La California sognata da Nove25

Un progetto “On the road” per raccontare, attraverso i suggestivi e sterminati panorami della West Coast californiana, lo spirito di libertà dei gioielli di Nove25. Il brand milanese ha deciso di avvalersi dell’obbiettivo di Randall Mesdon, ritrattista e regista di fashion movie, per la nuova campagna, che incastona le creazioni di Nove25 nelle atmosfere dell’istituzionale hotel Chateau Marmont di Sunset Boulevard, per poi passare agli angoli esclusivi dello Yucca Desert, fino a toccare le terre spirituali e mistiche tra le montagne di San Bernardino e lo Joshua Tree National Park, leggendarie per gli avvistamenti di UFO. È in questi scenari che si muovono i due protagonisti di questa jewel story, David Alexander Flinn, newyorkese, artista, pittore, fotografo e la bellissima Audrey Marvin, californiana, punta di diamante di The Lions Models Management di Los Angeles. I due testimonial sono i perfetti interpreti dello spirito di libertà che si respira nelle creazioni di Nove25, sottolineato anche dalla maestria di Mesdon, già autore per i più blasonati luxury brand come Calvin Klein, Dolce & Gabbana, Giorgio Armani, Levi’s e Tommy Hilfiger. A seguire la regia della nuova campagna, lo studio creativo PopKorn films con base a Milano, fondato da Daniele Testi e Francesco Giannini. Le pietre dure e preziose, i metalli finemente cesellati, sembrano scaturire direttamente dai paesaggi assolati e aridi che Randall ha voluto per questo progetto, incorniciando modelli e gioielli nei tramonti californiani, nel deserto bruciato dal sole e nei larghi boulevard incorniciati da palme altissime, sognando la California ad occhi aperti. Non tutti i sogni sono relegati in un cassetto però, perché la nuova collezione Ophis è acquistabile online e negli store Nove25.

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La nuova moda è limited edition

Ogni giorno, tra le fashion news, leggiamo della nascita di una nuova co-lab, pronta ad unire stili, clientele e differenti ambiti artistici. Stiamo parlando delle collaborazioni tra brand e artista, o tra due marchi, un modello win-win che dà vita a capsule collection inaspettate e nuovi trend concepiti da originali mix.
L’abbiamo visto l’anno scorso con la collezione che Supreme ha realizzato per Louis Vuitton. Cosa ha in comune il brand più parigino e bon ton con la comunità di skater americana? Assolutamente nulla, ma il risultato portato sulla passerella e poi nei negozi vende, e tanto anche, come se quello che il mercato vuole siano gli opposti che si attraggono.

