Filippo De Carli: la fortuna lascia spazio alla determinazione

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Molto spesso pensiamo che il caso ci porti a percorrere strade che non abbiamo preventivato ma riguardando attentamente il percorso ci si rende conto che la fortuna lascia spazio al duro lavoro e se il futuro non è già scritto, il talento lo riconosci già da bambino.
Da cowboy sassofonista alle recite scolastiche a “Giorgio” protagonista della fiction “Un passo dal cielo 6” su Rai 1 e a breve sul grande schermo con il film hollywoodiano diretto da Ridley Scott “House of Gucci”, Filippo De Carli, classe 97, Trentino di nascita e romano di adozione, ci racconta di come una serie di fortunati eventi lo abbiano portato nella città eterna per inseguire il suo destino.

Quale è stato il percorso che ti ha portato alla carriera da attore?

Ho frequentato una scuola elementare abbastanza particolare in cui si dava molta importanza alle arti e mi ritrovavo ogni anno a partecipare ad uno spettacolo corale all’auditorium Santa Chiara di Trento, ricordo che una volta ho interpretato un cowboy sassofonista, ne sono sempre stato entusiasta ma non era sicuramente una mia passione.
C’è da dire che mia nonna, da artistoide quale è, mi inserì in una compagnia teatrale professionale facendomi assaporare il palcoscenico e da lì a poco il grande caso mi ha portato a fare un provino per un film, mi ritrovai, non so neanche io come e perché, in una stanza con una camera davanti al viso a raccontare di me, un po’ come sto facendo in questo momento, avevo 16 anni ed il regista Gianni Zanasi mi chiamò poco prima dell’estate e mi disse che sarei stato co-protagonista di un film con Valerio Mastandrea.
Il cinema non era sicuramente tra i miei piani, eppure eccomi qui.




Chi sono i tuoi punti di riferimento nella vita?

Il mio punto di riferimento è sicuramente mia nonna come tutta la mia famiglia, mia sorella è una bravissima ballerina e mio fratello si occupa di sport.

Dal sassofonista alle recite scolastiche ai video sui social mentre strimpelli con la chitarra, immagini un futuro da musicista o cantante?

Per caso non si esclude mai nulla, per me la musica si concilia con la recitazione in qualche modo.
Se ci fosse un ruolo che comprende le arti musicali io sono disponibile!
Per lo più scrivo anche testi ma essendo un po’ timido non ho la fiducia necessaria per far ascoltare i miei brani, ma succederà, presto.



L’apparenza molto spesso inganna, hai delle fragilità dovute ad esperienze in cui non ti sei sentito al posto giusto?

 Credo che per essere convincente e raccontare la verità recitando è necessario il contatto con il proprio “io interiore” e per fare questo lavoro l’empatia e la sensibilità si sviluppano solo se si è consapevoli delle proprie fragilità.
Ti assicuro che sono una persona molto insicura e lo riconosco ma spesso la mia educazione è confusa per mancanza di personalità o debolezza quando invece essendo cresciuto in un’ambiente pieno d’amore ho solo imparato a rapportarmi con il mondo in una maniera differente.

Cosa rispondevi quando da piccolo ti chiedevano cosa avresti voluto fare da grande?

Questa è una storia molto interessante, da bambino volevo assolutamente fare il cowboy con tanto di far west. Passavo l’estate a cavallo fingendo di essere un pistolero ed i miei genitori mi hanno sempre supportato anche in questo! 



Sembra un mondo privo di opportunità ma poi ci si ritrova su un palco scenico, come può un ragazzo della nuova generazione farsi conoscere per sfruttare ogni possibilità?

Ora risulterò un po’ noioso ma non mi importa, io mi soffermo tanto a vedere come la gente abbia la necessità di andare veloce, divorando storie prive di contesto culturale e tutto ciò si riversa nella società e nei rapporti umani, noto quotidianamente dei contenitori totalmente vuoti.
Soffro molto la mancanza di contatto con la mia generazione, il modo di farci conoscere è cambiato, quando incontri qualcuno ti sembra di conoscerlo già, lo hai già inquadrato in base a ciò che pubblica di se stesso online e non ti poni alcuna domanda e non vuoi andare oltre.
Succede spesso che io venga frainteso, vedono una foto con l’addominale scolpito e credono di conoscere tutto di me, poi con quei pochi che si spingono oltre c’è l’effetto sorpresa e magari quel contenitore non è vuoto come si pensava.
Devi sempre fare un doppio lavoro, mostrarti e poi confutare ciò che realmente sei.

