Oggi il vino è ancora più green, a Querceto di Castellina l’azienda biologica a basso impatto ambientale

Querceto di Castellina è il riflesso dello spirito e della passione della famiglia Di Battista per i vini che esprimono un forte carattere territoriale, la cucina Toscana e l’ospitalità.



«La personalità dei vini di Querceto di Castellina nasce da un terroir naturalmente predisposto alla viticoltura: l’eredità genetica migliore. Questo favorevole contesto ci ha consentito di impostare da subito il lavoro in vigna e in cantina secondo i principi dell’agricoltura biologica e dell’eco-sostenibilità.  Ci troviamo su un territorio di confine tra Castellina in Chianti e Radda, un luogo ricco di biodiversità, un patrimonio ambientale provvisto di un suolo dalle caratteristiche incredibili. Vogliamo produrre vini territoriali, riconoscibili, onesti, eleganti, che abbiano una forte personalità, per questo cerchiamo di preservare il frutto originario durante tutto il processo di trasformazione dell’uva, amplificando l’intensa percezione del luogo di origine, toccandone le corde più intime. 

La nostra è una famiglia unita che collabora per trasmettere l’importante eredità di una delle più rinomate e affascinanti regioni vinicole: il Chianti Classico».

Jacopo Di Battista



Arrivando a Querceto di Castellina si ha l’impressione di essere giunti in un luogo remoto e ovattato, dove il tempo scorre lento. Incastonato in un paesaggio di grande fascino, tra le morbide colline toscane, circondato da boschi di cipressi, querce, lecci e olivete, sorge un piccolo borgo quattrocentesco, sapientemente ristrutturato, che ospita il cuore della struttura ricettiva.

Querceto di Castellina è un’azienda biologica certificata a conduzione familiare, che si estende per cinquanta ettari in totale, di cui circa undici virgola venti vitati nel cuore della DOCG Chianti Classico.

 La sostenibilità e il basso impatto ambientale sono sempre state priorità, interpretate come una responsabilità indeclinabile al fine di preservare questo microcosmo di rara bellezza, incontaminato e salubre.  Non appena i vigneti nuovi sono diventati produttivi (2009) è iniziata la conversione all’agricoltura biologica. 

Il segreto in vigna è conservare la fertilità del terreno e mantenere le piante in salute affinché siano in grado di resistere agli attacchi di parassiti e possano reagire alle malattie senza aiuti esterni. Eliminando tutti gli interventi in vigna e in cantina che, in un modo o nell’altro, possono alterare l’espressività del vino, si producono alimenti di qualità superiore e con un forte carattere territoriale.

La tenuta è completamente isolata e non ci sono altre aziende nelle immediate vicinanze, questo assicura che non ci siano potenziali interferenze esterne nell’equilibrio dell’ecosistema viticolo, preservato da agenti chimici.



«In cantina lavoriamo per preservare l’integrità degli aromi del frutto originario e rispettare al massimo le caratteristiche proprie del vino – continua Jacopo– per l’affinamento utilizziamo solo botti grandi di legno francese: da 500 litri per il Sangiovese, Viognier e Roussanne e da 225 litri per Merlot e Cabernet Franc».

Querceto di Castellina è anche un luogo dove poter trascorrere del tempo alla scoperta delle tradizioni e della cultura enogastronomica di una delle più affascinanti e rinomate regioni vinicole. 

Il borgo quattrocentesco che ospita la struttura agrituristica è dotato di nove appartamenti, una suite (per un totale di quaranta posti letto) e una splendida piscina dalla quale si gode di un panorama mozzafiato.



L’accoglienza in azienda è una parte fondamentale del progetto, un potente strumento esperienziale attraverso il quale immergersi totalmente in un luogo dalla bellezza emozionante, respirando uno stile di vita sano che rinsalda il forte legame con la natura, le stagioni, i prodotti della terra ed enfatizza le tradizioni del territorio e i valori dell’ospitalità. 

Ogni estate, ormai da 5 anni, si organizzano delle cene in vigna che sono diventate un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del cibo e del vino.

MAISON RUINART 1729: UN’ESPERIENZA IMMERSIVA PER LA PRIMA VOLTA A MILANO NEGLI SPAZI DI IDENTITÀ GOLOSE

Identità Golose Milano, il primo Hub Internazionale della Gastronomia nato nel 2018, è lo scrigno di Maison Ruinart 1729, un’esperienza immersiva e multisensoriale che la più antica Maison de Champagne ha fatto vivere ad appassionati del bon vivre, per tre giorni di assoluta eccellenza.
Dal 19 al 21 Novembre, Ruinart ha svelato la sua storia centenaria di savoir-faire attraverso tre cene esclusive che in Maison Ruinart 1729 si sono trasformate in un vero e proprio viaggio onirico animato dalla virtual reality Petit R: ogni cena è diventata infatti un’esperienza immersiva realizzata attraverso un videomapping in 3D e il concetto dell’anamorfosi, dove i disegni dell’artista giapponese Kanako Kuno hanno preso vita sulla tavola della sala, mettendo in scena la storia e il ricchissimo patrimonio di Maison Ruinart.



