Matthew Zorpas, il primo gentleman “digitale”

Se si parla di savoir-vivre, eleganza e stile maschile (concetti spesso abusati ma tuttora poco indagati nelle infinite sfumature di cui si fanno portatori), Matthew Zorpas è la persona giusta per sondare tutto ciò che attiene ad usi e costumi dei gentlemen moderni. Esattamente dieci anni fa, infatti, questo poliedrico creativo e imprenditore cipriota, londinese d’adozione, ha lanciato il sito The Gentleman Blogger, divenuto rapidamente un portale di riferimento per il menswear e il lifestyle più in generale tra outfit (spesso formali, sempre all’insegna della raffinatezza, che gli sono valsi riconoscimenti come quello di Esquire UK, che nel 2010 l’ha inserito nella classifica annuale dei Best Dressed Men), viaggi (altra passione e atout del fondatore), wellness, tips rivolti a una community di appassionati, esigenti e cosmopoliti.

the gentleman blogger influencer
Coat Paul Smith

Zorpas ha dimostrato insomma di essere un vero antesignano della materia, puntando sullo storytelling ben prima delle torme di influencer, o sedicenti tali, che affollano oggi i social media. A certificare il successo dell’operazione sono i numeri (oltre 52.000 utenti unici al mese per la piattaforma, più di 182.000 e 24.000 follower rispettivamente su Instagram e Facebook) e la caratura di griffe e aziende con cui The Gentleman Blogger ha collaborato nel tempo, da IWC a Tod’s passando per Fendi, Bentley, Nespresso e tanti altri. Abbiamo approfittato dello shooting cui si è prestato per l’issue Youth Babilonia di Manintown per parlare con lui di cosa distingua i veri gentlemen, dell’impatto del Covid sulle preferenze degli uomini in tema di abbigliamento, dei cambiamenti in atto nell’industria della moda maschile e la società nel suo complesso, del metaverso.

Matthew Zorpas influencer
Total look Pal Zileri, shoes Church’s, watch Cartier

Sei considerato una pietra di paragone dei gentlemen contemporanei – e aspiranti tali, lo si intuisce dal nome del tuo – seguitissimo – blog. Cosa contraddistingue, nel 2022, un gentleman, quali sono le qualità che deve assolutamente possedere, a livello stilistico e non?

Negli ultimi dieci anni ho visto cambiare sia la definizione del termine, sia l’atteggiamento, la forma in cui viene declinato. In fin dei conti il gentleman è un puro, è una questione di anima. È un modo di vivere vero e proprio, non una specifica azione né un lifestyle, e neppure un abito su misura ben studiato ma “imposto”, si tratta piuttosto della scelta di vestire con disinvoltura. Oggi vestirsi come un gentleman risulta semplice, decisamente più difficile è possederne le qualità.

The Gentleman Blogger taglia il traguardo del decennale. Grazie al sito godi di un osservatorio privilegiato sull’universo maschile, a tuo giudizio quali sono i cambiamenti principali avvenuti in quest’arco di tempo?

Ho fondato The Gentleman Blogger nel 2012, vivo questa splendida avventura da un decennio. Ho visto cambiare l’atteggiamento degli addetti ai lavori nei confronti degli influencer, dall’arroganza iniziale alla disponibilità odierna ad accoglierci, incoraggiarci e sceglierci. Per quanto riguarda il lifestyle maschile, si è passati da un modello formale, “standard” ad uno rilassato e variegato.

Matthew Zorpas Instagram
Jacket Gucci @Tiziana Fausti (www.tizianafausti.com), shirt and scarf vintage

Prediligi uno stile improntato alla ricercatezza, all’eleganza dal flair “vecchia scuola” di completi di fattura sartoriale, pattern della miglior tradizione britannica, tuxedo, abiti tagliati alla perfezione… Lockdown, lavoro a distanza e altre conseguenze della pandemia sembrano aver segnato in profondità, spesso penalizzandolo, il mondo dell’abbigliamento formale, già interessato da trasformazioni dettate dai cambiamenti di gusti e abitudini dei consumatori. Qual è il tuo parere in merito, come credi che cambierà il formalwear?

Il cambiamento è ben accetto. La fashion industry deve seguire i consumatori, che sono ormai diversi e consapevoli. Continuerà dunque a rispecchiare correnti, crisi politiche o ambientali; è nostro compito assicurarci che si aggiorni e modifichi, anticipando ed accompagnando tali cambiamenti. Purtroppo, chi resta indietro è destinato a fallire. Tutto ciò non si traduce in un incremento dell’offerta in termini di scelte e opzioni, bensì nel fare ciò che è in linea col Dna del marchio, e farlo bene.

The gentleman blogger
Total look Dolce&Gabbana, watch Cartier, burgundy ring Bulgari, shoes Christian Louboutin

Il Covid ha impattato anche sugli influencer tra restrizioni, chiusure e stravolgimenti più o meno sostanziali, forzandoli a rivedere tono e tipologia dei post. Senza contare, poi, che erano già alle prese con sfide inedite, dalla saturazione dello spazio alle insidie poste da “colleghi” virtuali, metaverso e novità che potrebbero cambiare i social per come li conosciamo. Cosa puoi dirci a riguardo, qual è lo stato dell’arte dell’influencing?

L’industria degli influencer continuerà a esistere a lungo; esattamente come quella editoriale, fa il suo percorso, dobbiamo lasciare che lo spazio digitale si espanda, cresca, si evolva e, quando sarà il momento, entri in una fase declinante. Non abbiamo ancora raggiunto il picco, stiamo vivendo solo ora la transizione dall’offline all’online. La Generazione Alpha (i nati dopo il 2010, ndr) è nata e cresciuta online, si concentra solo su di esso.

A proposito di metaverso, cosa te ne pare? I gentiluomini potrebbero – e dovrebbero – ritagliarsi un proprio spazio anche in una realtà virtuale fatta di pixel, avatar e affini?

Sono consapevole dell’esistenza del metaverso, non è però un mio spazio personale né un’opzione, idem TikTok. Va ricordato a tutti che possiamo scegliere di essere presenti ovunque vogliamo. Le nuove piattaforme o mondi non dovrebbero sostituire quelli vecchi, ma rispondere al consumatore, soddisfarlo.

Matthew Zorpas jewels
Total look Emporio Armani, ring Nikos Koulis

I viaggi sono una tua grande passione, hai sempre seguito con interesse il settore dell’ospitalità, collaborando anche col ministero del turismo di Cipro. Dopo il ciclone Coronavirus, ritieni ci saranno cambiamenti strutturali?

Dall’inizio della pandemia, ogni settore (dalle consegne al turismo, all’ospitalità) ha dovuto avviare trasformazioni strutturali, soprattutto in Occidente. Col mio team e il viceministro del turismo di Cipro, siamo riusciti a organizzare il primo evento “social distancing” RoundTable all’aperto nel 2020, seguito dalla campagna 7AM nel 2021 e da ImagineBeingHere nel 2022. Dovevamo ricostruire il sogno quando ancora non c’erano voli per il paese, quando sono stati consentiti di nuovo bisognava fare altrettanto, ricreare la necessità di visitarlo, e adesso, tornando alla normalità, ricordiamo entrambi gli aspetti ai visitatori.

Puoi dirci almeno tre capi/accessori che non dovrebbero mai mancare nel guardaroba, i mai più senza di ogni gentleman che si rispetti?

Non esiste un capo basilare che chiunque dovrebbe avere, assolutamente. Infrangiamo ogni regola, ciascuno dovrebbe possedere solo ciò di cui avverte il bisogno, che reputa necessario.
Una volta rispondevo sempre un doppiopetto e uno smoking, oggi possiamo essere dei gentlemen con una semplice t-shirt bianca e jeans Levi’s. I tempi sono cambiati.

Total look Zegna

Per quanto sia azzardato fare previsioni, come immagini The Gentleman Blogger di qui a dieci anni? Cosa potrebbe caratterizzare la community dei gentlemen del futuro?

The Gentleman Blogger è stato una meravigliosa impresa. Sono davvero soddisfatto del cambiamento, dell’innovazione, della creatività, della passione, in definitiva della comunità che, per un decennio, ha amato e si è stretta attorno a questa fantastica iniziativa. Non posso azzardare previsioni sul mio prossimo progetto, di sicuro non vedo l’ora di intraprenderlo con la forza, la sincerità e la determinazione necessarie affinché abbia successo.

Matthew Zorpas style
Total look Alexander McQueen

Credits

Talent Matthew Zorpas

Photographer Georgios Motitis

Styling Giorgia Cantarini

Stylist assistant Federica Mele, Emma Thompson, from MA Fashion Styling – Istituto Marangoni London

Location The Dorchester

Nell’immagine in apertura, Matthew Zorpas indossa total look Alexander McQueen

Versatile e preziosa la icon bag Paola Bonacina, must have dell’estate

La icon bag Paola Bonacina interpretata dalla talent Matilde Righi

E’ sulle sponde dell’Arno, in un elegante resort 5 stelle, che risalta la icon bag Paola Bonacina indossata da Matilde Righi, talent dal gusto raffinato, parisienne, e dall’allure romantica.

Nell’Hotel Ville sull’Arno, antica dimora ottocentesca, cenacolo dei Macchiaioli e luogo di intellettuali dell’epoca, Matilde Righi interpreta la Xi Wallet – Turquoise Python, la pochette firmata Paola Bonacina divenuta bag iconica per la sua versatilità.

Porta cellulare, maxi portafoglio, comoda pochette, la Xi Wallet si porta a mano o a tracolla grazie alla pratica e sottile catenella a croce in ottone finitura oro chiaro.

L’influencer Matilde Righi sceglie di abbinarla ad un classico abito stile greco-romano, dello stesso tono turchese della pochette, perfettamente ambientata nella calda ed accogliente atmosfera dell’antica residenza.

Gli ambienti, i toni, gli arredi, si sposano con la fantasia dell’icon bag Paola Bonacina, iridescente per colore e pregiata nella scelta dei materiali.

Il brand si contraddistingue da sempre per l’attenzione dei particolari: la chiusura in metallo presenta il logo del marchio, gli interni sono in pelle e ogni prodotto possiede il suo certificato di garanzia e autenticità; Paola Bonacina è totalmente Made in Italy e rappresenta a pieno il savoir-faire del nostro amato territorio.



Eclettica, la icon bag Paola Bonacina è per tutte le donne e tutti gli stili che le rappresentano!
Di giorno con una giacca over e denim, la sera con un long dress, la Xi Wallet in pelle di pitone è il nuovo must have di questa stagione.

Per necessità o per capriccio, non riuscirete più a farne a meno, rende ogni look più grintoso e regala un tocco di luce e colore grazie alla sua lavorazione iridescente.



Paola Bonacina, fondatrice e creatrice dell’omonimo brand, è da sempre impegnata in collaborazioni nazionali ed internazionali e per questa stagione si vede protagonista del Super Trofeo Lamborghini Europe come Pink Partners del pilota italo-svizzero Kevin Gilardoni.

Con i colori dell’Oregon Team, si è scelta la mini bag O-Clock Grace Paola Bonacina per il round del campionato previsto al Circuit Paul Ricard dal 28 al 30 maggio 2021.

Tutti gli aggiornamenti delle nuove avventure Paola Bonacina sui suoi profili ufficiali:
Paola Bonacina Instagram



Alberta Antonucci, l’avvocato degli influencer

In un mondo in costante evoluzione digitale il nuovo orizzonte della comunicazione permette a molti individui, perlopiù giovani, di ritagliarsi uno spazio. I protagonisti del web come influencer, youtuber e tiktoker, grazie alle recenti piattaforme social  hanno potuto creare delle vere e proprie professioni, riuscendo a coinvolgere famosi brand in svariate forme di collaborazioni lavorative. Se da un lato questa realtà di entusiasmo e scoperta apre porte e speranze, dall’altro nasce il bisogno di trovare una forma di regolamentazione a queste nuove figure, spesso inconsce ed inconsapevoli fino in fondo del loro potenziale potere comunicativo, nonché delle stesse piattaforme social. Abbiamo incontrato Alberta Antonucci, avvocato esperta del settore, fondatrice dell’azienda legale “On the Web Side”, che da anni fornisce assistenza e consulenza legale alle Imprese per le attività sul web ed il digital marketing.


Lei è l’avvocata delle influencer (si definisce così). Che cosa significa? Quando e perché ha scelto questa specializzazione? 

Io tutelo sia gli imprenditori digitali che i brand che lavorano nell’influencer marketing. Diversi  anni fa ho intuito che ci fosse un nuovo spazio professionale per fornire assistenza a queste nuove professionalità ed alle aziende che intendano utilizzare l’influencer marketing per la commercializzazione dei propri prodotti e servizi. Mi sono quindi dedicata in modo esclusivo al diritto del web ed alle questioni connesse all’utilizzo dei social. Mi ha appassionato la sfida di percorrere un settore del diritto ancora inesplorato, privo di regolamentazione specifica e che quindi rappresenta il miglior banco di prova per creare una nuova pratica operativa.

Fare l’influencer è diventato un lavoro a tutti gli effetti. Cosa ne pensa?

Essere un imprenditore digitale è, e sicuramente lo è stato sin dall’inizio, un lavoro vero e proprio anche se su questo va aumentata la consapevolezza non solo sui possibili guadagni ma anche sulle responsabilità ed i rischi a cui l’influencer si espone. Il posizionamento dell’imprenditore digitale nel mercato di riferimento dipende:

-dalla verticalità della figura nel singolo settore merceologico;

-dal numero di follower (effettivi);

-ma soprattutto dall’efficienza, ossia dalla capacità di penetrazione del suo messaggio e dalla sua capacità di determinare un aumento effettivo delle vendite (redemption).

Si tratta comunque di un mercato non ancora maturo dove non vi sono ancora strumenti davvero in grado di misurare in modo efficiente questi criteri. C’è ancora molto da fare e io mi sto impegnando professionalmente su questo.



Si fanno corsi per diventare influencer. Dunque, attorno al mondo delle influencer c’è un indotto economico sia nel pubblico che nel privato

Sicuramente è un mondo che deve essere conosciuto e studiato. Come per tutti i lavori non ci si improvvisa influencer. La formazione professionale è importante perché è un mestiere estremamente volatile e può esporre a seri rischi considerata la straordinaria potenza dei media. Naturalmente nei casi di successo può creare un notevole indotto economico e di immagine sia nel pubblico che nel privato: si pensi all’impiego degli influencer per favorire il piano vaccinale contro il Covid19.

Gli sponsor in base a quali criteri scelgono le influencer? 

Quelli della professionalità, credibilità, affidabilità, capacità di gestire il commento, reattività, ma soprattutto sulla loro capacità di performare.

Gli imprenditori digitali, quando pubblicizzano dei prodotti, non producono contenuti che una volta trasmessi nell’etere svaniscono. Loro lasciano una finestra aperta con i loro followers attraverso i commenti od i DM (direct message) e si espongono al giudizio dei follower senza filtri.

C’è anche pubblicità occulta sui social?

Anche sui social vige il principio della trasparenza della pubblicità. Il consumatore deve essere sempre informato se sta guardando dei contenuti che veicolano messaggi pubblicitari e quindi il contenuto pubblicitario del messaggio deve essere comunicato. Uno strumento efficace in tal senso è l’impiego del famosissimo e conosciutissimo # “adv” che sta appunto per advertisement .

Sebbene l’uso dell’#adv sia cresciuto, l’ottica dell’imprenditore digitale è quella di essere sempre sincero con i propri follower, purtroppo però qualcuno è ancora restio ad usarlo.



Social: potenziale o arma? Quanto credi siano pericolosi, soprattutto per i più giovani? 

Come per tutti gli strumenti, i social non sono di per sé né buoni né cattivi. Se usati bene non sono pericolosi, anzi. Basti immaginare come ci hanno tenuto compagnia durante il lockdown, hanno accorciato le distanze e ci hanno fatto sentire uniti. Naturalmente esistono pericoli e rischi a cui stare molto attenti. Proprio per questo ho cercato di analizzarli e di approfondire nel mio libro sulla educazione digitale che uscirà a brevissimo.

Patrick Biedenkapp: il pilota che invita i followers a volare sempre verso i propri sogni

Pilota, influencer, blogger e scrittore, Patrick Biedenkapp è ormai conosciuto in tutto il mondo tramite le sue piattaforme digitali. Super attrezzato con Drone, Gopro e macchine fotografiche, il giovane trentenne gira l’Europa immortalandosi in scatti mozzafiato. Ma come fa un pilota ad avere così tanti followers? Lo abbiamo incontrato per chiederglielo…



Come sei diventato pilota? 

