordinario LP “Pour de Vrai”, è tra gli artisti più promettenti del panorama musicale francese. Diverse sono le sue collaborazioni con rapper influenti come Hamza e Myth Syzer. Nel suo curriculum sono stati annotati anche i suoi lavori con le griffe Maison Margiela, Pigalle e Weston.

Il rapper sudcoreano Woo Won-Jae è diventato famoso nel 2017 dopo la sua apparizione nel popolare

spettacolo hip-hop, Show Me The Money. La sua partecipazione lo porta a firma un contratto discografico con AOMG di Jay Park. Woo Won-Jae è tra i giovani artisti hip-hop più rispettati della scena musicale sudcoreana ed è un esempio per la Gen Z per antonomasia: abbraccia le sue lotte, affronta i suoi demoni e rimane fiducioso per il futuro.

Claire Laffut, tra i nomi della scena musicale pop di ultima generazione da tenere sott’occhio, incarna perfettamente il ruolo della popstar 3.0. Immagine calameontica, la cantante dalla voce naturale e fresca s’ispira alla cantautrice e compositrice Lizzy Mercier Descloux. “Canto, racconta, perché mi sembra di trovare la verità nelle note, nelle melodie e nelle parole. Mi fa sentire bene”. Dopo il suo primo EP Mojo (autunno 2018) e i singoli composti subito dopo, Claire Laffut ha fatto strada nella musica, partecipando a diversi eventi.

Tra i nomi che partecipano all’iniziativa di maison Valentino e Boiler Room c’è anche l’italiano Blanco, classe 2003. Dopo essere stato notato da Eclectic Music, ha pubblicato sotto l’etichetta Island Records, molti singoli, come “Notti In Bianco” e “LA CANZONE NOSTRA” con Mace e Salmo, che è stato certificato triplo disco di platino. Nel febbraio 2021 pubblica il singolo “Paraocchi” e dopo il brano “Tutti Muoiono” feat. Madame; il 17 giugno dello stesso anno l’artista lancia il nuovo singolo “Mi Fai Impazzire” con Sfera Ebbasta. La canzone ottiene un forte successo, raggiungendo il primo posto nella Top 50 di Spotify con più di 20 milioni di stream.

ITS annuncia i vincitori dell’edizione 2021

ITS – International Talent Support- svela i vincitori della 19° edizione di ITS Contest – il premio internazionale dedicato al talento e alla creatività nella moda e nel design.

L’edizione 2021 di ITS Contest ha raccolto oltre 530 iscrizioni provenienti da tutto il mondo, 60 le nazionalità rappresentate, oltre 80 le scuole di 30 paesi. Una nuova generazione di talenti che ha imparato a superare le barriere, comunicando la creatività con strumenti innovativi, con una visione del mondo dalle molteplici declinazioni, capace di tradurre il contemporaneo e anticipare il futuro.



Questi i designer emergenti premiati:

Aitor Goicoechea Abruza e Adam Elysasse (ex-aequo): ITS Responsible Creativity Award by Allianz
Hua Hui: ITS Digital Fashion Award
Tae Choi: OTB Award

Mohammed El Marnissi: Swatch Art Peace Hotel Award Qingzi Gao, Tomer Stolbov, Hadar Slassi: Lotto Sport Award Hadar Slassi: ITS Fondazione Ferragamo Award
Tianan Ding: Vogue Talents Special Mention

Un panel internazionale di giurati ha esaminato i progetti dei designer, andando a scandagliare le ispirazioni dei singoli portfolio e la trasformazione dei concept in abiti, accessori, gioielli.



Mika – Cantante e Artista
Renzo Rosso – Presidente OTB
Carlo Giordanetti – Management Swatch International
Aitor Throup – Stilista e Direttore Creativo
Stefania Ricci – Direttrice Museo Salvatore Ferragamo e Fondazione Ferragamo Sara Sozzani Maino – Deputy Editor in Chief di Vogue Italia, Head of Vogue Talents Barbara Franchin – Fondatrice e Direttrice ITS

Sono otto i progetti straordinari che fanno il giro del mondo. Sorprende la responsabilità narrativa sempre presente e la preponderanza di un’urgenza di discutere, contestare e stabilire il concetto di identità, elemento che è stato davvero presente in tutte le creazioni e che i designer hanno affrontato in modi completamente diversi. Osservando i loro progetti, si intuisce che stanno cercando di farsi un’idea di chi sono, guardando al loro passato, o ai loro genitori, per proiettarsi nel futuro. La nostalgia futura è menzionata in modo abbastanza esplicito, ma ci sono anche molte talenti che hanno rivalutano tessuti, silhouette e forme tradizionali. E non è solo questo. C’è anche un senso di magia, di fantasia, di fiaba. In tutta la sua pericolosità, in tutta la sua giocosità e poesia allo stesso tempo.

ITS 2021 Building the Ark è stata realizzata con il patrocinio di Vogue Italia, Camera Naziona- le della Moda Italiana, Pitti Immagine e Fondazione Ferragamo.

Handpicked rende omaggio al Made in Italy attraverso un viaggio tra le città

Memore e consapevole del suo primo viaggio all’interno di un orizzonte naturale, fatto di valori e consapevolezza oggi Handpicked approda in un contesto urbano. L’elemento naturale si ricongiunge alla vita di ogni giorno, per vestire lo scenario metropolitano con l’attualità di capi rifiniti con maestria sartoriale e cromie in sintonia con una nuova idea di città.

Tutti i capi, dai pantaloni ai capispalla, hanno nomi di città italiane, ricche di storia, dal punto di vista culturale e artistico, che sono però meno conosciute fuori dall’Italia. Il brand vuole rendere omaggio all’eccellenza del Made in Italy anche attraverso l’arte di queste città.



