The new face of MANINTOWN

In occasione della Festa del Cinema di Roma, MANINTOWN ha presentato non solo il nuovo numero speciale cartaceo interamente dedicato alle “next generation” del cinema italiano e della musica, ma anche il progetto creativo che segna un nuovo capitolo per il magazine nato nel 2013.

Sabato 23 ottobre si è svolto, durante la Festa del Cinema di Roma, un cocktail party nella suggestiva terrazza del Sina Bristol Bernini che ha reso omaggio alle nuovi voci del cinema e musica italiani con l’uscita del nuovo numero da collezione. All’evento hanno partecipato tutti gli esponenti della nuova generazione di artisti del panorama italiano; in particolare Giancarlo Commare, Tancredi, Ludovica Francesconi (anche cover star del nuovo numero), Francesco Cavallo, Guglielmo Poggi, Matteo Paolillo, Moisè CuriaJenny de Nucci, Jozef Gjura, Francesco Martino, oltre che ad artisti già affermati come Luca Tommassini, Pino Quartullo ed Edoardo Purgatori, tanto per citarne alcuni.


Ludovica Francesconi
Giancarlo Commare
Tancredi
Haroun Fall
Davide Musto e Tancredi
Moise Curia
Josef Gjura
Matteo Paolillo
Edoardo Purgatori

Si parte dal restyling del logo e della piattaforma web che punta proprio sulla scoperta e valorizzazione delle “FACES” (personaggi emergenti nel cinema, spettacoli e arti performative), “VOICES” (i protagonisti del nuovo panorama musicale) e “PLACES” (destinazioni da scoprire tramite la voce e lo sguardo dei nostri talent). Il progetto grafico digital – curato dal giovane art director Alessio Pomioli – vuole segnare un decisivo cambiamento nel focus del magazine che fa dello scouting nel cinema e nella musica il proprio punto di forza. Analogamente cambia veste anche l’edizione cartacea, completamente rivista come vero libro da collezione (in uscita 3 volte l’anno) e curata da Davide Musto (Brand&Content Director), Federico Poletti (Founder & Editor in Chief) con la direzione artistica di Maria Angela Lombardi.

Racconta Federico Poletti: “YOUNG HEARTS RUN FREE è il tema di questo nuovo numero di MANINTOWN dedicato a sostenere e coinvolgere la prossima generazione di talenti italiani nel cinema e nella musica. Prendendo ispirazione dall’iconica cantante R&B Candi Staton, crediamo fortemente nella creatività emergente da tutto il mondo. In occasione dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, abbiamo premiato Giancarlo Commare e Ludovica Francesconi, due giovani e promettenti talenti che hanno recentemente lavorato insieme nel film “Ancora più bello”. Sono davvero orgoglioso di essere il primo a presentarli come Cover Stories insieme a Tancredi, altro astro nascente della musica che continuerà a sorprenderci”

Young hearts run free è il pay-off che apre le pagine di questo ambizioso progetto, partito dal Festival del Cinema di Venezia con un evento che ha visto protagonisti del “Man In Town New Generation Award” Giancarlo Commare e Ludovica Francesconi, cover story del magazine insieme a un altro giovane protagonista della musica italiana Tancredi, 20enne che con il suo primo EP sta riscuotendo un incredibile successo.


Jenny De Nucci
Melancholia
Mario Monaco, Giulia Petronio, Antonio Semeraro
Federico Poletti, Luca Tommassini, Vincenzo Valente, Alfredo Fabrizio
Federico Poletti
Laura Grampa, Massimiliano Benetazzo
Federico Poletti, Sonia Rondini, Giancarlo Commare, Davide Musto

Commenta lo stesso Tancredi: “La musica mi ha permesso di analizzarmi più a fondo e di conoscere il vero senso delle emozioni. Mi ha permesso di unire l’astratto al concreto e di andare in posti e momenti che voglio rivivere come la prima volta. Sono felice di questa cover story con MANINTOWN che vuole dare spazio e supportare il lavoro di noi giovani”.

Giancarlo Commare: “MANINTOWN per me è stata una esperienza unica nel suo genere, lo definirei un appuntamento con la vita, uno spazio che mi ha permesso di esprimermi liberamente e che mi ha regalato emozioni rare che porterò sempre dentro al cuore, uno spazio curato da persone piene di umanità e professionalità, dal direttore Federico Poletti al fotografo e talent scouter Davide Musto alla stylist Alessia Caliendo”.

