Timothée Chalamet interpreterà Bob Dylan in un film sulla vita del cantautore

Una nuova interpretazione nella carriera di Timothée Chalamet che vestirà i panni di Bob Dylan in un film sulla vita del cantautore, tra i più grandi della storia della canzone americana. I produttori non avrebbero potuto fare una scelta migliore: impressionante la somiglianza tra il giovane attore e l’icona mondiale della musica.

In un’intervista a Variety, Chalamet, ora nelle sale con Bones and all diretto da Luca Guadagnino, ha dichiarato che il progetto del biopic Going Electric sulla vita di Bob Dylan, annunciato nel 2020 e poi sospeso a causa della pandemia, potrebbe essere ancora vitale. Il giovane attore ha poi affermato : “Non ho smesso di prepararmi, ed è stato uno dei doni più grandi per me. È stata un’esperienza meravigliosa immergersi in quel mondo”. Ha poi aggiunto, citando alcune delle parole del grande brano Blowin’in the wind: “Senza rivelare nulla – perché non voglio battere nessuno sul tempo, e ovviamente le cose devono connettersi ufficialmente – i venti che stanno soffiando vanno in una direzione molto positiva”.

Going Electric, il biopic sulla vita di Bob Dylan

Sembra che il genere biopic stia riscontrando un grande successo di pubblico, da Bohemian Rhapsody (lungometraggio sulla vita di Freddie Mercury e i Queen) a Rocketman (pellicola che narra la vita di Elton John). A girare il film sarà il regista James Mangold che ha diretto anche Quando l’amore brucia l’animaWalk the line, Wolverine, Le Mans ’66 e, ancora in lavorazione, e Indiana Jones 5. Stando alle notizie attuali il film racconterà il percorso umano e artistico del giovane Bob Dylan con il suo passaggio dalla musica folk al rock. La sceneggiatura si aprirà infatti con l’arrivo del cantautore 19enne a New York City e parlerà anche della leggendaria esibizione di Dylan al Folk Festival di Newport nel luglio 1965, il più importante raduno della scena americana, momento cruciale per la sua svolta elettrica.

Timothée Chalamet e Bob Dylan

Timothée Chalamet tra cinema e musica

Per prepararsi al ruolo, nell’autunno del 2020, in piena pandemia da Covid-19, Timothée Chalamet è scappato da New York per trasferirsi a Woodstock, affittando su Airbnb un appartamento, a quanto pare per stare più vicino agli ambienti di Bob Dylan. Ha inoltre preso lezioni di chitarra, letto il libro di memorie Chronicles: Volume One e visitato le case di New York dove Dylan ha vissuto. Non sarà l’unica produzione in cui lo vedremo cimentarsi nel canto; è infatti, atteso anche per il 2023 il musical Wonka, nel quale l’attore interpreterà il protagonista Willy Wonka e si esibirà in almeno sette numeri musicali. La musica sembra essere una grande passione per il giovane attore. Durante l’adolescenza, ai tempi del liceo LaGuardia, pare che avesse un debole per il rap e si facesse chiamare Lil Timmy Tim. Nel 2017 Ellen DeGeneres nel 2017 – che oggi vanta milioni di visualizzazioni – ha condiviso un video di un Timothée giovanissimo nei panni di rapper.

Starhotels promuove ‘La Grande Bellezza’, la sfida creativa per gli artigiani

Starhotels, primo gruppo privato alberghiero italiano, ha promosso la seconda edizione del concorso La Grande Bellezza. Un’altra iniziativa milanese che valorizza la creatività e il know-how dei maestri artigiani italiani, dando visibilità alle migliori opere realizzate nei laboratori e atelier del nostro paese. Vincitore di questa liaison è stato il cabinet Primitivo del piemontese Andrea Bouquet. La premiazione è avvenuta martedì 11 ottobre al Rosa Grand Hotel di Milano, che ospiterà fino al 9 gennaio 2023 l’allestimento delle opere vincitrici.

