WhatsApp web: come funziona

WhatsApp nasce nel 2009, creata da Jan Koum e Brian Acton, due ex dipendenti di Yahoo che vogliono dare la possibilità a tutti di messaggiare in modo gratuito (a chi ha una connessione a internet sul proprio smartphone).

Viene sempre migliorata con aggiornamenti vari, come ad esempio la possibilità di scaricare e inserire nuove immagini ed emoji, ma non solo è possibile utilizzarla in comodità anche da PC. Non lo sapevi? Ti sei perso allora una delle funzionalità di questa App che permette di restare in contatto con amici da PC, ma non solo di poterla usare anche per lavoro inviando file ai colleghi di lavoro.

Ti spieghiamo subito come funziona WhatsApp Web così anche tu potrai utilizzarla da subito.

WhatsApp Web requisiti fondamentali

L’utilizzo di WhatsApp web non significa dover avere un altro account, ma lo stesso che usi sul tuo smartphone è quello che userai in comodità dal PC per scrivere di lavoro o inviare una conversazione lunga ad un amico, ma in modo più veloce (vista la tastiera di un pc).

Devi però assicurarti che vi siano i seguenti requisiti sul tuo pc per poter utilizzare WhatsApp web:

  • avere un account WhatsApp attivo sul tuo smartphone
  • avere una connessione internet stabile sia su telefono cellulare che sul PC
  • utilizzare le versioni aggiornate del browser (Safari, Edge, Firefox, Chrome…)

Controllato che hai i requisiti fondamentali vediamo come installare WhatsApp web.

Come funziona WhatsApp web

Non ti preoccupare anche se non sei un esperto di tecnologia installare WhatsApp web è davvero molto facile, basta che segui le nostre indicazioni qui di seguito.

  1. Mettiti al computer e attiva la connessione internet, ora vai su web.whatsapp.com – sito ufficiale dell’app.
  2. Apri dal tuo smartphone l’applicazione
  3. Dalla schermata della chat troverai 3 puntini in alto a destra, cliccaci sopra e vedrai apparire un menù con anche la voce WhatsApp Web.
  4. Clicca su WhatsApp Web e avvicina il telefono al computer per scansionare il codice QR di WhatsApp Web.
  5. Pochi secondi e vedrai aprirsi sul tuo pc la schermata della tua chat, identica a quella che vedi sul tuo smartphone. Ora non ti resta che inviare i tuoi messaggi, foto o file a chi desideri fra i contatti presenti nella tua rubrica.

La connessione a WhatsApp Web su PC è vincolata al tuo smartphone, qualora questo si spenga perché ha la batteria scarica, allora non sarà utilizzabile la chat neanche dal computer.

Puoi verificare inoltre dal tuo cellulare le sessioni aperte sui PC semplicemente accedendo, come detto prima, a WhatsApp Web. In questo modo saprai se non hai chiuso la sessione a PC e farlo subito, per evitare che qualcuno possa leggere la tua chat privata.

Talent da Altaroma

Da tempo ormai il focus della fashion week romana si focalizza sulle nuove proposte e i talenti emergenti. Dall’ultima edizione abbiamo selezionato alcuni nomi da tenere d’occhio e che stanno riscuotendo interesse tra gli addetti ai lavori. Una serie di proposte:

FEDERICO CINA

Uno degli show più emozionanti di Altaroma. La collezione si ispira all’archivio fotografico di Vittorio Tonelli, maestro e scrittore, nonché appassionato studioso della storia e cultura Romagnola. Nato a Sarsina, in provincia di Forlì-Cesena, Tonelli esalta la straordinaria bellezza della sua terra attraverso il racconto di piccole storie e raccolte di fotografie. La cultura, la tradizione gastronomica e folcloristica della Romagna sono il tema principale del lavoro del “Maestro” sarsinate che dal 1974 ad oggi ha scritto una trentina di volumi, partendo sempre da una visione antropologica che mette al centro la persona, le sue emozioni e i suoi ricordi. E proprio una vena nostalgica percorre lo show di Cina che esplora tecniche diverse per un guardaroba ricco di ispirazioni, sottolineando l’aspetto artigianale che è alla base della visione del designer.

