Dalla Costiera Amalfitana al golfo di Napoli: weekend escape 100% italiano

Vacanza italiana? Se amate il mare, la cucina e l’Italia, la Costiera Amalfitana e il golfo di Napoli sono la meta ideale per le vostre vacanze estive. In pochi giorni, sarà possibile visitare luoghi magici, invidiati da tutto il mondo, ricchi di storia e protetti in quanto patrimonio dell’umanità: vi regaleranno scorci ed emozioni  indimenticabili.

Viaggio nella “Divina Costiera”

Costiera Amalfitana resort
Il resort La Torre della Limonaia, a Maiori (ph. Anselmo Prestini)
Costiera Amalfitana hotel sul mare
La Torre della Limonaia (ph. Anselmo Prestini)

Il viaggio inizia nel cuore della Costiera Amalfitana, a Maiori, dove si trova La Torre della Limonaia, tenuta sospesa nel tuffo tra cielo e mare. Il profumo agrumato delle foglie del limone si mischia a quello delle onde.
La struttura a picco sul Tirreno è caratterizzata da infiniti alberi di limoni. Troverete intimità, lusso e un’eleganza senza tempo, come se l’orologio si fosse fermato diversi anni fa. Il soggiorno nelle ville è un’esperienza da assaporare in ogni sua forma: a bordo piscina ci si potrà perdere nella musica di un concerto sulla scogliera e godere a pieno  il gusto della migliore cucina mediterranea.
Inoltre, gli amanti degli animali saranno felici di scoprire che la struttura ha una  fattoria: non sarà quindi difficile incontrare asini, cavalli, pecore e galline.

Costiera Amalfitana torre limonaia
La colazione a La Torre della Limonaia (ph. Anselmo Prestini)

Napoli e Capri, fra tradizioni millenarie, meraviglie artistiche e culturali, glamour

A solo mezz’ora di distanza, il viaggio continua verso Napoli, città famosa per il suo folclore e dalle millenarie tradizioni; affacciata sul mare, vanta un patrimonio storico, culturale e artistico meraviglioso. Da non perdere la visita a “Napoli sotterranea”, un’area che si trova nel sottosuolo e descrive la storia della città partenopea.

Capri vista faraglioni
I faraglioni di Capri (ph. Anselmo Prestini)

Dopo mezza giornata alla scoperta del capoluogo campano, si consiglia di prendere il traghetto per raggiungere, in mezz’ora, Capri. La “regina di roccia” da sempre è rinomata per il turismo glamour e d’élite. Potreste isolarvi assaporando i suoi faraglioni a picco e scoscesi, ma più probabilmente potreste incontrare celebrità di fama mondiale che vi si recano ogni anno. A Capri, infatti, hanno luogo feste esclusive celebrate sull’isola. Trascorrere una notte qui vale davvero la pena, per poi esplorare di giorno esplorare la Grotta Azzurra: i tradizionali gozzi a remi vi faranno immergere nel blu delle acque capresi. Basterà tuffarsi per ritrovarsi immersi in un vero e proprio antro dall’acqua blu cobalto, ricca di pesci coloratissimi.

Ischia, relax e benessere in un’isola immersa nella natura

Per concludere il weekend, non può mancare nell’itinerario in un’isola vicina a Capri, più rurale e tranquilla, ma sempre con molto da offrire: Ischia. Parliamo di un luogo di pace immerso nella natura. Vi si possono trovare antiche sorgenti termali e vasche naturali che sgorgano direttamente dalla spiaggia, dove le acque marine si mescolano a quelle delle terme. Per i più sportivi, è vivamente consigliata una passeggiata di trekking sui monti dell’isola vulcanica, con la possibilità d’imbattersi in getti di vapore sulfureo. Se amate la natura e camminare all’aria aperta, lasciatevi conquistare dai profumi di gelsomino e ginestra che pervadono Ischia. Profumi floreali, bagni termali, mare, colori accesi, arte… Tutto all’ insegna del benessere.

Costiera Amalfitana tramonti
Ph. Anselmo Prestini

Costiera Amalfitana tramonti
Ph. Anselmo Prestini

Per tutte le foto, credits Anselmo Prestini

Nell’immagine in apertura, vista notturna della Penisola Sorrentina

XBENE, l’esperienza wellness che nasce per sorprendere e superare le aspettative

Dopo Bologna, Faenza e Imola, lo scorso gennaio XBENE è approdata anche a Milano, zona Moscova, col suo metodo studiato in oltre vent’anni di esperienza nei settori dell’allenamento, della nutrizione, del mental training e dell’estetica.
Per differenziarsi dalle altre start up sportive, il centro wellness punta a vendere una vera e propria experience: non solo il pacchetto del classico allenamento da pesi, troviamo anche un percorso sportivo a 360 gradi, dalla nutrizione ai trattamenti corpo.

wellness Milano allenamento

Solitamente, nella mente di chi si iscrive in palestra c’è un obiettivo, come ad esempio perdere peso ma, in ambienti spesso affollati, con macchinari sempre occupati e schede assolutamente generiche, create da istruttori che devono seguire molte persone in un solo momento, non è scontato che il risultato venga raggiunto. In uno spazio che si frequenta per avere un miglioramento, invece, ti devi concentrare sul tuo obiettivo, necessiti di un ambiente intimo, spazioso e amichevole, dove il personale dedicato ti segue veramente, ed è questo ciò a cui punta XBENE, prediligendo la qualità alla quantità.

wellness centri Milano

XBENE è un’esperienza a tutto tondo, che continua anche fuori dal centro.
Il personal training educa al movimento, a uno stile di vita attivo e dinamico, non solo nel centro, ma anche a casa. Grazie a un sistema di monitoraggio del movimento, fornito in dotazione ad ogni cliente, il trainer potrà seguire le persone nelle abitudini di vita giornaliere, impostare dei piccoli compiti di movimento da fare a casa e da verificare quando il cliente ritorna in struttura.
Proprio questa è la mission del centro: educare ogni persona a muoversi bene, nutrirsi bene, volersi bene, con un programma mirato, studiato ad hoc in base alle esigenze di ognuno.

Xbene Milano
L’ingresso di XBENE, a Milano

Quando ti fissi degli obiettivi come dimagrire, attenuare i segni del tempo, recuperare tono e prenderti cura del tuo aspetto, non basta una palestra, non bastano i trattamenti estetici, né mangiare bene. È solo l’insieme di tutti questi aspetti che permette di ottenere risultati più velocemente e mantenerli nel tempo.

palestre Milano centro

Nell’immagine in apertura, il nuovo centro XBENE di via Varese 12, a Milano

Moda street e musica, la ricetta social di Riccardo Gori aka Ghost Rich

In occasione dell’evento organizzato dal marchio Ten Minutes To Moon a Roma, Manintown ha avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Riccardo Gori, creator dallo stile decisamente bold, con un debole per colori e grafismi audaci. Un’attitude che si sposa alla perfezione con le proposte dell’ultima capsule collection del brand street italiano, che ruota intorno alla rilettura in chiave ricercata, tesa a valorizzare l’unicità di ciascuno, dei capisaldi del workwear, tra print d’ispirazione futurista, accento sulle geometrie e cromie intense declinate, però, in tonalità misurate, dal crema all’arancio, alle nuance ricorrenti del nero e verde.


Giovane, appassionato di moda e musica, è conosciuto sui social come Ghost Rich; in poco tempo è riuscito a costruirsi una propria fanbase molto attiva, con la quale condivide le proprie emozioni e ideali attraverso scatti unici.

Che rapporto hai con la musica?

La passione per la musica mi è stata tramandata da mio padre, fin da piccolo; lui viaggiava tantissimo per vedere i suoi cantanti preferiti.
Sono stato influenzato dalla sua passione: non ho un genere preferito, mi piace la cultura musicale a 360 gradi. A seconda del momento che vivo, la musica mi aiuta molto. Mi ha davvero salvato dal tipico periodo che viviamo nel pieno dell’adolescenza, tra i 14 e i 18 anni, spronandomi, facendomi capire come inseguire i miei sogni ed essere sempre me stesso. Mi ha dato una bella spinta!

Riccardo Gori anni

Come e quando hai iniziato queste attività sui social? Cosa pensi di Instagram e TikTok: riesci a lavorare grazie a queste piattaforme? Con quale ti identifichi di più?

Instagram lo uso volentieri, gli sono più affezionato rispetto a TikTok perché sono partito da lì. Oggettivamente non so quanto durerà TikTok, ma sicuramente è di forte aiuto per diventare virale.
Da un anno a questa parte IG mi ha aiutato tanto a prendere ispirazione. Durante il giorno lavoravo in un negozio normalissimo, la sera invece mi prendevo una rivincita, potevo postare ed esprimermi liberamente. Ero al lavoro tutto il giorno tutti i giorni, dalle 8 di mattina alle 8 di sera, potermi svagare sui social e mostrarmi per quello che ero davvero era una sorta di vendetta, in positivo…
Sono riuscito a dimostrare che ce la potevo fare da solo, anche a livello familiare; i social mi hanno aiutato a capire ciò che non volevo fare e quella che non poteva essere la mia strada.

Riccardo Gori modello

Sei molto giovane: a cosa pensi sia dovuto il tuo successo? Cosa credi piaccia di più a chi ti segue?

Ho sempre attribuito il mio successo non a un qualcosa in più, bensì al fatto di non avere niente più degli altri. Il segreto è essere umile: rivelarmi spontaneo mi ha portato lontano.
A volte la chiave non sta nell’avere chissà quale talento, ma nell’essere semplici e genuini: in tanti si possono ritrovare in me. Sono sempre vicino a chi mi segue, non voglio farmi percepire inarrivabile, come cantanti o attori.

Rccardo Gori influencer

Che rapporto hai con la moda? Vorresti creare un tuo brand?

Un rapporto molto intimo, inoltre la studio, sto per laurearmi all’Accademia di belle arti a Firenze. Se la musica mi ha spinto a darmi da fare, la moda mi ha costruito, formato, mi ha anche protetto. Penso siano due ambiti assai connessi.
La moda aiuta a stare bene con se stessi, la vivo in maniera sia mentale che corporea.
Al momento non so se vorrei creare un mio brand, l’idea sicuramente mi affascina, anche dal punto di vista del marketing e della comunicazione. Se mi avessi fatto questa domanda due anni fa la risposta sarebbe stata affermativa, ora però tutti vogliono creare tutto, con poca creatività, e l’entusiasmo è un po’ calato… Ormai si fa moda solo perché va di moda.

Riccardo Gori influencer

Coachella 2022: dalle star della musica alle star del web

Dopo tre anni di stop a causa della pandemia, ad aprile è tornato a grande richiesta uno degli eventi musicali più attesi dell’anno: il Coachella Festival a Indio, in California. La manifestazione vede protagonisti i performer più famosi del mondo, che si esibiscono con scenografie davvero spettacolari ed originali. Nel corso degli anni, sempre più brand hanno creato collezioni a tema per l’occasione e al festival partecipano influencer e celebrities che, con i loro outfit, concorrono a renderlo ancora più virale ed apprezzato. Tra i tanti artisti che si sono esibiti in quest’edizione figurano la rock band italiana dei Måneskin, Harry Styles, Billie Eilish e Karol G.

festival Coachella California 2022 lineup
Il palco del Coachella Festival 2022

Le star della musica on stage

Italiani, giovani, adrenalinici, i Måneskin si sono saputi distinguere anche in California grazie alla loro energia e spirito rock. Sicuramente i loro vestiti non sono passati inosservati: hanno voluto trasmettere un messaggio di libertà assoluta dell’identità, fuori da qualsiasi schema. Il pubblico era in delirio nel vedere la band all’ennesima potenza nel cuore d’Indio, intenta a realizzare uno spettacolo senza freni sulle note di Zitti e Buoni, I Wanna Be Your Slave e Mammamia, tra i loro singoli più conosciuti. Protagonista indiscusso della performance è stato Damiano che, dopo metà concerto, ha deciso di proseguire la sua esibizione letteralmente in mutande, mandando i fan in delirio.

Maneskin festival coachella 2022
L’esibizione dei Måneskin (ph. by Frazer Harrison/Getty Images for Coachella)
Damiano David festival coachella
Damiano David sul palco del Coachella

Harry Styles, amato soprattutto dai Millennial di tutto il mondo, ha regalato magie chiudendo la prima notte del festival. Il singolo As it Was, presentato live in esclusiva, ha emozionato il pubblico, ma la sorpresa più grande è stata l’arrivo inaspettato di Lizzo, con cui ha duettato per cover come What Makes You Beautiful e I will survive, sotto il cielo stellato della California. Lo stile del cantante era molto ricercato, vestito di colore rosa come simbolo d’uguaglianza, contro ogni forma di discriminazione.

Coachella 2022 Harry Styles
La performance di Harry Styles al Festival
Lizzo Harry Styles
Harry Styles duetta con Lizzo (ph. by Kevin Mazur/Getty Images for Harry Styles)
 

Billie Eilish, headliner più giovane di sempre della kermesse, ha cantato alcuni suoi pezzi di Happier Than Ever sulla passerella in mezzo ai fan. Ha ospitato Damon Albarn e Posdnuos, dimostrando di essere in grado di conquistare qualunque tipo di pubblico, dai più grandi ai più piccoli. La dolcezza è stata la vera protagonista della sua esibizione: ha anche cantato col fratello Finneas, regalando alla platea minuti di amore e gioia.  

Billie Eilish Finneas 2022 concert
Billie Eilish si esibisce col fratello Finneas

Infine, Karol G è tra le prime artiste latine del Coachella, dove ha deliziato i suoi fan – molti dei quali con vivaci capelli blu come la cantante stessa. Quando la star colombiana ha aperto con il singolo El Makinon, il palco si è trasformato in un’enorme pista da ballo. Dopo aver suonato hit come Como La Flor, Hips Don’t Lie di Shakira e Gasolina di Daddy Yankee, Karol G ha sorpreso il pubblico col suo amico e collega J Balvin, che l’ha raggiunta per eseguire il tormentone del 2017 Mi gente.

Karol G coachella 2022
Karol G al Coachella
J Balvin and Karol G concert
Karol G canta con J Balvin (ph. by Scott Dudelson/Getty Images for Coachella)

Influencer, titktoker e volti noti dei social italiani

Se tanti sono gli artisti che si sono esibiti con le loro canzoni, non da meno sono stati gli influencer, che hanno sfoggiato i loro outfit all’Empire Polo Club, come una vera  e propria sfilata en plein air.
Anche quest’anno l’Italia si è fatta notare: tra i personaggi che hanno vestito gli abiti più particolari troviamo Giulia Calcaterra, la modella Virginia Stablum, la tiktoker Tasnim Ali e Veronica Ferraro.

Giulia Calcaterra ha mantenuto la sua allegria sportiva, portando lo sport sostenibile nel cuore della California, sfoggiando proprio la sua linea di costumi, Selvatica.

