Sustainable Style: a Pitti Uomo il menswear innovativo e responsabile

Anche per l’edizione di Pitti Uomo 102 torna S|Style sustainable style, il progetto espositivo presentato dalla Fondazione Pitti Discovery che fin dal suo esordio ha attratto l’attenzione di stampa e top buyer internazionali. In Fortezza, un’area speciale al Padiglione Medici in cui Giorgia Cantarini, fashion journalist e curatrice del progetto, presenta una nuova selezione di 10 brand, frutto di uno scouting dalla forte impronta internazionale e inclusiva, con una presenza significativa di designer da tutto il mondo e con un risvolto etico. 

Le “pratiche” della sostenibilità scelte da ogni brand e designer sono molteplici: dal popolare upcycling, ovvero la tecnica di rielaborare un capo già esistente, all’impiego di tessuti certificati secondo standard internazionali; dalle attività di giving back a favore del pianeta, con supporto ad associazioni e organizzazioni ambientaliste, fino all’utilizzo di materiali riciclati e al lavoro etico capace di valorizzare l’artigianalità.

“Questa edizione ci concentriamo su slow fashion, altro non è che la valorizzazione del lavoro artigianale commenta la curatrice Giorgia Cantarini – ora più che mai un approccio responsabile. Ritrovare tecniche perdute, filati scartati, tessuti deadstock inutilizzati. I designer del futuro usano quello che è già esistente, portando un esempio concreto di circolarità che diventa mezzo di espressione creativa.”


I 10 brand protagonisti al Padiglione Medici in Fortezza

Bennu: fondato da Niccolò Chiuppesi, è un brand italiano che utilizza tecniche di recupero e personalizzazione artigianale di abiti sartoriali vintage oppure di capi provenienti da stock invenduti. Il nome BENNU, infatti, che deriva dall’uccello della mitologia egizia da noi conosciuto come fenice, trasmette un messaggio di rinascita e speranza in una seconda vita.


Connor McKnight
: famoso per i suoi completi casual-sartoriali, Connor McKnight è una giovane promessa del menswear Made in Brooklyn e pupillo di Maison Kitsunè, che ha recentemente investito una quota di minoranza nel brand nato durante la pandemia. Con esperienze da Bode a Kith, l’eclettismo stilistico di McKnight passa attraverso il mescolare e riadattare capi vintage, utilizzo di tessuti deadstock e filati di recupero.

Curious Grid: grazie al recupero delle tecniche tradizionali di tessitura, Sheetal Shah, creatrice del brand, recupera capi dagli archivi dell’abbigliamento da lavoro proiettandoli creativamente nel guardaroba della Gen Z.

Dhruv Kapoor: emblema del sartorial- sporty artigianale, s’impegna per la circolarità con il 40% della collezione creata da tessuti scartati dai produttori nazionali. Lavora con la Fondazione Hothur nella creazione di opportunità di lavoro per i sopravvissuti agli attacchi con l’acido e progetti di collaborazione in una rete di villaggi in tutta l’India per elevare e preservare artigiani qualificati del lavoro manuale. 

Junk: dalla “spazzatura” nascono nuovi occhiali, ovvero dalla plastica recuperata nei mari vengono forgiati occhiali da sole Y2k con finiture in argento, in un inno al movimento, definito dal brand “motion sleekness” l’eleganza del movimento.

Margn: per il brand indiano Margn essere sostenibili è professare la cultura dell’umanesimo. Il concetto è legato all’abbigliamento attraverso composizioni simboliche, simboli umanoidi, valvole e tubi dell’acqua riciclati che rappresentano l’interconnessione tra tutti noi. Un linguaggio sartoriale e maglieria realizzata da laboratori artigianali di una comunità di sole donne nell’Himalaya settentrionale che ha realizzato gli argyles e gli ikats.

Maxime: sartorial comfort con tessuti certificati con applicazioni in punto coperta su jersey e maglieria, che ricorda le tapisserie o le coperte che spesso si trovano nelle vecchie case di campagna. La tavolozza dei colori segue i toni della terra, beige, tortora, marrone medio e scuro, salvia, ma sono accentuati da vivaci tonalità ruggine o un profondo blu pavone.

MWORKS: ispirato all’architettura, all’evoluzione dei modi di vivere moderni e al mix di culture contemporanee, crea un guardaroba genderless 100% consapevole. Gli abiti sono fatti a mano localmente in Francia, Belgio e Polonia da atelier e produttori indipendenti con materiali certificati o riciclati, non vi è uso di chimica inquinante e le lavorazioni sono per lo più al laser, con limitato uso di zip, che vengono sostituite dalle termo saldature.

Philip Huang: preserva le tradizioni thailandesi di Sakon Nakhon del Tye and dye artigianale tingendo a mano i suoi capi urban con tinture naturali e non chimiche. Le “Indigo Grandmas“, le custodi di questa antica arte, sono capaci di ricavare il blu più puro a partire dalle piante di indaco, e altri colori dall’argilla, il palissandro, la corteccia di albero e i lac (acari che vivono sugli alberi). 

Waste Yarn Project: brand di maglieria, guidato da Siri Johansen, ha capito di poter ottimizzare gli avanzi delle lavorazioni della lana attraverso una visione poetica della maglieria. La forma di ogni maglia è studiata con cura, ma ciascun capo ha una combinazione di trame e ordito puramente casuale, a seconda della disponibilità dei filati recuperati. 

Insieme al main sponsor Unicredit, che supporta S|Style, Pitti presenterà ancora una volta la UniCredit Start Lab, il progetto dedicato alle giovani imprese startup e scaleup italiane del segmento moda impegnate nella moda sostenibile e una serie di talk tematici all’Unicredit Theatre, per sensibilizzare, educare e far conoscere cosa significhi “sostenibilità” oggi.

Alle radici del talent factor: il successo globale di Luca Tommassini

«Ho sempre creduto nei sogni, e ho sempre creduto che per raggiungerli bisogna coltivarli costantemente, pensarci quasi in modo ossessivo»: è questo il mantra di sempre di Luca Tommassini. Ballerino e coreografo, attore, regista e direttore artistico, un artista a 360 gradi. Sopra le righe, dalla personalità travolgente, ha saputo conquistarsi uno spazio di primo piano attraverso creatività e grandissimo talento.

Il debutto avviene da giovanissimo nel 1987 in Festival di Pippo Baudo, poi il lavoro in moltissimi spettacoli, ballando con Lorella CuccariniHeather Parisi. Nel 1993 decide di trasferirsi in America, e la sua carriera ha una svolta clamorosa. Madonna lo sceglie come primo ballerino per il suo tour mondiale The Girlie Show, partecipa anche al video di Human Nature e al musical Evita. Da quel momento, tutte le star statunitensi lo cercano per i loro spettacoli. Balla con Diana Ross, PrinceWhitney Houston, Kylie Minogue e Janet Jackson. E riesce a realizzare un altro suo grande sogno: quello di ballare con colui che, sin da bambino, è stato il suo mito, il suo idolo, Michael Jackson, che nel 1997 lo chiama a ballare nel video di Blood on the Dance Floor.  Come coreografo ha collaborato inoltre con Geri Halliwell nel celebre video It’s Raining Men e in quello di Mi Chico Latino, curando poi la regia del videoclip di Ride it.

Nei primi anni Duemila rientra in Italia e lavora con Paola e Chiara, con Giorgia (della quale cura il restyling dell’immagine), torna a lavorare con l’amica Lorella Cuccarini e con Ambra Angiolini, Elisa, Marco Mengoni, Anna Tatangelo. Per dieci anni è coreografo dell’edizione italiana di X Factor, e nel 2018 è direttore artistico del serale di Amici.
La fine del 2020 segna l’inizio della collaborazione di Luca con Tim per la realizzazione del mega spot istituzionale, il più lungo della storia, in onda il 31 dicembre con l’inconfondibile voce di Mina, realizzando così uno dei sogni di sempre di Luca, collaborare con la più grande artista italiana di tutti i tempi.

A maggio 2021, cura la direzione artistica della performance della rappresentante di San Marino, Senhit, con il brano Adrenalina all’Eurovision Song Contest, di cui ha firmato anche la regia del video featuring Flo Rida, uno dei più grandi rapper americani. A giugno Luca firma la collezione We Are Dreamers in collaborazione con Dream Project Spa, con un progetto speciale a favore di Pangea ONLUS per supportare i sogni di mamme e bambini con la creazione di un laboratorio ludico pedagogico.

Manintown intervista Luca Tommassini

Nella tua lunga carriera hai lavorato con i pesi massimi dello star system internazionale (tra gli altri Michael Jackson, Prince, Madonna, Diana Ross) e nostrano, dalla Carrà a Claudio Baglioni, fra tutte c’è un’esperienza che ritieni particolarmente significativa, cui sei più legato perché ha rappresentato un punto di svolta?

Difficile dire quale esperienza sia stata la più significativa, ho avuto tanti punti di svolta: iniziare a lavorare in America, diventare il primo ballerino di Madonna, e ancora quando mi chiamò Michael Jackson. Se parliamo di danza, ognuno di questi eventi ha dato una spinta al mio successo e, nel tempo, il mio lavoro si è evoluto. Sono stato regista della pubblicità di Coca-Cola, ho lavorato in televisione dietro le quinte, come giudice in programmi televisivi italiani e stranieri. Tanti punti di svolta in diversi ambiti della mia carriera.

Si diceva delle numerose star con cui hai avuto occasione di collaborare, guardando invece al panorama odierno, chi pensi abbia le potenzialità per affermarsi ai massimi livelli, in Italia e non?

In ambito musicale certamente i Måneskin hanno aperto ancora di più la scena italiana al mercato internazionale, rendendola più interessante. Ancora, Mahmood, Madame, Blanco. Penso che in Italia si tende a essere critici verso i nuovi artisti, quelli che conquistano subito il successo ci rendono meno “stronzi” nel giudicarli.
In ambito cinema invece siamo sempre stati conosciuti e apprezzati e ora sempre di più, anche con le nuove generazioni di attori. Mi piace molto Luca Marinelli che sta avendo un grande successo mentre, tra i giovanissimi, Filippo Scotti nel film di Sorrentino.

Nel 2015 usciva per Mondadori il tuo libro – in parte autobiografico – Fattore T, in cui partivi dalla domanda su cosa sia il talento; la riproponiamo, cos’è secondo te il talento?

Il talento è un valore molto sfaccettato e ha diverse chiavi di lettura. C’è un talento naturale, innato, che riguarda l’arte (un dono di natura), però c’è anche un talento “imprenditoriale” che può compensare quello artistico. Essere famosi, quindi, non significa avere talento, oggi spesso è sufficiente vendersi bene per avere successo e costruire un personaggio su altre basi. I social, in particolare, contribuiscono a questo processo. Il talento è arte, diversamente sei solo una persona famosa.

Quali qualità deve possedere oggi un ballerino/a  e, in generale, un new talent della scena artistica musicale per emergere e affermarsi, professionalmente parlando?

Quando sono stato in America non c’erano ballerini italiani, oggi Los Angeles ne è piena. Questo significa che il livello tecnico si è globalizzato ed è diventato molto più alto, e anche che gli italiani hanno una marcia in più, pensiamo tra gli altri alle nostre eccellenze come Jacopo Tisci, che è stato primo ballerino del Bol’šoj di Mosca.
Se parliamo di un ballerino commerciale, invece, è importante che questo tipo di profilo conosca tantissimi stili e abbia alla base tanti anni di studio. Certo, non basta solo la tecnica, personalmente scelgo persone che si sentano libere mentre ballano, sappiano giocare, essere buffe senza paura di risultare ridicole. Bisogna essere un po’ attori a livello di struttura, non mi interessa il ballerino perfetto. Devi essere sveglio e calarti nella parte, altrimenti diventi poco interessante per il pubblico ma anche per te stesso.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Al momento i progetti più recenti sono lo show di Enrico Papi in cui ho il ruolo di direttore artistico, poi ho in corso anche la serie Le fate ignoranti di cui ho curato le coreografie. Ho appena finito di girare con i Manetti Bros. Diabolik 2, inoltre sto lavorando a tanti video musicali e numerosi progetti, al momento top secret. Saranno mesi intensi!

Nell’immagine in apertura, Luca Tommassini tra Álvaro Soler e Fedez

Art direction e non solo: il talento rivoluzionario di Laccio

Giovane, eclettico, poliedrico, Emanuele Cristofoli (in arte Laccio) rappresenta un talento non convenzionale e rivoluzionario nel mondo della danza e non solo.
La sua carriera intraprende diverse direzioni: prima ballerino, poi coreografo e direttore artistico. Oggi grazie all’esperienza, Laccio è in grado di curare, coordinare ed organizzare un evento, che sia di natura teatrale, musicale o televisiva, definendolo in ogni suo dettaglio. La sua direzione artistica si avvale di un’impronta cangiante ed innovativa, è evidente il suo stampo nella realtà del Modulo Project, la compagnia di danza urbana più attiva ed originale nel panorama nazionale, e della Modulo Academy, la prima accademia ad avviamento professionale dedicata a ballerini specializzati nell’ambito delle danze urbane.

Laccio art director
Laccio (ph. Umberto Nicoletti)

Il tuo è un percorso sui generis: hai studiato Interior Design allo IED, quindi la moda, con collezioni vendute in prestigiose boutique e department store, e progetti nei quali hai spaziato tra programmi come X Factor, cinema (Loro di Sorrentino, Muccino), teatro, show per brand del calibro di Calzedonia, Alberta Ferretti, Benetton. Ritieni che questo mix di versatilità ed eclettismo sia decisivo per affermarsi nel mondo dello spettacolo odierno? Cerchi di trasmetterlo anche ai tuoi allievi e ai giovani con cui hai a che fare?

Oggi il mondo dell’intrattenimento è sempre più ricco di contaminazioni. Si parla spesso di “performance” perché si mescolano linguaggi e forme di comunicazione. La danza, La musica, l’arte visiva ma anche  grafica e styling sono ingredienti necessari, ognuno necessita dell’altro per completare un racconto. Lo studio dell’ interior e l’esperienza nella moda mi permettono di parlare il linguaggio dei professionisti che lavorano con me, così da capire cosa è fattibile e cosa no. È fondamentale conoscere le risorse e saperle sfruttare.
I giovani dovrebbero sapere che oggi il settore dello spettacolo è fatto di commistione tra i reparti (costumi, luci, scenografia, musica e coreografia), la conoscenza è fondamentale per far si che l’unione di questi elementi crei qualcosa di armonico.

Laccio coreografia x factor
Courtesy Sky Press Office, ph. Bianca Burgo

Cos’è secondo te il talento?

