L’AMORE LIBERO, SENZA ETICHETTE

Diverse le iniziative che in questi giorni si sono sviluppate in occasione del Milano Pride 2018, manifestazione che si terrà a Milano il 30 Giugno. Non potevano quindi mancare attività speciali anche da parte dei più noti brand del sistema fashion che per questa ricorrenza hanno creato delle capsule collection divertenti e originali dedicate a questa giornata.

 

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Desigual

La marca si unisce al Gay Pride per festeggiare l’autenticità e la libertà di amare senza condizioni. Desigual ha quindi creato una maglietta ispirata ad una stampa d’archivio per rivendicare l’amore libero e senza etichette. La Tshirt riprende uno dei simboli più emblematici della marca, creato negli anni 80: le figure di un uomo e una donna nudi che si tengono per mano. Per l’occasione, la coppia raffigurata non è più solo una, ma tante e molto diverse. La Tshirt è disponibile sul sito desigual.com. Una parte del ricavato servirà per sostenere iniziative del gruppo LGBT.

 

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Converse

Portate in vita con gli artisti LGBTQ +, le storie d’amore hanno fatto da sfondo alla Pride Collection 2018 di Converse.   La collezione footwear è composta da 4 modelli, una Chuck Taylor All Star Platform Hi con una paltform multicolore ispirata alla Pride Flag e al logo di Happy Hippie Foundation, una Chuck 70 Hi con tomaia multicolor e la Chuck Taylor All Star con una tomaia in tela stampata con pois glitterati. La collezione apparel è composta da una felpa, coordinata ad un track pants e una t-shirt con due varianti colore. Le scarpe sono state disegnate da Miley Cyrus e tutti i proventi netti della Converse Pride Collection supporteranno i partner della comunità giovanile LGBTQ + a livello globale.

 

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eBay con Adidas in favore della fondazione Albert Kennedy Trust

Dal 3 luglio parte la campagna ‘Prouder’ di Adidas grazie all’apporto di creatori della comunità LGBTQ + e sostenitori tra cui Elton John, Kate Moss, Marc Jacobs, David Beckham e tanti altri. Ogni personaggio coinvolto ha contribuito a disegnare la sua personale versione delle iconiche Adidas Samba e ogni paio sarà messo all’asta su eBay a favore della fondazione Albert Kennedy Trust. L’asta per le 30 paia di sneakers sarà accessibile da tutto il mondo, Italia inclusa, a partire dal 3 luglio e attiva per 10 giorni. 

 

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A|X ARMANI EXCHANGE E MARTIN GARRIX A MILANO

A|X Armani Exchange sta animando la città di Milano con una speciale iniziativa che vede come protagonista il DJ di fama internazionale Martin Garrix, testimonial del marchio, e che coinvolgerà con appuntamenti imperdibili tutto il capoluogo.

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Prima tra tutte un tram personalizzato che dal 23 Giugno si sta muovendo per tutta la città, fermandosi ogni giorno per due ore, dalle 17.00 alle 19.00, in Piazza Castello. Durante la sosta si può salire sul tram, completare il proprio look acquistando, nel corner dedicato, uno dei capi iconici del brand e farsi scattare una foto nel photo booth allestito a bordo. Tra tutte le foto scattate, ne saranno estratte trenta. L’iniziativa durerà ancora per poche ore e i fortunati vincitori potranno incontrare personalmente Martin Garrix durante il Meet & Greet previsto sul tram nel pomeriggio di oggi 29 giugno, in Piazza VI Febbraio, prima del grande concerto che il DJ terrà all’Ippodromo San Siro.