Ludovica Francesconi:“ Dopo il premio ricevuto a Venezia, sono davvero felice di questa cover. L’ultimo anno è stato molto intenso per me ed è un onore essere la prima donna a inaugurare questo nuovo corso del magazine che si apre anche ai talenti femminili. Grazie a Federico, a Davide e a tutto il team di MANINTOWN per avermi coinvolto in un progetto così speciale”.


Luca Tommassini
Francesco Mautone
Artem Tkachuk
Francesco Cavallo
Simone Poccia
Francesco Martino
Pino Quartullo
Guglielmo Poggi
Marco Aceti

Last But Not Least MANINTOWN inaugura il progetto digital/print Uncensored//Bodies dedicato alla fotografia artistica che mette in mostra il nudo maschile e femminile, priva di qualsiasi pregiudizio, in un percorso approfondito che vede nel numero onpaper i grandi Maestri Gian Paolo Barbieri e Piero Gemelli, in conversazione con Pietro Lucerni e le performance irriverenti di Jacopo Benassi.

Conclude Davide Musto: “Questo numero è la conclusione di un percorso iniziato già diversi anni fa e che oggi conferma l’importanza della vera ricerca e selezione dei talenti. E’ una scommessa in cui abbiamo creduto dall’inizio e un messaggio importante anche per l’editoria, che sceglie d’investire sulle nuove generazioni del cinema e della musica italiana in un momento di grande rilancio del nostro Paese a livello internazionale”.


Ludovica Nasti
Francesco Ferdinandi
Giorgio Belli
Desiree Noferini, Joseph Altamura
Miguel Gobbo Diaz
Antonia Fotaras
Filippo De Carli
Romano Reggiani

La serata ha visto anche la speciale partecipazione di Belvedere Vodka Italia, la vodka lusso numero uno al mondo 100% made with nature. Per l’occasione il mixologist Paolo Viola, brand ambassador del gruppo, ha ideato uno speciale cocktail MANINTOWN a base dell’iconica Belvedere Vodka Pure. Nella drink list della serata anche Upperhand Gin, che ha creato due cocktail dedicati. E infine la Rete Pinot Nero FVG con un corner dedicato alla degustazione di 7 produttori diversi; presenti alla serata anche Fabrizio Gallo, proprietario dell’ azienda Masut da Rive e Presidente della Rete Pinot Nero FVG, e Rino Russolo, Vice Presidente della Rete Pinot Nero FVG.

MANINTOWN è anche Green con NITO, che apre le porte alla mobilità elettrica, presente sia all’evento con una special area dedicata, sia con un servizio dedicato nelle pagine del magazine in cui è protagonista l’attore Luca Pantini.

Nugnes celebra 100 anni fra tradizione e innovazione

Ben pochi retailer possono vantare un heritage ultradecennale come quello di Nugnes 1920; il multibrand tranese, nei giorni scorsi, ha tagliato il traguardo dei cento anni tondi di attività regalando una nuova veste allo store, che si presenta ora come uno spazio di oltre 1000 mq distribuiti su due livelli, con 18 vetrine affacciate sul centralissimo corso Vittorio Emanuele.
Una storia centenaria dunque, che affonda le sue radici negli anni ‘20 del secolo scorso, quando Giuseppe Nugnes aprì l’omonima sartoria nel cuore della perla dell’Adriatico, com’è soprannominata la cittadina pugliese.
Se già nel 1956 era stata inaugurata la boutique maschile, divenuta rapidamente un place to be per la clientela locale, e a cui seguì nel 1989 quella femminile, sarà la terza generazione a porre le basi per l’espansione dell’impresa familiare che, pur rimanendo saldamente radicata nel proprio luogo di nascita, è cresciuta col tempo fino a imporsi come un punto di riferimento nell’ambito del fashion e luxury retail, imperniata, oggi come allora, su tre cardini, ossia eclettismo, amore per il territorio e spirito avanguardista, dal respiro internazionale; la mission primaria è rimasta la stessa di allora: instaurare un rapporto speciale con i clienti, che rispecchi unicità e personalità degli stessi.


