MEET MR. GLENN MARTENS

Un approccio sistematico senza sistema è quello che sembra essere il successo di Y/Project. Parte di ciò che può essere chiamato il Rinascimento parigino, dove brillano nomi come Vetements e Jaquemus, questo brand belga sta scuotendo veramente il modo in cui ci approcciamo allo streetwear e al tempo stesso alla couture: una mescolanza post-moderna di età romantiche, forme oversize, elementi chiave dell’iconico streetwear degli anni ’90. Glenn Martens, la mente del brand, nonché nominato per l’LVMH Prize, ha assunto il ruolo di Creative Cirector di Y / Project nel 2013, dopo che il suo cofondatore, Yohan Serfaty, è scomparso. Da allora il marchio è cresciuto anno dopo anno, grazie al suo design all’avanguardia cocepito  per chi non teme di esprimersi. Questa stagione autunnale la collezione pompava i volumi con un approccio più maximal alla silhouette, mettendo insieme un gioco magistrale sulla dualità, riferimenti storici che si specchiavano con il look delle icone di hip hop di oggi. Senza dimenticare un vivido immaginario artistico che Glenn ritiene essenziale per la sua creatività e il suo modo di rivoluzionare la moda contemporanea.

Chi è l’uomo per il quale disengi? 

Sicuramente per un uomo eclettico e senza età. Nella nostra linea di abbigliamento ci sono vibrazioni streetwear ma anche elementi classici, strutture e forme concettuali e anche una sorta di trasformabilità. Puoi invertire le giacche, chiudere o aprire i pantaloni in modi diversi, questo ti permette di cambiare il modo in cui ti vesti secondo il tuo stato d’animo. Siamo tutti fatti di personalità diverse in uno stesso tempo, con i nostri vestiti ti puoi divertire e dichiarare la tua individualità.

Come descriveresti il ​​tuo approccio alla moda?  Non esiste alcuna regola specifica, può accadere osservando le persone nelle strade che ci circondano, prendo spundo da qualsiasi riferimento indipendentemente dall’era o dalla sottocultura. Questo divertente mix è l’unico fil rouge, con il mio team facciamo quello che vogliamo, in maniera libera, cercando di trovare un equilibrio e un risultato convincente. Confesso inoltre che mi piace guardare come i vestiti influenzano il nostro atteggiamento quando li indossi, questo rivela molto delle persone.

Se dovessi scegliere i tuoi trademark quali sarebbero? 

Mi piace guardare le cose in diverse prospettive, mi piace avere un approccio minimal ma con un tocco sartoriale.  Da Y/Project si flirta con proporzioni, atmosfera urbana, riferimenti storici e si gioca con forme allungate.

Cosa rende Y/Project un marchio di successo? 

Penso di lavorare in maniera onesta, proponendo una collezione molto genuina e per questo straordinaria. Non guardo mai quello che fanno le altre maison. La bellezza delle cose nella moda può succedere senza una vera e propria ragione, non seguo percorsi specifici a parte trasformare quello che “annuso” in qualcosa che amo, mi piace anche essere connesso al nostro pubblico e capire quello che pensa.

Il tuo denim davvero si distingue, lo consideri un elemento fondamentale della collezione?  Certamente cerchiamo di utilizzarlo sempre ed è uno degli elementi che più arricchisce la collezione, che aggiunge valore e suggerisce un diverso uso di proporzioni, può anche essere considerato couture, secondo me. Ad ogni modo non mi piace concentrarmi su un solo segmento della collezione, c’è sempre un approccio sperimentale su tutto, con altri grandi protagonisti come la seta e la maglia.

Come traduci le tue passioni nel tuo design?Prima di studiare presso la Royal Academy of Fine Arts di Anversa ho conseguito la laurea in design d’interni ed è per questo che l’architettura è parte mio background e una delle mie passioni. Sono inoltre nato a Bruges, una città nota per lo stile gotico dei suoi edifici e sono proprio i ricordi d’infanzia ad aver i in qualche modo formato la mia estetica, fatta di austerità, eleganza, costruzione ed opulenza. Oltre alla mia città natale, penso a Venezia, la città più bella del mondo, un epicentro nevralgico per le arti. Sono stato all’apertura della Biennale a giugno, è un appuntamento che non perdo mai per sviluppare idee, essendo l’arte un’altra delle mie passioni. Detto questo le idee possono anche venire dal clubbing a Berlino o facendo trekking nella natura. Recentemente ho anche apprezzato molto un viaggio in Scozia perché credo che il contatto diretto con la natura sia essenziale per me, mi tiene con i piedi per terra e mi libera la mente. Qual è stato il concept  dell’ultima collezione? 

Tutto è sofisticato, versatile, con una buona dose di anni 90 e un’atmosfera nostalgica. Quegli anni giovanili sono il periodo migliore da ricordare e da dove attingere per creare. La ricetta della collezione comprende anche un riferimento alla California, alla royalty europea del passato, tutti personaggi enigmatici e intriganti che incontrano con fantasia i re del rap di quegli anni d’oro, con pellicce finte, bomber, pantaloni e shorts in jersey. Ci sono maglioni con larghe spalle ed allungate, jeans ricamati con catene d’oro. Oppure un trench chiuso da una costellazione di fibbie, pantaloni con fili di ferro che si modellano sulla silhouette. Maglie da calcio, t-shirt e sciarpe da tifosi con l’immagine di Henry VIII e Anna Bolena, Napoleone e Giuseppina, Luigi XVI e Marie Antoinietta, multi-cinture e un charm-scultura a forma di una mano utilizzata come ornamento. Un omaggio ad Anversa, la mia alma-mater.

 Quale ruolo giocano i social in questo settore?  Oggi è più che mai una realtà e dobbiamo abbracciarla completamente. Le strategie social possono fare la fortuna di un brand in termini di comunicazione e vendite. Mi piace anche l’idea di poter usare Instagram come strumento di ricerca creativa e che seguendo persone che non conosco, ma che hanno qualcosa di interessante da dire, posso venire a conoscenza di culture a me non note e posso essere seguito a mia volta, creando una rete di networking che non ha confini fisici. Y / Project ha un seguito da record. Puoi spiegarci perché?  Posso dire che mi sento molto fortunato del fatto che molte persone ci stanno seguendo. Siamo un piccolo nuovo marchio, ho creato il brand nel 2013 e da allora siamo cresciuti, ma non troppo. Cerco di rimanere concentrato, intuitivo e di non fare per il momento una collezione più ampia cercando di alimentare il mio seguito con un approccio emotivo. È una collezione gender fluid, anche se come brand abbiamo iniziato a fare la donna tre anni fa, le ragazze amano ancora indossare con ironia le collezioni uomo. Il brand è spesso descritto come: concettuale, couture, sexy e cool. Se potessi scegliere una definizione per Y/Project, quale sarebbe? Unisce universi differenti, sfidando e celebrando la diversità, è un melting pot di elementi contrastanti che in qualche modo creano armonia. Ed proprio questo ciò che mi piace.

