Thomás de Lucca by Anthony Pomes – Editorial

Anthony Pomes, fotografo francese che abbiamo intervistato di recente, ha immortalato in esclusiva per Manintown Thomás de Lucca, in déshabillé su una terrazza assolata di Milano, dove si è trasferito da non molto il modello brasiliano. Foto d’impatto, potenti e delicate al tempo stesso, che mettono in chiaro il modus operandi di un autore che, come ci aveva confidato, ricerca in ogni ritratto la sensibilità e unicità del soggetto.
Abbiamo approfittato dell’occasione per rivolgere qualche domanda a Thomás.

Thomas de Lucca model
Trousers Zara

Parto dalle fotografie di Anthony Pomes, da cui traspare un’atmosfera piuttosto rilassata e spontanea, è così? Come ti sei trovato a lavorare con lui?

Mi sono sentito davvero a mio agio con Anthony, ha talento e sa come guidare un modello durante lo shooting.
Onestamente, pensavo sarei stato un po’ arrugginito perché al momento mi sto concentrando su altre cose al di fuori del modeling, invece è andato tutto bene.

Raccontaci qualcosa di te, da dove vieni, da quanto fai il modello, quali sono i tuoi interessi

Vengo dal sud del Brasile, faccio il modello da quasi 9 anni, da quando sono andato in Cina per lavoro, esperienza che mi ha aiutato a crescere ed essere qui oggi, rappresentato da una delle migliori agenzie milanesi. In parallelo, dall’anno scorso, mi occupo di marketing, ultimamente ci sto investendo molto tempo ed energie, anche se la mia passione è sempre stata, e resterà, la moda.
Nel tempo libero mi piace andare in palestra, fare yoga e meditazione, anche tutti i giorni, se possibile. Amo stare col mio ragazzo e gli amici, e guardare film horror o sci-fi.

Sei brasiliano ma vivi per lavoro a Milano, com’è stato il primo impatto, cosa ti piace di più (ed, eventualmente, meno) della città?

Milano è fantastica, internazionale e facile da girare, devo però confessare che ho ancora dei problemi con la lingua perché “il mio italiano non è molto buono” (letteralmente l’unica frase che so dire senza ricorrere a Google Translator).
Le cose che mi piacciono di più sono la pizza e il cappuccino, mi piace meno il costo parecchio elevato della vita.

Se ti parlo di stile, a cosa pensi?

A David Gandy, un riferimento assoluto per ogni modello, mi colpisce il suo stile che, adeguandosi all’età, risulta affascinante e up to date.

Griffe o designer per cui aspiri a lavorare? 

Mi piacerebbe sfilare per Dolce&Gabbana e Giorgio Armani, sono la mia aspirazione professionale da quando faccio questo mestiere.

Dove ti vedi da qui a dieci anni?

Tra dieci anni vorrei essere un affermato coach di modelli, di quelli che viaggiano ovunque e tengono lezioni sul modo di pensare, al di là del lavoro dei sogni, sull’usare la passione a proprio favore.
Vorrei incoraggiare tutti i miei colleghi a non rinunciare con troppo facilità alla carriera (so quanto possa essere difficile ricevere una marea di “no”). Si può sfruttare in tanti modi ciò che si impara o sperimenta in quest’ambiente, magari come aiuto per iniziare qualche nuova attività con cui siamo realmente in sintonia. Là fuori ci sono più opportunità di quanto si pensi.

Top Bershka

Credits

Model Thomás de Lucca @D’Management

Photographer Anthony Pomes

‘I’m looking through you. There is more, more than us’ – I must-have della S/S 2022  

Nello still life firmato Umberto Gorra che vedete in questa pagina, a prendersi la scena sono borse, calzature e accessori di marchi del livello di Prada, Gucci, Balenciaga, Versace, Salvatore Ferragamo, Dolce&Gabbana, affiancati da proposte di new names come Maryling, Skin of Nature, YEZAEL o Ahirain; in breve, i key pieces della Primavera/Estate 2022, raccolti in una “intimate must-have selection”, come la definisce l’autore.

