Content creator, le nuove influencer del web

Continua la nostra selezione sulle talent del web, ciascuna con un proprio tone of voice e uno stile diverso; tra queste Matilde Righi, content creator dal feed curatissimo, uno stile parisienne, romantico e sempre attenta alle tendenze del web; Sara Behbud, iraniana di nascita e italiana d’adozione, ha frequentato l’Accademia Belle Arti di Milano con il sogno di diventare una stilista di successo. Oggi si dedica alla sua collezione e alla ricerca dei trend.
Qui le loro risposte al Questionario Proustiano, per conoscerle meglio:

total look Kiton

Total look Kiton
Shoes Fragiacomo



MATILDE RIGHI

  1. Il tratto principale del tuo carattere?  La determinazione 
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?  La schiettezza
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna? L’umiltà
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? Il saper esserci a prescindere da tutto.
  5. Il tuo peggior difetto? La testardaggine
  6. Il tuo passatempo preferito? La musica e la fotografia 
  7. Cosa sogni per la tua felicità? Non ho sogni particolari, spero di raggiungere un equilibrio e di esserne soddisfatta.
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? Perdere gli affetti
  9. Cosa vorresti essere? Quello che sono già, ma con un po’ più di intraprendenza
  10. In che paese vorresti vivere? L’Italia è e sarà sempre casa
  11. Il tuo colore preferito? Il nero, non si era capito? 
  12. Il tuo fiore preferito? Le rose bianche 
  13. Il tuo uccello preferito? Il pavone 
  14. I tuoi scrittori preferiti? Massimo Bisotti e Niccolò Ammaniti 
  15. I tuoi poeti preferiti? Eugenio Montale e Umberto Saba 
  16. Chi sono i tuoi eroi? Da classicista non posso non pensare alla mitologia, Ulisse, Ettore, Achille…
  17. E le tue eroine? Le donne di carattere e scienza come Ipazia
  18. Il tuo musicista preferito? Francesco de Gregori 
  19. Il tuo pittore preferito? Lucio Fontana 
  20. Un eroe nella tua vita reale? Credo che ognuno debba essere l’eroe di se stesso, alla fine ci si salva sempre da soli
  21. Una tua eroina nella vita reale? Come sopra 
  22. Il tuo nome preferito? Lavinia 
  23. Cosa detesti? La superficialità 
  24. Un personaggio della storia che odi più di tutti? Hitler 
  25. L’impresa storica che ammiri di più? La rivoluzione Francese 
  26. Un dono che vorresti avere? Saper leggere nella mente 
  27. Come vorresti morire? Non mi importa molto il come o la causa, spero solo di non essere sola
  28. Come ti senti attualmente? In fieri, in cerca di un equilibrio.
  29. Di cosa ti senti in colpa? Di aver creduto poco in me stessa e aver perso, così, delle occasioni importanti
  30. Lascia scritto il tuo motto della vita: “in medio stat virtus”



Total look Ermanno Scervino
Shoes Fragiacomo



SARA BEHBUD

Il tratto principale del tuo carattere? Estroversa, sicura, diretta e decisa 
Qual è la qualità che apprezzi in un uomo? L’integrita’, la fermezza, la temerarietà
Qual è la qualità che apprezzi in una donna? L’indipendenza
Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? La fiducia
Il tuo peggior difetto? L’impazienza
Il tuo passatempo preferito? Viaggiare ad occhi aperti, un drink con le amiche e due chiacchiere spensierate
Cosa sogni per la tua felicità? Il successo lavorativo
Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? Perdere i miei cari
Cosa vorresti essere? Una stilista di successo
In che paese vorresti vivere? Italia, dove sono ora
Il tuo colore preferito? Verde oliva, rosa cipria
Il tuo fiore preferito? La Peonia
Il tuo uccello preferito? Cigno nero
I tuoi scrittori preferiti? Yukio Mishima, Sadegh Hedayat, Pune Moghimi
I tuoi poeti preferiti? Sohrab sepehri, Molana, Hafez
Chi sono i tuoi eroi? Alexandre McQueen
E le tue eroine? La principessa Diana
Il tuo musicista preferito? Johann Sebastian Bach, Vivaldi, Asaf Avidan
Il tuo pittore preferito? Gustav Klimt
Un eroe nella tua vita reale? Mio padre
Una tua eroina nella vita reale? Mia mamma
Il tuo nome preferito? Sicuramente Dandy, il mio cane
Cosa detesti? Fingere
Un personaggio della storia che odi più di tutti? Uno che non posso nominare per ragioni culturali
L’impresa storica che ammiri di più? Il Rinascimento
Un dono che vorresti avere? Vorrei saper cantare
Come vorresti morire? Di vecchiaia, sola nel giardino di casa, bevendo un bicchiere di vino Come ti senti attualmente? Persa
Di cosa ti senti in colpa? Di non aver ascoltato i miei sentimenti 
Lascia scritto il tuo motto della vita: La creatività è alla base di tutto


Talent AgencyMi-Hub 
Fotografo: Filippo Thiella 
Styling: Miriam De Nicolo’ 
Thanks to: Fragiacomo, Ermanno Scervino, Kiton

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Le influencer da seguire adesso su Instagram

MAMMAMIA, il nuovo singolo provocatorio dei Maneskin

Dopo aver scalato le classifiche internazionali e calcato i palchi dei principali Festival estivi europei, i Måneskin tornano con “MAMMAMIA”, nuovo singolo fuori dall’8 ottobre 2021.

Una canzone rock dalle vibrazioni dance e da club, il brano MAMMAMIA prodotto da Fabrizio Ferraguzzo & Måneskin, è registrato in presa diretta per mantenere un suono molto ruvido.

Provocatori e provocanti nei testi e nell’immagine, il gruppo più rock del momento spinge sull’acceleratore nel testo con delle frasi che poco lasciano all’immaginazione, ma che iniziano a diventare un tassello per smembrare pregiudizi e per, come loro stessi ammettono in una intervista, aiutare i ragazzi a “venir fuori”, a mostrarsi per quello che sono realmente.

Ironia, ambiguità, sarcasmo e una versione “erotica” che sempre piace al pubblico, sono gli ingredienti chiave di questo gruppo nato per vivere nell’Olimpo delle rock stars.
Victoria, Damiano, Thomas e Ethan saranno sui palchi delle più importanti città europee durante il “LOUD KIDS ON TOUR” (andato SOLD OUT in meno di due ore dall’apertura delle prevendite). Torneranno inoltre in Italia, dove si esibiranno per la prima volta nei principali palazzetti in tredici date, anch’esse tutte SOLD OUT a cui si aggiunge il concerto evento di sabato 9 luglio 2022 nel simbolo di Roma per eccellenza: il Circo Massimo, un evento realizzato in collaborazione con Rock In Roma (www.rockinroma.com).

Le influencer da seguire adesso su Instagram

Specializzarsi nel trend del momento o arrivare per prima, queste le tips per un profilo di successo sui social network.

Instagram propone moltissimi nuovi profili che spesso sono copie di qualcosa di già visto; noi invece abbiamo voluto selezionarne alcuni che hanno davvero qualcosa da raccontarvi.

Laura Grampa ha iniziato la sua comparsa sul web con un blog, per poi traslare i contenuti moda e beauty sulla sua pagina Instagram; tra le prime influencer italiane, Laura collabora con brand quali Dior, Chanel, Yoox, La Mer…

Silvia Stella Osella ha deciso di seguire la sua passione e specializzarsi nella sostenibilità, sua vocazione etica e professionale. Sul suo profilo vi racconta le sue giornate di lavoro e le sue ricerche di stile.
Andiamo a scoprire qualcosa di più sulla loro persona attraverso il mitico e infallibile Questionario di Proust.

LAURA GRAMPA
Total look Ermanno Scervino – shoes Fragiacomo

LAURA GRAMPA

Laura Grampa 2010 apre il suo blog www.barbielaura.com già nel 2010, un luogo dove raccontare la sua passione per la moda, il beauty e i viaggi; contenuti che hanno trovato spazio anche sui suoi canali social attraverso grande consenso di pubblico e testate nazionali.
Oggi è imprenditrice nel mondo digital e beauty, comunica high brands e prodotti luxury.


