Il re di Instagram: Gianluca Vacchi

Per chi non sapesse (come fate a non saperlo?) chi è Gianluca Vacchi, vi invitiamo a dare un’occhiata al suo profilo Instagram che vanta ben 13 milioni di followers. Quest’anno a maggio gli è stato dato il GRAND PRIX ai World Bloggers Awards a Cannes. WBA è la prima cerimonia al mondo per i migliori blogger. Gianluca Vacchi era una delle star nominate quest’anno e ha visto il premio più importante.

Appena entra nella lobby del bellissimo Four Season Downtown, capiamo dal suo sorriso contagioso e dalla sua immensa energia che sarà sicuramente un’intervista piacevole e divertente. L’influencer cinquantaduenne è diventato famoso per il suo lifestyle “sempre alla ricerca del sole”, come da lui definito, la sua abilità nell’essere fit e la sua voglia di reinventare se stesso come DJ e produttore musicale. Ha collaborato con Luis Fonsi e Yandel, è comparso nel video di J Balvin “Mi Gente” e solo da pochi anni ha intrapreso una nuova carriera come DJ nei club più famosi in giro per il mondo.

Se fossi un personaggio storico.. chi saresti? e perchè?

GV: Cesare o Attila.

MT: Perché Cesare? e perché Attila?

GV: Perché mi piace pensare in grande e conquistare. Voglio conquistare il mondo e raggiungere obiettivi che mi sono imposto come una consistente misura dei miei talenti. Sto bene con me stesso quando so che sto utilizzando tutti i talenti che mi sono stati donati. Sto bene anche quando so che ho sfruttato al meglio uno dei pilastri fondamentali della mia vita: il tempo. Mi piace pensare che ci dovrebbe anche essere quell’istinto animalesco in ognuno di noi, qualcosa di quasi primitivo.

Mare o montagna? La tua destinazione preferita

GV: Entrambi. Mare e montagna. Ero uno sciatore professionista a Cortina. Sciare è stata la base per creare il mio istinto competitivo. Amo molto anche il sole. Direi che il mio lavoro ora è di “inseguire il sole”. Sto scherzando, ma amo molto entrambi.

MT: Se dovessi scegliere una destinazione oggi, dove andresti?

GV: Non posso stare in un posto dove non c’è mare o sole. Probabilmente sceglierei Los Angeles per il tuo ambiente creativo e per il tempo. Ho una casa a Miami e mi sento appagato quando sono lì. E’ un posto che rispecchia la mia personalità. Vi sono molti latino americani che io adoro.

Parliamo un po’ di moda. Quali sono 3 accessori o capi di cui non puoi fare a meno?

GV: Sicuramente jeans, t-shirt e uno smoking.

La curiosità di molti è: Su cosa si basa realmente la tua carriera?

GV: Sono sicuramente un imprenditore nel cuore. E’ parte del mio DNA. Ho ancora una azienda di cui possiedo le azioni e sono uno dei direttori. Sto pensando a cosa fare tra due o tre anni, ma non so ancora.

Come sta andando la tua carriera da DJ?

GV: Sta andando molto bene.

MT: E’ appena uscito un tuo nuovo singolo giusto?

GV: Si. Produco molto e mi piace essere un direttore musicale, non uso software come fanno molti giovani DJ. Ho molte idee, quindi do il mio tocco alle melodie che uso. Fino ad ora ho suonato in location stupende in giro per il mondo.

Sei considerato una star del web, come influenzano la tua vita i social?

GV: E’ una domanda delicata. Viviamo in un’era in cui c’è una vita reale e una virtuale, poi ci sono persone che separano la loro vita virtuale da quella reale e rappresentano se stessi diversamente in entrambe le vite. Ad esempio, se noi facessimo una foto qui e diciamo che siamo a Sydney, nessuno direbbe nulla. Ci crederebbero. Puoi fare successo solo se la vita reale e la vita virtuale coincidono. Devi mostrare ciò che realmente sei. Non mi sento influenzato, ho sempre vissuto così anche 20 anni fa..

Gianluca Vacchi: eccentrico o estroverso?

GV: Probabilmente entrambi, ma sicuramente anti-borghese. La borghesia tende ad imporre rispettabilità e conformismo come modi di vivere e non supporto questa idea.

Che consiglio daresti a coloro che vogliono avere successo nel mondo dei social media?

GV: Che sia nel mondo dei social media o nella vita reale, se non hai talento, non puoi avere successo. Non devi inventare nulla di speciale per farcela. Credo tu abbia successo sui social quando hai successo nella vita. Essere almeno un po’ anti-conformista è importante, così come lo è sognare in grande. Non vi è successo virtuale se non c’è successo reale.

Quanti tatuaggi hai?

GV: Probabilmente più di 120.

MT: Sono tantissimi. Ci diresti qual è il più importante e perchè?