GALL

Atmosfere urban dai colori decisi e tessuti ricercati. Per Gall – marchio fondato a Roma nel 2014 da Justin Gall e Chiara Nardelli – il focus è sui tre colori primari rosso, verde e blu che coesistono in armonia, in equilibrio con l’un l’altro, come in natura, come nel “tutto” conosciuto. Da qui il nome “Omnia” per la collezione Fall Winter 20/21. La ricerca dei tessuti parla in una sinergia eccellente tra naturale e sintetico, incontrando grandi prestazioni nel rispetto completo dell’ambiente e del mondo animale. I pezzi voluminosi delle collezioni non sono confezionati con piume animali, ma con materiali lavorati dalla plastica riciclata. La funzionalità di ogni articolo è sempre un elemento chiave in ogni collezione Gall, come: tasche rimovibili, cappucci nascosti e segmenti modulari che danno spazio alla trasformabilità, comfort e facilità in ogni momento e protezione dalle condizioni estreme. 

SPENDTHRIFT

Nonostante il nome è italianissimo il brand, nato nel 2013 da un‘idea di Federico Cancelli e Marco Cuccagna. Una collezione all’insegna dell’arte e della sua condivisione. I due fondatori volevano usare la t-shirt bianca come una tela per esprimere la propria creatività.
Si sono divertiti a cambiare colori e forme giocando con grafiche accattivanti, immagini trasformate e scenari visionari che mostrano il DNA del marchio. Una collezione di pezzi forti come il cappetto con patchwork foto e i pezzi di maglieria con lettering ironici

ACCADEMIA COSTUME & MODA 

Sono 18 gli studenti (10 per l’abbigliamento e 8 per gli accessori) che hanno sfilato durante Altaroma per il Talents 2020 BA Fashion Show. I giovani hanno avuto l’opportunità di collaborare con 47 aziende del Made in Italy per la realizzazione di 18 capsule collection (6 outfit ciascuna) che sono state presentate in calendario. Tra i diversi talenti, due nomi da tenere d’occhio: Eva Bureau e Marco Passone. La prima ha vinto anche il premio Talents 2020 con la sua collezione “Hexapoda” (menswear e womenswear) incentrato sulla ricerca dell’identità e ricerca di materiali con un mix di texture e stampe davvero unico. I tessuti del progetto sono stati prodotti grazie al supporto con le aziende: Isa Seta, Italian Converter, Limonta, Ostinelli Seta, Thindown e Dyloan Bond Factory. Altro talent da tenere d’occhio è Marco Passone con la sua collezione “Gravity”, che distilla un calibrato equilibrio tra eleganza formale e tocco active. Il riferimento è alla all’attrazione gravitazionale, un’accelerazione contraria, che permette il rallentamento del paracadute durante la discesa verso il suolo. E in passerella si sono proprio visti dei spolverini in tessuto tecnico iper leggeri e abbinati a giacche e completi. Da un lato il paracadutismo militare, da cui viene ripresa la leggerezza e l’ampiezza del paracadute è riportata nei grandi volumi dei capispalla. Dall’altra è la subcultura dei Teddy Boy, in cui viene ripresa quell’eleganza Edoardiana data attraverso i tessuti lanieri maschili e da un taglio avvitato nei volumi. Di impatto le stampe grafiche di Ouzo Kim, artista Coreano, che sono state rielaborate attraverso la sovrapposizione di vedute aeree di Roma e a rilievi di mappe topografiche. La collezione –  proprio come nella migliore moda coreana – sintetizza l’eleganza contemporanea con un tocco più sporty.

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Intervista a Leo Gassmann, vincitore di Sanremo giovani

Leo Gassman, figlio del celebre attore Alessandro Gassmann (il nonno era il grande Vittorio) e di Sabrina Knaflitz oggi ha ventuno anni ma ha già maturato diverse esperienze nell’ambito musicale tra cui nel 2018 la semifinale di X Factor. Lo abbiamo incontrato dopo la vittoria a Sanremo giovani.

Ti aspettavi di vincere Sanremo Giovani ?

Assolutamente no, è stata una sorpresa per tutti. A volte si crede così tanto in una cosa che poi quando si realizza non sembra realtà. Comunque sia, sono onorato di aver raggiunto questo obbiettivo e di aver portato un messaggio di positività a varie fasce di età. 

Da cosa prendi ispirazione per scrivere le tue canzoni? 