Sempre più designer di firme high level collaborano con etichette low cost, offrendo uno stile delineato, riconoscibile e alla portata di tutti. Il direttore creativo di Loewe, Jonathan Anderson, ha realizzato la seconda collezione insieme al marchio giapponese UNIQLO. Il designer Irlandese ha scelto di ispirarsi allo scenario della tipica “British Summer” degli anni ’50. La spiaggia è quella di Brighton, i tessuti utilizzati sono il lino e il cotone in colori soft, bruciati dal sole: blu cobalto, rosso papavero, verde salvia, alternati ai classici bianco e beige.
La co-lab si compone di giacche di jeans riprese dai fifties, camicie a tunica, maglie a righe, polo, bomber, gonne a campana e camicie con nastri e increspature del tessuto, dettagli iconici del designer Anderson. La collezione primavera/estate 2018 è stata presentata a Tokyo lo scorso 24 gennaio e sarà acquistabile dal 20 aprile sul sito UNIQLO.com e negli store UNIQLO di 19 paesi.
La contaminazione stilistica tra due modi differenti di vedere lo stesso stile, permette di rivisitare un trend in una maniera del tutto nuova. L’opportunità di una collaborazione offre una nuova estetica anche per Kappa, che continua il suo percorso di posizionamento e co-branding con vari stilisti tra cui Gosha Rubchinskiy, Marcelo Burlon e Opening Ceremony. È arrivato ora il turno di Danilo Paura, designer affermato e icona dello streetwear. Un livello sartoriale applicato al trend dei mitici anni ’90 delinea un nuovo stile nel mondo streetwear. La genialità e l’originalità della banda, iconica ripetizione del logo degli omini, è applicata su denim e tessuti pregiati, su pantaloni e blazer dai tagli sartoriali, su bomber in morbida pelle con lavorazioni all over o ricami. La collezione è un flash della Spring- Summer 2018 ed è distribuita da metà Dicembre in store selezionati.
Per ASICS, Kiko Kostadinov lancia la GEL-BURZ 1, la scarpa sportiva con un sottile strato di gomma ricoperto da tessuto. La palette colori spazia dal limeade, al birch, al black, perfettamente in linea con la collezione del designer. La nuova silhouette è il risultato di una costruzione ibrida, che combina elementi della GEL- NIMBUS 20 e della GEL-VENTURE 6.
Dover Street Market a Londra ospita dal 4 Gennaio 2018 la prima collaborazione GEL- BURZ in numero limitato. A Febbraio 2018 si è tenuto il lancio globale nel Dover Street Market di Ginza, a Tokyo, che include – in un’installazione realizzata all’interno del loro iconico Elephant Space – la collezione ready-to-wear Kiko SS18 e le scarpe realizzate insieme ad ASICS.
Da Converse si celebra la street culture di LA, attraverso quattro collaborazioni che vogliono mettere in luce l’essenza dello streetwear californiano. A febbraio Converse ha lanciato le partnership con i brand Babylon LA, Rokit, RSVP Gallery e CLOT. Ciascun co-branding ha ridisegnato i classici modelli Converse: FASTBREAK HI, CHUCK 70 LO, ONE STAR CC e le CHUCK 70 HI, declinandoli in diversi colori e accompagnandoli da una capsule di abbigliamento.
Babylon LA è l’etichetta che ha creato un senso di comunità per i giovani di Los Angeles. Le silhouette rivisitate sono la FASTBREAK HI e la CHUCK 70 LO, il colore che predomina è il grigio, utilizzato per materiali come il velluto e il camoscio, con dettagli di alta visibilità come l’argento riflettente.
Anche lo streetwear label Rokit ha dato una propria visione delle FASTBREAK MID e delle CHUCK 70 HI, inserendo il segno distintivo del cerchio arancione di Rokit.
RSVP GALLERY declina le storiche ONE STAR CC e le CHUCK 70 HI, con stampe grafiche sui toni del giallo.
CLOT realizza le ONE STAR CC e le CHUCK 70 HI sui toni del viola e usa pelle scamosciata, maglia e velluto per la collezione di abbigliamento, una rappresentazione dell’anima cool e rilassata dello streetwear californiano.
Eden Park x Adidas dà vita ad un’esclusiva capsule collection, pensata per gli amanti dello sport che non vogliono rinunciare allo stile. Tra i capi di punta troviamo una felpa oversize stile bomber, una felpa sportiva con cappuccio, una polo, una canottiera, pantaloni sportivi da tuta disponibili in blu navy o grigio melange. La collezione include anche una novità assoluta: le Rugby Predator. L’iconico design della scarpa da rugby è stato progettato in onore di Dan Carter – neozelandese dal cuore francese – due volte vincitore del Rugby World Cup con gli All Blacks e giocatore del Racing 92. La collezione, composta da 17 proposte maschili e femminili, è disponibile presso l’e-commerce e i negozi Eden Park, sull’e-commerce di Adidas e su rugbyshop.com e boutique-rugby.com.
Carhartt WIP x HYPERFLY annunciano la loro capsule collection, disponibile nei negozi da fine febbraio. La co-lab consiste in una serie di Gi, outfit tipico per la pratica del Jiu-Jitsu, di cui Hyperfly, brand californiano, tiene alto il mantra “You Can’t Teach Heart”, riunendo una comunità di combattenti che hanno in comune il valore dell’autenticità, della diligenza e della perseveranza. Allo stesso modo la collezione riserva un’attenzione speciale nel dettaglio dei capi utilitari, carattere comune sia a Carhartt WIP che a Hyperfly. I Gi sono stati realizzati in tre colorazioni: blu navy, black ed Hamilton brown. Nei negozi monomarca Carhartt WIP di tutto il mondo sarà possibile acquistare gli outfit di tonalità nera, mentre il Gi nelle altre due colorazioni verrà distribuito da Hyperfly.
Reebok rinnova la partnership con i designer vincitori del NEWGEN per la stagione SS 2018, dopo il successo della prima capsule Cottweiler for Reebok, presentata all’interno di Pitti Uomo a gennaio 2017. Oggi, 1 Marzo 2018, avverrà il lancio ufficiale online e in selezionati fashion stores. La capsule collection SS18 celebra l’heritage sportivo di Reebok e la visione avveniristica di Cottweiler, in un’interpretazione rivoluzionaria dei capi sportswear tecnici. La collezione si compone di giacche leggere con cappuccio, track pants, t-shirt, short e poncho declinati nelle colorazioni sabbia, pietra vulcanica e lava. Un’audace palette di colori e le linee pulite definiscono la nuova linea in ogni elemento, con accessori e scarpe dal design polivalente e ricchi di dettagli funzionali e finiture esclusive. La capsule collection utilizza tecnologie all’avanguardia, quali strati di protezione UV, elementi multi-funzionali, silhouette versatili e ripiegabili unite a tagli di design per celebrare il DNA fitness di Reebok e l’approccio fashion contemporaneo del duo di stilisti britannici.

Sportive o streetwear, le collaborazioni sono il giusto twist per una moda che cambia sempre più velocemente, vendendo grazie all’edizione tanto limitata quanto esclusiva. Le firme di brand di nicchia o di personaggi di spicco nell’ambiente sportivo creano aspettative e trepidazione tra gli affezionati al marchio o tra chi, semplicemente, vuole essere alla moda e avere nell’armadio il Pezzo del Momento.