A story by:

Photographer Umberto Gorra

Digital & post-production Martina Rossi

Creative director Gianmarco Chianese

Stylist Angelina Lepper

Stylist assistants Marialucia Matera, Katerina Tymoshchuk

Fashion editor Rosamaria Coniglio

Make-up Cristina Bonetti @julianwatsonagency , Alessandro Pepe

Hair Domenico Papa @theagencyaldocoppola

Nail Simone Marino @thegreenappleitalia

Production Fashionart 3.0

Models Sela Baratti @BADD mgmt, Gao Qi @BADD mgmt, Angelina Radzkova @WW MGMT, Edoardo Gabbrielli @WW MGMT, Cal Foster @URBN

The Beauty Edit #6

Sesto appuntamento con la rubrica beauty di Manintown, a cura di Claudio Furini.

#1 Beauty editorial: Ibere Nakamura

Il modello brasiliano di origini giapponesi Ibere Nakamura (che vanta nel proprio curriculum campagne ed editoriali per nomi del calibro di Giorgio Armani, Dolce&Gabbana, New Era, GQ Brazil) presta volto e corpo allo shooting realizzato per Manintown da Federico Ghiani, in cui il make-up marcato riflette scelte di look altrettanto audaci, tra camicie e completi dai toni vividi, bluse stampate, biker jacket cosparse di borchie.

Credits

Model Ibere Nakamura @WW MGMT

Photographer Federico Ghiani

Ph. assistant Alessandra Alba

Stylist Luigi Gaballo

Stylist assistant Fabio Valtolina

Beauty editor and Hair Stylist Claudio Furini

Make-up Vania Cesarato using Caia Cosmetics

Nail artist Le Unghie Di Giò

Videomaker & backstage Jessica Casella

Studio MENoUNO Studios

#2 Step by step

Nelle immagini e video seguenti, i passaggi per replicare trucco e nail art dell’editoriale.

#3 Male in make-up

Cosa significa oggi essere uomo e quali sono i canoni della bellezza maschile? Domande alle quali rispondere è diventato improvvisamente sempre più difficile: di pari passo con una nuova consapevolezza per quanto riguarda il corpo delle donne e il concetto di femminilità,  è arrivata anche la messa in discussione della verità inviolabili sull’essere maschio. Una vera e propria liberazione totale, che elimina vincoli e confini culturalmente molto radicati e propone una nuova identità e pure una nuova estetica. Il genere oggi è qualcosa di morbido e fluido: si “ruba” gli uni dagli altri creando qualcosa di nuovo ed estremamente interessante, sempre diverso e inaspettato. E dunque in questo contesto senza catene, ecco l’uomo che ha accesso al mondo del makeup: truccarsi non è più prerogativa femminile oppure delle personalità di rottura, di spettacolo o delle drag queen, ma è per tutti. Nessuno è escluso dallo sperimentare con colori e texture.

Foto dal profilo IG di James Charles

Modelli, artisti e influencer, ma anche ragazzi comuni iniziano a osare, lasciando qualcuno stupito o indignato, tracciando la strada di una libertà riscoperta. Complice di questa vera e propria rivoluzione sono stati assolutamente i social, che hanno reso possibile a una pluralità di voci altrimenti inascoltate di farsi sentire e raggiungere milioni di persone in tutto il mondo. Oggi nell’olimpo dei beauty guru troviamo tantissimi uomini, makeup artist o beauty lover, che hanno utilizzato il proprio viso come una tela per ispirare e incoraggiare chi come loro amava il mondo del makeup. Personaggi che si sono fatti i pionieri di un nuovo modo di intendere la bellezza, che oggi è più inclusiva che mai come dimostrano campagne e prodotti sempre più trasversali e che si rivolgono a un pubblico anche maschile.

Foto dal profilo IG di Patrick Starrr

Il merito va sicuramente alle community, soprattutto di giovanissimi, che hanno sostenuto fin dall’inizio quelle che oggi sono delle vere e proprie star. Jeffree Star è stato uno dei primi a sfondare nel mondo del makeup grazie alla propria passione, arrivando a creare un proprio brand, di fatto aprendo la strada a quelli dopo di lui. Poi abbiamo James Charles, Patrick Starrr, Manny Mua, per citare i più famosi, punto di riferimento per tutte le beauty e media personality. Per non parlare dei makeup artist uomini sempre più rilevanti: se il capostipite dei mua star è stato Kevyn Aucoin negli anni ‘90 (vero e proprio genio compianto), oggi abbiamo su tutti Patrick Ta, Mario Dedivanovic e Hindash.

