LIFESTYLE TIPS

Una serie di suggerimenti tra moda, food, beauty e musica. Scopriamo l’immaginario e il lifestyle di Stefano Terzuolo, fondatore di Gum Salon a Milano.

”Per la sera opto per l’Apollo Club Milano, cocktail bar, ristorante e discoteca nato dall’idea di Marcellina e Tiberio fondatori di “Rollover Milano”, dove mi sento accolto come nelle famose SoHo house. 1000mq suddivisi in 4 sale per poter vivere esperienze diverse: Cocktail room dove fermarsi per l’aperitivo, Ristorante, Gaming room ( con ping-pong, flipper e videogames ) e ovviamente una sala disco dove ballare.
Mi piace per l’atmosfera intima e privata che si riesce a vivere rimanendo comunque in un ambiente dal sapore internazionale, dato anche dalla cucina ricercata dello chef italo-brasiliano Bruno Cassio con sapori da tutto il mondo, in una fusion tra la cucina classica e la cucina moderna globalizzata. Il mio piatto preferito? Polpo con Crema di Zucca.”

Per il pranzo quando ho bisogno di un Exit Way dal mio solito tran tran mi concedo un momento di ricreazione da EXIT. Il nuovo progetto nato dall’idea di Matias Perdomo, Thomas Piras e Simon Press: lo stesso trio che ha portato al successo Contraste. Un classico chiosco milanese riconvertito a Chiosco Gourmet con una trentina di posti a sedere. L’ambiente è luminoso, la mise en place di una trentina di coperti semplice ed elegante, con un blocco di Ceppo di Grè (una pietra ornamentale con cui la gran parte dei palazzi meneghini è stata costruita) usato come poggia posate. Il piatto da provare? L’UOVA all’ EXIT!

Il mio punto di riferimento per lo shopping a Milano sicuramente è Groupies Vintage, in via Gian Giacomo Mora. Non un semplice vintage shop ma un ambiente in divenire che non segue le mode, le costruisce. Nato con l’idea di recupero e riciclo di capi di abbigliamento vintage in potrete trovare diverse tipologie di abiti, principalmente identificabili in tre categorie:
-Vintage selected: capi selezionati dagli anni 50 agli 80 provenienti da Londra e Berlino.
-Vintage recycled: una linea innovativa disegnata da Alice, che ha dato nuova vita a diversi capi rimodernizzandone le linee.
-Kilo Vintage, ossia è possibile comprare abbigliamento vintage “al chilo” scegliendo tra innumerevoli stili e pezzi a costo ridotto.
La mia ossessione? Le vintage shirts.

Il mio momento beauty? Da Bahama Mama, a due passi dai Navigli. Un concept store, interamente dedicato alla bellezza ma anche un ricercato vintage shop con bar dove puoi goderti la coccola sorseggiando un frullato o una tisana. Un ambiente moderno e familiare, ma dal tocco retrò, sottolineato non solo dagli oggetti che decorano gli spazi, ma anche dal look anni 40 del personale.

Extra: l’album del momento AS YOU WERE di Liam Gallagher.

Prodotto beauty: PURE-CASTILE LIQUID SOAP.

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UNA PRIMAVERA CON GLI OCCHIALI

Finalmente, dopo settimane indecise e gelide, che facevano venire poca voglia di uscire, è arrivata una primavera calda che ci spinge a mettere la testa fuori di casa. Uno dei must del nostro look per ogni stagione in cui il sole la fa da padrone è sicuramente un bel paio di sunglasses!

Per chi vuole solo sapere le ultime tendenze nel settore o per chi vuol farsi ispirare e spingere ad un nuovo acquisto, abbiamo preparato questa sequenza di occhiali che vengono dalle collezioni s/s 2018. Ce n’è per tutti i gusti, dalla funzionale mascherina sportiva a doppia lente di Moncler all’occhiale in acetato dalle sfumature particolari e dalle dimensioni oversize di DSquared2.
Prevale, osservando.i modelli che abbiamo scelto per voi, una forma più arrotondata, dal gusto retrò, ma senza eccessi. Forse non è tempo per le eccentricità, meglio essere ricordati per lo sguardo che sfoggiamo una volta tolti gli occhiali da sole, piuttosto che per una montatura troppo strana.
Eccovi le nostre proposte.