QUESTIONARIO PROUSTIANO

  1. Il tratto principale del tuo carattere? Solare, riflessiva, un po’ pazza.
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo? Lealtà, sincerità, sicurezza.
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna? Le stesse.
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? Il fatto che possa sempre contare su di loro. Altrimenti che amici sarebbero 🙂
  5. Il tuo peggior difetto? Testardaggine.
  6. Il tuo passatempo preferito? Dormire, adoro dormire più di ogni altra cosa, mi ricarica.
  7. Cosa sogni per la tua felicità? La serenità
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? Perdere le persone che amo.
  9. Cosa vorresti essere? Un gatto.
  10. In che paese vorresti vivere? In nessun altro posto che l’Italia. 
  11. Il tuo colore preferito? Nero.
  12. Il tuo fiore preferito? Peonie.
  13. Il tuo uccello preferito? Pettirosso.
  14. I tuoi scrittori preferiti? Oscar Wilde.
  15. I tuoi poeti preferiti? Alda Merini.
  16. Chi sono i tuoi eroi? Non ne ho.
  17. E le tue eroine? Nemmeno.
  18. Il tuo musicista preferito? Chopin.
  19. Il tuo pittore preferito? Monet.
  20. Un eroe nella tua vita reale? Non credo di averlo.
  21. Una tua eroina nella vita reale? Mia mamma.
  22. Il tuo nome preferito? Beatrice.
  23. Cosa detesti? Chi si prende gioco di me.
  24. Un personaggio della storia che odi più di tutti? Tutti quelli che hanno limitato le libertà delle persone.
  25. L’impresa storica che ammiri di più? Oddio non saprei. 
  26. Un dono che vorresti avere? Leggere nel pensiero.
  27. Come vorresti morire? Soffrendo il meno possibile.
  28. Come ti senti attualmente? Molto bene, sto vivendo un momento molto felice.
  29. Di cosa ti senti in colpa? Assolutamente di niente.
  30. Lascia scritto il tuo motto della vita: vivi e lascia vivere.

SILVIA STELLA OSELLA
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SILVIA STELLA OSELLA

Silvia Stella Osella è una textile, surface designer e trend & color consultant. Dopo aver lavorato in alcune tra le più importanti aziende tessili europee, apre il suo studio a Milano nel 2015. Si occupa di consulenza alle aziende rispetto alle tematiche di sostenibilità e innovazione.


IL QUESTIONARIO PROUSTIANO

  1. Il tratto principale del tuo carattere?  La curiosità
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?  La gentilezza e l’empatia
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna?  La gentilezza e l’empatia
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?  La loro complessità
  5. Il tuo peggior difetto?  L’irrequietezza, la testardaggine
  6. Il tuo passatempo preferito?  La scoperta in ogni sua forma
  7. Cosa sogni per la tua felicità?  Di mantenerla, così come è ora
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?  Perdere chi amo
  9. Cosa vorresti essere?  Libera di scegliere, sempre
  10. In che paese vorresti vivere?  In tutti quelli che meglio rispecchieranno le future fasi della mia vita
  11. Il tuo colore preferito?  Il bianco
  12. Il tuo fiore preferito?  Il fiore della carota selvatica
  13. Il tuo uccello preferito?  La rondine
  14. I tuoi scrittori preferiti?  Calvino, Cortàzar 
  15. I tuoi poeti preferiti?  Elisa Biagini, Nazim Hikmet 
  16. Chi sono i tuoi eroi?  Le persone irrequiete, visionarie, coraggiose ed empatiche
  17. E le tue eroine?  Tutte le donne che lottano per la propria libertà
  18. Il tuo musicista preferito?  Sono troppi. Mentre progetto ho spesso con me Ryūichi Sakamoto
  19. Il tuo pittore preferito?   Henri Matisse
  20. Un eroe nella tua vita reale?  Pietro Bartolo
  21. Una tua eroina nella vita reale?  Margherita Hack
  22. Il tuo nome preferito?  Pietro (il mio bimbo)
  23. Cosa detesti?  La saccenza e la superbia
  24. Un personaggio della storia che odi più di tutti?  Tutti gli uomini dall’ego smisurato
  25. L’impresa storica che ammiri di più?  Le esplorazioni della via della Seta, i primi viaggi nello Spazio
  26. Un dono che vorresti avere?  L’ubiquità!
  27. Come vorresti morire?  Felice
  28. Come ti senti attualmente?  Realizzata
  29. Di cosa ti senti in colpa?  Di non avere abbastanza tempo da dedicare a ciascuna delle persone a cui tengo
  30. Lascia scritto il tuo motto della vita:  Complicare è facile, semplificare è difficile – Bruno Munari



Talent Agency: Mi-Hub
Fotografo: Filippo Thiella
Styling: Miriam De Nicolo’
Thanks to: Fragiacomo, Ermanno Scervino, Kiton

78mo Festival del Cinema di Venezia – guerra e violenza nei film di denuncia

Reflection

L’idea del film nasce da un fatto accaduto nella vita personale del regista, Valentyn Vasyanovych, che assiste assieme alla figlia allo schianto di un uccello sulla finestra di casa, una metafora, il passaggio dalla vita alla morte.

Siamo nel 2014 nell’Ucraina orientale durante le prime fasi del conflitto Russia-Ucraina e assistiamo ad atroci torture, violenze e crimini realmente accaduti e documentati, le brutalità commesse dalle truppe filorusse sui prigionieri di guerra: strangolamenti, scariche elettriche, sevizie, torture medievali, trapani che lacerano carni ed ossa.

Il protagonista, un medico catturato dalle forze militari russe, assiste e subisce le spaventose umiliazioni cui lo spettatore non riesce a sostenere, spesso lasciando la sala del Festival. Volutamente cruento nella prima fase, volutamente silenzioso nella seconda, nel momento in cui il protagonista riesce a sopravvivere alla guerra e cerca appunto nel silenzio di ricostruire i rapporti con la ex moglie e con la figlia, Reflection lancia in immagini/metafore le grandi riflessioni sulla vita. L’importanza dei rapporti umani, il valore degli affetti, il significato della vita.

Non lasciare tracce – (Leave no trace)

Ricorda il caso di Stefano Cucchi, il giovane morto dopo un pestaggio sotto custodia cautelare sette giorni dopo l’accaduto, questa pellicola di Jan P. Matuszyński.
E’ la storia vera di Grzegorz Przemyk (Mateusz Górski), figlio della poetessa e attivista Barbara Sadowska (Sandra Korzeniak), ucciso a calci nello stomaco dalla polizia comunista, la Milicja Obywatelska (era il 14 maggio del 1983).
Il giovane studente festeggia nella piazza del Castello di Varsavia la maturità, fermato dalla polizia rifiuta di esibire i documenti di identità e viene così portato in centrale, dove in pochi minuti avviene il pestaggio davanti agli occhi dell’amico, il protagonista del film che lotterà fino alla fine per ottenere giustizia.
La verità verrà sotterrata con ogni mezzo dalle autorità ministeriali, con depistaggi che porteranno le accuse a infermieri innocenti, in un crescendo di rabbia e frustrazione e ingiustizia che incolla allo schermo lo spettatore in attesa della sentenza finale.
Qui il male trionfa, la contraffazione dei fatti è così capillare che la stanchezza prende il sopravvento, anche sulla madre raggomitolata nel dolore e arresa; solo l’amico fidato dirà la verità in tribunale, fino all’ultimo spiraglio di speranza, ma il potere dei miliziani è troppo radicato e la violenza dello Stato mortalmente pericolosa.
Noi possiamo solo parlarne e urlare la verità affinché il ricordo possa pulire tanto degrado.

