La moda sostiene la battaglia contro il Corona Virus

L’industria della moda continua a scendere in campo per fronteggiare la pandemia in corso dando concreto aiuto a strutture ospedaliere, personale medico-infermieristico e a tutti coloro che sono oggi impegnati in prima linea nella battaglia contro il Covid-19.

Nonostante i primi segnali positivi ci abbiano fatto tirare un piccolo sospiro di sollievo, non è ancora il momento di abbassare la guardia e cantar vittoria ma capire come uniti si possa riuscire a vedere la luce in fondo al tunnel. 

Ecco alcune delle iniziative dei grandi della moda (e non solo), simboli di trasparente umanità.

La Camera Nazionale della Moda, grazie al contribuito dei suoi associati, dona 3milioni di euro dando vita al progetto solidale “Italia, we are with you”, aperto a tutte le associazioni di settore e brand. Tramite il Commissario straordinario per l’emergenza e la Protezione Civile verranno donate mascherine chirurgiche, reagenti e indumenti protettivi per tutti gli ospedali che ne avranno necessità a partire da quello creato nell’ex Fiera Milano, aperto recentemente, ed al quale anche Moncler ha contribuito con 10 milioni. “Milano è una città che ha regalato a tutti noi un presente straordinario. Non possiamo e non vogliamo abbandonarla” — queste le parole di Remo Ruffini, Ceo a Ad del Gruppo.

La famiglia Zegna, da sempre vicina a tematiche filantropiche e alla sostenibilità, dona insieme al suo top management 3 milioni di euro alla Protezione Civile Italiana a favore di medici, ricercatori, infermieri, volontari e tutti coloro che stanno lavorando incessantemente per sconfiggere il virus. Non solo, parte delle linee produttive degli impianti del brand, tra Italia e Svizzera, sono state adibite per la produzione di mascherine mediche. Stessa cifra anche per la famiglia Benetton, destinata a quattro ospedali italiani.

We are all in this together”. Con questo chiaro messaggio Gucci, dopo aver accolto l’appello della  Regione Toscana per la produzione di oltre 1 milione di mascherine e camici, chiama all’azione tutta la sua community digitale per intervenire con donazioni a favore del Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con Intesa San Paolo, ed al fondo solidale a supporto dell’OMS. Il marchio dona, inoltre, un milione di euro per ciascuna delle campagne di crowdfunding.

Giorgio Armani, uno dei primi a muoversi in campo per fronteggiare il virus, continua con le sue donazioni raggiungendo un totale di 2 milioni di euro e sostenendo anche l’ospedale di Bergamo, quello di Piacenza e quello Versilia. In più converte tutti i suoi stabilimenti produttivi italiani nella produzione di camici monouso destinati agli operatori sanitari. 

Sostengo all’ospedale Columbus Covid 2, nuova area all’interno del Policlinico Gemelli di Roma, da parte di Valentino Gravani e Giancarlo Giammetti con la donazione di 1 milione di euro attraverso la loro Fondazione. 

La tutela dei dipendenti

L’incombere del Covid-19 ha scosso gli equilibri interni di tutte le aziende con conseguenti difficoltà, paure e incertezze che toccano da vicino tutti i dipendenti. Chanel, dopo la Francia, decide di non ricorrere alla cassa integrazione per i suoi dipendenti Italiani (circa 1100) affinchè non gravi sui conti pubblici, garantendo loro il 100% del salario. Non solo, la filiale italiana della maison ha destinato 1.3 milioni di euro alla lotta contro il virus.

Donazioni sugli acquisti. Questo il contributo del Gruppo Aeffe. All’interno degli store online di Alberta Ferretti, Moschino e Philosophy di Lorenzo Serafini verrà donato il 15% di ogni transazione  effettuata all’Istituto Clinico Humanitas di Milano e all’AUSL RomagnaDiesel contribuisce allo stesso modo e lancia l’hashtag #Braveactionsforabetterworld.