Foto dal profilo IG di Luca Esposito

Ma se gli Stati Uniti e anche la Gran Bretagna, dove il più celebre è Wayne Goss, sono decisamente a buon punto per quanto riguarda diversità e accettazione, a che punto siamo in Italia? L’uomo che si trucca è compreso anche da queste parti? Ebbene, qualcosa sta cambiando, più lentamente, ma succede. Anche noi abbiamo i nostri beauty creator, con sempre più seguito a sostenerli. I makeup artist più famosi sono sicuramente MrDaniel (avete presente il signature look di Elodie?) e Manuele Mameli, il fidatissimo collaboratore di Chiara Ferragni, per quanto invece riguarda i social tra YouTube, Instagram e TikTok spiccano Alessandro Orati, Luca Esposito (Liquorsbeauty), Andrea Cimatti, Christian Filippi (Damn.tee) per citare quelli più seguiti, ma basta dare una rapida occhiata per notare come siano sempre di più i ragazzi che seguono il loro esempio e inseguono la propria passione. 

Foto dal profilo IG di Christian Filippi

Il significato che ha il lavoro e l’impegno di questi ragazzi è soltanto l’ennesima conferma di come il mondo della bellezza non sia esclusivamente qualcosa di frivolo, ma un diritto a tutti gli effetti. Attraverso la cosmetica ci prendiamo cura di noi stessi, esaltiamo i nostri punti forti, ci sentiamo più sicuri e sveliamo chi siamo: poterlo fare è una possibilità che tutti devono avere, indipendentemente dal genere. L’inclusività di cui tanto sentiamo parlare significa proprio questo: lasciare che ciascuno si esprima come desidera, che i pregiudizi vengano abbattuti e che un uomo, un maschio, un ragazzo possa indossare il rossetto e sentirsi libero. E bellissimo.

Testo Carlotta Tosoni

#4 Grammy Awards 2022

Dua Lipa e Megan Thee Stallion ai Grammy 2022 in Versace (ph. by Cliff lipson/CBS via Getty Images)

I Grammy Awards 2022 sono stati decisamente più tranquilli rispetto agli Oscar: red carpet e cerimonia sono filati lisci e i premi sono stati assegnati senza particolari scossoni. Olivia Rodrigo ha portato a casa ben tre award, ovvero quelli come Best New Artist, Best Pop Solo Performance e Best Pop Vocal Album, a dimostrazione di come il suo esordio sulla scena musicale abbia lasciato il segno. Jon Batiste, musicista jazz, ha vinto come miglior album con We Are, ispirato al movimento Black Lives Matter, e per il miglior video con Freedom, mentre i Silk Sonic, duo composto da Bruno Mars e Anderson Paak, si sono visti assegnare il premio per la miglior canzone per Leave the Door Open: impossibile non averla sentita come sottofondo di reel e TikTok! Il Best Pop Duo/Group Performance l’hanno vinto Doja Cat e SZA per Kiss Me More (altro tormentone social) e sempre a proposito di coppie, Tony Bennett e Lady Gaga con Love for Sale  hanno vinto il Best Traditional Pop Vocal Album. I premi rock sono stati dominati dai Foo Fighters, assenti: il loro batterista Taylor Hawkins recentemente scomparso è stato omaggiato in maniera molto sentita nel corso della cerimonia.