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KINGS OF THE NIGHT

 

Di casa a Milano, ma famosi anche oltre i confini. Abbiamo scelto di farli diventare modelli per un giorno, parliamo di due dei più seguiti e amati dj del momento: Marvely Goma The Perseverance e Thomas Costantin.

Hoodie and trackpants by Iceberg

MARVELY GOMA in arte “THE PERSEVERANCE”

Marvely è un ballerino e attore, dj e producer, mente visionaria del duo creativo THE PERSEVERANCE, boss del progetto AKEEM – uno dei migliori party del sabato sera a Milano-. La sua musica è un mix di sonorità urban con contaminazioni elettroniche UK: Marvely è uno dei dj ed ospiti più attivi delle fashion week milanesi, collaborando con molti brand, fra i quali come PHILIPP PLEIN, ICEBERG, TRUSSARDI, VERSACE. In costante evoluzione e ricerca, attualmente sta lavorando ad un nuovo progetto musicale.

I classici della tua playlist?

Kate Bush, un’artista da sempre in anticipo sui tempi, i suoi brani sono sempre proiettati al futuro

-Tutto ciò che fanno Pharrell Williams & Chad Hugo, produzioni, featuring e il progetto N.E.R.D.

Kanye West, qualunque album o canzone: è semplicemente un genio!

George Michael con ‘Amazing’ o ‘Flawless’ e altre cento

-Qualunque brano dell’universo GOLFWANG con Tyler, the Creator, The Internet: consiglio a tutti Steve Lacy e Rex Orange County.

Seguilo su IG: @principebarocco

Shirt, pants and boots all by Versace

THOMAS COSTANTIN

Brand del calibro di Gucci, Moschino, Valentino e Dior lo hanno già intercettato: è uno dei nomi più in voga tra i dj milanesi. Comincia a suonare a soli 17 anni e oggi è diventato resident al Plastic, il più famoso club milanese, dove con il suo sound sofisticato ed elettronico a tinte vintage anima tutti i sabati sera. Ha deciso di diventare dj per ascoltare la musica prediletta e spesso anche composta. Sotto il suo pseudonimo THO.MAS ha lanciato un remix di Giant Steps del duo Mangaboo (Francesco Pistoi\Giulietta Passera), nel 2018 il suo primo EP: Fire a cui hanno collaborato artisti del calibro di Jerry Bouthier e i B-Croma. A marzo 2019 uscirà il suo primo album “Variations” , con 14 pezzi inediti , dove si troveranno collaborazioni con artisti come Leo Hellden (Tristesse contemporaine / camp claude) ed Air! Capitaine . Sono previsti due video e qualche data live , la prima come presentazione del disco.

Printed silk shirt by Valentino

I classici della tua playlist?

Atoi – The Fight
B-52’s – Song for a Future Generation
Bicep – Just
Cheers Elephant – People
The Knife – Pass This on

Seguilo su IG @thomascostantin

Photos by Simon

In copertina: Sahariana jacket and sneakers Adidas Y-3, denim jacket and jeans by Trussardi

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Profumi di nicchia: sceglierli in base all’umore

C’era una volta “il profumo”; quello che le nostre nonne usavano per tutta la vita, unico e insostituibile. C’era una volta appunto perché oggi sono pochissimi coloro che rimangono fedeli ad un unica fragranza per tutta la vita. Arduo non avere la curiosità di cambiare, avendo a disposizione sul mercato una varietà impensabile in passato. Cresce poi il numero di chi ama costruirsi un guardaroba olfattivo, da alternare in base agli impegni e all’umore e, perché no, in base al look. La novità è che, dopo anni di monopolio del mercato da parte delle grandi maison, è in aumento il numero degli appassionati dei profumi di nicchia. In tanti sono stanchi di sentire la scia del proprio profumo indossata da altri e sono alla ricerca di nuove esperienze olfattive. Da quando però la nicchia è esplosa, trasformandosi in trend, sta diventando difficile orientarsi tra le tante proposte che arricchiscono il mercato, di stagione in stagione, soprattutto per un neofita. Fondamentale una guida preparata come Alberto Anselmi, proprietario con la sorella Chiara, della catena di profumerie Desirée a Milano, a cui abbiamo chiesto di suggerirci dei profumi di nicchia, da uomo e da donna, selezionati in base allo stato d’animo.

Depressi. Ci vuole poco a far precipitare l’umore ai minimi storici, soprattutto per chi ha una vita stressante e ritmi di lavoro frenetici. Un profumo non ti cambia la vita ma sicuramente sentirsi addosso l’odore luminoso del neroli, il fiore dell’arancio, aiuta ad affrontare la giornata, soprattutto il lunedì, il giorno più odiato della settimana. Il neroli è perfetto perché sa di pulito e mette di buon umore. Provate Fleur D’Oranger di Evody.

Grintosi. Siete pronti a conquistare il mondo e sentite che niente e nessuno potrà fermarvi? Provate Patchouli Leaves di Montale, un patchouli avvolgente e fresco dai toni legnosi.

Felici. Quando ci si sveglia al mattino di buon umore e il mondo sembra sorridervi. Consiglio Bergamask di Orto Parisi, un bergamotto luminoso con un sillage persistente, per una fragranza a base di bergamotto.

Innamorata/o. Le farfalle nello stomaco, la testa tra le nuvole, il sorriso ebete stampato sul viso, tutti sogniamo e inseguiamo l’amore. Nei primi mesi, caratterizzati da passione rovente, l’imperativo è essere sensuali; iniziando dal profumo. Via fioriti e agrumati, scegliete invece note più seducenti. Rocabar di Hermés: sandalo e vetiver ambrato.

Trasgressivi. Avete voglia di osare ma siete timorosi? Iniziate dal profumo, è meno costoso di un cambio di look, meno rischioso di un nuovo hairstyle (i capelli non ricrescono all’istante). Scegliete una nuova fragranza fuori dagli schemi e lasciatevi andare. Tom of Finland di Etat Libre D’Orange: cuoio e vetiver, una nota classica che diventa trasgressiva.

Irritati. C’è il/la collega di lavoro che gioca sporco, tramando alle vostre spalle, e con cui dovete condividere spazio e giornata. La lista delle persone irritanti potrebbe continuare all’infinito.  Iniziate a farvi “sentire” con un profumo, e frastornate a suon di note olfattive. Inondatevi di Stercus di Orto Parisi, con burro di oud, animalesco e intenso.

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Profumi maschili: come scegliere la fragranza giusta per l’inverno

Come gli abiti, che cambiano in base alle stagioni, anche i profumi dovrebbero essere scelti e indossati adeguandosi al cambio di guardaroba. Se la primavera e l’estate si tende a scegliere fragranze fresche e tonificanti i profumi invernali dovrebbero avvolgersi intorno come una sciarpa di cachemire, evocando la sensazione di calore sulla pelle. L’inverno è il momento ideale per esplorare nuovi territori olfattivi, durante questa stagione le fragranze durano di più sulla pelle in quanto è meno esposta, e si diffondono meno a causa dell’aria più fredda.  Quindi via ai sentori più inebrianti.
Se per i profumi autunnali e il clima ancora mite si tende a preferire fragranze ancora fresche e aromatiche come i Fougère, quando la temperatura scende ancora di più, si può pensare a ricchi profumi legnosi – quelli che danno la sensazione di stare seduto davanti a un fuoco scoppiettante sorseggiando un buon bicchiere di whisky. Ecco una selezione di profumi maschili di nicchia perfetti per l’inverno.