Un viaggio arricchito dall’arte culinaria della Chef di Maison Ruinart, Valérie Radou che, per la prima volta, ha lasciato la sede di Reims in Champagne per trasferire all’Hub Identità Golose Milano tutta la sua creatività e maestria. Resident chef dal 2018, Valérie ha saputo conquistare il pubblico con un menu esclusivo, dove ogni piatto è stato ideato per essere perfettamente abbinato alla sua cuvée: la freschezza di Ruinart Blanc de Blancs esaltata dall’ostrica, come entrée, seguita dal Rombo di Bertrand Mure (omaggio ad uno dei Fondatori di Maison Ruinart), con crema di cavolfiore, nelle sue varianti verde, arancio e bianco, a sottolineare la rotondità dello Chardonnay. Il piatto forte si fonda sui contrasti: faraona con zucca, finferli e succo di liquirizia abbinato a Ruinart Vintage 2011, la cuvée tanto attesa che da quest’anno è distribuita anche sul mercato italiano. Un Vintage che accompagna perfettamente anche il Chaource, tipico formaggio della regione della Champagne, con uva e granola. Per concludere, pera infusa con ibisco, pompelmo e rosa, aromi che ritroviamo nel Ruinart Rosé, la cuvée che accompagna appunto il dessert. Ingredienti ricercati, prodotti di stagione, creatività che, insieme ai suggerimenti dello Chef de Caves, hanno consentito a Valérie di regalare un’esperienza indimenticabile ai suoi ospiti.

Oltre alle tre esclusive cene immersive Petit R, che si sono tenute per soli 12 ospiti nella sala ovale dell’Hub, Ruinart è stata protagonista assoluta di Identità Golose Milano grazie anche alle cene a 4 mani con Valérie Radou e gli Chef del Ruinart Assemblage 1729, il raffinato circuito di ristoranti italiani selezionati da Ruinart, dove la filosofia della più antica Maison de Champagne si fonde con il ricercato senso artistico, il servizio, le proposte culinarie e culturali dei locali. In particolare, venerdì 19/11 la cena è stata firmata da Denis Pedron, Corporate Executive Chef del gruppo Langosteria che ha partecipato rappresentando Langosteria Bistrot Milano, sabato 20/11 e domenica 21/11 dallo Chef due stelle Michelin Giuseppe Mancino de Il Piccolo Principe di Viareggio. Ciascuno chef, insieme a Valérie Radou, ha realizzato un menu speciale che avrà come antipasto Branzino con sedano e olio di levistico, piatto signature di Valérie per questo autunno, accompagnato da Ruinart Blanc de Blancs.
Esperienza viti–vinicola, tradizioni familiari, savoir-faire e art de vivre consapevole: la Maison Ruinart ha scritto il suo destino per quasi tre secoli con questi valori, diventando un riferimento di eccellenza, eleganza e innovazione nel mondo dello Champagne. Oggi, la Maison Ruinart, fiore all’occhiello del gruppo LVMH, è una realtà di riferimento per una clientela internazionale di intenditori, appassionati d’arte ed esteti informati e consapevoli

CREA LA TUA BOTTIGLIA PERSONALIZZATA CON LA BESPOKE DI BELVEDERE VODKA

Dal 14 al 30 novembre sarà possibile personalizzare la propria bottiglia con la Bespoke di Belvedere Vodka, l’esclusiva Magnum disegnata al laser che racchiude la vodka-icona del brand, in edizione limitata su Tannico.it 

Perfetta idea regalo per lui e per lei, la Bespoke si presenta in una luminosissima bottiglia argentata da poter personalizzare incidendovi nome, date o messaggi per celebrare un’occasione speciale.

Creata esclusivamente dalla segale polacca Dankowskie, fermentata localmente e distillata quattro volte, Belvedere Vodka è completamente priva di additivi, senza glutine e naturalmente pura. La diluizione con acqua purissima dei pozzi artesiani di proprietà della distilleria è essenziale per consentire al carattere della segale di brillare. Questo processo la rende la prima vodka super premium al mondo.  

Durante la degustazione è possibile percepire al naso un leggero sentore di vaniglia insieme ad alcune note delicate di crema, mentre al palato si percepisce un sapore pieno e rotondo con una consistenza media e una trama ricca e vellutata. I sentori di vaniglia si mescolano armoniosamente con quelli di pepe bianco e spezie. Sul finale rilascia lunghe note di mandorla e noci. La gradazione alcolica è di 40%.

MUMM lancia le cene d’autore con RSRV, la sua collezione 100% Grand Cru riservata agli estimatori

Mumm lancia un programma di cene dedicate a RSRV, la sua collezione 100% Grand Cru riservata agli estimatori. Champagne con la vocazione gourmet, che accompagneranno le creazione di chef in tutta Italia.