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3 FRAGRANZE PERFETTE PER L’ESTATE IN CITTÀ

Si dice spesso che non esista un modo migliore per scoprire una città che a piedi. In effetti, quale è un’altra via per conoscere veramente una città piuttosto che perdersi nelle sue strade? Si potrebbe anche dire che non sia presente un modo migliore di viaggiare che con il potere del profumo, anche in estate, quando pensiamo che le città possano regalarci solo arsura e smog. Scopriamo allora tre fragranze che ci faranno viaggiare il luoghi diversi da indossare durante le passeggiate nelle nostre giornate cittadine:

793675019636_MARYLEBONE_WOOD_100ML_BOTTLEMarylebone by Penhaligons

Ispirata ad un celebre quartiere residenziale londinese, questa fragranza si caratterizza per il tocco secco del legno di sandalo affumicato. Il vetiver con muschio e un patchouli tiepido e cremoso sono usati per creare un capolavoro materico.

Wander_through_the_parks_bottleWander by Miller Harris

Sempre da Londra, una fragranza ispirata al concetto di foraggio urbano, ossia ingredienti che si possono veder crescere in modo selvatico in città. Wander ci riporta alle ortiche verdi dei parchi londinesi, con i loro profumi verdi e sfavillanti. In testa pompelmo rosa, cuore di fico, ortica e galbano e per concludere una coda di patchouli e muschio.

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Champ de Baies by L’Artisan Parfumeur

Un pezzetto di campagna in città. È imponente l’intrico di more selvatiche e lamponi inaspettati che regala una sensazione rinfrescante come se la composizione fosse immersa nell’acqua. L’impressione è creata dal sorbetto fresco come le note di una varietà giapponese di pera con un accordo di rabarbaro rosa e corteccia di bergamotto che evoca un grande bicchiere di tè freddo. Al centro, le bacche si avvolgono intorno a un cespuglio di Gelsomino mentre muschio bianco e ambra portano morbidezza alla pelle. Un tocco di cedro e patchouli offre infine un accordo elegante.

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A Milano sfila il maschio tecno-romantico

Nell’arco di un weekend lungo in un calendario sempre più co-ed l’uomo si rilassa e divaga in un romanticismo dal retrogusto hi-tech alla ricerca di una nuova concezione dell’eleganza.

Fantasie psichedeliche alla ‘Ready Player One’ di Spielberg, spunti romantici da love story con tanto di cuori appassionati in un contesto barocco, nuove ibridazioni come il completo gessato e la blusa da dandy ma in lamé lavanda, fisici sempre più efebici alla conquista dei plutocrati sempre più giovani. Le 64 collezioni che hanno animato la kermesse di Milano Moda Uomo, con la benedizione e l’apprezzamento del presidente di CNMI Carlo Capasa, definiscono un nuovo vocabolario che occhieggia allo heritage senza trascurare un nuovo glamour per un uomo sempre più giovane, connesso e tecno-romantico che prenda una posizione nella storia che stiamo vivendo con una distopica accezione della sartoria.

Classico e anticlassico convivono e collidono come da Ermenegildo Zegna Couture dove Alessandro Sartori fa un ottimo lavoro di ricerca sulla ‘divisa’ casual affermando la sovranità di uno stile che non offre fianco a critiche. Lo stilista presenta la sua nuova evoluzione del guardaroba contemporaneo, unendo il concetto di sportswear alla cura per i dettagli e al craftsmanship del mondo Couture. L’atelier si trasforma in un laboratorio, ma conservando l’umanità e il calore artigianale e dando vita a nuove categorie: neologismi sartoriali che derivano dallo scontro armonioso di mondi opposti.

Ermenegildo Zegna Couture
Ermenegildo Zegna Couture

Classico e anticlassico coesistono anche da Miuccia Prada che a Via Fogazzaro fa sfilare una collezione che prende le distanze dagli stereotipi dell’eleganza per estrarre un’idea di stile che sia semplice, elegante e mai strana. Bei cappotti, pull con trecce, bizzarri cappelli da esquimese e fantasie che la stilista non vorrebbe definite ‘psichedeliche’ sfilano fra cubi di plastica cerata e l’atmosfera è sempre creativa e dadaista, la collezione non delude mai per quanto è attuale pur nella sua coerenza con il DNA della maison.