1697 di Frapin:  con note speziate di rum, cuoio e cognac.

Feuilles de Tabac di Miller Harris cascarillo cubano, patchouli malese e pepe.

Black di Comme de Garcons, fumoso e dark con note di cuoio, catrame di betulla e pepperwood.

REPLICA By The Fireplace di MAISON MARGIELA: accordi fumosi e boisé, a cui si aggiunge la dolcezza della castagna, che evocano il calore di un caminetto in pieno inverno.

Hard Leather di LM Parfum una combinazione esplosiva di oud, rum, pelle e legni.

Santal Majuscule di Serge Lutens: la nota cremosa del sandalo, la rosa e tocchi gourmand di cacao.

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Due nuovi prodotti che faranno la felicità degli amanti dei profumi

Non tutte le fragranze hanno la stessa durata una volta spruzzate. L’Eau De Toilette ha meno persistenza di un Eau de Parfum, la colonia é ancora più leggera; tutto dipende dalla concentrazione di alcol ed essenza. C’è poi il fattore pelle, su alcune persone i profumi permangono di più che su altre, le stagioni e altre piccole varianti. Sta di fatto che tutti quanti sognano un profumo long lasting, l’equivalente del makeup waterproof che resiste al sudore e all’acqua. Un sogno pronto ad avverarsi. E’ stato da poco lanciato sul mercato americano Linger, un primer per profumo, inodore e incolore che si indossa sotto ogni fragranza. Alle creatrici, una delle quali ha lavorato nel mondo del beauty pert Prada, Lancome, e Clarins, ci sono voluti tre anni di ricerca prima di arrivare alla formula finale. Come il primer, che é indispensabile per la tenuta del fondotinta, Linger funziona formando una barriera ma tra il profumo e gli oli naturali della pelle e il sudore, i quali nel caso del makeup abbattono il pigmento, nel caso del profumo le particelle. Grazie allo  scudo polimero siliconico Linger mantiene le molecole di profumo sospese leggermente sopra la pelle, in modo che non entri in contatto direttamente con gli oli e sudore. Linger idrata la pelle ed è privo di alcol, dal momento che la pelle secca e disidratata è in grado di assorbire la fragranza più rapidamente di quella idratata. Il 70 per cento di chi l’ha testato ha riscontrato che la fragranza è durata più a lungo. Di questi, il 66 percento ritiene che la fragranza sia durata da tre a cinque volte più a lungo. Non è l’unico prodotto sul mercato che prolunga la durata di un profumo. Sempre ispirato al mondo del makeup c’è FragranceLock un fissatore da spruzzare sul profumo, una volta che é asciugato, che utilizza un copolimero resistente all’acqua e aiuta a far si che il profumo non svanisca nel corso della giornata. Linger rispetto a FragranceLock ha il pregio di bloccare il sudore e le tracce oleose rilasciate dalla pelle.

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THE SCENT OF A COGNAC

Due pilastri della cultura francese si incarnano in Frapin. L’antica maison da secoli delizia il palato degli amanti del cognac, Re Sole compreso, e da una decade l’olfatto degli appassionati di fragranze artistiche. Da 20 generazioni Frapin – una delle più antiche famiglie di Francia – produce cognac, precisamente dal 1270, e lo fa così bene che, nel 1697, Luigi XIV conferì a Pierre Frapin anche un titolo nobiliare. A capo dell’azienda, il cui headquarter è il castello Fontpinot, oggi c’è Jean-Pierre Cointreau, figlio di una Frapin e di Max Cointreau, dell’omonimo liquore. Nel 2002 al business di famiglia si è aggiunta una linea di profumi che si ispira all’heritage della maison, caratterizzata dagli altissimi standard qualitativi che la contraddistinguono. David Frossard, creative director di Frapin Perfume ci parla delle fragranze, ma anche degli apprezzati Millésime.

Cognac e profumi. Qual è il legame?
Cognac e profumi sono due dei pilastri della cultura francese, in più hanno la fase di distillazione in comune. Il cognac è un blend fatto dal maître de chai, che mescola note diverse fino ad arrivare a ottenere il sapore finale. Un capolavoro creato con il suo naso e gusto, proprio come il profumiere costruisce un profumo grazie al suo “naso”.

La più antica bottiglia di cognac conservata nel castello di Fontpinot.
Ne abbiamo diversi che hanno più di 100 anni.

Il best seller.
I Frapin Millésime sono noti per essere i migliori Millésime e i migliori liquori.

I cognac Frapin si sposano perfettamente con …?
Cioccolato e sigari di sicuro. Il Cognac Frapin ha un profumo caldo, di vaniglia, miele, noci, sfaccettature floreali e anche note fruttate. Il gusto è sottile e raffinato, ma nello stesso tempo rotondo e potente. Senza essere forte.

Tra i profumi di Frapin c’è qualcuno che si ispira a un particolare cognac della maison?
Sì, 1270. Trae ispirazione da un vecchio e mitico vino, che veniva utilizzato prima del XX secolo per creare un cognac che si chiamava “La Folle Blanche”. Il nome del profumo è la data in cui la famiglia Frapin, una delle più antiche di Francia, si stabilì nella regione di Charente. Anche ifamoso scrittore francese François Rabelais, ne faceva parte, ed esiste ancora un cuvée che porta il suo nome. La sua figura ha ispirato uno dei nostri profumi, l’Humaniste. Il best seller tra i profumi Frapin. 1270 e l’Humaniste. Il primo è una fragranza calda con note di miele vanigliato e ananas fruttato. Il secondo è fresco e speziato con note di pepe, gin e un accordo di peonia.

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BACCHUS, TOBACCO…& VENUS

È uno di quegli ingredienti che si usa nelle fragranze maschili perché dona alle composizioni una nota virile e calda, ma nello stesso tempo raffinata. Parliamo del tabacco, che aggiunge ai profumi quel tocco in più, perché si presta a diverse interpretazioni. C’è quella “dolce”, con note di frutta, miele, vaniglia e fiori. La versione “sporca”, che si ottiene grazie al pepe nero o altre spezie pungenti, pelle, o note muschiate e infine quella “fumosa”, che odora di bruciato e incenso. In ogni caso il suo effetto è difficile da ottenere con altre materie prime, e questo lo rende molto amato dai creatori, che lo usano anche nella ideazione delle fragranze orientali femminili, ma questa è un’altra storia…

Million Privé, Paco Rabanne ha un’apertura frizzante e speziata, ricca di note di mandarino e cannella. Il cuore è arricchito di tabacco Nargile e mirra. Le note di fondo sono calde e sensuali, con una miscela di patchouli e assoluta di fava tonka.