Vera sogna il mare
di Kaltrina Krasniqi

Lei è un’interprete del linguaggio dei segni, lui, il marito, un giudice in pensione. La morte del marito, suicidatosi senza lasciare lettere di addio, apre infinite porte dove dietro si celano la dipendenza al gioco, le eredità sperperate, le proprietà che la malavita torna a riprendersi.
Minacce, pedinamenti costanti, il rischio che la figlia venga uccisa, obbligano Vera a cedere alle ingiuste richieste.
La storia svela una donna forte, che lotta per non cedere alla prepotenza ostile, corrotta, maschilista della società in Kosovo ai giorno nostri.
Un film di denuncia e di orgoglio, di dignità e di arrendevolezza come unica soluzione per la sopravvivenza, dove le difficoltà vengono rappresentate sullo schermo attraverso la forza del mare, che si fanno sempre più soffocanti e violente quando Vera rischia di “annegare”.


78 Festival del Cinema di Venezia – i film da non perdere

Freaks out! di Gabriele Mainetti ha stupito tutti a Venezia per la delicatezza del racconto della diversità

Freaks out

Mirabolante! “Freaks out” di Gabriele Mainetti è una storia delicatissima di “diversi che senza circo sono solo dei mostri”, come afferma uno dei fantastici 4 personaggi dotati di superpoteri. C’è tanto della poesia de “La forma dell’acqua” nella rappresentazione dell’amore e della tenerezza verso il mostro, tanto dei personaggi strambi amati da Diane Arbus, la fotografa morta suicida la cui storia é stata interpretata da una Nicole Kidman che si innamora dell’uomo lupo. 2 anni di post-produzione per una pellicola che tiene incollati allo schermo, azione, storia, ironia, colpi di scena, fotografia ed effetti speciali. Anche qui il Festival del Cinema avvicina al crudele tema della guerra, durante il periodo fascista, e il cinema è il mezzo forse più veloce e potente per aprire cuori e menti.

Toni Servillo in una delle scene di Qui rido io, film di Mario Martone presentato al Festival del cinema di Venezia 2021

Qui rido io

Qui Rido io di Mario Martone è la storia vera di Eduardo Scarpetta, il più grande commediografo e attore comico del ‘900 italiano. Un uomo generoso con il pubblico e severo con la famiglia, a tratti egoista, un dongiovanni che coabitava con mogli ed amanti e rispettivi figli, quelli riconosciuti e quelli che lo chiamavano “zio”, Titina, Peppino ed Eduardo De Filippo, che presero poi il cognome della madre.
Per Scarpetta teatro e vita vera si mescolavano, la sua esistenza sfarzosa in palazzi imperiali lo portavano ad un atteggiamento imperioso che obbligava la sua cerchia ad una sudditanza “naturale”. Fino a quando l’episodio dannunziano, la messa in scena della parodia della “Figlia di Iorio”, l’opera di Gabriele D’Annunzio, lo vede accusato di plagio; sarà Benedetto Croce l’unico a sostenerlo, testimone di una malinconia che prende il sopravvento, di un mondo che muore e della nascita di un teatro nuovo.
Toni Servillo ha letteralmente divorato il palcoscenico.

Le cose che restano è il docufilm omaggio al grande direttore d’orchestra Ezio Bosso che ha commosso la giuria del Festival di Venezia 2021

Ezio Bosso. Le cose che restano

Per Ezio Bosso, interprete, direttore d’orchestra e compositore, esiste una “Teoria delle 12 stanze in movimento”, l’ultima delle quali tornerà a noi come prima nel momento in cui impareremo a riconoscerci, per poter essere liberi, per sempre.
Il docufilm di Gabriele Salvatores che in Ezio Bosso vedeva l’artista musicale che lui non è mai stato, è una finestra sul giardino dei mille volti che hanno avuto la fortuna di incontrare un grande comunicatore. Con la sete di sapere e la fame di musica che ha dall’età di quattro anni, Ezio Bosso è riuscito nell’intento di avvicinare “il popolo” alla musica classica, di portare la gente comune nei teatri; un film dalle infinite citazioni e dalla colonna sonora che Bosso ha regalato all’Italia intera, la direzione dei Carmina Burana all’Arena di Verona, le tre ore e mezza di musica e spettacolo nel Teatro Verdi di Busseto, in provincia di Parma, andato poi in onda su Rai3 in cui spiega Beethoven.
Una lunga storia d’amore e di dolore, quello che lo ha fermato e allontanato dalla musica, la malattia degenerativa che aveva da 2011.
Le sue esibizioni non sempre erano perfette, lo ha dichiarato anche il suo ufficio stampa, ma non è forse l’imperfezione a renderci unici?!

Redenzione, spiritualità e perdono sono i temi del bellissimo Capitan Volkonogov Escaped presentato al Festival del cinema di Venezia 2021

Captain Volkonogov Escaped

Captain Volkonogov Escaped di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov è la storia di una redenzione.
Fedor Volionogov è il capitano del servizio di sicurezza nazionale russo, il suo compito è quello di catturare i “nemici dello Stato”, per lo più vittime innocenti che vengono seviziate e uccise per accuse inesistenti.
Uno spirito notturno, una spiritualità che si era sopita, lo avverte dell’Inferno imminente dandogli la speranza di un Paradiso eterno solo nel caso in cui almeno uno dei famigliari delle vittime da lui uccise, gli avesse concesso il perdono.
Incontrerà un padre che aveva ripudiato il proprio figlio credendolo un traditor di patria; una moglie impazzita per aver perso il marito per sempre; una figlia che credeva il padre ancora vivo; un bambino che brucia gli oggetti del padre perchè “un traditore non può chiamarsi padre” e una figlia chiusa in soffitta, sull’orlo di morire, sarà lei il limbo per poter accedere all’alto oppure in basso…

Il pubblico di Venezia 2021 ha accolto con calore anche il film Imaculat di Monica Stan e George Chiper: una drammatica e autobiografica

Imaculat

Volutamente claustrofobico, volutamente lento, volutamente irritante, volutamente silenzioso, il film sceneggiato da Monica Stan racconta la sua dolorosa e reale storia, le vicende di una tossicodipendente in un centro di riabilitazione tra giochi di potere taciti e non.

Di Monica Stan e George Chiper

Hotel Tyrol, la destinazione montana perfetta per tutte le stagioni


Sono imponenti e innevate in inverno e materne e verdeggianti in estate, le montagne in Valgardena sono la meta intelligente dell’estate, per chi ama il vero relax e predilige temperature miti anche nella stagione del solleone. 
Il cuore sta a Selva di Valgardena, meta turistica nella stagione sciistica e paradiso terrestre tra giugno e settembre, quando le masse si spostano nelle località balneari mentre qui si gode del panorama arioso e delle passeggiate immersive nella natura. 
E’ qui che dal 1966 l’Hotel Tyrol diviene punto di riferimento di ospitalità gardenese.

Bibiana Dirler porta avanti la tradizione e la filosofia degli zii, un tempo proprietari, insieme al marito Maurizio Micheli, un’ospitalità che sa di casa, di semplicità, di complicità; molteplici sono infatti i clienti fidelizzati che tornano ogni anno, proprio qui, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Unesco
Ogni ambiente riporta i ricordi di famiglia, le foto in bianco e nero nella hall, ninnoli e carrozzine vintage, trofei di caccia, vecchi fucili, le immagini sacre nelle sale relax, i crocifissi e le statue appese alle pareti, qui per gli atei non c’è posto, la religione si manifesta sotto ogni aspetto. 

la Hall dell’Hotel Tyrol

Tutte le camere sono arredate in stile tirolese, 50 in totale dove il legno è protagonista e si affacciano sulla valle brulicante di casette bianche e gruppi di alberi che fanno da manto regalandole profondità e colore. Le porte d’ingresso vantano elementi antichi come le decorazioni autentiche dipinte a mano e la biancheria da letto ha i preziosi ricami segni della tradizione Valgardena, per immergersi subito nella vera atmosfera alpina. 