Il sostegno della moda sul versante internazionale 

Ralph Lauren porta il suo contributo con 10 milioni di dollari per le categorie più deboli e vulnerabili. In più, parte della somma supporterà la raccolta aperta dal Cfda, il Council of Fashion Desingers of America, producendo mascherine e camici.  Anche Mayhoola, il gruppo di cui fanno parte Valentino, Balmain e Pal Zileri, supporta la Spagna nella gestione dell’emergenza sanitaria destinando 1 milione di euro all’ampliamento dell’Hospital Covid-19, struttura costruita in tempi record all’interno della fiera di Madrid. Lvmh donerà 10 milioni di mascherine alla Francia, per un valore di oltre 5 milioni di euro e alcune delle sue fabbriche cosmetiche stanno già producendo gel igienizzanti idoralcolici.

Ristabilire nuove priorità nel quotidiano e contribuire, ognuno a modo proprio, con la consapevolezza che gli sforzi e l’impegno di oggi possano farci ripartire al più presto, con più grinta e forza di prima. E’ questo ciò che possiamo e dobbiamo fare. 

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FOUR SNEAKERS, FOUR MEN

Poco meno di una settimana e inizia la nuova stagione primaverile. Le temperature si fanno più calde e aumenta la voglia di nuovi abiti e accessori. Le collezioni SS2019, per la moda maschile, hanno posto l’accento sulle sneakers, sancendo ancora di più la stretta relazione tra i grandi marchi e lo street style.

Ecco le quattro sneakers che ci ispirano per l’imminente stagione e un’idea su chi le potrebbe indossare.

PER CHI NON RINUNCIA AL DIVERTIMENTO

Marni

 

Le sneakers in tela di Marni sono un inno vero e proprio alla primavera. La stampa a fiori colorati in rosa, azzurro e arancione, è adatta ad un uomo che ama giocare con la moda, e con la vita, chi non si prende sul serio ma non rinuncia ad un elemento fashionable all’abbigliamento casual di ogni giorno.

 

PER GLI HIPPIES CONTEMPORANEI

Coach 1941

La tomaia in pelle suede color cammello, adorna di frange, ricorda le calzature anni 70. Ma Coach 1941 unisce questo modello, d’ispirazione un po’ vintage, a dettagli in gomma colorata e ad una suola tipica da sneakers, alta e morbida.

PER IL BOXEUR ELEGANTE

Emporio Armani

Sneaker high top chiusura con velcro alla caviglia colore grigio chiaro ed in tessuto super tecnico. Dettagli in gomma, pelle, rete ed elastici avvolgono il piede in questa sneaker Emporio Armani. Una scarpa sportiva, che più di così sembra quasi impossibile, perfetta con un abbigliamento più elegante o uno degli iconici suits del brand.

PER IL FASHION VICTIM INARRESTABILE

Givenchy

Suola quasi carrarmato, accostamento di colori che non fanno passare inosservati, le sneakers Jaw di Givenchy riprendono in sè tutti gli elementi dell’urban style. Sicuramente destinate a solcare le strade delle nostre città, ai piedi dei più irriducibili amanti della moda street.

 

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SUMMER 2018: ESPADRILLES IN THE CITY

Nonostante gli ultimi trend propongano modelli di sneakers per tutte le stagioni, ogni estate le città (e non solo) si popolano di sandali ed espadrillas. Una scelta legittima, anche se il tabù dello stile vuole che l’uomo non debba avere mai, o quasi mai, i piedi nudi. Un tabù che Havaianas, per esempio, ha contribuito ad abbattere con il successo delle sue infradito. Quando è preferibile portare i sandali e quando le espadrillas? E come abbinarli al nostro look? Qui alcuni suggerimenti per i vostri look estivi.

Breve storia dei sandali
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Come si legge nel dizionario Treccani: “È una forma assai antica di calzatura (affreschi minoici del 2° millennio a.C.) e fu di uso generale, sia presso i popoli orientali (Egizi, Assiri, Babilonesi, Arabi, Persiani), sia presso i Greci e i Romani… Nella forma più semplice, il sandalo è la calzatura ordinaria di religiosi, e in particolare dei frati francescani e cappuccini”. Una prima versione di sandalo, nello specifico infradito, risale a oltre 3500 anni fa e se ne ha notizia dall’Antico Egitto. Erano calzature designate agli uomini più potenti, solo faraoni e sacerdoti potevano portare calzari in cuoio o papiro intrecciato. Con il passare dei secoli, il sandalo si è diffuso sempre di più arrivando fino ai giorni nostri.

