La nuova campagna Tagliatore vibra di suggestioni rock anni 70

Scatti rubati dalla scena di un film, in una sala prove in cui arte e musica si fondono per creare l’atmosfera della campagna House of Tagliatore Music FW2021 firmata da Paolo Zerbini.

Un mondo in cui il look, nei suoi dettagli, forme e colori riflette uno status di appartenenza a una società che non può prescindere da determinati valori estetici, che sono all’origine del suo bagaglio culturale. Un’eleganza rinnovata, il cui stile viene caratterizzato da una lucida contaminazione di elementi rubati al mondo dell’informale, ma contraddistinti dal pregio dell’alta sartoria italiana.

E se torna ad essere alta l’attenzione sui materiali che vanno a comporre un pezzo sartoriale senza tempo, come il velluto spesso a coste, i tweed che hanno definito lo stile di un’epoca nelle scene dei suoi cult movie, sono le variazioni cromatiche, sfumature insolite, ma minuziosamente matchate, a fare la differenza e a dare a quei capi pregiati una personalità contemporanea.
Sono le passioni da sempre coltivate da Pino Lerario, eclettico direttore creativo e anima dell’azienda, l’ispirazione per la creazione di un’altra storia in cui l’arte e la musica assurgono alla loro funzione unificatrice, per raccontare due collezioni versatili, quelle di Tagliatore e Tagliatore 0205, attraverso il ritorno alla complicità e alla condivisione.

Lo stile libero di Tagliatore

Tagliatore ha affidato la sua campagna spring-summer 2021 al fotografo inglese Brett Lloyd, ambientata in un luogo immaginario chiamato Hotel Volontè, dove l’uomo e la donna, rivelano i dettagli del loro ultimo incontro. Un paesaggio urbano immobile e disabitato, privo di suoni, quasi ad evocare la metamorfosi raggiunta dalle città in quest’ultimo anno per le conseguenze della pandemia.   

In un gioco di luci e ombre, la loro inquietudine si fonde alla passione, in un movimento continuo tra gli spazi e le strutture di un’architettura contemporanea e minimalista, che ben si sposa con la natura sofisticata e consapevole dell’uomo e della donna Tagliatore, complici verso un futuro libero.

Un’interpretazione onirica della realtà e slegata da ogni vincolo, è quella che ha voluto dare Pino Lerario, eclettico direttore creativo e anima di Tagliatore.  In un anno di grande svolta come quello che stiamo vivendo, un messaggio di grande valore, che lascia spazio ad infinite visioni e personalità, accompagna lo stile senza tempo fatto di dettagli e materiali evoluti, creati per dar forma al movimento, in una combinazione di colori caldi che rievocano le sfumature della terra e del sole e l’armonia di un celeste orizzonte che guarda al futuro.


Around Pitti Uomo 97: i 10 brand da ricordare

Ogni stagione Pitti Uomo porta oltre 1.200 espositori a Firenze che diventa la vetrina e il sismografo delle tendenze uomo e lifestyle globale. Abbiamo scelto 10 brand che ci hanno particolarmente colpito per l’impatto dei loro eventi, la progettualità e la collezione.

Karl Lagerfeld

Per la seconda volta, dopo l’edizione di Giugno dell’anno scorso, il marchio è presente presso la Fortezza da Basso con la sua nuova collezione di rtw, accessori e uno special project dal titolo “ A tribute to Karl:the white shirt project”, curato da Carine Roitfeld.

Si tratta di varie camicie bianche, ripensate e rielaborate da amici storici del Kaiser, quali Kate Moss, Cara Delevigne o Lewis Hamilton. Splendide le pelli texturizzate di pantaloni e giacche, che saranno di gran moda per il prossimo inverno.

a tribute to Karl: white shirt project

Herno

Herno presenta il suo nuovo progetto “Globe”, sinonimo di sostenibilità e artigianalità: massima importanza alla provenienza delle materie prime, allo sviluppo di nuove tecniche produttive e al rispetto dell’ambiente.

In una location verde e molto rilassante nascono I piumini, I bomber e le giacche biodegradabili, che si decompongono dopo 5 anni se gettati in discarica, oppure quelli ottenuti con materiali rigenerati derivati da materiale di scarto.

Herno

Borsalino

La sfida di Borsalino è quella di aggiornare un accessorio come il cappello, considerato retrò e obsoleto. Lo fa molto bene, proponendo il classico “Bogart” in chiave moderna o fondendo il mondo della moda con quello artistico del Rinascimento o del movimento inglese delle “Arts and crafts”.