Per diventare pilota ho conseguito una scuola di volo specifica. Nel mio caso, nonostante la laurea all’università sia fortemente consigliata, dopo il liceo ho deciso di non proseguire gli studi accademici, ma mi sono iscritto direttamente alla scuola di volo la quale, conseguendo diversi esami in maniera periodica, mi ha permesso di accedere alla prova finale per diventare pilota. Questa è una scuola vera e propria che ti conduce direttamente all’obiettivo finale.

Prima di accedere al grande giorno ci sono diverse prove da superare, ad esempio esami teorici riguardanti una rigida e completa conoscenza del meteo e di come questo possa facilmente mutare soprattutto in alta quota, della struttura di un aereo e di tutte le sue parti, etc… Inoltre, le prove che devono essere costantemente superate non sono solo teoriche, ma anche pratiche. Alla fine eccomi qua, a 32 anni, un pilota- influencer che ha iniziato a volare ben 20 anni fa.



Oltre ad essere pilota, sei anche un affermato influencer, con quasi 800 mila follower. Come combini queste due professioni?

Quella del pilota non solo è sempre stata la mia professione, bensì la mia più grande passione. Tutta la mia vita è stata improntata per raggiungere questo obiettivo. Quella dell’influencer/blogger, è un’attività che si è creata in maniera spontanea, come una semplice conseguenza. Non ho mai forzato la cosa, semplicemente volevo raccontare a 360 gradi tutta la mia quotidianità: la vera vita di un pilota. Nessuno prima ci aveva pensato (o almeno, non era stato fatto sui social).

Mi sono in breve tempo reso conto che i miei contenuti piacevano, così mi sono attrezzato come un vero influencer (con macchina fotografica, drone, gopro) e l’attività ha preso piede…  Ad oggi porto avanti i due lavori di pari passo. Se devo essere sincero in questi ultimi mesi, che a causa del covid-19 mi è impedito di volare, riesco a dedicarmi di più ai social network.



Tra tutte le cose che fai, hai anche scritto un libro. Come mai? Di cosa parla?

Il libro “My glamorously unglamorous life as a jet-set pilot” è scritto da me, in qualità di pilota, e racconta la mia storia. Narra di come ho raggiunto questo obiettivo e di tutte le esperienze e peripezie necessarie per conseguire questo famigerato titolo: quello che in realtà non racconto sui social. Tutti pensano che quello del pilota sia un lavoro facile e di lusso, tuttavia ho deciso di raccontare gli aspetti più fragili e anche negativi che circoscrivono questa professione. Mi metto a nudo raccontando momenti pazzi e scioccanti che ho vissuto in prima persona, storie di persone che ho avuto a bordo, problematiche legate al mondo dell’aviazione.

Mi batto in prima linea, e questo libro ne è la prova, perché un giorno ci sia una corretta uguaglianza anche nel nostro settore dove oggi, purtroppo, i pregiudizi legati alla sfera sessuale o al colore della pelle sono ancora all’ordine del giorno. Scrivere questo libro è stato una forma di liberazione personale. Spero fortemente che possa  aprire gli occhi a chi, come ho fatto io, spera di lavorare in questo settore con tutto se stesso.

Sin da giovane c’era questa forte idea dentro di me di scrivere un libro, per raccontare la mia storia. Molti pensano che la vita la racconto tutta sui social, tuttavia nelle stories mostro solo una piccola parte di me, saltando decisamente alcuni tasselli importanti di cui non parlo mai. Con il libro posso esprimere tutto me stesso senza filtri e censure.

Continuerai a fare sia l’influencer che il pilota? Come ti vedi tra 10 anni?

Pilota e influencer sono due lavori che si sposano perfettamente: sono sempre più appassionato di foto e video! Nei prossimi 10 anni mi vedo come un portavoce della diversità, un’icona di riferimento per chi fa questo lavoro. Ma voglio che lo possa fare sentendosi libero di essere sé stesso, senza vincoli e pregiudizi. Il mio sogno è anche quello di aprire un negozio dove posso vendere prodotti  legati al mondo dell’aviazione. Infine, convincere le persone ad essere orgogliose di ciò che sono e motivarle ad inseguire, come ho fatto io, i propri sogni in totale libertà, a prescindere dal loro orientamento sessuale e dal colore della pelle.

Manintown incontra One Shot Agency e i suoi giovani talenti

Oneshot agency è una realtà italiana che opera nel settore del management e della comunicazione digital. Nel suo portfolio vanta nomi noti nel panorama social (soprattutto Tik Tok e Instagram) come Elisa Maino, Marta Losito, Paola Di Benedetto e il giovanissimo Tancredi Galli.

Nell’intervista i tre fondatori Eugenio Scotto, Benedetta Balestri e Matteo Maffucci ci raccontano il loro background svelandoci i nuovi progetti social in partenza nei prossimi mesi a cominciare da Chill House, un reality-format di successo con origini USA, che coinvolgerà i creator più famosi d’Italia.

Come è nato il progetto Chill House e chi sono i protagonisti?

M: Il progetto Chill House è un talent show contemporaneo in cui i protagonisti sono influencer con numeri da capogiro, che si trasferiscono in una scenografia da sogno, una villa dove vivere e creare contenuti. Abbiamo replicato lo stesso meccanismo della Hype House americana: gli influencer che abbiamo selezionato sono i Q4 (Tancredi Galli, Gianmarco Rottaro, Diego Lazzari e Lele Giaccari), Valerio Mazzei e Zoe Massenti, e la villa si trova a pochi chilometri da Milano. Nel contesto della villa i ragazzi faranno experience di ogni genere: lezioni di inglese, sport, lezioni di pianoforte, recitazione e molto altro, oltre alla creazione di contenuti insieme sui profili della casa. Stima di numeri aggregati: oltre 13,5 milioni di utenti su Instagram e oltre 25 mln su Tik Tok. E’ un progetto molto ambizioso ma già in ascesa, a un mese dal lancio i profili della casa hanno raggiunto 165mila follower su Instagram e 400mila su TikTok: un incubatore perfetto per aziende di qualsiasi categoria merceologica.

Come la moda si sta avvicinando ai nuovi social media come TikTok?

B: Tik Tok è uno strumento imprescindibile per raggiungere un nuovo target, quello della Gen Z, cioè i consumatori del domani, e sempre più aziende della moda hanno deciso di inserire la piattaforma nelle loro social media strategies. Se prima la piattaforma era dominata da brand del Fast Fashion, nel corso dell’ultimo anno aziende come Prada, Gucci, Burberry, Celine, hanno inaugurato i loro canali social sulla piattaforma, con contenuti costruiti ad hoc per Tik Tok. Molti brand hanno deciso anche di coinvolgere TikTokers per il lancio dei profili o per attività specifiche: ad esempio, si sono rivolti a noi brand come Dolce e Gabbana, che ha ospitato i nostri Tik Tokers in front row alla scorsa Fashion Week o Etro, per il lancio della collezione Toys natalizia 2020.

Quali le strategie secondo voi vincenti per moda e lifestyle con i new media?

M: Una strategia vincente deve rispettare i canoni e il linguaggio propri della piattaforma su cui si sviluppa. Quindi sono giusti i contenuti patinati e molto curati per Instagram, dove vince un feed molto curato, mentre su Tik Tok bisogna lasciar spazio alla creatività utilizzando le features della piattaforma. La prima regola comunque rimane selezionare talent che rappresentino completamente i valori e l’immaginario del brand. Una volta selezionati gli influencer da coinvolgere, bisogna concentrarsi sullo sviluppo di uno storytelling che integri il brand nella storia e nella vita dei creators. 

Gli ultimi talent che avete scoperto?

E: Oggi raccogliamo i frutti di quello che abbiamo seminato nei primi tre anni di vita della nostra azienda. Elisa Maino, Valeria Vedovatti, Gordon, sono gli esempi più lampanti del nostro lavoro. Ultimamente stiamo cercando di cercare target e profili diversi: ad esempio Gaia Sabbatini, atleta delle Fiamme Azzurre, o le 4Calamano, un gruppo di quattro sorelle che su Tik Tok cantano, oppure Ludovica Nasti che è una giovanissima attrice.

Raccontateci il vostro background professionale e perché avete deciso di aprire One Shot Agency?

E: Abbiamo background e storie molto diverse e probabilmente questo è il nostro punto di forza, che ci ha permesso di ottenere risultati così ottimi in soli tre anni. Io lavoro come talent scout da oltre dieci anni, ho scoperto talenti come Frank Matano, Francesco Sole, oltre a Elisa Maino. Matteo oltre alla sua carriera da artista (fa parte del duo musicale Zero Assoluto), ha prodotto programmi televisivi, è appassionato di street art e ha lavorato come speaker e autore di numerosi programmi. Benedetta ci mette in riga, ha una laurea in Economia che fin da giovanissima ha applicato in televisione (RSI), e nel mondo degli eventi e della musica, lavorando per un’etichetta musicale che distribuisce il festival di musica elettronica Tomorrowland. Quando ci siamo incontrati, circa quattro anni fa, è stato tutto molto naturale e immediato. 

Cosa differenzia la vostra agenzia da altre digital agency?

B: Il nostro team è costituito da persone che provengono da realtà diverse tra di loro, con un bagaglio di esperienze nel settore televisivo, radiofonico, musicale e degli eventi. L’età media del gruppo è di 30 anni, siamo Millenials e il nostro linguaggio è a cavallo tra due generazioni che faticano a parlarsi. Il nostro compito è interpretare le richieste e necessità delle aziende e facilitare il dialogo con le nuove generazioni. La nostra carta vincente però è il rapporto che costruiamo con i talent, la familiarità che si respira nei nostri uffici e il lavoro attento che viene fatto su ogni singolo talento. Siamo come una sartoria: i talent arrivano e noi gli cuciamo addosso il vestito perfetto.

Jean-Luc Salathiel Meledje: influencer on the rise

Dagli esordi come modello è diventato una presenza fissa della nightlife milanese. Da lì a poco l’apertura di un blog per gioco, tutto basato sulla condivisione della sua vita glamour. Ama lo stile sporty, viaggiare e conoscere nuove culture. E’ inarrestabile: dalla TV ai set ai social, Jean-Luc Salathiel Meledje è l’influencer che vi segnaliamo questo mese.

Parlaci dei tuoi esordi..

Ho iniziato lavorando come modello e fotomodello sotto agenzia su Milano: in quel periodo i primi blogger non ancora definiti influencer muovevano i primi passi; io non avevo ancora inziato ad aprire un blog perché l’attività di modeling mi portava via molto tempo e non avevo certo il tempo di mettermi a scrivere su un blog! Poi all’improvviso da modello qualunque ho iniziato a inserirmi nell’ambiente dei cosiddetti “party” anche grazie alle conoscenze che facevo tramite i casting o durante i lavori sui set, c’era la stylist o il fotografo o l’editore e anche la stessa agenzia ad invitarmi agli after party delle Fashion Week.

Ho iniziato a condividere le mie esperienze sui social quindi parliamo inizialmente di Facebook, Tumblr, Twitter e non ancora Instagram. Postavo di tutto! Era un vero e proprio diario della mia vita! Poi dopo qualche mese ho aperto il mio blog Theyoungissue.com, che è anche l’espressione del mio stile. Si rivolge a ragazzi come me che si sono avvicinati alla moda forse non prendendola troppo sul serio, ma comunque con voglia di esprimersi. Le persone che seguono il mio blog sono giovani ragazzi che sono disposti a osare e allo stesso tempo divertirsi. Mi considero forse un po’ estroverso, ma non ho paura di indossare un capo che forse un ragazzo della mia età non indosserebbe mai, sono un amante della vita e della moda a 360 gradi. Tramite il mio blog ho iniziato a essere notato dagli uffici stampa e dagli stessi brand per cui avevo lavorato precedentemente come modello, ho iniziato a essere invitato ufficialmente non più tramite altri ma perché volevano me, il mio nome, la mia immagine, la mia espressione e il mio mood a sfilate con il mio invito personale e posto a sedere, a partecipare a campagne pubblicitarie, ad eventi e party indossando il capo del brand. Da lì a poco ho aperto Instagram e tutto ciò che condividevo sul blog in parallelo veniva condiviso anche su Instagram e da lì a poco ho iniziato ad avere molto seguito fino ad arrivare ad oggi a 96.000 mila follower, persone che mi seguono e che apprezzano ciò che faccio e mi chiedono consigli, idee, aiuto per come gestire i propri profili social. Instagram mi ha aiutato moltissimo a sviluppare la mia carriera nel settore moda; ho potuto collaborare con magazine importanti tra cui: Elle.it, Gq Italia, Rolling Stone Italia, I-D, Marieclaire.it, Vogue italia, Vanity Fair, rilasciando interviste personali, realizzare progetti di Shooting per interpretare il mood di un brand.

Tra gli highlight della tua carriera c’è la partecipazione a Riccanza di Mtv. Qualche aneddoto divertente?

Sì, è vero! Parallelamente alla carriera di modello  ho studiato recitazione e lavorato molto per spot pubblicitari; per video musicali internazionali e recitato nella sitcom di “Alex & co. 2” per disneychannelitalia. Quindi non sono nuovo alle telecamere: Milano è un ambiente piccolo per quelli che sono del settore e quindi ci si conosce tutti dopo un po’. Quando Mtv Italia ha lanciato il format “Riccanza” sono rimasto affascinato: era divertente, fresco, pazzo un po’ come me. A una festa per caso ho avuto modo di conoscere Cristel Isabel Marcon, una delle protagoniste di Riccanza fin dalla prima stagione. Siamo diventati amici da subito, abbiamo condiviso molte esperienze divertenti, tra cui anche un after party di Paris Hilton! Io ho preso parte alla quarta stagione di Riccanza, l’edizione Deluxe! Secondo me la migliore, devo dire! Come amico di Cristel è stato divertentissimo girare Riccanza: la troupe e gli autori sono fantastici: ci hanno dato ampio spazio di parlare di ciò che volevamo e delle esperienze che ci stavano capitando in quel periodo. Un aneddoto divertente è questo: in una scena di noi riuniti dovevamo “sbocciare” per un tot. di volte e poi rigirare la scena e bere dal flut senza simulare…Beh, dopo qualche bicchierino le bollicine hanno iniziato a fare effetto ed eravamo molto euforici, però la scena è venuta benissimo comunque!

Il luogo che più ti entusiasma del nostro pianeta?

A me piacciono molto i posti esotici e che hanno una storia alle spalle, mi piace visitare l’essenza del luogo e riviverla dentro di me, con il mio blog jowatravel ho iniziato a viaggiare un po’ per il mondo. Uno dei posti che mi ha affascinato di più è Marrakech, la gentilezza delle persone, i colori, i profumi, i riad e i loro colori; il design e la cura dei dettagli, il cibo. Un posto magico e incantevole. 

Descrivi il tuo outfit ideale. Forme e brand.

Da due anni sono diventato brand ambassador di Russell Athletics tramite il gruppo BB Group UK (con #iconicr). I capi sportivi mi sono sempre piaciuti: in origine erano un tabù nel senso che mai qualcuno poteva pensare che si potessero utilizzare per contesti come eventi, cocktail, presentazioni. Essendo di per se’ un capo sportivo il suo unico utilizzo era destinato alla palestra o per attività sportive. Questa evoluzione e concezione negli ultimi tempi è cambiata; indossando Russell mi sento a mio agio; ben vestito e confortevole; le persone che acquistano questo capo sono persone di fascia normale, ricercano la comodità e la possibilità di utilizzare un capo sportivo anche in diversi contesti come dicevo precedentemente; quindi un capo particolare e facilmente indossabile. La combinazione di sport e moda da un’immagine  che può essere utilizzata per vari contesti; prodotti di qualità e dal tessuto confortevole e modellante. 

Se non avessi fatto l’influencer e il consulente d immagine, cosa avresti fatto?

Sono anche appassionato di arredamento e architettura quindi penso che avrei perseguito questo tipo di carriera e avrei cercato di lavorare per Architectural Digest che amo da impazzire!

Le ultime cinque canzoni che hai ascoltato su Spotify?

 Doja Cat: Like That 

 Travis Scott: Highest in The Room 

 Elodie: Guaranà 

 Tinie Tempah feat Not3s: Top Winner 

 Rosalía feat Ozuna: Yo x Ti 

Descrivi la tua casa ideale. E quale è la tua stanza preferita?

