GIVENCHY: LA SPRING SUMMER 2019 SARÀ LEONINA

La pre-collezione Spring 19 di Givenchy sarà un omaggio al segno più fiero del mondo dello zodiaco: il leone.
Il tema identifica le sue radici nella più antica tradizione del brand parigino, il re della savana era infatti una grande passione del conte Hubert de Givenchy, fondatore del brand scomparso lo scorso marzo, ma è anche ispirato al segno zodiacale di Clare Waight Keller, direttrice artistica del brand.
La nuova punta di diamante della maison, prima donna alla guida della maison francese, riprende ancora una volta il mondo dello zodiaco dopo averci deliziato con una collezione di gioielli ispirati ai 12 segni dell’oroscopo.

Il suo innovativo spirito urban si trasferisce così nei capi, giacche, bomber in pelle e denim, felpe con cappuccio in ecopelle e T-shirt nere oversize, maglie a maniche lunghe o corte, che per la prossima collezione spring 19 si arricchiranno inoltre della storica firma di Hubert de Givenchy ricamata in rosso.

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CHURCH’S LANCIA LA PELLETTERIA

Debutterà a partire da Dicembre, sia all’interno delle boutique sia online, la nuova linea artigianale di accessori  per l’uomo moderno ed elegante firmata dal celebre marchio di Northampton. Il brand, che ha appena presentato la sua prima linea di pelletteria parte da questo presupposto «Siamo artigiani del cuoio da quasi 150 anni»  e ancora, come sostiene l’amministratore delegato di Church’s, Anthony Romano, «La collezione accessori è una naturale estensione dell’universo Church’s secondo i canoni di un’eleganza maschile e uno stile senza tempo».

L’esclusiva collezione di accessori dove l’eleganza moderna incontra l’artigianalità è interamente realizzata in vitello stampato St. James . Dalle borse da lavoro ai porta documenti fino alle borse con tracolla e zaini da weekend, ogni articolo è realizzato a mano con questo tipo di pellame esclusivo, declinato nelle tonalità di nero, caffè, talco e smeraldo. Ogni pezzo richiede fino a 150 passaggi fatti a mano per rendere perfetto ogni più piccolo dettaglio, utilizzando un processo di stampa a grana, chiamato per l’appunto “St. James”.

Ecco nel dettaglio i nuovi arrivati:

CRAVEN: Una borsa ideale per tenere al sicuro il nostro computer senza rinunciare ad un tocco cool. Le sue linee pulite nascondono le tasche interne e offrono spazio sufficiente a trasportare il pc e i documenti di un’intera giornata di lavoro.

BUCKINGAM: La valigetta che significa “affari”. Perfetta per la settimana di lavoro è estremamente capiente, grazie allo scomparto anteriore con cerniera, la tasca interna e una serie di scomparti per carte di credito e materiale di cancelleria, che la rendono ideale per l’ufficio.

CRAWFORD: Sottile ma con un look deciso, custodisce i documenti con impeccabile disinvoltura, rinuncia al classico manico incardinato sulla parte superiore a vantaggio della versatilità della propria forma piatta.

GUILFORD: Raffinata borsa da lavoro e al contempo borsa da weekend da usare in occasioni in cui sia richiesto un codice d’abbigliamento smart casual.

CLARENDON: Reinterpretazione della classica borsa messenger, Clarendon presenta uno stile tradizionale e una fattura squisitamente artigianale. Un classico che risulta versatile per ogni occasione.

PORTAFOGLI e PORTACARTE: Dai pratici portafogli con zip ai classici porta carte e porta monete, per custodire gli oggetti con stile.

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TKY: IL NUOVO CONCEPT STORE VALENTINO

La casa di moda italiana Valentino ha svelato il 27 novembre, il nuovo progetto retail TKY all’interno della sua storica boutique di Tokyo, situata nel centro commerciale di lusso Ginza Six. Ideato dal direttore creativo della griffe, Pierpaolo Piccioli, con la complicità di Sarah Andelman. Il nuovo allestimento del negozio sarà visibile fino al 9 dicembre prossimo con uno spazio dove arte, musica, visioni e tradizioni future, prendono vita insieme.

Con il concept store TKY di Ginza Six, Pierpaolo Piccioli e Valentino si lanciano nell’affascinante impresa di fondere due concetti giapponesi, il ma, lo spazio invisibile e il wabi-sabi, l’idea di transitorietà e imperfezione con l’unità di spazio e la Bellezza classica italiane. Il concept store TKY riapre un’immaginaria via della seta pensando ad un ‘estremo oriente’ che si trasforma in ‘estremo occidente’.

I differenti spazi e capsule esploreranno la creatività e le antiche tecniche artigianali giapponesi attraverso l’input della visione della Maison. Diversi gli artisti e i brand invitati a rappresentare nuovi modi di reinterpretare la tradizione, rendendo omaggio alla lunga storia delle differenti professionalità del Giappone e onorando l’eccitante ed eccezionale trasformazione della società nipponica nel corso dell’ultimo secolo. L’interpretazione di Doublet dell’immaginario Valentino conferisce alla street culture di felpe e t-shirt una nuova dimensione, in cui l’iconografia dei tatuaggi si trasforma in ricami meravigliosi e dove i simboli di Valentino diventano una nuova giungla di significati, luoghi e immagini.

Undercover cannibalizza la storia dell’arte e la pittura del Rinascimento per produrre una serie di pouch Valentino di grande praticità e con uno stile provocatorio contemporaneo. Kouroki porta la famosa e straordinaria qualità del denim giapponese del dopoguerra nella tradizione del classico denim sartoriale Valentino. La collezione capsule Valentino esplora e reinventa l’iconografia giovanile dei Manga, trasformando gli animali della tradizione della Maison: la farfalla, il dragone, la pantera, la tigre e il serpente in animati personaggi manga, con un’identità propria. Oltre alle collaborazioni moda, il concept store TKY offrirà ai suoi ospiti un assaggio di differenti opere nate dalla manifattura tradizionale dell’artigianato giapponese.

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MANINTOWN PER LA GIORNATA MONDIALE DELL’AIDS

In occasione del 1° dicembre 2018, Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, ASA Associazione Solidarietà AIDS organizza una mostra-happening che inaugura il nuovo 10 Corso Como Tazzoli, un segnale importante per la città di Milano che si arricchisce di nuovi spazi aperti per l’intrattenimento culturale.

Per questa speciale iniziativa testimonial d’eccezione è Fabrizio Sclavi, che ha mobilitato amici e colleghi di sempre tra i migliori fotografi e creativi internazionali per sensibilizzare sul tema dell’AIDS e del pregiudizio verso le persone che vivono con HIV. Sclavi ha realizzato quattro immagini che raccontano in modo ironico e comunicativo il virus e le attività che ASA dal 1985 ha messo in campo a supporto dei malati.

All’appello lanciato da Fabrizio Sclavi e Federico Poletti per questo importante progetto hanno subito aderito Gian Paolo Barbieri, Maria Vittoria Backhaus, Maurizio Galimberti, Ilaria Facci, Giovanni Gastel, Piero Gemelli, Alessandra Spranzi, Oliviero Toscani con Fabrica, Paolo Ventura, Paolo Zambaldi e Cosetta Giorgetti, Max Zambelli, Stefano Zarpellon ed Efisio Rocco Marras. Tutti i fotografi e creativi hanno donato un’opera per la mostra e in alcuni casi realizzato uno scatto ad hoc per iniziative importanti per ASA, come la campagna #undetectable, che mira a combattere l’ignoranza spiegando che le persone sieropositive sottoposte a una terapia antiretrovirale efficace non sono più contagiose

Ogni anno ASA, referente nazionale del progetto storico promosso dall’organizzazione americana The Names Project Foundation, cura la manifestazione La Coperta dei Nomi (THE QUILT) dove espone le coperte disegnate e ricamate da amici o parenti di vittime dell’AIDS, affinché il loro ricordo non vada perduto. Quest’anno, grazie alla mostra curata da Fabrizio Sclavi e Federico Poletti, ASA mette in mostra le “Coperte dei Nomi” attraverso un’installazione in 10 Corso Como Tazzoli insieme ad alcune fotografie emozionali realizzate dai fotografi coinvolti nell’iniziativa.

