Cynthia knitwear, il brand nato sui social network

La mano esperta della tradizione e la tendenza dei new media; la madre, Cinzia, una grande passione per l’uncinetto e i ferri; la figlia, la freschezza dei nuovi mezzi di comunicazione. Nasce da questa sinergia, quasi per gioco, il brand Cynthia knitwear, accessori unici che legano la classicità e il calore della tradizione al dinamismo e colore delle nuove tendenze.

Cappellini multicolor, borsette ai ferri impreziosite da catene gold, gli accessori Cynthia knitwear sono perfetti per la stagione estiva o per creare personalità ad un look urban chic.

– Come nasce il brand Cynthia knitwear?

Sono stata ispirata a Gallipoli 4 anni fa da un costume all’uncinetto bianco indossato da una ragazza in spiaggia. Da lì, ho iniziato a cercare ispirazione anche su Pinterest, Instagram e Internet in generale per cominciare a realizzare i miei primi prodotti, che erano prevalentemente bikini e crop top all’uncinetto. Ho aperto quindi la pagina instagram per iniziare a dare visibilità e promuovere i miei prodotti.


– Perchè ha scelto la lavorazione a uncinetto?

Lavoro all’uncinetto e ai ferri da quando ero bambina. La mia maestra è stata la mia mamma, magliaia di professione.
Ho iniziato confezionando vari abiti per le bambole, e confezionando  maglie con punti più complicati. 
Continuo a coltivare questa mia passione per l’uncinetto perché permette di realizzare capi di abbigliamento ed accessori di ogni tipologia e colore. 


  – Quali sono i pezzi iconici Cynthia knitwear?

Bikini multicolor/rainbow, borsa a rete panna, cappellini da pescatore multicolor in cotone.


– Chi produce i capi? 

Sono tutti pezzi unici prodotti da me, completamente fatti a mano, con la grande possibilità di realizzarli su misura, dietro commissione, a seconda del gusto, colore, dimensione.


– Quali altri prodotti andranno ad integrare la collezione in futuro?

Sono ispirata dalle borse quindi ci saranno delle novità in futuro ed i cappellini realizzati in cotone per il periodo estivo li realizzerò anche in lana per l’inverno. Inoltre, farò qualcosa anche per i nostri amici animali.



Da dove trae ispirazione?


I canali dove faccio ricerca sono prevalentemente Pinterest, Instagram e Internet, ma anche i brand di alta moda come D&G – Prada – Chloé.


  – A chi sono destinati i prodotti Cynthia knitwear?

Sono destinati ad un target femminile di ogni età, ad eccezione dei cappellini che sono più maschili.
Produco pezzi personalizzabili essendo capi unici, quindi il cliente stesso può scegliere il modello e modificarne i colori e le dimensioni in base ai propri gusti.


– Dove poterli acquistare?

Sono acquistabili attraverso i canali social 

Instagram
https://www.instagram.com/cynthiaknitwear/?hl=en
Facebook 
https://www.facebook.com/cynthiaknitwear
Vinted
https://www.vinted.fr/member/58066783-cynthiaknitwear0

Alberta Antonucci, l’avvocato degli influencer

In un mondo in costante evoluzione digitale il nuovo orizzonte della comunicazione permette a molti individui, perlopiù giovani, di ritagliarsi uno spazio. I protagonisti del web come influencer, youtuber e tiktoker, grazie alle recenti piattaforme social  hanno potuto creare delle vere e proprie professioni, riuscendo a coinvolgere famosi brand in svariate forme di collaborazioni lavorative. Se da un lato questa realtà di entusiasmo e scoperta apre porte e speranze, dall’altro nasce il bisogno di trovare una forma di regolamentazione a queste nuove figure, spesso inconsce ed inconsapevoli fino in fondo del loro potenziale potere comunicativo, nonché delle stesse piattaforme social. Abbiamo incontrato Alberta Antonucci, avvocato esperta del settore, fondatrice dell’azienda legale “On the Web Side”, che da anni fornisce assistenza e consulenza legale alle Imprese per le attività sul web ed il digital marketing.


Lei è l’avvocata delle influencer (si definisce così). Che cosa significa? Quando e perché ha scelto questa specializzazione? 

Io tutelo sia gli imprenditori digitali che i brand che lavorano nell’influencer marketing. Diversi  anni fa ho intuito che ci fosse un nuovo spazio professionale per fornire assistenza a queste nuove professionalità ed alle aziende che intendano utilizzare l’influencer marketing per la commercializzazione dei propri prodotti e servizi. Mi sono quindi dedicata in modo esclusivo al diritto del web ed alle questioni connesse all’utilizzo dei social. Mi ha appassionato la sfida di percorrere un settore del diritto ancora inesplorato, privo di regolamentazione specifica e che quindi rappresenta il miglior banco di prova per creare una nuova pratica operativa.

Fare l’influencer è diventato un lavoro a tutti gli effetti. Cosa ne pensa?

Essere un imprenditore digitale è, e sicuramente lo è stato sin dall’inizio, un lavoro vero e proprio anche se su questo va aumentata la consapevolezza non solo sui possibili guadagni ma anche sulle responsabilità ed i rischi a cui l’influencer si espone. Il posizionamento dell’imprenditore digitale nel mercato di riferimento dipende:

-dalla verticalità della figura nel singolo settore merceologico;

-dal numero di follower (effettivi);

-ma soprattutto dall’efficienza, ossia dalla capacità di penetrazione del suo messaggio e dalla sua capacità di determinare un aumento effettivo delle vendite (redemption).

Si tratta comunque di un mercato non ancora maturo dove non vi sono ancora strumenti davvero in grado di misurare in modo efficiente questi criteri. C’è ancora molto da fare e io mi sto impegnando professionalmente su questo.