La prima tappa di “Mumm Sante, Gourmet, Reserve” si è tenuta a Milano al Four Seasons.

Santé Gourmet Réservé

Lo champagne Mumm lancia l’esclusivo programma di cene d’autore orchestrate intorno a RSRV, la prestigiosa gamma di couvée 100% Grand Cru.

Lasciarsi tentare dal piacere di vivere esperienze intense e appaganti è un’arte. L’arte di trattarsi bene, specialmente a fine anno – per carburare energia e temprare l’umore prima e dopo le festività. E’ per questo motivo che MUMM lancia Santé Gourmet Réservé, il programma di cene in alcuni dei ristoranti più esclusivi d’Italia. 

La parola d’ordine è RSRV, una sigla, un racconto di stima e amicizia, ma soprattutto una nobile famiglia di cuvée che rappresenta la più alta espressione del Pinot Noir della Maison Mumm. Ogni menù è pensato per esaltare le cinque referenze di RSRV. 4.5, Blanc de Blancs, Lalou, Blanc de Noirs e Rosé Foujita.

Sono quasi 50 le cene in programma nei prossimi 7 mesi. Tra i primi appuntamenti ci sono il Four Seasons Hotel di Milano, che ha ospitato l’evento il 18 Ottobre. A Seguire ci saranno il Magnolia, L’ Antiquario e L’Archivio Storico di Napoli, che accoglieranno Le Santé Gourmet Reservé rispettivamente il 16, 17 e 18 Novembre.  Il programma completo è pubblicato sulla pagina Instagram @tasteofprestige.



Santé Gourmet Réservé è pensato per chi si vuole premiare o vuole dedicare a una persona cara un’esperienza unica da vivere insieme. Per dedicarsi il meritato lusso di celebrare insieme e volersi bene. Un programma che riflette a pieno lo spirito della prestigiosa famiglia RSRV. Dal 1838, RSRV – abbreviazione di ‘riservato’ – è infatti la sigla che nei registri di cantina indica le migliori bottiglie selezionate direttamente dal Master Cellar e da consegnare personalmente agli amici più cari. 



LE CUVÉE – Invecchiata almeno 4 anni in cantina e proveniente da 5 Grand Cru, la cuvée 4.5 si distingue per il carattere elegante e generoso con note fruttate e agrumate. Minerale, puro e vivace, con il suo perlage delicato RSRV Blanc de Blancs 2014 è la perfetta espressione dello Chardonnay di Cramant. RSRV Lalou 2008 rende omaggio a René Lalou, alla guida della Maison nella metà del XX secolo, con un blend delle migliori parcelle di Grand Cru della Maison. Con un invecchiamento minimo di sei anni, RSRV Blanc de Noirs 2012 è realizzata con il 100% di Pinot Noir di Verzenay, un Grand Cru cresciuto a nord delle Montagne di Reims. E’ dedicato all’artista franco-giapponese Leonard Foujita la cuvée RSRV Foujita, una miscela di 6 Grand Cru invecchiata 4 anni, che, come tutti i Rosé della Maison, sfoggia l’iconica rosa disegnata proprio dall’artista, grande amico della Maison.

E ora è tempo di celebrare. Santé. Gourmet. Réservé.



Dolce&Gabbana e DonnaFugata, Moda e Vino firmano due bottiglie da collezione

Due eccellenze siciliane si incontrano e danno vita ad un prodotto speciale che non è solo vino e non è solo abito, ma una bellissima bottiglia che si veste della più grande firma italiana made in Sicily e che al suo interno contiene il più pregiato vino della Regione.

Dolce&Gabbana e Donnafugata sono i protagonisti di questa unione, atta alla produzione di due vini di pregio coltivati alle pendici del vulcano Etna: il bianco Isolano2019 e il rosso Cuordilava2017, vini di grande eleganza e mineralità, frutto della viticoltura di montagna di questo terroir.

Una proposta ricca per etichetta, stile, riconoscibilità ma soprattutto qualità, nata dalla preziosa collaborazione tra il brand di moda italiano Dolce&Gabbana e Donnafugata, dopo il rosato Rosae un’edizione limitata e numerata del rosso Tancredi2016. L’amore per la tradizione, la devozione per il lavoro artigianale e la minuziosa cura dei dettagli sono i valori che accomunano da sempre queste due eccellenze del Made in Italy.

L’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, offre un habitat unico che dà vita a vini di grande personalità. Qui la solarità siciliana si combina con l’elevata altitudine dei vigneti e quindi con temperature più fresche: grazie alle forti escursioni termiche e alla straordinaria ricchezza del suolo originato da colate laviche, accumuli di rocce, ceneri e detriti – le cosiddette “sciare” – i vini di questo territorio acquistano un carattere inconfondibile.