Max Zambelli
Efisio Rocco Marras

Gianpaolo Barbieri
Ilaria Facci

Durante la serata sarà lanciata una campagna di crowdfunding per realizzare l’archivio digitale di tutte le “Coperte dei Nomi” che ASA conserva (circa 400), rendere fruibili i Quilt e conservarne la memoria. Alle ore 18.30 Fabio Marelli, speaker di Discoradio, introduce gli ospiti e gli autori protagonisti. Alle ore 20.00 l’attore Angelo di Genio recita alcuni passaggi tratti dallo spettacolo “Processo a Nureyev” di Mario Acampa. Ore 20.30 Lettura Nomi Coperta dei Nomi. Alle ore 21.30 Sem & Stenn, reduci da X Factor, cantano dal vivo alcuni loro pezzi per sostenere l’iniziativa e sensibilizzare il pubblico.

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INTERVIEW: ANTONIO PERFETTO

Un sorriso capace di catalizzare l’attenzione di migliaia di follower e una spontaneità che lo rende autentico sui social e nella realtà sono senza dubbio le caratteristiche con cui si presenta Antonio Perfetto, classe 1990, appartenente a quella generazione di millenials impegnati e che lavorano sodo per portare avanti le proprie ambizioni. Non solo social nella sua vita, ma soprattutto il lavoro come digital manager e gestione di celebrities che prima dei social è la sua grande passione.

Ti senti più manager o influencer?

Decisamente manager, quello dell’influencer è stata una conseguenza data dalla condivisione dei momenti della mia vita e del mio lavoro ma sin dai tempi dell’università sognavo di poter lavorare nel mondo del digital e quindi ad oggi l’impegno più grande e soprattutto la mia vera passione è proprio il lavoro in agenzia che mi vede protagonista nella gestione di piani digital per le aziende e nell’organizzazione di progetti con alcuni volti noti della televisione come Caterina Balivo, Filippa Lagerback ed Elena Santarelli.

La professione di influencer ha una data di scadenza?

In questo settore è fondamentale la capacità di riadattarsi e crescere ma anche avere un buon management alle spalle che porti il personaggio a non fossilizzarsi. Come in altri campi vincono l’intelligenza e il talento di ognuno, se hai pochi contenuti con il passare del tempo tenderai naturalmente a dissolverti.

Tre caratteristiche vincenti per chi vuole avere successo sui social

Autenticità, costanza nell’affrontare questo lavoro che è composto da grande strategia e impegno, onestà intellettuale e circostanziale al mezzo. Crescere in maniera organica e senza trucchi sui social è fondamentale.

Viaggi spesso per lavoro, cosa non manca mai nella tua valigia?

Il “pigiama camicia” con bottoni e un paio di pantofole da camera, che possono sembrare banali ma non lo sono. Quanto all’outfit un paio di jeans, t shirt bianca e felpa con il cappuccio perché sono molto freddoloso nei viaggi in treno o aereo. Infine patch viso di Carita nei viaggi intercontinentali, da applicare prima dell’atterraggio per arrivare freschi a destinazione.

Hai una beauty routine specifica?

Ho due creme da cui non mi separo mai, una idratante e una contro la dermatite perché ho una pelle molto sensibile. Per i capelli uso lo shampoo detox di Phytorelax con argilla, ottimo per il cuoio capelluto e le lunghezze. È un marchio italiano che conosco da vicino e che mi piace anche per il fatto che non effettua test sugli animali.

L’accessorio fondamentale per un uomo?

Le collane, possibilmente che si intravedano dalla camicia a meno che la tua professione non ti porti a lavorare con la cravatta. Penso che l’uomo con la camicia chiusa fino all’ultimo bottone abbia sempre qualcosa da nascondere.

Il tuo posto del cuore?

Non ne ho uno ma diversi, dalla Pasticceria Cucchi a Milano ad Aversa che è casa e il luogo in cui ho trascorso una bellissima adolescenza e infine l’Asia che ha una cultura grandissima e mi ha ispirato molto. Anche con Los Angeles ho un rapporto particolare.

Dove ti vedi tra 10 anni?

Prima di tutto vorrei essere più sicuro di me  e spero che l’ ambizione mi porti a sviluppare la mia professione e costruire una mia agenzia. Allo stesso tempo mi piacerebbe lavorare bene come protagonista sui social, qualora questo ambito non si riveli una bolla e il pubblico continui ad appoggiarmi.

Photographer: Cosimo Buccolieri

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CINECULT: ESSERE DIVINA DI LUCA PELLEGRINI

Presentato Fuori Concorso al Lovers Film Festival di Torino e qualificato ‘Film d’essai’ sta facendo il giro di varie sale italiane il brillante e originale docu-film ‘Essere divina-Divine Being” scritto, diretto e coprodotto dal talentuoso e acuto cineasta Luca Pellegrini, già autore di sceneggiature che hanno riscosso ampi consensi fra il pubblico.

E ora Pellegrini si cimenta con successo nel raccontare le storie e le situazioni che nascono intorno al corso ‘Pane e piume’, la prima scuola italiana, con sede a Milano, per diventare una drag queen(ricordate il film Priscilla?). Con il contributo di Platinette e della purtroppo scomparsa Karl du Pigné, all’anagrafe Andrea Beradicurti, storica icona romana della scena delle drag queen(più che una drag una pioniera del travestitismo artistico) questo variopinto, scoppiettante ma anche riflessivo lungometraggio che ha richiesto una faticosa gestazione di quattro anni di lavoro, ripercorre il laborioso e complicato processo mirante attraverso corsi di postura, trucco e parrucco e molto altro ancora, a ‘tirare fuori la drag che c’è in noi’.

Il tutto documentato e narrato con semplicità eloquente attraverso le testimonianze di alcuni allievi, venti in tutto, donne di varie età e provenienza, uomini gay ma anche esuberanti eterosessuali ansiosi di mettersi alla prova issati su tacchi vertiginosi. Senza contare i quattro insegnanti, i sagaci componenti del gruppo ‘Nina’s Drag Queen’, professionisti del campo. Essere divine non significa solo travestirsi con parrucche, guepière e calze a rete ma vuol dire soprattutto immergersi in un’esperienza che coinvolge-e travolge-la nostra intimità consentendoci di esprimere noi stessi davvero in piena libertà.

Una metamorfosi che nell’epoca dei selfie e dell’ostentazione del sé in tutte le sue forme, suona quasi come una provocazione e una reazione nel segno dell’autenticità, a tanto esibizionismo gratuito. L’autore Pellegrini delinea un quadro di interessante e varia umanità e soprattutto i profili psicologici e introspettivi di persone che puntano a scoprire e conoscere meglio sé stessi catapultati in una rutilante mise en scène che va oltre gli schemi e i cliché per reinventare la nostra identità. Bella prova. Fresca e originale, ben confezionata e restituitaci con un immaginifico realismo attraverso un montaggio vivace, ben orchestrato e acuto. Da vedere.