Prada
Prada

Versatile per essenza è l’uomo Versace che reinventa codici come il gessato da manager sdrammatizzandolo con nuovi volumi. E’ un uomo dalla forte personalità che abbina la lana e il lamé, patchwork floreali e nappa lucida come vinile, pelle stampata effetto pitone, con la borsa icon che si porta su fluidi pigiami nel segno di una sensualità ritrovata. E’ un uomo street e couture che è allergico alle regole e non rifiuta di farsi notare.

Versace
Versace

Understatement totale invece per l’uomo di Giorgio Armani che riscopre il piacere di un bel gilet, di giacche colorate di verde e turchese, di completi doppiopetto ringiovaniti e smitizzati e di cappelli estivi come la fedora.

Giorgio Armani
Giorgio Armani

E tecno-romantico è senza dubbio l’uomo di Dolce & Gabbana, principesco e regale sia nella passerella tradizionale che in quella più intima dove sfilano uomini prestanti in intimo accessoriati da una panoplia di borse e gioielli per definire il lessico del ‘Naked King’ come l’hanno chiamato i due stilisti della maison. In passerella al Metropol sfila invece tutto il campionario dell’estetica del duo: il gessato, il pizzo, i bomber ricamati, lo streetstyle, marsine e broccati e tanti messaggi d’amore e di commistione di generi per ampliare sempre di più il concetto di Dolce & Gabbana family.

Dolce&Gabbana
Dolce&Gabbana

Da segnalare il progetto Diesel Red Tag stavolta affidato alla regia creativa di Glenn Martens e l’ascesa di Palm Angels insieme allo sporty chic ispirato al tennis di Plein Sport. Echi tibetani da Wolf Totem, il brand esotico disegnato dallo stilista Colin Jiang che osa il pvc trasparente e i dettagli metallici, capi laserati e grande souplesse per una collezione interessante e multiforme.

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I 3 BRANDS EMERGENTI PORTAVOCE DELLA BELLEZZA ANTINCONVENZIONALE.

Cosa è la bellezza oggi? Quali valori la definiscono? Queste domande sono la nostra croce e delizia, specialmente nelle ultime giornate. I canoni classici della bellezza sono stati stravolti dalla moda sin dal passato, basti pensare a personalità all’avanguardia come i leggendari “Sei di Anversa”, che hanno fornito nuovi codici per interpretare la bellezza, manipolarla, dandogli nuova linfa vitale. I valori di bellezza intesa in modo classico sono stati capovolti. E’ tempo di ridefinirne i canoni, con intelligenza e quell’irresistibile voglia di ribellione. E’ per questo che il nostro fashion radar segnala oggi tre giovani brand che si sono distinti per la loro interpretazione anticonvenzionale della bellezza, ognuno con un modo di intenderla e narrarla assai originale.

Analizziamoli uno ad uno. Maroussia Rebecq è la fondatrice del collettivo artistico Andrea Crews, il cui quartier generale si trova nel coloratissimo quartiere Marais, nella capitale francese. Propone una moda unisex, con un particolare richiamo all’inizio degli anni Duemila, periodo in cui si è codificata quell’estetica internet-wave tanto cara ai millennials. Rivive la french-core dei gabber ed il loro indiscutible allure streetwear, proposto con materiali classici come il tartan ad esempio, dettagli trompe l’oeil oppure presi dal mondo biker per la collezione autunno inverno 2018, che dà nuovo significato al concetto di streetwear-couture.

E’ sempre sull’ondata dell anti-establishment che Carlo Volpi crea i suoi raffinatissimi e dissacranti capi di maglieria. Public Code è il suo marchio e la collezione AW18 “24H Delivery” riflette sulla scomparsa delle sottoculture, fornendo un senso alla definizione di “uncool”, facendo propria quella sensazione di disagio che si ha davanti alle imposizioni culturali medio-borghesi. Le stampe raffigurate sui bellissimi item si ispirano alle insegne dei take-away urbani, luoghi probabilmente cari al designer, in quanto più reali e realmente vissuti.