Di solito mi ispiro alle forti emozioni che provo e che vivo da vicino. Quando conosco una persona che mi rimane nel cuore o delle storie che mi vengono narrate o che vivo. Da qui comincia la voglia di fermarle in un brano. 

Che musica ascolti? Hai delle band o musicisti di riferimento?

Tra i cantanti internazionali gli Oasis e i Coldplay per la loro attitudine. Poi i Rolling Stones , Imagine Dragons, Ben Howard , Paolo Biribi. Parlando di italiani invece: Lucio Dalla, Ivano Fossati, Bennato, Jovanotti, Vasco , Caparezza, Gianna Nannini, Brunori sas.

Che rapporto hai con la moda?

Di alti e bassi del resto sono un ragazzo, non mi piace vestirmi in modo vistoso e ad essere sinceri quando mi sveglio metto sempre la prima cosa che capita. Poi dipende dal contesto. Occasionalmente mi piace anche vestirmi un po’ più elegante ma di solito prediligo lo stile sportivo/ street.

Sogni nel cassetto ?

Fare buona musica, emozionare ed emozionarmi facendo quello che mi fa star bene.


Styling: Stefania Sciortino

Photo credits: Davide Musto

Look: Impure Alternative Basic

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Kate Upton e Canada Goose insieme per gli orsi polari

Kate Upton, la super modella e attrice americana che da più di dieci anni sostiene gli orsi polari e il loro habitat naturale, da oggi è la nuova Goose Person, con una straordinaria campagna che supporta l’ambasciatrice di Polar Bears International nel suo impegno costante contro le cause che provocano lo scioglimento dei ghiacci. Dalla vendita di cinque capi della SS20, tra cui rainwear, windwear e lightweight down, verranno devoluti cinquanta dollari a PBI, che fornirà ancora una volta un aiuto concreto agli orsi polari. Dal primo anno in cui hanno iniziato a salvare il futuro del pianeta, Canada Goose e PBI hanno raccolto oltre 3,5 milioni di dollari a questa valente organizzazione.

Un colpo di fulmine nato nel 2013 quando Kate indossò per la prima volta un Bomber Chilliwack bianco durante lo shooting di Sports Illustrated in Antartide.

Kate Upton per Canada Goose e PBI
Un capo della collezione Canada Goose PBI SS20 indossato da Kate

“Ho scoperto per la prima volta Canada Goose quando ero in Antartide e le temperature scendevano fino a -20° e quella giacca mi ha impedito di congelare! Ho usato i loro prodotti in ogni condizione estrema e la loro qualità non è seconda a nessuno,” racconta la Upton. “Dopo essere stata per lungo tempo una fan del brand, sono orgogliosa di collaborare ufficialmente e sostenere l’incredibile lavoro che svolgono per l’ambiente. Ho imparato che ciò che sta accadendo nell’Artico ha influssi in tutto il mondo e Canada Goose è un’azienda che in questo campo sta facendo la differenza”.

In contemporanea al lancio della collezione, è stato prodotto un cortometraggio “Bare Existence,” in collaborazione con Stept Studios, per testimoniare e divulgare l’importante missione di Polar Bears International per questa specie in via di estinzione e il loro habitat naturale.

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Alef: dna made in Italy

Il noto brand di borse Alef, ha scelto la settimana della moda milanese per inaugurare il suo primo monomarca in assoluto, uno spazio di 70 mq su due livelli nel Quadrilatero, in via Borgospesso angolo via della Spiga, che funge anche da showroom direzionale.

Il suo è un DNA esclusivamente Made in Italy: studio delle forme, delle tendenze, cura dei dettagli, ricerca degli accessori, scelta delle pelli, dei colori e della manifattura prettamente italiana. Ecco alcuni highlights della collezione per la prossima fw 2020/21.

Per la donna si rispettano gli ultimi trend di stagione con una particolare attenzione alla lavorazione delle pelli, che rendono ogni modello unico ed originale.

REFLECTIONS punta l’attenzione su geometrie asimmetriche e disconnesse che sublimano giochi di luce ed ombre per un risultato dai colori surreali.

URBAN GLITCH si dedica a modelli dove la pelle è protagonista; il classico black and white si trasforma creando grafismi e tridimensionalità grazie ad un approccio materico dato dalle spalmature in resina e dai patchwork di pelli dalla differente texture.

GLOSSY AND MATTE invece conferma la voglia di sperimentare con il lucido ed opaco che si declinano in versione night and day con modelli dalle forme e dalle misure particolari abbinate a chiusure resinate.

