Il best of della Milano Design Week 2021

Conclusa la Milano Design Week della ripartenza, è tempo di tirare le somme e il bilancio, stando ai numeri (limitandosi alla piattaforma Fuorisalone.it, 900 designer, 600 eventi, oltre due milioni di pagine viste), alla qualità dei progetti, alle questioni affrontate (sostenibilità, inclusione e creatività consapevole, per citarne solo tre) è assolutamente positivo. Tra incursioni nel settore di eminenti marchi fashion e collaborazioni di rango, ecco un best of della kermesse.

Gucci Cartoleria

Da segnalare anzitutto l’ennesimo coup de théâtre orchestrato dall’ineffabile direttore creativo di Gucci, Alessandro Michele, stavolta in forma di temporary store riservato alla collezione lifestyle, che lui spiega così: «Quand’ero bambino, andare in cartoleria e trovare matite, penne, quaderni, giochi, equivaleva a far entrare il sogno nella routine giornaliera. Ho immaginato una […] Wunderkammer che potesse accogliere questi elementi del quotidiano e li restituisse a una dimensione fiabesca». In via Manzoni 19 è stato dunque allestito un antro delle meraviglie colmo di chicche in puro Gucci style, dai ninnoli stregati agli scacchi zoomorfi. La parte del leone la fanno però taccuini, astucci, pastelli & Co., su cui si intrufolano i codici emblematici della maison (dalle doppie G al nastro Web), tutti disponibili nel negozio (aperto fino al 17 settembre) oltre che in boutique selezionate e su gucci.com.


Le vetrine della cartoleria Gucci: temporary store dedicato alla linea Lifestyle
Gucci celebra ma Milano Design Week 2021 con una collezione di taccuini, quaderni, astucci e diari
L’interno della Cartoleria Gucci, inaugurata per la Milano Design Week 2021
Gli interni della Cartoleria Gucci, il temporary store dedicato alla linea Lifestyle
Un’immagine della campagna per le presentazione della linea Lifestyle di Gucci

Pyrite di Francesco Maria Messina alla Galleria Rossana Orlandi

Per l’esposizione Collectible Design ospitata dalla Galleria Rossana Orlandi, Francesco Maria Messina ha presentato Pyrite, cabinet composto da cinque moduli di diverse dimensioni assemblati tra loro, che come suggerisce il nome assume le linee irregolari del cristallo di pirite. Un oggetto scultoreo in equilibrio tra funzionalità e decoro, caratterizzato dall’alternanza ritmica di elementi cubici, la cui struttura in legno è rivestita da vernici lavorate per assumere il colore tipico del cristallo.
Il mobile risulta sospeso, come fosse un’escrescenza metallica del blocco di marmo portoro grezzo su cui poggia, che può essere anche rimosso, conferendogli così l’appeal di un’installazione d’arte. Con questo progetto Messina (30enne già annoverato tra i top designer contemporanei) firma un tributo alla sorprendente varietà di forme, volumi e proporzioni della natura, per lui inesauribile fonte d’ispirazione.



La collaborazione tra Zegna e Riva 1920

Definire eccellenze Zegna e Riva 1920 è persino banale, lo è assai meno che i due marchi uniscano le forze per un’iniziativa all’insegna di sostenibilità e artigianalità. Il Salone del Mobile ha rappresentato l’occasione ideale per condividere la filosofia green che accomuna il progetto #UseTheExisting della griffe biellese al concetto di eco-natural living dell’azienda brianzola. Il flagship store Zegna di via Montenapoleone è stato pertanto la cornice di uno speciale allestimento in cui i capi della linea #UseTheExisting (che persegue l’obiettivo di una moda zero waste, riutilizzando tessuti usati o creandone di nuovi dalle eccedenze) venivano affiancati a complementi d’arredo in legno Kauri. Quest’ultimo, un legno millenario di origine neozelandese, viene plasmato dagli artigiani di Riva 1920 in autentici capolavori di design, nello specifico due tavoli e un tavolino, esposti insieme alla libreria in legno massello di Briccole.