Difficile descriverlo, oggi bisogna avere la capacità di raccontarsi e di sapersi raccontare. Il “genio” è colui che ha delle idee, delle cose da dire e che sa farlo usando i mezzi che la società offre. Non ci può essere spazio per la “sregolatezza”, ma c’è bisogno di organizzazione e pianificazione.

Puoi parlarci nel dettaglio del tuo lavoro da Modulo Academy (accademia che forma e avvia al lavoro ballerini specializzati nella danza urban)? Quali sono le caratteristiche irrinunciabili per un emergente che intenda farsi strada in questo settore?

L’Academy è un luogo in cui i ragazzi lavorano su loro stessi e su come trovare il proprio linguaggio passando attraverso quello degli insegnanti. Si trova a Milano e questo ci permette di portare al suo interno diversi professionisti che lavorano nel mondo dello spettacolo, artisti che riportano le proprie esperienze. Cerco di coinvolgerli nei progetti, dandogli la possibilità di completare la loro formazione vivendo direttamente delle esperienze straordinarie. Non ultima, la finale di X Factor al Forum di Assago.
Oggi per distinguersi come danzatori bisogna avere una forte base tecnica, ma anche cura di stessi e della propria immagine come artisti, con la A maiuscola. Conoscere ciò che ci circonda, vedere il lavoro degli altri per poi lasciarsi ispirare da qualsiasi forma d’arte.

Laccio x factor
Courtesy Sky Press Office, ph. Bianca Burgo

Quali tra i nuovi nomi e talenti in ascesa ritieni abbiano la possibilità di diventare volti di spicco dello showbiz?

Sicuramente Blanco ha portato una ventata di energia che ha “spettinato” la scena musicale. In generale credo ci siano molti artisti della scena underground con grande talento e voglia di raccontarsi. Come in ogni cosa però, bisogna avere l’occasione di mostrare le proprie capacità, quell’occasione che ci permetta di far vedere, provare a molti ciò che spesso rimane chiuso in una cameretta, in un cassetto o in un mp3 dentro il nostro laptop.
Con X Factor diamo la possibilità di “urlare” ad un pubblico selezionato le proprie canzoni. In particolare le ultime due edizioni hanno dato la possibilità ai ragazzi di portare i propri pezzi e abbiamo lavorato molto sulle loro personalità. Devo dire che è stato uno spettacolo nuovo!

I tuoi progetti futuri?

Al momento sto seguendo Laura Pausini, un’artista che stimo molto per la sua sensibilità e per la capacità di farsi ispirare da tutto ciò che la circonda.
Inoltre è in arrivo l’Eurovision Song Contest, forse l’evento nella mia carriera più esposto mediaticamente! Oltre a seguire Laura per le sue performance, curerò le coreografie di tutta la parte show, sarà un lavoro faticoso ma sicuramente indimenticabile.

Per l’immagine in apertura, courtesy Sky Press Office, photographer Bianca Burgo

Claudia Gusmano, dagli astri di Netflix a nuove sfide attoriali

La sua carriera inizia all’età di diciannove anni, dopo aver studiato tantissimo, quando è stata scritturata per il suo primo spettacolo teatrale, inconsapevole del successo che avrebbe ottenuto in futuro in fiction note al pubblico, come L’allieva su Rai1. Oggi Claudia Gusmano è reduce dal successo di Guida astrologica per cuori infranti, in cui racconta il dramma dei trent’anni e cosa significa rimettersi in discussione a livello personale e professionale, sotto la protezione dell’astrologia. Nel 2022 sarà protagonista nel film di Marta Savina Shotgun, nei panni di Lia, una ragazza che subisce un’orribile violenza e che, con il suo coraggio, darà inizio a una ribellione che permetterà l’avvio della lotta per i diritti delle donne. Il talento per lei «è quella luce che ti contraddistingue da tutti gli altri, che puoi decidere di far brillare riempendo i tuoi occhi di cose bellissime oppure far affievolire per paura di non essere mai abbastanza».

Claudia Gusmano serie Netflix
Shoulder accessories and collar Amen, shirt Gianluca Saitto, earrings Nove25

Come ti appassioni alla recitazione?

Comincia tutto al liceo, quando dopo aver visto uno spettacolo di Anna Mazzamauro a teatro mi innamoro all’improvviso di questo luogo. Poco dopo decido di iscrivermi ad alcuni corsi di recitazione e da lì non mi sono più fermata. Dopo la scuola ho lavorato in teatro per otto anni e, mentre stavo debuttando in Alice nel paese delle meraviglie nel ruolo della regina, un agente mi chiese di entrare nella sua agenzia, da lì è partita anche la carriera legata al mondo della televisione.

A quale produzione sei più legata?

Sono molto legata a tutti i miei lavori, uno in particolare è il cortometraggio su Franca Viola che ha segnato uno spartiacque fra teatro e quello che faccio ora. È stato molto stimolante. Quando sono entrata in questo progetto mi sono sentita totalmente a mio agio, ho modificato il mio percorso e la rotta è cambiata. Il teatro ha comunque un posto speciale nel mio cuore, infatti sto lavorando anche ad un monologo che andrà in scena nelle prossime settimane…

Di cosa si tratta?

Il monologo si chiama Mozza, è un grande metafora della vita e racconta la storia di quando ci troviamo a percorrere dei cammini già disegnati da qualcun altro per noi. Sarò all’Officina Pasolini a Roma dal 13 maggio. Il teatro è casa, il posto in cui amo tornare.

Guida astrologica per cuori infranti Claudia Gusmano
Total look Judy Zhang, rings Bronzallure, sandals stylist’s archive

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

In primo luogo la vita di tutti i giorni, è proprio vivere che ci aiuta a raccontare qualcosa. Pensando invece ad un personaggio posso dirti Olivia Colman in particolare ne La favorita. È una persona che mi sa di normalità sotto vari punti di vista, la sua interpretazione in questo film è straordinaria. Sulla scena italiana invece senza dubbio Vanessa Scalera, il suo percorso mi piace molto.

È difficile interpretare un personaggio lontano dalla tua età anagrafica?

Significa uscire dalla tua zona di comfort, quando torni indietro nel tempo ad esempio ti rendi conto di quanti schemi ti sei messo addosso. Allo stesso modo capisci l’importanza del qui e ora, perché l’unica cosa che hai in fondo è il presente. Tornare indietro e ristrutturare è difficile ma molto bello.

Che rapporto hai con la musica?

Avrei amato cantare e prima o poi inizierò a prende lezioni di canto. Pensa che Tosca è la persona che mi ha dato la possibilità di fare il monologo di cui parlavo prima, ascoltavo le sue canzoni sin da piccola. Sono grata al mondo della musica, mi aiuta nei periodi più tristi o in cui sono a disagio. Ogni momento della mia vita ha un sottofondo musicale che mi ricorda cosa è accaduto.

Claudia Gusmano Netflix
Dress Vivetta, jewelry Nove25

Ora che è possibile ricomincerai a viaggiare?

Sono appena stata a Madrid e Barcellona. Voglio scoprire tutto quello che è possibile vedere. È il momento giusto per farlo e rimettere in moto l’economia in modo sano.
Ho la necessità di staccare dalle piattaforme digitali. Viaggiare ti riporta con i piedi per terra e ti fa vedere chi sei. Misurarti con il mondo apre la mente e aiuta molto nel nostro lavoro, che consiste nel raccontare la vita di tutti i giorni.

Desideri per il futuro?

Spero che Shotgun, film in uscita per il cinema,  abbia il giusto successo e mi auguro di raccogliere i frutti del lavoro impostato negli ultimi anni. Per il futuro in generale vorrei continuare a fare l’attrice finché sarò vecchia (ride, ndr), ed essere una donna fiera e orgogliosa.

Claudia Gusmano Instagram
Total look Delfrance, sunglasses stylist’s archive

Credits

Talent Claudia Gusmano

Editor in Chief Federico Poletti

Text Massimiliano Benetazzo

Photographer Davide Musto

Stylist Alfredo Fabrizio

Photographer assistant Valentina Ciampaglia

Stylist assistant Federica Mele

Hair & make-up Eleonora Mantovani @simonebelliagency

Nell’immagine in apertura, Claudia Gusmano indossa colletto e accessori Amen, camicia Gianluca Saitto e orecchini Nove25

Beatrice Grannò, la mia storia tra recitazione e passione per la musica

Beatrice Grannò foto
Dress Antonio Grimaldi

Classe 1993, Beatrice Grannò comincia il suo percorso televisivo in Italia nel 2013, dopo essersi formata nella scuola di recitazione East 15 Acting School. Il debutto arriva nel ruolo di Valentina, sul set della fortunata serie Rai Don Matteo 9, con Terence Hill.

Oggi cavalca l’onda di una rinnovata popolarità dovuta alla serie Doc – Nelle tue Mani, dove indossa i panni di Carolina Fanti. Un personaggio a cui tutti noi siamo molto legati e abbiamo imparato ad apprezzare moltissimo nell’ultima stagione. Il lavoro di attrice va di pari passo anche con la sua passione per la musica, ambito in cui la vedremo sempre più protagonista nei prossimi mesi…

Beatrice Grannò Doc
Dress Sylvio Giardina, sandals Giuseppe Zanotti, earrings Cristallonero

Com’è nata la passione per la recitazione?

Il mondo dello spettacolo mi ha affascinato fin da quando ero piccola. Ho sempre sentito la necessità di raccontare qualcosa e la recitazione è un mezzo per esprimere parole e narrare storie che nella vita di tutti i giorni non potresti raccontare.
L’ho sempre visto come un modo per essere capita, e poi la cosa particolare che c’è dietro a questo lavoro è che puoi trasformare in chiave positiva storie difficili, nella realtà invece non è sempre così.

Cos’è per te il talento, come lo definiresti?

Il talento è come un fuoco che arde e ti spinge ad avere l’attitudine a realizzare qualcosa di bello. Proprio come il fuoco, però, va sempre alimentato perché per sua natura è fluttuante. Deve essere sempre accompagnato dallo studio, dalla preparazione giorno per giorno, altrimenti se manca questo tipo di spinta tenderà ad esaurirsi.

Beatrice Grannò film
Total look Valentino

A quale personaggio tra quelli interpretati fino ad oggi sei più legata?

Sono molto legata al primo film in cui ho lavorato, Mi chiedo quando ti mancherò, dove interpretavo il personaggio di Amanda. È stata la prima grande responsabilità da protagonista e la storia era quella di una forza femminile non stereotipata, che riesce ad ottenere ciò che vuole senza essere aggressiva.
È stata una produzione piccola ma con un grande cuore, un set faticoso (soprattutto per le condizioni meteorologiche) a cui lego bellissimi ricordi.

Il tuo rapporto con la musica…

Ho sempre fatto musica e nel mio modo di farlo c’è lo stesso intento che ho con la recitazione. Come attrice ho un approccio razionale, con la musica sono impulsiva. Mi piace raccontare in maniera dolce un segreto, cantare cose difficili con le parole. Da quando sono piccola suono il pianoforte, poi crescendo mi sono avvicinata anche ad altri strumenti perché avevo voglia di sperimentare. L’esperienza a Londra è stata fondamentale per questo ambito, quando studiavo recitazione lì mi sono occupata anche di realizzare la parte musicale in alcuni spettacoli.
Negli ultimi due anni ho individuato nel cantautorato con sonorità folk americane il mio genere musicale preferito e ora sto lavorando anche ad un album.

Beatrice Grannò Carolina
Jacket and skirt Desa 1972, earrings Bronzallure

Dove ti vedi tra qualche anno?

Spero di aver fatto uscire il mio album e continuare la carriera da attrice, una doppia dimensione che potrebbe andare di pari passo. Mi piacerebbe anche realizzare un videoclip in cui recito o ricoprire un ruolo attinente al mondo musicale.

Progetti imminenti?

Al momento sto girando The White Lotus. Sono una grande fan della prima stagione e adoro il regista. Questo progetto è una tragicommedia entusiasmante e rapportarsi con attori americani è un grande privilegio. Poi nell’aria c’è la possibilità di girare anche la terza stagione di Doc – Nelle tue mani, vorrei inoltre ritagliarmi del tempo per andare in studio di registrazione o fare qualche concerto.

In tutto questo ti prenderai anche una vacanza?

Ormai ho una filosofia: prenoto solo quando so di non avere lavori imminenti, altrimenti finisce che non parto (ride, ndr). Per il resto adoro la montagna, ma sto bene anche nella mia casa al mare che è sempre un porto sicuro.

Beatrice Grannò serie tv
Shirt TPN, errings Bronzallure

Credits

Talent Beatrice Grannò

Editor in Chief Federico Poletti

Text Massimiliano Benetazzo

Photographer Davide Musto

Stylist Alfredo Fabrizio

Photographer assistants Valentina Ciampaglia

Stylist assistant Chiara Polci

Hair Lucia Cirino @simonebelliagency

Make-up Charlotte Hardy @simonebelliagency

Location: Coho Loft Roma

Nell’immagine in apertura, Beatrice Grannò indossa un abito Antonio Grimaldi

Weekend in città: 3 indirizzi gourmet a Milano

Milano non è solo la capitale della moda, ma anche quella del food: cucine di ogni parte d’Italia e del mondo qui si mescolano e sperimentano nuovi sapori e ricette innovative. Il panorama gastronomico della città è in continuo fermento; soprattutto se parliamo di realtà giovani che uniscono tradizione a sperimentazioni moderne che non possono passare inosservate. Abbiamo conosciuto da vicino tre indirizzi food che consigliamo assolutamente di visitare per un weekend in città tutto da vivere.


DRY AGED

Dry Aged, è il nuovo progetto di Matteo Ferrario e Stefano Carenzi. Sono due giovani, chef e maitre, che dopo diverse esperienze gourmet hanno deciso di puntare su loro stessi. L’accoglienza la fa la scritta al neon “LIFE IS BEAUTIFUL” che racconta il mood di questi due giovani intraprendenti. 

La nuova destinazione, in pieno centro Milano si trova tra Sant’Ambrogio e Corso Genova. Stile urban ed eleganza informale accolgono gli ospiti in tre ambienti: dal New York bar con tavolo social, alla sala con panoramica sulla cantina, da prenotare anche come privée, una delle poche sale disponibili per almeno 14 persone a Milano, e la sala con cucina a vista attraverso un oblò, quasi un occhio magico a spiare lo chef al lavoro. 