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COSA NE RESTA DI: CHIAMAMI COL TUO NOME

Candidato a 4 Premi Oscar (Miglior film, Miglior attore a Timothée Chalamet, Miglior sceneggiatura non originale e Miglior canzone a Sufjan Stevens per Mistery of Love) e già vincitore del premio come Miglior adattamento ai Bafta, Chiamami col tuo nome è il film più discusso del momento. Diretto da Luca Guadagnino, come ultimo tassello della sua “trilogia del desiderio”, (dopo Io sono l’amore e A Bigger Splash), il film è ambientato nel Nord Italia e racconta la storia d’amore tra Elio, un diciassettenne residente in Italia, e lo studente americano Oliver, nell’estate del 1983. Decretato dalla redazione di MANINTOWN come un film da vedere – nonostante i pareri discordanti sul fatto che sia piaciuto o meno – quello su cui ci si sofferma è la sensazione, nuova, che si prova una volta usciti dalla sala.

BUCOLICO, LENTO E CONTROVERSO: UN FILM CHE AMMUTOLISCE (ORSOLA)
Titoli di coda, la luce si accende in sala, il silenzio. Un silenzio sacro che il solo gesto di alzarsi e mettersi la giacca si percepiva come una mancanza di rispetto nei confronti dei compagni di poltrona. Questo è successo in una piccola sala di un cinema in centro quando, dopo aver sentito parlare e riparlare di Chiamami col tuo nome, ho deciso di andare a vederlo. Cosa stava frullando nella testa di tutti quanti? Cosa stava frullando dentro la mia? Quel silenzio mi ha colpita. Mi ha colpito la titubanza con cui le persone esprimevano il proprio parere, e come allo stesso tempo non riuscissero a scostare la mente dalle scene appena viste, tanto che li faceva rimanere incollati alla sedia, in silenzio. Dopo qualche minuto ho sentito una ragazzina rompere il ghiaccio e dire agli amici «Non so se mi è piaciuto, fatemici pensare qualche giorno e ve lo dico». Un’affermazione che ho condiviso. Assolutamente sulla bocca di tutti, Chiamami col tuo nome è il classico film con il finale aperto, proprio uno di quelli che ti fanno dire, uscito dalla sala, «ho capito bene? – oppure “ma alla fine come è andata veramente?». Un finale che lascia un po’ interdetti, senza parole e allo stesso tempo con molteplici domande e con un chiaro obiettivo: scuotere le persone, portare in scena, anche attraverso scene forti, sentimenti, dubbi, confusioni e pulsioni. Un film che descrive una campagna italiana bucolica, da sogno, che con le sue scene e dialoghi lenti e controversi si presta a plurime interpretazioni.

L’EREDITA’ DELL’ARTE (LAURA)
Che piaccia o no, è certamente un film che non lascia indifferenti una volta usciti dal cinema. Ti verrebbe d’istinto di  leggere il libro da cui è stato tratto o, quanto meno, parlare a quattr’occhi con il regista, per cercare di comprendere tutti quei dettagli a cui hai dato una lettura tutta tua. Lunghi monologhi che creano un silenzio inverosimile in sala, riflessioni e spunti che portano ogni osservatore a una considerazione diversa. Non è forse questo che l’arte ha il compito di fare? Hollywood ci ha abituato a questa realtà distorta, in cui dopo uno sguardo languido tra due protagonisti scatta subito il “vissero felici e contenti”. Quante volte questo accade nella vita reale? Sinceramente, poche. Se poi il senso di queste persone che ci “scompigliano” fosse insegnarci a conoscerci meglio?

IL RIFLESSO DI ELIO SEI TU (GIUSEPPE)
Siamo stati tutti Elio. È nella crescita d’ognuno aver detto addio a un amore importante, magari sentendo di tradire i propri sentimenti o di essere traditi. I quattro minuti di titoli di coda in cui si muovono solo le mosche e le viscere di Elio, contratte dal dolore, può essere un forte pugno nello stomaco. Il nucleo del film, infatti, al contrario di quello che si è portati a credere, non è la storia d’amore omosessuale tra Elio e Oliver e nemmeno “una storia d’amore”, privata dei propri connotati. Il fulcro di tutto è l’educazione sentimentale, nella sua massima espressione: il desiderio di scoprire se stessi attraverso la scoperta dell’altro. Esplorazione che passa per i propri sentimenti, la propria eccitazione, quella altrui e il consenso/giudizio di chi ha il compito – più oneroso – di guidarci nei nostri dubbi. È il primo amore, che «non si scorda mai», quello che crediamo possa durare per sempre, perché una felicità così non l’abbiamo mai vissuta e poi, di colpo, finisce, insegnandoci, con la sua fine, a sopravvivere a qualunque dolore. Eccolo, il vero passaggio all’età adulta, l’eredità del film.