La collezione maschile invece realizza modelli in nappa, pelle martellata e introduce per la prima volta il nylon per soddisfare differenti occasioni d’uso e personalità.

DOLLARO è la linea adatta all’urban traveller.  JOY con il suo maxi zaino, rappresenta al meglio la tradizione manufatturiera toscana mentre NYLON è la vera novità. Infatti, il nylon abbinato alla pelle propone una variante più easy adatta per chi è attento alla moda e alla qualità, ma preferisce lo stile più sportivo. I colori  rimangono il verde, il nero, l’arancio ed il blu elettrico.  

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Mt Everest Fashion Runway

Una sfilata ecologica, per combattere il cambiamento climatico globale e affermare la necessità sempre più urgente di una moda etica e sostenibile. Ve la raccontiamo nel dettaglio intervistando Manuel Scrima, fotografo e regista di Milano, che ha preso parte all’ organizzazione dell’evento.

Cos’è Mt Everest Fashion Runway 2020?

Il Mt Everest Fashion Runway è la sfilata all’altezza più elevata della storia, 5643 metri, organizzata a Kala Patthar di fianco all’Everest Base Camp.
Si tratta di una sfilata ecologica, per combattere il cambiamento climatico globale e affermare la necessità sempre più urgente di una moda etica e sostenibile. Inoltre, è un Guinness dei Primati realizzato il 26 Gennaio 2020.

Chi ha organizzato l’iniziativa Mt Everest Fashion Runway 2020?

L’idea è stata di un brand di moda nepalese che si chiama Kasa. Questo marchio ha poi coinvolto sponsors e partecipanti internazionali. 
Io mi sono occupato della ricerca sponsor in Italia (mi sono rivolto a Nikon Italia e Milesi Vernici per legno) e dei modelli provenienti dall’Europa. Nikon ha fornito l’attrezzatura (fotocamere e videocamere), Milesi ha fornito la vernice per proteggere la rampa in legno della sfilata. 

Quali sono i criteri del Guinness dei primati?

Da quello che ho sentito stanno ancora formalizzando il Guinness dei primati. Occorreva superare i 4000 metri di altitudine, avere almeno 12 modelli professionisti e fare un fashion show più lungo di 30 minuti. I criteri sono stati rispettati: a brevissimo verrà formalizzato e ufficializzato il Guinness.

Raccontaci del trekking sull’Everest

Siamo partita da Luckla, celebre località nepalese a 2800 metri di altitudine che ospita l’aeroporto più pericoloso al mondo con una pista lunga appena 527 metri e larga 20. Solo per trovare il clima adatto per poter decollare e atterrare in aereo a Luckla abbiamo atteso tre giorni, sia all’andata che al ritorno. Da qui abbiamo proseguito per 6 tappe a piedi (Phakding, Namche Bazar, Tengboche, Dingboche, Lobuche, Gorak Shep) fino ad arrivare a Kala Patthar, a 5643 metri. A Namche Bazar, Dingboche e Gorak Shep ci siamo fermati due notti: a queste altezze è fondamentale dare tempo al corpo di acclimatarsi e abituarsi alle condizioni estreme. La mancanza di ossigeno è la difficoltà maggiore di questo trekking. Il gruppo era composto da una cinquantina di persone: 18 modelli, operatori televisivi, fotografi, truccatori, la stilista della sfilata, ricercatori universitari ed esperti di sostenibilità.

Che reazione hai avuto quando ti hanno parlato di questa idea?

Gli organizzatori mi hanno parlato di questa avventura quando ero a Katmandu ad agosto 2019 e mi è subito sembrata una follia. Pensavo di partecipare eventualmente andando in elicottero, ma mai affrontando un trekking così estremo. Poi il loro entusiasmo mi ha convinto a partecipare alla scalata.

Perché hai partecipato e sei stato selezionato?

Inizialmente mi sono occupato dell’organizzazione in Europa e Italia, selezionando dei modelli partecipanti e cercando sponsor. Mi dovevo occupare poi della regia di un documentario dell’evento, con una folta troupe proveniente da Bollywood. Col tempo sono arrivate altre opportunità e ho deciso di partecipare al reality show realizzato per MTV USA e di affrontare l’avventura davanti all’obiettivo e non dietro come faccio sempre. È stata una sfida ancora più difficile. Inizialmente ho fatto molta fatica ad ambientarmi, poi è andato tutto bene.