Giulia Calcaterra costumi
Giulia Calcaterra

Virginia Stablum, reginetta italiana del secondo weekend della manifestazione, ha saputo farsi riconoscere con eleganza e raffinatezza, indossando stivali morbidi e zaino frangiato, con tanto di cintura coordinata in denim chiaro e luminoso, veri protagonisti di un outfit composto da minidress color sabbia.

Virginia Stablum Instagram
Virginia Stablum

Anche Tasnim Ali, autrice del libro VeLo spiego, non è passata inosservata: ha indossato tipici capi mediorientali, fiera di indossare il velo e portare la sua cultura al festival; i post sui suoi canali social sono diventati virali in pochi minuti.

Tasnim Ali velo spiego
Tasnim Ali

Non poteva infine mancare all’appello la classe e soprattutto lo stile di Veronica Ferraro, influencer da 1.4 milioni di follower, amica storica di Chiara Ferragni. Per l’occasione, ha scelto un total look in denim firmato Alessandra Rich, semplice ma deciso. Un evergreen che non passa mai di moda, composto da top bustier con mini borchie, shorts a vita alta e giacca oversize, facendo risaltare le forme e lasciando tutti a bocca aperta.

Veronica Ferraro outfit Instagram
Veronica Ferraro in Alessandra Rich

Nell’immagine in apertura, Harry Styles sul palco del Coachella Festival 2022 (ph. by Kevin Mazur/Getty Images for ABA)

4 giorni a Los Angeles: cosa visitare nella città più glamour d’America

Colorata, multietnica, internazionale, da sempre Los Angeles è una delle mete più ambite dai giovani di tutto il mondo: tramonti dorati sulle spiagge di Malibù, strade circondate da palme, parchi divertimento, negozi tipici. Non a caso L. A. si pone come “la” città per eccellenza della California; a seguire una mini-guida turistica per scoprire i must della metropoli sulla West Coast in soli quattro giorni.

Los Angeles vista
Vista notturna di Los Angeles
los angeles vista dall'alto
Una veduta di L. A.
Los Angeles vita notturna
La nightlife della città

Beverly Hills

Uno dei quartieri più famosi, ricchi e conosciuti grazie alle pellicole cinematografiche è sicuramente Beverly Hills: una micro-cittadina situata ai piedi delle colline di Hollywood, caratterizzata da un’infinità di casette a schiera tutte simili tra loro, realizzate negli anni Novanta, che ancora oggi mantengono intatto il fascino hollywoodiano. Passeggiare tra le vie di Beverly Hills sarà come immergersi in un vero set cinematografico: non è raro incontrare le grandi star della televisione, o ritrovarsi nel bel mezzo delle riprese di un film. La zona è definita da un’impeccabile precisione americana: le vie sono pulite in maniera quasi maniacale e le villette sembrano essere costruite tutte con lo stesso stampo.
La via principale del quartiere, Rodeo Drive, può offrire una mezza giornata di shopping sfrenato: tra i tanti marchi troviamo Dior, Chanel, Louis Vuitton e Gucci. Particolare attenzione nel quartiere è data alla sostenibilità: il lusso convive con una green attitude orientata a evitare inutili sprechi e a lasciare che il verde sia il vero protagonista; è il caso ad esempio di Aramini Home, un insieme di costruzioni situate a Rodeo Drive, studiate nel dettaglio per un concept living sostenibile a 360 gradi, come le finestre a chiusura ermetica per mantenere fresca la casa quando fa caldo.

Los Angeles colline
Le colline di Los Angeles al tramonto
Los Angeles colline
Le colline di Los Angeles al tramonto
Los Angeles ville
Ville sulle colline di L. A.

Malibù Beach

A solo mezz’ora di macchina da Downtown si possono raggiungere le famose spiagge di Malibù, conosciute in tutto il mondo anche grazie alle scene più emozionanti e romantiche delle serie televisive. Peculiarità di questo versante della costa californiana sono i lidi con maestosi scogli lisci e alte scogliere che si affacciano a picco sul mare. Numerosi surfisti si recano nelle baie di Malibù per cavalcare le onde dall’alba al tramonto.
Tra i momenti più attesi le golden hours: il sole tramonta fondendosi con l’oceano e vi regalerà le classiche e calde sfumature californiane. I più fortunati potranno anche godere della piacevole vista di foche e pellicani, soprattutto in primavera e autunno quando, spinti dalla ricerca di aringhe, raggiungono la terraferma e potete constatare che, nel corso degli anni, si sono abituati alla presenza dell’uomo. La più famosa attrazione turistica dell’area è il Pier Lagoon State Beach, lo storico ponte californiano dove i pescatori locali passano ore in cerca di fortuna.

Los Angeles Malibu beach
Golden hour a Malibù
Los Angeles palme
Il cielo rosato e le palme di L. A.
Los Angeles oceano
L’oceano dalla spiaggia di Malibù

West Hollywood

Uno dei quartieri più famosi è quello di West Hollywood, situato tra Beverly Hills e Downtown. Il comprensorio è conosciuto per la vita notturna: se cercate svago e divertimento è sicuramente la zona più ricca di bar, discoteche e ristoranti. Negli ultimi anni, il quartiere è diventato una vera e propria icona per l’inclusività della metropoli, simbolo di uguaglianza sociale e affermazione della propria identità senza paura dei pregiudizi. Melrose Avenue è la via principale, diventata famosa in tutto il mondo per i murales colorati, instagrammati sui vari social. Potrete notare un’immensa presenza di arbusti che rendono la zona sempre più verde e sostenibile.

Los Angeles Paul Smith
Lo store di Paul Smith su Melrose Avenue
Los Angeles murales
Murales a West Hollywood
Los Angeles green
Il verde a L. A.

A proposito di sostenibilità, 1 Hotel West Hollywood ha una green attitude in quanto è realizzato con materiali riciclati. Appena entrati nelle reception, troverete ad accogliervi degli alberi che vi faranno sentire immersi in una radura naturale.
La struttura si trova ai piedi delle colline hollywoodiane e, al tramonto, la vista è impagabile: si domina tutta la città. Proprio dall’hotel, si può raggiungere l’insegna più famosa della California, l’Hollywood Sign. Ci sono due percorsi possibili: uno per i principianti e l’altro per i più sportivi ed avventurieri, rispettivamente della durata di 15 minuti e 3 ore e mezza. Raggiunta la meta, il panorama è fantastico, si aspetta che il sole cali dietro le colline e illumini per l’ultima volta Los Angeles.

1 Hotel West Hollywood rooms
La vista da una camera dell’1 Hotel West Hollywood
1 hotel West Hollywood pool
La piscina dell’hotel
1 Hotel West Hollywood pool
La poolside lounge dell’1 Hotel West Hollywood

Venice Beach e Santa Monica

Ultime ma non per importanza troviamo Venice Beach e Santa Monica, a circa dieci minuti di distanza l’una dall’altra. Le spiagge sono teatro di sport a 360 gradi, in particolare regno degli skaters (che si sfidano con i rollerbladers che sfrecciano veloci) e degli atleti che si allenano sul lungomare. Se non sapete rinunciare ai vostri allenamenti anche quando siete in vacanza, Muscle Beach, tratto di sabbia dotato di una palestra all’aperto, fa al caso vostro: attira body-builders e atleti da tutta città, tuttavia è anche possibile fermarsi ad osservare chi si allena. La ruota panoramica è situata all’interno del Pacific Park, unico parco di divertimenti ad essere situato su un molo; è una delle attrazioni più visitate a Santa Monica, e dispone di tredici giostre e montagne russe.

Los Angeles oceano pacifico
Il sole tramonta sulla spiaggia
los angeles venice beach graffiti
Murales a Venice Beach
Los Angeles palm tree
Le palme che costeggiano i viali di Los Angeles

Credits immagini: Anselmo Prestini

St. Moritz sotto le stelle

Avete mai cenato nel bosco nel cuore della notte, in un gelido weekend invernale ? A St. Moritz è possibile degustare la fonduta e altri piatti tipici locali, sotto le stelle e seduti sopra la neve. Tutto questo, dopo aver percorso i sentieri di montagna a bordo di una mountain bike.

Un’escursione in e-bike

Il punto di partenza è al Grand Hotel Kronenhof, situato nel cuore della bellissima Pontresina: una valle molto tranquilla, ricca di cultura e tradizione. Lasciando alle proprie spalle la maestosa struttura, al calar del sole, inizia il trekking in mountain bike.
Per questa experience sono necessarie delle bici elettriche con gomme chiodate, adatte a creare resistenza sul terreno nevoso, che farà da cornice all’intero tracciato. È necessario dotarsi di un casco con un frontalino per far luce nella notte: la luna non basta a illuminare il sentiero. Dalla privilegiata vista offerta dalla bicicletta, la prima tappa è il famoso lago di St. Moritz che, perennemente ghiacciato durante l’inverno, è sempre teatro di numerose attività, dal pattinaggio alle corse a cavallo.
Di notte, il lago diventa ancora più magico in quanto le calde luci della città ne segnano il contorno. Una volta attraversato tutto lo specchio d’acqua ghiacciato, che serve per prendere confidenza con il mezzo chiodato, ci si addentra nel bosco e inizia la vera e propria avventura.

Per circa un’ora, il percorso è all’interno della foresta, con temperature molto rigide e un pendio di difficoltà media: tuttavia le bici elettriche riescono benissimo nell’impresa, grazie ad una batteria di lunga durata e ai tre livelli di supporto-spinta.
Verso la fine del tragitto, a guidarvi sarà il profumo della fonduta che sta cuocendo su un braciere appoggiato sulla neve. Una tavola apparecchiata vi aspetta nel cuore del bosco, con calde coperte: viene dunque servita una cena a base di prodotti tipici, come salumi e carni locali, che accompagneranno il famoso formaggio svizzero, senza dimenticare un tiepido bicchiere di vin brulé.

Se di notte l’esperienza vincente è quella dell’e-bike sotto la luna, in Val Pontresina di giorno ad aggiudicarsi il primo posto sono le piste da sci, seguite da una rilassante spa panoramica. Sciare a St. Moritz è unico: vi aspettano 155 km di piste su vette di montagne che sfiorano i 3000 metri. La morfologia del territorio svizzero è particolare e questo consente di avere pendii di diverse difficoltà, adatte a tutti, dai principianti ai più esperti. Tra una discesa e l’altra si trovano tipici rifugi che offrono i migliori prodotti a km zero.

Grand Hotel Kronenhof

Il weekend si conclude al Grand Hotel Kronenhof, con un pomeriggio di intenso relax nella piscina panoramica della struttura, che si affaccia proprio sull’incontaminato ghiacciaio del Roseg, che porta una freschezza naturale e uno spirito rigenerante in tutta la Val Pontresina, rendendola il luogo ideale per gli ospiti che desiderano rilassarsi e rigenerare il loro naturale equilibrio. Le vasche del centro benessere permettono una visuale sulla vallata, caratterizzata da boschi di pino cembro e larici selvaggi che in inverno, grazie alle grandi nevicate, regalano un panorama magico agli ospiti.

Per le foto, credits Anselmo Prestini

Tra sport e viaggi, 4 influencer raccontano di quando la paura diventa adrenalina

Quella degli influencer è da alcuni anni una vera e propria professione: Instagram ha dato la possibilità di emergere a talent delle realtà più diverse, che si sono costruiti un rapporto consolidato con una community coesa e curiosa. Spesso è la passione per lo sport e i viaggi a innescare i primi passi verso quella che diventerà una  professione, dettata dal forte bisogno – fisico e mentale – dei giovani di vivere sempre nuove sfide ed avventure, dalle più facili alle più estreme, per poi condividerle anche con i follower.


Petra Cola

Chiara Lovato

Gare di equitazione, corse in moto, salti sugli sci, conquiste di vette innevate e battaglie sul ring: nell’intervista che segue si raccontano quattro ragazze sportive che amano viaggiare e mettersi in gioco a 360 gradi, conducendo una vita sana, e creando col tempo uno stretto rapporto con chi le segue sui social.
È il caso di Chiara Lovato, appassionata fin da piccola di moto e sci, che vediamo sovente in scatti spettacolari, in strada o sulla neve, dove riesce sempre a trasmettere un forte senso di adrenalina ed energia, proprio come gli sport che pratica, come pure della “green” influencer Petra Cola, avventuriera e autrice del libro La maestra silenziosa. Vivere in montagna al femminile, tra le più giovani ed intraprendenti sportive del Nord Italia; tra gite, arrampicate, escursioni e sport estremi, Petra insegna alla propria fan base come viaggiare in modo sano, sicuro e intelligente.
E ancora, di Federica Monacelli, campionessa italiana di pugilato, atleta pluripremiata e laureata in economia aziendale, che scatta foto mozzafiato in giro per il mondo mentre pratica sport senza mai fermarsi, dal mare alla montagna, e di Nicole Cereseto, influencer ambientale, supporter del WWF e campionessa di equitazione, tra le content creator più ricercate di questi ultimi anni.


Federica Monacelli

Nicole Cereseto

Come è nata la tua passione per lo sport, e cosa significa per te?

Chiara: La passione per lo sport è nata grazie ai miei genitori. Fin da piccola mi hanno fatto provare di tutto, dalla ginnastica al basket, allo sci e tante altre discipline, lasciandomi scegliere quelle che preferivo, non forzando mai. Mi hanno insegnato che la vita è fatta di lavoro, studio ed esperienze.
Grazie a loro sono cresciuta con la curiosità di sperimentare sempre nuovi sport e cercare quel senso di libertà che non si può trovare nella normale quotidianità. Lo sport è la mia via di fuga dalla monotonia di ogni giorno, non mi basta andare in palestra ad allenarmi o fare una passeggiata, cerco adrenalina. Amo lo sci in tutte le sue forme (pista, freeride, freeski), amo andare in moto, amo il wakeboard.

Petra: La passione per lo sport mi è stata trasmessa dai miei genitori: mia mamma è un’insegnante di educazione fisica e già da piccolissima mi portava a raggiungere le cime più alte, poi mi ha iscritto a diversi sport come nuoto, ginnastica artistica e atletica leggera, che hanno creato le basi di ciò che sono ora. Lo sport mi ha dato una routine e donato la struttura anche per affrontare la vita, per risolvere i problemi più banali.

Federica: Arrivo da una famiglia molto sportiva, ho iniziato a fare nuoto per neonati con mia mamma a cinque mesi di vita. Non ricordo neanche il momento in cui è nata la passione per lo sport, è semplicemente sempre stato parte integrante delle mie giornate, come fare colazione, pranzare, andare a scuola. Lo sport rende forti e questa forza può essere sfruttata per vivere meglio. Il concetto di base è questo: vivere in modo attivo costa fatica; fare tante cose, anche se piacevoli, costa fatica. Se la fatica supera il piacere, allora non si trova più gratificazione in ciò che si fa.