La boutique Zegna in via Montenapoleone a Milano
Gli interni del flagshiip store Zegna ospitano la linea #UseTheExisting e i complementi d’arredo Riva1920 per la Milano Design Week 2021
La moda zero waste by Zegna si sposa con il legno kauri dei tavoli Riva1920 per la Milano Design Week 2021
L’interno del flagship store Zegna allestito per la Milano Design Week 2021 con i tavoli di design by Riva1920

La collezione Mesa da Amleto Missaglia

Visitando lo store di Amleto Missaglia durante la Design Week, era possibile ammirare le novità silverware di Mesa, realtà artigianale guidata da Giuliano Malimpensa, allievo di Lino Sabattini e già collaboratore di figure apicali del design tricolore quali Gio Ponti o Bruno Munari. Proposte che, pur attenendosi alla migliore tradizione argentiera italiana, appaiono assolutamente contemporanee nelle loro forme stilizzate, lavorate manualmente dagli artigiani nell’atelier di Como. La novità più impattante, per il 2021, sta nell’uso dei colori per gli articoli in argento e lega antiossidante, dipinti manualmente all’interno di ciascun pezzo.
In edizione limitata, la collezione ruota intorno a tre cardini: il colore, appunto (decisivo soprattutto per reiventare i vasi d’archivio), le finiture fresate a mano e l’ottone brunito.


Il vaso ovale satinato della collezione Mesa silverware presentata durante la Milano Design Week 2021
Due vasetti lucidi Mesa presentati nello store di Amleto Missaglia durante la Milano Design Week 2021
Coppia di piccoli vasi silverware della collezione Mesa 2021
Argento satinato ed estremamente chic per questo vaso dalle forme ovali by Mesa Silverware
Un foglio d’argento crea la struttura del vaso Mesa della collezione Silverware presentata alla Milano Design Week 2021

La creatività di Chiara Bernardini in mostra da Pomandère

Pomandère ha aperto le porte del proprio showroom alla creatività di Chiara Bernardini, celebrando così la sinergia tra moda e arte in un’inedita contaminazione, basata sulla condivisione di principi ispiratori e forme espressive.
Bernardini si è concentrata sul piatto, oggetto di uso quotidiano che, nella semplicità delle sue linee, si presta ad accogliere, enfatizzandola, l’inventiva dell’artista romagnola, intervenuta sulle superfici intonse con tocchi di nero, dalle sembianze astratte o naturali. Il tratto grafico dell’autrice viene esaltato dall’unicità dei singoli pezzi e dalle dimensioni degli stessi.
La forte identità e la pulizia concettuale delle opere di Bernardini si possono ritrovare negli abiti Pomandère, capi dal gusto contemporaneo, nobilitati da finiture e dettagli sartoriali timeless. Denominatore comune del progetto è, nemmeno a dirlo, la qualità eccelsa del Made in Italy.


Piatto in porcellana decorato dall’artista Chiara Bernardini ospitata nello showroom Pomandère durante la Milano Design Week 2021
Decori geometrici sul piatto in porcellana realizzato da Chiara Bernardini per la Milano Design Week 2021
Un piatto in porcellana decorato con le linee potenti e decise tipiche dello stile di Chiara Bernardini
Un decoro in cui le macchie monocromatiche sembrano acquarelli in movimento sul piatto in ceramica dipinto da Chiara Bernardini
Un abito della nuova collezione PE 2022 Pomandère: Contaminazioni

La poltrona MASS PRESSURE by Dror per Horm + Novacolor allo Spazio Neven

Horm ha preso parte al Salone con la seduta MASS PRESSURE ideata dal pluripremiato designer Dror Benshetrit, dimostrazione plastica di come sia possibile trasformare la gommapiuma in un elemento d’arredo funzionale e innovativo a un tempo, visivamente accattivante, risultato della compressione di tre strati di gomma espansa all’interno della struttura in metallo. La colorazione, unica nel suo genere e perciò di volta in volta diversa, ricorda il cemento o una lastra metallica ossidata, ed è frutto di un procedimento messo a punto con Novacolor, al 100% manuale, che ha reso possibile verniciare la gommapiuma preservandone la morbidezza, per un oggetto di sicuro impatto che, durante la serata svoltasi nella Sala Sironi del Palazzo dell’Informazione, ha preso vita grazie alle tecnologie immersive di Neven.