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Reflections, i sei corti di Bottega Veneta

Bottega Veneta e la rinomata agenzia Baron & Baron hanno scritto il capitolo successivo di The Art of Collaboration, con una nuova campagna pubblicitaria Primavera/Estate 2018.
Reflections sono sei cortometraggi distinti, realizzati dal team creativo diretto da Fabien Baron, con la fotografia di Philippe Le Sourd e la scenografia di Stefan Beckman, che ha scelto di girare ogni filmato su un set diverso.
Il format di distribuzione si ispira dall’ossessione moderna per i contenuti a episodi di Netflix e Hulu, i sei filmati saranno, così, rivelati uno alla volta nel corso della stagione attraverso molteplici piattaforme e partner, oltre che su BottegaVeneta.com. I temi comuni che legano i sei corti sono la rinascita, l’inversione temporale e la riconnessione, con un chiaro riferimento all’iconico intrecciato di Bottega Veneta.
Anche per il layout della campagna print si è adottato un approccio cinematografico, usando la ripetizione delle immagini per evocare il movimento, e rievocarne uno storyboard, diventando in un certo senso, il manifesto dell’episodio corrispondente.
I modelli scelti che si alternano all’interno dei sei cortometraggi sono Vittoria Ceretti, Aube Jolicoeur, Janis Ancens, Sora Choi, facce conosciute grazie alle numerose apparizioni sulla passerella e alla loro capacità di comunicare tramite uno sguardo.

 

DA DEISEL il fake è vero più del vero

Se davvero l’imitazione è la più sincera forma di lusinga, l’esperimento messo in atto da DIESEL può definirsi un episodio di auto-adulazione. Canal Street, la via newyorkese simbolo della moda contraffatta, ha assistito nei scorsi giorni, proprio durante la Fashion Week della Grande Mela, alla nascita di un negozio dall’aspetto fasullo, chiamato DEISEL.
Una sorta di esperimento parodistico del marchio stesso, ripreso interamente da un video posizionato all’interno del negozio, che vuole evidenziare, così, la mania globale del volersi accaparrare capi high level a prezzi scontatissimi. Per il brand DEISEL…pardon, DIESEL, è arrivato il momento di celebrare quelli che «fanno grandi acquisti con soli venti dollari in tasca, alla ricerca di un risultato fo**utamente meraviglioso», per dirla alla Macklemore. Un messaggio controcorrente, che incoraggia i consumatori ad allontanarsi dall’oggetto brandizzato che tutti desiderano, e incoraggia a vestirsi come si vuole.
Lo store al numero 419 Broadway, all’angolo con Canal Street, resterà aperto fino al 12 febbraio. Nel caso in cui lo shop oltreoceano sia troppo difficile da raggiungere con così poco preavviso, potete cercare su internet qualcuno che abbia acquistato da DEISEL a pochi soldi ed ora voglia rivendere alcuni dei rari pezzi della limited edition di DIESEL. Altrimenti potete tentare la fortuna sul sito diesel.com, che dal 13 febbraio metterà in vendita l’edizione (molto) limitata della sua fake collection.

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Valentino mette in scena la ribellione

Il savoir faire Couture che muta in ordinario e diventa prêt-à-porter. Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, ha messo in scena lo scorso 17 gennaio all’Hotel Salomon de Rothschild 11, di Parigi, la sua eleganza maschile per il prossimo inverno, una visione di “divisa sartoriale”, declinata in tema metropolitano. Una collezione che coniuga in una perfetta forma, il romanticismo con l’aristopunk. Un romanticismo da non confondere con l’estenuazione, ma «con un modo aggraziato di porgersi», come lo stesso Piccioli ha affermato dopo la sfilata. Per poter infrangere le regole è necessario averne una grande consapevolezza, e questo dogma Valentino lo sa bene, tanto da usarlo come chiave di volta per rendere gentile un animo punk. Tra i fortunati ospiti che hanno assistito allo show, moltissime star e neo-star, tra cui i Maneskin, Fab 4 del talent X-Factor, ma anche Mark Ruffalo, Dave Franco, Eduardo Valdarnini e Joe Keery. Sulla passerella abbiamo visto sfilare anche i nuovi duvet, frutto della collaborazione con Moncler, maestro del know-how sul fronte del capospalla, declinati con lo stile unico di Valentino. Alcuni capi della collezione erano stati già presentati a New York il 10 gennaio, in occasione della pre-collezione donna Valentino fall 2018. Gli item nati dalla collaborazione Moncler/Valentino saranno venduti a partire da fine agosto, in 65 boutique della griffe romana nel mondo e su valentino.com.