Come e quando indossare i sandali

Per molto tempo i sandali sono stati considerati un accessorio fuori moda, soprattutto per l’immediata connessione con i turisti nord europei, che si ostinavano a portarli, in vacanza, con l’immancabile calzettone di spugna bianco. Oggi i sandali maschili sono tornati di moda e hanno iniziato a varcare le passerelle. Rappresentano una soluzione per gli outfit estivi, sia al mare sia a spasso per la città. Lo dimostra il successo planetario di Birkenstock, che da sandalo ortopedico (la cui origine risale al 1774) è passato a icona con il modello Madrid in suola di lattice e sughero con plantare sagomato e cinturino con fibbia che copriva trasversalmente le dita dei piedi.

Un modello che poi è stato interpretato dai più importanti fashion designer, da Phoebe Philo e Riccardo Tisci fino a Rick Owens. Oggi i sandali iconici del brand sono disponibili in tantissime varianti di colore e pattern, come il camouflage che si estende su straps e suola. Non solo comfort, Birkenstock presta più attenzione al design con la capsule di sandali con il velcro a una fascia e il modello Rotterdam a due fasce. Di natura più tecnica e uso sportivo i sandali Teva, marchio nato dall’intuizione di Mark Tatcher, uno studioso di geofisica, che mentre lavorava come guida per un’attività di rafting, si rese conto della mancanza di una calzatura che potesse garantire una perfetta aderenza sulle superfici bagnate e al tempo stesso assicurasse leggerezza e comfort a chi la indossava.

L’idea, semplice ma geniale, fu quella di abbinare ai tradizionali sandali infradito un’allacciatura alla caviglia, che impedisse al piede di scivolare e lo mantenesse sempre in una posizione idonea per evitare gli infortuni. Da qui sono nate una serie di calzature pensate per tutti gli uomini che amano dedicarsi attivamente allo sport, come gli appassionati di trekking, mountain bike e walking.

I modelli Teva sono stati rivisti da alcuni brand, come Valentino, che li ha trasformati in sandali urban per attraversare la città con semplici cinturini in velcro con logo VLTN da abbinare con camicia leggera e shorts sartoriali. Per scegliere e abbinare il sandalo bastano poche avvertenze da tenere a mente, per evitare cadute di stile. Di sicuro in estate l’abbinamento sandalo e pantaloni corti è un’accoppiata vincente, un binomio perfetto per un look casual da città o da mare. I pantaloni possono avere una lunghezza variabile a seconda del fisico e dei gusti, mentre il modello di sandalo scelto condiziona il tipo di shorts o pantaloni da indossare.
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L’idea, semplice ma geniale, fu quella di abbinare ai tradizionali sandali infradito un’allacciatura alla caviglia, che impedisse al piede di scivolare e lo mantenesse sempre in una posizione idonea per evitare gli infortuni. Da qui sono nate una serie di calzature pensate per tutti gli uomini che amano dedicarsi attivamente allo sport, come gli appassionati di trekking, mountain bike e walking.

I modelli Teva sono stati rivisti da alcuni brand, come Valentino, che li ha trasformati in sandali urban per attraversare la città con semplici cinturini in velcro con logo VLTN da abbinare con camicia leggera e shorts sartoriali. Per scegliere e abbinare il sandalo bastano poche avvertenze da tenere a mente, per evitare cadute di stile. Di sicuro in estate l’abbinamento sandalo e pantaloni corti è un’accoppiata vincente, un binomio perfetto per un look casual da città o da mare. I pantaloni possono avere una lunghezza variabile a seconda del fisico e dei gusti, mentre il modello di sandalo scelto condiziona il tipo di shorts o pantaloni da indossare.
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Star del jet set internazionale le scelgono come scarpe estive e vacanziere, personaggi come Salvador Dalì e Grace Kelly. Nel 1972 grazie alla collaborazione con Yves Saint Laurent, viene disegnato il modello femminile con la zeppa, una tappa che segna il successo della scarpa in tutto il mondo. Oggi le espadrillas sono proposte in mille varianti, dalle più classiche con gamma di colori brillanti, a quelle in camoscio traforato di Bottega Veneta rinforzate con suola in gomma; canvas e cotone nei modelli di Riviera che le propone con suole rivestite in pelle e colori che evocano lo stile della Costa Azzurra degli anni 50.