Io amo molto il caldo e il mare; la mia casa ideale dovrebbe essere su un’isola, ad esempio Fuerteventura. Ha un clima perfetto per viverci, una grande villa con piscina, dallo stile messicano o arabo: mi piace molto lo stile architettonico che usano, con ampie porte e vetrate e dal colore acceso, magari rosso o rosa, con un piccolo giardino dove poter coltivare le verdure e la frutta biologica, 3 o 4 bagni e diverse camere da letto per ospitare gli amici che mi vengono a trovare. La mia stanza preferita è la camera da letto, il luogo più sacro per me, perché è dove ti riposi da una giornata lunga e dove dormi la sera.

Genere cinematografico preferito? Attore e attrice?

Ho tre generi preferiti: fantascienza, drammatico e thriller. Attore preferito: Ryan Gosling. Attrice preferita: Isabelle Huppert.

Cosa ti auguri per il tuo futuro?

Per il mio futuro mi auguro di crescere sempre di più sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista caratteriale; di tenermi cari gli amici che ho e di potermi innamorare follemente! 

Prossimi progetti?

A Settembre se tutto va bene parteciperò al Festival Di Venezia; sarei dovuto andare anche a Cannes ma per via del Covid è saltato tutto! L’anno prossimo andrò al mio primo Coachella! E per l’autunno prenderò parte all’inaugurazione e al lancio della nuova collab di H&M. Sto lavorando anche con la persona che mi segue in ambito televisivo per un nuovo format che ho ideato insieme a una mia amica, speriamo presto di chiudere il contratto! E mi piacerebbe partecipare a Pechino Express. Con Mtv ci sono dei nuovi format che devono prendere piede quindi sto valutando un po’ di cose. E riprenderò i miei viaggi con il mio blog: quest’anno abbiamo pensato di andare a Trinidad e Tobago. Non ci sono mai stato ma ho visto un paio di video è un posto davvero affascinante!

Intervista a Marco Ferrero-ICONIZE

Marco Ferrero, alias ICONIZE, è uno degli influencer e Tik-Toker Italiani più famosi al mondo. Nato a Biella ma adottato da Milano sin da quando aveva diciotto anni. Giugno è il mese dell’orgoglio omosessuale, e proprio lui del suo coming-out ne ha fatto un video virale che è passato alla storia, gioca e scherza sull’argomento con contenuti esilaranti. Segni particolari: bello e pazzo da far innamorare.



Come hai iniziato a fare i tuoi video?

Sin da piccolo ho sempre avuto questa passione per la fotografia che mi ha trasmesso mio nonno, che era un appassionato d’arte lavorando nel tessile, e così ho iniziato a scattare foto ai miei amici per poi postarle su facebook.

Praticamente loro erano i miei modelli, e poi un po’ per caso e un po’ per fortuna i miei video hanno iniziato a diventare virali, ma non era assolutamente quella la mia intenzione.

Alla fine, la mia creatività è stata premiata, quindi mi reputo anche fortunato.

Questi video li fai tutti da solo o hai un team che ti aiuta?

Credo che sia proprio la mia caratteristica, non ho persone che lavorano per me, anzi faccio tutto da solo dal montaggio alla regia.

Poi a volte quando lavoro per un brand importante mi appoggio a qualcuno, ma penso sempre che sia l’idea quella importante e non la tecnica.



A proposito dei tuoi video, voglio sapere tutto su quello del “pene saltellante”.

In quel periodo ero a Miami, e una mia a mica ha pensato ovviamente di regalarmi questo costume di carnevale a forma di pene con dimensioni umane, era sicura che qualcosa avrei combinato di certo.

Infatti, ho iniziato ad andare in giro per la città, con la gente che nel frattempo scattava foto e faceva video, in quanto capisci bene che non è da tutti i giorni vedere un pene che saltella in giro!

Come lo hai vissuto il periodo del lockdown?

Chiaramente è stata una tragedia un po’ per tutti, però io dai momenti no riesco sempre a trarne qualcosa di buono, ed infatti mi son messo a creare contenuti che magari rimandavo da tempo, ed invece avendone molto a disposizione ho messi a frutto le idee.

Ho sfruttato anche il momento visto che non ero solo io ad avere troppo tempo a disposizione, tutti quanti erano sui social molto più del solito.



Ho visto che ti sei cimentato anche nella conduzione, vorresti diventare un Mike Bongiorno? 

Mi vedrei a condurre qualcosa tipo “Total request Live” come quello che facevano da piazza Duomo a Milano, e poi mi son divertito a condurre “Mai dire quarantena”, idea che mi era venuta appunto stando a casa.

Come ti è venuto in mente il tuo nome d’arte ovvero ICONIZE.

Sinceramente non lo so nemmeno io, però mi ricordo che era di notte, sempre dal fatto che fotografavo i miei amici, ed alla fine li volevo iconizzare, e tutt’ora sono convinto che sia stata la scelta giusta, mi ci rispecchio.



Raccontaci del tuo coming-out.

Normalmente quando le persone scelgono di fare questo passo, iniziano dagli amici più stretti, hanno sempre un po’ di timori nei confronti della famiglia, io invece nel 2011 ho scelto di farlo nel modo più plateale possibile, ho fatto un video e l’ho messo in rete. Sono felice di averlo fatto perché in quel momento c’erano veramente pochi personaggi pubblici che sceglievano di farlo e questo mi ha dato una grande forza.

Couple Quarantine su Instagram

“Lockdown” è stata certamente una delle parole chiave durante la pandemia. Ci siamo chiesti come deve essere stato per chi ha avuto la fortuna (o la tragica sorte per altri) di viverlo in coppia soprattutto per influencer e personaggi noti.

Tra gli influencer ne abbiamo selezionati alcuni per cui il fil rouge delle risposte sembra essere una maggiore introspezione, nuove consapevolezze e priorità.

GIORGIO MERLINO E VERONICA FERRARO

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

G: Abbiamo reagito cercando di rielaborare una routine, di ricrearci una nostra quotidianità che ci desse l’energia per affrontare le giornate senza che ci sembrassero  “buttate via”. 
Io personalmente ho ripreso a studiare per dare altri esami che potrebbero tornarmi utili per il lavoro, e che avevo accantonato. 

V: Abbiamo reagito con la consapevolezza di essere molto fortunati a essere in salute, ad avere una casa in cui stare e ad essere insieme. 
Ovviamente rimanere positivi non è stato sempre facile, i momenti di “down” li abbiamo avuti entrambi e li abbiamo tuttora. È un evento inedito per la nostra epoca e la domanda che ci facciamo quotidianamente è “Cosa accadrà dopo?”

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

G: A differenza di Veronica che è molto socievole, io sono stato sempre un tipo piuttosto chiuso, con la tendenza a isolarsi… in questo periodo ho capito quanto sia importante coltivare i rapporti, non contare sempre solo sulle proprie forze. Veronica mi ha fatto capire quanto sia importante condividere ogni momento felice e, come in questo caso, di sconforto. 

V: Giorgio è sempre stato l’ottimista della coppia. Mi ha insegnato che fasciarsi troppo la testa non serve a niente, che l’umore può condizionare anche la salute e che rimanere positivi è sempre la scelta migliore. 

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

G: Non particolarmente, ha solo confermato quello che già sapevo ovvero che sia importante godersi ogni momento della vita come se fosse l’ultimo e che i rapporti umani sono davvero l’unica cosa che conta. Quando mancano quelli, il resto è superfluo.

V: Mi ha fatto capire quanto fossi fortunata a fare la vita che facevo, a viaggiare, lavorare facendo ciò che amo, trascorrere tanto tempo con famiglia e amici. Nessuna di queste cose sarà più data per scontato e verrà vissuta mille volte più intensamente di prima.

FILIPPO GRAZIANI E CAT POULAIN

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

F: Ci siamo abbandonati l’uno all’altra, combattendo l’ansia e quel senso di impotenza di fronte ad una emergenza cosi grande e sconosciuta.

C: Noi come coppia abbiamo reagito abbastanza bene, non abbiamo mai litigato e siamo rimasti sempre molto uniti. Gli alti e bassi ci sono sempre ma insieme si riescono ad affrontare.

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

F: Non vorrei sembrare banale ma l’insegnamento più grande è stato che l’amore e l’affetto reciproco sono un arma fenomenale contro la paura.

C: Sicuramente l’imparare a vivere una quotidianità che di solito non abbiamo mai, cercare di svegliarsi ad un orario regolare, fare colazione tutte le mattine, fare workout quasi tutti i giorni.. tutte cose che probabilmente non avrei fatto e sarei rimasta nella mia sregolatezza.

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

F: Un evento così epocale e devastante non può non provocare cambiamenti dentro di noi, in meglio o in peggio forse è ancora presto per dirlo ma è sicuro che quando torneremo ad uscire guarderemo il mondo con uno stupore totalmente nuovo.

C: Mi ha fatto aprire gli occhi, ho capito che il mondo in cui viviamo è malato, la natura aveva cercato di darci molti segnali, dagli scioglimento dei ghiacciai agli incendi in Australia, l’inquinamento. Ho capito che stavamo sbagliando il nostro modo di vivere e quanto sia importante la comunità rispetto al singolo, quanto è importante non essere egoisti, perché il bene del prossimo è anche il tuo bene. Spero che anche le altre persone abbiano capito qualcosa e abbiano elevato il loro spirito.

MARCO FANTINI E BEATRICE VALLI

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

Siamo una coppia da un po’ di anni ormai e mai avremmo immaginato che una situazione simile potesse avverarsi. 
È stata una cosa talmente inaspettata che, come tutti, non eravamo preparati ad affrontare.
Ad essere sinceri siamo stupiti della nostra reazione, perché ci siamo uniti ancora di più ed abbiamo imparato ad ascoltarci di più durante questa quarantena. Abbiamo imparato a lasciar correre quelle piccole cose che ci possono dare fastidio l’uno dell’altro, ma anzi, ci siamo sforzati di riderci su insieme! 
Inoltre abbiamo dato adito alla nostra creatività, escogitando ogni giorno nuove idee per cercare di far sorridere i nostri figli e per rendere un po’ speciale questa quarantena anche per loro, e speriamo che quando da grandi ci ripenseranno, avranno solo il ricordo dei bei momenti trascorsi insieme alla mamma ed al papà.

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

B: Marco ha un grandissimo pregio: sa far divertire i bambini con niente. Mi ha insegnato a rendere speciale il tempo che trascorriamo con loro e soprattutto mi ha fatto riscoprire quanto sia bello divertirsi insieme a loro. 
Mi ha insegnato che non posso avere sempre il controllo su tutto, mi ha insegnato a lasciarmi andare alle emozioni ed ai momenti, senza dare troppo peso alle cose che mi circondano.

M: Bea è una donna fortissima e molto determinata. Nessuno era mai riuscito a fermarla, tranne la quarantena.
Ma grazie a lei, osservandola in questi giorni, ho imparato che bisogna sempre avere un obiettivo da raggiungere, che sia esso giornaliero o mensile. Se non hai degli obiettivi nella vita rischi di perdere di vista le cose veramente importanti!

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

La quarantena ci ha fatto capire che ogni tanto è giusto staccare dal lavoro, dalla società e prendersi cura di se stessi e della propria famiglia. Prima del lockdown vivevamo a dei ritmi troppo frenetici, che spesso senza accorgercene, ci portavano ad ammalarci, ad essere più stressati e litigare di più. Grazie a questa quarantena abbiamo riscoperto l’importanza di NOI stessi come persone e come esseri viventi. 
Una mente sana in un corpo sano, mai verità più grande fu detta.

LAURIE HARDING E GILDA KORAL FLORA

Dall’inno di Italia cantato al balcone passando per i decreti, questa quarantena ci ha visti tutti coinvolti. Voi come coppia come avete reagito?

L: Ci siamo preoccupati per le nostre famiglie, i nostri genitori e nonni. E non avrei mai immaginato all’inizio che sarebbe durata cosi tanto e si sarebbe estesa a livello globale.

G: Devo ammettere in modo molto bilanciato, ognuno di noi ha mantenuto i suoi spazi  e le occasioni invece di condivisione sono ancora piu’ intense. Ridiamo moltissimo ! Poi ho provato a far cantare Laurie l’inno di Mameli ma… non è stato un grande successo (l’argomento Bimbe di Conte non è stato neanche toccato!!!)

Quale è stata la lezione più bella che ti ha insegnato la tua dolce metà durante il lockdown?

L: Ho imparato che potremmo anche dividere una cella di una prigione! Siamo stati produttivi, ho studiato dall’italiano al marketing e ci siamo divertiti moltissimo. 

G: Laurie mi ha insegnato che non ho bisogno di tutte le sovrastrutture che la societa’ vorrebbe per noi donne , dalla manicure impeccabile all’abito sempre perfetto. E che sono bellissima anche in pigiama! Piu’ che una lezione , è stata un’infusione di autostima!

Interiormente questa chiusura forzata in casa ti ha migliorata/o o comunque ti ha fatto comprendere qualcosa di nuovo?

L: La gente puo’ essere terribile ed egoista, ma il sentimento di comunità deve prevalere. Ne usciremo tutti insieme, “ Whatever it takes”!!

G: Sicuramente rivedrò le mie priorità. E spegnero’ più spesso il telefono.

Andrea Dal Corso: «La pandemia come mezzo per reprimere la futilità»

La realtà in questo periodo di emergenza è rappresentata da una certa dualità dell’essere. Ha bisogno di essere rielaborata, per un momento che non appena cesserà, ci farà guardare indietro con uno sguardo impavido, prudente e colmo di accortezza.

Ed è proprio questa la visione a cui si presta Andrea Dal Corso, il talent digitale protagonista di questa riflessione sugli annessi futuri in epoca post Covid-19, influenzato da una voglia prorompente di reprimere la futilità, che svela la sua indole nel voler trasformare le linee d’azione ripetute dal settore moda odierno verso nuovi fronti.

Tratteggia la sua visione del mondo con tanto di spirito disarmante, che esorta: “Ora è necessario definire una volta per tutte i piani globali ecologici e ambientali: nello smaltimento delle plastiche, nel ruolo del petrolio, nella distruzione di habitat naturali, e l’inquinamento delle acque, per arrivare alle disparità sociali, a quel cibo sprecato da molti e sognato da molti altri, alle guerre ancora in atto, dimostriamo di aver capito a pieno che l’evoluzione Darwiniana, accorgendoci che quella di oggi ha tutte le carte in regola per essere un’involuzione.”

In occasione di questo momento di reclusione universale, noi di Man In Town abbiamo voluto approfondire le ripercussioni future che andranno a influire sul piano umanitario e creativo con Andrea. 

Quale è la tua professione?

Sono un imprenditore creativo. Mi occupo di digital strategy e di content creation negli ambiti di travelling, gentleman lifestyle e benessere. Seguo, o meglio, seguivo fino a due mesi fa l’account management e il business growth dell’azienda vinicola messa in piedi con la mia famiglia. Ora mi sto dedicando ad un progetto di cultura digitale che lancerò a giorni assieme al mio team. Ho sempre lavorato nella moda come indossatore, vista da me come una forma d’arte, in quanto mi aiutava ad esprimermi, cosa che faccio attraverso ogni forma di creatività.

Come vedi il futuro del mondo della moda e dell’ambito creativo post-epidemia?

La pandemia ha colpito ogni settore, sicuramente la moda è uno tra i più rilevanti. Ma sono più che certo che le menti creative che competono nel fashion sapranno cogliere questa occasione come un nuovo punto di partenza, un nuovo stimolo che partorirà idee brillanti, eclettiche per i costumi quotidiano. 

Sicuramente nei reparti di produzione dedicato un ampio spazio alla ricerca, ma non come la si intende ora, ossia girare il mondo in cerca di “scopiazzamenti” di vario genere per poi farli propri. Ricerca intesa come vero e proprio studio di nuovi materiali che grazie alla nanotecnologia aiuteranno nella prevenzione di un eventuale futuro scoppio pandemico. 

Con l’avvento dei social, in particolar modo nel corso di questo periodo di instabilità economica e sociale, a tuo parere quale sarà lo scenario che cambierà maggiormente da ora in poi?

“Tutto parte dal caos” ebbene oggi possiamo dire che tutto ripartirà, ri-nascerà, ma in maniera nuova e con nuovi occhi. Questo periodo forzato di chiusura in realtà ha aperto le menti di molti. Ha scardinato imposizioni mentali autoimposte guardando a nuovi orizzonti. 