Qual è stata la reazione delle persone quando hanno saputo che avresti partecipato?

Molti mi hanno preso per pazzo, altri erano entusiasti. Io per lungo tempo non ero convinto di partecipare perché non sopporto il freddo. In effetti, è stato difficilissimo sopportare queste temperature rigide, non poter stare al caldo per due settimane, non potersi lavare, fare una doccia…

Quali sono stati i momenti più critici e le difficoltà che avete dovuto affrontare?

Il trekking di per sé è impegnativo, ma è fattibile quasi per chiunque sia un po’ allenato. La difficoltà è affrontarlo a gennaio. È un tipico viaggio che si intraprende in primavera con temperature miti. Nel nostro caso con temperature fino a -35 gradi, con tempeste di neve e vento. Oltre al trekking, 9 di noi sono stati protagonisti di un reality show e dunque hanno dovuto seguire i tempi tecnici per registrare ogni giorno interviste e video di tutto ciò che accadeva. Questo ha aggiunto molte difficoltà all’impresa, ci ha costretto a percorsi più lunghi, a viaggiare di notte e a riposare molto meno del necessario.

Le cose più estreme che hai fatto?

Credo dormire a -35 gradi a Dingboche e Gorak Shep in una camera senza riscaldamento. Le strutture di accoglienza qui sono concepite per la primavera, dunque sono fatte di legno sottile come il cartone e non hanno nessun riscaldamento. I bagni erano totalmente congelati così come tutto quello che possedevamo: dalle scarpe bagnate, al liquido per le lenti a contatto, al cibo.

È stato difficile? Quanti c’è l’ hanno fatta?

È stato molto difficile. Già dalle prime tappe 3 modelle hanno dovuto abbandonare perché infortunate. Siamo arrivati tutti stremati alla sfilata e molti di noi sono dovuti tornare facendo un pezzo di tragitto in elicottero. Solo due modelle sono riuscite a tornare a piedi per tutto il tragitto anche grazie all’aiuto di esperti Sherpa.

Quali sono stati i sintomi di chi è stato male?

La mancanza di ossigeno ad alta quota porta all’impossibilità di dormire di notte, porta nausea e mal di testa. Abbiamo sofferto tutti. Altri invece si sono infortunati durante il trekking: il terreno era molto scivoloso e spesso le salite erano molto ripide.

Che clima si è formato nel gruppo di partecipanti?

Si è formato un clima famigliare, specialmente tra i ragazzi che hanno realizzato il reality show e i membri della crew televisiva. Per capire meglio cosa abbiamo fatto bisogna guardare il programma TV. Il reality show dovrebbe essere trasmesso a Maggio negli Stati Uniti, Canada e Caraibi. Per l’Italia non si sa ancora una data.

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Marco Mengoni: canzoni, instagram e vita privata

Alla scoperta di Marco Mengoni, il cantante sbocciato a partire dalla terza edizione di X Factor. Con chi è fidanzato? È gay? Scopriamo anche di più sulla sua biografia.

Marco Mengoni è un giovane talento della musica italiana. Il cantautore di origine laziale si contraddistingue per voce profonda connotata da un timbro particolare. A breve sveliamo qualche dettaglio in più sulla vita privata di Marco Mengoni.

Chi è Marco Mengoni: vita privata e curiosità sul cantante

Biografia di Marco Mengoni

Marco Mengoni è un cantante pop italiano nato a Ronciglione in provincia di Viterbo il 25 dicembre 1988. La sua fama è iniziata dopo aver vinto la terza stagione di X Factor Italia,continuando poi con l’uscita di un singolo intitolato “Dove si vola“. I brani di Marco Mengoni di maggior successo estratti da quell’album furono: “Man in the mirror”,  “Insieme a te sto bene” e “Lontanissimo da te”. Il cantante ha ricevuto numerosi MTV Italian Music Awards e un MTV Europe Music Award. È molto popolare sui social media: su Instagram e su Twitter ha guadagnato oltre 1,4 milioni di followers. Tra le canzoni di Mengoni più famose vanno citate: “Credo negli esseri umani”,  “Guerriero” e “Ti ho voluto bene veramente”, quest’ultimo singolo di lancio dell’album “Le cose che non ho”, pubblicato il 4 dicembre 2015.