Ph. by Paola Pansini

Oggi l’intento, spiega il titolare Beppe (nipote del fondatore), è «portare avanti un concetto che ci appartiene da sempre, essere commercianti con l’animo del sarto devoto alla clientela». È proprio questa filosofia ad aver permesso all’insegna di distinguersi nell’affollatissimo panorama fashion, interpretando al meglio il ruolo di ambasciatore, di curatore quasi della moltitudine di marchi trattati, 250 in tutto, tra griffe simbolo della moda con la M maiuscola (tra le altre Prada, Valentino, Bottega Veneta, Saint Laurent, Givenchy, Balenciaga) e brand dal gusto contemporary quali Golden Goose, Ami, Nanushka o Sunnei, nomi cult dello streetwear (da Off-White a Palm Angels) e designer avantgarde del calibro di Maison Margiela, Sacai e Marni.

L’anniversario ha rappresentato l’occasione per svelare un retail concept innovativo che, pur implementando i principi ormai fondamentali dell’omnicanalità, invita i visitatori a riscoprire il piacere dell’esperienza d’acquisto in presenza. Ad accogliere le novità non poteva che essere la sede di Palazzo Pugliese, felice espressione dello stile delle dimore nobiliari meridionali di fine XIX secolo, svettante a mo’ di fortezza sul bianco accecante che domina l’orizzonte di Trani. A seguito di una progressiva acquisizione degli spazi e della meticolosa ristrutturazione, seguita dallo stesso Nugnes in tandem con lo studio Dini Cataldi, si presenta ora come un multimarca raffinato e accogliente, riflesso ideale dei valori che contraddistinguono l’azienda.


Beppe Nugnes, ph. by Paola Pansini

Progettato per restituire l’impressione di una sorta di salon raccolto e discreto, il negozio riunisce i tre satelliti di Nugnes, ovvero il salotto bespoke, l’area dedicata ai globetrotter contemporanei e il reparto donna. Mentre il primo, pensato come una reinterpretazione intimista dei club per gentiluomini d’antan, è caratterizzato da cromie ricche e brunite, nel secondo l’eleganza dinamica e cosmopolita degli articoli esposti viene declinata nel décor ricorrendo alle tonalità del bianco e nero. A sottolineare la poliedricità della selezione di capi e accessori, un mix di arredi retrò da club berlinese e capolavori del design nostrano firmati Cassina e Osvaldo Borsani.
Il piano superiore, riservato al womenswear, è suddiviso in una serie di stanze dalle differenti personalità, arredate con divani vintage o realizzati appositamente per lo store. Qui l’opulenza degli affreschi originali risulta temperata dai rivestimenti in tessuto retroilluminato delle pareti, che creano giochi di trasparenze. È ancora Nugnes a rivelare come l’obiettivo del rinnovamento fosse «tirare fuori l’anima dell’impresa, l’inventiva unita alla profondità di pensiero che ci contraddistingue. Abbiamo trasferito tutto ciò nel nuovo shop, con i suoi ambienti diversi che, tuttavia, si integrano tra loro in modo omogeneo».



Ph. by Paola Pansini

Nel celebrare l’opening con una serata ad hoc, Nugnes ha chiamato a raccolta creativi dalle competenze eterogenee, dall’architetto Filippo Dini all’art director Susanna Cucco allo stylist Adonis Kentros, artefici di un evento immersivo in grado di trasmettere la cifra eclettica e sperimentale del retailer pugliese, culminato nel cocktail dînatoire animato dal parterre cosmopolita di amici del marchio.
È stato perciò ideato un set-up sui generis che ha coinvolto tutti i prodotti in esposizione e perfino otto vetrine del palazzo, avvolte in una tela bianca chiusa dallo spago, rimando ai primi passi in azienda di Beppe Nugnes che, ancora ragazzino, si occupava dei pacchi per i tessuti da conservare. Le dieci vetrine rimanenti, invece, sono state protagoniste di allestimenti ad effetto, così da raccontare l’identità della boutique. A sorprendere gli ospiti, infine, l’ultimo coup de théâtre in forma di installazione dal sapore artsy, un cubo specchiato che custodiva all’interno 50 outfit delle collezioni Autunno/Inverno 2021 in vendita, ulteriore dimostrazione di come la commistione tra sperimentalismo e shopping experience d’eccezione, curata fin nei minimi dettagli, sia la vera forza di Nugnes.



