Cerizza 1946, l’esperienza intima del profumo su misura

Lo Swann di Proust aveva quale fiore preferito la cattleya, inizialmente perchè aveva il grande merito di non somigliare a un fiore, ma d’essere di seta, di raso; successivamente lo è diventato perchè oggetto/dono che posava accanto al seno della donna desiderata, concedendogli così quella vicinanza che, almeno in principio, agognava.
Siamo sicuri, e lo ricorda lo stesso grande scrittore nell’episodio della madeleine, che l’odore di quel fiore prediletto, avrà rasserenato Swann in altri episodi della sua vita, lo avrà riportato a quel momento sacro del corteggiamento che, oltre alle farfalle allo stomaco, inebria e accende tutti i nostri sensi.
Accade lo stesso agli chef che si svegliano le domeniche mattina pensando al sugo della nonna, succede al sommelier che riconosce le annate migliori, ne fa di un mestiere il maestro profumiere che in una fragranza distingue cento essenze.
E tra i grandi nasi della nostra storia, abbiamo intervistato Guido Cerizza, figlio d’arte di Aurelio Cerizza, (Cerizza 1946)  creatori dei grandi profumi italiani, per farci svelare qualcosa del misterioso mondo del profumo.



Guido Cerizza come nasce la sua passione per il profumo?

Tra le mura di casa, quando mio padre ci portava, da ogni parte del mondo, le materie prime da annusare, le più pregiate, la rosa bulgara, la concreta di iris, il gelsomino, le varie assolute che poi teneva custodite in cassaforte. Allora erano ancora accessibili e per noi era un grande privilegio poterle scoprire, conoscerne la provenienza, eravamo tutti e cinque molto affascinati dal suo mondo.
Suo padre, Aurelio Cerizza, ha diretto la EMA (Essenze e Materie Aromatiche), una delle poche società italiane per la lavorazione ed estrazione di olii essenziali, come si è avvicinato a lui?

A tre giorni dalla fine del liceo, era il 1966, mi ha chiesto di aiutarlo ed io, che pensavo solo alle vacanze, l’ho seguito per poi trasformare il mio lavoro in passione e viceversa.
Da Borsari a Gandini, fino al Capriccio, mio padre ha creato quelli che erano i profumi più noti di quel tempo, basti pensare che una tappa del Giro d’Italia partì proprio dallo stabilimento Gandini, e creò la profumazione della Leocrema, che oggi si tenta di emulare, quell’odore soffice di pulito.

Cosa significa essere naso?

E’ una grande responsabilità e allo stesso tempo un grande divertimento perchè la profumeria è un settore in continua evoluzione, dove lo sviluppo è costante. Non ho mai visto un naso cambiare mestiere, qui non ci si annoia mai.
Oggi da Cerizza 1946 cavalca anche la terza generazione, quella dei miei due figli (che si occupano della parte commerciale Italia- Estero) e di quelli di mio fratello Maurizio Cerizza (entrato nel ’75), noto profumiere, formatosi nella prestigiosa scuola di Roure con René Ricord.

Cos’è cambiato da allora?

Nel ’75 passavo il sabato pomeriggio in un grande atelier di coiffeur, di proprietà Dina Azzolini, uno spazio multicanale in Via della Spiga davvero originale dove poter fare una piega all’ultima moda, comprare accessori unici e farsi fare un profumo taylor made dal sottoscritto.
Mina e Anna Oxa erano il genere di clientela, e lo sono state anche le mie per molto tempo; Dina, diventata poi una cara amica, lascia un segno di questo bellissimo ricordo sul suo libro:

Avevo creato uno spazio libreria con i volumi di Franco Maria Ricci, un corner vendita di oggetti etnici e ancora uno spazio per il maestro profumiere Guido Cerizza; mi stupiva la sua capacità olfattiva, mi ricordo in particolare di un odore che gli chiesi di creare, quello della biancheria stesa ad asciugare all’aria aperta nelle stagioni fredde, lo chiamai -odore di freddo-
E la nostalgia porta spesso cose belle, torno quindi a creare profumi su misura, a dare un servizio luxury al cliente più esigente, a coloro che desiderano avere un profumo che sia personale e non ritrovabile su cento in mezzo ad una folla.



Come si arriva alla creazione di un profumo perfetto?

Parto dall’idea che il profumo deve essere una miscela equilibrata tra nota di testa, nota di cuore e nota di fondo. La prima essenzialmente dura poco e serve per accattivarsi il cliente, ma succede quando si acquistano profumi commerciali, perchè il consumatore finale deve acquistare subito, non si può attendere delle ore. Non è quindi il nostro caso, perchè lavoriamo su 30% con estratto di profumo, il che lascia molto corpo e molto fondo, regalando così persistenza, quello che ricercano i clienti più attenti.

Come per il vino, anche il profumo ha bisogno di invecchiamento e di tempo per amalgamarsi e diventare un unico corpo, nel profumo perfetto non si devono sentire separatamente le tre note ma percepirle come un’unica armonica ed equilibrata.

Come si svolge l’appuntamento con il cliente che desidera il profumo su misura?

Nel nostro atelier, in Corso Vercelli 20 a Milano, abbiamo uno spazio dedicato con 50 componenti e basi; alle basi andremo ad aggiungere le essenze che il cliente sceglierà in base al suo gusto personale e valutati da nostro consiglio. Si toglie e si aggiunge un po’ come si fa in chimica o in cucina, e quando il prodotto finale avrà raggiunto una certa rotondità, il cliente avrà il suo profumo taylor made, consegnato dentro ad una scatola personalizzata con bottiglia in vetro e tappo di design in resina, una bella idea anche come regalo experience.



Qual è secondo lei il profumo più femminile?

L’effetto scia deve far sentire che sei passata per la strada, ma non deve invadere la strada”, questo il mio motto sui profumi delle donne; e non è mai questione di esperienza in questo caso, se il profumo è di un noto naso o meno, piuttosto di chi lo indossa.

Qual è l’essenza più cara?

La più cara è la concreta di iris che si aggira intorno ai 25/30 mila euro al chilo; se ne usa in percentuale infinitesimale, ma bisogna averla.

Lei che profumo indossa?

Chiaramente il mio!
E’ una creazione con nota di testa leggermente agrumata. Può darsi decida di commercializzarlo l’anno prossimo, per ora lo indosso con gelosia, come un gesto intimo, privato, ed è la prima cosa che faccio al mattino e quella che mi regala il buonumore.

Beauty routine gioiello, la nuova skincare a base di oro, perle, diamante

Hanno iniziato le star come Madonna e Beyoncè lanciando una moda ed oggi il trend è entrato in tutti i migliori centri estetici e nella nostra routine di skincare: i trattamenti beauty all’oro o alle perle non sono solo vezzi ma hanno delle potenti proprietà benefiche.
L’oro colloidale ad esempio veniva utilizzato sin dall’antico Egitto dalla Regina del Nilo per purificare pelle e corpo usato come maschera; inoltre la proprietà fisica del metallo favorisce il microcircolo perchè aumenta la temperatura una volta steso e riflette la luce dando quindi un aspetto più luminoso al volto. Ricerche scientifiche confermano che l’oro svolge un’azione antibatterica ed elimina quindi le imperfezioni e i punti neri; se puro è un potente antinfiammatorio.
Qui una serie di prodotti con le loro specifiche per la nostra skincare di lusso.

ORO – Eau de Parfum

Oro apre con una nota di testa esotica particolarissima e inimitabile, che potremmo definire ambrata e profonda: è niente di meno che l’Agarwood, noto anche come Oud, il profumo per eccellenza nel Medioriente, soprannominato “oro liquido” per l’appunto. Questa fragranza è il trionfo dei legni a cui si abbinano la dolce nota gourmand della vaniglia e del caramello che ne sublimano la sensualità. Se la testa è inebriante il corpo è un’esplosione floreale con fior di pesco e rosa, a cui si aggiunge il tonificante zafferano per mutare poi, grazie alle note di fondo dell’ambra e del cuoio, in un accordo caldo e piacevole rinfrescato dal vetiver e dal muschio bianco.
Piramide olfattiva:
Nota di testa: baccello di vaniglia, agar wood, bergamotto, galbano, caramello
Nota di corpo: vaniglia, fiori di pesca, rosa, zafferano
Nota di fondo: muschio bianco-ambra, cuoio, vetiver



Atelier des Ors – Musc Immortel Edp 100 ml

La maestosità di un flacone regale con un’incisione che ricorda i raggi del sole, resi più luminosi dalla polvere d’oro contenuta all’interno della fragranza, che ad ogni vaporizzazione lascia, insieme al profumo, una carezza luminosa e preziosa sulla nostra pelle sottoforma di pagliuzze dorate. Atelier des Ors nasce in seguito ad un incontro, come spesso accade per le storie più belle, tra Jean Philippe Clermont, esperto nei prodotti di lusso, Marie Salamagne, famosa creatrice di fragranze di livello internazionale e Jean Christophe Rousseau, maestro doratore, che ha inserito il suo savoir faire unico in ogni creazione profumata Atelier des Ors. Musc Immortel è una fragranza sexy, calda, elegante, intrisa di Elicriso, Legni e Muschi. L’Elicriso, noto per il suo profumo persistente, cresce in Corsica ed ha un ricco aroma caramellato e tostato, i suoi fiori sono piccoli e gialli e mantengono il loro colore anche se essiccati. Questo fiore conferisce al jus un caldo aroma caramellato e tostato. Ricchi muschi e legni si miscelano in questa fragranza creando un bagliore sontuoso, come se venisse riscaldato dalla luce di un fuoco. Una fragranza seducente, intensamente intima ma al contempo raffinata, che vi terrà stretti nel suo eterno abbraccio.



Piramide olfattiva: Pompelmo, Assoluta di Salvia Sclarea, Iris, Cipriolo, Patchouli, Vetiver di Haiti, Ambretta, Assoluta di Elicriso, Muschi.

Ambadue’ Jewel con polvere di diamante 

Intelligent formula Chrono-Cosmetic – Una formula, tre differenti texture 

Jewel è un cronocosmetico perché segue i ritmi circadiani della pelle. Formula high-tech con polvere di diamante che si adatta alle diverse fasi della giornata cosi da garantire una copertura H-24 o una mirata e specifica azione dipendentemente lo si usi di giorno o di notte.
Un cosmetico diamond edition che deve la sua preziosità alla presenza della polvere di diamante, un vero gioiello di materia prima.  Durante il giorno si attiverà l’azione del pigmento soft focus dalle speciali proprietà ottiche e illuminanti. Come la polvere di diamante con cui è formulato, Jewel rifletterà e diffonderà la luce in modo uniforme in tutte le direzioni migliorando l’incarnato e rendendolo uniforme ed estremamente luminoso. Ottimo se usato prima del trucco perché andrà a potenziare l’effetto illuminante del make-up.



Emocean Crema Absolute Lifting con perla nera di Thaiti

Crema viso con un potente effetto Lift-Up che dona una sensazione di comfort per l’intera giornata. L’effetto tensore è evidente sin dalle prime applicazioni con risultati che durano nel tempo grazie al mix di attivi di ultima generazione. Dopo l’applicazione si può notare un piacevole effetto soft focus sulle rughe e un effetto matte sulla pelle.



Madara Organic  Make up 

GUILTY SHADES COLORAZIONE HUNTER 

Ombretto multi-uso – 4 ml

Rompi le regole. Un ombretto multi-uso per esplorare tutti gli spazi della creatività. Usalo come blush, ombretto, highlighter. Applicalo sulle palpebre, sugli zigomi, sulle tempie, sull’arco di Cupido, sulle labbra o ovunque tu abbia il coraggio. Divertiti con questa tonalità giocosa multi color. I pigmenti kaki giocano con quelli rossi per un effetto camaleontico incantevole.




JOSÉ EISENBERG  EXCELLENCE è una gamma preziosa di trattamenti mirati che rispondono ai bisogni di rigenerazione intensa del viso e del contorno occhi delle pelli devitalizzate.
Soluzioni specifiche da utilizzare tutti i giorni per stimolare la vitalità cellulare, la produzione di collagene ed elastina, con un’azione anti-rughe e sublimatrice dell’incarnato visibili: risultati veri per una pelle radiosa, tonica, rassodata e levigata.

Oro e diamante, le idee regalo per una donna preziosa: SÉRUM DIAMANT, ÉNERGIE OR, ÉNERGIE DIAMANT,

MASQUE CRÈME MAGIQUE e SOIN SUBLIMATEUR sono i trattamenti skincare per la donna che desidera il massimo per la sua pelle!



SÉRUM DIAMANT

CONCENTRATO LUMINOSITÀ – rigenera, rassoda, unifica e effetto anti-rughe

Un siero concentrato di luminosità e rigenerazione per il viso e per il collo con principi attivi innovatori: della vera e propria polvere di diamante per stimolare la microcircolazione,

unificare l’incarnato e donare luminosità, un complesso rigenerante specifico potente, lo Stimolatore delle Proteine della Giunzione Dermo-Epidermica (S.P.J.D.E.)

e l’Estratto d’Imperatoria dall’intensa azione ricostituente. Il viso appare subito luminoso, rassodato; le linee sottili e le rughe sono ridotte visibilmente.

SÉRUM DIAMANT è il perfetto trattamento intensivo per le pelli affaticate e devitalizzate. Si applica mattina e/o sera, su viso e collo perfettamente puliti, con delicati movimenti di sfioramento. 

Quindi si prosegue con l’applicazione del trattamento da giorno e/o da notte abituale.



ÉNERGIE OR

TRATTAMENTO GIORNO – per una pelle luminosa e vitale, rigenerata e rassodata

Lusso e piacere per una formula di grande performance: dei Peptidi di Seta ricoperti da una fine pellicola d’Oro puro diminuiscono lo stress ossidativo delle cellule,

un Energizzante Cellulare mirato rassoda e tonifica e un Complesso Oligo-minerale Magnesio – Zinco – Manganese – Sodio, stimola la vitalità delle cellule e assicura i bisogni nutritivi dell’epidermide. 

La pelle è superbamente idratata, rigenerata e protetta per tutta la giornata. Questo trattamento intensivo da giorno ad alta performance per pelli affaticate e devitalizzate, è un’eccellente base per il trucco.

Si applica al mattino, preferibilmente dopo aver applicato SÉRUM DIAMANT, su viso e collo perfettamente puliti.



ÉNERGIE DIAMANT

TRATTAMENTO NOTTE – effetto rigenerante, riparatore e  rassodante

Trattamento notte ad alta performance per eccellenza, rigenerante e vellutato, lussuosamente arricchito da polveri di diamanti per stimolare la microcircolazione ed unificare l’incarnato donando luminosità.  

I Peptidi ultra performanti contenenti delle Matrichine che lavorano in sinergia con un Complesso di Ginseng e Gynostemma accrescono l’Ossigenazione e migliorano la respirazione cellulare, attenuano le rughe ed aumentano la tonicità cutanea. 

La Vitamina E e l’Estratto di Artemisia offrono una protezione anti-ossidante ed anti-età intensiva.

ÉNERGIE DIAMANT è un trattamento da notte intensamente ricostituente ed un rigenerante prezioso per le pelli stanche e devitalizzate. Si applica la sera, preferibilmente dopo aver applicato SÉRUM DIAMANT, su viso e collo perfettamente puliti. 

Anche il contorno occhi richiede un’attenzione speciale. EISENBERG propone tre trattamenti mirati di lusso che donano allo sguardo un aspetto rinnovato, più giovane e luminoso: un regalo di Natale magico e prezioso.

Oggi il vino è ancora più green, a Querceto di Castellina l’azienda biologica a basso impatto ambientale

Querceto di Castellina è il riflesso dello spirito e della passione della famiglia Di Battista per i vini che esprimono un forte carattere territoriale, la cucina Toscana e l’ospitalità.



«La personalità dei vini di Querceto di Castellina nasce da un terroir naturalmente predisposto alla viticoltura: l’eredità genetica migliore. Questo favorevole contesto ci ha consentito di impostare da subito il lavoro in vigna e in cantina secondo i principi dell’agricoltura biologica e dell’eco-sostenibilità.  Ci troviamo su un territorio di confine tra Castellina in Chianti e Radda, un luogo ricco di biodiversità, un patrimonio ambientale provvisto di un suolo dalle caratteristiche incredibili. Vogliamo produrre vini territoriali, riconoscibili, onesti, eleganti, che abbiano una forte personalità, per questo cerchiamo di preservare il frutto originario durante tutto il processo di trasformazione dell’uva, amplificando l’intensa percezione del luogo di origine, toccandone le corde più intime. 

La nostra è una famiglia unita che collabora per trasmettere l’importante eredità di una delle più rinomate e affascinanti regioni vinicole: il Chianti Classico».

Jacopo Di Battista



Arrivando a Querceto di Castellina si ha l’impressione di essere giunti in un luogo remoto e ovattato, dove il tempo scorre lento. Incastonato in un paesaggio di grande fascino, tra le morbide colline toscane, circondato da boschi di cipressi, querce, lecci e olivete, sorge un piccolo borgo quattrocentesco, sapientemente ristrutturato, che ospita il cuore della struttura ricettiva.

Querceto di Castellina è un’azienda biologica certificata a conduzione familiare, che si estende per cinquanta ettari in totale, di cui circa undici virgola venti vitati nel cuore della DOCG Chianti Classico.

 La sostenibilità e il basso impatto ambientale sono sempre state priorità, interpretate come una responsabilità indeclinabile al fine di preservare questo microcosmo di rara bellezza, incontaminato e salubre.  Non appena i vigneti nuovi sono diventati produttivi (2009) è iniziata la conversione all’agricoltura biologica. 

Il segreto in vigna è conservare la fertilità del terreno e mantenere le piante in salute affinché siano in grado di resistere agli attacchi di parassiti e possano reagire alle malattie senza aiuti esterni. Eliminando tutti gli interventi in vigna e in cantina che, in un modo o nell’altro, possono alterare l’espressività del vino, si producono alimenti di qualità superiore e con un forte carattere territoriale.

La tenuta è completamente isolata e non ci sono altre aziende nelle immediate vicinanze, questo assicura che non ci siano potenziali interferenze esterne nell’equilibrio dell’ecosistema viticolo, preservato da agenti chimici.



«In cantina lavoriamo per preservare l’integrità degli aromi del frutto originario e rispettare al massimo le caratteristiche proprie del vino – continua Jacopo– per l’affinamento utilizziamo solo botti grandi di legno francese: da 500 litri per il Sangiovese, Viognier e Roussanne e da 225 litri per Merlot e Cabernet Franc».

Querceto di Castellina è anche un luogo dove poter trascorrere del tempo alla scoperta delle tradizioni e della cultura enogastronomica di una delle più affascinanti e rinomate regioni vinicole. 

Il borgo quattrocentesco che ospita la struttura agrituristica è dotato di nove appartamenti, una suite (per un totale di quaranta posti letto) e una splendida piscina dalla quale si gode di un panorama mozzafiato.



L’accoglienza in azienda è una parte fondamentale del progetto, un potente strumento esperienziale attraverso il quale immergersi totalmente in un luogo dalla bellezza emozionante, respirando uno stile di vita sano che rinsalda il forte legame con la natura, le stagioni, i prodotti della terra ed enfatizza le tradizioni del territorio e i valori dell’ospitalità. 

Ogni estate, ormai da 5 anni, si organizzano delle cene in vigna che sono diventate un appuntamento irrinunciabile per gli amanti del cibo e del vino.

MAISON RUINART 1729: UN’ESPERIENZA IMMERSIVA PER LA PRIMA VOLTA A MILANO NEGLI SPAZI DI IDENTITÀ GOLOSE

Identità Golose Milano, il primo Hub Internazionale della Gastronomia nato nel 2018, è lo scrigno di Maison Ruinart 1729, un’esperienza immersiva e multisensoriale che la più antica Maison de Champagne ha fatto vivere ad appassionati del bon vivre, per tre giorni di assoluta eccellenza.
Dal 19 al 21 Novembre, Ruinart ha svelato la sua storia centenaria di savoir-faire attraverso tre cene esclusive che in Maison Ruinart 1729 si sono trasformate in un vero e proprio viaggio onirico animato dalla virtual reality Petit R: ogni cena è diventata infatti un’esperienza immersiva realizzata attraverso un videomapping in 3D e il concetto dell’anamorfosi, dove i disegni dell’artista giapponese Kanako Kuno hanno preso vita sulla tavola della sala, mettendo in scena la storia e il ricchissimo patrimonio di Maison Ruinart.



Un viaggio arricchito dall’arte culinaria della Chef di Maison Ruinart, Valérie Radou che, per la prima volta, ha lasciato la sede di Reims in Champagne per trasferire all’Hub Identità Golose Milano tutta la sua creatività e maestria. Resident chef dal 2018, Valérie ha saputo conquistare il pubblico con un menu esclusivo, dove ogni piatto è stato ideato per essere perfettamente abbinato alla sua cuvée: la freschezza di Ruinart Blanc de Blancs esaltata dall’ostrica, come entrée, seguita dal Rombo di Bertrand Mure (omaggio ad uno dei Fondatori di Maison Ruinart), con crema di cavolfiore, nelle sue varianti verde, arancio e bianco, a sottolineare la rotondità dello Chardonnay. Il piatto forte si fonda sui contrasti: faraona con zucca, finferli e succo di liquirizia abbinato a Ruinart Vintage 2011, la cuvée tanto attesa che da quest’anno è distribuita anche sul mercato italiano. Un Vintage che accompagna perfettamente anche il Chaource, tipico formaggio della regione della Champagne, con uva e granola. Per concludere, pera infusa con ibisco, pompelmo e rosa, aromi che ritroviamo nel Ruinart Rosé, la cuvée che accompagna appunto il dessert. Ingredienti ricercati, prodotti di stagione, creatività che, insieme ai suggerimenti dello Chef de Caves, hanno consentito a Valérie di regalare un’esperienza indimenticabile ai suoi ospiti.

Oltre alle tre esclusive cene immersive Petit R, che si sono tenute per soli 12 ospiti nella sala ovale dell’Hub, Ruinart è stata protagonista assoluta di Identità Golose Milano grazie anche alle cene a 4 mani con Valérie Radou e gli Chef del Ruinart Assemblage 1729, il raffinato circuito di ristoranti italiani selezionati da Ruinart, dove la filosofia della più antica Maison de Champagne si fonde con il ricercato senso artistico, il servizio, le proposte culinarie e culturali dei locali. In particolare, venerdì 19/11 la cena è stata firmata da Denis Pedron, Corporate Executive Chef del gruppo Langosteria che ha partecipato rappresentando Langosteria Bistrot Milano, sabato 20/11 e domenica 21/11 dallo Chef due stelle Michelin Giuseppe Mancino de Il Piccolo Principe di Viareggio. Ciascuno chef, insieme a Valérie Radou, ha realizzato un menu speciale che avrà come antipasto Branzino con sedano e olio di levistico, piatto signature di Valérie per questo autunno, accompagnato da Ruinart Blanc de Blancs.
Esperienza viti–vinicola, tradizioni familiari, savoir-faire e art de vivre consapevole: la Maison Ruinart ha scritto il suo destino per quasi tre secoli con questi valori, diventando un riferimento di eccellenza, eleganza e innovazione nel mondo dello Champagne. Oggi, la Maison Ruinart, fiore all’occhiello del gruppo LVMH, è una realtà di riferimento per una clientela internazionale di intenditori, appassionati d’arte ed esteti informati e consapevoli

La guida perfetta per 3 giorni in Alto Adige

Poche volte i luoghi non ancora visitati, ci appaiono esattamente come li avevamo sperati, talvolta le aspettative superano la realtà; l’eccezione si chiama Alto Adige, terra di eleganti paesaggi, di vini e di buon cibo, di disciplina e condivisione, meta perfetta di chi ama allontanarsi dal caos e godere delle eccellenze del territorio.