Tutti stiamo prendendo sempre più consapevolezza di due grandi aspetti: 

1. Di quanto stia prendendo sempre più una fascia di mercato il digital business a discapito dell’offline; 

2. Di quanti siamo. Prima eravamo troppo impegnati nelle nostre vite per renderci conto di quante altre vite simili alla nostra vivono realtà similissime alla nostra. Da qui una nuova grande consapevolezza: distinguerci.  Il mondo online per certi versi è più tosto di quello off line, dove non ci sono barriere di spazio. Non posso essere il migliore insegnante di inglese del mio paese soltanto perché siamo in tre o quattro ed io solo quello nato per primo. Le leggi del mondo online non tengono in considerazione lo spazio; forse il tempo detiene ancora una certa importanza, ma occhio, passa molto più in fretta il tempo digital rispetto a quello offline.

Quali sono le mosse che secondo te il sistema moda deve attuare per accingersi a un’etica di miglior impatto?

Sicuramente questa tragedia collettiva globale ha sensibilizzato perfino i brand fashion che ancora oggi si affidano ad una produzione con sfruttamento umano, in condizioni davvero disagiate. 

Il “fil rouge” che spero accompagnerà tutte le prossime collezioni sarà di un “Mondo Unito”, un’umanità capace e desiderosa di aiutarsi vicendevolmente se vuole continuare a popolare questo pianeta che sempre più ci fa capire quanto lo si stia mettendo a dura prova. 

Come dicevo, la ricerca verso materiali tecnologici in aiuto alla prevenzione, ma soprattutto una manifattura pressoché autonoma all’interno del proprio Stato. Far girare le rispettive economie, per poi esportarle. Questa sarà la vera sfida che oggi diviene ancora più importante per la ri-partenza. In seconda analisi, dal mio punto di vista bisognerebbe fermare tutta questa spettacolarizzazione e dare un taglio agli sprechi. Basta cambiare decine di vestiti a stagione ma piuttosto puntare a capi che durino nel tempo. Ho apprezzato molto la lettera di Giorgio Armani in cui suggerisce al Mondo di “iniziare a togliere il superfluo e ridefinire i tempi”. 

A tuo parere, verso che rotta si sta orientando il settore creativo? E cosa punta a raggiungere in questi tempi?

I creativi al giorno d’oggi hanno un’importanza incredibile. Sono quelli che una volta si potevano definire come gli “inventori.”Peccato che ad oggi c’è ben poco rimasto da inventare di nuovo. Si puó sicuramente migliorare il modo con cui comunichiamo e forse la tendenza non sarà più quella di “accorciare” sempre di più le distanze, bensì veicolarle. Trovare il modo per smettere di rendere accessibile tutto a tutti, ma semplificare il processo di condivisione e di ricerca della qualità delle informazioni a chi riesce davvero ad apprezzarla. 

Abbiamo popolato ogni genere di piattaforma con ogni genere di contenuti: personali, culturali, ispirazionali, comici, trash, motivazionali e in molti casi pure tragici come il cyberbullying o il revenge porn. Ora c’è bisogno di fare ordine, i creativi sapranno rendere Semplice ciò che semplice di per sé non è. Un po’ come Piero Angela iniziava di parlare di cultura, Storia e Arte in quel cubo dedicato all’intrattenimento, ma lo faceva in un modo talmente “smart”, termine che ancora non esisteva, da rendere tutto di facile comprensione per tutti.

Cosa ti spaventa di più appena cesserà l’epoca Covid-19?

Personalmente non sono spaventato, perché so che cercherò di risolvere ogni cosa si prospetti. Non è da confondere con un atteggiamento del tipo: “anche se mi cade il mondo affianco io resto immobile.” Sto educando il mio mindset ad essere pro-attivo, trasmettendo la stessa grinta alle persone che mi seguono attraverso i miei canali. 

Di per sé il nostro quotidiano necessità di nuove abitudini, tornando a quelle pre-pandemia e per certi versi potrà sembrare uno shock uguale o maggiore rispetto a quello di rimanere in casa. Penso che ognuno debba prepararsi già ora mentalmente a 360 gradi. Altrimenti sarebbe come prepararsi lo zaino durante il tragitto verso la scuola. No, lo zaino va preparato il giorno prima, organizzando libri, penne e pennarelli in base alle materie del giorno successivo. 

Ci saranno le stesse misure che stiamo adottando ora per andare in farmacia o a fare la spesa, dovremo soltanto replicarle in ogni aspetto sociale ancora per un po’. Vediamola come una grande lezione di civiltà globale. 

Come cambierà il tuo lavoro dopo l’epidemia?

Ho deciso di non aspettare il “post-epidemia” per capire i cambiamenti del mio lavoro e piangere su tutte le perdite avute in questi due mesi. Da un mese e mezzo sto lavorando ad un progetto digital assieme al mio team che è quasi arrivato alla sua fase di lancio. Ne sono davvero orgoglioso perché ci ho messo anima e cuore e spero rappresenti un piccolo tassello infinitesimale di quella creatività di cui oggi abbiamo bisogno. 

Per quanto riguarda il mio lavoro usuale sicuramente ripartirà a singhiozzo e dovrò quasi continuare ad attingere dai miei risparmi per continuare a pagare spese e investimenti, ma non demordiamo, ogni tempesta troverà luce. 

Riflessioni conclusive? 

Madre Natura ancora una volta ha suonato il suo campanello d’allarme. Se vogliamo continuare a coesistere in questo pianeta dobbiamo invertire la direzione attuale. La pandemia globale è stato il veicolo per fermare un mondo che ha perso la sua rotta alla longevità. Ora è necessario definire una volta per tutte i piani globali ecologici e ambientali: nello smaltimento delle plastiche, nel ruolo del petrolio, nella distruzione di habitat naturali, e l’inquinamento delle acque, per arrivare alle disparità sociali, a quel cibo sprecato da molti e sognato da molti altri, alle guerre ancora in atto, dimostriamo di aver capito a pieno che l’evoluzione Darwiniana, accorgendoci che quella di oggi ha tutte le carte in regola per esser un’involuzione. Sicuramente questo è un periodo di forte introspezione e sta alimentando il nostro livello di empatia. 

Instagram: @andreadalcorso

Earth day 2020, parlano gli influencer

Earth Day (Giornata della Terra) è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, l’unico momento in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. La Giornata della Terra, momento fortemente voluto dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, coinvolge ogni anno fino a un miliardo di persone in ben 192 paesi del mondo.

Quest’anno abbiamo voluto riunire i pensieri di fotografi, designer e influencer con immagini rappresentative di questo evento. Ecco come alcuni influencer italiani affrontano questo tema nella quotidianità e riscoprono attraverso i loro viaggi come la natura influisce positivamente su di noi e quindi la necessità di proteggere il pianeta.

Anselmo Prestini (@anselmoprestini)

“Nella mia attività di influencer, che si manifesta prevalentemente in viaggi, ho sempre avuto un occhio di riguardo per i luoghi e gli animali che vedevo. Ho collaborato più volte con WWF, supportandoli nella campagna di raccolti fondi per aiutare i koala. Ho sempre appoggiato campagne no profit, come ad esempio più brand che hanno svolto attività social a favore del plastic free. Penso che oggi CSR sia la chiave strategica per ogni brand”.



Ludovica Ragazzo (@ludovicaragazzo)

“Amo partecipare a progetti green e mi piace quando la moda aderisce a queste iniziative mostrando come l’essere più attenti al nostro pianeta non voglia dire andare contro corrente o meglio “contro trend”. Dovrebbe essere una cosa che va di pari passo. Penso non ci sia cosa più bella e necessaria di mostrare amore, rispetto e gratitudine per la nostra terra”. 


Treedom Trees x Intimissimi.

Gloria Bombarda (@gloriabombarda)

“Amo la natura in tutte le sue forme e proteggerla per me é fondamentale. Cerco di stare sempre attenta ai prodotti che uso e alle aziende che scelgo. A casa, provo ad utilizzare pochissima acqua sotto la doccia, consumare poco detersivo, e ovviamente rispetto la raccolta differenziata ! Le piccole accortezze possono aiutare molto la terra”.



Chiara Sbardellati (@chiarasbardellati)

“Fin da piccola ho sempre avuto un legame molto profondo con la natura e quando viaggio cerco di svolgere attività che mi permettano di entrare in contatto con essa. L’esperienza a Maison Elephant a Bali è stata unica. Lo staff è composto da persone speciali che dedicano la loro vita a salvare questi elefanti dalla cattività, entrando cosi in sintonia con questi pachidermi così da diventare una cosa sola”.



Lorenzo Bacchin (@lorenzobacchin)

“In questo momento sono preoccupato in particolare per i nostri mari e di tutte le preziose specie che li popolano. Si stima che ogni anno più di un milione e mezzo di animali muoia a causa dell’inquinamento degli oceani, fenomeno che è diventato una crisi globale. Oggi, nella giornata mondiale della terra, invito le persone a riflettere, con la speranza che acquisiscano più consapevolezza e che nel loro piccolo facciano il possibile per vivere nel rispetto della natura, adottando stili di vita sostenibili”.



Alessandro Magni (@ale_magni)

“In occasione della giornata della terra ricordo quei momenti che ho trascorso sul Mar Morto durante un viaggio in Israele, una sensazione unica. Non solo per l’esperienza speciale che ho provato galleggiando nelle sue acque e per i diversi benefici alla pelle e al sistema nervoso dovuti alle sue proprietà benefiche, ma anche perché ero circondato da un paesaggio surreale in cui ho percepito un incredibile senso di libertà e di attaccamento alla natura. La terra in quei luoghi mi ha trasmesso tanta energia”.



Roberto De Rosa (@robertoderosa)

“Dobbiamo preservare il nostro pianeta per poter continuare a godere del lusso della libertà. Solo unendo le nostre forze potremo vincere la sfida e continuare a beneficiare di tutte le risorse che il mondo ha da offrire”.


Gabriele Esposito: «iniziare a capire la vera essenza della vita»

Figlio Italiano, adottato dall’arte, innamorato della danza: Gabriele Esposito, classe 1997, si racconta in un flusso di idee continuo, con tanto di spirito lungimirante. “La moda ha sempre avuto la grande forza di essere d’impatto, e forse la gente dopo tutto questo avrà bisogno di leggerezza e trasparenza.” 

Un po’ come Penelope nell’Iliade Troiana, il sogno gli reca conforto, echeggiando passioni che mirano al di là dell’ideale fashion, ma che puntano a superare la contingenza dell’ordinario. 

Stigmi, critiche e schemi: Gabriele li varca. Anzi, data l’attuale contaminazione che sta sfasando il mondo, ci narra i giudizi e pareri sul futuro del settore creativo a ridosso della sue due più grandi passioni: la danza e la moda. 

Passioni che si respirano sui suoi profili social, con l’intento di illustrare intrecci tutti da scoprire.

Di che cosa si occupa la tua professione? 

Io sono un ballerino. In più, da un anno a questa parte, ho iniziato a lavorare nel mondo della moda, come digital talent. 

Come vedi il futuro del mondo della moda e dell’ambito creativo post-epidemia? 

Penso che in generale per tutti i settori sarà difficile rialzarsi, proprio perché questa epidemia ha portato allo sgretolamento di molti settori, e soprattutto quando si parla dell’ambito artistico, è sempre e purtroppo messo in secondo piano, anche se forse siamo quelli che costantemente cercano di mutare, e soprattutto la moda con il passare degli anni ha avuto una metamorfosi in base al momento storico, politico e sociale. Io voglio essere positivo. 

Con l’avvento dei social, in particolar modo nel corso di questo periodo di instabilità economica e sociale, a tuo parere quale sarà lo scenario che cambierà maggiormente da ora in poi? 

Cambieranno molte cose secondo me, la gente ha bisogno di realtà, mescolata a quel pizzico di magia e immaginazione, quella che penso tutti noi in questo momento vogliamo, chi non sogna, di riuscire ed avere quanto meno una vita simile a quella che conduceva prima, l’essere umano ha bisogno avere la propria routine, immagina se da un giorno all’altro questa non si possa più condurre, saremmo tutti spiazzati ed è quello che è successo ora. Quindi cambierà secondo me anche il modo di comunicare. 

Quali sono le mosse che secondo te il sistema moda deve attuare per accingersi a un’etica di miglior impatto? 

Diciamo che secondo me la moda ha sempre avuto la grande forza di essere d’impatto, forse la gente dopo tutto questo avrà bisogno di leggerezza e trasparenza, sicuramente non sarà semplice, ma questo settore ha sempre avuto un capacità di comunicazione eccezionale, anche grazie alle fantastiche persone che ci lavorano, certo dovranno reinventarsi nuovamente, ma un artista non vede l’ora di “fare la muta.” 

A tuo parere, verso che rotta si sta orientando il settore creativo? E cosa punta a raggiungere in questi tempi? 

Dalla parte creativa, secondo me, c’è a chi questa situazione può aiuterà tanto, è vero che per creare si ha sempre bisogno di stimoli, ricerca, viaggi, persone, però tutta questa situazione può aiutare a capire realmente quali sono le nostre capacità, senza flussi esterni. Quindi questo grande uragano potrà portare alla realizzazione di materiale veramente fantastico. 

Cosa ti spaventa di più appena cesserà l’epoca Covid-19? 

Non cosa mi spaventa di più, è una situazione così strana e che secondo me farà cambiare tanto le nostre abitudini, soprattutto all’inizio, quindi non saprei. La cosa che varierà sarà l’approccio con le persone, tutti avremo un cambiamento drastico, anche quello che prima era un semplice abbraccio avrà un valore diverso da quello di prima, quindi non è tanto la paura, ma sarà quasi strano quello che per noi prima era la normalità. 

Come cambierà il tuo lavoro dopo l’epidemia? 

Il mio lavoro cambierà sicuramente, anche se sono sempre pro ai cambiamenti, non so cosa mi aspetta perché secondo me, finché non si potrà ritornare ad una vita quasi normale, nessuno saprà. 

Riflessioni conclusive? 

La conclusione è che adesso abbiamo tutti tanto tempo da investire su noi stessi e che invece di buttarci giù, possiamo spendere per sperimentare e studiarci. Non è facile, lo so, chi di noi non ha avuto un momento di down in questa quarantena, ci sta e forse ci fa anche bene, rigenerare tanta energia che magari spendevamo in cose inutili, così da canalizzare ora, nelle cose essenziali, in tutto quello che ci piace. 

Abbiamo la fortuna di poterci chiudere tutti nel nostro fantastico mondo, magari scoprirne di più, e iniziare a capire che bisogna essere un po più leggeri nella vita e non crearci degli enormi castelli. 

Instagram: @gabesposito

Photo courtesy of Alessia Tamburro (@alessiatamburro)

Manuel Otgianu: “Il mondo della moda è in prima linea in questa “guerra” contro il Covid-19”

Il passato non si dimentica mai. Ne basta solo un piccolo accenno per rammentar ricordi, e trasportare la mente allo stato del presente. Ed è proprio questo su cui riflette Manuel Otgianu, il talent digitale che ricalca l’utilizzo dei social come vincolo di supporto che, nonostante la crisi dovuta alla pandemia attuale, sono in grado di portare un pizzico di leggerezza nei momenti di calamità.

Come lui, l’onda dei paladini digitali lo fanno sembrare facile, ma la vera difficoltà sta nel trasmettere un messaggio di positività capace di infondere moralità.  

Di che cosa si occupa la tua professione?

Comunico attraverso i canali social le mie passioni, confrontandomi quotidianamente con le persone che mi seguono. I contenuti che realizzo parlano di moda lifestyle e viaggi.

Come vedi il futuro del mondo della moda e dell’ambito creativo post-epidemia?

Sono e saremo tutti pronti ad adeguarci alle esigenze che si presenteranno una volta tornati alla normalità. E non vedo l’ora che accada!

Con l’avvento dei social, in particolar modo nel corso di questo periodo di instabilitàeconomica e sociale, a tuo parere quale sarà lo scenario che cambierà maggiormente da ora in poi?

Ancora una volta l’utilizzo dei social si è dimostrato di grande aiuto. Sono state avviate campagne di raccolta fondi, veicolati messaggi importanti e aiutate molte persone a sentirsi meno sole in una situazione di emergenza come questa. Qualcosa probabilmente è già cambiato.

