A model’s talk: Ricki Hall

Capelli platino e barba nerissima, occhiali da nerd e baffoni intrecciati, guance nude e pizzetto: Ricki Hall (@rickisamhall su instagram) è l’esempio lampante di come ci si possa divertire a cambiare tutto – ma proprio tutto – del proprio look senza pensare alle regole, e non solo per barba e capelli. Sembra che addosso che gli stia bene tutto perché le sue scelte che sembrano casuali, non lo sono per nulla, vengono studiate con uno styling impeccabile. Eccolo nel nostro editoriale.

A cosa ti ispiri per creare il tuo stile?

Sono un fan degli indumenti da lavoro, del denim giapponese e dell’abbigliamento sportivo americano degli anni ’50. Generalmente, per il mio stile, prendo ispirazione dai film americani degli anni ’50 e ’60 in cui è presente un cenno ai film adolescenziali degli anni ’80. Un elemento fondamentale per me è sapere sempre come sono fatte le cose, capire quanto siano sostenibili, qual è la loro qualità e conoscere le persone che le hanno prodotte. 

Quanto tempo dedichi alla tua beauty routine?

Da poco tempo mi sono rasato completamente i capelli. 
Sul mio viso, invece, utilizzo Eisemberg Paris perché secondo me crea degli eccellenti idratanti e detergenti sia per la notte che per il giorno. 
Sulla barba uso l’olio e il balsamo per barba di Captain Fawcett “Booze & Bacc” per cercare di tenerla sempre controllata e profumata di fresco. Questa routine mi richiede circa 25 minuti al giorno ed è super veloce e semplice.

Viaggi spesso per lavoro, cosa non può mancare nella tua valigia quando viaggi?

Mi porto sempre dietro le mie cuffie e le mie casse di Bang & Olufsen perché senza musica non riesco né a viaggiare né a lavorare. 
Anche le candele, però, non possono mancare perché io amo che le camere d’hotel profumino di casa. Dyptique, ad esempio, ha creato una gamma fantastica: elegante e classica con un tocco di rock n roll. 
Il mio diario è un’altra cosa molto importante per me. Infatti, prendo costantemente appunti e scrivo sempre idee per i miei brands e progetti futuri.

Qual’è la tua città preferita nel mondo?

Londra per me è il top (vivo nel sud est di Londra), mentre New York City e Milano sono al secondo posto. 
Io sono un vero e proprio inglese cresciuto nelle midlands e quindi trasferirmi a Londra a 20 anni mi ha fatto scoprire un nuovo mondo. Devo molto a questa città. Ha contribuito a creare la mia carriera. Londra, infatti, possiede una cultura incredibile ed una storia splendida. Io so di essere a casa quando davanti a me ho un’enorme English breakfast che per me è il cibo dei campioni. Ci ho creato un esercito su quella roba. 

Un posto davvero cool da non perdere a Londra?

Qualche anno fa ti avrei detto The Stables Market a Camden (lavoravo lì), ma negli ultimi due anni è cambiato tutto. Tutti i negozi vintage più divertenti e stravaganti sono stati abbattuti o hanno dovuto chiudere a causa dei prezzi di affitto sempre più alti. Attualmente un posto fantastico che frequento molto è il Brixton Market dove il cibo è insuperabile. Il loro pollo piccante è considerato uno dei migliori del mondo. 
Per una splendida visita gratuit, invece, ti consiglio invece di andare a Primrose Hill. 

La canzone in cima alla tua playlist?

Mentre ero qui a New York ho ascoltato molto Tom Walker. Una delle mie sue canzoni preferite è “Fly away with me”, ma il suo album “What a time to be alive” è semplicemente eccezionale. In realtà non è molto il mio genere perché io solitamente preferisco il metal o il rock però in quell’album ci sono alcune canzoni che mi rispecchiano molto e mi fanno pensare. 

Vantaggi e svantaggi di essere un modello?

Un vantaggio è che puoi viaggiare molto. Uno svantaggio, invece, è quando le persone ti chiedono cosa fai per guadagnati da vivere, tu gli rispondi, e loro ti guardano dall’alto al basso come per vedere se realmente tu abbia i requisiti per fare modello. 

Cosa ti piace dell’Italia?

Sicuramente le tre “P” che per me sono le Persone, la Passione ed ovviamente… la Pizza. La passione che hanno gli italiani per ogni cosa che fanno è veramente d’ispirazione. 

Piani per il futuro?

Ho un brand di vestiti che si chiama “Indigo and Goods” e attualmente abbiamo in programma alcune grandi campagne e linee di abbigliamento grandiose. 
Anche dalla mia collaborazione con il brand di grooming maschile “Captain Fawcett” stanno uscendo nuovi prodotti. Alcuni di quelli che ho creato insieme a loro, sono sono già in commercio e sono tutti per la barba, mentre quelli nuovi saranno per chiunque e comprenderanno shampoo, idratanti e detergenti. Tutti con il famoso aroma Old School per il quale siamo conosciuti… andate a vederli! 🙂

Ricki HallSUPA Model Management @RickiSamHall

Photographer: Cosimo Capacchione

Stylist: Stefano Guerrini

Grooming: Fabiana Daddato

Stylist’s assistants: Daniela Cassis, Salvatore Pezzella

Model: Ricki Hall @Boom Models Milano

Location: FLASH STUDIO Milano

Intervista di Massimiliano Benetazzo

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Hair style: i consigli di stile di Stefano Terzuolo

I consigli di stile di Stefano Terzuolo, fondatore di Gum Salon Milano e artigiano dei capelli dall’animo british. Linee morbide e naturali, ispirazioni che arrivano dagli anni 90, ma anche dalle passioni che guidano e influenzano il suo lavoro.