Nicole: La mia passione per lo sport è nata quando mi sono avvicinata al mondo dei cavalli e dell’equitazione, però in generale mi affascinano tutti gli sport, adoro lo sport! Fa stare bene e lo trovo una sorta di mondo parallelo: quando entro in un maneggio sono in un’altra vita, in un certo senso la mia vera vita.
Amo i cavalli, così come il mio sport, sono i miei compagni d’avventura, senza i quali non potrei mai rendere possibili i miei sogni. Lo sport per me è sacrificio, fatica, soddisfazione, ma soprattutto sacrificio.


Chiara Lovato

Petra Cola

Il fatto di essere donna ti ha mai condizionato durante la tua carriera?

Chiara: I due sport che mi hanno cambiato la vita sono sci e motociclismo, in entrambi c’è una netta prevalenza maschile, soprattutto nello sci freestyle/freeride e nei track days in moto in pista.
In certi momenti avevo paura di non trovare amiche con cui condividere le mie passioni, ma il bello degli sport è che unisce le persone, quindi alla fine sono sempre riuscita a farmi nuovi amici e anzi, ho conosciuto persone stupende che mi hanno aiutata a imparare e migliorarmi.

Petra: In realtà non mi ha mai condizionato molto, non è stato mai un limite. Sono cresciuta con molti fratelli maschi e ho sempre giocato con gruppi maschili, ho sempre avuto un carattere forte e ho dimostrato che potevo fare benissimo tutto quello facevano gli uomini; se il limite non esiste per te, non esiste neanche per gli altri.

Federica: Fin da quando ero bambina ho praticato sport insieme agli uomini, facendo gli stessi allenamenti e le stesse gare, per me era normale.
Ho capito negli anni che in realtà era un problema più per gli uomini che per me. Tempo fa, all’inizio della mia carriera come pugile, un ragazzo mi ha rotto il naso durante una sessione di sparring, è stata una mossa abbastanza volontaria, in quel momento mi si è accesa una lampadina, ho capito che ci sono dei cluster delicati che rendono le persone vulnerabili, per molti uomini è il confronto fisico con una donna, ritengono inaccettabile non essere superiori.


Federica Monacelli

Nicole Cereseto

Ci racconti un episodio in cui, durante una delle tue imprese, pensavi di non farcela ma alla fine ci sei riuscita?

Chiara: Amando gli sport più “movimentati” mi è spesso capitato di aver paura: una discesa ripida e tecnica in neve fresca, le prime volte in pista in moto, i primi salti in wakeboard. Col passare degli anni ho capito però che sono proprio quelle le sfide più belle, quei momenti in cui pensi di non farcela e poi ti butti, e la paura si trasforma in adrenalina ed emozione.
La vittoria più bella della mia vita probabilmente sta nell’essere sempre riuscita a coniugare studio/lavoro e sport, sono riuscita a raggiungere un equilibrio tra i due mondi che mi motiva e mi sprona a continuare così.

Petra: In montagna è importante saper rinunciare, saper ascoltare e capire quando è il momento giusto per tornare indietro. Rinunciare non è una cosa negativa, bensì sinonimo di avere testa sulle spalle e una grossa forza interiore. Non è una sconfitta, solo consapevolezza.

Nicole: Di episodi in cui pensavo di non potercela fare ce n’è più di uno, ma racconto quello in cui davvero pensavo di non riuscire più a vivere il mio sport come prima. Sono caduta nel 2019. Si cade, succede a tutti, ma la caduta è stata l’inizio del mio buco nero perché ha coinciso con un periodo davvero difficile per me, in ambito familiare; non avevo più al mio fianco coloro che hanno sempre creduto in me e sostenuto il mio sport, mi sentivo demoralizzata e delusa.
Insomma, per una sciocchezza stavo crollando e distruggendo tutto ciò che avevo costruito in moltissimi anni, poi però, due anni dopo, è arrivato il pezzo mancante del mio puzzle, ossia Corbreka, il cavallo che mi ha subito riportato la fiducia di prima e ai livelli di prima.


Chiara Lovato

Petra Cola

La vittoria più bella della tua carriera?

Federica: Il primo match di pugilato è stata una grande prova per me, ero prontissima fisicamente, ma a livello emotivo stavo entrando nell’occhio di un ciclone. Alla fine della prima ripresa ero distrutta, quel momento è stata la svolta della mia carriera, se non avessi finito quel match, che poi ho vinto, probabilmente non avrei mai più combattuto.

Nicole: Sicuramente i Campionati Regionali 2016. Tra scuola, studio, cinque cavalli da montare, a volte ero davvero stanca, ma ho sempre messo tutta me stessa in ciò che facevo. Avevo praticamente quello che in molti desideravano, facevo tante gare e avevo bei cavalli, e quindi avevo molte persone contro. Eppure mi sono così chiusa nel mio guscio che vedevo solo me, i miei cavalli e i miei allenamenti, il sudore, la fatica, i sacrifici.
Mi ripetevo “ce la posso fare”, anche se avevo mille occhi che mi fissavano augurandomi di andare male, e ce l’ho fatta, grazie a Cuba, quella vittoria è stato il regalo più bello che potessi farmi.


Federica Monacelli

Nicole Cereseto

Sappiamo che ami viaggiare: qual è il tuo posto del cuore, quello che ti emoziona in modo particolare? Cosa significa per te viaggiare?

Chiara: Ho due posti che mi fanno particolarmente emozionare e, sebbene possano sembrare completamente opposti, hanno tante cose in comune: la cima della montagna per lo sci e la pista per le moto. In montagna siamo solo io, gli sci e la neve, in pista siamo solo io, la mia moto e l’asfalto. In quei momenti è tutto in mano a me, decido io cosa fare, quanto andare veloce e quanto spingermi fino al limite, è quella sensazione unica di adrenalina e libertà che accomuna due sport così diversi.

Petra: Ho viaggiato molto spesso da sola, in giro per l’Europa, con la mia numerosa famiglia (siamo in sette) l’ho fatto in van, per vivere la natura, poter ascoltare il luogo e scoprirlo in tutte le sue sfaccettature.
Ho sempre evitato i viaggi più turistici come quelli negli hotel stellati, voglio andare con il van e viaggiare  a braccia aperte, libera. Ad esempio sono stata in Messico da sola un mese, per legare al meglio con la gente del posto. Mostro sui social tutto quello che faccio, e anche se sono una donna posso viaggiare da sola, con tutti i pro e contro del caso, uso i social anche per dare consigli in merito.

Federica: I gusti nel tempo cambiano, negli ultimi anni sono andata spesso a Fuerteventura, dove ho scoperto nuove passioni come il surf, incontrato tante persone… In questo momento sento quell’isola un po’ come una seconda casa, spero che il turismo non la rovini.

Nicole: Mi piace viaggiare, purtroppo però non ho la possibilità di svegliarmi un giorno e dire “domani parto e vado là”. Si ricollega tutto al mio sport: i cavalli sono esseri viventi, devono essere curati, mossi, allenati, non ci si può assentare più giorni o settimane. Anche questo fa parte del sacrificio. Riesco a viaggiare a fine stagione, il viaggio più lungo e lontano che ho fatto è stato in Giappone. Bellissimo, ci tornerei domani e lo rifarei altre mille volte.
Il luogo che più ho nel cuore è Cagnes-Sur-Mer, in Francia, dove nell’ottobre del 2021 ho fatto una gara indimenticabile per me, mi emozionerebbe molto tornarci. Spero di viaggiare sempre di più, per lavoro o per lo sport.


Chiara Lovato

Petra Cola

Qual è il tuo motto?

Petra: La vita è fatica e la montagna ce lo insegna, nessuno ti regala niente.
La vita è una passeggiata fatta di alti e bassi ma una volta arrivati in cima la vista è fantastica.

Federica: Le nostre passioni possiedono una loro propria saggezza: guidano il nostro pensiero e la scelta dei nostri valori, e garantiscono la nostra sopravvivenza.


Federica Monacelli

Nell’immagine in apertura, Chiara Lovato sugli sci

Dubai è la destinazione per una fuga all’insegna di divertimento, arte e cultura

In questo particolare momento storico viaggiare non è più così facile ma nonostante tutto, una tra le mete più ambite e fattibili da raggiungere che vale sempre la pena di visitare anno dopo anno è Dubai. A poche ore di volo dal territorio italiano, grazie ai corridoi turistici, è una città tutta da scoprire, sempre innovativa ed in continua espansione.
Se amate il caldo, questo periodo dell’anno è perfetto per visitarla : la temperatura è ottimale, oscilla tra i 19° e 25°.

Ecco 5 buoni motivi per convincervi definitivamente a preparare le valige alla scoperta della città più famosa degli emirati.



Il primo, indiscusso, è che fino al 31 marzo 2022 è possibile visitare EXPO 2020: 192 padiglioni ricchi di storia, cultura e tradizione. Quest’anno una particolare attenzione è stata data al tema della sostenibilità con il padiglione Terra che, attraverso illustrazioni digitali, riassume e sottolinea le emergenze ambientali con le quali ci stiamo scontrando.


Padiglione Terra, Expo

Anche il tema della mobilità si è aggiudicato un intero padiglione, raccontando i diversi progressi e le nuove tecnologie all’avanguardia che stanno diventando protagoniste dei giorni nostri. Ad EXPO 2020 però non mancano momenti ludici e di spettacolo, come lo Sky Garden che al tramonto regala una vista impagabile su tutta la fiera.

Se c’è un posto dove l’adrenalina non manca, quello è Dubai. Con i suoi grattacieli luminosi, infinity pool e attrazioni al 78esimo piano, la città si conferma tra le più elettrizzanti e stimolanti il divertimento al mondo. Ma non è finita qui: ogni anno vengono aggiunte sempre più novità, come l’ultima allo “skyline”. Basterà salire all’80esimo piano di uno dei più famosi grattacieli della città, di fronte al Burj Khalifa, e letteralmente lanciarsi. Degli elastici in completa sicurezza sosterranno il vostro peso e vi permetteranno di camminare sul bordo del grattacielo mirando il sole che tramonta su Downtown. Dubai pensa proprio a tutto, anche ai meno coraggiosi: per loro la possibilità di scivolare da un piano all’altro su uno scivolo panoramico completamente trasparente, ammirando la città in una maniera esclusiva e del tutto originale.



Altro punto di attrazione turistica è il deserto che offre diverse attività: tra le tante possibilità di experience ci sono: giro in mongolfiera, escursione a cavallo o a cammello, cena tipica beduina, snowboard e motocross, tiro con l’arco, osservazione delle stelle…



Particolarmente emozionante è il giro in mongolfiera: sveglia alle 4 del mattino, jeep che vi conduce fino al deserto mentre la città ancora dorme e thè caldo arabo preparato dai beduini. A mezz’ora dalla città vi aspetta una mongolfiera pronta ad elevarsi alle prime luci dell’alba. È davvero suggestivo salire a bordo del mezzo che vi farà “volare” fin sopra le nuvole e vi permetterà di ammirare il deserto e la sua fauna da una prospettiva privilegiata. Avete mai visto un branco di gazzelle correre libere nel loro habitat?



Una volta atterrati non è finita: dopo un pranzo tipico seduti sulla sabbia vi aspetta la corsa a cavallo. Non c’è cosa migliore di galoppare sulle dune aspettando che il sole tramonti per colorare di rosso il deserto. Al contrario di quanto si pensi, i cavalli ed i cammelli sono trattati con molto riguardo ed attenzioni negli Emirati: esistono veri e propri ospedali degli animali dove vengono monitorati in continuazione.

Tornando a noi, il quarto motivo per cui vale la pena visitare Dubai è la sua ingegneria ed architettura in continua evoluzione: la città è in costante crescita e nuove costruzioni vengono realizzate ogni giorno. Uno degli ultimi è il Raffles The Palm, aperto al pubblico solo da pochissimi mesi. In questo hotel 5 stelle, lo stile barocco e moderno si fondono insieme, regalando agli ospiti uno scenario di estremo lusso, raffinatezza ed eleganza. Le suites si affacciano direttamente sul mare. Gli ospiti possono godersi il piacere di esperienze diverse a partire da quelle culinarie, caratterizzate da 5 diversi ristoranti che raccontano tradizioni di diversi paesi. Al Raffles the Palm anche il wellness è stellato: rimarrete incantati dal massaggio balinese, realizzato attraverso la digitopressione ed accompagnato dai suoni del gong su un lettino di sabbia riscaldata.



Infine, se siete a Dubai non potete perdervi uno dei lussuosi beach club, soprattutto in questo periodo, dove la temperatura è perfetta per godersi una giornata di sole in riva al mare. I grattacieli alle spalle della riva ricordano New York e il mare sembra quello di Miami: stili diversi si fondono insieme in un’atmosfera unica che mette insieme diverse realtà. Il cibo è ottimo e non manca il divertimento. Tantissime sono le attività che offrono le spiagge: dal kite-surf al sub, dal surf classico a quello elettrico, fino al famoso flyboard, “spruzza acqua a pressione” che vi farà sentire superman e supereroine per un giorno.

Per tutte le immagini, credits Anselmo Prestini

Snowboard: le destinazioni migliori per imparare ad usare la tavola

La montagna è da sempre la località più gettonata per l’inverno, per chi vuole staccare la spina dallo stress cittadino ma anche per gli sportivi amanti dello sci e dello snowboard. Questa review è dedicata proprio a chi volesse imparare a surfare sulla neve divertendosi in sicurezza, passando per alcuni comprensori tra i più noti del nostro paese. Questi luoghi risultano ottimali per avvicinarsi a questo sport, grazie alle molteplici piste e differenti livelli di difficoltà che riescono a mettere tutti d’accordo.

Credits Anselmo Prestini

Se non avete mai praticato nessuno sport invernale la raccomandazione principale è quella di prendere confidenza con la pista da sci: il primo passo è entrare in sintonia con il mezzo e acquisire un minimo di dimestichezza. Basta appoggiare la tavola sulla neve, sedersi sopra e usarla come uno slittino su un pendio facile. Si ricorda che l’altezza ideale della tavola è circa di 30 cm in meno della vostra totale.

Il secondo passaggio consiste nell’agganciare solo un piede sulla tavola: bisogna procedere quindi con un piede agganciato mentre l’altro spinge, come se fosse una vera e propria camminata. È fondamentale poi fare pressione con entrambi i piedi sulla tavola evitando di sbilanciarsi avanti o indietro mantenendo in questa fase sempre le spalle, il busto e le ginocchia parallele allo snowboard. A differenza degli sci, il minimo movimento della testa e delle spalle causerà un forte cambiamento nella direzione della tavola. Ricordatevi che abbiamo entrambi i piedi ancorati ad un solo strumento e questo spesso crea panico e spavento nei principianti. È come se fossimo su una bicicletta: senza la velocità si cade,  bisogna subito mettersi in moto. 