MP Massimo Piombo X Understatement Milano da Masterly for 10 Corso Como

C’è chi ha approfittato della ribalta garantita dalla Design Week per lanciare una linea d’abbigliamento votata alla perfezione sartoriale: è il caso della collab tra Understatement Milano e MP Massimo Piombo per la stagione A/I 2021, presentata ufficialmente nel pop-up Masterly for 10 Corso Como, in cui l’urban style del marchio fondato da Paolo Salluzzi e Matthias Tarozzo incontra la ricercatezza tailored della griffe dell’omonimo stilista. Protagonisti della capsule collection cappotti e maglieria per lei e lui in filati preziosi par définition – dalla baby alpaca al mohair, dal cachemire alla lana, che aggiungono un twist ai dettami della sartoria tradizionale, ora con accenti di colore inaspettato come rosa o corallo, ora attraverso la tridimensionalità di pattern elaborati; se i tagli basic e puliti degli overcoat lasciano parlare la qualità delle texture, particolarmente corpose, le trame a nido d’ape dei maglioni donano profondità al lambswool. Capi che, nelle parole degli ideatori della collezione, racchiudono «l’idea di moda, ovvero eccellenza, tessuti esclusivi e couture squisitamente italiana».


Cappotto in lana mohair della collezione Massimo Piombo per Understatement Milano
Cappotto bianco e nero parte della collezione realizzata da Massimo Piombo per Understatement Milano
Cappotto marrone pied de poule presentato in occasione della Design Week 2021 da MP per Understatement Milano
Cappotto rosso e nero damascato per lei: tessuti esclusivi ed eccellenza che riassumono l’idea di moda di Understatement Milano e Massimo Piombo
Maglioni dolcevita per lui e per lei nella collezione Massimo Piombo per Understatement Milano

Attesa rinascita: proiezioni Milano Moda Donna

Aspettando Milano Moda Donna, incontriamo i 21 volti più interessanti presenti in town.

La Design Week, i più importanti eventi fieristici settoriali e Milano Moda Donna ora più che mai, e dopo varie stagioni phygital, sono dietro l’angolo. Quante e quali limitazioni vi saranno non ci è dato saperlo ma ciò che è certo è il delinearsi dei profili di uno dei più imprevedibili Rinascimenti del ventunesimo secolo.

Mai come in questo frangente storico i due sostantivi sono connessi all’universo femminile. La quotidianità e le notizie che si rincorrono, in merito ad una concreta e tangibile rinascita, vedono la nostra mente proiettarsi verso la ripresa delle grandi manifestazioni che rendono l’Italia, e soprattutto Milano, centro nevralgico e punto d’approdo di buyer e stampa internazionale.

Milano e i suoi luoghi, diventano, quindi, la cornice per raccontare 21 volti femminili internazionali presenti in town in attesa di un risveglio visivo, reale e virtuale, che li vedrà protagonisti tra show, presentazioni e contenuti digitali. 

L’appuntamento è Settembre.