Nella rivisitazione dei classici le espadrillas di Thomas Mennell sono in camoscio dai colori intensi, suola rinforzata e nappino per aggiungere un twist imprevisto. Tra i modelli più modaioli quelli con stampe di Gucci o in morbida pelle scamosciata nera e occhi monster di Fendi, che alla suola di iuta ha aggiunto uno strato di gomma per affrontare al meglio le strade della città o la spiaggia.

Quando indossare le espadrillas
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Il primo consiglio per l’abbinamento delle espadrillas maschili è quello di indossarle, soprattutto se di colore chiaro o neutro, sotto un pantalone scuro, anche gessato, purché lasci la caviglia scoperta. La camicia bianca è d’obbligo se vi state preparando a una serata elegante, se preferite uno stile più casual, invece, optate per una semplice T-shirt. Naturalmente, quando si parla di abbinamento, non ci si riferisce soltanto ai modelli e ai colori degli abiti da accostare alle vostre scarpe, ma si tratta anche di capire quali tipi di corporatura siano più adatti al tipo di scarpa che stiamo considerando.
L’uso delle espadrillas è sconsigliato, infatti, a tutti coloro che hanno caviglie robuste. Per gli amanti dei colori accesi, le espadrillas sono le scarpe perfette per esprimere la propria creatività. Abbinarle non è affatto difficile: un semplice jeans metterà in risalto il colore scelto. Le espadrillas con i pantaloni più corti, come i bermuda, sono perfette per ottenere un look casual. Anche in questo caso la camicia serve a dare un po’ di charme in più, soprattutto se si vuole evitare il cosiddetto stile da spiaggia.

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Per i più sportivi basta una polo colorata per completare l’outfit all’insegna della praticità. Non bisogna tralasciare nemmeno il materiale con cui le vostre espadrillas sono confezionate, pelle o suede saranno indispensabili per avere un look più ricercato, mentre per il tempo libero e i look più casual date libero sfogo con denim o canvas.

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A|X ARMANI EXCHANGE E MARTIN GARRIX A MILANO

A|X Armani Exchange sta animando la città di Milano con una speciale iniziativa che vede come protagonista il DJ di fama internazionale Martin Garrix, testimonial del marchio, e che coinvolgerà con appuntamenti imperdibili tutto il capoluogo.

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Prima tra tutte un tram personalizzato che dal 23 Giugno si sta muovendo per tutta la città, fermandosi ogni giorno per due ore, dalle 17.00 alle 19.00, in Piazza Castello. Durante la sosta si può salire sul tram, completare il proprio look acquistando, nel corner dedicato, uno dei capi iconici del brand e farsi scattare una foto nel photo booth allestito a bordo. Tra tutte le foto scattate, ne saranno estratte trenta. L’iniziativa durerà ancora per poche ore e i fortunati vincitori potranno incontrare personalmente Martin Garrix durante il Meet & Greet previsto sul tram nel pomeriggio di oggi 29 giugno, in Piazza VI Febbraio, prima del grande concerto che il DJ terrà all’Ippodromo San Siro.

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A Milano sfila il maschio tecno-romantico

Nell’arco di un weekend lungo in un calendario sempre più co-ed l’uomo si rilassa e divaga in un romanticismo dal retrogusto hi-tech alla ricerca di una nuova concezione dell’eleganza.

Fantasie psichedeliche alla ‘Ready Player One’ di Spielberg, spunti romantici da love story con tanto di cuori appassionati in un contesto barocco, nuove ibridazioni come il completo gessato e la blusa da dandy ma in lamé lavanda, fisici sempre più efebici alla conquista dei plutocrati sempre più giovani. Le 64 collezioni che hanno animato la kermesse di Milano Moda Uomo, con la benedizione e l’apprezzamento del presidente di CNMI Carlo Capasa, definiscono un nuovo vocabolario che occhieggia allo heritage senza trascurare un nuovo glamour per un uomo sempre più giovane, connesso e tecno-romantico che prenda una posizione nella storia che stiamo vivendo con una distopica accezione della sartoria.