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5 METE PER APRIRE LA STAGIONE DELLO SCI

Con l’inverno quasi alle porte molti di noi si stanno preparando a respirare aria di montagna, specialmente gli amanti dello sci e dello snowboard, che sono disposti anche a viaggiare per trovare la pista perfetta. I vari comprensori sciistici si differenziano per ampiezza e difficoltà delle piste ed è possibile trovare una soluzione per tutti i tipi di portafoglio e livelli di esperienza. Holidu, il motore di ricerca per case vacanze, ha deciso di stilare una classifica delle più importanti località sciistiche d’ Italia e d’Europa, comparando i prezzi di skipass e pernottamento in case vacanza. Ecco 5 bellissime mete dove inaugurare la stagione con una spesa contenuta:

Pinzolo

Stupenda località sciistica nell’Alta Val Rendena, in provincia di Trento. La piccola cittadina, che ospita poco più di 3000 abitanti, è perfetta per destreggiarsi sugli sci in 32 km di piste, per ogni difficoltà e livello. Pinzolo, oltre ad essere intima e accogliente, è anche la destinazione meno cara: gli amanti della montagna pagheranno solamente 41€ di skipass giornaliero e 35€ per l’alloggio, in alta stagione.

Val di Fiemme

Il comprensorio sciistico che ospita la Val di Fiemme, nel cuore delle Dolomiti, è da lasciare a bocca aperta gli amanti della montagna, anche per quanto riguarda il portafoglio. Questa bellissima valle annovera ben 11 paesi e aspetta solo di essere scoperta! Si aggiudica quindi il secondo posto tra le mete sciistiche più convenienti, con quasi 112 km di piste, per la maggior parte di difficoltà facile, perfette per gli appassionati un po’ più inesperti. Durante l’alta stagione lo skipass giornaliero costerà solamente 50€, prezzo abbordabile considerando l’offerta, mentre il pernottamento, sui 28€ a persona, è il più economico in assoluto.

Via Lattea Internazionale

La medaglia di bronzo se l’aggiudica il comprensorio sciistico della Via Lattea, tra le mete più convenienti e con lo skipass più economico in assoluto, soli 38€. Il prezzo si associa ad un’offerta ampissima: ben 212 piste per un totale di 400 km. Tra le località comprese troviamo Sestriere, Sansicario, Cesana e Pragelato. In bassa stagione,gli alloggi vanno da 47€ a persona a notte.

Monterosa Ski

Al quarto posto troviamo il comprensorio del Monterosa, leggermente più costoso della Via Lattea, considerando i 50€ per lo skipass. Il prezzo per gli sciatori inizia ad aumentare, questo anche a causa della grande offerta di piste, che si diramano tra l’Italia e la Svizzera, raggiungendo 180 km in totale. Il prezzo degli alloggi è competitivo; si parla, infatti, di circa 38€ a persona a notte. Tra le località incluse troviamo Champoluc, Gressoney la Trinite, Antagnod e Alagna. Il nome del comprensorio deriva dal massiccio montuoso del Monte Rosa, situato nelle Alpi, secondo per altezza dopo il Monte Bianco.

Folgaria

Per il quinto posto ci troviamo ancora in Trentino, a Folgaria per la precisione, che con i suoi 74 km di piste è un sogno che diventa realtà per gli sciatori di tutti i livelli. Nonostante il prezzo dello skipass vari di poco tra alta e bassa stagione (42€ – 41€), il prezzo degli alloggi, invece, varia sensibilmente, garantendo un grande risparmio in bassa stagione; si passa, infatti, da 47€ a 29€. Folgaria è uno dei comprensori sciistici più adatti soprattutto per chi vuole imparare a sciare, offrendo ben 22 piste blu e 6 campi scuola. Oltre ad essere molto amata d’inverno il paese offre eventi tutto l’anno.

 

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HAPPY BIRTHDAY MICKEY MOUSE!

A novembre 2018 l’iconico personaggio Disney ha compiuto 90 anni. Dell’inguaribile ottimismo e della determinazione che lo contraddistinguono non ci stancheremo mai. È il capo del club Disney: ha ispirato mostri sacri dell’arte come Andy Warhol, Keith Haring, Damien Hirst.

Keith Haring, Mickey Mouse.

Dal debutto sul grande schermo che lo vedeva capitano della nave in “Steamboat Willie” nel 1928 ha vissuto mille avventure, e sarà così ancora per molto. Influencer d’antan, Topolino per la celebrazione del suo 90° compleanno sarà presente nelle collezioni di oltre 90 brand tra cui: Marcelo Burlon, United Colors of Benetton, Superga, Vans. E questi solo nel ready-to-wear: il mondo del food, dell’orologeria, dei giocattoli e dell’interior design si uniscono a questa importante ricorrenza.

Un’icona senza tempo che non smette mai di ispirare i creativi e i designer di tutto il mondo. Le celebri orecchie del topo sono così presenti nelle stampe degli stilisti, oppure i suoi iconici guanti diventano le lancette che segnano il tempo dell’orologio da polso. Le interpretazioni dell’icona Disney sono moltissime e divertenti: ideali per l’uomo che ama indossare con disinvoltura e un pizzico di autoironia un ricordo speciale della propria infanzia.

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Idee di arredamento per piccoli spazi: letti e librerie

Per un monolocale da studenti o una casa piccola, in cui lo spazio debba, necessariamente, essere ottimizzato per favorirne il migliore utilizzo possibile, il letto estraibile è sicuramente una delle scelte migliori. Che sia solo per un ospite, o da utilizzare nella camera dei bambini, quest’opzione di arredamento per la stanza da letto offre molteplici vantaggi.

Nella camera dei ragazzi, lascia un raggio d’azione e di spazio, per giocare, decisamente più ampio rispetto a quello disponibile se fosse presente un letto fisso. Sia esso un letto singolo o matrimoniale, il meccanismo del letto estraibile è di facile deduzione: alla base di questi tipi di letto è presente una specie di cassettone nel quale è contenuto il secondo letto, da estrarre quando serve. Ovviamente, il movimento dev’essere leggero e scorrevole, specialmente se l’utilizzo del letto estraibile è quotidiano. Questa tipologia di letti coniuga perfettamente estetica e praticità e sono pensati per adattarsi alle moderne esigenze di appartamenti piccoli ma funzionali, in grado di sfruttare al meglio ogni angolo della casa. La scelta tra questo tipo di arredamento è, ovviamente, ampia e variegata. Potrete optare per un letto a castello con ulteriore letto estraibile, se i figli sono due ma con l’amico diventano 3, oppure un letto chaise long con secondo letto estraibile, o ancora una soluzione più elegante in massello. Il letto estraibile offre quindi una soluzione di spazio e di stoccaggio in una singola unità compatta, adattandosi così ad ambienti di dimensioni ridotte.

Come diceva il celebre Marco Tullio Cicerone

“una casa senza libri è come una stanza senza finestre”

Senza volerci dilungare troppo sulla celebre citazione, né sulla sua ovvia veridicità, cerchiamo di immaginare una libreria da riempire. Anche qui, le soluzioni non mancano e le tipologie di librerie sono varie e variegate. Di certo, il primo passo per l’acquisto di una libreria è quello di scegliere colori e stile che non cozzino con il resto dell’arredamento. Si può scegliere una libreria già pronta all’uso, oppure, per avere più margine di espressione e scelta, si può optare per una libreria componibile. Sicuramente quest’ultima opzione offre maggiori possibilità di adattamento a spazio ed ambienti, perché più facile da conformare alle dimensioni della stanza. Soprattutto quando l’ambiente è irregolare, ad esempio con un soffitto basso o in pendenza, come nelle mansarde, il modulare è senza dubbio la soluzione migliore, vista la facile adattabilità all’ambiente. La libreria componibile gioca tutto sulla sovrapposizione (se sviluppata in verticale) o affiancamento (se sviluppata in orizzontale) dei vari elementi. Si può dare slancio ad uno spazio monotono con una libreria flessibile. La libreria modulare può essere regolata non solo in altezza e in larghezza, ma anche in profondità. Questo particolare la rende particolarmente versatile e consente di utilizzarla non solo addossata ad una parete, ma anche ad esempio come divisore all’interno di una stanza. Anziché tirare su muri e polvere, si può utilizzare una libreria come divisorio tra una stanza e l’altra. Una libreria modulare può crescere col tempo, per dare spazio e visibilità alla vostra nuova collezione di libri e cd. Nessun limite alla fantasia, purché il tutto sia armonico e piacevole alla vista.

