Next Generation Awards: il premio di Manintown per supportare i new talents

MANINTOWN presenta la prima edizione dei NEXT GENERATION AWARDS, un nuovo progetto che sottolinea l’ulteriore impegno del magazine, che da anni lavora sullo scouting di nuovi talenti nel mondo del cinema e della creatività. E proprio il legame col cinema e le arti performative è diventato sempre più forte nell’ultimo anno fino a spingersi a diventare un vero e proprio focus editoriale di MANINTOWN inteso come piattaforma dove scoprire i più promettenti nomi nel cinema, nella musica e comunicazione (tra fotografi, registi, digital artist).

Da qui l’esigenza di dare maggior concretezza a questa passione con l’iniziativa NEXT GENERATION AWARDS che trova a Venezia la sua ideale e naturale cornice durante la mostra internazionale d’arte cinematografica.

Commenta Federico Poletti, founder & Editor in chief di MANINTOWN: “Sin dalla sua nascita nel 2013 la vocazione del magazine è stata orientata alla ricerca di tutto ciò che innovativo e nel raccontare i fenomeni emergenti nella moda e nelle arti, dal cinema alla musica, dall’arte fino al design. Nel tempo abbiamo dato voce a numerosi interpreti, che abbiamo visto crescere anche grazie alle nuove piattaforme come Netflix e ai social. Per questo, oltre ai due premi ai nuovi volti del cinema, mi sembrava interessante dare anche spazio anche a un fenomeno che arriva dal web.

I premiati per questa prima edizione del NEXT GENERATION AWARDS sono:

  • –  Miglior attore rivelazione: GIANCARLO COMMARE
  • –  Miglior attrice rivelazione: LUDOVICA FRANCESCONI
  • –  Web talent of the Year: ELISA MAINO

Commare si è fatto notare in serie come “Skam Italia” targate Netflix, e nel recente “Maschile Singolare”, film a tematica omosessuale con una narrativa realista che ha segnato la differenza nel racconto cinematografico. Un volto che sta crescendo con produzioni di qualità tra cinema e teatro. Lo vedremo a breve in sala dal 16 settembre con “Ancora più bello” al fianco di Ludovica Francesconi. Ed è per questo che vogliamo riconoscere il suo talento con il New Generation Awards di MANINTOWN.Commenta lo stesso Giancarlo Commare: “Le sorprese mi piacciono e la comunicazione di questo premio lo è stata sotto ogni punto di vista. Attraversiamo tutti dei momenti un po’ sottotono e soprattutto in quei momenti le belle notizie, aiutano e sono maggiormente apprezzate. Bisogna lasciarsi sempre sorprendere dalla vita e ringraziare per tutto quello che ci viene dato.”

Giancarlo Commare, il vincitore del Premio assegnato da Man In Town al miglior attore

Ludovica Francesconi (classe 1999), giovanissima, con un volto, di cui non si può fare a meno di innamorarsene per la sua freschezza e spontaneità. Anche lei reduce dal grandissimo successo de “Sul più bello” che abbiamo visto su Amazon Prime Video, ora la vedremo sempre al fianco di Giancarlo in: “Ancora Più Bello”. Ha sempre voluto fare l’attrice sin da bambina quando sentiva il profumo dei pop-corn. Siamo certi che il suo percorso sarà ricco di riconoscimenti e vogliamo essere i primi a premiarla come Miglior Attrice Rivelazione con il New Generation Awards di MANINTOWN.

Ludovica Francesconi, la vincitrice del Next Generation Award 2021 per la miglior attrice

Elisa Maino, classe 2003, con oltre 5 milioni di follower su Tik Tok e quasi 3 milioni su Instagram, è tra le web talent italiane della sua generazione che hanno riscosso più successo a livello internazionale. Dall’apertura del suo canale YouTube nel 2014, Elisa non ha mai smesso di raccontare sé stessa e le sue passioni sui social, diventando la musa ispiratrice di una generazione. Appassionata di scrittura, ha pubblicato due romanzi con Rizzoli: il primo, “OPS”, ha venduto più di 100mila copie in tutta Italia. Il secondo, “OPS2 – Non ti scordar di me”, si conferma un successo editoriale. Il suo terzo romanzo “Con amore”, è in uscita il 20 Settembre 2021.

Elisa Maino vince il best web talent Next Generation Award 2021

Davide Musto, fotografo & head of scouting di MANINTOWN: “Ho la fortuna di seguire con occhio attento le evoluzioni dei nuovi talenti e dei cambiamenti socio culturali che il mondo del cinema e i suoi giovani attori ci regalano quotidianamente. Il mio è un impegno costante nella ricerca o nella scoperta di nuovi volti che accompagno insieme a storie di moda. La scelta dei due finalisti è arrivata naturalmente. Seguo Commare da quando è apparso nella serie Skam e da quel momento ho sempre voluto raccogliere il suo volto con la mia fotocamera. In questi anni Giancarlo Commare ha saputo raccontare ruoli diversi con quella fine verità che appartiene soltanto ai grandi attori e ha saputo rendere moderna la capacità di essere una persona, ma anche un personaggio. Ho avuto inoltre l’onore di aver già lavorato con Ludovica Francesconi e sin dal primo scatto il suo sguardo è penetrato così profondo nel mio obiettivo che è stato naturale pensare al futuro di questa giovane attrice che credo sarà segnato da grandi interpretazioni”.

La premiazione si svolgerà venerdì 10 settembre, dalle 18.30 nella Campari Lounge | Terrazza Biennale e ai premiati sarà dedicato un servizio speciale sul prossimo numero cartaceo di MANINTOWN in uscita per il Festival del Cinema di Roma. Per ribadire il legame con i giovani creativi MANINTOWN ha scelto di far realizzare il NEXT GENERATIONS AWARD all’artista italo-colombiana Rosana Auqué, che ha creato per i 3 vincitori 3 opere per testimoniare la magia del paesaggio

veneziano e dell’arte cinematografica. Racconta la stessa Rosana: Ho voluto trasmettere l’atmosfera incantevole di Venezia, la sua bellezza infinita e la sua grande storia. La magia del paesaggio che mischia il cielo con l’elemento più caratteristico della città, l’acqua, creando sfumature inesauribili amate da tanti artisti. Non a caso un Re di Francia ha detto “Se non fossi re di Francia, sceglierei di essere cittadino di Venezia.”