Classico e anticlassico convivono e collidono come da Ermenegildo Zegna Couture dove Alessandro Sartori fa un ottimo lavoro di ricerca sulla ‘divisa’ casual affermando la sovranità di uno stile che non offre fianco a critiche. Lo stilista presenta la sua nuova evoluzione del guardaroba contemporaneo, unendo il concetto di sportswear alla cura per i dettagli e al craftsmanship del mondo Couture. L’atelier si trasforma in un laboratorio, ma conservando l’umanità e il calore artigianale e dando vita a nuove categorie: neologismi sartoriali che derivano dallo scontro armonioso di mondi opposti.

Ermenegildo Zegna Couture
Ermenegildo Zegna Couture

Classico e anticlassico coesistono anche da Miuccia Prada che a Via Fogazzaro fa sfilare una collezione che prende le distanze dagli stereotipi dell’eleganza per estrarre un’idea di stile che sia semplice, elegante e mai strana. Bei cappotti, pull con trecce, bizzarri cappelli da esquimese e fantasie che la stilista non vorrebbe definite ‘psichedeliche’ sfilano fra cubi di plastica cerata e l’atmosfera è sempre creativa e dadaista, la collezione non delude mai per quanto è attuale pur nella sua coerenza con il DNA della maison.

Prada
Prada

Versatile per essenza è l’uomo Versace che reinventa codici come il gessato da manager sdrammatizzandolo con nuovi volumi. E’ un uomo dalla forte personalità che abbina la lana e il lamé, patchwork floreali e nappa lucida come vinile, pelle stampata effetto pitone, con la borsa icon che si porta su fluidi pigiami nel segno di una sensualità ritrovata. E’ un uomo street e couture che è allergico alle regole e non rifiuta di farsi notare.

Versace
Versace

Understatement totale invece per l’uomo di Giorgio Armani che riscopre il piacere di un bel gilet, di giacche colorate di verde e turchese, di completi doppiopetto ringiovaniti e smitizzati e di cappelli estivi come la fedora.

Giorgio Armani
Giorgio Armani

E tecno-romantico è senza dubbio l’uomo di Dolce & Gabbana, principesco e regale sia nella passerella tradizionale che in quella più intima dove sfilano uomini prestanti in intimo accessoriati da una panoplia di borse e gioielli per definire il lessico del ‘Naked King’ come l’hanno chiamato i due stilisti della maison. In passerella al Metropol sfila invece tutto il campionario dell’estetica del duo: il gessato, il pizzo, i bomber ricamati, lo streetstyle, marsine e broccati e tanti messaggi d’amore e di commistione di generi per ampliare sempre di più il concetto di Dolce & Gabbana family.

Dolce&Gabbana
Dolce&Gabbana

Da segnalare il progetto Diesel Red Tag stavolta affidato alla regia creativa di Glenn Martens e l’ascesa di Palm Angels insieme allo sporty chic ispirato al tennis di Plein Sport. Echi tibetani da Wolf Totem, il brand esotico disegnato dallo stilista Colin Jiang che osa il pvc trasparente e i dettagli metallici, capi laserati e grande souplesse per una collezione interessante e multiforme.

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ELEGANCE IN THE POOL: FABIO SCOZZOLI

Photographer Alisson Marks
Stylist 3
Stylist assistant Cristina Florence Galati and Emanuela Cinti
Grooming Gianluca Casu

®All Rights Reserved

Read the interview here!

JAMES JAGGER, UN UOMO, DIECI RISPOSTE

Da piccolo ascoltava a ripetizione la canzone “Johnny Be good” di Chuck Berry e confessa di avere ancor oggi una passione irrefrenabile per i film gangster. James Jagger, figlio di un più noto Mick, ha iniziato la sua carriera nel cinema, ma non solo, è anche un ambientalista convinto, e parte del progetto “The wave walk”, che coinvolge artisti e scultori e designer per realizzare varie opere a NYC che sensibilizzino le comunità sui temi della salvaguardia dell’ambiente marino. In attesa di vederlo anche in un film del regista Christopher Nolan – un suo desiderio svelato – non vediamo l’ora di (ri)vederlo sul grande schermo nella pellicola 747, che uscirà a breve.

