Suggestioni etno-chic per un nuovo codice metropolitano

Photographers: Giovanni Gori and Andrea Aldrovandi for Total Black (www.total.black) INSTAGRAM @giovannigori & @andre.aldrovandi

Stylist: Stefano Guerrini INSTAGRAM @stefano_guerrini

Stylist Assistant: Paolo Sbaraglia INSTAGRAM @paolosbaraglia

Stylist Assistant: Laura Bellini INSTAGRAM @lallaurabellini

Stylist Assistant: Chiara Buccelli INSTAGRAM @chiarabuccelli

Make Up Artist: Kim Gutierrez INSTAGRAM @elijagutierrez represented by Studio Repossi INSTAGRAM @studiorepossi

Hair Stylist: Matteo Bartolini INSTAGRAM @bartolinimatteo; Eleven Australia @elevenaustralia @elevenaustralia_italia

Make Up Artist assistant: Cecilia Olmedi INSTAGRAM @ceciliaolmedi

Model: Lucas Barski INSTAGRAM @lucasbarski

Models Agency: I love models Management INSTAGRAM @ilovemodelsmngt

Model: Bartek Raniewicz INSTAGRAM @769bartek

Models Agency: Independent Management INSTAGRAM @independent_mgmt

Model: Ryu Usuda INSTAGRAM @ryu_model

Models Agency: Brave Model Management INSTAGRAM @bravemodels

Model: Tommy Kristiansen INSTAGRAM @xristiansen

Models Agency: Independent Management INSTAGRAM @independent_mgmt

Photo Editor: Matteo dalle Carbonare INSTAGRAM @matteodalle

Production Manager: Larissa Barton INSTAGRAM @larissbarton

Make-up credits: Mac Cosmetics @maccosmetics @maccosmeticsitalia;


Editorial: atmosfere denim

Photographer: Filippo Thiella (@filippothiella)

Ass. Ph: Matteo Triola

Stylist: Stefano Guerrini (@stefano_guerrini)

Grooming: Giulia Severgnini (@giulisevergnini)

Styling and set assistants: Paolo Sbaraglia (@paolosbaraglia) Ilaria Taccini (@ilariataccini) Sara Latella (@sarallatella), Laura Grandi (@laugrandi)

Models: Wieger Raven (@wiegrraven) @elitemodels

Felix Lindskog @nextmodels @felixlindskog_









Andrea Offredi: il messaggero di Maria torna a fare il modello per Man In Town

Fotografo: @alissonmarks_photographer

Styling: Stefano Guerrini @stefano_guerrini

Assistenti: Giulia Basile e Laura Grandi @giuliabras e @lauragrandi

Grooming: Francesca Lana @lanaf_makeup

Model: Andrea Offredi @Urbn Models @andrea.offredi

Ci sono trasmissioni televisive che regalano facilmente notorietà, e non vi devo dire io che fra queste ci sono sicuramente gli show che hanno per protagonista Maria De Filippi, capace come pochi a puntare i riflettori su figure spiritose, interessanti, complesse. Andrea Offredi, da ospite di uno dei salotti di Maria a presenza costante dello show del sabato sera per eccellenza, dove come messaggero degli inviti e delle buste della presentatrice ha saputo ritagliarsi un suo spazio, una sua costante televisiva. E per uno che ha iniziato per caso anni fa a fare il modello è un bel percorso, ricco di soddisfazioni, ma che Offredi spera porti a nuovi impegni e traguardi. Intanto con noi sul set ha deciso di giocare con la sua immagine, divertirsi un po’ e cambiare stile. I risultati sono davanti ai vostri occhi ed è indubbio che dietro la faccia da simpatico latin lover, Andrea nasconda molte sfaccettature, capaci di regalarci sorprese e in futuro, chissà, magari non solo sul piccolo schermo.

Come ti sei avvicinato al mondo dei media e della televisione e quale il momento più gratificante fino ad ora?
Al mondo della Tv più che avvicinarmici, sono stato avvicinato un po’ casualmente. Un autore mi notò anni fa, già lavoravo nel mondo della moda come modello a Milano, e mi fece un provino, andò bene e così ebbi l’opportunità di conoscere Maria De Filippi. Di momenti e ricordi gratificanti ne ho diversi. Il passaggio al sentirsi dire: ”Sei bravo” e non solo “Come sei bello”, per me è stato uno di quei momenti davvero gratificanti.



Te lo avranno chiesto in molti ma lavori da anni con una delle figure più famose della TV italiana, come ti trovi con Maria De Filippi?
So di essere molto fortunato e sono molto orgoglioso di lavorare per la signora Maria De Filippi. Mi piacerebbe lavorare ancor più a stretto contatto, per poter imparare di più da lei.



Cosa è l’eleganza per te? Chi è elegante?  
Eleganza per me significa sapersi comportare in ogni situazione con educazione e naturalezza. Elegante è chi ostenta meno di quanto ha e chi parla meno di quanto sa.

Cosa non può mancare dal tuo guardaroba e cosa ti piace indossare?
Ultimamente mi piace molto indossare pantaloni con le pence e magliette a girocollo e giocare a sdrammatizzare i miei outfit con sneakers colorate. Diciamo uno stile urbano non troppo sportivo, ma neanche troppo ‘dress up’. 




Città preferita e perché?
Città preferita è quella che ancora non ho visitato! Durante l’anno mi piace vivere in grandi città. La dinamicità delle metropoli mi fa sentire al centro del modo. 




La tua beauty routine, che prodotti usi?
Sono attento alla mia beauty routine. Cerco sempre di scegliere prodotti naturali. Di base per il viso uso detergente neutro e crema idratante. 


Total look Andrea Pompilio

Un libro, un disco, un artista da consigliarci?
Vi consiglio “Open. La mia storia” di Andre Agassi. Davvero una bella biografia. Mi piacciono storie come queste da cui si può imparare molto da un punto di vista umano, ma che sono anche, parlando di un grande campione, molto avvincenti. Vi consiglio due album diversi fra loro, ma di due nomi davvero top, “Playing the Angel” dei Depeche Mode e “Testing” di A$AP Rocky.



Sogni e progetti per il futuro?
Sogno di diventare milionario, anche se dicono che i soldi non fanno la felicità.

Stefano Sala, da modello a papà rock

Photographer: Umberto Gorra (@umbertogorra)

Creative Director: Gianmarco Chianese (@gianmarco_chianese)

Stylist: Stefano Guerrini (@stefano_guerrini)

Make-up & Hair: Francesca Lana (@fraa_elle)

Assistenti Stylist: Erna Džaferović (@ernadzaferovic), Aurelio Comparelli (@aureliocomparelli), Laura Grandi (@laugrandi)

Model: Stefano Sala (@stevenlivingroom) – URBN Models (@urbnmilan)

Ho il piacere di conoscere Stefano Sala da molti anni, da quando era agli inizi come modello e sognava di portare al successo la sua rock band! L’ho sempre trovato genuino, alla mano, simpatico e ritrovarlo dopo qualche anno ha riconfermato la mia idea e penso che il suo ruolo mediatico, l’aver partecipato a trasmissioni tv molto seguite, esser stato protagonista di gossip di cui si è parlato nei giornali di settore, non lo abbia cambiato molto. Quando è arrivato sul set per scattare queste foto è stato gentile con tutti, scambiando chiacchiere con ognuno dei presenti, non ha lesinato battute e risate. Ho la certezza che questo suo essere così spontaneo gli venga da solidi affetti familiari e dall’aver costruito così giovane un’altra familia, Stefano parla sempre dei suoi figli, ci mostra le foto, ci racconta piccoli aneddoti, e la luce nei suoi occhi è quella di uno che non vede l’ora di tornare a casa e abbracciarli. Mi ha fatto piacere incontrarlo di nuovo, e trovo anche che le foto realizzate mettano in evidenza la sua perfetta padronanza della macchina fotografica, del mezzo che gli ha dato il successo.



Come sei diventato modello e quale è stata l’esperienza più bella che hai fatto in questo settore?

Son Diventato modello circa undici anni fa, quasi per caso, perché un agente di moda era in vacanza sul lago di Como e mi vide lavorare nella pizzeria di mio padre. Mi chiese se fossi interessato e da lì iniziai. Le belle esperienze son state tantissime, certamente lavorare con alcuni dei nomi più importanti della moda italiana è stato molto gratificante.



Come figura pubblica, lavorando anche in TV, quali pensi sia il più grande insegnamento che hai ricevuto?

Lavorando in Tv, il piú grande insegnamento che ho ricevuto è quello di essere se stessi il più possibile. La maggior parte dei personaggi televisivi tendono ad emulare altri, o comunque a porsi come forse non si è. Ma l’essere se stesso è l’arma vincente, o almeno considero lo sia per me.



Ed invece come padre quale lezioni hai imparato e come sei cambiato?

L’essere padre mi h dato una forza interiore incredibile, ora realizzare i miei sogni è molto piú difficile, ho più responsabilità, meno tempo, non penso più da singolo individuo, ma da padre, ma continuo ad inseguirli con molta piú grinta, e questa grinta deriva dalla forza che i miei bimbi mi trasmettono. Ed è davvero tanta!



Il tuo ideale di eleganza e cosa non può mancare dal tuo guardaroba?

Io sono malato di Cappelli, qualsiasi forma e modelli. Ne possiedo tantissimi e adoro indossarli. Per me il cappello rappresenta l’emblema dell’eleganza di un uomo da sempre.Quindi come accessorio non manca mai dal mio guardaroba e possibilmente dal mio outfit del giorno.



Cosa non manca invece nella tua borsa quando viaggi?

Quando viaggio non manca mai una camicia bianca, che sia seta,lino o cotone! Ovunque vada, una camicia bianca  puo’ sempre servire. E ti assicuro che è stato spessissimo così in passato. È un passe partout per ogni tipo di serata o di incontro.



Destinazione preferita e perché?

Destinazione preferita Los Angeles, è l’unica Cittá in cui mi sento davvero me stesso.



Chi sei in privato? Amori e hobbies? Ti dedichi ancora alla musica?
In privato sono un amorevole padre, un buon marito nei giorni dispari (e lo dice mettendosi a ridere, ndr) e un biker appassionato di Harley Davidson. Penso ormai sia chiaro che la mia anima più vagabonda è stata mitigata dal mio ruolo di padre, ma certe passioni rimangono ovviamente!


Stefano Sala indossa un look firmato Paoloni e Hevò dai colori autunnali: giacca a quadri, lupetto senape pantaloni marroni
Giacca Paoloni, maglione e pantaloni Hevò


Sogni e progetti per il futuro?

Sto lavorando a un album musicale da solista, molto particolare perchè è completamente folk in italiano. È un progetto a cui tengo molto e spero la gente gradisca. Stefano, poi voglio sapere la tua, quando lo ascolterai!

Faces: Lorenzo Licitra

Photographer: Giorgia Villa (@giorgia_villa)

Stylist: Stefano Guerrini (@stefano_guerrini)

Make-up & Hair: Asja Redolfi Tezzat (@asjaredolfi_makeup); Francesca Lana (@fraa_elle)

Assistenti Stylist: Erna Džaferović (@ernadzaferovic); Aurelio Comparelli (@aureliocomparelli); Laura Grandi (@laugrandi)

Model: Lorenzo Licitra @Urbn Models  (@lorenzolicitraofficial)

Ha vinto XFactor, in un anno in cui a farsi notare sono stati i vincitori del Festival di SanRemo di quest’anno, ovvero i Maneskin. Lui, che nel nostro incontro, con una gentilezza e un savoir faire quasi british, ha belle parole per tutti, vinse per la bellissima voce e per una presenza scenica che meriterebbe palchi importanti. Quando arriva in studio Lorenzo Licitra sembra timido, ma subito nasce un’ intesa quando entrambi chiediamo di mettere in sottofondo qualche canzone di Madonna, e l’essere entrambi fan della Ciccone ci da modo di scambiarci subito ricordi e opinioni. Quando Lorenzo è a suo agio, e si vede in queste foto, riesce a dare moltissimo di se stesso, umanamente e da un punto di vista interpretativo, al punto che è davvero un piacere trascorrere del tempo con lui. Ecco il servizio scattato da Giorgia Villa, con il mio styling, e la nostra chiacchierata, certi che il Licitra cantante, modello per Man In Town, ma anche il Licitra persona, che traspare dalle sue parole, vi conquisterà, come ha conquistato noi.

Come ti sei avvicinato alla musica e come hai capito che questo mondo sarebbe stato il tuo?

Sono sempre cresciuto a pane e musica grazie ai tanti viaggi in macchina con papà e mamma. Fin da piccolissimo mi sono affezionato a questo grande mondo comunicativo, dai dischi di un tempo, alla magia che suscita un palco, dagli strumenti musicali, alle mille collezioni di microfoni che ho tenuto in casa come trofei. Negli anni lo studio di altre discipline artistiche e la passione per il canto hanno affinato la volontà di fare questo nella vita perché forse non sarei capace di fare altro, molto sinceramente!


Cappotto Andrea Pompilio, cappello model’s own, scarpe Converse All Star

Cosa ti ha insegnato la musica in questi anni e c’è qualcosa che invece hai perso a causa sua?

Prendo tanti spunti ogni giorno dal mondo che mi circonda; l’originalità è il segreto che deve sorprendere. Madonna credo sia una delle massime espressioni d’arte a volte anche troppo estreme. Riesce ad abbracciare generi, mondi, culture ed ideologie sempre diverse convogliandole sempre in un mood nuovo ed originale, magari tutto è servito sempre con provocazioni, anche con libertà, ma in un modo molto gratuito utilizza la musica per denunciare tutto ciò che oggi non le piace. Si, mi ispiro molto a modelli come lei, che amano comunicare grandi messaggi sociali, sto parlando di artisti come i Queen, Rolling Stones, Beatles, ecc ma che alla fine cambiano la storia, hanno influenzato anni, mode, semplicemente le nostre vite con l’emotività che la musica può creare. Questo è il grande potere che in fondo nasconde. 



Cosa ti ha insegnato la musica in questi anni e c’è qualcosa che invece hai perso a causa sua?

Ho imparato cosa significa la parola ‘costanza.’ Senza di essa non si può vivere di musica. È lei la responsabile di gioie e sofferenze nel bene e nel male, ma di sicuro mi insegna ogni giorno come trasformare un momento di vita difficile in corde emotive di scrittura che fanno sicuramente bene a chi le scrive e a chi le ascolta. 

La cosa (parlando di lavoro) di cui sei più fiero?

Sicuramente aver vinto un programma musicale e televisivo è una delle gioie più belle vissute finora, ma in realtà sono molto più fiero di ciò che X-Factor mi ha regalato concretamente, ovvero la possibilità di confrontarmi ancora oggi con musicisti e professionisti del settore. Lavorare con loro e imparare da loro soprattutto è un grande regalo, difficilmente sarei riuscito a raggiungere da solo questi obiettivi. 



Che cos’è l’eleganza per te?

Eleganza uguale bellezza, innata ahimè, se di eleganza vera si vuol parlare. Ti rapisce, ti lega, ti strega e forse non ne puoi fare più a meno. Sono una persona che rimane molto affascinata dall’eleganza e ne ho molto rispetto. È un tema molto vasto, ma credo che il nostro mondo di oggi abbia bisogno di tanta eleganza vera.