Ph. by Paola Pansini

Moët & Chandon per la 78° mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia

Compie dieci anni la sponsorship tra la storica Maison di Champagne e Biennale Cinema: la lunga liaison tra il mondo delle arti e dello spettacolo e Moët & Chandon torna al Lido dall’1 all’11 Settembre con un progetto di brand activism in collaborazione con Diversity per promuovere la cultura dell’inclusione. 

Il glamour secolare, complesso e raffinato di cui Moët & Chandon è simbolo e ambasciatore nel mondo riapproda a Venezia con il format “Toast for a Cause”.  Un format internazionale, creato nel 2009, per cui gli ospiti brindano a sostegno di una associazione benefica e per ogni brindisi raccolto, Moët & Chandon fa una donazione in loro nome.



Nell’anno che più di tutti ha portato al centro del dibattito collettivo le tematiche socioculturali su cui si stanno ridisegnando equilibri, dinamiche e sentiment attuali, la Maison sceglie di alzare calici e riflettori su inclusione e diversità, inaugurando una collaborazione con Diversity, una no profit impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione e nel promuovere una rappresentazione valorizzante delle persone per identità di genere, orientamento sessuale e affettivo, età, etnia e disabilità, favorendo una visione del mondo che consideri la molteplicità e le differenze come valori e risorse preziose per le persone e le aziende. 

Dopo aver inaugurato la partnership ai Diversity Media Awards 2021, Moët & Chandon e Diversity presentano al Lido un’iniziativa a sostegno del progetto di ricerca di Diversity dedicato alla rappresentazione valorizzante e inclusiva delle persone nel cinema.  


Gaia Gozzi; Eleonora Carisi; Edoardo Purgatori

Da quest’anno Diversity si occuperà di integrare il lavoro di ricerca già in corso da più di dieci anni sul fronte della rappresentazione inclusiva nei prodotti mediali con un ulteriore approfondimento di analisi qualitativa sul linguaggio inclusivo nelle traduzioni e negli adattamenti da altri idiomi e sulla rappresentazione di voci diverse nel doppiaggio italiano. Questo importante progetto verrà sviluppato grazie al sostegno di Moët & Chandon ed è il presupposto essenziale per porre le basi di un lavoro di valorizzazione del linguaggio inclusivo.

Lo studio prevede un’analisi dei processi che determinano questa rappresentazione nei prodotti cinematografici, nella convinzione che il cinema sia un veicolo culturale fondamentale per costruire un immaginario collettivo davvero inclusivo, in cui tutte le persone siano protagoniste. 

Nei Albertí: Directed Tensions

Nell’ambito di Art Journey, un percorso che si sviluppa nell’organizzazione di mostre, eventi e iniziative culturali che esplorano connessioni inedite tra il mondo dell’arte contemporanea e l’impresa, Copernico e EFG Art Ltd. London, l’agenzia a supporto di artisti internazionali emergenti, presentano dal 9 settembre al 20 novembre 2020, Directed Tensions.

Si tratta di un progetto site specific di Nei Albertí per gli spazi di Copernico Centrale Milano, che sarà possibile visitare tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Noto per le grandi installazioni – nate da una riflessione sulla scultura contemporanea e sulle capacità comunicative della materia – l’artista catalano realizzerà un intervento in situ, basato sull’antinomia tra equilibrio e casualità, reinterpretando le linee di forza e aprendo ad una nuova percezione la struttura degli spazi.


Partendo dal concetto di tensione, Nei Albertí lavora sulle infinite possibilità di cambiamento che attraversano la genesi di un’opera, sospesa tra la paura e la gioia della creazione, come lui stesso dice : “Il caso diretto, l’inconscio misurato, la sorpresa e l’intuizione, l’immediatezza con la calma: questi concetti quasi antagonisti sono le basi fondamentali del mio ultimo lavoro”. Per gli spazi di Copernico proporrà un’installazione con cubi in vetro, metacrilato e lycra, ridisegnando i volumi del basement attraverso le luci, gli intrecci, i nodi, le diagonali e le torsioni dei fili e del tessuto.