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L’editoria indipendente va in mostra a Bologna

Fruit Exhibition è un festival e un market internazionale dell’editoria d’arte indipendente, che avrà luogo nel Palazzo Re Enzo dal 2 al 4 febbraio 2018, a Bologna. In sostanza, un’opportunità per tutti gli appassionati di editoria, arte visiva e design, di partecipare a conferenze, workshop, mostre e installazioni e di acquistare libri d’artista, cataloghi, progetti di graphic design, periodici e zines, introvabili nelle librerie di catene.
La selezione in mostra comprende un centinaio tra i migliori editori indipendenti italiani, come ad esempio Gram Publishing, legato all’arte visiva underground e stranieri; quale l’olandese Monorheotrik, che unisce arte e musica dell’artista Matt Plezier; o l’inglese Ottographic, che raccoglie poster serigrafati del designer e artista Otto Dettmer.
I due trend culturali scelti quest’anno e su cui focalizzare l’attenzione sono il “queer” e il “fashion”.
Lets Queer! raccoglie una selezione worldwide di pubblicazioni in differenti formati, che analizza il tema della “differenza” attraverso la performatività dell’identità di genere.
Il tema del queer, inevitabilmente, ci conduce all’idea di costume e quindi di fashion; protagonista del secondo focus è Saul Marcadent (Università IUAV, Venezia) con Fashion Documents, con una raccolta selezionata di produzioni editoriali, riviste e libri, che utilizzano la lente della moda per osservare l’orizzonte contemporaneo.
Se nel weekend dal 2 al 4 febbraio vi capita di trovarvi a Bologna, non potete perdervi la sesta edizione di Fruit Exhibition e, nel caso non vi troviate nel bolognese, è comunque una buona scusa per una gita fuori porta.

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Mario Valentino – Una storia tra moda, design e arte”

Ornella Cirillo, docente universitaria di Storia dell’Architettura e di Storia della Moda, ha raccolto gli esiti di una appassionata e meticolosa ricerca, condotta nell’archivio dell’impresa napoletana di Mario Valentino, nel libro Mario Valentino – Una storia tra moda, design e arte. Il volume verrà presentato il 6 febbraio 2018, alla Triennale di Milano, ma sarà in vendita nelle librerie a partire da fine gennaio 2018.
Il racconto s’intreccia sull’articolata storia imprenditoriale dell’azienda di Mario Valentino, dalle prime esperienze creative autonome, nel campo calzaturiero – risalenti ai primi anni del secolo scorso – alla piena affermazione come marchio leader nel settore dell’abbigliamento di lusso.
Importanti sono i contributi di noti artisti, di cui l’imprenditore si è avvalso per stabilire la sua identità di brand: stilisti come Karl Lagerfeld e Gianni Versace, ma anche illustratori come Brunetta e Antonio Lopez e autorevoli fotografi, tra cui spiccano i nomi di Franco Rubartelli, Roberto Carra, Richard Avedon ed Helmut Newton.
Sullo sfondo delle fasi salienti della storia della moda italiana e internazionale, si tratteggiano i toni di una straordinaria impresa: le ambizioni, le strategie, i successi del suo fondatore, fino a tracciare l’ascesa di un imprenditore napoletano illuminato, che ha fatto della ricerca dell’originalità il suo obiettivo e si è adoperato in ogni modo per riuscire a perseguirlo.

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NIKE JUMPS HIGHER

 

La sfida era quella realizzare la prima sneakers Air, creata al 100% per il lifestyle, ma con la stessa precisione richiesta dalle performance sportive.

Il percorso dal concept al mercato, durato due anni, ha dato vita alla Air Unit più alta di sempre – ben 32 mm – anima delle Nike Air Max 270, valorizzata da un design minimal e materiali leggeri, che si adattano al movimento naturale del piede.

L’altezza della air-unit della Air Max 270 offre il più grande spostamento di volumi sul tallone, per garantire la massima ammortizzazione e la maggiore comodità, tanto da essere descritta dai tester di prodotto come una sneakers dall’effetto-trampolino. I dettagli che definiscono l’innovazione sono la nuova tomaia tecnica in mesh a zone, per garantire flessibilità e traspirazione, una schiuma a doppia densità, sagomata per la transizione morbida dal tallone all’avampiede e un’unità Max Air nuova dal punto di vista tecnico e a pieno volume, per un maggiore assorbimento dell’impatto.

Una comodità scelta anche da chi di sneakers e ammonizzazione se ne intende; la più grande Air Max 270 – SIZE 18 US! – è stata indossata da Kevin Durant il 22 Novembre, prima di sfidare Oklahoma City Thunder e poi il 5 Dicembre durante un giorno di riposo.

La Air Max 270 sarà disponibile su SNKRS dal 1 febbraio e, per il 2018, è attesa l’uscita di una varietà di numerose silhouette e colorazioni della air-unit. Siete pronti a saltare più in alto?

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AVETE GIÀ SENTITO PARLARE DI JEFF WARD?

cover_Photographer: Yasmine Kateb; Grooming: Erik Torppe of Erik Torppe Artistry

Nato e cresciuto negli Stati Uniti, con la passione per la recitazione sin dalle scuole elementari, Jeff Ward è un attore e scrittore americano di cui sentiremo parlare parecchio nei prossimi mesi. Attesissima è la quinta stagione di Agents of S.H.I.E.L.D., che vede tra i nomi del cast quello di Jeff, nei panni di un personaggio “chiave”. Lo abbiamo conosciuto nella serie Channel Zero: The No-End House, dove ha interpretato il ruolo di Seth, un ragazzo magnetico e carismatico con un background difficile, con cui Ward dice di avere poco in comune. Per il futuro, l’attore sogna di coniugare le sue più grandi passioni, scrittura e recitazione, arrivando ad occuparsi della regia e della scenografia, del mondo del teatro e del cinema. MANINTOWN Ward per conoscerlo meglio e scoprire obiettivi e sogni in serbo per il suo futuro lavorativo. Nel frattempo, attendiamo di vederlo recitare nella nuova e avvincente stagione di Agents of S.H.I.E.L.D., prossimamente disponibile su Netflix che, a detta dell’attore, ci terrà incollati allo schermo del computer.