In 3 giorni riuscirete a scoprire l’impegno e l’attenzione che in questa terra meravigliosa mettono i propri abitanti; qui una guida tra cantine, hotel, ristoranti, che vi farà venire voglia di ritornarci.

GIORNO 1

PARK HOTEL LAURIN

Dal 1910 è il Grand Hotel di Bolzano, stile classico e ampia scelta di camere business e suite con vista panoramica. La cucina gourmet offre rispetto per la tradizione con sorprese nelle reinterpretazioni dei piatti; da provare l’uovo del contadino cotto a bassa temperatura, crema di zucca Hokkaido e champignon, da abbinare ad un Arunda Brut Rosè metodo classico Talento, e le tagliatelle ai tartufi estivi con un Sudtirol St. Magdalener Vigna Rondell del 2018, che combina forza ed eleganza rispettando il piatto. Un vino autoctono classificato tra i migliori vini rossi italiani  insieme al Brunello, è versatile e si avvicina molto al Pinot Nero. Da non perdere il dessert cremoso variazione di pistacchio con nota croccante di nocciola.



KOFERERHOF CANTINA

In Val d’Isarco, nel comune di Varna ai piedi delle Dolomiti, una visita alle cantine Köfererhof, il cui vignaiolo appassionato nobilita nome e vino. Gunther produce dalle 70 alle 90mila bottiglie l’anno, su vigneti che raggiungono gli 800 mt e che per escursione termica, tipologia di suoli e posizione, donano grande carattere e complessità ai vini; non a caso Kofererhof è considerato uno dei migliori bianchisti d’Italia. Conversione diretta principalmente sui bianchi, Riesling, Sylvaner, Muller Thurgau, Kerner, Gewürztraminer, la famiglia Kerschbaumer si dedica anche all’accoglienza nel ristorante sopra la cantina gestito dalla madre Erika, una dolce signora in abiti tradizionali che vi porterà nella storica Stube, il tepore del legno, una sensazione di pace e di “casa”, e l’affaccio sulla vallata che sembra disegnata da un maxi rastrello dalle punte verdi.



EISACKTAL CANTINA VALLE ISARCO

130 i soci di questa cooperativa formata da piccoli viticoltori, premiati con la medaglia d’oro al Concorso Internazionale di Muller Thurgau con il loro vino nel 2020.
11 in totale i comuni di produzione dai terreni sabbiosi, sassosi e in pendenza e dalle altitudini importanti (1000 mt per il Muller Thurgau e il Kerner); una grande selezione di vitigni dalla cifra stilistica elegante, fresca, più spinti verso l’acidità meno in grassezza.
Il 97% della produzione è destinata al bianco, diviso in 2 linee di cui Aristos rappresenta la selezione dei miglior vigneti; l’obiettivo è “portare l’uva in bottiglia”, motivo per cui si investe molto nei macchinari di ultima generazione e in risorse sempre aggiornate.

KIRCHERHOF RISTORANTE

Per una cena all’insegna della tradizione, il ristorante Kircherhof sito ad Albes propone tagliatelle di Schuttelbrot fatte in casa con agnello nostrano brasato, formaggio di malga ed erbe del loro orto; in perfetto abbinamento uno Schiava Mediaevum 2020 Gump Hof e un Sylvaner 2020 Strasserhof. Piatto migliore il filetto di salmerino dalla Val Passiria con grano saraceno, zucca e barbabietole abbinato ad un Alto Adige Valle Isarco Sylvaner 2020 cantina Kuenhof e a chiudere un sorbetto di mele fatto in casa con cioccolato croccante, mele marinate e noci. www.kircherhof.it



HOTEL SPITALERHOF

Dormire in una botte oggi si può, non sarà piena di vino ma è certamente un soggiorno speciale. La camera è interamente in legno, bombata, accogliente, con box doccia a pioggia, e una jacuzzi esterna riscaldata. Le due botti della struttura si affacciano sulla piscina esterna e sulla vallata. Nella botte niente angoli o spigoli, c’è quasi il rischio di ritrovarsi sottosopra.
https://www.spitalerhof.it



GIORNO 2

E-BIKE TOUR ALTA BADIA

Non c’è niente che combina avventura e contatto con la natura, di un e-bike tour; salendo con l’ovovia si arriva in Alta Badia, a Corvara, dove il verde acceso lascia spazio a degli spruzzi biancheggianti che si intravedono sulle montagne; qui la scena paesaggistica si avvicina alla poesia e fa esplodere in tutti un grande sentimento di coesione con la natura stessa, soprattutto in chi ha dimenticato questa gioia abitando in città.
Dal cielo alle casette in legno tutto sembra disegnato, i ciclamini come delle pennellate d’estro e l’azzurro terso sopra la testa come uno spruzzo denso di tempera; non sono delle sdolcinerìe, qui realmente si può sentire quell’energia che arriva da non sappiamo dove, ma che ci ricongiunge con la natura, nostra prima grande madre.



UTIA DE BIOCH

Sul punto più alto dell’Alta Val Badia, come in una caccia al tesoro, troverete il rifugio alpino Utia de Bioch, tappa obbligata se volete scoprire che tradizione è sinonimo di qualità, una cucina d’eccellenza e un servizio accogliente che avrebbe da insegnare a molti nel resto dello stivale. La baita riceve lo speciale “premio per la cultura del vino in Alto Adige”, per l’impressionante selezione di etichette (1031 per la precisione) e l’impeccabile gusto negli abbinamenti.
E’ Markus Valentini, titolare dell’Utia de Bioch che ci regala le grandi sorprese del gusto, arrivano dalla sua profonda passione per il vino e per la competenza degna di lode. Il Premio sottolinea la differenza tra chi fa e chi ci mette il cuore; da provare la costoletta di Mangalica alla brace, salsa al miele e limone, cipolla fondente e insalatina di erbe firmate da Nicola Laera, un piatto in collaborazione con gli chef stellati; una crema di patate con erbe di montagna fresche e polline, per comprendere quanto la semplicità talvolta sia di gusto superiore alla complessità, abbinata ad un Kerner Pacher Hof 2018 (ne vorrete una cassa intera); a chiudere un krapfen del contadino dalla forma allungata ripieno di mele, gelato allo yogurt e miele caramellato abbinato ad un Passito Comtess St Valentin 2018, una vendemmia tardiva, i grappoli rimangono sulla pianta fino alla fine dell’anno, il risultato è un Gewurztraminer elegante, intenso, cremoso, dalle note esotiche e mielate.
Una volta stati qui, avrete il mal di Utia de Bioch, quella nostalgia lasciata dai luoghi del cuore, dove siete stati felici, dove vi sentite a casa, e vorrete tornarci, spesso.



RISTORANTE TURMWIRT
In un piccolo villaggio di nome Gudon, di quelli che sembrano esistere solo nelle fiabe, si trova il ristorante Turmwirt, materie prima acquistate dai contadini locali, produzioni proprie di succhi e grappe e grande rispetto per la tradizione.
Qui da non perdere la sella di cervo con crosta di noci, cavolo rosso, frittelle di patate (per dare più sapore ai piatti semplici in passato i contadini hanno sempre usato friggere i cibi) abbinata a un Cabernet Sauvignon Riserva Freienfeld 2018 della cantina Kurtatsch, barricata francese, tostatura leggera, grande ricchezza di note fruttate e morbida struttura tannica che ti porta ad una bevuta lunga e piacevole.



Piatto forte il risotto di zucca con salmerino marinato, abbinato a un Gewurztraminer Auratus 2020 della tenuta Ritterhof, dove “auratus” sta per dorato che coincide col colore luminoso e intenso giallo paglierino; un vino prezioso e pluripremiato con “3 bicchieri” dal Gambero Rosso dal 2014, il vino del cuore della cantina perchè coltivazione della prima generazione Ritterhof, una gestione che mixa egregiamente modernità e tradizione, la direzione oggi seguita da Eva, terza per generazione che porta dal mondo saperi per elevare il gioiello di famiglia.
Perfetto invece come aperitivo il Pinot Bianco Berg 2019 della Cantina Colterenzio prodotto nella zona di Eppan Berg, luogo storicamente riconosciuto per la produzione di Pinot Bianco; vinificato 100% in legno, grande affinamento sui lieviti e, i tempi in questo caso, come succede per alcuni profumi, regalano grande grazia ed armonia.

GIORNO 3

PATAUNER RISTORANTE

Qualsiasi fotografo impazzirebbe dai giochi di luci ed ombre che crea il pergolato di questo ristorante; sotto l’ombra delle piante verdeggianti, le tavolate del Patauner dove i canederli sono i veri protagonisti; quello ripieno di barbabietola non dovete farvelo scappare; ma anche la tartare di manzo dal Gerberhof di Nova Ponente con pane del contadino tostato e burro e il semifreddo di canapa caramellati con cioccolata calda.



CANTINA NALS MARGREID

Se avete voglia di una degustazione con i fiocchi e avete bisogno di rifornimento per la vostra cantina privata, Nals Margreid fa al caso vostro: 160 ettari di terreno, 14 zone di coltivazione, 120 vignaioli, 25 etichette, 1 agronomo, 70% di bianco e 30% di rosso, 1 milione di bottiglie vendute, solo per darvi alcuni numeri.
Lo spazio destinato all’accoglienza oggi è moderno e all’avanguardia, un’architettura firmata da Markus Schrerer con grande terrazza panoramica e legni che si armonizzano col luogo, premiato nel 2013 alla Biennale Architettura di Venezia. Arredato internamente in stile classico con Chesterfield cuoio e nero, adornano le bottiglie pluripremiate come il Pinot Bianco Sirmian 2012 quale “Bianco dell’anno” dalla più famosa ed influente guida italiana ai vini edita da Gambero Rosso; “3 bicchieri” vinti 7 volte consecutivamente che vien subito voglia di fare una verticale a cena con gli amici più esperti.



Un vino espressione delle infinite potenzialità del terroir altoatesino, porfido, marmo, calcare e terreni morenici, estati fresche e autunni miti, vendemmia tardiva, siamo sulle pendici di Nalles a ovest dell’Alto Adige; il 2019 è un bouquet di fiori con note di ananas, mela, agrumi, ma quello che rimane, come un atteso “arrivederci” di un romantico appuntamento, è la straordinaria mineralità e freschezza, un finale persistente come il “suo” profumo.




Nel cuore della Milano finanziaria, la cucina creativa di Desco

Desco inaugura a Milano, in via Bassano Porrone 8, e si aggiunge alla mappa dei ristoranti da non perdere del capoluogo lombardo. Merito di un concept moderno, che si traduce in uno spazio conviviale ed elegante, caratterizzato da una proposta gastronomica che reinterpreta la tradizione, donandole un twist contemporaneo. La cucina creativa del nuovo brand si distingue per i giochi di contrasti e la forte contaminazione esotica, con l’obiettivo di far vivere agli ospiti un’esperienza unica e coinvolgente.

Il giovane chef Roberto Godi, a capo di una altrettanto giovane brigata, esprime la Milano di oggi a tavola attraverso un approccio all’avanguardia, con piatti divertenti e gustosi dove l’alta qualità delle materie prime si fonde con la profonda conoscenza della cucina italiana e gustose incursioni nella cucina asiatica. 

“Vogliamo stupire la clientela garantendo un’esperienza gastronomica di alto livello, ricercata e aperta alle contaminazioni, ma che mantenga tutto lo stile e il gusto italiani”, raccontano il marketing manager Emanuele Sala e il designer Pasquale Di Meglio, fondatori del nuovo brand. 



Dal lunedì al sabato Desco propone un menù vario che abbraccia anche la cucina vegana. La proposta per il pranzo è gustosa e bilanciata: con Hummus, tahina e arachidi con bacon di cocco si viaggia lontano, per poi tornare ai profumi di casa con Desco n° 5, il delizioso spaghettone trafilato al bronzo ai cinque pomodori. Tra i secondi, la Skirt di manzo alla brace servita con purè di patate e burro fermentato si fa apprezzare per la ricercatezza degli abbinamenti. 



Il menù serale “à la carte” è affiancato dalla proposta, ancora più sperimentale, Desco Lab: una selezione di piatti ad alto tasso di creatività, come il Risotto alla milanese rana e piccione e l’Anatra, alghe e katsuobushi di manzo. La proposta beverage si distingue per la continua ricerca delle migliori etichette vinicole italiane e francesi, a cui si aggiunge un’ampia offerta di cocktail, dagli iconici ai signature.



Lo spazio, che ospita fino a 60 coperti, è perfetto per concedersi una pausa tra gusto e relax, dal pranzo alla cena, passando per l’aperitivo. “Desideriamo che Desco diventi un punto di riferimento in città, uno spazio in cui rifugiarsi per staccare dalla frenesia della vita metropolitana, gustando la migliore cucina in un ambiente sofisticato e giovane”, continuano Sala e Di Meglio.

Il concept brand degli interni porta la firma dell’architetto e designer Paolo Albano ed è impreziosito dalle illustrazioni di Simone Massoni e Maria Chiara Fantini.

Sito: https://descomilano.it

IG: @descomilano

CREA LA TUA BOTTIGLIA PERSONALIZZATA CON LA BESPOKE DI BELVEDERE VODKA

Dal 14 al 30 novembre sarà possibile personalizzare la propria bottiglia con la Bespoke di Belvedere Vodka, l’esclusiva Magnum disegnata al laser che racchiude la vodka-icona del brand, in edizione limitata su Tannico.it 

Perfetta idea regalo per lui e per lei, la Bespoke si presenta in una luminosissima bottiglia argentata da poter personalizzare incidendovi nome, date o messaggi per celebrare un’occasione speciale.

Creata esclusivamente dalla segale polacca Dankowskie, fermentata localmente e distillata quattro volte, Belvedere Vodka è completamente priva di additivi, senza glutine e naturalmente pura. La diluizione con acqua purissima dei pozzi artesiani di proprietà della distilleria è essenziale per consentire al carattere della segale di brillare. Questo processo la rende la prima vodka super premium al mondo.  

Durante la degustazione è possibile percepire al naso un leggero sentore di vaniglia insieme ad alcune note delicate di crema, mentre al palato si percepisce un sapore pieno e rotondo con una consistenza media e una trama ricca e vellutata. I sentori di vaniglia si mescolano armoniosamente con quelli di pepe bianco e spezie. Sul finale rilascia lunghe note di mandorla e noci. La gradazione alcolica è di 40%.

MUMM lancia le cene d’autore con RSRV, la sua collezione 100% Grand Cru riservata agli estimatori

Mumm lancia un programma di cene dedicate a RSRV, la sua collezione 100% Grand Cru riservata agli estimatori. Champagne con la vocazione gourmet, che accompagneranno le creazione di chef in tutta Italia.

La prima tappa di “Mumm Sante, Gourmet, Reserve” si è tenuta a Milano al Four Seasons.

Santé Gourmet Réservé

Lo champagne Mumm lancia l’esclusivo programma di cene d’autore orchestrate intorno a RSRV, la prestigiosa gamma di couvée 100% Grand Cru.

Lasciarsi tentare dal piacere di vivere esperienze intense e appaganti è un’arte. L’arte di trattarsi bene, specialmente a fine anno – per carburare energia e temprare l’umore prima e dopo le festività. E’ per questo motivo che MUMM lancia Santé Gourmet Réservé, il programma di cene in alcuni dei ristoranti più esclusivi d’Italia. 

La parola d’ordine è RSRV, una sigla, un racconto di stima e amicizia, ma soprattutto una nobile famiglia di cuvée che rappresenta la più alta espressione del Pinot Noir della Maison Mumm. Ogni menù è pensato per esaltare le cinque referenze di RSRV. 4.5, Blanc de Blancs, Lalou, Blanc de Noirs e Rosé Foujita.

Sono quasi 50 le cene in programma nei prossimi 7 mesi. Tra i primi appuntamenti ci sono il Four Seasons Hotel di Milano, che ha ospitato l’evento il 18 Ottobre. A Seguire ci saranno il Magnolia, L’ Antiquario e L’Archivio Storico di Napoli, che accoglieranno Le Santé Gourmet Reservé rispettivamente il 16, 17 e 18 Novembre.  Il programma completo è pubblicato sulla pagina Instagram @tasteofprestige.



Santé Gourmet Réservé è pensato per chi si vuole premiare o vuole dedicare a una persona cara un’esperienza unica da vivere insieme. Per dedicarsi il meritato lusso di celebrare insieme e volersi bene. Un programma che riflette a pieno lo spirito della prestigiosa famiglia RSRV. Dal 1838, RSRV – abbreviazione di ‘riservato’ – è infatti la sigla che nei registri di cantina indica le migliori bottiglie selezionate direttamente dal Master Cellar e da consegnare personalmente agli amici più cari. 



LE CUVÉE – Invecchiata almeno 4 anni in cantina e proveniente da 5 Grand Cru, la cuvée 4.5 si distingue per il carattere elegante e generoso con note fruttate e agrumate. Minerale, puro e vivace, con il suo perlage delicato RSRV Blanc de Blancs 2014 è la perfetta espressione dello Chardonnay di Cramant. RSRV Lalou 2008 rende omaggio a René Lalou, alla guida della Maison nella metà del XX secolo, con un blend delle migliori parcelle di Grand Cru della Maison. Con un invecchiamento minimo di sei anni, RSRV Blanc de Noirs 2012 è realizzata con il 100% di Pinot Noir di Verzenay, un Grand Cru cresciuto a nord delle Montagne di Reims. E’ dedicato all’artista franco-giapponese Leonard Foujita la cuvée RSRV Foujita, una miscela di 6 Grand Cru invecchiata 4 anni, che, come tutti i Rosé della Maison, sfoggia l’iconica rosa disegnata proprio dall’artista, grande amico della Maison.

E ora è tempo di celebrare. Santé. Gourmet. Réservé.



Mixology, Spirits PR cala il tris da “Carico” Milano

Mixology, Spirits PR cala il tris da “Carico” Milano

Per una sera Upperhand Gin, Gin Agricolo e Vermouth Tenuta Montauto diventano protagonisti di un pairing fra piatti gourmet e drink eccentrici, firmato da Dom Carella

Upperhand Gin, Gin Agricolo e Vermouth Tenuta Montauto: Spirits PR cala il tris in uno dei locali simbolo della miscelazione italiana per una presentazione in grande stile del proprio portfolio spirits. L’appuntamento presso “Carico” a Milano ha visto un ristretto gruppo di addetti ai lavori insieme per conoscere, degustare e apprezzare tre prodotti diversi tanto in purezza quanto all’interno della fantasiosa proposta food & beverage del padrone di casa Domenico Carella.

Pasteggiare coi cocktail, nel 2021, non è più così avventato. Lo sa bene “Dom”, che ha organizzato un menù pensato ad hoc per esaltare le qualità dei tre protagonisti della serata. Un autentico tête-à-tête fra drink creativi e piatti gourmet, che si è articolato ad esempio sotto forma di un branzino col suo fondo, funghi sott’aceto arrosto e verdure fermentate, servito con un French 75 a base di Upperhand Gin. È proseguito con una tartare di manzo, kimchi di patata, emulsione di grasso wagyu e santoreggia di montagna, abbinata a un Adonis con Vermouth Tenuta Montauto & Sherry fino. Si è concluso, almeno per quanto riguarda le portate principali, col diaframma di manzo, con ravanelli ed emulsione di sardella, presentato insieme a un kombucha di the sencha ai frutti rossi rifermentato con acqua di cocco, foglie di fico e Gin Agricolo.

E’ con questo spirito – e con questi spiriti – che la prima Spirits (PR) Dinner allestita da “Carico” ha provato a giocare con una cucina dai sapori italiani e internazionali, in grado al contempo di celebrare l’unicità e la versatilità dei tre spirits, ben diversi fra loro ma parimenti speciali e apprezzati. Eccoli:

Gin dal cuore italo-scozzese, Upperhand Gin è il primo distillato realizzato dall’ex campione di judo Alberto “Bert” Borin e sua moglie Claudia Gamberucci, discendente della celebre famiglia irlandese dei Lafferty’s. Un Gin balsamico con una spiccata nota di aneto e basilico al naso, che in bocca lascia invece spazio a ginepro e limone con aneto e basilico a chiudere e dare rotondità e persistenza, pulendo il palato e lasciando una sensazione di freschezza.

Nato nelle Cantine Sant’Agata, azienda vinicola della famiglia Cavallero da tre generazioni, Gin Agricolo è un progetto incentrato sull’utilizzo di varietà e quantità specifiche di componenti, interamente provenienti dal Piemonte, coltivate da Franco Cavallero e utilizzate fresche. Era presente con Nimium, gin secco dal profumo agrumato, ammorbidito da essenze floreali che lo rendono leggermente amarognolo. Il colore cambia a contatto con l’acqua tonica, diventando purpureo ed esaltando la fragranza delle botaniche usate (Lavanda, Ireos, Rosa moscata, Viola, Clitoria ternatea).



Il Vermouth Tenuta Montauto nasce in Toscana, nell’omonima tenuta e in uno degli angoli più selvaggi e naturali della Maremma. Il Vermentino, suo ingrediente principale, viene messo in infusione per 30 giorni con assenzio, genziana, camomilla, cardamomo, coriandolo ed erbe quali menta, melissa ed eucalipto. Nasce così un Vermouth innovativo e unico nella sua terra, dalle caratteristiche selvagge, calde e avvolgenti.

Dolce&Gabbana e DonnaFugata, Moda e Vino firmano due bottiglie da collezione

Due eccellenze siciliane si incontrano e danno vita ad un prodotto speciale che non è solo vino e non è solo abito, ma una bellissima bottiglia che si veste della più grande firma italiana made in Sicily e che al suo interno contiene il più pregiato vino della Regione.

Dolce&Gabbana e Donnafugata sono i protagonisti di questa unione, atta alla produzione di due vini di pregio coltivati alle pendici del vulcano Etna: il bianco Isolano2019 e il rosso Cuordilava2017, vini di grande eleganza e mineralità, frutto della viticoltura di montagna di questo terroir.

Una proposta ricca per etichetta, stile, riconoscibilità ma soprattutto qualità, nata dalla preziosa collaborazione tra il brand di moda italiano Dolce&Gabbana e Donnafugata, dopo il rosato Rosae un’edizione limitata e numerata del rosso Tancredi2016. L’amore per la tradizione, la devozione per il lavoro artigianale e la minuziosa cura dei dettagli sono i valori che accomunano da sempre queste due eccellenze del Made in Italy.

L’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, offre un habitat unico che dà vita a vini di grande personalità. Qui la solarità siciliana si combina con l’elevata altitudine dei vigneti e quindi con temperature più fresche: grazie alle forti escursioni termiche e alla straordinaria ricchezza del suolo originato da colate laviche, accumuli di rocce, ceneri e detriti – le cosiddette “sciare” – i vini di questo territorio acquistano un carattere inconfondibile.



I VINI:
Isolano nasce da una selezione di uve Carricante della vendemmia 2019: un bianco dal raffinato bouquet con sentori agrumati, note di ginestra in fiore ed erbe aromatiche; vulcanico e mediterraneo, Isolano è avvolgente e minerale.

Cuordilava è ottenuto dalla vendemmia 2017 di uve Nerello Mascalese: un rosso di grande eleganza che dopo un lungo periodo di affinamento esprime intense note di piccoli frutti rossi, spezie e sottobosco; al palato è ampio e profondo, con tannini carezzevoli e una lunga persistenza.