Quali sono le mosse che secondo te il sistema moda deve attuare per accingersi a un’etica di miglior impatto?

Per adesso mi concentrerei sulla situazione attuale, il mondo della moda è presente in prima linea in questa “guerra” contro il Covid-19. Oltre alle importanti donazioni in termini economici, i più grandi gruppi hanno convertito i propri stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso, mascherine e gel disinfettanti. E tutto questo è davvero meraviglioso!

A tuo parere, verso che rotta si sta orientando il settore creativo? E cosa punta a raggiungere in questi tempi?

Credo che in questo momento tutti i creativi si stiano impegnando a realizzare contenuti più interattivi per aiutare le persone ad avere qualche momento di leggerezza durante queste particolari giornate. Quindi il tutto è meno patinato e più reale, più leggero e sicuramente più divertente!

Cosa ti spaventa di più appena cesserà l’epoca Covid-19?

Non vedo paure legate al termine di quest’epoca, ma solo sollievo. Ciò che mi ha spaventato è realizzare quanto siamo fragili.

Come cambierà il tuo lavoro dopo l’epidemia?

Cambierà proporzionalmente a come usciremo da questa epidemia. Probabilmente in un primo periodo le esigenze saranno diverse, ma tutti non vediamo l’ora di tornare alla normalità.

Riflessioni conclusive?

#stayhome, e usciremo presto!

instagram: @ulmn

Francesco Cristiano, la creatività come un divenire di idee inaspettate

Il mondo di cui parla Francesco Cristiano è quello della moda e del suo futuro, e,  più accuratamente, quello dell’introspezione. La sua è una visione che predilige la creatività nel vero senso dell’essere.

Si racconta demarcando l’autenticità e la naturalezza trattando tematiche che vogliono accingersi al cambiamento. Richiama un’indole di creatività come strumento esponenziale, che inciti rinnovamento spirituale per suscitare uno sguardo critico sulla vita.

D’altro canto, vivendo in un mondo ricco di imperfezioni, abbiamo sempre bisogno di inseguire cambiamenti, purché superino la mediocrità. 

Di che cosa si occupa la tua professione?

La mia professione da Visual Merchandiser si occupa di realizzare non solo l’aspetto estetico delle vetrine, ma anche di tutto il punto vendita. Per farlo, oltre alla grande passione e creatività, serve tanta ricerca e immaginazione.

Come vedi il futuro del mondo della moda e dell’ambito creativo post-epidemia?

La creatività è sempre stata e sempre sarà un divenire di idee inaspettate, una pagina bianca da colorare. Questo periodo buio sarà sicuramente di ispirazione. Di una cosa sono certo, l’e-commerce è il futuro.

Con l’avvento dei social, in particolar modo nel corso di questo periodo di instabilità economica e sociale, a tuo parere quale sarà lo scenario che cambierà maggiormente da ora in poi?

Vivere oggi senza più like, condivisioni e stories, forse sarebbe meglio. Le piattaforme social continueranno a stupirci sempre di più, coinvolgeranno in maniera esponenziale sempre più persone. Le aziende non vorranno più un tuo Curriculum ma semplicemente sapere il tuo user Instagram.

Quali sono le mosse che secondo te il sistema moda deve attuare per accingersi a un’etica di miglior impatto?

Una moda più eco-sostenibile per salvaguardare l’intero pianeta, riducendo sempre di più l’impatto ambientale e magari un ritorno alla vera produzione Made in Italy.

A tuo parere, verso che rotta si sta orientando il settore creativo? E cosa punta a raggiungere in questi tempi?

Verso una creatività pura e dinamica. Non é semplice, bisognerà a mio parere seguire l’intuizione per avere il coraggio di raggiungere obiettivi che possano però nello stesso tempo essere affini con ciò che accade intorno a noi: una creatività che sia rinnovamento spirituale e di ispirazione per uno sguardo critico sulle vite.

Cosa ti spaventa di più appena cesserà l’epoca Covid-19?

Il ritorno alla vita frenetica.

Come cambierà il tuo lavoro dopo l’epidemia?

Nulla cambierà del mio lavoro dopo l’emergenza, torneremo a vivere ma ci sarà molta più consapevolezza in ogni gesto che faremo, cambieremo le nostre abitudini tornando a dare più valore ai sentimenti.

Riflessioni conclusive?

Magari dopo questa esperienza torneremo ad apprezzare i piccoli gesti e avremo più rispetto reciproco anche per chi ha idee o visioni differenti dalle nostre. Sicuramente la moda ci aiuterà a vivere il futuro con leggerezza, quello di cui abbiamo più bisogno.

Instagram: @francesco_cristiano

#iorestoacasa e mi vesto: i consigli degli influencer

In questo lungo periodo casalingo abbiamo trasferito all’interno delle mura domestiche tutte (o quasi) le attività che eravamo abituati a svolgere fuori casa. Dalla chiamata di lavoro al workout, dall’aperitivo alla pizza del sabato sera. Ecco allora 12 #inspo di stile direttamente dagli influencer che ci raccontano i loro look da copiare al volo ed esibire in qualsiasi disparata occasione che la quarantena ci offra.

Roberto De Rosa (@robertoderosa)

“Per il mio look di casa scelgo sempre pantaloni eleganti , ma casual ( in questo caso Asos ) e con l’arrivo della primavera è perfetta una camicia a mezze maniche di Margiela da portare rigorosamente scalzo”.

Alessandro Magni (@ale_magni)

Alessandro ci suggerisce un look casual, con pantalone in tuta morbido ma fit, da portare con una camicia di jeans aperta. “Un outfit perfetto per la mia routine di questi giorni alternata tra momenti di smart-working e home-workout”. 

Alessandro Calzoni (@alessandrocalzoni)

Per Alessandro la routine resta la stessa anche a casa con un pantalone casual e un basic bianco. “Lo stile sportivo è spesso sinonimo di comodità, ma credo basti porre un minimo di attenzione in più ai materiali e alle linee, per non rinunciare al tuo gusto e al comfort. È la semplicità che rende le cose estremamente personali”. 

Anselmo Prestini (@anselmoprestini_)

Eleganza, comodità, vivacità: questi sono i criteri che Anselmo tiene in considerazione quando decide di passare una giornata a casa e in questo periodo, diventano aggettivi caratterizzanti della sua quotidianità. Da qui la scelta di indossare un pantalone in cotone morbido abbinato ad una t-shirt e a una giacca dalle tonalità chiare, entrambe Dolce&Gabbana. 

Federico Piccinato (@federico_piccinato)

“In casa la parola d’ordine per me è comodità, per questo la vivo giorno e notte in tuta!”. Il total look è LACOSTE.

Andrea Dal Corso (@andreadalcorso)

“Lo stare a casa non mi pesa! Sfrutto questo periodo per trovare il mio Balance tra corpo e mente”. Operazione da svolgere rigorosamente con la comodità di una tuta. 

Federico Corvi (@federicocorvi)

“Il jeans Levis strappato rappresenta il mio stato d’animo in questo momento e sopra una T-Shirt Off-White che con quel prefisso “Off” mi suscita quella voglia di partire e viaggiare che fa parte della mia natura”. Completano il look gli accessori, un berretto Carhartt per tenere al caldo i pensieri, l’anello Miracle Store e ai piedi un paio di classiche Birkenstock.

Lorenzo Bacchin (@lorenzobacchin)

“Oggi sto utilizzando il mio tipico outfit da vacanza, una camicia oversize (in questo caso di Lacoste) rubata dall’armadio di mio padre e dei pantaloni in lino comprati da Mango un anno fa prima di partire per Lanzarote.”

Marco Scomparin (@marcoscomparin)

“Ormai la tuta è diventato un capo d’abbigliamento slegato dalla mera attività fisica, ed è per questo che si sposa perfettamente sia alle attività outdoor ma anche allo stare in casa comodi ma sempre cool”. Il look total black si compone di pantalone e scarpe Off-White e una felpa Burberry. Occhiali Salvatore Ferragamo per godere del tramonto, meglio se davanti ad un aperitivo!

Marco Castelli (@castellimarco)

Comodo e sofisticato Marco, nel total look del suo brand Marco Castelli Collection. Non può mancare l’orologio preferito di Breitling e a completare tutto il peluche Karl Lagerfeld in palette con l’intero outfit.

Luca Macellari Palmieri (@lucamacellaripalmieri)

“Sfrutto queste giornate per lavorare all’aria aperta sin dal mattino, quindi un maglioncino in cotone e gilet leggero in piuma per quando è più fresco. I pantaloni sono in cotone morbido con pence e per completare il look un paio di sneakers.”

Nicolò Ferrari (@nicolo_federico_ferrari)

“T-shirt, felpe e pantaloni in cotone sono l’ideale per sentirsi a proprio agio in casa ma anche per brevi uscite e passeggiate all’aperto”. L’outfit da casa è firmato Givenchy, che nelle sue collezioni comprende sempre qualche pezzo comodo da poter usare anche in queste occasioni.

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Come affrontare la quarantena. I consigli di 6 influencer

GLI INTERVENTI DI 6 INFLUENCER CON PSICOLOGI, PERSONAL COACH, SCRITTORI, IMPRENDITORI

Si dice che la disperazione crei delle occasioni, o forse è meglio dire che nella disperazione c’è chi sa utilizzare le proprie risorse per trovare soluzioni al problema. 
L’emergenza Coronavirus sta colpendo tutti, indistintamente, tutti i mestieri, tutte le classi sociali, tutte le razze, ed è inevitabile che in momenti come questi emergano le persone in grado di fare qualcosa di utile, mentre la massa rimane nell’ombra. Anche i social network fanno sentire la loro voce, luogo in cui le tendenze, fino a ieri, volgevano al brutto, al volgare, al superficiale. I social network, frittata di influencer che si pasticciano il corpo mostrando solo una reale assenza di contenuto che è diventata una moda, oggi paiono rifiorire. E siamo certi che ci sarà da domani una inversione di tendenze, una nuova primavera che guarda al bello, al contenuto di qualità, alla condivisione intelligente e matura. E allora chi ha qualcosa da dire finalmente oggi può contribuire alla causa ognuno con le proprie velleità; quindi non solo tutorial che mostrano come inserire un bottone dentro un’asola, ma interventi concreti con psicologi, sportivi, imprenditori

Dall’agenzia Venicemesh 6 influencer hanno cercato di dare il proprio contributo intelligente per alleggerire questi giorni di quarantena forzata. Abbiamo fatto una chiacchierata con ciascuno di loro: c’è chi ha discusso con psicoterapeuti che danno consigli alle coppie su come affrontare le distanze obbligate; chi ha registrato interventi con agricoltori che hanno mostrato le reali difficoltà del settore e le misure da adottare; ci sono studenti costretti a utilizzare nuovi metodi di studio per portare avanti tesi ed esami, e sportivi senza attrezzi che si ingegnano nella creazioni di strumenti per l’allenamento. 

6 personalità diverse, 6 mestieri diversi, 6 modi di sfruttare al meglio il nostro tempo e trasformarlo da difficoltà a risorsa. 

Ambra Ronconi @ab_ambra 

Ambra è una psicologa ipnoterapeuta che durante la quarantena ha avuto modo di fare una chiacchierata con una collega psicoterapeuta familiare. 

Qui alcuni consigli per coppie e famiglie, a partire dal servizio gratuito che offre l’ordine degli psicologi, disponibili per video-chiamate e assistenza in un periodo di forte stress. 

Per la coppia che vive nella stessa casa:

  • Rispettare gli spazi: “imparare a bussare”, accettare i momenti della giornata in cui ciascuno dedica il proprio tempo in linea alle esigenze e ai gusti. Gli spazi sono intesi come “aria vitale” dell’individuo.
  • Ritagliare i momenti di condivisione: decidere insieme lo spazio della giornata in cui concedersi tempo, può essere una cena, il momento del pranzo, la visione di un film insieme.

    Per le coppie distanti: 
  • Prima regola: Congelare ogni sorta di conflitto
    Per le coppie separate in questo momento è opportuno non rimuginare il passato, perchè non potersi vedere e risolvere quindi la questione vis a vis, porta a rancori e accumuli di rabbia. 
  • Non colpevolizzare l’altro: Evitiamo frasi del tipo “Tu hai detto … Tu hai fatto”, sostituendole con “Io mi sento…” Raccontiamoci imparando a cambiare la prospettiva dello stare insieme, raccontiamoci per conoscerci.
  • Condivisione: possiamo fare delle video-chiamate che accorciano le distanze, vedere delle serie tv nello stesso momento per poi discuterne, leggere un libro insieme e parlare dei temi, cenare insieme in video-chiamata, per rendere la vita di coppia il più normale possibile. 
    La condivisione nella coppia è fondamentale e rinforza il rapporto. Un buon dialogo è un ottimo inizio. 

    Consigli su come affrontare l’epidemia:
  • Seguire le informazioni da fonti attendibili, evitare le fake news, che creano ansia e smarrimento.
  • Strutturare la giornata in modo che la settimana sia una settimana lavorativa, quindi mettere la sveglia, lavarsi, truccarsi, vestirsi esattamente come se ci si appropinquasse al luogo di lavoro. Tenere il pigiama tutto il giorno allunga la percezione del tempo e ci si affatica più facilmente. Organizzare il tempo significa anche concedersi il riposo, per cui il fine settimana è dedicato al relax.
  • Gestire la fame: avere molto tempo a disposizione porta alla noia, che crea spazi vuoti spesso riempiti dalla corsa al frigorifero. Impariamo a controllare la fame e a regalarci solo piccoli sfizi all’ora dello snack, una volta al giorno. 
  • Tenere un diario. Questo consiglio è valido soprattutto per le persone ansiose. Permette di scaricare tensione e di allenare la mente all’operazione; è inoltre un valido modo per imparare a conoscerci meglio e più profondamente.

Gloria Bombarda @gloriabombarda

Gloria ci porta nel mondo dei libri insieme alla scrittrice Felicia Kingsley.
Per Gloria i libri sono come un biglietto gratis per fare il giro del mondo. Leggere permette di viaggiare con la fantasia senza limiti di spazio. In questo periodo sta leggendo “Un albero cresce a Brooklyn”, della scrittrice statunitense Betty Smith, una New York inizi ‘900 dove i piccoli negozianti, il macellaio di fiducia, il barbiere, le bancarelle, sono i luoghi abitudinari che creano l’atmosfera del romanzo.

E allora il consiglio è quello di essere positivi e leggere libri che aiutino a questa attitudine, un modo valido per concedersi distrazione e momenti di gioia.

E-book o cartaceo? 
Qui sta a voi, c’è il classicista che ama ancora sentire il profumo della carta e tastarne la ruvidezza tra le mani; avere il piacere di sottolineare le frasi che tornerà a leggere chissà quando nella vita, scrivere degli appunti a margine, collezionare pezzi della propria crescita intellettuale/culturale. 
In questo caso aiutiamo le piccole librerie, che in alcuni paesi fanno anche consegne a domicilio. 

Per gli spiriti innovativi, gli e-book sono un’ottima soluzione risparmio. Costano meno, non occupano spazio, e soprattutto sono soggetti a continue promozioni. 
Essere una booklover, ci confida Gloria, avvicina ai follower e crea un legame di credibilità e durevolezza.

Paola Bettinaglio @paola_bet 

Paola ha tenuto una diretta Instagram con Elisa Vianello, che si occupa di psicologia infantile e psicoterapia.
Il tema è la filmografia, in che modo influenzano le pellicole in questo momento di difficoltà e panico e i consigli sui film da vedere. 

NO: ai film che argomentano guerra e pandemie, rischiano solo di creare ansie e preoccupazioni. Tutte le informazioni che la nostra mente raccoglie durante la visione, le portiamo a letto con il rischio di creare disturbo al sonno. 
SI: alle commedie, ai film leggeri e a quelli che ci riportano all’infanzia. Italia 1 a questo proposito ha inserito nel palinsesto tutta la Saga di Harry Potter.

Consigli utili: l’App SimulWatch è la nuova applicazione che permette di trovare in modo semplice, all’interno di un sistema di ricerca avanzata, tutti i migliori film in streaming disponibili sulle principali piattaforme quali Netflix, Infinity, CHILI; Amazon Prime Video, iTunes, Rakuten, Google Movie. La cosa divertente è che gli utenti possono chattare tra di loro e commentare i film in diretta!