Per quanto riguarda il look, a differenza degli Oscar abbiamo visto le celebrity sicuramente osare di più con scelte più audaci e cool, fornendoci in ispirazioni molto interessanti. La stilista che ha dominato con le proprie creazioni e la propria presenza è stata Donatella Versace: il momento in cui è salita sul palco per placare la finta discussione tra Dua Lipa e Megan Thee Stallion vestite allo stesso modo, citando un siparietto molto simile di 24 anni fa tra Mariah Carey e Whitney Houston agli MTV Awards, è già diventato iconico. Donatella dopo aver esclamato in italiano «basta ragazze!» ha tolto loro il drappo che fungeva da gonna, rivelando due look simili ma diversi fra loro. Tolte le due spille, anzi le Versace Safety Pin Dress, la cantante inglese è rimasta con un minidress mentre la rapper americana con una gonna lunga con maxi spacco, entrambe su pantaloni aderentissimi effetto pelle, davvero sexy.
Dua Lipa è ormai da tempo una degli artisti più fedeli alla maison, infatti, per il red carpet ha scelto proprio un Versace vintage indossato in passato da Cindy Crawford semplicemente meraviglioso. Sempre Versace ha vestito la vincitrice Doja Cat, che in particolare per il red carpet ha scelto un abito con bustino sagomato e gonna trasparente in un verde acqua pastello davvero meraviglioso che la illuminava, così come la misteriosa ed elegantissima cantante svedese Snoh Aalegra, che con il suo Atelier Versace creato su misura per lei ha letteralmente incantato tutti. Il tessuto argento metallico ha dato forma a un corpino strutturato senza spalline e a delicati drappi sui fianchi, rendendo così la cantante una sorta di divinità contemporanea.

Se Megan Thee Stallion per il red carpet ha scelto l’animalier sfacciato di Roberto Cavalli, Lady Gaga ha puntato tutto sul glamour d’altri tempi con un Armani Privé bianco e nero assolutamente da diva, semplice ma molto ricercato. E sempre di semplicità si parla ma in questo caso ancora più essenziale con l’abito Saint Laurent indossato da Hailey Bieber: un tubino di seta bianca, morbido e modellato. ha avvolto la modella, che ha abbinato gioielli sottili in oro e capelli raccolti in una morbida treccia. Con lei ovviamente il marito Justin, in total look Balenciaga composto da un completo decisamente oversize e anfibi maxi. Il suo è stato uno di quelli più interessanti per quanto riguarda gli uomini che hanno partecipato ai Grammy.

Tra gli altri, da citare sicuramente quello di Jared Leto, che ovviamente non poteva che vestire Gucci: sotto al cappotto nero texturizzato in simil pelliccia, semplici pantaloni eleganti dal taglio stretto, stivaletti bianchi e soprattutto un favoloso top trasparente con ampia scollatura ricamato con perline, che  ha saputo esaltare al massimo la bellezza ambigua dell’attore. Non si può che definire cool anche Lil Nas X, che ama sempre giocare e sperimentare con gli abiti e in questo caso ha scelto Balmain: la giacca corta strutturata, i pantaloni leggermente a zampa e le scarpe con suola maxi total white erano as usual riccamente ricamati con perline e decori, comprese tre farfalle colorate, che hanno conferito ancora più personalità all’insieme. I gioielli in oro bianco e diamanti hanno completato il look di un artista decisamente all’avanguardia, come racconta anche il makeup che ha scelto per l’occasione: una base perfezionata e sugli occhi solo punti luce realizzati con un ombretto azzurro opaco, molto di tendenza.

Testo Carlotta Tosoni

Il debutto della collezione Act N.1 Uomo

Con la FW 22/23, Luca Lin e Galib Gassanoff presentano ACT N.1 UOMO: la prima capsule interamente maschile di camicie in seta stampata, che sta già avendo dei feedback molto positivi da parte dei buyer.



La collezione di debutto si ispira ai dipinti cinesi ad acquerello di paesaggi e nelle nuove stampe, diventate ormai una signature, appaiono divinità e creature mitologiche accanto a grafiche di manifesti d’epoca, stampate su un unico modello di camicia dal taglio dritto, realizzata in twill di seta da una storica stamperia di Como.

La capsule è nata in modo molto naturale, mettendo già nelle sfilate i look unisex/uomo – commentano i designer. I clienti finali hanno iniziato ad approcciarci chiedendoci dove potevano comprare l’uomo di Act N°1. Un anno e mezzo fa, abbiamo lanciato l’e-commerce, dove abbiamo creato anche la sezione Uomo che sta avendo un importante successo. Dopo tutte questi analisi, abbiamo preso la decisione di lanciare Act N°1 Uomo, come la linea ufficiale uomo del brand. Il 95% della collezione Uomo è unisex ed al momento si concentra maggiormente sulle camicie con le stampate iconiche di Act N°1. L’Uomo di Act N°1 è una celebrazione per esprimere l’individualità di ogni persona, i look sono stati ispirati a varie personalità, ed i capi all’heritage/cultura del popolo cinese.”