Tra i piatti signature spiccano sicuramente i Mondeghili della tradizione, lo Spaghetto ai 3 pomodori mantecato con olio EVO e basilico; l’Entraña alle braci con cipolla caramellata. Le carni sono certamente un grande focus, con un’attenta ricerca della concentrazione del gusto, nella sperimentazione delle frollature e infine delle macerazioni. Anche la carta dei vini è frutto di grande ricerca con una selezione di tanti produttori di nicchia, sia esteri che italiani per allestire la spettacolare cantina a vista che abbraccia la sala privée. 

Non solo food ma anche arte e design, due componenti fondamentali che caratterizzano il dna del locale.  Dalla scultura lampadario dal design futuristico che con i suoi giochi di luce illumina il pavimento originale anni Venti alla selezione di opere uniche in cui troviamo un “Joker” originale di No Curves, lo pseudonimo dietro il quale si nasconde uno dei più famosi artisti della tapeart di tutto il mondo.

PARTICOLARE

Uno chef, Andrea Cutillo e il maître e sommelier Luca Beretta hanno creato la loro “tana”: Particolare. Il locale vuole essere un punto di accoglienza per tutti coloro che vogliono uscire e sentirsi a casa; che desidererebbero un cocktail ma forse anche una cena; che arrivano per un aperitivo post lavoro e si trovano in un giardino di oltre 100 mq nascosto a Porta Romana, in via Tiraboschi 5

La cucina è creativa e mediterranea, un’attenta selezione di piccoli produttori e una forte attenzione a privilegiare l’allevamento italiano ed etico; una filiera pulita di approvvigionamento degli ingredienti della cucina. Poi abbiamo anche una carta dei vini selezionata privilegiando piccoli produttori come grandi realtà legate al territorio nazionale.

Anche il design non viene meno al nome del locale. Gli architetti Rodolfo Sormani, Alessandro Tonassi e Matteo Ranghetti si sono ispirati all’eleganza degli anni Cinquanta e Sessanta. Tutto è progettato e disegnato nei minimi dettagli, osservando le prospettive specchiate, le textures a rombi, gli accostamenti cromatici, le linee degli arredi, le lampade dorate.

CLASSICO TRATTORIA & COCKTAIL

Classico trattoria &cocktail è il nuovo progetto imprenditoriale della famiglia Murray, con un ampio giardino interno in pieno stile liberty, tra tavoli e sedie d’epoca che coniugano dettagli decò a tessuti di tendenza come il velluto, che raccontano di un elegante salotto in un contesto di Vecchia Milano. La sinergia tra cucina e cocktail bar, le due anime di Classico, è il tratto distintivo del ristorante, da gustare al civico 6 di via Marcona

I drink lover troveranno qui una cocktail list in cui ogni miscela è legata al titolo, al testo, o all’autore di una canzone. La cucina dello chef Emanuele Menna valorizza invece le ricette della cucina regionale con sapori netti, senza filtri e genuini, che rimandano alla tradizione gastronomica mediterranea con un piglio fresco che non stravolge, bensì esalta i gusti dei singoli ingredienti.

In cover: Dry Aged

Stefano Cocco: l’uomo delle stelle

In dialogo con Stefano Cocco, l’editore e imprenditore romano con un passato nella ristorazione che oggi si divide tra il lavoro come critico enogastronomico e un nuova serie tv che sarà on air dalla prossima settimana. Il suo è un orizzonte vocato all’apertura costante: il mondo è la sua casa mentre il viaggio è una continua fonte di ispirazione. La buona cucina e il buon vino sono una passione che vive e contempla con dedizione e ogni esperienza a tavola diventa, nelle pagine del suo giornale, un racconto vivido e intenso di ogni particolare. 



Nella nuova serie Uomo delle stelle, in onda dal 7 Marzo su Sky e Now, Stefano aka l’uomo delle stelle è protagonista delle vicende comiche e divertenti che ruotano attorno al ristorante in cui è ambientata, tra chef e camerieri un po’ inesperti che regalano pillole e consigli sul mondo food and beverage. 

Come è andata questa prima esperienza da attore?

Quello della recitazione non è il mio campo, nella vita sono un critico enogastronomico quindi all’inizio c’è stato un po’ di imbarazzo. I miei colleghi però sono stati molto disponibili, il regista mi ha messo subito a mio agio facendomi esprimere normalmente, come farei nella vita quotidiana.

Quindi il tuo personaggio ha molte similitudini con il tuo ruolo nella vita di tutti i giorni?

Certo, gli episodi riflettono la mia attività nelle giornate normali. Mi confronto quotidianamente con realtà in difficoltà o con aree da migliorare. Sono stato anche io ristoratore per molto tempo e oggi riesco ad essere un supporto in molte situazioni, proprio come nella serie.


Stefano Cocco, si racconta mentre presenta il suo nuovo progetto come attore nella serie "Uomo delle Stelle"

Quali sono le qualità fondamentali nel tuo lavoro di critico?

Per prima cosa devi essere un buon osservatore, guardare bene quello che accade nel ristorante, come si muove il personale e capire come raggiungere gli obiettivi. A seguire, una grande empatia.

Cosa ne pensi del ruolo degli influencer nel tuo ambito?

Credo che l’influencer puro non abbia ragione di esistere, ci sono dei personaggi molto giovani che a volte si permettono di giudicare lavori di esperti con anni di lavoro alla spalle in 4 parole riassumendo tutto. Questo non mi piace. Anche alcune famose community food sono troppo democratiche. Per dare un giudizio onesto devi conoscere bene cosa ci sia dietro ad un piatto, da questo punto di vista i social hanno dato troppo potere e alcuni se ne approfittano.

Io sono di Milano e tu di Roma, dove mi consiglieresti di mangiare in queste due città?

A Roma sicuramente non da uno stellato. Se vuoi entrare nelle dinamiche della città ti consiglierei una tipica osteria romana, un posto non turistico magari nel quartiere giudaico. Su Milano ti direi sempre di provare posti che si rifanno alla tradizione, magari con ossobuco e risotto. Quelli che ti fanno capire i veri sapori della cucina di una volta.

Quale viaggio ti ha lasciato di più dal punto di vista gastronomico?

Decisamente la Corea del Sud, è il viaggio che mi ha lasciato più ispirazioni. Lì ho visitato molti ristoranti da quelli tradizonali a quelli più in voga. Ho capito che il coreano medio mangia molto bene: poche calorie, dinamicità nei piatti, diversità e ricerca. Il Kimchi ad esempio è una ricetta molto divertente.

La tua cucina preferita invece?

Amo la cucina francese, fatta di rigore e tecnica. Sono due elementi fondamentali e un grande valore aggiunto. 

Una tua passione fuori dal lavoro?

Sono un grande appassionato di padel, un gioco nuovo, moderno e divertente. Poi il calcio, da sempre. Ho girato il mondo per vedere partite.



A quali progetti stai lavorando oltre alla serie? 

Stiamo già preparando la seconda, per dare ciclicità e le idee nuove non mancano. Poi un desiderio più che un progetto: mi piacerebbe molto partecipare come giudice al programma 4 matrimoni, amo questo format.

Lato rivista invece (il magazine So Wine So Food) uscirà la nostra guida, composta da persone e non da luoghi fisici. Racconteremo una serie di personalità del mondo hotellerie e  ristorazione, l’uscita è prevista per la prossima estate.

Ph Credits – Simone Proietti Marcellini

MANINTOWN BEAUTY ISSUE: SKINCARE

Ricerca della qualità nel prodotto, ingredienti innovativi (preferibilmente naturali) e soprattutto specifici per il proprio tipo di pelle. Questa è la tendenza degli ultimi due anni legata al boom di una skincare sempre più minimale.

A cavallo tra primavera e inverno, Febbraio porta con sé le ultime settimane di freddo e il nostro beauty necessita di qualche consiglio per prepararsi all’arrivo della bella stagione. Ecco la nostra selezione di brand perfetti per il periodo.



YASAE

Da sinistra LE LUMìE – NUXE

ISDIN – ELF

Da sinistra GERARD’S – CAUDALIE

EISENBERG

Ph: Riccardo Albanese

In Val di Fassa tra sci, wellness ed esperienze gourmet

Riconnettersi con se stessi, trovare nuove ispirazioni, emozionarsi. Le Dolomiti sono in grado di suscitare tutto questo tra boschi a perdita d’occhio, montagne scenografiche, vallate ricoperte da una coltre di neve bianca e piste da sci che disegnano i pendii innevati.  Se state cercando la destinazione perfetta per la vostra settimana bianca la Val di Fassa è la meta ideale.



Siamo nel Trentino nord orientale, uno straordinario impero naturale incastonato tra le più spettacolari e famose cime delle Dolomiti. Proprio in questi luoghi a fare da padrone sono la Marmolada, il Gruppo del Sella, il Gruppo del Sassolungo e quello del Catinaccio. Per chi ancora non conoscesse queste zone, scoprirà che l’originalità delle proposte outdoor,  gourmet e wellness la rendono davvero una meta perfetta per gli appassionati della montagna in inverno, ma anche per chi fosse semplicemente alla ricerca di un modo per staccare la spina facendo del sano digital detox. 

In un luogo da tempo devoto all’accoglienza, abbiamo scoperto un hotel dal cuore ladino, l’Olympic SPA hotel. Il legame stretto con il territorio , come elemento di sostentamento e la profonda conoscenza dei ritmi della natura, come unico modo per poterne trarre il massimo beneficio, sono incarnati nella mente e nella cultura dei ladini, che da sempre sentono la montagna come loro responsabilità prendendosene cura. Con questo sentimento, la famiglia Pellegrin ha costruito le fondamenta di un’azienda sostenibile.

La struttura di charme si trova a San Giovanni di Fassa, in una valle soleggiata che gode di una posizione strategica per raggiungere i più celebri impianti sciistici della regione. Dal 10 Gennaio 2021 è anche  il primo Adults Only Hotel in Trentino.

Oltre al valore e alla cura nell’accoglienza, il benessere e la cucina sono gli altri due focus della struttura. Partendo dal primo, la nuova piscina esterna panoramica riscaldata a 34° è l’ideale per una nuotata tra le Dolomiti o per piacevoli momenti di relax nell’acqua calda, mentre attorno l’atmosfera frizzante di montagna ci ricarica di nuova energia. Da provare, l’abbraccio caldo della Spa: sauna alle erbe, bagno turco, doccia tropicale, baita alpina con sauna finlandese. Altro elemento di spicco di questa stagione è la Bolla Relax, un’area perfetta per rilassarsi dopo un trattamento nella Te Jaga SPA o alla fine di una giornata sulle piste da sci.


Per chi volesse vivere questi momenti in intimità è disponibile anche una Private Spa Suite, dedicata ad un relax assoluto ed esclusivo. Nelle aree relax ritroviamo un contatto più sincero con la natura: tutti gli elementi naturali del territorio si ritrovano anche in questi piccoli spazi di benessere.

Dalla cucina invece possiamo assaporare i gusti locali, per scoprire le tradizioni e la cultura culinaria. Qui si rimane sorpresi da sapori genuini e al tempo stesso da presentazioni che strizzano l’occhio ai trend più moderni. Il ristorante rappresenta proprio questo, l’accostamento di gusti della tradizione della montagna con prodotti a km 0 ( o comunque a basso impatto) a piatti che li propongono con nuove modalità.

Da scoprire assolutamente nei prossimi mesi l’ampliamento della struttura secondo un modello sostenibile, che punta a valorizzare la proprietà e a integrarla con il paesaggio circostante. Dalle nuove suite immerse nel prato, con terrazze e patii interni, alla sauna in cima agli alberi, da raggiungere attraverso un percorso aereo. Le 10 Natural Suite saranno dedicate al benessere, al desiderio di staccare la spina e all’idea di vivere la filosofia green. Un’autentica full immersion ancora più intensa nel bellissimo scenario della Val di Fassa. 



4 indirizzi beauty da conoscere adesso

Beauty e skincare per i milanesi sono ormai una cosa seria. Taglio e colore a volte, vengono prima di un outfit. Moltissimi tra uomini e donne, non rinunciano ad un rituale viso almeno una volta a settimana, mani e piedi devono chiaramente essere on point, per non parlare poi dei massaggi rilassanti dopo una dura settimana di lavoro e, per i più pigri, quella voglia di sperimentare comodamente a casa il trattamento per la pelle più innovativo.

Ecco perché, che voi siate di Milano oppure no, dovete provare almeno uno di questi indirizzi nelle prossime settimane…


Kult Milano

Hair Salon, Beauty Room e Tattoo Studio: Kult unisce tre vocazioni in un ambiente iconico e innovativo fondando il proprio lavoro su professionalità ed etica. Il servizio non solo è attento al cliente ma strizza l’occhio anche all’ecosostenibiltà utilizzando materiali e tecnologie eco-friendly e cruelty free. L’ambiente è eclettico e caratterizzato da un’estetica industrial ma sempre legata alla filosofia green.



Smalto Milano

In un contesto elegante e chic , il salone offre un trattamento esclusivo dalla testa ai piedi. L’ambiente moderno è attento alla cura dei dettagli, partendo dalle decorazioni fino ai prodotti personalizzati. ll team di professionisti si prende cura del cliente offrendo servizi e prodotti di alta qualità.



Shampoo Milano

Tra le linee pulite di un arredo elegante e essenziale, il proprio appuntamento diviene un percorso di benessere e bellezza. L’atmosfera fresca e colorata di Shampoo è la cornice per un servizio professionale e attento alle esigenze del cliente. Il salone offre trattamenti di diverso genere, anche tra i più complessi, con molta attenzione ai particolari.



SOUL4SKIN

La cura per la pelle è importante tanto quanto quella dei capelli e delle unghie. SOUL4SKIN racconta la dedizione per la cosmesi, la cura per la pelle e per le persone attraverso prodotti, trattamenti e consulenze mirate e puntuali. Lo store si candida a Milano come punto di riferimento per la skincare di ricerca attraverso la sintesi del sapere e dell’esperienza orientali con un’attenzione tutta “made in Italy”.



La rosa al maschile: 5 fragranze da scoprire

Regina della cosmesi, ma soprattutto della profumeria, la rosa negli ultimi anni è stata sdoganata come nota profumata per creare anche prodotti cosmetici da uomo. Per chi già ama questo ingrediente o chi ancora volesse scoprirlo, ecco alcune eau de parfum nate per ispirare uomini e donne ad indossare una nota classica reinterpretata in chiave contemporanea.


L’Homme À la roseMaison Francis Kurkdjian

Le note di testa estremamente fresche e verdi abbracciano un accordo di pompelmo con l’essenza di rosa Damascena della Bulgaria. Sono seguite da un accordo legnoso e rosato che porta verticalità alla composizione. Infine, le note di fondo legnose-ambrate espandono la fragranza dandole una firma olfattiva inconfondibilmente maschile.