Il risultato è una ricerca molto interessante di forme e materiali, in cui il classico scozzese inglese si fonde con velluto animalier, vernice e finta pelliccia. Divertente è l’omaggio a Raffaello, cinquecento anni dopo la sua morte.

Borsalino

Tagliatore

La raffinatezza è uno dei marchi di fabbrica di Tagliatore: a partire da una tavolozza calda e speziata, che vira poi al grigio e nero, la silhouette gioca sull’armonia tra i cappotti oversize e giacche e pantaloni più attillati.

Particolare attenzione alla giacca da camera, curata e costruita come se fosse un cappotto couture, con dettagli sofisticati e forme avvolgenti.

Lardini

Lardini rilancia il formale e il classico con una collaborazione speciale con il designer Yosuke Aizawa, fondatore di Mountaneering.

Avvolta da un’ atmosfera nordica e glaciale, la nuova moda è frutto di una contaminazione innovative tra praticità e innovazione, tra classicismo e dinamismo.

Lardini

Brioni

Un’atmosfera viscontiana a Palazzo Gerini, uno dei pochi palazzi sei-settecenteschi che si trova a Firenze: merito di Olivier Saillard, che ha saputo tradurre I festeggiamenti del 75esimo anniversario del marchio romano in un vero e proprio percorso nella cultura, tra moda e musica classica.

La preziosità dei velluti, dei pellami e delle lane più pregiate, declinate in fogge classiche e dal sapore romantico, disegnate dall’austriaco Norbert Stumpfl, si sposano perfettamente con I modelli-musicisti che cI accompagnano nelle sei sale del palazzo, tra le note di Debussy, Satie e Monteverdi. Un concetto di eleganza maschile delicato, colto e non chiassoso, in totale controtendenza con quanto abbiamo visto altrove.

Photo credit: Brioni

K-Way

Alla storica Borsa Valori, va in scena l’apotesi dell’outerwear: coloratissimo, pratico, divertente, pop, tecnologico. Partendo dallo storico slogan “Let it rain”, il brand festeggia il 55esimo anno di attività sfoggiando una miriade di proposte per tutte le esigenze, dal basic (non a caso è di proprietà del gruppo Basicnet) a proposte ricche di dettagli tecnici.

Photo credit: K-Way

Jil Sander

Nel chiostro di Santa Maria Novella, si inaugura un nuovo capitolo della coppia stilistica dei coniugi Meier, che proprio a Firenze hanno studiato e si sono conosciuti. Un’atmosfera luminosa e monacale al tempo stesso, dove a farla da padrone è la semplicità delle linee, l’ampiezza dei volumi, la neutralità della palette.

Tutto è sussurrato, accennato: il rigore di cappotti austeri ingentilito da sottili ricami e applicazioni, i tessuti più ricercati abbinati con quelli più naturali, un’aquila regale che si posa su spille e collane.

Photo credit: Alessandro Lucioni

Telfar

Il marchio fondato da Telfar Clemens parla di meltissage tra culture, generi e stili: il Rinascimento toscano, così ben incarnato dallo splendido Palazzo Corsini. Il femminile si fonde con il maschile, il 400 con la cultura street dei afroamericani, lo stile pirata (tanto caro a Vivienne) con il look biker.

Una moda un po’ confusa e caotica, dove però a regnare è la bellezza delle pelle, che si ritrova nelle giacche biker e soprattutto nei pantaloni attilati e seducenti.

Photo credit: Giovanni Giannoni

Random Identities

Sulle note di una cover di “I’m every woman” di Whitney Houston, va di scena la moda dell’ex direttore creativo di Yves Saint Laurent, un vero e prorio rtw concepito per l’era digitale. Una moda fluida, radicale, che annienta le barriere tra maschile e femminile, tra fisici efebici e bellezze curvy, tra giovinezza e maturità.

Libertà e inclusione sono le parole chiave di questo lessico, dove gli uomini indossano gonne al ginocchio, reggiseni di pizzo sopra camicie inglesi, maglioni over messi upside-down. La passerella è chiusa dallo stesso Pilati, in uno stupendo cappotto cammello, pantaloni bianchi e stivali da cavallerizza. La costante provocazione è stemperata dalla scelta di linee pulite, dal monocromatismo dominante e dalla location scarna e industriale della Stazione Leopolda.