Tobacco. Franck Boclet si apre con note di zenzero e foglie di tabacco, ammorbidite dalla dolcezza fruttata della prugna. Il cuore rafforza la nota affumicata del tabacco grazie ai chiodi di garofano e alla fava tonka, uniti al legno di cedro. Il fondo ha note calde, ambrate e legnose, con tocchi di vaniglia e muschio.

Tobacco Oud. Tom Ford Private Blend Collection in questa fragranza l’accordo del tabacco è stato ispirato dalla “dokha”, una miscela di erbe, fiori, spezie e tabacco, tradizionale del mondo arabo dal profumo inebriante e narcotico, a cui si aggiungono le note intense e animalesche dell’oud.

Tobacco Nuit. Atelier Cologne Collection Orient una colonia assoluta, concentrata al 20%, che si apre con note fresche e speziate di clementina, coriandolo, cumino. Cuore fumoso di labdano, incenso e fiori di tabacco e si chiude sulle note avvolgenti di patchouli, legno di cedro e fava tonka.

Tabarome Millesime. Creed  trae ispirazione dal profumo di Sir Winston Churchill, sempre di Creed. Tabarome e il mix tra le parole “tabacco” e “aroma” e ricorda l’odore di sigari, delle poltrone in pelle e l’aroma di brandy, che si respira negli esclusivi club inglesi.

Les Jeux Sont Faits. Jovoy Paris si ispira ai noir francesi degli anni ’60, quelli con Jean Gabin e Lino Ventura. La fragranza si apre con le note di testa di angelica e del gin: aromatico, fresco, secco. Nel cuore, accordi che richiamano l’odore di una bisca fumosa: foglie di tabacco amaro, cumino. Il fondo è avvolgente con patchouli e un accordo caldo e fruttato di vaniglia e labdano, che ricorda i vecchi rum cubani.

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The Perfume Collection di Zara Home: storia di un successo annunciato

Non c’è donna e uomo che non conosca Zara, la catena di fast fashion che ha rivoluzionato la moda, e che ha costretto le grandi maison a scendere in campo con più collezioni all’anno per placare la fame di novità. Tra i fan di Zara non tutti conoscono Zara Home, ovvero i monomarca dedicati alla casa, che mandano in visibilio gli appassionati di interior design, questo perché i negozi in questo caso sono localizzati solo in poche città italiane.
Da sempre, tra tovaglie stampate con fantasie irresistibili, mille varietà di cornici e contenitori per la casa, esiste nei corner di Zara Home una linea di fragranze per interni: candele, spray ed incensi, anche questi gettonatissimi a cui si é da poco aggiunta una nuova linea di Eau De Toilette unisex: The Perfume Collection, destinata a diventare un sicuro successo, soprattutto tra gli amanti dei profumi, merito dei nomi altisonanti dei creatori. Perché in questo caso per le fragranze di Zara Home sono stati scomodati due dei nasi, o maestri profumieri, più importanti del mondo Alberto Morillas e Jérôme Épinette. Il primo, Alberto Morillas, é colui che ha creato CK One per Calvin Klein, Acqua di Giò per Giorgio Armani, Opium di Yves Saint Lauren. Il secondo, Jérôme Épinette é più specializzato nelle fragranze di nicchia, suoi diversi profumi di Byredo, Atelier Cologne e Frapin, solo per citarne alcuni.
Le sei Eau de Toilette di The Perfume Collection, racchiuse in un flacone di vetro colorato da 100 ml, disegnato da Fabien Baron, uno degli art director più importanti del mondo, e sono disponibili al prezzo di 35,99 euro cadauna nei negozi Zara Home Italia, Zara Home di tutto il mondo e su Zara Home on line. Ma scopriamole meglio insieme

1. Tonka Wood di Jérôme Épinette, é un chypre floreale con note di testa di bergamotto, limone, ribes. Cuore: violetta, iris. Note di fondo: vetiver, fava tonka e fiori pralina.
2. Floral Mistery di Jérôme Épinette, é un floreale orientale con note di testa di limone, ribes, loto. Cuore: peonia, bambù, magnolia. Note di fondo: legni bianchi, ambra e rosa pesca.
3. Absolutely Sublime di Jérôme Épinette. Note di testa di bergamotto e mate. Cuore violetta e tè nero. Fondo: zucchero di canna e legno di guaiaco.
4. Aqua Bergamota di Alberto Morillas, é un agrumato fresco e frizzante con note di testa di bergamotto verde, aroma di mandarino, limone primofiore. Cuore: neroli, ribes nero. Note di fondo: acero.
5. Cuir Velvet di Jérôme Épinette, é un boisé speziato con note di limone, zenzero, pepe di cayenna, geranio, lavanda di Provenza, elemi, patchouli, legno di sandalo australiano e note marine.
6. Evitorial Twist di Alberto Morillas. Note di testa di salvia e fiori di lavanda. Cuore: zenzero, cedro. Note di fondo: cardamomo e muschio.

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Alla scoperta di Ciatu

Avviare una nuova attività imprenditoriale durante un grande periodo di crisi, e in una terra da sempre afflitta da alti tassi di disoccupazione, a molti può sembrare un azzardo, invece….Tutto é nato dalla voglia di Andrea Spatola di rimanere nella sua terra e valorizzare il territorio siracusano e i vecchi mestieri. Galeotto fu l’incontro con un “maestro saponaro”, uno dei pochi e ultimi che perpetua l’antica tradizione di produrre il sapone con olio di oliva e soda, un vecchio metodo che consente di ottenere un prodotto di qualità elevatissima, ma che richiede un lungo procedimento. Dall’incontro nasce Ciatu, che in siciliano vuol dire “Respiro Mio” o “Anima Mia”, (modo affettuoso con cui le nonne apostrofano i nipotini) ed é un nuovo brand che unisce il meglio del made in Italy: materie prime eccellenti, il savoir fare degli artigiani italiani e la creatività del bel paese. Nonostante sia sul mercato da poche stagioni questa linea di skincare e bodycare é in forte ascesa e, grazie alla qualità dei prodotti e al passaparola, la si può trovare in selezionate profumerie, destinate a crescere, e presto nello store del British Museum di Londra.
Ciò che rende unico Ciatu é che il brand é 100% made in Sicilia. I prodotti sono interamente realizzati a mano da artigiani del siracusano, piccole aziende familiari, utilizzando materie prime del territorio, come l’olio d’oliva, quello di mandorle dolci spremuto a freddo e il miele, tutti provenienti da coltivazioni biologiche. La linea é profumata con essenze naturali autoctone siciliane quali: arancia, limone, mandorla, zagara, ed é priva di parabeni, grazie all’utilizzo di flaconi bianchi che non fanno passare la luce ed evitano il processo di ossidazione. L’attenzione al dettaglio, alla sicilianità e alla qualità continua nel packaging, anche questo made in Sicilia; le etichette, che vengono attaccate a mano, sono stampate in una tipografia locale, così come le bellissime illustrazioni che ricoprono il packaging sono create da artisti siciliani. Disegni che ritraggono reperti archeologici e opere d’arte appartenenti al patrimonio culturale siciliano, corredati da un testo che ne spiega la storia, e che hanno fatto vincere a Ciatu un premio al prestigioso International Design Awards. E pensare che Andrea prima di creare Ciatu stava quasi per gettare la spugna ed era pronto a lasciare la sua terra in cerca di lavoro…

ciatu.it

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MICHAEL PARTOUCHE TRA ROCK E PROFUMI