Rosam – Histories de Parfums

Rosam svela una rosa maestosa, eterea e sofisticata, regale e al contempo fragile, abbracciata dall’oud e da volute di incenso. Un’interpretazione contemporanea della preziosa resina dell’albero dell’aquilaria. Allo stesso tempo anche lo spirito di un Oriente vibrante e magnetico.


Unleash the rose – Diptyque

Diptyque amplia la famiglia Eau Rose, aggiungendo alla già esistente Eau de Toilette anche la versione eau de Parfum, creata dal naso Fabrice Pellegrin per esaltare tutte le sfaccettature della rosa.


Rose PoivréeThe Different Company

Lontano da una semplice evocazione di Rose, questa è una versione inaspettata con sfaccettature diaboliche. La rosa viene mischiata con spezie scure, legnose, narcotiche e liquorose, potente ma fresca.


BDK – Bouquet de Hongrie

Bouquet de Hongrie è una fragranza floreale muschiata, con una splendida rosa turca e gelsomino. Le note legnose e muschiate racchiudono e completano la formula.

Sustainable Style: a Pitti Uomo 101 torna l’appuntamento consolidato con il menswear dall’anima eco-responsabile

Sustainable Style è il progetto speciale che fin dal suo esordio ha attratto l’attenzione di stampa e top buyer internazionali. Proprio in questi giorni durante la kermesse fiorentina, Giorgia Cantarini, fashion journalist e curatrice del progetto, presenta una nuova selezione di 15 brand, frutto di uno scouting tra le realtà giovani e i designer più cool che creano e producono seguendo criteri di eco-responsabilità.

“A questa edizione la selezione si è concentrata sul processo creativo che guida i designer nell’approccio responsabile – dice la curatrice Giorgia Cantarini – che si riassume in 3 R: riciclare, riutilizzare, reinventare. Partire da quello che esiste, gli invenduti, le passate collezioni, gli scarti tessili e i materiali pronti a essere smaltiti. Il design del futuro è anche questo: non solo creare, ma reimmaginare.”

S|Style è inoltre è uno dei progetti realizzati grazie alla collaborazione di Pitti Immagine con UniCredit, incentrata sui temi della sostenibilità e innovazione.

I nomi dei 10 brand protagonisti al Padiglione Medici in Fortezza sono:

Curious Grid – brand di upcycling specializzato in rework di tessuti, che mixa radici indiane e stile europeo.

Alessio Bargiacchi @alessio0o.6 in shirt, gilet and denim jeans Curious Grid @curiousgrid and sneakers @umoja_shoes

Figure Decorative – porta gli zoccoli artigianali toscani fatti di pelle e materiali deadstock agli hypebeast appassionati di street.

Abdoulae Mbengue @Bryan._laye21 in total look Figure Decorative @figure_decorative

Junk – realizza occhiali in Econyl con plastiche raccolte negli oceani.

Alessio Bargiacchi @alessio0o.6 in Junk eyewear @wearejunk

Ksenia Schnaider – smonta e rimonta patchwork di felpe, cardigan e denim per il look est-europeo tanto amato dalle sorelle Hadid.

Yara Bazzari @r.ara51 in top and denim jeans Ksenia Schnaider @kseniaschnaider & Cote Charles @chqllo in matched sporty suit Ksenia Schnaider @kseniaschnaider

Maxime – reinventa il completo classico in mille modi con tessuti di fine serie.

N Palmer – pezzi rigenerati e tessuti vintage per un’esplosione di stampe e colori verso i confini del genderless, con impronta tailoring, creati da un designer che si è formato da Ralph Lauren e Coach.

Li Chen @chen_liz: suit, shirt and Foulard N Palmer @npalmerstudio

Philip Huang – preserva le tradizioni thailandesi del Tye and dye tingendo i suoi capi urban con tinture naturali e non chimiche.

Yara Bazzari @r.ara51 in top, gilet, denim jeans and bag Philip Huang @philiphuangnyc & Alessio Bargiacchi @alessio0o.6 in top and jumpsuit Philip Huang @philiphuangnyc and sneakers @umoja_shoes

Provincia – la designer Serena Novello punta sull’agender con completi tra formale e workwear, con costruzioni couture affinate da esperienze negli atelier di Schiaparelli e Margiela.Umoja – sneakers minimal e materiali certificati organici, per vibe dalle radici africane e destinazione contemporanea.

Li Chen @chen_liz and Chiara Pacini @peachhpout in suit Provincia @provincia__studio

Waste Yarn Project – il patchwork della maglia realizzato con filati e maglie di recupero, frutto di anni di esperienza in Maison come Burberry e Pringle of Scotland.

S|STYLE Sustainable Style x RINASCENTE 

A questa edizione di Pitti Uomo si inaugura anche un nuovo capitolo della collaborazione ormai fissa tra Rinascente e Pitti Immagine, con un focus dedicato proprio al progetto S|Style. Le due realtà tornano a dialogare tra loro con uno scambio di vedute che unisce la Fortezza da Basso e lo Store Rinascente nel cuore di Firenze. Le creazioni dei 10 brand di S|Style saranno infatti protagoniste nelle vetrine dello store per tutta la settimana del salone, e le collezioni SS22 di una selezione di questi – Figure Decorative, Junk, Umoja, Waste Yarn Project – sarà acquistabile in una speciale area pop up al 2° piano dello store appena rinnovato.

Team credits:

Photographer Mattia Guolo @mattia_guolo

Styling Giorgia Cantarini @giorgiacantarini

Make-Up & Hair Chiara Fedi @chiarafedimakeup
Make-Up & Hair assistant Andrea Russo @im_sourandy
Photo Assistant Matteo Delia @98matteodelia
Styling Assistant Laura Lombardo @lanabanana4998
Special Thanks to Polimoda Firenze @polimodafirenze and @castingfirenze


Il percorso di Emanuela Rei: beniamina della tv dei ragazzi oggi protagonista a teatro

A metà tra l’adolescenza e l’età adulta, i trent’anni rappresentano un vero cambiamento. Tra i bilanci di quel che è stato e i progetti per ciò che sarà, a quest’età anche noi giovani facciamo un piccolo punto sul percorso che abbiamo intrapreso. Nel nostro dialogo, Emanuela Rei (giovane attrice romana classe 1991) ci racconta un pezzetto della sua storia: dalla passione per la recitazione e l’intrattenimento sin da piccola, un talento innato nell’imitare i personaggi famosi e poi la danza e il canto. Insomma, una bambina destinata a lavorare nel mondo dello spettacolo ma soprattutto nel teatro, primo amore che continua ad essere ancora oggi la sua più grande passione.



Quando hai realizzato che saresti diventata un’attrice?

Fin da piccola mi piaceva far ridere le persone e creavo degli sketch tutti miei. Ho iniziato a studiare recitazione e a studiare teatro. Amo la recitazione a 360 gradi, sono cresciuta a pane Verdone e De Sica.

Al momento sei in tournè con Aladin, come sta andando?

Non vedevo l’ora di riprendere dopo la pausa legata al covid e la voglia e le aspettative erano alte. Le ultime tappe sono andate bene, lo spettacolo sta funzionando nonostante alcuni membri del cast siano cambiati rispetto all’inizio, c’è un’evoluzione positiva.



Il mio personaggio, che nella nella nostra versione si chiama Aisha perchè si ispira a quello de “Le Mille e una notte” (Jasmine nella versione Disney) ha un’indole decisamente più romantica e dolce.

Un consiglio che daresti a te stessa agli esordi?

Sembra banale ma funziona sempre: non buttarsi mai giù e crederci molto, perchè la fatica e l’impegno ripagano. Il nostro è un mondo complicato e i no sono certamente più dei si. Non si molla mai però!

Il tuo pubblico è decisamente giovane, senti una sorta di responsabilità nei loro confronti?

Assolutamente si, la prendo molto sul personale soprattutto con lo sviluppo dei social. È una cosa a cui tengo molto, ho stretto un bel rapporto con molti fan e mi sono sempre posta con loro come una sorella maggiore. L’aspetto più bello di questi canali è proprio il fatto di poter essere vicino a chi avesse bisogno di un consiglio. Anche se sembra banale mi ritrovo molto spesso a mettere in guardia che la vita reale non è quella dei social, per cui è bene sviluppare una giusta capacità di discernimento.



Se avessi un tappeto magico come Aladin dove voleresti ora?

A New York, la mia città del cuore. Magari con la neve, per godermi a pieno l’atmosfera natalizia!

Come stai trascorrendo le festività?

In famiglia, a Roma con i miei cari e poi in teatro. Sono felice di lavorare in questo momento speciale, sarà una bella esperienza. Ce lo meritiamo, vorrei trasmettere momenti di vita leggeri e divertenti a tutti quelli che verranno a trovarci sul palco.



È vero che hai imparato ad apprezzare la moda con la serie Maggie e Bianca?

Devo dire di sì, la serie mi ha aiutato molto ad appassionarmi al fashion. Adesso il mio guardaroba ha preso una nuova forma e io stessa cerco di essere più attenta agli abbinamenti. Ho imparato anche qualche nozione di armocromia, anche se non mi definirei mai una fashion victim! ( ride ndr)



Quali progetti o desideri hai per il nuovo anno?

Il desiderio più grande è quello di poter continuare a fare questo lavoro per tutta la vita. Vedremo se la tournè sarà più lunga del previsto, per il resto teniamo le dita incrociate!



Credits:

Photographer Davide Musto

Video Director Federico Cianferoni

Music Iskander

Styling Andreas Mercante

Stylist assistant Federica Mele, Valentina Calicchio

Special thanks to Alfredo Fabrizio, Coho Loft

Travel inspo dagli influencer

Anche questa stagione si è rivelata difficile per i viaggi, soprattutto quelli all’estero. Così, chi per lavoro o passione una volta riusciva a viaggiare quasi tutti i mesi, oggi ha trasformato la propria anima da globe-trotter rendendola (temporaneamente) più stanziale. Come buon auspicio per l’anno che verrà alcune delle nostre più care personalità social hanno voluto ispirarci con i loro luoghi del cuore, e noi li inseriremo sicuramente nella nostra wish list per il 2022.


Dubai, credits Alessandro Magni

“Dubai per me rappresenta la metropoli del futuro e ci torno sempre con piacere perché ogni volta è in grado di stupirmi! Mi è rimasta nel cuore per l’architettura avveniristica, per le emozioni ed esperienze incredibili che offre, per l’atmosfera che si respira, il clima spettacolare e infine per la cultura e l’accoglienza delle persone”.

Trentino Alto Adige, credits Anselmo Prestini

“Amo la montagna, in particolare le Dolomiti perché mi sento a casa. Ci sono nato e cresciuto e solo qui trovo il tempo e le energie per potere ascoltare me stesso al 100%. Non c’è cosa più bella che vedere sorgere il sole da una vetta all’alba oppure ammirarlo tramontare dalla parte opposta di sera”.

Riyadh, Arabia Saudita credits Roberto De Rosa

“Uno degli aspetti che preferisco di Riyadh è la sua posizione: a pochi km dal deserto riesce ad essere una delle città più vibranti del Middle East. Attualmente ospita la Biennale, assolutamente da visitare”.

Lanzarote, credits Eros Luca

“La calma e il silenzio di quest’isola ti invitano a staccare la spina e fare il pieno di energia. È il luogo ideale per rilassarsi e passeggiare tra vulcani, grotte e spiagge incontaminate. Meta ideale anche per chi ama gli sport acquatici come il surf ma anche corsa e ciclismo grazie al clima mite che si respira tutto l’anno”.


Immagine di cover: credits Alessandro Magni

Irene Antonucci: l’energia positiva di un’attrice dai mille volti

Irene Antonucci è un’attrice dai mille volti. Sin dagli esordi si rivela un’ artista a tutto tondo e soprattutto amante delle sperimentazione tesa alla ricerca della vera inclinazione artistica. Il suo percorso inizia nella terra natale, la Puglia, per approdare poi sui primi palcoscenici con il canto, con la moda e poi diventare conduttrice di numerosi show live e musical. Oggi, la ritroviamo in Italia a teatro con lo spettacolo Disuniti, ma prepariamoci a vederla presto anche fuori dai confini nazionali…

Ph: Denny Mosconi Stylist e Art Director Linda Boranga- Make up Graziano Giommaroni – Hair stylist Sabrina Locci

Come inizia il tuo percorso?

Ho sempre avuto sin da piccola la propensione all’arte e con il tempo la sperimentazione mi ha dato modo di capire quale fosse la forma più adatta a me. Nel corso degli anni ho compreso che la recitazione sarebbe stata il mio futuro, l’ambito in cui mi sento totalmente a mio agio. Mi sono avvicinata allo studio in un’età più adulta, prima a Milano presso il CTA, per poi passare negli Stati Uniti, America Latina e infine tornare a Roma, città in cui vivo e riconosciuta da tutti come capitale del cinema.

Oggi quali progetti hai in corso ?

Di recente c’è stato il debutto in teatro di Disuniti, scritto diretto e interpretato da me e Domenico Palmiero, un omaggio ai grandi autori del teatro italiano.  Con questo spettacolo volevamo che l’arte e la cultura tornassero ad essere protagoniste nella vita delle persone. “L’arte deve stare nel posto in cui è nata, nei teatri e nei set cinematografici e deve essere fatta da professionisti e da persone che nutrono una passione incondizionata e dedicano la propria vita a questa grande missione”.


Ancora, progetto di portare in scena degli altri lavori come attrice e regista. L’anno prossimo uscirà un nuovo cortometraggio con nomi importanti sul panorama italiano, una sorta di ventaglio di apertura di diverse generazioni di donne. Si metteranno a confronto le diverse problematiche di una società patriarcale. Infine un progetto cinema in America latina a cui tengo molto, questo paese fa parte del mio percorso e sento che mi darà grandi soddisfazioni.

Come hai vissuto invece la recente esperienza televisiva?

Mi sono diverita molto anche se considero questo tipo di esperienza un momento di passaggio. Ho voluto sperimentare quella strada per capire cosa sentissi e provassi nel fare qualcosa di diverso, ma se dovessi immaginarmi ancora in televisione mi vedrei più nelle fiction o produzioni di serie.

A proposito di serie, cosa stai seguendo al momento?

La Reina del flow (così alleno anche lo spagnolo), sto terminando la Casa di carta e poi mi piace anche il tema action e il thriller, due generi che vorrei sperimentare anche come attrice.

Ph: Denny Mosconi Stylist e Art Director Linda Boranga- Make up Graziano Giommaroni – Hair stylist Sabrina Locci

Sei molto attiva su diversi canali social da tempo, un consiglio per avere successo?