Gli esordi da attore
Già al liceo, a 16 anni. Interpretando un ruolo in uno spettacolo scolastico capii che comunque quella poteva essere una strada, la mia strada. Così mi iscrissi ad un corso di recitazione a Londra e poi a New York (la verità è che a quel tempo passavo più serate alle feste che ore a provare il copione) ma una parte di me lo sentiva, sapeva che voleva andare no in fondo.

Tutto è pronto per il nuovo film 747
È stata un’esperienza molto piacevole, ho trovato dei grandi amici e degli ottimi professionisti. Non ho grandi aspettative per il suo successo (il mix di ingredienti che rende vincente un film è davvero vasto e bisogna avere talento e fortuna perché tutto si amalgami in maniera perfetta) ma personalmente sono davvero soddisfatto.

Il sogno nel cassetto
Ce ne sono molti ma se devo sceglierne uno, adesso, vorrei lavorare con Christopher Nolan (super): Inception, Intestellar, woow, sono pellicole invincibili. Lui è un talento prodigioso e per me sarebbe davvero un sogno poterci collaborare. Lui è uno di quei registi che anche con grandi budget riesce ancora a rischiare, a puntare su copioni innovativi e di livello. Il problema del cinema contemporaneo, infatti, è che le cose più belle vengono fatte con pochissimi soldi, da autori emergenti e che fanno moltissima fatica per affermarsi, mentre con le produzioni più grandi si pecca di buona qualità, si fa intrattenimento più che arte.

Un attivista convinto
La verità è che siamo un’associazione molto piccola, ci sono dentro soltanto sei persone e cerchiamo nuove fonti di crowdfunding per i nostri progetti: ogni anno ci battiamo per una causa specifica legata alla tutela delle coste e alle fonti di inquinamento marino e adesso, per esempio, abbiamo dato vita ad un progetto molto interessante, a New York, in partnership con La Mer, si chiama “The wave walk” e coinvolge artisti e scultori e designer per realizzare varie opere, in tutta la città, che sensibilizzino i passanti, la comunità, sui temi della salvaguardia dell’ambiente marino.

Il volto delle fragranze Armani
Girare la serie di short film per le fragranze Armani mi ha soddisfatto…Fabien Constant è stato un director straordinario, e la cosa davvero meravigliosa è che oltre alla promozione di un prodotto, nella sua idea c’è uno script, una storia reale, ci sono emozioni e sentimenti. E per un attore questa è pura vita. Con Matilde Lutz, mia partner nei film, abbiamo trovato immediatamente una sintonia ed un feeling piacevole, tanto che Fabien spesso filmava anche nei momenti di pausa. La spontaneità e la naturalezza che si creano sul set sono importanti per creare un prodotto autentico.

matilda lutz: an italian talent in hollywood

Milanese di nascita, ma con vocazione internazionale, Matilda Lutz è un talento che sta vivendo il suo sogno americano. Dopo l’incontro con Muccino e il suo trasferimento a Los Angeles la carriera della giovane Matilda (ventiseienne) è in rapida ascesa, tanto che Giorgio Armani l’ha scelta come protagonista, insieme a James Jagger, di una serie di brevi film diretti da Fabien Constant per il lancio di due nuove fragranze per Emporio Armani. L’abbiamo incontrata a Milano per farci raccontare come è iniziato il suo amore per il cinema, la sua vita a Los Angeles e i suoi prossimi lavori in uscita.

Com’è nata la tua passione per la recitazione?
In realtà un po’ per caso. Ho frequentato il liceo scientifico ed ero molto timida, avevo paura che la recitazione non facesse per me, solo il pensiero di stare davanti al pubblico mi terrorizzava. Dopo il liceo sono andata a New York, dove ho fatto un corso di recitazione, giusto per provare e sconfiggere la mia timidezza. in realtà mi sono accorta che recitando e interpretando dei ruoli mi sentivo veramente libera. Non mi sentivo giudicata. Potevo dire e fare quello che volevo, perché le persone non giudicavano me, Matilda, ma guardavano al personaggio. Da questo sentimento di libertà completa mi sono innamorata della recitazione.