La Bellezza della Natura è il tema del’edizione 2021-2022

Sostenibilità e ambiente sono stati il centro focale per questa seconda edizione del premio, che ha avuto come tema La Bellezza della Natura. L’obbiettivo era quello di creare opere collocabili in ambienti domestici e alberghieri che trasmettessero le suggestioni che solo la natura sa offrire. Alla competizione hanno partecipato 164 artigiani di ogni età, 22 anni il più giovane, 85 il più esperto, provenienti da tutta Italia. Ciascuno di essi ha proposto delle creazioni di altissima qualità realizzate con tecniche e materiali differenti. Per il suo cabinet, un mobile contenitore, Bouquet ha utilizzato noce canaletto, frassino e ciliegio lavorati a marchetterie, un’antica tecnica di intarsio. Tuttavia, terracotta e ceramica sono stati i materiali privilegiati ma anche il ferro, il tessuto e la carta.

Una giuria d’eccezione, tra arte, design e cultura

Le opere sono state sottoposte al giudizio della giuria presieduta da Elisabetta Fabri, presidente e amministratore Starhotels, e composta da Alberto Cavalli, direttore generale di Fondazione Cologni, Matteo Parigi Bini, editore di Gruppo editoriale, Maria Pilar Lebole, responsabile di Associazione osservatorio dei mestieri d’arte, e Sara Ricciardi, designer e art director delle collezioni Starhotels La grande bellezza. In giuria anche Stefano Boeri, presidente di Triennale Milano, Marva Griffin Wilshire, fondatrice e curatrice del SaloneSatellite, e Barnaba Fornasetti, direttore creativo di Fornasetti. Meritano mezione anche l’artista e architetto Ugo La Pietra, Livia Peraldo Matton, direttore responsabile di Elle decor, di Ippolita Rostagno, fondatrice di Artemest, e della regista Cinzia Th Torrini, madrina del premio. Elisabetta Fabri ha affermato a proposito dell’opera Primitivo di Andrea Bouquet: «Mi è sembrata l’espressione più compiuta dello spirito stesso del premio: ispirarsi allo straordinario patrimonio storico italiano, ma con lo sguardo rivolto verso il futuro».

Il concorso La Grande Bellezza è stato promosso da Starhotels in collaborazione con la Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte, che sostiene e realizza iniziative culturali, scientifiche e divulgative per la diffusione e tutela dell’alto artigianato. Gli altri partner coinvolti sono Associazione Oma-Osservatorio dei mestieri d’arte e Gruppo editoriale, realtà specializzata nella realizzazione di riviste presenti nel canale hôtellerie di lusso.

Milano Su Misura: premiate le eccellenze dell’artigianato di moda made in Italy

Si è conclusa sabato la terza edizione di “Milano su Misura”, l’evento promosso dal magazine Arbiter che per due giorni, 14 e 15 ottobre, ha riunito nel capoluogo lombardo i migliori sarti e gli artigiani più esperti provenienti da tutta Italia, da Nord a Sud. Tra presentazioni, convegni e incontri, è stata un’occasione per celebrare il fatto a mano, la pura esclusività, il mondo sartoriale, conoscendo da vicino i maestri con la M maiuscola, veri, illustri rappresentanti del Made in Italy.

Milano su misura Arbiter
Giuria e sarti del terzo trofeo Arbiter

La sfilata di sartoria nel cuore di Milano

Una vera e propria gara ha animato l’edizione 2022 della manifestazione, coinvolgendo sia sarti con alle spalle una lunga esperienza, raggruppati nella categoria dei Magistri, sia i giovani più promettenti, nuovi volti del settore, concorrenti nella categoria Iuvenes, riservata agli under35. L’attenzione principale è andata alla confezione dell’abito maschile, dunque giacche e abiti di alta qualità; ciascun partecipante li ha realizzati con straordinari tessuti Loro Piana, declinando il tema scelto per l’occasione, “I valori del passato nella contemporaneità”.

Il frutto di questo lavoro durato mesi, vere e proprie ore d’arte realizzate “solo” con ago e filo, è stato poi presentato in passerella durante la Sfilata dei sarti, valida per l’assegnazione del Terzo Trofeo Arbiter, tenutasi a Palazzo Giureconsulti in piazza dei Mercanti, nel cuore pulsante di Milano, a pochi passi dal Duomo. Il meraviglioso edificio cinquecentesco ha perciò ospitato, tra gli archi del porticato e le sue storiche gallerie, la terza edizione di Milano su Misura; una rassegna che si conferma un momento d’incontro per i grandi appassionati di stile e moda maschile, interpreti del gusto tutto italiano del vestire.