BEAUTY TIPS: LA CURA DELLA BARBA

Ora che il grooming – la cura di barba e capelli per l’uomo – ha rotto il taboo per cui la bellezza sia di esclusiva pertinenza femminile, anche gli uomini hanno iniziato davvero a prendersi cura del proprio aspetto, partendo dalla base: creme per il viso, tagli innovativi o vintage, barba hipster o rasata ogni giorno. Lo sa bene Sali Avdija, che da anni cura l’estetica maschile nell’angolo barberia di Merci à Vous, l’hair boutique di Mayra Cassano, nata con una duplice identità: salone di bellezza, per la tipologia di servizi offerti, che esplorano il benessere in tutte le sue forme, ma anche club, grazie al proposito di proseguire la tradizione storica del salotto meneghino di fine Ottocento, rispondendo all’esigenza di socialità e arricchimento culturale di tutte le persone che vi transitano. Sali pratica la rasatura con il rasoio a lama singola, coccolando i clienti con panni caldi, oli essenziali e l’insaponatura a pennello, per far riscoprire l’antica tradizione artigiana della barberia da cui ha appreso la propria arte. Ecco i suoi consigli!

THE RIGHT TOOLS

Il migliore alleato per una barba perfetta è ovviamente il rasoio. Va scelto di ottima qualità e con più pettini a disposizione, così da poter regolare ogni parte nel modo più idoneo. Soprattutto durante i cambi di stagione, quando la barba tende a essere più crespa, è poi consigliabile pettinarla con una spazzola di seta per renderla più morbida, distribuire l’eventuale olio utilizzato su tutto il pelo e massaggiare la cute.

BE PATIENT

Far crescere la barba non è semplice come sembra. Si ha bisogno di molta pazienza per farla arrivare alla lunghezza desiderata e per superare le scomode vie di mezzo. Il segreto è pulire la barba più spesso, soprattutto durante il primo mese. Avere la barba lunga non significa infatti abbandonare qualunque visita dal barbiere: va regolata di tanto in tanto per mantenerne la forma ed evitare l’effetto crespo.

TAKE CARE

Durante il giorno la barba tende a diventare oleosa e ad assorbire alcuni cattivi odori, come il fumo. L’ideale è lavarla almeno un paio di volte al giorno: in casa, al mattino e a sera, con l’aggiunta di uno scrub apposito e in ufficio, magari in pausa pranzo, con della semplice acqua tiepida.

THE BEST PRODUCTS

Per la rasatura quotidiana è consigliabile utilizzare saponi da barba professionali, distribuendoli con un pennello capace di ammorbidire il pelo e la pelle, per facilitare il passaggio della lama e prevenire le irritazioni. Un piccolo trucco è idratare la barba con una semplice crema idratante neutra, per eliminare il crespo e renderla più morbida, a cui si possono aggiungere poche gocce di oli essenziali per profumarla, come la lavanda, il sandalo o il lemon grass.

 

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COME CURARE IL VISO IN AUTUNNO

Sensorialità e beneficio sono i dictat della routine maschile e ad essi si aggiunge il bisogno ulteriore di proteggersi dagli agenti atmosferici a cui siamo sottoposti nella frenetica vita di città. In una stagione come quella attuale la nostra pelle, anche se più spessa e resistente ha bisogno di cure e attenzioni maggiori per rimanere sempre idratata, pulita e luminosa. Ottenerlo non richiede fatica, ma solo qualche piccola cura come una buona detersione, esfoliazione e idratazione. Per i veri edonisti rituali skincare con più fasi, mentre per i più veloci prodotti multifunzione e on the go. Ecco cosa scegliere:

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Comfort Zone: Skin Regimen

12 prodotti da combinare tra loro per dare vita a un regime skincare personalizzato in quattro step: due prodotti per la detersione, una lozione illuminante (essence) da applicare prima della terza fase di correzione, personalizzabile con il tipo di siero e di crema necessario alla propria pelle e infine una quarta fase con la crema notte per resettare la pelle e prepararla alla giornata successiva. Questa linea è un’ottima protezione contro gli agenti inquinanti delle grandi città.