IL RISTORANTE GOURMET “SUINSOM”

Vero gioiello dell’hotel, il ristorante gourmet “Suinsom” guidato dallo chef Alessandro Martellini, una carriera culinaria che inizia all’Hotel Pellicano e al Grand Hotel Villa Feltrinelli e la grande opportunità di aver lavorato con gli stellati Antonio Guida (2 ** Michelin), Stefano Baiocco ( 2** Michelin) ed Enrico Crippa (3 *** Michelin). 
E’ il 2017 l’anno in cui si punta alla cucina all’Hotel Tyrol, un menu dove si sposano tradizione, creatività e innovazione; ma è nel 2021 che in squadra subentra la firma di Antonio Guida, lo chef pluristellato che insieme a chef Martellini ha creato due speciali menu e dei piatti signature. 


Suinsom” in ladino gardenese è quello che rappresenta la vetta più alta di una montagna, il traguardo, un nome di buon auspicio a un ristorante che ha tutti i numeri per vincere questa scalata e arrivare primo!

Lo chef Alessandro Martellini interpreta una cucina contemporanea dove la priorità è sempre il prodotto stagionale e di qualità; tecnica, passione e rispetto per la materia prima, fanno dei piatti una melodia che non si scorda, un’esperienza di sapori e rimandi olfattivi e gustativi del passato come per il dessert Parfait alla liquirizia, piatto signature di Antonio Guida, con foglie di tabacco caramellate e salsa al caffè, ma non sveliamo cos’ha scavato dalla nostra memoria, perchè l’esperienza al Suinsom è un po’ come passaggiare nelle gallerie tra le opera d’arte, ciascun quadro stimola ricordi ed emozioni del tutto personali, così come i suoi piatti

Dal menu a 5 portate, eccellente lo scampo appena scottato con ciliegie fresche, finocchio croccante, brodo di agrumi e un tocco di salsa di soia; tutti i sapori sono perfettamente distinguibili nel piatto senza spingersi l’un l’altro, le note salate non coprono la delicatezza dello scampo protagonista. 
Cotto alla perfezione il piccione con indivia e aglio nero, rosa, tenero, una carne saporita che necessita di ben pochi imbellettamenti, difatti lo chef Martellini ne ha rispettato la natura che non ha bisogno di ammennìccoli vari. Anche gli impiattamenti sono sì eleganti, ma senza troppi fronzoli, come la sua persona. 

lo chef Alessandro Martellini e la sommelier Marika Rossi

I viaggi immaginari li farete con Marika Rossi, altro asso del Suinsom, l’appassionata sommelier alta quanto le montagne che circondano il ristorante, scopritrice curiosa dei produttori biologici e ricercatrice segugio delle storie più interessanti tra i i vigneti del mondo. 
Non sono storie, ma veri e propri viaggi tra annate storiche, produzioni biodinamiche, tra i colori della natura e i profumi dei boschi; Marika vi delizierà con i suoi racconti avvicinandovi al mondo del wine con quella capacità che solo alcuni grandi scrittori hanno, di raccontare cose complesse con parole semplici. 

il ristorante Suinsom

L’ambiente del Suinsom è assai particolare, altro punto a favore della vera chicca in Valgardena, una vecchia stube con legni di oltre 200 anni; delle graziose lampade al centro di ogni tavolo sono regolabili in altezza; una piattaia in legno espone i servizi più rappresentativi e teiere in ceramica; le immagini sacre non potevano mancare, così come i crocifissi di ogni grandezza e fattura; l’ambiente è caldo e la tavola apparecchiata elegantemente con preziosi tessuti bianchi e dettagli d’argento, oltre ad un portacandela con cristalli, a creare l’atmosfera. 
Andarvene avrà lo stesso amaro in bocca che prova il bambino dopo una giornata al Luna Park, ma si può sempre ritornare!

LA SPA E LA PISCINA 

Altra novità in casa, la piscina all’aperto circondata dal giardino, con piccola zona al chiuso dove godere del tepore delle acque durante gli inverni innevati. 

Al chiuso la piscina coperta con pavimento in lastre di marmo circondata da pannelli e soffitti di stucco e roccia solcati da travature di antico legno massiccio. 
Due gli idromassaggi, uno interno ed uno esterno accanto alla “sauna in baita” dove la sera lo spettacolo del cielo stellato lascia senza fiato. La sauna finlandese “in baita” permette in inverno di tuffarsi nella neve fresca per concludere, nel modo più salutare, quest’antica pratica termo terapica proveniente dal Nord Europa. 

la piscina esterna

L’area wellness offre inoltre:

sauna aromatica, realizzata interamente in legno profumato, raggiunge temperature elevate oltre i 60° mantenendo tuttavia un’umidità relativamente bassa pari al 35%

sauna stube, studiata appositamente per stimolare il rilassamento del corpo e una naturale pulizia della pelle, attraverso un bagno fisioterapico a secco riscaldato intorno ai 90° e ad umidità controllata.

A scelta i trattamenti nella Thermo Spa tra massaggi per il corpo taylor made, energetici e rigeneranti; peeling con aromaterapia, massaggio con le candele, impacchi di fanghi idratanti e drenanti, massaggi sportivi e decontratturanti e per le coppie, le due poltrone “kraxenofen”, dove stimolare il metabolismo grazie al vapore e al fieno. La terapia relax e purificante è seguita da un piacevole massaggio di coppia. 

Bagno Gourmet, trattamento di vinoterapia

Consigliamo il Bagno Gourmet, trattamento antietà di VINOTERAPIA
Sono noti i numerosi benefici dell’uva e del vino dalle proprietà ANTI-AGE, il bagno nel vino è inebriante e perfetto in inverno; nelle tinozze di legno accompagnati da una degustazione di speck, formaggi locali e calice di vino, si godranno a pieno gli effetti rilassanti e curativi del Merlot, vino rosso contenente antiossidanti e polifenoli, capaci di contrastare l’invecchiamento della pelle, rigenerare il collagene, stimolare la microcircolazione e purificare il corpo dai radicali liberi. 
Un momento di totale abbandono da gustarsi da soli o in coppia, accompagnati da una piacevole sensazione di calore ed inebriamento. 

Alle pendici dell’Etna, tutti i luoghi da visitare

Dai ricchi giardini fioriti del Radicepura Garden Festival alla visita delle cantine ai piedi del Vulcano Etna, Donnafugata. Dall’esperienza stellata della cucina di Giuseppe Raciti al Zash restaurant fino al relax firmato lusso alla Villa Don Venerando. La terra del vulcano più attivo d’Europa vi accoglie con un’infinità di luoghi magici da visitare.

ZASH RISTORANTE

Nel Palmento, luogo in cui avveniva la pigiatura dell’uva per produrre il mosto riposto poi in grandi vasche, oggi nasce il ristorante stellato Zash, capitanato dallo chef Giuseppe Raciti.
La dura pietra, le arcate a volta, il torchio, i sentori del legno, qui si rivive la tradizione e l’esperienza culinaria premiata della stella Michelin nel 2019. 
Tutti i colori della Sicilia, la tecnica e la passione dello chef Raciti in piatti che si lasciano ricordare: il gambero rosso crudo di Mazara del Vallo servito su zuppetta di pomodoro e fragole e mousse di robiola di capra; spaghetti di grano duro con salsa alle vongole e limone dell’Etna IGP; il tonno scottato roseo su crema di pane all’aceto, cipolla rossa candita e olio al basilico; brioche con tuoppo servito con gelato e accompagnati dall’illustrissimo Ben Ryé.