Quando hai iniziato ad interessarti al mondo della recitazione?

Alle scuole elementari ho interpretato un ruolo in una recita. Il mio insegnante scrisse una versione di Tom Thumb ed ho avuto il ruolo del protagonista. Questa esperienza, assieme ad un’ossessione adolescenziale per la cinematografia, mi hanno spinto ad avvicinarmi al mondo della recitazione.

Hai un attore che ti ispira?

Naturalmente, ce ne sono tanti. Il primo che mi viene in mente è Cillian Murphy. Anche Sam Rockwell, Joaquin Phoenix, John C. Reilly, Tilda Swinton e Mark Rylance, tanto per nominarne alcuni. Recentemente, poi, ho amato le performance di Jude Law e Diane Keaton in, The Young Pope ed anche quella di Robert Pattinson in, Good Time.

Il tuo ruolo di Seth nella serie Channel Zero: The No-End House è stato descritto come quelli di “un ragazzo magnetico, pacato e carismatico”. Ti riconosci nel personaggio che interpreti?

Non molto. Siamo persone abbastanza diverse. Seth è orfano e questo condiziona la sua personalità e la sua visione del mondo. Non è necessariamente qualcosa di negativo, veniamo solamente da differenti background. Lui è un ragazzo interessante, vi consiglio di guardare la serie per conoscerlo meglio.

Ti vedremo nella quinta stagione di Agents of S.H.I.E.L.D.Puoi anticiparci qualcosa sul tuo ruolo, definito dai rumors, un ricorrente personaggio “chiave”?

Tutto quello che posso dirvi è che la quinta stagione sarà davvero avvincente. Sono molto fortunato a interpretare il mio personaggio e mi sono divertito parecchio durante le riprese. Chi è un fan di Star Wars, Star Trek, Planet of the Apes, Guardians of the Galaxy adorerà questa stagione.

Sei interessato ai nuovi trend di moda?

Non molto. Ho visto la nuova collezione Yeezy, amo Kanye Wes,t ma la nuova collezione non mi è piaciuta affatto. Continuo, però, ad essere un grande fan delle scarpe che disegna.

Se potessi scegliere, quale ruolo ti piacerebbe interpretare?

Amleto o Iago, in Otello.

Che direzione credi che prenderà la tua carriera nei prossimi dieci anni?

Spero di poter lavorare nel cinema e nel teatro, sia come scrittore che come regista. Sto iniziando a capire come funziona il mondo della recitazione, specialmente nell’ambito del cinema. Spero di essere portato per questo mondo e che la recitazione sia nel mio futuro.

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HAIKURE, DOVE TREND E SOSTENIBILITÀ COESISTONO

Amore per il denim, origini sudamericane e un credo: che le esigenze della moda, il rispetto per l’ambiente e le persone possano coesistere. Sono questi gli “ingredienti” dell’imprenditrice Lara Reck, proprietaria del marchio Haikure. Formatasi come giornalista a Buenos Aires e con una grande passione per la moda, Lara, una volta in Italia, ha collaborato con Federico Corneli per l’azienda C&S srl, che dal 1981 produce denim. Nel 2011 C&S ha lanciato la propria label Haikure, con l’obiettivo di promuovere un nuovo stile di vita nel rispetto dell’ambiente dove trend e sostenibilità possano coesistere. L’impatto è stato immediato, tanto che Isko™ – leader globale nella produzione e nell’innovazione tessile, da sempre sensibile al tema della sostenibilità – ha richiesto la presenza di Lara Reck nella giuria alla quarta edizione del talent Denim Design Award di ISKO I-SKOOL™, contest internazionale che come ogni anno ha coinvolto gli studenti delle migliori scuole di moda e business del mondo. MANINTOWN ha intervistato l’imprenditrice argentina, per sapere da dove nasce la sua passione per il denim e il desiderio di un nuovo stile di vita, nel rispetto delle persone e della natura, tradotto nella sua collezione Haikure, eco-sostenibile e made in Italy.

Sei un’imprenditrice argentina che vive e produce moda in Umbria. Quanto le tue origini sudamericane influiscono nelle tue collezioni?