In primo luogo un pizzico di senso civico ed etico e poi la chiave di lettura migliore è sempre quella di essere se stessi. Io li affronto come una vetrina, uno storytelling della vita professionale e meno di quella personale. Grazie ai social ho la possibilità di trasmettere energia positiva a chi mi segue, dare consigli o ispirazione, come con Youtube dove ho ideato un format dedicato agli attori, con curiosità e consigli da trasferire a chi vuole intraprendere questo mestiere.

Credi molto all’energia e all’essere positivi come stile di vita?

Io credo fortmente nella legge dell’attrazione, nella meditazione e al potere dell’ energia, che serve per alimentare le nostre azioni, solo così possiamo generare risultati. Avere un atteggiamento positivo e domandarsi se le nostre azioni possono essere di beneficio a noi e a chi ci circonda è un filo conduttore per me.

Un viaggio che ti ha colpito?

La Thailandia, dal punto di vista spirituale mi ha toccato molto l’attitudine con cui la popolazione coltiva la propria anima. Ad esempio loro pregano per te quando paghi per un bene o un servizio, hai modo di sentire tutta la loro gratitudine. Poi ho sempre in mente l’America Latina, NY Los Angeles.

Come inizierai il nuovo anno?

Spero di partire per l’America Latina con il progetto Colombia, poi il cortometraggio e nel mentre incrocio le dita per tante nuove date a teatro!

Giorgio Avola: la vita di un’atleta ai tempi della pandemia

Per il campione olimpico di scherma Giorgio Avola non si smette mai d’imparare, ed è proprio il caso di dirlo visto che in tempi di pandemia ( dove lo sport è rimasto praticamente bloccato) lui è riuscito ad accelerare sugli esami universitari e presto raggiungerà il traguardo della laurea.

Sport e studio del resto, sono due vere palestre integrate nel suo programma quotidiano. In questi mesi hanno costituito una motivazione costante che gli ha permesso di non perdere mai la concentrazione, come ci racconta lui stesso nella nostra intervista…


È passato un anno dalla nostra ultima conversazione, come ha vissuto questo periodo uno sportivo come te?

È stato un anno molto particolare per tutti noi dello sport. Ci siamo resi conto che bisognava trovare delle vie alternative per “sopravvivere”, soprattutto noi che lavoriamo con una disciplina dove lo scontro e il contatto con l’avversario sono fondamentali. In un periodo così duro ho trovato rifugio nello studio, ho superato un bel po’ di esami e adesso sono sempre più vicino alla laurea.

Nel frattempo ho vissuto un po’ a Milano, frequentato ambienti diversi e scoperto mondi nuovi. Nel complesso posso dirti che è stato un periodo comunque produttivo.


Che ricordi hai dell’ultima olimpiade?

Non nego che aleggi ancora oggi un po’ di amarezza, la scherma ha sofferto molto, non siamo riusciti a vincere una medaglia d’oro e l’essere stati fermi due anni è stato determinante in questo. L’Italia in particolare ha subito maggiori chiusure prima di altri paesi quindi era inevitabile arrivare meno preparati di altri, ad ogni modo nessun rammarico, ho dato tutto.

Parlando di esperienze extra sportive, come ti trovi sul set?

Cambia la location ma l’emozione è la stessa. Sei comunque sotto i riflettori e cerchi di fare la migliore performance possibile. Ho avuto diverse esperienze anche sul set ed è andata sempre bene. Questo tipo di attività mi ha fatto scoprire lato diverso della mia personalità.



Sei un po’ schivo nei confronti dei social, come mai questa scelta?

C’è stato un momento in questi mesi in cui ho cercato di produrre dei contenuti diversi, nuovi e di qualità. Ma sono rimasto più volte deluso dai perché ho trovato una realtà molto finta. Senza volerlo i social mi davano degli stimoli sbagliati, quindi è stata una relazione po’ univoca. Per trovare qualità in questo ambito bisogna scegliere bene ed essere molto selettivi.



Che tipo di allenamento che hai seguito in questi mesi per non perdere la forma?

Ho lavorato molto in palestra con allenamenti di forza o a corpo libero, senza mai tralasciare l’aspetto cardiovascolare. Quando invece mi sono riavvicinato alle gare si puntava sulla forza veloce e/o forza esplosiva. Il fatto di dover mantenere lo stato di forma è risultato una grande motivazione nei mesi di lockdown.


Ti manca viaggiare? 

Molto, gli anni scorsi andavo spesso negli Stati Uniti tra Texas e California. Mi mancano i miei periodi a Los Angeles, le amicizie che ho costruito lì e vedere i gruppi live dei miei cantanti preferiti.



Progetti per il 2022?

A Gennaio si parte con la gara di Coppa del mondo, sono molto felice di questa nuova ripartenza per vedere i risultati del grande lavoro dei mesi scorsi . A seguire la laurea a Marzo alla Luiss in Economia e management, poi l’inizio di un Mba ad Aprile. Ho grandi aspettative dal 2022, sarà l’anno del raccolto.



Photography: Davide Musto @davide_musto

Styling: Rosamaria Coniglio e Alfredo Fabrizio @rosamaria_coniglio, @alfredofabrizio_aeffe

Ph Assist: Dari Tucci, Valentina Ciampi @dariotucciph e @valeciampi

Grooming: Asia Morales @asiamorales_makeupartist

Location @thehoxtonhotel

Inverno in montagna: 3 destinazioni per iniziare la stagione

L’inverno è ufficialmente iniziato e anche questa stagione c’è sempre un buon momento per mettersi in viaggio e visitare uno degli angoli meravigliosi del nostro paese, soprattutto quando parliamo di montagna. A ridosso delle vacanze di Natale è quanto mai sentita la necessità di prendersi una pausa dalla routine e dallo stress quotidiano alla ricerca di mete e destinazioni che combinino cibo delizioso, paesaggi spettacolari e magari anche delle spa per rilassarsi e dedicarsi ad una veloce rimise en forme. In queste settimane sono arrivate anche le prime nevicate quindi ecco pensate per voi tre destinazioni ideali per il periodo!


Un soggiorno gourmet a Villa Eden Leading Park Retreat

Villa Eden è il luogo ideale per godersi un soggiorno all’insegna della massima tranquillità e del benessere. La villa si compone di 29 suite immerse in un parco secolare situato nella zona residenziale più esclusiva di Merano.

Oltre ai trattamenti di benessere e medicali, sicuramente da non perdere le delizie del ristorante gourmet interno, capitanato dal giovane chef Philipp Hillebrand. Recentemente è stato insignito con il Premio Godio quale miglior chef dell’Alto Adige 2020 e ha inoltre ottenuto il riconoscimento “Due forchette” dalla guida Gambero Rosso e 2 cappelli da Gault Millau. L’hotel dispone inoltre di una bella terrazza panoramica, una Cheminée Lounge Bar, elegante e frizzante luogo d’incontro, 2 sale ristoranti gourmet e il Mindful Restaurant, perfetto invece per chi volesse seguire un trattamento teso al dimagrimento.


Rigenerarsi al Linta Hotel Wellness & Spa

Già celebre negli anni ’60 e ’70 in quanto alloggio preferito di star della musica, il Linta Hotel Wellness & Spa è la destinazione giusta per una vacanza in relax sull’Altopiano di Asiago. La struttura è situata in una posizione privilegiata che gli garantisce una straordinaria vista panoramica sulle montagne circostanti e sulla famosa località turistica. Inoltre sposa con eleganza una location naturale da sogno con i comfort più moderni.

Colpisce la Five Senses Wellness & Spa, un luogo dove risvegliare i propri sensi e scoprire una straordinaria esperienza fatta di colori, suoni e fragranze indimenticabili. Ci si può rigenerare grazie alle proposte di massaggi e trattamenti per la cura e l’estetica del corpo e rilassarsi nei 2000 mq di puro benessere, con sauna finlandese, bio-sauna, vasca a reazione, piscina coperta con idromassaggio a cascata, docce emozionali e vasca riscaldata esterna, ma anche un’area naturista con due saune, bagno turco, stanza del sale e cascata di ghiaccio.


Sole e sci allo Sporthotel Sonne

L’hotel è situato nella zona dell’Alpe di Siusi tra sentieri escursionistici e piste da sci. Non appena arrivati sull’alpeggio quindi meglio non fidarsi di google maps (ottimo spunto per cominciare un digital detox) ma prestiamo attenzione alla segnaletica stradale, grazie anche al permesso di transito nella valle che ci darà il privilegio unico di guidare fino all’Alpe.

Il Sonne per questo motivo è una delle mete preferite da escursionisti, sciatori e amanti del buon vivere. I piatti della cucina sono un viaggio per il palato che parte dalla tradizione per esplorare i territori del gusto e dei sapori con una proposta contemporanea e per la maggior parte composta da prodotti autoctoni.


Altro grande plus della struttura è la posizione. Si trova all’interno di un’area escursionistica spettacolare, in inverno si è direttamente sulle piste da sci mentre in estate risulta un ottimo punto di partenza per passeggiate ed escursioni. Addio auto insomma, l’unico pieno da fare è quello di energia pura e relax.

I profumi “genderless” da regalare e regalarsi a Natale

Una volta si definivano unisex, ora genderless o gender fluid (probabilmente il termine più corretto per questa epoca). Tre parole per indicare un cambiamento anche nella profumeria, superata la tradizionale destinazione di genere sui flaconi.  La cosa certa è che i profumi di oggi sono pensati per le persone e si scelgono basandosi sul proprio gusto e su un dettaglio fondamentale: i ricordi personali.

Giusto in tempo per il periodo natalizio alcune novità perfette per questa stagione, ideali anche per un regalo di tutto rispetto.



Acqua di Noto – Marzamemi

Un bouquet graffiante di fiori e di agrumi con intense sfumature acquatiche che desta una sensazione di libertà e il ricordo di un luogo in cui perdersi e lasciarsi andare. Le note di testa sono il fior di limone e il bergamotto poi troviamo lavanda, mirra, foglie di tabacco e gelsomino. Come note di fondo si percepiscono la vaniglia e l’ambra.



Fenty Beauty – Fenty Eau de Parfum

Questa fragranza cattura l’essenza complessa, vibrante e sensuale della sua creatrice, Rihanna. La cantante ha selezionato personalmente ogni ingrediente per creare un profumo unico nel suo genere che combina magnolia e muschio con mandarino, mirtillo e sentori assoluti di rosa bulgara, geranio e patchouli.



Maison Tahité – Officine Creative Profumi 

Vicious cacao è una fragranza golosa, una carezza morbida ed intrigante sulla pelle. Gli ingredienti che sembrano la ricetta di una torta con aggiunta di fiori nobili e resine avvolgenti, lampone e pepe rosa, una preziosa assoluta di cacao e narciso e gelsomino, caramello salato e zafferano.



Maison Crivelli – Ibiscus Mahajad

Hibiscus Mahajád è la prima creazione della collezione di Extrait de Parfums di Maison Crivelli: si apre con una nota sfavillante con accenti fruttati di ebelia e sorprende con la sua potente firma dalle sfaccettature sgargianti.



Bond no.9 – NoMad

Il cuore di NoMad è un oud forte, sensuale e deciso, un cenno ai nomadi d’Oriente, con l’aggiunta di moderne note fruttate in testa. La pera cremosa e il ribes nero fresco aggiungono un calore gourmand, arrotondato da lussuosa ambra e legno di sandalo.



New notes – Osmanto shock

In questo profumo, l’aroma rotondo dell’osmanto regala energia e leggerezza, e lascia sulla pelle una sensazione di beatitudine infinita. Nelle note di testa troviamo il bergamotto e il mandarino giallo, in quelle di cuore il gelsomino e l’osmanto mentre in quelle di fondo le bacche di vaniglia e i semi di ambretta.




Oud ShamashThe Different Company

Questa fragranza è il risultato di un’alchimia tra l’assoluta di oud che viene esaltata da note speziate e ambrate. Oud Shamash si apre con le note uniche del pepe rosa, zafferano e cannella, esplorando le sfaccettature resinose più profonde dell’oud prima di essere sublimate dal patchouli.

5 cantanti da conoscere adesso

Generi, età diverse e differenti provenienze per i protagonisti della nostra review dedicata alle nuove voci da scoprire questo mese. Sono alcuni giovani artisti promettenti del momento, da ascoltare a ripetizione nelle prossime settimane e da tenere d’occhio in futuro…


MATTEO FAUSTINI

Un giovane cantautore bresciano, protagonista della 70a edizione del Festival di Sanremo nella sezione Nuove Proposte con il brano “Nel Bene e Nel Male” e vincitore del “Premio Lunezia per Sanremo” per il valore musicale e letterario del brano in gara, ha esordito al 2° posto della classifica iTunes e tra i dischi più venduti nella classifica FIMI/GfK con il suo album di debutto “Figli delle Favole”. 

Reduce dal successo dell’instore tour e dei suoi concerti sold out, a giugno 2021 è tornato in radio e in digitale con il nuovo singolo “1+1”, che ha debuttato nella top 10 della classifica Earone Airplay Radio Indipendenti e nella top 100 nella classifica generale, e solo sulle piattaforme streaming e in digital download con il nuovo ed emotivo brano “Stanco di piangere”, che verranno entrambi contenuti nel prossimo disco di inediti.

DANI FAIV

Spezzino, classe 93 è uno tra i più attivi e apprezzati rapper della scena italiana attuale. Con il singolo “Yoshi” (ad oggi certificato 4 volte platino) ha fatto numeri incredibili. Dopo l’esperienza Machete (da cui è uscito a marzo 2021) Dani è tornato a luglio con il singolo “ANNO ZERO”, brano con testo super critico nei confronti della società moderna: ci sono riferimenti all’omicidio di George Floyd, al crollo del Ponte Morandi, all’esplosione nel porto di Beirut fino al cambiamento politico del nostro paese.

Il secondo singolo “LUNA NERA” è decisamente più fresco con nuove sfumature sonore. Questo perché Dani Faiv continua sempre a mettersi in gioco, sperimentando moltissimo con la sua musica, insieme a STRAGE, fedele collaboratore.

ELLYNORA

Lei è una cantautrice urban con uno stile attuale e unico, caratterizzato sia nel look che nelle sonorità da influenze gitane. Un personaggio femminile che pian piano sta conquistando la musica italiana. Romana, con radici partenopee, ha lasciato l’Italia per inseguire il suo sogno in America, prima New York, poi Los Angeles e poi di nuovo Roma.