Ha il côté del musicista rock, per lungo tempo é stato il chitarrista di una band, i Rodeo Massacre, che suonava psychedelic rock. Capelli lunghi, grande cappello nero, corpo tatuato, fisico emaciato, jeans cuciti addosso, di nero vestito. Difficile immaginarselo con un camice bianco dietro il bancone di una farmacia, eppure Michael Partouche oltre a essere un rocker è un farmacista, solo che a un certo punto la musica è diventata così importante che ha mollato il lavoro sicuro per dedicarsi completamente al rock trasferendosi nella città mecca dei musicisti: Londra. Come spesso succede il gruppo si scioglie per divergenze creative e Michael ritorna a Parigi a fare quello per cui ha studiato, ma soffre per la stanzialità e per l’assoluta mancanza di creatività che caratterizza quel lavoro. Che fare dunque? Come unire le sue due carriere? La risposta gli viene naturale. Creare una linea di profumi che racchiuda le sue esperienze. Nasce così ROOM 1015, il cui nome si ispira a quello di una stanza d’albergo, dell’Hyatt Hotel, resa famosa durante un tour degli Stones negli anni ’70, quando Keith Richards quasi la distrusse. Leggenda vuole che da allora le band che suonavano a Los Angeles avessero l’abitudine di prenotare la stanza per fare feste dopo il concerto….

Musicista e farmacista, ha seguito le orme di qualcuno in famiglia? In realtà no, nella mia famiglia non ci sono farmacisti e solo mio zio suona la chitarra, ma non é un musicista.

Quando é nato l’amore per la musica? Già da piccolo, a sei anni, amavo il rock. I miei qualche anno dopo mi hanno regalato la mia prima chitarra, poi quando hanno visto che mi piaceva suonare e non era una passione momentanea é arrivata la mia prima Gibson, con la promessa però che avrei portato avanti anche gli studi in una materia che mi avrebbe assicurato una professione.

Perché farmacia? Da ragazzo mi sarebbe piaciuto fare il veterinario ma per essere ammessi alla facoltà bisognava avere una media alta, e io non l’avevo, così scelsi farmacia.

Le piaceva? Mi sono accorto di avere una passione per la cosmesi, oltretutto era uno degli indirizzi della facoltà, insieme a farmacia industriale e farmacia classica, solo che la musica prendeva molto del mio tempo. Al terzo anno al momento di scegliere l’indirizzo di specializzazione sono stato titubante perché la cosmesi mi attraeva ma l’unico modo per potermi dedicare alla band era proseguire gli studi in farmacia classica, perché una volta laureato avrei avuto la possibilità di lavorare con degli orari tali da continuare a suonare.

Come mai una linea di profumi e non di cosmesi? Perché la profumeria é il giusto mix tra i miei studi in farmacia e il mio lato creativo. E’ stata una scelta che é venuta naturale.

Crea lei i profumi? No io partecipo al processo insieme a due nasi talentuosi, le profumiere di Flair Anne-Sophie Behaghel e Amélie Bourgeois, anche se sto cercando di imparare il più possibile in modo da essere più indipendente, il fatto di non essere un profumiere però mi permette di confrontarmi con diversi nasi e questo é stimolante.

Qual l’ispirazione dietro ROOM 1015? La musica naturalmente, la mia storia.

Al suo strumento ha dedicato una fragranza di ROOM 1015, la prima giusto? Sì, Electric Guitar. Ho cercato di riprodurre il profumo della mia prima Gibson: l’odore del legno, del metallo delle corde, della laccatura, la vernice, un profumo unico che mi porto ancora dietro. Ho aggiunto poi un tocco vintage, leggermente polveroso con le note di iris e noce moscata. Nella fragranza ci sono poi anche note di limone, salvia, legno di cedro, legno di quercia e muschio. Volevo che fosse fresco ed elettrico.

Le fragranze di ROOM 1015 hanno una firma olfattiva? Tutte hanno tra gli ingredienti il muschio e il bergamotto. Amo le fragranze fresche e semplici, facili da indossare.

Prima di fondare la sua linea quale era il suo profumo preferito? Per 13 anni ho usato CK One, che incarna perfettamente il tipo di fragranza che amo.

Bella l’idea sul sito di ROOM 1015 di far fare le review dei profumi ai musicisti, tatuatori ed altri creativi. In realtà stiamo lavorando a delle collaborazioni con artisti…..di cui ancora non posso svelare niente.

A proposito di cosmesi ci parla dei prodotti che usa per la sua beauty routine. Ho sempre amato curarmi. Per il viso uso Hydraskin di Darphin, che alterno a Hydrating B5 di SkinCeuticals, un siero a base di acido ialuronico. Per radermi i prodotti di Truefitt & Hill. Per i capelli shampoo e balsamo di Davines e per lo styling i prodotti di Bumble and Bumble.

Colleziona qualcosa? Chitarre e vecchi amplificatori.

Social media, siti internet app cosa consulta di più? Facebook e Instagram e poi un App creta da mia moglie Nowwhere che raccoglie i consigli dei creativi, musicisti, tatuatori, etc su dove mangiare, dato che siamo sempre tutti perennemente in viaggio per lavoro….

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Sûrface protegge la pelle di chi vive in città

Un nuovo Rinascimento nel mondo del beauty ha ormai preso piede. Dopo anni di monopolio delle grandi multinazionali è un continuo nascere di nuovi brand di nicchia che trovano grande interesse dei consumatori, sempre più attenti ed informati, grazie ai social e al web. Marchi che spesso nascono dall’esigenza di trovare un determinato prodotto che non si riesce a reperire sul mercato, e che negli ultimi anni ha dato vita ad un fenomeno che vede non addetti al settore mettersi in gioco; affidandosi a professionisti, o ritornare a studiare per creare la linea dei sogni. Li accomuna l’utilizzo di materie prime selezionate e di altissima qualità e la rinuncia a sostanze inutili e dannose come parabeni e siliconi. Filosofia sposata in pieno da Sûrface nuovo brand italianissimo di skincare e bodycare pensato per chi vive in città e la cui pelle è soggetta maggiormente ai danni ossidativi. Alla base della linea la camellia japonica dalle proprietà anti-invecchiamento e purificanti che protegge dagli elementi ambientali della città e contrasta gli effetti di smog e inquinamento. Un brand di prodotti unisex pensato per chi ama l’approccio olistico, ricco di principi attivi, privo di coloranti e profumi e naturalmente di oli minerali, solfati, parabeni & Co.

www.surfacecares.com
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Starck Paris: la linea di profumi che vi sorprenderà

Philippe Starck non ha bisogno di presentazioni, il suo nome è nell’olimpo dei designer conosciuti in tutto il mondo. Inventore instancabile, sempre alla ricerca di nuove sfide con cui misurarsi, ha da poco lanciato la prima collezione di fragranze: Starck Paris, ma non pensate che sia solo un modo per porre il suo nome su una nuova categoria merceologica. Starck Paris é un viaggio sentimentale alle origini, dove tutto è nato, e che pochi conoscono, ma soprattutto é la sua visione sull’identità di genere. Scopriamolo insieme a lui….