DISARONNO WEARS TRUSSARDI: LA LIMITED EDITION 2018

Siamo arrivati alla sesta edizione delle collaborazioni Disaronno, è infatti dal 2013 che il liquore italiano più venduto al mondo presenta a collezionisti e amatori una bottiglia in collaborazione con i brand dell’alta moda italiana.
Abbiamo avuto il piacere di ammirare la storica bottiglia in vetro martellato decorata con i cuoricini di Moschino, il baroccato di Versace, il motivo paisley di Etro, lo storico zig zag stripes di Missoni e, quest’anno, l’inconfondibile texture di Trussardi che incontra il monogramma Levriero.
Le collaborazioni Disaronno uniscono due dei simboli del lifestyle italiano (fashion & beveraggi) portando in alto la nostra tradizione in Italia e all’estero.

“La Limited Edition rappresenta da anni un momento clou per la visibilità del nostro marchio”, commenta Augusto Reina, Amministratore Delegato di Illva Saronno Holding. “Disaronno è apprezzato in tutto il mondo come un simbolo dell’Italian Style e siamo orgogliosi di presentarci quest’anno con una veste particolarmente raffinata ed elegante che riflette pienamente il nostro animo contemporaneo”.

“La storia di Trussardi è fatta di innovazione, scoperta, contaminazione. Vestire l’iconica bottiglia Disaronno, oltre a consolidare il legame fra due aziende che rappresentano l’italianità nel mondo, va a sottolineare ancora una volta che Trussardi continua a essere un brand lifestyle a 360 gradi” replica Tomaso Trussardi, Amministratore Delegato dell’omonima azienda.

A cavallo con le festività di fine anno, l’edizione limitata sarà disponibile in due diverse confezioni mignon, entrambe composte da tre bottiglie in formato mini da collezione.
Non sapete come accogliere i vostri ospiti per le cene natalizie? Un Disaronno sparkling è quello che fa per voi, un cocktail semplice ma efficace composto da una parte di Disaronno, tre di prosecco e decorato con un rametto di ribes.

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ALLENARSI COME CASSIUS CLAY DA AUDACE MILANO

Dopo il successo di Londra e New York, arriva anche a Milano Clays, una tipologia di allenamento ispirata alla boxe che scopriamo presso Audace Palestre Milano Repubblica. Il nuovo corso di gruppo ideato da Ciro Santucci, Ceo delle palestre Audace Milano trae ispirazione dal pugilato (deve infatti il suo nome al celebre pugile) ma è aperto a tutti perché in realtà non richiede specifiche competenze sugli sport da combattimento.  Sacchi e pungiball sono gli strumenti del nostro allenamento, contengono fluidi per rendere l’esercizio più sfidante e l’impatto meno traumatico. L’atmosfera è accattivante perché ci si muove con playlist create su misura e un sistema di luci studiato ad hoc che accompagna i nostri esercizi.

Questo corso è perfetto a fine giornata per scaricare le tensioni e rappresenta allo stesso tempo un valido allenamento a circuito. Dal pugilato infatti sono stati selezionati i movimenti più intensi, come saltelli, chassé, ganci e montanti al sacco organizzati in piccole sequenze alternate di esercizi, ad esempio 3 minuti al sacco o 3 di allenamento funzionale con un successivo minuto di recupero. Tutto questo lo rende un ottimo workout cardiovascolare che garantisce anche un notevole dispendio calorico.

Oltre a Clays, da Audace troviamo la sala training per il bodybuiliding, un’area cardio animata da dj set e varie “fitness boutique” dedicate esclusivamente a una specifica tipologia di attività come cycling, yoga, pilates. Infine attraverso la app del club verranno registrate tutte le informazioni sul nostro training, dal tipo di esercizi svolti fino al numero di lezioni frequentate. Così si potranno monitorare progressi, risultati raggiunti e vedere i punti acquisiti direttamente dallo smartphone accedendo a un programma di vantaggi per i soci più fedeli e a sconti sul nostro abbonamento. Mai come in questo caso allenarsi ripaga, anche il nostro portafoglio!

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THE BEAUTY LOCKER: NICOLA SURBERA

Quello della barba è un trend che non conosce crisi e proprio adesso che ci avviciniamo all’inverno è importante scegliere la giusta strategia per prendercene cura. Del resto, è un accessorio fondamentale per il look maschile. Ne parliamo con Nicola Surbera, influencer romano ma ormai adottato da Milano, che tramite instagram e il suo blog Mensbeauty si rivolge all’universo maschile dandoci sempre consigli e nuovi spunti.

Come ti prendi cura della tua barba?

Per quanto riguarda la forma e lo stile tendenzialmente vado dal barbiere, nello specifico da Barberinos dove si occupano a 360 gradi di tutto il rituale.  A casa da solo prolungo i benefici del barbiere usando sempre dell’olio e lo faccio dopo la doccia . In generale è importante preparare la pelle con vapore e procedere con la rasatura in ambiente umido . Inoltre consiglio sempre di fare la barba la sera perché trovo la pelle più rilassata, sia che si proceda con una rasatura totale  sia con regolazione.

Prodotti che consigli per la rasatura?

Sicuramente l’olio di Depot che trovo molto fresco e adatto alla pelle sensibile, Lab Series e infine Morgan’s che è un brand molto di nicchia mentre come schiuma da barba il classico sapone da barba Proraso. Rasoi: Trimmer wahl, o le lamette di Boldking.

Questa stagione barba lunga o corta?

Le barbe lunghe hanno raggiunto l’apice lo scorso anno e al momento questo stile è abbracciato solo da una nicchia ristretta, questa stagione andranno senz’altro le barbe corte e i baffi lasciati al naturale dato l’influsso della moda che trae ispirazione dagli anni 70 e 80.

Quali barbieri consigli a Milano o fuori per concedersi un rituale da vero gentleman?

Argagn a Brescia, un bellissimo salone vintage che oltre al barbiere prende forma come punto d’incontro di persone, storie e prodotti diventando barberia, bistrot e negozio. Un vero concept store. A Milano invece L’antica barbieria Colla davvero iconica ma anche Bullfrog il primo che ha aperto le strade dei barber shop.

Parlando invece di skincare, essenziali contro il freddo?

Sono fondamentali i lip balm per le proteggere le labbra. Consiglio Kiehls, il nuovo Boy di Chanel e Mediterranea. Altro essenziale è la crema mani come quella di Uriage e infine immancabile una buona crema idrante, in questo caso Cerave, Darphin e la nuova linea di Dermalogica.

Devi partire per un viaggio breve, cosa porti assolutamente nel tuo beauty?

Scelgo le mini taglie di tutti i miei prodotti preferiti, non saprei rinunciare a nulla. Il profumo invece può cambiare rispetto a quello quotidiano, o uso travel size e ne porto con me diversi, oppure mentre viaggio mi trovo bene con i profumi di Montale.

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MACAN MUSIC WALL: LA MUSICA E’ UN VIAGGIO INFINITO

È uno dei più importanti appuntamenti musicali dell’anno in quella che, per una settimana, sarà la capitale italiana della musica. Succede dal 19 al 25 novembre con Milano Music Week, sette giorni di incontri, concerti, mostre, open day, formazione, con la musica come protagonista assoluta.
Per l’occasione è l’opera di arte pubblica di Porsche Italia ispirata alla nuova Macan ad essere stata scelta per inaugurare la Milano Music Week. Con il suo straordinario impatto visivo, Macan Music Wall parla il linguaggio delle emozioni attraverso la musica. Perché “Music is a neverending journey” a bordo della nuova Porsche Macan.