Anche nell’ultimo caso sono gli affetti e la memoria a comporre l’universo stilistico del brand Simon Cracker. Simone Botte, designer del marchio, si autodefinisce “talentless”, e rivive attraverso la moda i ricordi di quando seguiva il nonno che lavorava come imbianchino in un appartamento di periferia. La bellezza stavolta, nella sua collezione AW18 “Amedeo”, è intesa attraverso un ricordo speciale: i tessuti barocchi dell’appartamento rivivono sui suoi capi, così come finissaggi che ricordano gli indumenti sporchi dell’imbianchino. Che sia una forma di attivismo, una sensazione di malessere oppure un ricordo speciale, questi giovani creativi hanno qualcosa in comune: certamente il coraggio di essere sé stessi, in un modo del tutto fuori dall’ordinario.

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Dalla lirica al cinema, a tu per tu con Mario Acampa.

Mario Acampa (classe 1987) un percorso tra musica, fiction, teatro e cinema. Un personaggio dai molti talenti e grandi passioni, come l’opera lirica (nel 2015 firma la sua prima regia del Il piccolo Principe) per poi scrivere e dirigere nel 2017 il primo Opera Show al mondo “La vestale di Elicona” in cui si intrecciano opera lirica, balletto, prosa, musica dal vivo e arti visive. Dopo numerosi ruoli nelle fiction italiane accanto a Luciana Littizzetto, Marco Giallini, continua la sua formazione tra New York e Los Angeles e, grazie al suo curriculum internazionale, vola a Budapest sul set di Ron Howard accanto a Tom Hanks nell’ultimo film “Inferno”. A giugno vedremo Mario Acampa nel film Ulysses dove recita insieme alla star americana Danny Glover (tra gli altri protagonista in Arma Letale), a Dark Odyssey. Abbiamo incontrato Mario a Milano, dove è stato modello per un giorno, per scattare la collezione di Antonio Marras che lo ha vestito per il suo nuovo programma di Sky Classica Tao Tutti all’Opera.

Sei attore internazionale in teatro, cinema e tv, e conduttore. Se dovessi scegliere, qual è la cosa ti appassiona di più?
E’ difficile per me decidere cosa mi appassiona di più, ho sempre sentito sin da piccolo l’esigenza di comunicare e di farlo attraverso l’arte. In alcuni momenti ho pensato di farlo meglio con un solo mezzo, ma la verità è che ho capito che mi piace alternare il teatro, il cinema e la tv e la scrittura. Sono strumenti molto diversi tra loro, ma alla base c’è come minimo comune denominatore la stessa voglia di esprimermi e di suscitare emozioni e riflessioni in chi mi ascolta o mi guarda e insieme a loro c’è la voglia di provarle anche io! Il teatro ha la potenza del pubblico dal vivo ed è un’ incredibile palestra, ma se ti sforzi di sentire la presenza del pubblico anche sul set e se ricerchi la verità dei personaggi che interpreti, capisci che ogni occasione per fare arte è semplicemente una benedizione e va vissuta come tale e con lo stesso impegno e curiosità.

Sei anche laureato in legge. Quando hai capito che il mondo dello spettacolo sarebbe stato il tuo lavoro?
Da piccolo ero ferrato nelle imitazioni e poi ho sempre cantato, recitato, ballato, presentato. Durante gli anni del liceo mi sono iscritto a un corso di teatro a scuola e lì ho capito che avrei voluto continuare a fare arte e soprattutto che mi faceva stare bene. Poi giunse il momento di scegliere cosa fare dopo il liceo. I miei genitori non erano affatto favorevoli alla carriera artistica in modo esclusivo, così decisi di iscrivermi a Giurisprudenza perché è una materia che mi ha sempre affascinato. La legge è intorno a noi ed è alla base della nostra vita sociale e ne è espressione, per certi aspetti come l’arte! Poi mentre frequentavo l’università il richiamo del teatro si è fatto più forte, ho fatto una scuola e poi sono diventato Primo attore allo Stabile Privato di Torino. Lo sono stato per 7 anni e da lì è partito tutto. La Rai, il cinema…