Questa fluidità imprevedibile è alla base della riflessione dell’artista, che parla del presente come di un agglutinante dell’esperienza, in cui ogni passaggio modifica il precedente e configura il successivo: il dubbio alimenta un processo creativo, che altro non è che una messa a fuoco delle continue trasformazioni dell’energia, di una serie di improvvisi cambiamenti che passano anche attraverso la negazione.

Esattamente come sosteneva Adorno: “Non c’è arte che non contenga in sé, negato, come suo momento, ciò da cui si separa”.

Manintown event @Terrazza Martini

Il 16 luglio, in occasione della Milano Digital Fashion Week, MANINTOWN ha organizzato uno dei primi eventi fisici realizzando anche una special performance di danza. Nella rinomata Terrazza Martini, la cui storia risale al 1958 grazie al progetto di Tomaso Buzzi, ha ospitato il primo evento post lockdown realizzato dall’agenzia Crescenzi & Co. Terrazza Martini, un vero salotto milanese e luogo iconico nella storia della città, si è saputo rinnovare nel tempo. MANINTOWN ha voluto lanciare un segnale di ottimismo pur nel rispetto delle rigide normative per garantire la massima sicurezza in termini di emergenza COVID-19. L’evento è stato riservato a un numero limitato di ospiti selezionati, che hanno effettuato l’accesso in location su due slot orari, solo a seguito della misurazione della temperatura e della disinfezione delle mani.

Protagonisti della serata i ballerini di Uncode Art Factory, vestiti con i capi dei  due brand di abbigliamento  Dieffe Kinloch e Froy, con coreografie di Luca Contini che ha creato due momenti ispirati alle rispettive collezioni. L’esibizione è avvenuta all’interno di un’area del 15° piano delimitata appositamente per l’occasione, permettendo ai performer di esibirsi in uno spazio ampio, distanti non solo dagli invitati, ma anche fra loro. Nel rooftop bar all’aperto con vista mozzafiato sulla città è stato il dj set curato da Francesco Lopez aka Dankan Dj. 

Gli ospiti si sono divisi su 2 piani, il 15° e il 16°, e hanno potuto degustare il drink Martini Fiero, un aperitivo realizzato con una miscela di vini bianchi selezionati, con l’aggiunta di scorze di arance dolci e mandarini della Murcia, regione spagnola. A caratterizzare questo delizioso drink è il gusto amarognolo dell’artemisia, erba aromatica coltivata in provincia di Torino. Il colore è un rosso brillante, con note fruttate di arance dolci e mandarini e gusto vellutato e rotondo, infine rinfrescanti note amare. Un aperitivo di 14,4° alcolici, ideale da servire con acqua tonica in un bicchiere ballon ghiacciato e l’aggiunta di una fetta di arancia.

Alla serata grande presenza di fashion insider, addetti ai lavori e influencer del network di Feel Studio, tra cui Andrea Dal Corso, Rama Lila Giustini, Marco Scomparin, Chiara Pasetto.

“Io e il mio socio Michele siamo fieri di avere organizzato un evento ‘live’ durante la Digital Fashion Week di Milano, in collaborazione con Terrazza Martini e MANINTOWN. Abbiamo voluto dimostrare, fisicamente ma anche simbolicamente, che bisogna avere un pizzico di coraggio in più, nello scrupoloso rispetto delle norme di sicurezza, per far ripartire il mondo degli eventi e in generale della comunicazione. L’accoglienza è stata entusiastica e ha dato a noi per primi un’iniezione di energia positiva, di cui abbiamo, come tutti, bisogno.” dichiara Luca Crescenzi, co-founder di Crescenzi & Co. insieme a Michele Modica.

Production Alessia Caliendo
Ph. Gloria Berberi e Daniele Grasso.

World of Fashion giunge alla sua 23° edizione

Oltre 600 ospiti alla 23° edizione dell’Evento Internazionale WORLD OF FASHION che si è svolto a Palazzo Brancaccio, durante la settimana dedicata alla Moda Romana.

Il World of Fashion resta sempre uno degli eventi più attesi della Capitale. Personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo, ambasciatori, giornalisti, buyer, imprenditori ed esponenti della nobiltà per una passerella d’eccezione che fa della moda un catalizzatore di costumi, usanze, tradizioni e ideali.