201709_03_CERAMIDIN_CREAMDR JART: Ceramidin

Crema leggera a base di microcapsule di ceramidi idrata la barriera cutanea dall’interno, prevenendo la disidratazione cronica. La pelle secca e ruvida si rimpolpa immediatamente grazie all’azione idratante a rilascio prolungato. Accresce le naturali funzioni della pelle rendendola più liscia e morbida.

Bioetyc Uomo

Una linea di trattamento completa specifica per l’uomo. Questa routine di trattamento è semplice con formulazioni smart, efficaci e rivitalizzanti.

BioNike: Defence Man

Beauty routine semplice e rapida con prodotti che offrono benessere cutaneo, afterfeel leggero e confortevole in assenza di residuo untuoso.

Essential Energy Eye DefinerShiseido: Essential Energy Eye Definer

Ideato specificatamente per ridurre gli effetti dell’affaticamento digitale degli occhi, contiene Super Hyaluronic Acid, una versione ad alto peso molecolare che assorbe il doppio della quantità di acqua dell’acido ialuronico tradizionale.

 

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Uriage: Age protect multi-action contour eye contour

Texture cremosa agisce su tutti i segni dell’età e protegge dalle aggressioni quotidiane: luce blu, inquinamento, stress, stanchezza.

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Neal’s Yard Remedies

Prodotti composti con erbe naturali, olii ed estratti specifici per la pelle maschile. Lasciano una piacevole sensazione di freschezza.

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FALL WINTER 2018: ACCESSORI MUST HAVE

Una selezione di brand che abbiamo scoperto alla scorsa edizione di White.

CECCHI DE ROSSI

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La bellezza dell’artigianalità made in Italy. Cecchi De Rossi propone una linea di accessori in pelle che possono essere completamente customized. Un approccio che permette di regalare una vera made-to-measure experience per ogni pezzo della collezione. Ogni pezzo evolve e diventa parte, non solo della nostra vita, ma che delle generazioni future.

D1 MILANO
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Un brand giovane (è nato nel 2013), fondato dal 25enne, Dario Spallone, di base a Milano. Orologi dal design iconico, con una cura speciale ai dettagli, uno stile anticonvenzionale che riflette l’Italian heritage. Il modello P701 è il must have del brand, dal design unico e moderno.

TOTEM COLLECTIVE

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“La moda fatta diversamente” il claim di Totem Collective, un vero e proprio collettivo di quattro designer Johan Christian Chen, Bohan Qui, David Andersson Sahlin and Daniel Ekström, che realizzano una linea di borse artistiche e genderless. La collezione permanente diventa, quindi, la base per esperimenti di stile e nuovi progetti che aggrega creativi da tutto il mondo in una piattaforma progettuale in continuo divenire

VINCENT GARSON
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Vincent Garson è un designer francese, stilista-modellista formatosi alla Chambre syndicale de la Haute Couture di Parigi. La sua collezione di borse si pone come esempio di oggetto di lusso: si conserva nel tempo, rispettoso del lavoro degli artigiani che lo hanno realizzato, dalle qualità eccellenti. Lavora con pelli francesi che preferisce usare nella loro essenza più raw, sfoderate, mostrando la realtà dei materiali.

NO/AN
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Brand di borse, della designer finlandese, trapiantata a Bruxelles, Anna Lehmusniemi, accoglie al suo interno un concept nuovo, fatto di linee essenziali e materiali pregiati. Il fine ultimo è di avvicinare i clienti ad un diverso concetto di lusso, non fatto di acquisti continui, ma sulla consapevolezza della qualità duratura nel tempo.

 

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BEAUTY ALERT: Consigli per il grooming maschile

Boldking

Conosciuto per il suo particolare modello di mercato,  questo brand non solo vende tutto il necessario per il grooming ma prevede anche l’acquisto di un vero e proprio programma di rasatura in cui le ricariche vengono automaticamente spedite a casa. Partendo con uno starter pack di un rasoio e 4 lamette ad esempio, si può decidere di acquistare un pacchetto a seconda delle volte che ci si rade durante la settimana.

IMG_1503Al resto pensa tutto Boldking che spedisce l’occorrente periodicamente a casa senza dover aspettare il corriere, (la confezione entra perfettamente nella cassetta della posta). Depennate quindi dalla lista della spesa l’acquisto delle lamette usa e getta. Le lame sono uniche e flessibili per raggiungere i punti più difficili come sotto al naso, e il prezzo è davvero competitivo rispetto alla media delle ricariche dei rasoi manuali.  Infine, un occhio particolare all’ambiente,  poiché le confezioni sono di cartone e le lamette esaurite possono essere rispedite all’azienda e venire così riciclate.