Gli elementi urbani, editoriali, gitani e latini si fondano perfettamente, creando un mix interessante, insolito in Italia e molto credibile. Da poco è uscito il suo nuovo singolo “Get Lost”, che segue “No Trouble”, ma all’attivo ha diversi singoli, come Nina Blanca e Zingara  (con cui ha vinto il contest Primo Maggio Next).

LA SAD

Il trio è formato da Theø, Plant e Fiks, nasce nel 2020 dall’incontro di questi artisti che decidono di unire i loro percorsi musicali per creare un nuovo collettivo, caratterizzato da sonorità e immaginario punk in chiave moderna. Theø, Plant e Fiks, che provengono da tre regioni diverse (Lombardia, Puglia e Veneto), si sono uniti grazie alla stessa passione per la musica e a un forte legame di amicizia creatosi negli ultimi anni. Sin dal primissimo singolo, “SUMMERSAD”, i tre prendono una direzione innovativa sia a livello di sound che di liriche, portando avanti tematiche legate alla depressione e a problemi di relazioni. Successivamente escono “Psycho girl”, “Miss U”, “2nite” e “Summersad 2”, altri quattro singoli che consolidano la posizione della Sad nella scena Italiana e che aprono nuovi orizzonti musicali. NIENTE X SEMPRE è il loro nuovo singolo, un brano che trova le sue radici in un turbine di sperimentazione ed energia in un susseguirsi di nichilismo, demoni del passato e amore tossico.

JIMMY SAX

Un sassofonista francese super cool che, oltre ad aver suonato in alcune delle località più di tendenza al mondo, ha uno stile anticonvenzionale e azzardato e sceglie tanto accuratamente gli outfit per i concerti, quanto la scaletta dei brani da eseguire! L’8 ottobre è uscito esce il suo disco “Jimmy” che racconta tutto il suo mondo e l’anno prossimo sarà in Italia per un tour teatrale. Un’artista in grado di far arrivare uno strumento così settoriale al grande pubblico.

Con più di 475.000 follower e oltre 150 milioni di visualizzazioni su YouTube, Jimmy ha raggiunto il successo con il singolo “No man no Cry”, ha raggiunto un platino in Francia per il singolo “Ibiza”, realizzato insieme a JUL, artista tra i più ascoltati sul territorio francese, ed è attualmente al lavoro sul suo primo vero album.

4 indirizzi beauty da conoscere (o riscoprire)

Il miglior momento per rilassarsi è quando non abbiamo neanche un attimo per farlo. E se invece avessimo a disposizione almeno un’ora? Di seguito alcuni indirizzi da scoprire adesso per dimenticare in una sola sessione di bellezza una settimana di stress e portare benefici visibili al nostro corpo ( e alla mente). Provare per credere!


Un massaggio speciale da You Off

In uno spazio nuovissimo dove si respira armonia e bellezza potete sperimentare un massaggio speciale ( la particolarità è che è l’unico trattamento previsto sul listino insieme allo scrub) nato dopo dieci anni di esperienza e ricerca continua. Si tratta di una sequenza unica di movimenti intensi ispirati a culture diverse e integrati in un unico trattamento. Sono tecniche vigorose e dinamiche che mirano a modellare il corpo, ossigenare i tessuti, migliorare la circolazione e il metabolismo linfatico e venoso.

La Clinica Milano

Nel centro di Milano sorge La Clinica Milano Skin Lab, un luogo dedicato alla persona specializzato in trattamenti di medicina e chirurgia estetica. L’obiettivo è quello di valorizzare la bellezza grazie all’ ampia gamma di protocolli altamente personalizzati e macchinari di ultima generazione utilizzati con tecniche all’avanguardia. I trattamenti sono efficaci, sicuri e si possono classificare in base a tre criteri: zona da trattare, obiettivo da ottenere, metodologia da utilizzare tramite un accurato screening delle esigenze del cliente. Ottima soluzione per chi cerca risultati visibili uniti a momenti di relax.

Un rituale viso da Comfort Zone Space

Comfort Zone è ormai consolidato e apprezzato nell’universo del benessere e della bellezza, soprattutto dall’uso di ingredienti naturali e dal concetto di ”rituale” (ogni trattamento si trasforma, grazie a piccoli gesti e attenzioni, in una seduta da spa). Situato in via Brisa 7, lo spazio è un elegante salotto vintage della vecchia Milano dove scoprire tante opzioni per prendersi cura della pelle del viso/corpo riossigenare, purificare i tessuti oppure i trattamenti antiage.

Barba (e non solo) da Bullfrog

L’ormai iconico barbershop si arricchisce della nuova Bullfrog Grooming Lounge, un luogo ideale per concedersi una pausa rilassante e prendersi cura della pelle, delle mani e dei piedi, scegliere tra una gamma di servizi di altissima qualità per ritrovare, anche in poco tempo, benessere ed energia. Oltre ai trattamenti, la possibilità di scegliere i prodotti Bullfrog: cosmetica, fragranze e piccoli accessori per prolungare l’esperienza anche a casa.

Timeless destinations

Nella zona del Lago di Como abbiamo esplorato lo storico Grand Hotel Tremezzo, il moderno rigore del Sereno, il classicismo di Villa Lario e il raffinato design di Villa Peduzzi. Sul Lago di Garda, il classico incontra l’esotico al Grand Hotel Fasano, mentre silenzio e semplicità sono di casa al Forestis sulle Dolomiti.

Questa sezione è un viaggio tra destinazioni affermate e conosciute ma con uno sguardo diverso sul lifestyle, luoghi che si distinguono per la loro bellezza nascosta.


Villa Peduzzi – Pigra (CO) 

Un raffinato esempio di architettura Art Nouveau perfettamente integrato con le strutture moderne. La Villa gode di una delle più belle viste in Europa poiché situata al di sopra il lago di Como. Il suo panorama abbraccia il lago, le valli e le montagne.


Grand Hotel Tremezzo – Tremezzina (CO) 

Inizia la sua storia nel 1910, nel cuore della Belle Epoque. Un luogo incantevole, con una spettacolare vista panoramica su Bellagio, la Riviera delle Azalee e sulle splendide vette rocciose delle Grigne.


Villa Lario – Pognana Lario (CO) 

Questa tenuta rappresenta il connubio perfetto tra l’architettura classica italiana e i moderni standard di lusso. Le 18 suite del complesso sono dislocate in quattro diversi edifici: Il Palazzo, Villa Bianca, il Padiglione e la Garden Suite, immersi in due acri di verde privato.


Il Sereno – Torno (CO)  

La sobrietà stilistica si rispecchia sul silenzioso lago circostante: l’armonia delle forme riconduce ad un senso di pace ed elegante tranquillità. Progettato da Patricia Urquiola si distingue per il rigore e per la semplicità costruttiva, cardine di ogni creazione dell’archi-star iberica.


Grand Hotel Fasano & Villa Principe – Gardone Riviera (BS) 

Tradizione e modernità si combinano armoniosamente all’interno di questa oasi di pace. Un hotel di lusso ideale per rilassarsi nel fascino di una dimora storica che mixa atmosfere nostrane e suggestioni esotiche.


Forestis Dolomites – Bressanone (BZ) 

Un rifugio baciato dal sole e immerso nel silenzio dei boschi di Plancios, dove riscoprire i valori del tempo, della semplicità e della naturalezza, immersi in un luogo energetico dalle straordinarie caratteristiche naturali.

Il beauty eco-friendly

È ormai innegabile che per mantenere la pelle in salute è buona regola introdurre nei nostri rituali quotidiani anche qualche prodotto “al naturale”. Se siete amanti del genere apprezzerete le novità beauty anche in questo campo. Sempre di più i piccoli brand ma anche le grandi aziende continuano a proporre cosmetici green, realizzati con metodi di produzione eco-friendly, packaging riciclabili e formulazioni a base di ingredienti botanici e possibilmente biologici.

Ecco allora qualche consiglio per una beauty routine che rispetta la pelle abbinata ad uno sguardo attento all’ambiente.


Honieh – The Routine

Honieh The Routine è il kit perfetto per gli amanti della skincare naturale. Comprende i prodotti più iconici del brand per creare una beauty routine completa, in grado di lenire, illuminare e nutrire la pelle. 


Clarins – Shampoo solido

Il nuovo shampoo solido di Clarins è formulato con l’87% da ingredienti di origine naturale e bio, perfetti per prendersi cura dei capelli in modo naturale, nutrendoli, sublimandoli e lasciandoli puliti, morbidi e lucenti. Questa nuova formula combina olio di argan e olio di camelia che sono noti per le loro proprietà nutrienti. Il sentore di cocco avvolge la chioma lasciando un delicato e piacevolissimo profumo.


Colekt – Relive face mist

Relive face mist fa parte della wellness collection nata dalla collaborazione tra Polite Worldwide e Colekt. Il duo ha immaginato il trattamento di bellezza di una spa e di conseguenza ha creato una limitata wellness capsule per vivere questa esperienza ogni giorno. Questo spray attivo anti-pollution vegano rilascia un’idratazione istantanea e pulita per proteggere la bellezza del viso in ogni momento della giornata.


YASAE – Skin Booster Serum

Un siero anti-age ad azione rigenerante e lenitiva in grado di nutrire e tonificare la pelle. Grazie alla vitamina B3 rafforza la barriera cutanea e stimola la produzione di collagene, l’acido ialuronico la idrata in profondità, mentre l’acqua essenziale di cetriolo, ricca di antiossidanti, ne migliora l’elasticità donandole un aspetto più luminoso e uniforme.


Beauty thinkers –  Antioxidant Boost e Antioxidant Cream

La linea BT si contraddistingue grazie a un composto chimico antiossidante, l’idrossitirosolo, ricavato dalle foglie e dall’acqua di spremitura delle olive centenarie di Monte Vibiano. La straordinaria azione antiossidante dell’idrossitirosolo induce il progressivo aumento del collagene, dell’elasticità e dell’idratazione della pelle e allo stesso tempo riduce gli effetti irritanti dei prodotti chimici e dei raggi UV. Gli attivi sono potenti, botanici, sostenibili e limitati nel numero. 

Weekend in spa: destinazioni da scoprire questa stagione

Impacchi che stimolano il metabolismo, saune meditative al fieno di montagna abbinati a rituali per rilassarsi e lasciarsi andare. Dalle Dolomiti in Alto Adige alle colline del centro Italia, una piccola selezione di strutture di spicco a tema spa, dove provare una nuova dimensione del tempo, nel silenzio e nella bellezza della natura.

Palazzo di Varignana 

L’esclusivo resort e azienda agricola immersa nei colli bolognesi sono perfetti per un weekend fuori porta. Strutturato come un antico borgo, il resort si sviluppa su sei diversi complessi perfettamente integrati nella collina, richiamando il moderno concept di ospitalità diffusa. Un lounge bar di design con affaccio sui colli circostanti e due ristoranti si compensano in gusto ed estetica. La struttura al suo interno accoglie un oliveto di 150 ettari, il più grande dell’Emilia Romagna, a cui si aggiungono vigneti, frutteti, orti e una rara produzione di zafferano, che danno vita a materie prime di altissima qualità, genuine e ricche di proprietà benefiche.

Queste materie primi si ritrovano nei nuovi trattamenti spa ed esprimono tutto il profondo legame con il territorio, combinando ingredienti naturali a cosmetici ecologici di altissima qualità. Nei trattamenti, i principi attivi delle materie prime sono amplificati dalla tecnica di massaggio, per regalare dei preziosi momenti di benessere all’interno di Varsana SPA, un’oasi di benessere che si articola tra piscine interne ed esterne e zone umide.

Credits: Luca Postacchini

I programmi per il benessere psico-fisico sono combinati inoltre a menu studiati ad hoc, con la consulenza di una nutrizionista, dagli chef creativi del ristorante Aurevo, in cui la cucina ci propone ricette che privilegiano i prodotti dell’azienda agricola di Palazzo di Varignana e i suoi sani prodotti del territorio, primo tra tutti l’ olio extravergine di oliva per passare poi alle  marmellate, al miele e ai succhi di frutta, rigorosamente a km 0.


Manna Resort

Completamente immerso nel silenzio e nella natura è un nuovo luogo d’eccezione che si candida ad essere il nuovo hot-spot delle Dolomiti.  Nato sulle ceneri di una vecchia segheria, l’esclusivo resort è perfettamente inserito nell’habitat alpino/mediterraneo, in completa armonia con ciò che lo circonda, secondo un progetto a basso impatto ambientale che utilizza rame, ottone, legno e pietra locale nel pieno rispetto della natura e del luogo. 

La sua spa è un ambiente raffinato, ispirato dall’amore per la Thailandia, con forti richiami all’Oriente: dagli arredi ai profumi, dalle musiche alle tecniche di massaggio ai trattamenti eseguiti da un beauty team in parte originario. Un menù spa che mette al centro la persona e si prende cura del corpo e dell’anima con massaggi Thai, programmi Ayurvedici, trattamenti specifici che si avvalgono di moderne tecnologie abbinate a prodotti dai principi attivi più funzionali


Renaissance Tuscany il Ciocco Resort & Spa

Non c’è luogo migliore della Media Valle del Serchio per tuffarsi nella natura e apprezzarne i colori. Perfetto per andare alla scoperta del territorio garfagnino e della Valle, tra foreste incontaminate e vette che superano i 2.000 metri, borghi e riserve naturali che si rivestono di calde tonalità date dal foliage, lo splendido spettacolo delle foglie che cambiano tonalità e lasciano andare il verde intenso dell’estate.

Una volta rientrati in hotel dopo una giornata in pieno stile autunnale, è stupendo lasciarsi coccolare nella Beauty Spa del Resort che dispone di piscina interna e bagno turco oppure, per rilassamento e rigenerazione totale, provare uno degli esclusivi trattamenti proposti a base di vinacce di produzione locale.  


Hotel Lamm

Circondato dall’incomparabile scenario delle Dolomiti l’Hotel Lamm di Castelrotto è un piccolo diamante incastonato alle pendici dell’Alpe di Siusi, al centro di un paesino medievale. Dopo un attento restyling che ha saputo conciliare il fascino della tradizione con un design moderno, elegante e unico, l’hotel, la cui struttura risale al 1670, è diventato una meta prediletta per gli amanti del relax e della vita attiva di montagna. 

All’ultimo piano dell’hotel si trova una spettacolare oasi spa: un’ampia e raffinata area wellness con sauna finlandese, biosauna, bagno turco, docce esperenziali, zona relax con lettini di cirmolo indoor e outdoor, e un ampio menù di trattamenti benessere per ritrovare l’armonia di corpo e mente, recuperare le energie e la forma fisica, depurarsi, o semplicemente regalarsi qualche coccola tutta per sé e lasciare liberi i pensieri.  Inoltre, dalla spa una scala in pietra conduce sulla terrazza dove si apre una grande piscina a cielo aperto con temperatura constante di 30°, affacciata sui tetti di Castelrotto e sulle splendide cime dolomitiche.