Si fanno corsi per diventare influencer. Dunque, attorno al mondo delle influencer c’è un indotto economico sia nel pubblico che nel privato

Sicuramente è un mondo che deve essere conosciuto e studiato. Come per tutti i lavori non ci si improvvisa influencer. La formazione professionale è importante perché è un mestiere estremamente volatile e può esporre a seri rischi considerata la straordinaria potenza dei media. Naturalmente nei casi di successo può creare un notevole indotto economico e di immagine sia nel pubblico che nel privato: si pensi all’impiego degli influencer per favorire il piano vaccinale contro il Covid19.

Gli sponsor in base a quali criteri scelgono le influencer? 

Quelli della professionalità, credibilità, affidabilità, capacità di gestire il commento, reattività, ma soprattutto sulla loro capacità di performare.

Gli imprenditori digitali, quando pubblicizzano dei prodotti, non producono contenuti che una volta trasmessi nell’etere svaniscono. Loro lasciano una finestra aperta con i loro followers attraverso i commenti od i DM (direct message) e si espongono al giudizio dei follower senza filtri.

C’è anche pubblicità occulta sui social?

Anche sui social vige il principio della trasparenza della pubblicità. Il consumatore deve essere sempre informato se sta guardando dei contenuti che veicolano messaggi pubblicitari e quindi il contenuto pubblicitario del messaggio deve essere comunicato. Uno strumento efficace in tal senso è l’impiego del famosissimo e conosciutissimo # “adv” che sta appunto per advertisement .

Sebbene l’uso dell’#adv sia cresciuto, l’ottica dell’imprenditore digitale è quella di essere sempre sincero con i propri follower, purtroppo però qualcuno è ancora restio ad usarlo.



Social: potenziale o arma? Quanto credi siano pericolosi, soprattutto per i più giovani? 

Come per tutti gli strumenti, i social non sono di per sé né buoni né cattivi. Se usati bene non sono pericolosi, anzi. Basti immaginare come ci hanno tenuto compagnia durante il lockdown, hanno accorciato le distanze e ci hanno fatto sentire uniti. Naturalmente esistono pericoli e rischi a cui stare molto attenti. Proprio per questo ho cercato di analizzarli e di approfondire nel mio libro sulla educazione digitale che uscirà a brevissimo.

Story-grammer, pagine Instagram e racconti visuali di storie urbane

Dai rapsodi, bardi, scaldi e cantastorie che di piazza in piazza, di città in città, intrattenevano il pubblico con il racconto delle loro storie, vere o di fantasia che fossero, agli story-grammer, i moderni avventori della narrazione visuale da social, ne è passata di acqua sotto i ponti. L’arte del raccontare, e del raccontarsi, in qualsivoglia forma, espressione o mezzo si manifesta resta pur sempre uno dei ‘mestieri’ più antichi e affascinanti del mondo.



Lo sa bene drcuerda, l’account Instagram alter ego di Daniel Rueda – story-teller, creatore di immagini, cercatore di geometrie, amante delle architetture ed esploratore del mondo – che ha dato vita, insieme alla sua musa/collaboratrice Anna Devís, ad una pagina a immagini ludicamente narranti. Classe 1990, spagnoli, laureati in architettura all’Universitat Politècnica di Valencia e inseriti di recente nella classifica di Forbes 30 Under 30 Europe List come “i fotografi in grado di raccontare storie attraverso gli oggetti di uso quotidiano creando scene surreali senza l’aiuto di software di photoediting”. Le architetture, ricercate o casualmente incontrate, sono la materia prima rielaborata in sketch, accuratamente studiati, che si innestano nel contesto urbano sotto forma di divertenti narrazioni visionarie. Sembra quasi di immergerci nell’immaginario visivo di uno story game dove le geometrie, i dettagli, le prospettive e i colori di palazzi, edifici e facciate la fanno da padrone.



Daniel e Anna, partendo da queste ispirazioni, mettono la loro creatività al servizio dello spazio prescelto aggiungendo quel particolare che ne completa la storia. Elementi semplici, quotidiani, spesso realizzati a mano, fini a stessi o resi parte attiva grazie all’interazione umana in contesti architettonici che, seppur non conoscendo frontiere geografiche, prediligono la luce della Spagna. Valencia, Madrid, Barcellona, Albufera, Maiorca, Cadice diventano, così, scenografie a cielo aperto. Gli scatti, carichi di sense of humour, dall’estetica pulita e accurata e dallo spirito naïf, sono costruiti su un’intelligenza creativa argutamente minimalista e fantasiosa che si traduce in immagini che “parlano di sé, e da sé, senza la necessità di aggiungere parole”.



L’esigenza di traghettare la fotografia in un mini racconto a immagini, dal frame decisamente poco ordinario, è la missione creativa di un’altra pagina Instragram citylivesketch, nata nel 2014 da uno schizzo del porticciolo de La Balata nel borgo marinaro di Marzamemi. Il progetto parte dal cuore della Sicilia, come il suo ideatore Pietro Cataudella, originario di Pachino ma toscano di adozione, con l’intento di narrare scorci, simboli, monumenti e bellezze guardando il mondo da un “taccuino di viaggio”. Foglio di carta e matita alla mano diventano i mezzi e gli strumenti di illustrazione per realizzare schizzi che si completano e si fondono nella fotografia.


Immagini di interazione con la capacità di smarcarsi dalla bidimensionalità per approdare ad un’ottica 3D, quasi da effetto pop-up. Un mash up tra astratto e concreto, dove la fantasia serve la realtà, o viceversa. Alle fedeli riproduzione in grafite e digitale si alternano innesti fantasiosi che capovolgono inaspettatamente il modo di percepire ciò che ci circonda. Perché come diceva Paul Klee “l’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è”.