GV: Sicuramente il ritratto di mio padre. Ogni tatuaggio ha il suo significato ed è collegato a qualcuno o qualcosa di importante nella mia vita. Per esempio uno è il frammento di una lettera scritta da un amico, un altro è il ritratto di mia zia.

Le città o location che sono fonte di ispirazione per te

GV: Sicuramente New York, che è un posto incredibile. Una città elettrica, che ti entra dentro e ti fa sentire vivo. Anche se la amo molto, non riesco a stare molto a NY perché è come se il tempo scivolasse dalle mani. Si muove tutto così velocemente.

Cosa ha in serbo il futuro per Gianluca Vacchi?

GV: Il prossimo step per me è iniziare una terza vita. Nella mia prima vita ho lavorato come imprenditore, nella seconda sono diventato un DJ, nella terza potrei diventare attore. Vedremo. Il segreto sta nell’essere aperto e reinventarsi sempre.

Siamo stati piacevolmente interrotti da un fan che entra nella lobby. Un gentiluomo che lavora nella Borsa di NY che si avvicina e chiede un selfie a Gianluca. Si può leggere felicità nei suoi occhi, la felicità di un fan che incontra il suo idolo dei social media. Ha inoltre confessato di essersi fatto crescere la barba per imitare quella di Gianluca e che ama ballare a ritmo della sua musica. Proprio in quel momento siamo spettatori del potere di essere un influencer. Decidiamo di lasciarci in questo modo e con un sorriso e molto ottimismo, auguriamo a Gianluca Vacchi una terza vita di assoluto successo. (ndr)

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Roberto De Rosa: benvenuti nella mia social suite

La parola social, secondo l’influencer dal cuore partenopeo è ricca di significato, soprattutto per il suo lavoro che lo porta costantemente in giro per il mondo. Quello di Instagram del resto è un sistema che cambia di giorno in giorno e che gli ha permesso di concretizzare le sue passioni tra cui quella per la televisione, dove prossimamente lo vedremo nel programma Music Experience su VH1.

Intanto lo abbiamo incontrato nella suite 311 dello splendido Townhouse Duomo di Milano, dove ci presenta il suo nuovo format, la #rdrsocialsuite, un’esperienza lifestyle unica per far vivere ad amici ( e prossimamente anche ai follower più affezionati) una pausa di totale relax in un contesto davvero speciale. Sorseggiare un bicchiere di champagne con vista sul Duomo avvolti dalle fragranze sensoriali di Jo Malone insieme ad un trattamento nelle mani esperte di Orlane. A chi non dispiacerebbe?

Come nasce l’idea di una social suite?

Per lavoro ho la fortuna di visitare le suite più belle degli hotel che mi ospitano in tutto il mondo e mi piaceva l’idea di far vivere agli amici più cari un momento speciale a Milano, città che amo davvero tanto e che mi ha accolto calorosamente sin dall’inizio del mio percorso.

È un format che ripeterai?

Si certamente, ho già in mente il nuovo evento che si terrà in una location da sogno il prossimo Settembre e mi piacerebbe coinvolgere anche qualcuno dei miei follower più affezionati.

Il lato migliore e quello peggiore dei social secondo il tuo punto di vista da “addetto ai lavori”

I social mi hanno permesso di conoscere persone di tutto il mondo, aprire la mente e vivere esperienze di vita incredibili. Il lato negativo è che ci possa essere una scadenza per tutto questo, del resto è un mondo in continua evoluzione. Nonostante io ami questo ambiente, trovo importante prendermi regolarmente dei momenti di pausa dai social, per vivere a pieno i rapporti umani un po’ come ho provato a fare con questo format, dove sono riuscito ad incontrare dal vivo gli amici che non vedevo da tempo.

A breve ti vedremo nuovamente in tv, puoi svelarci qualcosa di più?

Sarà un’esperienza diversa da quella precedente, mi vedrete in una veste inedita e il tema centrale sarà la musica. Non vedo l’ora!

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Beauty tips: il travel kit del viaggiatore

In estate più che mai, soprattutto dopo e durante i voli aerei intercontinentali è utile avere con sé un kit di sopravvivenza per la pelle. Sono tutti prodotti che occupano poco spazio, ma ideali per contrastare la disidratazione. Dall’acqua termale spray ai patch per il contorno occhi, dalla crema idratante al balsamo per le labbra, senza dimenticare un buon filtro solare se ci esponiamo al sole. Ecco gli alleati vincenti da portare in tutte le destinazioni.

 

Acqua di Parma Barbiere Maschera viso all‘argilla 

Il perfetto completamento della routine di cura della pelle. Una maschera arricchita con argilla naturale, carbone vegetale, olio di sambuco e olio di limone. La sua formula ad alto potere purificante specifica per la pelle maschile, restituisce luce e compattezza con un effetto opacizzante. 