L’eccellenza di Isolano e Cuordilava si sposa perfettamente con la creatività di Dolce&Gabbana che ne ha disegnato l’immagine coordinata: i motivi geometrici che richiamano il folclore del Carretto Siciliano, in rosso, verde, blu e giallo, dialogano con la raffigurazione dell’Etna fumante, raccontando la bellezza della migliore tradizione dell’Isola e la straordinaria unicità dei suoi paesaggi.

Oltre che nella bottiglia da 750 ml, Isolano e Cuordilava sono anche disponibili nel formato Magnum su https://world.dolcegabbana.com/food-beverage e su https://www.donnafugata.it/it/wine-collection/dolcegabbana-e-donnafugata/.

Content creator, le nuove influencer del web

Continua la nostra selezione sulle talent del web, ciascuna con un proprio tone of voice e uno stile diverso; tra queste Matilde Righi, content creator dal feed curatissimo, uno stile parisienne, romantico e sempre attenta alle tendenze del web; Sara Behbud, iraniana di nascita e italiana d’adozione, ha frequentato l’Accademia Belle Arti di Milano con il sogno di diventare una stilista di successo. Oggi si dedica alla sua collezione e alla ricerca dei trend.
Qui le loro risposte al Questionario Proustiano, per conoscerle meglio:

total look Kiton

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Shoes Fragiacomo



MATILDE RIGHI

  1. Il tratto principale del tuo carattere?  La determinazione 
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?  La schiettezza
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna? L’umiltà
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? Il saper esserci a prescindere da tutto.
  5. Il tuo peggior difetto? La testardaggine
  6. Il tuo passatempo preferito? La musica e la fotografia 
  7. Cosa sogni per la tua felicità? Non ho sogni particolari, spero di raggiungere un equilibrio e di esserne soddisfatta.
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? Perdere gli affetti
  9. Cosa vorresti essere? Quello che sono già, ma con un po’ più di intraprendenza
  10. In che paese vorresti vivere? L’Italia è e sarà sempre casa
  11. Il tuo colore preferito? Il nero, non si era capito? 
  12. Il tuo fiore preferito? Le rose bianche 
  13. Il tuo uccello preferito? Il pavone 
  14. I tuoi scrittori preferiti? Massimo Bisotti e Niccolò Ammaniti 
  15. I tuoi poeti preferiti? Eugenio Montale e Umberto Saba 
  16. Chi sono i tuoi eroi? Da classicista non posso non pensare alla mitologia, Ulisse, Ettore, Achille…
  17. E le tue eroine? Le donne di carattere e scienza come Ipazia
  18. Il tuo musicista preferito? Francesco de Gregori 
  19. Il tuo pittore preferito? Lucio Fontana 
  20. Un eroe nella tua vita reale? Credo che ognuno debba essere l’eroe di se stesso, alla fine ci si salva sempre da soli
  21. Una tua eroina nella vita reale? Come sopra 
  22. Il tuo nome preferito? Lavinia 
  23. Cosa detesti? La superficialità 
  24. Un personaggio della storia che odi più di tutti? Hitler 
  25. L’impresa storica che ammiri di più? La rivoluzione Francese 
  26. Un dono che vorresti avere? Saper leggere nella mente 
  27. Come vorresti morire? Non mi importa molto il come o la causa, spero solo di non essere sola
  28. Come ti senti attualmente? In fieri, in cerca di un equilibrio.
  29. Di cosa ti senti in colpa? Di aver creduto poco in me stessa e aver perso, così, delle occasioni importanti
  30. Lascia scritto il tuo motto della vita: “in medio stat virtus”



Total look Ermanno Scervino
Shoes Fragiacomo



SARA BEHBUD

Il tratto principale del tuo carattere? Estroversa, sicura, diretta e decisa 
Qual è la qualità che apprezzi in un uomo? L’integrita’, la fermezza, la temerarietà
Qual è la qualità che apprezzi in una donna? L’indipendenza
Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? La fiducia
Il tuo peggior difetto? L’impazienza
Il tuo passatempo preferito? Viaggiare ad occhi aperti, un drink con le amiche e due chiacchiere spensierate
Cosa sogni per la tua felicità? Il successo lavorativo
Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? Perdere i miei cari
Cosa vorresti essere? Una stilista di successo
In che paese vorresti vivere? Italia, dove sono ora
Il tuo colore preferito? Verde oliva, rosa cipria
Il tuo fiore preferito? La Peonia
Il tuo uccello preferito? Cigno nero
I tuoi scrittori preferiti? Yukio Mishima, Sadegh Hedayat, Pune Moghimi
I tuoi poeti preferiti? Sohrab sepehri, Molana, Hafez
Chi sono i tuoi eroi? Alexandre McQueen
E le tue eroine? La principessa Diana
Il tuo musicista preferito? Johann Sebastian Bach, Vivaldi, Asaf Avidan
Il tuo pittore preferito? Gustav Klimt
Un eroe nella tua vita reale? Mio padre
Una tua eroina nella vita reale? Mia mamma
Il tuo nome preferito? Sicuramente Dandy, il mio cane
Cosa detesti? Fingere
Un personaggio della storia che odi più di tutti? Uno che non posso nominare per ragioni culturali
L’impresa storica che ammiri di più? Il Rinascimento
Un dono che vorresti avere? Vorrei saper cantare
Come vorresti morire? Di vecchiaia, sola nel giardino di casa, bevendo un bicchiere di vino Come ti senti attualmente? Persa
Di cosa ti senti in colpa? Di non aver ascoltato i miei sentimenti 
Lascia scritto il tuo motto della vita: La creatività è alla base di tutto


Talent AgencyMi-Hub 
Fotografo: Filippo Thiella 
Styling: Miriam De Nicolo’ 
Thanks to: Fragiacomo, Ermanno Scervino, Kiton

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Le influencer da seguire adesso su Instagram

MAMMAMIA, il nuovo singolo provocatorio dei Maneskin

Dopo aver scalato le classifiche internazionali e calcato i palchi dei principali Festival estivi europei, i Måneskin tornano con “MAMMAMIA”, nuovo singolo fuori dall’8 ottobre 2021.

Una canzone rock dalle vibrazioni dance e da club, il brano MAMMAMIA prodotto da Fabrizio Ferraguzzo & Måneskin, è registrato in presa diretta per mantenere un suono molto ruvido.

Provocatori e provocanti nei testi e nell’immagine, il gruppo più rock del momento spinge sull’acceleratore nel testo con delle frasi che poco lasciano all’immaginazione, ma che iniziano a diventare un tassello per smembrare pregiudizi e per, come loro stessi ammettono in una intervista, aiutare i ragazzi a “venir fuori”, a mostrarsi per quello che sono realmente.

Ironia, ambiguità, sarcasmo e una versione “erotica” che sempre piace al pubblico, sono gli ingredienti chiave di questo gruppo nato per vivere nell’Olimpo delle rock stars.
Victoria, Damiano, Thomas e Ethan saranno sui palchi delle più importanti città europee durante il “LOUD KIDS ON TOUR” (andato SOLD OUT in meno di due ore dall’apertura delle prevendite). Torneranno inoltre in Italia, dove si esibiranno per la prima volta nei principali palazzetti in tredici date, anch’esse tutte SOLD OUT a cui si aggiunge il concerto evento di sabato 9 luglio 2022 nel simbolo di Roma per eccellenza: il Circo Massimo, un evento realizzato in collaborazione con Rock In Roma (www.rockinroma.com).

Le influencer da seguire adesso su Instagram

Specializzarsi nel trend del momento o arrivare per prima, queste le tips per un profilo di successo sui social network.

Instagram propone moltissimi nuovi profili che spesso sono copie di qualcosa di già visto; noi invece abbiamo voluto selezionarne alcuni che hanno davvero qualcosa da raccontarvi.

Laura Grampa ha iniziato la sua comparsa sul web con un blog, per poi traslare i contenuti moda e beauty sulla sua pagina Instagram; tra le prime influencer italiane, Laura collabora con brand quali Dior, Chanel, Yoox, La Mer…

Silvia Stella Osella ha deciso di seguire la sua passione e specializzarsi nella sostenibilità, sua vocazione etica e professionale. Sul suo profilo vi racconta le sue giornate di lavoro e le sue ricerche di stile.
Andiamo a scoprire qualcosa di più sulla loro persona attraverso il mitico e infallibile Questionario di Proust.

LAURA GRAMPA
Total look Ermanno Scervino – shoes Fragiacomo

LAURA GRAMPA

Laura Grampa 2010 apre il suo blog www.barbielaura.com già nel 2010, un luogo dove raccontare la sua passione per la moda, il beauty e i viaggi; contenuti che hanno trovato spazio anche sui suoi canali social attraverso grande consenso di pubblico e testate nazionali.
Oggi è imprenditrice nel mondo digital e beauty, comunica high brands e prodotti luxury.


QUESTIONARIO PROUSTIANO

  1. Il tratto principale del tuo carattere? Solare, riflessiva, un po’ pazza.
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo? Lealtà, sincerità, sicurezza.
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna? Le stesse.
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici? Il fatto che possa sempre contare su di loro. Altrimenti che amici sarebbero 🙂
  5. Il tuo peggior difetto? Testardaggine.
  6. Il tuo passatempo preferito? Dormire, adoro dormire più di ogni altra cosa, mi ricarica.
  7. Cosa sogni per la tua felicità? La serenità
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia? Perdere le persone che amo.
  9. Cosa vorresti essere? Un gatto.
  10. In che paese vorresti vivere? In nessun altro posto che l’Italia. 
  11. Il tuo colore preferito? Nero.
  12. Il tuo fiore preferito? Peonie.
  13. Il tuo uccello preferito? Pettirosso.
  14. I tuoi scrittori preferiti? Oscar Wilde.
  15. I tuoi poeti preferiti? Alda Merini.
  16. Chi sono i tuoi eroi? Non ne ho.
  17. E le tue eroine? Nemmeno.
  18. Il tuo musicista preferito? Chopin.
  19. Il tuo pittore preferito? Monet.
  20. Un eroe nella tua vita reale? Non credo di averlo.
  21. Una tua eroina nella vita reale? Mia mamma.
  22. Il tuo nome preferito? Beatrice.
  23. Cosa detesti? Chi si prende gioco di me.
  24. Un personaggio della storia che odi più di tutti? Tutti quelli che hanno limitato le libertà delle persone.
  25. L’impresa storica che ammiri di più? Oddio non saprei. 
  26. Un dono che vorresti avere? Leggere nel pensiero.
  27. Come vorresti morire? Soffrendo il meno possibile.
  28. Come ti senti attualmente? Molto bene, sto vivendo un momento molto felice.
  29. Di cosa ti senti in colpa? Assolutamente di niente.
  30. Lascia scritto il tuo motto della vita: vivi e lascia vivere.

SILVIA STELLA OSELLA
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SILVIA STELLA OSELLA

Silvia Stella Osella è una textile, surface designer e trend & color consultant. Dopo aver lavorato in alcune tra le più importanti aziende tessili europee, apre il suo studio a Milano nel 2015. Si occupa di consulenza alle aziende rispetto alle tematiche di sostenibilità e innovazione.


IL QUESTIONARIO PROUSTIANO

  1. Il tratto principale del tuo carattere?  La curiosità
  2. Qual è la qualità che apprezzi in un uomo?  La gentilezza e l’empatia
  3. Qual è la qualità che apprezzi in una donna?  La gentilezza e l’empatia
  4. Cosa apprezzi di più dei tuoi amici?  La loro complessità
  5. Il tuo peggior difetto?  L’irrequietezza, la testardaggine
  6. Il tuo passatempo preferito?  La scoperta in ogni sua forma
  7. Cosa sogni per la tua felicità?  Di mantenerla, così come è ora
  8. Quale sarebbe, per te, la più grande disgrazia?  Perdere chi amo
  9. Cosa vorresti essere?  Libera di scegliere, sempre
  10. In che paese vorresti vivere?  In tutti quelli che meglio rispecchieranno le future fasi della mia vita
  11. Il tuo colore preferito?  Il bianco
  12. Il tuo fiore preferito?  Il fiore della carota selvatica
  13. Il tuo uccello preferito?  La rondine
  14. I tuoi scrittori preferiti?  Calvino, Cortàzar 
  15. I tuoi poeti preferiti?  Elisa Biagini, Nazim Hikmet 
  16. Chi sono i tuoi eroi?  Le persone irrequiete, visionarie, coraggiose ed empatiche
  17. E le tue eroine?  Tutte le donne che lottano per la propria libertà
  18. Il tuo musicista preferito?  Sono troppi. Mentre progetto ho spesso con me Ryūichi Sakamoto
  19. Il tuo pittore preferito?   Henri Matisse
  20. Un eroe nella tua vita reale?  Pietro Bartolo
  21. Una tua eroina nella vita reale?  Margherita Hack
  22. Il tuo nome preferito?  Pietro (il mio bimbo)
  23. Cosa detesti?  La saccenza e la superbia
  24. Un personaggio della storia che odi più di tutti?  Tutti gli uomini dall’ego smisurato
  25. L’impresa storica che ammiri di più?  Le esplorazioni della via della Seta, i primi viaggi nello Spazio
  26. Un dono che vorresti avere?  L’ubiquità!
  27. Come vorresti morire?  Felice
  28. Come ti senti attualmente?  Realizzata
  29. Di cosa ti senti in colpa?  Di non avere abbastanza tempo da dedicare a ciascuna delle persone a cui tengo
  30. Lascia scritto il tuo motto della vita:  Complicare è facile, semplificare è difficile – Bruno Munari



Talent Agency: Mi-Hub
Fotografo: Filippo Thiella
Styling: Miriam De Nicolo’
Thanks to: Fragiacomo, Ermanno Scervino, Kiton

78mo Festival del Cinema di Venezia – guerra e violenza nei film di denuncia

Reflection

L’idea del film nasce da un fatto accaduto nella vita personale del regista, Valentyn Vasyanovych, che assiste assieme alla figlia allo schianto di un uccello sulla finestra di casa, una metafora, il passaggio dalla vita alla morte.

Siamo nel 2014 nell’Ucraina orientale durante le prime fasi del conflitto Russia-Ucraina e assistiamo ad atroci torture, violenze e crimini realmente accaduti e documentati, le brutalità commesse dalle truppe filorusse sui prigionieri di guerra: strangolamenti, scariche elettriche, sevizie, torture medievali, trapani che lacerano carni ed ossa.

Il protagonista, un medico catturato dalle forze militari russe, assiste e subisce le spaventose umiliazioni cui lo spettatore non riesce a sostenere, spesso lasciando la sala del Festival. Volutamente cruento nella prima fase, volutamente silenzioso nella seconda, nel momento in cui il protagonista riesce a sopravvivere alla guerra e cerca appunto nel silenzio di ricostruire i rapporti con la ex moglie e con la figlia, Reflection lancia in immagini/metafore le grandi riflessioni sulla vita. L’importanza dei rapporti umani, il valore degli affetti, il significato della vita.

Non lasciare tracce – (Leave no trace)

Ricorda il caso di Stefano Cucchi, il giovane morto dopo un pestaggio sotto custodia cautelare sette giorni dopo l’accaduto, questa pellicola di Jan P. Matuszyński.
E’ la storia vera di Grzegorz Przemyk (Mateusz Górski), figlio della poetessa e attivista Barbara Sadowska (Sandra Korzeniak), ucciso a calci nello stomaco dalla polizia comunista, la Milicja Obywatelska (era il 14 maggio del 1983).
Il giovane studente festeggia nella piazza del Castello di Varsavia la maturità, fermato dalla polizia rifiuta di esibire i documenti di identità e viene così portato in centrale, dove in pochi minuti avviene il pestaggio davanti agli occhi dell’amico, il protagonista del film che lotterà fino alla fine per ottenere giustizia.
La verità verrà sotterrata con ogni mezzo dalle autorità ministeriali, con depistaggi che porteranno le accuse a infermieri innocenti, in un crescendo di rabbia e frustrazione e ingiustizia che incolla allo schermo lo spettatore in attesa della sentenza finale.
Qui il male trionfa, la contraffazione dei fatti è così capillare che la stanchezza prende il sopravvento, anche sulla madre raggomitolata nel dolore e arresa; solo l’amico fidato dirà la verità in tribunale, fino all’ultimo spiraglio di speranza, ma il potere dei miliziani è troppo radicato e la violenza dello Stato mortalmente pericolosa.
Noi possiamo solo parlarne e urlare la verità affinché il ricordo possa pulire tanto degrado.

Vera sogna il mare
di Kaltrina Krasniqi

Lei è un’interprete del linguaggio dei segni, lui, il marito, un giudice in pensione. La morte del marito, suicidatosi senza lasciare lettere di addio, apre infinite porte dove dietro si celano la dipendenza al gioco, le eredità sperperate, le proprietà che la malavita torna a riprendersi.
Minacce, pedinamenti costanti, il rischio che la figlia venga uccisa, obbligano Vera a cedere alle ingiuste richieste.
La storia svela una donna forte, che lotta per non cedere alla prepotenza ostile, corrotta, maschilista della società in Kosovo ai giorno nostri.
Un film di denuncia e di orgoglio, di dignità e di arrendevolezza come unica soluzione per la sopravvivenza, dove le difficoltà vengono rappresentate sullo schermo attraverso la forza del mare, che si fanno sempre più soffocanti e violente quando Vera rischia di “annegare”.


78 Festival del Cinema di Venezia – i film da non perdere

Freaks out! di Gabriele Mainetti ha stupito tutti a Venezia per la delicatezza del racconto della diversità

Freaks out

Mirabolante! “Freaks out” di Gabriele Mainetti è una storia delicatissima di “diversi che senza circo sono solo dei mostri”, come afferma uno dei fantastici 4 personaggi dotati di superpoteri. C’è tanto della poesia de “La forma dell’acqua” nella rappresentazione dell’amore e della tenerezza verso il mostro, tanto dei personaggi strambi amati da Diane Arbus, la fotografa morta suicida la cui storia é stata interpretata da una Nicole Kidman che si innamora dell’uomo lupo. 2 anni di post-produzione per una pellicola che tiene incollati allo schermo, azione, storia, ironia, colpi di scena, fotografia ed effetti speciali. Anche qui il Festival del Cinema avvicina al crudele tema della guerra, durante il periodo fascista, e il cinema è il mezzo forse più veloce e potente per aprire cuori e menti.

Toni Servillo in una delle scene di Qui rido io, film di Mario Martone presentato al Festival del cinema di Venezia 2021

Qui rido io

Qui Rido io di Mario Martone è la storia vera di Eduardo Scarpetta, il più grande commediografo e attore comico del ‘900 italiano. Un uomo generoso con il pubblico e severo con la famiglia, a tratti egoista, un dongiovanni che coabitava con mogli ed amanti e rispettivi figli, quelli riconosciuti e quelli che lo chiamavano “zio”, Titina, Peppino ed Eduardo De Filippo, che presero poi il cognome della madre.
Per Scarpetta teatro e vita vera si mescolavano, la sua esistenza sfarzosa in palazzi imperiali lo portavano ad un atteggiamento imperioso che obbligava la sua cerchia ad una sudditanza “naturale”. Fino a quando l’episodio dannunziano, la messa in scena della parodia della “Figlia di Iorio”, l’opera di Gabriele D’Annunzio, lo vede accusato di plagio; sarà Benedetto Croce l’unico a sostenerlo, testimone di una malinconia che prende il sopravvento, di un mondo che muore e della nascita di un teatro nuovo.
Toni Servillo ha letteralmente divorato il palcoscenico.

Le cose che restano è il docufilm omaggio al grande direttore d’orchestra Ezio Bosso che ha commosso la giuria del Festival di Venezia 2021

Ezio Bosso. Le cose che restano

Per Ezio Bosso, interprete, direttore d’orchestra e compositore, esiste una “Teoria delle 12 stanze in movimento”, l’ultima delle quali tornerà a noi come prima nel momento in cui impareremo a riconoscerci, per poter essere liberi, per sempre.
Il docufilm di Gabriele Salvatores che in Ezio Bosso vedeva l’artista musicale che lui non è mai stato, è una finestra sul giardino dei mille volti che hanno avuto la fortuna di incontrare un grande comunicatore. Con la sete di sapere e la fame di musica che ha dall’età di quattro anni, Ezio Bosso è riuscito nell’intento di avvicinare “il popolo” alla musica classica, di portare la gente comune nei teatri; un film dalle infinite citazioni e dalla colonna sonora che Bosso ha regalato all’Italia intera, la direzione dei Carmina Burana all’Arena di Verona, le tre ore e mezza di musica e spettacolo nel Teatro Verdi di Busseto, in provincia di Parma, andato poi in onda su Rai3 in cui spiega Beethoven.
Una lunga storia d’amore e di dolore, quello che lo ha fermato e allontanato dalla musica, la malattia degenerativa che aveva da 2011.
Le sue esibizioni non sempre erano perfette, lo ha dichiarato anche il suo ufficio stampa, ma non è forse l’imperfezione a renderci unici?!

Redenzione, spiritualità e perdono sono i temi del bellissimo Capitan Volkonogov Escaped presentato al Festival del cinema di Venezia 2021

Captain Volkonogov Escaped

Captain Volkonogov Escaped di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov è la storia di una redenzione.
Fedor Volionogov è il capitano del servizio di sicurezza nazionale russo, il suo compito è quello di catturare i “nemici dello Stato”, per lo più vittime innocenti che vengono seviziate e uccise per accuse inesistenti.
Uno spirito notturno, una spiritualità che si era sopita, lo avverte dell’Inferno imminente dandogli la speranza di un Paradiso eterno solo nel caso in cui almeno uno dei famigliari delle vittime da lui uccise, gli avesse concesso il perdono.
Incontrerà un padre che aveva ripudiato il proprio figlio credendolo un traditor di patria; una moglie impazzita per aver perso il marito per sempre; una figlia che credeva il padre ancora vivo; un bambino che brucia gli oggetti del padre perchè “un traditore non può chiamarsi padre” e una figlia chiusa in soffitta, sull’orlo di morire, sarà lei il limbo per poter accedere all’alto oppure in basso…

Il pubblico di Venezia 2021 ha accolto con calore anche il film Imaculat di Monica Stan e George Chiper: una drammatica e autobiografica

Imaculat

Volutamente claustrofobico, volutamente lento, volutamente irritante, volutamente silenzioso, il film sceneggiato da Monica Stan racconta la sua dolorosa e reale storia, le vicende di una tossicodipendente in un centro di riabilitazione tra giochi di potere taciti e non.

Di Monica Stan e George Chiper

Hotel Tyrol, la destinazione montana perfetta per tutte le stagioni


Sono imponenti e innevate in inverno e materne e verdeggianti in estate, le montagne in Valgardena sono la meta intelligente dell’estate, per chi ama il vero relax e predilige temperature miti anche nella stagione del solleone. 
Il cuore sta a Selva di Valgardena, meta turistica nella stagione sciistica e paradiso terrestre tra giugno e settembre, quando le masse si spostano nelle località balneari mentre qui si gode del panorama arioso e delle passeggiate immersive nella natura. 
E’ qui che dal 1966 l’Hotel Tyrol diviene punto di riferimento di ospitalità gardenese.