Spingere l’immaginazione oltre le apparenze e sovvertirle in un gioco creativo è anche il leitmotiv narrativo di paperboyo, l’estroso “ragazzo di carta” che, su Instagram, ha stravolto vedute, paesaggi e panorami con forbici e cartoncini. Rich McMor, il creativo britannico dietro l’account, ha intrapreso un fantasioso e ingegnosamente illusorio viaggio in stile “cutout” dove monumenti, ponti, edifici e luoghi storici vengono invasi da ritagli di carta per raccontare la sua visione da artista sognatore. La mano di Rich diventa un elemento integrante nella messa in scena delle foto, come quella di un burattinaio che accompagna e anima le sue marionette, ma qui invece di fantocci di legno e di stoffa troviamo sagome nere ritagliate ad arte che danno una nuova e personale interpretazione a luoghi turistici di culto ed architetture.



La City Hall di Londra diventa la palla di un giocatore di football americano, il Neon Museum di Las Vegas la gonna svolazzante di Marylin Monroe, l’Arco di Trionfo un omino del Lego, la ruota panoramica del Central Pier a Blackpool un banjo. McMor attinge da un baule iconografico pop, tirandone fuori allusioni e figure popolari nell’immaginario collettivo. Quando la fantasia oltrepassa il limite dell’ordinario tutto diventa possibile anche che il David di Michelangelo si trovi addosso dei boxer di Calvin Klein o che il Cristo Redentore di Rio venga abbracciato da un Leonardo Di Caprio come nella cinematografica scena di Jack e Rose sulla prua del Titanic.



L’arte fotografica di Giampaolo Sgura: old e new generation a confronto

Giampaolo Sgura è un noto fotografo internazionale e da anni collabora con diverse riviste e periodici di moda, scattando foto per le copertine di Vogue, Teen Vogue, Allure, GQ e Interview. Fotografo per alti marchi come Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli, La Perla, Pomellato, Versace, Gucci e Armani, Giampaolo è al momento impegnato su diversi progetti che hanno come protagonisti famosi attori, cantanti, sportivi e celebrity di fama mondiale. 

Tra gli ultimi suoi lavori troviamo quello con il magazine Icon: un numero dedicato alla New Generation del cinema italiano che racconta la moda, il costume, le storie e le passioni maschili attraverso i volti nuovi della cultura pop contemporanea e i ritratti dei talenti simbolo della nuova generazione dell’industria dello spettacolo ne fanno da sfondo.

Nello speciale moda, il fotografo Giampaolo Sgura  ha dato vita a un vero e proprio inedito racconto per immagini, senza gerarchie di fama o di settore, in cui i giovani protagonisti del cinema hanno interpretato una selezione di capi delle collezioni autunno-inverno 2020 cercando questa volta di togliersi la maschera da palcoscenico ed essere se stessi.


Riccardo Mandolini, credits Giampaolo Sgura per Icon Magazine

Come nasce la tua passione per la fotografia?

Quando ero piccolo avevo sempre delle macchine fotografiche con me. Mi piaceva inquadrare e scattare foto ai compleanni di amici e alla mia famiglia. Poi feci un corso di fotografia a Fasano e allo stesso tempo iniziai con dei ritratti ad amici e amiche in spiaggia ma senza nessun vezzo fashion o a prova di moda: una fotografia super amatoriale. Con il tempo ho cominciato a nutrire un certo interesse per la moda e iniziai a maturare il desiderio di diventare stilista. Ma vivendo al sud in piccolo paesino ho deciso di intraprendere la strada per la architettura e mettere da parte (momentaneamente) la fotografia. Trasferito a Berlino grazie all’erasmus universitario, ho ritrovato la passione per la fotografia e rientrato a Milano ho conosciuto un redattore di Glamour per il quale ho iniziato a lavorare creando un piccolo portfolio. Ed e così che piano piano è nato tutto.

Ti capita spesso fotografare attori. Nel tuo lavoro hai notato grosse differenze tra old e new generation ?  

Sì, fotografo molti attori, da premi oscar ad attori emergenti. Ma devo dire che la categoria attore fa sempre parte della categoria, quella dell’essere umano: che tu fotografi un modello, un attore, un musicista o uno scrittore, davanti alla macchina fotografica cerchi di raccontare la loro vera personalità: come loro sono nella realtà, ovvero chi sono realmente. Chi molto scontroso, chi divertente, chi spaventato, chi arrabbiato, etc… 

Con alcuni personaggi sul set ho stretto una meravigliosa amicizia e con altri ho persino discusso: sul set si crea una bella sinergia, la mia personalità si fa travolgere dalle altre o può generare conflitti.  Non centra la categoria attore: è la categoria essere umano che deve essere immortalato e di conseguenza si crea sinergia e complicità.



Come pensi che oggi Instagram possa influire sulla fotografia tradizionale?

I social usano la fotografia ma alla fine è il soggetto che conta. Non credo che Instagram oggi influisca sulla fotografia. Purtroppo ormai la agente confonde queste cose ma la fotografia è l’“immortalizzazione” attraverso la macchina fotografica con la tecnica di ripresa: la fotografia resterà sempre fotografia, Instagram rimarrà sempre un veicolo, come il televisore o il magazine, per diffondere la fotografia. Instagram non prenderà mai il posto della fotografia.

Nel progetto Icon, dedicato alla new generation, hai avuto modo di lavorare e scattare i nuovi talenti del cinema italiano. È stato difficile per loro togliersi la maschera del cinema ed essere se stessi ? 

Per il progetto Icon tutti gli attori sono stati molto disponibili e hanno dato il meglio di se stessi senza darsi troppe arie. Alcuni erano più affermati ed altri emergenti, ma tutti super positivi. Una bellissima esperienza e nessuno indossava una maschera o aveva vergogna: hanno rappresentato al meglio la loro personalità e bellezza, il loro “package”, composto da diverse cose: non solo il lato estetico, ma anche espressività e fisicità.