Hai lavorato in Italia, ma anche a New York e Los Angeles. Come è stato entrare in personaggi che parlano una lingua straniera?
Recitare in inglese per me è esattamente come recitare in italiano, il lavoro che faccio sul personaggio è lo stesso e ho imparato che la lingua non è mai un ostacolo per l’arte, perché va dritta al cuore. Ho iniziato a studiare inglese da piccolo, mi piaceva sapere il significato delle mie canzoni preferite. E poi ho cominciato a vedere i film e le serie in lingua originale. Non pensavo che sarebbe mai stato utile conoscere l’inglese per il mio lavoro di attore, e poi ho incontrato a Roma la mia actor coach americana che mi ha consigliato di andare a Los Angeles e appena ho potuto sono volato in America. Dopo poco ho firmato col mio manager attuale proprio ad Hollywood e il sogno è diventato realtà. Essere sul set con Tom Hanks diretto da Ron Howard o con Danny Glover è stato incredibile.

Negli Stati Uniti è in uscita il film “Ulysses”, girato a Torino, a fianco di Danny Glover. Com’è il tuo personaggio, il dio Hermes?
Di sicuro il dio Hermes è stato il ruolo più intenso e complicato che io abbia mai fatto. In questa rivisitazione dell’Ulisse, Hermes è un transessuale con un passato di abusi e violenze. Il suo rapporto con Eolo è di schiavitù mentale e fisica. Ho cercato di entrare nel personaggio senza giudicarlo, senza provare pena o compassione o distacco, ma solo cercando di ricostruire nella mia testa tutti i tasselli che l’hanno portato a diventare ciò che è. Alla fine ci ho ritrovato gli stessi sogni di chiunque altro, le stesse paure. E così quell’Hermes che mi aveva tanto spaventato in prima lettura, è diventato una parte di me, quella parte che cerca di vincere, di lottare per i propri ideali e di riconquistare la propria libertà anche a costo della vita, ma con la convinzione di riscattarsi contro l’ingiustizia. Io lo trovo avvincente. Poi di sicuro essere accanto a star di Hollywood come Danny Glover (arma letale), Udo Kier e Skin è stato un grande stimolo. Sapere che la mia interpretazione sia stata definita “inspiring” e cioè ispiratrice di forza ed energia è meraviglioso. Spero che sia così per tutti gli italiani che dal 14 giugno andranno al cinema, così come per gli spettatori in tutto il mondo.

Quali sono gli attori a cui ti sei ispirato nella tua carriera decennale?
Se posso dirtene un paio direi Totò ed Eduardo De Filippo. Il primo perché mi ricorda quando mio padre da piccolo mi leggeva “A Livella” di Totò interpretandola, è stato forse mio padre il primo ad avviarmi all’arte senza saperlo! E poi Totò era uno spirito libero, che lasciava entrare la sua essenza in tutto ciò che faceva. Vorrei avere un briciolo della sua personalità. E il secondo, De FIlippo, perché credo rappresenti esattamente ciò che significa “tragicommedia della vita”. Eduardo riesce a far pensare, ridere e piangere allo stesso tempo e questo credo sia ciò che deve fare un buon attore se vuole rappresentare la realtà.

Ora sei in onda su Sky con il programma “Tao Tutti all’Opera”, in cui indossi gli abiti di Antonio Marras. In quali tratti della collezione ti rispecchi di più?
Antonio Marras ha capito esattamente lo stile che volevo dare alla trasmissione e ne rappresenta lo spirito. Personalmente mi ritrovo molto nel risvolto sorprendente dei suoi outfit, in una camicia bianca c’è sempre un dettaglio che ti colpisce e che ti lascia sospeso. Oppure nei completi, dalla vestibilità e dal taglio ipermoderno, ma con zip inaspettate e nello stesso tempo con tessuti della tradizione. Per questo Marras esprime esattamente il concept di TAO- Tutti all’opera, e per questo sono felice di indossare le sue creazioni. Antonio è carnale nei suoi abiti e non ha paura di lasciare il segno proprio come vorrei facesse TAO, una trasmissione pensata per divulgare l’opera lirica anche a chi non è un esperto. L’opera ha origini popolari e come tale deve arrivare a tutti. Ho cercato di lasciare la tradizione rivisitandone i modi, proprio come fa Marras con i suoi vestiti. E poi siamo alle OGR di Torino, un posto meraviglioso in cui prima si riparavano treni e oggi sono Officine di arte e cultura.