L’ultimo passaggio è quello di imparare la posizione “foglia morta”, una tecnica che ci consentirà di scendere in totale sicurezza su qualsiasi pendio, e soprattutto di controllare la velocità quando necessario.  Una volta alzati, sempre stando sui talloni e facendo forte pressione sullo spigolo posteriore dello snowboard, basterà utilizzare sguardo, testa e spalle per direzionare la tavola. Facendo così, il mezzo seguirà la nostra direzione: un po’ di metri a destra e un po a sinistra per tornare poi alla posizione base.

Nell’ultimo periodo, le località privilegiate prese d’assalto ed immortalate sui social  per gli amanti degli sport invernali sono St. Moritz, Madonna di Campiglio e Plan de Corones. 

Sciare a Saint Moritz è un’esperienza unica, chic e ricercata. Le piste sono curate nei minimi dettagli e durante la discesa si ha la possibilità d’ammirare il lago che circoscrive il piccolo paesino svizzero. Non tornerete a casa a stomaco vuoto in quanto la cucina tipica offre numerosi piatti tra cui gulag, zuppe, polente e salsicce. Non manca la vita notturna: diversi sono i club, gli apre-ski e le discoteche che offrono divertimento dopo una giornata sugli sci. 

Un’altra località è Madonna di Campiglio, situata nel cuore delle Dolomiti. Qui gli sciatori possono godere ben oltre 150 km di piste dalle più facili alle più difficili. Il paese è teatro, anno dopo anno, della coppa del mondo di sci. La competizione ha luogo sulla famosa 33, pista nera conosciuta in tutto il mondo per la sua pendenza. 

Poniamo infine lo zoom sull’Alto-Adige che vede Plan De Corones protagonista della stagione invernale. Il comprensorio sciistico è letteralmente a forma di panettone: ciò implica pendii facili adatti per tutti i livelli. In cima alla cabinovia, tra una snowboardata e l’altra, sarà possibile visitare il museo della fotografia il Lumen, struttura moderna dal design innovativo che incornicia le principali vette dell’Alto-Adige in una serie di scatti. Lo stesso museo offre ai visitatori una vista impagabile su tutta la vallata. 

I MIGLIORI FILM DA VEDERE DURANTE LE FESTE

È tempo di vacanze natalizie e un modo per trascorrere il pomeriggio al caldo è decisamente scegliere un bel film da guardare tutti insieme. Passano gli anni ma l’emozione resta la stessa. Cosa si potrebbe guardare quest’anno? Nella gallery, una rassegna delle classiche pellicole che hanno tracciato la tradizione cinematografica natalizia. 

“Il canto di Natale di Topolino”cartone Disney del 1983 diretto da Burny Mattinson,  è un capolavoro indimenticabile che ha emozionato diverse generazioni nel tempo e riunisce ancora oggi l’intera famiglia il 25 dicembre. La pellicola tratta il tema del Natale,  raccontando in maniera semplice e molto diretta i valori che caratterizzano questo periodo dell’anno, cercando di indurre lo spettatore ad essere il più generoso possibile. Zio Paperone, conosciuto al pubblico come l’avaro “Signor Scrooge”, si scontra con gli spiriti natalizi del passato, presente e futuro, i quali lo guidano in un viaggio introspettivo per riflettere sulle proprie azioni. Il finale lascia una porta aperta per chiunque, anche per chi meriterebbe solo il carbone sotto l’albero: a tutti, compreso Scrooge, è concessa una seconda occasione per rimediare

Un altro capolavoro è “Il Grinch”, film statunitense diretto da Ron Howard. Come ne “Il canto Di Natale”, il protagonista detesta il Natale con tutto sé stesso:  si tratta di una creatura verde e riluttante che abita in cima ad una montagna, ai piedi di un paese surreale. L’odio per la tradizione deriva dal suo passato: è stato vittima di bullismo e sfregi. Solamente la piccola Cindy, dal cuore dolce e puro, riuscirà a convincere il “mostro” a riflettere sull’importanza del Natale e ad impedirgli di rovinarlo definitivamente. “Il Grinch” induce a pensare su quanto le esperienze negative vissute da piccoli possano incidere sulle scelte future ed a indurre atteggiamenti violenti a chi li ha subiti.

Non può mancare “ Mamma ho perso l’aereo”, icona natalizia che ha scandito la storia cinematografica di questa ricorrenza. Il film del 1990 scritto e prodotto da John Hughes e diretto da Chris Columbus riunisce dopo oltre trent’anni tutta la famiglia davanti allo schermo, grazie alla sua ilarità e leggerezza. Il kolossal racconta le avventure del piccolo Kevin, astuto e intraprendente, dimenticato a casa dai genitori durante le loro vacanze natalizie. La piccola peste non si lascia prendere dallo sconforto e si organizza in fretta per vivere solo, riappropriandosi di tutti gli spazi della casa e sperimentando tutto quello che gli è stato da sempre negato dai genitori. Si accorgerà però presto di quanto la famiglia siaimportante, ancor di più in prossimità del Natale…

Se amate il genere horror il film natalizio più adatto è “Gremlins”, del 1984 diretto da Joe Dante e scritto da Chris Columbus. La commedia nera racconta la storia di piccoli mostriciattoli assassini nati dall’incuria di gestire un “Mongabay”. Per una serie di eventi, Billy, al quale è stata regalata la creatura proprio per Natale, non rispetta le regole per gestire correttamente l’apparente essere innocuo e i Gremlins iniziano a scatenare panico e morte del villaggio. Alla fine tutto viene riportato alla normalità, nella consapevolezza che il mondo occidentale non sia ancora pronto per accudire queste creature. Tra ironia e scene di paura, il film fa riflettere anche su quanto sia importante il momento della scelta dei doni: il regalo sbagliato potrebbe essere letale. 

Per i più romantici infine è consigliato  “Love Actually” – “L’amore davvero”, un  cult movie di Natale del 2003 diretto da Richard Curtis. La pellicola vanta un ricco cast che vede protagonisti Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Liam Neeson, Alan Rickman e Keira Knightley. La trama del film è sintetizzata dalla canzone Love Is All Around, e la storia è un intreccio di relazioni e di amori: dieci storie, con protagonisti molto diversi tra loro, legate dal contesto natalizio. Il film ha l’obiettivo di fare riflettere su come, alla fine, l’amore non risparmia nessuno: nel bene e nel male getta sempre tutti nel caos. La scena cult resta sicuramente quella in cui Mark si presenta alla porta della casa dei due sposi e, facendo finta di essere un cantante di strada, mostra a Juliet una serie di cartelli per dichiararle il suo amore. Il gesto di esprimere amore attraverso carta e pennarello verrà ripreso poi da diverse celebrità nel corso degli anni…

Da Bergen a Skjervoy, le meraviglie della Norvegia

Fiordi infiniti, tramonti infuocati, piccoli villaggi sul porto e l’aurora boreale che illumina la notte: la Norvegia è famosa in tutto il mondo per i suoi paesaggi unici. Questo itinerario vi permetterà di conoscere i luoghi più ameni e caratteristici della nazione da svolgere in soli nove giorni.

Il viaggio inizia da Bergen, la seconda città più popolata dopo Oslo, denominata anche città della pioggia. In questo borgo rimarrete colpiti dal porto, che di sera si illumina con le luci dei mercatini di Natale e delle casette che lo circoscrivono. Si può salire sul monte Floyen, alle spalle del porto, a circa 300 metri d’altezza per poter ammirare la città che risplende come un presepe. Nelle vicinanze si può visitare il mercato del pesce, una crocevia di sapori, profumi e persone. Non può mancare la classica degustazione del salmone, cucinato in diversi modi, uno migliore dell’altro.



A sole due ore d’auto da Bergen, il viaggio prosegue verso Bakka, paesino tipico della Norvegia costruito sulla riva del fiordo Nærøy. In poche ore, si può raggiungere una sommità panoramica che offre una meravigliosa vista sulla vallata. I colori nei mesi di fine autunno sono le mille tonalità del verde e degli arancioni ma le cime delle montagne vantano già almeno mezzo metro di neve. Con un colpo di fortuna è possibile anche incrociare camosci, stambecchi e mucche norvegesi. Per un pernottamento in questa zona il Moxy hotel è perfetto, caratterizzato da uno stile moderno adatto ai giovani viaggiatori.



L’avventura prosegue verso Tromso dove le temperature si fanno più rigide grazie alla prossimità del circolo polare artico. Questo paesino, in cui le nevi sono perenni, è meta di numerosi sciatori che riescono a sfruttare la morfologia e il clima del territorio per divertirsi sugli sci tutto l’anno: unica è l’emozione che si prova a sciare sulle creste innevate fronte mare.

L’ultima destinazione vede Skjervoy come protagonista, l’isola più vicina al polo nord. Qua il sole non sorge mai, ma c’è solo un’alba continua tra le dieci e le undici del mattino. La caratteristica principale del posto è la modesta presenza di orche e balene, in caccia continua delle aringhe che popolano quei mari. Nonostante le rigide temperature è possibile infatti osservare diverse specie animali, non solo mammiferi marini ma anche l’alce norvegese e l’aquila reale. Regina indiscussa delle terre del nord è l’aurora boreale. I più fortunati potranno vedere il cielo tingersi di verde nelle ore più fredde della notte quando la luce emessa dalla luna è ancora tenue.

Crediti foto: Anselmo Prestini

TOM OF FINLAND E WE ARE SPASTOR RIVELANO LA LORO NUOVA COLLABORAZIONE ALL’INSEGNA DELLA SOSTENIBILITÀ

La collaborazione tra Tom of Finland e We are Spastor offre un twin set in maglia jacquard in edizione limitata composto da un maglione dalla silhouette anni ’70 ed una sciarpa con l’iconica “testa di biker”.

Lo stilista finlandese è uno degli artisti più influenti del XX secolo per l’eccezionale unicità e maestria dei suoi disegni che ridefiniscono non solo la  mascolinità dell’essere umano, ma offrono anche una chiara visione della  posizione degli omosessuali nella società moderna. Il maestro disegnatore ha cambiato la cultura queer con la sua espressione orgogliosa, sovversiva e gioiosa della sessualità.



Ogni capo è realizzato con il più morbido tessuto italiano, proveniente da un mulino toscano con una miscela di kid mohair e una cardatura a mano rifinita,  creando un vero e proprio effetto carboncino. Ogni capo è tessuto con cura, prodotto nei dintorni di Barcellona, ​​in un laboratorio gestito da un giovane imprenditore, realizzato nei minimi dettagli ed etichettato a mano con la speciale etichetta tessuta “Tom of Finland + We Are Spastor”, realizzata in 100% poliestere riciclato. La collaborazione sostiene infatti  la produzione locale, impegnandosi attivamente in una  politica di responsabilità sociale.

Infine, il 10% di ogni acquisto sarà devoluto alla Fondazione Tom of Finland per la conservazione dell’archivio e dell’eredità dell’artista.


Berlino: cosa fare in un weekend

Le mete europee sono sempre tra le più ambite in questo periodo dell’anno, quando le temperature non sono ancora troppo rigide e gli alberi si colorano di rosso e di arancione.

Da anni Berlino è una delle destinazioni più scelte, soprattutto dai giovani, sia per trovare lavoro ma anche per godersi un piacevole fine settimana immerso tra storia e cultura. La capitale vanta infatti diverse mete turistiche, un’ottima cucina, apprezzabile anche da noi italiani, ed allo stesso tempo una movimentata vita notturna. Segue una lista dei posti selezionati per voi, visitabili in 72 ore.



Iniziate la vostra visita dall’Urania Weltzeituhr ad Alexanderplatz, l’orologio universale posto al centro della piazza cittadina tedesca più famosa: gli edifici costruiti negli anni ‘70 della DDR immergono l’uomo in un vero tuffo nel passato. Impossibile non notare, a pochi metri,  la Torre televisiva posta dietro la stazione, dalla quale potrete godere di una vista mozzafiato di tutta la città. Il panorama a 360° gradi può essere accompagnato da una colazione o brunch presso il girevole Restaurant Sphere posto all’interno della Torre, a 200 metri d’altezza. L’unico difetto è che i vetri sono arancioni, per cui sarà molto difficile immortalare la città con la macchina fotografica.



Non troppo distante, proseguendo verso ovest, si attraversa il fiume Sprea per ritrovarsi al Berliner Dom, famoso per la  sua gigantesca cupola: al suo interno hanno luogo le tombe della famiglia imperiale degli Hohenzollern e le salme di alcuni dei più importanti personaggi in Europa con circa 100 bare del IV secolo. A pochi passi dal Duomo, soprattutto ora che ci si avvicina il Natale, hanno luogo i famosi mercatini: tra dolci tipici, quadri locali e musica di strada, sarete catapultati in una calda atmosfera natalizia.



Il must-have di visita è l’Isola dei musei, un’area con la maggiore concentrazione di musei al mondo per metro quadrato. Si possono visitare, oltre al Duomo, altri 5 musei: l’Altes Museum, il Neues Museum, il Pergamonmuseum, il Bode-Museum e l’Alte Nationalgalerie. I prezzi d’ingresso sono decisamente ridotti, se non gratis tramite la “Welcome Card Museumsinsel”.



Non solo per la storia e la cultura, Berlino è famosa anche per i club e la vita notturna. Tra i locali più famosi troviamo il Watergate, il KitKat ed il Berghain: spazi che ospitano dj internazionali che hanno scritto la storia della musica Techno, come Paul Kalkbrenner, Nina Kraviz, e Carl Cox. Oltre alle discoteche, ci sono anche dei bar tipici lungo il fiume, dove la sera all’ora dell’aperitivo è possibile ballare con vista Duomo, mentre le barche attraversano il fiume.

Infine, se amate la cucina tedesca, Happies è fortemente consigliato. Le loro patate sono uniche e introvabili: semi bollite e cotte insieme alla mollica di pane, le kartoffeln tedesche saranno guarnite con salse, verdure e proteine, a seconda dei gusti: da un semplice contorno si trasformano in un piatto unico buono e colorato.

Halloween 2021: i film da guardare nel weekend

Dolcetto o scherzetto? Halloween è alle porte e non tutti riescono a spaventare i vicini nella speranza di ottenere qualche ricompensa golosa, alcuni preferiscono trascorrere la spaventosa ricorrenza davanti del piccolo schermo. Copertina, popcorn e rumore della pioggia: questi ingredienti fondamentali accompagneranno la notte del 31 ottobre in una maratona di film horror. Per gli amanti del genere ecco quattro film che hanno segnato la storia dì questo filone cinematografico.

“Gli uccelli” (The Birds). Un classico. Uno dei film più spaventosi di Hitchcock, se non quello più sconvolgente: sono stati necessari ben 370 trucchi di ripresa e 3 anni di preparativi per realizzarlo. Una ragazza di San Francisco segue uno studente per Bodega Bay dove, senza alcuna apparente ragione, degli stormi di uccelli iniziano a uccidere la popolazione. Il risultato è un film in grado di tenere lo spettatore letteralmente incollato allo schermo fino alla fine,  con un crescendo di suspense da togliere il fiato. La trama sottolinea la rivincita della natura sull’uomo, mettendo a confronto uccelli ed esseri umani. Non tutti sanno che per la realizzazione sono stati messi in scena, oltre ai volatili di cartapesta, e agli innumerevoli dipinti animati, fotogramma per fotogramma, anche centinaia di volatili ammaestrati. Importante è il ruolo che hanno i giochi ottici che moltiplicano gli uccelli: negli anni Sessanta la pellicola terrorizzò il pubblico grazie a questi primi effetti speciali. 