Il team di professionisti Kemon, visionario leader internazionale nel mondo dell’hairstyling, curerà l’immagine dei due vincitori Giancarlo Commare e Ludovica Francesconi e gli special guest dell’evento, oltre una serie di talent che saranno svelati nel prossimo numero di MANINTOWN.

“Il cinema è cambiato con la pandemia, ma non per tutti i versi in peggio, come dimostra il successo di piattaforme digitali come Netflix o Amazon Prime, che si sono rivelate di vitale importanza. Oggi abbiamo la consapevolezza che dobbiamo far tornare ovviamente le persone nelle sale cinematografiche e in sicurezza, ma abbiamo anche una marea di produzioni in più che posso dare lavoro ad attori, attrici ed addetti ai lavori. Il cinema italiano per un momento è stato come in stallo, sembrava che non potesse evolvere, invece ora ci troviamo con una new generation di attori sbalorditivi e preparati. Ed è proprio per questo che noi a MANINTOWN fin da subito abbiamo voluto dare grande spazio ai giovani talenti, guardando soprattutto all’editoria che magari continuava a parlare di giovani talenti tramite le stesse persone, che poi tanto giovani non erano più. Il cinema deve essere una casa sicura dove sperimentare, e solo chi ha la freschezza e il talento con un pizzico di ironia secondo noi potrà portare la bandiera del cinema italiano nel mondo, proprio come l’Italia ha sempre fatto. Dobbiamo lavorare affinché chi se lo merita possa emergere, divertirsi e far divertire il pubblico a casa, perché il cinema ricordiamocelo sempre è Intrattenimento.” conclude Fabrizio Imas, Entertainment Editor di MANINTOWN

DOVE E QUANDO

Campari Lounge | Terrazza Biennale – Venezia Lido (di fronte al Palazzo del Casinò) Venerdi 10 settembre, dalle 18.30 alle 20.30

Per accreditarsi all’evento: [email protected]

La locandina dell’evento Next Generation Awards 2021

A model’s talk: Andrea Manzoni

Cosa ti ha spinto a decidere di intraprendere la carriera di modello?

E’ successo tutto per puro caso: una domenica, mentre frequentavo ancora al liceo, un booker (che purtroppo ora non c’è piu) Massimo Curella, mi ha fermato per strada ed ha lasciato il suo biglietto da visita ai miei genitori. 
È iniziato tutto molto gradualmente, io giocavo a calcio quindi mai mi sarei aspettato di intraprendere questa carriera, poi però ho iniziato a viaggiare molto. Ho vissuto molti anni in Asia, mi piace davvero moltissimo, ho visto città come Shanghai, Singapore, Hong Kong e Pechino. Sono poi tornato in Italia per lavorare con clienti come Dolce e Gabbana e ora vivo tra Milano e Parigi.

Cosa ne pensi di Parigi?

Io mi trovo molto bene, vivo da solo anche se all’inizio non è stato molto facile trovare casa. Abito vicino a Notre Dame, esattamente a Saint Pompidou. È molto bello, rappresenta a pieno la vecchia Parigi, piccoli vicoletti pieni di vita ad ogni ora. Il lavoro è molto diverso rispetto a qui, l’espressione dell’uomo è particolarmente ricercata.

Un luogo che ti è rimasto impresso e che consiglieresti?

Sicuramente Shanghai, dove ho vissuto per cinque anni. Per un anno ho anche smesso di fare il modello perché questa città mi aveva totalmente rapito, facevo quindi il manager nei locali. A differenza di Pechino, Shanghai è molto più aperta ed internazionale. Un ristorante che sicuramente consiglierei è ad esempio The Fellas, un terrazzo con vista sul the Bund, gestito da italiani. Di cose da fare ce ne sono veramente molte, ma anche solo passeggiare per la vecchia Shanghai o People’s square riesce a far innamorare chiunque della città.
La consiglio sicuramente a chi vuole fare il modello, si lavora molto ma decisamente bene.

Parlando invece di te, che tipo di allenamento segui per tenerti in forma?

Io mi alleno in casa, venendo dal mondo dal calcio e del nuoto faccio fatica ad abituarmi alla palestra. Faccio corpo libero un’ora al giorno tutti i giorni, ed è da due anni e mezzo circa che non salto mai un giorno di allenamento.
A 30 anni il fisico cambia, per quanto riguarda l’alimentazione sono sicuramente più attento a ciò che mangio.

Che tipo di rapporto hai con i social network?

Sicuramente è parte integrante del mio lavoro, credo sia molto bello. Molto spesso viene confuso il fatto di essere un modello, un influencer o una persona che sponsorizza un brand. Sono tre cose completamente diverse, però i social ci permettono di essere visti da chiunque e quindi anche di essere ingaggiati più facilmente. E’ bellissimo essere in contatto con tutto il mondo, soprattutto viaggiando molto, anche se in Cina i primi anni è stato molto difficile poiché la maggior parte dei siti sono bloccati dal governo.

Cosa non può mancare nella tua valigia quando viaggi?

Sicuramente un libro che mi ha regalato mio padre, che è l’Alchimista di Coelho. Mi ritrovo molto in alcune parti del racconto; ogni volta che lo leggo c’è sempre qualche dettaglio che mi faccia pensare che la storia sia la mia.

Un accessorio o un capo che non può mancare nel guardorba maschile?

Un pantalone elegante, non uso mai i jeans.

Hai dei sogni nel cassetto?