Rocco Fasano, credits Giampaolo Sgura per Icon Magazine


Hai qualche consiglio in particolare per essere se stessi sotto la macchina fotografica ?

L’oggetto macchina fotografia purtroppo mette in soggezione tante persone, da chi si sente spiato a chi scoperto. Tanti non vogliono far vedere dei lati nascosti, ad esempio io non amo essere fotografo perché non mi riconosco nella fotografia che mi viene fatta. Come consiglio è difficile da dare, altrimenti saremmo tutti bravissimi modelli e attori. Tante persone molto belle davanti alla macchina fotografica non rendono e viceversa. Tanti mi chiedo come fare a diventare attori o modelli, ma io come prima cosa rispondo che la fotogenia è fondamentale: non basta essere belli, bisogna vedere anche come si viene in foto.

In studio con l’architetto: i tips per una casa instagrammabile

L’estetica di Instagram ci insegue ormai giornalmente. Tutto diventa instagrammabile, anche le nostre case. Per scattare delle belle foto in grado di attirare l’attenzione dei nostri follower allora, dobbiamo essere i primi ad amarle e a saperle valorizzare.

Abbiamo chiesto qualche suggerimento creativo all’Architetto Filippo Chiesa Ricotti, ( @filippochiesaricotti) fondatore dello studio di architettura e interior design GruppoTre (@gruppotrearchitetti). Dopo aver concluso due settimane alla Milano Design City dentro il “touch point” di Archiproducts Milano, dove trasmettere la bellezza degli interni (anche attreverso i social) si è rivelato quanto mai importante, ci svela alcune dritte per avere una perfetta #dreamhouse. 

Photo credits: Filippo Chiesa Ricotti


#coolness. La foto perfetta lo è anche perché il soggetto vale davvero la pena di essere immortalato. Avere un pezzo di design iconico da fotografare come un oggetto vintage unico o un quadro stravagante può diventare il punto focale dello scatto acchiappa like!

#instaflower. Se i colori sono in palette, la foto è ben bilanciata, tutto è ordinato ma manca ancora qualcosa, piante o fiori freschi possono essere l’elemento per lo scatto perfetto! Il tocco di verde o di colore, così come una bella pianta ci fanno stare bene in casa e donano un aspetto unico alla foto.

#nordicstyle. Il bianco prorompente dello stile nordico ha invaso da tempo Instagram e Pinterest. Il fatto che abbia tutto questo successo lo si deve alla sua grande presenza nelle immagini, infatti dona alle case una luminosità che abbinata al calore del legno ci fa subito sentire a nostro agio.

#ihavethisthingwithfloors. Se amate pavimenti e foto dall’alto andate davvero sul sicuro. L’unica accortezza è che tutto sia ordinatissimo. Nello scatto dall’alto, un bel pavimento protagonista della foto, magari con i vostri piedi, sarà l’ingrediente vincente per il post social.

#bathroomstyle. Il bagno è certamente un luogo instagrammabile. Le vasche freestanding sono molto scenografiche, ma anche le docce grandi e particolari risultano sempre molto invidiate! Questa stanza può avere molto carattere se decorata con bellissime piastrelle geometriche, essere elegante e senza tempo con il marmo, oppure minimal in resina. In questo modo lo stile sarà unico e se l’ambiente è ordinato diventerà un set perfetto per gli scatti più belli.

#vintage. Avere in casa arredi e oggetti vintage e dal fascino retrò è un vantaggio in più per raccontare l’atmosfera con stile, soprattutto se si riesce a creare contrasti con elementi di design contemporaneo e più moderni. L’effetto ottenuto sarà quello di un ambiente dotato di una forte personalità e originalità.   

L’attenzione che genera il cambiamento: Nicola Lamberti

Ambientalista, influencer e futuro ingegnere – abbiamo intervistato Nicola Lamberti.

Su instagram parla di sostenibilità, di consapevolezza, d’impegno civico e di come possiamo contribuire positivamente e regolarmente ad aiutare il nostro pianeta.

Ci racconta com’è nato il suo amore e il rispetto per la natura, di come la moda può essere eticamente sostenibile e di come il green-washing è un’arma imperdonabile.

Le sue foto e i suoi messaggi ricordano che ogni giorno facciamo delle scelte e queste possono mettere in pericolo o salvare il nostro futuro. 

Ig: @lambert.nic

Parlaci di te, come nasce la tua attenzione alla sostenibilità?

Fin da piccolo ho amato la natura incondizionatamente; leggevo riviste e libri che parlavano di ambiente, scienza e attualità – m’informavo – poi quando ne avevo la possibilità, spingevo i miei familiari a fare gite fuori porta ed escursioni. 

Mi piace stare all’aperto, ammirare la natura, la bellezza che ci circonda e la terra, il contatto con qualcosa che devi salvaguardare, mi fa stare bene.

In questi anni ho imparato diverse discipline legate alla natura come: il surf, lo snowboard, l’arrampicata e ognuna di queste ha suscitato in me una sempre maggiore sensibilità sul tema della sostenibilità ambientale. 

Che cosa fai tutti i giorni per dare il tuo contributo?

Sono un amante della conoscenza, credo che da questa possa nascere il cambiamento di cui ognuno di noi ha bisogno, per cui ogni giorno m’informo e cerco di migliorarmi. 

Dalla scelta di usare un semplice spazzolino in bamboo, alla partecipazione a un evento che sensibilizza lo spreco alimentare. 

Tutto quello che faccio poi, in questo momento in cui i social hanno un notevole impatto sulla comunità, lo condivido con i miei cari e sui miei canali. 

Secondo te ci stiamo impegnando abbastanza da salvare la terra?

A mio parere sembra stiamo percorrendo la strada giusta, anche se siamo ancora ben lontani dal nostro obiettivo. 