Nel primo giorno dell’evento, lunedì 19 alle ore 12.00, questo grande happening verrà inaugurato in via Troilo, in zona Navigli, proprio di fronte al Macan Music Wall – “Music is a neverending journey”, il murale di 400 metri quadri che Porsche Italia ha voluto regalare alla città di Milano dedicandolo all’universo della musica, con un viaggio virtuale attraverso i generi e gli strumenti musicali. Lo ha fatto prendendo spunto dalla nuova Macan, un’auto che rappresenta la libertà di vivere fino in fondo le proprie emozioni. L’opera, realizzata dal collettivo di artisti Orticanoodles, vede come soggetto principale un cuore umano, simbolo di vita e di emozioni, posto al centro di un cosmo fatto di musica. È dal cuore che, come in una mappa stellare, partono le suggestioni, i flussi, le tendenze, ed è intorno ad esso che ruotano pianeti, che rappresentano i diversi generi, e vivono le costellazioni, disegnando gli strumenti musicali e i simboli della community che la musica crea.
La spettacolarità dell’opera, che arricchisce la parete interamente ripristinata di un palazzo nel cuore della movida milanese, non si esaurisce nella rappresentazione artistica piena di forme e colori che si può ammirare alla luce del giorno: l’utilizzo di speciali vernici fluorescenti rende l’opera visibile anche nel buio della notte, dove la sua essenza onirica si esprime con l’intensità e la magia di un cielo stellato.
La musica come viaggio infinito non è solo il titolo del murales. Per vivere un’esperienza artistica assoluta, sul canale Spotify di Porsche Italia è possibile accedere all’esclusiva playlist “Music is a neverending journey”.

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L’OROLOGIO COME ELEMENTO DI STILE

L’orologio uomo negli ultimi anni è divenuto un vero e proprio accessorio che completa l’outfit: elemento di stile, eleganza e di cura dei dettagli, gli orologi sono un regalo di qualità e di gran classe per una persona speciale, un amico, un marito/compagno ma anche un regalo aziendale di grandissimo pregio.

Molti business men ed intenditori prediligono acquistare o farsi regalare lussuosi orologi da collezione, e indossare orologi di lusso adatti per ogni occasione o evento. Scopriamo in questa guida come scegliere l’orologio che valorizza l’outfit di ogni manager e uomo d’affari.

Orologi di lusso: come sceglierli?

Sia che si tratti di accessori da collezione uomo che di orologi per uso quotidiano o da lavoro, in ogni caso il loro valore è giustificato proprio dai dettagli stilistici e dall’accuratezza nella lavorazione dei maestri orologiai.

Qualità, innovazione tecnologica, precisione ingegneristica e maestria artigianali sono i fattori competitivi che rendono gli orologi di lusso delle vere e proprie “opere da collezionare”.

Orologi automatici o al quarzo? All’interno della nicchia del luxury, si può optare per l’acquisto di un orologio automatico che si ricarica con un semplice movimento del braccio o della mano, mentre quelli al quarzo necessitano della batteria che fornisce l’energia sufficiente per funzionare. Altrimenti, si può optare anche per quelli manuali meccanici, che devono essere caricati ogni giorno.

Chiarite le differenze e scelta la tipologia che meglio soddisfa le proprie esigenze, è bene valutare la componente qualitativa che assume un ruolo rilevante e determinante nella selezione del giusto orologio di lusso da collezionare o da farsi regalare.

Il brand è un’altra variabile a cui assegnare un peso non indifferente: ci sono tantissimi marchi di lusso specializzati nella produzione di orologi raffinati che si distinguono per la cura dei dettagli, per la scelta dei materiali, per l’ingegneria e l’innovazione tecnologica.

Gli orologi di lusso targati Montblanc

Tra i vari brand di lusso specializzati nella produzione di orologi uomo, gli orologi automatici del noto brand Montblanc sono dei “gioiellini” da collezionare, da indossare in ogni occasione, e a seconda dell’outfit indossato.

Dal completo con giacca color navy al mocassino, dal jeans alle sneaker, gli orologi automatici Montblanc fanno la differenza e mettono in risalto la propria personalità audace.

Si tratta di veri e propri accessori senza tempo, realizzati a mano dagli abilissimi maestri artigiani svizzeri. A partire dai singoli componenti, ogni orologio Montblanc viene assemblato con cura e con la massima attenzione ai dettagli stilistici.

Grazie al movimento del braccio o della mano, gli orologi automatici si ricaricano automaticamente e non necessitano di alcuna batteria, a differenza di quelli al quarzo.

Si tratta di un complesso meccanismo che si accompagna, in ogni caso, alla ricercatezza e alla raffinatezza estetica: gli orologi automatici Montblanc si distinguono per il loro design unico e prezioso, e sono adatti per ogni outfit formale e sporty chic.

Per un outfit di tendenza, gli orologi della TimeWalker Collection sono un vero accessorio di lusso da valutare attentamente; chi ricerca un modello minimal, potrà optare per la serie Montblanc Star Classique Collection.

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4 BEANIE PER L’AUTUNNO INVERNO 2018

Il berretto di lana è ideale in autunno per dare al vostro outfit quel touch di stile in più, oltre a tenervi al riparo dal clima incerto di queste giornate. Ecco la nostra selezione dei modelli dalle collezioni Fall-Winter 2018.

Ce n’è per tutti i gusti: dal modello con pompon a quello con logo, per aggiungere un dettaglio ricercato al vostro look.

RAF SIMONS
Berretto con logo.

PRADA
Berretto con applicazione frontale con logo.

GUCCI
Berretto lavorato a maglia.

MARCELO BURLON
Berretto con pompon.

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BEAUTY ALERT: BOY DE CHANEL

Se già qualche tempo fa, il designer Marc Jacobs aveva lanciato il trend dello smalto, bisogna sottolineare che attualmente sono molti i marchi beauty di ogni fascia di prezzo che si stanno inserendo in questo segmento emergente. Da questo mese arriva sull’e-commerce italiano  e da Gennaio nelle Fragrance & Beauty Boutique della maison BOY DE CHANEL, una collezione di “soft make up” che accompagna gli uomini nella loro routine quotidiana per un’immagine più curata ed una maggiore fiducia in se stessi.

Con un packaging blu notte dal design essenziale la linea racchiude tre prodotti: il fondotinta Le Teint, il balsamo labbra Le Baume Lèvres e la matita per le sopracciglia Le Stylo Sourcils (utile anche per riempire i difetti della barba). Il fluido colorato (disponibile in 8 tonalità), invisibile all’occhio e al tatto, è pensato per rivitalizzare il colorito del viso e correggere le imperfezioni, oltre che idratare la pelle con una formula a base di estratto di kalanchoe antiossidante e un fattore di protezione solare Spf 25. Il balsamo labbra in stick, invece, idrata e ammorbidisce le labbra con olio di jojoba e burro di karité garantendo un effetto opaco che lo rende invisibile.

La collezione ha già spopolato in  Corea del Sud, paese pioniere in questo frangente dove il make-up maschile è ormai pienamente accettato. Ulteriore conferma che la bellezza non è una questione di genere, ma di stile.

 

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CHRISTIAN LOUBOUTIN LANCIA LA SUA PRIMA COLLEZIONE DI CINTURE

Non solo scarpe e borse, per la spring/summer 2019 la prestigiosa maison francese Christian Louboutin amplierà la sua gamma leather goods anche alle cinture uomo.
La prima collezione belt comprenderà quattro diverse categorie di cinture interamente prodotte in Italia. Louboutin è pronto a sbarcare su uno degli accessori più importanti dell’outfit maschile, e per l’occasione propone dei prodotti adatti a qualsiasi stile, che sia esso business casual, urban o formale.

Ricky Design: disponibile in tre diverse finiture, back rust gold, black red e black incarna a pieno l’anima Louboutin grazie alla firma a mano, agli iconici strass tono su tono e alla pelle rossa, da sempre rappresentativa del brand.