Vorrei comprare una casa ai miei nonni, perché sono molto legato a loro e vorrei riuscire a fare questo regalo per ricambiare tutto ciò che mi hanno dato.

Progetti futuri invece?

Mi piacerebbe moltissimo poter continuare a lavorare in questo mondo, vorrei diventare booker o casting director per poi magari aprire un’agenzia, che trovi un giusto equilibrio tra la soddisfazione del cliente e le esigenze del modello.

Ph: Antonio Avolio
Style: Stefano Guerrini
Stylist’s assistants: Fabiana Guigli, Davide Spinella
Grooming: Matteo Bartolini @Freelancer Agency using R+CO
Model: Andrea Manzoni @Independent MGMT
Interview: Martina Belluschi

In copertina: Total look Dondup, scarpe Baldinini 

ENGLISH VERSION

What pushed you to undertake a modeling carreer?

I was still attending high school and I was out with my parents on a Sunday, a booker named Massimo Curella stopped me and gave his business card to my parents. It all started gradually, since I was a football player I would’ve never imagined to become a model, but then I started traveling a lot. I lived for many years in Asia, I visited many cities like Shanghai, Singapore, Hong Kong and Beijing. I came back to Italy to work with clients like Dolce & Gabbana, and now I’m living between Paris and Milan.

What can you tell us about Paris?

I simply love it, I live on my own even though it wasn’t easy for me to find an apartment alone. I live near Notre Dame, in Saint Poumpidou. I find it extremely nice, it represents the old Paris, with its alleys. Working it’s wuite different from here, the model’s expression is more cherished. 

Could you tell us a place you would recommend?

Definitely Shanghai, where I lived for five years. I even stopped modeling for a year, since the city totally captivated me, and I worked as a club manager. I find Shanghai more open and international than Beijing. A restaurant I would recommend is The Fellas, a rooftop with a view on the Bund, owned by Italians. There are many things to do there, but even by talking a walk in the old town or in People’s square you could totally fall in love with it. I can also say it’s the perfect city for modeling, the work is tough but worth it.

Talking about yourself, do you train constantly?

I train at home, I’m not really used to the gym, coming from football and swimming. I train an hour every day and it’s been two years and a half since I last skipped a training day. Being 30 years old, I need to be more careful about what I eat then when I was younger, our body is constantly changing. 

What do you think about social network?

It’s for sure a part of my job, I think it’s very useful. It often gets confused how modeling, being an influencer and sponsor a brand are three completely different things. Social network allow us to be seen from everyone and being scouted easily. I love being in contact with the world, especially because I travel a lot, even though it was difficult in China, since most of the websites are blocked by the Government.

What do you always bring with you when you travel?

A book that my father gave me, it’s called the Alchemist by Coelho. I feel like it represents some parts of my life everytime I read it.

A piece of clothing that should always be in a man’s closet?

Elegant trousers, I never wear jeans.

What is your biggest dream?

I’d love to buy a house for my grandparents to give back everything they gave to me.

Any future plan?

I want to continue working in this field, become a booker or a casting director, and maybe fund my own agency, with the right balance between client’s satisfaction and model’s needs. 

Ph: Antonio Avolio
Style: Stefano Guerrini
Stylist’s assistants: Fabiana Guigli, Davide Spinella
Grooming: Matteo Bartolini @Freelancer Agency using R+CO
Model: Andrea Manzoni @Independent MGMT
Interview: Martina Belluschi

Cover: Total look Dondup, scarpe Baldinini 

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Beachwear per l’estate

È innegabile, prima ancora di metterci in forma per la prova costume pensiamo già ai nuovi modelli da acquistare e tra colori, stampe, patch e fantasie anche per questa stagione avremo l’imbarazzo della scelta. Abbiamo selezionato per voi alcune delle migliori proposte per l’estate 2019, dalle stampe iconiche alle più recenti collaborazioni.

All’insegna della semplicità
Dagli scacchi, presenti in diverse varianti di Intimissimi agli shorts mono-color di Ralph Lauren presenti, oltre che nell’iconico hammond blue della casa americana, in rosso, nero e blue navy. E perché no? Anche l’intramontabile fantasia Burberry darà un tocco di stile alle vostre vacanze.

Colore e fantasie
Per chi ha voglia di indossare un po’ di colore ed osare con qualche fantasia ecco gli shorts con vibranti stampe di Missoni e la vegetazione tropicale di Moncler. La novità 100% Made in Italy è Gandhara, che si ispira per agli antichi capolavori artistici della Thailandia.

Flower power
Fiori e piante sono un motivo instancabile e ormai un evergreen di tutte le stagioni estive. Per chi vive di buon umore e vuole portarlo sulle spiagge delle proprie vacanze. Dalle palme di Hartford, ai fiori di Onia.

Logomania
Per chi non vuole passare inosservato ecco una serie di costumi dove Logo-mania è la parola d’ordine anche per l’estate 2019. Dagli accesi colori di Dsqaured2 al total black di Valentino.

Camouflage
Rivisitata, colorata, trasformata. La fantasia militare è diventata ormai un must. Lo stile di Sundek, con le sue linee arancioni, Moncler e le stampe di Tom Ford.

In copertina: Safe Milano SS19

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SOTTO IL PRIMO SOLE

 

Non è mai troppo presto per cominciare a pensare alle prossime vacanze. In primavera, con i primi weekend fuori città diventa opportuno rifornirci di nuove protezioni solari che ci accompagneranno per tutta l’estate. Se iniziamo ad esporci in spiaggia o in montagna cominciamo con le protezioni più alte ma non dimentichiamoci di usarle anche in città. Ci sono formule adatte a tutti i giorni oppure specifiche per chi  abbandona la palestra e inizia a praticare sport all’aria aperta.