Nel 2021 quale è il percorso che consiglieresti di seguire alle nuove generazioni che sognano di diventare attori/attrici?

Suppongo non ci sia un percorso prestabilito, io ho sicuramente una storia anormale in questo contesto e ne sono molto contento, credo in ogni caso che la miglior scuola sia l’esperienza sul set, non c’è gavetta giusta o sbagliata ma la fortuna di trovarsi al momento e posto giusto può aiutare esattamente come un percorso di studi in accademia, le vie sono talmente tante che bisogna solo capire la propria.
Io per lo più sono una persona molto curiosa, guardo tanti film e leggo molto, ho iniziato un percorso universitario e ho alle spalle una famiglia che mi ha sempre dato gli input giusti, sono stato molto fortunato.





Come reagisci alle porte in faccia e alle attese del tuo lavoro?

Bisogna rimanere concentrati e non farsi prendere dall’ansia di non farcela, io ho relativamente iniziato da poco il mio percorso da attore ma ho già capito che buona parte del lavoro è fatto di attese, snervanti attese.
Ci si ritrova a girare una fiction, un progetto internazionale e poi tantissimi provini e l’attesa è la costante che ti tiene in ballo ma bisogna rimanere focalizzati su ciò che ci fa star bene, non darsi per vinti e provarci ancora se ci si vuole davvero stare, questa è l’unica certezza che ho. 

Credi si stia perdendo l’interesse ad esplorare e a mettersi in gioco?

Da piccolo ricordo mio padre leggere Sandokan prima di mettermi a letto, incontravo i miei amici al parchetto vicino caso e ci perdevamo nelle storie senza alcuna paura del giudizio altrui, ad oggi l’attenzione è cambiata, la pandemia ha accelerato il sedentarismo tecnologico ed io sono convinto che l’incontro sia essenziale per abbattere le barriere sociali che non ci danno la possibilità di esplorare noi stessi.
Io sono molto curioso di vedere cosa accadrà alla mia generazione, bombardata di notizie quotidianamente, rapida ad assimilare ma poco propensa a mettersi in gioco e confrontarsi.
Credere che la questione ecologica, di cui sono molto attento ed attivo, o le guerre al di fuori dall’Italia, non ci tocchino perché la nostra vita continua regolarmente è il principio di distruzione della nostra specie, l’indignazione ed il menefreghismo sono la comune del nostro tempo. 



Come hai vissuto il passaggio da Trento ad una città come Roma?

Roma è una città senza fine ma poi ogni quartiere è un polo, una piccola realtà indipendente.
Trento è invece una realtà più piccola e ho il presentimento che ci sia quasi la paura di imbattersi in nuove realtà, di poter mettere il piede fuori dallo spazio che oramai si conosce molto bene.
Non nego che anche io il primo anno a Roma ne ero terrorizzato, anche prendere la metro per la prima volta mi ha sorpreso ma poi ti lasci affascinare dagli schemi che Roma riesce a rompere.
Passare da un nido d’amore familiare alla città eterna è destabilizzante ma mi ha dato la possibilità di esplorare prima di ogni cosa me stesso e poi a capire ed adeguarmi a questa magia e chaos, se mi chiedi dove mi vedo tra dieci anni attualmente ti rispondo Roma.





L’esperienza Hollywoodiana con il film “House of Gucci” ti ha spinto ad esplorare nuove frontiere?

Assolutamente sì ma mi ha anche spaventato nuovamente. Il giorno prima dell’inizio delle riprese ero in camera d’hotel accovacciato sotto le coperte a chiedermi se fosse davvero arrivato il mio momento, il mattino successivo sul set ho scacciato tutte le insicurezze ed ho pensato “siamo in ballo ed allora balliamo”, in quel momento ho davvero aperto gli occhi su una realtà che fino ad allora non mi apparteneva. Io confido molto nella mia generazione e voglio dedicare me stesso e la mia arte in primis all’Italia.