Un altro “must” è  “Non aprite quella porta”, film horror del 2003, diretto da Marcus Nispel. Il film è ispirato alle atrocità compiute dal tremendo assassino Leather Faces, giovane psicopatico che prende in ostaggio un gruppo di ragazzi prima di massacrarli. La pellicola è davvero consigliata per chi ama il genere splatter: non mancano scene di forte violenza, sangue e terrore. L’aspetto più inquietante del film è la frase che compare all’inizio “il film che state per vedere, è un resoconto della tragedia che è capitata a cinque giovani…” che lascia nello spettatore un velo di dubbio sulla possibilità che il massacro del Texas sia successo per davvero. 

Segue “47 metri”, un horror/thriller per gli amanti del brivido, prodotto da Johannes Robert nel 2017. Due sorelle molto diverse tra loro rimangono intrappolate in mare, circondate da squali bianchi a 47 metri di profondità. Si alternano attimi di puro terrore con riflessioni introspettive che catapultano lo spettatore in un continuo stato d’ansia e angoscia per tutti gli 87 minuti del film. 

Se amate il genere ghost/ soprannaturale, vi suggeriamo “Synyster“. Un giornalista sta lavorando ad un libro sui crimini misteriosi quando decide di cambiare casa: lo attende un’abitazione maledetta infestata da un’entità paranormale. Le riprese propongono scene molto buie e numerosi sono i momenti di silenzio, proprio per immergere lo spettatore in un’atmosfera inquietante. Un film anche molto drammatico, che sottopone l’uomo al famoso quesito sull’esistenza di forme a fenomeni paranormali, come fantasmi e spiriti maligni. Il confine tra surreale e reale si fa così sottile che nel bel mezzo del film si fa fatica a capire dove finisce la realtà e inizia l’incubo

3 nuove voci da seguire adesso

Siamo in pieno autunno e i cantautori hanno voglia di guardarsi dentro e far i conti con le loro emozioni. L’estate è finita, tuttavia il ritornello di “Topless” è ancora presente nei nostri pensieri, in ricordo dei bei momenti trascorsi con amici e amori estivi. Proprio ora Luchè ha deciso di interrompere un silenzio discografico durato diversi anni con un pezzo esplosivo assieme all’artista e produttore musicale Geeno. La fruttuosa collaborazione tra i rapper è una delle più longeve del panorama musicale italiano. Non solo rap , ma anche altri giovani cantanti hanno lasciato il segno nel cuore degli italiani negli ultimi mesi. Un esempio tangibile è Federica Marinari, artista emergente conosciuta al pubblico soprattutto per la vena malinconica contenuta nei suoi testi. 



Luca Imprudente, meglio noto come Luchè, inizia la sua carriera nel mondo dell’hip hop come rapper/producer del duo Napoletano CoSang, che si scioglie all’inizio del 2012. Chi segue Luchè dagli esordi è stato spettatore del suo passaggio artistico: primo album solista, dal napoletano all’italiano. Il disco esce il 19 giugno con il titolo L1, contenente collaborazioni di prestigio come quelle con i Club Dogo, Marracash ed Emis Killa. Nel 2014 esce il suo secondo album, L2, mentre il suo terzo disco, Malammore, viene pubblicato dalla Universal nel 2016 ed ottiene un ottimo riscontro a livello di vendite. Il suo ultimo lavoro, prima di “Topless”, è uscito nel giugno 2018, con il titolo Potere

Cosa ti stimola di più a scrivere i tuoi testi?

Quando scrivo prendo spunto esclusivamente dalle mie esperienze di vita, è un bisogno che ho di raccontare quello che mi succede, ovviamente cercando di aggiungere un tocco di poesia o magia per rendere i brani più interessanti e potenti emotivamente per l’ascoltatore. Diciamo che è una necessità che sento quella di comunicare con la gente, l’obiettivo che mi pongo è proprio quello di toccare le persone, sia nei pezzi più intimi dove punto a far ragionare l’ascoltatore sia nei brani più leggeri dove cerco di strappare un sorriso o ancora meglio, incoraggiare le persone a sentirsi forti.



Nei tuoi pezzi emerge molta sofferenza, nel tuo nuovo album ci sarà sempre questa vena malinconica o ipotizzi un’evoluzione diversa?

La sofferenza è parte della mia musica semplicemente perché è parte della mia vita. Ed è anche un bene quando la si usa nel modo giusto e la si trasforma in grinta. Nel nuovo disco ci sono sicuramente elementi che si trovano nei miei lavori precedenti: la matrice del mio stile rimane sempre quella, ma cerco di evolvere il sound, le melodie e anche gli argomenti, in base a come variano le fasi della mia vita. Ma il carattere di una persona resta quello, così anche la mia musica.



Geeno, nome d’arte di Guido Parisi, è un produttore italiano, originario di Napoli, noto principalmente per le sue collaborazioni con Luchè. Inizia la sua carriera con l’alias O’Nan formando il duo rap Insolens con il rapper El Niño. Formava con Luchè il duo di produzione First Million.

Quali sono gli ingredienti fondamentali per riuscire nel tuo lavoro?

In realtà sono molteplici i punti: quello che mi ha sicuramente aiutato è stato il fatto di essere curioso rispetto alla musica. Non essermi soffermato su un solo genere musicale mi ha permesso negli anni di avere un’apertura che ho notato, e poi apprezzato, solo una volta cresciuto. 

E lo ritrovo come l’ingrediente principale, perciò siate curiosi. Un’altra cosa che reputo quasi fondamentale è stare in un luogo che mi ispiri: troppo spesso si pensa che i lavori migliori nascano in studio, davanti a macchine costose. 

Amo lavorare anche da camera mia. È un posto dove mi ritrovo volentieri, è la mia comfort-zone. 



Pensi che ci sia tanta competizione nel vostro settore rispetto al passato? Perché? 

La competizione, come concetto, non esiste: è più un volersi affermare sull’altro. L’esercizio di stile che poteva esserci un tempo si è trasformato in un qualcosa che non riconosco ancora oggi, motivo per il quale per un po’ di tempo ho smesso di produrre.  

Vivere al di fuori di certe dinamiche mi ha concesso la libertà di formare quella consapevolezza che mi permette oggi di pensare solo al mio viaggio, avere un “focus” preciso su ciò che voglio fare e quello che voglio trasmettere con le mie produzioni. 

Cosa consigli a chi oggi ti dice che vorrebbe sfondare nel mondo della musica? 

Il primo consiglio è quello di lavorare alla musica con l’obiettivo di restare alle persone, e non di arrivare.  È un concetto che spesso si ignora, ma l’ascoltatore percepisce questa “voglia di successo”, che sfocia nell’essere banali in ogni cosa che si fa. Fare gavetta è fondamentale. Lavorare, ascoltare, conoscere, è questo quello che ti forma come artista. La musica come materia, per chi produce è fondamentale. Imparare a suonare uno strumento ti facilita in moltissime cose. Ogni genere, ogni canzone può essere motivo di ispirazione, e solo la cultura ti permette poi di superarti e stupire sempre di più chi ti ascolta e di conseguenza segue.



Appassionata di musica fin da bambina, Federica Marinari, nel 2019 prova a fare il suo ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi e, dopo un duello con Daniel Piccirillo, riesce grazie alla sua voce a conquistare un banco. Anche il talent di Canale 5 si dimostra però avaro di soddisfazioni per lei. 

Ci parli del tuo rapporto viscerale con la natura? Come mai hai scelto di vivere isolata in Toscana? La malinconia che emerge nei tuoi testi è dettata anche da questo tuo isolamento?

Credo che natura significhi essere vivente. Noi siamo esseri viventi. Credo ci sia un rapporto universale di rispetto tra uomo, natura e animali. Quando il rapporto viene volontariamente interrotto, la pace finisce. L’uomo fa troppi torti ad altri esseri viventi, torti sgradevoli e tranquillamente evitabili. Non a caso tra calamità e pandemie l’essere umano sta perdendo la partita. I suoni della natura sono il nostro quotidiano. Dobbiamo imparare ad ascoltare fiumi, mare, temporali, vento e versi animali aiuta l’orecchio ad essere più sviluppato, la mente più attenta e il cuore più sensibile. A me piace stare in posti dove nessuno giudica nessuno e dove tutti rispettano tutti. Amo anche la città, per esempio Milano, dove spero un giorno di poter vivere. Il patto è che ci siano persone in grado di amare e vivere le diversità, senza sentirsi superiori rispetto al “resto”. Essere lunatica è il mio forte: un giorno sono blu l’altro giallo frizzante. Ci sono tante cose che mi disturbano e che mi fanno talmente “incazzare”… Cantare mi libera, mi aiuta a buttare fuori questa rabbia devastante. 



Raccontaci della tua esperienza ad Amici… Ti sei mai sentita inadeguata in quel contesto? Perchè?

“AMICI” è una grande opportunità certamente, una sorta di “servizio militare” di pochi mesi in cui bisogna tirare fuori gli “attributi”. Un’esperienza importante, sono felice di averla fatta anche se spesso mi sono sentita inadeguata per tanti atteggiamenti falsi e opportunisti. Effettivamente è una competizione e comprendo con maturità dopo qualche anno che in quel contesto “uno su mille ce la fa”. Quando si fanno i programmi televisivi ci si aspetta che dietro ci siano dei “programmi”, ma bisogna ricordare che dietro a quel “prodotto” c’è un essere umano, che crede in quello che fa, con un cuore e una distinta sensibilità.

Andrea Rosanò: la fotografia attraverso il piacere di viaggiare

Fotografo, video maker, travel blogger ed esperto di viaggi: Andrea Rosanò è un volto nuovo nello scenario milanese, arrivato in città dopo aver girato il mondo senza tregua. Scatti di paesaggi inesplorati, experience pericolose ed estreme, costellazioni e aurore boreali: la curiosità è la chiave trainante nel lavoro di Andrea. Al giorno d’oggi, quali sono i segreti per essere un fotografo di successo?



Come è iniziata la tua professione?

Probabilmente c’era già una vena fotografica nella mia famiglia. Quando ero piccolo mia madre mi raccontava di come il nonno custodisse gelosamente la sua Leica, una piccola macchinetta che uscì negli anni della guerra. In ogni caso la mia passione nacque grazie a mio padre quando con i punti dell’Esselunga prese una reflex e io me ne innamorai. Mi ricordo che all’inizio uscivo di casa e andavo a scattare un po’ qua e là: al gatto, agli alberi, ai monumenti della mia città, Bologna. Piano piano quei soggetti diventarono ai miei occhi un po’ noiosi e mi misi alla ricerca di qualcosa di più, quindi sperimenta la fotografia di persone, soprattutto cosplayer.

Col passare del tempo scoprii l’altra mia vera passione: il viaggio, l’esperienza. Così iniziai a scattare ‘on the road’ e realizzai quanto mi piacesse. Non parlo solo di immortalare posti pazzeschi, ma anche culture, abitudini e stili di vita diversi.

Pensi sia possibile mantenersi solo grazie alla fotografia? 

Sì, ma non è semplice. Grazie allo sviluppo tecnologico, le fotografie sono assai migliori e facilmente realizzabili rispetto a un tempo. Questo dà quindi la possibilità a tutti di creare contenuti di un certo valore e quindi la rivalità e la competizione sono elevate. Per questo motivo bisogna essere non bravi, di più. Bisogna eccellere anche nell’originalità così da essere notati e farsi un nome.

Inoltre, come in ogni altro settore, è bene crearsi una nicchia di persone che ti aiutino, ti supportino e apprezzino il tuo lavoro promuovendolo.

Da chi hai preso ispirazione nel tuo lavoro? 

Penso che tutti abbiano dei modelli d’ispirazione. Per i ritratti adoro i lavori di Luiz Clas e Kai Bottcher, per gli scatti travel e natura Jord Hammond, Luke Stackpoole, Peter Yan e Rob Visser.

E’ facile in questo essere copiati? Ti è mai successo ? 

Tantissimo. Ed è vero anche il contrario, pensare di avere un’idea originale  e scoprire che qualcuno ci aveva già pensato prima di te. Io non so se i miei lavori siano stati copiati oppure no ma quest’anno ho visto tantissime foto scattate col drone che ritraevano una ragazza in costume in una spiaggia nera che si faceva coccolare dalle onde del mare. Prima di pubblicarla io personalmente non vidi mai questo tipo di foto, un mese dopo la mia pubblicazione, ne erano pieni i social.

Cosa consigli a chi oggi ti chiede : “come faccio a diventare un bravo fotografo” ?

Il mio consiglio è scattare, scattare e scattare. La pratica è la cosa più importante. Poi frequentare corsi, studio, e tanto pratica. Ascoltare il parere di altri del mestiere e tornare a scattare.



Cosa reputi davvero difficile nel tuo lavoro ?

Non demordere. Proprio perché al mondo di oggi scattano tutti, chi col cellulare, chi con la reflex dell’amico, chi al mare con gli amici, sembra che il mondo sia pieno di esperti nel settore. Ci sono momenti in cui ricevi critiche o i risultati non sono come te li aspettavi. Questo butta giù il morale. Se però sei convinto di quello che stai facendo e lo dimostri, tutto si sistema.

In poche parole, cos’è per te la fotografia ? 

La macchina fotografica è un mezzo per esprimere una sensazione, uno stato d’animo, una scena in un attimo particolare. Per me il risultato deve essere a livello emotivo e deve far pensare o sorridere o piangere o meravigliare lo spettatore.

Dicono che oggi chiunque possa diventare un fotografo in poco tempo, soprattutto grazie ai social come Instagram. Come ti vedi tra 10 anni? 

I social sono degli strumenti utilissimi per farsi conoscere e allargare il bacino di clienti e possibili collaboratori. Sono anche perfetti per mettersi in gioco e dimostrare di produrre contenuti di rilievo. Detto ciò è difficile, a mio avviso, diventare fotografi velocemente, a meno che non si focalizzano tutto il proprio tempo ed energie a questo scopo proprio perché per diventare professionali bisogna fare molta pratica.

Tra 10 anni mi piacerebbe avere un mio studio dove poter scattare con tutta la mia attrezzatura e continuare a viaggiare creando contenuti in giro per il mondo.

Exclusive Paris, il Made in Italy che diventa internazionale

Grande successo per il debutto alla MFW di Exclusive Paris con un evento che unisce arte, lusso e moda. Per l’occasione le iconiche tute del brand creativo e vivace incontrano l’estro di Alec Monopoly, artista internazionale direttamente dagli USA. 