 

Acqua dell’Elba 
Protezione SPF molto alta con complesso protettivo ad ampio Ilspettro di filtri UVB e UVA. Il complesso Ultra Marine Complex con Alga Corallina, Cocktail Marino arricchito di Acido Ialuronico e minerali d’alga mediterranea, contribuiscono a prevenire irritazioni, foto-aging e invecchiamento prematuro della pelle.

Caudalie Spray Solaire Lacté SPF30
Spray viso e corpo che assicura protezione dalla testa ai piedi. Lenitivo e idratante grazie all’acqua d’uva bio, consente un’abbronzatura luminosa e duratura in modo graduale. Senza alcol, siliconi e non comedogena è una formula adatta alle pelli sensibili.

Filorga UV-BRONZE BODY SPF30
Olio secco invisibile che si assorbe istantaneamente, nutre intensamente la pelle e dona un aspetto satinato che sublima l’abbronzatura. Alta protezione associata a un trattamento rigenerante per una pelle più tonica e più soda. Il TAN-STIMULATOR COMPLEX favorisce un’abbronzatura intensa e duratura.

Shiseido Sports Invisible Protection Mist
Grazie alla tecnologia Invisible Feel, che sfrutta gli oli volatili per distribuire con uniformità la formula prima che evapori, lascia una sensazione di pelle fresca e asciutta estremamente confortevole. A contatto con l’acqua (il mare, l’acqua della piscina o il sudore), il suo velo altamente protettivo con SPF 50+ non è solo impermeabile ma si rafforza grazie al complesso WetForce.

 

Uriage Hyséac 3-Regul Trattamento Globale Colorato SPF50+
Perfetto per chi si espone al sole in città, è un trattamento globale che svolge una triplice azione regolatrice per sconfiggere brufoli, punti neri ed eccesso di sebo. L’elevato fattore di protezione SPF 50+ protegge maggiormente la pelle dai danni del sole e limita l’effetto rebound.

La Roche-Posay Anthelios Shaka Fluido
Ultra-resistente  e adatto a tutti i tipi di pelle, anche quelle sensibili. I solari della gamma ANTHELIOS hanno inoltre il 100% di filtri organici, nel rispetto della vita acquatica e non determinano lo scolorimento dei coralli né compromettono la fotosintesi delle micro alghe.

Dr Sebagh Sun& City Protection SPF 50
Un prodotto multitasking che agisce non solo come schermo  solare, ma svolge anche un’azione di difesa dalla luce HEV diurna (smartphone, tablet, laptop) responsabile del peggioramento delle condizioni della pelle e dell’invecchiamento prematuro.

Ren Clean Screen mineral SPF 30
Realizzato per il 99% con ingredienti naturali, è un sunscreen per il viso vegano e senza siliconi, da utilizzare quotidianamente, con ampio spettro contro i raggi UVA e UVB e contro la luce blu. Perfetto per proteggere la pelle dai danni dei radicali liberi, fortificandone la naturale barriera.

 

Aesop Protective Facial Lotion SPF25
Idratante e leggero, sviluppato per fornire una protezione quotidiana contro gli effetti dannosi dei raggi solari. Perfettamente equilibrato per proteggere il viso e il collo, lasciando respirare la pelle, raggiungendo una copertura ad ampio spettro attraverso l’aggiunta di filtri che assorbono le radiazioni UVA e UVB.

 

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HIGHLIGHTS FROM MILAN DESIGN WEEK 2019

Dal 9 al 14 aprile Milano ha ospitato il Fuorisalone 2019, occasione in cui artisti trasformano la città nella vera e propria capitale dell’arredamento e design. Da Brera a Via Tortona, da Lambrate a Isola, i quartieri della città si popolano di designer e appassionati provenienti da tutto il mondo per ammirare le più inventive installazioni e per partecipare ai party più esclusivi. Di seguito una selezione degli eventi e delle collezioni più creative che sono state presentate la scorsa settimana.

LOEWE
L’esposizione Loewe Baskets coinvolge dieci maestri artigiani internazionali per la celebrazione dell’arte del vimini, della trapuntatura a mano e della calligrafia. Gli artisti sono stati invitati ad offrire un’interpretazione personale del tema dell’intreccio utilizzando i pellami Loewe, grazie ai quali hanno creato una serie di objets d’art esclusivi che possono essere acquistati presso lo store di via MonteNapoleone 21.
Loewe ha inoltre commissionato la creazione di una collezione di accessori ad alcuni artigiani spagnoli. Tra questi, Álvaro Leiro, grazie alla sua esperienza nella lavorazione della canna e delle fibre naturali, ha realizzato una serie di borse in pelle paragonabili a opere d’arte.

MARNI
Con Marni si approda invece sulla Luna, grazie allo spazio allestito nello showroom di Viale Umbria. Obiettivo del Marni Moon Walk è infatti il compimento di un viaggio in cui fascinazioni primitive si fondono con l’immaginazione del futuro.
I visitatori hanno avuto modo di vedere da vicino una serie di prodotti inediti, realizzati attraverso l’utilizzo di materiali mai esplorati prima. Tavolini simili ad astronavi, alieni tribali, panche che ricordano dei totem sono solo alcune delle creazioni frutto del lavoro accurato e minuzioso di artigiani colombiani con cui Marni collabora da tempo.Tutti i prodotti possono essere acquistati durante l’esposizione e parte del ricavato sarà, poi, devoluto per finanziare il progetto Future Brain promosso dall’associazione Heal onlus a sostegno dei bambini ricoverati nel reparto di neuro-oncologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

ICEBERG
In occasione della Design Week milanese Iceberg presenta una partnership con Surf The Road, realtà fondata da giovani artigiani di Gabicce, in provincia di Pesaro. Oggetto della collezione sono tavole da skateboard limited edition, più precisamente 30 tavole adatte per il longboard e comprende sia singole tavole che trittici.
Tutte le tavole sono realizzate a mano, con un processo produttivo completamente artigianale che parte dal taglio e passa dall’intreccio dei vari strati di legno con fibra di vetro, per garantire la robustezza e l’elasticità necessaria. Le grafiche delle tavole riprendono il mood racing della collezione P/E 2019 del brand del gruppo Gilmar.