La tua prima reazione alla scoperta della partecipazione al film di Ridley Scott “House of Gucci”?

Ovviamente non ci ho creduto, ero in treno rientrando da Torino al termine delle riprese di “Cuori Coraggiosi” una nuova serie in onda sulla rai che tratta dei primi trapianti di cuore negli anni’60, ho ricevuto la chiamata del mio agente, la quale mi chiese di preparami perché avrei conosciuto Lady Gaga, Jared Leto ed Adam Driver, non ti nego che non ci ho creduto realmente fino alla prima prova costume. Sentirsi all’interno di quel progetto è difficile da realizzare, ancora oggi faccio fatica.


Total outfit: GUCCI



Quali sono stati i momenti di set “House of Gucci” che sono rimasti impressi nella tua mente e nel tuo cuore?

Dopo la prova costume ho davvero realizzato che mi trovavo nel posto giusto per me e sul set ho avuto modo di improvvisare con Adam Driver e Lady Gaga, questo mio momento ha catturato Ridley Scott che ha deciso di tenere la scena. Al rientro in hotel ho incontrato un uomo al bar con la gamba appoggiata su un tavolino a bere una birra, da curioso quale sono ho subito intavolato una conversazione per capire cosa gli fosse successo e chiacchierando ho scoperto di parlare con uno degli art director del film, gli aneddoti raccontanti ed i consigli dati da una persona che ha visto tanti set sono un prezioso dono, ed è per questo che credo sia essenziale che la gente si incontri e confronti perché da una piccola curiosità può nascere un rapporto umano.

Quale è il posto in cui ti senti libero, estraniato dal mondo?

Abbiamo tutti bisogno di un posto dove ci sentiamo liberi, per me l’isola tiberina nasconde dei luoghi in cui mi sento immerso nel mio mondo e nei miei pensieri, fumo una sigaretta e leggo un libro, un po’ bucolico ma almeno sono libero.
Non dimentico però il mio “posto del cuore” vicino Treno, si tratta di una terrazza che si affaccia sulla valle e mi dà la possibilità di ricordare da dove vengo e cosa voglio fare nella vita, senza che vibri il telefono.


Total outfit: GUCCI



La Finestra sulla Città Eterna


Immaginate di svegliarsi la mattina, aprire la finestra ed intravedere la maestosità della Città Eterna che come non avesse riposato è già pronta ad accoglierci in attesa del caffè.

A pochi minuti dalle Terme di Diocleziano e Villa Borghese ci accoglie dal 1967 il Marcella Royal Hotel in un’oasi di tranquillità nel cuore pulsante della città. L’eleganza ed il calore della hall si mischiano alla modernità delle stanze, dalla più lussuosa alla classica senza dimenticare la cura per l’ospite.




Fiore all’occhiello, di recente ristrutturazione, è senza ombra di dubbio la “Terrazza Flavia” dal quale è possibile ammirare un panorama mozzafiato dalla città di Roma ai Castelli Romani, dagli Horti Sallustiani, dalla Cupola di San Pietro fino a Monte Mario ed oltre. Quale modo migliore per iniziare la giornata degustando la colazione italiana ed americana con una vista mozzafiato? 

Il Roof Garden “Flavia” ci accoglie anche per un aperitivo, una cena con accompagnamento musicale o anche per un meeting di lavoro (che con una vista così non può che andar bene!)




Questo autentico gioiello della capitale deve la sua bellezza ed il suo nome a Marcella Angelini, albergatrice da oltre 50 anni, rappresentazione dell’archetipo della cultura alberghiera del nostro Paese: una meticolosa attenzione per la pulizia con l‘Ospite al centro delle attenzioni dei suoi Collaboratori.

 La classe, l’eleganza e la cura dei dettagli, la scelta di materiali di pregio e finiture di lusso erano nello stile della Signora Marcella già dal suo esordio.

Va bene piangere, grazie SOPHIE

“I can see the truth through all the lies

And even after all this time

Just know you’ve got nothing to hide

It’s okay to cry”

Lyrics from “It’s okay to cry” by Sophie



Spesso cerchiamo un senso a tutto ciò che ci accade, come se ci debba essere obbligatoriamente una spiegazione ad ogni cosa. SOPHIE, prima di essere una cantante, dj e producer è stata un faro per tutti coloro che hanno creduto che non ci fosse un senso.