Noi giovani abbiamo ben compreso la problematica ambientale ma la questione potrebbe non essere del tutto chiara per tutti.

Nel 2015 abbiamo partecipato al summit di Parigi, condividendo e accettando l’accordo di restare sotto i 2°C. Secondo le analisi dell’associazione ambientalista sarebbero 14,3 i miliardi di euro l’anno che potrebbero essere eliminati o rimodulati, in modo da incentivare l’innovazione e ridurre le emissioni e invece, vengono disposti come sussidio alle fonti fossili.

Pensi che e qualcuno non prenda troppo sul serio questa situazione?

Negli ultimi periodi è semplice trovarci di fronte a delle campagne pubblicitarie ingannevoli. 

La problematica ambientale fa scalpore negli animi umani e questo implica che ogni azienda cerca in qualche modo di essere sostenibile, ma sappiamo che il green-washing è uno dei fenomeni più diffusi in questo periodo.

Come possono i consumatori essere più attenti?

Ogni giorno noi consumatori abbiamo la possibilità di scegliere se essere attenti o no. 

Al supermercato abbiamo la possibilità di comprare prodotti a km zero, abbiamo la possibilità di evitare di comprare prodotti confezionati con la plastica, abbiamo la possibilità di scegliere di muoverci con mezzi di trasporto pubblici o comunque meno inquinanti, abbiamo la possibilità di comprare capi sostenibili. 

Poi avremmo tanti doveri quotidiani, più che possibilità, come fare la raccolta differenziata, evitare di buttare le sigarette a terra e tante altre cattive abitudini che andrebbero superate.

Parliamo di moda sostenibile, in che direzione stiamo andando?

L’industria del fashion è il secondo settore più inquinante al mondo ed io credo che, essendo l’italia, la capitale della moda, la direzione che stiamo prendendo è ottima. 

CNMI sta sostenendo l’industria tessile sostenibile, e le numerose startup che puntano in quella direzione. 

Molti grandi marchi italiani hanno presentato capsule collection sostenibili e io mi auguro che nei prossimi mesi rendano anche tracciabile la produzione in filiera, in modo da essere sempre di più trasparenti. 

Ci sono dei brand che apprezzi per la loro visione ecologica ed etica?

Negli ultimi mesi ho conosciuto moltissime start-up sostenibili italiane. 

Ho collaborato con “Acbc” che produce scarpe completamente scomponibili e sostenibili.

Al WSM di Gennaio ho conosciuto i ragazzi di “Staiy” una piattaforma e-commerce completamente dedicata allo shopping sostenibile. 

Sono entrato in contatto con “WeAreWuuls” che oltre a produrre in modo sostenibile  compensano il loro impatto ambientale donando il 5% del loro ricavato all’associazione per la conservazione dell’orso marsicano tipico dell’Abruzzo.

Che consigli ci daresti per rispettare di più il pianeta? 

Per l’Earth Day ho chiesto alla mia community di instagram a cosa non sarebbero disposti a rinunciare della terra; ognuno di loro mi ha risposto con una foto oppure un pensiero. 

Ho scritto una lettera e li ho taggati tutti. 

Il giorno dopo ho chiesto ad ognuno di loro, cosa da quel giorno, avrebbero promesso di fare per non perdere quello che più gli piace della terra. 

A volte credo che ci manchi la consapevolezza dei nostri piccoli gesti quotidiani, e proprio qui io mi sento di dare il mio consiglio, sono questi gesti a fare la differenza. 

Diventare consapevoli e conoscere cosa accade nella “nostra” via, nel “nostro” quartiere, nella “nostra” città, è fondamentale perché la conoscenza genera attenzione e l’attenzione genera cambiamento

5 fotografi da seguire su Instagram

Instagram è diventata una piattaforma che permette a fotografi e appassionati di condividere i loro scatti. Sono sempre di più i professionisti che scelgono questo social network per mostrarsi e farsi notare. Se state cercando ispirazione o volete ravvivare il vostro feed, questi sono i fotografi da seguire che abbiamo selezionato nel mese di Aprile.

Sem Gregg

Instagram: @samalexandergregg

Ritrattista e documentarista londinese, gli scatti di Sem Gregg si rifugiano in ambienti complessi che risiedono nelle periferie.
Il suo lavoro è una ricerca per interrompere e mettere in discussione i tabù e celebrare i valori umani universali.

Gray Sorrenti

Instagram: @graysorrenti

Quando la fotografia ti scorre nel sangue, non hai altra scelta che metterti a scattare.
Figlia del leggendario fotografo Mario Sorrenti, Gray è una vera e propria stella nascente della fotografia internazionale.

Michael Oliver Love

Instagram: @michaeloliverlove

Fotografo che porta una ventata di freschezza nel mondo della fashion photography, creando immagini sorprendenti che mirano a sovvertire gli stereotipi di genere, sfidando la mascolinità tossica.

Goblin

Instagram: @nycgoblin

Giovane fotografo e artista surrealista domenicano con sede nel Bronx di NY.
Il suo lavoro spazia dalla fotografia di moda, all’adv, fino a opere con tecniche più complesse.
La sua arte interpreta tutte le sfaccettature della sua personalità: l’amore, la verità e la rabbia.

Dimpy Bhalotia

Instagram: @dimpy.bhalotia

Nata a Bombay e trapiantata a Londra dove trascorre le sue giornate all’insegna della passione per la street photography in bianco e nero.
Tutto è scattato con l’Iphone, grazie al quale riesce a immortalare l’energia che la circonda.

Simone Pollastri: «Date importanza al tempo, lavorate su voi stessi, e non fermatevi mai»

Solare, determinato e indubbiamente ingegnoso: Simone Pollastri, classe 1998, è più di ciò che sembra. Con il suo mix di stile e predisposizione in ambito digitale, oltre a costruire il proprio percorso da solo, oggi conquista i propri fan attestando che ci si può dedicare a molteplici passioni allo stesso tempo.