Direi che più che nella collezione, le mie radici influiscono nel modo di gestire il nostro marchio, è una caratteristica positiva che abbiamo in comune con gli argentini: poter risolvere bene qualsiasi situazione con poche risorse, con tanta passione e occupandosi delle problematiche senza lamentarsi troppo. Credo sia conseguenza di un Paese complesso come il mio, ma fatto di gente buona, lavoratrice, che conosce i sacrifici, sa rialzarsi quando è ora e che vede spesso tanta povertà e ingiustizia sociale ogni giorno. Riguardo alle collezioni, non me ne occupo direttamente, perché abbiamo un gruppo di stilisti molto bravi che ci seguono per ogni linea, ma mi piace comunque dare degli spunti, contribuire con certa esperienza organizzativa che credo sia fondamentale per sviluppare una collezione chiara e completa.

 Come e quando è nata la tua passione per la moda?

Da sempre, da piccola. Ho studiato giornalismo, ho lavorato come produttrice di moda e di radio per dieci anni a Buenos Aires. Quando sono venuta in Italia e ho conosciuto l’azienda C&S srl è stato amore a prima vista, una realtà che produceva per conto terzi il mio capo di abbigliamento favorito. Come non resistere all’idea di creare insieme a Federico Corneli il marchio di jeans Haikure che oggi è diventato una collezione total look?

 Per Haikure sperimenti diverse lavorazioni con il denim, che significato ha per te questo tessuto?

L’azienda con cui collaboro, C&S srl, è una realtà che conta più di 35 anni di esperienza nel mondo del denim, ha prodotto e continua a produrre per i grandi marchi internazionali ed è una delle poche società produttrici di jeans di alta qualità, in Italia. Nel mio caso particolare, come ho detto prima, sono un’amante del denim fin da piccolissima. Ho sempre portato i jeans e continuerò a farlo. Nell’ambito lavorativo lo sviluppo di nuovi trattamenti, la ricerca di tessuti innovativi, la sperimentazione costante ti fanno amare questo mondo blu ogni giorno di più. Il denim è un materiale molto duttile, la nostra collezione per Haikure è composta dell’80% di pantaloni, ma sperimentiamo anche gonne plissé, t-shirt, abiti eleganti e tante altre cose, tutte declinate nella tela blu, che ci hanno dato molte soddisfazioni.

 Hai fatto parte della giuria alla quarta edizione del talent Denim Design Award di ISKO I-SKOOL™. Per la categoria Marketing gli studenti hanno dovuto ideare un piano strategico, utile a valorizzare il legame tra sostenibilità e mondo della moda. Quanto è importante per te la sostenibilità nella moda?

Direi che è essenziale. Significa credere in uno stile di vita dove le esigenze della moda, il rispetto per l’ambiente e le persone possono coesistere. E significa, soprattutto, avere un’attitudine al non convenzionale. Bisogna impostare un format credibile e di sostanza. Si parte sempre dall’idea proposta da un’azienda di reputazione, che sia affiliata a un gruppo di fornitori con il pallino per l’innovazione e farsi seguire da un ente riconosciuto a livello europeo, che sia dotato di un benchmark e che ti guidi verso corrette scelte di sostenibilità, come è il caso della nostra agenzia MADE-BY.

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IL NUOVO LUSSO È DI PLASTICA

Dimentichiamo il fashion system come un mondo fatto solo d’illusione e glitter abbaglianti. Oggi i brand di moda puntano alla sostenibilità. La plastica “luccica” più delle squame di una pelle di coccodrillo e così la sfida si gioca sul campo dell’ecologia e le aziende virtuose cercano metodi sempre più tecnologici per creare tessuti. Partendo anche dai rifiuti. A trarne profitto non è solo il pianeta, ma pure chi lo abita.
Esemplare, brand specializzato nello sviluppo di capispalla dalle tecnologie innovative presenta, per la collezione autunno-inverno 2017/18, il capo ecologico a 360° per l’uomo e la donna. Una dedica all’ambiente: i modelli sono realizzati con imbottitura 100% in fibra riciclata, la THERMORE ECODOWN, che permette il riutilizzo di 10 bottiglie di plastica e quindi un minor impatto sulle riserve ecologiche del pianeta. Il concetto della “Circular Economy” diventa trend, così il design riutilizza risorse già esistenti. Senza doverne creare delle nuove. Esemplare non utilizza piume d’oca, pelli o pellicce vere per realizzare i suoi capispalla e cura anche l’esterno dei capi realizzato in nylon riciclato re-pet, anch’esso ottenuto grazie al riutilizzo di bottiglie.

Il trend della green technology si riverbera anche sugli accessori. I marchi di scarpe cercano sempre una soluzione materica e progettuale di matrice ecologica. Dai brand più noti ai nuovi nati, tutti fanno del cruelty free il loro credo.
Con le nuove “UltraBOOST Uncaged Parley”, adidas vuole ripensare il design dei prodotti e aiutare a ridurre il problema della plastica nelle nostre acque, realizzando, per il 95%, ciascun paio con plastica riciclata, raccolta vicino alle Maldive. L’ambizioso progetto è il frutto della collaborazione di adidas con Parley for the Oceans, associazione ambientalista nata con lo scopo di focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sull’inquinamento degli oceani. Al momento sono state prodotte circa 7mila paia, ma l’azienda mira a produrne un milione e ad eliminare la plastica vergine dal processo di produzione e distribuzione.