I VINI:
Isolano nasce da una selezione di uve Carricante della vendemmia 2019: un bianco dal raffinato bouquet con sentori agrumati, note di ginestra in fiore ed erbe aromatiche; vulcanico e mediterraneo, Isolano è avvolgente e minerale.

Cuordilava è ottenuto dalla vendemmia 2017 di uve Nerello Mascalese: un rosso di grande eleganza che dopo un lungo periodo di affinamento esprime intense note di piccoli frutti rossi, spezie e sottobosco; al palato è ampio e profondo, con tannini carezzevoli e una lunga persistenza.

L’eccellenza di Isolano e Cuordilava si sposa perfettamente con la creatività di Dolce&Gabbana che ne ha disegnato l’immagine coordinata: i motivi geometrici che richiamano il folclore del Carretto Siciliano, in rosso, verde, blu e giallo, dialogano con la raffigurazione dell’Etna fumante, raccontando la bellezza della migliore tradizione dell’Isola e la straordinaria unicità dei suoi paesaggi.

Oltre che nella bottiglia da 750 ml, Isolano e Cuordilava sono anche disponibili nel formato Magnum su https://world.dolcegabbana.com/food-beverage e su https://www.donnafugata.it/it/wine-collection/dolcegabbana-e-donnafugata/.

Alle pendici dell’Etna, tutti i luoghi da visitare

Dai ricchi giardini fioriti del Radicepura Garden Festival alla visita delle cantine ai piedi del Vulcano Etna, Donnafugata. Dall’esperienza stellata della cucina di Giuseppe Raciti al Zash restaurant fino al relax firmato lusso alla Villa Don Venerando. La terra del vulcano più attivo d’Europa vi accoglie con un’infinità di luoghi magici da visitare.

ZASH RISTORANTE

Nel Palmento, luogo in cui avveniva la pigiatura dell’uva per produrre il mosto riposto poi in grandi vasche, oggi nasce il ristorante stellato Zash, capitanato dallo chef Giuseppe Raciti.
La dura pietra, le arcate a volta, il torchio, i sentori del legno, qui si rivive la tradizione e l’esperienza culinaria premiata della stella Michelin nel 2019. 
Tutti i colori della Sicilia, la tecnica e la passione dello chef Raciti in piatti che si lasciano ricordare: il gambero rosso crudo di Mazara del Vallo servito su zuppetta di pomodoro e fragole e mousse di robiola di capra; spaghetti di grano duro con salsa alle vongole e limone dell’Etna IGP; il tonno scottato roseo su crema di pane all’aceto, cipolla rossa candita e olio al basilico; brioche con tuoppo servito con gelato e accompagnati dall’illustrissimo Ben Ryé.

Il ristorante stellato Zash, un luogo da visitare per incontrare la tradizione e l’innovazione della cucina nella zona dell’Etna
Il ristorante stellato Zash, un luogo in cui si incontrano tradizione e innovazione culinaria
La sala del ristorante Zash è costruita all’interno di un palmento, il luogo in cui avveniva la pigiatura dell’uva

Zash.it

DONNAFUGATA

E a proposito di Ben Ryé, siete sulla terra di Donnafugata, l’azienda vinicola esempio di passione e dedizione per il vino siciliano. 
La famiglia Rallo, oltre 160 anni di esperienza nel vino di qualità, fonda Donnafugata nell’83 e si fa portavoce di un patrimonio che è anche culturale, storico e artistico, perchè creatori di reti e connessioni che portano l’etichetta siciliana in giro per il mondo. 
Da Giacomo Rallo (Co-fondatore dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi) e la moglie Gabriella, pioniera della viticoltura in Sicilia, lo scettro passa ai figli José Antonio; lei un portento di donna con una formazione economica, una forte passione per il marketing e la comunicazione aziendale, inventa un nuovo modo di raccontare il vino nella veste di cantante del Donnafugata Music&Wine. Riceve il Premio Bellisario 2002 per il suo contributo alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. E’ AD Donnafugata insieme a fratello Antonio Rallo, agronomo e winemaker attento e dotato di una visione strategica. Oggi è alla guida del Consorzio di Tutela della DOC Sicilia, strumento di promozione e di coesione territoriale che conta oltre 8.300 viticoltori. 

Con un team fucina di idee, non potrebbero nascere che vini originali e per palati esigenti; un giro tra le cantine Donnafugata è la tappa giusta per unire l’utile al dilettevole, siete nell’area della Sicilia orientale, sul versante Nord dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, la cantina con barriccaia si trova esattamente a Randazzo, 21 ettari di vigneto e 2 di uliveto. 