L’azienda romana di streetwear sin da subito ha catturato l’attenzione di una clientela giovane e metropolitana grazie ad un giusto mix tra social media e testimonial d’eccezione. Una storia autentica che racconta del successo del un giovane creatore e imprenditore Patrizio Fabbri, classe 1988, che dopo anni di lavoro nel mondo retail, ha realizzato il sogno di lanciare una linea di abbigliamento che definisce nuovi standard in materia di streetwear made in italy. Spiega il designer: «Sviluppo e supervisiono tutto io, dalla scelta tessuti e grafiche alla vestibilità, fino alla scelta dei testimonial». 



La continua ricerca stilistica e una cura maniacale dei particolari sono i segreti del successo del brand, che declina il gusto street di Fabbri in tessuti pregiati ed esclusivi e dettagli sofisticati, per capi dallo stile cosmopolita e originali, che hanno conquistato numerosi protagonisti della scena trap, hip-hop e più in generale musicale del nostro paese. 



Convinto che avere un brand «non significa prendere una maglietta e metterci sopra il proprio marchio ma equivalga, invece, alla ricerca ossessiva di esclusività e novità», Fabbri è determinato a portare Exclusive Paris in tutto il mondo, convinto che «il momento passerà e usciremo da questa crisi con un nuovo spirito di collaborazione, più forti di prima». Una storia tutta italiana di coraggio e saper fare che da Roma si sta espandendo verso il mondo, anche grazie al potere pervasivo della musica e dei social.

Zalando: tra self-expression, unicità e inclusività

Zalando, la piattaforma online di moda e lifestyle leader in Europa, punta sulla categoria Designer per affermarsi come partner affidabile, fresco e inclusivo. Zalando Designer ha inserito oltre 50 brand solo quest’anno, con nuove firme innovative accanto a quelle già consolidate, collegandole a oltre 45 milioni di clienti in tutta Europa: i nuovi partner comprendono Missoni, Christopher Kane, 032C e Mansur Gavriel, etc… 



Dal mese di settembre 2021, Zalando collabora con Not Just A Label, la piattaforma che offre agli stilisti la possibilità di connettersi a un pubblico globale, incoraggiandoli a produrre una moda che sia sempre più sostenibile e supporti maggiormente le comunità locali e la maestria artigiana

Riccardo Vola, Director Italy and Spain di Zalando, commenta: “Da sempre italianità è sinonimo di lusso e innovazione, per questo siamo lieti di poter offrire ai nostri clienti in Italia un assortimento di marchi di lusso sempre più ampio ed accessibile, migliorando anche l’esperienza d’acquisto. Con l’inserimento di oltre 50 brand contemporanei solo nel 2021, facciamo un ulteriore passo verso il nostro obiettivo di diventare Starting Point for Fashion e punto di riferimento per i clienti italiani, tra cui tantissimi della Generazione Z e Millennial.” 



Contemporaneamente, il portale sta anche lanciando una campagna di marketing dedicata, Il lusso secondo te, sottolineando l’obiettivo di immergersi in un nuovo mondo di lusso, all’insegna” di fluidità, autoespressione e inclusività. Con la regia di Vincent Haycock, la fotografia di Coco Capitán, l’impostazione stilistica di Ib Kamara e l’attore Lachlan Watson come  protagonista, la campagna si presenta come un’esperienza filmica digitale e coinvolgente che fonde il mondo di TikTok con una serie interattiva di video shoppable intitolata “The Life of Liberty”. 

Anaheta Metghalchi von Berenberg, Buying Director Designer di Zalando aggiunge: “Si prevede che entro il 2025 la Generazione Z e i Millennial saranno i principali acquirenti di beni di lusso. Abbiamo un posizionamento unico per fornire ai clienti (e tra loro vi è una grande percentuale di Generazione Z e Millennial) un’incredibile offerta cross-category in un ambiente online”.

Un tetto stellato: la magia della tenda a 2000 metri di altezza

Diversi italiani quest’anno hanno atteso con ansia la visione delle stelle cadenti nelle calde notti d’agosto. Le mete marittime si sono rivelate tra le più gettonate, ma anche la montagna ha regalato scenari unici e mozzafiato.



È possibile, infatti, vivere una vera e propria experience a completo contatto con la natura, nel cuore delle Dolomiti, vicino a Madonna Di Campiglio, sulla riva del Lago Nero. Il lago deve il suo nome al colore dell’acqua che, per via della profondità, assume una tonalità blu scuro. Quest’ultimo è uno dei luoghi di “pura bellezza” più famosi del Trentino, all’apice dell’affascinante e selvaggia Val Nambrone. Tra i più fotografati di sempre, soprattutto per lo spettacolare tramonto sulle Dolomiti di Brenta, riflesse nelle sue acque, è un’immancabile tappa per coloro che amano ammirare i suggestivi paesaggi emozionandosi. 



Raggiungerlo è facile: in macchina, dalla statale che sale da Pinzolo a Madonna di Campiglio, si segue la direzione “Laghi di Cornisello” (rifugio/ristorante). Dopo circa 4 km, si inizierà a salire per tornanti per circa 9 km – con una bella vista panoramica su Pinzolo. Parcheggiata la macchina, in circa 30 minuti di camminata avrete raggiunto la destinazione. Sarà possibile a quel punto montare la tenda: per quest’avventura basteranno infatti una tenda, un fornellino a gas monouso (reperibile da Decathlon), un sacco a pelo, una macchina fotografica e un binocolo. L’ideale è entrare in tenda prima del tramonto, in modo da potere godere al massimo del bellissimo tramonto che, verso le 19, tinge le cime delle montagne di rosso. Una volta arrivata la notte, ci si può scaldare sorseggiando una tisana e, tramite il binocolo, sarà finalmente possibile osservare il cielo illuminato dalle costellazioni (l’Orsa Maggiore la più riconoscibile fra tutte). Le temperature, dopo la mezzanotte, possono scendere anche sotto lo zero, motivo per il quale si consiglia un sacco a pelo molto pesante, senza dimenticare un pile e un impermeabile in caso di pioggia.



Sorta l’alba, le montagne assumono colori autunnali, tra il giallo e l’arancione, riflessi nello specchio del lago gelato: sarà possibile sorseggiare un the caldo fuori dalla tenda, sul prato ancora bagnato di rugiada e creare scatti mozzafiato con una vista impagabile.

When Stories Make History: la prima grande mostra di Vanity Fair

Palazzo Van Axel, nel cuore di Venezia, è il cuore dela mostra When Stories Make History, tenutasi il 4 Settembre, che ha celebrato il passato, il presente e il futuro della storica rivista.

Il  mondo Vanity Fair è stato ripercorso attraverso edizioni da collezione, filmati, proiezioni e installazioni in un viaggio multimediale: dal romanzo di William Makepeace Thackeray, da cui la rivista prende il nome agli scoop firmati Tina Brown e Graydon Carter, dal primo numero del settimanale italiano a un video di mash up con tutti i party più glamour alle copertine d’artista fino alle attività social che hanno contraddistinto gli anni recenti.

Ben 1085 copertine scelte tra le edizioni americana, italiana, spagnola e francese, arricchiscono la prima sala, ripercorrendo le tappe principali della storia del magazine illustrando i momenti salienti: dalla prima volta che compare l’espressione «fiera della vanità» all’ultima sterzata epocale impressa al magazine a livello internazionale.

“Esplorando” i corridoi di Palazzo Axel si scopre la sala dedicata alle aperture che hanno scritto la storia del brand: impossibile non citare il reportage di una giornata che Vanity Fair Italia ha trascorso con l’indimenticata Raffaella Carrà; il ritratto che Fabrizio Ferri ha scattato a una Monica Bellucci nuda in stato di grazia ed il racconto privato di Barack Obama.

La mostra si conclude con il racconto di come lo storytelling  della rivista si sia evoluto nel tempo, dalla carta stampata al sito, dal magazine alle pagine social, in una in costante e crescente formula editoriale-digitale che fonde informazione e intrattenimento.

A tavola siedono i volti dei personaggi che si sono raccontati degli anni a Vanity Fair: non manca Madonna che, in un’intervista con il direttore Simone Marchetti, illustra il suo punto di vista sull’emancipazione femminile a Emma Mackey, protagonista del serial tivù Sex Education. All’altro capo della sala, un cubo specchiato in cui letteralmente immergersi nell’universo digitale: in un loop da algoritmo tutti i progetti speciali che hanno caratterizzato gli ultimi due anni del brand, come video, monologhi scritti e letti in esclusiva da esponenti del mondo dello spettacolo.

La mostra-evento è stata resa possibile grazie al supporto di alcuni partner come  CampariISDINMoët & Chandon, e Millefiori® Milano, sostenendo Venetian Heritage, organizzazione internazionale non profit con sedi a Venezia e a New York che supporta iniziative culturali tramite restauri, mostre e  pubblicazioni.

Funghi porcini, dove trovarli e come riconoscerli

Aspettare la luna piena, conoscere gli alberi alla perfezione, sapere distinguere odori e colori: andare per funghi non è una semplice avventura, ma un’arte che richiede dedizione, pazienza, e soprattutto esperienza e passione. Sempre più numerosi sono i turisti che si spingono verso la Val Rendena con la speranza di riempire il cestino: diversi sono i funghi che si possono raccogliere in Trentino nei prati, in montagna e in prossimità dei ruscelli nel bosco. Di seguito alcuni consigli e alcune raccomandazioni per i più appassionati.

È fondamentale essere a conoscenza delle regole che vigono sul territorio,  che possono cambiare da zona a zona: il mancato rispetto comporta infatti multe salate e spiacevoli sorprese. La raccolta di funghi è ammessa tutti i giorni dalle 7 alle 19 e in quantità non superiore ai 2 chilogrammi per persona e i non residenti devono versare 8 euro al giorno a favore del comune. È fatto obbligo ai raccoglitori di pulire sommariamente il raccolto sul posto e di trasportarlo solo a mezzo di contenitori forati e rigidi. Infine, è vietato danneggiare o distruggere i funghi sul terreno e usare nella raccolta rastrelli.



Importante è saper distinguere i “buoni dai cattivi”: anche il più ambito, il porcino, appartenente alla famiglia dei Boletus, si confonde facilmente con altri esemplari, in grado di arrecare notevoli danni a chi li mangia. Il Porcino, dal sapore unico e da un profumo indistinguibile, è un ottimo contorno, ideale da servire con cervo e polenta o con i canederli. Si differenzia per il gambo bianco e la cappella dal color marrognolo, a seconda del terreno dove cresce. La caratteristica principale è la mancanza di lamelle sotto la cappella, presenti invece in altri funghi mortali, come l’amanita. 



Di porcini ce ne sono diversi ma la forma è abbastanza ricorrente: il gambo basso e piuttosto tozzo e una cappella larga, come un ombrello. Solitamente crescono negli aghi, ai piedi di abeti e ginepri, o in prossimità di terreni fogliosi, alle basi dei larici e castagni. Simili al porcino, ma non commestibili, troviamo il porcino malefico ed il boletus regius: la forma è la stessa dei boletus, ma hanno colore molto più saturo, spesso rosso e giallastro. Infine, quasi uguale al re dei funghi ma fortemente velenoso, è il cortinario, che cresce spesso vicino alle famiglie dei porcini. Spesso questo è confuso con i commestibili: soprattutto quando di piccole dimensioni, risultano difficili notare le lamelle sotto la cappella, che lo contraddistinguono.



Molto interessante è la presenza della Amanita muscaria:  la regina del bosco, tossica e a volte mortale, è una spia della presenza del porcino. Infatti, come il Boletus edulis ama il terreno fresco e bagnato ed è quindi facile trovarla vicino o poco distante da quest’ultimo. Nonostante non sia per niente commestibile, il fungo colorato sarà un ottimo segnale per confermare che siete a cercare sul sentiero giusto.

Armando Pica: tips per restare in forma questa estate

Siamo nel pieno dell’estate e molti di noi si stanno ancora domandando come superare la prova costume e quali siano i segreti per essere, anche in vacanza, sempre in una forma impeccabile. Il lock-down non ha sicuramente aiutato la popolazione a mantenere un costante ed attivo livello dell’allenamento con la chiusura delle palestre. Le diverse misure restrittive hanno anche scaturito un forte calo motivazionale. Vediamo i consigli del Crossfit trainer Armando Pica per correre ai ripari anche all’ultimo minuto…

Quali sono i segreti per essere sempre in forma, anche in estate ?

Può sembrare banale, ma il segreto è semplicemente non fermarsi mai. Si può anche rallentare, fare meno, ma l’importante è  provare comunque ad allenarsi almeno 3 volte a settimana, anche in vacanza, abituando il corpo ad un allenamento costante e continuo, seppur leggero. Bastano 45 minuti fatti bene.

Ci vuole tanta forza d’animo me ne rendo conto, soprattutto quando fa così caldo.


Armando Pica si allena con i pesi anche d’estate: l’importante è non esagerare con il carico ed essere costanti

Quante volte consigli di allenarsi a settimana? I giorni di riposo sono importanti? Perché ?

Io mi alleno 6 su 7, in realtà sono 5 giorni di allenamento, uno di totale riposo (la domenica) ed il giovedì in cui faccio un “active rest“, tipo una corsetta leggera o bici.

Il riposo è fondamentale per il corpo, tanto importante quanto l’allenamento e l’alimentazione, altrimenti rischiamo di andare in overtraining e farci male. Diciamo che l’ideale è tenere 3 giorni a settimana come minimo.

Quali sono i metodi più efficaci per avere gli addominali scolpiti? Quali esercizi consigli?

Allenamento ed alimentazione, tenere sotto controllo i carboidrati e le bevande (soprattutto quelle più zuccherate) può essere un ottimo metodo. Per quanto riguarda l’allenamento, su YouTube si trovano moltissimi video di lavori in Tabata (20’’ di lavoro e 10’’ di riposo) sugli addominali, veramente ottimi da seguire quando si è fuori casa. Ad esempio, per 20 secondi si svolgono dei crunch ininterrottamente, ai quali seguono 10 secondi di riposo: ricominciano quindi i crunch e il riposo, per almeno sei ripetizioni.



Descrivi i tuoi due esercizi preferiti per l’estate

Piegamenti (push up) ed addominali sono i miei preferiti, se sono in vacanza li faccio anche tutti i giorni, 100 e 100: bastano veramente 20 minuti.

Ci sono esercizi che si possono fare a casa o in spiaggia, a corpo libero ? Ne puoi descrivere uno ?

Come dicevo prima, prendere su YouTube dei lavori in Tabata sugli addominali, sono ottimi e più difficili di quello che possono sembrare.

Durano 4 minuti, si può fare un riposo di due minuti e ricominciare.


Armando Pica ci ricorda che in estate e non solo lo stretching è importante tanto quanto l’allenamento

I  piatti che consigli per l’estate : buoni ma allo stesso tempo proteici?