Camilla Colombo @ D’ management, Total look Calcaterra, Sandali dorati Giuseppe Zanotti, @_cmillac_


Giulia Ghezzi @ Next Model management, Completo e camicia Vescovo, Grembiule Borbonese, Scarpe in pelo Marni, @isgiumangi


Aino Vierimaa @ The Lab Models

Total look Alberta Ferretti

Sandali Giuseppe Zanotti

@ainomarianne

Eicha Sall @ Women management

Completo Annakiki

Infradito Melissa

@eichamodel

Elo Valner @ Urbn Models

T-shirt Punkish

Jeans Annakiki

Baseball cap Flapper

Sneakers stylist’s own

@elovalner

Laiza Bucalon @ Wave management

Total look Romeo Gigli

Stivali alti Sergio Rossi

Spilla Immago Jewels

Occhiali da sole Marc Jacobs

@laizabucalon

Kiana Bedeau @ Urbn Models

Total look Flapper

Scarpe Sergio Rossi

Spilla Immago jewels

Occhiali da sole Carrera

@iamnotkianabedeau



Daria Zhalina @ Wave management, Total look Stella McCartney, Flats Alberta Ferretti, Occhiali da sole MSGM Polaroid, @daria.zhalina


Dariia Daraganova @ The Lab Models, Total look Suoli, Ballerine Antonio Marras, Occhiali da sole Missoni, @daraganova



Giulia Mussano @ The Lab Models, Cardigan Flapper,  Gonna scozzese Antonio Marras, Stivali neri stylist’s own, @giuliamussano


Tava @ Fabbrica Milano, Total look Acidalatte, Anello Immago jewels, Mocassini Marni, @_itstava



Lea König @ D’ Management, Total look Moncler collection, Stivali Philosophy di Lorenzo Serafini, @leakonig_


Liusia Zakharova @ Brave Models, Completo Marsiko, Top Andrea Pompilio, Flat Alberta Ferretti, @luciencastings


Madeleine German @ ABC Models Milan, Total look Valentino, Mocassini Alberta Ferretti, @madeleinegerman



Margot Hubac @ The Lab Models

Total look Valentino

Flat Alberta Ferretti

@margothbc

Li Chen @ABC Models Milan

Completo Weili Zheng

Camicia Sleep No More

Sneakers stylist’s own

@chen_liz

Seblewongel Vietti @ Pop Models, Total look Issey Miyake, Sabot Giuseppe Zanotti, Occhiali da sole Karl Lagerfeld, @seble_vietti


Wennan Zhao @ D’ management, Total look Philosophy di Lorenzo Serafini, Stivali alti Sergio Rossi, @zhaowennan_


Special content direction, production and styling Alessia Caliendo

Photographer Dave Masotti

Video director Jessica Basello

Make up Eleonora Juglair e Maddalena Brando

Hair Florianna Cappucci @ Freelancer

Alessia Caliendo’s assistants Andrea Seghesio e Laura Ronga

Photographer assistant Gianfranco Maria Lo Sterzo

Hair assistant Stella Terzi

Beauty by

Hairmed

Glowria

Special thanks to

NH Milano Touring

Leonardo Hotel City Center

Armonico sushi culture 

Milano Design City: Spinzi Design

Durante la Milano Design City, che si sta svolgendo proprio in questi giorni fino al 10 Ottobre, Spinzi Design presenta le nuove collezioni Lamé, Meccano e Planar presso il suo Spazio, in via Regaldi 6, Milano, e presso lo Spazio Siam, in via Santa Marta 18, Milano.

Il percorso continua anche nella nuova galleria Manintown + Progetto nomade in via Felice Casati, 21, un nuovo spazio in cui convivono amore per la cultura, commercio e condivisione anche social. Il progetto è nato grazie all’unione di due realtà: da un lato MANINTOWN magazine, che esplora le passioni maschili fondato nel 2014 da Federico Poletti, dall’altro PROGETTO NOMADE, un nuovo contenitore itinerante che si ispira alla passione per l’arte, il design e la collezione di pezzi anni 50  di Christian Pizzinini e Antonio Lodovico Scolari.

L’obiettivo per Tommaso è quello di suscitare un senso di bellezza ed originalità nei luoghi nei quali siamo soliti vivere, ogni giorno. I suoi lavori del resto, sono sculturali e creano un collegamento tra automotive interior e moda. Scopriamoli nelle gallery.