Le cantine Donnafugata: il luogo da visitare per assaporare i migliori vini dell’Etna, come il cerasuolo Floramundi


Ma Donnafugata è anche “sartorial”, dall’azienda spiccano i Vini Icona: Mille e una Notte, prestigioso rosso della tenuta di Contessa Entellina, Ben Ryé Passito di Pantelleria, e i “cru” dell’Etna Fragore di Contrada Montelaguardia e l’Etna Rosso DOC Contrada Marchesa

Indimenticabili e certamente artistiche anche le etichette d’autore realizzate da Stefano Vitale, ispirate dal nome della maison che rimandano al romanzo Il Gattopardo e alla storia della regina in fuga, che trovò rifugio là dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Sono donne dai capelli rosso fuoco, come la lava del vulcano; sono dee della natura, che ringraziano la terra; hanno i colori accesi della Sicilia e ispirano esotici racconti, un po’ come Le Mille e una Notte. 

Una bottiglia di Floramundi, vino cerasuolo di Donnafugata
Floramundi

Donnafugata.it

FUTURO ANTERIORE

La sfida della viticoltura eroica di Pantelleria al Radicepura Garden Festival 

Un tuffo nei ricchi giardini del Radicepura Garden Festival per conoscere la straordinaria storia della Biennale del giardino Mediterraneo, visitabile fino al 19 dicembre 2021.
Tema sono i Giardini del Futuro e protagonisti assoluti sono le culture eroiche di Pantelleria il cui vigneto ha preso forma e sostanza alle pendici dell’Etna, all’interno del Parco botanico di Radicepura, diventando simbolo di forza e vita di una storia millenaria che celebra la convivenza armonica dell’uomo con la natura. Il nome del giardino è Futuro Anteriore, nell’isola dove l’uomo nel corso dei secoli è riuscito a coltivare la vite in un ambiente estremo: ventoso, poco piovoso, con terreni in forte pendenza e senza sorgenti di acqua. La vigna è su terrazze sorrette da muretti a secco in pietra lavica, costruiti dalle sapienti mani dei viticoltori; i terrazzamenti contribuiscono a prevenire l’erosione del suolo e rendono unico il paesaggio dell’isola.

Mario Faro, il fondatore di Radicepura Garden Festival con Josè e Antonio Rallo, vincitori dei Giardini del Futuro per la loro vigna a Pantelleria
ai lati Josè e Antonio Rallo, al centro Mario Faro, fondatore di Radicepura

DOVE ALLOGGIARE 

SHALAI

Alle pendici dell’Etna, esattamente a Linguaglossa, sorge Shalai Resort, una dimora dell’800 che fu residenza signorile e che oggi ospita 13 camere dove si mescolano tradizione e comfort. 

Shalai in dialetto siciliano significa “gioia piena, momento di genuino benessere”, che rappresenta quanto l’hotel desidera far vivere ai suoi ospiti: un benessere completo, personalizzato, che coinvolga tutti cinque i sensi, grazie anche al ristorante Gourmet e al Centro Benessere con bagno turco, sauna finlandese, vasca idromasaggio e trattamenti personalizzabili. 

Tra i luoghi da visitare ai piedi dell’Etna c’è sicuramente Shalai: un resort dedicato al relax e alla cucina gourmet
La facciata del Resort Shalai di Linguaglossa
Una delle camere matrimoniali del Resort Shalai
La spa del Resort Shalai, in provincia di Catania

Shalai.it

VILLA DON VENERANDO 

Se davvero volete concedervi un lusso senza tempo, la vostra destinazione è Villa Don Venerando, posizione privilegiata sul Mar Ionio e vista dell’Etna, questa casa di famiglia accoglie al suo interno fotografie, oggetti del passato, antichi dipinti, preziose argenterie, servizi di porcella ed eleganti chandelier.

Totale l’immersione nei colori verdi della natura e blu cobalto del mare, Villa Don Venerando ha terrazze panoramiche, prati, una piscina riscaldabile, ambi divanetti esterni riparati dal sole e camere vista mare con accesso alle terrazze. 

Esterni ed interni rispondono ad un arredamento curato nel minimo dettaglio; è certo il luogo che suggerisce molte riflessioni sulla bellezza di “casa nostra”, un’Italia commovente che ci regala le meraviglie del mare e le delizie sulla tavola. Tra le palme e su una marmorea tavolata, è possibile pranzare all’ombra, sperimentare il dolce far niente ed esercitare il nostro spirito d’osservazione. 
Non vorrete più andar via, questo è certo, ma tornerete dal viaggio con qualche ruga in meno. 

Villa Don Venerando: il punto di partenza ideale per visitare i luoghi più belli del territorio dell’Etna
La piscina di Villa Don Venerando, un luogo magico ai piedi dell’Etna
Villa Don Venerando: camera matrimoniale con letto a baldacchino
Gli interni di Villa Don Venerando a Carrubba


Villa Don Venerando

MORGANA 

A soli 30 minuti d’auto da Linguaglossa, il locale più cool di Taormina, il Morgana! 
Clientela internazionale ed esigente, il Morgana vanta l’esperienza dei più grandi artisti della mixology, luogo dove il dettaglio non è mai a caso, si veste spesso di abiti nuovi, rinnova gli arredi, i colori, e soprattutto il menu, che oggi è dedicato alla Sicilia e ai suoi succosi frutti.
 