Il suo primo ricordo olfattivo
Avevo 7 anni quando i miei divorziarono, allora nelle famiglie della borghesia si usava che l’uomo, in caso di divorzio, acquistasse una profumeria alla sua ex moglie. Mia mamma era una bellissima donna, tanto che spesso mi fermavano per strada per chiedermi se era un attrice. Lei passava quasi tutto il suo tempo nella profumeria e io spesso marinavo la scuola per stare con lei. Ero affascinato da quel luogo e passavo ore nel retro dove c’era un corridoio lungo e stretto pieno di scaffali ricolmi di creme e profumi. Ricordo che mi arrampicavo sugli scaffali e aspettavo tutto il giorno clienti, in compagnia della musica classica, che mia madre metteva sempre di sottofondo, e dei profumi, che mi inebriavano. Ero un bambino che soffriva di solitudine e li dentro avevo trovato il mio mondo, un mondo fantastico che stimolava la mia immaginazione, E’ stato l’inizio di tutto, perché musica e profumi sono stati fondamentali per lo sviluppo della mia creatività. Ancora adesso quando lavoro ho bisogno di ascoltare la musica, mentre per quello che riguarda i profumi avevo in mente già da tempo di lanciare una mia linea.

Come mai ha spettato tanto per lanciare Starck Paris, la sua linea di fragranze, dato che aveva quest’idea da tempo?
Più di dieci anni fa fui contattato da delle aziende che mi proposero di lanciare la mia linea di profumi ma all’epoca rifiutai perché quello che volevano da me era semplicemente avere il mio nome su un prodotto, su cui però non avrei avuto nessuna possibilità di dire la mia. Non ho creato questa linea di profumi perché ne avevo bisogno per il mio business, ma l’ho fatto per motivi sentimentali, legati alla mia infanzia. Quando le donne entravano nella profumeria di mia madre e io chiedevo loro di acquistare un profumo, ma mi rispondevano che non avevano bisogno in quanto già ne avevano uno. Ai tempi si usava avere un solo profumo, generalmente lo stesso per tutta la vita, era come una storia d’amore, indissolubile. Adesso é tutto cambiato sia per quello che riguarda i sentimenti che naturalmente per i profumi; tutto si cambia e si sostituisce con facilità. Non considero Starck Paris la linea del designer Philippe Starck ma semplicemente la linea di profumi di un uomo che ama le fragranze e che adora proporre ed esplorare.

Che cos’è per lei il profumo?
Uno strumento molto efficiente, un’arma per il cervello. Quando si ascolta una musica che piace ci si rilassa e ci si sente a casa, la stessa cosa succede con il profumo, è un territorio mentale, che ti descrive e protegge.

Come ha scelto i nasi con cui collaborare?
L’azienda che produce i profumi mi ha fatto sentire i lavori di decine e decine di profumieri, dopo aver annusato tutti i campioni ho scelto di incontrare chi si avvicinava di più alle mie corde. E’ stato però solo nella fase del confronto diretto che loro tre in particolare (Dominique Ropion, Daphné Bugey e Annick Ménardo) mi hanno stupito. Non abbiamo mai parlato di profumo eppure erano sulla mia stessa lunghezza d’onda, si é creata un’affinità intellettuale e poetica,  e ho capito che erano loro quelli che cercavo. La nostra collaborazione é destinata a durare.

Da dove siete partiti?
Prima di tutto ho chiesto loro esplicitamente che volevo delle fragranze in cui non si potesse riconoscere la piramide olfattiva, volevo qualcosa di misterioso, ricco, da scoprire ogni giorno. In questi profumi é racchiuso il mio pensiero sull’uomo e la donna di oggi, sull’identità di genere. Quello che vedo sfogliando le riviste femminili mi rende triste, é una donna che non conosco. La donna che io vedo é ricca di sfaccettature ma soprattutto é intelligente e misteriosa. C’è una canzone francese che dice “Non é Maria che amo, ma il mistero che nasconde”.  Peau de Soie é la trasposizione olfattiva della donna che io vedo, ho scelto il colore rosa che vira al grigio, perché rosa è il colore femminile per eccellenza, e il grigio nasconde il mistero. Anche l’uomo che ci propongono é ridicolo, una caricatura di macho, vedi Donal Trump o Sárközy. Amo gli uomini che, come me, hanno un lato femminile che non nascondono, perché ne sono fieri. Penso per esempio all’intuizione, che é fondamentale nel mio lavoro. Ho voluto quindi creare un profumo maschile ma che all’interno avesse sentori femminili, e il cui colore é grigio ma tendente al rosa. Anche se devo dire che molte donne amano Peau de Pierre e l’acquistano per loro. C’è poi la terza fragranza Peau d’Ailleurs che é una sorta di spazio tra i due ma non definito. Al naso ho chiesto di creare il profumo dell’astrazione, della velocità, del vuoto, di un’asteroide.  E’ la mia personale visione del domani, di quando tutto sarà distrutto non ci sarà divisione dei generi e il futuro sarà elsewhere.

Quale tra le fragranze è la sua preferita? E quale quella di sua moglie?
Mia moglie ama Peau de Soie, io uso Peau d’Ailleurs di giorno e Peau de Pierre la sera, anche se ogni giorno che passa la mia preferenza per Paeu de Pierre diventa più netta.

Le fragranze si adattano al layering?
Non funziona, ho provato, ma i profumi Starck Paris molto molto complessi.

Com’è stato per lei, abituato a lavorare con il senso della vista e tatto, confrontarsi con il territorio astratto del profumo?
Ho amato lavorare a questo progetto perché l’astrazione é bellezza. L’astrazione é infinita e da molta più libertà.

Con quali dei suoi sensi lavora di più?
In teoria lavoro tantissimo la notte. Il mio sub inconscio é molto ricco. Tanto che prima di dormire dico sempre a mia moglie “Ok, andiamo a lavorare”. Sogno tantissimo. Visito mondi sconosciuti, conosco tante persone e a volte mi capita di vedere specie sconosciute. La mattina però mi sveglio esausto.