Potremmo iniziare questo elogio citando la nomination ai Grammy o le collaborazioni con Madonna, Charli XCX ed altri artisti di fama internazionale, ma SOPHIE è la stessa adolescente che nel 2013 rilasciò il suo primo singolo “Nothing More To Say” eppure ha parlato ed ispirato le nuove generazioni ad uscire dall’ombra, la stessa oscurità che le ha privato di esibirsi in piena libertà.



Nel 2018 SOPHIE dichiara a Paper Magazine: “Il fatto di essere trans abbatte qualsiasi aspettativa basata sul corpo in cui sei nata, ma il tuo corpo è in linea con la tua anima e il tuo spirito. Non è più necessario adempiere a dei ruoli sociali, ma riesci a vivere secondo le tue passioni, la tua essenza” abbattendo ogni velo di timore e lanciando un messaggio a tutti coloro che tutt’oggi hanno bisogno di sentirsi in pace con loro stessi, partendo dal loro corpo.
Ad oggi non crediamo importi davvero sapere come, quando o dove SOPHIE ci abbia lasciato, ma conti di più sapere che il messaggio che ci ha donato è un forte segnale di cambiamento, di libertà e consapevolezza, un segno indelebile che viaggia con immagini e musica in ogni luogo.




“Fedele alla sua spiritualità, si è arrampicata per raggiungere un posto da cui guardare la luna piena ed è scivolata. SOPHIE sarà sempre qui con noi” – Transgressive Label

Editorial: Rings for E-boys

Fashion Editor : Francesco Vavallo @francesco_vavallo

Photographer : Giorgio Lovati @georgelovat

Model : Ronaldo @ronaldogjermen@specialmanagementmen

Rings Brand : JUPITER   @_jupiter____


Colori accesi, pietre incastonate ed ironia sono il nuovo trend per gli anelli degli e-boys ed e-girls di tutto il mondo.
Forse li avrai già visti questa estate o nell’ultimo videoclip di Miley Cyrus “Midnight Sky”, di ogni dimensione e colore questi gioielli hanno attirato l’attenzione degli adolescenti della Generazione Z, superando il concetto di mascolinità, e se lo smalto sull’uomo non è più un taboo perché non introdurre anche dei gioielli? 

Jupiter è un brand italiano, giovane e divertente che ha conquistato negli ultimi mesi i maggiori social media con foto stravaganti e spensierate di giovani ragazzi con le mani piene di anelli di plastica e perline.
Se non hai più voglia di vestirti in maniera elegante e professionale davanti ad uno schermo o se hai voglia di sorridere quando guardi la tua mano mentre scrivi le risposte del test di matematica, non puoi assolutamente fare a meno di questi anelli.


Editorial: “Il neo-punk non ha stagioni”

Fashion Editor : Francesco Vavallo @francesco_vavallo
Photographer : Niccolo Cacace @thenicspics
Model: Francesco @francescogianfrate
Location: Circolo Filologico Milanese @circolofilologicomilanese

Dal 430 di King’s Road alle boutique delle Champs-Élysées, borchie ed irriverenza anglosassone lasciano spazio a fresco di lana e bon-ton.


Motorcycle jacket and boots – Archive Saint Laurent by Hedi Slimane
Tailored trousers – Archive Tagliatore


Il punk non è morto, è cresciuto, masticato e rielaborato negli anni dalle più importanti maison, divenendone una versione neo-punk capitanata da giovani ragazzi “grunge-twink”, una visione che probabilmente distorce dall’immaginario comune della cultura punk ma non dagli ideali di ribellione che essa rappresenta.
Per definizione la nascita del punk è imputabile alla regina dell’anticonvenzionale, Vivienne Westdood che negli anni 70 con il suo ex-compagno e manager dei Sex Pistols, Malcolm Mclaren, decide di dar vita ad uno store di abiti stravaganti e fuori dal comune, creando una corrente di pensiero liberale e anarchico in grado di attraversare l’oceano, sbarcando negli USA e finendo sulle copertine dei più importanti magazine di moda.