Cosa non può mancare nel tuo guardaroba?In generale, qual è il tuo stile?

Adoro i capi eleganti d’abbigliamento come smoking, tight, frac, ecc… Chiaramente non li uso quotidianamente, ma sono la mia personale firma nelle occasioni più importanti. Di sicuro non può mai mancare la praticità degli abiti e la ricerco molto. Da bravo cantante preservo la voce, quindi le sciarpe sono l’elemento essenziale che in ogni mia valigia armadio non può mai mancare.



Altri amori oltre alla musica? Cosa ti piace vedere in tv o al cinema, hai un artista del cuore, cosa leggi?

Amo viaggiare, e mi manca tanto farlo. In questo periodo di lockdown ho scoperto la passione per la storia del passato, infatti ultimamente mi sto affezionato a racconti e studi di grandi professori universitari o studiosi di ere storiche passate che con fervore riescono a trasmetterti pensieri, modi di pensare, addirittura preoccupazioni e pensieri di culture lontanissime dai giorni nostri. 


Total look Automobili Lamborghini, scarpe Converse All Star

E invece cosa non può mancare sulla tua tavola?

Da bravo siciliano posso dire tranquillamente di essere un’ottima forchetta. Quindi fatico tanto a vivere lontano dalla tavola di casa. Non preferisco cibi ad altri, ma se manca la pasta sono un po’ triste!

Quando si potrà ritornare a viaggiare con sicurezza, quale città in Italia e nel mondo ti sono care e perché? Ci dai qualche suggerimento su cosa vedere in questi luoghi?

Tornerei immediatamente a Firenze. Ho bisogno di conoscere meglio la sua storia e chi ha avuto il grande privilegio di abitarla in epoche importanti.Poi tornerei subito nella mia amata New York. Vado spesso lì per lavoro o a trovare tanti amici. Ma credo che più che suggerire un luogo o una città, la cosa più bella che possiamo tornare a fare è proprio scoprire la bellezza del viaggio nuovamente e cosa riesce a darti ogni volta un’esperienza diversa, ci siamo un po’ arrugginiti in questo ultimo periodo. 


Giacca denim Alienation

Sogni e progetti per il futuro?

Il grande sogno di poter vivere sempre di musica oggi è l’urgenza più grande! Nei piani c’è l’uscita di un disco, continuo a scrivere molto affinché questo silenzio di questi anni venga ripagato al più presto.

Dalla danza alla recitazione (e ritorno): Gabriele Rossi è pronto per nuove sfide!

Photographer: Giorgia Villa (@giorgia_villa)

Stylist: Stefano Guerrini (@stefano_guerrini)

Assistenti Stylist: Erna Džaferović (@ernadzaferovic); Aurelio Comparelli (@aureliocomparelli); Laura Grandi (@laugrandi)

Make-up & Hair: Asja Redolfi Tezzat (@asjaredolfi_makeup); Francesca Lana (@fraa_elle)

Model: Gabriele Rossi (@gabrielerossioff) @Urbn Models

Molto conosciuto dagli amanti della televisione e dei reality Gabriele Rossi è, in realtà, partito dalla danza e quando lo abbiamo incontrato ci ha raccontato che a questo amore è tornato grazie ad una fiction che racconterà la storia di un grande nome del balletto, in Italia e nel mondo, ovvero Carla Fracci. Rossi sarà uno dei protagonisti di questo appuntamento televisivo che si preannuncia importante, affiancando la protagonista Alessandra Mastronardi, nel frattempo si è calato per noi nei panni di modello, divertendosi davanti alla macchina fotografica ad improvvisare un passo di danza e a trasformarsi in un bel tenebroso in completo elegante! Simpatico e aperto, Gabriele non solo nel ruolo di modello, ma anche nel raccontarsi nella nostra intervista. Ecco la chiacchierata con l’attore romano e gli scatti realizzati da Giorgia Villa.


Impermeabile Hevò, completo e camicia Imperial
 

Come ti sei avvicinato alla recitazione e come hai capito che questo mondo sarebbe stato il tuo?

Nel 2008 mi chiesero di fare un provino, avvantaggiato dal fatto che fossi un danzatore; cercavano un attore che sapesse anche ballare. Fui scelto per interpretare il figlio di Margherita Buy in una serie di Paolo Genovese e Luca Miniero.Dopo quella prima esperienza capii subito che si era appena aperta la strada per una nuova professione che prima d’allora non avevo mai preso in considerazione.



Quali i tuoi riferimenti in questo lavoro? A chi guardi, chi ti ispira, chi ammiri?

Ho imparato negli anni che i riferimenti realmente utili a crescere sono vicino a noi.Quando lavoro, mi piace osservare chi mi circonda e capire come posso migliorarmi. Il proverbio: “C’è sempre da imparare”, sul set scopri quanto sia realistico.Ammiro e stimo tanti colleghi come Elio Germano, Francesco Pannofino, Alessandro Borghi, Luca Argentero…stimo il talento, soprattutto quello naturale.


Total look Nº21

Cosa ti ha insegnato la recitazione in questi anni e c’è qualcosa che invece hai perso a causa sua?

La recitazione mi ha insegnato ad apprezzare i momenti di lavoro intenso, ma ancora di più i momenti tra un set e l’altro, perché quelle transizioni sono fondamentali per migliorarsi, studiando molto; magari approfondendo uno strumento musicale, o andando a cavallo. Un attore deve ampliare le proprie skills sempre, perché possono fare la differenza sempre.



La cosa (parlando di lavoro) di cui sei più fiero?

il set al fianco di Margherita Buy senza dubbio , ma anche le serie tv con Ben Gazzarra, Paul Sorvino, Giuliana De Sio, Terence Hill. Ogni lavoro mi ha reso fiero per un motivo o per un altro. Nessun pentimento comunque, è la cosa più importante.Fare errori può essere semplice e guardarmi alle spalle mi fa ancora molto piacere, spero che sarà sempre così.

Che cos’è l’eleganza per te?

 Imprescindibilmente educazione ed intelligenza, sono la somma obbligatoria perché l’eleganza abbia luogo.



Cosa non può mancare nel tuo guardaroba? In generale, qual è il tuo stile?

Vivo di vita pratica, e sono un po’ una frana nel curarmi del mio guardaroba, per fortuna esistono gli stylist.



Altri amori oltre alla recitazione?

La danza contemporanea è stata la mia passione primaria, alla quale si è affiancata la recitazione.
Cerco di non smettere di studiare; mi sto specializzando come giornalista, mi sono appena iscritto nuovamente all’Universitá.


Total look Corneliani, occhiali Snob Milano

Cosa ascolti, cosa ti piace vedere in tv o al cinema, hai un artista del cuore, cosa leggi?


Per la TV e il cinema sono onnivoro, guardo tutto, soprattutto ora che le piattaforme permettono di spaziare facilmente da un genere all’altro. Ora sto leggendo “il Colibrì” di Veronesi.

E invece cosa non può mancare sulla tua tavola?

Amo la cucina italiana, quindi ritengo prioritario non trascurare quasi mai il fattore ‘pasta’.Il sushi però spesso mi chiama, e devo rispondere.

Quando si potrà ritornare a viaggiare con sicurezza, quale città in Italia e nel mondo ti sono care e perché? Ci dai qualche suggerimento su cosa vedere in questi luoghi?

Per quanto riguarda l’Italia, appena  possibile voglio visitare Castello di Sammezzano a Leccio, è un edificio fuori dal tempo, ve lo consiglio.Come città invece non vedo l’ora di potermi trasferire a Londra per qualche mese.Credo sia una città di svolte.



Sogni e progetti per il futuro?

Ho appena girato una serie con Alessandra Mastronardi su Carla Fracci; come nel mio esordio ho potuto mettere a frutto il background da danzatore e da attore.Poi sto lavorando ad un tour teatrale che partirà (covid permettendo) da luglio 2021. Spero di rivedervi a teatro!

Dal ring alla macchina fotografica: Michael Samperi

Photographer: Gabriele Gregis @g.gregis 

Stylist: Stefano Guerrini @stefano_guerrini

Stylist assistants: Erna Dzaferović @ernadzaferovic, Lorraine Betta @lorrainebetta, Gabriela Fin Machado @gabifinm, Aurelio Comparelli @aureliocomparelli

Model: Michael Samperi @michael_samperi @UrbnModels

Make-up artist: Vivian Alarcon @vivian_alarcon_mua


Si avvicina a questo sport grazie al padre Mauro Samperi. Come lui stesso racconta “essendo lui il mio maestro mi ha tramandato questa passione, non sapevo ancora camminare e già stavo in palestra a gattonare in mezzo ai sacchi”.

Maglia Lardini, pantaloni Gabriele Pasini, foulard vintage Archivio Guerrini, stivali Roberto Cavalli

Qual è la più grande soddisfazione e quale il più grande insegnamento? 

Fino ad oggi la mia più grande soddisfazione è stata quella di partecipare ai campionati mondiali juniores di Bangkok, vincendo ben due tornei in due discipline: muay thai e K1. Mentre il mio più grande insegnamento che questa disciplina mi ha dato è che se si è determinati, costanti e disciplinati i risultati arrivano e, nonostante i tanti sacrifici, il mio motto è: “non mollare mai”. 



Consiglieresti questo sport e perché?

Assolutamente si, lo consiglio vivamente, e non perché lo pratico da tutta la vita, ma perché ti prepara fisicamente, mentalmente e soprattutto perché accresce particolarmente l’autostima e aiuta a capire l’importanza del rispetto delle regole.



Hai una dieta particolare? 

Si, ho una dieta specifica che seguo tutto l’anno che mi permette di mantenermi in forma e di rientrare nella mia categoria di peso per le gare.


Total look Bally, stivali Roberto Cavalli 

Quanto ti alleni? hai un allenamento particolare?

Mi alleno 6 volte a settimana e ho delle periodizzazioni da seguire ( forza, esplosività, velocità e tecnica).


Quali erano i tuoi miti da ragazzo e a chi guardi ora? A chi ti ispiri?

Il mio mito da piccolo è sempre stato mio padre, lo è tuttora e sicuramente lo sarà sempre. A lui devo tutto. Molto conosciuto nel nostro settore per aver sfornato dalla sua “Accademia Sicilia di Muay Thai “diversi campioni. Sportivamente parlando mi ispiro al combattente Giorgio Petrosyan che grazie al duro allenamento e alla grande umiltà è riuscito ad arrivare ai massimi livelli diventando il più forte al mondo. 



Come sei arrivato alla moda?

Per caso, ho conosciuto i fratelli Dsquared2 e poco dopo mi hanno chiesto se ero disponibile a fare un servizio fotografico con ICON magazine con Giampaolo Sgura e da qui è nato tutto perché successivamente mi hanno presentato all’agenzia Urbn models e piano piano ho iniziato a lavorare in questo settore.

E cosa pensi di questa nuova esperienza?

Devo dire che mi piace tanto, ho scoperto un nuovo mondo, non so se avrò un futuro in questo settore ma ho imparato che nella vita bisogna prendere ciò che arriva, sono esperienze positive che ti fanno crescere. 



Parlando di moda, cosa non può mancare nel tuo guardaroba?

Jeans, mi piacciono in tutti i modi: stetti, strappati, scoloriti, praticamente li indosso sempre e poi naturalmente un belPantaloncino di muay thai!!!

Sei siciliano, ci racconti la tua terra? Immaginando un futuro vicino in cui si possa viaggiare liberamente, cosa consigli di vedere/assaggiare/fare in Sicilia?


Io mi reputo molto fortunato a vivere in un posto meraviglioso come la Sicilia, c’è tanto da visitare ad esempio a Taormina e Giardini Naxos per il mare, le belle nuotate, l’escursioni in barca, si può andare al teatro greco, alle gole dell’Alcantara, per il paesaggio mozzafiato, Noto, Modica e Ragusa per le meraviglie barocche, Siracusa e l’Isola di Ortigia. L’Etna per il paesaggio lunare e se si è fortunati si può ammirare qualche eruzione, la riserva dello zingaro per la vegetazione tipicamente mediterranea, Favignana per le spiagge caraibiche. La valle dei templi di Agrigento , Catania per la sua movida e l’ ottimo cibo. Mi scuso se non ho nominato altri posti altrettanto belli e suggestivi, ma la lista è davvero infinita, vi consiglio di trascorrere le vacanze in Sicilia e toccare con mano, ma sicuramente sarai costretto a tornare perché è veramente difficile visitare tutte le meraviglie che abbiamo. Mentre per il cibo vi consiglio di assaggiare assolutamente l’arancino, i cannoli alla ricotta, la granita con la brioche e del fantastico pesce!!



Sogni e progetti per il futuro?

Il mio più grande sogno è di affermarmi nel mio sport ai massimi livelli e perché no continuare nel campo della moda penso che sia un connubio molto interessante.Anche se ho iniziato da poco ho avuto delle belle soddisfazioni e sinceramente mi è servito molto durante questo periodo visto che le competizioni sono ferme almeno mi sono dato da fare raggiungendo dei bei risultati.

Valerio Logrieco: sogno una carriera televisiva

È un modello ma ha il viso da attore Valerio Logrieco, classe 1988 con alle spalle diversi lavori importanti tra cui Dolce e Gabbana e Carlo Pignatelli. I più attenti lo ricorderanno sul piccolo schermo durante una puntata di ”Ciao Darwin” del 2016 all’interno del ”Team Italiani”, dove aveva sfilato in intimo ed era stato acclamato dal pubblico femminile, e nella fiction di canale 5 ”Furore 2”, trasmessa su Canale 5, in cui ha vestito i panni di un ragazzo napoletano che tentava di conquistare la protagonista. Oggi continua con determinazione lo studio per la carriera televisiva, alternando lavori nella moda, allenamenti in palestra e un lavoro in radio come speaker.

Photographer: Paolo Rutigliano @paolorutigliano
Stylist: Stefano Guerrini @stefano_guerrini
Stylist’s assistant: Salvatore Pezzella @sasy_pezz
Grooming: Mara Bottoni @marabottoni_makeup
Models: Valerio Logrieco @valerio_logrieco

Come hai iniziato?

Ho iniziato nell’ormai lontano 2011 partecipando e vincendo a mia sorpresa un concorso di bellezza su convincimento della allora mia ex ragazza invece molto avvezza a frequentarne. Da lì un talent scout presente tra il pubblico mi contatta su un social proponendomi la carriera di modello su Milano e di li a poco mi sono trasferito per la prima volta in una grande città inseguendo i miei sogni parallelamente agli studi universitari.

Pro e contro di questo mestiere?

È un lavoro che ti da molto ma allo stesso tempo ti toglie molto. Ti da la possibilità di viaggiare, conoscere persone nuove, rappresentare il proprio paese per brand a livello mondiale, ti aiuta a crescere e responsabilizzarti stando sempre in giro e spesso da solo, acquisire sicurezza in te stesso e grandi soddisfazioni considerando l’elevata concorrenza. Ma al contempo la vita privata viene sacrificata e non esiste un reale criterio di meritocrazia essendo la moda basata su parametri soggettivi, ci sono grossi sacrifici per tenersi sempre in forma pur non avendo uno stile di vita stabile e bisogna combattere quotidianamente sui molteplici pregiudizi che ci celano dietro la professione del modello.