Photo credit: Gabriele Pasceri

Di Alessandro Martinelli

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Intervista a Pino Lerario, direttore creativo di Tagliatore

La creatività di Pino Lerario è alla base delle collezioni Tagliatore. Lo studio sul prodotto prima di tutto, la cura maniacale per il dettaglio , per i bei tessuti continuamente aggiornati al fit moderno, che rendono il brand un’eccellenza italiana da sempre sinonimo di eleganza.

Come nasce l’ispirazione nel tuo lavoro?
Parto sempre dai luoghi e dei paesaggi, per fortuna è facile e mi sento privilegiato, poiché tutte le mattine quando lavoro sono circondato da qualcosa di mistico che è il panorama della Valle d’Itria. Voglio trasmettere le stesse emozioni che provo quando creo i capi. Mi piace definirmi un sarto completo. Io immagino e realizzo. Parto dal disegno, faccio il modello e poi cucio e indosso. Il capo prima di entrare in produzione deve essere qualcosa di perfettamente fluido. E’ questo che mi piace del mio lavoro, avere il controllo su ogni singolo capo, per renderlo unico e speciale, come l’uomo che lo indossa.

Quale è il segreto dell’eleganza maschile oggi?
Sicuramente nelle ultime stagioni stiamo assistendo ad un cambiamento nelle vestibilità, con linee più morbide e sciancrature più armoniche. Realizziamo capi in linea con i dettami della moda, aggiorniamo i fit, pur rimanendo sempre fedeli all’immagine e all’identità del brand. L’utilizzo di materiale pregiati, i dettagli sartoriali, la vestibilità rigorosa sono gli elementi dell’eleganza.

Tre aggettivi per descrivere il tuo stile
Artigianalità intesa come utilizzo di materie prime di alta qualità e attenzione al dettaglio, Tradizione 

Il tessuto che ami di più?
Il tessuto che amo di più è sicuramente il saxony, un tessuto in lana cordata o pettinata che ottiene il suo nome dalla sua zona di provenienza ovvero la Sassonia, su cui si ottiene il Principe di Galles, elegante e senza tempo. 

I capi irrinunciabili per l’uomo questa stagione
Sicuramente le giacche. I revers molto grandi rappresentano una scuola di sartoria, difficilmente si trova una giacca così in confezione, sono il nostro DNA e ci saranno sempre. Il problema è che quando indossi una giacca con i revers normali non ti senti più a posto. Non puoi più farne a meno, come per le linee sciancrate e di carattere.

Cosa non può mancare nella tua valigia quando viaggi?
Quando viaggio, ciò che non deve mai mancare è un blazer nero. È sicuramente un capo passepartout con cui realizzare ogni tipo di look, dal denim ad un pantalone più elegante e che non deve mai mancare nel guardaroba maschile.

Libro preferito o che ci consigli di leggere?
Consiglio di leggere l’ultimo libro di Donato Carrisi, L’uomo del Labritinto. Donato è un uomo con moltissimi talenti e la sua ultima opera è un thriller psicologico che tiene il lettore con il fiato sospeso. 


Si era parlato dell’apertura di uno store a Milano, come prosegue il progetto?
L’espansione retail è sicuramente tra le nostre priorità. Milano, è la città da dove partiremo a brevissimo. 

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A BEARD IS A BEARD

Photographer: Matteo Engolli
Stylist: 3
Grooming: Matteo Bartolini @Freelancer Agency
Stylist’s assistants: Anastasia Mariani and Fabiana Guigli
Thanks to Cristina Florence Galati
Models: Luca Maurino @Boom Milano, Giulio Lotti @Elite Models, Ludwig @Crew Models, Simone D’Angelo @Brave Models

Special Thanks for the location to Stefano terzuolo and GUM, Corso Italia 46 Milano.

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SPRING SUGGESTIONS OF STYLE

I nostri nuovi suggerimenti di stile per la stagione calda. All’insegna del tempo libero.

Think pink! Anche con un look sportivo un tocco di rosa illumina la primavera e l’estate!

Un’idea da copiare: mescolare righe e micropattern, così come diversi toni del blu!

La borsa perfetta per l’estate: maxi! Per accompagnarvi nelle tante avventure che vi attendono: dal mare alla montagna.

Dare to mix and match! Mondi e colori diversi possono trovare twist inaspettati nel vostro guardaroba.

Altro colore vincente di questa stagione calda: orange is the new black!

Siate spiritosi sempre, anche nel look: è il passe-partout per una estate spensierata.

Photographer: Alisson Marks
Stylist:: 3
Stylist assistant: Cristina Florence Galati and Emanuela Cinti
Grooming: Gianluca Casu
Model: Matteo Festuccia

®Riproduzione Riservata

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