Premetto che sono vegetariano da 4 anni quindi al mattino sicuramente Yogurt greco, oramai si trova ovunque, in qualsiasi supermercato anche del più piccolo paesino dove siete in vacanza o in qualsiasi colazione d’hotel. A pranzo potete optare per affettati, formaggi, uova, frittata, sono tutte ottime opzioni molto proteiche. La cena libera, ricordandoci sempre di non esagerare con i carboidrati ed ordinare sempre una componente proteica nella nostra cena (carne, pesce, formaggi). Eviterei tutte le sere la pizza, se non altro perché è povera sulla componente proteica.

Alla scoperta delle Isole Eolie

Colorate, con il mare cristallino, la sabbia nera e la roccia vulcanica: le Isole Eolie sono famose in tutto il mondo per la loro bellezza ed unicità. Quest’estate, più che mai, il turismo italiano ha bisogno di essere valorizzato e, tra le destinazioni fortemente consigliate, troviamo  proprio le isole siciliane. Di seguito un itinerario per scoprire  in pochi giorni le peculiarità di queste terre. Molti ritengono che l’unico modo per godersi al meglio la Sicilia sia quello di noleggiare una barca: è possibile tuttavia lasciarsi incantare dalle isole dell’arcipelago eoliano anche dormendo a terra, nello specifico a Lipari, e da qui partire alla scoperta di paesaggi ed emozioni che tutto il mondo ci invidia.


Il porto di Lipari, la più grande delle Isole Eolie

Il soggiorno inizia con una colazione panoramica all’hotel Villa Enrica, dove è possibile degustare un tipico cannolo siciliano mentre la città si sveglia. La struttura vanta una piscina con vista, che guarda sul porto di Lipari. Proprio da quest’ultimo, si noleggia una barca per trascorrere la giornata nell’isola di fronte, Vulcano. In pochi minuti sarete alla Spiaggia dell’Asino, conosciuta per la sabbia nera. L’isola vulcanica ha infatti nel corso degli anni sviluppato una colorazione particolarmente scura, che mette in risalto i fondali e gli animali che li abitano, diventando una vera propria oasi paradisiaca per chi ama esplorare il mare. L’iter si conclude all’osservatorio di Lipari, dove si potrà ammirare un tramonto infuocato in compagnia di un calice di dolce Malvasia. L’escursione panoramica è molto semplice, alla portata di tutti, per una durata di circa 20 minuti.


Il tramonto rosso fuoco che si può ammirare dall’Osservatorio di Lipari

La seconda giornata ha Panarea come protagonista: partendo sempre da Lipari, si raggiunge “l’isola chic” in 60 minuti via mare. Quest’ultima non è grande come l’isola principale, e ha solo un piccolo porticciolo e una decina di hotel. Tuttavia, grazie alle diverse celebrità che hanno soggiornato e postato foto sui social nel corso degli anni, anche Panarea è diventata virale, aggiudicandosi oggi una medaglia tra le Eolie per essere l’isola più elegante e raffinata. I must del giorno sono la colazione “Da Carola”, rigorosamente con granita all’anguria e pan brioches farcito e il pranzo da “Il Macellaio”, per degustare la migliore carne locale. Per concludere l’esperienza culinaria a 360 gradi, si rientra a Lipari per cenare a “ Le macine”, assaggiando la pasta preparata con un impasto 100% locale con il grano duro raccolto sull’isola. 



Il giorno seguente è possibile lasciare il boutique hotel e continuare il soggiorno, sempre a Lipari, nelle bellissime Case Diana Arianna, situate nel cuore dell’isola e caratterizzate da una forte atmosfera locale, tra quadri antichi e mura medievali. La giornata è all’insegna del relax e pertanto l’attività consigliata è alle “Piscine di Eolo”: una struttura artificiale costruita in cima a Lipari dove ci si può concede un pomeriggio di intero riposo aspettando il tramonto nell’idromassaggio.


Il favoloso panorama che si può godere dalle Piscine di Eolo, a Lipari

Non può mancare all’appello l’escursione all’isola di Vulcano, in cima al cratere. Migliaia di turisti ogni anno si recano sull’isola per ammirare la maestosità del vulcano che, all’insaputa di molti, non è spento, ma semplicemente addormentato: potrebbe risvegliarsi ed eruttare da un momento all’altro. Prima della salita, è bene ricaricare le pile “da Vincenzino” , lo storico ristorante conosciuto in tutta la Sicilia per il buon pesce fresco. Direttamente da lì, a piedi inizia l’avventura: un’ora e sarete in cima al cratere. Per chi ama fare foto lo scenario è unico: le solfatare sono costantemente attive e lo zolfo ha colorato di giallo e verde tutto il bordo della montagna. Il tramonto cade sulle isole di fronte: Alicudi e Filicudi, tingendo di rosso il mare e I faraglioni di Lipari.


Il cratere di Vulcano, isola situata all’estremo sud dell’arcipelago delle Eolie

L’ultimo giorno, sempre con la barca, si raggiunge l’isola di Stromboli che,  prende il nome da un vulcano a differenza di quello precedente è attivo. Sarà infatti possibile vedere la famosa Sciara del Fuoco, che può essere raggiunta in due modi, o facendo trekking nelle zone della montagna, oppure in barca. Nel primo caso, è necessario arrivare fino alla vetta ed è un’opzione consigliata solo ai più avventurosi ed atletici. 


Un tuffo in acqua dalla barca durante la gita a Stromboli

Il viaggio alle Eolie si conclude con il rientro a Lipari, a cena da Liparo Re, per degustare un’ ultima volta i sapori di queste magiche isole. 

Tra spiagge e grotte: una Sardegna inedita

Ph: Luca Broilo

Meta privilegiata da milioni di italiani, da sempre la Sardegna è conosciuta per l’acqua cristallina, lunghe spiagge bianche ed alte vette montuose. Da poco libera dalle restrizioni post covid-19, l’isola torna ad offrire paesaggi paradisiaci in tutta la sua bellezza. Di seguito quattro destinazioni, circoscritte lungo la costa di Baunei, da non perdere quest’estate.

Si parte con Cala Goloritzè, caratterizzata da un mare unico nel suo genere, dal colore verde e blu cobalto, a seconda della luce del sole. È possibile raggiungere la spiaggia solo a piedi – attraverso un trekking selvaggio dove spesso si incontrano animali come asini, capre e cinghiali – non più tramite barche o gommoni: da pochi anni la riserva naturale è diventata infatti una zona protetta. La caletta è presa d’assalto non solo dagli amanti del mare, ma anche da diversi scalatori: si erge sopra la spiaggia l’Aguglia, di roccia calcarea, simile a quella in Verdon, che consente una impareggiabile arrampicata tecnica su placca in un ambiente fantastico. Conquistata la cima, tramite 5 tiri sulla parete di difficoltà medio alta – grado 6B+- si può ammirare tutto il golfo da 170 m sopra il livello del mare.



Segue, a pochi chilometri, la spiaggia di Cala Mariolu, anch’essa conosciuta al pubblico per le sue, ineguagliabili, sfumature di blu in cui è possibile immergersi in mezzo a branchi di pesci, immortalandoli in scatti mozzafiato. Saraghi e orate sono i veri protagonisti di questa oasi naturale che, grazie alle diverse restrizioni ed alla minore affluenza di persone, sono riusciti a riconquistare a pieno il loro habitat.

Non possono mancare all’appello le grotte del Bue Marino: dalla morfologia litoranea devono il loro nome all’appellativo in lingua sarda della foca monaca, mammifero marino ritenuto ormai scomparso dalla zona, a causa della eccessiva pressione antropica. Oggi sono meta ambita degli amanti della natura e rientrano nel sistema carsico Codula di Luna, il più vasto d’Italia, settanta chilometri di tunnel nelle viscere del Gennargentu. Le cavità marine sono lunghe in tutto 15 chilometri e suddivise in due diramazioni principali. La grotta è famosa anche per esoteriche incisioni rupestri, risalenti al Neolitico,​ raffiguranti un cerchio umano attorno a una rappresentazione del
sole.



Ultima ma non meno importante è l’itinerario “Selvaggio Blu”. Definito come il più impegnativo trekking percorribile in Italia, questo percorso è anche il più originale e suggestivo. Sospeso tra albe e tramonti nel Mediterraneo ed alte pareti rocciose, offre un insieme di paesaggi e situazioni introvabili in altri luoghi. Ci si muove in un ambiente isolato dove raramente si incontrano altre persone. In 5 giorni di cammino, arrampicate e calate in corda si percorre un tratto di costa sarda selvaggio, dormendo in spiaggia, in grotte o, nei casi più estremi, sullo stesso sentiero. È il connubio perfetto per chi ama la terra e il mare: considerato da molti anche un iter spirituale per poter ritrovare se stessi e staccare dai social o dalla vita frenetica.

Martina Sergi: lo Yoga online

Insegnante internazionale di yoga, co-founder della piattaforma YOME digital, coautrice del libro Smart Yoga, creatrice dei blocchi e la cinghia MALI, imprenditrice e content creator con studenti e followers in tutto il mondo: Martina Sergi ha raggiunto mezzo milione di seguaci sul suo profilo Instagram ed oggi è un importante punto di riferimento per tutti gli amanti dello YOGA. In occasione dell’international yoga day si racconta e spiega al meglio i segreti della sua professione.

Come è nata la tua passione per lo yoga ?

La passione per lo yoga è nata per caso, sono sempre stata una ragazza molto attiva e sportiva, seguivo diverse persone su Instagram che facevano più classi di questa disciplina. Da lì mi sono incuriosita sempre di più, anche perché vedevo le coach fare delle pratiche davvero assurde per me, e ne rimasi affascinata. Ad un certo punto ho detto “proviamoci, e quindi grazie alla mia curiosità ho iniziato ad avvicinarmi al mondo dello yoga.



Come la tua passione è diventata una vera e propria professione ?

Ho iniziato a fare yoga mentre scrivevo la mia tesi di laurea. Terminati gli studi ho cominciato un internship legata al corso di studio, ma capii in fretta che quella dell’architettura non era la mia strada, non mi rendeva felice. Ho trovato un corso per insegnanti e poco dopo, lo stesso corso mi propose di restare lì ad insegnare.

Sappiamo che hai fatto anche diverse esperienze all’estero. Quanto hanno segnato la tua vita e perché ?

Amo viaggiare e imparare cose nuove: andare all’estero è fondamentale per crescere e migliorarsi. Ho viaggiato sia per motivi di studio, come ad esempio a Cambridge per imparare meglio la lingua inglese. Andai a Bali invece per fare un corso di yoga avanzato; per non dimenticare i miei workshop che ho tenuto a New York, Parigi e altre città.



Quanto i social sono importanti nella tua professione?

I social per me sono una vetrina: il mio modo per arrivare alle persone. Sono stata la prima, in Italia, a portare lo yoga online, soprattutto su Instagram. Grazie a questo riuscivo a fare stare bene persone a distanza, avevo finalmente uno spazio con il quale potevo raggiungere tantissime persone in maniera veloce, diretta e simultanea, abbattendo le barriere della distanza fisica.

Sappiamo che hai creato anche una azienda. Raccontaci di più…

Ho co-fondato un’azienda, Yome, con due colleghe, Martina Rando e Claudia Casanova: una piattaforma di corsi online, non solo di yoga: qualcosa di più completo, con corsi anche di fitness, nutrizione e meditazione. Chi tramite abbonamento si registra alla piattaforma può accedere a tutti i nostri contenuti, sia live che registrati. E’ nato tutto durante la pandemia, con la speranza di tenere compagnia al nostro pubblico.



Come rispondi a chi oggi ti chiede quali sono i segreti per diventare come te ed avere successo in questo settore ?

Penso che non ci sia un segreto: bisogna essere sé stessi e portare avanti le proprie passioni, in modo trasparente anche tramite i nostri canali online, senza fingere e senza filtri! Bisogna crearsi una nicchia spontanea ma soprattutto sincera, senza avere paura di mostrare anche i fallimenti e gli insuccessi.

Sappiamo che hai anche pubblicato un libro: di cosa parla? Come mai questa scelta ?

Ho scritto un libro insieme a Martina Rando, Smart Yoga, nel 2018. Un testo per iniziare lo yoga, che spiega le diverse posizioni ed allineamenti, non basato sulla filosofia ma sulla pratica, anche utile per posizioni facili da fare a casa.



Ci sono altri progetti che ancora non sappiamo ?

Quello che posso dire è che a Settembre ci saranno tante belle novità.

21 giugno, International Yoga Day: in montagna o al mare ecco gli hot spots dove praticare in vacanza

Iniziare la giornata con il saluto al sole osservando la bellezza delle vette dolomitiche o mentre si contempla l’orizzonte infinito al di là del mare non è cosa da poco. Praticare yoga nella natura, in alternativa alle 4 mura di una palestra, significa regalarsi un break dalla routine quotidiana per ritrovare sé stessi, riordinare i pensieri e connettere il corpo e la mente con tutto ciò che ci circonda. Sono diverse le strutture che, per celebrare la Giornata mondiale dello yoga, il 21 giugno, offrono interessanti pacchetti vacanza all’insegna della meditazione.



Sessioni quotidiane e retreats yoga al SILENA di Valles

Ricaricare i punti di forza, abbracciare l’universo e seguire il proprio corpo: lo yoga e il SILENA sono una cosa sola. Con il Resident Yoga Teacher si possono prenotare più lezioni a settimana anche in a giardino e a bordo piscina, oppure sulla terrazza sul tetto o addirittura nel bosco, sotto il cielo stellato. Per la coppia troviamo l’acroyoga, caratterizzata da una carica motivazionale e da una forte iniezione di coraggio e di fiducia in se stessi.



Yoga e Dolomiti: il Col Alto di Corvara

Trovarsi al cospetto delle Dolomiti è di per sé un momento di assoluto benessere.
Alla vista suggestiva, Il pacchetto “Yoga & Wellness Week” include: cinque notti in camera doppia superior, due sessioni di yoga tenute dalla yogini Alexandra Din (diplomata presso l’Istituto Iyengar® Yoga di Firenze); un massaggio antistress; l’accesso alla SPA e alla grande piscina. La “casa” del Col Alto, la cui gestione della famiglia Pezzei ne ha fatto un’icona di ospitalità fin dal 1938, è il posto giusto dove riconciliarsi con sé stessi e con la natura: nel magnifico scenario dolomitico, ogni ospite può trovare la propria dimensione di relax. I clienti potranno usufruire di una grande piscina coperta con idromassaggio, una stube finlandese, un bagno turco, la grotta ai vapori di sali marini, il laconium-tepidarium, un percorso Kneipp, le docce emozionali, la grotta del
ghiaccio e due sale per il relax.