Bibiana Dirler porta avanti la tradizione e la filosofia degli zii, un tempo proprietari, insieme al marito Maurizio Micheli, un’ospitalità che sa di casa, di semplicità, di complicità; molteplici sono infatti i clienti fidelizzati che tornano ogni anno, proprio qui, nel cuore delle Dolomiti, Patrimonio Unesco
Ogni ambiente riporta i ricordi di famiglia, le foto in bianco e nero nella hall, ninnoli e carrozzine vintage, trofei di caccia, vecchi fucili, le immagini sacre nelle sale relax, i crocifissi e le statue appese alle pareti, qui per gli atei non c’è posto, la religione si manifesta sotto ogni aspetto. 

la Hall dell’Hotel Tyrol

Tutte le camere sono arredate in stile tirolese, 50 in totale dove il legno è protagonista e si affacciano sulla valle brulicante di casette bianche e gruppi di alberi che fanno da manto regalandole profondità e colore. Le porte d’ingresso vantano elementi antichi come le decorazioni autentiche dipinte a mano e la biancheria da letto ha i preziosi ricami segni della tradizione Valgardena, per immergersi subito nella vera atmosfera alpina. 


IL RISTORANTE GOURMET “SUINSOM”

Vero gioiello dell’hotel, il ristorante gourmet “Suinsom” guidato dallo chef Alessandro Martellini, una carriera culinaria che inizia all’Hotel Pellicano e al Grand Hotel Villa Feltrinelli e la grande opportunità di aver lavorato con gli stellati Antonio Guida (2 ** Michelin), Stefano Baiocco ( 2** Michelin) ed Enrico Crippa (3 *** Michelin). 
E’ il 2017 l’anno in cui si punta alla cucina all’Hotel Tyrol, un menu dove si sposano tradizione, creatività e innovazione; ma è nel 2021 che in squadra subentra la firma di Antonio Guida, lo chef pluristellato che insieme a chef Martellini ha creato due speciali menu e dei piatti signature. 


Suinsom” in ladino gardenese è quello che rappresenta la vetta più alta di una montagna, il traguardo, un nome di buon auspicio a un ristorante che ha tutti i numeri per vincere questa scalata e arrivare primo!

Lo chef Alessandro Martellini interpreta una cucina contemporanea dove la priorità è sempre il prodotto stagionale e di qualità; tecnica, passione e rispetto per la materia prima, fanno dei piatti una melodia che non si scorda, un’esperienza di sapori e rimandi olfattivi e gustativi del passato come per il dessert Parfait alla liquirizia, piatto signature di Antonio Guida, con foglie di tabacco caramellate e salsa al caffè, ma non sveliamo cos’ha scavato dalla nostra memoria, perchè l’esperienza al Suinsom è un po’ come passaggiare nelle gallerie tra le opera d’arte, ciascun quadro stimola ricordi ed emozioni del tutto personali, così come i suoi piatti

Dal menu a 5 portate, eccellente lo scampo appena scottato con ciliegie fresche, finocchio croccante, brodo di agrumi e un tocco di salsa di soia; tutti i sapori sono perfettamente distinguibili nel piatto senza spingersi l’un l’altro, le note salate non coprono la delicatezza dello scampo protagonista. 
Cotto alla perfezione il piccione con indivia e aglio nero, rosa, tenero, una carne saporita che necessita di ben pochi imbellettamenti, difatti lo chef Martellini ne ha rispettato la natura che non ha bisogno di ammennìccoli vari. Anche gli impiattamenti sono sì eleganti, ma senza troppi fronzoli, come la sua persona. 

lo chef Alessandro Martellini e la sommelier Marika Rossi

I viaggi immaginari li farete con Marika Rossi, altro asso del Suinsom, l’appassionata sommelier alta quanto le montagne che circondano il ristorante, scopritrice curiosa dei produttori biologici e ricercatrice segugio delle storie più interessanti tra i i vigneti del mondo. 
Non sono storie, ma veri e propri viaggi tra annate storiche, produzioni biodinamiche, tra i colori della natura e i profumi dei boschi; Marika vi delizierà con i suoi racconti avvicinandovi al mondo del wine con quella capacità che solo alcuni grandi scrittori hanno, di raccontare cose complesse con parole semplici. 

il ristorante Suinsom

L’ambiente del Suinsom è assai particolare, altro punto a favore della vera chicca in Valgardena, una vecchia stube con legni di oltre 200 anni; delle graziose lampade al centro di ogni tavolo sono regolabili in altezza; una piattaia in legno espone i servizi più rappresentativi e teiere in ceramica; le immagini sacre non potevano mancare, così come i crocifissi di ogni grandezza e fattura; l’ambiente è caldo e la tavola apparecchiata elegantemente con preziosi tessuti bianchi e dettagli d’argento, oltre ad un portacandela con cristalli, a creare l’atmosfera. 
Andarvene avrà lo stesso amaro in bocca che prova il bambino dopo una giornata al Luna Park, ma si può sempre ritornare!

LA SPA E LA PISCINA 

Altra novità in casa, la piscina all’aperto circondata dal giardino, con piccola zona al chiuso dove godere del tepore delle acque durante gli inverni innevati. 

Al chiuso la piscina coperta con pavimento in lastre di marmo circondata da pannelli e soffitti di stucco e roccia solcati da travature di antico legno massiccio. 
Due gli idromassaggi, uno interno ed uno esterno accanto alla “sauna in baita” dove la sera lo spettacolo del cielo stellato lascia senza fiato. La sauna finlandese “in baita” permette in inverno di tuffarsi nella neve fresca per concludere, nel modo più salutare, quest’antica pratica termo terapica proveniente dal Nord Europa. 

la piscina esterna

L’area wellness offre inoltre:

sauna aromatica, realizzata interamente in legno profumato, raggiunge temperature elevate oltre i 60° mantenendo tuttavia un’umidità relativamente bassa pari al 35%

sauna stube, studiata appositamente per stimolare il rilassamento del corpo e una naturale pulizia della pelle, attraverso un bagno fisioterapico a secco riscaldato intorno ai 90° e ad umidità controllata.

A scelta i trattamenti nella Thermo Spa tra massaggi per il corpo taylor made, energetici e rigeneranti; peeling con aromaterapia, massaggio con le candele, impacchi di fanghi idratanti e drenanti, massaggi sportivi e decontratturanti e per le coppie, le due poltrone “kraxenofen”, dove stimolare il metabolismo grazie al vapore e al fieno. La terapia relax e purificante è seguita da un piacevole massaggio di coppia. 

Bagno Gourmet, trattamento di vinoterapia

Consigliamo il Bagno Gourmet, trattamento antietà di VINOTERAPIA
Sono noti i numerosi benefici dell’uva e del vino dalle proprietà ANTI-AGE, il bagno nel vino è inebriante e perfetto in inverno; nelle tinozze di legno accompagnati da una degustazione di speck, formaggi locali e calice di vino, si godranno a pieno gli effetti rilassanti e curativi del Merlot, vino rosso contenente antiossidanti e polifenoli, capaci di contrastare l’invecchiamento della pelle, rigenerare il collagene, stimolare la microcircolazione e purificare il corpo dai radicali liberi. 
Un momento di totale abbandono da gustarsi da soli o in coppia, accompagnati da una piacevole sensazione di calore ed inebriamento. 

Alle pendici dell’Etna, tutti i luoghi da visitare

Dai ricchi giardini fioriti del Radicepura Garden Festival alla visita delle cantine ai piedi del Vulcano Etna, Donnafugata. Dall’esperienza stellata della cucina di Giuseppe Raciti al Zash restaurant fino al relax firmato lusso alla Villa Don Venerando. La terra del vulcano più attivo d’Europa vi accoglie con un’infinità di luoghi magici da visitare.

ZASH RISTORANTE

Nel Palmento, luogo in cui avveniva la pigiatura dell’uva per produrre il mosto riposto poi in grandi vasche, oggi nasce il ristorante stellato Zash, capitanato dallo chef Giuseppe Raciti.
La dura pietra, le arcate a volta, il torchio, i sentori del legno, qui si rivive la tradizione e l’esperienza culinaria premiata della stella Michelin nel 2019. 
Tutti i colori della Sicilia, la tecnica e la passione dello chef Raciti in piatti che si lasciano ricordare: il gambero rosso crudo di Mazara del Vallo servito su zuppetta di pomodoro e fragole e mousse di robiola di capra; spaghetti di grano duro con salsa alle vongole e limone dell’Etna IGP; il tonno scottato roseo su crema di pane all’aceto, cipolla rossa candita e olio al basilico; brioche con tuoppo servito con gelato e accompagnati dall’illustrissimo Ben Ryé.

Il ristorante stellato Zash, un luogo da visitare per incontrare la tradizione e l’innovazione della cucina nella zona dell’Etna
Il ristorante stellato Zash, un luogo in cui si incontrano tradizione e innovazione culinaria
La sala del ristorante Zash è costruita all’interno di un palmento, il luogo in cui avveniva la pigiatura dell’uva

Zash.it

DONNAFUGATA

E a proposito di Ben Ryé, siete sulla terra di Donnafugata, l’azienda vinicola esempio di passione e dedizione per il vino siciliano. 
La famiglia Rallo, oltre 160 anni di esperienza nel vino di qualità, fonda Donnafugata nell’83 e si fa portavoce di un patrimonio che è anche culturale, storico e artistico, perchè creatori di reti e connessioni che portano l’etichetta siciliana in giro per il mondo. 
Da Giacomo Rallo (Co-fondatore dell’Istituto del Vino Italiano di Qualità Grandi Marchi) e la moglie Gabriella, pioniera della viticoltura in Sicilia, lo scettro passa ai figli José Antonio; lei un portento di donna con una formazione economica, una forte passione per il marketing e la comunicazione aziendale, inventa un nuovo modo di raccontare il vino nella veste di cantante del Donnafugata Music&Wine. Riceve il Premio Bellisario 2002 per il suo contributo alla valorizzazione dell’imprenditoria femminile. E’ AD Donnafugata insieme a fratello Antonio Rallo, agronomo e winemaker attento e dotato di una visione strategica. Oggi è alla guida del Consorzio di Tutela della DOC Sicilia, strumento di promozione e di coesione territoriale che conta oltre 8.300 viticoltori. 

Con un team fucina di idee, non potrebbero nascere che vini originali e per palati esigenti; un giro tra le cantine Donnafugata è la tappa giusta per unire l’utile al dilettevole, siete nell’area della Sicilia orientale, sul versante Nord dell’Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa, la cantina con barriccaia si trova esattamente a Randazzo, 21 ettari di vigneto e 2 di uliveto. 

Le cantine Donnafugata: il luogo da visitare per assaporare i migliori vini dell’Etna, come il cerasuolo Floramundi


Ma Donnafugata è anche “sartorial”, dall’azienda spiccano i Vini Icona: Mille e una Notte, prestigioso rosso della tenuta di Contessa Entellina, Ben Ryé Passito di Pantelleria, e i “cru” dell’Etna Fragore di Contrada Montelaguardia e l’Etna Rosso DOC Contrada Marchesa

Indimenticabili e certamente artistiche anche le etichette d’autore realizzate da Stefano Vitale, ispirate dal nome della maison che rimandano al romanzo Il Gattopardo e alla storia della regina in fuga, che trovò rifugio là dove oggi si trovano i vigneti aziendali. Sono donne dai capelli rosso fuoco, come la lava del vulcano; sono dee della natura, che ringraziano la terra; hanno i colori accesi della Sicilia e ispirano esotici racconti, un po’ come Le Mille e una Notte. 

Una bottiglia di Floramundi, vino cerasuolo di Donnafugata
Floramundi

Donnafugata.it

FUTURO ANTERIORE

La sfida della viticoltura eroica di Pantelleria al Radicepura Garden Festival 

Un tuffo nei ricchi giardini del Radicepura Garden Festival per conoscere la straordinaria storia della Biennale del giardino Mediterraneo, visitabile fino al 19 dicembre 2021.
Tema sono i Giardini del Futuro e protagonisti assoluti sono le culture eroiche di Pantelleria il cui vigneto ha preso forma e sostanza alle pendici dell’Etna, all’interno del Parco botanico di Radicepura, diventando simbolo di forza e vita di una storia millenaria che celebra la convivenza armonica dell’uomo con la natura. Il nome del giardino è Futuro Anteriore, nell’isola dove l’uomo nel corso dei secoli è riuscito a coltivare la vite in un ambiente estremo: ventoso, poco piovoso, con terreni in forte pendenza e senza sorgenti di acqua. La vigna è su terrazze sorrette da muretti a secco in pietra lavica, costruiti dalle sapienti mani dei viticoltori; i terrazzamenti contribuiscono a prevenire l’erosione del suolo e rendono unico il paesaggio dell’isola.

Mario Faro, il fondatore di Radicepura Garden Festival con Josè e Antonio Rallo, vincitori dei Giardini del Futuro per la loro vigna a Pantelleria
ai lati Josè e Antonio Rallo, al centro Mario Faro, fondatore di Radicepura

DOVE ALLOGGIARE 

SHALAI

Alle pendici dell’Etna, esattamente a Linguaglossa, sorge Shalai Resort, una dimora dell’800 che fu residenza signorile e che oggi ospita 13 camere dove si mescolano tradizione e comfort. 

Shalai in dialetto siciliano significa “gioia piena, momento di genuino benessere”, che rappresenta quanto l’hotel desidera far vivere ai suoi ospiti: un benessere completo, personalizzato, che coinvolga tutti cinque i sensi, grazie anche al ristorante Gourmet e al Centro Benessere con bagno turco, sauna finlandese, vasca idromasaggio e trattamenti personalizzabili. 

Tra i luoghi da visitare ai piedi dell’Etna c’è sicuramente Shalai: un resort dedicato al relax e alla cucina gourmet
La facciata del Resort Shalai di Linguaglossa
Una delle camere matrimoniali del Resort Shalai
La spa del Resort Shalai, in provincia di Catania

Shalai.it

VILLA DON VENERANDO 

Se davvero volete concedervi un lusso senza tempo, la vostra destinazione è Villa Don Venerando, posizione privilegiata sul Mar Ionio e vista dell’Etna, questa casa di famiglia accoglie al suo interno fotografie, oggetti del passato, antichi dipinti, preziose argenterie, servizi di porcella ed eleganti chandelier.

Totale l’immersione nei colori verdi della natura e blu cobalto del mare, Villa Don Venerando ha terrazze panoramiche, prati, una piscina riscaldabile, ambi divanetti esterni riparati dal sole e camere vista mare con accesso alle terrazze. 

Esterni ed interni rispondono ad un arredamento curato nel minimo dettaglio; è certo il luogo che suggerisce molte riflessioni sulla bellezza di “casa nostra”, un’Italia commovente che ci regala le meraviglie del mare e le delizie sulla tavola. Tra le palme e su una marmorea tavolata, è possibile pranzare all’ombra, sperimentare il dolce far niente ed esercitare il nostro spirito d’osservazione. 
Non vorrete più andar via, questo è certo, ma tornerete dal viaggio con qualche ruga in meno. 

Villa Don Venerando: il punto di partenza ideale per visitare i luoghi più belli del territorio dell’Etna
La piscina di Villa Don Venerando, un luogo magico ai piedi dell’Etna
Villa Don Venerando: camera matrimoniale con letto a baldacchino
Gli interni di Villa Don Venerando a Carrubba


Villa Don Venerando

MORGANA 

A soli 30 minuti d’auto da Linguaglossa, il locale più cool di Taormina, il Morgana! 
Clientela internazionale ed esigente, il Morgana vanta l’esperienza dei più grandi artisti della mixology, luogo dove il dettaglio non è mai a caso, si veste spesso di abiti nuovi, rinnova gli arredi, i colori, e soprattutto il menu, che oggi è dedicato alla Sicilia e ai suoi succosi frutti.
 
Bar Manager oggi Paolo Viola, Brand Ambassador di Belvedere Vodka e una formazione al Ritz di Londra, Paolo vi accompagnerà nella scelta dei cocktail con gentilezza inglese e con la passione della sua terra. 
Per iniziare il gioco consigliamo una Bulle Glacée Veuve Cliquot Brut “Cuvée Saint- Pétersburg” e granita alla fragola; per gli amanti del whisky che non vi rinunciano nemmeno in estate, un “Flame” servito in coppa fatto di pera cotta in Ardbeg 10yo Whisky dolcemente pestata con Belvedere Heritage 176, uniti a miele, lime, un granello di sale e Cherry Hering. E per onorare l’opera dei Pupi a Palermo, proclamata Patrimonio Immateriale dell’Umanita’ da Unesco, un’OPIRA. Frutto della passione e fava tonca legati in un mix di Bulleit rye Whiskey, Casamigos Mezcal, Amaro Montenegro e Cherry Hering servito in Tumbler Basso. 

Il Morgana è la gioia di un drink che non delude mai.

Il luogo imperdibile da visitare nel territorio dell’Etna per gli amanti dei cocktail? Il Morgana di Taormina
La sala con divanetti di Morgana per bere ottimi cocktail in completo relax

Morgana Taormina

Grand Hotel Majestic “già Baglioni” 5 stelle lusso, lo sfarzo scelto dalle star

Un pannello chiavi alla Hitchcock, una entrata alla Irène Némirovsky, un parterre da Hollywood, il Grand Hotel Majestic “già Baglioni” si veste di arte, storia ed eleganza nella città di Bologna. 

Unico 5 stelle lusso di Bologna situato in pieno centro, il Grand Hotel Majestic sottolinea con uno stile classico veneziano e con i forti dettagli della Francia 1800, lo spettacolo estetico di chi sceglie il vero lusso unito al vero comfort. 

Un tempo noto come Baglioni, l’hotel è membro “The Leading Hotels of the World” dal 1990, l’organizzazione internazionale che riunisce gli hotel più prestigiosi del mondo; nel 2020 viene rilevato dal Gruppo Duetorrihotels Spa, la dinamica realtà italiana protagonista dell’ hospitality Made in Italy. 

Comunicare il Grand Hotel Majestic è fare un tuffo nel passato, un palazzo del XVIII secolo che custodisce grandi capolavori pittorici come gli affreschi dei fratelli Carracci e i grandi dipinti che adornano le stanze come gli episodi biblici di “Davide e Golia”, e i miti greci di “Ercole e Anteo” e “Fucina di Vulcano” della Scuola di Luca Giordano (Napoli 1634-1705). 

Gallerie

Le scalinate si vestono di rosso come in un teatro d’Opera, nei corridoi consolle in stile veneziano sagomate e laccate in foglia oro; i ricci e i raffinati intarsi e il marmo rosso che sorreggono, lasciano pensare a una produzione fine ‘700. Signorili manufatti anche le poltrone e i divani barocchetto, come le ampie specchiere barocche che riflettono candelabri dagli infiniti bracci. 

Si comprende quanto la bellezza che sta negli oggetti preziosi e che rendono l’ambiente certamente più profondo e misterioso, abbia attirato personaggi illustri del panorama mondiale: dagli attori Clark Gable, Sean Connery, Ava Gardner, ai pluripremiati registi Roman Polanski, Woody Allen, Gabriele Salvatores; dai miti della musica Maria Callas, Placido Domingo, Elton John ai reali Principe Alberto di Monaco e l’amata Principessa Diana, toccando perfino il Premio Nobel per la Pace Dalai Lama

La luce ardente di questa struttura un tempo adibita a seminario arcivescovile, festeggia nel 2012 il suo primo centenario; un secolo di gloria, fascino e glamour, che racchiude storie di grandi pensatori che l’hanno attraversata. 
La precisa collocazione del Grand Hotel Majestic ne ravviva l’importanza, come un sovrano tra la folla; di fronte alla maestosa cattedrale della città e sito in via dell’Indipendenza, la rilettura architettonica valorizza la vista ottagonale della Torre di Palazzo Fava, sede della più alta pittura del ‘500 – Agostino, Annibale e Ludovico Carracci. 

la Hall del Grand Hotel Majestic già Baglioni

La Suite Guido Reni

La scelta è tra le 106 eccellenti camere tra Classic, Superior, Deluxe, Grand Deluxe, Junior Suite, Executive Suite, Presidential Suite, and Royal Suite. 
Ad accogliervi un prezioso benvenuto, un Lambrusco Grasparossa di Castelvetro.

Drappeggi dorati e dai colori della natura, con nappine i tendaggi e la passamaneria del padronale letto a baldacchino con tessuti dai temi floreali. 
Tutte le stanze sono attraversate dal parquet in legno pregiato; la scrivania in ebano laccato, le abat-jour e i sontuosi specchi dorati, rispettano l’opulenza del barocco veneziano ingentilita dai colori tenui e dai cristallini lampadari in vetro di Murano.
Specchiato il mobile su cui poggia una tv incorniciata (un modo per integrarla nello spazio?) e il guardaroba con piccola zona coiffeuse che costeggia il letto. 

In entrata le pareti sono rivestite da pregiati tessuti di seta e arredate da pezzi d’antiquariato; il bagno della Suite è di un candido marmo bianco con due lavandini e un’applique a fiore sullo specchio, il nécessaire per il bagno è firmato Trussardi, fornitore scelto perchè utilizza plastica riciclata proveniente dall’oceano.

Presidential Suite Giambologna

Il giardino d’inverno

Potrebbero sembrare delle donne vestite pastello di Vittorio Reggianini, o essere una scena di Chéri, il romanzo di Colette, nel Giardino d’Inverno del Grand Hotel Majestic, gli affreschi a trompe-l’oeil inizi ‘900 ricreano un ambiente naturale, fresco e arioso anche nelle giornate invernali. 

Quattro i tavolini della location, neri con sedie in ferro battuto, su un pavimento a mosaico con Stella dei Venti. I giardini fioriti rappresentati e le rondini in cielo, ci fanno pensare all’arrivo della Primavera, la stagione più lieta, quella delle nascite e dei risvegli.

Il Café Marinetti

Il Café Marinetti sembra un set alla Luchino Visconti, un bancone ricco di distillati e spirits per tutti i gusti, retroilluminati da una specchiera in stile; firmata Damman Frères la box per la scelta dei tè pregiati e Majani i cioccolati d’eccellenza di Bologna dal 1796. 
Alle pareti un film in bianco e nero, sfilano tutte le star di Hollywood e i miti del cinema che qui vi hanno alloggiato; una prorompente Sofia Loren, uno sfavillante Frank Sinatra, tra i tavolini Bruce Springsteen mentre concede degli autografi, e poi Sting, Bill e Hilary Clinton, un sorridente Benigni, e ancora Gerard Depardieu, Julia Roberts..

Luogo ideale per sorseggiare un aperitivo, un light lunch o un caffè dopo cena nell’atmosfera elegantissima ed esclusiva del suo grande salone con ampia vetrata sul soffitto. E se siete fortunati potrete godere delle musiche di Einaudi suonate al pianoforte a coda da un giovane cliente alle prime note. 

Cafè Marinetti

LE TERRAZZE PANORAMICHE

Fiorite, con putti in pietra e divine sculture, le terrazze panoramiche dell’Hotel Majestic di Bologna profumano di gelsomini e affacciano su Palazzo Fava. Poetiche per una cena a lume di candela, sono la location ideale per un aromatico gin tonic con Monkey47, il gin dalle 47 botaniche, accompagnato da finger food con salmone, noci e mousse di cotto. Domenico, il barman, vi accompagnerà nella scelta dei cocktail e vi delizierà con i suoi racconti di viaggio, tra un drink e l’altro. 

Il Ristorante I Carracci

Il nobile salone che dispone spiritualmente all’arte del mangiar bene, è quello affrescato nel XVI secolo dai fratelli Agostino e Annibale Carracci, qui nasce il Ristorante I Carracci, il più elegante di Bologna aperto anche al pubblico. 