Andrea Dal Corso @andreadalcorso

Lo ricordiamo tutti nel ruolo di corteggiatore a Uomini e Donne, ma Andrea Dal Corso è anche uno spumantista, cioè colui che si occupa della produzione di vini spumanti. E la chiusura di ristoranti, e grandi catene alberghiere ha vanificato gli sforzi di aziende i cui prodotti vanno deteriorandosi, come per alcuni vini il cui consiglio è quello di berli entro breve tempo per mantenere gli standard di qualità e gusto. Per fortuna, ci confida Andrea, gli e-commerce stanno di contro, alzandosi in richiesta, come rivela Tannico, l’enoteca online di vini italiani più grande al mondo

E il made in Italy è l’altro tema su cui Andrea pone l’attenzione, consapevole di essere un portavoce digitale e di avere la possibilità, se non altro, di influenzare in maniere consapevole e utile le masse che lo seguono, i follower. 
Le aziende vinicole si stanno rendendo conto che il passaggio immediato dalla vendita usuale a quella alternativa, cade sui social network, la comunicazione diventa digitale, gli influencer diventano il mezzo per vendere, il tramite con cui comunicare un prodotto in maniera diversa e innovativa. 

Consigli: prediligete vini italiani, Lugana, Chiaretto, Prosecco… Mai come ora serve aiutare il nostro paese a una rinascita più florida. Inoltre non siamo secondi a nessuno in fatto di vini!

Dove acquistare: Www.cortilia.it è il selezionatore dei migliori prodotti italiani dove poter far la spesa online, e dove trovare frutta, verdura, carni, pesce, pasta, uova, scelti da produttori amanti della natura e del nostro territorio. 

Anselmo Prestini @anselmoprestini_

Come vive uno studente ai tempi del Coronavirus? Come organizza la sua giornata in assenza delle lezioni in aula? Ci risponde Anselmo, 24 anni, studente all’ultimo anno di magistrale allo IULM. 

Se pensavate di trovare un allievo allo sbaraglio che festeggia l’assenza di esami vi sbagliavate: Anselmo è lo studente modello, studia come ogni mattina, ascolta la lezione dal pc dove dall’altra parte dello schermo si collega il professore, oltre ad altri 70 ragazzi che nel frattempo mangiano, giocano col gatto, fanno una partita alla PlayStation. Perchè perdere la concentrazione è un attimo, e a questo proposito viene in soccorso Carlo Merli, psicologo e psicoterapeuta che ci porta all’attenzione della “tecnica del pomodoro“, ovvero quell’oggetto che funge da timer in cui calcolare 20 minuti di totale concentrazione, per poi concedersi 5 minuti di pausa.
E’ un tecnica efficace inventata da Francesco Cirillo, sviluppatore di software e utlizzata da molti imprenditori di successo.

Federico Corvi @federicocorvi

Federico è una di quelle anime avventuriere e spericolate che scelgono lo sport come stile di vita. Federico è uno sciatore professionista del mondo freeride, quei matti che piroettano sulla neve ad altezze folli e una personalità simile non poteva che farci divertire con la sua creatività: infatti, non potendosi allenare nella sua palestra ed essendo costretto alla quarantena a Cortina d’Ampezzo, tra monti e vallate, Federico si è costruito una palestra con le sue mani. 

Attrezzi alla Flintstones, ciocchi di legno come pesi di un bilanciere uniti da una lunga trave, anch’essa di legno; corde fatte di spaghi con un sasso legato al centro che faccia da peso; bottiglie d’acqua per i bicipiti; allenamento su per le montagne trainando una carriola carica, Federico non si ferma e di diverte a creare con la fantasia. 
Federico Colli, tecnico federale di sci alpino e suo preparatore atletico, gli ricorda che alle porte lo aspettano le gare e che è importante mantenere la forza fisica.

Consigli: se non avete una palestra in casa, usate la fantasia e create pesi con i mezzi disponibili

Se avete uno spazio tipo un piazzale, fate dei segni con dello scotch a terra e allenatevi con scatti, percorsi e attività aerobica. Bastano 40 metri quadri. 

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La quarantena secondo gli influencer

Dopo il decreto dell’8 marzo emanato dal nostro governo, la zona rossa è stata estesa a tutta la penisola italiana e questo comporta una limitazione degli spostamenti. Infatti, siamo tutti chiamati a restare tra le mura di casa salvo in casi di stretta necessità o emergenza per cercare di contrastare l’avanzata pericolosa del Corona Virus

Molti di noi, abituati ad una vita frenetica e movimentata, si trovano a riscoprire la dimensione casalinga cucinando, facendo workout o lavorando in smart working. 

Tuttavia, i social ed in particolare Instagram, rimangono uno dei passatempi preferiti e i veri protagonisti di essi, gli influencer, ora più che mai, scendono in campo invitando prima i propri follower a non abbandonare le mura di casa attraverso l’hasthag #iorestoacasa e poi cercando di allietarli nei modi più svariati. Qui una piccola lista di influencer da seguire durante la quarantena

Paolo Stella (@paolostella

Influencer e scrittore, in questi giorni ha lanciato l’iniziativa di una raccolta di proposte day by day su come occupare il tempo in modo creativo e al meglio durante la quarantena attraverso l’hashtag #MYSWEETQUARANTINE. Il suo motto è “siamo in un tempo nuovo, troviamo un nuovo modo per impiegarlo”.

Giulia Valentina (@giuliavalentina)

Oltre a partecipare all’iniziativa #MYSWEETQUARANTINE di Paolo Stella, ha intervistato in videocall il professor Claudio Vicini, otorinolaringoiatra di Forlì, per porgergli alcune domande ricorrenti sul Covid19 contribuendo a dare informazioni utili al suo pubblico e a tutto il popolo di Instagram. Non mancano i divertenti siparietti con le sue chihuahua e le utili rubriche in lingua inglese.

Luca Vezil (@lucavezil)

Influencer, appassionato di fitness e compagno di Valentina Ferragni (@valentinaferragni), si propone di fare dei video e delle dirette sul suo profilo dispensando consigli su come allenarsi in modo “homemade” utilizzando solo un tappetino, un elastico da palestra e tanta forza di volontà. Alterna workout ipertrofici a workout metabolici per incoraggiarci ad essere sempre fit. 

Paola Turani (@paolaturani)

Modella e fashion influencer, oltre a mostrare i suoi attimi di vita quotidiana durante la quarantena con i suoi cani Nadine e Gnomo e il suo compagno Riccardo Serpellini (@rickyserpella), condivide simpatici Tik Tok per intrattenere i suoi follower e donare momenti di spensieratezza senza mai però dimenticarsi di divulgare il messaggio importante e positivo di rimanere a casa.

Marco Cartasegna (@marcocartasegna)

Influencer e modello italo-spagnolo, sul suo instagram si occupa principalmente di politica e durante la quarantena sta caricando dei video nella sezione igtv esprimendo il suo punto di vista su alcune mosse politiche adottate dal nostro governo contribuendo così ad informare chi lo segue e ad aprire dei dibattiti su questi temi. 

Veronica Ferraro (@veronicaferraro)

Fashion influencer, anche lei ha aderito all’iniziativa #MYSWEETQUARANTINE caricando ogni mattina alle 10 sul suo profilo nella sezione Igtv un video di un workout casalingo ispirandosi ai consigli del marito trainer Giorgio Merlino (@giorgiomerlino). I suoi follower, così, possono tenersi in forma anche in questo periodo di sedentarietà forzata. 

Leo Gassman (@leogass.official)

Cantante e vincitore di Sanremo giovani 2020, oltre ad aver lanciato un appello a suoi seguaci di restare a casa, organizza delle dirette in cui canta e suona la chitarra per intrattenere e fare compagnia al suo pubblico. 

Camilla Boniardi (@camihawke)

Carica sul suo profilo nella sezione Igtv dei video/Tik Tok in cui in modo spiritoso dà consigli ai suoi followers sulle migliori serie tv da guardare durante la quarantena. 

Marco Fantini (@marcofantini_mf

Influencer, modello e futuro marito di Beatrice Valli (@beatricevalli), oltre ad aver lanciato un appello ai suoi follower di non uscire di casa e ad aver ringraziato personalmente i medici in prima linea in questa emergenza, condivide ogni giorno nelle sue Ig Stories attimi di vita quotidiana con la sua famiglia per far vedere come occupa il suo tempo durante la quarantena mostrando anche alcune ricette di cucina. 

Frank Gallucci (@frankgallucci)

Lo stilosissimo Frank non manca di aggiornarci quotidianamente con l’andamento della situazione Coronavirus in Italia e nel mondo, ci propone una rassegna stampa delle raccolte fondi in essere e ci strappa qualche sorriso con un best of di Tik Tok e video esilaranti.

Filippo Cirulli (@filippocirulli)

Trendsetter sofisticato, appassionato di arte e di antiquariato, Filippo si è sempre distinto per la sua estetica e per la sua visione contemporanea di eleganza maschile. In questa fase difficile si reinventa come casalingo insegnandoci tecniche per la lucidatura dell’argento, come pulire i vetri in modo ottimale e realizzare cocktail per aperitivi.

Alessandro Magni (@ale_magni)

Difficile per un globetrotter come Ale Magni restare fermi, ma è proprio da lui che ci arrivano continui moniti a rispettare le regole, ancor prima che iniziasse ufficialmente il periodo di quarantena. Questo isolamento, per Alessandro è diventato l’occasione ideale per mettere in ordine l’armadio e per condurci in un live tour nel suo showroom casalingo.

Elisa Taviti (@elisataviti)

Siamo abituati a vederla divisa tra fashion week, viaggi e appuntamenti glamour. L’influencer toscana in questo momento si reinventa, dedicandosi completamente alla cura della casa e alla cucina, proponendoci dolci e piatti semplici da realizzare. Non manca però anche qualche consiglio beauty!

Roberto Valbuzzi (@notordinarychef)

Lo chef varesino che tutte le sere ci fa compagnia a Cortesie per gli ospiti (canale 31 Real Time) ovviamente non può che suggerirci piatti e ricette da replicare in queste settimane.  Per rendere tutto più coinvolgente via libera alle dirette insieme ad amici e personaggi noti del mondo food.

Ha collaborato Federica Zucca

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Gli influencer da seguire nel 2020

L’influencer è una figura in grado di influenzare scelte d’acquisto, politiche o decisionali di altre persone grazie all’autorevolezza, al carisma e alla competenza maturata in un determinato ambito. All’interno del settore scelto le principali attività di un influencer sono la creazione e la condivisione di contenuti originali, che seguono un piano editoriale ben preciso in modo tale da ottenere il massimo engagement possibile dalla community.

Le aziende sono sempre più interessate e propense a collaborare con loro, poiché sono in grado di intercettare target di mercato specifici e perché aiutano i brand ad avvicinarsi in modo più reale alla propria clientela, rispetto al classico “monologo” a cui eravamo abituati fino a qualche anno fa con le pubblicità sui mass media.

Giunti a fine anno noi di Manintown abbiamo selezionato una lista di influencer e personaggi pubblici da tenere d’occhio durante il 2020, perché siamo convinti che sapranno offrire diversi contenuti e spunti molto interessanti legati alla loro nicchia di appartenenza.

Marcello Ascani (@marcelloascani)

Prima i disegni animati, poi i vlog di viaggio, ora la produttività e la finanza personale. Marcello Ascani, youtuber e content creator dal 2013, nonostante la sua giovane età si sta facendo notare da diverso tempo per il suo carisma.

Federico Barengo (@barengo)

Youtuber legato alla moda sin dal suo esordio sul web, è la persona di riferimento per quanto riguarda il mondo dello streetwear in Italia. Grazie alla popolarità è riuscito a fare della sua passione un vero e proprio lavoro in ambito fashion.

Rowan Row (@rowanrow)

Influencer molto attivo sui principali social, attualmente si divide tra fashion e fitness, e per questo ambito ha anche un profilo secondario (@rowanrowfitness).

Fabio Barnieri (@douglas_mortimer_official)

Douglas Mortimer è un influencer fuori dagli schemi, che si pone come scopo la valorizzazione e la divulgazione della cultura del gusto e del buon vivere. “Gusto” inteso come la capacità di comprendere, riconoscere e apprezzare il bello. 

Clizia Incorvaia (@cliziaincorvaia)

Famosa come modella e influencer, ha all’attivo delle partecipazioni in TV e si è rivelata un’ottima DJ. La ex moglie di Francesco Sarcina, frontman de Le Vibrazioni, cura un sito dedicato a moda e viaggi che si chiama Il Punto C, e con l’amica Lola Ponce ha fondato il brand femminile Girls Speak!.

Paola Turani (@paolaturani)

Modella prima che influencer, Paola ha a che fare con il mondo della moda sin da giovanissima, quando a 16 anni venne notata da un’agenzia francese. Attualmente è una delle influencer più seguite in Italia e vanta numerose collaborazioni con brand importanti.

Roberto Valbuzzi (@notordinarychef)

Chef e conduttore televisivo, con il tempo ha acquisito sempre più seguito sui social network, in particolare su Instagram. È anche un volto noto in televisione, infatti negli ultimi anni è parte integrante del cast di ‘Cortesie per gli ospiti’.

Marco Ferri (@marcoferri5)

Modello e influencer italiano molto conosciuto all’estero, grazie alla partecipazione in programmi televisivi latino americani. Parla fluentemente 3 lingue, ama il marketing, i viaggi e ha fatto di una passione il suo lavoro.

Csaba dalla Zorza (@csabadallazorza)

Scrittice, autrice e redattrice da sempre appassionata del mondo della cucina. Viene definita la “specialista nell’arte dell’accogliere” e ovviamente un’esperta di lifestyle. Attualmente è giudice nel programma ‘Cortesie per gli ospiti’, in onda su Real Time.

Giulia Calcaterra (@giuliacalcaterra)

Dopo gli inizi come velina e alcune apparizioni televisive, Giulia è diventata una vera star di Instagram. La sua passione per lo sport, le attività adrenaliniche e i viaggi l’hanno trasformata in una delle più importanti travel e fit influencer del momento.

Nick Pescetto (@nickpescetto)

Nato in Brasile, Nick è un content creator appassionato al mondo del fitness e del travel ed è felicemente fidanzato con Giulia Calcaterra. Insieme viaggiano molto e sono ambassador di diversi brand. Ha un pagina secondaria (@nickpescettopresets), dove condivide i suoi preset per Adobe Lightroom.

Giorgio Giangiulio (@giorgiogiangiulio)

Appassionato di moda sin dall’infanzia, è il fondatore del blog “The Style Storyteller”. Attualmente è brand ambassador e consulente per diversi brand di prestigio, oltre che modello. La sua frase preferita? “Il principio della vita elegante è un alto pensiero d’ordine e d’armonia, destinato a trasmettere poesia alle cose” (Honoré de Balzac).

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Da volto tv a influencer: Claudio Sona

A qualche anno dalla fine della sua prima esperienza televisiva come tronista a Uomini e Donne, incontriamo Claudio Sona, classe 1987 e veronese doc. Dopo aver ripreso in mano la sua routine quotidiana, oggi coltiva nuove passioni insieme all’attività di influencer che gli permette di esporsi nella misura in cui desidera, senza lo stress eccessivo della tv. Adesso preferisce concentrarsi sui rapporti veri, tenere per se le sue fragilità e ritagliarsi i suoi spazi per riflettere.

Cosa ti ha lasciato e cosa ti ha tolto l’esperienza televisiva a Uomini e Donne?

Mi ha lasciato molti bei ricordi, come tutte le nuove esperienze mi han insegnato tanto ma allo stesso tempo mi ha tolto la privacy ed è stato difficile gestirlo perché prima di allora non ero mai stato così tanto esposto davanti ad un pubblico. 

Come è cambiata invece la tua quotidianità?

Nonostante la popolarità, ho cercato di mantenere la mia quotidianità continuando a portare avanti il mio bar, attività che avevo iniziato precedentemente al programma ma che a breve giungerà al termine. Ho deciso infatti di venderlo perché ho voglia di nuove esperienze, andare all’estero e investire sulla mia formazione.

Grazie alla tua attività di influencer stai viaggiando molto, alcune mete che ci consigli di visitare?

Partirei con Cuba, il mio ultimo viaggio che mi ha lasciato davvero stupito.  Mi è piaciuto molto il cibo e mi hanno colpito le loro usanze. Spaziando in un’altra dimensione nomino le Maldive, un paesaggio unico perfetto per chi cerca una dimensione di totale relax.  Concluderei con la Thailandia (Bangkok e Golden Triangle) e  poi l’India. Di questi luoghi mi piace soprattutto l’aspetto spirituale.