IL BEST OF DAL SALONE DEL MOBILE 2018

Allestimenti teatrali, prosceni domestici, la fotografia della “casa che tutti vorremmo”, i set d’arredo di questo Salone del Mobile 2018 hanno lasciato il segno.
Non a caso il risultato è più che positivo, arrivato alla sua 57a edizione, conta 434.509 presenze provenienti da 188 paesi, con un incremento del 17% rispetto all’edizione 2016.
Il Salone del Mobile si riconferma quindi leader di attrattiva commerciale e di rappresentanza dei valori e delle esigenze del mercato.

Qui abbiamo voluto raccogliere una parte delle aziende che hanno esposto al Salone del Mobile 2018, ecco il nostro BEST OF:

BADGLEY MISCHKA HOME
Madonna, Jennifer Lopez, Rihanna, Sharon Stone, Julia Roberts, Kate Winslet, Taylor Swift e Sara Jessica Parker hanno indossato i loro abiti nelle serate di gala e durante occasioni mondane, oggi il brand di moda Badgley Mischka veste le stanze di casa.

Dopo il grande successo che li ha visti nominati tra i 10 migliori designer americani da Vogue America, la coppia artistica Mark Badgley e James Mischka, si cimenta nelle loro passione dell’interior design, con una collezione presentata per la prima volta nel febbraio 2017 durante la New York Fashion Week ed ora all’evento di design che raccoglie addetti al settore di tutto il mondo: Il Salone del Mobile di Milano.

L’ispirazione è quella della Hollywood anni ’40, con 200 pezzi fatti a mano e destinati all’arredo di sale da pranzo, soggiorno e camere da letto, con oggetti decorativi quali sculture, candele, cornici di metallo lavorato, dalle forme essenziali e pulite.
Per la collezione Bagdley Mischka Home, i tessuti utilizzati vengono prodotti in America, per gli accessori invece è nata una partnership con PTM Images di Los Angeles, produttore leader di carte da parati e mobili, un matrimonio nato per consentire un livello qualitativo molto alto e soddisfare così i clienti più esigenti.

CITCO
Per il Salone del Mobile CITCO Privè ci porta in viaggio verso Cina, Cambogia, Indonesia, dove troviamo animali selvaggi e maestosi dragoni, intagliati rigorosamente su pregiati pezzi di marmo.

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I colori sono vivi come quelli delle foreste, verdi accesi come le foglie e arancio brillanti come l’uccello del paradiso.
Nella serie “Saigon” CITCO omaggia le tradizioni dell’antica Cina, dove il dragone è simbolo di potere, di forza e buona fortuna. Dietro l’intaglio del drago, sono state apposte strisce di colore verde bianco e nero, linee accurate che lasciano spazi vuoti per far meglio risaltare la figura dell’animale.

All’India è dedicato il prestigioso pezzo del rinoceronte, animale spesso associato al mitologico unicorno per via del corno che sorge tra i suoi occhi. Questa gloriosa testa di rinoceronte è un incredibile esempio delle più avanzate tecniche di progettazione digitale. Progettato con un so ware parametrico e realizzato esclusivamente con macchinari a controllo numerico, questo pezzo vanta un design molto dettagliato.

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SMANIA
Smania riconferma la sua presenza al Salone del Mobile con uno spazio dedicato al lusso senza tempo e presenta un ampio ventaglio di nuove proposte raffinate ed eleganti che interpretano al meglio la cultura artigianale aziendale. Per quest’anno l’architetto Massimo Iosa Ghini si fa portavoce SMANIA con una collezione completa e ricercata, espressione di passione e dedizione, l’unione tra tradizione e contemporaneità.