Nella stagione estiva si può godere della cucina anche sulle panoramiche terrazze, a lume di candela, un menu che esalta la tradizione bolognese, per cui tortellini in brodo di cappone, culatello di Zibello e tagliatelle con ragù non possono mancare. Ma anche voli culinari a sorpresa come l’antipasto freddo servito con caprino, zucchine alla scapece e del mosto cotto; cetriolo e il suo sorbetto con mango a listarelle e del rafano wasabi accompagnato da un olio tipico ligure; tonno scottato servito freddo con porro, chutney di pesche, salsa di pesche allo zafferano, puntini di salsa di liquirizia; budino di patate Bologna IGP, mandorle e gelato alla crema accompagnato da un Passito Colle del Re, vino di Albana caldo e avvolgente, dagli aromi di frutta gialla, miele d’acacia e tostatura di nocciole. 
Plus de I Carracci, una carta delle Acque, una selezione di Perrier, Evian, Cerelia, Fiuggi, Filette, Panna, Ferrarelle, Sanpellegrino, per la clientela più esigente. 

Ultimo ma da scegliere per primo, il signature cocktail Roberta: Smirnoff Vodka, Cinzano Dry, Cherry Heering, Campari, Creme de Banana servito in una coppetta Martini e decorato con scorzetta d’arancia; è un tributo a Pietro Cuccoli, Capo Barman dell’Hotel Grand Baglioni dal 1933 al 1975 e vincitore della categoria “pre dinner” dell’International Cocktail Winner at Competition Saint Vincent 1963, tra 190 barman provenienti da 18 paesi del mondo. Anche la nostra adorata Loren sorseggiò da quella stessa coppetta…

Cosa fare al Lago di Garda in una giornata

Lo shopping sostenibile da Via Fratelli Lombardi 1, qualche ora in barca a prendere il sole a bordo di un Cranchi Yacht, un light lunch al Marina Club- Lounge Wine Bistrot e un giro tra i profumi delle vigne Montonale.
Tutti i consigli per una giornata ricca e piena per godere al meglio dell’atmosfera del Garda!

MONIGA PORTO

Oggi riferimento quale luogo d’incontro dinamico e smart del Lago di Garda, Moniga Porto è diventato un centro culturale, artistico e internazionale della contemporaneità italiana.
Accoglie al suo interno mostre fotografiche, servizi per la navigazione, ristorazione e concept store di nuova apertura, il Via Fratelli Lombardi 1.

Con oltre 280 ormeggi per imbarcazioni fino a 18 metri, Monica Porto è l’attracco più attrezzato e all’avanguardia del Lago di Garda ed è riconosciuto come il più prestigio nel mondo della nautica italiana.

Per una giornata immersi nel panorama bluastro del lago, con Moniga Porto potrete godervi il relax in barca affittando uno tra i modelli di imbarcazioni disponibili, assistiti in totale sicurezza e preparazione del personale specializzato.
Nel pieno rispetto dell’ambiente e del territorio infatti la struttura dal 2019 è tra gli installatori certificati di brand importanti del settore come Webasto, Garmin, Fusion e RayMarine.

Con Moniga Porto si può affittare uno yatch per una gita di giornata sul Lago di Garda

CRANCHI YACHTS

Dal 2017 Moniga Porto è inoltre concessionaria del prestigioso cantiere lombardo Cranchi Yachts, brand italiano sinonimo di eccellenza tecnologica nel settore delle imbarcazioni da diporto a motore, vero unicum nel panorama internazionale.
La storia di Cranchi Yachts inizia nel 1870, costruendo barche per chi dall’Europa raggiungeva il lago di Como, attratto dalla sua bellezza. Oggi si costruiscono yacht più grandi, con materiali all’avanguardia e con tecnologie che sono un punto di riferimento per il settore. Ma la promessa di Cranchi Yachts agli armatori di tutto il mondo è sempre la stessa: unire piacere alla bellezza. Sommare alla bellezza unica dell’acqua il piacere di possedere uno yacht che è espressione del miglior design italiano: con Moniga Porto nella meravigliosa cornice del Lago di Garda.


MARINA CLUB – LOUNGE WINE BISTROT

Fresco di apertura a maggio 2021, il nuovo bistrot Marina Club – Lounge Wine Bistrot offre, oltre alla vista strepitosa, una cucina moderna e fusion, che prende ispirazione dalle culture di tutto il mondo.
Una struttura ampia e dall’architettura contemporanea composta da ampie vetrate che lasciano attraversare la luce del Garda, due grandi terrazze vista lago e la cura del dettaglio per l’interior design.
Eventi, lanci, arte, business lunch, il Marina Club-Lounge Wine Bistrot è pronto ad accogliere ogni vostra singolare richiesta ed è aperto anche per un aperitivo in relax fronte lago.

Per il relax fronte lago l’ideale è il Marina Club Lounge Wine Bistrot che affaccia direttamente su Moniga Porto

VIA FRATELLI LOMBARDI 1 – STYLIST AT YOUR DOOR

All’interno del Marina Club, il nuovo store Via Fratelli Lombardi 1, per chi ama lo shopping di ricerca, i materiali di qualità, i progetti sostenibili e per chi non può fare a meno dello shopping nemmeno per un giorno.
Fondato da Sara Zucchini, il primo Via Fratelli Lombardi 1 si trova a Brescia, paese d’origine della padrona di casa che mira ad espandere il nuovo concetto di vendita: artigianalità, sostenibilità e made in Italy sono le keywords che fanno dello store il suo punto di forza.

Designer e brand high quality per soddisfare la clientela più attenta e più esigente, quella di Via Fratelli Lombardi 1 è una moda non convenzionale, che non si accontenta delle tendenze ma adatta a chi vuol lasciarsi scoprire da ciò che indossa.

Plus dello store, la nuova formula delivery “Stylist at your door“, l’innovativa esperienza luxury che ti permette di poter provare gli abiti tra le mura di casa, in totale comodità, intimità o tra i consigli dell’amica fidata.
Tutte le consumatrici potranno scegliere i prodotti dallo shopping online e riceverli direttamente a casa, con la possibilità di poter usufruire dei consigli di una personal stylist che ve li consegnerà a bordo di una electric car, coerenza del progetto sostenibile di VFL1.

Sara Zucchini: ideatrice del brand Via Fratelli Lombardi 1
A dx Sara Zucchini, fondatrice di Via Fratelli Lombardi 1


Il progetto, lanciato sul mercato nel comune di Brescia, è stato reso possibile grazie alla partnership con la Manelli SpA-Concessionaria Renault che ha sposato con entusiasmo l’iniziativa smart ed eco-friendly di VFL1.
Per il lancio dell’operazione è stata scelta un Renault Twingo elettrica brandizzata VFL1 – MANELLI che presto sfreccerà per le strade di Brescia e hinterland per portare lo shopping del centro anche nel salotto di casa.

Pausa shopping nello showroom Via Fratelli Lombardi 1!

MONTONALE

Su un terreno di 35 ettari intorno alla cantina, si estendono le vigne Montonale, un terreno ricco di scheletro e calcare, argilloso, che conferisce alle uve un grande potenziale in mineralità, finezza e aromaticità, essenziali per ottenere vini di estrema eleganza. Ma è grazie ai venti della zona del Garda che dobbiamo l’aromaticità delle uve, i più importanti sono l’Ora e il Pelèr: il primo arriva da Sud e soffia dal mezzogiorno al pomeriggio inoltrato, il secondo scende dalle montagne e increspa le acque dal tramonto al mezzodì del giorno dopo. Proprio sulla rotta dei due venti si trovano i vigneti di Montonale, che godono appieno di questi vantaggi e delle escursioni termiche che li caratterizzano.

Una visita alla cantina e una degustazione nella giornata sul Garda, per scoprire le forze del nostro territorio e tornare a casa con delle bottiglie per le cene con gli amici.

Seguendo il concetto di naturalezza e assenza di pesticidi, a Montonale si fertilizza con sostanze naturali, humus e stallatico, e si pratica l’inerbimento sull’interfila; la tignoletta si combatte con la confusione sessuale mediante ampolle di ferormoni, evitando così l’impiego di insetticidi.
La vendemmia è manuale, in casse forate, e coinvolge 30 addetti. Si raccoglie dalla terza decade di settembre sino alla fine di ottobre: un periodo lungo, perché vengono effettuati più passaggi nello stesso vigneto in modo da raccogliere soltanto i grappoli maturi al punto giusto.

La cantina e il vigneto Montonale: un’oasi dedicata ai vini più raffinati Garda DOC

IN CANTINA

La cantina è stata costruita con pareti in paglia di riso, materiale traspirante che garantisce un microclima salubre. Sulla copertura dell’edificio è installato un impianto fotovoltaico da 96kW, che assicura la completa autonomia energetica della struttura, riducendo drasticamente le emissioni di anidride carbonica.

LE BOTTIGLIE

Sono 6 in tutto i vini di questo appassionato impegno:

MONTUNAL Lugana, dal nome dialettale della località, è un Turbiana 100% affinato 6 mesi in acciaio sulle fecce nobili. Le sue intriganti note di pietra umida su una base fruttato-aromatica sono da sperimentare con antipasti sfiziosi (100mila bottiglie/anno, 13,50 euro in enoteca). Piacevole, immediato e al contempo elegante e complesso, Montunal esprime la più schietta identità del territorio di Lugana.

ORESTILLA Lugana, da uve Turbiana in purezza, è maturato 8 mesi sulle fecce nobili e 10 mesi in bottiglia. Sensazioni di frutta esotica, zafferano e pietra focaia per un bianco dal gusto sapido e deciso, la cui mineralità accompagna egregiamente zuppe di pesce (7mila bottiglie, 28 euro in enoteca). Il “fratello maggiore” di Montunal deve la sua impronta ricca e complessa alle caratteristiche peculiari del vigneto omonimo, con un’eccellente esposizione a Sud.

ROSA DI NOTTE Chiaretto Garda Classico è un’unione di Groppello, Marzemino, Barbera e Sangiovese. Gli acini macerano a freddo per una notte e donano al vino una tinta rosa brillante. Note floreali e fruttate, acidità vivace, è un vino eclettico da provare con fritture di pesce o di verdure (13mila bottiglie/anno, 13,50 euro in enoteca).“Pretty in pink”: versatilità e piacevolezza ma con un taglio per nulla scontato, Rosa di Notte è l’omologo del Montunal vestito di rosa.

PRIMESSENZA Brut Metodo Classico Millesimato, è la versione spumeggiante del Lugana, da uve Turbiana 100%. Le uve sono raccolte alle prime luci del mattino, per preservarne la freschezza. Affinamento delle basi in acciaio per 8 mesi sulle fecce nobili, seconda fermentazione in bottiglia, 30 mesi di permanenza sui lieviti. Vivace acidità minerale, cremosità, è una bollicina che non teme abbinamenti ricercati (6mila bottiglie/anno, 25 euro in enoteca). Un Lugana rifermentato in bottiglia dove il vitigno è spinto all’ennesima potenza, trovando nuove modalità espressive. Una sfida da lanciare nelle migliori vendemmie.

LA VENGA Vino Rosso, nasce da uve Marzemino e Barbera, matura 8 mesi in vasche d’acciaio e 6- 8 mesi in bottiglia. Il sorso è equilibrato, intensamente fruttato. La piacevole acidità lo rende perfetto abbinamento a primi piatti corposi (16mila bottiglie/anno, 16 euro in enoteca).
La vivacità della Barbera si fonde alla morbidezza del Marzemino; frutto croccante e vibrante personalità, un vino eclettico che invita al riassaggio.

LA CONTA è un taglio Cabernet Sauvignon e Merlot affinato almeno 12 mesi in tonneau e 18 mesi in bottiglia. Complessità, accenni speziati, tannini setosi: un grande vino da carne rossa e formaggi stagionati (5mila bottiglie/anno, 28 euro in enoteca).
Racchiude l’autorevolezza e l’eleganza che caratterizzano l’unione dei due vitigni; arriva da un podere dall’antica vocazione per le uve a bacca rossa e porta in sé il ricordo del bisnonno Francesco e del suo primo vigneto piantato a Montonale.

Glamping Canonici di San Marco, lusso in una tenda


Lei è un ex avvocato civilista con la grande passione dell’interior design. 
Un giorno decide di allestire una tenda nel giardino di casa e di arredarla con i pezzi d’antiquariato e design acquistati in qualche mercatino o in qualche viaggio in giro per il mondo. Invita gli amici a rilassarsi in questo nuovo spazio concepito a suo gusto e somiglianza ed è subito un successone; il pubblico digitale rincare la dose e le foto della tenda arrivano agli occhi di un giornalista che decide di recensirla. Da una grande passione, quella tenda, si trasforma in un grande business, è il caso di dirlo, perchè oggi il Glamping Canoni di San Marco di Venezia ne accoglie ben sei e tutte con stili e arredamento differenti. 

La zona notte della suite-tent del Glamping con un lussuoso letto matrimoniale
L’interno di una delle tende luxury del Glamping Canonici di San Marco, in provincia di Venezia
Ampia vista sulla natura, luci glamour e un albero fiorito all’interno di una luxury tent del Glamping Canonici
Angolo relax con prosecco e calici per godere di un tramonto all’interno delle tende del Glamping Canonici di San Marco



Suite Le Rose 

Ultima delle due bimbe in casa Canonici, la Suite Le Rose è un vero gioiellino, padrone il letto della stanza con testata in stile Impero e capitonné in rosa antico; al centro una grande lampada balinese con medaglie in madreperla; in un angolo un carrellino rotondo vintage con bordi dorati e due poltrone restaurate con trama veneziana e passamaneria; al lato opposto si contrappongono due sedute moderne gold con cuscino in palette. 
Due sono i quadri della tenda, uno rettangolare e lungo in gobelin che rappresenta delle scene d’amore ricordando vagamente un Boucher un poco più sobrio, e un dipinto con un vaso bianco e delle rose striate d’arancio. A terra, a creare dei punti luce caldi, delle piantane acquistate da un rigattiere veneto, e dei tappeti persiani che rendono l’ambiente ancora più accogliente. 
I pezzi più belli, e certamente i più importanti, sono le credenze trasformate in armadi, delle cristalliere con base in legno intarsiato, un tempo dedite alle collezioni da tavola, alle teiere in argento, alle porcellane della nonna. 



Alle spalle del letto, una consolle recuperata da un’antica casa senza eredi, mentre due tende a mo’ di sipario con maxi fiori, si aprono per far spazio alla piccola stanza da bagno dove un rettangolare lavandino dorato crea dei bellissimi giochi di luce. A fare da appoggio un vecchio como’ in legno dove si posa una piccola abat-jour in rosa tenue con la base bronzo. Un’applique al centro dello specchio regala luminosità grazie alle gocce di cristallo che catturano i raggi di sole. 
La base della doccia è invece la sezione in pietra di una fontana; nell’ambiente un’aria di rose grazie 
alla profumazione per ambiente di Acqua delle Langhe e uno stile boudoir dovuto alla piantana con pizzi e nappine. 



La cura maniacale dell’arredamento forma nell’insieme un ambiente raffinato, autentico e originale, con un tocco demodè eppure ricco di charme. 
La suite Le Rose è un vero gioiellino del Glamping Canonici di San Marco, che vi attende con un servizio a tema “Chic Pic Nic” per chi desidera cenare con il suono delle cicale o steso sul comodo letto balinese a uso esclusivo che si trova nel giardino.
Un cesto con pietanze calde e piccoli barattoli di verdure sott’olio, pane, dessert, piccola pasticceria e un thermos con del caffè caldo, una bottiglia di vino, acqua e un candelabro in argento con candela per creare atmosfera.

 

La colazione viene servita nel casale del ‘600 ristrutturato, un tempo adibito ad alloggio per i contadini che curavano gli animali presenti nell’agriturismo di fronte alla struttura. 
Oggi il Glamping, che sorge nella proprietà seicentesca del socio di Emanuela, Alessandro ed è gestito insieme alla moglie Monica con grande passione per l’accoglienza e per l’interior design, presenta un tavolo per il breakfast buffet con scelta di torte fatte in case, croissant farciti, marmellate fresche e succhi di frutta. Nessun tovagliato a parte i runner colorati, ma eleganti sottopiatti in legno e posate in acciaio inox decorate. Sulle pareti in mattoni una cornice racchiude una bellissima collezione di borsette vintage a manico e dettagli preziosi. Le sedie hanno una comoda seduta e sono in rafia intrecciata; il pavimento rispetta la tradizione ed è stata lasciata la pietra rossa toscana. 

Esattamente a Mirano, la “Terra dei Tiepolo” si trova il Glamping con 6 tende arredate in stili diversi tra loro; intorno un immenso parco dove poter passeggiare in solitaria e indisturbati, anche la notte, accompagnati solo dalla luce di una candela in un’atmosfera magica e quasi fuori dal tempo.




Glamping Canonici di San Marco
Via Accoppè Fratte 14
Mirano Venezia
[email protected]

Tenuta Casenuove, l’abbraccio toscano tra Arte e Vino

Un tempo questa valle era una culla colma d’oro, l’abbraccio di una grande madre che accoglieva tanto grano che, nelle soleggiate giornate estive, risplendeva al punto da sembrare oro.
Oggi il grano è stato sostituito dai vigneti, il vero oro della Toscana, la produzione ricca e redditizia del meraviglioso vino Chianti Classico. Tenuta Casenuove sostiene uno dei nostri gioielli italiani e si dedica alla produzione di vini eccezionali proprio in Panzano in Chianti, sedotti dal luogo e dalle splendide vallate che si estendono di fronte a questa antica struttura restaurata, nelle infinite tonalità di verde e nell’inconfondibile azzurro terso del cielo.

La luce della Toscana è certo più viva che altrove, rallegra i cuori più tristi, ce lo ricorda anche Audrey Wells in “Sotto il sole della Toscana“, nel film basato sull’omonimo romanzo della scrittrice Frances Mayes, quando un’americana da poco separata, riscopre gli amori più puri nella terra del sole, del buon cibo e del buon vino.

E’ molto probabile che anche Philippe Austruy, classe 1949 e proprietario della Tenuta, si sia lasciato sedurre dall’energia magnetica di questi luoghi e abbia scelto, nel 2015, di iniziare questa grande avventura nella produzione di vini.

La ristrutturazione della villa è avvenuta nel pieno rispetto della sua natura, mantenendo gli aspetti architettonici, le travi a vista, restituendone la storia con il riutilizzo delle travi portanti per il pavimento in legno di rovere.

Il sentiero in entrata è elegante ed armonico, impreziosito dalla coltivazione delle rose bianche e rosse, e colorato dalle piante di limoni. La vallata, in ogni angolo la si guardi, è un quadro impressionista e ricorda talvolta le opere di Monet.



La partnership con Galleria Continua

Da sempre amante dell’arte, Monsier Austruy accoglie nella sua tenuta le installazioni di Pascale Marthine Tayou, sculture in cristallo che sono i “geni di Casenuove”, gli abitanti del progetto della tenuta, rendendogli così omaggio con oggetti che caratterizzano il loro ruolo, il mestiere, le peculiarità. Sono rastrelli, pale, innaffiatoi, divertente sarà riconoscerli quando avrete avuto l’onore di passare del tempo con Alessandro Fonseca, esperto agronomo e caposaldo della Tenuta, e con il team di enologi under 40 tra cui Cosimo Casini e Maria Sole Zoli.

“Le Radici dell’Arte” è il nome del progetto artistico inaugurato nel 2020 in collaborazione con Galleria Continua, in espansione e sempre in movimento come per le opere nella Galleria di Panzano, uno spazio espositivo dove poter degustare vino e al tempo stesso godere dell’opera d’arte. Un matrimonio storico che sottolinea l’importanza della cultura, delle radici, della terra, la profonda esigenza dell’uomo di ritrovare se stesso nell’espressione più vera della natura. La vista della Galleria è incantevole, ma non poteva essere diversamente in questa terra meravigliosa, dove il tramonto diventa un rito quasi religioso.

Agriturismo La Torre di San Martino

Per godersi a pieno il relax, accanto alla Tenuta Casenuove, l’Agriturismo La Torre di San Martino ha realizzato una grande piscina in mezzo al verde; dalle suite ammobiliate con pezzi di design e antiquariato, come vecchie credenze e preziosi comò con intarsi barocchi nel legno, si gode di una vista mai vista prima, e la sera, solo un leggero cicaleccio.

Massima cura per i dettagli per ogni stanza della tenuta, nei bagni anche la vasca con i piedi di leone ha la sua personale veduta: da una piccola finestrella spuntano dei boccioli di rosa mossi dal vento. Al soffitto scintillanti chandelier che catturano la luce del sole e il grande patio all’ingresso è allestito per deliziarvi con una ricca colazione fatta di frutta succulenta, sani concentrati di frutta e golosi croissant ripieni.

Il territorio

Tenuta Casenuove sorge a Panzano su uno dei migliori terreni del Chianti Classico. Grazie all’esposizione a sud-ovest e alla composizione prevalentemente scistoso-calcarea, i terreni dei vigneti sono ottimamente esposti, caldi e ben drenanti. Questi presupposti sono le caratteristiche di base per una viticoltura di qualità.

Tenuta Casenuove si trova al centro di una delle zone vitivinicole più conosciute della Toscana, il Chianti Classico. Le denominazioni presenti in questo territorio garantiscono al vino qualità e autenticità; il Chianti Classico è infatti uno dei vini più nobili al mondo e si fregia del nome della terra da cui nasce, nel rispetto di norme severe che ne tutelano e garantiscono la qualità.

Immagine dell’esterno della Tenuta Casenuove che si affaccia su vigneti e oliveti

Il restauro dei vigneti

Anche i vigneti di Tenuta Casenuove sono stati “rivisti” ; ben un ettaro e mezzo di Cabernet Franc, un ettaro e mezzo di Cabernet Sauvignon e due ettari di Sangiovese, vengono reimpiantati rendendo quest’ultima la varietà principale per superficie vitata presente in azienda.

L’innovazione: il passaggio al biologico e il progetto delle Terrazze

La produzione è biologica ed entra a far parte dal 2018 dell’Unione Viticoltori di Panzano, il primo bio-distretto vitivinicolo d’Italia.

Un’altra opera innovativa del team Casenuove è “Le Terrazze”, un progetto che consiste nel restauro dei terrazzamenti semi-abbandonati che scendono lungo la collina verso il fiume Pesa. Seguendo i principi di questa vera e propria “arte” (dal 2018 inserita nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità dall’UNESCO), sono stati piantati vitigni autoctoni coltivati ad alberello lamolese, tipico e tradizionale del luogo.

I vini rossi della Tenuta Casenuove: Chianti e IGT Toscana

I Vini

Sono quattro le etichette prodotte da Tenuta Casenuove:

IGT Toscana Rosso
un vino dal colore intenso, un bouquet ricco di frutti neri e rossi con un aroma di spezie e note minereali

Chianti Classico
80% Sangiovese, 15% Merlot, 5% Cabernet Sauvignon, un vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi tendenti al viola; con aromi di lampone, violetta e ciliegia, si distingue in bocca per la freschezza della frutta rossa smorzata da una leggera nota sapida sul finale.

Chianti Classico Riserva
100% Sangiovese, si presenta austero al palato, con un bouquet fine comprendente sentori di frutta rossa e ciliegie e note di legno nobile.

Ziik Rosé
Ultimo arrivato della gamma di Tenuta Casenuove, è un vino spumante 100% Sangiovese, originale per il suo bouquet di rosa, in bocca presenta note di frutta rossa, fragolina di bosco e ribes. Si distingue per un finale asciutto e persistente ed è adatto anche da miscelare per cocktail speciali estivi.

