Il binomio vino e architettura in tre esempi d’autore

Ogni vino ha la sua storia. Una storia che parte da lontano, che lega indissolubilmente uomo e territorio. In Italia, negli ultimi vent’anni, nuovi modelli di bioarchitettura hanno caratterizzato l’accoglienza enoturistica all’insegna della funzionalità e sostenibilità.

Tenuta Castelbuono
Tenuta Castelbuono

Valorizzare il vino, una vera e propria impresa artistica

Il settore vinicolo, inserito in scenari globali, è caratterizzato da differenze nell’organizzazione delle filiere, che si sviluppano in diverse aree geografiche. Valorizzare il vino e il suo territorio è davvero come fare un opera d’arte, infatti creare un’atmosfera che faccia vivere profumi, colori, sapori dei prodotti vinicoli, non è da tutti: richiede una particolare sensibilità olistica secondo moderni criteri di bioarchitettura, non solo con l’obiettivo di recuperare o riqualificare le strutture vinicole preesistenti, ma di creare edifici ex novo attraverso materiali ecologici e innovative metodologie, con particolare attenzione al risparmio energetico e alle valutazioni bioclimatiche locali.

Le cantine diventano cosi “luoghi speciali”, a basso impatto ambientale, integrate perfettamente con il territorio, e a volte, mimetizzandosi per i colori scelti e i materiali utilizzati, creano precise atmosfere collegate alla produzione: sono la realizzazione, secondo le teorie dell’architetto Christian Norberg Schulz, dello “spirito del luogo”, che fa convivere vino e attività umana. Numerose archistar si sono dedicate nel tempo alla progettazione di edifici legati non solo ai processi di produzione, ma anche a zone dedicate all’ospitalità, come wine shop e aree di degustazione. La scelta di affidare a importanti architetti questo compito deriva dalla volontà di trasmettere tutte le qualità delle attività vinicole e la loro tradizione, attraverso forme e valorizzazione degli spazi.

Vino e architettura: un viaggio tra sapori e atmosfere di design

Iniziamo il nostro viaggio immaginario tra le sinuose colline maremmane, precisamente nel comune di Gavorrano, con la prima cantina progettata da Renzo Piano: Rocca di Frassinello. Il complesso si estende su 500 ettari ed è costituito da La Torre, in cui protagonista indiscussa è la luce: qui un articolato sistema di specchi cattura e riflette la luce naturale nella barricaia ricavata nella roccia ad una profondità di 50 metri, in cui riposano circa 2000 barrique. In superficie invece è presente un moderno pavillon, adibito a eventi, degustazioni, congressi ed esposizioni. La struttura, sobria e elegante, è caratterizzata da profili in acciaio satinato e vetro, ampliata da una terrazza in cotto di oltre 5 mila mq, che lo stesso architetto ha denominato “Il Sagrato”.

Rocca di Frassinello Renzo Piano
La struttura di Rocca di Frassinello, opera di Renzo Piano

Tenuta Castelbuono e Khamma Donnafugata, architetture al servizio del terroir

Ci spostiamo in Umbria, tra i comuni di Bevagna e Montefalco. Qui ha sede la Tenuta Castelbuono, composta da 30 ettari vitati in cui si erge la famosa cupola de Il Carapace, una struttura ellittica in rame, emblema del vincente binomio tra architettura e scultura, condotto con lungimiranza dall’architetto Giorgio Pedrotti e dal maestro Arnaldo Pomodoro. Arte e natura dialogano silenziosamente, anche grazie alla particolare conformazione della cupola incisa da crepe, che ricordano i solchi della Madre Terra.

Terminiamo il nostro viaggio con la Cantina Khamma Donnafugata a Pantelleria, ultimo avamposto prima della costa africana, progettata dall’architetto milanese Gabriella Giuntoli, inserita in 68 ettari di vigneti dislocati in 16 contrade. La struttura, dall’aspetto tipicamente pantesco, è un piccolo gioiello sostenibile,
inserito perfettamente in un anfiteatro naturale terrazzato, in un paesaggio caratterizzato dalle tipiche viti ad alberello e muretti a secco in pietra lavica, che fanno parte del patrimonio dell’umanità Unesco e contribuiscono a prevenire l’erosione del suolo tutelando paesaggio e biodiversità.

Questi solo alcuni – eccellenti – esempi di come ogni spazio, attentamente studiato, sia frutto di un’architettura al servizio del prodotto e del visitatore, coinvolgendo tutti i sensi e offrendo spunti di riflessione sulle potenzialità dei luoghi, proposti in forme e strutture raffinate, capaci di suscitare esperienze olistiche che sappiano di futuro. Il nostro.

Donnafugata cantina
Cantina Khamma Donnafugata

Nell’immagine in apertura, Tenuta Castelbuono, a Bevagna (PG)

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