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Nel caleidoscopico catalogo di Smania troviamo:

BELMOND, un divano modulare componibile in pelle e tessuto, con cuscini di grande formato riposizionabili;

EMBASSY, un’originale seduta dinamica ed accogliente, dalle superfici e dalla scocca interamente imbottite e dai braccioli con forma arcuata;

GRAND SOHO, un letto matrimoniale impreziosito dalla testiera imbottita in pelle, che coniuga il comfort quotidiano ad un aspetto morbido e avvolgente;

DALTON, un pouf imbottito dalle linee essenziali e dalle forme arrotondate, pensato come accessorio da abbinare al letto Grand Soho.

A completamento, la volontà di dare spazio a un’estetica accogliente e ricercata, con la collezione SMANIA outdoor firmata  Alessandro La Spada,  forme organiche, linee morbide e curve sinuose, ispirate ai profumi e alle sensazioni di meravigliosi giardini in fiore.

ALTAMODA ITALIA IN TOSCANA
Sono le meraviglie delle terre toscane, luogo di nascita del brand, che fanno capolino nella collezione ALTAMODA in questo Salone del Mobile 2018. Dalla camera da letto alla zona living, tutto il profumo dei fiori e degli aromi di una terra magica, i colori che ci regala, la sinuosità delle sue colline.
Arredare la casa a 360 gradi si può con ALTAMODA, che produce tendaggi con preziosi tessuti made in Italy, complementi d’arredo, lampadari, ma anche essenze e fragranze.

Allo stand E29 fino al 22 aprile, ALTAMODA sfoggia un kimono, simbolo di stile eleganza e grazia, come pezzo iconico della nuova collezione 2018.

VG CONCEPT & DESIGN BY LEA CHEN
Uno spazio le cui creazioni sono collocate come nelle tradizionali case cinesi, patria dell’architetto e interior designer Lea Chen.

VG_LeaChen_the-auspicious-dresser-1-1024x646Auspicio Dresser è una reinterpretazione di una cassettiera larga e bassa, tradizionalmente collocata al centro delle zone living posta di fronte al bang riscaldato, un tradizionale letto matrimoniale fatto di mattoni. Cassettiere che contenevano oggetti di uso quotidiano e talvolta includevano scomparti segreti per riporre oggetti di valore, lo abbiamo visto fare anche dalla nonna, che nascondeva soldi e gioielli all’interno di qualche mobile antico. Può essere utilizzato come mobile contenitore all’interno di un grande armadio o essere collocato in camera da letto; grazie alla sua dimensione può anche fungere da credenza in sale da pranzo o zone giorno.

Esiste un armadio che pare abbia mille occhi, compare spesso nelle scene dei film provenienti dal Sol Levante, sono ex mobili da farmacia, contenitori per centinaia di scatolette e prende il nome di Yaochu. Tutti i cassetti sono estraibili per porvi dentro in tutta comodità erbe ed ingredienti della medicina cinese. Oggi reinterpretato Royal Medicinal Cabine, ha uno stile raffinato e contemporaneo, i cassetti sono incorniciati da un top ed un supporto arrotondato in finitura oro lucido 24k, mentre i dettagli dei cassetti includono una finitura bicolore che separa l’esterno e l’interno, con pomelli in finitura oro lucido 24k che conferiscono eleganza all’intera struttura.

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BORGO PIGNANO, IL LUSSO DELL’AGRITURISMO

Quando si parla di agriturismo la mente corre a una cascina spartana dove gli ospiti vengono risvegliati alle 5 di mattina dal muggire delle mucche, dove le attività extra contemplano passeggiate nei campi, raccolta delle uova o riassetto delle stalle. Si fa quindi fatica ad associare una struttura come Borgo Pignano (in provincia di Pisa fra Volterra e San Gimignano) al concetto di agriturismo. È vero ci sono i campi dove vengono coltivati il grano, la frutta e la verdura che si ritrova in cucina ma l’atmosfera di stanze, suite e maisonette è quella di un boutique resort. Insomma un agriturismo 2.0. molto lontano dall’insediamento dei cavatori di pietra di Volterra etruschi che fondarono il borgo ma sicuramente elegante e raffinato come la villa signorile del XVIII secolo che sorse sulle rovine del villaggio.