Cosa hai imparato in questi anni?

Da piccolo ero molto insicuro e timido, indubbiamente questo lavoro ti mette di fronte a situazioni e contesti in cui devi avere un ruolo o impersonificare un mood a seconda della tipologia del lavoro pertanto mi ha sicuramente aiutato a sapermi rapportare con la gente, ampliare la mia mente proveniendo da un piccolo paese di provincia, responsabilizzarmi e saper badare a me stesso fin da giovanissimo.

L’esperienza più bella?

In quasi 10 anni di carriera faccio davvero fatica a ricordarne uno in particolare. Ho avuto la fortuna e forse anche il merito di aver lavorato con brand molto prestigiosi, da Armani a Laura Biagiotti, da Guess a Bikkembergs, ma sicuramente rappresentare un Dolce e Gabbana attraverso sfilate e poi campagna pubblicitaria in tutto il mondo nel 2018 è stata la mia più grande soddisfazione.

Cosa fai nel tempo libero?

Nel tempo libero mi piace molto viaggiare e dedicare tempo a me stesso allenandomi in palestra o cercare di migliorarmi apprendendo una nuova lingua o nuove skills, ma ho una passione del tutto insolita che mi porto dietro da più di 10 anni: coltivo piante carnivore e sul mio balcone ho una vera e propria piantagione con tante specie tropicali.

Cosa non può mancare nel mio guardaroba?

Sono abbastanza casual e a seconda dell’occasione mi piace contestualizzarmi ma sono un collezionatore di cappellini americani e nel mio armadio ne ho più di 50. È una delle prime cose che metto in valigia.

Città del cuore e perche?

Ho avuto la possibilità di viaggiare molto e visitare posti bellissimi ma resto del parere che l’italia è il paese più bello del mondo sotto ogni punto di vista. Sono Pugliese di Bitonto (bari), ma vivo a Milano da anni che rappresenta maggiormente la mia personalità e ritengo di aver raggiunto un perfetto equilibrio e compromesso poiché mi sento molto cosmopolita ma al tempo stesso ho la consapevolezza di avere una seconda residenza al mare nella mia amata Puglia quando voglio.

La vacanza che ricordi e perché?

Ho speso secondi in più per pensare a questa risposta e devo ammettere che faccio davvero fatica perché per ognuna ho dei ricordi indelebili, ma per forza di cose devo menzionare la mia vacanza in Croazia con i miei amici di sempre on the road totalmente all’avventura. È stata la mia prima vacanza all’estero a 19 anni e molto significativa per me perché oltre ai bellissimi ricordi che ho di essa, l’ho guadagnata con i miei risparmi e mi rende molto orgoglioso avendo impostato la mia vita così per tutto quello che ho conseguito negli anni a venire.

Progetti e sogni per il futuro?

Sono un sognatore nato e credo molto in me stesso, diversamente non avrei fatto questo lavoro decidendo di investire tutto su di me. Sono consapevole di essere un bel ragazzo oggettivamente e mi ha aiutato ad avere successo nel campo della moda e anche se non sono riuscito a dare seguito professionale agli studi essendomi laureato in Scienze Politiche. Mi piace poter mostrare altro rispetto al mio bel faccino e avere un ruolo in tv come conduttore televisivo sarebbe per me un sogno, il perfetto connubio per le mie capacità e attitudini e mi sto già attivando per questo lavorando in radio come speaker.

Vaderetro: il brand vincitore del Pitti Award

Il nome sembra uscire da un fumetto horror anni Settanta, immediato e decisamente pop: Vaderetro. Mi ha colpito subito una loro felpa con la scritta ‘Nostalgia’, trovandola spiritosamente perfetta per i nostri tempi di malinconia, ricordo e paura del presente.

Ma il marchio fondato da Antonio D’Andrea e Hanna Boyer ha molte frecce al suo arco e non si ferma ad una sentimentale citazione del passato; dietro alla ricerca del duo c’è un’attitudine al recupero di tessuti, che li pone in piena sintonia con le istanze socio/eco-friendly che si stanno facendo giustamente largo nella moda contemporanea. Il brand Made in Italy realizza gran parte della collezione grazie ad artigiani locali che utilizzano tessuti riciclati o inutilizzati. E così dietro all’immaginario pop, la scatola della confezione ricorda un vecchio gioco da tavolo e subito fa pensare a momenti invernali passati nella tavernetta della nonna, c’è una precisa valorizzazione delle risorse del territorio partenopeo e della sartoria napoletana. 

Finalisti al prestigioso concorso ‘Who Is On Next?’, Vaderetro si è meritato il Pitti Award e noi li abbiamo intervistati alla vigilia del concorso. Ve lo facciamo conoscere!

Come vi siete avvicinati alla moda?

Un amore per gli “indumenti” in realtà c’è sempre stato. Non è mai stata una passione per la “moda” intesa come un qualcosa di glamour, di irraggiungibile, di costoso, “di marca”.  Piuttosto un’attrazione verso quegli elementi che poi sono l’essenza di questo mondo: i capi. Che sia una semplice canotta bianca, una felpa o una giacca doppiopetto interamente ricamata a mano, a prescindere dai brand o dai trend che si sono susseguiti negli anni. 

E come avete iniziato?

Negli ultimi 11 anni abbiamo vissuto rispettivamente a Londra (Antonio) e Parigi (Hanna). Sin dall’inizio abbiamo sempre lavorato nel settore moda, coprendo diversi ruoli nei vari department (dal creativo, all’amministrativo, dal commerciale al logistico etc) per brand molto prestigiosi, di cui non possiamo fare nomi  (P*ada, L**is Vui**on, Viv**nne West***d, Y*es S**nt Lau**nt, Arm*ni, shhhhh!)

Queste esperienze per noi sono state più che fondamentali per avere una comprensione a 360 gradi del settore e del suo funzionamento e che, successivamente, ci hanno portato a sviluppare un progetto interamente nostro.

Come è nato il progetto e perché questo nome?

L’idea del progetto Vaderetro è nata a Londra, dove ci siamo conosciuti. In seguito si è sviluppato in totale “isolamento” in Marocco, dove ci siamo trasferiti per circa 1 anno, ed infine, concretizzato interamente in Italia, dove viviamo e lavoriamo, per il momento.

La necessità di voler creare il mondo Vaderetro, che non reputiamo solo un brand, ma una vera e propria Art De Vivre, è scaturita dall’analisi del settore moda dove ci siamo resi sempre più conto che spesso ci si sforza troppo nella ricerca di “creare” il nuovo trend, la nuova “cosa”, la cosa “più cool”, di affermarsi come i creatori di un qualcosa che in realtà già è stato fatto. 

Con la nascita di Vaderetro noi vogliamo semplicemente bypassare questa parte “effimera”, dove ognuno esalta sé stesso per qualcosa che in realtà, spesso, non ha creato. Noi semplicemente vogliamo riprendere e riportare in vita elementi del passato (da qui nasce uno dei nostri motti “You have seen it before.”) e riproporle ai giorni nostri, senza nascondere, anzi accentuando il più possibile la fonte d’ispirazione. Da qui nasce anche il nome Vaderetro, dal latino, “tornare indietro”.



Sapete che sono innamorato di una vostra felpa che recita “Nostalgia”. Da più parti sembra forte l’esigenza di recupero, reale come ri-uso, ma anche come malinconia del passato. Da cosa nasce tutto questo, secondo voi?

Crediamo che la malinconia del passato provenga principalmente da un situazione attuale (economica, politica, sociale, ambientale) dove il panorama è tutt’altro che soddisfacente e rassicurante. L’unico modo per poter “scappare” da questa realtà è quello di rifugiarsi, anche solo per qualche istante, in un momento, in una sensazione provata durante l’infanzia, in un profumo o addirittura raggiungere il punto di essere nostalgici di epoche mai vissute, ma che ci sono state tramandate, raccontate come dei paradisi perduti che non torneranno più.   

Mi raccontate cosa proporrete in questi giorni a WION?

Nel secondo Capitolo delle nostre “Memorie” esploriamo e approfondiamo il tema dell’immigrazione – un tema molto attuale nel panorama mondiale che non risparmia l’Italia, ed esploriamo più precisamente la storia dell’immigrazione italiana negli Stati Uniti. La capsule si focalizza sul fiorire della cultura italo-americana negli anni ’50 e ’60. Per farlo, ripensiamo alla persistenza dell’identità etnica tra gli italoamericani di seconda generazione, attraverso una fittizia trattoria familiare nel centro di Little Italy: Ria Rosa’s.

Con il passare del tempo sembra che si tenda a dimenticare questa parte di Storia, forse perché non vissuta in prima persona. Abbiamo ritenuto necessario affrontare certi eventi, ricordando attraverso questa collezione il tempo in cui eravamo noi italiani ad avventurarci su “barconi” in cerca di una vita migliore.



Da dove nascono le ispirazioni? Un luogo, un artista, una città capaci di ispirarvi? 

La particolarità è che il nostro concept non segue nessuna linea guida. Si resetta sistematicamente in ogni collezione e come conseguenza è molto imprevedibile. Prima di realizzare le nostre capsule, passiamo anche mesi ad analizzare, studiare l’epoca scelta e le sue sub-culture, movimenti artistici, eventi storici rilevanti etc. per far sì che la realizzazione finale possa far immergere, il più possibile, chi osserva nello zeitgeist dell’epoca scelta. 

Senza dimenticare l’arricchimento culturale personale che si acquisisce durante il processo di studio e creazione. Ad esempio la nostra capsula f/w 2020 è interamente dedicata agli anni ’80/’90, più precisamente all’infanzia e adolescenza di quegli anni. Come conseguenza, anche la scelta dei modelli, come potrai notare nella campagna ed e-commerce, sono ragazzi giovani, dall’aria semplice e spensierata, che stanno a ricordare il feeling che si aveva nel vivere la propria gioventù di quegli anni. 

Lo stesso lo si identifica nei capi dove tutta la capsule gira intorno ad un look maggiormente informale, con hoodies cropped che richiamano il merchandise delle famose rock band indossate dai teen dell’epoca, felponi in stile maglia da calcio anni ’80, uno degli sport più popolari dell’epoca tra i ragazzini, T-shirt che si rifanno ai famosi magneti con letterine sui frigoriferi o alla nascita di Windows 3.2, giacche doppiopetto che ricordano i neon quando si entrava in una sala giochi Arcade…in poche parole una “mise en abyme”!

Cosa non deve mancare nel guardaroba di un uomo?

Vaderetro è un brand interamente genderless, quindi la cosa che non devo mai mancare nel guardaroba, a prescindere dal genere, è l’immortale T-shirt bianca.



Un consiglio di stile per i nostri lettori?

Se ti “stai sforzando”, forse ti stai sforzando troppo. Lo stile parte dall’accettare la tua unicità, le tue particolarità, le tue differenze, accettandole e soprattutto amandoti. Una volta che questo lavoro è finito, e lungi dall’essere il più semplice, lo stile arriverà. Lo stile riguarda la nostra natura unica.

Vostro motto personale?
Come disse il pittore Carlo Levi: “Il futuro ha un cuore antico”. Come diremmo noi, in stile Vaderetro: “The past is the present’s future.”

Progetti e sogni per il futuro?

Il sogno sarebbe riuscire ad affermarci non solo come brand di “abbigliamento”, ma come un vero e proprio movimento culturale, avere la possibilità di lavorare con enti ed associazioni che lottano per cause a cui noi teniamo in modo particolare.  Disegniamo vestiti per trasmettere un messaggio, ma non basta: c’è bisogno di una partecipazione pro-attiva e di un impegno concreto.

Progetti ed idee future ne nascono ogni giorno; nel concreto, stiamo sviluppando una collab con una famosa cantina vinicola italiana e lanceremo per l’inverno prossimo la nostra prima collezione di “accessori”, non inteso nell’ambito della moda, ma bensì pezzi di arredamento… e non possiamo svelare dire altro. Stay tuned!

Editorial: Fallen angel

Feather coat Helen Yarmak, trousers Sabato Russo, necklace Futuro Remoto



Coat and trousers Sabato Russo, high neck military vest vintage A.N.G.E.L.O., neck brooche vintage A.N.G.E.L.O., ring Futuro Remoto, boots N°21


Total look Yezael by Angelo Cruciani


Suit MTL Matteo Lamandini, shirt and leather hasness vintage A.N.G.E.L.O., hat Stetson, boots Paciotti


Total look Christian Pellizzari, cape vintage Comme Des Garçons from A.N.G.E.L.O.


Total look N°21, earrings vintage A.N.G.E.L.O.


Total look N°21


Total look Giordano Mercante, hat Stetson, necklace and ring Futuro Remoto, pearl necklace vintage A.N.G.E.L.O., shoes Paciotti


Suit Yezael by Angelo Cruciani, pleated mantle vintage A.N.G.E.L.O., rosary and cross Archivio Guerrini, gloves DUECCIGUANTI, boots N°21


Total look Versace


Coat Sabato Russo, long sleeved T-shirt and trousers Skill_Officine, necklace Futuro Remoto, feather stole vintage A.N.G.E.L.O.

Photographer: Davide Carson, @davidecarson
Stylist: Stefano Guerrini, @stefano_guerrini
Stylist’s assistant: Salvatore Pezzella
Groming: Francesco Filomena, @fra.fillo
Model: Andrea Pa. from Esprit Model Management @espritmodelmanagement Video maker: Irene Cacciarini @irene.cacciarini

Quando il nuovo è figlio del tempo, i must have di Cristian Sutti

“L’Heritage come concetto riletto nella sua più totale essenza, ma solo per riviverlo di contemporaneità e non solo con malinconia”. È questa la filosofia alla base del progetto di Cristian Sutti, designer ed architetto con una forte passione al vintage, ai pezzi rari ed al collezionismo.



Come è arrivato a questo progetto? Quale il suo percorso e perché la voglia di esprimersi attraverso una linea di oggetti che partono dall’idea del ri-uso?

Sono arrivato alla creazione del marchio 2010L.E. disegnando una possibile fiche con cui avrei creato dei portachiavi preziosi. Contemporaneamente ho sviluppato un mio concetto di limited edition, che si discosta da quello che è invece il suo significato standard. L’idea del ri-uso nasce dalla mia passione per tutto ciò che è vintage originale, e da creativo quale sono, ho sempre amato girare i vari mercatini delle pulci sparsi in giro per il mondo, cercando oggetti che mi colpissero e che mi trasmettessero qualcosa.

Proprio il re-made, ancora di più se pensato in un’ottica emozionale, di pensare a oggetti speciali, sembra molto importante e interessante collegato al momento storico, che guarda proprio all’etica e all’eco. Come si pone nei confronti di queste istanze? Cosa ne pensa?