Con estremo orgoglio ci dicono gli organizzatori di questo appuntamento imperdibile, che con quest’ultima edizioni sono riusciti a coinvolgere ben 30 paesi da tutto il mondo.

A volte moda e cultura possono unire i popoli, come ad esempio vedere Palestinesi ed Israeliani cucire insieme nella stessa stanza.

La vera novità è l’iraniana Neda Mokhtari ha realizzato una collezione con tessuti che giungono direttamente dall’Iran, scelta dovuta per l’alta qualità dei tessuti e alla particolarità delle fantasie. Questa collezione trae ispirazione dall’arte e della cultura medio orientale, a cui sono sommati elementi minimal chip tipici della moda occidentale, con dettagli puliti, semplici e luminosi ma con grande attenzione alle rifiniture, curate nei minimi dettagli Testimonial della sua collezione è stata Sara Manfuso Presidente di #IOCOSÌ che si spende per il sociale quotidianamente.

Invece dal Mali il Progetto Sociale Pinda for Griot ha portato la collezione “Joker” dedicato alle donne libere che lottano per liberare sé stesse e tutti coloro che sono vittime di prevaricazioni o di malattie che possono cambiarti la vita. Pinda, la fashion designer che ha firmato questa collezione è, infatti, affetta da Sclerosi multipla ed ha realizzato una collezione giocosa, quasi clownesca, di chi si batte per un altro mondo possibile. Gli abiti presentati sono tutti realizzati in cotone naturale, il basin, che rispondono all’idea che il nuovo decennio appena apertosi sarà all’insegna della sostenibilità e del protagonismo femminile.

Tra gli ospiti presenti: : l’ex Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, 

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Festival international Des Jardins

Tra gli Chateaux e i Domaines della valle della Loira in Francia, iscritti nel patrimonio mondiale dell’UNESCO, il Domaine di Chaumont-sur-Loire si distingue da sempre per l’arte dei giardini. Da 28 anni infatti all’interno del parco del Domaine è organizzato il Festival International des Jardins. Il presidente della giuria (il principe Amyn Aga Khan) ha selezionato una serie di progetti sul tema di quest’anno: i giardini del paradiso. Il festival è uno dei più importanti a livello internazionale e pota al Domaine de Chaumont-sur-Loire paesaggisti, designer, scenografi, architetti e urbanisti da tutto il mondo. Lo scorso anno hanno partecipato oltre 500mila visitatori (430mila nel 2017).

L’edizione 2019 che termina il 3 novembre è una delle più internazionali, con la presenza di team da Stati Uniti, Giappone, Corea, Germania, Italia, Paesi Bassi, Belgio, ma anche dal Vietnam. 

I giardini del paradiso

Tra le 24 proposte di giardini effimeri, studiati esclusivamente per il Festival troviamo utilizzi inusuali e interessanti dei materiali, come il pizzo metallico cesellato da un paesaggista-gioielliere, un cielo surrealista di piume bianche, sedute di corda intrecciata, sculture create con fiale di profumi, finora mai viste nei giardini. I team hanno anche inventato strutture, forme e scenari, come il ponte giallo che attraversa un giardino, offrendo una visione alternativa del paradiso. O ancora un giardino sospeso che utilizza materiali industriali e di recupero. Per quel che riguarda le piante, in scena nei giardini ci sono magnifiche collezioni di orchidee, strelitzia, euforbie a candelabro. Come ogni anno, fuori concorso, sono invitate personalità del mondo del paesaggio o del giardino. In contemporanea ai 24 giardini del paradiso è stata data carta bianca (verde in questo caso) a grandi paesaggisti come il sudafricano Leon Kluge, John Tan di Singapore, Bernard Lassus, Philippe Collignon, David Bitton e Pierre-Alexandre Risser.