Il ristorante stellato Zash, un luogo da visitare per incontrare la tradizione e l’innovazione della cucina nella zona dell’Etna
Il ristorante stellato Zash, un luogo in cui si incontrano tradizione e innovazione culinaria
La sala del ristorante Zash è costruita all’interno di un palmento, il luogo in cui avveniva la pigiatura dell’uva

Zash.it

DONNAFUGATA

E a proposito di Ben Ryé, siete sulla terra di Donnafugata, l’azienda vinicola esempio di passione e dedizione per il vino siciliano. 
La famiglia Rallo, oltre 160 anni di esperienza nel vino di qualità, fonda Donnafugata nell’83 e si fa portavoce di un patrimonio che è anche culturale, storico e artistico, perchè creatori di reti e connessioni che portano l’etichetta siciliana in giro per il mondo. 
Da Giacomo Rallo (Co-fondatore dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi) e la moglie Gabriella, pioniera della viticoltura in Sicilia, lo scettro passa ai figli José Antonio; lei un portento di donna con una formazione economica, una forte passione per il marketing e la comunicazione aziendale, inventa un nuovo modo di raccontare il vino nella veste di cantante del Donnafugata Music&Wine. Riceve il Premio Bellisario 2002 per il suo contributo alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. E’ AD Donnafugata insieme a fratello Antonio Rallo, agronomo e winemaker attento e dotato di una visione strategica. Oggi è alla guida del Consorzio di Tutela della DOC Sicilia, strumento di promozione e di coesione territoriale che conta oltre 8.300 viticoltori. 

Con un team fucina di idee, non potrebbero nascere che vini originali e per palati esigenti; un giro tra le cantine Donnafugata è la tappa giusta per unire l’utile al dilettevole, siete nell’area della Sicilia orientale, sul versante Nord dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, la cantina con barriccaia si trova esattamente a Randazzo, 21 ettari di vigneto e 2 di uliveto. 

Le cantine Donnafugata: il luogo da visitare per assaporare i migliori vini dell’Etna, come il cerasuolo Floramundi


Ma Donnafugata è anche “sartorial”, dall’azienda spiccano i Vini Icona: Mille e una Notte, prestigioso rosso della tenuta di Contessa Entellina, Ben Ryé Passito di Pantelleria, e i “cru” dell’Etna Fragore di Contrada Montelaguardia e l’Etna Rosso DOC Contrada Marchesa

Indimenticabili e certamente artistiche anche le etichette d’autore realizzate da Stefano Vitale, ispirate dal nome della maison che rimandano al romanzo Il Gattopardo e alla storia della regina in fuga, che trovò rifugio là dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Sono donne dai capelli rosso fuoco, come la lava del vulcano; sono dee della natura, che ringraziano la terra; hanno i colori accesi della Sicilia e ispirano esotici racconti, un po’ come Le Mille e una Notte. 

Una bottiglia di Floramundi, vino cerasuolo di Donnafugata
Floramundi

Donnafugata.it

FUTURO ANTERIORE

La sfida della viticoltura eroica di Pantelleria al Radicepura Garden Festival 

Un tuffo nei ricchi giardini del Radicepura Garden Festival per conoscere la straordinaria storia della Biennale del giardino Mediterraneo, visitabile fino al 19 dicembre 2021.
Tema sono i Giardini del Futuro e protagonisti assoluti sono le culture eroiche di Pantelleria il cui vigneto ha preso forma e sostanza alle pendici dell’Etna, all’interno del Parco botanico di Radicepura, diventando simbolo di forza e vita di una storia millenaria che celebra la convivenza armonica dell’uomo con la natura. Il nome del giardino è Futuro Anteriore, nell’isola dove l’uomo nel corso dei secoli è riuscito a coltivare la vite in un ambiente estremo: ventoso, poco piovoso, con terreni in forte pendenza e senza sorgenti di acqua. La vigna è su terrazze sorrette da muretti a secco in pietra lavica, costruiti dalle sapienti mani dei viticoltori; i terrazzamenti contribuiscono a prevenire l’erosione del suolo e rendono unico il paesaggio dell’isola.

Mario Faro, il fondatore di Radicepura Garden Festival con Josè e Antonio Rallo, vincitori dei Giardini del Futuro per la loro vigna a Pantelleria
ai lati Josè e Antonio Rallo, al centro Mario Faro, fondatore di Radicepura

DOVE ALLOGGIARE 

SHALAI

Alle pendici dell’Etna, esattamente a Linguaglossa, sorge Shalai Resort, una dimora dell’800 che fu residenza signorile e che oggi ospita 13 camere dove si mescolano tradizione e comfort. 

Shalai in dialetto siciliano significa “gioia piena, momento di genuino benessere”, che rappresenta quanto l’hotel desidera far vivere ai suoi ospiti: un benessere completo, personalizzato, che coinvolga tutti cinque i sensi, grazie anche al ristorante Gourmet e al Centro Benessere con bagno turco, sauna finlandese, vasca idromasaggio e trattamenti personalizzabili. 

Tra i luoghi da visitare ai piedi dell’Etna c’è sicuramente Shalai: un resort dedicato al relax e alla cucina gourmet
La facciata del Resort Shalai di Linguaglossa
Una delle camere matrimoniali del Resort Shalai
La spa del Resort Shalai, in provincia di Catania

Shalai.it

VILLA DON VENERANDO 

Se davvero volete concedervi un lusso senza tempo, la vostra destinazione è Villa Don Venerando, posizione privilegiata sul Mar Ionio e vista dell’Etna, questa casa di famiglia accoglie al suo interno fotografie, oggetti del passato, antichi dipinti, preziose argenterie, servizi di porcella ed eleganti chandelier.

Totale l’immersione nei colori verdi della natura e blu cobalto del mare, Villa Don Venerando ha terrazze panoramiche, prati, una piscina riscaldabile, ambi divanetti esterni riparati dal sole e camere vista mare con accesso alle terrazze. 

Esterni ed interni rispondono ad un arredamento curato nel minimo dettaglio; è certo il luogo che suggerisce molte riflessioni sulla bellezza di “casa nostra”, un’Italia commovente che ci regala le meraviglie del mare e le delizie sulla tavola. Tra le palme e su una marmorea tavolata, è possibile pranzare all’ombra, sperimentare il dolce far niente ed esercitare il nostro spirito d’osservazione. 
Non vorrete più andar via, questo è certo, ma tornerete dal viaggio con qualche ruga in meno. 

Villa Don Venerando: il punto di partenza ideale per visitare i luoghi più belli del territorio dell’Etna
La piscina di Villa Don Venerando, un luogo magico ai piedi dell’Etna
Villa Don Venerando: camera matrimoniale con letto a baldacchino
Gli interni di Villa Don Venerando a Carrubba


Villa Don Venerando

MORGANA 

A soli 30 minuti d’auto da Linguaglossa, il locale più cool di Taormina, il Morgana! 
Clientela internazionale ed esigente, il Morgana vanta l’esperienza dei più grandi artisti della mixology, luogo dove il dettaglio non è mai a caso, si veste spesso di abiti nuovi, rinnova gli arredi, i colori, e soprattutto il menu, che oggi è dedicato alla Sicilia e ai suoi succosi frutti.
 
Bar Manager oggi Paolo Viola, Brand Ambassador di Belvedere Vodka e una formazione al Ritz di Londra, Paolo vi accompagnerà nella scelta dei cocktail con gentilezza inglese e con la passione della sua terra. 
Per iniziare il gioco consigliamo una Bulle Glacée Veuve Cliquot Brut “Cuvée Saint- Pétersburg” e granita alla fragola; per gli amanti del whisky che non vi rinunciano nemmeno in estate, un “Flame” servito in coppa fatto di pera cotta in Ardbeg 10yo Whisky dolcemente pestata con Belvedere Heritage 176, uniti a miele, lime, un granello di sale e Cherry Hering. E per onorare l’opera dei Pupi a Palermo, proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanita’ da Unesco, un’OPIRA. Frutto della passione e fava tonca legati in un mix di Bulleit rye Whiskey, Casamigos Mezcal, Amaro Montenegro e Cherry Hering servito in Tumbler Basso. 

Il Morgana è la gioia di un drink che non delude mai.