Bar Manager oggi Paolo Viola, Brand Ambassador di Belvedere Vodka e una formazione al Ritz di Londra, Paolo vi accompagnerà nella scelta dei cocktail con gentilezza inglese e con la passione della sua terra. 
Per iniziare il gioco consigliamo una Bulle Glacée Veuve Cliquot Brut “Cuvée Saint- Pétersburg” e granita alla fragola; per gli amanti del whisky che non vi rinunciano nemmeno in estate, un “Flame” servito in coppa fatto di pera cotta in Ardbeg 10yo Whisky dolcemente pestata con Belvedere Heritage 176, uniti a miele, lime, un granello di sale e Cherry Hering. E per onorare l’opera dei Pupi a Palermo, proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanita’ da Unesco, un’OPIRA. Frutto della passione e fava tonca legati in un mix di Bulleit rye Whiskey, Casamigos Mezcal, Amaro Montenegro e Cherry Hering servito in Tumbler Basso. 

Il Morgana è la gioia di un drink che non delude mai.

Il luogo imperdibile da visitare nel territorio dell’Etna per gli amanti dei cocktail? Il Morgana di Taormina
La sala con divanetti di Morgana per bere ottimi cocktail in completo relax

Morgana Taormina

La bottiglia iconica di CECI 1938, una lavagna ricca di messaggi!

Le cantine CECI 1938 danno forma ai pensieri proponendo il Lambrusco più iconico della winery in una bottiglia dal concept unico. Una bottiglia/lavagna che si fa portavoce di messaggi da lasciare al compagno, mentre attendete una cena a lume di candela, o all’amica, accompagnandolo al regalo di questo vino semplice ed elegante.

TO YOU è il frutto dello spirito conviviale e giovane tipico del lifestyle promosso da CECI 1938 che raggiunge la massima espressione con questa proposta che abbina il piacere del Lambrusco fresco e vivace alla voglia di esprimersi, con il segno. Una bottiglia di vetro nero opaco diventa una vera e propria lavagna, una tela intonsa su cui scrivere o disegnare. In dotazione, con la bottiglia, due gessi bianchi e un cancellino, il tipico di feltro arrotolato, oggetto dei ricordi che ci riporta tutti a scuola!


La bottiglia, chiusa da un tappo a corona, ha il sovra tappo color rame metallizzato con il logo CECI 1938.
To You propone un vino dall’anima social, un Lambrusco che esprime gioia di vivere attraverso il fascino delle bollicine in rosso. Un vino da gustare in compagnia, da condividere in differenti occasioni, un pranzo, un aperitivo, una cena. Un vino che può essere protagonista di ricorrenze e occasioni speciali. Lambrusco dal colore rosso rubino, To You ha un profumo intenso e profondo che rimanda ai frutti rossi e a note speziate oltre ai richiami floreali di viola. Il gusto, fruttato e complesso, avvolge di freschezza.

To You è proposto in bottiglia da 0,75 litri.

(nell’immagine di copertina l’opera del fotografo José Gallego, “Tributo a Caravaggio“)

Lillet: in Italia per la festa della donna

È appena arrivato il Italia: si chiama LILLET, il nuovo aperitivo di Pernoud Richard dal gusto inconfondibile, ricercato e versatile, è pensato per le donne intraprendenti, dinamiche, che non hanno timore di esprimere se stesse. Espressione di un’elegante tradizione francese di fine ‘800, LILLET è realizzato in un piccolo villaggio a sud di Bordeaux – una tra le più famose regioni vinicole francesi –, ed è frutto di una raffinata combinazione di vini francesi e liquori di frutta attentamente selezionati. La Maison, fondata nel 1872, vanta una storia di oltre cento anni. Per questo LILLET rappresenta in toto quello che possiamo definire l’aperitivo “à la française”.



La particolarità del nuovo LILLET? Una combinazione di vini francesi e liquori di frutta donano un gusto delicato e una bassa gradazione alcolica (17% – oppure 5.7% in un long drink) e quindi anche un moderato contenuto calorico. Inoltre, è completamente privo di aromi e coloranti artificiali. Versatile e rinfrescante,  può essere servito in più occasioni, dal brunch all’aperitivo, e personalizzato secondo i propri gusti.



Gli ingredienti di LILLET sono scelti con grande cura: i vini francesi sono selezionati per la loro qualità e complessità organolettica, mentre i frutti – le cortecce di china e le bucce di arancia dolce e amara – mostrano una notevole freschezza e ricchezza aromatica. Questo equilibrio di frutta matura e vini pregiati è il risultato di quasi 150 anni di esperienza e conoscenza del mondo vitivinicolo. Tre le varianti che approdano in Italia, per questo aperitivo la cui storia risale al 1872 a opera dei fratelli Paul e Raymond che fondano la maison, e nel 1887 inizia la commercializzazione della prima versione dell’aperitivo: il Kina LILLET. Sono il LILLET Blanc, il primo della produzione, nasce dal blend di vini selezionati e liquori di frutta, maturati in botti di quercia, che conferiscono quell’aroma floreale e quel caratteristico colore dorato, che lo rendono ancora oggi riconoscibile. 