Le novità 2019

Tra le molte novità 2019 c’è l’apertura anche di una nuova serra che ospita inattese collezioni vegetali e inedite associazioni di piante che cambiano con il passare dei mesi. In programma anche workshop e corsi di giardinaggio destinati al grande pubblico. Questi corsi sono tenuti da Pierre Nessmann, maestro giardiniere, diplomato in coltura ortofrutticola, orticoltura, architettura paesaggistica, arboricoltura ornamentale e fruttifera da oltre 35 anni. Nessmann, noto anche in ambito tv e stampa, tratterà del giardino, la sua storia e la sua configurazione, la conoscenza e l’utilizzo dei vegetali, le tecniche di giardinaggio, ma anche l’orto, il frutteto e l’ambiente.

Info www.domaine-chaumont.fr

Come raggiungere il Festival International des Jardins

La via più rapida è da Parigi, collegata a tutti gli aeroporti italiani da moltissimi voli giornalieri. Poi dalla stazione di Parigi-Austerlitz si arriva a Onzain / Chaumont-sur-Loirre in circa un’ora e 40 minuti con treno Intercity (orari e biglietti su oui.sncf). Fino al 3 novembre una navetta collega la stazione di Onzain / Chaumont-sur-Loire e il Domaine, in coincidenza con un treno (provenienza e destinazione Parigi) la mattina e a fine pomeriggio. Su presentazione del biglietto del treno SNCF, timbrato il giorno stesso, è possibile beneficiare di una tariffa preferenziale. 

Dove alloggiare

A Onzain vi consigliamo il Domaine Des Hauts De Loire (www.hautsdeloire.com), circondato da un parco di 70 ettari che comprende anche un laghetto per la pesca. Il ristorante (guidato dallo chef Rémy Giraud) ha ricevuto 2 stelle Michelin. In alternativa, il Bistrot offre un menu più semplice ma sempre studiato dallo chef stellato che organizza anche corsi di cucina per gli ospiti dell’hotel. All’interno della struttura ci sono campi da tennis, palestra attrezzata, piscina scoperta e l’esclusiva spa by Clarins. 

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AIDS Memorial Quilts: nomi, vite e ricordi

Solidarietà, memoria e arte: un importante evento per tenere vivo il ricordo delle vittime dell’AIDS e sensibilizzare le generazioni future. 

Fulcro dell’iniziativa è la collezione AIDS Memorial Quilts, vasto patchwork di coperte disegnate e ricamate direttamente dai parenti delle vittime del virus che sarà, proprio nel mese del pride, disponibile online su Google Arts & Culture a partire dal 27 giungo. Sempre nella stessa data, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecniche di digitalizzazione, Milano ospiterà una video installazione a partire dalle 21:30 sulla parete del palazzo di Via Gaetano de Castilla 7 dove le scansioni digitali delle coperte saranno armoniosamente proiettate, creando una suggestiva e profonda atmosfera. Gli spettatori saranno portati a riflettere e diventeranno parte integrante del progetto avendo modo di comprendere l’importanza della prevenzione e abbattere gli stereotipi e i luoghi comuni verso le persone siero positive. 

Andrew Quinn, noto videomaker australiano, è il direttore artistico del progetto che prende il nome di “IN QUILT”, show interattivo accompagnato da melodie, illuminazioni e la live performance del gruppo The Winstons. 

Google Italia, in collaborazione con ASA, è lieta di invitare la cittadinanza a partecipare a NAMES PROJECT, evento di presentazione dell’iniziativa con talk a cura dei rappresentati dell’Associazione Solidarietà AIDS e del team Diversity & Inclusion LGBTQ+ di Google. L’evento, con cocktail di benvenuto, è a numero chiuso e gratuito fino a esaurimento posti. Si raccomanda, quindi, di registrarsi al link https://events.withgoogle.com/names-project/per garantirsi l’accesso all’evento presso la Sede di Google Italia a Milano. 

Le Coperte che ASA raccoglie e “colleziona” dal 1987 sono ormai diventate un patrimonio culturale universale e i numeri superano i 2.000 pezzi. A 50 anni esatti dalla rivolta di Stonewall -giugno 1969-, i violenti e accesi scontri tra la polizia statunitense e il movimento gay americano, giugno è considerato come il mese dell’orgoglio LGBT con parate ed eventi in tutto il mondo dall’alto richiamo umano e mediatico. 

Con AIDS Memorial Quilts siamo davanti alla testimonianza di come il passato, con la sofferenza e i numerosi decessi che l’AIDS ha provocato, possa oggi raccontare in una chiave colorata (e anche malinconica) storie di vita di chi ahimè non ce l’ha fatta e, nel ricordo infondere coscienza, prevenzione e concreta realtà. 