Lamé (Divano modulare)

Una collezione di sedute dall’aspetto tecnico, nelle quali si vuole unire il mondo “metallico” dei motori a quello “caldo” del design e della moda. La struttura, al tatto solida, ricorda i motori usurati dal tempo ed è completamente in contrasto con l’imbottito soffice ed accogliente. Insieme evocano l’idea di solidità eterea.

Planar (Tavolo) 

Una collezione che unisce la leggerezza delle superfici piane dei velivoli alla natura morbida delle finiture. Questi tavolini sono vere e proprie opere d’arte che combinano la purezza dei materiali invecchiati dal tempo a dettagli molti raffinati, che regalano luminosità ai colori più scuri.

Meccano (Lounge Set)

Una collezione unica, ricca di pezzi spigolosi ma allo stesso tempo eleganti, classici ma al contempo innovativi. Si ispira al mondo delle costruzioni, evoca l’universo automobilistico e rappresenta perfettamente l’approccio intimo di Spinzi al Design.

Photo Credits Pietra Studio

Con Isola Design District il Fuorisalone arriva online

Il mondo del design si trova costretto a rimandare una delle tappe più attese di ogni anno da designer, studenti, addetti ai lavori, curiosi, grandi e piccini. Il Salone del Mobile e la Milano Design Week torneranno più sorprendenti e forti di prima il prossimo anno, ne siamo certi, ma diciamocelo, mancherà un po’ a tutti la Milano ancor più caotica del solito in quei caldi giorni di aprile che inaugurano la bella stagione. L’energia che si respira per le vie della città, fuori dalle aree espositive, padiglioni ma anche negozi, piccoli e grandi studi appartiene ormai al capoluogo lombardo, che ospitò il primo Salone negli anni Sessanta.

Le scorse edizioni del Fuorisalone avevano visto il quartiere Isola, uno dei più recenti di Milano (Porta Nuova), una delle aree più gettonate della manifestazione con migliaia di visitatori e designer da tutto il mondo tra sperimentazione, tecnologia e creatività. 

Il team organizzativo del distretto non si è mai arreso e lavora da settimane al processo di digitalizzazione dell’evento, in mente già da tempo vista l’attuale situazione ed emergenza sanitaria. Il programma è davvero interessante e coinvolgente, al centro della scena designer della propria community e brand emergenti ai quali viene dato spazio, dialogo e visibilità tramite il web. Gabrile Cavallaro, Project Manager di Isola Design District, è entusiasta di come il progetto si sia espanso e sia cresciuto nel tempo, da evento di quartiere a luogo internazionale d’incontro che, per quest’anno, avverrà con modalità diverse e del tutto tecnologiche. 

La piattaforma sarà online da metà giugno e verrà lanciata insieme ad una gamma di eventi in live streaming dal 16 al 21 del mese, date nelle quali si sarebbe dovuta tenere quest’anno la manifestazione.

Il sito online – isoladesigndistrict.com – si dividerà in quattro sezioni.

Isola Design Community: selezionati designer e studi di design avranno la possibilità di creare una loro pagina dove poter dialogare, tramite un tool di direct messaging, con futuri clienti, buyer e fan durante tutto l’anno. Una vetrina digitale per creare nuove relazioni. 

Isola Design Magazine: una versione evoluta del precedente blog con contenuti costantemente aggiornati e novità del distretto e sul mondo del design nazionale e internazionale. 

Isola Digital District: l’interfaccia grafica animata vi porterà a spasso tra le vie del quartiere. Basterà cliccare su un edificio o un oggetto per accedere a contenuti, mostre in realtà virtuale, talk ed eventi. I designer, oltre a presentare i propri progetti, potranno vendere online i loro pezzi e organizzare dei veri e propri lanci di prodotto. 

Isola Virtual Locations: qui brand e aziende creeranno le proprie sedi virtuali e organizzare mostre o installazioni in 3D. Gli utenti potranno navigare tra gli ambienti della location, interagire con i pezzi esposti, scoprire contenuti inediti e anche acquistarli. 