Borgo Pignano

Oggi, la tenuta si estende per più di 300 ettari fra boschi incontaminati, panorami fiabeschi con stagni e laghetti, orti coltivati secondo regime biologico e biodinamico. Dopo quindici anni di importanti interventi di recupero, architettonico e paesaggistico, condotti seguendo rigorose tecniche di restauro conservativo, la villa è stata suddivisa in quattordici eleganti stanze e suite, alcune delle quali presentano affreschi originali, tutte con bagno privato in marmo e travertino.

Adiacente alla villa c’è la Canonica, ovvero “la casa del prete”, che presenta alcuni elementi originali del XIII, come la costruzione in pietra, le arcate e le colonne, i soffitti a volta, i pavimenti in terracotta e gli affreschi perfettamente restaurati. In alcune camere si ritrovano anche particolari della prima edificazione della chiesa romanica del borgo dedicata a San Bartolomeo Apostolo, che è ancora consacrata anche se non viene più usata per le celebrazioni che si svolgono invece nella vicina Volterra. Buona parte degli edifici del Borgo sono stati convertiti a spazi adibiti all’ospitalità. Così si può scegliere di dormire nelle maisonette ricavate dalle antiche stalle, o nelle camere ottenute dalle case dove abitavano i contadini o ancora dai locali del casale. Ogni maisonette è indipendente e dispone di balconcini o terrazze private, camere da letto con bagno en-suite e cucina completamente attrezzata. L’arredamento e le decorazioni sono curati nei dettagli, mantenendo lo stile rustico toscano. Il grande casale “La Fonte”, è perfetto anche per ospitare retreats di vario tipo (yoga, pittura, musica e cucina).

Borgo Pignano in Tuscany

Una delle ultime novità è la SPA, un centro benessere dove i prodotti utilizzati sono totalmente biologici e creati appositamente dall’erborista del Borgo, Lisabetta Matteucci, esperta di piante officinali. Alla base di questi cosmetici ci sono le piante, aromatiche e officinali e gli ingredienti biologici prodotti nella tenuta. Il Borgo ha anche una propria galleria d’arte che ospita, oltre alle opere di artisti e scultori della zona, anche talenti emergenti nazionali e internazionali. Il Borgo infatti offre ospitalità a giovani artisti talentuosi, grazie al mecenatismo del proprietario sir Michael Moritz e alla collaborazione con la Royal Drawing School di Londra, fondata nel 2000 dal Principe Carlo d’Inghilterra.

Nell’ala ovest della villa c’è il ristorante Villa Pignano. Qui tutto esprime il concetto del “chilometro 0”. Non solo le pietanze, che lo chef Vincenzo Martella prepara utilizzando sole materie prime biologiche di stagione e provenienti dal territorio circostante, ma anche la mise en place vede protagonisti bicchieri e candelabri di cristallo, realizzati a Colle Val d’Elsa e portapane in alabastro di Volterra.

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“FUTURE IS NHOW”: IL FUTURO DEL DESIGN RACCONTATO DA NHOW MILANO

La Milano Design Week si è appena conclusa e, con lei, anche gli eventi aperti al pubblico del Fuorisalone, fra cui ricordiamo il percorso espositivo di design e arte contemporanei “Future is nhow”, organizzato dall’hotel nhow Milano, che è culminato ieri 22 aprile con un Unconventional Closing Party presso T35 e terrazza in zona Tortona.
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Tanti sono stati i marchi di design, fashion e beauty che hanno partecipato all’evento e hanno presentato le loro creazioni. Tra i protagonisti, il team di 404 Tattoo Shop, che unisce l’arte orafa ai tatuaggi, alla ricerca di un segno che unisca, Muah bijoux, con un’installazione di prodotti divertenti e sorprendenti da toccare e condividere, Rebirth Italy, che non è una semplice linea di gioielli ma una collezione di design, di “sculture da indossare” ispirata alla Roma imperiale e all’Antico Egitto, Adolfo Chiesa con i suoi manufatti in legno lavorati a mano, Angelo Po con le sue attrezzature di cottura attente all’ambiente e al risparmio energetico, accanto ai mobili-scultura di B.M.A. Italian Contract & Furniture.