Siamo riusciti ad avere un po’ del suo prezioso tempo per riflettere sull’evoluzione in campo mediatico, futuro della moda e i cambiamenti che influiranno sulle esperienze nel settore creativo post-epidemia. 

Di che cosa si occupa la tua professione?

La mia professione si occupa di comunicazione, advertising e mondo del fashion. Nello specifico io sono un videomaker/director che opera nel campo della moda. Mi occupo di fashion film, campagne di advertising per vari brand come Moonboot, Superga, Dolce & Gabbana, Guess, Sara Giunti, Ermanno Scervino, LIUJO e tanti altri con i quali ho collaborato nel corso degli anni. Ho 21 anni, vivo a milano e come spiega la mia bio di instagram “both sides of the camera” di lavoro mi occupo anche di altro, lavorando come influencer e modello con l’agenzia Wannabe Management che mi rappresenta. Grazie ad essa, ho portato a termine progetti molto belli come campagne per Vans, Ellesse e tanti altri progetti digital che mi vedono in veste di talent per l’appunto. Una sorta di doppia personalità: davanti e dietro la telecamera. 

Come vedi il futuro del mondo della moda e dell’ambito creativo post-epidemia?

Mi ritengo fortunato perché per il tipo di lavoro che faccio come talent posso lavorare ovunque da casa o in giro per il mondo. Cosa diversa invece per quanto riguarda lato video in cui i progetti richiedono la mia presenza sul set etc. Sicuramente questo scenario che stiamo affrontando in questo periodo porterà a cambiamenti nel settore della moda, nuove tipologie di lavoro che prenderanno sempre più piede vedi lo smart working, nuovi canali di comunicazioni nuove piattaforme, una tipologia diversa nell’approccio a progetti di vario genere. Bisogna prendere questo periodo storico e farne tesoro per il futuro, imparare da quello che sta succedendo adesso per migliorarsi e migliorare tutti insieme una volta ripartiti. Spero fortemente che quello che stiamo vivendo in questo periodo serva soprattutto a far capire l’importanza di portare contenuti autentici in grado di sensibilizzare le grandi masse che seguono i talent su tematiche di vita concreta reale di tutti i giorni, non del “sogno Instagram” passatemi il termine che si cerca di far credere. Alla gente serve autenticità. 

Con l’avvento dei social, in particolar modo nel corso di questo periodo di instabilità economica e sociale, a tuo parere quale sarà lo scenario che cambierà maggiormente da ora in poi?

Una cosa che mi ha fatto riflettere molto in questo periodo è che nonostante io con i social ci lavori, prima che questa epidemia scoppiasse il social era visto come lo strumento che divideva le masse, la gente, l’opinione pubblica andava a togliere importanza alla relazione pubblica. Mentre adesso che ci troviamo chiusi in casa costretti a dare un nuovo valore al tempo, viene dato un nuovo valore anche ai social che sono visti invece come strumento di unione per informare e unire un popolo intero. Sicuramente il mio settore, così come tanti altri, sta subendo e subirà una forte battuta d’arresto dovuta a questa situazione e probabilmente lo scenario sarà quello di un settore che si ripartirà ma basandosi in gran parte il mondo della moda su eventi, relazioni pubbliche, sfilate, progetti, experience etc avrà bisogno di un pò di tempo prima che questa grande macchina torni a funzionare a pieno regime.

Quali sono le mosse che secondo te il sistema moda deve attuare per accingersi a un’etica di miglior impatto?

Cercare di diventare l’intero settore moda più SOSTENIBILE possibile. Come? Riducendo gli impatti ambientali per l’intero settore sulla produzione, utilizzando materiali riciclabili ed eco-sostenibile e cercando di ridurre al minimo i consumi. Ci sono già molte grandi azienda che hanno abbracciato questa policy per esempio Diesel con la quale ho avuto modo di collaborare ha lanciato la sua collezione Diesel-Up cycling for fatta di materiali riciclati da altri capi e messi insieme per formare un capo iconico. Ma adesso devo dire in generale che il settore moda essendo avanguardista è molto propenso a politiche di questo gente favorevoli all sostenibilità e come Diesel ci sono tante altra realtà. 

 A tuo parere, verso che rotta si sta orientando il settore creativo? E cosa punta a raggiungere in questi tempi?

Di questi tempi secondo me la creatività rimane sempre un arma a nostro favore, a cui far fronte se affiancate ad una buona iniziativa per lanciare un messaggio che possa aiutare o essere di conforto o di informazione alle persone. Quindi credo che i talent in un momento come questo debbano sentirsi stimolati e in dovere di mettere a disposizione la loro creatività, unire le forze per cercare di trasmettere un qualcosa di reale, che sia un messaggio positivo o di informazione di qualsiasi tipo farlo arrivare a più gente possibile. Ad esempio, sto partecipando in questi giorni ad una bellissima iniziativa proposta da Lacoste che ha deciso di affidare la gestione della sua pagina social alla creatività dei talent al fronte di creare una community di persone con scambi di idee  e opinioni di ogni tipo. Si disegna l’iconico coccodrillo di Lacoste sotto una nostra nuova interpretazione e lo si condivide sui nostri canali social creando un vero e proprio engagement e si mette a disposizione la nostra creatività per il brand. Un gesto semplice ma che può portare anche solo un sorriso o un po di felicità per tutte quelle persone che vogliono abbracciare l’iniziativa. 

Cosa ti spaventa di più appena cesserà l’epoca Covid-19?