Il tuo luogo del cuore di sempre invece?

Amo l’Italia e la mia città Verona perché  è a misura d’uomo e tutto è raggiungibile facilmente, ma allo stesso tempo c’è molto movimento. Sardegna e Sicilia invece sono le mie mete estive preferite. Una città che mi ha stupito recentemente è Matera, incantevole e suggestiva.

Tre capi che non possono mai mancare nel tuo armadio

Jeans, una felpa comoda e la camicia. Non amo particolarmente gli abiti, li uso giusto per le cerimonie o le serate speciali.

Cosa non manca invece nella tua valigia?

Spero sempre di portare un costume, ma in generale capi comodi. Tendo ad esagerare con i look anche se sto via pochi giorni.

Sappiamo che sei uno sportivo, come ti mantieni in forma?

Faccio sport da quando sono piccolo, ho praticato equitazione, giocato a calcio, amo anche gli sport estremi come il bungee jumping e il salto con il paracadute, mentre nel quotidiano mi dedico al crossfit. Mi alleno tutti i giorni, due volte al giorno se posso.

Hai quindi un regime alimentare particolare?

Mangio di tutto e faccio sport anche per questo, così posso concedermi qualche sfizio.

Il tuo rapporto con i social

Devo imparare ad utilizzarli meglio e acquisire più scioltezza. Sicuramente non amo la polemica e i pettegolezzi e non mi espongo su questioni politiche. Un tema importante di cui invece mi piace parlare è il cyber bullismo, di cui in passato sono stato anche vittima. In generale uso i social con parsimonia. 

Quali profili ti piace seguire su instagram?

Un personaggio che sto seguendo molto  sui social è Mahmood, mentre come influencer mi piacciono molto le coppie di travel blogger, un settore su cui puoi giocare molto con i contenuti e postare scatti pazzeschi realizzati nei luoghi più belli del mondo.

Tornerai a breve in televisione?

Non ho programmato nulla, soprattutto adesso che andiamo incontro all’estate. Potrei valutare qualcosa a Settembre ma certamente non reality o programmi che espongano eccessivamente la mia sfera privata.

Foto: Davide Carson

Stylist: Stefano Guerrini

Grooming: Giuseppe Tamburrini

Stylist’s assistants: Davide Spinella, Francesca Minardi, Greta Tedeschi

Si ringrazia Leonardo Hotel Milano City Center, via Messina 10 Milano

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Calvin Klein: I SPEAK MY TRUTH

Alla scoperta della nuova campagna proposta da CALVIN KLEIN, brand che da oltre cinquant’anni si impegna a provocare, sfidare e ridefinire lo status quo. Alcune delle figure più influenti del mondo contemporaneo raccontano la propria storia in una serie di video firmati dal rinominato regista Jonas Lindstroem e delle fotografie di Mario Sorrenti. Tra i protagonisti ritroviamo A$AP Rocky, Bella Hadid, Billie Eilish, Kendall Jenner, Noah Centineo e Shawn Mendes.
Il filo conduttore è la libertà di esprimere sé stessi in modo disinibito e persino provocatorio: la nuova campagna è un invito a SPEAK YOUR TRUTH all’interno di #MYCALVINS – hashtag che vuole dar voce e riunire persone a livello globale.
La campagna è stata svelata a livello mondiale il 9 maggio e andrà avanti per episodi, ognuno dei quali prevede il lancio di un video, che verrà successivamente pubblicato su piattaforme digital, social media e spazi esterni di grande impatto.

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MARCO CASTELLI: BOXING SOUL TEAM

Marco Castelli, classe 1990  e agrigentino di origini, è uno dei tanti esempi che  tra sogni e realtà il passo è breve. Da giovanissimo comincia a lavorare per caso nella moda, diventando prima top model per le più grandi case italiane, parigine e newyorkesi, poi testimonial di campagne pubblicitarie di brand importanti. Oggi insieme all’attività di modello è anche imprenditore, con la sua collezione di moda Marco Castelli Collection, dove crea abiti per la famiglia reale di Doha o per chi desidera uno stile assolutamente unico. Con il suo viso da bravo ragazzo conduce una vita sana e mai sregolata fatta di sport, alimentazione genuina e amore per gli affetti più cari come quello verso la famiglia e la sua terra, Porto Empedocle in Sicilia.

Ed è proprio il suo territorio ad ispirarlo nella prossima sfida, un cortometraggio di prossima produzione che verrà girato nella provincia di Agrigento e alla base vedrà il rapporto tra due fratelli . I due protagonisti saranno il modello Marco Castelli e Gerlando Castelli, due fratelli che il mondo del lavoro ha trascinato a grandi distanze per poi farli rincontrare nel Mediterraneo. Punto di congiunzione di una fratellanza che rappresenta anche una profonda amicizia, è la passione per la kick boxing e l’amore per la propria terra. «Abbiamo realizzato un trailer che rappresenta il primo passo per un prossimo cortometraggio che valorizzi la nostra terra – ha spiegato Marco Castelli, ideatore del progetto e autore della sceneggiatura – vogliamo comunicare a tutti i nostri luoghi sullo sfondo del bene tra due fratelli».  (Testo a cura di Alan David Scifo)

 

 

Credits video: Elis Gjorretaj, Andrea Vanadia

 

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INTERVIEW: ANTONIO PERFETTO

Un sorriso capace di catalizzare l’attenzione di migliaia di follower e una spontaneità che lo rende autentico sui social e nella realtà sono senza dubbio le caratteristiche con cui si presenta Antonio Perfetto, classe 1990, appartenente a quella generazione di millenials impegnati e che lavorano sodo per portare avanti le proprie ambizioni. Non solo social nella sua vita, ma soprattutto il lavoro come digital manager e gestione di celebrities che prima dei social è la sua grande passione.

Ti senti più manager o influencer?

Decisamente manager, quello dell’influencer è stata una conseguenza data dalla condivisione dei momenti della mia vita e del mio lavoro ma sin dai tempi dell’università sognavo di poter lavorare nel mondo del digital e quindi ad oggi l’impegno più grande e soprattutto la mia vera passione è proprio il lavoro in agenzia che mi vede protagonista nella gestione di piani digital per le aziende e nell’organizzazione di progetti con alcuni volti noti della televisione come Caterina Balivo, Filippa Lagerback ed Elena Santarelli.

La professione di influencer ha una data di scadenza?

In questo settore è fondamentale la capacità di riadattarsi e crescere ma anche avere un buon management alle spalle che porti il personaggio a non fossilizzarsi. Come in altri campi vincono l’intelligenza e il talento di ognuno, se hai pochi contenuti con il passare del tempo tenderai naturalmente a dissolverti.

Tre caratteristiche vincenti per chi vuole avere successo sui social

Autenticità, costanza nell’affrontare questo lavoro che è composto da grande strategia e impegno, onestà intellettuale e circostanziale al mezzo. Crescere in maniera organica e senza trucchi sui social è fondamentale.

Viaggi spesso per lavoro, cosa non manca mai nella tua valigia?

Il “pigiama camicia” con bottoni e un paio di pantofole da camera, che possono sembrare banali ma non lo sono. Quanto all’outfit un paio di jeans, t shirt bianca e felpa con il cappuccio perché sono molto freddoloso nei viaggi in treno o aereo. Infine patch viso di Carita nei viaggi intercontinentali, da applicare prima dell’atterraggio per arrivare freschi a destinazione.

Hai una beauty routine specifica?

Ho due creme da cui non mi separo mai, una idratante e una contro la dermatite perché ho una pelle molto sensibile. Per i capelli uso lo shampoo detox di Phytorelax con argilla, ottimo per il cuoio capelluto e le lunghezze. È un marchio italiano che conosco da vicino e che mi piace anche per il fatto che non effettua test sugli animali.

L’accessorio fondamentale per un uomo?

Le collane, possibilmente che si intravedano dalla camicia a meno che la tua professione non ti porti a lavorare con la cravatta. Penso che l’uomo con la camicia chiusa fino all’ultimo bottone abbia sempre qualcosa da nascondere.

Il tuo posto del cuore?

Non ne ho uno ma diversi, dalla Pasticceria Cucchi a Milano ad Aversa che è casa e il luogo in cui ho trascorso una bellissima adolescenza e infine l’Asia che ha una cultura grandissima e mi ha ispirato molto. Anche con Los Angeles ho un rapporto particolare.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Prima di tutto vorrei essere più sicuro di me  e spero che l’ ambizione mi porti a sviluppare la mia professione e costruire una mia agenzia. Allo stesso tempo mi piacerebbe lavorare bene come protagonista sui social, qualora questo ambito non si riveli una bolla e il pubblico continui ad appoggiarmi.

Photographer: Cosimo Buccolieri

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THE BEAUTY LOCKER: ELISA TAVITI

Abbiamo incontrato Elisa Taviti, fashion blogger toscana classe 1987, durante i preparativi per l’imminente settimana della moda milanese. Per lei, al rientro dalle vacanze è indispensabile  attuare una strategia di bellezza per affrontare al meglio i nuovi impegni della stagione. Dopo un esordio scintillante a Venezia la vediamo infatti coinvolta nei primi progetti autunnali con i brand più noti del sistema fashion e del beauty. Eccovi allora svelati i suoi rituali di bellezza quotidiani.

 

Su quale aspetto della beauty routine ti concentri dopo le vacanze?

Dopo le vacanze la mia beauty routine si concentra particolarmente sulla pelle del viso e sui capelli a cui tengo molto. Come skincare uso peeling, sieri e creme super idratanti ad azione illuminante e idratante dopo le stress del sole e del mare. Per i capelli punto sui trattamenti che vadano a rafforzare il cuoio capelluto cercando di riparare le conseguenze di sole e acqua salata. Utilizzo maschere illuminanti e rigeneranti insieme a shampoo e balsamo specifici.

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Un prodotto indispensabile per i tuoi capelli?

Un olio che li idrati e li illumini da utilizzare sempre a fine piega

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Quanto tempo dedichi alla tua beauty routine?

Al mattino dedico 15 minuti alla mia beauty routine mente la sera preferisco prendermi più tempo, mi rilassano molto i rituali per la cura della mia pelle prima di andare a dormire. Per la notte non possono mancare The Renewal Oil di La Mer e il siero Advanced Night Repair di Estèe Lauder.

 

Un profumo che ti rappresenta?

In questo momento sono nella fase Gabrielle di Chanel e Nomade di Chloè. Ma amo cambiare spesso i profumi, vado molto in base all’umore.

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Il tuo lavoro ti porta ad essere costantemente in viaggio, cosa non può mancare nella tua valigia?

Nella mia valigia non può mancare un caricabatteria portatile, mascara e blush per un ritocco veloce, una paio di occhiali da sole, forse anche 2, perché sono una vera addicted, una pochette per la sera, blazer nero e un paio di tacchi alti.

Questa stagione è iniziata alla grande con l’esperienza sul red carpet a Venezia, cosa ricordi di quel momento?

Il Red Carpet a Venezia è stata un’esperienza davvero unica, non avrei mai pensato all’inizio del mio percorso di poterlo vivere. Ero molto emozionata ma allo stesso tempo carica di una sana adrenalina, quindi molto felice. A tal proposito devo assolutamente ringraziare il brand Kerastase che crede in me da 8 anni e mi ha permesso di  vivere questo momento, tutte le persone che mi seguono, mio marito Riccardo compagno di lavoro e nella vita e ovviamente la mia famiglia che mi supporta e mi sprona sempre a dare il meglio.

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BURNING MAN 2018: IL DIARIO DEL FESTIVAL VISTO E RACCONTATO DA RAFFAELE MARONE

Sailors fighting in the dance hall
Oh man, look at those cavemen go
It’s the freakiest show …

Ho iniziato citando un verso di una hit del leggendario David Bowie perché ogni volta che torno nel deserto del Nevada per il Burning Man la canzone “Life on Mars” risuona nelle mie orecchie. Per più di una settimana (dal 25 agosto al 3 settembre 2018), stavolta parafrasando il mondo della celluloide, mi è sembrato di vivere dentro “Mad Max”.

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Lo spirito dell’evento è una sorta di esperimento sociale dove ognuno è libero di poter esprimere sé stesso, un campeggio vero e proprio che dura una settimana, senza nè soldi né connessione con il mondo esterno: ci sono i burners e la sabbia, punto.

Partecipare al Burning Man è un’esperienza incredibile, magica, ti aiuta a conoscere meglio il tuo essere e a sviluppare la nostra spiritualità. La vera occasione per tirare fuori il nostro lato più vero, senza limiti e regole.

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Tornando a cosa fare:

1 – Perdersi tra le installazioni d’arte: ce ne sono a centinaia nella Deep Playa… E’ un’esperienza unica. ce ne sono talmente tante che probabilmente non sono riuscito a vederle tutte.

Ricordo questa bellissima finestra in mezzo al deserto con della musica che suonava da un impianto sotto la sabbia. Accompagnata a questa musica da film di fantascienza si sentivano delle voci, delle telefonate di una coppia di amanti, quindi immaginatevi la scena e la potenza visiva di questa opera: sono rimasto ad osservare ed ascoltare per mezz’ora, sdraiato nel deserto a godermela tutta.

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2 – Il Sunrise delle 6 del mattino al Robot Heart, l’art car per me più bello ed emozionante di tutta la Playa. Un vero e proprio carro mutante, ovvero una vettura trasformata nei modi più creativi, dove dal tramonto alle 9 del mattino suonano i migliori DJ al mondo e fanno ballare centinaia di persone con la loro musica. Ce ne sono molte di art car che suonano ma questa è la mia preferita. La riconosceresti tra mille grazie a questo cuore gigante dove i burners possono salire, arrampicarsi e ballare in cima a 10 metri di altezza.

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Tutti aspettano il tramonto, il deserto si trasforma in dancefloor tra balli e lacrime di commozione.

3 – La visita al tempio è obbligatoria, ogni anno ne costruiscono uno nuovo e diverso dal punto di vista estetico. L’energia che circonda quel posto è talmente forte che molti burners restano li per ore a meditare o semplicemente a rilassarsi, talmente magnetico che non lo lasceresti più. Alcuni addirittura ci dormono invece di tornarsene in tenda o in camper.

Dentro il tempio puoi liberarti da tutti i tuoi pensieri, puoi scrivere lettere e appenderle, puoi scrivere di persone che ami o che odi. semplicemente scrivere di te con pennarelli che trovi dentro. Appena si entra c’è la scritta FREE YOUR SELF e migliaia di foto di burners appese. 

Molte dediche a persone scomparse, addirittura anche per cani e gatti, migliaia di pensieri e ricordi scritti sul legno e fotografie lasciate li, che aspettano di bruciare l’ultimo giorno del burning man. Ovviamente si piange dall’inizio alla fine. Pianti liberatori che a volte ci dimentichiamo come fare “nella vita reale”.

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4 – La meditazione di gruppo è una della cose che consiglio maggiormente. Un’ora di meditation in tenda, sdraiati su tappeti e cuscini e accompagnati da musica dal vivo. Non pratico nè YOGA nè MEDITAZIONE a Milano, ma al festival era la mia attività preferita durante il giorno.

Ricordo questa medizione al camp “Galactic Jungle”: più di 300 persone e come guest Dj Acid Pauli, che accompagnava il tutto con la sua musica. Un vero e proprio viaggio sensoriale. 

  

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5 – La cerimonia finale è incredibile, bruciano l’uomo del burning man, il simbolo di questa utopia che regna per una settimana in una città che non esiste il resto dell’anno. Anticipata da balli e acrobazie compiute da artisti del fuoco, culmina con l’incendio, dura più di un’ora e tutta la comunità (70.000 persone) si stringe per celebrare la fine della settimana più bella dell’anno. Si urla “happy burn” e applausi accompagnano la celebrazione finale: il fuoco è molto alto e riscalda tutti i presenti, la musica degli art car è sempre presente e alla fine di tutto questo sono tutti pronti per vivere l’ultima magica notte prima di tornare alla “vita reale”. Come scritto su un cartello nel mezzo della playa:” WAS JUST A DREAM” (Era soltanto un sogno, ndr).

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INTERVIEW: DENISE CAPEZZA

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Abbiamo incontrato Denise Capezza, che appena rientrata dalle ferie estive ci racconta i suoi luoghi del cuore e come ama passare il tempo fuori dal lavoro. Per chi ancora non la conoscesse, Denise dopo diverse esperienze teatrali e un lungo periodo in Turchia, approda in televisione in Italia diventando nota ai più per aver preso parte alla serie televisiva Gomorra, nel ruolo di Marinella.