Nella vita di tutti i giorni, invece, che stile prediligi?
Amo la comodità, i pantaloni con le pence a vita alta dalla vestibilità over, le tasche alla francese, le t shirt con i dettagli ricercati, le camicie bianche, le scarpe colorate, le valigie e le borse in pelle consumata, gli occhiali. E poi le giacche in tartan, i cardigan bon ton, le righe larghe e i cappeli a falda larga. Insomma credo di essere uno spirito libero anche nel vestire; non mi piacciono le categorie e le linee di demarcazione. Lascio che i vestiti “cadano” sul corpo, come si dice, così come lascio che gli eventi mi sorprendano.

Che ruolo hanno i social network nella tua professione?
Nella mia professione credo che i social abbiano lo stesso ruolo che hanno per tutti gli altri, cioè sono un amplificatore del nostro ego. Quello che decidiamo di mettere in mostra è una scelta non solo di stile, ma anche di consapevolezza di sè. Ciò che pubblichiamo è spesso filtrato dalla nostra razionalità e non è sempre un bene, perché non sempre arriviamo agli altri come vorremmo o come crediamo razionalmente. Io personalmente come si può vedere, non ho filtro, posto sui miei social esattamente ciò che mi accade quotidianamente e mi espongo per ciò che sono. Mi fa stare bene perché non voglio prendere in giro chi mi segue. Mi piace condividere i miei momenti belli e brutti con chi sostiene ogni giorno il mio sogno e mi dà la possibilità di farlo con un applauso o guardando una mia trasmissione o un mio film.

Un sogno nel cassetto? E prossimi progetti
Per ora sogno un tiramisù gigante, un film con un ruolo folle, una trasmissione in radio o tv dove posso cantare e presentare e giocare come faccio nella vita, una pizza infinita, e la pace nel mondo. Dici che fa troppo Mr. Italia?In cantiere ci sono tante cose belle, tornerò in teatro a breve con uno spettacolo sulla vita di Nureyev che ho scritto e diretto “Processo a Nureyev” e poi mi aspetta ancora TAO per un’intera stagione su Sky e poi vedremo…

 

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Photographer Davide Bonaiti

Mario Acampa veste Antonio Marras.

MONTBLANC #MY4810: IL MUST HAVE PER GLI ESPLORATORI URBANI

La celebre Maison di lusso ha svelato le sue nuove valigie ispirate all’Esplorazione Urbana durante il Pitti Uomo a Firenze. Sedi delle presentazioni: la Limonaia e il giardino di Palazzo Corsini in una location urbana e dinamica per presentare la nuova collezione di valigeria #MY4810. Lo spazio ha ospitato skaters, graffiti artists e DJ, in un mix di stili e culture. L’attore Adrien Brody, le modelle Toni Garrn e Winnie Harlow, il DJ Tinie Tempah, che si è esibito con una performance musicale speciale durante la serata, e non sono mancati gli influencers come Valentina Ferragni, Luca Vezil, Carlo Sestini, Andrea Marcaccini, Giotto Calendoli, Matthew Zorpas ed esponenti dello sport come il golfista Jason Day e i ballerini Gabriele Esposito e Eric Underwood che si sono uniti a Nicolas Baretzki, CEO di Montblanc International per festeggiare durante il cocktail party.

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Realizzate in Italia, le nuove valigie sono di cinque diverse misure e si caratterizzano per le alte prestazioni, il design contemporaneo e la versatilità. Un tributo all’esplorazione e al desiderio di viaggiare, pensando ai moderni globetrotter. All’interno dei giardini di Palazzo Corsini gli skaters si sono esibiti su un half pipe personalizzata Montblanc sulle tracce musicali elettroniche-pop dei DJ The Spectacular Now, mentre una crew di graffitti artists ha trasformato un’installazione di trolley #MY4810 in un’autentica opera d’arte. Nell’area digitale interattiva gli ospiti hanno potuto fotografare i migliori ricordi della serata attraverso GIF animate da condividere con gli amici.