T-shirt – Archive Vetements

Un’estetica riconoscibile ed affascinante in grado di diffondere sicurezza e pieno controllo della propria identità. Acconciature hardcore, spille da balia, jeans strappati e sguardo soporifero lasciano oggi spazio a completi sartoriali, capelli lunghi e curati, occhi di ghiaccio e fascino malinconico. Il nuovo punk è francese, più precisamente della capitale, giovane e dannato, dai capelli lunghi dei Ramones o dai tagli alla Mia Wallace, ascolta musica dai suoni elettronici ed indossa grandi firme rubate dagli archivi del padre o madre matching con look dalle ultime stagioni delle passerelle di haute couture parigina. Da Patti Smith, Luu Reed e Bowie massimi rappresentanti del punk e post-punk ad Andreas Kronthaler, Raf Simons, Billie Ellish ed Hedi Slimane, nuovi patrioti di questa sub-cultura nati dalla ricerca di un’entità mutabile, avanguardista ed ispiratrice.


Suit – Archive Saint Laurent by Yves Saint Laurent
Boots – Archive Saint Laurent by Hedi Slimane


L’iconico chiodo in pelle di Joey Ramone, frontman della band statunitense Ramones  fondatrice del movimento punk-rock newyorkese nel 1974, viene sostituito dal rifinito motorcycle jacket della maison francese Saint Laurent con direzione artistica di Hedi Slimane capitano della guerra contro lo streetstyle, l’acconciatura spettinata di Patti Smith e Luu Reed viene domata e curata, la maleducazione è velata da perbenismo sub-urbano ed infine l’espressione artistica passa attraverso i runway show di Undercover e Maison Margiela.
Il neo-punk parigino non è solo estetica ma una costante ricerca di nuove forme di espressione prendendo come riferimento tutti coloro che negli anni ’70 fecero della protesta interiore uno stile di vita.


Tailored wool suit – Archive Tagliatore
Popeline shirt – Archive Mauro Grifoni
Shoes – Archive Saint Laurent by Hedi Slimane


Ma se il neo-punk parigino è sartoriale ed annoiato dai trend della società, a Los Angeles i giovani latino-americani ritrovano un rifugio nella musica dei Germs e Led Zeppelin, costantemente alla ricerca di nuove forme di evasione, la comunità della città degli angeli è al centro di una bufera sociale che ha come protagonisti piccole band di quartiere con lo spirito di rockers e metallari di fine anni ’70.  Non interessa la politica e non interessano i movimenti culturali, vogliono solo essere liberi di esprimere ciò che sono e che vorrebbero essere con chitarra e batteria e se ciò non dovesse andare bene alla società la risposta è “Non ci importa!”.

Photo 1: Oversize Coat – Archive Del Mare 1911
Sunglasses – Archive Dior by John Galliano

Photo 2: Necktie – Archive Uniform Experiment
Jeans – Levi’s
Belt and boots – Saint Laurent by Hedi Slimane


Che sia a Los Angeles con i ricordi del passato o a Parigi con tailoring e disprezzo per i trend passeggeri della cultura urbana, ciò che accomuna questa onda di millenials irriverenti è la necessità di ritagliarsi un piccolo spazio nel mondo, allora perché non unirsi a questo mosh-pit.
 

Editorial: Spirit Keeper

Fashion Editor & Stylist – Francesco Vavallo @francesco_vavallo

Photographer – Stefano Sciuto @stefanosciutophoto

Grooming – Martina Russo @martinarussow

Ass. Stylist – Renato Ninfole @renatoninfole

Ass. Ph – Nicolò Martinazzi @nicolomartinazziphoto

Location – [HOHM] STREET YOGA @hohmstreetyoga

Models – GAYE @gaye_sero @bravemodels
                  MAAL @maal.azyz @bravemodels
                  CHRIS @yuchehsu1219 @bravemodels
                  TYRONE @tyronesmithers @ww_mgmt