Com’è avvenuto l’incontro con Gabriele Muccino?
Lavoravo in un ristorante italiano a Los Angeles e lui era a cena con sua moglie. Il proprietario del locale, che mi conosceva molto bene, sapeva che mi piaceva Muccino e me l’ha presentato. Io seguivo i post che scriveva sulla sua pagina di Facebook sulle differenze tra americani e italiani, su quello che gli piaceva e non degli Stati Uniti e dell’Italia. Così gli ho scritto un pensiero ispirandomi a uno dei suoi post, ma non credevo l’avrebbe mai letto. E invece ho catturato la sua attenzione e mi ha chiesto di fare un provino per il film.

Come è stato lavorare con lui?
Un’esperienza incredibile. Già solo per le location dove abbiamo girato. Siamo andati a a girare a Cuba, San Francisco, Roma e New Orleans, insieme a Brando Pacitto e Taylor Frey, con cui sono diventata subito amica. Abbiamo creato fuori dal set quella chimica che abbiamo riportato nel film. Uscivamo sempre insieme, passavamo le serate a chiacchierare tutti insieme. Una sera ricordo che a Cuba siamo andati a sentire una band dal vivo e ci sembrava realmente di vivere nello stesso film.

E l’incontro con Armani?
La prima volta che ho incontrato Mr Armani è stata alla prima a Milano del film di Muccino L’estate addosso. Alla presentazione del film, tra amici e la famiglia, c’era anche lui tra il pubblico e io ero in ansia (ride, ndr). Dopo la proiezione del film è venuto a farci i complimenti. Tra l’altro mio padre aveva fatto una campagna proprio per Armani. L’altra coincidenza è che quando avevo 17 anni mi avevano chiesto di intervistare Beyoncé a Madrid per il suo concerto. Un progetto che era pensato proprio per il lancio del nuovo profumo Diamonds di Emporio Armani. Ho fatto queste tre pagine di diario in cui, come fan, andavo a intervistarla ed ero la più giovane corrispondente del tempo.

Quando ti sei trasferita a Los Angeles?
E’ da tre anni che sono lì stabilmente. I primi sei mesi ho fatto avanti e indietro con l’Italia per lavoro, perché stavo girando una serie. E dopo un anno dal trasferimento è arrivato il primo film.

The Ring, il tuo primo film americano, un film horror in 3 D
In realtà non sono una grande fan degli horror, perché mi fanno molta paura, inizio a vedere e a sentire cose, non riesco a dormire, quindi evito di guardarli. Però girarne uno è stato proprio divertente per le scene d’azione. Essendo il mio primo film americano ho fatto molte prove con lo stunt coordinator, uno dei più importanti di Hollywood. Poi tanti trucchi del backstage, gli effetti speciali, basti pensare che per realizzare il trucco del personaggio di Samara ci vogliono sei ore.

Come ti trovi a Los Angeles?
Quando mi sono trasferita tutti mi parlavano male di Los Angeles. Mio fratello già viveva lì e sono andata a trovarlo inizialmente e poi sono rimasta. Mi è piaciuta tantissimo per la sua energia e per il fatto di poter essere in mezzo alla natura, pur rimanendo in città. E di poter condurre una vita sana: tutti si svegliano presto, vanno a letto presto, perchè i locali chiudono alle due, mangiano quasi tutti in modo salutare e praticano un sacco di sport all’aria aperta. La cosa più bella di Los Angeles è il fatto che tutti i quartieri hanno uno stile di vita diverso: a Silver Lake trovi la vita newyorkese, un po’ underground e rock and roll; se sei a Santa Monica c’è il mare, il surf, la corsa al tramonto, a West Hollywood ci sono più discoteche e vita sociale.

Ti manca l’Italia?
Mi manca tantissimo il cibo, dopo tanti mesi negli Stati Uniti quasi ci si dimentica del sapore vero del cibo, come le fragole. Mi manca l’aperitivo con i miei amici e camminare nei vicoletti delle nostre città.

Quando non lavori, quali sono le tue passioni?
La cosa che mi piace di più è viaggiare; infatti adesso mi sono presa una settimana di vacanza e sono andata ogni giorno in un poso diverso. Mi piace scoprire posti nuovi. E vivere le città e i luoghi anche quando si gira un film e vivi in un posto per due mesi non come una turista, ma come una del luogo, grazie al fatto che parte della crew è del posto e ti porta in giro.