Un progetto ambizioso, ma possibile, quello di Paola Caracciolo che, nel 2013, ha aperto Opificio V Milano, la prima azienda italiana di scarpe di lusso cruelty free. L’idea nasce da un’esigenza personale: Paola era responsabile marketing di una catena di supermercati alla ricerca di proposte che unissero il rispetto per gli animali e lo stile. Il brand firma collezioni da donna e da uomo, realizzate con materiali rispettosi dell’ecosistema e caratterizzate da un’eleganza e una cura estetica tipiche del Made in Italy. Oggi, dopo quattro anni, Opificio V Milano si rilancia e si internazionalizza e diventa Nemanti Milano, rimanendo però fedele al suo credo green e con nuovi progetti per il futuro: una linea giovane e la piccola pelletteria.
Quando la moda incontra la passione per la ricerca tecnologica, accadono cose straordinarie: l’etica fa tendenza e il vero lusso cambia pelle diventando sinonimo di tecnologia e ricerca.
Nuove sfide che fanno del bene all’ambiente e segnano i confini di ricerche tecnologiche in continua espansione.

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UNA DICHIARAZIONE D’AMORE AL PIANETA

To Earth: A Declaration of Love è il terzo progetto fotografico a cura di Micaela Flenda e della sua piattaforma curatoriale TIMNBY – This Is Me Not Being You.
La mostra, presso lo show-room cc-tapis in Piazza Santo Stefano 10, a Milano sarà possibile visitarla fino a giovedì 16 novembre.
Il progetto si sviluppa in diverse video installazioni all’interno delle quali sono esposti i lavori di Anne Barlinckhoff, Sophie Bogdan & Can Dagarslani, Dudi Hasson, Synchrodogs. Il tema analizzato è il complesso rapporto tra uomo e natura, tra selvaggio e urbano, tra città e paradiso terrestre. Ad ispirare TIMNBY è il Principio di Responsabilità messo a punto dal filosofo Hans Jonas, che potremmo riassumere nelle sue stesse parole come: “Agisci in modo che le conseguenze della tua azione siano compatibili con la sopravvivenza di un’autentica vita umana sulla terra.” L’idea viene reinterpretata da artisti della nuova generazione con immagini che indagano non solo ciò che lega, ma anche ciò che allontana l’uomo e la natura.

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FROM 80s TO NOW

PONY – Product of New York – famoso brand americano di urban sneakers, lancia sul mercato le nuove PRO 80 CRACK. Nato come reinterpretazione della classica PRO 80, il nuovo modello CRACK trova il significato del suo nome nei dettagli di pelle screpolata, che lo rendono uno dei must urban più richiesti di questa stagione. A completare il look classico e pulito della sneakers, una nappa di alta qualità e lo chevron, tipico di Pony, realizzato in suede di quattro differenti colori: verde, rosso, navy e nero.

 Il marchio, nato nel 1972, per primo al mondo ha veicolato nelle strade delle nostre città sneakers che fino ad allora si erano viste solo sui campi di atletica e negli stadi delle più popolari discipline sportive. Ancora oggi i suoi modelli sono richiesti da appassionati di tutto il mondo; la più amata è la PRO 80, lanciata nel 1983, una tennis dal design semplice in pelle bianca ,come da tradizione sportiva.

Ripescando dettagli originali degli Eighties, come il logo sulla linguetta, il nuovo modello PRO 80 CRACK vuole anche reinventare ed innovare la classica visione della PRO 80, senza snaturarne la semplicità e il look urban.

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Altrient, non il solito integratore

L’azienda statunitense LivOn Labs ha lanciato Altrient, un innovativo integratore in gel che utilizza la nuova Tecnologia di Incapsulamento Liposomiale (LET) al fine di ottimizzare l’assorbimento dei nutrienti.
Altrient assicura che le sostanze nutritive contenute in una bustina, solubile in acqua, siano in grado di attraversare intatte il nostro sistema digestivo. L’innovazione è nei liposomi che incapsulano i nutrienti, proibendo agli acidi gastrici di attaccarli, così da poter entrare rapidamente nel circolo sanguigno e venire rilasciati nelle cellule.
La gamma proposta offre cinque formule, ciascuna volta all’incremento di differenti vitamine, acidi o sali minerali nel nostro corpo. La formula Altrient che ha riscosso più successo in America è stata quella a base di vitamina C, amata anche dalle celebrity come Gwyneth Paltrow, Courtney Kardashian, Justin Bieber e Suki Waterhouse. Questa nuova soluzione miracolosa ha dimostrato di incrementare l’elasticità cutanea del 60,8% in sole 12 settimane.
La presenza degli ingredienti più naturali e la facilità di assunzione, rendono Altrient un integratore sicuro per lo stomaco ed efficace per il miglioramento della nostra salute e della nostra bellezza.

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