COCO CAPITAN X CAMPER
L’artista spagnola Coco Capitàn e Camper, uniscono la loro creatività per la creazione di “Lost Sailor”, una collaborazione ispirata dal mare.
Combinando la sua passione per la navigazione, le uniformi nautiche e la bellezza del Mar Mediterraneo, Capitàn presenta una selezione di capi unici Camper con dettagli che rimandano appunto al mondo della navigazione e personalizzati con messaggi proprio dell’artista stessa.
Ispirata dalle sue precedenti esperienze a Maiorca, Capitàn unisce contrasti di colori bianchi e blu con materiali riciclati, proprio per dare un tocco personale a questa fantastica collezione.

VERSACE
In occasione del Fuorisalone 2019, la maison di Capri holdings ha deciso di collaborare con l’interior designer Sasha Bikoff e l’artista Andy Dixon con una mostra all’interno di Palazzo Versace, in via Gesù.
L’estetica di Bikoff trae ispirazione dallo stile di città cosmopolite come New York e Miami, dal Rococò francese del XVIII secolo combinato allo Space age degli anni ’60, fino al Modernismo francese degli anni ’70 e allo stile Memphis Milano degli anni ’80. Gli iconici motivi della label vengono riproposti su un enorme tappeto con vortici dai toni pastello; nuvole e isole dalle tonalità neon contribuiscono a rendere ancora più fantasy l’allestimento.

CANADA GOOSE
L’esposizione era composta da Kanji giapponesi, creati con inchiostro reattivo all’acqua, simboli che rappresentano ognuna delle 50 parole che nella lingua asiatica descrivono la pioggia. Gli ospiti erano incoraggiati a spruzzare l’acqua per scoprire la scritta nascosta, ad accompagnarli uno speciale sound design creato appositamente per l’evento.
Per lo sviluppo di “50 Words for Rain” Canada Goose ha collaborato con l’acoustic designer giapponese Kouichi Okamoto. L’artista si ispira da sempre alla pioggia: dal rumore che fa, al modo in cui si sente sulla pelle, a ciò che significa quando cade.


ISSEY MYAKE
In occasione della design week Issey Myake ha deciso di collaborare con l’artista olandese  Jólan van der Wiel nella creazione di Journey of a Raindrop. Realizzato per raccontare, attraverso una serie di installazioni che utilizzano acqua e aria, il viaggio che compie una goccia d’acqua in tutte le sue forme, da sempre elementi chiave della cifra stilistica del brand.

 

 

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IL MEGLIO DEL FUORISALONE 2019

E’ l’evento più atteso dagli amanti del design, dagli addetti al settore, dai curiosi, da chi vuole prendere spunti e catturare idee per la propria casa, la MILANO DESIGN WEEK attira da sempre migliaia di visitatori da tutto il mondo.
Evento nato nei primi anni ’80 dalla mente di aziende operanti nel settore del design e dell’arredamento, negli ultimi anni la Milano Design Week si arricchisce di eventi collaterali che includono anche altri rami, tra cui l’automotive, l’arte, la moda, la gastronomia, la tecnologia.
L’edizione del 2019 ha stupito con le sue infinite proposte, qui il nostro BEST OF:

LIFE IN VOGUE 2019- THE INTERIOR’S CUT

Gli uffici della redazione di Vogue Italia smantellati per la design week per ospitare 8 creativi di fama internazionale che hanno reinterpretato le stanze di lavoro con oggetti e arredo di design.  David/nicolas, Massimiliano Locatelli, Pierre Marie, Ana Kraš, Rafael de Cárdenas / Architecture at large, Jonathan Anderson, storagemilano e Studio Proba hanno accettato la sfida lanciata dal direttore di Vogue Italia Emanuele Farneti, lavorando ad un progetto davvero speciale, in cui ogni ambiente assorbe energia e personalità proprie. Dalla parete minimal del direttore creativo somigliante ad un quadro di Miro‘, realizzata da Ana Kraš, fino alla più elegante dai toni dorati, la “newsroom office” ideata da Storagemilano, che nasconde un’angolo segreto dedicato al relax, in cui potersi sdraiare, come in mezzo ad una giungla, e godersi i suoni della natura, il canto degli uccelli, il profumo delle piante.

quando: Dal 9 al 12 aprile – dalle 10 alle 20 (il 9 aprile dalle 12 alle 20)

dove:  in Piazzale Cadorna 5/7

CANADA GOOSE – evento

Canada Goose si avvale della collaborazione di due importanti artisti, il sound designer Kouichi Okamoto e l’esperta calligrafa Aoi Yamaguchi per raccontare la Nomad Capsule Collection. Una limited edition di giacche da pioggia che protegge l’esploratore più impavido dalle imprevedibili sorprese atmosferiche; quattro capi uomo e donna studiati in collaborazione con GORE-TEX, i modelli Nomad Jacket – Rain Shell e la Nomad HyBridge Lite Jacket combinano la profonda esperienza di Canada Goose con i materiali innovativi di GORE. La capsule è stata lanciata inizialmente in Giappone, dove la pioggia è elemento guida e grande fonte di ispirazione, come rappresenta lo speciale wall in cui, durante l’evento, era possibile gettare dell’acqua per veder nascere delle scritte japan, in cui lo sfondo musicale a tema raccontava i suoni della pioggia e degli elementi naturali nella loro forma più pura. La collezione Canada Goose è disponibile in limited edition ed esclusiva italiana a partire dall’8 aprile a Milano presso Antonioli e a livello internazionale nei flagship store di Canada Goose, online e presso i partner selezionati del brand.