Il cofanetto con una bottiglia di vino Zik Rosé e di olio extravergine d’oliva della Tenuta Casenuove

Casenuove SARL

Località San Martino a Cecione
50022 Panzano – Greve in Chianti Italia
Tel +39 055 85 2009
[email protected]

Nail Art, la passione dell’estate per Lui e per Lei

Uomini e donne hanno una nuova ossessione: le unghie!
Tinta unita, fantasie, fluo, a specchio, l’importante è che siano colorate!
PassioneUnghie è il brand che ha messo tutti d’accordo, regalando una vastissima scelta di tonalità per lui e per lei da crearne dipendenza.

La tendenza lemon twist conferma la voglia di colori energici per questa estate: dal pastello al giallo limone e al fluo.

Nella collezione PassioneUnghie infinite le tonalità di giallo: SP29 Lemon Party, SP75 Banana Milkshake, SP167 Pineapple, SP169 Apple Pie, SP191 Yellow Fluo Glitter e SP250Rollcaster,  tutti pigmentati e super coprenti sin dalla prima applicazione.

NOON by FEDEZ

La collezione NOON by FEDEZ è una linea Smalti Gel Polish nata in collaborazione con il cantante Fedez.

Layla Cosmetics è lieta di annunciare la collaborazione con l’artista italiano più seguito sui social, creatore di tendenze e che soprattutto, più di tutti, ha sradicato il concetto di uso smalto solo per la donna.

NOON by Fedez è per lui e per lei e si compone di sei esclusivi smalti semipermanenti e uno speciale starter kit che comprende una lampada Easy Lamp Led, una base top, un buffer, uno sgrassante, un solvente, un nail art brush, due smalti Gel Polish.

“Noon by Fedez” racconta, con le sue sfumature e la sua energia, le passioni, i sogni, le visioni dell’artista:

On Air: Rosso, vivace come brillanti luci led.
Moon Safari: Top coat trasparente fluorescente può esser applicato su ogni colore per renderli luminosi al buio.
Slime: Giallo lime, fluo brillante prende nome dalla sua speciale consistenza sliny.
Faded: Gesso, il bianco si perde nella luce.
Lobster: Arancio, forte e vivido.
000000: Nero, intenso e assoluto.

Il packaging, pensato insieme a Fedez, è sostenibile, il contenitore in vetro infatti è avvolto da uno speciale
film bio che sostituisce la plastica (Earthfirst® PLA BCFB), una confezione rivoluzionaria e piacevole al tatto, le cui linee sono esaltate da sfumature degradè.

L’incontro con Fedez nasce dal comune desiderio di creare qualcosa di unico per le appassionate e gli appassionati di smalti, un prodotto che concede a tutti di esprimere la propria personalità e giocare con lo stile e i colori, divertendosi e stupendoBabila Spagnolo, CEO di Layla Cosmetics.

Fedez e Layla Cosmetics hanno deciso di devolvere una parte delle vendite al progetto “Piccoli Ospiti” di Fondazione
Pangea Onlus, progetto a sostegno delle donne ed i figli vittime di violenza.

“Noon by Fedez” è in vendita presso i migliori retailer di beauty e sul sito laylacosmetics.it

Il cofanetto per nail art NooN by Fedez: una capsule collection di smalti semipermanenti

FLUO anche le FLUO CAT’S EYES di PassioneUnghie

5 smalti semipermanenti, nuovo must have dell’estate 2021.

L’intramontabile effetto “velluto” Cat’s Eyes incontra i colori fluo in una collezione di semipermanenti dai colori vitaminici che uniscono l’energia delle nuances Fluo ai pigmenti magnetici dell’effetto “occhi di gatto”. Il risultato sarà un effetto “velluto”, brillante e cangiante, molto evidente alla luce del sole.

L’effetto cangiante è reso possibile grazie all’utilizzo del magnete che permette di creare riflessi unici e luminosi da sfoggiare sotto il sole. I colori di questa collezione racchiudono al loro interno dei finissimi micro-glitter che grazie all’uso del magnete, creano luminose sfumature.

Inoltre, se esposti alla luce UV, ogni colore della nuova collezione Fluo Cat’s Eye rivelerà un uno straordinario effetto fluo diventando fluorescente.

Le nuances: SP264 Fuxia Fluo Cat’s Eyes, SP265 Pink Fluo Cat’s Eyes, SP266 Orange Fluo Cat’s Eyes, SP267 Lime Fluo Cat’s Eyes, SP268 Green Fluo Cat’s Eyes, tutte molto pigmentate e coprenti sin dalla prima applicazione.

Il cofanetto PassioneUnghie Cat’s Eyes: la collezione di smalti fluo per nail art


E per chi ha la continua voglia di cambiare, le HOLO STRIP di PASSIONEUNGHIE sono la scelta più semplice e più veloce.
Si tratta di strisce olografiche che donano riflessi luminosi ed originali e un tocco glam a qualsiasi manicure: gli Holo Strip, infatti, non solo esaltano il colore di smalto semipermanente sui cui vengono applicate ma creano una nail art ad effetto cangiante e olografico.

Una manicure per vere glam addict, anche Chiara Ferragni ha scelto le Holo Strip per completare il suo total look al Festival di Cannes.

L’esclusiva Holo Strip Collection by PassioneUnghie si compone di quattro bellissime colorazioni: Sky (color argento con riflessi azzurri e viola), Pink (colore rosa con riflessi lilla e argento), Coral (arancione corallo) e Yellow (giallo con riflessi arancioni). Le strisce sono disponibili in due diverse dimensioni, da 1 e 6 mm.

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Visconti lancia la nuova collezione di penne Opera Demo Carousel – il video

Visconti lancia la nuova collezione di penne Opera Demo Carousel con un video promozionale

Protagonista la star Petite Meller tra i luoghi più affascinanti di Firenze
Per la prima volta nella sua lunga storia, la maison fiorentina di strumenti per scrittura luxury sceglie di ampliare il suo messaggio a un mondo lifestyle internazionale

Visconti debutta nell’universo lifestyle con la nuova collezione di penne Opera Demo Carousel, realizzate da maestri artigiani toscani fondendo arte, eleganza e cultura pop.
La storica maison fiorentina, da oltre trenta anni leader nel settore delle penne luxury, sceglie Petite Meller per il video di presentazione della neonata linea in chiave glam e dal respiro internazionale.
L’artista reinterpreta una Maria Antonietta in chiave contemporanea che si muove tra le vie del capoluogo toscano, ben conciliando l’estetica illuminista respirata alla corte di Versailles e l’iconico design del modello Opera.


La nuova collezione Opera Demo, che comprende la penna stilografica, la roller e la versione a sfera, ha come elementi distintivi le trasparenze classiche delle penne demonstrator e i colori brillanti delle giostre parigine. Per la realizzazione di ogni variante di colore della Opera Demo sono stati scelti tre tipi di resina acrilica semitrasparente, che donano lucentezza e unicità; la resina subisce una lavorazione che conferisce a tutta la penna un particolare dinamismo. Tutte le metallerie sono rifinite in palladio e lucidate a mano in laboratorio da artigiani specializzati. La versione stilografica e la roller presentano la chiusura a baionetta brevettata da Visconti, ogni versione monta l’iconica clip ispirata a Ponte Vecchio, che conferisce alla penna maggiore
luminosità.
In particolare, la versione stilografica della Opera Demo Carousel presenta il pennino in oro 14kt prodotto internamente da Visconti, l’asta interna del sistema di caricamento power filler tornita e trasparente che rivela l’inchiostro e l’iconico serbatoio double reservoir, brevettato nel 1998, che permette di gestire il riempimento dello strumento attraverso due serbatoi comunicanti, ma allo stesso tempo indipendenti, che garantiscono la massima sicurezza durante gli spostamenti come i voli in aereo, evitando perdite di inchiostro.

Il nostro obiettivo, condiviso anche con gli azionisti, è quello di trasformare Visconti da azienda orientata al prodotto a un lifestyle brand aperto alla nuove generazioni, nell’arco di cinque anni.
L’ultima collezione Opera Demo Carousel rappresenta un passo verso questo cambiamento, concependo un prodotto ricercato a livello estetico, che fa del colore e delle trasparenze il suo punto di forza, e che propone elementi tecnici di rilievo a un prezzo estremamente competitivo
”, spiega Francesco Poggesi, CEO Visconti.

Petite Meller interpreta Opera Demo Carousel Collection

MOVIE

Il movie di lancio della collezione Opera Demo Carousel si ambienta nella città di Firenze e vede come protagonista la celebre cantante e artista poliedrica francese Petite Meller che, alla ricerca di ispirazione per la composizione di una nuova canzone, parte per un viaggio insieme alla nuova penna Visconti, con la quale fissa su carta i suoi pensieri. Visconti sceglie come location alcuni dei luoghi più affascinanti e ricchi di heritage di Firenze, uscendo dalla logica ritrita della città-museo a cielo aperto e raccontando un mondo più intimo fatto di realtà che, come Visconti, hanno una vera storia da raccontare.


Così, l’artista protagonista si muove all’interno della Galleria Romanelli, un luogo affascinante che trova le sue origini nell’800, passando per lo storico caffè Rivoire, cioccolateria fondata nel 1872 e oggi luogo di culto, fino a coinvolgere Filistrucchi, la più antica bottega di Firenze, tramandata di padre in figlio per ben nove generazioni, che dal 1720 produce parrucche, barbe, baffi, toupet, maschere e protesi per teatro, cinema, televisione e moda.
All’interno di questo scenario si inserisce Visconti che comunica, per la prima volta dalla data di fondazione, a un mondo che non si limita al solo collezionista o al tecnofilo degli strumenti da scrittura. Anche grazie alla forza espressiva di Petite Meller il messaggio di Visconti si fa più ampio e abbraccia chi è alla ricerca di un accessorio artigianale di alta qualità, un oggetto funzionale e di alto valore estetico che, come l’orologio o la borsa, diventa status symbol da godersi e da esibire.
La scelta di comunicare il lancio della nuova collezione con uno short movie che coinvolge la presenza di Petite Meller è per l’azienda la risposta alla richiesta di una clientela internazionale che vede nella penna uno strumento funzionale e al tempo stesso un accessorio da abbinare ad un total look, un oggetto di design che è rappresentazione stessa della personalità di chi lo utilizza.
Allo stesso tempo Visconti, con il design della nuova collezione e una comunicazione che mira all’estetica, parla ad una clientela in costante evoluzione e che coinvolge sempre più l’universo femminile, spesso poco considerato dalle aziende che producono strumenti da scrittura e che vedono nella penna uno strumento dedicato principalmente all’uomo.

Quando nasce l’ azienda? 1988
A chi appartentiene la proprietà dell’Azienda e quali le figure di vertice?

Visconti è attualmente un’azienda leader nel settore degli strumenti da scrittura. Già a partire dagli anni 90 si è sempre distinta per i suoi prodotti realizzati con materiali particolari come polvere di lava, celluloide e bachelite, e dai colori accesi prodotti a Firenze nei laboratori e nell’officina interna all’azienda. La proprietà che detiene la maggioranza delle quote in questo momento ha partecipazione estera. Nel 2018, quando l’ultimo dei fondatori dell’azienda ha ceduto le sue quote, è subentrato come nuovo CEO di azienda Francesco Poggesi.

Chi è Francesco Poggesi, CEO di Visconti e da quando entra a far parte dell’Azienda?

CEO di Visconti dal 2018, Francesco Poggesi, nato a Firenze, ha un background come manager nel mondo del lusso e della moda, infatti, dopo aver ricoperto importanti incarichi per brand come Gucci Group (Gucci Division e Boucheron), Amedeo Testoni, Salvatore Ferragamo e Borbonese, ha intrapreso un percorso strategico che mira a riposizionare Visconti come brand Lifestyle.


Come avete chiuso il 2020 in termini di fatturato? Avete risentito delle chiusure determinate da Covid-19?

Il fatturato dell’azienda si attesta intorno ai 5 milioni di Euro. La crisi derivante dalla pandemia ha influito circa sul 20-25% del fatturato, considerando il contesto economico dovuto alla situazione e alla nostra rete vendita che si basa principalmente sulla distribuzione, fortemente colpita anche e soprattutto a causa dell’impossibilità della clientela di recarsi fisicamente presso i negozi dei nostri rivenditori. La scelta strategica legata ad uno sviluppo prodotto posizionato su una fascia prezzo che ha risentito meno della crisi (come le nostre limited edition), unita agli investimenti continuativi nel digitale, ci hanno portato a chiudere il Q1 superando le stime di budget.

Previsioni sul 2021?

Per il 2021 prevediamo di recuperare un 30/35 % del fatturato rispetto al 2020 (intorno a 5.3 milioni di Euro) che si va a tradurre in un incremento del 7/10% rispetto al 2019


Quali sono i mercati nei quali siete distribuiti? Quali quelli che vorrete approcciare?

La nostra distribuzione si estende in maniera capillare in tutto il mondo. Gli Stati Uniti, con cui collaboriamo da circa dieci anni, sono il nostro partner principale, per poi passare all’Europa, dove l’Italia si conferma come leader. I mercati nuovi da approcciare sono i sicuramente nell’area di maggiore potenziale, come quella del Far East, dove in parte siamo già presenti (Cina, Giappone, Corea, Taiwan e Hong Kong), e il Medio Oriente, dove prevediamo di crescere anche a livello retail.

Quali sono gli step più significativi che hanno caratterizzato la storia dell’azienda?

Visconti nasce dall’idea di due amici di trasformare una passione in un business. Le numerose innovazioni introdotte nel mondo degli strumenti da scrittura, come i sistemi di caricamento Power Filler e Double

Reservoir, il sistema di chiusura a baionetta e l’iconico calamaio da viaggio, hanno reso l’azienda nota a livello internazionale. L’acquisizione da parte della proprietà saudita che detiene la maggioranza dell’azienda ha permesso a Visconti di continuare a crescere nel corso del tempo e ad essere riconosciuta per l’utilizzo di materiali innovativi e colori vivaci. Altro traguardo molto importante degli ultimi anni sono state le diverse collaborazioni con designer e architetti di fama internazionale, come la IOPENNA realizzata da Gaetano Pesce, che hanno aperto la strada ad un approccio più fresco e innovativo, rivolto al mondo lifestyle.

Vengono usati materiali eco-sostenibili nelle vostre collezioni?

Abbiamo una collezione, chiamata Eco-Logic, creata con bioplastica di canapa e racchiusa da un box realizzato in materiali riciclati

Dove vengono prodotte le collezioni?

Sia i materiali che la produzione delle penne sono tutte interne all’azienda e made in italy

Quale è il target di riferimento dei vostri prodotti?

Amanti della scrittura, degli accessori di lusso e degli accessori prodotti in serie limitata

Quali sono i progetti futuri ai quali lavorerete?

Sicuramente prevediamo di consolidare i mercati già esistenti e rafforzare la nostra presenza dove c’è più potenziale sia a livello fisico che digitale. Le tre aree nelle quali vogliamo investire maggiormente sono i canali digitali, le nuove partnership con i Department Store e, tra un paio di anni, il canale del Travel Retail. Stiamo lavorando per rendere sempre più efficiente il dipartimento produttivo interno, che per noi è tra i principali punti di forza. In fine stiamo lavorando alla rivisitazione della nostra linea di orologi e alla realizzazione di progetti esclusivi per i nostri canali retail, principalmente quello online.

Cosa significa per voi debuttare nel mondo lifestyle? Quale traguardo rappresenta?

Debuttare nel mondo lifestyle significa per noi raggiungere una fetta di mercato completamente diversa da quella attuale. Il classico collezionista verrà affiancato da una clientela internazionale composta da uomini e donne che hanno una modalità di acquisto diversa e un approccio molto più digitale. Il core business dell’azienda resterà comunque la penna e verranno introdotte delle nuove categorie di prodotto, connesse al mondo degli strumenti da scrittura, che aiuteranno a veicolare al meglio i valori di italianità, artigianalità e innovazione che da sempre ci caratterizzano.

Cosa rappresenta la collezione Opera Demo Carousel?

L’Opera Demo Carousel nasce da una collezione iconica Visconti, rivisitata in chiave Lifestyle e interpretata come un vero e proprio accessorio. La collezione unisce la tecnica ai colori e viene lanciata sul mercato a un prezzo molto competitivo rispetto ai particolari tecnici che la caratterizzano (sistema di caricamento Power Filler Double Reservoir, chiusura a baionetta e pennino in oro 14kt prodotto in house), la forma e le diverse colorazioni la rendono estremamente versatile sia per un uomo che per una donna.

Quali le collaborazioni più importanti che avete realizzato?

Tra le collaborazioni principali realizzate negli ultimi anni c’è sicuramente quella con Gaetano Pesce, designer e architetto di fama internazionale, che ha disegnato la nostra IoPenna, opera da collezione e strumento di scrittura innovativo dal corpo duttile in resina soffice.

Astra SkinCare per lui e per lei

SELF CARE

A seguito della pandemia da Covid19 le priorità dei consumatori beauty sono cambiate. La maggior parte di essi dedica oggi più tempo alla cura di sé. La parola self-care diventa ancora più centrale nelle giornate di tutti noi. Sempre più studi affermano che prendersi cura di sé produce benefici sia sul nostro corpo che sulla nostra mente, abbassando i livelli di adrenalina e del cortisolo. La beauty routine diventa così un efficace metodo per combattere ansia e stress. Bastano davvero pochi minuti e i prodotti skin care giusti per regalarsi dei piccoli gesti quotidiani di bellezza che migliorano il nostro benessere e il nostro umore! 

SKIN CARE E LA ROUTINE PERFETTA

La skin care quotidiana è una delle azioni più importanti da compiere al fine di poter mantenere una pelle liscia ed idratata. Una corretta pulizia del viso è uno dei punti fondamentali per il mantenimento di una pelle sana, eliminando tutte le tossine che si depositano nei tessuti epidermici. Una routine fondamentale che prevede una serie di step e di prodotti in grado di prendersi cura del proprio corpo in maniera delicata ed efficace

GREEN BEAUTY E TRASPARENZA

I consumatori sono ormai sempre più orientati alla “green beauty” e cioè all’acquisto di prodotti cosmetici che abbiano ingredienti di origine naturale, che siano rispettosi dell’ambiente e della persona. Astra, come beauty brand, vuole cogliere l’opportunità di essere sempre più vicino ai suoi consumatori, continuando a comportarsi in modo etico, trasparentee proponendo, anche nel caso della skin care, formulazioni fino al 99% di ingredienti di origine naturale, favorendo così un acquisto consapevole.

La nuovissima linea ASTRA SKIN, arrivata sul mercato proprio in questi giorni, risponde a queste caratteristiche.
10 prodotti all’interno di un BEAUTY ORGANIZER, una box ecosostenibile in cartone antigraffio e resistente all’acqua, proveniente da risorse rinnovabili e certificate. Ma, soprattutto, riciclata, riciclabile e riutilizzabile come contenitore.
 
Una linea per una “green” beauty routine sana grazie alle formulazioni fino al 99% di ingredienti di origine naturale, genderless e per tutte le età, dalla Generazione Z agli over 60

SCRUB VISO DELICATO
Scrub viso dal potere dolcemente esfoliante e rigenerante, lascia la pelle luminosa e uniforme, pronta a ricevere tutti gli step successivi della skin-care routine. 

FORMULA
Perlite di origine vulcanica che esfolia delicatamente stimolando la rigenerazione cellulare. Estratto di amarena, ricco di vitamina C dalle note proprietà antiossidanti e tonificanti.
Estratto di mirtillo dal potere rigenerante e sferette di amido e cellulosa, che aiutano ad eliminare le cellule morte. La pelle appare rinnovata, luminosa ed elastica.

Utilizzare da una a tre volte a settimana su viso e collo leggermente inumiditi per un effetto più delicato, oppure sulla pelle asciutta per un trattamento più intenso.

MOUSSE DETERGENTE DELICATA
Mousse detergente delicata che purifica la pelle del viso rimuovendo le impurità lasciandola pulita e idratata. Perfetta per una detergenza quotidiana, rispetta il PH fisiologico della cute. 

FORMULA
Estratto di mirtillo ricco di sostanze antiossidanti che rafforzano la difesa cutanea nei confronti dei radicali liberi. Acidi ialuronici di diverso peso molecolare idratano la pelle su diversi strati di profondità. Proteine del riso dalle note proprietà emollienti.

TONICO VISO RIEQUILIBRANTE
Tonico leggero, riequilibrante e lenitivo capace di depurare la pelle in profondità restituendole elasticità e tono allo stesso tempo. 

LOZIONE VISO IDRATANTE E LEGGERA
Lozione fresca e leggera formulata per aiutare a rinforzare la barriera idratante della pelle, controllando allo stesso tempo l’eccessiva produzione di sebo e riducendo la visibilità dei pori dilatati. 
Acque floreali ad azione decongestionante e addolcente, in particolare Acqua di fiori d’arancio e rosa rossa Pantenolo e Aloe vera dall’azione lenitiva e calmante Liposomi di acido ialuronicog arantiscono una miglior veicolazione e rilascio graduale dell’acido ialuronico stesso. Senza alcool, contiene una fragranza priva di allergeni.

SIERO VISO RIGENERANTE
Siero viso a rapido assorbimento che, grazie alla presenza di un importante concentrato di acidi della frutta (AHA), garantisce un’esfoliazione naturale e delicata. 

Il suo prezioso elisir è una miscela di cinque estratti botanici quali mirtillo, canna da zucchero,zucchero d’acero, arancia e limone:un boost energetico capace di sollecitare i processi di rigenerazione cellulare e garantire radiosità ed elasticità alla pelle. Attenua piccole rughe e la formazione di impurità, migliorando allo stesso tempo la grana del viso

CONTORNO OCCHI CREMA ANTI-FATICA
Crema contorno occhi dal potere liftante. Distende l’area perioculare, minimizza rughe e occhiaie, idratando la pelle e attenuando i segni della stanchezza allo stesso tempo. 

FACE MASK EMOLLIENTE RIVITALIZZANTE
Questa maschera in tessuto è capace di dissetare la pelle con un ricco blend di preziosi ingredienti lenitivi.Dona una profonda sensazione di sollievo e benessere, garantendo un effetto emolliente e idratazione.
Adatta anche come trattamento doposole, per una pausa di morbidezza e relax
IL TEST STRUMENTALE condotto su 20 volontari con cute secca o tendenzialmente secca ha rilevato un aumento significativo dell’idratazione cutanea dopo una singola applicazione. 

FACE MASK IDRATANTE NUTRIENTE
Questa maschera in tessuto agisce come un trattamento nutrendo a fondo la pelle e garantendone l’idratazione.La lozione di cui è imbevuta è un boost dall’azione emolliente e rivitalizzante, per una pelle visibilmente più elastica, rimpolpata, morbida e naturalmente luminosa
IL TEST STRUMENTALE condotto su 20 volontari con cute secca o tendenzialmente secca ha rilevato un aumento significativo dell’idratazione cutanea dopo una singola applicazione. 

FACE MASK PURIFICANTE SEBONORMALIZZANTE
Maschera in tessuto capace di purificare e riequilibrare la pelle, tonificandola e migliorandone l’aspetto allo stesso tempo.Come un siero dalle proprietà astringenti, la sua lozione è una carezza perfezionante per una pelle levigata e compatta, naturalmente opacizzata
IL TEST STRUMENTALE condotto su 20 volontari con cute grassa ha rilevato una riduzione significativa del sebo cutaneo dopo 15’ e 30’ dalla prima applicazione 

EYE PATCH ENERGIZZANTE DECONGESTIONANTE
Questo patch occhi illumina e distende lo sguardo spento grazie a una formula ultra-fresca che conferisce una dose extra di idratazione,riducendo i segni della stanchezza. Il contorno occhi risulta riposato, tonificato ed energizzato.