L’iniziativa non sostituirà l’evento fisico ma lo arricchirà ancor di più estendendolo con un piano di sviluppo a lungo termine e godendo, inoltre, del supporto di realtà digitali internazionali e partner d’eccezione. Per rimanere aggiornati, conoscere i primi designer, i brand emergenti e tutte le altre novità basterà seguire @isoladesigndistrict su Facebook ed Instagram. 

Le identità creative di Superdesign Show. È di scena: Only The Best

A Milano, è risaputo, vengono fuori mode con più frequenza di uno spot pubblicitario, ma ci sono eventi e luoghi che sono sempre presenti nell’immaginario collettivo, perché sanno essere precursori e innovatori ogni qualvolta vanno in scena. Nella babele creativa del Fuori Salone, dove tutti vogliono far sentire la loro voce spicca, come di consueto, il Superstudio Più di Tortona 27, con il progetto Superdesign Show che, a questa edizione, si avvale della direzione artistica di Giulio Cappellini. Anche quest’anno Gisella Borioli, cuore e anima della manifestazione, lancia il suo manifesto programmatico: Only The Best, ideato e costruito attorno ai grandi nomi del design, ai progetti innovativi, alle tendenze del lifestyle e alle soluzioni tecnologiche che ci aiutano a vivere meglio. Quattro grandi identità creative partono da Superstudio Più per allargarsi ai confini del mondo: la mostra di Nendo – tra i più importanti studi di design – Dassault Systèmes con Kengo Kuma, all’insegna dell’alta tecnologia e della sostenibilità; l’esposizione Smart City e il Superloft, con i top brand del design italiano.

Da Nendo ci si aspetta sempre qualcosa di spettacolare e, anche stavolta, lo studio giapponese non delude le attese, portando in Tortona 27 un labirinto misterioso, con 10 concept basati sull’idea del movimento per condurre i visitatori in un avvincente viaggio nel cuore della creatività.

Kengo Kuma realizza un progetto esperenziale per Dassault Systèmes, nell’ambito della mostra Design in the Age of Experience, ideata per proporre soluzioni fattive al problema dell’inquinamento dell’aria.

Smart City: Materials, Technologies & Peoples invita a riflettere sul tema delle città intelligenti, proponendo soluzioni materiche innovative e tecnologie applicate ai cambiamenti attuali.

Superloft: più reale che immaginaria l’abitazione creata da Cappellini, raccoglie al suo interno il non plus ultra del design made in Italy. Brand iconici e maestri artigiani concorrono a delineare le stanze di questa ipotetica casa dove la creatività è protagonista in ogni stanza. Da Barovier & Toso, a Piero Lissoni, da Alessandro Mendini a Fontanot, Da Ron Arad a Tom Dixon, Superloft è un concentrato di visioni contemporanee che hanno come oggetto il living.

Se Calvino diceva che, «la fantasia è come la marmellata, bisogna che sia spalmata su una solida fetta di pane», qui c’è da farne scorpacciata.

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LAMBORGHINI (UNUSUAL) SOUND DESIGN