LUISA BECCARIA

Nella meravigliosa boutique di Via Formentini 1 in zona Brera, Luisa Beccaria aggiunge un posto alla sua tavola imbandita, ricca di fiori, di bicchieri di cristallo, di tovaglie in lino colorate, immersa tra le piante come in una casa di campagna, l’atmosfera che si respira in questo luogo è davvero magica. Non solo abiti ma oggetti per la casa, accessori, sandali, fermagli, cerchietti, se entrerete farete fatica ad andarvene.

quando: 8-14 aprile dalle 10.00 alle 19.00
dove: Via Formentini 1 – Brera

GABRIELLA CRESPI DA DIMOREGALLERY

Forse l’ambiente più suggestivo della design week 2019, con una serie di stanze tra le più instagrammabili e perfette per un set di moda in stile boudoir. Montagne di sabbia in luogo di tappeti, tavoli/scultura che riflettono la luce, lampade dorate come grandi funghi tropicali, camere da letto in stile savana, con pareti animalier e letti in bamboo e candelabri i cui bracci si allargano in grandi e preziose conchiglie di mare.

dove: Dimoregallery, via Solferino 11
quando: da martedì 9 a domenica 14 dalle 11.00 alle 20.00

ELLE DECOR AT WORK

Una successione di ambienti pensati per il worker, animati da installazioni digitali interattive che coinvolgono il visitatore in una realtà immaginifica orientata al luogo di lavoro del futuro. Molto interessante l’area “The exchange” in cui indossando un visore VR, ci si può immergere in uno spazio di lavoro virtuale, come in una skype call, con il collega posto dall’altra parte del mondo. Indossando i visori si entra in una realtà condivisa, con schermi di appunti e scambiandosi documenti e file. Il vostro collega è un avatar blu che vi sorride, direi meglio della realtà!

dove: Palazzo Bovara Corso Venezia 51
quando: dall’8 al 18 aprile ingresso gratuito

LOUIS VUITTON – OBJECTS NOMADES
Nella splendida cornice di Palazzo Serbelloni, l’esposizione Objects Nomades di Louis Vuitton si apre con una tendenza modaiola, il fluo negli arredi per foglie tropicali e divani dalle forme di un fiore. Suggestiva la visione di centinaia di lampade di carta ispirate alle lanterne Bell Lamp di Edward Barber & Jay Osgerby, quasi fossero delle piccole e bianche lanterne di carta cinesi che, allontanandosi verso l’alto, portano via un desiderio per riportarlo, esaudito, sulla terraferma.

dove: Palazzo Serbelloni, Corso Venezia 16, Milano
quando: dal 9 al 14 Aprile

LEONARDO HORSE PROJECT

13 cavalli di design intorno alla maestosa statua equestre disegnata da Leonardo, che per la serata è diventato schermo su cui proiettare un video-mapping sulla storia della scultura, dai disegni del grande artista fino appunto al Leonardo Horse Project. Uno spettacolo straordinario che ha permesso agli ospiti di interagire coi cavalli e vivere in un’esperienza immersiva la storia del Cavallo di Leonardo. Da maggio i cavalli di design lasceranno l’Ippodromo e prenderanno casa in 13 angoli della città di Milano, dove rimarranno fino ad ottobre. Il lighting dell’evento e il cavallo di Marcel Wanders è stato sponsorizzato da Grandi Architetture & Partners

dove: Ippodromo Snai San Siro
quando: fino a fine aprile

LIVING OBJECTS DI ARTEMEST E TED

Per fortuna c’è ancora chi vive casa come uno spazio in cui sognare e dedica la zona notte ad un film cult della storia del cinema: “Ieri, oggi, domani” del maestro Vittorio De Sica. La romantica stanza rosa in cui Sofia Loren si sfilava le calze in un sensualissimo spogliarello rimasto nell’immaginario collettivo, ispira il progetto di cooperazione tra Artemest e Ted interior. Una splendida villa anni ’30 che si fa teatro di vita e leggenda, in cui performer hanno animato lo spazio con giochi e balletti; il contesto domestico da sogno, decoro e illuminazione di designer provenienti da tutta Italia, un’immagine di vita contemporanea ma assai legata alla tradizione, il gusto retrò e il design più contemporaneo.

dove: via Giovanni Randaccio 5, Milano
quando: dal 9 al 14 aprile, dalle ore 11.00 alle 20.00

 

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MONTBLANC X PIRELLI: PERFORMANCE E DESIGN NEL VIAGGIO

Montblanc e Pirelli hanno da sempre una forte identità legata al viaggio e all’innovazione che ha contribuito a rendere gli spostamenti di oggi più confortevoli. La continua espansione globale delle due aziende ha consolidato il ruolo di leader nei rispettivi settori per cui Montblanc realizza raffinati prodotti di lusso che completano l’esperienza del viaggio da oltre 110 anni; pensiamo alla pionieristica penna stilografica senza fuoriuscita di inchiostro alla produzione artigianale di pelletteria. Come fornitore di pneumatici High Value, Pirelli è presente nelle competizioni sportive con tecnologie all’avanguardia ed eccellenza produttiva.

Condividendo la passione per innovazione, performance e design, i due marchi oggi presentano una speciale collezione di trolley in edizione limitata. Ispirata allo spirito del viaggio, la collaborazione fa leva sulla tradizione di dinamicità e velocità che contraddistingue Pirelli dal 1872. I trolley superleggeri con ruote performanti e manico di precisione sono disegnati per tutti quei viaggiatori che cercano efficienza, affidabilità e funzionalità durante i loro spostamenti. L’estetica elegante è ulteriormente valorizzata da raffinati dettagli iconici, incluso l’inconfondibile motivo del battistrada Pirelli P Zero.
Ciò che rende questo bagaglio unico è sicuramente la struttura in leggero policarbonato blu, oltre alla rifinitura in pelle nera gommata e le ruote rotanti a 360 ° con cuscinetti a sfera e distintivo logo Pirelli giallo e parentesi colorate ispirate al colore dei pneumatici da competizione del brand.