Art Hotel Gran Paradiso di Sorrento, l’albergo-museo che tutti aspettavamo

Dormire in un museo oggi si può, un museo tra le comodità di un albergo; a realizzare questo sogno è l‘Art Hotel Gran Paradiso di Sorrento: 100 camere per 100 artisti nella zona più panoramica della città, il Paradiso dell’arte unito alla mirabilia del paesaggio. 

La struttura è nata nel lontano 1970 dalla famiglia Colonna; oggi il visionario Mario insieme ai figli Alberto ed Ignazio, gestisce quello che è a tutti gli effetti un museo a cielo aperto e stanze chiuse: installazioni, quadri, fotografie, sculture, dal giardino, percorrendo le scale dell’albergo e nelle stanze, il cliente può lasciarsi sorprendere dall’esclusività dell’opera e dalla possibilità unica di vivere l’opera stessa e goderne per sé soltanto. Sembravano scene da film mentre oggi divengono realtà all’Art Hotel Gran Paradiso, l’esperienza dell’hotellerie e la grande passione per l’arte contemporanea della famiglia Colonna vi accompagneranno in un viaggio unico ed indimenticabile.



Da amateur, Mario Colonna nel ’74 mancando per un soffio l’acquisto di un capolavoro di Francis Bacon in una Londra fumosa, diviene un appassionato collezionista d’arte contemporanea e l’Hotel viene trasformato in Art Hotel Gran Paradiso nel 2008 inaugurando un progetto davvero unico chiamato 100 al cubo: 100 camere, 100 artisti e 100 anni. 

Sono tutte camere allestite e pronte all’esibizione, gli artisti coinvolti arrivano dai più importanti panorami d’arte contemporanea nazionale ed internazionale, tra loro Claudio Parmiggiani, Friedensreich Hundertwasser, Fabio Mauri, Giulia Piscitelli, Mimmo Paladino…

Un progetto di mecenatismo e una collezione permanente tra le più grandi in Italia e soprattutto “da vivere” singolarmente; nessun museo potrà offrirvi questa immensa possibilità, la fortuna di dormire ai piedi di un Takeo Hanazawa, o di contemplare per una settimana intera un Hundertwasser. 

E’ esattamente di fronte all’Art Hotel Gran Paradiso che l’artista Lello Lopez vive, ai Campi Flegrei, luogo dove trova costante ispirazione, l’heimat tanto ricercato. 
Nella stanza 121 ci regala i disegni dei pavimenti calpestati da bambino, le mattonelle delle case vissute da ragazzo con i genitori, anche i limoni riportati in bianco e nero sulle pareti della camera sono il frutto del suo materiale mnemonico. 

Per Lello Lopez, classe 1954, il passato ci sfiora sempre, l’inizio torna a toccarci, è una spirale raccolta che raccoglie gli oggetti del passato pronti per essere rivissuti e usati per una nuova opera che intitola “Memorie” (2016).

opera di Lello Lopez, stanza 121


E’ di Sasà Giusto la stanza delle “chiavi”, l’opera concettuale e minimale che riporta disegni di ogni tipo di chiave, di ogni forma, con etichetta e numero di camera, infilate in un portafoglio, chiavi d’auto e antiche chiavi da portone, chiavi sospese nel vuoto e chiavi inserite nelle serrature, pronte ad aprire chissà quale porta, chissà quali altre stanze. Una ricerca concettuale legata all’attività che la ospita. 

Carmine Rezzuti porta in stanza i rami e i pezzetti di legno recuperati dal mare, assemblati e colorati con i toni della natura. Messi così in fila sulla parete sembrano lasciare un messaggio…a voi decifrarlo. 

Nella stanza 127 potrete dormire con i figli di Mario, il proprietario, si perchè Martin Maloney ha ritratto la sua progenie con la tecnica della bad art, tratti volutamente grezzi ma dal dettaglio esplicativo, uno sguardo stanco, un sorriso celato, sono i 5 ritratti che vi accompagneranno, giorno, e notte. 

Claudio Parmiggiani lo scoprirete nella 130, con delle piccole-grandi opere; un numero più in là e arriverete al primo amore di Mario Colonna, Friedensreich Hundertwasser, scoperto ad una mostra a Bruxelles. 

opera di Julia Krahn

Julia Krahn, artista sensibile, porta il fondale marino sulla terra con un resto raccolto dal Vesuvio. 

Da questo pezzo ha lasciato colare una striscia di ceramica bianca, sottolineando il contrasto di colori anche sulle pareti immerse nell’azzurro turchese di un mare e di un cielo surreali, dove la materia si fonde e si confonde. 

Personale rappresentazione della natura e dei suoi 4 elementi di Wattanachot Tungateja, artista tailandese; per gli amanti della Pop Art le avventure di Paperino, Pluto ed Hello Kitty in un’esplosione di colore di Angelo Volpe; Salvatore Manzi ci porta in un’immersione desertica, in contemplazione avvolti dalle note calde dell’arancio e dei rossi. Unico segno di umanità, le tende beduine, ma non ci è dato sapere se siano abitate oppure no.

Opera di Serse Roma, stanza 213


Nella camera 213 la matita è protagonista, i disegno di Serse Roma sono onirici e grandiosi come la Luna che rappresenta nella faccia che mostra, e astratti nelle canne di bambù che si riflettono sull’acqua. Perfetti come una fotografia. 

Daniela Morante – La stanza della quieta Esistenza 
Una meravigliosa serenità si è impossessata di tutta l’anima mia , simile a questo dolce mattino di primavera che mi godo con tutto il cuore. Sono solo e gioisco della mia vita in questo luogo che è stato creato per anime come la mia. Sono così felice, mio caro, talmente immerso in questo sentimento di quieta esistenza, che la mia arte ne soffre. Non potrei disegnare ora nemmeno un tratto, eppure mai come in questi momenti sono stato pittore più grande.” J.W. Goethe, I dolori del giovane Werther 

E’ con questa citazione che si apre la stanza di Daniela Morante, artista per cui la cromoterapia assume un significato importante. Dal soffitto scendono righe di colore e piccoli pezzetti di specchi che riflettono la luce che entra dalle finestre. Sono le sfaccettature del mondo, quelle esterne che si riescono a vedere solo quando “ci si avvicina”, e “ci si avvicina” solo con il cuore, questo lo spiega grandiosamente Goethe nel suo lavoro più grande. 

opera di Giulia Piscitelli, il Tempio di Hera

Giulia Piscitelli 

Ospite 
In questo spazio anonimo 
disfati del peso della tua valigia
spogliati
distenditi sul letto 
guarda nel vuoto
e troverai la terra
del Tempio di Hera
 

Il tempio di Hera, moglie di Zeus a cui fu omaggiata la Basilica di Paestum, è riportato in blu e oro sul soffitto della stanza; un invito dell’artista a lasciare fuori dallo spazio i pesi della vita, ad essere centrati e a lasciarsi trasportare dalla luce che viene dall’esterno.

Maurizio Elettrico 
Il Fellini della pittura, Maurizio Elettrico, arricchisce la stanza dell’Art Hotel Gran Paradiso con personaggi immaginari, onirici e fantastici. I simboli disegnati a mano libera sui muri sono ripresi a creta in decori nobili e suggestivi; dai cerchi di plexiglass colorato frasi latine “Deus est Motus” (Dio è movimento).

Elfi, Ufo volanti, draghi sputafuoco, maestose fenici accompagneranno i vostri sogni più belli…o i vostri peggiori incubi. 

opera di Donatella Spaziani


Donatella Spaziani ha dato ben da lavorare anche a tutto il team dell’Art Hotel: una stanza che fuoriesce dal contesto e si differenzia da tutte le altre per colore, fantasia, concetto. 
La Spaziani l’ha letteralmente arredata con una carta da parati rossa da cui spiccano argentee rose. L’effetto optical prosegue sul pavimento con delle maioliche bianche e rosse con dei soli al centro e, composta in una cornice, la figura (o)scura di una donna che pare riposare. Shhh…

Luisa Terminiello 
Una delle poche fotografe coinvolte nel progetto, Luisa Terminiello porta una raccolta di scatti in bianco e nero dove il volto si nasconde, da maschere, maxi foglie, indumenti e grandi recipienti colmi d’acqua. E’ l’espressione del volto a mancare, ma non quella del corpo. 

Imma Indaco
E’ nelle radici che si trova la vera bellezza, così sembra dire sottovoce l’artista che collega i codici del dna alle infinite intersezioni di una lavorazione ad uncinetto. E lo fa a matita con una cura quasi maniacale su dei semplici fogli che non hanno bisogno di altri imbellettamenti. 

opera di Nicola Gobbetto



Nicola Gobbetto 
E’ alla fiaba di “Biancaneve e i sette nani” che si rifà questa foresta fatta di mattonelle colorate. 
Sono le prime traspiranti create da una fabbrica del nord italia, acquistate ben 10 anni fa. 
Una frase impera alla testa del letto “Stay Beautiful”, speriamo per i prossimi 100 anni ma con un principe già accanto!

Takeo Hanazawa 
Da lontano un’onda di Hokusai, le stesse delicate tonalità dei bianchi e dei blu, avvicinandosi scopriamo invece che la composizione è formata da teschi innevati, che ricorrono anche sui frutti ancora appesi agli alberi che spuntano dalle pareti. Una metafora della vita a cui nulla può sfuggire, soprattutto la morte. Ma questi toni pastellosi sembrano comunicarci che l’accettazione è l’unica via per la felicità, chissà che anche questa stanza porti nella notte degli splendidi consigli. 

opera di Takeo Hanazawa

L’arte per lo spirito si fonde all’arte culinaria all’Art Hotel Gran Paradiso, il Tonì Restaurant offre un menù che canta tutte le succulenti prelibatezze della gastronomia locale, dalla mozzarella con la lacrima ai grandi limoni rugosi della Costiera. Potrete godere di un panorama unico dalla collina affacciati sul grande terrazzo del ristorante e abbracciare, come un’opera d’arte, il tramonto che vi saluterà ogni sera.

L’ospitalità tipica partenopea la vivrete anche alle “Colline di Sorrento”, tappa immancabile della città, accompagnati da un’ospitale famiglia che vi racconterà l’affascinante e duro mondo delle limonaie. Anche questo paesaggio lo si vive come immersi in un profondo quadro, tra agrumi profumatissimi e nostalgici ricordi. 

L’Art Hotel Gran Paradiso offre un soggiorno autentico, unico, incomparabile; accontenterà gli amanti dell’arte e avvicinerà i neofiti; cullerà la vista con il placido mare e lenirà lo spirito dei più inquieti. Sarà divertente scegliere ogni volta una nuova stanza tra le 100 e scoprire, come un libro aperto, l’artista e la sua opera d’arte da vivere.

Art Hotel Gran Paradiso 
Sorrento in Via Catigliano, 9
Telefono +39 081 807 37 00 – Fax: +39 081 878 35 55
E-mail: [email protected]

Hotel Excelsior Pesaro, l’albergo 5 stelle figlio di un visionario

Hotel e Super Suite

Se il buongiorno si vede dal mattino, la buona accoglienza si vede dal benvenuto che ti attende in camera: un’alzata di pâtisserie golosa con fragole fresce e cioccolatini. E’ così che verrete salutati dall’Hotel Excelsior di Pesaro, il 5 stelle fronte mare che gode di fama per ogni suo servizio. 

E’ l’unica struttura della città che veste da sposa, un edificio total white ed una spiaggia attrezzata di ombrelloni e sdraio della stessa candida tinta, è la luce di Pesaro, il luogo dove poter unire il bisogno del relax al vezzo della coccola

La progettazione dello spazio e degli arredi è stata affidata all’architetto Andrea Fogli, che ammorbidisce i toni per gli interni con un crema per le poltrone nella hall, l’avorio per i tavolini, il panna per gli accessori.  

La Superior Suite, la più grande e ariosa della struttura, 46 mq, è arredata con poltroncine in pelle, pezzi di design, divano in tessuto ecru’; alle pareti, incorniciate, delle foto in bianco e nero di oggetti demode’ – una macchina da scrivere, un pennino con inchiostro, un vecchio telefono, una lettera scritta a mano, è il passato che bussa e che ci apre al futuro meraviglioso di fronte alla finestra della camera da letto, un grande terrazzo vista mare sulla spiaggia privata. 

Il salotto nella hall dell’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
la Hall
La Suite Superior dell’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
Suite Superior
La Reception dell’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
la Hall



La vera chicca è il grande bagno in marmo con doccia doppia a parete e vasca idromassaggio, divisa da una vetrata dalla camera da notte, potrete scegliere se godervi il panorama dell’Adriatico oppure oscurare tutto e lasciarvi avvolgere dall’intimità di coppia. 

Ogni ambiente è riscaldato dal parquet che si fonde al legno della grande terrazza; a impreziosire il bagno i particolari mosaici e una Pesaro artistica alle pareti, dove le palme sono protagoniste. Fuori, un arcobaleno di colori dato dagli ombrelloni e dalle acque calme e rigeneranti del mare. 

La Terrazza vista mare dell’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
la terrazza


Ogni camera dispone di climatizzazione con sistema di controllo della temperatura basato sulla presenza del cliente e sull’apertura delle finestre; dispone di facciate con sistema termoisolante, di chiave elettronica per attivare o disattivare i sistemi della room, di illuminazione a basso consumo potenziata in parte da pannelli solari, e di biancheria in fibre naturali, piccoli accorgimenti per scegliere un viaggio eco-sostenibile e green e ridurre così gli sprechi di energia

La SPA 

Per un soggiorno di vero relax, Hotel Excelsior Pesaro offre l’ingresso gratuito alla SPA per i propri ospiti. 
Il centro benessere gode di un panorama invidiabile a molte altre strutture perchè posizionato fronte mare con la grande piscina coperta riscaldata dentro cui si specchia la natura. 
Doccia emozionale, sauna finlandese e hammam sono gli ambienti dove dimenticarsi del tempo e dedicarsi alla cura e al benessere psicofisico.

L’hammam è strutturato secondo i principi tradizionali del corretto bagno di vapore, con Tepida-rium (30°), e Calidarium (45°); un angolo tisaneria vi accoglierà con biscotti secchi e frutta fresca. 

La SPA dell'Excelsior dove rilassarsi dopo una giornata al mare
la Spa

Il centro dispone inoltre di numerose aree per i trattamenti, che è possibile prenotare per la coppia o singolarmente; delle professioniste vi aiuteranno nella scelta e vi accompagneranno a quello più adatto a voi, come per lo speciale Savonnage, un prezioso massaggio dalle origini orientali. 


In un bagno di vapore verrete inumiditi in tutto il corpo con un delicato getto di acqua tiepida per poi essere insaponati dal un ricco sapone nero fatto di olii essenziali, olio di Argan, Rassoul e argilla del Marocco. Questa prima parte del trattamento serve ad idratare la pelle e nutrirla in profondità, oltre ad essere un rito dal potere rilassante dovuto dal massaggio stesso; in un secondo step con un delicato guanto di crine verrà effettuato un leggero scrub su tutto il corpo con movimenti circolari facendo più pressione nelle zone di ispessimento e ruvidità della pelle, in questo modo si aiuta l’eliminazione delle cellule morte, delle tossine, si stimola il microcircolo e si accelera il turn-over cellulare.
Al termine del massaggio si risciacqua abbondantemente il corpo con acqua tiepida e si procede con l’applicazione di un olio dal forte potere nutriente nella stanza massaggi. 

La piscina termale dell’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
la Spa

Luxury anche prodotti per i trattamenti estetici dell’Hotel Excelsior di Pesaro, ottimi e talvolta introvabili, come la Ligne St.Barth caratterizzata da texture cremose e profumi dei Caraibi o la linea cosmetica firmata Murad, alla continua ricerca di formulazioni innovative che donano l’idratazione necessaria alla cute per restituirle il nutrimento.

59 Restaurant Pesaro

Cucina contemporanea e creativa, rispetto delle tradizioni e approvvigionamento km 0, fanno del ’59 Restaurant una perla gastronomica delle Marche. 
Le composizioni armoniche e colorate l’avvicinano al concetto pop; i prodotti del territorio vengono esaltati per struttura e sapore; gli accostamenti sono perfettamente studiati per regalare ai commensali esigenti un’esperienza sensoriale unica. 
Assolutamente da provare i fiori di zucca ripieni su guazzetto di sugo, la tartare di gamberi rossi di Mazara con burrata e ricci di mare, le capesante scottate con grattata di tartufo su purea di patate, e i golosissimi dolci dalle geometrie perfette da abbinare ad un calice di Anghelu Ruju Riserva del 2005, il sardo liquoroso di grande pregio ideale a fine pasto. E’ potente, vigoroso, complesso, dalle note di canditi, amarene, spezie dolci e frutta secca; l’angelo rosso è solo per i palati strutturati e pronti.

La sala del 59Restaurant
59 Restaurant Pesaro

Per il pranzo l’Hotel Excelsior di Pesaro offre il Ristorante adiacente la spiaggia Il Lido dove gustare un pranzo al fresco o un light lunch prima di dedicarsi alla tintarella. 
Drink, smoothies, gelato artigianale, sfiziosa pasticceria, il super richiesto tiramisu o l’estivo budino di riso e albicocca, il servizio del Lido è pronto a viziarvi direttamente sotto l’ombrellone, sugli ampi lettini perfettamente distanziati secondo le normative Covid; ampi bauli in legno dotati di lucchetto sono adagiati a terra per riporre in tutta sicurezza i vostri beni in caso di assenza; lo staff vi porterà alla vostra postazione pronta con teli mare e acqua fresca. 

Il Lido dell’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
Il Lido

Area Fitness

Per i più sportivi e per chi non vuole rinunciare alle ore di allenamento anche in vacanza, l’Area Fitness è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 21 e offre i più innovativi attrezzi Technogym, tapis roulant, cardio step machine, cyclette, panche reclinabili, manubri e attrezzi per lo streching. 

Per chi allena lo spirito invece è disponibile la lezione di yoga all’alba, un toccasana per mente e corpo con il grande plus di poterla svolgere fronte mare, accarezzati dal suono delle onde. 

La spiaggia privata dell’Hotel Excelsior
la spiaggia

I rumori incrociati di passi, musica, cani, di bicchieri che si toccano dai tavolini di un bar e delle voci allegre di chi è già in vacanza, si sprigionano dalle strade come un coro soave. 
Pesaro la si vive all’aria aperta, girando per le viuzze del centro o costeggiando il mare per raggiungere i bar e i ristoranti che brulicano di turisti gioiosi in bicicletta, con le bikes fornite dall’albergo con tanto di lucchetto. 
Contraddittoria l’opera di Arnaldo Pomodoro, l’imponente Sfera in bronzo che si adagia leggera su uno specchio d’acqua. La si trova in Piazzale della Libertà, è chiamata “la palla di Pomodoro” e sembra fluttuare come una bolla; vista da diverse angolazioni riflette la natura circostante facendosi beffe di noi, come la Luna, e mostrandoci solo il volto che preferisce. 

L’Hotel Excelsior 5 stelle a Pesaro
Hotel Excelsior Pesaro, albergo 5 stelle

Padre dell’Hotel Excelsior di Pesaro, l’imprenditore Nardo Filippetti, ex patron di Eden Viaggi e ora presidente di Lindbergh Hotels, un passato da emigrante e una lunga carriera nel campo dell’hotellerie e dell’accoglienza.
Nominato il 2 giugno 2014 dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Cavaliere del Lavoro, oggi l’imprenditore visionario mette le ali e fa decollare Kairos Air, una compagnia aerea tutta made in Marche che avrà come base proprio l’aeroporto di Ancona-Falconara. Chi pensa in grande, non si ferma mai.

Pesaro
Lungomare Nazario Sauro
+39 0721/630011
sito web

Belvedere inaugura le oasi Summer Bay per l’estate 2021

BELVEDERE CELEBRA L’ESTATE 2021
CON L’INAUGURAZIONE DELLE OASI BELVEDERE SUMMER BAY E IL LANCIO DI UNA BELVEDERE PURE IN LIMITED EDITION


Belvedere presenta Summer Bay, un programma esclusivo dedicato ai vodka lovers, pensato per celebrare i colori, la freschezza e la naturalità dell’estate.

Per il progetto Belvedere Summer Bay, il brand ha selezionato sei location in tutta Italia, cocktail bar e beach club tra i più iconici della penisola, che per tutta la stagione vestiranno i colori di Summer Bay con un set up dedicato e coloratissimo: dal Coco Beach di Lonato del Garda allo Shedpark di Busto Arsizio, da Ceresio 7 nel cuore di Milano al Papeete Beach di Milano Marittima, al Supporter Beach di Fossacesia fino al Tayga Beach di Maruggio.

Nelle sei Oasi Belvedere Summer Bay, sarà possibile scoprire in esclusiva la nuova bottiglia di Belvedere Pure in vetro satinato, in un’imperdibile edizione limitata da collezione, così come i tre signature cocktail pensati ad hoc per celebrare l’estate 2021: tre straordinarie creazioni ideate dal brand per festeggiare l’arrivo dell’estate.