Nel 1962, durante il boom economico, la maison decide di proporre al pubblico un prodotto dal gusto più corposo, strutturato, rivolto agli estimatori di vini rossi: il LILLET Rouge. Dopo quasi 50 anni, nel 2011, con le nuove generazioni, si va incontro ai gusti contemporanei producendo LILLET Rosé, dal sapore fresco, vivace e fruttato. Quest’ ultimo è sicuramente perfetto per festeggiare le donne: un sapore fresco, vivace e fruttato, con qualche nota speziata, ma dalla struttura bilanciata. Gradevole da assaporare con un long drink con tonica, sempre fresco (6- 8°C) e accompagnato da ghiaccio e una fetta di lime.

Ronco Calino Franciacorta, oasi per wine lover

Se la montagna non va da Maometto, è Maometto che va alla montagna. E’ così che ci si reinventa a causa del Covid che limita i contatti e gli spostamenti, ed è così che ha fatto Milano Wine Affair per presentare uno tra i suoi clienti, Ronco Calino Franciacorta. Terra dall’antica vocazione enologica situata tra Milano e Verona, adiacente al Lago d’Iseo, Ronco Calino Franciacorta è un’oasi di pace dove viene prodotto il vino con il metodo della seconda fermentazione in bottiglia.

La cantina Ronco Calino, circondata da dieci ettari di vigneto biologico, produce un’accurata selezione di Franciacorta: l’iconico Brut, il materico Satèn, il particolare Rosé Radijan, il classico Millesimato, il Nature. Tra le rarità, poderosi vini affinati oltre dieci anni sui lieviti tra cui Sinfonia n.13, Centoventi, Càlinos, bottiglie per festeggiare avvenimenti importanti, racchiuse in preziosi cofanetti. 

Milano Wine Affair, da remoto, ci guida alla scoperta dei segreti di Ronco Calino portandoci in cantina dove il vino viene barricato in botti di legno, quelle che regalano particolarità aggiuntive alle uve (Chardonnay e Pinot nero). 

E’ una visita a tutti gli effetti, immersi in un panorama collinare verdeggiante che ci auguriamo tutti di poter vedere di persona, mentre oggi l’experience ci trasporta divertendoci con un quiz a domande aperte e una degustazione live che si specifica sul Ronco Calino Franciacorta Satèn

Di un giallo paglierino dai riflessi verdognoli, del Ronco Calino Franciacorta Satèn notiamo subito la persistenza delle catenelle, un perlage fine ed elegante, orgoglio della casa. Al naso arrivano subito profumi floreali, di fiori bianchi, fiori d’arancio, di gelsomino; al primo assaggio i sentori sono quelli della frutta fresca e giovane, pera, mela, quasi indietro di maturazione; al secondo assaggio il retrogusto diventa cremoso di burro, brioche, crosta di pane, ma è una cremosità che non viene data dagli zuccheri, perchè il Ronco Calino Franciacorta non è un vino dolce, ma un Brut. La cremosità è invece il risultato di un perfetto equilibrio tra parti dure e parti morbide, è la proporzione tra acidità e sapidità e note zuccherine. 


Ronco Calino Franciacorta Satèn è la bollicina perfetta perchè si sposa su tutto, è facile da abbinare, piacevole per tutti i palati ma con quel tocco particolareggiato dato dall’affinamento in barrique di rovere francesi. E allora buona degustazione!

5 terroirs italiane tra vini, mari, laghi

Ci sono posti, le cui terre, ben delimitate dalle regole della natura, spinte dal proprio humus, danno vita a prodotti di cui il vino, oggi più che mai, ne è l’assoluto protagonista: il terroir. 

Tale termine, il cui significato si arricchisce sempre più, non tocca semplicemente le connotazioni climatiche che insistono su certe porzioni di territorio o la tipologia di terra su cui si poggia il vigneto, ma coinvolge l’aspetto umano inteso come storia, cultura e tradizione. 

Qui una interessante ed agile guida che tocca la nostra penisola in ogni suo punto cardinale, suggerita da Andrea Frizzarin noto Food e Beverage Manager esperto in territorio ed enogastronomia. 