Rilastil Man Gel barba

Arricchito con vitamina C e acido ialuronico, consente di prevenire la secchezza cutanea e di contrastare lo stress ossidativo, attenuando la formazione delle rughe e dei segni del tempo. È consigliato per pelli sensibili e facilmente irritabili e si può usare anche come detergente per il viso.

Wilkinson Xtreme 3 Ultra Flex

Tre lame 100% flessibili per una rasatura precisa e confortevole. Grazie alla tecnologia Pivot Ball, questo rasoio si adatta perfettamente a tutti i contorni del viso. La piastra lubrificante arricchita con aloe vera e vitamina E regala un maggiore comfort insieme anche al manico ergonomico.

Boy de Chanel  Le Baume à Lèvres 

Un balsamo labbra che garantisce otto ore di idratazione, protezione, morbidezza, comfort, opacità. Uno stick ricco di olio di jojoba, burro di karité nutriente e di un derivato della vitamina E dalle proprietà antiossidanti. 

Caudalie Eau de Beauté 

Composta al 100% da ingredienti di origine naturaleè ricca di oli essenziali per un effetto anche aromaterapico. Contiene benzoino e mirra rigeneranti, fiore d’arancio addolcente, uvae rosa illuminanti, rosmarinoastringente, melissa ementa stimolanti.Ideale in aereo, per proteggere la pelle dalla disidratazione, nelformato ready-to-go da viaggio.

Filorga Optim-Eyes Patch 

Maschere monouso specifiche per il contorno occhi. La vitamina PP con un derivato del lievito facilita la microcircolazione per un’azione antiocchiaie. Il fiordaliso e l’hamamelis hanno un’azione drenante, decongestionante e antiborse.Il gel di carragenina idrata e leviga la zona con un’azione antirughe.

Clarins Fluido Solare Minéral

Un pratico formato to go che rende ideale questo fluido solare ad alta protezione e antiossidante per zone sensibili o molto esposte al sole. La texture è leggera e fondente, con finish asciutto.

Comfort Zone Water Soul SPF30

La formula dalla texture leggera e scorrevole protegge efficacemente la pelle mantenendola morbida e idratata. Ideale per chi pratica sport acquatici.

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10 camicie per l’estate

Stampe colorate, lino monocolor e le ultime novità dalle fashion week. Abbiamo selezionato per voi le 10 camicie più fresche e cool dell’estate da indossare per un cocktail in spiaggia e on the-road durante le vostre vacanze estive.  Il tutto all’insegna della freschezza per affrontare con stile anche le giornate più calde.

Kapital

Diverse sfumature di arancio si mixano assieme con le estive patchwork di più bandane, ormai un must estivo da un paio di anni a questa parte.

Polo Ralph Lauren

Delicato e intramontabile, il Lino è il tessuto per eccellenza delle stagioni calde e, insieme al celeste pastello, da vita a un connubio di eleganza e classe.

Prada

Per chi non vuole passare inosservato e giocare con le fantasie e i colori. Provocanti e appariscenti, le camicie dell’estate 19’ di Prada sono un inno alla creatività in più, in diversi store del mondo tra cui anche Milano, potrete creare il vostro mix preferito con l’iniziativa made to measure.

Acne studio

Oversize ed elegante, ricca di tenui e pacati colori che richiamano l’Antartico in chiave topografica il tutto all’insegna dei colori pastello. Dalle sfumature del verde ai tocchi di rosso e giallo.

Zegna

In pregiata tela di cotone giallo girasole con stampe nautiche sparse. Maniche corte e collo cubano, senza bottoni e con una zip comoda e pratica.

Canali

Pregiato lino ed elegante tinta color corallo.

Missoni

Uniche ed evergreen, le iconiche stampe multicolore Missoni sono sicuramente delle ottime compagne per la vostra estate, tra il fresco cotone e il rayon.

Msgm

Fantasia mista che richiama le temperature hawaiane e la città, il tutto contornato da vistosi e accessi colori, palme e rondini in volo.

Ambush

100 sfumature di tramonto in una camicia, una magica fantasia della quale è facile innamorarsi.

Lacoste

Azzuro e blu notte sono i colori che Lacoste usa per la sua camicia dai tratti tropicali-notturni. Le diverse e intense tonalità cromatiche, tendenti ai colori forti, la rendono un capo perfetto anche per la sera.

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Da volto tv a influencer: Claudio Sona

A qualche anno dalla fine della sua prima esperienza televisiva come tronista a Uomini e Donne, incontriamo Claudio Sona, classe 1987 e veronese doc. Dopo aver ripreso in mano la sua routine quotidiana, oggi coltiva nuove passioni insieme all’attività di influencer che gli permette di esporsi nella misura in cui desidera, senza lo stress eccessivo della tv. Adesso preferisce concentrarsi sui rapporti veri, tenere per se le sue fragilità e ritagliarsi i suoi spazi per riflettere.