Special thanks: Vincenzo Lamberti, [hohm] street yoga

Corpo, mente e spirito, in unione attraverso lo Yoga. Quando si pensa a vivere bene con se stessi pensiamo a stare in pace con tutto ciò che ci circonda, eliminando lo stress, migliorando il nostro corpo ma soprattutto essere felici e in armonia con noi stessi. Ritrovandoci in una casa isolati abbiamo capito che non c’è cosa più importante che prendersi cura del proprio io in equilibrio tra corpo e mente.
Lo Yoga è una pratica che sollecita la consapevolezza del nostro corpo, deviando le distrazioni esterne ed interne, ricercando un punto di congiunzione per la serenità, anche mentale. Secondo lo yoga, ognuno di noi è composto da un corpo fisico e uno energetico, invisibile, che coordina le nostre attività intellettuali e spirituali. Per questo servizio abbiamo quindi scelto non una semplice location, ma [hohm] street yoga, una scuola che da oltre 10 anni si dedica allo studio e all’insegnamento dello yoga in modo a-dogmatico, con un’offerta che spazia dal vinyasa allo yin e al restorative, e rivolge la sua attenzione tanto agli aspetti sottili e tradizionali della disciplina, fra cui il pranayama, quanto a una più moderna ricerca, come l’introduzione in Italia del metodo Katonah yoga. Fondata da Marco Migliavacca e Giovanna De Paulis, [hohm] street yoga affianca classi multilivello a percorsi pensati appositamente per i principianti, e di recente si è aperta anche a persone con disabilità o semplici difficoltà motorie, proponendo lezioni di yoga adattivo. Un centro dove approfondire lo studio dello yoga e portare la propria pratica a un nuovo livello di consapevolezza, anche tramite ritiri e laboratori con insegnanti italiani e internazionali.

[hohm] street yoga è presente a Milano con due sedi, viale Tunisia 38 e via Solari 19.

http://hohmstreetyoga.com/


“SPIRIT KEEPER” è la ricerca costante della serenità.




GAYE wearing total outfit Marco De Vincenzo
MAAL wearing total outfit MARNI

LEVI’S® 1969 517 for Valentino, il denim contemporaneo

Pierpaolo Piccioli rivisita i classici jeans Levi’s®️ 1969 – 517 boot cut, resi estremamente popolari alla fine degli anni ’60, per la collezione primavera / estate 2021 della Maison Valentino.

Il marchio Levi’s®️ è costruito su valori storici e lo show di Valentino incarna perfettamente il principio di uguaglianza costituito da un capo come il jeans, condividendo il racconto di un’estetica esclusiva, romantica e senza tempo.

Il Direttore Creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli, ha riflettuto a lungo su ciò che significasse dare un nuovo valore a dei capi che hanno già di per se una storia, così partendo da simboli, idee, luoghi, atmosfere che provengono da momenti diversi nel tempo ha potuto comunque parlare a una generazione contemporanea legata ancora oggi all’uso del denim.

Rimanendo fedele al rinomato stile 517, Pierpaolo Piccioli concepisce con occhi nuovi uno stile familiare a tutti. Una versione esclusiva, che trasmette tutto il romanticismo della collezione, creata sia per uomo che per donna e che racchiude elementi estetici sia di Valentino che di Levi’s®️.

Un cartellino speciale è stato disegnato per celebrare la collaborazione e l’inizio di una nuova esplorazione della moda. L’originale Levi’s®️ 517 del 1969, come visto sulla passerella dello scorso 27 Ottobre a Milano sarà disponibile nelle boutique Valentino in tutto il mondo a partire dalla primavera del 2021.

Milan Fashion Week Day 5: What’s going on?

Testo Francesco Vavallo – @francesco_vavallo
Grafica Asia Reparato – @asiareparato

MSGM

L’estate di Massimo Giorgetti è un messaggio di speranza per le nuove generazioni. Dalla ricercatrice all’università di Oxford alla teenager con un rapporto difficile con il proprio corpo, il video di presentazione della collezione primavera/estate 2021 di MSGM, in cui ogni ragazza ha potuto selezione il primo look personalmente, racconta come le nuove generazioni abbiamo il desiderio di essere unite, meglio se sotto il sole della costiera romagnola.

Stampe con ombrelloni, spiagge, campagne e volumi che sono un giusto compromesso sia per  la teenager che per la “sciura” milanese. La collezione di Massimo Giorgetti racconta di positività e leggerezza, ciò di cui abbiamo bisogno tutti, specialmente in questo momento.