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Questi nuovi accessori sono decisamente un simbolo di mobilità globale e abbinano un’accurata funzionalità e artigianalità ad uno stile contemporaneo.

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MANINTOWN & COAST SOCIETY RIVIERA @ FULL MILANO CONCEPT STORE

MANINTOWN vi aspetta al concept store FULL MILANO per  l’evento «Endless Italian Summer» in partnership con Ramazzotti, una serata all’insegna del Made in Italy.

Nell’occasione sarà presentata la collezione Coast Society Riviera nella cornice dello storico Palazzo di Corso Venezia 45 che oggi accoglie Full Milano, un salotto dedicato all’uomo dove la ricerca per il bello e la celebrazione dell’eccellenza del Made in Italy trovano spazio.

La collezione riconferma i canoni estetici tanto cari al brand, secondo la volontà di affermare uno stile resort ispirato al classico e al sartoriale maschile ma che restituisce una visione risolutamente contemporanea del beachwear nella sua visione più ampia con un tocco di dandysmo.

Al pantaloncino da bagno iconico Porfirio, si accostano nuovi modelli di polo e camicie dai tessuti ricercati insieme ad accessori  in grado di completare l’offerta del marchio.

Per la serata Ramazzotti, azienda che vanta 200 anni di storia e vera icona dell’Italian lifestyle,  propone tre signature summer cocktails dal sapore unico conferitogli dall’amaro, equilibrata miscela di erbe, spezie, fiori e frutti.

Un omaggio non solo al lifestyle Italiano ma anche a Milano. Ramazzotti è infatti la più antica casa dell’Amaro fondata a Milano nel 1815 da Ausano Ramazzotti in un quartiere non distante dal fulcro della moda milanese e rappresenta oggi l’eccellenza del Made in Italy nel mondo.

 

DOVE  CORSO VENEZIA 45 – MILANO

QUANDO MARTEDI’ 19 GIUGNO – DALLE 19.00 alle 22.00

 

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FINAMORE 1925: UNA GRANDE OPERA

Finamore 1925, marchio storico d’alta sartoria partenopea, traduce per la sua nuova collezione un’idea in immagini: dar risalto al connubio tra due storie, con radici antiche salde nella tradizione napoletana. Da una parte, un messaggio di ricerca sartoriale, espressione di un percorso lungo quasi un secolo; dall’altra, il patrimonio rappresentato dall’eccellenza del Teatro di San Carlo di Napoli, di cui il brand è Sponsor ufficiale.

Per celebrare questo sodalizio, Finamore vara la capsule collection Opera: camicie da smoking costruite rigorosamente a mano e tinte in capo, dove il classicismo è stemperato da forme di pettorine meno squadrate, nelle varianti a nido d’ape o plissé, abbottonatura coperta e non, e dalla scelta di colori inediti come il blu scuro. Una linea che mira a rendere fruibili, anche nel tempo libero, camicie il cui immaginario è legato tradizionalmente ad abito elegante e papillon. Si tratta di un’operazione coerente con l’obiettivo lanciato dallo stesso Teatro di San Carlo, il più antico d’Europa: coinvolgere il pubblico dei giovanissimi per educarlo a comprendere e accogliere un patrimonio che rappresenta nel mondo una ricchezza tutta italiana.

Il video di lancio della collezione ci racconta di un giovane musicista si muove in una stanza affrescata, con la musica suonata da un grammofono a fare da sottofondo. Una voce tenorile canta l’aria “Là ci darem la mano”, tratta dal Don Giovanni di Mozart, trasportandolo in un’altra epoca. L’eleganza del fraseggio dà il passo al suo percorso attraverso le sale, in un alternarsi tra classico e innovazione, analogico e digitale, tradizione sartoriale e musicale – mai così vicine – entrambe da indossare.