Vita privata di Marco Mengoni

Come la maggior parte delle celebrità, il cantante cerca di mantenere la sua vita personale e amorosa privata. Infatti, non ha mai fatto trapelare informazioni riservate. In molti si domandano se Marco Mengoni è gay. Anche su questo non si hanno praticamente notizie certe.

Fatti curiosi su Marco Mengoni Dei legami sentimentali di Marco Mengoni non sappiamo nulla, ma siamo in grado di darvi qualche curiosità sul cantante. Mengoni da giovane arrivò a pesare la bellezza di 100 kg. Dopo aver beccato un’influenza il cantante decise di perdere peso, dimostrando id possedere una grande forza di volontà. Oggi il peso di Marco Mengoni è di circa 75 kg per 183 cm di altezza.

Marco mette la famiglia al di sopra di tutto. In più di un’intervista ha dichiarato di aver ereditato la tenacia e la capacità di raggiungere gli obiettivi dal papà Fabrizio. Mentre dal nonno Sestilio ha ereditato la passione per le tradizioni. A tal proposito, il cantante si dice esperto nella preparazione della mozzarella e della ricotta fatte in casa.  

Saponetta: fatta in casa, naturale, da barba e allo zolfo

L’uso della saponetta oggi con il sapone liquido è spesso messo da parte, una volta invece era l’unica cosa che si trovava in casa per lavare le mani, i piatti, i vestiti o per fare la barba.

La migliore saponetta è senz’altro quella allo zolfo, dalle proprietà benefiche riconosciute che vedremo dopo. Non dimentichiamo poi la classica saponetta naturale e la saponetta da barba. Siete capaci di realizzare la vostra saponetta a casa? Ecco la ricetta per la saponetta fatta in casa tutta naturale.

Saponetta da barba

Gli uomini amano molto utilizzare la crema da barba, pratica e veloce nell’uso per procedere alla rasatura, ma è necessario prestare attenzione a questo tipo di prodotto spesso troppo ricco di agenti chimici. Per questo motivo sarebbe fondamentale passare al vecchio utilizzo della saponetta da barba, che anche se richiede un po’ più di tempo nell’uso è senz’altro la soluzione più naturale per la pelle del viso già molto delicata di suo.

La saponetta da barba richiede l’uso del pennello da barba, si utilizza bagnandolo in abbondanza e passandolo sul sapone ripetutamente, in questo modo si ottiene la schiuma necessaria per la rasatura. Il pennello deve essere ricoperto di sapone prima di essere portato al volto e procedere a tagliare la barba.

Saponetta allo zolfo

Questo tipo di saponetta naturale è fra le migliori in commercio fra le saponette viso. I suoi benefici sono riconosciuti non solo per la pulizia basilare della pelle, ma anche per combattere l’acne, i brufoli. Ideale per chi ha pelle grassa e mista, ma non solo anche per lavare i capelli eccessivamente grassi.

La saponetta allo zolfo ha proprietà astringenti, antibatteriche e disinfiammanti per questo si può definire un sapone “terapeutico” atto a risolvere molti dei disturbi della pelle anche quelli di origine psicosomatica.

Saponetta fatta in casa

Realizzare una saponetta fatta in casa non è difficile richiede solo un po’ di tempo e la passione per le creazioni fai da te. Le ricette per realizzarla sono diverse da quelle con la cenere della stufa a quelle con la soda caustica o anche senza, quest’ultima è senz’altro la saponetta più naturale che si possa creare.

Possono essere realizzate anche di forme carine, basta acquistare gli stampini per sapone e ancora per una saponetta naturale ma colorata basta utilizzare del colorante naturale.

Ora non vi resta che scegliere la vostra saponetta!

Formentera: appartamenti, hotel, spiagge, voli e meteo

Formentera è fra le Isole Baleari la più caratteristica e particolare, ricca di spiagge con un mare trasparente e con una vita notturna degna di nota.

Il periodo migliore per andare a Formentera è nei mesi estivi da luglio a settembre, dove la temperatura dell’acqua è intorno ai 24° C. Se preferite invece la tarda primavera o l’inizio dell’autunno le giornate di sole non mancano per abbronzarsi, ma forse dovrete rinunciare ad un bagno in mare.