Penso che più passa il tempo, più aumenta il consumismo e proprio questo aspetto incide sulla durevolezza degli oggetti, dei vestiti, delle auto e così via. Molti non sanno e non si rendono conto che una borsa in tela magari degli anni 40, appartenuta ad uno o più soldati, ha mantenuto quasi intatta la sua struttura, aggiungendo a tutto ciò quel plus dato dai segni evidenti di quella che è stata la storia di questo accessorio. Una domanda che mi sono sempre posto è stata come mai questo accessorio fosse ancora utilizzabile dopo quasi 80 anni. Il segreto è l’uso di materiali sicuramente meno performanti di quelli di oggi ma molto più di qualità.



Ci parla in generale degli oggetti che propone? Quale è l’iter progettuale?

Gli oggetti proposti nel progetto 2010 I.e. sono di varia natura. Il comune denominatore è il loro essere vintage originali. Essendo un architetto con la propensione all’industrial design, devo dire che tutto ciò che è in grado di trasmettermi qualcosa poi diventa parte di 2010 I.e. Inoltre, è curioso come spesso, mentre giro per mercatini, rimanga colpito da un oggetto, il quale a primo impatto potrebbe risultare neutro alla vista. Alla fine però potrebbe risultare che mi trasmette una forte energia e questa si traduce in creatività.

Che cosa la ispira? Quali altri mondi la affascinano? Chi sono i suoi riferimenti creativi e i personaggi che segue?

Parlare di una situazione particolare che rafforza e guida la mia ispirazione è troppo riduttivo. Sicuramente ho imparato a utilizzare la noia, poiché dalla noia e in quello che io definisco “zero mentale” escono delle ottime idee ispiratrici. Un altro aspetto estremamente importante è la tranquillità, che viaggia a strettissimo contatto proprio con la noia. Purtroppo non ho delle “muse” ispiratrici o dei personaggi di riferimento perché credo che se ci si focalizza su un elemento di riferimento si rischia poi di creare delle brutte o belle copie … ma sempre di copie si tratta ovvero di un qualcosa che non è totalmente tuo. Il futuro invece va creato, non previsto.

Da cosa nasce la sua passione per il collezionismo?

La passione per il collezionismo nasce spontaneamente. Devo dire che forse alla base c’è stato un inizio causato dal mio mood da “accumulatore seriale” per la quantità di oggetti che colpivano la mia attenzione e che andavano a toccare le mie passioni. Poi pochi anni fa ad un certo punto mi sono fermato davanti a questo grande accumulo e ho eliminato tutto ciò che consideravo statico e inutilizzabile ed ho invece trasformato ciò che avevo selezionato con cura in “utilizzabile”.

Dove scova gli oggetti più belli?

Non ci sono dei posti classici dove trovo gli oggetti più giusti. Mi può capitare di notare qualcosa di interessante camminando in campagna magari in qualche fienile o in qualche bancarella di qualche mercatino trovato per caso.



Quale è il capo vintage al quale è più legato e perché?

L’oggetto al quale sono più legato è il mio anello heritage letters creato con un vecchio tasto in bachelite proveniente da una vecchia macchina da scrivere del 1924. È sempre con me da 10 anni.

Quale il suo ideale di eleganza?

Non ho un vero e proprio ideale. Per me l’eleganza è tutto ciò che fa star bene con se stessi nelle situazioni più svariate. Preferisco parlare invece di un ideale legato più alle proporzioni, che significa che si è eleganti quando si riesce a trovare il giusto equilibrio tra il proprio fisico e ciò che si indossa.

Che cosa è invece per lei il bello?

Penso che la bellezza sia soggettiva. Bella per me è la mia compagna, belle sono le mie figlie e bello è tutto ciò che è proporzionato, in equilibrio e dove tutto è in perfetta sintonia.

Cosa non può mancare nel suo guardaroba e cosa in generale non deve mancare in quello di un uomo?

Sicuramente non devono mancare i jeans, le camicie dalle fantasie vintage, i giubbotti dei quali sono un grande appassionato e le sneakers. Diciamo che nel guardaroba maschile non deve mai mancare ciò che lo fa sentire bene, in ordine ed in equilibrio, a prescindere dal capo, qualunque esso sia.



Il suo motto personale?

Tutto è perfetto e nulla capita per caso. La prima parte di questa frase però è la più importante.

Man in Town è molto legato ai viaggi, anche se questo non è il momento ideale, viaggiamo con la fantasia. Ci porta in un luogo che ama?

Ho amato il viaggio che mi ha portato a visitare e a conoscere il Vietnam del nord e del sud, realtà incredibilmente diverse tra loro ed intrise di storia e di sofferenza. È incredibile vedere come una popolazione di contadini sia riuscita con l’ingegno e per disperazione, a tener testa ad una nazione come gli Stati Uniti.

Parlando invece di beauty al maschile, cosa non manca nel suo beauty case quotidiano e in quello da viaggio?

Non mancano mai lo spazzolino, il dentifricio, il filo interdentale e la Nivea, crema multitasking. In quello da viaggio? Troppo lungo l’elenco.

La sua Puglia e la sua Milano? Quali luoghi ci consiglia? Quali i suoi rifugi?

La mia Puglia oramai è diventata molto conosciuta e frequentata. Ci sono posti che non sono ancora stati raggiunti dal turismo consumistico e che hanno mantenuto così le loro tradizioni. Ovviamente se ve li svelassi non rientrerebbero più tra quelli più nascosti e poco frequentati. Milano poi in realtà è la mia città, quella dove sono cresciuto, mi sono laureato, quella che mi ha formato e che continua a formarmi come creativo. Milano è la città stimolante che però è capace anche di concederti la noia. Il mio rifugio principale è la mia casa, la mia sala giochi, la mia officina.



Sogni e progetti per il futuro?

Il progetto 2010 l.e. e tutto il dream team che lo segue è già un sogno. Il progetto è quello di continuare a sognare e far sognare divertendoci, anche di proseguire la mia ricerca in giro per il mondo di “pezzi” unici, oggetti che diventano parte di te e tu della loro storia.

Passione accessori, anticipazioni dal prossimo autunno

Mentre attendiamo la meritata e tanto sospirata estate, ecco il nostro consueto sguardo alle anticipazioni e tendenze per la prossima stagione.

Canali

L’ abito è in lana ed è composto da giacca monopetto 2 bottoni con rever e pantaloni con tasche all’americana e cintura alta senza passanti. La camicia è slim fit in puro cotone bianca. Completano il look una cravatta in seta-cashmere a quadretti e la pochette in puro cotone bianca. Le sneaker sono color avorio, con allacciatura in pelle e suola in gomma leggera.


Prada

Shopping bags in pelle Saffiano color fuoco e cannella, con tracolla removibile.

Gallo

Le calze Gallo Velvet sono la conferma del savoir faire del brand, intriso della preziosa capacità di innestare tecnologia su antichi telai.

Bally

Linee pulite, materiali naturali e toni neutri riflettono l’impegno di Bally a favore dell’ambiente e la passione per le innovazioni tecniche, in un continuo intreccio fra tradizione svizzera e visione moderna.

Drumhor

L’iconico “biscottino” di Drumhor diventa da sole! Un modello unisex per quattro differenti nuance coordinate alle grafiche interne delle stanghette (un point de neige rigorosamente biscottino/razor blade).

Premiata

Sneaker con tomaia colorata a incastri in pelle, suede e nylon e con suola in gomma. 

Tecnochic

Il nuovissimo smart watch TC-ZL01s di Tecnochic unisce scienza e tecnologia in un orologio dalle forme eleganti e dai materiali pregiati. Oltre al quadrante full touch screen di nuova generazione, misura frequenza cardiaca, pressione arteriosa e livello ossigeno nel sangue. Vi sono poi otto modalità sportive, che permettono di ottenere una completa analisi del workout comparando i diversi risultati.

Eastpak

La collezione RE-BUILT TO RESIST è una soluzione sostenibile ideale per ridurre gli sprechi preservando nel contempo il proprio stile. Infatti le borse che presentano difetti e non possono essere riparate, vengono trasformate in versioni uniche del classico zaino, caratterizzate da due colori o motivi.

New Era

Tra le novità New Era per la prossima stagione, il cappellino regolabile arancione fluo con visiera tono su tono e cappellino regolabile camo e logo arancione fluo.

Talenti da scoprire: Louis Rubi

Anche se ancora poco conosciuto, Louis Rubi è uno stilyst e designer con sede a Barcellona, che ha rapidamente guadagnato un seguito sostanziale grazie ai suoi outfit su Instagram, sempre accattivanti e altamente inventivi. Vi raccontiamo il suo percorso..

Come, quando e perché ti sei approcciato alla moda? Quando hai deciso che sarebbe diventata il tuo futuro ed il tuo lavoro?

Da bambino giocavo sempre con tutti i tipi di tessuto che trovavo in casa, una coperta poteva diventare un mantello. Ero solito travestirmi da Zorro, D’Artagnan, un(a) principe(ssa) arabo(a) o qualsiasi altro costume fosse in giro. Ho sempre saputo che avrei voluto lavorare nella moda, mi trasferii a Londra per questo motivo e lavorai come assistente alle vendite da Harvey Nichols. Da quel momento capii che la moda sarebbe stata il mio futuro.


Louis Rubi
Louis Rubi

Raccontami qualcosa del tuo brand. Come lo definiresti? Qual è il tuo consumatore tipo e a chi ti stai rivolgendo?

LR3 riguarda principalmente il voler far divertire le persone con i propri vestiti, non importa la tua origine, il colore della tua pelle, la forma del tuo corpo, il tuo genere o la tua età.

Il focus è sulle persone reali che indossano i nostri abiti, ognuna delle quali ha caratteristiche proprie. Sul nostro sito trovi moltissime persone completamente diverse le une dalle altre che indossano indumenti della stessa taglia.

Volevamo creare un brand slow fashion. Per noi è fondamentale non ripetere le cose che non stanno funzionando nella moda.

Abbiamo fatto una lista di queste ultime e le abbiamo trasformate nel nostro ethos: no ai trend/ispirazione e divertimento; nessun genere/tutti i generi; poche taglie/tutte le forme del corpo; no alle razze/siamo tutti umani; no limite d’età/tutte le età; no ai manichini/personalità reali; no al fast fashion/slow fashion; no stagionalità/collezioni permanenti; no agli stock/fatto per te; no vendite all’ingrosso/direttamente al consumatore.



Da dove arriva l’ispirazione? Quali altre passioni hai oltre alla moda? Quali sono le persone che ammiri, i tuoi “eroi”?

Probabilmente l’ispirazione maggiore mi arriva dai viaggi, esperienze che mi hanno fatto davvero aprire gli occhi. Sono davvero fortunato, perché ho la possibilità di viaggiare molto sia per lavoro che per divertimento. Là fuori ci sono così tante realtà, ciò che è “normale” in un posto non lo è in un altro. Anche internet ogni giorno è una fantastica fonte di ispirazione per nuove esperienze e viaggi. Ho un debole per le cose belle, che siano oggetti, luoghi, edifici … mi affascina la storia che sta dietro. Amo ascoltare come le persone hanno costruito i propri sogni, questi sono eroi: sono riuscite a realizzare ciò che una volta era un sogno seguendo ciò che il cuore diceva loro. 



Tu hai un grande seguito sui social, come hanno cambiato questi il tuo lavoro e la sua visione di esso?

Ancora non capisco come sia possibile, è stupendo. Le persone con me sono sempre state gentili, positive ed incoraggianti. È stato il primo posto in cui ho sentito di poter mettere realmente in gioco il mio punto di vista. I social media danno voce a coloro i quali inizialmente non avevano una piattaforma, ma già avevano un messaggio da raccontare, è strepitoso. 


Louis Rubi

Una definizione di bellezza?

La bellezza non è definita da canoni, si trova ovunque. Fermati ad osservare qualcosa per più di tre secondi e la troverai lì.


Louis Rubi

Secondo te, come può un uomo essere elegante?

In generale penso che gli uomini siano più limitati in fatto a cosa possono indossare, è un po’ noioso. L’eleganza riguarda il sentirsi sicuri di sé, l’accettarsi e il vestirsi con gioia. Mi piacciono gli uomini che si prendono cura della scelta dell’outfit ogni giorno. 


@lr3_community

Raccontami qualcosa sul tuo stile, il quale ha un ruolo importante sui tuoi social. Cosa non può mai mancare nel tuo guardaroba? Perché questo amore per l’oversize?

Le persone apprezzano il fatto che io giochi con volumi e proporzioni, mi piace sbizzarrirmi anche con i colori. Io amo indossare abiti larghi ed oversize da quando sono bambino, è una sensazione pazzesca.



Puoi darmi la tuo opinione in merito a questo periodo molto difficile? Come credi cambierà il sistema moda dopo il Covid-19?

Quando ripenso alle cose accadute in passato, i momenti peggiori della mia carriera si sono sempre trasformati nei più positivi. Ogni periodo difficile ed ogni crisi sono perfetti per riflettere e fare valutazioni sulle cose che non stanno funzionando come dovrebbero e su come cambiarle. Nella nostra industria la lista è lunga e dunque c’è molto lavoro da fare. Mi riferisco a molti fattori: cultura e cambiamenti nell’atteggiamento, internet, bisogni ambientali, cicli stagionali … ecc. Dobbiamo rivoluzionare l’industria ancora una volta.



Siccome Man in Town è molto affine al tema dei viaggi, puoi raccontarmi quale sarebbe la tua destinazione dei sogni (anche se ora possiamo viaggiare più che altro con la mente)?

Sarebbe o una città movimentata come Tokyo, oppure un posto lontano per trovare pace e quiete.

Sei mai stato in Italia? Hai un ricordo speciale o qualcosa che ti è piaciuto in modo particolare?

Sì, molte volte. Amo follemente l’Italia. Spagna e Italia condividono molte cose. Mi piace come le persone in Italia siano passionali ed il fatto che l’Italia è un Paese che si prende davvero cura ed è orgoglioso della sua eredità culturale. Gli italiani comprendono l’importanza della creatività e della bellezza, d’altronde ne sono circondati!



Raccontami della tua città e del tuo Paese, qualcosa da vedere e da fare

Io sono originario di un paese chiamato Badajoz, a sud ovest della Spagna. Me ne andai quando ero piccolo e da lì ho vissuto in luoghi diversi. Attualmente sono stabile a Barcellona, una città meravigliosa in cui è facile vivere e che è collegata bene a tutto il mondo.

La Spagna ha un sacco da offrire, se dovessi visitarla per la prima volta sicuramente farei un roadtrip, attraversandola tutta in macchina.

Il tuo motto personale, una citazione che ti caratterizza?

FALLO DIVERTENDOTI … altrimenti ogni cosa diventa un lavoro.



Quali sono i tuoi progetti e sogni per il futuro?

Il mio sogno sarebbe vedere LR3 crescere e mostrare che anche nell’industria della moda le cose possono essere fatte in maniera differente.

Ripartire con stile

Dopo un periodo di riposo forzato, ma previsto da un senso civico importante e necessario, stiamo riprendendo con non poche difficoltà la nostra quotidianità. Noi proviamo a darvi qualche suggerimento con un’aria forse un po’ leggera, ma che non dimentica certo che se il peggio è forse passato dobbiamo continuare a lottare insieme contro questo nemico invisibile. Questi sono alcuni suggerimenti per un rientro al lavoro con stile, e per regalarci con un po’ di shopping piccoli momenti di svago.