LIGURIA

Questa meravigliosa striscia di terra racchiusa tra l’Appennino e il mare, costellata da monti e colline, offre una grande varietà di sapori conservando le tradizioni nel vino. Quando si parla di Liguria non ci si può esimere dal dare attenzione particolare al Rosato ‘Mea Rosa’ della cantina Lunae, un rosato appunto la cui originalità è data dal fatto che è ottenuto da Uve Vermentino Nero, vitigno ormai quasi dimenticato e che, vinificato in rosato, conferisce al vino una sorprendente freschezza. Il colore, peculiare quanto il sapore, è dato dalla macerazione a freddo sulle bucce per circa quattro ore. La città di Luni, ultimo lembo di terra prima della Toscana, è avvolta ancora oggi dalla sua storia, infatti in antichità è stato un importante scalo di diverse culture che trovano espressione, ai giorni nostri, attraverso la presenza di varietà autoctone tipicamente territoriali.

TRENTINO ALTO ADIGE – LAGO DI LEVICO

Il lago di Levico risuona spettacolari suggestioni per coloro che amano trascorrere del tempo in un’atmosfera dolce e misteriosa allo stesso tempo, una perla turchese situata in Trentino Alto Adige. Probabilmente è sufficiente udire il nome della regione per avere la garanzia dei prodotti dei quali ne è la madre; lo spumante TrentoDoc è il fiore all’occhiello di queste zone, prodotte con sole uve trentine coccolate attraverso una vendemmia che viene fatta a mano seguita dal processo di cantina, tramandato da generazione in generazione. Il vino degno di nota per il suo speciale affinamento è il Lagorai TrentoDoc Riserva della Cantina Romanese, infatti ogni singola bottiglia affina per quasi due anni nei fondali del Lago di Levico dove acquista un parlage unico e un’evoluzione aromatica molto particolare. 

UMBRIA – LAGO DI CORBARA 

Da un lago ad un altro, scendendo nel nostro stivale, incontriamo un posto che richiede la lentezza dell’attento osservatore per immergerci in un posto che sembra non avere tempo, come la meravigliosa Umbria, che negli ultimi decenni ha avuto un grande sviluppo che l’ha portata ad essere una vera oasi di interessi culturali e non solo. Protagonista di questa evoluzione è stato anche il Lago di Corbara all’interno del quale si gettano le acque del fiume Tevere, ammorbidito da una serie di trasformazioni ambientali divenendo cosi un bellissimo ecosistema, con incantate aree protette come il Parco Fluviale del Tevere. Figlia di questa terra è la cantina Barberani, e i suoi vitigni che dominano il Lago, qui la vendemmia ha un ritmo lento capace di ascoltare la terra e il suo inconfondibile clima. Si dice che qui il vino sia un’identità senza compromessi. Il vino simbolo, per il nome e per la storia che porta con sè, è l’Orvieto Classico Superiore Luigi e Giovanna 2012 che ha un colore dorato intenso, dai forti profumi fruttati che avvolge fin dal primo impatto con il calice. 



PUGLIA – TRA BARI E TARANTO 

Si puntasse il dito ad occhi chiusi sulla cartina di questa regione, e lo si facesse per più volte, si noterebbe con facilità che ogni posto indicato è un vero e proprio paradiso; la Puglia è sicuramente tra i posti più desiderati del nostro Bel Paese, e la Valle d’Itria, tra Bari, Brindisi e Taranto è un punto nevralgico che permette di vedere i vari abiti che questa regione sa indossare. Proprio qui gli amanti del vino incontrano La Verdeca, vitigno che deve il suo nome al colore verdolino delle bacche, i suoi vini offrono una gamma olfattiva che va dal campo di fiori, agli agrumi fino a frutti esotici come l’ananas. Tra i più noti vi è il Curtirussi Verdeca della cantina Mocavero, grandi esportatori di questo gioiello vinicolo dal sapore fresco e leggero ma dotato anche di una certa persistenza. 

CALABRIA – COSTA IONICA 

“L’amuri è come l’acqua: in calata va in chianata no”, l’amore è come l’acqua: va in discesa ma non in salita. Spesso ci si appella ai proverbiali detti per dare l’idea della cultura popolare di una terra e, assieme a molti altri, questo spiega la specialità di un popolo ricco di umanità e tradizioni storiche che sono il quid in più di uno dei posti più belli al mondo. Calabria e vino sono un binomio assicurato soprattutto se si considera l’eccellenza di uno dei vitigni più importanti della regione: il Gaglioppo, un vitigno a bacca nera autoctono diffusosi prevalentemente nelle zone costiere, esso è la varietà più diffusa in Calabria che troviamo in tutti i vini rossi il più significativo dei quali è il Cirò rosso. Il clima calabrese caldo e secco, la particolarità del terreno arido rappresentano le condizioni necessarie per la produzione di questo vino che ha una maturazione precoce e di elevata resistenza. L’amore per questa terra ha fatto germogliare la Cantina Ceraudo, che accoglie coloro i quali valicano la soglia di Contrada Dattilo con la scritta ‘Felice è colui che fa felici gli altri’, frase che va oltre la passione per il vino e che stringe tutti a una riflessione comune su un qualcosa che non solo si beve ma che semplicemente si vive.