Cosa ti ha lasciato e cosa ti ha tolto l’esperienza televisiva a Uomini e Donne?

Mi ha lasciato molti bei ricordi, come tutte le nuove esperienze mi han insegnato tanto ma allo stesso tempo mi ha tolto la privacy ed è stato difficile gestirlo perché prima di allora non ero mai stato così tanto esposto davanti ad un pubblico. 

Come è cambiata invece la tua quotidianità?

Nonostante la popolarità, ho cercato di mantenere la mia quotidianità continuando a portare avanti il mio bar, attività che avevo iniziato precedentemente al programma ma che a breve giungerà al termine. Ho deciso infatti di venderlo perché ho voglia di nuove esperienze, andare all’estero e investire sulla mia formazione.

Grazie alla tua attività di influencer stai viaggiando molto, alcune mete che ci consigli di visitare?

Partirei con Cuba, il mio ultimo viaggio che mi ha lasciato davvero stupito.  Mi è piaciuto molto il cibo e mi hanno colpito le loro usanze. Spaziando in un’altra dimensione nomino le Maldive, un paesaggio unico perfetto per chi cerca una dimensione di totale relax.  Concluderei con la Thailandia (Bangkok e Golden Triangle) e  poi l’India. Di questi luoghi mi piace soprattutto l’aspetto spirituale.

Il tuo luogo del cuore di sempre invece?

Amo l’Italia e la mia città Verona perché  è a misura d’uomo e tutto è raggiungibile facilmente, ma allo stesso tempo c’è molto movimento. Sardegna e Sicilia invece sono le mie mete estive preferite. Una città che mi ha stupito recentemente è Matera, incantevole e suggestiva.

Tre capi che non possono mai mancare nel tuo armadio

Jeans, una felpa comoda e la camicia. Non amo particolarmente gli abiti, li uso giusto per le cerimonie o le serate speciali.

Cosa non manca invece nella tua valigia?

Spero sempre di portare un costume, ma in generale capi comodi. Tendo ad esagerare con i look anche se sto via pochi giorni.

Sappiamo che sei uno sportivo, come ti mantieni in forma?

Faccio sport da quando sono piccolo, ho praticato equitazione, giocato a calcio, amo anche gli sport estremi come il bungee jumping e il salto con il paracadute, mentre nel quotidiano mi dedico al crossfit. Mi alleno tutti i giorni, due volte al giorno se posso.

Hai quindi un regime alimentare particolare?

Mangio di tutto e faccio sport anche per questo, così posso concedermi qualche sfizio.

Il tuo rapporto con i social

Devo imparare ad utilizzarli meglio e acquisire più scioltezza. Sicuramente non amo la polemica e i pettegolezzi e non mi espongo su questioni politiche. Un tema importante di cui invece mi piace parlare è il cyber bullismo, di cui in passato sono stato anche vittima. In generale uso i social con parsimonia. 

Quali profili ti piace seguire su instagram?

Un personaggio che sto seguendo molto  sui social è Mahmood, mentre come influencer mi piacciono molto le coppie di travel blogger, un settore su cui puoi giocare molto con i contenuti e postare scatti pazzeschi realizzati nei luoghi più belli del mondo.

Tornerai a breve in televisione?

Non ho programmato nulla, soprattutto adesso che andiamo incontro all’estate. Potrei valutare qualcosa a Settembre ma certamente non reality o programmi che espongano eccessivamente la mia sfera privata.

Foto: Davide Carson

Stylist: Stefano Guerrini

Grooming: Giuseppe Tamburrini

Stylist’s assistants: Davide Spinella, Francesca Minardi, Greta Tedeschi

Si ringrazia Leonardo Hotel Milano City Center, via Messina 10 Milano

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Rasoio usa e getta e rasoio elettrico: un po’ di storia ed un confronto

Introduzione

I sistemi di rasatura disponibili sono molti, ma quelli oggi più popolari sono indubbiamente il rasoio elettrico quello usa e getta. Certo, esistono anche altri tipi rasoi, come quelli a mano libera o quelli di sicurezza ma il loro uso è indubbiamente destinato ad appassionati ed esperti: per utilizzarli infatti ci vuole molta pratica e tecnica.

Se per qualche motivo voleste approfondire vi consigliamo di fare un giro su questo sito a tema barba, che contiene articoli molto dettagliati in merito.

Il rasoio usa e getta

Storia

Sebbene la rasatura della barba sia un usanza appartenente già all’antichità, solo nel 1901 fu fondata la prima compagnia che commercializzò i primi rasoi. Fu King Camp Gilette il fondatore e l’ideatore di tutto e nel 1903 iniziò la vendita di questi prodotti. Ma il primo anno di vendite non fu molto proficuo. Nel 1905 invece le vendite iniziarono ad ingranare, questo soprattutto grazie ad un processo di produzione automatizzato ed una buona pubblicità.