Dolce&Gabbana

L’occhiale da sole pilot dallo stile audace riprende una tendenza best seller del brand arricchendola di innovazioni. La tecnologia step injection in fibra di nylon garantisce una splendida leggerezza anche nei volumi bold, per un modello che non vuole passare inosservato, sia nella versione giallo fluo trasparente che nella variante in nero e crystal.  

Bottega Veneta

Modello caravan con decorazioni in metallo e ponte plastico. Le aste sottili presentano un motivo a forma di nastro sfrangiato e  logo inciso al laser. La montatura è esaltata da finiture a contrasto lucide ed opache.

Lacoste

Uno spirito chic e rilassato caratterizza l’uomo Lacoste SS20. Linee classiche, leggerezza e colori freschi, uniti a dettagli curati e di lusso creano una collezione adatta a tutte le occasioni. Navy, bianco e verde rappresentano i colori classici lacoste che uniti al khaki danno vita ad una palette estiva perfetta!

Salvatore Ferragamo

Borsa da week-end in cuoio nabuk.

Nardini

Dopo aver messo a punto una formulazione innovativa ed unica nel comparto grazie alla collaborazione con un primario laboratorio di dermocosmesi, Nardini, la più antica distilleria d’Italia e leader dal 1779 nel mercato delle grappe e dei liquori di eccellenza, ha deciso di convertire nuovamente una parte della produzione realizzando N-gel, il proprio gel detergente mani alla grappa ad azione igienizzante.

Fila

Maglia in tuta e woven pants abbinati.

Marsupio rosso con maxi logo.

Atelier di Monica

Cover mask 100% seta basic o fantasia.

Veja

Realizzate in gomma amazzonica, le suole di questi modelli, datati ad almeno dieci anni fa, hanno assunto naturalmente con il passare del tempo una tonalità morbida, color burro. Nova High Top è una sneaker vegana al 100% ed è prodotta nel sud del Brasile.

New Balance

New Balance reintroduce per la primavera 2020 la 992, uno dei modelli cult della categoria lifestyle Made in USA. Grazie ai materiali premium e alle tecnologie presenti la New Balance 992 si riconferma come un classico modello lifestyle dotato di un comfort imbattibile.

Testoni

Tote bag design in morbido vitello nero a conciavegetale. Particolare chiusura con calamite lateral.

 Sneaker bassa in morbido vitello bianco con giochi di bucature

Canali

A definire lo stile naturalmente disinvolto del brand è il verde che riassume al meglio tutti questi aspetti, declinato nei suoi toni più intensi. Colore che simbolicamente rimanda alla speranza, alla positività e alla fortuna. 

Con la collaborazione di Massimiliano Benetazzo

Editorial: Spare time

Suit Marsem, polo Doppiaa
Suit Marsem, polo Doppiaa
Total look Frankie Morello
LUCAS: Suit Marsem, polo Doppiaa; JORDAN: Total look Frankie Morello
LUCAS: Suit Marsem, polo Doppiaa; JORDAN: Total look Frankie Morello

Foto 1 LUCAS
Suit Marsem, polo Doppiaa

Foto 2 LUCAS
Suit Marsem, polo Doppiaa

Foto 3 JORDAN
Total look Frankie Morello

Foto 4
LUCAS
Suit Marsem, polo Doppiaa
JORDAN
Total look Frankie Morello

Foto 5
LUCAS
Suit Marsem, polo Doppiaa
JORDAN
Total look Frankie Morello

Suit Doppiaa, sweater C.P. Company
Suit Doppiaa, sweater C.P. Company
Total look Andrea Pompilio
Total look Andrea Pompilio
Georgette T-Shirt and Trousers Christian Pellizzari, shirt Caporiccio
Total look Calcaterra, sunglasses Moscot
Total look Calcaterra, sunglasses Moscot

Foto 6 JASER
Suit Doppiaa, sweater C.P. Company

Foto 7 JASER
Suit Doppiaa, sweater C.P. Company

Foto 8 LUCAS
Total look Andrea Pompilio

Foto 9 LUCAS
Total look Andrea Pompilio

Foto 10 JORDAN
Georgette T-Shirt and Trousers Christian Pellizzari, shirt Caporiccio

Foto 11 JASER
Total look Calcaterra, sunglasses Moscot

Foto 12 JASER
Total look Calcaterra, sunglasses Moscot

Coat and trousers CC Collection Corneliani, shirt Doppiaa
Coat and trousers CC Collection Corneliani, shirt Doppiaa
Coat and polo Tagliatore, trousers Berwich
Coat and polo Tagliatore, trousers Berwich

Foto 13 LUCAS
Coat and trousers CC Collection Corneliani, shirt Doppiaa

Foto 14 LUCAS
Coat and trousers CC Collection Corneliani, shirt Do

Foto 15 JORDAN
Coat and polo Tagliatore, trousers Berwich

Foto 16 JORDAN
Coat and polo Tagliatore, trousers Berwich

Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own
Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own
Total look Angelos Frentzos
ALEXANDER: Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own; GENNARO: Total look Angelos Frentzos
ALEXANDER: Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own; GENNARO: Total look Angelos Frentzos
ALEXANDER: Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own; GENNARO: Total look Angelos Frentzos
ALEXANDER: Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own; GENNARO: Total look Angelos Frentzos

Foto 17 ALEXANDER
Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own

Foto 18 ALEXANDER
Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own

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Total look Angelos Frentzos

Foto 20
ALEXANDER

Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own
JASER
Total look Angelos Frentzos

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ALEXANDER

Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own
JASER
Total look Angelos Frentzos

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ALEXANDER

Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own
JASER
Total look Angelos Frentzos

Foto 23
ALEXANDER

Total look Angelos Frentzos, necklace Vivienne Westwood model’s own
JASER
Total look Angelos Frentzos

Bomber e shirt Frankie Morello, trousers Skill_officine
Bomber e shirt Frankie Morello, trousers Skill_officine
Jacket Marsem, pull Agelos Frentzos, trousers Edithmarcel, shoes Les Hommes
Jacket Marsem, pull Agelos Frentzos, trousers Edithmarcel, shoes Les Hommes

Foto 24 ALEXANDER
Bomber e shirt Frankie Morello, trousers Skill_officine

Foto 25 ALEXANDER
Bomber e shirt Frankie Morello, trousers Skill_officine

Foto 26 ALEXANDER
Jacket Marsem, pull Agelos Frentzos, trousers Edithmarcel, shoes Les Hommes

Foto 27 ALEXANDER
Jacket Marsem, pull Agelos Frentzos, trousers Edithmarcel, shoes Les Hommes

LUCAS: Jacket C.P. Company, blazer Tagliatore, shirt Doppiaa, trousers Berwich, socks Alto Milano, shoes Paciotti; JORDAN: Jacket and trousers Paoloni, shirt Alessandro Gherardi, shoes Paciotti; GENNARO: Coat Tagliatore, suit and shirt Manuel Ritz, shoes Les Hommes; ALEXANDER: Jacket Paoloni, shirt Christian Pellizzari, trousers Berwich, socks Alto MIlano, sandals Andrea Pompilio
LUCAS: Jacket C.P. Company, blazer Tagliatore, shirt Doppiaa, trousers Berwich, socks Alto Milano, shoes Paciotti; JORDAN: Jacket and trousers Paoloni, shirt Alessandro Gherardi, shoes Paciotti; GENNARO: Coat Tagliatore, suit and shirt Manuel Ritz, shoes Les Hommes; ALEXANDER: Jacket Paoloni, shirt Christian Pellizzari, trousers Berwich, socks Alto MIlano, sandals Andrea Pompilio
LUCAS: Jacket C.P. Company, blazer Tagliatore, shirt Doppiaa, trousers Berwich, socks Alto Milano, shoes Paciotti; JORDAN: Jacket and trousers Paoloni, shirt Alessandro Gherardi, shoes Paciotti; GENNARO: Coat Tagliatore, suit and shirt Manuel Ritz, shoes Les Hommes; ALEXANDER: Jacket Paoloni, shirt Christian Pellizzari, trousers Berwich, socks Alto MIlano, sandals Andrea Pompilio
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Foto 28
LUCAS

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JORDAN
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JASER
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LUCAS

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Foto 30
LUCAS

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Total look N°21
Total look N°21
Total look Les Hommes

Foto 32 JORDAN
Total look N°21

Foto 33 JORDAN
Total look N°21

Foto 34 JASER
Total look Les Hommes

Photographer: Jilad Kavalero @kavalero.g

Stylist: Stefano Guerrini @stefano_guerrini

Stylist’s assistants: Salvatore Pezzella and Greta Tedeschi

Grooming: Mattia Norbiato @matt_m.u.a.

Models: Lucas Evangelista @dmanagementgroup; Jordan Genidogan @dmagementgroup; Jaser Auletto @dmagementgroup, Alexander Blinov @dmagementgroup.

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Intervista a Emiliano di Meo

Emiliano Di Meo vive a Roma ed esordisce nel 2013 come autore autoprodotto con Il Chiaroscuro Delle Cose. A partire dalla sua prima opera sono subito evidenti i temi che gli sono più cari: l’introspezione dell’animo umano e il riconoscimento dell’amore come sentimento universale che non è più possibile imbrigliare nella distinzione tra i generi. Lo scrittore contribuisce a dar voce ad una comunità come quella LGBT che ancora oggi si trova costretta a combattere per il pieno riconoscimento dei propri diritti..

1. Come ti sei avvicinato alla letteratura? Quando hai capito che avresti voluto scrivere?

Mi ha sempre incuriosito l’arte in generale. La necessità che l’uomo ha di esprimere il proprio universo interiore. Da ragazzino iniziai con il disegno, ma avevo la sensazione che non mi permettesse di “dire tutto”, così da adolescente ho iniziato a scrivere ed eccomi qui.

2. Perché la letteratura strettamente LGBT e perché la letteratura erotica?

La scelta della letteratura LGBT è legata all’idea che ce ne sia bisogno più che mai, ma c’è bisogno di letteratura LGBT che provenga dalla comunità LGBT e non da chi crede di poter immaginare cosa significa essere un omosessuale oggi. Sono un uomo gay nel 2020 e chi non lo è non può capire cosa significa esserlo.  Ci sono cose che non si possono immaginare. O si vivono o non si possono capire appieno, nel bene e nel male. La storia del “ti capisco grazie alla mia spiccata sensibilità” con me non ha mai funzionato.

Mi irrita chi spaccia per letteratura LGBT testi che non provengono dalla comunità, perché non si tratta di letteratura LGBT, bensì di fantasy.

Della letteratura erotica poi mi incuriosisce la possibilità che ti dà di scavare nell’animo umano. Mi piace indagare e arrivare alle fantasie delle persone comuni, quelle non racconterebbero a nessuno, se non al proprio amico del cuore, ma, anche in quel caso, lo farebbero a bassa voce. Mi affascina l’idea di raccontare quello che fanno gli uomini quando nessuno li vede. Quello che fanno per godere.

3. Cosa rispondi a chi ritiene che la letteratura erotica sia un’espressione minore?

Che non devono aver paura del sesso o della voglia di sesso, perché è naturale. Ecco, una volta che avranno accettato il sesso come componente naturale della loro esistenza, senza morbosità, riusciranno a smettere di stigmatizzarlo. Mi fanno sempre sorridere quelli che si reputano troppo colti per la letteratura erotica.

4. Quali sono i tuoi riferimenti e idoli? Da dove arrivano le idee? Quanto c’è di biografico in quello che scrivi?

Nella letteratura non ho riferimenti. Voglio che le mie storie vengano riconosciute come unicamente mie. Non voglio che assomiglino alle storie di qualcun altro. Idoli non ne ho in generale. Diciamo che non subisco il fascino del famoso. Mi piacciono tutti gli anticonformisti, ma se riconosco che lo sono in maniera genuina, senza forzature. Mi piace l’animo rock n roll.

Le idee mi arrivano dalle mie curiosità. Dall’osservare la vita degli altri, ascoltare quello che dicono, come si muovono e, inevitabilmente, dall’osservare me stesso e di conseguenza c’è molto di me nelle mie storie. Non potrebbe essere altrimenti. A me piace parlare solo di quello che conosco.

5. C’è un personaggio a cui sei affezionato di più?

Ora dirò una banalità, ma essendo i miei personaggi li amo un po’ tutti. Ci sono, però, dei cuori puri sul serio che non si possono non amare in modo particolare. Mi piace Paolo da IL CHIAROSCURO DELLE COSE e Samuel, protagonista di SO QUANDO SEI FELICE DAL COLORE DEI TUOI OCCHI. Per un motivo del tutto opposto, poi, mi piace Davide, protagonista indiscusso di AMICI DI NOTTE. Lui mi piace perché è sporco come lo sono le persone vere.

6. Come è stato posare come modello per noi?

Divertente. È stato divertente. Ed è stata anche una piacevole sorpresa. Mi aspettavo personaggi un po’ “ingessati” e, invece, c’era un bel clima e molta disponibilità. Mi sono divertito.

7. Come ti poni nei confronti della moda?

Non ne so molto, lo ammetto. So quello che piace a me, ma non saprei dire se va di moda o no. È qualcosa che va oltre le mie capacità ed è sempre stato così. Ho i miei gusti e seguo quelli, se poi vanno anche di moda, bene, altrimenti pazienza.

8. Cosa non può mancare nel tuo guardaroba?

Gilet, mocassini e camicie a quadri.

9. La tua definizione di eleganza?

Sentirsi a posto con se stessi, ovunque, senza avvertire il bisogno di sembrare qualcun altro.

10.Come sei nel tempo libero? Viaggi? Altre passioni?

Casalingo. Sono poco mondano, però mi piace viaggiare. Mi piace mangiare cose nuove, mi piacciono i posti raccolti. Mi piace lo sport, ma più che una passione è quasi un bisogno, se devo essere sincero. Mi piace passeggiare per la mia città.

11. Consigliaci un luogo o un viaggio o un piatto ispirato a un tuo libro.

Vediamo, provo a fare tutte queste cose in un’unica proposta. Non ho ancora mai ambientato una storia in Turchia, ma conto di farlo prestissimo. Sono rimasto affascinato da Istanbul, dalla sua musica, dal cibo e dalla bellezza della sua gente.

12. Progetti e sogni per il futuro?

Continuare a scrivere senza lasciarmi condizionare dal pensiero di cosa potrebbe piacere o non piacere al pubblico. Voglio continuare a scrivere seguendo semplicemente il mio gusto e vedere come rispondono gli altri. 