Che tipo di vacanza prediligi?

D’estate prediligo banalmente il mare, meglio ancora se su un’isola incontaminata.
Amo i posti non troppo affollati, dove la natura fa da padrona e dove la mente può riposare, per questo motivo almeno in questo periodo cerco di evitare i luoghi  mondani.

Un luogo che hai nel cuore e in cui vorresti tornare

Mi piacerebbe tornare ad Istanbul, città in cui ho vissuto per lavoro per più di tre anni e che è come una seconda casa per me. È unica al mondo perchè ricca di contraddizioni che ho amato ed odiato follemente! È un miscuglio di stili architettonici, culture e popolazioni, una città all’avanguardia, che mantiene le sue tradizioni. Chi va in Turchia in città come Istanbul, Smirne, Ankara e più in generale nelle zone occidentali del Paese, aspettandosi di trovare il mondo arabo e la donna sottomessa si sbaglia di grosso! Scoprirete una città viva ed incredibile, rimarrete stupiti dal fermento artistico e culturale! Caotica e contraddittoria, questo si, ma c’è qualcosa di magico e di nostalgico che ti resta dentro per sempre, un po’ come Napoli, la mia città natale!

Dove hai trascorso le vacanze?

Quest’estate ho scelto di visitare parte del territorio andaluso, patria di Pablo Picasso e Federico García Lorca. Ho cominciato da Malaga, poi mi sono spostata a Tarifa (da cui con mezz’ora di traghetto ho anche fatto tappa a Tanger in Marocco), Vejer de la Frontera, Cadiz e infine Siviglia. È stato un bellissimo viaggio, il sud della Spagna è ricco di storia e di contaminazioni arabe, una regione pittoresca dove antiche moschee, poi trasformate in chiese, si mescolano a giardini profumati, musica, vino e flamenco, creando un’atmosfera unica ed affascinante! Sono poi passata dalla maestosa Siviglia alla mia amata Procida, una splendida isola del Golfo di Napoli, che conserva la sua identità modesta e romantica da sempre. Molti la conoscono per “L’Isola di Arturo”, molti altri la ricordano grazie a “Il Postino”, ultima perla di Massimo Troisi.

Cosa non può mancare nella tua valigia?

Un buon libro e delle scarpe comode.

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La tua beauty routine in vacanza?
Inizio la giornata sempre con un bicchiere d’acqua piuttosto calda, anche d’estate. Proteggo la pelle con protezioni alte ed la idrato costantemente.

Il profumo della tua estate?
L’odore della legna bruciata di un falò.

Un consiglio di stile per la spiaggia?
L’estate è la stagione della libertà, indossate ciò che vi fa sentire belli e a vostro agio.

 Pics: Alessandro Peruggi
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Paolo Stella si racconta: MEET ME ALLA BOA

Ha appena pubblicato il suo libro “Meet me alla boa”, non solo un influencer ma un personaggio a tutto tondo, che debutta con il suo romanzo d’esordio.
Paolo Stella non smette di sorprenderci e noi lo avevamo già intervistato lo scorso gennaio.

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Un’allure audace e disinvolta, temperata da un sorriso timido e rilassato. Paolo Stella inizia gli studi di architettura per proseguire a Roma con la carriera di attore, prima di diventare uno dei maggiori influencer di moda e lifestyle da 260mila follower. La fondazione di Lampoon sancirà l’avvicinamento al mondo del fashion e della rete, che prenderà forma nel 2016, con la nascita della Grumble Creative, società di strategia per web marketing.

Come definiresti un influencer?
Chi non influenza le persone, ma è in grado di raccontare una storia attraverso le immagini, con un contenuto e una strategia creativa.

Quale sarà il social network del futuro?
Instagram. Per almeno altri 15 anni. È il migliore per fare brand awareness.

C’è un lato negativo della tua professione?
Sì, quello del venire costantemente giudicato e spesso in modo superficiale. Aggiungo, però, che ultimamente la situazione è rientrata, poiché sono passato a lavorare su contenuti meno legati a una visione estetica e più giocati sull’ironia.

Quanti dei tuoi consigli sono sinceri e non sponsorizzati?
Non c’è niente di fake nel mio profilo. Con il tempo, ho capito quanto la gente che segue il web abbia un sesto senso molto sviluppato per ciò che è vero. Per questo, ogni volta unisco il lavoro al mio linguaggio, investendo quindi, su una forte personalizzazione.

Parliamo di età. Come immagini il tuo lavoro e quello degli influencer in generale in un futuro lontano?
Funzioneranno solo coloro con un solido punto di vista. Per quanto mi riguarda, fare creative direction è l’evoluzione stessa dell’influencer.

Conta più apparenza o sostanza?
Una bella faccia funziona sempre, ma solo per un periodo perché dopo stanca.

Quante ore impieghi per preparare i tuoi look?
Quattro minuti, se esageriamo! Non faccio quasi mai scatti solo di look, ma di lifestyle ed ho le idee molto chiare. Non voglio parlare dei brand, ma investire in un progetto creativo e creare una storia attorno a loro.

Quali app utilizzi per ritoccare le foto?
Snapseed ad esempio. In generale uso le app in modo compulsivo e mai i filtri di Instagram.

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INTERVIEW: FILIPPO BOLOGNI

Un sorriso carismatico, la faccia da bravo ragazzo, animo rock’n’roll.

Questa l’irresistibile alchimia, con l’aggiunta di una gran parlantina e una lista contatti da far impallidire anche gli head of communication più navigati, dietro al successo del giovane PR Filippo Bologni. Fiorentino, vanta esperienze con importanti colossi del lusso. Digital PR ed entertainer, dopo varie esperienze al fianco di note PR milanesi, Filippo sente che i tempi sono maturati per spiegare le vele da solo e a marzo 2018 si lancia come freelance che già vanta nel portfolio brand come Oscar Tiye ed emergenti come Riccardo Comi, al quale è particolarmente affezionato.

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Se non fossi stato un pr, cosa ti sarebbe piaciuto fare?
Fin da piccolo ho sempre voluto fare lo chef. Il problema è che tutt’oggi non so cucinare nemmeno una pasta al pomodoro.

La tua cucina preferita?
Cinese al primo posto. Poi quella di mamma.

Un tuo talento segreto?
Non me la cavo assolutamente male con il disegno. E poi sono un pallavolista nato!

Il tuo capo d’abbigliamento preferito, se riesci ad individuarne uno, quale è?
Ti direi la felpa con il cappuccio. Ci sono mattine in cui è meglio non farsi vedere!

Un posto che ti piacerebbe visitare che ancora non hai visto?
Assolutamente Tokyo. E’ un sogno che ho fin da bambino.

Cosa ti piace di più della fashion week?
I miei eventi! Si può dire? No dai, scherzo! Il fatto che riesco a vedere, anche solo per un secondo,  tutti i miei amici che non vivono in Italia e far festa con loro.

Stilista preferito?
In questo momento sono ossessionato dal lavoro che Mike Amiri sta facendo con la sua linea. Lo sento mio dal primo all’ultimo capo. Anche se, se potessi, mi vestirei YSL da capo a piedi ogni giorno.

Hai qualche rituale?
Ogni mattina appena sveglio devo ascoltare della musica anni 80, altrimenti inizio male la giornata.

Cosa farai dopo l’intervista?
Fumerò una sigaretta promettendomi che è l’ultima. L’ho fatto anche 30 minuti fa.

Photography: Mauro Maglione

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THE BEAUTY LOCKER: Roberto De Rosa

Per un globetrotter l’inizio dell’estate non può che rappresentare l’inizio di un intenso periodo di viaggi nelle località più disparate. Allo stesso tempo però sappiamo che ogni destinazione richiede una routine di bellezza idonea e prodotti specifici da cui non ci si può separare. Abbiamo chiesto al nostro influencer Roberto De Rosa i suoi essentials di stagione.

Cosa prevede la tua beauty routine estiva?

Da un po’ di tempo prendo tutte le mattine un cucchiaio di collagene diluito nell’acqua e poi uso prodotti specifici dedicati all’idratazione. Al momento come crema quotidiana mi trovo bene con Vichy, al mare uso i solari della linea Dior Bronze con spf 15 e come doposole Elizabeth Arden.

Cosa non può mancare nella tua valigia?

Le valigie sono la mia specialità e riesco a farle anche 5 minuti prima di uscire di casa per un viaggio, porto sempre i capi essenziali a seconda della destinazione in cui vado. In estate non possono mancare canotte, cappellini, t-shirt e costumi a pantaloncino.

Il luogo che attualmente hai nel cuore?

Nel mio cuore restano costantemente il sud Italia, Napoli la mia città natale e la costiera, tuttavia non posso non menzionare anche Istanbul e Los Angeles città che sento davvero mie e nelle quali vorrei passare molto tempo nei prossimi anni.

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ROBERTO DE ROSA NEAPOLITAN SOUL, INTERNATIONAL SUCCESS

Il cuore partenopeo, Roberto De Rosa (@robertoderosa), se l’è tenuto stretto durante il viaggio sull’Oriente Express che l’ha portato ad Hong Kong e che gli ha permesso di diventare una ‘yǐngxiǎng zhě’, cioè una persona capace di influenzare i gusti e dettare tendenze. Raggiunto il successo anche in Italia, Roberto sogna di approdare al cinema e dimostra che i napoletani, come si suol dire, hanno davvero una marcia in più.

Il tuo percorso è iniziato in Asia, in Cina, ad Hong Kong precisamente. Cos’è che ha affascinato l’Oriente tanto da farti diventare un influencer seguitissimo?
Il mio successo come influencer è nato in Asia, esattamente in Cina. Erano tempi diversi, parliamo di quattro anni fa, e io rispecchiavo il classico ragazzo della porta accanto, occidentale, nell’immaginario estetico degli asiatici.

Credi che, senza il successo ottenuto in Cina, saresti arrivato lo stesso dove sei ora?
La mia fortuna è stata Hong Kong. Prima di arrivarci, già frequentavo il web italiano e ho avuto grandi esperienze anche qui: non venivo da un mondo completamente sconosciuto. Sicuramente l’Oriente mi ha dato una forza che qui sarebbe stata difficile da trovare, e mi ha permesso di tornare in Italia più forte di prima e con delle skills che gli altri non avevano. Credo che chiunque si affacci ora su questo settore, non troverà le nostre occasioni: è molto più difficile adesso.

Come si evolverà la figura dell’influencer? Cambia di giorno in giorno, se non di ora in ora, è un mondo super veloce. Basti pensare che meno di sette mesi fa ho ricevuto una proposta da Fox Channel per un programma televisivo, ancora non ci credo!

Quale sarà il social del futuro?
Non esiste ancora, non credo sarà qualcuno di quelli attuali. Presto finirà anche Instagram, com’è già capitato per MSN e per MySpace.
Dei tuoi post su Instagram, quanti sono sponsorizzati dai brand e quanti invece sono spontanei?
Il mio Instagram non è certo un centro commerciale. Cerco di ispirare le persone che mi seguono, affrontando anche diversi argomenti, come quello del senza glutine e del lifestyle. Sulla mia pagina, a parte la sponsorizzazione, si può notare la vita vera, quella di un ragazzo della porta accanto.

Photo Ryan Simo
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Grooming Susanna Mazzola
Photo assistant Alessandro Chiorri
Stylist assistants: Cristina Florence Galati, Paula Anuskha, Verena Kohl

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COACHELLA TIME. Il visual diary del festival e alcuni suggerimenti tra stile, arte e nightlife

Deserto, vento caldo, mi sporgo al finestrino osservando quelle strade piene di macchine che vanno in un’unica direzione, nella testa una canzone ‘ on the stero listen as we go, nothing’s gonna stop me now, California here we come, right back where we started from’.

Ecco un altro sogno della mia adolescenza realizzarsi, ecco la strada verso il Coachella.

Tra i festival musicali più noti è sicuramente l’esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita.

Un’esperienza da vivere a pieno, tra gente da tutto il mondo, colori e tanto altro.

Ecco i miei cinque tips su cosa osservare se anche voi siete in viaggio verso Palm Springs:

  • MUSIC: il Coachella offre numerosi show accontentando i gusti musicali di tutti. È divertente spostarsi tra i vari stage e vedere come la musica unisce persone così diverse tra loro. Unico accorgimento, se vuoi stare in front row, indirizzati allo stage trenta minuti prima dello show.
Nella foto @katyschaef
  • COOL PEOPLE: è veramente divertente osservare i look della gente attorno a te, la cura e lo studio dello styling per vivere un’esperienza all’insegna dei colori. Un suggerimento di stile all’insegna della praticità: indossate un look a strati e portate con voi una felpa, di sera fa freddo nel deserto.
 
  • FOOD: il festival offre differenti postazioni food e beverage, cercando di accontentare le abitudini alimentari di tutti. Troverete dal classico junk food, alle healthy bowls, veggie food e persino plant based. Munitevi di una mappa del festival per individuare immediatamente il posto che fa per voi.
 
  • ART: ogni anno numerose installazioni artistiche fanno da scenario al festival. Per questa edizione ospite anche l’artista italiano Edoardo Tresoldi con ETHEREA. Il mio consiglio è di  osservarle al calar del sole, di notte c’è un’atmosfera magica.
Nella foto @valentinasiragusa al party di @iceberg
  • PARTY: come in ogni occasione che si rispetti, anche durante il Coachella sono numerosi i pool party organizzati dai brand moda. Attivate i vostri pr-radar per assicurarvi l’accesso e vivere a pieno l’esperienza dello spring-break, non scordate la protezione solare!

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Frank Gallucci – proud to be italian

Cover_suits Suitsupply, Shirt Navigare, Turtleneck Brooks Brothers Belt Brunello Cucinelli, Watch Panamera, Shoes Barbanero

Appena si apre il suo profilo Instagram da 131 mila follower è impossibile non notare l’hashtag sotto al suo nome, #proudtobeitalian. Ed è proprio dello stile italiano che Frank Gallucci ha fatto la sua forza, per diventare ciò che è oggi. Classe 1986, una laurea a Perugia in scienze politiche ed economiche e un viaggio in Australia anticipano la creazione del suo blog quattro anni fa, che è diventato in poco tempo un punto di riferimento del lifestyle tricolore.
Come ti definiresti?
Rappresento l’uomo italiano, che veste con versatilità e disinvoltura più stili, dall’elegante allo sportivo.
Qual è la tua idea di stile?
Semplice. Credo nella bellezza italiana e nel Bel Paese.
Chi è oggi un influencer?
Colui che riesce a influenzare le scelte della gente. Io cerco di farlo trasmettendo il mio stile di vita, non solo con la moda, ma anche attraverso i miei gusti musicali, viaggi, food e molto altro.
Come vedi l’evoluzione dei social?
Facebook di sicuro non scomparirà mai. In generale, l’audience di questi anni non finirà, ma potrà essere veicolata in altre direzioni o verso la nascita di nuove forme di social marketing.
E quella del tuo business invece?
Sto lavorando per diventare consulente di stile, un punto di riferimento per aziende e designer.
Come immagini il tuo lavoro in un futuro lontano?
Tra 10 anni mi potrei vedere Ambassador.
C’è un lato negativo della tua professione?
Sì, quello di non staccare mai la spina.
Numeri del tuo business.
(Non risponde. E ride, ndr.)
Hai una città a cui ti senti legato?
Milano, dove vivo da quattro anni. Ha un dinamismo tramite il quale puoi riuscire in ciò che vuoi.
Quanti dei tuoi consigli sono veri?
Sono uno di quelli che rifiuta i lavori, soprattutto se mi vengono imposti. A questo proposito sottolineo che non sono seguito da agenzie, preferisco tessere personalmente le relazioni.
Conta più una bella faccia o un buon contenuto?
Il contenuto, anticipato da una bella immagine.
Quanto tempo dedichi alla preparazione del tuo look?
Non si parla di ore, ma molto meno.
Quali app usi per ritoccare le foto?
Mi affido sempre ai fotografi. Le foto postate al momento, invece, sono scattate dalla mia fidanzata Giulia Gaudino, che usa Snapseed.

Photo| Karel Losenicky
Stylist| Lucio Colapietro
MUA & Hair| Giuseppe Giarratana
Fashion Collaborators| Orsola Amadeo and Dario Amato

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