 

 

 

 

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SHAPO LOVES SASHA: COME BORG & MCENROE

Un amico scrittore, bene informato sulle vicende di racchetta e palla gialla, sostiene che il tennis sia un continuo remake di sé stesso. Per chi lo gioca, a prescindere dal livello, ma anche per chi lo osserva studiandone l’evoluzione. In fondo l’imperativo di fine ‘800 “mandare la palla di là una volta in più dell’avversario” resta la più efficace tra le chiavi di successo. Lo sapevano Bjorn Borg e John McEnroe, con ogni probabilità più il primo del secondo, lo sanno Sasha Zverev e Denis Shapovalov, con la stessa probabilità più il tedesco del canadese. Il gioco è questo: verniciare di attualità i rivali più rivali degli anni ’80 per capire se le stelline next gen possono giocare a essere come loro quarant’anni dopo. Perché le cose che tornano, nel tennis come nella moda, hanno quel sapore ‘riposato’ che il giorno dopo piace anche di più. Lo sport si nutre di rivalità come queste, faccia a faccia che traggono beneficio dalla contrapposizione di stile. Per la serie che l’uno senza l’altro non sarebbe mai diventato ciò che è riuscito ad essere. E viceversa. Ghiaccio e fuoco, insomma, ma spesso con un cuore in mezzo. Come quelle magliette, decisamente molto yankee, con scritto “John loves Bjorn”. Non siete tipi da mercatini delle pulci? Tranquilli, il guizzo di un designer di Soho starà già pensando alla versione 2019: “Shapo loves Sasha”.

A questo punto del ragionamento scatta inevitabilmente il gioco del “trova le differenze”: Johnny Mac non è mai stato biondo come Shapovalov e Bjorn non è nato nella terra di Karl Lagerfeld come Zverev. Fin troppo evidente. Altrettanto facile mettere in evidenza quei punti di contatto che nota pure l’ultimo arrivato tra gli allievi della scuola tennis. Prendete il rovescio di “Iceman” Borg, togliete il legno della sua racchetta, sovrapponete il colpo del suo erede dai materiali moderni: esecuzione bimane 2.0. Fa anche più impressione studiare la volée mancina di “Superbrat” McEnroe e metterla a confronto con l’esecuzione di Shapovalov, nipotino tennistico cresciuto in Canada: “Ctrl-Alt-C” come la formula per copiare, “Ctrl-Alt-V” come la combinazione per incollare. Decisamente meno elementare, invece, scoprire che le prime volte di uno contro l’altro siano pressoché simmetriche: nel 1978 McEnroe batte Borg a Stoccolma (casa sua), nel 2017 Zverev fa fuori Shapovalov a Montreal (casa sua).

A proposito di icone di quel periodo, ricordate i CHiPs? Mitica serie televisiva anni ’80 con la coppia di poliziotti in motocicletta sulle maxi autostrade californiane. Ragazzini incollati alla tv, mamme pronte al rimprovero: “fai i compiti e spegni”. L’effetto di Zverev e Shapovalov nelle vite da adulti degli appassionati di tennis è paragobabile all’irruzione di giovani cloni dei tenenti Poncherello e Baker – da non confondere con Becker nel senso di Boris – con moto e uniformi sì aggiornate ma che innescano un vero e proprio colpo di scena revival. Quella sigla che torna, una smorzata che muore come una volta, le spalline nella giacca riproposte sul mercato. Tanto per spolverare le emozioni lasciate nella sacca da tennis giù in garage quel giorno di tanto tempo fa.

Si dice ‘diffidare delle imitazioni’ ma non è questo il caso. Sulla coppia “Sashovalov” – crasi fantasiosa di Sasha (Zverev) e Shapovalov –  è corretto fare affidamento. Sono loro i giovanotti forti forti pronti a prendersi il centro del palcoscenico. Il piccolo Borg (Zverev) l’ha già fatto chiudendo la stagione con il titolo di Maestro dei Maestri dopo aver messo insieme tre tornei categoria Masters1000 tra 2017 e 2018. “Mini Mac” (Shapovalov) – che scritto così fa venire in mente un hamburger per inappetenti – ha dimostrato di possedere la scintilla giusta – semifinalista più precoce della storia in un 1000 –  nonostante sia ancora un pezzo di strada indietro. Tant’è che nei due head to head – come dicono quelli che frequentano il sito ufficiale dell’Atp – Shapo non ha tolto nemmeno un set al tedesco col cognome da zar. L’anagrafe però gli offre una giustificazione ottima: sono due gli anni che lo dividono da Ice Sasha. E due giri di calendario a questa età hanno lo stesso peso di un’era geologica. Come quella trascorsa dalla mitica finale di Wimbledon 1980 chiusa 8-6 al quinto da Borg su McEnroe e poi raccontata in mille occasioni tra film e libri.

Qualcosa di non riproducibile. Eppure, non la prendano male i federeriani, non sarebbe niente male rivedere un tennista di fuoco (Shapovalov) e uno di ghiaccio (Zverev) giocarsi il titolo su quell’erba lì. Tanto per alimentare il lumicino della leggenda. Sui prati, invece, uno di fronte all’altro il canadian pallido e il tedesco con la catenina d’oro non si sono ancora trovati. Diciamola tutta: è un gioco di specchi sul quale soffia un sano narcisismo. Alexander – di cui Sasha è una sorta di diminutivo – e Denis – nome completo – sono super consapevoli di ricordare due miti pop della racchetta. Tant’è che la griffe che veste il tedesco non si è fatta scappare l’occasione di disegnare una linea vintage fatta di quelle righe orizzontali in campo bianco che hanno reso Borg icona totale pure di stile. Con un guizzo messo lì per marcare comunque una propria cifra: il calzino tirato su fino al ginocchio. Suggerimento di Pharrell Williams, sembra, musicista/stilista assiduo frequentatore di tribune tennistiche. Elementi che mischiati al suo tennis esplosivo e precoce hanno attirato sul fenomeno dinoccolato le attenzioni degli sponsor, dagli orologi alle auto passando per alcuni marchi di abbigliamento anche non sportivi.