Photographers: Carlo William Rossi and Fabio Mureddu

Stylist: Stefano Guerrini

Make-up: Carlo William Rossi using Mac Pro

Hair-style: Cosimo Bellomo using Hair by Sam McKnight 

Stylist’s Assistant:  Elisa Maria Montanaro and Stefano Mastropaolo

Set assistant: Mauro Angelozzi

Model: writer Emiliano Di Meo

Thanks to MAX SIMOTTI Studio

Sweaters DOPPIAA, shirt Corneliani 

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Editorial: Luca Maurino

Photographer: Cosimo Capacchione

Stylist: Stefano Guerrini

Grooming: Fabiana Daddato

Stylist’s assistants: Daniela Cassis, Salvatore Pezzella

Model: Luca Maurino @Boom Models Milano

Location: FLASH STUDIO MILANO

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A model’s talk: Ricki Hall

Capelli platino e barba nerissima, occhiali da nerd e baffoni intrecciati, guance nude e pizzetto: Ricki Hall (@rickisamhall su instagram) è l’esempio lampante di come ci si possa divertire a cambiare tutto – ma proprio tutto – del proprio look senza pensare alle regole, e non solo per barba e capelli. Sembra che addosso che gli stia bene tutto perché le sue scelte che sembrano casuali, non lo sono per nulla, vengono studiate con uno styling impeccabile. Eccolo nel nostro editoriale.

A cosa ti ispiri per creare il tuo stile?

Sono un fan degli indumenti da lavoro, del denim giapponese e dell’abbigliamento sportivo americano degli anni ’50. Generalmente, per il mio stile, prendo ispirazione dai film americani degli anni ’50 e ’60 in cui è presente un cenno ai film adolescenziali degli anni ’80. Un elemento fondamentale per me è sapere sempre come sono fatte le cose, capire quanto siano sostenibili, qual è la loro qualità e conoscere le persone che le hanno prodotte. 

Quanto tempo dedichi alla tua beauty routine?

Da poco tempo mi sono rasato completamente i capelli. 
Sul mio viso, invece, utilizzo Eisemberg Paris perché secondo me crea degli eccellenti idratanti e detergenti sia per la notte che per il giorno. 
Sulla barba uso l’olio e il balsamo per barba di Captain Fawcett “Booze & Bacc” per cercare di tenerla sempre controllata e profumata di fresco. Questa routine mi richiede circa 25 minuti al giorno ed è super veloce e semplice.

Viaggi spesso per lavoro, cosa non può mancare nella tua valigia quando viaggi?

Mi porto sempre dietro le mie cuffie e le mie casse di Bang & Olufsen perché senza musica non riesco né a viaggiare né a lavorare. 
Anche le candele, però, non possono mancare perché io amo che le camere d’hotel profumino di casa. Dyptique, ad esempio, ha creato una gamma fantastica: elegante e classica con un tocco di rock n roll. 
Il mio diario è un’altra cosa molto importante per me. Infatti, prendo costantemente appunti e scrivo sempre idee per i miei brands e progetti futuri.

Qual’è la tua città preferita nel mondo?

Londra per me è il top (vivo nel sud est di Londra), mentre New York City e Milano sono al secondo posto. 
Io sono un vero e proprio inglese cresciuto nelle midlands e quindi trasferirmi a Londra a 20 anni mi ha fatto scoprire un nuovo mondo. Devo molto a questa città. Ha contribuito a creare la mia carriera. Londra, infatti, possiede una cultura incredibile ed una storia splendida. Io so di essere a casa quando davanti a me ho un’enorme English breakfast che per me è il cibo dei campioni. Ci ho creato un esercito su quella roba. 

Un posto davvero cool da non perdere a Londra?

Qualche anno fa ti avrei detto The Stables Market a Camden (lavoravo lì), ma negli ultimi due anni è cambiato tutto. Tutti i negozi vintage più divertenti e stravaganti sono stati abbattuti o hanno dovuto chiudere a causa dei prezzi di affitto sempre più alti. Attualmente un posto fantastico che frequento molto è il Brixton Market dove il cibo è insuperabile. Il loro pollo piccante è considerato uno dei migliori del mondo. 
Per una splendida visita gratuit, invece, ti consiglio invece di andare a Primrose Hill. 

La canzone in cima alla tua playlist?

Mentre ero qui a New York ho ascoltato molto Tom Walker. Una delle mie sue canzoni preferite è “Fly away with me”, ma il suo album “What a time to be alive” è semplicemente eccezionale. In realtà non è molto il mio genere perché io solitamente preferisco il metal o il rock però in quell’album ci sono alcune canzoni che mi rispecchiano molto e mi fanno pensare. 

Vantaggi e svantaggi di essere un modello?

Un vantaggio è che puoi viaggiare molto. Uno svantaggio, invece, è quando le persone ti chiedono cosa fai per guadagnati da vivere, tu gli rispondi, e loro ti guardano dall’alto al basso come per vedere se realmente tu abbia i requisiti per fare modello. 

Cosa ti piace dell’Italia?

Sicuramente le tre “P” che per me sono le Persone, la Passione ed ovviamente… la Pizza. La passione che hanno gli italiani per ogni cosa che fanno è veramente d’ispirazione. 

Piani per il futuro?

Ho un brand di vestiti che si chiama “Indigo and Goods” e attualmente abbiamo in programma alcune grandi campagne e linee di abbigliamento grandiose. 
Anche dalla mia collaborazione con il brand di grooming maschile “Captain Fawcett” stanno uscendo nuovi prodotti. Alcuni di quelli che ho creato insieme a loro, sono sono già in commercio e sono tutti per la barba, mentre quelli nuovi saranno per chiunque e comprenderanno shampoo, idratanti e detergenti. Tutti con il famoso aroma Old School per il quale siamo conosciuti… andate a vederli! 🙂

Ricki HallSUPA Model Management @RickiSamHall

Photographer: Cosimo Capacchione

Stylist: Stefano Guerrini

Grooming: Fabiana Daddato

Stylist’s assistants: Daniela Cassis, Salvatore Pezzella

Model: Ricki Hall @Boom Models Milano

Location: FLASH STUDIO Milano

Intervista di Massimiliano Benetazzo

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Quando gli amici ritornano: Claudio Sona

A quasi un anno dall’ultimo editoriale, incontriamo nuovamente uno dei nostri men in town, Claudio Sona, che ci racconta una ritrovata quotidianità, svelandoci qualche dettaglio sui progetti imminenti.

Come sta andando il periodo successivo alla chiusura della tua attività?

Se il 2019 é stato l’anno dei cambiamenti, questo é il momento della costruzione. La realizzazione di una casa che rispecchi la mia personalità e che costituisca il mio porto sicuro insieme alla scelta di una nuova attività, nel settore ristorazione, che mi dia nuovi stimoli. Sono decisioni importanti che preferisco prendere con calma ma delle quali non mi piace parlare per scaramanzia. Quanto alla televisione, non ho progetti immediati ma sono ben accette proposte che non implichino il mero apparire.

A chi ti ispiri per creare il tuo stile?

Non mi ispiro a qualcuno in particolare, anche se ho i miei stilisti preferiti. Amo essere casual nel quotidiano, però mi sento ugualmente a mio agio se devo vestirmi elegante. Mi piace spaziare, abbinando colori e modelli, per non essere mai banale o scontato.

Stai facendo crescere i capelli, li curi con prodotti particolari?

Far crescere i capelli é stata una decisione che mette a dura prova la mia pazienza perché al momento sono ingestibili. Odio aspettare, vorrei averli lunghi e subito. Facendo palestra tutti i giorni li lavo spessissimo per cui cerco di curarli per evitare che si rovinino facendo molte maschere e, soprattutto, usando prodotti di qualità.

Quanto tempo dedichi alla tua beauty routine?

Sono un incostante, non posso dire di avere una beauty routine precisa. Ovviamente ogni giorno cerco di pulire accuratamente la pelle del viso e idratarla. Faccio delle maschere un paio di volte a settimana e alla sera uso un prodotto specifico per le occhiaie. Quando riesco, cerco di ritagliarmi del tempo  per coccolare il mio corpo con massaggi e trattamenti estetici mirati.

Il pezzo in cima alla tua playlist?

Amo tutta la musica e mi piace cantare. Mi tengo aggiornato e seguo tutte le uscite del momento. Non ho una canzone preferita ma ho degli artisti che seguo da sempre. Tra gli italiani sicuramente ascolto con piacere Vasco Rossi, Marco Mengoni e Tiziano Ferro mentre tra gli stranieri Bon Jovi, perché mi ricorda la mia adolescenza, ma anche Lady Gaga e Madonna.

Il libro che hai sul tuo comodino ora?

Cerco di leggere, quando posso, e sul mio comodino ci sono sempre molti libri in attesa di essere letti. Non ho un genere preferito. In questo periodo sto leggendo “Papà per scelta”, libro per il quale farò il moderatore alla presentazione che si terrà a Verona che mi sta prendendo molto.

La prima cosa che fai appena sveglio e l’ultima prima di addormentarti?

Ormai é diventato un rito: guardare cosa fa il mio cane Oscar. Difficile fare altro. Ogni sera si stende a terra, vicino al mio letto poi, quando si accorge che mi sono addormentato, si alza e va a dormire nell’altra stanza. Al mattino, non appena sente che mi giro nel letto, capisce che mi sto svegliando e mi raggiunge accucciandosi al mio fianco.

Intervista: Massimiliano Benetazzo

Photographer: Alisson Marks

Styling: Stefano Guerrini

Stylist’s assistants: Daniela Cassis, Salvatore Pezzella

Grooming: Rodrigo Souza

Model: Claudio Sona

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A model’s talk: Fero Janicek

Quando e come è iniziata la tua carriera da modello?

Nella vita faccio il medico. Ho sempre avuto la passione per la moda e la bella fotografia. La carriera da modello è arrivata per caso grazie ai social. 

Il tuo lavoro ti ha permesso di conoscere l’Italia, cosa ti piace del nostro paese?

Fin da piccolo ho sempre visto l’Italia come il paese dei miei sogni, tanto che l’ho scelta come paese dove studiare per il progetto Erasmus. Dell’Italia amo tutto – la lingua, la cultura, il cibo e l’arte.

La tua città preferita nel nostro Paese?

Non ho una città preferita. Ho avuto la possibilità di conoscerla bene e ogni città è diversa, ognuna con la propria identità e particolarità che la rende magica.

La tua routine di allenamento e nutrizione?

Sono molto duro con me stesso e determinato al punto che non ho problemi a fare tanti sacrifici per raggiungere i miei obiettivi. Mi alleno anche due volte al giorno se necessario, svegliandomi alle 5 del mattino. La mia alimentazione è soprattutto proteica con pochissimi carboidrati e grassi limitati al necessario. Seguo uno schema chiamato “digiuno intermittente”. Questo tipo di alimentazione non è facile da seguire ma fornisce risultati reali. Bisogna limitare il consumo di calorie a una finestra di 8 ore e astenersi dal cibo per le altre 16. 

Tre cose indispensabili nella tua valigia?

Un bel libro, beauty case e il portafortuna che mi è stato regalato da una persona a me cara.

Dove e come ti vedi tra 10 anni?

Non mi vedo tra 10 anni. Sicuramente continuerò a svolgere il mio lavoro di medico. Per il resto vivo la vita giorno per giorno, cercando di cogliere tutte le opportunità che essa mi presenta, ma restando sempre ben saldo con i piedi per terra.

Intervista a cura di Massimiliano Benetazzo.

Photographer: Roberto Viccaro @vicroberto
Stylist: Stefano Guerrini
Stylist’s assistants: Elisa Maria Montanaro e Salvatore Pezzella
Grooming: Martina Muscariello
Model: Fero Janicek @fero.janicek

Thanks Cross+Studio e Greta Tedeschi


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Wish list: un nuovo tipo di lusso

Un nuovo tipo di lusso. Un lusso quasi emotivo, in grado di rappresentare non tanto un social status, ma la nostra appartenenza ad una tribù di stile sempre più simile ad una famiglia allargata, dove tutti sono accreditati alla stessa fanzine. Questa parola non è usata per caso perché questi nuovi oggetti del desiderio sono tutti un po’ retrò, old school, figli di una nostalgia per un periodo che in realtà parte del pubblico a cui sono indirizzati non ha vissuto. Oltre agli eccessi di colore, soprattutto l’uso del viola per il guardaroba maschile fa riferimento a una cromoterapia energizzante e rivitalizzante. La moda acquisisce così aspetti rassicuranti e taumaturgici, che si aprono a nuove strade. Iniziando dal passato.

Di Ermenegildo Zegna l’abito must-have in tessuto tecnico di raso #UseTheExisting con macchie multicolori su una base viola ossidiana chiara, composta da una giacca a spalle morbide con risvolti couture iconici e pantaloni slim fit senza pinces. T-shirt oversize in maglia con scollo ampio. Occhiale modello geometrico con montatura leggera in metallo e acetato. Stivaletti con zip a Varsavia pelle grigia.

Michael J. Fox e Rob Lowe interpretati da Richard Berstein in puro stile Warhol per le copertine di Interview. E la felpa e la canotta di cotone di Coach 1941 diventano supercool e molto desiderabili tributi agli anni Ottanta!

Ci ricorda alcune vacanze al mare negli anni ’70, tra Ibiza e Saint Tropez, il sandalo con cinturini in camoscio color sabbia di Santoni. Così chic!

Dall’amatissimo Gucci disegnato da Alessandro Michele un portadocumenti in pelle rossa con dettaglio Horsebit. E puoi andare a lavorare con stile e con uno spirito elettrizzante.

Borsa in pelle di Bally con dettagli in stile escursionismo, non solo per i fine settimana in alta montagne.

La shopping bag Marni della collezione uomo p/e 2020 è in PVC con manici in pelle. Il dettaglio dei disegni di bottiglie di plastica richiama uno spirito ecologico che è assolutamente essenziale oggi.

Ci fanno pensare alle università americane, un tocco di “Grease”, un po’ di “The rules of attraction” di Bret Easton Ellis, dove i protagonisti principali sono cheerleader e giocatori di rugby. Ecco le Sneakers in gabardine di cotone di Prada: nuovi oggetti del desiderio.

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A model’s talk: i gemelli Patriota

Come e quando è nata la vostra passione per la moda e carriera di modelli?

La nostra carriera da modelli è nata quando ci siamo trasferiti a Goiânia, la capitale del nostro stato. Uno stylist ci ha presentato ad un’agenzia di moda e da lì abbiamo cominiciato a lavorare e ci siamo innamorati del fashion a prima vista.

Le vostre città di origine e quelle che vi sono rimaste nel cuore?

Siamo nati a Porangatu-go e abbiamo viaggiato molto per cui non possiamo non nominare Hong Kong , Roma, Milano , Rio de Janeiro e New York City.

I posti che sognate di visitare?

Volevamo visitare l’Italia e ci siamo riusciti, ci piacerebbe andare in Nuova Zelanda, Australia, India e Giappone. Nel nostro paese invece bisogna assolutamente visitare Cristo Redentore a Rio de Janeiro, perché è una città meravigliosa con molte culture e diversità. In Italia invece ci è piaciuta Roma che è una città affascinante sia per storia millenaria, arte o gastronomia.

Nella vostra valigia cosa non può mancare?

Nella valigia, non può mancare l’asciugacapelli, filo interdentale, profumo, camicia, pantaloni, biancheria intima e i nostri accessori per la palestra.

I vostri consigli per tenersi in forma anche viaggiando?

Fare una sana colazione, allenarsi nella camera d’albergo, fare jogging al mattino o in strada o in spiaggia.

La vostra playlist?

Ci piace il jazz, il blues, la samba e il rock.