Belvedere Spritz
Un grande classico rivisitato, con note inedite di pompelmo rosa

Ingredienti:

30ML Belvedere Vodka
15ML Marendry Fabbri
45ML Succo di pompelmo rosa fresco 15ML Sciroppo di zucchero
Top Champagne
Garnish: Zest o fetta di pompelmo rosa Tecnica: Built, on the rocks

Belvedere Air

Un mix vellutato e freschissimo dove la purezza di Belvedere si sposa con il sapore avvolgente del latte di mandorla

Ingredienti:

45ML Belvedere Vodka 15ML Succo di limone fresco 22,5 Honey Mix (2 miele:1 acqua) 60ML Latte di mandorla Garnish: Foglioline di menta Tecnica: Built, on the rocks

Belvedere Crush

Il primo frozen drink firmato Belvedere, servito in uno speciale bicchiere che rende il consumatore protagonista dell’ultima fase della preparazione

Ingredienti:

30ML Belvedere Vodka 22,5ML Succo di limone fresco 22,5 Sciroppo di zucchero 22,5ML Liquore alle more 100ML Acqua Tecnica: frozen over night




Le location selezionate hanno aderito con entusiasmo al programma Belvedere Summer Bay e sono pronte a rendere speciale l’estate 2021:

Ceresio 7, Milano

Trovo ci sia un’armonia perfetta tra Ceresio 7 e il progetto Belvedere Summer Bay: da una parte un set up e una limited edition che evocano divertimento, leggerezza, benessere e relax; dall’altra Ceresio 7, che con la sua location esclusiva, dotata di due bellissime terrazze con piscina, è un vero e proprio simbolo del lifestyle milanese”, Guglielmo Miriello – Bar Manager Ceresio 7

Coco Beach, Lonato del Garda (BS)

 “Siamo orgogliosi che il Coco Beach sia stato scelto per diventare una delle Oasi BelvedereSummer Bay in Italia, nell’ambito di un importante e prezioso progetto di partnership che ci incoraggia a guardare avanti con fiducia”, Jacopo Coppiardi – Direttore Artistico Coco Beach

Shedpark – Chiringuito del Foscolo, Busto Arsizio (Va)

 “Il progetto Summer Bay è l’opportunità per consolidare ulteriormente il nostro rapporto con Belvedere. Abbiamo condiviso appieno la filosofia Made With Nature, che si sposa perfettamente con il mood del nostro Shedpark – Chiringuito del Foscolo: un locale immerso nella natura, che offre la possibilità di consumare ottimi cocktail in un’oasi metropolitana”, Andrea Marcella – Amministratore ROY SRL

Papeete Beach, Milano Marittima (RA)

 “Continuare a collaborare con eccellenze come Belvedere significa premiare i nostri ospiti con una proposta super premium, ricercata e attentissima alla qualità della materia prima. La naturalità e il glamour di Belvedere Summer Bay rappresentano appieno lo spirito di questa estate”Marco Valtancoli – Direttore Papeete Beach

Supporter Beach, Fossacesia (CH)

 “La possibilità di collaborare con un brand di prestigio come Belvedere, nell’ambito di una partnership così esclusiva, rappresenta per il nostro marchio un motivo in più per ripartire con fiducia: occorre focalizzarci sul futuro e lavorare su prospettive di ripresa” Donato Di Campli – Titolare Supporter Beach

Tayga Beach Club, Maruggio (TA)

Essere stati selezionati da Belvedere, leader tra le premium vodka, ci rende molto fieri del lavoro svolto in questi primi cinque anni di apertura. Summer Bay è un progetto innovativo per tutte le sue peculiarità, è stato stimolante sin dalle prime fasi in cui ci è stato proposto. Non vediamo l’ora che arrivi l’estate per vestire il Tayga con i colori di Summer Bay”, Biagio Fiorino – Titolare e General Manager Tayga Beach Club

Canne Bianche, il 5 stelle sul mare in terra pugliese

Canne Bianche, il 5 stelle in terra pugliese

Ancora, dalle strade, le Ape car cariche di legna; alla guida, uomini dai tipici occhi scuri e il viso scavato dal sole, solchi così profondi che ricordano le robuste radici degli olivi.
Se questo panorama ci stupisce, si comprende che siamo turisti perchè queste terre assetate e bruciate e il via vai dei carretti sono invece la fotografia quotidiana della terra più bella d’Italia, la Puglia

Nei campi aridi le donne raccolgono qualche frutto, in alcuni possiamo ancora vedere un dolmen trovato durante alcuni scavi e risalente all’Eneolitico (III-II millennio a.C.) noto come Dolmen di Montalbano e “tavola dei paladini”. 
E’ l’assoluta mancanza di traffico rumoroso e sfrecciante che permette ai visitatori la totale libertà di perdersi nel panorama, si riaffiora soltanto per il profumo forte dei fiori e degli alberi da fico. 

In mezzo a tutto questo, affacciata direttamente sul Mar Adriatico, la struttura 5 stelle Canne Bianche, un ex canneto imbiancato dalla salsedine dove Antonio Mangano, fondatore e anima dell’hotel, amava fare jogging rinfrescato dall’aria costiera.
Oggi, questo gioiello situato a Torre Canne di Fasano, a metà strada tra Bari e Brindisi, è l’unico hotel 5 stelle in terra pugliese con accesso diretto al mare ed è totalmente a conduzione familiare.
La quinta stella arriva nel 2019 con l’ingresso di Gianvito Mangano, figlio del fondatore, una gavetta a Londra, un diploma presso l’Ecole hôtelière di Losanna in Svizzera e oggi Direttore Operativo dell’albergo di famiglia. 


LIFESTYLE HOTEL 

L’obiettivo di Canne Bianche è quello di offrire un servizio di “Lifestyle hotel”, non solo ottima posizione, non solo le eccellenze culinarie del territorio, non solo l’offerta delle ultime tendenze, ma una vera e propria “slow life pugliese”, dove poter avere il barbiere, il Sig. Modesto all’alba direttamente sulla spiaggia mentre leggete il quotidiano e vi gustate il vostro caffè mattutino. Oppure avere il piacere di immergervi nella tradizione con la signora che una volta al giorno cucina i taralli tipici, presenti su tutte le tavole pugliesi; o ancora godervi il panorama in bicicletta lungo il Parco Dune Costiere o noleggiare un catamarano per un tuffo in mezzo al mare, dalle coste di Polignano al salto di un delfino, se siete fortunati. 

La Puglia non finisce mai di stupire e di stregare e se avete un desiderio Maria Adele Divella, la guest relation manager, vi accontenterà. Per gli sportivi sono disponibili passeggiate a cavallo e per le anime spirituali i corsi di yoga nel momento più lieto della giornata, la golden hour, quando il rumore inizia a calare e potete immergervi nel suono delle onde o dell’handpan, un toccasana per mente e cuore.

 

TIMO 

Con i nomi degli aromi più utilizzati, il Canne Bianche incorona TIMO il ristorante delle cene fine dining capitanato dal nuovo Executive Chef Matteo Manco, che punta sulla valorizzazione dei prodotti del territorio e sulla stagionalità. E se delizia con un semplice pomodoro esplosione di sapori come benvenuto, vi lasciamo immaginare il resto. 
Elegante e intimo il terrazzino privè accanto alla piscina dove farvi coccolare, rigorosamente a lume di candela, dalle note di una fisarmonica e dalla luce argentea della Luna.


A_NETO è la nuova proposta dell’hotel, il ristorante più suggestivo perchè accanto alla spiaggia: aprirà anche la sera per proporre le pizze gourmet che vi calamiteranno come ciliegie, una tira l’altra. Da abbinare alla birra artigianale LINFA, ultima in casa Birranova, è fresca, intensa, dalle note agrumate e dal finale piacevolmente amaro.

AQUA 

Non c’è relax senza una zona wellness, e quella di Torre Canne offre doccia svedese, bagno turco, doccia emozionale e specifici trattamenti con l’uso di prodotti ispirati alla filosofia della biomimesi marina.
200 metri quadri totali per la Spa che costituisce un grande plus per gli ospiti e per le coppie che potranno scegliere i trattamenti a due nella grande vasca idromassaggio, per poi regalarsi il sano silenzio sui lettini e gustando una tisana alla malva o rituali olistici a base di pietre Himalayane e Sali del Mar Morto. 

PISCINA

Comfort e servizio all’altezza delle aspettative per la grande piscina attrezzata di Canne Bianche Lifestyle Hotel.
Lettini con ombrelloni e maxi letti balinesi con tende per un pisolino pomeridiano o per riposare all’ombra. Il servizio al posto con aperitivo è ricco di salatini, fragranti taralli appena sfornati e olive pugliesi. 


Altri servizi: 

Da questa stagione inoltre Canne Bianche sarà anche pet friendly; sì quindi ai nostri amici a quattro zampe che avranno alcune zone dell’hotel dedicate a loro e adibite a passeggiate in compagnia. 

E per il viaggio di ritorno nessun problema, su richiesta si potrà prenotare il tampone in struttura per evitare qualsiasi stress.


Canne Bianche Lifestyle Hotel è quel luogo dove ritrovare l’intima soddisfazione che può darti solo la natura, così lasciava intendere Goethe, perchè le nubi, il mare infinito, le coste frastagliate, la sabbia densa e l’aria pulita arrivano direttamente al cuore, e pare che lo spirito si sazi di tanta bellezza. 

Ghemon & Goemon, rapper e samurai a confronto

L’uno è Gianluca Picariello, in arte Ghemon, professione rapper; l’altro è Goemon Ishikawa XIII, in arte Goemon, professione samurai. L’uno lo abbiamo appena visto esibirsi sul prestigioso Palco di Sanremo con la canzone “Momento perfetto”, l’altro nelle avventure del ladro più famoso del mondo, Lupin! Cos’hanno in comune questi due personaggi? 
Lo chiediamo al protagonista in carne ed ossa della nostra nuova cover Manintown, il cantante più eclettico e camaleontico del momento. 

Ghemon & Goemon, cos’avete in comune?

Avevo 13 anni e il grande sogno di diventare un cantante; tutti i rapper devono avere un nome d’arte, tendenzialmente si sceglie un nickname che incuta timore, rispetto, io al contrario mi sono ispirato ad una immagine di grande disciplina, rigore, riflessione, all’abile samurai Goemon del manga giapponese che noi tutti conosciamo, Lupin. 
E’ calmo, parla poco, ma è letale e salvifico al momento giusto, ma sopra ogni cosa ha un gran senso dell’onore e una devozione assoluta per la sua katana, ed io per la musica. 
Non potevo sapere che oggi ci sarebbe stata molta più coincidenza di allora con questo affascinante samurai. I miei 39 anni mi hanno molto cambiato. 

Total look DAVII
Cintura in pelle nera LOEWE via MYTHERESA




Cosa ti ha cambiato? 

Mi sono spesso trovato in mezzo a fuochi, quando dovevo essere acqua, per necessità. 
Non ho mai amato l’aggressività, le ingiustizie, il bullismo, eppure mi ci sono trovato al centro e il caos in qualche modo trasporta.
Mia nonna oggi mi ricorda affettuosamente quei momenti in cui salivo urlando per le scale, o quando mi attaccavo al citofono mentre ora entro in casa, silenziosamente, quasi invisibile.

Kimono KIMONORAIN


La tua vena camaleontica si nota anche nel look

C’è stato uno stravolgimento avvenuto negli ultimi due anni, con la riappropriazione del mio corpo. 
Pesavo 40 chili in più, ero depresso, più coperto che vestito. 
Oggi vesto gli abiti che mi rappresentano, quelli per cui guardandomi allo specchio mi riconosco, o forse quelli che mi aiutano a conoscere il “me nuovo”. 

E nella musica …

Sono stato tra i primi a inserire la soul nel panorama musicale italiano, oggi il mercato se ne sta riappropriando, forse è arrivato il “Momento perfetto”. 

Total look EMPORIO ARMANI



Nella vita di tutti i giorni questa riappropriazione del corpo ti ha aiutato ad avere più consapevolezza?

Mi sento più confident, sono molto più concentrato perchè non distratto dal nascondermi. 

Completo in seta NOT SAFE FOR HUMANS
Maglia traforata b/w cotone MRZ


E’ corretto dire che “si ragiona sempre con la testa del passato”? 

Abbiamo sempre memoria di chi siamo stati. Il compito più difficile è dire al bambino che c’è in noi che ora tutto è a posto, per lo meno è quello che consigliano gli psicologi, sedersi con quella parte di te e rassicurarla. 
Dopodichè capita un bel giorno che una determinata situazione ti riporta al passato, a quei brutti momenti vissuti, e può essere un luogo, un rumore, un odore, una figura che ti hanno segnato e fatto soffrire e allora scatta la difesa di quel vecchio fantasma – il brutto si sentirà nuovamente brutto, l’escluso si sentirà nuovamente messo in un angolo. 

Giacca nera con zip, gilet, bermuda plissè MAISON LAPONTE
accessorio portachiavi origami rana DALPAOS


Il tuo nuovo album “E vissero feriti e contenti” pubblicato da Carosello Record e Artist First racconta molto di questo stato d’animo?

E’ il riassunto delle fatiche degli anni passati, e del sorriso sereno che sento di avere oggi, al mio settimo disco, alla mia seconda esibizione al Festival, al mio trentanovesimo anno di età.

E a proposito di numeri, è vero che possiedi 600 sneakers?

Ho un’ossessione per le sneakers, sono tutte custodite e accudite in una scarpiera fatta su misura.
Non le indosso tutte, ma sento che è importante averle, come simbolo forse, come metafora di tutta la strada che ho fatto e che mi ha portato fino a qui. Fiero. 

Giacca grigio/nera con rettangoli organza, cintura in pelle intrecciata nera con moschettone, portafoglio con tracolla in pelle nero, scarpa allacciata in pelle intrecciata
EMPORIO ARMANI




Gonna e cintura PRADA via MYTHERESA


Production, styling, interview Miriam De Nicolo’

Talent Ghemon

Agency/Press Office WordsForYou

Photographer Simone Conte

Lights assistant Matteo Mastrogiuseppe

Groomig/Hair Bianca Bagnoli

Grooming assistant Elisa Maisenti

Special thanks to

Tenoha

Castel Fragsburg, la vera oasi del lusso è nell’Alto Adige

Castel Fragsburg: tradizione, ecosostenibilità, benessere, l’accoglienza luxury per eccellenza si trova immersa tra le montagne dell’Alto Adige


Castel Fragsburg Maternum 

Qui tutto è circondato da alti monti di cui si vede ancora qualche sentiero di neve. Si respira un’aria di erbe, mite, e si è accompagnati dal dolce canto degli uccellini, di tante specie che sembrano andar d’accordo tra loro. In alto le nubi sono come fatte di zucchero filato, il vento le sfilaccia e si trasformano sempre in figure nuove. La natura ci accompagna verso Castel Fragsburg, oggi struttura alberghiera 5 stelle, ex dimora di caccia del 17mo secolo circondata da 50.000 metri quadri di giardino piantumato. 


E’ un castello arroccato antico 400 anni, troneggia sul mondo alpino dell’Alto Adige nella città di Merano e dal 1954 diviene proprietà della famiglia Ortner che lo restaura rispettandone la personalità e arricchendolo, nel corso degli anni, di preziosi oggetti d’arredamento. Antichi bauli inizi ‘800 raffiguranti figure sacre, classici divanetti da conversazione inizi ‘900, eleganti lampade da camera con perline impreziosiscono la sala ristorante. 
Accanto ad una bellissima stube in maiolica, antico focolare dove si riuniva la famiglia, un carrellino dei liquori vintage, e alle pareti ritratti di signore o simpatiche riproduzioni di Modì e Saudek. Salendo verso il terzo piano troviamo incorniciate delle deliziose illustrazioni de “La Mode Illustrée”, antica rivista francese del 1877. I pezzi di modernariato delle camere si sposano perfettamente agli antichi bauli della nonna, ai pezzi di design e di arredi Art Deco’; gli intarsi elaborati alle porte rimandano alla vegetazione selvaggia che circonda il Castello. 

Castel Fragsburg Paternum 

Visionario il proprietario del Castello, Alexander Ortner, che acquista anche l’antica residenza del 14mo secolo, un Castello a sé stante poco distante dal Maternum, il Castel Fragsburg Paternum, con l’ambizione di realizzarvi ulteriori suites.
Oggi adibito a location per importanti eventi quali matrimoni, cerimonie, anniversari, il Castello conserva tutto il fascino storico che la famiglia Ortner rispetterà nella futura ristrutturazione.
Pavimenti in cotto, grandi sale adibite un tempo alle danze, importanti archi a volta e porte che aprono a segreti passaggi interrati, il Paternum oggi ospita la mostra del pittore Theodor Kollmann, una raccolta di dipinti dal 2008 al 2018. 
Una pittura fatta di dissolvenze e trasparenze per poi irrompere con tratti più marcati nel ritratto della figura umana.

La piscina 

Per raggiungerla è necessario attraversare un poetico sentiero di glicini, rose, gelsomini e ortensie; un luogo raccolto e intimo dove poter riposare nel letto a baldacchino intagliato a mano e adagiato sotto un castagno, sempre accompagnati dal magico canto degli uccellini. 
Romantici archi di rose vi porteranno alla grande piscina immersa nel panorama lussureggiante del Sudtirolo. Intorno le montagne sono così folte di vegetazione che ricordano dei verdi cuscini di velluto. 
L’intima vasca idromassaggio riscaldata attende certo le coppie che sanno amarsi ancora; la Torre Panoramica nasconde un tavolo per due, sembra una costruzione giapponese dell’ultima scena del film “Memoria di una geisha”. 


La Suite Royale

Delle 20 suite, la stanza 301 è sita al terzo piano, abita stili differenti e affaccia dal terrazzo sui vigneti e sul romantico giardino con le sedie in ferro battuto dell’albergo. 
Travi a vista nel salotto e nella camera da letto, formano una prospettiva tridimensionale che si estende fino ai lucernari del bagno da dove penetra una luce intensa e calda. E’ l’unico bagno total white di Castel Fragsburg che ha scelto per le altre stanza un marmo rosso di Verona. 
Il set di cortesia è ricco e risponde al concetto green: shampoo, balsamo, gel doccia e sapone mani sono tutti solidi eliminando così l’uso della plastica; lo spazzolino è in bambù e le confezioni tutte in carta di pietra, un nuovo tipo di carta formata per l’80 % da carbonato di calcio, lavabile, resistente. 
La crema corpo è invece preparata al momento dall’alchimista di Castel Fragsburg, Renate De Mario Gamper con prodotti 100% biologici. 
Pronta di due teli mare e due ciabatte, la sacca di tela preparata dall’albergo, vi accompagnerà nelle giornate soleggiate da passare in piscina, dove il servizio è disponibile a coccolarvi con un drink o un appetizer.

Suite Royale


La Spa Curativa 

Fiore all’occhiello di Castel Fragsburg, la 1st Alchemistic Healing Spa Castellanum Natura, nuovo concetto di cura e benessere capitanata dalla moderna alchimista Renate De Mario Gamper, massima esperta di erbe con un passato da nutrizionista. 
Un tempo l’avrebbero chiamata strega, oggi la grande esperienza di Renate regala al Castello e agli ospiti un servizio che può davvero considerarsi la nuova era del lusso: i trattamenti dell’area sono tutti taylor made, cambiano a seconda del bisogno e vengono realizzati su misura con erbe non facilmente reperibili in commercio. Creme, unguenti, olii che troverete solo qui, fatti personalmente dalle mani esperte di Renate nel suo piccolo laboratorio dove alambicchi distillano i liquidi, li raffreddano e li preparano all’uso. 
L’alchimista, discendente di una famiglia di origini altoatesine, ha vissuto la tradizione delle erbe, il loro indispensabile uso non solo in cucina ma anche in medicina, quando la natura era succedanea delle moderne farmacie e la neve alta non permetteva di raggiungere a valle l’unico medico del paese. 

La moderna alchimista Renate De Mario Gamper


Il bagno nella tinozza di legno 

Magnetica come una guru, Renate accompagnerà gli ospiti nella giusta scelta del trattamento avvicinandoli al mondo alchemico attraverso la “Medicine Walk”, una passeggiata tra le piante che verranno a voi come chiamate; la pranoterapia si unisce all’affumigazione, alla pulizia dell’aura e alle cure energetiche che ciascuno di noi necessita. Questa può davvero essere definita l’oasi di pace, dove sciogliere muscoli e pensieri con l’olio di resina di larice, tornare a sorridere con l’olio di iperico e godere dell’unicità del panorama che solo Castel Fragsburg regala con un bagno nella tinozza di legno. 
In un’acqua che sgorga dalla sorgente, si sciolgono sali dell’Himalaya lasciati al sole in un vetro viola (in questo modo diventano “sistema di illuminazione sulle cellule”), per un effetto detossinante, purificante e distensivo. Per aumentare l’effetto del bagno e accrescerne il profumo, si aggiungono fiori fresci come la rosa cinese, la malva, la camomilla, l’aptenia cordifoglia, la spirea del Giappone, la calendula, l’heliopsis, la lavanda ed erbe pure, quali alghe, achillea, rosmarino, salvia, la vite del Canada, la foglia di glicine, oltre a latte di asina, come Cleopatra insegna. 
Avvolti nell’intimità di una candida tenda di pizzo, sull’ampio terrazzo della zona wellness, potrete ora godere del trattamento che più di tutti si avvicina alla tradizione del passato, che più di tutti vi immergerà nei profumi infiniti che la natura regala e che vi delizierà occhi, corpo, ma soprattutto spirito. 


Gourmet Restaurant Prezioso 

Nobilitato dalla presenza del Ristorante Gourmet Prezioso insignito della Stella Michelin, Castel Fragsbourg si onora di un grande chef e di una cucina eccelsa.
Il capitano è lo chef Egon Heiss, ben lontano dall’attuale figura da rockstar che gli chef incarnano oggi nelle nostre tv. Salutare, sportivo, lo chef Egon vive nel Castello sei giorni a settimana, per poi tornare dalla famiglia il giorno del riposo, la domenica. Cinque giorni su sette si dedica alla corsa, 10 km fino e Merano e poi di nuovo in salita; rigore, disciplina e ordine, sono tanto nella persona quanto nei suoi piatti. 

Ristorante Gourmet Prezioso, 1 Stella Michelin


Less is more” è il motto di Egon Heiss che ci riporta ad una cucina essenziale dove gli unici protagonisti rimangono i sapori. Anche il menu risponde alla stessa “pulizia”, pochi ingredienti, i principali, compaiono senza inutili imbellettamenti. 
Una cucina “metro zero” che utilizza frutta, verdura, erbe del “Soul Garden”, l’orto del Castello che regala le prelibatezze di stagione
Le sorprese in cucina sono sempre dietro l’angolo al Prezioso, che può cambiare menu anche da un giorno all’altro; se una bellissima erbetta fa capolino tra la terra, sfilerà sicuramente nel piatto prima che appassisca, rispettando così i suoi tempi e scardinando quello che è il concetto di cucina classica. 
La tradizione altoatesina si sposa alla ricchezza italiana, con una centralità di verdure e di erbette (anche spontanee) che difficilmente troverete nei piatti delle altre cucine èlitarie. Frutto anche della collaborazione con l’esperta di erbe e nutrizionista Renate, vengono scelte insieme dal “Soul Garden” per utilizzo e preparazioni.

La carne è di qualità nostrana – “Solo il top, meno peso e qualità eccellente” sottolinea lo chef Egon Heiss, – “il mondo sta cambiando e c’è sempre una maggiore cura ed attenzione a ciò che si mangia, per questo motivo scelgo solo il meglio e lo recupero rispettando il concetto di “slow food”. Dall’amico Stephan prendiamo il wagyu, il kobe giapponese; da Oscar gli agnelli, circa 3 a settimana, che lui stesso porta a pascolare sulle Malghe. Da un giovane ragazzo il riso locale, che ha iniziato a piantare due anni fa. Mi fido dei giovani e l’intento è quello di aiutare sempre i piccoli produttori locali rispecchiando quello che poi è la mia cucina: 70% regione – 30% Italia.

Se guardiamo alle ultime opere di Picasso, noteremo l’essenzialità delle forme, poche linee che creano l’opera d’arte; nella cucina di Egon Heiss ritroviamo la stessa ricerca ossessiva della perfezione, attraverso la semplicità. 

Delizia del menu il raviolo fatta in casa ripieno di gambero viola, posato su spinaci saltati, crema di gambero e balsamico, sopra un cuore di mozzarella di bufala e datterino pomodoro, completato da una spuma di gambero e a chiudere il piatto un caldo ristretto di pomodoro. 
Anche il salmerino si aggiudica il podio, leggermente affumicato marinato, con crema di finocchio, finocchio fresco, insalata di lattuga, chips di speck del contadino e a finire il ristretto di salmerino.
Dell’amico Oscar, la pecora cottura rossa, il suo fondo, fagioli bianchi e verdi, un’emulsione di senape e pomodorino datterino. E per i golosi un delicatissimo soufflè di ricotta servito in una mini pentola di rame, soffice e spumoso, una coccola per concludere egregiamente la serata. 

lo chef Egon Heiss



Riconoscimenti


Stella Michelin per il Gourmet Restaurant Prezioso 2021 
Gault & Millau valutazione 2021 con 16,5 punti e 3 cappelli 
Condé Nast Johansens Award Best Dining Experience 2021 
Tripadvisor Traveller Choice Award 2020 

Partner 
Relais & Chateaux, Virtuoso, Healing Hotels of the World 

Indirizzo 
Castel Fragsburg, Fragsburg Street 3, Merano  Tel. 0473244071
https://www.fragsburg.com/it/

la famiglia Ortner, proprietari di Castel Fragsburg

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