Non è il cosa mi spaventa di più, perché come già dicevo prima sono convinto e ho già messo in contento che il nostro settore ripartirà, seppure con calma e con i suoi tempi, ma ripartirà e torneremo con il tempo a pieno regime. Ma il discorso è proprio questo, ovvero che non sappiamo di quanto tempo in realtà stiamo parlando di quando si ripartirà di quando si potrà tornare alla normalità e questo mi spaventa molto. Non è il cosa mi spaventa di più, perché come già dicevo prima sono convinto e ho già messo in contento che il nostro settore ripartirà, seppure con calma e con i suoi tempi, ma ripartirà e torneremo con il tempo a pieno regime. Ma il discorso è proprio questo, ovvero che non sappiamo di quanto tempo in realtà stiamo parlando di quando si ripartirà di quando si potrà tornare alla normalità e questo mi spaventa molto. 

Come cambierà il tuo lavoro dopo l’epidemia?

Non credo cambierà radicalmente perché come dicevo prima faccio un tipo di lavoro che mi consente di lavorare circa ovunque da casa dalla palestra in viaggio. Di certo all’inizio saranno ridotti gli eventi di moda ci sarà meno possibilità di relazionarsi con persone del settore per poi ripartire piano piano. Per il resto credo che cambieranno le tipologie di progetti per lo meno all’inizio viaggi per lavoro e progetti simili saranno in stand-by e inizierà a prendere piede a livello lavorativo anche Tik Tok che ormai è una realtà assodata già da tempo. 

Riflessioni conclusive?

Spero che questo tempo possa servire ad ognuno di noi per riprogrammarsi, rimettere ordine nella propria vita e soprattutto dare un nuovo valore al tempo e non sprecarlo mai. Inoltre credo che questo momento ci debba insegnare l’importanza delle piccole cose, in un momento così difficile per tutti il sapere di non essere soli, ma di avere i familiari, un abbraccio un sorriso sono tutti piccolo destri che nella vita di tutti i giorni non ce ne rendiamo conto ma adesso iniziamo ad assumere un significato speciale. Date importanza al tempo, lavorate su voi stessi, organizzate i vostri progetti futuri, ma non rimanete fermi. Mai.

Instagram: @simpll8

®Riproduzione riservata

La quarantena secondo gli influencer

Dopo il decreto dell’8 marzo emanato dal nostro governo, la zona rossa è stata estesa a tutta la penisola italiana e questo comporta una limitazione degli spostamenti. Infatti, siamo tutti chiamati a restare tra le mura di casa salvo in casi di stretta necessità o emergenza per cercare di contrastare l’avanzata pericolosa del Corona Virus

Molti di noi, abituati ad una vita frenetica e movimentata, si trovano a riscoprire la dimensione casalinga cucinando, facendo workout o lavorando in smart working. 

Tuttavia, i social ed in particolare Instagram, rimangono uno dei passatempi preferiti e i veri protagonisti di essi, gli influencer, ora più che mai, scendono in campo invitando prima i propri follower a non abbandonare le mura di casa attraverso l’hasthag #iorestoacasa e poi cercando di allietarli nei modi più svariati. Qui una piccola lista di influencer da seguire durante la quarantena

Paolo Stella (@paolostella

Influencer e scrittore, in questi giorni ha lanciato l’iniziativa di una raccolta di proposte day by day su come occupare il tempo in modo creativo e al meglio durante la quarantena attraverso l’hashtag #MYSWEETQUARANTINE. Il suo motto è “siamo in un tempo nuovo, troviamo un nuovo modo per impiegarlo”.

Giulia Valentina (@giuliavalentina)

Oltre a partecipare all’iniziativa #MYSWEETQUARANTINE di Paolo Stella, ha intervistato in videocall il professor Claudio Vicini, otorinolaringoiatra di Forlì, per porgergli alcune domande ricorrenti sul Covid19 contribuendo a dare informazioni utili al suo pubblico e a tutto il popolo di Instagram. Non mancano i divertenti siparietti con le sue chihuahua e le utili rubriche in lingua inglese.

Luca Vezil (@lucavezil)

Influencer, appassionato di fitness e compagno di Valentina Ferragni (@valentinaferragni), si propone di fare dei video e delle dirette sul suo profilo dispensando consigli su come allenarsi in modo “homemade” utilizzando solo un tappetino, un elastico da palestra e tanta forza di volontà. Alterna workout ipertrofici a workout metabolici per incoraggiarci ad essere sempre fit. 

Paola Turani (@paolaturani)

Modella e fashion influencer, oltre a mostrare i suoi attimi di vita quotidiana durante la quarantena con i suoi cani Nadine e Gnomo e il suo compagno Riccardo Serpellini (@rickyserpella), condivide simpatici Tik Tok per intrattenere i suoi follower e donare momenti di spensieratezza senza mai però dimenticarsi di divulgare il messaggio importante e positivo di rimanere a casa.

Marco Cartasegna (@marcocartasegna)

Influencer e modello italo-spagnolo, sul suo instagram si occupa principalmente di politica e durante la quarantena sta caricando dei video nella sezione igtv esprimendo il suo punto di vista su alcune mosse politiche adottate dal nostro governo contribuendo così ad informare chi lo segue e ad aprire dei dibattiti su questi temi. 

Veronica Ferraro (@veronicaferraro)

Fashion influencer, anche lei ha aderito all’iniziativa #MYSWEETQUARANTINE caricando ogni mattina alle 10 sul suo profilo nella sezione Igtv un video di un workout casalingo ispirandosi ai consigli del marito trainer Giorgio Merlino (@giorgiomerlino). I suoi follower, così, possono tenersi in forma anche in questo periodo di sedentarietà forzata. 

Leo Gassman (@leogass.official)

Cantante e vincitore di Sanremo giovani 2020, oltre ad aver lanciato un appello a suoi seguaci di restare a casa, organizza delle dirette in cui canta e suona la chitarra per intrattenere e fare compagnia al suo pubblico. 