Il luogo imperdibile da visitare nel territorio dell’Etna per gli amanti dei cocktail? Il Morgana di Taormina
La sala con divanetti di Morgana per bere ottimi cocktail in completo relax

Morgana Taormina

Grand Hotel Majestic “già Baglioni” 5 stelle lusso, lo sfarzo scelto dalle star

Un pannello chiavi alla Hitchcock, una entrata alla Irène Némirovsky, un parterre da Hollywood, il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” si veste di arte, storia ed eleganza nella città di Bologna. 

Unico 5 stelle lusso di Bologna situato in pieno centro, il Grand Hotel Majestic sottolinea con uno stile classico veneziano e con i forti dettagli della Francia 1800, lo spettacolo estetico di chi sceglie il vero lusso unito al vero comfort. 

Un tempo noto come Baglioni, l’hotel è membro “The Leading Hotels of the World” dal 1990, l’organizzazione internazionale che riunisce gli hotel più prestigiosi del mondo; nel 2020 viene rilevato dal Gruppo Duetorrihotels Spa, la dinamica realtà italiana protagonista dell’ hospitality Made in Italy. 

Comunicare il Grand Hotel Majestic è fare un tuffo nel passato, un palazzo del XVIII secolo che custodisce grandi capolavori pittorici come gli affreschi dei fratelli Carracci e i grandi dipinti che adornano le stanze come gli episodi biblici di “Davide e Golia”, e i miti greci di “Ercole e Anteo” e “Fucina di Vulcano” della Scuola di Luca Giordano (Napoli 1634-1705). 

Gallerie

Le scalinate si vestono di rosso come in un teatro d’Opera, nei corridoi consolle in stile veneziano sagomate e laccate in foglia oro; i ricci e i raffinati intarsi e il marmo rosso che sorreggono, lasciano pensare a una produzione fine ‘700. Signorili manufatti anche le poltrone e i divani barocchetto, come le ampie specchiere barocche che riflettono candelabri dagli infiniti bracci. 

Si comprende quanto la bellezza che sta negli oggetti preziosi e che rendono l’ambiente certamente più profondo e misterioso, abbia attirato personaggi illustri del panorama mondiale: dagli attori Clark Gable, Sean Connery, Ava Gardner, ai pluripremiati registi Roman Polanski, Woody Allen, Gabriele Salvatores; dai miti della musica Maria Callas, Placido Domingo, Elton John ai reali Principe Alberto di Monaco e l’amata Principessa Diana, toccando perfino il Premio Nobel per la Pace Dalai Lama

La luce ardente di questa struttura un tempo adibita a seminario arcivescovile, festeggia nel 2012 il suo primo centenario; un secolo di gloria, fascino e glamour, che racchiude storie di grandi pensatori che l’hanno attraversata. 
La precisa collocazione del Grand Hotel Majestic ne ravviva l’importanza, come un sovrano tra la folla; di fronte alla maestosa cattedrale della città e sito in via dell’Indipendenza, la rilettura architettonica valorizza la vista ottagonale della Torre di Palazzo Fava, sede della più alta pittura del ‘500 – Agostino, Annibale e Ludovico Carracci. 

la Hall del Grand Hotel Majestic già Baglioni

La Suite Guido Reni

La scelta è tra le 106 eccellenti camere tra Classic, Superior, Deluxe, Grand Deluxe, Junior Suite, Executive Suite, Presidential Suite, and Royal Suite. 
Ad accogliervi un prezioso benvenuto, un Lambrusco Grasparossa di Castelvetro.

Drappeggi dorati e dai colori della natura, con nappine i tendaggi e la passamaneria del padronale letto a baldacchino con tessuti dai temi floreali. 
Tutte le stanze sono attraversate dal parquet in legno pregiato; la scrivania in ebano laccato, le abat-jour e i sontuosi specchi dorati, rispettano l’opulenza del barocco veneziano ingentilita dai colori tenui e dai cristallini lampadari in vetro di Murano.
Specchiato il mobile su cui poggia una tv incorniciata (un modo per integrarla nello spazio?) e il guardaroba con piccola zona coiffeuse che costeggia il letto. 

In entrata le pareti sono rivestite da pregiati tessuti di seta e arredate da pezzi d’antiquariato; il bagno della Suite è di un candido marmo bianco con due lavandini e un’applique a fiore sullo specchio, il nécessaire per il bagno è firmato Trussardi, fornitore scelto perchè utilizza plastica riciclata proveniente dall’oceano.

Presidential Suite Giambologna

Il giardino d’inverno

Potrebbero sembrare delle donne vestite pastello di Vittorio Reggianini, o essere una scena di Chéri, il romanzo di Colette, nel Giardino d’Inverno del Grand Hotel Majestic, gli affreschi a trompe-l’oeil inizi ‘900 ricreano un ambiente naturale, fresco e arioso anche nelle giornate invernali. 

Quattro i tavolini della location, neri con sedie in ferro battuto, su un pavimento a mosaico con Stella dei Venti. I giardini fioriti rappresentati e le rondini in cielo, ci fanno pensare all’arrivo della Primavera, la stagione più lieta, quella delle nascite e dei risvegli.

Il Café Marinetti

Il Café Marinetti sembra un set alla Luchino Visconti, un bancone ricco di distillati e spirits per tutti i gusti, retroilluminati da una specchiera in stile; firmata Damman Frères la box per la scelta dei tè pregiati e Majani i cioccolati d’eccellenza di Bologna dal 1796. 
Alle pareti un film in bianco e nero, sfilano tutte le star di Hollywood e i miti del cinema che qui vi hanno alloggiato; una prorompente Sofia Loren, uno sfavillante Frank Sinatra, tra i tavolini Bruce Springsteen mentre concede degli autografi, e poi Sting, Bill e Hilary Clinton, un sorridente Benigni, e ancora Gerard Depardieu, Julia Roberts..

Luogo ideale per sorseggiare un aperitivo, un light lunch o un caffè dopo cena nell’atmosfera elegantissima ed esclusiva del suo grande salone con ampia vetrata sul soffitto. E se siete fortunati potrete godere delle musiche di Einaudi suonate al pianoforte a coda da un giovane cliente alle prime note. 

Cafè Marinetti

LE TERRAZZE PANORAMICHE

Fiorite, con putti in pietra e divine sculture, le terrazze panoramiche dell’Hotel Majestic di Bologna profumano di gelsomini e affacciano su Palazzo Fava. Poetiche per una cena a lume di candela, sono la location ideale per un aromatico gin tonic con Monkey47, il gin dalle 47 botaniche, accompagnato da finger food con salmone, noci e mousse di cotto. Domenico, il barman, vi accompagnerà nella scelta dei cocktail e vi delizierà con i suoi racconti di viaggio, tra un drink e l’altro. 

Il Ristorante I Carracci

Il nobile salone che dispone spiritualmente all’arte del mangiar bene, è quello affrescato nel XVI secolo dai fratelli Agostino e Annibale Carracci, qui nasce il Ristorante I Carracci, il più elegante di Bologna aperto anche al pubblico. 

Nella stagione estiva si può godere della cucina anche sulle panoramiche terrazze, a lume di candela, un menu che esalta la tradizione bolognese, per cui tortellini in brodo di cappone, culatello di Zibello e tagliatelle con ragù non possono mancare. Ma anche voli culinari a sorpresa come l’antipasto freddo servito con caprino, zucchine alla scapece e del mosto cotto; cetriolo e il suo sorbetto con mango a listarelle e del rafano wasabi accompagnato da un olio tipico ligure; tonno scottato servito freddo con porro, chutney di pesche, salsa di pesche allo zafferano, puntini di salsa di liquirizia; budino di patate Bologna IGP, mandorle e gelato alla crema accompagnato da un Passito Colle del Re, vino di Albana caldo e avvolgente, dagli aromi di frutta gialla, miele d’acacia e tostatura di nocciole. 
Plus de I Carracci, una carta delle Acque, una selezione di Perrier, Evian, Cerelia, Fiuggi, Filette, Panna, Ferrarelle, Sanpellegrino, per la clientela più esigente. 