Photographer: Alisson Marks 
Stylist: Stefano Guerrini 
Grooming: Domenico Mastrodicasa
Stylist’s assistants: Daniela Cassis Peña, Francesca Minardi, Gergana Dimitrova
Models: Marcos e Marcio Patriota @Elite Uomo Milano

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Natale 2019, idee regalo tra tech e lifestyle

Che ci piaccia o no il Natale si sta avvicinando anche quest’anno, e con esso l’irrefrenabile voglia di stupire i nostri cari con idee regalo utili e soprattutto non banali.
In questa gallery trovate alcune proposte interessanti tra tech e lifestyle, per non sfigurare durante le prossime feste.

MOLESKINE

La scatola da collezione David Bowie è ispirata dal talento unico e dal continuo reinventarsi di un iconico cantautore, un pensatore creativo e visionario. Questa Limited edition cattura l’identità in continua evoluzione del cantante con custodia con effetto cangiante che trasforma Aladdin Sane in Ziggy Stardust. All’interno si trova un taccuino numerato in edizione limitata che ritrae Bowie e il suo celebre logo.

SPARCO FASHION

Orologio Sparco sportivo da uomo, cinturino rosso in silicone con disegno pneumatico.

VALVERDE

Una bottiglia da collezione in Limited Edition realizzata dagli studenti del Polimoda. Il formato da 250ml è amato da un pubblico attento al gusto e alla forma, in grado di svelare un’anima innovativa e ricercata, fuori dai canoni tradizionali. 

JAGERMEISTER

Jägermeister Manifest, la prima referenza super-premium della gamma, nata per soddisfare i palati più maturi ed esigenti che amano un liquore più esclusivo, da assaporare in occasioni più rilassate. 

ESPOLON

Il Tequila Espolòn Blanco commemora la storia dell’Indipendenza del Messico in cui Guadalupe e Rosarita si unirono alla valorosa campagna militare di padre Miguel Hidalgo. Una qualità primaria ottenuta senza invecchiamento dal processo di distillazione del puro agave blu. 

NARDINI

La Grappa Riserva Selezione Bortolo Nardini Single Cask 22 anni completa la linea ultra premium “Selezione Bortolo Nardini”, frutto di un progetto che stabilisce una nuova soglia di qualità per il distillato nazionale italiano con la scelta delle grappe più morbide, profumate e dolci.

BORSALINO

Cappello in modello baseball. Maxi logo foliage con fodera interna.

PELTY

Pelty è l’unico speaker bluetooth al mondo azionato dal calore del fuoco per riprodurre la musica di ogni device, utilizzando energia pulita per il suo funzionamento.

U.S. POLO ASSN.

Modello stringata brown suede

RICHARD MILLE E PHARRELL WILLIAMS

Questo orologio, ispirato al cosmo, vede la collaborazione tra Richard Mille e Pharrell Williams ed è realizzato utilizzando materiali altamente tecnologici lavorati manualmente in miniatura, utilizzando la tecnologia più avanzata.

GPO

GPO Union Flag Phone si ispira all’iconico modello push button protagonista di tutte le case negli anni ’60, unendo design vintage, linee classiche e tecnologia moderna per un effetto british assicurato.

PAPIRHO

Lo sgabello in carta di Papirho dall’inconfondibile struttura a nido d’ape, pratico, leggero e allo stesso tempo resistente. Perfetto sia come seduta sia come tavolino d’appoggio nella zona living. 

ZACAPA

Rum Zacapa Reserva Limitada 2019 nasce dalla miscela di rum invecchiati tra i 6 e i 24 anni, affinati in botti da moscato appositamente selezionate. Il risultato è un distillato dalle note vivaci di vaniglia e legno, accompagnate da sentori agrumati e floreali. 

DISARONNO

“Disaronno wears Diesel” è una Limited Edition dallo stile contemporaneo e “grintoso” che riflette l’animo delle due realtà che la firmano, due aziende italiane apprezzate a livello internazionale, unite da una profonda vocazione all’innovazione e da un vivace spirito creativo.

WHISKY JOHNNIE WALKER BLUE LABEL RARE SIDE OF SCOTLAND

Bottiglia in edizione limitata del whisky più distribuito al mondo, appena lanciata in Italia per questo Natale. La grafica della bottiglia rende omaggio alle rarità e bellezze della Scozia, terra tanto cara agli appassionati del distillato.

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Juan Castano e i suoi uomini: l’intervista all’illustratore e tre opere esclusive

Ho conosciuto Juan Castano su instagram, sempre più fonte di scoperte interessanti e di ricerca, innamorandomi subito delle sue illustrazioni, così vicine al mondo manga, ma con dei riferimenti chiaramente europei. Trasgressivo e malizioso, ma anche molto pop, divertente e con uno humour tutto personale, il lavoro di Castano coinvolge subito chi si confronta con le sue opere, per una chiara immediatezza, per una leggerezza solo apparente, poi ci sono piani di lettura e interpretazione più profondi. Vicinissimo al mondo LGBT, ma attento a tutto, con uno spirito dissacrante e disincantato, come se Juan volesse raccontare delle fiabe tutte sue, che non sempre hanno un finale sognante e principesco, ma spesso rimangono sospese fra il grottesco e il kawaii. Abbiamo intervistato l’artista, ma gli abbiamo anche chiesto di interpretare per noi le proposte di tre brand. Trovate qui sotto alcune sue opere e queste tre in esclusiva per Man In Town, con tanto di bozzetti. Eccovi la nostra chiacchierata con Juan.

Quale è il tuo approccio all’arte? Quando hai deciso di diventare un illustratore?

Penso che in un modo o nell’altro l’arte sia sempre stata presente nella mia vita; da bambino ho sempre amato disegnare, e mi piaceva guardare gli album da colorare. Credo di non aver mai deciso di essere un illustratore, semplicemente un giorno ho iniziato a dedicare più tempo al disegno e ho scoperto il mondo dell’illustrazione digitale, dopodichè le persone hanno iniziato a commissionarmi delle illustrazioni.

Dimmi qualcosa del tuo lavoro, come descriveresti le tue illustrazioni?

Penso che le mie illustrazioni siano un mix di diverse influenze di artisti e di stili che ammiro: le illustrazioni giapponesi, il costruttivismo, l’art déco… e il risultato è un lavoro che mixa erotismo e ingenuità, linee semplici e colori che provano a comunicare e a dire qualcosa.

Secondo me c’è una certa ispirazione giapponese dietro le tue opere e ovviamente sono molto pop. Sei d’accordo? E quali sono le tue maggiori influenze artistiche?

Sono completamente d’accordo. Forse quell’influenza è la più ovvia nei miei primi lavori, ma nella mia evoluzione come artista penso che sia qualcosa che non è andato perso. Come artisti che mi influenzano cito sempre Junko Mizuno, i cui lavori sono affascinanti, Rodchenko e Popova che ho scoperto in una mostra a Londra, Malika Favre, Sanna Annuka… e molti altri.

Da dove arriva l’ispirazione in genere?

L’ispirazione arriva quando meno te lo aspetti, ma è vero che ogni volta che faccio un viaggio torno con “energie rinnovate” per ogni cosa che vedo; in teoria una persona viaggia per staccare, ma nel mio caso è praticamente l’opposto. Anche quando visito un Expo trovo sempre fonti di ispirazione e il desiderio di iniziare a “creare”. 

Chi sono i tuoi referenti principali quando si parla di illustrazioni? Chi sono i tuoi idoli?

Nel caso delle illustrazioni Maria Picasso Piquer lavora in un modo che mi ipnotizza, è un’illustratrice con un controllo totale delle proporzioni e delle caratterizzazioni. Jarom Vogel, i suoi colori e le sue forme sono magnifici. I lavori di Roda sono assolutamente brillanti con dei colori che invidio.

Come è stato lavorare per i nostri tre esclusivi? È stato difficile diventare un po’ più ‘fashion’?

La prima cosa che posso dire è che è stato un onore. Davvero, ciò che mi spaventava di più era non esserne all’altezza. La cosa più difficile forse è stata adattarsi alla personalità dei modelli nei miei personaggi.

Parlando di stile, cosa è elegante per te?

Per me l’eleganza è qualcosa senza tempo, non voglio dire che sia semplicità o vesiti basici, penso sia un passo avanti; penso che sia qualcosa come il talento, uno ci nasce oppure no: con lo stesso indumento una persona può risultare elegante mentre un’altra no.

Quale è la tua definizione di bellezza?

La verità è che non ho mai pensato a quale sia il mio concetto di bellezza. Penso che possa essere nella qualità delle cose, delle persone, degli animali… capaci di provocare in chi li guarda o in chi li ascolta piacere in qualsiasi livello (sensoriale, spirituale…).

Cosa è la moda per te? E cosa non può mancare (quale indumento) nel tuo guardaroba e stile personale (e perché)?

La moda è sempre stata presente nella mia vita. Quando ero più giovane e uscivo la sera potevo stare anche un’ora provandomi vestiti, scegliendo cosa indossare quella notte e non passare inosservato. Mi è sempre piaciuto vedere cosa sarebbe andato di moda e cosa no, e spesso consulto dei magazine. Non sono una fashion victim e se c’è qualcosa che non mi sta bene, allora non lo indosso. Possiamo dire che la moda mi piace ma non ne sono ossessionato. Sto per dire qualcosa di davvero ovvio, nel mio cassetto ci sono sempre dei jeans, non potrei vivere senza. Li trovo davvero comodi e posso usarli praticamente in ogni situazione.

Uno dei focus di Manintown sono i viaggi. Ci puoi dire qualcosa sul tuo paese/sulla tua città? Ad esempio un posto da vedere, un posto dove mangiare, qualcosa da fare…
Progetti/piani/sogni per il futuro?

Sono fortunato ad essere nato nel miglior paese nel mondo, he he he…, vengo dalla Spagna e sono nato a Cartagena, una città nel sudest, ma passo gran parte della settimana ad Alicante, una città sulla costa vicina al sud di Valencia. È una città molto turistica e viene visitata da molte persone durante l’anno. Per tutta la zona ci sono bellissime spiagge e posti meravigliosi come Altea o La Granaella. È molto tipico mangiare riso, che non è la stessa cosa della paella, cucinato in diversi modi tutti molto gustosi, ma l’offerta gastronomica offre anche molto di più. Le persone di Alicante e della Spagna in generale sono molto amichevoli. Nel futuro mi piacerebbe dedicare tutto il mio tempo all’illustrazione; attualmente lo sto combinando con il mio lavoro di insegnante. Sto lavorando a un nuovo libro (ne ho pubblicato uno sui tatuaggi 3 anni fa) dedicato alla mitologia e spero di finirlo a metà 2020.

Tre lavori di Juan Castano

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Occhiali da vista: le preview per la prossima primavera

Nero, marrone e tartarugato sono i motivi che più si avvicendano sulle proposte eyewear di stagione, perfette per chi desidera avere un look formale e rigoroso, semplice ma anche attuale. Abbiamo sbirciato tra le proposte della prossima stagione, nella gallery i nostri preferiti.

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Walt Cassidy, New York: Club Kids

Damiani Editori, l’importante casa editrice che da Bologna propone pubblicazioni internazionali dedicate all’arte e alla fotografia, sempre importanti, all’avanguardia e cool, ha mandato alle stampe un libro davvero interessante, sia per chi ama lo stile, sia per chi è incuriosito da come certi fenomeni abbiano influenzato una generazione e più, non certo solo da un punto di vista di immagine. Il libro “New York: Club Kids: By Waltpaper” di Walt Cassidy, con prefazione di Mark Holgate. I Club Kids di della scena notturna newyorchese anni Novanta sono stati forse l’ultimo fenomeno underground, l’ultima vera subculture a diventare qualcosa di riconoscibile e creativamente stimolante.

Saliti alla ribalta grazie anche al film “Party Monster” con Macaulay Culkin, che si sofferma di più su spiacevoli fatti di cronaca che coinvolsero soprattutto uno dei club kids, ovvero Michael Alig, nel libro di Walt Cassidy si torna a puntare l’accento sull’importanza mediatica, culturale e creativa di quel gruppo di ragazzi. E Walt lo sa bene, visto che il creativo, realizza gioielli, elementi di moda, quadri, murales, era uno degli elementi di spicco di quel gruppo di ragazzi da cui uscirono anche figure come Amanda Lepore e l’ormai personaggio iconico Ru Paul. Da ragazzino Cassidy era Waltpaper, una figura quasi genderless, da look alieno, e il libro ci riporta nelle notti di quegli anni Novanta che sembrano ispirare ancora così tanto stilisti, registi, pittori dei giorni nostri il libro quindi è ben più di una semplice cronaca del passato, come spiega bene Walt nell’intervista esclusiva che ci ha concesso.

Quando hai deciso di creare questo libro e perché? Quale è, secondo la tua opinione, l’importanza e l’eredità del periodo di cui parli?

NEW YORK: CLUB KIDS inizialmente cominciava con un editoriale di 40 pagine che avevo realizzato nel 2015 per Candy Magazine, dove avevo selezionato cinque fotografi che avevano documentato splendidamente i Club Kids e la vita notturna di New York negli anni ’90. Le immagini scorrevano con un piccolo testo biografico riguardante delle mie riflessioni personali su quel periodo.

Sono sempre stato attento a non eccedere con la nostalgia. Spesso le persone rimangono ancorate al passato, ma io sono più interessato al presente quindi nonostante le molte richieste di raccontare la mia vita a quei tempi, mantengo le mie energie focalizzate sulla mia vita attuale.

Con il passare del tempo, purtroppo alcune delle figure chiave della scena originale sono venute a mancare e sono innervosito dal fatto che alcuni importanti archivi fotografici possano correre il rischio di venire persi per sempre.

Non sono soddisfatto dell’interpretazione che i giornalisti hanno dato alla nostra scena, dopo 25 anni dal suo tramonto. Nessuno sembra in grado di comprendere e trasmettere la creatività e l’inventiva che i Club Kids hanno rappresentato.

C’erano moltissime idee e concetti che si intersecavano a New York in quel momento, ma molti di questi non sono ancora stati affrontati. Ho capito che quello era un lavoro che poteva svolgere soltanto una persona che ha vissuto la scena dall’interno, ed io ero l’unica persona che poteva mettere insieme un libro che potesse rappresentare in modo adeguato quei 10 anni.

C’è una fotografia in particolare che ti fa venire la pelle d’oca, che ti ricorda un momento particolare? Ti va di condividerlo con noi?

Il processo di realizzazione del libro è stato incredibilmente catartico e intenso. Avevo bisogno di elaborare tutti i sentimenti che avevo, nonché assorbire le energie e i pensieri di tutti i fotografi e soggetti rappresentati nel libro. Mi sono sentito responsabile for ogni persona coinvolta, nonostante sia una storia riguardante il mio personale punto di vista.

Inoltre, dovevo mettere insieme degli archivi molto frammentati e danneggiati, che avevano bisogno di un lungo restauro: infatti il libro ha avuto bisogno del lavoro di quattro graphic designers differenti. Ogni immagine evoca in me il ricordo di un momento preciso.