Etarnalou style: una cinta adatta a tutte le occasioni, è disponibile in black e brown ma la vera novità sta nella fibbia, dalle ipnotiche forme metalliche in rosso o argento.

Louis Style: Una vera e propria celebrazione alle scarpe che hanno fatto la storia della maison. Le Louis sono anche le prime sneakers disegnate da Christian Loubuotin. La fibbia è adornata dai celebri spikes e le piccole curve metalliche, che insieme al pellame raffinato costituisce un accessorio must have del gentleman Louboutin, rigorosamente da abbinare alle Louis sneakers.

CL Logo: semplice, classica e logata. L’elegante design della fibbia è perfetto per un look forte, la cintura è reversibile da rosso a nero e altri colori. Un accessorio semplice che donerà ai vostri outfit quel qualcosa in più.

La collezione sarà disponibile da dicembre 2018.

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YATCH DA SOGNO: LE NOVITA’ DI FERRETTI GROUP

Da 50 anni Ferretti Group è un punto di riferimento per la nautica di lusso e non solo. Un nome che è entrato nell’immaginario collettivo, grazie a modelli memorabili spesso associati a icone di stile come Brigitte Bardot, che in Costa amava dare gas al suo Riva, o Sean Connery, che tre anni dopo avere rinunciato al ruolo di 007 acquistò lo storico modello Rudy.

Riva, è solo uno dei marchi del Gruppo, insieme a Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Mochi Craft, CRN e Custom Line, che è stato definito la “Rolls Royce del mare“, per l’incredibile attenzione e cura del particolare, esclusività del design e costante innovazione di prodotto. Non a caso i modelli Riva sono protagonisti sin dai tempi della Dolce Vita insieme a personaggi del jet set internazionale, come Anita Ekberg (che possedeva un Tritone con tappezzeria zebrata), Elizabeth Taylor, Richard Burton, fino a Jean-Paul Belmondo, Kirk Duglas, Roger Vadim George Clooney.

In particolare i modelli Riva sono stati utilizzati spesso in film di grande impatto, da pellicole storiche come Mambo (1954), dove a bordo di un Ariston ci sono gli splendidi e tenebrosi Vittorio GassmanSilvana Mangano e Michael Rennie, passando per film d’azione come Indiana Jones e l’ultima crociata, e più recentemente Ocean’s Twelve e Golden Eye, interpretato da Pierce Brosnan, che per la prima volta veste i panni dell’agente segreto.

 

Una storia costellata di successi che si rinnova ogni anno, come dimostrano le novità presentate a Cannes e al Monaco Yacht Show, dove hanno debuttato due nuovi modelli: Riva 110’ Dolcevita e Riva 66’ Ribelle. Il primo è caratterizzato da un profilo supersportivo e da un design impreziosito da vetrate sagomate e inserti cromati, Riva 110’ è paragonabile a un lussuoso loft, aperto da ogni lato sul mare, capace di offrire al suo interno 270°di visibilità assoluta grazie a vetrate a tutt’altezza. Oltre all’innovativa struttura “spider frame”, una delle principali particolarità del modello risiede nella totale vivibilità degli spazi: le aree esterne di flybridge e prua sono infatti collegate tra loro e creano così un “infinity deck” di circa 34mq di aree conviviali da estrema poppa a estrema prua, in un’unica soluzione di continuità.

Riva 66’ Ribelle, ultimo capolavoro Riva contraddistinto da una dichiarata volontà di uscire dagli schemi abituali, introduce nuovi elementi sia estetici, sia funzionali e si connota per l’utilizzo dei materiali pregiati tipici della tradizione del cantiere, come il mogano e l’acciaio inox. Ma le novità non finiscono qui. Proprio sulla Croisette di Cannes Ferretti Group ha presentato altri importanti modelli: Ferretti Yachts 670, Custom Line 120’, Custom Line Navetta 42, première affiancate da una flotta di ben 25 modelli. Una strategia precisa, che ha riscontro anche nei numeri in crescita con ricavi pari a 420 milioni di Euro, (+22% rispetto allo stesso periodo del 2017), come spiega l’Amministratore Delegato Alberto Galassi: “Mai come in questo momento il successo è di chi si muove veloce nello sviluppo di novità e tecnologie d’avanguardia, e il mercato oggi guarda con sempre maggiore interesse agli yacht di grandi dimensioni. È proprio nel segmento delle navi da diporto, che stiamo investendo capitali, risorse, e tutto il nostro know how per consolidarci come punto di riferimento mondiale per eccellenza e design”.

Non a caso Ferretti Group ha vinto ben sei premi ai World Yachts Trophies 2018 di Cannes dove sono stati premiati per lo stile, il design e le novità tecnologiche Ferretti Yachts 670, Riva 66’ Ribelle, Riva 110’ DolceVita, Custom Line 120’, Custom Line Navetta 42 e Pershing 9X. Tra i nuovi nati della serie planante ha riscosso grande successo il  Custom Line 120’ per il design aggressivo e filante e dalla forte personalità, dove si incontrano stilemi dell’automotive con quelli dell’architettura residenziale. E’ la prima barca che consente di collegare direttamente i flybridge alla zona di prua tramite dei corridoi laterali con accesso anche da controplancia, creando un unico ampio ponte di 100 mq. Navetta 42 è la più grande Navetta Custom Line mai costruita, la prima imbarcazione nella storia del marchio a superare le 300 GT. Il super yacht propone un concept di ambienti interni completamente personalizzabili che sfrutta al meglio i volumi generosi della nave. Ne risultano una migliore organizzazione dei flussi a bordo, privacy totale per l’armatore e i suoi ospiti e ampia libertà di movimento per il comandante e l’equipaggio. Uno yacht con spazi extra comfort: una vasta suite sul ponte principale è a disposizione dell’Armatore, mentre il layout del ponte inferiore prevede un allestimento con 4 VIP rooms con doppi servizi per gli ospiti. Infine CNR Latona 50 affascina per il perfetto equilibrio tra le linee filanti degli esterni, la prua slanciata, gli ampi volumi degli interni e il raffinato color azzurro dello scafo. Lo stile Liberty e i dettagli preziosi, frutto di una sapiente maestria artigianale, donano continuità a tutti ponti grazie a linee fluide e sinuose, costante stilistica che accomuna tutte le aree dello yacht. Tante novità per un Gruppo che rappresenta un fiore all’occhiello del Made in Italy.

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Quali sono gli orologi maschili che andranno di moda per la stagione invernale?

Quali saranno gli orologi che andranno di moda questo inverno? Non lo si dice spesso ma sono domande che si pongono anche gli uomini. L’orologio è uno degli accessori maschili a cui tutti teniamo di più e che rappresentano meglio il nostro stile e la nostra personalità. Per non farci trovare impreparati da questo inverno che arriva andiamo a capire quali sono i trend in fatto di orologi per gli uomini in questo finale di 2018 e inizio di 2019.

L’orologio, inoltre, è probabilmente l’unico pezzo di gioielleria che gli uomini portano, eventualmente insieme a qualche collanina o a qualche braccialetto. È necessario sceglierlo bene e magari comprare o un orologio scomponibile (ovvero con il cinturino intercambiabile) o più orologi per adattarli ad un look che spazia dal casual all’ultra formale. Partendo dai fondamenti, le prime cose da considerare sono il cinturino ed il quadrante.

Il cinturino dell’orologio

Una delle caratteristiche principali di un orologio è il cinturino, in particolare il materiale del cinturino che è molto legato allo stile personale ma che è anche dettato dalle mode e dalle tendenze del momento. Allora come sarà il cinturino dell’orologio di questo inverno? Il grande dilemma è sempre lo stesso: pelle o acciaio? Colorato o unicolor?