Il successo di questo prodotto si ebbe durante la tragica prima guerra mondiale; si narra infatti che il governo americano fornì ad ogni soldato un rasoio, poiché si pensava che la rasatura fosse molto importante, in quanto la barba avrebbe potuto compromettere l’utilità e l’efficacia delle maschere anti gas. Come possiamo notare Gilette è un marchio ancora oggi rappresentativo della rasatura, poiché il successo definitivo del prodotto lo ha reso prettamente associato ad essa.

Negli anni la produzione dei rasoi è stata soggetta a continue innovazioni e cambiamenti. La lametta con testine intercambiabili o quella con testina oscillante per una rasatura ottimale, e gli intramontabili usa e getta in plastica.

Suggerimenti per ottenere una buona rasatura con rasoio usa e getta

La routine della rasatura sembra una cosa semplice: in effetti lo è, ma con l’utilizzo di alcuni trucchi possiamo decisamente renderla un piacere privo di tagli ed irritazioni.

Ecco 5 semplici passaggi per evitare arrossamenti, bruciori, graffi o tagli, o imperfezioni.

  1. Lava il viso con un detergente delicato. Cosi da eliminare il sebo,lo sporco e le cellule morte della pelle.
  2. Applica uno strato di schiuma o crema da barba. Questo permette al rasoio di scorrere bene senza creare attriti.
  3. Raditi con un buon rasoio. Con le tecnologie avanzate non è difficile trovare un buon rasoio, un multilama ad esempio potrebbe aiutarti ad ottenere una rasatura più veloce ed uniforme.
  4. Risciacqua il rasoio. Mentre ti radi sciacqua spesso il rasoio per rimuovere gli accumuli di peli e gel da barba.  
  5. Idrata la pelle del viso. Proteggi la pelle del viso applicando un dopobarba o una crema idratante.

Rasatura con rasoio elettrico

Storia

Nel 1928 Jacob Schick brevettò il primo rasoio elettrico, ma anche in questo caso fu un flop. Si trattava infatti di un attrezzo sviluppato grossolanamente, che venne in seguito migliorato e lanciato sul mercato mondiale.

Questo prodotto però guadagnò popolarità solo dopo che Hollywood lo coinvolse nella scena di un film americano. Da lì il rasoio elettrico venne visto sicuramente come un gadget indispensabile per l’uomo moderno. Negli anni il rasoio elettrico si è notevolmente evoluto, sono stati progettati tanti modelli diversi, alcuni persino per le donne, altri utilizzabili in doccia o con gel o schiume da barba. Questa evoluzione ovviamente ha reso il prodotto sempre più invitante agli occhi dei consumatori.

Suggerimenti per ottenere una buona rasatura con un rasoio elettrico

Per effettuare una buona rasatura con un rasoio elettrico bisogna seguire alcuni semplici punti:

  1. Innanzitutto informati bene sulle funzioni del rasoio, leggendo il manuale.
  2. Pulisci e lubrifica il tuo rasoio elettrico. Una meticolosa manutenzione e una buona pulizia del rasoio è essenziale per ottenere una buona prestazione.
  3. Rilassa e ammorbidisci la tua pelle così la rasatura sarà più facile
  4. Trova il giusto angolo di rasatura e la tecnica più confortevole per te.
  5. Durante la rasatura con una mano tieni tirata la pelle, e con l’altra ti radi, e per evitare irritazioni non premere troppo forte e non passare sulla stessa area della pelle più volte.

In conclusione

Che sia con rasoio a mano o elettrico la rasatura non è mai da sottovalutare, se sei alle prime armi è consigliabile chiedere aiuto, o seguire passo passo questi semplici consigli, cosi da avere una buona esperienza di rasatura.

John Dagleish: l’attore trasformista

Istrionico, con modi da perfetto gentleman e un sorriso che conquista. John Dagleish ti conquista con ironia e charme, e non si può fare a meno di notare la somiglianza con Vincent Cassel, in versione British. Dalla passione per il teatro (fa parte della compagnia di Kenneth Branagh) fino al grande cinema, John è il perfetto caratterista, capace di interpretare ruoli comici come drammatici, John Dagleish non è ancora famoso a livello internazionale, ma noi di Manintown scommettiamo sul suo talento, che quest’autunno vedremo nel controverso Farming film sul razzismo in Inghilterra e in Judy, il biopic sulla vita di Judy Garland.

Sapevi cosa significasse il termine “Farming” prima di prendere parte al fim?

“Farming” è un termine colloquiale usato dagli assistenti sociali britannici per descrivere una pratica diffusa negli anni ’60, ’70 e ’80 che vedeva i genitori nigeriani mandare i propri figli a vivere con famiglie affidatarie della classe operaia in Gran Bretagna, credendo che ciò avrebbe dato loro una vita migliore. Il rovescio della medaglia di questo “farming out” è focalizzato in modo straziante in questo film autobiografico diretto da Adewale Akinnuoye-Agbaje. Io non lo avevo mai sentita prima come parola, mi preoccupava anche essere capace di esprimere appieno un personaggio che non è fittizio ma è reale. Quello che sorprende, e in qualche modo scuote, è che il film rappresenta la brutale vita vissuta in prima persona dal regista, che però ha saputo dirigerci magistralmente, sapeva cosa voleva.