Camilla Boniardi (@camihawke)

Carica sul suo profilo nella sezione Igtv dei video/Tik Tok in cui in modo spiritoso dà consigli ai suoi followers sulle migliori serie tv da guardare durante la quarantena. 

Marco Fantini (@marcofantini_mf

Influencer, modello e futuro marito di Beatrice Valli (@beatricevalli), oltre ad aver lanciato un appello ai suoi follower di non uscire di casa e ad aver ringraziato personalmente i medici in prima linea in questa emergenza, condivide ogni giorno nelle sue Ig Stories attimi di vita quotidiana con la sua famiglia per far vedere come occupa il suo tempo durante la quarantena mostrando anche alcune ricette di cucina. 

Frank Gallucci (@frankgallucci)

Lo stilosissimo Frank non manca di aggiornarci quotidianamente con l’andamento della situazione Coronavirus in Italia e nel mondo, ci propone una rassegna stampa delle raccolte fondi in essere e ci strappa qualche sorriso con un best of di Tik Tok e video esilaranti.

Filippo Cirulli (@filippocirulli)

Trendsetter sofisticato, appassionato di arte e di antiquariato, Filippo si è sempre distinto per la sua estetica e per la sua visione contemporanea di eleganza maschile. In questa fase difficile si reinventa come casalingo insegnandoci tecniche per la lucidatura dell’argento, come pulire i vetri in modo ottimale e realizzare cocktail per aperitivi.

Alessandro Magni (@ale_magni)

Difficile per un globetrotter come Ale Magni restare fermi, ma è proprio da lui che ci arrivano continui moniti a rispettare le regole, ancor prima che iniziasse ufficialmente il periodo di quarantena. Questo isolamento, per Alessandro è diventato l’occasione ideale per mettere in ordine l’armadio e per condurci in un live tour nel suo showroom casalingo.

Elisa Taviti (@elisataviti)

Siamo abituati a vederla divisa tra fashion week, viaggi e appuntamenti glamour. L’influencer toscana in questo momento si reinventa, dedicandosi completamente alla cura della casa e alla cucina, proponendoci dolci e piatti semplici da realizzare. Non manca però anche qualche consiglio beauty!

Roberto Valbuzzi (@notordinarychef)

Lo chef varesino che tutte le sere ci fa compagnia a Cortesie per gli ospiti (canale 31 Real Time) ovviamente non può che suggerirci piatti e ricette da replicare in queste settimane.  Per rendere tutto più coinvolgente via libera alle dirette insieme ad amici e personaggi noti del mondo food.

Ha collaborato Federica Zucca

®Riproduzione riservata

Musei italiani: i 10 più famosi su Instagram

Luoghi di arte e cultura, i musei sono sempre più social e maggiormente inseriti tra gli hashtag delle nostre foto su Instagram. Ecco perché Holidu, il motore di ricerca per case vacanze, ha deciso di stilare una classifica dei musei nostrani più famosi su Instagram e decretare chi si conquista il titolo di Museo con più hashtag.

I musei Vaticani a Roma si aggiudicano la medaglia d’oro superando i 388mila hashtag. Una delle raccolte più grandi al mondo frutto delle collezioni di grandi papi nel corso dei secoli. Al secondo posto non poteva mancare uno dei musei più famosi e importanti al mondo. Il museo degli Uffizi (Firenze) conquista l’argento con un toltale di 367.131 hashtag. Famosi pittori si occuparono di affrescare le bellissime stanze dell’edificio e, ad oggi, la collezione artistica che racchiude si è ampliata notevolmente con opere che vanno dal Medioevo fino all’età moderna. Il gradino più basso del podio spetta a un altro museo romano, il Maxxi, con i suoi oltre 150mila hashtag totali. Un ottimo risultato per questo enorme edificio, realizzato dell’architetto Zaha Hadid, che espone opere d’arte contemporanea del XXI secolo di artisti italiani e internazionali.

Si torna a Firenze per il quarto posto dei musei più instagrammati.  Palazzo Pitti sfiora i 110mila hashtag. Questo edificio oggi ospita tra le sue mura quattro musei: il Tesoro dei Granduchi, la Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali ed Imperiali, la Galleria d’Arte Moderna e il Museo della Moda e del Costume. Ogni museo racchiude le proprie opere d’arte e non sempre si parla di quadri o sculture. Al quinto posto della lista c’è infatti il Museo Ferrari. Inaugurato nel 1998 a Maranello, il percorso fa rivivere la storia dell’auto rossa più iconica. Sesto classificata è la Pinacoteca di Brera, Milano. Sua la posizione con 55.240 hashtag. Questa galleria espone opere diversissime tra loro sia per stile che per periodo di riferimento. Numerosi gli esempio di importanti pittori dell’Italia Settentrionale.

Terza conquista romana al sesto posto con la lussuosa Galleria Borghese, 55mila hashtag. Dipinti e sculture per una collezione unica al mondo, specialmente per le opere del Bernini e di Caravaggio. Sempre Roma alla posizione successiva con i suoi Musei Capitolini (#49.421), la struttura museale civica più importante della Capitale considerato il primo museo al mondo e istituto grazie alle collezione di molto papi.Nono classificato il Museo del ‘900 a Milano. Un museo giovane inaugurato nel 2010 con lo scopo di “diffondere la conoscenza dell’arte del Novecento”, come si può leggere sul sito ufficiale. All’interno delle stanze è possibile ammirare dipinti di diverse correnti artistiche dalle Avanguardie internazionali, al Futurismo, all’Arte Povera. Ultimo della top10 è il Museo Nazionale del Cinema di Torino, con più di 46mila hashtag. All’interno della spettacolare Mole Antonelliana, simbolo della città, questo museo espone opere inerenti la settima arte con una particolare organizzazione espositiva lungo una spirale.

Crediti foto: Holidu

®Riproduzione riservata