Ultimo ma da scegliere per primo, il signature cocktail Roberta: Smirnoff Vodka, Cinzano Dry, Cherry Heering, Campari, Creme de Banana servito in una coppetta Martini e decorato con scorzetta d’arancia; è un tributo a Pietro Cuccoli, Capo Barman dell’Hotel Grand Baglioni dal 1933 al 1975 e vincitore della categoria “pre dinner” dell’International Cocktail Winner at Competition Saint Vincent 1963, tra 190 barman provenienti da 18 paesi del mondo. Anche la nostra adorata Loren sorseggiò da quella stessa coppetta…

Cosa fare al Lago di Garda in una giornata

Lo shopping sostenibile da Via Fratelli Lombardi 1, qualche ora in barca a prendere il sole a bordo di un Cranchi Yacht, un light lunch al Marina Club- Lounge Wine Bistrot e un giro tra i profumi delle vigne Montonale.
Tutti i consigli per una giornata ricca e piena per godere al meglio dell’atmosfera del Garda!

MONIGA PORTO

Oggi riferimento quale luogo d’incontro dinamico e smart del Lago di Garda, Moniga Porto è diventato un centro culturale, artistico e internazionale della contemporaneità italiana.
Accoglie al suo interno mostre fotografiche, servizi per la navigazione, ristorazione e concept store di nuova apertura, il Via Fratelli Lombardi 1.

Con oltre 280 ormeggi per imbarcazioni fino a 18 metri, Monica Porto è l’attracco più attrezzato e all’avanguardia del Lago di Garda ed è riconosciuto come il più prestigio nel mondo della nautica italiana.

Per una giornata immersi nel panorama bluastro del lago, con Moniga Porto potrete godervi il relax in barca affittando uno tra i modelli di imbarcazioni disponibili, assistiti in totale sicurezza e preparazione del personale specializzato.
Nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio infatti la struttura dal 2019 è tra gli installatori certificati di brand importanti del settore come Webasto, Garmin, Fusion e RayMarine.

Con Moniga Porto si può affittare uno yatch per una gita di giornata sul Lago di Garda

CRANCHI YACHTS

Dal 2017 Moniga Porto è inoltre concessionaria del prestigioso cantiere lombardo Cranchi Yachts, brand italiano sinonimo di eccellenza tecnologica nel settore delle imbarcazioni da diporto a motore, vero unicum nel panorama internazionale.
La storia di Cranchi Yachts inizia nel 1870, costruendo barche per chi dall’Europa raggiungeva il lago di Como, attratto dalla sua bellezza. Oggi si costruiscono yacht più grandi, con materiali all’avanguardia e con tecnologie che sono un punto di riferimento per il settore. Ma la promessa di Cranchi Yachts agli armatori di tutto il mondo è sempre la stessa: unire piacere alla bellezza. Sommare alla bellezza unica dell’acqua il piacere di possedere uno yacht che è espressione del miglior design italiano: con Moniga Porto nella meravigliosa cornice del Lago di Garda.


MARINA CLUB – LOUNGE WINE BISTROT

Fresco di apertura a maggio 2021, il nuovo bistrot Marina Club – Lounge Wine Bistrot offre, oltre alla vista strepitosa, una cucina moderna e fusion, che prende ispirazione dalle culture di tutto il mondo.
Una struttura ampia e dall’architettura contemporanea composta da ampie vetrate che lasciano attraversare la luce del Garda, due grandi terrazze vista lago e la cura del dettaglio per l’interior design.
Eventi, lanci, arte, business lunch, il Marina Club-Lounge Wine Bistrot è pronto ad accogliere ogni vostra singolare richiesta ed è aperto anche per un aperitivo in relax fronte lago.

Per il relax fronte lago l’ideale è il Marina Club Lounge Wine Bistrot che affaccia direttamente su Moniga Porto

VIA FRATELLI LOMBARDI 1 – STYLIST AT YOUR DOOR

All’interno del Marina Club, il nuovo store Via Fratelli Lombardi 1, per chi ama lo shopping di ricerca, i materiali di qualità, i progetti sostenibili e per chi non può fare a meno dello shopping nemmeno per un giorno.
Fondato da Sara Zucchini, il primo Via Fratelli Lombardi 1 si trova a Brescia, paese d’origine della padrona di casa che mira ad espandere il nuovo concetto di vendita: artigianalità, sostenibilità e made in Italy sono le keywords che fanno dello store il suo punto di forza.

Designer e brand high quality per soddisfare la clientela più attenta e più esigente, quella di Via Fratelli Lombardi 1 è una moda non convenzionale, che non si accontenta delle tendenze ma adatta a chi vuol lasciarsi scoprire da ciò che indossa.

Plus dello store, la nuova formula delivery “Stylist at your door“, l’innovativa esperienza luxury che ti permette di poter provare gli abiti tra le mura di casa, in totale comodità, intimità o tra i consigli dell’amica fidata.
Tutte le consumatrici potranno scegliere i prodotti dallo shopping online e riceverli direttamente a casa, con la possibilità di poter usufruire dei consigli di una personal stylist che ve li consegnerà a bordo di una electric car, coerenza del progetto sostenibile di VFL1.

Sara Zucchini: ideatrice del brand Via Fratelli Lombardi 1
A dx Sara Zucchini, fondatrice di Via Fratelli Lombardi 1


Il progetto, lanciato sul mercato nel comune di Brescia, è stato reso possibile grazie alla partnership con la Manelli SpA-Concessionaria Renault che ha sposato con entusiasmo l’iniziativa smart ed eco-friendly di VFL1.
Per il lancio dell’operazione è stata scelta un Renault Twingo elettrica brandizzata VFL1 – MANELLI che presto sfreccerà per le strade di Brescia e hinterland per portare lo shopping del centro anche nel salotto di casa.

Pausa shopping nello showroom Via Fratelli Lombardi 1!

MONTONALE

Su un terreno di 35 ettari intorno alla cantina, si estendono le vigne Montonale, un terreno ricco di scheletro e calcare, argilloso, che conferisce alle uve un grande potenziale in mineralità, finezza e aromaticità, essenziali per ottenere vini di estrema eleganza. Ma è grazie ai venti della zona del Garda che dobbiamo l’aromaticità delle uve, i più importanti sono l’Ora e il Pelèr: il primo arriva da Sud e soffia dal mezzogiorno al pomeriggio inoltrato, il secondo scende dalle montagne e increspa le acque dal tramonto al mezzodì del giorno dopo. Proprio sulla rotta dei due venti si trovano i vigneti di Montonale, che godono appieno di questi vantaggi e delle escursioni termiche che li caratterizzano.

Una visita alla cantina e una degustazione nella giornata sul Garda, per scoprire le forze del nostro territorio e tornare a casa con delle bottiglie per le cene con gli amici.

Seguendo il concetto di naturalezza e assenza di pesticidi, a Montonale si fertilizza con sostanze naturali, humus e stallatico, e si pratica l’inerbimento sull’interfila; la tignoletta si combatte con la confusione sessuale mediante ampolle di ferormoni, evitando così l’impiego di insetticidi.
La vendemmia è manuale, in casse forate, e coinvolge 30 addetti. Si raccoglie dalla terza decade di settembre sino alla fine di ottobre: un periodo lungo, perché vengono effettuati più passaggi nello stesso vigneto in modo da raccogliere soltanto i grappoli maturi al punto giusto.

La cantina e il vigneto Montonale: un’oasi dedicata ai vini più raffinati Garda DOC

IN CANTINA

La cantina è stata costruita con pareti in paglia di riso, materiale traspirante che garantisce un microclima salubre. Sulla copertura dell’edificio è installato un impianto fotovoltaico da 96kW, che assicura la completa autonomia energetica della struttura, riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica.

LE BOTTIGLIE

Sono 6 in tutto i vini di questo appassionato impegno:

MONTUNAL Lugana, dal nome dialettale della località, è un Turbiana 100% affinato 6 mesi in acciaio sulle fecce nobili. Le sue intriganti note di pietra umida su una base fruttato-aromatica sono da sperimentare con antipasti sfiziosi (100mila bottiglie/anno, 13,50 euro in enoteca). Piacevole, immediato e al contempo elegante e complesso, Montunal esprime la più schietta identità del territorio di Lugana.