Nella collezione FW21/22 presenta una varietà di tele denim, tra cui Kurabo, stretch e super stretch, che vanno dal deep blue allo stone washed, fino ad arrivare a tessuti con rotture e schizzi di vernice realizzate a mano. Oltre al denim troviamo cotone, denim in felpa con effetto jersey touch, flanella, velluto millerighe e costa francese e naturalmente le lane, tra cui quelle pregiate di Vitale Barberis. Molto ricercata è la lana effetto stone dalla mano calda e morbida. Immancabili le stampe classiche come check, Principe di Galles e pied de poule.

In collezione troviamo anche il mood Eco, caratterizzato da lavaggi e trattamenti eco-sostenibili, in cui non vengono utilizzate sostanze chimiche pericolose e gli accessori sono realizzati con materiali e processi ecologici; il mood Studios ha due nuove vestibilità young: Milano slim fit e Imola baggy. Immancabile un’ampia selezione di chino con e senza pince dalle vestibilità comfort o slim fit. Grande attenzione va al mondo casual con la proposta di felpe girocollo e con cappuccio da abbinare a pantaloni della tuta con coulisse. 



Nei top c’è una diversificata proposta di capi in maglia, camicie in denim, flanella o velluto. Per l’outerwear troviamo la sahariana e la tracker jacket in denim, il montgomery con alamari nella versione corta e lunga con bretelle interne per poterlo portare a spalla e il bomber lana, con stampa esterna e interna in check o in panno blu tinta unita.

L’esclusiva collezione di Giorgio Armani x 10 Corso Como

Giorgio Armani presenta in anteprima esclusiva la collezione Giorgio Armani – 10 Corso Como. Sintesi di uno stile inconfondibile, in iconico bianco e nero, l’inedita collaborazione con 10 Corso Como crea una collezione senza tempo, composta dal lessico coerente e costantemente rinnovato del racconto armaniano.

Blazer dalle linee esatte, mono o doppiopetto, lunghi cappotti e caban, pantaloni fluidi, pullover morbidi, accessoriati da stringate basse o décolletés, e due borse, una ampia e avvolgente e La Prima nella sua versione classica. La contrapposizione di maschile e femminile è risolta in un segno leggero e incisivo e la scelta del bianco e nero conferisce una visione grafica, sottolineata dai motivi delle righe jacquard. I materiali sono naturali e preziosi: lane, sete, velluti, cashmere e una felpa che gioca ironicamente con il volto stilizzato di Giorgio Armani.

La collezione, con un packaging dedicato, sarà disponibile dal 18 novembre presso 10 Corso Como di Milano e online, e successivamente anche nei negozi Giorgio Armani di Milano, New York Madison Avenue, Tokyo Ginza Tower e Shanghai.

David Gandy, il re delle passerelle lancia la sua prima linea di moda leisure-wear

A 41 anni, David Gandy lancia la sua linea moda leasure: semplicemente David Gandy Wellwear.  L’icona sexy britannica, protagonista decennale di passere internazionali e testimonial di Dolce & Gabbana, lancia la sua eponima etichetta che volge lo sguardo anche al wellness.

Una carriera seminata di cover dei più importanti fashion magazine internazionali, ultime uscite di spettacolari fashion show e una serie di campagne global del brand che l’ha portato alla luce grazie a uno spot girato su un gommoncino bianco al largo dei faraglioni di Capri. Correva l’anno 2007 e nessuno ancora può dimenticare quella voce fuori campo che risuona sensuale “light Blue” Dolce & Gabbana tra due ideali di bellezza aspirazionale come quella di un’eterea Bianca Balti e la perfezione plastica di David Gandy.
Un legame che suggella la complicità tra la griffe italiana e David – il cui valore ricalca quello di un top brand – con una raccolta fotografica “David Gandy by Dolce & Gabbana – The male icon” firmato, tra gli altri, dai maestri Mario Testino, Steven Klein, Giampaolo Sgura e Mariano Vivanco.



David, allontanatosi gradualmente dalle passerelle ed essersi dedicato a svariate operazioni imprenditoriali legate al mondo del beachwear alla sua dichiarata passione per le auto di lusso, oggi torna da protagonista nel fashion biz con un nuovo progetto, dedicato al tempo, a quello che ognuno di noi dovrebbe concedersi quotidianamente. La collezione David Gandy Wellwear racconta la sua idea di stile unisex, attraverso una capsule collection di 20 pezzi dal tono intimo e rilassante: t-shirt, polo, felpe (alcune con cappuccio), joggers, capispalla, pigiami, abbigliamento di lusso e accessori fatti di tessuti innovativi, ultracomfort, antiodore, antibatterici e agli estratti di aloe vera. La palette di colori è monocromatica, con sfumature del nero, bianco, blu, grigio marna e kaki.

L’abbigliamento può avere un grande impatto sulla fiducia in noi stessi; quindi, ho voluto creare una gamma che aiuti le persone a sentirsi rilassate e sicure, come nella propria pelle” ha dichichiarato l’imprenditore. David Gandy Wellwear, infatti, si compone nella sofficità dei tessuti effetto second skin. La nuova frontiera del vestire non cura l’estetica tanto quanto la comodità. La collezione, dunque, è stata realizzata secondo il principio della cura e delle linee, sottolineata da un utilizzo pregiato delle materie prime. DGW, infatti, è confezionata con cotone Pima, il lyocell e il modal che avvolgono la pelle lasciando libertà di movimento, durante il tempo libero così come tra le mura domestiche.