Milano su misura 2022
Una creazione tailor made di Vincenzo Cuomo

I vincitori dei trofei in palio a Milano su Misura

A chiusura della kermesse, la cena di gala ospitata, come da tradizione, dall’Hotel Principe di Savoia, cui ha fatto seguito l’assegnazione dei 13 premi in palio. Il Trofeo Arbiter, riconoscimento più prestigioso per la sartoria maschile, va quest’anno al napoletano Vincenzo Cuomo, che occupa ormai una posizione di rilievo nella scena della nuova generazione di sarti, non solo partenopei. Per la categoria Iuvenes, invece, il primo classificato è Francesco Florio, proprietario dell’omonima sartoria romana.

Milano su misura 2022 premi
Vincenzo Cuomo

Gianfranco Orrù
Gianfranco Orrù, vincitore del trofeo Arbiter 2021

Nell’immagine in apertura, il vincitore del trofeo Arbiter 2022 Vincenzo Cuomo

‘Supersex’, Alessandro Borghi è Rocco Siffredi in una nuova serie Netflix

La vita dell’attore pornografico italiano più conosciuto al mondo diventa una serie targata Netflix, le cui riprese sono in corso a Roma. In Supersex, questo il titolo, a interpretare Rocco Siffredi sarà l’attore Alessandro Borghi, che ricordiamo per le intense interpretazioni in film come Non essere cattivo, Sulla mia pelle e Napoli velata di Ferzan Özpetek. Sono ancora poche le notizie a riguardo, ma sappiamo che la miniserie sarà composta da 7 episodi e uscirà sulla piattaforma di streaming nel 2023.

Ideata e scritta dalla sceneggiatrice Francesca Manieri (autrice di film quali Il primo re,  Smetto quando voglio e, di recente, L’incredibile storia dell’Isola delle Rose), la serie è diretta invece da Matteo Rovere, Francesco Carrozzini e Francesca Mazzoleni.

Supersex Alessandro Borghi
Alessandro Borghi in Supersex (ph. Lucia Iuorio per Netflix)

Liberamente ispirata alla vita del pornodivo italiano per antonomasia, la serie stimola una riflessione sulla mascolinità contemporanea

Si tratta di un racconto non del tutto biografico, liberamente ispirato alla vera vita di Rocco Antonio Tano, in arte Rocco Siffredi, oggi cinquantottenne. Grazie a testimonianze dirette, Supersex intende tracciare un ritratto inedito del pornodivo italiano più famoso in assoluto; una storia che ricapitolerà la sua vita sin dall’infanzia, toccando aspetti quali le origini, i rapporti con la famiglia e con l’amore, il come e il perché di una carriera nel mondo del cinema a luci rosse. «Supersex è la storia di un uomo che ci mette 7 puntate e 350 minuti a dire ti amo, ad accettare che il demone che ha in corpo sia conciliabile con l’amore. Per farlo deve mettere a nudo l’unica parte di lui che non abbiamo mai visto: la sua anima», rivela Manieri. Emergono quindi aspetti privati, che permettono di tracciarne un’immagine diversa da quella conosciuta dal pubblico, stimolando l’autrice a riflettere su cosa significhi essere maschi oggi; «Siamo ancora capaci di conciliare la sessualità e l’affettività?», si chiede infatti.

Nel cast, oltre ad Alessandro Borghi, altri nomi di primo piano della scena cinematografica nostrana, ossia Jasmine Trinca, Adriano Giannini e Saul Nanni nei ruoli, rispettivamente, della moglie Lucia, di Tommaso e di Rocco ragazzo.

Supersex serie Netflix
Un’altra immagine dal set della serie (ph. Lucia Iuorio per Netflix)

Nell’immagine in apertura, Alessandro Borghi in Supersex, ph. Lucia Iuorio per Netflix