Photo Credit : Lamborghini Milano

Durante la Design Week, nei rinnovati spazi di Lamborghini Milano realizzati in collaborazione con lo studio Archilinea, si è tenuta una performance particolare e inaspettata. Archilinea è stato scelto da Automobili Lamborghini per sviluppare le linee guida del marchio di Sant’Agata Bolognese, nel restyling del nuovo showroom meneghino, futuristico e non convenzionale. Ci accoglie, nell’atrio principale, una Centenario in fibra di carbonio, prodotta in soli quaranta esemplari per commemorare il 100° di Ferruccio Lamborghini. Per chi subisce il fascino di questi bolidi, ammirarne uno a motore spento è come osservare un capolavoro incompleto: quando attraverso la copertura del vano motore s’intravede il cuore pulsante da dodici o dieci cilindri e, con soggezione devota, si guardano i terminali di scarico metallici che ci fissano dritto negli occhi, muti, proviamo l’irrefrenabile desiderio di sentirlo urlare fino alla zona rossa del contagiri. Ci spostiamo nello spazio adiacente, dove troviamo una seducente Huracàn gialla. Ha le portiere aperte verso l’alto e il cofano posteriore sollevato. La mancanza di aeratori ci fa capire che non sarà accesa. Cresce il disappunto, ma notiamo attorno all’auto decine di microfoni e una serie di amplificatori disposti secondo un evidente criterio logico. Entrano quindi in scena tre percussioniste che iniziano, con movimenti lenti e quasi esitanti, a prendere confidenza con i suoni e le risonanze che si creano battendo sulle varie superfici della vettura. Il ritmo è in crescendo e lo scetticismo iniziale cede il posto a una sincera ammirazione. Le ragazze, interpretano la supercar con libertà e armonia, come fosse un pentagramma bianco, emozionando tutti i presenti. Tre donne, una danza ipnotica e uno spettacolo di percussioni improvvisato dove una Lamborghini ha fatto da gran cassa. Con il solo aiuto di bacchette, battenti e delle loro mani nude ci hanno letteralmente ammutoliti. Senza mai accendere il motore. Incredibile.
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i magnifici 7: il food per una design week d’autore

Come ogni anno la design week milanese è cominciata tra i fasti di inaugurazioni e cerimonie, lasciando liberi gli storici quartieri-simbolo di questa istituzione cittadina di rubare la scena per una settimana all’insegna di cultura, ricerca e sperimentazione artistica. Un’esperienza a tutto tondo, che non può tralasciare le mete gastronomiche da godersi durante il tempo libero. Indispensabile dunque questa breve guida ai quartieri di punta e ai loro “food d’autore”.

Porta Venezia, conserva un allure signorile tra palazzi d’epoca e androni che rivelano interni Deco della Milano anni 20. Qui la design week assume i tratti patinati delle collaborazioni d’autore, con progetti innovativi che invadono le vetrine degli show-room.
Per gustarsi una cena perfetta c’è “Dim Sum”. Qui la tradizione cinese si spoglia di reminiscenze antiquate e abbraccia il suo lato più chic. Ravioli di carne e pesce diventano piccole gemme racchiuse in uno scrigno di bambù e la tazza di tè per accompagnare le portate lascia il posto ad un calice di champagne.

Non si può dire Milano senza dire Navigli e la Darsena è diventata indiscutibilmente il centro nevralgico da cui si diramano flussi di curiosi e turisti.
Adiacente a Piazza 24 Maggio, il rinnovato complesso del mercato coperto, offre una pausa disimpegnata dal caos del via vai. “Vista Darsena” è un piccolo corner bar che si cela dietro le sue tende parasole bianche e verdi. Dalle sedute in posizione privilegiata, godersi il placido flusso del naviglio sarà la cornice perfetta per un aperitivo al tramonto.

Uno dei design district più blasonati è lo storico quartiere di Brera. Crogiolo della tradizione artigiana meneghina sfoggia il suo eterno fascino radical chic attraverso le vetrine che affacciano sugli stretti corsi lastricati.
Perfetta incarnazione del mood del quartiere, “Il fioraio Bianchi”, una perla d’eccezione lucidata a dovere da Raimondo Bianchi che l’ha regala alla città quarant’anni fa. Fioraio, café e ristorante dal sapore parigino, accontenta chiunque sia alla ricerca di un rifugio dalla frenesia milanese.

Tortona è senza dubbio un concentrato di avanguardia e tendenze e non solo durante la design week: gli head quartiers dei brand più conosciuti hanno guadagnato il proprio spazio nelle vie di questo quartiere. Per un pranzo “on the go” da accompagnare ad un cocktail preparato a regola d’arte c’è “Botanical Club”. Un locale che veste perfettamente il total black e si colora dei sapori del buon cibo servito con creatività dallo staff.