Lab Series

The Grooming OilUn nuovo grooming oil 3 in 1 che riunisce in una miscela olivello spinoso, jojoba e olio di mandorle dolci il tutto arricchito con vitamine, conferendo alla rasatura maggiore piacevolezza e donando a pelle e barba  il triplo dell’idratazione.

Come Pre-Shave : Protegge la pelle preparandola alla rasatura rendendola morbida

Come Olio da rasatura: assicura maggiore precisione e lubrifica la pelle rendend lo scorrimento della lama più fluido

Come Prodotto di cura della barba: Leviga la barba rendendola morbida e idratata, più piacevole al tatto e splendente.

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RIPARARSI DAL FREDDO CON STILE

Maglione o cardigan? La scelta è ardua. Il primo è sinonimo di comfort e di uno stile rilassato, mentre il secondo è indubbiamente più funzionale, perché permette di giocare con diverse sovrapposizioni, senza mai scompigliare i capelli. Senza sottovalutare la comodità delle piccole tasche laterali.
Elemento irrinunciabile in questa stagione è il maglione. I capi in lana o cashmere sostituiscono, anche in ufficio, il tradizionale abbinamento giacca e camicia. Scegliendo il tessuto e le proporzioni adatte, è un capo che si adatta a tutti i tipi di fisico, slanciando le corporature più robuste e valorizzando i fisici più asciutti.
I modelli a tinta unita sono più formali ed eleganti, quelli colorati o a fantasia, invece, diventano i veri protagonisti del look, per cui vanno abbinati a elementi più semplici e monocromatici, come suggerisce, ad esempio, Prada. Molto di tendenza anche le lavorazioni a coste o intrecciate con un filato più robusto che interrompono la monotonia del capo senza alterarne la vestibilità. Sulle passerelle di questo autunno/inverno i brand hanno puntato anche su diverse allacciature, asimmetriche e laterali, e sull’introduzione di parti in materiali diversi.
Il dolcevita, soprattutto di colore scuro, si può indossare sotto la giacca di un abito, oppure da solo abbinato a un semplice jeans. Il maglione con scollo a V, invece, è preferito in abbinamento a una camicia o una polo, se si vuole apparire più ordinati. Questo modello fa apprezzare il nodo ben fatto della cravatta, messo in evidenza dallo scollo, che non deve essere eccessivamente profondo. Per occasioni più casual, si può optare per la classica t-shirt a scollo tondo. Nel caso del maglione girocollo si pone un quesito: il colletto della camicia va messo dentro o fuori? Sia con una camicia botton down sia con una classica, il colletto deve essere sempre infilato sotto il girocollo.
Da una sciabolata sferrata alla maglia d’ordinanza dell’Esercito Inglese ad opera del conte di Cardigan nasce il capo che noi tutti conosciamo. Dimenticate gli anonimi cardigan associati alle persone di una certa età, oggi questo capo è di gran tendenza, grazie a dettagli che lo rendono un passe-partout indispensabile dello stile informale.
Sono tanti i modi in cui il cardigan può essere interpretato: dal modello con allacciatura asimmetrica indossato da Steve McQueen, allo stile più classico di Paul Newman, a Woody Allen, che gli ha conferito un’aurea intellettuale, fino ad arrivare a Kurt Cobain, che lo ha trasformato in un must dello stile grunge, portandolo aperto con sotto una semplice t-shirt.
Che presenti la classica fila di bottoni o la più moderna cerniera, il cardigan può essere indossato direttamente come maglia per un look casual o come sottogiacca in occasioni più formali. Inoltre non va mai abbottonato del tutto, ma lasciato leggermente aperto sul torace o in corrispondenza della cinta. Brunello Cucinelli lo propone in proporzione over da indossare come soprabito con camicia e cravatta sottile, mentre Hermès predilige lo slim fit, inserendo intarsi in pelle scamosciata da sovrapporre a una t-shirt e da portare dentro i pantaloni. American Vintage opta per il morbido collo sciallato, così come Drumohr, in versione oversize, che gioca con colori e fantasie.