Da quando diverse persone citate non sono più con noi, si è aggiunto un nuovo livello di responsabilità. Ho raccontato la storia del mio primo amante a New York, che si chiamava Donald ed era un famoso imbroglione e probabilmente è morto di AIDS.

Nonostante la sua reputazione era molto protettivo nei miei confronti, anche perché avevo solo 19 anni ed ero nuovo in città, oltre che abbastanza innocente. Era un angelo dalle ali spezzate, ed è stato la mia introduzione alla vita di New York. Credo che lui mi osservi ancora ogni giorno.

Quale è stato il momento più difficile nella stesura del libro?

Scrivere l’ultimo paragrafo è stata la parte più difficile non solo perché dovevo trarre delle conclusioni riguardo come mi sentivo, ma anche perché dovevo assicurarmi del fatto che il libro avrebbe avuto una qualche utilità per i quindicenni che avrebbero scoperto questa cultura per la prima volta, oltre che per le persone della mia generazione che avrebbero riflettuto sui tempi passati scorrendone le pagine.

SKID, Waltpaper, Nocturnal Oddities at Willow Gallery, 1992. Copyright SKID. All Rights Reserved.
 

Eravate tutti molto creativi nel vestirvi, ti ricordi l’ouitfit più oltraggioso che hai indossato? Salveresti qualche outfit del tempo? Ne hai conservato qualcuno?

Non ho conservato nessun outfit. Una cosa particolare e che ci ha contraddistinto è che ci approcciavamo alla moda come se fosse usa e getta, la maggior parte dei nostri abiti erano fatti per essere indossati una notte soltanto.

Nel libro ho usato la metafora della “decostruzione”, come un concetto che ha definito gli anni ’90. Lo puoi vedere nella musica, nei vestiti e nelle droghe. Invece di conservare i vestiti, ho tenuto tutte le mie foto e i miei editoriali, che insieme hanno creato le fondamenta del libro.

In che modo pensi che i Club Kids di oggi possano essere differenti da quelli della tua generazione? E, in generale, com’è cambiata New York secondo te?

L’energia e le dinamiche della cultura giovanile sono sempre cicliche e giocano sugli stessi concetti ricorrenti, ma parlano delle politiche e delle tecnologie di un determinato periodo di tempo. Al centro della nostra storia e della nostra esperienza ci sono immagini e parole. Questo è l’essenza di tutto.

Come catturiamo le nostre esperienze e come parliamo di esse è ciò che distingue i diversi periodi e le diverse generazioni. Tutto ciò risale ai disegni rupestri e ai primi esseri umani, e la mia eccitazione deriva dal vedere come queste cose cambiano e si evolvono. La cultura umana scorre e si declina tra liberale e conservativo, e la città di New York ha sofferto delle politiche comunali conservative, così come l’agenza finanziaria ed edilizia sin dagli ultimi anni ’90.

Sento che siamo sulla cuspide di un periodo più positivo ed eccitante, non solo a New York ma in tutto il mondo. Al momento siamo nella stessa posizione in cui ci trovavamo a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90, o tra gli anni ’50 e gli anni ’60. I conservatori hanno avuto a lungo il controllo, ma presto questa storia finirà. Sono entusiasta della Generazione Z e dell’idea che questi giovani stiano iniziando a farsi strada.

Cosa hai imparato su te stesso o su quel periodo mentre preparavi il tuo libro?

È importante presentarsi e partecipare alla vita, anche se non sei stato invitato. Specialmente se non sei stato invitato.

Sei una persona molto diversa da quella che eri al tempo, o almeno questo è quello che possiamo cogliere dall’esterno. Cosa è rimasto di quel giovane?

Sono sempre la stessa persona che si muove attraverso questa vita, raccogliendo nuove esperienze ogni giorno che passa. Credo che l’essenza della vita sia la fluidità quindi permetto a me stesso di rimanere in un flusso, e di poter costantemente cambiare ed evolvermi. Credo che sia un grande errore convincersi dell’idea che sia possibile trovare la felicità inseguendo una singola esperienza o identità.

La paura è ciò che guida il desiderio di aggrapparsi a una cosa, e ciò non porterà mai alla libertà e alla gioia. Il mondo non è piatto, e nemmeno l’esperienza umana lo è. Siamo degli esseri multidimensionali, e questo aspetto dovrebbe sempre essere ricordato.

Hai molti progetti, ci puoi raccontare di cosa ti stai occupando al momento?

Sono un artista multimediale, quindi per tenermi impegnato navigo su vari mezzi. I miei gioielli ed opere d’arte sono disponibili su www.waltcassidy.com. Il mio focus primario al momento è il lancio del libro.

Stiamo collaborando alla cerimonia d’apertura del negozio, e abbiamo creato una piccola capsule collection ispirata al libro, che verrà presentata a metà novembre e coinciderà con l’evento di lancio del libro. NEW YORK: CLUB KIDS è pubblicato da Damiani ed è già disponibile per il pre-order online, e sarà presente a livello internazionale a partire da Ottobre.

Visto che Manintown ha un particolare focus sui viaggi, ci puoi dare qualche consiglio riguardo New York, come ad esempio i posti che ti piacciono di più? E un paio di posti dove mangiare/bere/divertirsi?

Amo i parchi di New York City… Central Park, Prospect Park e Hudson River Park in particolare. Recentemente ho scoperto Dekalb Market Hall a Brooklyn, che ha un’ampia scelta di posti dove mangiare. Lo stand Wiki Wiki Hawaiian food è il mio preferito.

SKID, Christopher Comp at Wall Street outlaw party, 1992. Copyright SKID. All Rights Reserved.
 

https://www.damianieditore.com

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I “jeans look” da avere adesso

Il jeans non conosce stagione, per questo anche in autunno un look con capi in denim è un must have che non può mancare nei nostri armadi. Ecco una selezione tutta a tema con le ultime novità del momento.

DIESEL

I capi della limited edition Red Tag x Readymade sono una giacca con colletto western, una borsa da viaggio e un cappellino da baseball, ricavati da avanzi di denim. Il tessuto vintage è stato rilavorato e riprodotto in pezzi interamente nuovi.

LEVI’S

Giacca denim chiara Trucker Jacket Levi’s, Red Tab WaterLess® e giacca Denim scura Sherpa Trucker Jacket Levi’s, Red Tab WaterLess®.

ROY ROGER’S

Il Cult Edge Pasadena è un denim stretch che presenta il tipico colore del puro indaco anni 80 con un tono molto scuro ma declinibabile in toni più chiari. La vesitibilità è regolare.

La Jacket Norway è una giacca di manifattura italiana in denim con lavaggio scuro, colletto in shearling e chiusura sul fronte con bottoni logati.

DSQUARED2

Jeans effetto delavè con logo e denim Jumpsuit con logo.

ACNE STUDIOS

Pantaloni cargo in denim lavaggio effetto marmo, con toppe stampate e applicate su tasca laterale e posteriore, e coulisse alla caviglia.

BOGGI MILANO

Il pantalone è in denim stretch, lavaggio scuro, dalla vestibilità slim con chiusura a zip e bottone e con tasche frontali diagonali. La camicia è in denim western dalla vestibilità slim fit con collo chiuso, polso singolo e con dettaglio doppie tasche frontali.

SANDRO

Jeans slim fit slavati con lavorazioni effetto strappato.

TEETOPIA

Il giubbino in jeans con scritte e patch fa parte della capsule collection “Ghiaccio” realizzata in collaborazione con la cantautrice romana Machella.

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Le sneakers da avere questo autunno

Non ne abbiamo mai abbastanza e da quando sono state sdoganate anche in ufficio, da indossare con il completo al posto delle classiche stringate, le sneakers le indosseremmo ovunque, forse anche per andare a letto! Sì, perché siamo ormai tutti degli sneakers-freak, pronti ad innamorarci di un nuovo modello, di un colore inaspettato, di un mix and match di tessuti all’avanguardia. Per questo ci fa piacere condividere con voi una piccola ricerca di quelli che sono i modelli che più ci sono piaciuti in questo inizio di autunno. Una sneaker tira l’altra!

SAUCONY 

Lanciato nel 1988 e diventato subito leggenda, il modello Throwback con Azura è oggi l’essenza della leggerezza e della tecnologia. La lineup di Saucony Originals si arricchisce di due nuove colorway per il modello Azura, il must have del momento in tutto il mondo Originals.

PREMIATA

Drake, il nuovo modello della linea Sizey è un modello esclusivo che traccia un nuovo orizzonte nel mondo delle chunky sneaker. Una scarpa sofisticata e, grazie ad una produzione di alta gamma, estremamente leggera, presentata in quattro modelli per genere, in otto differenti make-up, dal total white al glitter e al laminato.

SANTONI

Sneaker bassa total white realizzata in morbida pelle bianca con suola in gomma dal profilo a cassetta. Il design destrutturato e flessibile rifinito con cuciture a vista sulla tomaia e lacci in tessuto tono su tono, rendono questo modello moderno e versatile. Un’eleganza classica dal carattere casual chic.

GUCCI 

Caratterizzata da un mix di pelli e materiali diversi, modello Ultrapace si ispira alla classica scarpa da corsa. Inoltre, elementi distintivi della Maison, come il ricamo Gucci, l’etichetta con logo vintage e il dettaglio GG in gomma, completano il modello. 

MARNI

Un’originale silhouette la cui forma accentuata evoca una banana ispirata alla Pop Art. Ancora una volta, Marni reinterpreta gli archetipi, combinando una struttura in maglia tecnica stretch dal design minimalista con una distintiva suola amplificata che offre comfort.

PRADA

Le Cloudbust Thunder, iconica silhouette delle sneakers Cloudbust, evolvono verso volumi più complessi, grazie a una tecnica esclusiva e a un design esplosivo. Si caratterizzano dal contrasto tra il finish opaco e lucido dei vari elementi che le compongono.

PUMA 

Progettate per resistere alle condizioni più impegnative, le Trailfox Overlandoffrono al contempo comfort e stabilità per il trail running,  rinnovando il loro aspetto con una nuova tomaia in tessuto con occhielli rinforzati in nabuk, dettagli blu in rete per ottimizzare la traspirabilità, la suola antiscivolo in gomma, l’intersuola ammortizzata in EVA a compressione e il sistema di allacciatura cord lock lacing system, ispirata dal trail running per una calzata ottimale. 

CONVERSE X PIGALLE

La Converse Chuck 70 è disponibile in due colorazioni: una gioca sulla classica gamma di tonalità e l’altra ha i colori in gradiente. Entrambe sono realizzate con la tecnica della pellicola TPU applicata alla tela, un elemento di design che conferisce alle scarpe un mix di futurismo tecnologico e stile classico. 

FILA

Il modello V94M d’ispirazione chunky sneakers è realizzato in camoscio con inserti in mesh e pelle a contrasto di colore. Sono leggere e flessibili con suola in gomma, l’ideale per un look sporty-chic.

SANDRO

Le sneakers ATOMIC ton sur ton in pelle sono realizzate in camoscio e rete, con suola spessa e logo stampato sulla linguetta.

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Gli essenziali per il back to office

Ritorno in ufficio? Occasione perfetta per sfoggiare un nuovo guardaroba in sintonia con le tendenze della moda. Ecco qualche idea per iniziare questa stagione lavorativa con stile.

Bolon Eyewear

Seddle è linea unisex che rivisita il classico e intramontabile modello Aviator con una montatura dalle linee squadrate. garantisce leggerezza, flessibilità e resistenza all’usura. Il particolare nasello in acetato riduce la capacità di pressione sul naso coniugando comodità della calzata con un design innovativoBack to office

Boggi Milano

Il nuovo completo, concepito come abito spezzato da ufficio e da viaggio, è realizzato in jersey di nylon bi-stretch; rigorosamente in blu navy, garantisce libertà di movimento, senza rinunciare allo stile e all’eleganza che contraddistingue il Cosmopolitan Businessman.

Nava Design

Aspetto essenziale, superficie piatta, stile informale con dettagli colorati a contrasto. FLAT è la nuova collezione di zaini Nava, nata per soddisfare un pubblico giovane e dinamico. 

Prada

Zaino in nylon con doppia tascha a zip

Puma Sport 

Un perfetto mix tra sport e tecnologia, progettato per diventare l’alleato ideale di chiunque ama allenarsi e desidera monitorare i propri obiettivi, rimanendo sempre connesso. Dotato di cassa sagomata in nylon e alluminio, garantisce a chi lo indossa una vestibilità ultra leggera, mentre il cinturino in silicone ruvido offre una perfetta aderenza e traspirabilità.

Woolrich

L’iconico motivo Buffalo Check, in tre varianti colore su panno mistolana, assume un carattere metropolitano, dando vita alla categoria delle Overshirt in cui i modelli Alaskan, HuntingClassic and Traditional tengono le redini con il loro design pulito e attuale.

Ha collaborato Massimiliano Benetazzo

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Traveling with style

Viaggiare? A volte è sinonimo di valigie pesanti, destinazioni inarrivabili e scomodità. Preferiamo allora pensare a location più confortevoli e lussuose, non sempre alla portata di tutti. Quello che invece può essere comune obiettivo di noi che spesso prendiamo aereo e treni, per lavoro o per svago, è cercare di viaggiare sentendoci eleganti e cool. Viaggiare con stile è possibile,  noi abbiamo scelto accessori e capi pronti a rendere le vostre trasferte super-glamourous! 

Coach 1941

Un cappotto in shearling con dettagli in pelle, troppo da outdoor? Ricordate che i check sono sempre un trend attualissimo.

Prada

Le Cloudbust Thunder si distinguono per l’inedito effetto tridimensionale della tomaia, ottenuto con iniezioni di gomma nel tessuto tecnico. Questa procedura unica, che trae ispirazione dal mondo dello sport, assicura alla calzatura massima flessibilità e morbidezza. E si può essere stilosi e confortevoli allo stesso tempo!

Salvatore Ferragamo

Borsone in pelle con profili. Se dobbiamo scegliere una weekender bag, che sia essenziale, ma elegantissima.

Bally

E se invece volessimo puntare a qualcosa di più vicino all’escursione? Perfetto lo zaino stile hiking in pelle con dettagli fluo e targhetta.

Filson 

Non può mancare un orologio che ci accompagni nelle nostre avventure. Questa ha Il quadrante verde militare in vetro zaffiro anti-riflesso e anti-graffio. Lancette Super-LumiNova®, cinturino in silicone verde militare con chiusure in acciaio. 

Hermès

Da fan dei foulard non potevo non sceglierne uno a tema, come il  Carré 140 High Flyer in cachemire e seta.

Giorgio Armani Eyewear

Immancabili gli occhiali da sole per un viaggio. Questi per chi ama un tocco di eleganza moderna e un gusto retrò. Il frontale è caratterizzato da due profili in metallo con colori a contrasto, che producono un gioco di spazi e vuoti. 

Burberry Eyewear

Proposta avvolgente dal carattere sportivo con profili in fibra di nylon. Montatura tartaruga chiaro in fibra di nylon con lenti arancio.

In copertina: Total look Fendi. Stiloso, ma con molti dettagli all’insegna della praticità. Giacca in pelle, maglia a collo alto e pantaloni a scacchi. Ci ha conquistati la borsa baguette cross body in nylon rosso.

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