Il tuo ultimo viaggio?
Ho girato Lerici, Sestri Levante, Portofino. Poi sono andata a Firenze e Pietrasanta. A Firenze sono andata al Teatro della Pergola, in cui non ero mai stata, poi ho preso la bicicletta e sono andata in giro per tutta la città, senza una meta precisa per perdermi e scoprire senza programmare niente. 

Together Stronger la serie per Emporio Armani. Come è stato il feeling con il regista Fabien Constant e James Jagger?
Sia James, sia Fabien, il regista, hanno reso l’atmosfera sul set veramente tranquilla. C’era un copione ma senza battute scritte, quindi Fabien ci ha lasciato spazio per improvvisare. Tutti i momenti di chimica tra di noi, in cui giochiamo, ci rincorriamo in questa storia d’amore li abbiamo creati noi due sul set. James è una persona fantastica e abbiamo giocato come quando ci si innamora tornando un po’ bambini.

La serie è ambientata a New York e tu sei Laura, una scrittrice.
Il mio personaggio è una scrittrice, ma fa anche fotografia. E’ un po’ come mi sento io in realtà. Mi piace tutto ciò che è creativo, la fotografia, la recitazione, scrivere, mi piacerebbe provare la regia un giorno. Laura è una donna spensierata, sicura di sé, fa quello che si sente, segue l’istinto.

Tra le scene qual è quella che ti è piaciuta di più?
Mi ha divertito tantissimo quella del taxi, mi sentivo un po’ in un film degli anni ’60 e un po’ in Sex and the city. Correre sui tacchi, mentre mi vesto con jeans, t-shirt e Converse.

Un sogno nel cassetto?
Nel futuro penso alla regia. E anche mi vedrei come Bond girl, recitare in un film d’azione. Mi piacerebbe un ruolo drammatico, la mia attrice preferita è Meryl Streep.

Hai trovato l’amore? E dove ti vedi fra qualche anno?
Forse (ride, ndr). Mi è molto difficile pensare di trovare l’amore, nonostante sia metà americana mi sento molto europea e ci sono tante cose che mi fanno pensare che un giorno tornerò in Italia. Non presto, perché sono contenta di stare a Los Angeles, dove vedo un sacco di opportunità, imparando tantissimo. Vado ai provini e competo con nomi molto importanti e conosciuti, una cosa che fa paura, ma allo stesso tempo mi dà la carica per migliorare ogni giorno e mi tiene con i piedi per terra.

Matilda Lutz @Elite Milano
All photos by Luigi Miano

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denim, denim e ancora denim

jeans sono un vero e proprio passe-partout. Unisex, comodi, resistenti, ma anche molto cool. Certo, dipende da come li si indossa, anche se non esiste un vero e proprio codice di comportamento, dovrete un po’ affidarvi al vostro gusto e alla vostra sensibilità, però una cosa è certa, questa primavera non siate timidi, il denim, soprattutto se in total look, sarà la soluzione per molte occasioni. Dalle diverse tonalità, lavaggi e modelli, stampato, ricamato o sfilacciato, lo abbiamo visto protagonista sulle passerelle di tutto il mondo, da Armani, a Valentino ad Andrea Pompilio, fino a Burberry, Berluti e Cerruti 1881, senza dimenticare Lee, Siviglia, Diesel e Levi’s®.
Un gioco a incastri nelle nuance del blu del quale, tra giubbotti, camicie e accessori, non ci stancheremmo davvero mai.
®Riproduzione Riservata

 

Emporio Armani lancia la campagna advertising autunno/inverno 2016/2017

Pareti di cemento, texture tattili e scabre, una scaffalatura riempita di libri, una scala di metallo e un divano di pelle dalle linee moderniste: sono tutti gli elementi di una rappresentazione insieme scarna e intensa, realizzata a Milano dal fotografo Lachlan Bailey.

La fisicità dei modelli (Luna Bijl, Damaris Goddrie, Ophelie Guillermand, Jordy Baan e Kit Butler) è spontanea e rilassata, le immagini esprimono una nonchalance urbana che rinnova il senso di appartenenza da sempre associato a Emporio Armani.
Le fotografie descrivono un ambiente raccolto: forse un club underground, situazioni di socialità metropolitana senza una precisa caratterizzazione geografica, fluida e intima, un non-luogo di spiriti simili.

www.armani.com

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