MM6 MAISON MARGIELA

La primavera/estate 2021 di MM6 Maison Margiela parla a coloro che hanno trascorso i loro ultimi mesi a lavorare da casa, con dei look pensati per una videoconferenza seduti nel proprio soggiorno.

Il team creativo ha lavorato su questa collazione durante il periodo di lockdown mettendo in discussione tutto il sistema corporate e dando vita ad un progetto video in cui si alternano modelli e membri del team. Blazer tagliati all’altezza del gomito, all’altezza della scrivania, camicie abbinate con t-shirt e gilet, palette di colori “aziendali” per portare un senso di moda anche in conferenza sul proprio divano.


VALENTINO

Da Parigi a Milano, la maison Valentino ha creato una collezione che parla di romanticismo post-moderno.

“Abbiamo lavorato con persone che rappresentano il mondo” ha affermato Pierpaolo Piccioli, direttore creativo del brand, uno show che prende vita non in un palazzo come è solito alla maison, ma in una fabbrica dismessa piena di fiori di campo, un po’ a ricordare il concetto di romanticismo del ventunesimo secolo.

Questa volta la maison non sceglie modelli ma decide di optare per uno street casting: “Volevo raccontare un Valentino nuovo e più inclusivo, che abbraccia un’idea di libertà senza frontiere di genere, sesso e razza perché questo è il mondo oggi e io lo voglio raccontare” aggiunge Piccioli al termine dello show.

È così che si parte dall’iconico abito giallo di Anjelica Huston fino ad arrivare ai vestiti da sera dai volumi ampi e alle bluse portate con il jeans 5 tasche, un modello Levis in fuori produzione riprende vita in una chiave romantica, una collezione che parla ad una generazione che ha bisogno di amore.

Milan Fashion Week Day 4: What’s going on?

Testo Francesco Vavallo – @francesco_vavallo
Grafica Asia Reparato – @asiareparato

PORTS 1961

All’interno del portico del Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano, sfilano le modelle/guerriere della collezione primavera/estate 2021 di Ports 1961. 
Karl Temple, direttore creativo del brand, si è ispirato all’antica Roma per rappresentare la donna moderna come una nuova gladiatrice urbana dal tocco borghese. 

MOSCHINO 

Jeremy Scott, direttore creativo di Moschino, ci porta all’interno di un teatro dei burattini in cui ci mostra i meccanismi interni della moda che spesso rimangono nascosti. 
La collezione Moschino primavera/estate 2021 reinterpreta il concetto di temporalità della società dato il periodo storico e presenta delle marionette/modelle con abiti ed accessori in miniatura dai colori pastello e delicati con pizzo, rete e cashmere aerografato. 

PHILOSOPHY 

In una cornice segreta come quella del giardino metropolitano de “La Vigna di Leonardo”, Lorenzo Serafini direttore creativo di Philosophy, presenta la collezione primavera/estate 2021 come un vero e proprio omaggio ai pittori ottocenteschi come Édouard Manet e Claude Monet. 
La donna Philosphy diventa una pittrice che indossa le sue tele bianche e le sporca con delle pennellate di colore accesso divenendo simbolo di espressione. Silhouette ampie e volumi insoliti per il brand accompagnano graziosi abiti picnic in popeline, bustier, maniche a sbuffo per una vera e propria donna bohemienne.   

FERRAGAMO 

In una celebrazione di Milano e della vita, lo show primavera/estate 2021 di Salvatore Ferragamo si apre con un cortometraggio diretto da Luca Guadagnino. Colori forti su tessuti rigidi ci mostrano come le forme geometriche si armonizzino alla perfezione nell’immaginario di eleganza e sensualità proposti da Paul Andrew, direttore creativo del brand. 
Ogni singolo pezzo vive di vita propria ed è senza alcun dubbio una moda senza alcun tempo.