Essere a Milano ed evitare Piazza Duomo è presso che impossibile, tutti vogliono dare almeno un rapido sguardo al simbolo della città ed immergersi nell’atmosfera urbana delle vie del centro.
Il “Piccolo Peck” è senza dubbio la scelta migliore per evitare trappole per turisti che inevitabilmente assiepano il centro storico. Questo café dallo stile viennese anni ’30, propone in chiave rielaborata, eccellenze gastronomiche targate Peck, dal 1883 un sinonimo di lusso e benessere nella cultura meneghina.

La Triennale di Milano rimane forse il simbolo più orgoglioso della storia del design italiano. Ospitata all’interno del Palazzo dell’Arte dal 1933 è ad oggi un punto di riferimento internazionale in ambito artistico, facendosi pregio di collezionare anno dopo anno mostre ed eventi tra i più salienti della design week milanese.
Salendo sulla Terrazza Panoramica del Palazzo dell’Arte, si scopre un vero e proprio gioiello: l’ “Osteria con vista”. Da qui si può godere di una delle viste più belle della città sorseggiando un cocktail a regola d’arte o gustando piatti stellati.

Isola è l’esempio di riqualificazione urbana più brillante di Milano. Un quartiere a misura d’uomo, radicato alle proprie origini artigiane che oggi vede la propria rivoluzione in un assetto mondano e modaiolo, tuttavia rispetto di un patrimonio culturale ricchissimo.
Cavalcando l’onda innovativa del quartiere che la ospita “Casa Ramen Super” offre una cucina giapponese decisamente pop. Dopo il successo isolano di Via Lambertenghi, lo chef Luca Catalfamo propone questo gustosissimo bis in via Ugo Bassi, dove a farla da padrone rimane il suo amato ramen.

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A LETTO CON IL DESIGN

A letto con il DESIGN – Design Hostel è un ostello temporaneo destinato alla creatività, con 40 camere pop-up per esporre e far convivere i designer e le loro creazioni. Il progetto, presentato a Milano i primi di marzo di quest’anno, si inserisce nel contesto del prossimo Fuorisalone, la rassegna di design milanese, ormai punto di riferimento internazionale.
Una proposta decisamente coraggiosa e fuori dal coro, rispetto al consueto calendario della Design Week; d’altra parte il neonato distretto di sperimentazione creativa e artistica di Bovisa (che sarà sede del progetto Design Hostel) sente di doversi guadagnare un posto in prima fila accanto ai quartieri Ventura, Lambrate, Brera e Tortona, finora leader indiscussi della kermesse creativa. Bit Factory, con la collaborazione di POLI.design, della Scuola di Design e del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, ha sinergicamente patrocinato questo importante debutto.
L’ostello prenderà vita dall’1 al 10 Aprile all’interno di un’ex fabbrica che oggi ospita MakersHub (via Cosenz 44/4) e sarà animato, tutti i giorni dalle 10.30 alle 00.30 con ingresso libero, da 40 designer internazionali. “Sarà un luogo in cui la vita quotidiana dei designer si mescolerà all’esposizione, come se in mostra fossero non solo le creazioni ma anche spaccati di vita dei creatori”, spiega Davide Crippa, curatore del singolare modello espositivo.
Macchine tipografiche e decorazioni dell’era analogica dal mood rètro saranno il leitmotiv per le aree comuni, in netta contrapposizione con il carattere high-tech e interattivo degli spazi espositivi dedicati ai singoli designer. Ad animare questa piccola città creativa un nutrito parterre di ospiti per interventi e lectures a tema, eventi diurni e serali oltre ad una serie di particolari appuntamenti aperti al pubblico, come dj set in pigiama, battaglie coi cuscini e spaghettate di mezzanotte.
“L’iniziativa non si limita a voler proporre un nuovo modello di ospitalità e di condivisione delle esperienze con il pubblico – conclude Crippa – ma ha anche un obiettivo più ampio e a lungo termine: rilanciare, con questo primo passo, la zona di Bovisa come nuovo polo di attività innovative in occasione della Design Week”.

www.designhostel.it

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