Bonfanti Design Hotel 

L’hotel si trova a Chienes, in Val Pusteria e si presenta con un look tutto nuovo con il quale è pronto a inaugurare l’inverno. Un abito progettato e ridisegnato per regalare a tutti un’esperienza unica fatta di emozioni, comfort, relax e buon gusto.

Anche il centro wellness indoor ha effettuato un restyling, con tre nuove sale e cabine beauty e un’accogliente zona relax con tanto di caminetto. Sono state rinnovate le piscine, le saune, il bagno turco, le vasche whirpool, il percorso Kneipp, e la sala fitness. La novità assoluta è l’esclusiva snow room, un luogo speciale dove lasciarsi avvolgere dalla magia dei paesi nordici ricreata grazie alla neve (vera), che ricopre pareti e pavimento e scende a fiocchi leggeri leggeri, e alla temperatura che può raggiungere anche i -10°. È l’alternativa soft al bagno di reazione freddo dopo la sauna.

Da non dimenticare anche il bellissimo ed esclusivo laghetto balneabile, un’oasi di benessere di 300 mq immersa con una vista privilegiata sulle cime e il cielo azzurro. Accanto, una spettacolare sauna esterna che lascia davvero a bocca aperta.


Immagine di copertina: Palazzo di Varignana

Ritratto di un giovane attore: Sebastiano Kiniger

Ha origini trentine il giovane Sebastiano Kiniger e la sua storia inizia proprio nella città di Rovereto, un luogo di rifugio nei lunghi mesi del lockdown ma anche un posto da cui scappare da giovanissimo, per trovare la sua strada all’estero prima nel teatro e poi nel cinema. Nella nostra intervista ci racconta sottovoce la sua storia, un viaggio che inizia in Italia per poi arrivare in India e tornare infine a Roma, una città che gli ha dato tanto e continuerà a farlo…


Come è avvenuto il tuo primo approccio con la recitazione?

Ho scoperto il mondo del teatro durante l’infanzia, prima con le recite a scuola e poi al liceo. Questa passione è maturata dentro di me sin da subito così dopo gli studi ho iniziato a studiare recitazione prima in Italia e dopo a Parigi alla scuola Jacques Lecoq, più incentrata sul teatro fisico. Quel periodo mi ha permesso di conoscere una realtà completamente diversa e sono cresciuto molto dal punto professionale e personale, mentre ero in Francia mi sono avvicinato anche alla fotografia, e ho iniziato a scattare per strada scoprendo anche la passione per la street photography. È stato da lì che ho iniziato a pensare di portare la recitazione davanti alla macchina da presa. A Londra invece ho lavorato in una compagnia teatrale, e poi è arrivato il primo ruolo in tv in the Durrels.

Raccontami del tuo personaggio nella serie Netflix 56k…

Questa serie è stata girata nel pieno del secondo lockdown e mi sono innamorato da subito del personaggio perché è un uomo molto contemporaneo. Enea riflette valori e temi molto legati alla nostra società come il rispetto della figura della donna. Lui riesce ad ascoltare e apprezzare la sua compagna avendo con lei un rapporto prioritario, sarebbe disposto a fare di tutto anche se questo significasse perderla. 



Nel tuo ambito lavorativo la figura femminile è vittima ancora molti svantaggi come spesso sentiamo?

Purtroppo anche nell’ambito del cinema la figura femminile subisce numerosi torti. Sulle pari opportunità c’è ancora da lavorare.

A quale dei personaggi interpretati fino ad oggi sei più legato?

Oltre ad Enea in 56k anche il personaggio nei Durrels mi è molto caro, una personalità molto turbolenta. Questa caratteristica si avvicina anche al mio carattere, spesso interpreto personaggi taglienti e poco sereni. 

Come ti senti oggi?

Sono turbolento nell’anima, vicino al fuoco. Faccio fatica a trovare la calma anche se la cerco tutti i giorni. Penso derivi dal fatto che ho perso uno dei miei genitori da adolescente e questo mi ha fatto sentire davvero spiazzato per molto tempo. Ho avuto bisogno di trovare un’identità fuori dalla mia società e scappare da brutti ricordi, in questo senso andare all’estero è stata anche la mia salvezza.



Hai vissuto molto all’estero, quale destinazione ti ha colpito di più? 

Ho avuto la fortuna di scoprire l’India grazie alla mia compagna, lei è originaria di New Dheli e poi si è trasferita a Londra per lavoro. Ogni giorno continuo a conoscere nuovi aspetti dell’India e ci tornerò anche a Natale. Sono appassionato anche del loro cibo, adoro la cucina indiana. 

Parlando di musica invece cosa ti piace ascoltare?

Ho scoperto l’hip hop a Parigi, a Londra la techno. Nell’ultima settimana sto ascoltando Damn di Kendrick Lamar.

Altra fonte di ispirazione è Colors, uno studio di registrazione con base a Berlino che ospita vari artisti ad esibirsi nei loro spazi, è il mio canale di riferimento su YouTube per la sua estetica molto minimale e un suono pulito.

Il tuo rapporto con la moda…

Ho iniziato ad interessarmi alla moda una volta uscito dal liceo, facendo i primi lavori mi sono divertito l’ho sempre vista come un gioco. Il modo in cui vesto è molto importante perché mi fa sentire bene. Ho uno stile minimal molto vicino al mood londinese, vivendo lì ho assorbito un po’ la loro impronta. Un capo che non può mancare in questa stagione è il cappotto lungo monocromatico sui toni del marrone caldo. 

Cosa ti aspetti dal futuro, dove ti vedi tra qualche anno?

A Roma, spero che la mia carriera mi dia l’opportunità di lavorare in ambito internazionale con l’intento di costruire una carriera in Italia e all’estero. Un percorso che rifletta chi sono e che mi dia l’opportunità di viaggiare. Per il resto ci sono nuovi progetti in ballo ma è ancora presto per parlarne. 

Sebastiano Kiniger

Photographer: Erica Fava

Make-up: Marialivia Igliozzi @makingbeauty.management

Location: Istituto Superiore di fotografia

Assistenti: Laura AurizziValeria Demofonti

Sui banchi di scuola con il giovane attore Simone Casanica

Già interprete in numerose serie e film, il ventenne Simone Casanica veste proprio in queste settimane i panni di Giulio, alunno al Liceo Leonardo Da Vinci di Roma nella nuova fiction di Rai 1 Un professore. Serio, ordinato e studioso, apparentemente l’allievo e il figlio che tutti vorrebbero avere. Ma cosa si cela dietro quest’immagine? Scopriamo qualcosa in più su di lui anche al di fuori del suo ruolo sul set…

Come ti avvicini ai personaggi che devi interpretare?

Cerco di recitare il mio personaggio, trovando delle similitudini tra chi sono e chi interpreterò, affinché venga riportato sullo schermo una scena quanto più reale possibile.

Raccontaci del tuo personaggio nella serie “Un professore”.

Giulio è un ragazzo molto introspettivo, vive un conflitto con se stesso che lo porterà ad un’enorme evoluzione all’interno della serie.
Con l’aiuto di Dante (il professore interpretato da Alessandro Gassamann) riuscirà a rompere delle barriere che all’inizio sembravano insormontabili.

La serie ha come protagonista un prof. del liceo. Tu che tipo di studente sei stato?

Diciamo che Giulio è uno studente modello mentre io non lo sono mai stato, ho studiato al liceo Classico e me la sono sempre cavata con il minimo sforzo.



A quale dei personaggi interpretati fino ad oggi sei più legato?

Certamente Giulio è il personaggio che mi ha regalato più emozioni.
Avere l’opportunità di interpretare un personaggio tanto diverso quanto simile a me è riuscito a farmi scoprire lati del mio carattere a me sconosciuti fino ad ora.

Un modello d’ispirazione?

Sin da piccolo ho avuto sempre e solo un punto di riferimento: Jack Nicholson. Ho sempre cercato di rubare dettagli dalle sue interpretazioni magistrali. Da mostri di questo calibro si può solo osservare e imparare.

Come ti sei trovato con i colleghi sul set? Hai mai percepito aria di competizione?

Abbiamo sin da subito cercato di essere il più affiatati possibile e col passare del tempo, sul set, abbiamo costruito un rapporto meraviglioso.
Questo è anche merito del regista Alessandro D’Alatri e da tutti i professionisti che hanno lavorato per mettere in piedi questo viaggio stupendo.

Colgo l’occasione per ringraziare tutta la troupe che ha investito tantissime energie per sorreggere questo meraviglioso progetto.



Quali passioni o hobby ti piace coltivare al di fuori del lavoro?

Una mia grande passione è la musica. Il cantautorato italiano è il mio preferito. Infatti nel tempo libero mi piace dedicarmi al canto e a suonare la chitarra.

Cosa ti aspetti dal futuro? Dove ti vedi tra qualche anno?

Ovviamente spero di consolidare sempre di più il mio percorso all’interno di questo mondo meraviglioso. So che ci vorrà tanto impegno, dedizione e tanta umiltà ma è il sogno della mia vita e sono contento del cammino che sto percorrendo.

Photography: Francesco Guarnieri

Dove mangiare in un weekend autunnale

Dove mangiamo nel week end? È una delle domande più comuni da quando ci siamo lasciati alle spalle molte limitazioni dovute al lockdown. Durante il fine settimana, soprattutto chi resta in città o vuole spostarsi il minimo indispensabile è sempre alla ricerca di pranzi, aperitivi o cene (anche meglio se con vista panoramica). Per iniziare bene l’autunno ecco qualche spunto per vivere delle vere esperienze gastronomiche, tra nuove insegne e indirizzi classici della tradizione.

Il pranzo sul lago da Momi 

A Blevio, suggestivo borgo sito sulla sponda orientale del Lago di Como, si trova la terrazza panoramica del ristorante Momi, location perfetta per un’esperienza gastronomica locale di grande emozione. Lo storico ristorante è guidato da Andrea Dotti, da tutti conosciuto come “Momi”, uno chef eclettico e solare che da anni abbina la sua passione per il lago con le origini toscane. La filosofia in cucina è all’insegna della semplicità, direttamente all’orto alla tavola. Troverete sapori semplici e salutari che valorizzano il territorio e le eccellenze del Lago di Como. La proposta gastronomica infine esalta i piatti della cucina classica italiana in una fresca contaminazione con i prodotti del lago e della provincia.

L’ora dell’aperitivo al Tàscaro

Il Tàscaro è il primo Bacaro veneziano a Milano che riapre le sue porte nella nuova sede in via Thaon di Revel uno dei quartieri culturalmente più attivi del capoluogo: Isola. Sembrerebbe di essere a Venezia, in uno dei localini storici quasi invisibili tra le calli dove i veneziani si fermano a fare “quatro ciacole” in compagnia, uno di quei posti che i turisti non si filano a dispetto dell’autenticità e del dialetto che aleggia tra uno spritz e un “dame un’ombra de bianco”. Ed è proprio così che funziona: una moltitudine colorata di cichéti con baccalà, saor e tramezzini che qui si chiamano proprio Tàscari, vino bianco o rosso e tutti i tipi di Spritz possibili da quello al Select, l’originalissimo veneziano, ai più celebri con Aperol o Campari.

Una cena creativa da El Ganassin

Una terrazza da vivere in ogni stagione nel cuore di Milano, in zona Washington-Solari. Nasce dalla volontà di creare una cucina creativa contemporanea, come ci racconta Feng Ye, proprietario e imprenditore nel mondo della ristorazione milanese da oltre venti anni.

La cucina è guidata da un giovane Chef di Milano, intende proporre piatti della tradizione lombarda con contaminazioni orientali come ad esempio i Dimsum, vale a dire i casoncelli tradizionali, chiusi come tipici ravioli cinesi, impiattati con alga wakame e salvia essiccata, e irrorati con delicato brodo dashi; la cuboletta alla milanese con verza saltata, cipollotti brasati e salsa tonkatsu o dessert come Tea-ramisù.

Un dopo cinema da Miro Osteria

Situato all’interno di uno dei primi cinema d’Italia, Miro- Osteria del Cinema è un’osteria ricavata su due livelli nello spazio che negli anni ’30 era destinato al palco, ai camerini degli artisti e alle luci del Cinema d’Annunzio. Una grande quinta illuminata accoglie chi entra, vero e proprio sipario di un cinema. Divertente e frutto di ricerca è il menu (inserito nel contenitore di un dvd) che prende spunto dai film più famosi e si intreccia dagli antipasti al dolce con i nomi tipici del linguaggio cinematografico, dal prologo per gli antipasti, passando per primo e secondo tempo, all’epilogo per i dolci. Da scoprire adesso per tornare poi durante la bella stagione, è il Giardino Segreto, un cortile interno nascosto che fa parte del complesso dell’antico convento benedettino del 1496.

Un drink sul Naviglio da GRAMM Café

Perdersi nella meravigliosa ed intramontabile cornice dei Navigli di Milano, per ritrovarsi seduti a sorseggiare un drink in un luogo dove il tempo lascia spazio alle emozioni, un inaspettato preludio di un’esperienza sensoriale e antropologica dalle mille sfaccettare. Nato nel luglio del 2018 dalla tenacia di Niccolò E Giacomo Mazzucchelli assieme a Eda Akman e il loro team, il GRAMM café è un cocktail bar con un tocco in più; ambienti scaldati da luci soffuse e arredi ricercati e dal sapore vintage che strizzano l’occhio alle botteghe di una volta, ma anche una forte componente musicale, cosi In un angolo a voler dominare la scena, ma con discrezione, si può scorgere un antico grammofono, un simbolo di rivoluzione sociale ed energia, la stessa che qui si vive ogni giorno e che ha ispirato il suo nome.


Edoardo Purgatori: dal sogno di Ozpetek al cinema impegnato per le nuove generazioni

Si può dire che Edoardo Purgatori abbia seguito quasi letteralmente le orme dei genitori, con la madre attrice e storica dell’arte e il padre giornalista d’inchiesta. Negli anni riesce a conservare valori antichi e passione artistica con l’eleganza e il savoir-faire di un attore d’altri tempi. La sua formazione teatrale, anche oltreoceano, gli permette di conquistare il panorama televisivo e il grande schermo, dove spicca nella storia italiana “Quando corre Nuvolari”, approdando poi nel cast de “La Dea Fortuna” e “Le Fate Ignoranti” – la serie – selezionato da uno che non ha mai sbagliato un colpo in fatto di scouting di giovani promesse: Ferzan Ozpetek. Inoltre, lo vedremo anche come protagonista di un film contro il bullismo: “Ikos” di Giuseppe Sciarra…



L’ultima volta che ci siamo sentiti su Manintown era l’inizio del secondo lockdown. Cosa è cambiato nel frattempo?