Come sta evolvendo il progetto Gum?

Siamo partiti nel 2009 con il primo negozio ispirato ai saloni inglesi. Il nostro pubblico erano gli studenti delle accademie di moda, chi cercava qualcosa di davvero cool e fuori dalle righe o personaggi meno conformi ai canoni del classico parrucchiere.

Con il passare degli anni, per maturazione personale ma anche perché i tempi stavo cambiando abbiamo deciso di sviluppare il nuovo progetto, introducendo il concetto di experience.  Oltre che al semplice taglio ho implementato la linea di prodotti per capelli insieme allo skincare per trasformare il negozio in una sorta di hair spa, concetto che ad oggi funziona benissimo.

Quali sono i trend nei tagli maschili al momento?

Abbiamo assistito per molto tempo a tagli da barbiere anni 40 e 50  ispirati alla old school, ma oggi non è più così. Già da tre anni ho abbandonato quel mondo, poiché volevo abbracciare linee più morbide. Certamente, l’ispirazione attuale proviene dagli anni 90, c’è un grande ritorno del colore anche per l’uomo con la decolorazione e i ramati, mentre per i tagli vanno le frange destrutturate. I capelli si portano più lunghi ai lati e sulla nuca tenendo come riferimento alcuni grandi della musica, come David Bowie e gli Oasis.

Ovviamente, non è la regola fissa, ogni look è studiato sul cliente e questo ci permette di prendere un ampio bacino, dai più fashion addicted agli uomini che amano gli stili più classici.

Cosa evitare assolutamente per essere “out of style”?

Il taglio rasato con bordi molto alti e il ciuffo lungo. Meglio un look morbido e naturale. Quanto alla barba, assolutamente no alle barbe lunghe, per questo motivo l’anno scorso ho tolto il servizio barberia.

Dove nasce la tua ispirazione?

La mia ispirazione nasce principalmente dalla musica. Cerco nuove band inglesi soprattutto, con look non estremi ma da cui posso attingere spunti originali. E ovviamente da Londra, la mia città del cuore. Penso che molti trend nascano ancora da lì.

Destinazioni lifestyle da non perdere a Londra?

Torno in questa città molto spesso e nel mio giro non mancano mai la Summer House che è uno dei più importanti centri espositivi di arte contemporanea. Poi, il Broadway Market che si trova nell’East End a London Fields, una zona di tendenza  dove ogni sabato si tiene un mercato con prodotti davvero super selezionati che arrivano dalla campagna.

Brick Lane, perché adoro il vintage e lì ci sono dei negozi fantastici. Come esperienza di barberia consiglio invece Mardok, uno storico barbiere inglese per vivere un’experience d’altri tempi.

Milano riesce a reggere il confronto?

Negli ultimi anni questa città è davvero esplosa ed è al pari delle altre europee. Mi viene in mente un ristorante da non perdere, si chiama Motelombroso ed è nella zona del Naviglio Pavese. La cucina è di alto livello, ottima anche la cantina con  i suoi vini naturali e al suo interno organizzano spesso delle mostre.

Nuovi progetti legati a Gum?

Sto implementando la linea Supernova con un nuovo scrub a base di sale marino per i capelli, che andrà a lavorare sulla cute per riequilibrare la pelle dal sebo, ma è anche adatto a psoriasi e problematiche di caduta. Stiamo collaborando  inoltre con Depuravita che ha creato un integratore biologico e totalmente naturale per la pelle presente ora in negozio.  E visto che abbiamo parlato di musica un altro progetto personale a cui tengo è il mio ep musicale di cantautorato, si chiama “Di Notte” che al momento sta andando molto bene.

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Revolution, Musica e ribelli 1966-1970, dal Beatles a Woodstock

Già approdata al Victoria and Albert Museum di Londra, luogo dove è nata la rivoluzione, la mostra Revolution, Musica e ribelli 1966-1970, dal Beatles a Woodstock, è arrivata a Milano il 2 dicembre fino al 4 aprile 2018. I temi della mostra sono le storie, i protagonisti, i luoghi, gli abiti e i film di questi quattro intensissimi anni rivoluzionari i cui effetti hanno plasmato la società contemporanea. La mostra, a cura di Clara Tosi Pamphili, giornalista e storica della moda, si terrà negli spazi della Fabbrica del Vapore.
La “Revolution” come idea nasce contemporaneamente in differenti parti del mondo, ma vede in Londra il suo maggiore e, più evidente, motore propulsore. Sono questi gli anni dei Beatles, dei Rolling Stones, e degli Who nella musica, e delle prime gambe scoperte e dei capelli lunghi nei ragazzi nella moda; un periodo di grande attività rivoluzionaria che, grazie ai suoi temi così vivi, si è profuso come un’onda, arrivando a condizionare addirittura noi.