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Azzaro WANTED

Azzaro WANTED, lanciato nel febbraio 2017, entra a pieno titolo tra i colossi simbolo del brand, divenendo simbolo della nuova era Azzarro.
Azzaro WANTED, con un’estetica cilindrica heavy metal, non è un profumo per un uomo qualsiasi, al contrario è il profumo dell’uomo ambizioso che raggiunge sempre il successo, brillante e solare, invidiato dagli uomini e bramato dalle donne, che ama distinguersi e non cadere nel banale.
Si tratta di una fragranza solare, una creazione boisé-esperidata-speziata. Le note boisé del vetiver sono immerse in fresche spezie (cardamomo), illuminate da un accordo esperidato (duo di limone), dove i tre ingredienti principali provengono da un programma di sviluppo sostenibile.

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BOYS DON’T CRY

Dal 17 al 18 Novembre lo spazio Idea4Mi di Via Lanzone 23, ospita BOYS DON’T CRY, la mostra del fotografo Giovanni Corabi, a cura di Micaela Flenda.
L’esibizione fotografica si propone di indagare sul cosiddetto stereotipo della mascolinità moderna: Corabi ha fotografato alcuni soggetti provenienti da strati sociali molto differenti al fine di distruggere questo diffuso stereotipo che obbliga gli uomini ad apparire freddi e risoluti per non essere fonte di vergogna e biasimo da parte degli altri. Il progetto punta a far comprendere agli uomini di oggi che per essere davvero uomini bisogna sé stessi, mostrando la propria emotività, senza nasconderla o reprimerla.
BOYS DON’T CRY è un intimo viaggio pieno di parallelismi tra l’esperienza personale di crescita del fotografo e il confronto con il mondo maschile, un mondo restituito attraverso uno sguardo giovane e inaspettato.

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Men at work: la moda maschile ai tempi della partita Iva

Red Socs Appeal

La rivoluzione del panorama professionale moderno, che ha scardinato il paradigma della scrivania anni ’70 virando dagli uffici di rappresentanza centralizzati agli open space di periferia, passa inevitabilmente anche dall’abbigliamento: se la ventiquattrore, simbolo di una generazione e icona dell’uomo indaffarato che si destreggia fra banche e appuntamenti, ha lasciato spazio a tracolle baggy, in morbida pelle o tessuti tecnici, a zaini sportivi e pratici da indossare con elmetto e urban bike, sono soprattutto tre i dettagli che segnano la svolta epocale del workwear maschile:

  • socks: il filo di Scozia, appannaggio di una classe sociale abbiente e del lavoro in doppiopetto, è stato bypassato dal cotone più elastico e resistente; la tinta unita, nelle varie nuance dal sapore sobrio e formale, ha ceduto il posto a fantasie pop, dal gusto e dal disegno più disparati: un vero tripudio creativo di pois, pattern geometrici e mille righe.
  • Dalla cravatta alle bretelle: Come accessorio di punta di uno status professionale e sociale piuttosto avanzato, la cravatta ha segnato l’epoca ante 2.0: dall’artigianato d’eccellenza alle 85 possibilità di nodi esistenti, la cravatta è definibile come una vera e propria filosofia dell’abbigliamento. Gli smart-worker, simbolo di una generazione iper-connessa e ultradinamica, sembrano invece preferire l’uso delle bretelle, abbinandole a T-shirt (e non più camicie) e marcando un trend di rilevanza hipster, tocco eclettico di diversità, dettaglio anticonformista che fa di un capo molto âgée un simbolo rivisitato di “disobbedienza” fashion.
  • Gilet: Iniziato ad “accorciarsi” sin dai tempi di Luigi XVI, il gilet è da sempre una prerogativa del guardaroba maschile: se fino a vent’anni fa lo si abbinava di consuetudine al completo giacca-pantalone, rifinitura elegante di un abito da giorno, oggi viene indossato con nonchalance su jeans e bomber sportivi. Interpretato in chiave “rock”, in pelle o in lane mohair dal sapore british, il gilet è un accessorio che fa tendenza, meno impegnativo di una giacca, ma più elegante di una felpa. Il pezzo perfetto per una conference call delle 12.

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