Gli orologi di tendenza per la prossima stagione

Per provare a capirci di più possiamo passare in rassegna le novità Breil, brand leader del settore, per notare che i materiali nei modelli che vengono proposti si mischiano spesso per proporre nuovi orologi pratici, giovanili ma ugualmente eleganti come il Twenty20 con il suo mix di canvass e pelle disponibile in diverse tonalità ma con lo stesso preciso impegno a “svecchiare” l’idea di orologio elegante che abbiamo avuto fino a ora. Per chi, però, alla sensazione dell’acciaio sul polso non sa assolutamente rinunciare è possibile aggiungere un cinturino di acciaio che può essere alternato con quello di base a seconda delle occasioni e del proprio stato d’animo per non doversi trovare di fronte a una scelta definitiva.

Il quadrante dell’orologio

In merito al quadrante molti stilisti hanno preso ispirazione da un repertorio vintage, riadattando e riproponendo vecchie glorie di decenni passati. Ritornano quadranti e casse molto grandi con forme bizzarre, perfino ottagonale. I colori più gettonati spaziano dal verde pallido, all’intramontabile color argento al rosso. Tutti colori che ben si abbinano con la stagione invernale riuscendo a conciliare la sobrietà con un tocco di stile.

Le produzioni di lusso puntano ad usare anche materiali come l’oro bianco accostato a diverse sfumature di colore. La fantasia in questo Inverno 2018 non ha limiti!

Look e orologi: cosa ci aspetta?

Insomma, probabilmente, la tendenza di questo inverno sarà il mix di stili e materiali diversi che cambiano gli schemi e i significati associati ai diversi tipi di orologio per scrivere nuovi codici di stile tutti da scoprire. Inoltre la necessità di abbinare un diverso tipo di orologio ad ogni look è molto forte, quindi preparatevi a scegliere diversi cinturini per lo stesso orologio e non sarà un male ripescare la moda anni Ottanta riadattata in chiave assolutamente moderna.

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EBAY: UN UNBOXING DA RECORD

Secondo una ricerca di mercato dedicata alle abitudini di consumo degli Italiani a Natale commissionata dal noto marketplace, l’anno scorso sono stati quasi 32 milioni i regali ricevuti e non apprezzati dal destinatario. Seppure ben quasi il 30% degli Italiani dichiari di iniziare a pensare già a Novembre ai regali di Natale, saranno quasi 15,5 milioni quelli che si ridurranno all’ultimo per acquistare i doni natalizi, con il rischio d’incorrere in acquisti frettolosi che potrebbero risultare sgraditi.  Il modo migliore per evitare questo fenomeno? Giocare d’anticipo e pensare per tempo al regalo giusto da fare.

Ebay ci ha mostrato un esempio di questo cambio di abitudini lo scorso 6 Novembre all’interno della suggestiva cornice del Palazzo del Ghiaccio di Milano, invitando 500 ospiti tra cui web star e influencer con un obiettivo preciso: scartare tutti insieme, nello stesso momento, il primo regalo di Natale, dando vita a un vero e proprio unboxing simultaneo da record. Un evento unico concepito per celebrare l’inizio dello shopping natalizio e dare ufficialmente il via alla campagna “RegaliFirstMinute”. Per chi volesse portarsi avanti, sul sito del marketplace troveremo un buono sconto del – 10%  nella sezione dedicata, valido fino al 12 Novembre . Chi ben comincia, è a metà dell’opera!

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FALCONERI RIELABORA LA MAGLIA FULMINE

La storia dello sci si intreccia ancora una volta con Falconeri, la celebre azienda di cashmere e filati naturali che anche quest’anno supporta questa grande disciplina sportiva rielaborando un capo unico che porta con sé la tradizione italiana e la gioia di un successo.

Il brand per la terza volta consecutiva conferma il suo supporto alla Fisi sostenendo tutte le discipline legate a questo sport e credendo nel talento dei suoi protagonisti. Anche per questo motivo l’azienda di cashmere e filati naturali riedita una maglia simbolo di una delle più celebri piste italiane: la 3Tre di Madonna di Campiglio. Il famoso “Canalone Miramonti” resta da sempre per gli appassionati del circo bianco un luogo di culto, il tratto conclusivo delle gare di slalom speciale. Proprio su quella pista infatti, nel 2005 si è svolta una delle più celebri manche di Coppa del Mondo che ha visto come assoluto protagonista Giorgio Rocca, oggi tra i brand ambassador del brand inseme alla campionessa olimpica Sofia Goggia e al plurimedagliato Christof Innerhofer.

La storia di questa maglia cominciò negli anni cinquanta, quando la manifestazione sportiva si svolgeva sulla distanza delle tre discipline classiche: lo slalom speciale, lo slalom gigante e la discesa libera, e al leader della classifica combinata veniva assegnata la maglia gialla con richiami di rosso e blu, colore d’ispirazione al maillot jaune del leader del Tour de France. Indossarla significava dunque essere il primo e la vittoria dava diritto ad ottenerla per sempre. Negli anni è stata conquistata dai più grandi campioni dello sci alpino come gli austriaci Karl Schranz e Tony Sailer e gli azzurri Paride Milianti e Bruno Alberti.

 

 

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ELDORATO DI GIOVANNI DE GARA

Ancora una volta nella storia dell’umanità il Mare Nostrum è in tempesta : grandi forze hanno ripreso a dibattersi da un capo all’altro delle coste, culla di civiltà, crocevia di popoli e culture.
Alle porte del terzo millennio le forze dominatrici che si combattono tra i flutti del Mediterraneo sono quelle occidentali, dei mercati, delle religioni e la più debole di tutte: quella della democrazia.
L’incubo migratorio che ha attraversato l’Europa negli ultimi anni si era attenuato per poi riproporsi violentemente in questi ultimi mesi sotto forma di pedante propaganda e istigazione all’odio del diverso, in un vento di campagne elettorali senza termine. Il braccio di ferro tra l’Italia del ministro degli Interni Matteo Salvini e l’Europa, in merito alle “quote migranti”, ha messo in contrapposizione gli equilibri dei singoli stati europei ed ha scatenato una tempesta nel Mediterraneo. Nota con il nome di Mare Nostrum è stata anche l’ operazione militare aperta il 13 Ottobre del 2013 e conclusasi nel giro di un anno, dove forze aeree e navali furono dispiegate per salvare ben 150.000 tra profughi e migranti provenienti dal Medio Oriente e dal Nord Africa.
Gli sbarchi da allora sono calati notevolmente, ma il nodo della questione resta e si è stretto soprattutto sui valori e i sui principi. Gli umani generano flussi naturalmente e sono portati ad incrociarsi. Il mestiere dell’uomo è antico quanto la sua storia, quanto le sue prospettive, quanto la sua curiosità. E quale è il suo lavoro? Essere nomade, sempre in viaggio verso un luogo deputato a migliorare le sue condizioni. Il suo istinto è nomade, nomade è la forza creatrice di qualsiasi civiltà. E la terra lo ha sempre accolto. Oggi, momento in cui osserviamo deteriorarsi la qualità del nomadismo così come quella dello stato sedentario, la paura del migrante cresce. Esso è generato dalla precarietà e gli stati si chiudono. Le grandi civiltà si ripiegano così in loro stesse e quel flusso che una volta generava nuovi mercati, la costruzione di nuove città, l’arrivo e il trasporto di merci, persone e cultura, oggi alimenta la paura e minaccia l’equilibrio e la pace del Mediterraneo e dei vari stati.