Suit Z Zegna

Così Alexander, a proposito di rapidità, è entrato nella lista Forbes “30under30” già dallo scorso anno. I consulenti d’immagine del canadese, dall’altra parte della rete,  sembrano essere qualche passo indietro. Potrebbero ridurre il gap fotografando il loro prodigio nel bel mezzo di Times Square, magari, come quel James Dean della racchetta (McEnroe) in sneakers bianche e abbondante impermeabile scuro. Ribelle con una causa, anche giusta: ricordare che la volée basta toccarla e al resto pensa l’erba. La superficie che Shapo preferisce nonostante il Canada non pulluli di campi in erba. Il suo prossimo obiettivo è incontrare Federer e Djokovic, cosa mai successa. Con Nadal invece ha avuto modo di perdere ma anche di vincere: bilancio in parità. Proprio come Zverev con Roger e Nole, mentre Rafa lo ha sempre battuto.

Denis Shapovalov

Pronti a sfidare i classiconi con la forza delle tendenze che tornano: Sasha in abito gessato, Shapo in total denim. Giusto per sottrarre alla torta della ribalta una fetta di luce per volta. Missione possibile con quelle faccette pulite da primo piano stretto. Madre Russia, anzi madri russe: Irina quella di Zverev, Tessa quella di Shapovalov. I ragazzi dai capelli d’oro hanno una radice comune e parecchio quadrata. Insomma, la meglio gioventù che gioca a somigliare alla old gen  è una realtà parecchio presente.

Ma resti bene inteso: Borg e McEnroe rimangono Borg e McEnroe. Non tanto per Bjorn, più freddo, quanto per John. Lui potrebbe prenderla male: “io e Borg come questi giovanotti? You cannot be serious…”.

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FAIR PLAY NELLA SCHERMA: MARCO FICHERA

Classe 1993 e una vita dedicata alla scherma, Marco Fichera originario di Arcireale ha già collezionato una medaglia d’argento ai giochi olimpici di Rio De janeiro, un bronzo agli europei 2018 e il premio Fair Play 2018, conferito a chi ha saputo promuovere valori di lealtà e correttezza sportiva.
Un vero orgoglio all’italiana che promuove i principi sportivi di lealtà.

Total look: Brunello Cucinelli

Quando hai iniziato a praticare lo sport della scherma ?
L’inizio della mia attività è stato quasi del tutto casuale, il mio vicino di casa praticava scherma e da lì è iniziato il tutto. Avevo 7 anni e poco a poco è diventato un lavoro, sin dall’età di 14 anni ho iniziato a vincere, a 17 anni sono entrato in polizia nelle fiamme oro grazie alle quali ho avuto modo di trasformare la mia passione in un lavoro

A 22 anni hai vinto un argento alle olimpiadi di Rio e solo due anni dopo un bronzo agli europei, quale sarà il tuo prossimo traguardo?

I nostri cicli sono sempre in base alle olimpiadi, dopo Rio abbiamo iniziato subito a programmare le olimpiadi di Tokyo del 2020. Durante questi 4 anni ci sono appuntamenti che valgono comunque tanto, come gli europei o le qualifiche delle olimpiadi che si terranno a maggio.

Recentemente ti è stato assegnato il premio fair play e con ciò che è successo a Bogotà hai dato una splendida lezione di sportività ed eticità, ce ne vuoi parlare?

Noi facciamo uno sport in quale il punto valido è quello sul bersaglio. In quell’occasione stavo 2 a 1 contro l’avversario a 7 secondi dal finale, ho portato uno stoccata non sul bersaglio ma a terra e nessuno si era reso conto, neanche l’arbitro. Io però avevo la certezza di ciò che era successo e quindi l’ho accusata. Noi sportivi grazie alla nostra sensibilità riusciamo a renderci conto quando un punto non è andato a segno, e quindi ho insistito chiedendo la prova video perché ci sono altri valori che vanno aldilà del risultato, dalla vittoria e dal prestigio che ne consegue. Grazie alla moviola l’arbitro si è reso conto dell’errore. Ho perso la vittoria, ma ho vinto come persona.

E il tuo rapporto con la moda?
Io come tanti uomini ho un rapporto conflittuale con il vestirsi, ma se devo essere onesto negli ultimi anni mi è sempre più piaciuto ricercare look diversi e soprattutto essere a passo con i tempi. Ho avuto diverse esperienze con alcune aziende e ne sono contento perché la cura del look fa parte della cura della persona.

Dove ti vedi fra cinque anni?
Sto studiando scienze politiche e dopo la laurea voglio iscrivermi a giurisprudenza, faccio sport e ho diversi interessi. Non so dove sarò tra cinque anni, ma sicuramente sarò impegnato. Per esempio sono molto vicino al sociale con due associazioni importanti, l’associazione Francesca Rava si occupa di assistenza a ragazzi che vivono in situazioni disagiate all’estero e in Italia, con loro abbiamo dato un grande contributo per la realizzazione di alcune scuole colpite dal terremoto nella zona del centro Italia, mentre Aida aiuta i ragazzi con il disturbo dello spettro autistico.

Photographer: Alan Pasotti
Stylist: Stefano Guerrini
Stylist’s assistant: Vittoria Parola, Fabiana Guigli
Grooming: Fabiana Albanese
Thanks to Cristina Florence Galati

 

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OCCHIALI DA SOLE: TREND GUIDE PER QUESTA STAGIONE

Forme da ciclista, aviatore o con proporzioni esagerate: questi i grandi trend degli occhiali da sole da uomo per questa primavera, ma non solo, il mercato degli accessori non esclude nessuno regalando anche agli amanti delle forme più classiche un’ampia scelta di modelli e colori. Ecco quelli da scoprire subito:

 

 

 

 

 

Foto di copertina: Alessandro Magni

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