La linea Starck Paris é distribuita in Italia da Luxury Lab Cosmetics in selezionati punti vendita

www.starck.com

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Alla scoperta della beauty routine di Alessandro Squarzi, imprenditore e icona di stile

Nel mondo della moda tutti conoscono Alessandro Squarzi, imprenditore romagnolo tra i più camaleontici ed intraprendenti, deus ex-machina di brand di moda quali Dondup e Jo No Fui. Sono stati però i suoi look impeccabili a rivelarlo al grande pubblico, soprattutto all’estero. Adorato dai fotografi di street style, Scott Schuman di The Sartorialist in testa, le sue foto campeggiano sui fashion blog di tutto il mondo, tanto che ormai Mr Squarzi é entrato nell’olimpo delle icone di stile stile. Come definirlo? Cool-hunter, globe trotter, trend setter. Grande appassionato di vintage e motori (colleziona auto e moto d’epoca)  e papà innamorato di sua figlia Allegra.

Un succo detox, tè o una tisana che ama bere.  Tè verde.

Il profumo preferito, e perché le piace. Caron Pour Homme,  lo uso da 30 anni. Mi piace perché sa di pulito e di borotalco.

L’essenza per la casa preferita. Pot-pourri Santa Maria Novella.

Un rito prima di coricarsi. Leggere un libro.

I prodotti beauty indispensabili. Il deodorante  di Helena Rubinstein Nudit: amo questo prodotto perché trovo molto comodi i roll on ma soprattutto perché ha un’ottima tenuta. Gel Redken Outshine 01: non posso fare a meno del gel e questo è il mio preferito in quanto lascia i capelli morbidi e allo stesso tempo naturali.

Cosa fa per mantenersi in forma?  Ho una vita molto frenetica e purtroppo non riesco a dedicare tanto tempo allo sport. Cerco di camminare molto e di curare l’alimentazione.

Come si rilassa? Con mia figlia. Quando sto con lei è come fare meditazione.

Quante volte si guarda allo specchio? Alla mattina mentre mi lavo i denti..

La parte che ama di più del suo corpo. E quella che ama meno. Arrivato alla mia età ho imparato ad amare tutto di me, anche quello che prima non mi piaceva.

Un cibo che la fa stare bene.  La frutta!

Un vizio che si concede. Non rinuncio mai ad un buon bicchiere di vino rosso.

Una mania beauty. Il gel per i capelli.

Nella sua routine beauty qual è il prodotto al quale non rinuncerebbe mai? E perché? il Gel! Perché senza sembro Einstein.

Cosa non manca mai nel suo frigorifero. Una bottiglia di Dom Perignon.

Indirizzi beauty preferiti. La SPA dell’Hotel Bulgari e Bullfrog.

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Collezionare fragranze. Roberto Greco racconta la passione per Serge Lutens

Nel mondo delle fragranze Serge Lutens é un’icona. L’esordio come make up artist per Vogue, a fianco di maestri della fotografia come Richard Avedon, Guy Bordin e Irving Penn, poi il passaggio dall’altra parte dell’obbiettivo. Una linea di cosmetici creata per Christian Dior, e all’epoca etichettata da Vogue come “rivoluzionaria” e poi le campagne pubblicitarie per Shiseido, scatti che vengono esposti al Guggenheim Museum di New York, mentre alcuni cortometraggi pubblicitari sono premiati con due Leoni d’Oro al Festival di Cannes. Fino ad arrivare al lancio della sua linea di fragranze, amatissime dagli addetti al settore e anche dal pubblico. Tra i fan delle creazioni di Serge Lutens il fotografo Roberto Greco, svizzero (é nato a Ginevra) ma di origini italiane, collezionista dei profumi della maison. Una passione per la fotografia, come Monsieur Lutens, che si é concretizzata nel suo lavoro. Roberto vive a Parigi e le sue immagini sofisticate sono state esposte in tutto il mondo oltre a comparire periodicamente in diversi magazine. Negli ultimi periodi lavora spesso per il mondo del profumo, sopratutto di nicchia. Tra tutti i profumi che ha avuto modo di provare i suoi preferiti sono quelli di Serge Lutens tanto che li colleziona.

Ma come nasce questa sua passione?
La maison Serge Lutens ha un posto importante nella mia passione. I nomi, i colori, le boccette, le storie, il suo universo intero mi da brividi, ancora oggi. Ed è l’unico marchio di cui faccio la collezione. Ho scoperto i profumi di Serge Lutens per caso in una profumeria. Sono stato attratto dalla forma dei flaconi, ma sopratutto dai nomi. Il primo che ho preso in mano era “Arabie”, proprio perché il suo nome mi aveva incuriosito. Da allora ho iniziato a collezionarli arrivando a quota 46, alcuni doppioni, perché ci sono varie versioni.  Due anni fa ho spedito a Monsieur Lutens un ritratto fotografico di donna che avevo fatto ispirandomi al suo mondo fotografico. Ricevere una sua risposta è stato un regalo!
Tra tutti i profumi di Serge Lutens della mia collezione,questi sono i miei preferiti:
Chêne“: è stato il primo. Un legno liquoroso, aspro e poi morbido. La forza della sensualità.
Santal de Mysore“: il suo odore mi ha ossessionato per giorni da una mouillette che avevo nel portafoglio. Un sandalo speziato, quasi culinario, palpabile.
Serge Noire” perché è un profumo fatto di mille storie. Le prime volte è stato lui ad indossarmi e non mi piaceva, ma oggi è uno dei miei preferiti per i suoi chiodi che sanno di garofano “dandy” e i suoi vapori di incensi carbonizzati.
La Myrrhe“: semplicemente un capolavoro. Una mirra metallica, con tocchi amari e frizzanti di scorza di mandarino. Molto chic, elegante, potente senza urlare.
Cuir Mauresque“: perché due parole basterebbero : soave sensualità.
Santal Blanc“: indossare un profumo che sa di pelle salata, cosa c’è di più fantastico? Un sandalo latteo e pepato…

Foto: © pic by Roberto Greco
© Illustrations by Olivier Schawalder

sergelutens.com

Grooming: Gentleman’s Brand & Co. il nuovo brand australiano dagli ingredienti naturali e dal packaging minimal chic

Un nuovo brand di beauty maschile made in Australia la cui mission è quella di fornire prodotti semplici e senza fronzoli per la pelle degli uomini. Gli ingredienti usati nelle formulazioni sono tutti naturali e ricchi di estratti di piante che vivono sull’isola continente. La linea Gentleman’s Brand & Co inoltre è priva di sostanze chimiche come i parabeni, solfati, coloranti artificiali, profumi sintetici e non contiene ingredienti derivati animali. Il concetto di beauty green naturalmente sta piacendo molto ai negozi più modaioli e dall’Australia la linea di prodotti è sbarcata anche in Europa, per adesso nel concept store di culto Colette che li vende in esclusiva. La linea comprende tre prodotti adatti a tutti i tipi di pelle e che coprono la beauty routine maschile. Un detergente per il viso “Foaming Face Wash” un idratante, sempre per il viso, alla vitamina C “Daily Moiusturiser” e un gel doccia “Coconut Gel Wash”, tutti caratterizzati dal packaging minimal.