ARMANI

In un momento storico come quello che stiamo affrontando, Giorgio Armani rimane fedele alla sua eleganza ed estetica senza tempo. Una collezione primavera/estate 2021 che racconta la voglia di Armani nel tornare a vestirsi bene e con eleganza come solo lui è in grado di fare. 
L’uomo Armani rimane fedele ai colori della notte con bluse leggere, tre pezzi sensuale e gilet senza camicia. Per la donna invece i look giorno sono ideali per stare in casa come anche per andare a cena dopo l’ufficio – o in una videochiamata in smartworking – mentre per la sera fa da protagonista il tuxedo e all’eleganza che oramai è un marchio di fabbrica riconoscibile in tutto il mondo. 

Milan Fashion Week Day 3 What’s going on?

Testo Francesco Vavallo – @francesco_vavallo
Grafica Asia Reparato – @asiareparato


MARCO RAMBALDI 

La sorellanza è il pilastro portante della collezione primavera/estate 2021 di Marco Rambaldi, che sfila nella iconica Via Lecco di Milano, fulcro della vita notturna – e non solo – della comunità LGBTQ+ milanese. 
Una collezione che vuole abbattere le barriere dello stereotipo femminile, partendo proprio dal concetto di unione solidarietà tra donne. Silhouette semplice che vanno a delineare il corpo, sia maschile che femminile, accompagnate da palette colori acida e denim. 

SPORTMAX

Il gioco asimmetrico di Sportmax diventa sensuale e a tratti punk-chic per la collezione primavera/estate 2021. Dal poema “Sing the Body Electric” dell’autore americano Walt Whitman, prende vita una presa di coscienza del proprio corpo lasciandosi andare a trasparenze di seta e tessuti che aderiscono alla pelle creando delle silhouette pulite e raffinate ma pur sempre sensuali.

BOSS

Ingo Wilts, direttore creativo di Boss, si avvale della collaborazione con l’artista inglese William Farr per la creazione di una meravigliosa stampa floreale che include oggetti di uso comune, a ricordarci che c’è sempre tempo e spazio per pensare a ciò che ci circonda e come il nostro senso civico possa fare la differenza. La collezione Boss primavera/estate 2021 propone con stampe delicate e romantiche un tema che oramai dovrebbe essere all’attenzione di tutti, la sostenibilità.

TOD’S

Come in un viaggio negli anni ’70, Walter Chiapponi ci racconta attraverso un video, il suo immaginario Tod’s per la collezione primavera/estate 2021. 
In una vera e propria conversazione tra il direttore creativo ed i modelli, scopriamo come dei turisti, un luogo ricco di charme proveniente da altri tempi. Capo protagonista di questa collezione, il capospalla firmato Tod’s arricchito da tasche multiuso e dall’estetica retrò.

MARNI

La moda non è solo vestiti ma anche chi li indossa. 
Con questo pretesto, la collezione primavera/estate 2021 di Marni, firmata Francesco Risso, è un vero e proprio manifesto di come ciò che indossiamo ci unisca ed al tempo stesso ci renda unici.
La presentazione del “Marni-festo” è avvenuta in 11 città diverse del mondo, realizzando un filmato in cui si percepisce la vera essenza di Marni, fatta di persone. 

VERSACE

Immaginate un viaggio in una città sommersa dalle acque in cui tra rovine e colonne con greche incise, sovrasta su tutto il simbolo iconico della medusa di Versace. 
Donatella Versace ci trasporta, anche con le indimenticabili stampe della collezione P/E 92 “Tresor de Mar”, nel suo immaginario estivo per la collezione primavera/estate 2021. 
Maglie da surfista, gonne plissé dai colori acidi e stampe su stampe evidenziano un abbigliamento daywear che non potrebbe essere più Versace mentre per la sera la donna diventa sirena con reggiseni a conchiglia, gemme ed abiti in seta che delinea il corpo come acqua. L’uomo della maison medusa è invece ironico e moderno con l’introduzione dei bermuda su giacca smoking, accessori dai colori accesi e l’irriverenza che ha da sempre contraddistinto la maison fondata da Gianni Versace. 

PHILIPP PLEIN

Una vacanza senza spese è l’inno alla ricchezza di Philipp Plein per la sua collezione primavera/estate 2021. 
Il designer racconta un’estate ricca di stampe animalier e costumi interi introducendo anche pezzi in pelle e jersey mentre per la sera la donna Plein diventa sexy ed ambiziosa di un futuro che possa essere più roseo dato il momento difficile.