Ci racconti la trama?

Basato sulla sua storia di vita di Adamsale Akinnuoye-Agbaje, Farming traccia lo straordinario viaggio di un giovane ragazzo nigeriano che, lottando per trovare un’identità, s’imbatte in una banda di skinhead nell’Inghilterra del 1980. All’età di sei settimane, il protagonista Enitan è affidato alle cure di una famiglia di operai bianchi nella città portuale di Tilbury, nell’Essex. La sua nuova madre surrogata, Ingrid (Kate Beckinsale), diventa un genitore adottivo complesso e fa fatica a guidare il nuovo arrivato. Incerto del suo posto nel mondo e privo dell’amore di una madre, desidera disperatamente appartenere a un gruppo ed è vittima delle aggressioni dei bulli, si ritrova ad essere ricoperto di talco pur di voler sentirsi bianco. Da vittima diventa però carnefice contro i suoi stessi connazionali, entra infatti a far parte di una banda locale di skinhead guidata da Levi, il mio personaggio, che decide di accoglierlo come fosse un suo esperimento, quasi al rango di un animale domestico, trattandolo con crudeltà anche se Enitan riconosce in lui l’unico riferimento che ha. La bellezza della storia, oltre che parlare di un argomento mai trattato prima, mostra il percorso di crescita di un giovane uomo che subisce la discriminazione razziale e che deve combattere le avversità. Si renderà conto che, in un mondo di odio, la sua battaglia più dura è imparare ad amare se stesso e accettarsi.

Come è stato interpretare un personaggio così violento come Levi?

È molto difficile calarsi nei panni di un bad boy come lui. Levi è sicuramente il personaggio più dark che ho mai interpretato. La parte più dura, oltre le orribili azioni che compie nel film, è stata la trasformazione fisica che ho subito, la preparazione fisica, il look e soprattutto l’essermi rasato come un vero skinhead. Guardarsi allo specchio, ripensare alle riprese non è stato facile per me, così come accorgermi di come mi guardavano le persone per strada, il sentirmi non a mio agio con me stesso. Come sono riuscito a non crollare? Ho studiato il background del mio personaggio, non per cercare di giustificare il suo comportamento, ma per provare a capirlo. Dietro la ferocia c’è sempre la disperazione.

Quali sono i tuoi prossimi progetti?

Sarà Judydiretto da Rupert Goold e in uscita in autunno. Renee interpreta Judy Garland, in particolare nell’inverno del 1968Judy Garland arriva a Londra per una serie di concerti “tutto esaurito” di cinque settimane al night club “Talk of the Town”. Nel film ci sono anche Michael Gambon, Jessie Buckley, attori incredibili. Penso che la performance di Renee come Judy sia fantastica e lei è una delle attrici più brillanti con cui abbia mai lavorato. Io intervengo interpretando Lonnie Donegan il cantante di skiffle (un sottogenere del jazz) che era tenuto a sostituirla in caso di assenza o ritardo. La grande diva è ormai anziana ed è in una spirale di alcohol e pillole, fa fatica ad esibirsi, ma è pur sempre una star.

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AIDS Memorial Quilts: nomi, vite e ricordi

Solidarietà, memoria e arte: un importante evento per tenere vivo il ricordo delle vittime dell’AIDS e sensibilizzare le generazioni future. 

Fulcro dell’iniziativa è la collezione AIDS Memorial Quilts, vasto patchwork di coperte disegnate e ricamate direttamente dai parenti delle vittime del virus che sarà, proprio nel mese del pride, disponibile online su Google Arts & Culture a partire dal 27 giungo. Sempre nella stessa data, grazie all’utilizzo delle più avanzate tecniche di digitalizzazione, Milano ospiterà una video installazione a partire dalle 21:30 sulla parete del palazzo di Via Gaetano de Castilla 7 dove le scansioni digitali delle coperte saranno armoniosamente proiettate, creando una suggestiva e profonda atmosfera. Gli spettatori saranno portati a riflettere e diventeranno parte integrante del progetto avendo modo di comprendere l’importanza della prevenzione e abbattere gli stereotipi e i luoghi comuni verso le persone siero positive. 

Andrew Quinn, noto videomaker australiano, è il direttore artistico del progetto che prende il nome di “IN QUILT”, show interattivo accompagnato da melodie, illuminazioni e la live performance del gruppo The Winstons. 