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Beauty Routine

Alla scoperta delle abitudini beauty di Luigi Campa, ballerino classico. I prodotti di bellezza che ama e perché.
Luigi Campa balla da sempre. La danza é la sua passione che si è trasformata nel tempo in professione. Dal Salento, dov’è nato, si è trasferito giovanissimo a Milano, per prendere lezioni presso la scuola di ballo del Teatro alla Scala. L’anno del diploma entra a far parte della celebre compagnia di Vladimir Malakhov, allo Staatsballet di Berlino, lavorando con i migliori ballerini del mondo. Da due anni é ritornato nella sua Italia e fa parte del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala, che vanta una delle più prestigiose compagnie di danza classica al mondo, sotto la direzione di Makhar Vaziev. Scopriamo insieme la sua beauty routine.

Un succo detox o una tisana che ama bere.
Amo sia succhi che tisane, i primi solitamente li bevo al mattino, perché mi danno la giusta carica per un buon inizio di una giornata atletica. Una tisana con proprietà rilassanti (a base di valeriana, passiflora, biancospino, iperico, camomilla, melissa e tiglio) prima di andare a letto é l’ideale.

Profumo preferito.
Romantina di Juliette Has a Gun.

Essenza per la casa preferita.
Quelle al muschio bianco, mi trasmettono il senso di freschezza di un ambiente pulito e puro.

Un rito prima di coricarsi.
Il mio rito prima di andare a letto é fondamentale e comprende una serie di addominali e degli esercizi di stretching per la schiena e le gambe, fondamentale per una serena dormita.

I prodotti beauty indispensabili nella sua beauty routine.
I prodotti di La Mer, idratanti e sieri, formule uniche con estratti naturali di alghe che hanno il potere di lenire la mia pelle sensibile.

Cosa fa per mantenersi in forma.
Essere in forma é l’ABC del mio mestiere. Lezione di danza classica al mattino, prove dei vari balletti per tutto il pomeriggio, palestra e piscina la sera, e una buona alimentazione ricca di proteine. La forma non potrà che essere smagliante….

Quante volte si guarda allo specchio.
Non posso dire molto a riguardo perché la mia giornata quotidiana si svolge in sala da ballo dove mi ritrovo circondato da specchi, fondamentali per le auto correzioni.

Bagno o doccia.
Doccia dopo ogni attività fisica, bagno rilassante dopo gli spettacoli.

Un cibo che la fa stare bene.
Mi fa stare bene il biologico che proviene dalla mia terra (Il Salento).

Un vizio che si concede.
Mi concedo una sigaretta nei momenti di forte stress quando devo affrontare un primo ruolo.

Una mania beauty.
Denti sempre bianchi, puliti e curati.

Nella sua beauty routine qual é il prodotto al quale non rinuncerebbe mai?
Non potrei mai rinunciare alla Mask Gel Plus, dei Laboratori Farmaceutici Krymi, una maschera perfetta da applicare dopo la barba evitando qualsiasi tipo di irritazione.

Cosa non manca mai nel suo frigorifero.
Non mancano mai le uova fresche che compro in fattoria, é l’alimento che sento interagire di più con la mia muscolatura.

Gli indirizzi beauty preferiti nella sua città.
Viaggio molto, cambio sempre città e adoro gli hotel per via delle SPA, posso consigliare quelle dei Four Season, fantastiche in tutte le città. Il Bristol di Parigi, Claridge’s di Londra sono i miei preferiti in Europa, per rilassarmi ed essere viziato.

Fuori dal suo lavoro come ama vestirsi?
Il mio stile è totalmente classico: da teatro, il luogo in cui sono cresciuto, che mi ha insegnato il bello, la raffinatezza e l’eleganza, che credo vinca sempre su tutto.

Tra i capi del suo guardaroba quali ama di più.
Quelli di Prada, mio sento a mio agio indossando i loro meravigliosi abiti e mi stimola molto il lavoro concettuale dietro le sfilate che va oltre il tema fashion, mi fa viaggiare con la mente attraverso le loro ispirazioni sempre vicine all’arte e agli artisti. Negli accessori prediligo molto anche Hermès: status perfetto per qualsiasi luogo, situazione, ora della giornata.

Gli indispensabili nella sua valigia dell’estate.
Quando viaggio non porto molte delle mie cose  perché quando sono in vacanza amo fare shopping, specialmente dopo una lunga giornata al mare. Amo riempire la mia valigia in ogni viaggio sempre di cose nuove per essere meno triste al ritorno. Non mi separo mai dei miei gioielli di Cartier, in quanto sono sempre stato un appassionato di gemmologia, e una delle tante storie legate a questa mia passione è quella del meraviglioso lavoro di Jean Cocteau. Sono pezzi che mi fanno stare bene quando li porto con me, li ho scelti appassionandomi alla storia, al lavoro di queste persone speciali, nel momento in cui ho scelto di avere qualcosa creato da loro non l’ho fatto solo per il semplice valore ma per le mille emozioni che solo chi ha un cuore sognatore può capire.

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ACQUA DI COLONIA

Ha più di tre secoli di storia, ma non li dimostra. L’Eau de Cologne uno dei classici della profumeria, dalle note domi- nanti di agrumi, nata come “Aqua mirabilis” acqua profuma- ta dalle proprietà medicamentose a ne ‘600, cambia pelle…

Colonia Club Travel Spray di Acqua di Parma

Flacone da viaggio, rivestito in pelle, per la nuova Eau De Cologne, ispirata ai club sportivi esclusivi, che si apre con le note agrumate di mandarino, limone e bergamotto che si fondono con quelle più opulente del neroli e petit grain, insieme a quelle fresche e croccanti della menta. Nel cuore le note aromatiche di geranio, lavanda e galbano. Il fondo é un tripudio di accenti legnosi del vetiver haitiano che si fondono con l’opulenza del muschio e dell’accordo di ambra grigia.

Fahrenheit Cologne di Dior

Tripudio di agrumi freschi e succosi in apertura: mandarino siciliano, berga- motto calabrese e limone. Sensuale patchouli e viola francese inebriano il cuore. Le note calde del vetiver di Haiti e del cedro della Virginia, e quelle speziate di noce moscata e cumino chiudono la fragranza.

Pour Homme Essence Aromatique di Bottega Veneta

Una rivisitazione della classica colonia che si apre con la freschezza del bergamotto italiano, mentre il cuore é sensuale: mix di patchouli indonesiano, narcotico e opulento, e accordo di pino siberiano. Nelle note di fondo il cedro del libano.

Neroli Portofino Forte di Tom Ford

Note di testa agrumate a base di ber- gamotto, arance sanguigne e lavanda, e ricordano il profumo dei pergolati di Porto no, a cui si aggiungono note di basilico e quelle silvestri del garbano. Il fondo della fragranza riproduce
il sentore del sottobosco costiero incolto con note boisé, un accordo di cuoio, ambra, assoluta di muschio di quercia. Per lasciare spazio in ne alla sensualità del suede e dei muschi che chiudono la fragranza.

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