ORESTILLA Lugana, da uve Turbiana in purezza, è maturato 8 mesi sulle fecce nobili e 10 mesi in bottiglia. Sensazioni di frutta esotica, zafferano e pietra focaia per un bianco dal gusto sapido e deciso, la cui mineralità accompagna egregiamente zuppe di pesce (7mila bottiglie, 28 euro in enoteca). Il “fratello maggiore” di Montunal deve la sua impronta ricca e complessa alle caratteristiche peculiari del vigneto omonimo, con un’eccellente esposizione a Sud.

ROSA DI NOTTE Chiaretto Garda Classico è un’unione di Groppello, Marzemino, Barbera e Sangiovese. Gli acini macerano a freddo per una notte e donano al vino una tinta rosa brillante. Note floreali e fruttate, acidità vivace, è un vino eclettico da provare con fritture di pesce o di verdure (13mila bottiglie/anno, 13,50 euro in enoteca).“Pretty in pink”: versatilità e piacevolezza ma con un taglio per nulla scontato, Rosa di Notte è l’omologo del Montunal vestito di rosa.

PRIMESSENZA Brut Metodo Classico Millesimato, è la versione spumeggiante del Lugana, da uve Turbiana 100%. Le uve sono raccolte alle prime luci del mattino, per preservarne la freschezza. Affinamento delle basi in acciaio per 8 mesi sulle fecce nobili, seconda fermentazione in bottiglia, 30 mesi di permanenza sui lieviti. Vivace acidità minerale, cremosità, è una bollicina che non teme abbinamenti ricercati (6mila bottiglie/anno, 25 euro in enoteca). Un Lugana rifermentato in bottiglia dove il vitigno è spinto all’ennesima potenza, trovando nuove modalità espressive. Una sfida da lanciare nelle migliori vendemmie.

LA VENGA Vino Rosso, nasce da uve Marzemino e Barbera, matura 8 mesi in vasche d’acciaio e 6- 8 mesi in bottiglia. Il sorso è equilibrato, intensamente fruttato. La piacevole acidità lo rende perfetto abbinamento a primi piatti corposi (16mila bottiglie/anno, 16 euro in enoteca).
La vivacità della Barbera si fonde alla morbidezza del Marzemino; frutto croccante e vibrante personalità, un vino eclettico che invita al riassaggio.

LA CONTA è un taglio Cabernet Sauvignon e Merlot affinato almeno 12 mesi in tonneau e 18 mesi in bottiglia. Complessità, accenni speziati, tannini setosi: un grande vino da carne rossa e formaggi stagionati (5mila bottiglie/anno, 28 euro in enoteca).
Racchiude l’autorevolezza e l’eleganza che caratterizzano l’unione dei due vitigni; arriva da un podere dall’antica vocazione per le uve a bacca rossa e porta in sé il ricordo del bisnonno Francesco e del suo primo vigneto piantato a Montonale.

Glamping Canonici di San Marco, lusso in una tenda


Lei è un ex avvocato civilista con la grande passione dell’interior design. 
Un giorno decide di allestire una tenda nel giardino di casa e di arredarla con i pezzi d’antiquariato e design acquistati in qualche mercatino o in qualche viaggio in giro per il mondo. Invita gli amici a rilassarsi in questo nuovo spazio concepito a suo gusto e somiglianza ed è subito un successone; il pubblico digitale rincare la dose e le foto della tenda arrivano agli occhi di un giornalista che decide di recensirla. Da una grande passione, quella tenda, si trasforma in un grande business, è il caso di dirlo, perchè oggi il Glamping Canoni di San Marco di Venezia ne accoglie ben sei e tutte con stili e arredamento differenti. 

La zona notte della suite-tent del Glamping con un lussuoso letto matrimoniale
L’interno di una delle tende luxury del Glamping Canonici di San Marco, in provincia di Venezia
Ampia vista sulla natura, luci glamour e un albero fiorito all’interno di una luxury tent del Glamping Canonici
Angolo relax con prosecco e calici per godere di un tramonto all’interno delle tende del Glamping Canonici di San Marco



Suite Le Rose 

Ultima delle due bimbe in casa Canonici, la Suite Le Rose è un vero gioiellino, padrone il letto della stanza con testata in stile Impero e capitonné in rosa antico; al centro una grande lampada balinese con medaglie in madreperla; in un angolo un carrellino rotondo vintage con bordi dorati e due poltrone restaurate con trama veneziana e passamaneria; al lato opposto si contrappongono due sedute moderne gold con cuscino in palette. 
Due sono i quadri della tenda, uno rettangolare e lungo in gobelin che rappresenta delle scene d’amore ricordando vagamente un Boucher un poco più sobrio, e un dipinto con un vaso bianco e delle rose striate d’arancio. A terra, a creare dei punti luce caldi, delle piantane acquistate da un rigattiere veneto, e dei tappeti persiani che rendono l’ambiente ancora più accogliente. 
I pezzi più belli, e certamente i più importanti, sono le credenze trasformate in armadi, delle cristalliere con base in legno intarsiato, un tempo dedite alle collezioni da tavola, alle teiere in argento, alle porcellane della nonna. 



Alle spalle del letto, una consolle recuperata da un’antica casa senza eredi, mentre due tende a mo’ di sipario con maxi fiori, si aprono per far spazio alla piccola stanza da bagno dove un rettangolare lavandino dorato crea dei bellissimi giochi di luce. A fare da appoggio un vecchio como’ in legno dove si posa una piccola abat-jour in rosa tenue con la base bronzo. Un’applique al centro dello specchio regala luminosità grazie alle gocce di cristallo che catturano i raggi di sole. 
La base della doccia è invece la sezione in pietra di una fontana; nell’ambiente un’aria di rose grazie 
alla profumazione per ambiente di Acqua delle Langhe e uno stile boudoir dovuto alla piantana con pizzi e nappine. 



La cura maniacale dell’arredamento forma nell’insieme un ambiente raffinato, autentico e originale, con un tocco demodè eppure ricco di charme. 
La suite Le Rose è un vero gioiellino del Glamping Canonici di San Marco, che vi attende con un servizio a tema “Chic Pic Nic” per chi desidera cenare con il suono delle cicale o steso sul comodo letto balinese a uso esclusivo che si trova nel giardino.
Un cesto con pietanze calde e piccoli barattoli di verdure sott’olio, pane, dessert, piccola pasticceria e un thermos con del caffè caldo, una bottiglia di vino, acqua e un candelabro in argento con candela per creare atmosfera.

 

La colazione viene servita nel casale del ‘600 ristrutturato, un tempo adibito ad alloggio per i contadini che curavano gli animali presenti nell’agriturismo di fronte alla struttura. 
Oggi il Glamping, che sorge nella proprietà seicentesca del socio di Emanuela, Alessandro ed è gestito insieme alla moglie Monica con grande passione per l’accoglienza e per l’interior design, presenta un tavolo per il breakfast buffet con scelta di torte fatte in case, croissant farciti, marmellate fresche e succhi di frutta. Nessun tovagliato a parte i runner colorati, ma eleganti sottopiatti in legno e posate in acciaio inox decorate. Sulle pareti in mattoni una cornice racchiude una bellissima collezione di borsette vintage a manico e dettagli preziosi. Le sedie hanno una comoda seduta e sono in rafia intrecciata; il pavimento rispetta la tradizione ed è stata lasciata la pietra rossa toscana. 

Esattamente a Mirano, la “Terra dei Tiepolo” si trova il Glamping con 6 tende arredate in stili diversi tra loro; intorno un immenso parco dove poter passeggiare in solitaria e indisturbati, anche la notte, accompagnati solo dalla luce di una candela in un’atmosfera magica e quasi fuori dal tempo.




Glamping Canonici di San Marco
Via Accoppè Fratte 14
Mirano Venezia
[email protected]