Google Italia, in collaborazione con ASA, è lieta di invitare la cittadinanza a partecipare a NAMES PROJECT, evento di presentazione dell’iniziativa con talk a cura dei rappresentati dell’Associazione Solidarietà AIDS e del team Diversity & Inclusion LGBTQ+ di Google. L’evento, con cocktail di benvenuto, è a numero chiuso e gratuito fino a esaurimento posti. Si raccomanda, quindi, di registrarsi al link https://events.withgoogle.com/names-project/per garantirsi l’accesso all’evento presso la Sede di Google Italia a Milano. 

Le Coperte che ASA raccoglie e “colleziona” dal 1987 sono ormai diventate un patrimonio culturale universale e i numeri superano i 2.000 pezzi. A 50 anni esatti dalla rivolta di Stonewall -giugno 1969-, i violenti e accesi scontri tra la polizia statunitense e il movimento gay americano, giugno è considerato come il mese dell’orgoglio LGBT con parate ed eventi in tutto il mondo dall’alto richiamo umano e mediatico. 

Con AIDS Memorial Quilts siamo davanti alla testimonianza di come il passato, con la sofferenza e i numerosi decessi che l’AIDS ha provocato, possa oggi raccontare in una chiave colorata (e anche malinconica) storie di vita di chi ahimè non ce l’ha fatta e, nel ricordo infondere coscienza, prevenzione e concreta realtà. 

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Isabella Sedik, ecco chi c’è dietro i luxury brand: Sedik Milan e SDK activewear

Isabella Sedik, interior designer di lusso, che ha abbracciato con la sua imprenditoria un’ambiente di nicchia, lo stesso che l’ha portata a diventare designer di moda.
Sedik Milano e SDK activewear, sono le sue due linee di abbigliamento dedicate al mondo equestre, la prima più esclusiva mentre la seconda con un target più giovane, rivolta a chi si vuole distinguere svolgendo la propria passione: l’equitazione.

Quando nasce la tua passione per l’equitazione?

Tendenzialmente arriva dall’amore per i cavalli di mia figlia, nonostante io abbia un cugino che è attualmente un Cavaliere d’altissimo livello internazionale, ed ha trasformato la sua passione in lavoro.

Invece l’idea di creare una linea d’abbigliamento high-end dedicata a questo mondo?

Inizialmente ero una designer di interni che si dedicava all’ambiente del lusso, poi successivamente son riuscita a dedicare il mio tempo nel fondare la mia casa di moda, fondamentalmente per soddisfare le mie necessità a cavallo.

Come funziona l’ambiente equestre.

L’ambito è equestre è molto particolare, ed io sono sicuramente una donna estrosa, infatti quando andavo a cavallo mi sentivo più a mio agio con una camicia di seta ed una cintura di Hermes.

Cercavo di fare degli abbinamenti che rispecchiavano maggiormente la mia personalità, cosciente dell’essere criticata in maniera spropositata da tutti. 

Allo stesso tempo ho notato che stavano iniziando ad imitarmi, quindi mi son detta siccome la qualità premia sempre, e lo so per certo perché ho sempre frequentato quel mondo li, so che anche se il prezzo è elevato, il cliente arriva lo stesso.

Prima del tuo ingresso nel fashion system, com’era la moda a cavallo.

Beh, diciamo che una volta che avevi comprato la camicia più bella e lo stivale più bello, la storia finiva li, perché non è come nella moda dove troviamo le collezioni A/I o P/E, vi sono semplicemente dei continuativi dal 1922.

Posso dire con sincerità che essendo vedova, ed ho sempre cresciuto mia figlia da sola, l’idea di creare qualcosa insieme a lei era anche una vera e propria bonding experience, quindi perché no!

Sedik Milano e SDK sono le due linee disegnate da te, cosa le accomuna?

Sedik Milano nasce quasi due anni fa con una startup, con un progetto che prende la mia impronta, quindi super lusso, senza badare a spese. 

I risultati sono stati che i capi spalla avevano un costo che andava dai 2000 ai 3000 euro, le calzature in partnership con un artigiano di altissima qualità, ed anche li con prezzi che andavano dai 1500 ai 2000.

Peccato non mi son posta la domanda che invece si pone l’utente finale ovvero a parità di prezzo dove andrebbe a spendere questi soldi? In un brand che non conosce o da Burberry, beh la risposta è evidente.

Ecco allora la nascita SDK activewear, ovvero un prodotto che non vincoli l’haute couture, ma che comunque che soddisfi un’esigenza di tailor made con la flessibilità di un e-commerce ma sempre legato al mondo del luxury.

Hai in mente di presentare le collezioni con un evento?

In effetti l’ho già fatto presentando alla fiera cavalli di Verona, che sicuramente è l’evento più importante che abbiamo sul territorio nazionale, a giugno ne abbiamo un altro, ed inoltre presenterò anche le mie giacche per l’arma dei Carabinieri ed Aeronautica Militare. Infine, a settembre presenteremo la collezione Sedik Milano durante la fashion week, dove per la prima volta una casa di moda equestre si esporrà al grande pubblico, in segno di totale versatilità.