È stato un periodo difficile ma ho continuato a lavorare tanto! A breve mi vedrete nel cast della serie Le fate ignoranti (tratta dal film cult di Ferzan Ozpetek) che uscirà la prossima primavera. Interpreto il ruolo di Riccardo , precedentemente interpretato da Filippo Nigro nel film. Sarà una delle prime serie di Disney + Star.

Visto il grande successo del film c’è stata un po’ di ansia da prestazione nel girare la serie?

Non posso negarlo, del resto è stato un film di grandissimo successo. A distanza di 20 anni, la tematica dell’omosessualità è più sdoganata, in questo senso penso ci sia stata più leggerezza nell’affrontare e proporre alcune scene. 

Come prosegue con il teatro, altra tua grande passione?

Al momento si svolgono le prove per uno spettacolo che girerò per la rassegna TREND. Stiamo realizzando un testo inglese di drammaturgia contemporanea, Girl in the machine. In questa avventura mi accompagna anche Liliana Fiorelli. In seguito riprenderà anche la Tournè di Mine vaganti a Dicembre, precedentemente interrotta per il covid.



E poi sempre tanto cinema…

Esatto, mi vedrete nel film di Mainetti con un cameo dove interpreto un soldato tedesco. Poi sarò con Paolo Virzi in Siccità, un film corale ambientato a Roma.  Ancora, nella produzione di Veronesi che mi vedrà protagonista insieme a Pilar Fogliati. Questo film che Giovanni ha scritto con lei mette in scena una serie di episodi sempre ispirati alla città di Roma.

Come prosegue invece la vita da papà?

Sono diventato padre in un periodo davvero difficile, ma ci ha portato fortuna. È un’avventura meravigliosa da bilanciare con tanti impegni e non vedo l’ora di fare il bis…

Sei tra i protagonisti del nostro numero dedicato alle nuove generazioni. Un giovane attore che reputi promettente?

Oggi rispetto al passato ci sono più possibilità di lavoro anche per i giovanissimi. Tra i ragazzi più in gamba cito Giulio Pranno, Gabriel Montesi (con cui ho lavorato nel film di Virzì) e ancora Jacopo Antinori. 

Tra le ragazze: Lia Grieco, scoperta nella serie Netflix Luna Nera.



Sempre in questo numero parliamo di places, tu che tipo di viaggiatore sei?

Decisamente avventuroso, il viaggio è sempre stato una parte integrante della mia vita. Ho un animo nomade e viaggiare è sinonimo di scoperta di vita.

Una destinazione insolita che ci consiglieresti? 

Perù, decisamente una grande scoperta. Poi Cuba, ma non nelle tratte classiche, da vivere con zaino in spalla per scoprire la cultura dei paesi meno noti.

Il tuo desiderio per il futuro?

Continuare a lavorare come oggi con persone che stimo profondamente e magari arrivare a realizzare la regia di un film. Un altro figlio/a, l’avevo già detto? (ride ndr)


Photography by Davide Musto 

Styling by Rosamaria Coniglio 

Grooming Giulia Mariti – Making Beauty Management 

Location Villa Egeria – Appia Antica 

Photographer Assistants Dario Tucci, Edoardo Russi and Valentina Ciampaglia 

Styling Assistant Federica Pannetti 

Edoardo Purgatori wears Paoloni 

Special thanks Rocco Panetta | Ganesh Poggi Madarena

COVER: Coat and pants| Paoloni Shirt | Alessandro Gherardi

Federico Cesari: “Mi metto alla prova e vi stupirò”

Abbiamo conosciuto Federico nel ruolo di Martino in “SKAM Italia”, che ha aperto le porte dell’Olimpo agli attori più amati dalle nuove generazioni italiane. Questa nuova stagione cinematografica lo ritrae come protagonista di un nuovo progetto, diretto da Francesco Bruni e tratto dal libro Premio Strega Giovani 2020 Daniele Mencarelli “Tutto chiede salvezza” che ci mostra in una rappresentazione forte e allo stesso tempo fragile il ritratto di questa nuova generazione attraverso la cruda esperienza dei trattamenti medici obbligatori. Lo vedremo poi nel primo film italiano Amazon Original, “Anni da Cane”, diretto da Fabio Mollo, e il prossimo autunno su Amazon Prime Video.

Su Manintown ti abbiamo scoperto quando interpretavi il ruolo di Martino Rametta in Skam. Cosa è successo in questo anno e mezzo?

In questo anno e mezzo è successo tanto perché sono maturato molto e ho affrontato progetti che mi hanno aiutato a capire ancora di più questo lavoro. Non si smette mai di imparare, continuo a seguire nuovi lavori dai quali apprendo molto e mi auguro che sia sempre così. Sto lavorando a progetti che mi hanno permesso di cimentarmi in storie e dimensioni che sono totalmente lontane da me ma che mi permettono, grazie all’esperienza indiretta, di viverle e quindi di crescere. 



Cosa puoi dirmi del tuo ruolo in Anni da cane?

In Anni da cane ho un ruolo diverso da quelli che ho sempre interpretato perché nonostante sia sempre un adolescente, il personaggio è molto ben caratterizzato. Nel film il personaggio è fortemente caratterizzato dal suo impaccio, dall’ incapacità e timidezza nel comunicare i sentimenti e questo motivo lo porta a sviluppare un modo di relazionarsi diverso da quello dei suoi coetanei. 

Un ruolo che vorresti interpretare?

Non ne ho uno specifico, ne vorrei uno che mi metta alla prova, anche se sono contento di quelli che ho avuto fino ad ora. In generale mi appassiono molto ai personaggi più diversi da me, che mi portano ad uscire fuori dal mio.

Sei tra le new faces del nostro nuovo numero cartaceo insieme ad altri giovani talenti, chi apprezzi particolarmente tra le nuove generazioni?

Sono contento che si stia dando spazio ai nuovi talenti e alle giovani promesse perché possono dare tanto e, se messi alla prova, possono maturare moltissimo arrivando a regalare bellissime emozioni al pubblico ma anche al nostro cinema. Chi apprezzo particolarmente lo tengo per me…



Parallelamente alla carriera di attore come proseguono gli studi universitari?

Gli studi universitari procedono un po’ a rilento per via degli impegni lavorativi che sto avendo in questo periodo. È importante arrivare al momento di una scelta e io l’ho fatta. Questa è stata fatta come parte di un processo di maturazione nell’ultimo anno e mezzo e per adesso sono soddisfatto del percorso fatto finora compatibilmente con il lavoro che ho intrapreso. Se valuto esclusivamente il mio percorso accademico senza metterlo in relazione al mio lavoro si creano delle aspettative che non vengono soddisfatte per forza di cose perché non ho tempo ed energie piene da dedicare all’università. Da un certo lato mi dico di aver fatto il massimo, dall’altro lato se la mia vita dovesse essere il percorso da medico, dovrò sicuramente recuperare della strada. 

Il tuo motto?

Non ho un motto preciso, cerco sempre di mettermi in gioco per superarmi e stupirmi ogni volta ma senza dimenticare da dove sono partito ossia dal divertimento e dalla bellezza che c’è nel mio lavoro cercando di non focalizzarmi solo sul fatto che sia un lavoro e quindi bisogna ottenere dei risultati a tutti i costi. Ci sono periodi in cui le aspettative non sono raggiunte ma questo fa parte del processo. 

Prospettive per i prossimi mesi?

Nei prossimi mesi tanto lavoro e tanta concentrazione. Sto affrontando un progetto bellissimo di cui sono molto felice e che mi sta facendo scoprire parti di me che non conoscevo. Molto faticoso, ma che spero possa dare tanto alle persone. Al momento è l’unico focus e vorrei che anche in quelli successivi ci siano molte soddisfazioni, perché ce la sto mettendo tutta. 


Photographer Davide Musto

Fashion Director Rosamaria Coniglio

Grooming Cosimo Bellomo

Photographer Assistants Dario Tucci and Edoardo Russi

Styling Assistant Cecilia Fefè

Look cover DROME | Radà accessori

Le fragranze per la casa da avere questo autunno

Mai sottovalutare il potere dell’aromaterapia: profumare la casa con fragranze che stimolano i sensi e riequilibrano il benessere fisico ed emotivo, può essere un modo per aiutarci a viverla ( e vivere) al meglio. Inoltre, l’atmosfera dei profumatori per ambiente e della luce delle candele è una coccola che ci meritiamo, alla fine di una giornata stressante o nei momenti di relax durante il fine settimana. Quale scegliete questo autunno?



Autumn sunset – Yankee Candle

Per godere degli ultimi istanti di uno splendido tramonto autunnale con profumi caldi e attraenti che rievocano il legno di cedro e di sandalo. Perfetta per regalarci un momento di serenità a fine giornata.



Volcanic Purple – Millefiori Milano

Volcanic Purple è una fragranza elaborata con vibranti note di testa ispirate al bergamotto, alla pera e al lampone, abbracciate da radiose sfumature fiorite. Le delicate note che evocano il patchouli, il cashmeran e il muschio bianco creano un ricco accordo di fondo. Le lussuose sfumature olfattive e l’intrigante colore aggiungono un tocco distintivo a ogni spazio.



Smoked walnut & Maple – WoodWick

Un infuso ipnotizzante di aromi di acero dolce e noci tostate, cosparso da una spolverata di cannella. Smoked Walnut & Maple è una miscela piccante, bilanciata dalla nota secca del legno affumicato che crea immediatamente un’atmosfera di calore in casa.



Feelings Collection – YNot?

La Feelings Collection, composta da 5 fragranze realizzate con ingredienti naturali, nasce per riscaldare l’atmosfera degli ambienti con rasserenanti abbracci olfattivi. Il profumo inebriante del gelsomino che sa , l’eleganza rara e naturale del geranio, la fragranza classica del muschio bianco si intrecciano fra loro e con le note legnose del sandalo e dei chiodi di garofano emanando un profumo intenso e suggestivo.



Sicilian sunrise – & Other Stories

Un trionfo di limoni appena raccolti galleggia sul calore del legno di cedro e del muschio, con in lontananza la frizzantezza del Mar Mediterraneo. Petali di gelsomino salutano l’alba, mentre i ribes rossi si accendono al loro risveglio, invitando a un’atmosfera serena.

Ca’ di Dio: storia di una casa Veneziana diventata hotel di lusso

La storia del Ca’ di Dio ha inizio nel 1272, un palazzo che guarda il Bacino di San Marco e negli anni ha vissuto vite diverse, senza mai perdere la sua vera anima. Da alloggio per pellegrini di passaggio verso la terra Santa a luogo che accoglieva donne in difficoltà rimaste sole. Nel 1544 i Procuratori de San Marco de supra avviano un completo rinnovo della struttura, incarico che affidarono al celebre Jacopo Sansovino. Oggi, la vocazione di profonda ospitalità trova la sua massima espressione nel restauro avvenuto ad opera dello studio dell’architetto e designer di fama internazionale Patricia Urquiola. La riqualificazione trasforma l’antica “casa” nel nuovo hotel che racchiude fascino e storia, celebrando la città che lo ospita fin dalle origini.



La struttura stessa dell’edificio rappresenta un unicum per la città di Venezia accogliendo al suo interno tre corti interne, che diventano oasi di pace e tranquillità, rifugi naturali in cui ritrovare il proprio tempo, dopo una giornata trascorsa a visitare la città, le mostre, i festival e le fiere, immersi nella sua vita scandita dallo scorrere dell’acqua e degli appuntamenti internazionali di cinema, arte, cultura e architettura. 

È un progetto in cui Alpitour World ha creduto fortemente” afferma Gabriele Burgio, Presidente e AD del Gruppo. “Un investimento che abbiamo portato avanti, senza rallentare, nonostante il difficile periodo. Come prima realtà italiana nel mondo dei viaggi e dell’ospitalità, abbiamo il dovere morale di sostenere il turismo e spenderci in prima battuta per il nostro Paese. Questa giornata è per noi un nuovo inizio, un simbolo che vogliamo condividere e che racchiude in sé il valore della memoria e l’energia del futuro.”



Gli ospiti possono accedere a piedi dall’ingresso principale posto sulla riva omonima o direttamente in taxi attraverso la “porta d’acqua”. All’interno una lobby ricavata dall’antica chiesa, illuminata da un lampadario di oltre 14 mila cristalli in vetro di Murano – realizzato come da tradizione vetraria propria della città – volto a riprodurre tre vele che rispecchiano la forma e il movimento sinuoso delle sedute sottostanti: ne nasce un immediato senso di accoglienza e fresca ospitalità. Una reading room dove ritirarsi per cercare un momento di intimità e privacy, un bar e una corte, la principale, che diviene il luogo perfetto durante la bella stagione per sorseggiare e gustare il menù e le sue specialità; la corte è uno spazio aperto a tutti non solo agli ospiti dell’hotel.



Ogni spazio presenta una ricercatezza materica caratterizzata da tessuti, vetri, pietre e marmi, lavorati nel rispetto delle tradizioni delle maestranze locali. A completare la narrazione di quella che appare come una “casa veneziana” dall’intima ospitalità, le due altane, da cui ammirare tutta Venezia, e i tre giardini ricavati dalle corti e oasi di pace in cui riconnettersi a sé stessi e all’ambiente circostante. 



Ca’ di Dio dispone di 66 camere, di cui 57 Suite e 9 Deluxe: la maggior parte affacciano sulla laguna, con vista sull’isola di San Giorgio e sul Rio Ca’ di Dio. Presentano boiserie tessili e cornici in legno, che riquadrano le finestre, quasi a sottolineare la relazione fra interno ed esterno, lampade disegnate su misura, soffiate dai maestri dell’arte vetraia: anche nelle camere, ogni dettaglio si inserisce delicatamente nel contesto e viene riscritto in chiave contemporanea. 



Dopo Roma e Taormina, Ca’ di Dio rappresenta l’ultimo luxury hotel della collezione VRetreats, brand di VOIhotels: ogni struttura ha la sua personalità, intessuta di storia, arte e cultura italiana. Presenta elementi differenzianti che rendono l’hotel unico rispetto agli altri: non c’è lusso fine a sé stesso, ma un’identità forte e chiara, la volontà di celebrare la bellezza della destinazione attraverso le atmosfere, le esperienze e in ogni gesto di accoglienza.

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