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Gialle&Co – Baked potatoes dal cuore italiano

In zona Moscova, Milano, apre Gialle&Co, un ristorante che reinterpreta in chiave italiana, con prodotti semplici ma di alta qualità, la tipica baked potato inglese. Vengono proposte alcune ricette fisse accompagnate da altre stagionali per accontentare tutti i palati: dalle Fishytariane alle Veggytariane, dalle Meatariane alle Vegane. L’idea nasce da un’esperienza culinaria di cinque amici in viaggio a Londra, i quali dopo aver assaggiato le baked potatoes, hanno avuto l’idea di renderle più leggere e sfiziose: da qui la rivisitazione in chiave italiana.
È anche possibile assaggiare le mini baked, patate più piccole servite come finger food, ideali per un aperitivo.

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Pablo Picasso alla National Gallery di Londra: consigli per il weekend in città

Woman in a Hat (Olga) by Pablo Picasso, 1935; Centre Pompidou, Paris. Musée national d’art moderne.

Alla National Portrait Gallery di Londra si possono ammirare, fino al 5 febbraio 2017, più di 80 lavori del maestro spagnolo Pablo Picasso. In questa esposizione si trovano i ritratti di famiglia dell’artista, di amici, mogli e amanti oltre a divertenti caricature del periodo giovanile. L’arte di Picasso è, in queste opere, estremamente vitale, dotata di grande spirito di osservazione ma anche di tenera ironia.
Con Picasso è iniziata l’era degli artisti che hanno qualcosa da dare prima che da dire, egli trasforma la visione del mondo particolareggiata, personale ed oggettiva in espressione di generica energia, ciò che conta per lui nella opera di un’artista non è ciò che comunica ma il suo complessivo tasso di vitalità. La sua continua ricerca di nuovi modi di dipingere lo porta ad esplorare realtà diverse con cui rappresentare i dipinti. Nell’exhibition della National Gallery si può vedere la moglie Olga ritratta in un gioco di trasformazioni cubiste, l’autoritratto giovanile del pittore, semplice e diretto, la donna con le mani unite ci guarda con occhi curiosi, la malinconia del periodo blu attira e stupisce il visitatore, mentre il ritratto di Gustave Coquiot è dipinto con occhi dardeggianti ispirato a Toulouse lautrec. Le donne sono comunque le protagoniste di questa mostra, una giusta ricompensa in quanto muse ispiratrici della sua longeva carriera artistica.

www.npg.org.uk

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Abstract Expressionism: report dalla mostra di Londra

Jackson Pollock, Blue poles, 1952

Fu nel 1946 che il critico d’arte Robert Coates coniò il termine abstract expressionism, espressionismo astratto, facendo riferimento ad un nuovo fenomeno affacciatosi nell’arte al quale aderì una generazione di artisti dalla metà del 1940, nativi americani nonché migranti in fuga dall’Europa, artisti che avevano come comune denominatore le due guerre mondiali, la grande depressione, la guerra civile spagnola, la devastazione della bomba atomica e la conseguente guerra fredda. I primi lavori riflettono perciò il periodo nero legato a queste tristi vicende. Nel 1958 il museo d’arte moderna di N.Y organizzò la mostra The new American painting, presentando alcuni dei più famosi artisti espressionisti e nel 1959,oltre ad altre città europee, anche la Tate Gallery di Londra ospitò questa mostra. Oggi è la volta della Royal Academy of Arts, che, fino al 2 Gennaio 2017, ospita la mostra Abstract Expressionism, che raccoglie circa 150 opere tra dipinti, sculture e foto dei maggiori espressionisti astratti. Ad attendere il visitatore all’esterno, le sculture di David Smith, mentre nei grandi saloni interni fanno bella mostra le opere del maestro Pollock, col suo stile di ping, ovvero il modo di dipingere facendo colare il colore da dei fori o spargendolo con un bastone o pennellom, le grandi tele di Rothko, De Kooning, Barnett Newman, nonché Joan Mitchell con il dipinto luminoso in cui fa riferimento a Cezanne e alle ninfee di Monet. Ciò che accomuna questi artisti, oltre al clima di difficoltà storico -politico vissuto, è la rottura con la tradizione dell’arte realista e l’abbandono della serenità del figurativo per affermare una sofferenza totale e una successiva fiducia quando l’America si lascia alle spalle il periodo della guerra. Sottolineato dal curatore della mostra David Angam, “Non è facile interpretare questa corrente artistica” ma possiamo provare ad andare oltre le apparenze, come dice Rothko, e mettersi in discussione davanti a ciò che sembra evidente, non cessando di ricordare che le opere di questo movimento hanno ispirato artisti divisi fra l’angoscia del passato e la speranza di un futuro migliore.

Abstract Expressionism
Royal Academy of Arts
24 settembre 2016- 2 gennaio 2017
www.royalacademy.org

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