L’uomo ideale da vestire?

Ho iniziato con la collezione donna, poi intanto ho capito cosa ne pensasse l’uomo, ora non ti nego che mio sogno sarebbe quello di vestire Alessandro Gassman.

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Best of Pitti Uomo 96

La nostra selezione tra il meglio degli eventi della kermesse fiorentina.

MSGM

MSGM celebra i suoi 10 anni di show in occasione di Pitti Uomo 96 nell’affascinante location di Firenze, il Forum Nelson Mandela, in un’atmosfera onirica e surreale alla Refn, i cui colori ricordano moltissimo il suo ultimo capolavoro “The Neon Demon”, per l’appunto incentrato sul tema della moda.

Al centro dell’immenso palazzetto dello sport, una piscina virtuale dal blu intenso attorno a cui sfilano modelli dal mood estivo, capelli bagnati come le camicie nell’uscita finale, come appena usciti da un tuffo rinfrescante in cui le idee emergono positive. Positivo il messaggio sulle stampe, immagini e scritte dell’artista Norbert Bisky (collaborazione che sottolinea il legame del design con l’arte) che trasforma una giacca in un foglio bianco su cui lancia frasi/inno al cambiamento, all’amore, alla verità. Speciale presenza per la prima volta in passerella, Leonardo Tano, testimonial della linea di intimo di MSGM, figlio dell’internazionale Rocco Siffredi che non necessita di presentazioni.

Marco De Vincenzo

Una serra invernale in cui le piantine vengono personalmente curate dai modelli che sfilano e che le reggono tra le mani, guanti da giardinaggio inclusi, impreziositi da tessuti e applicazioni.

La location esclusiva è il Tepidarium Del Roster, una serra in ferro battuto fine Ottocento, carica della magia di quella in cui “Bernard & Doris”, interpretati da Ralph Fiennes e Susan Sarandon, coltivavano con amore orchidee e un futuro di amicizia e lealtà.

La collezione primavera-estate 2020 di Marco De Vincenzo riconferma il suo legame ai tessuti, un mix di grande equilibrio in cui utilizza lurex, denim, voile, gessati, quadri, fresco lana, macramè, lame’, pelle, vinile, un uomo dalla vita altissima come i risvolti, che predilige i colori neutri della terra; e una donna (pre-collezione femminile) che alterna il comfort del taglio maschile per il giorno, i maxi volumi delle giacche e dei pantaloni con le pinces, agli abiti da cocktail in lurex dai scintillanti bagliori argentati, pronte per un Bellini e un giro in pista da ballo alla rainbow Room di New York

CR Runway x LuisaViaRoma 90th Anniversary

La performance live di Lenny Kravitz chiude la grande sfilata di LuisaViaRoma che festeggia il 90mo anniversario con uno show curato da Carine Roitfeld, icona, visionaria e fondatrice del Fashion Book.
Il panorama più bello di Firenze, Piazzale Michelangelo, si è trasformato in una passerella per 5000 persone che hanno assistito alla fotografia degli abiti più belli venduti nella boutique fiorentina. Un cast eccezionale tra cui compaiono Bella e Gigi Hadid, Irina Shayk, Mariacarla Boscono, Vittoria Ceretti, Natasha Poly, Halima Aden, Alek Wek, Alessandra Ambrosio, Paris Jackson, che hanno indossato le opere d’arte dei grandi couturier dalla collezioni Fall Winter 2019.

E.Marinella


Se pensavate che la t-shirt di latte fosse futurismo, arriva a stupirvi la cravatta di agrumi firmata E.Marinella, oggetto must have della nuova collaborazione del brand con Orange Fiber. Non solo sete quindi, ma uno sguardo al presente e all’ambiente con il primo brevetto che prevede l’uso di tessuto sostenibile da agrumi al mondo; una texture soffice, impalpabile e che rende le cravatte E.Marinella l’oggetto del futuro. 
Oltre 105 anni di storia festeggiati durante l’evento internazionale più importante in merito alla moda maschile, Pitti Immagine Uomo, presso la Limonaia Giardino Corsini, un successo che sottolinea l’evoluzione del marchio che da sempre si è contraddistintio per stile e qualità delle materie prime. 
Altra importante partnership è quella con il brand eclettico “M1992”, che ha dato vita ad una Capsule Collection in cui la classica cravatta viene reinterpretata con uno stile sperimentale e sempre “green”.
Ricordiamo che lo stile Marinella, orgoglio della sartorialità napoletana che non ha rivali, ha raggiunto gli uomini più influenti del mondo, dai Kennedy a Bill Clinton, da Chirac a Sarkozy, alle teste coronate come Carlo di Borbone, Alberto di Monaco e Carlo, Principe di Galles, ma anche registi, attori e uomini di spettacolo.

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