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Come l’arte ha interpretato tutto questo? Un’interessante riflessione giunge dal fiorentino Giovanni de Gara, sensibile osservatore, il quale posa il suo sguardo su questa finestra e diffonde un messaggio universale a questa nostra civiltà, che in preda alla paura sembra essere diventata sorda e cieca di fronte al suo stesso tracollo. Con delle coperte isotermiche, precisamente quelle dorate che vengono utilizzate per il primo soccorso in caso di incidenti o calamità naturali per avvolgere i corpi dei profughi recuperati in mare, l’artista ha deciso di ricoprire le porte delle chiese. Di fronte alla precarietà e alla chiusura, le “coperte d’oro” di De Gara che ricoprono le porte dei templi cristiani, brillano di un nuovo messaggio.
Il progetto porta il nome di ELDORATO, da un gioco di parole evocativo che rimanda sia all’ Eldorado, meta leggendaria degli avventurieri alla ricerca di una terra dell’oro, sia al significato di El (Lui, Il Signore), “il dorato”, “il dio dorato”, “l’oro salvifico” che accoglie e protegge.
L’oro di Dio, quello dell’accoglienza, le porte del Signore. L’operazione è partita da Firenze grazie alla collaborazione con lo storico dell’arte Tomaso Montanari, dello scienziato Stefano Mancuso e la grande disponibilità di Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte di Firenze, che ha visto per primo le porte della sua chiesa ricoperte con l’oro delle coperte isotermiche dell’artista.
Il viaggio è poi proseguito e prosegue tuttora da Parma a Lampedusa, Palermo e Bologna, fino a Pistoia, dove Giovanni De Gara si è incontrato con lo scrittore Daniel Pennac poco prima che questi si imbarcasse sull’Acquarius. Come suggerisce lo storico Montanari, collaboratore dell’artista, questa è “una preghiera per rimanere umani”, un’occasione per meditare sulle nostre origini e verso dove siamo diretti. Un modo per riflettere su noi stessi, sulla nostra natura e sull’umanità.

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PREPARAZIONE ED EQUILIBRIO: CHRISTOF INNERHOFER

Sugli sci dall’età di tre anni, Christof Innerhofer è uno sciatore alpino italiano, campione del mondo di supergigante nel 2011 e vincitore di diverse medaglie olimpiche e iridate. Lo abbiamo incontrato in veste di ambassador del brand Falconeri alla presentazione della nuova maglia Fulmine dedicata ai campioni dello sci e rivisitata dal brand di filati naturali che da anni  celebra e punta l’attenzione su questo sport.  Dopo diversi mesi di allenamento tra le sue montagne dell’Alto Adige, tre settimane in Argentina e una piccola frattura alla mano, oggi l’uomo jet è pronto per la Coppa del Mondo che si disputerà a Beaver Creek (USA) il prossimo Dicembre.

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Come riesci a trovare un equilibrio allenandoti spesso in paesi diversi?

La difficoltà più grande in questo lavoro oltre alla preparazione per le gare è proprio il fatto di doversi adattare velocemente a luoghi sempre diversi, al jetlag e trovare un equilibrio fuori dalle mura domestiche. La mia quotidianità è alzarmi presto al mattino, alle 7 in estate quando sono a casa e faccio preparazione atletica ,andare a dormire molto presto la sera quando ad esempio mi trovo all’estero, controllare molto l’alimentazione e cercare di dormire sempre 8 ore per notte.

Lo sci richiede una grande preparazione atletica anche in palestra, quale esercizi consiglieresti per potenziare le gambe?

Al momento sto seguendo un programma di forza-resistenza. Per le gambe mi piace molto il sumo squat, lo faccio con un manubrio di 52 kg (peso per un professionista ndr),  in questo modo non vado a sovraccaricare la schiena oppure sempre per le gambe gli affondi frontali ai cavi.

Hai un regime alimentare molto controllato, ti concedi ogni tanto qualche strappo?

Devo necessariamente bilanciare tutti i nutrienti necessari per riuscire al meglio nelle gare e sentirmi forte mentre mi alleno ma allo stesso tempo sono amante della buona cucina, soprattutto quella tipica delle mie zone. Riesco a rinunciare facilmente ai dolci, soprattutto quando sono fuori mentre quando sono a casa mi concedo i canederli insuperabili di mia mamma.

Dopo tanti anni sugli sci preferisci la praticità dell’abbigliamento sportivo o ti piace stare al passo con le tendenze della moda?

Mi piace molto indossare anche capi non necessariamente sportivi come i cardigan, i dolcevita e le camicie. Adesso sta finalmente arrivando il periodo dei maglioni di lana e di cashmere che scelgo nei colori del blu, grigio o bianco. Nelle mezze stagioni mi piace molto la giacca di pelle, in questo momento ne ho una color petrolio che è la mia preferita. Come accessori sicuramente le cinture e sneakers alte a stivaletto.

Il tuo rapporto con i social?

Utilizzo instagram per tenermi in contatto con i miei followers e postare alcune occasioni della mia quotidianità e soprattutto i viaggi che sono la parte che riscuote maggiore successo. Non sono fissato però, non ho troppo tempo da dedicarci e allo stesso tempo preferisco la vita reale.

Un viaggio che hai fatto e che ti ha particolarmente colpito?

Ne ho due che si trovano in parti del mondo opposte e diversissime tra loro, l’sola di Ko Tao in Thailandia e Vancouver in Canada.

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A 150 anni dalla morte del maestro, la musica e le ricette di Gioachino Rossini raggiungono i 2.173 m di SkyWay Monte Bianco.

Appuntamento nel teatro in quota per sabato 3 novembre: cantanti, musicisti, chef ed eccellenze italiane daranno spettacolo tra ghiacciai e pareti di roccia. Il prossimo sabato 3 novembre si celebrano i 150 anni dalla morte di Gioachino Rossini sulla vetta più alta d’Italia: la location è suggestiva, lo Skyway Monte Bianco, l’avveniristica funivia che collega Courmayeur ai 3.466 metri di Punta Helbronner. A salire in alta quota saranno non solamente le celebri arie del grande compositore, ma anche le sue ricette. Trio di star per i piatti degli chef Bobo Cerea di Da Vittorio che presenterà i Maccheroni alla Rossini di Pastificio Mancini, Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore con le sue Capesante con carciofi e foie gras e Robert Vifian chef-sommelier del parigino Tan Dinh, che delizierà con la faraona alla Rossini. Tre chef iper stellati che insieme a Agostino Buillas, del Café Quinson, che darà il benvenuto con una specialità valdostana, costituiscono un quartetto d’eccellenza ad alta quota. Creatività, gusto e passione da assaporare in una location “di frontiera”, sospesa tra Italia e Francia, nel panorama di vette della stazione intermedia di Skyway, il Pavillon du Mont Fréty (2.173 m).

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“L’idea è quella di portare il celebre ‘Salon du samedi soir’ che Rossini teneva a Parigi, per una sera sul tetto d’Europa, un evento per il pubblico di oggi, ma che sarebbe stato gradito al maestro” spiega Daniele Vimini, Vice Sindaco del Comune di Pesaro e presidente del Rossini Opera Festival. “La sua musica e i migliori prodotti della tavola, oggi come nel XIX secolo, faranno da cornice al racconto degli eventi che lo celebreranno nel 150esimo della morte”.

Gli ospiti, accolti all’arrivo a Courmayeur con un “White Carpet” e con l’affascinante musica di Rossini, riceveranno un’accoglienza memorabile: tutte le cabine della funivia, che sono trasparenti e ruotano lentamente per offrire una vista a 360° sul paesaggio, ospiteranno a bordo un talentuoso musicista. Inoltre, nelle postazioni food & beverage, i cantanti d’opera saranno pronti ad intonare le celebri melodie del pesarese più famoso del mondo. Un innovatore straordinario che ha rivoluzionato i canoni del suo tempo, sia sul pentagramma che a tavola. Sarà l’occasione per raccontare i prossimi eventi in calendario: a partire dalla 40esima edizione del Rossini Opera Festival, che nell’anno delle celebrazioni rossiniane sarà ancora più speciale. Una serata che rende omaggio alla natura “doppia” del compositore: immenso musicista, Stendhal lo aveva ribattezzato “il Napoleone della musica”, ma anche raffinatissimo Gourmet. Un innovatore che ha rivoluzionato i canoni del suo tempo sia sul pentagramma che in cucina.

Daniele Antonangeli
Daniele Antonangeli

 

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