Formentera spiagge: le 5 più belle

Le spiagge a Formentera non mancano e fra quelle presenti ve ne sono 5 fra le più belle ecco quali sono.

Playa de Ses Illetes e S’Espalmador

Una spiaggia davvero bellissima di sabbia fine e bianca con un mare azzurro indimenticabile. Questa spiaggia è anche importante perché fa parte del Parco naturale Ses Salines. Sempre piuttosto affollata durante l’alta stagione ma comunque vivibile e di straordinaria bellezza.

Playa de Llevant

Questa spiaggia si trova a Nord di Formentera, un po’ selvaggia se possiamo dire così perché quasi del tutto priva di servizi, ma ideale per chi ama stare in pace con la natura e fare il bagno in mare sempre calmo.

Playa de Es Pujols

Questa è la spiaggia più famosa di Formentera con un mare trasparente e molto spazio. Ricca di locali quasi tutti in riva al mare che rendono le sere d’estate ricche di animazione e divertimento.

Playa de Migjorn

Formentera qui vi offre una spiaggia grande e lunga, purtroppo sempre ricca di turisti per via della sua bellezza e caratterizzata da calette che si alternano a insenature rocciose.

Cala Saona

Spiaggia ideale per le famiglie con acqua bassa e sabbia bianca, alle spalle vi è una pineta ideale per stare un po’ all’ombra coi bambini nelle ore più calde della giornata, non solo dalla pineta si può vedere la costa e le colline di Ibiza

Formentera dove soggiornare

Su questa bellissima isola della Baleari non mancano di certo gli Hotel così come i villaggi, avete solo l’imbarazzo della scelta a seconda di ciò che amate di più potete scegliere di prenotare il vostro soggiorno presso gli Hotel Formentera o in uno dei tanti villaggi di Formentera.

Le zone in cui potete trovare il vostro alloggio migliore sono:

  • Es Pujols
  • Platja Migjorn
  • La Mola
  • La Savina
  • San Ferràn de ses Roques
  • Es Calò de Sant Agustì
  • Cala Saona

Formentera: come arrivare

Se state pensando di prenotare un soggiorno in questa isola e state cercando i voli Formentera non li troverete, perché non ne esistono. L’aeroporto si trova ad Ibiza e da qui potete raggiungere l’isola con il traghetto, poi potete noleggiare un’auto o spostarvi in tranquillità col taxi o coi mezzi pubblici.

Capelli uomo: i tagli per la primavera

Freschezza e comodità sono le parole chiave dei trend hairstyle 2020: tagli che giocano con sfumature razor fade, look naturale quasi spettinato, lunghezze ridotte che rispondono a una nuova esigenza di praticità e a uno stile molto easy.  Parola agli esperti di grooming di Bullfrog che ci consiglino come non sfigurare questa primavera.

Si parte dal Caesar Cut, il taglio che meglio esprime la tendenza futura, realizzato in una variante estremamente corta, con una lunghezza minima per permettere al capello di essere pettinato. La sfumatura è molto comoda e alta e la frangetta, il tratto distintivo del Caesar Cut, è molto più corta del solito e tendente allo spettinato. 

Ex aequo con il Caesar Cut, il French Crop, ancora più spavaldo rispetto all’anno scorso, con una frangettina ben definita e ordinata, quasi in stile bold fade, e una sfumatura a pelle molto alta, necessaria per enfatizzare le lunghezze sulla parte posteriore della testa, che rimangono più lunghe e morbide rispetto al precedente. 

Molto in voga sarà anche la semplicità del Messy Haircut, un taglio facile da portare eppure carismatico. Più lungo rispetto agli altri tagli, con un “effetto ciocca” spettinato dove le punte vanno via via assottigliandosi per donare un’impressione di look scolpito, di ordine nel disordine. 

Anche per il capello riccio la comodità è il must di quest’anno. Nel Riccio Morbido il capello è molto lungo, ma la lunghezza viene riassorbita dal riccio, neutralizzandone l’effetto. La sfumatura è variabile, scende nella parte posteriore ma rimane alta all’altezza delle tempie. 

L’Executive Contour, infine, un grande classico immancabile nello stile Bullfrog, si presenta in una variante rinfrescata, modernizzata da una riga spessa e segnata, con una sfumatura molto alta e decisa e lunghezze abbastanza corte che rendono il taglio più facile da gestire con diversi prodotti. 

Credits photo: Bullfrog

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