Il benessere psicofisico al centro dei programmi dell’Hotel Lamm di Castelrotto


L’Hotel Lamm mette a disposizione dei propri ospiti validi esperti e professionisti che, su richiesta e in piccoli gruppi, accompagnano chi lo desidera in un percorso di profonda meditazione e consapevolezza di sé, respirando i profumi e gli odori del bosco, alla scoperta dei 4 elementi naturali o semplicemente abbracciando un albero (treehugging) e camminando a piedi nudi sull’erba (forest
bathing).
Fino al 3 luglio, con l’offerta “We love spring” è possibile richiedere anche sessioni yoga dedicate, indoor o nei boschi, oltre a una serie di servizi come una ricca colazione con specialità altoatesine, cena a più portate con menù locale, accesso all’area benessere con sauna finlandese, biosauna, bagno turco, docce sensoriali, area relax con lettini di cirmolo e rooftop sky pool (30° C) con idromassaggio.



Equilibrio e armonia all’Alpina Dolomites sull’Alpe di Siusi


Tra le tante proposte per un’estate l’Alpe di Siusi propone lo yoga in un panorama impagabile come quello delle altissime cime e dei prati silenziosi che fanno da cornice all’altipiano più grande d’Europa. Nel programma settimanale dell’Alpina Dolomites Health Lodge & Spa, la pratica è in cima alla lista, con una sessione di 50 minuti 5 volte la settimana. Possibili anche lezioni individuali su richiesta, da abbinare alle esclusive experience in beauty farm (massaggi rilassanti, trattamenti detox, rituali ayurvedici) nella meravigliosa spa, con piscina che guarda sulle Dolomiti.



Yoga al Vivosa Apulia Resort di Marina di Ugento

Affacciato sullo splendido mare salentino, al Vivosa lo yoga è praticato all’aria aperta, nella pineta a due passi dalla spiaggia. La peculiarità della struttura è l’Hatha yoga, che coinvolge sia il corpo sia lo spirito e la mente: le posizioni fortificano il corpo e lo rendono più armonico; la mente e lo spirito vengono rigenerati grazie alle tecniche di respirazione. Al fresco, sotto l’ombra dei pini
marittimi, si praticano le varie sfumature di questa tradizione: dalle sequenze di posizioni dinamiche all’ascolto del corpo e dell’energia sottile. Infine, per i più appassionati, sarà possibile intensificare i benefici effetti dello yoga grazie ad una camminata meditativa in spiaggia.
Nel medesimo comune, accanto al Vivosa Apulia Resort, è di scena i 2° Festival di Kundalini Yoga del Mediterraneo, dal 21 al 27 giugno.

Armonia tra corpo, mente e spirito ai Winklerhotels


In cima al Plan de Corones, gli ospiti dei Winklerhotels hanno il privilegio di praticare lo yoga in a 2.275 metri di altitudine in un luogo appartato, incredibilmente panoramico. Si raggiunge la cima in cabinovia, e dopo una piacevole escursione panoramica si arriva al luogo designato per fare pratica. Tutti gli esercizi armonizzano il corpo, la mente e lo spirito fondendoli in un unico elemento. Il programma “Winklers Balance” permette di raggiungere tale equilibrio anche attraverso i 5 tibetani, per iniziare la giornata pieni di energia.



Lo yoga sul lago Thiersee


Ogni giovedì di luglio e agosto si pratica yoga sulle sponde del magico Thiersee, in Kufsteinerland, un angolo di natura situato in Tirolo. Nel prato in mezzo ai fuori e all’erba verde: Tamara Lohr guida i partecipanti nei movimenti, per regalare un dolce risveglio .
Per chi ama alzarsi all’alba, viene proposto lo yoga in quota. L’appuntamento è alle 6 del mattino, alla partenza della funivia Kaiserlift: la corsa speciale guida gli appassionati di montagna nel silenzio assoluto e nel cielo rosato delle prime luci di mattino

Andrea Zelletta: tra amore e musica

Deejay, influencer, modello, ex tronista e colonna portante dell’ultima edizione del Grande Fratello Vip: Andrea Zelletta con l’uscita del suo nuovo brano “Lovin’ at the speed of light”, si esprime a tutto volume per fare emergere al meglio l’artista che è in lui.




Come è nata la tua passione per la musica? Come sei riuscito a costruirne una vera e propria professione?

Sono sempre stato appassionato di musica e mi piaceva andare ad ascoltare i miei artisti preferiti ai concerti. Dopo aver smesso di giocare a calcio, la musica è diventata la mia priorità. Ho iniziato i miei studi con un grande maestro che è partito dalle basi. Credo che la passione sia fondamentale per diventare un vero e proprio artista e farne una propria professione.

Cosa significa la musica per te?

La musica è una parte fondamentale della mia vita. Ogni giorno sono alla ricerca di nuovi brani e suoni: studio e programmo assieme al mio team le uscite in arrivo. Ad oggi senza la musica non vedo un futuro.



Sappiamo che ci sono diversi tipi-generi di DJ.  Come ti definisci?

Sono un dj che guarda la pista. Il dj che deve capire la gente e creare un’onda emotiva con la sua selezione. Amo l’house e la musica elettronica, oggi declinate in molti sotto-generi. E’ positivo perché è possibile spaziare e mixare successi in versioni inedite rispetto a quelle che il pubblico ascolta in radio tutta la giornata.

Quanto ti hanno aiutato i social in questo percorso? È importante oggi per un Dj avere un forte seguito sui canali digitali?

Il mondo influencer e deejay possono andare abbastanza d’accordo. Io preferisco esprimere sui social network la mia passione per la musica con vari contenuti musicali ma senza trascurare altre passioni, come lo sport e i viaggi. Vanno di pari passo.

È importante avere un seguito sui social per i deejay: tuttavia è fondamentale conoscere e comprendere al meglio il pubblico che ti segue. Dunque, più che avere una grossa fan base, che magari non è interessata alla musica, bisogna essere seguiti da una nicchia verticale  e settoriale, che può provenire da molti altri canali come ad esempio Spotify, SoundCloud ed altre piattaforme musicali importanti.



Cosa consigli a chi oggi ti chiede “come faccio a ritagliarmi uno spazio nel mondo della musica”?

Dopo due anni e mezzo di studio non credo di essere la persona più adatta a dare consigli in quanto vedo la mia strada ancora in salita e penso di dover lavorare tantissimo prima di poter essere considerato un “top” deejay. We can be anything è il mio motto: quando si vuole una cosa bisogna impegnarsi investendo tanto tempo e denaro per riuscire a trasformare le nostre vere passioni in  un futuro solido.

Quale è il tuo pezzo preferito e perché?

Savages, di Sunnery James e Ryan Marciano: questo brano è stato come un motore per me che ha scaldato tutta la macchina; è iniziato tutto da lì, il ritornello mi ha letteralmente conquistato.

Sappiamo che da poco è uscito il tuo nuovo pezzo “Lovin’ at the Speed of Light”. A cosa o a chi è ispirato? Raccontaci di più…

Il 28 maggio è uscito il mio nuovo singolo, grazie anche alla collaborazione con Shady: ci siamo trovati in studio di registrazione e abbiamo pensato di fare una cosa insieme. Ci siamo ispirati ad una base ’80 e ’90 con un ritmo dance. Con “amare alla velocità della luce” abbiamo voluto ricordare quell’amore adolescenziale e spensierato che purtroppo oggi, a causa anche della pandemia, non riusciamo più a trovare. Gli adolescenti hanno smesso d’amare alla velocità della luce, senza pensieri. Tuttavia, il pezzo sottolinea allo stesso tempo i profondi sentimenti di quelle persone che sono riuscite ad amarsi per una vita intera.



Come e dove ti vedi tra dieci anni?

Sono un sognatore. Tra dieci anni mi vedo in una villa con la mia famiglia: Natalia al mio fianco, il mio cagnolino e magari dei figli. Ovviamente sempre con il lavoro da deejay che sarà cresciuto e migliorato e che, magari, mi porterà  a suonare sulle consolle internazionali.

Tra onde e tradizioni: alla scoperta di Maiorca

Isola del Mediterraneo all’interno dell’arcipelago delle Baleari: Maiorca è conosciuta per le baie protette, le montagne di roccia calcarea e i resti romani. Ideale per tutte le età è la capitale Palma, con una vivace vita notturna e allo stesso tempo ricca di spunti e itinerari culturali come il palazzo reale dell’Almudaina e la cattedrale di Santa María, risalenti al XIII secolo. 

Se amate le escursioni ed attività all’aria aperta, Cap de Formentor è la destinazione ideale. Il promontorio montuoso incuriosisce i turisti da tutto il mondo per la sua particolare morfologia calcarea e vulcanica, che si erge a strapiombo sul mare, regalando un panorama mozzafiato. Non solo per gli sportivi, la vetta spagnola è una tipica meta anche per chi vuole semplicemente concedersi il tramonto gustando un calice di vino.

Non può mancare all’appello la spiaggia Cala Llombards, famosa per il fondale cristallino. La baia è una vera e propria oasi naturale che accoglie diverse specie marine: nei giorni più fortunati si possono avvistare anche i delfini. Per i più avventurosi c’è la possibilità di partecipare alle lezioni di flyboard, imparando in poche ore a dominare le onde sulla tavola da surf motorizzata. Sabbia e mare si fondono insieme in uno scenario unico che diventa il protagonista: grazie alle numerose riprese sui social, la caletta è diventata virale e numerosi fotografi la scelgono come cornice per i loro shooting. 

Tradizione e cultura locale segnano la storia dell’isola: nel centro di Palma si erge lo storico castello, costruito agli inizi del XIV secolo: colpisce subito i visitatori per la sua inconsueta pianta rotonda, decisa dall’architetto Pere Salva.  A due passi dalla struttura, vicino al porto principale, si consigliano due ristoranti dove è possibile assaggiare le specialità locali. Da Merchants vengono serviti i tipici piatti spagnoli in uno scenario suggestivo circondato da palme e candele, che creano l’atmosfera romantica ed ideale per le coppie.  Al Portixol Hotel si potrà invece assaggiare il pescato del giorno a bordo piscina per una cena al calar del sole.

World Oceans Day 2021

L’8 giugno in tutto il pianeta si celebra la Giornata mondiale degli Oceani. Una data che è stata istituita nel 1992 al Summit della Terra tenutosi a Rio de Janeiro e dal 2008 riconosciuta dall’ONU che vuole ricordare quanto sia fondamentale proteggere i “polmoni blu”. Il tema scelto per quest’anno è la vita e la sussistenza. Tuttavia, tra decine di altre manifestazioni internazionali e i problemi legati al COVID-19, l’evento per la comunicazione ambientale rischia di passare in secondo piano.                            

L’Oceano è la più grande biosfera e il più importante regolatore climatico del pianeta. Dalla sua salute dipende anche la nostra, la maggior parte dei mari sono minacciati da gravi pericoli: decenni di riscaldamento globale, inquinamento da plastiche, disastri ecologici e cambiamenti  che stanno alterando l’essenza stessa dell’oceano. I mari più caldi e acidi, il veloce ritiro dei ghiacciai, l’aumento del livello del mare a causa della fusione delle calotte glaciali: queste alcune delle tante questioni aperte per le quali è necessaria una riflessione costante e un impegno comune per la garanzia di un futuro alle nostre acque e a chi le abita.                                    



La loro resilienza non è infinita e non possiamo aspettarci che continuino ad assorbire gli effetti di attività umane insostenibili. Il 60% dei principali ecosistemi marini del mondo è stato già degradato. Le acque costituiscono il 70% della superficie terrestre, assorbendo il 25% di tutte le emissioni di CO2 e il 90% del calore. Il mare crea il 50% dell’ossigeno che respiriamo, senza dimenticare che è un grande pozzo di carbonio per il pianeta.



Il problema tocca da vicino anche il bacino mediterraneo. Diverse associazioni scendono in campo in questa giornata, tra cui il WWF  che sottolinea come solamente l’1,27% del Mare Nostrum sia effettivamente protetto. La restante parte è sottoposta a  pressioni crescenti da parte del trasporto marittimo e dell’acquacoltura: attività che spesso sfociano su aree marine chiave, inquinandole. Sempre il WWF ha stimato che l’economia legata agli oceani nel Mediterraneo potrebbe generare un valore annuo di circa 400 milioni di euro, equivalente ad oltre la metà del Fondo per la Ripresa europeo. Questa strategia si metterà in moto solo con l’attuazione di un’efficace sviluppo sostenibile con piani mirati e realizzabili nel medio-lungo periodo, potendo così restituire la vita alle distese blu.

Happy hour al tramonto: le migliori terrazze milanesi

La stagione degli aperitivi è ufficialmente iniziata e non esiste posto migliore delle terrazze milanesi per godersi un buon calice di vino durante il tramonto sulla città, in totale sicurezza. Abbiamo selezionato per voi le location più alla moda per ricominciare a godere degli spazi aperti.

Partiamo dal Radio Rooftop, affacciato su Piazza della Repubblica, con un ambiente vivace ed elegante nel quale è possibile assaporare aperitivi internazionali, ammirando la splendida vista dello skyline milanese. L’atmosfera è magica e accesa, grazie alla musica glamour e ai suoni deep house dei Dj.



Segue, a pochi passi dal centro, Ceresio 7 Pool and Restaurant, famoso in tutta la città per la panoramica terrazza, dove vengono serviti a bordo piscina cocktail e piatti di cucina italiana e contemporanea. All’ultimo piano del palazzo storico dell’Enel, è infatti possibile concedersi un momento di totale relax, arricchito dalla presenza di due piscine  ed una vista mozzafiato.



Se amate invece il centro storico, la Terrazza TownHouse è la soluzione ideale per voi. Affacciata su Piazza Duomo, la struttura si trova all’ultimo piano dello storico hotel TownHouse Duomo, offrendo una vista senza eguali. La location è dotata di uno spazio all’aperto dove è possibile vivere un’esperienza innovativa grazie al robotico bartender pronto a preparare i cocktail più alla moda e ricercati del momento.



Non può mancare all’appello la storica Terrazza Martini, che domina Milano da più di 60 anni: a 15 piani al di sopra di Piazza Diaz, si può gustare l’intero skyline in compagnia di un fresco Martini. Non solo, lo spazio aperto si presta anche per meravigliosi scatti, ideali per gli amanti dei social, pronti ad immortalare ogni singolo tramonto sulle loro piattaforme online.



Per i più eleganti e raffinati c’è la Terrazza Gallia, al settimo piano dell’omonimo hotel, meta prediletta da VIP italiani e internazionali. Da qui potrete ammirare la Stazione Centrale da un’affascinante prospettiva e godere di una suggestiva vista sulla zona di Porta Nuova. 



Ultimo ma non per importanza è il fascino di Clotilde Brera, nuovo indirizzo affacciato sulla suggestiva piazza San Marco: il secondo bistrot della stessa famiglia, dopo l’apertura del 2015 in Porta Nuova. Alla regia c’è lo chef  Domenico Della Salandra, di origini pugliesi ma milanese d’adozione, che dopo Taglio e Desino Lento, torna sulle scene cittadine etrova nel cuore di Brera nuova dimora. 



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