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CANDLELIGHT MEMORIAL

Torna l’appuntamento con ASA-Associazione Solidarietà AIDS in occasione del Candlelight Memorial, un evento nato per sensibilizzare la prevenzione dell’HIV e combattere lo stigma in 115 città nel mondo.
Questa volta il tema sarà “Non mollare: continuiamo a lottare per la salute e i diritti” e si svolgerà domenica 19 maggio dalle 18.00 alle 22.00 presso lo SPAZIO EDIT di Stefano Mortari.
In programma la partecipazione di alcuni artisti che si esibiranno con performance teatrali e musicali allo spazio EDIT, tra questi vi sono gli attori Angelo di Genio, Tindaro Granata e Alessandro Lussiana e il cantante e compositore Marco Guazzone.
Massimo Cernuschi, medico infettivologo dell’Ospedale San Raffaele di Milano e Presidente di ASA commenta: “Il Candlelight è nato nel 1983 per ricordare i morti di AIDS. Oggi è anche un modo per sensibilizzare contro la discriminazione e lo stigma che ancora colpisce le persone sieropositive e per diffondere informazioni sulla prevenzione. Due messaggi che in Italia vengono quasi ignorati. Siamo davvero entusiasti di poter lavorare con attori e performer per coinvolgere le persone e far conoscere le attività di ASA”. 
Il messaggio che ASA Milano intende trasmettere è sicuramente di prevenzione, invitando a superare lo stigma verso le persone sieropositive. Durante tutta la durata dell’evento saranno a disposizione operatori qualificati per fornire informazioni e distribuire materiale informativo.

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TKY: IL NUOVO CONCEPT STORE VALENTINO

La casa di moda italiana Valentino ha svelato il 27 novembre, il nuovo progetto retail TKY all’interno della sua storica boutique di Tokyo, situata nel centro commerciale di lusso Ginza Six. Ideato dal direttore creativo della griffe, Pierpaolo Piccioli, con la complicità di Sarah Andelman. Il nuovo allestimento del negozio sarà visibile fino al 9 dicembre prossimo con uno spazio dove arte, musica, visioni e tradizioni future, prendono vita insieme.

 

Con il concept store TKY di Ginza Six, Pierpaolo Piccioli e Valentino si lanciano nell’affascinante impresa di fondere due concetti giapponesi, il ma, lo spazio invisibile e il wabi-sabi, l’idea di transitorietà e imperfezione con l’unità di spazio e la Bellezza classica italiane. Il concept store TKY riapre un’immaginaria via della seta pensando ad un ‘estremo oriente’ che si trasforma in ‘estremo occidente’.

I differenti spazi e capsule esploreranno la creatività e le antiche tecniche artigianali giapponesi attraverso l’input della visione della Maison. Diversi gli artisti e i brand invitati a rappresentare nuovi modi di reinterpretare la tradizione, rendendo omaggio alla lunga storia delle differenti professionalità del Giappone e onorando l’eccitante ed eccezionale trasformazione della società nipponica nel corso dell’ultimo secolo. L’interpretazione di Doublet dell’immaginario Valentino conferisce alla street culture di felpe e t-shirt una nuova dimensione, in cui l’iconografia dei tatuaggi si trasforma in ricami meravigliosi e dove i simboli di Valentino diventano una nuova giungla di significati, luoghi e immagini.

Undercover cannibalizza la storia dell’arte e la pittura del Rinascimento per produrre una serie di pouch Valentino di grande praticità e con uno stile provocatorio contemporaneo. Kouroki porta la famosa e straordinaria qualità del denim giapponese del dopoguerra nella tradizione del classico denim sartoriale Valentino. La collezione capsule Valentino esplora e reinventa l’iconografia giovanile dei Manga, trasformando gli animali della tradizione della Maison: la farfalla, il dragone, la pantera, la tigre e il serpente in animati personaggi manga, con un’identità propria. Oltre alle collaborazioni moda, il concept store TKY offrirà ai suoi ospiti un assaggio di differenti opere nate dalla manifattura tradizionale dell’artigianato giapponese.

 

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