Innovazione è la parola-chiave anche di Boretti, che sviluppa un concetto di cucina moderno, in cui gli elettrodomestici diventano elementi di arredo e design. Gli oggetti di uso quotidiano sono l’ispirazione di Andrea Clessi, il designer fondatore di CLIQUE Rielaboratorio, che riutilizza, rielaborandoli, materiali come rame, legno, acciaio, pelle e vetro, che prendono una nuova vita. Il riciclo è alla base anche dei “Robottini Orfani” di Massimo Sirelli, assemblati con vecchie scatole di latta e vari oggetti di scarto. CREATIVE EL VISION di Elona Izrailova, invece, punta all’ottimizzazione, presentando elementi d’arredo e tessuti che si adattano a tutti gli spazi e che sono decorati e personalizzati a mano. Presente anche una mostra di Design Language, incentrata sull’identità culturale che si nasconde dietro a ogni oggetto e che invita ad accogliere e apprezzare la diversità.

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In tema beauty, il Dr. Hauschka presenta la propria cosmesi per il viso e per il corpo e una linea Make-up professionale completa, autenticamente naturale e di qualità biologica. Ancora design con Giardini Wallcoverings, il marchio leader mondiale nei rivestimenti murali tessili, a cui si aggiungono la squadra di INTENTIONS guidata da Francesco Piazza, che raccoglie diverse novità nel campo dei complementi d’arredo, MORELATO, con la propria Fondazione Aldo Morelato, che si identifica da sempre con la cultura e la ricerca progettuale, Pascale De Backer, le cui opere poetiche si trovano al confine tra arte e funzionalità, Queenlight, con i suoi pannelli retroilluminati a led dal design sottile ed elegante, che vedono la collaborazione di artisti internazionali e Roberta Cipriani, con le sue opere ispirate alla natura e realizzate con la creta. Infine, Karim Rashid ha portato il suo Karim Lounge, un ambiente caratterizzato da linee sinuose, motivi audaci, forme morbide e multifunzionalità. A rappresentare il mondo fashion c’era Irma Kennaway, che ha iniziato a creare anche tavolini e lampade ispirate al mondo dei gelati. Presente anche il tema food&beverage con il marchio Leffe, che ha dato la possibilità di degustare i suoi prodotti di punta, la Leffe Blonde e la nuovissima Leffe Ambrée, mentre Lenari Italia s.r.l. ha presentato il nuovo prodotto “Banco gelateria INSÙ”, una rivoluzionaria vetrina gelato che permette una lettura verticale del prodotto, ottimizzando lo spazio ed enfatizzando la comunicazione visiva.

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RZ STUDIO: L’HUB DEI GIOVANI TALENTI DI MODA

L’expertise dell’imprenditore e del team di professionisti che lo seguono offrono una stimolante visione del panorama moda.

Cosa rende un brand più interessante di un altro? Esaminando alcuni fattori, sicuramente è noto che una buona strategia di comunicazione può risultare vincente, se accompagnata dall’autenticità del manufatto. La cura maniacale da riservare all’immagine pubblicitaria è un’altra componente essenziale. Certamente, però, il fattore imprescindibile è l’idea alla base del prodotto. La moda 2.0 non può non tenere a mente tutti questi ingredienti speciali, che sono la ricetta alla base del successo. Considerando tutti questi elementi, l’art director Roberto Zampiero, classe 1984, grazie ad un lungimirante asset imprenditoriale e a un team di ottimi collaboratori, ha fondato RZ Studio. Le sue consulenze di stile a 360° rappresentano la solida base su cui new talent e marchi già affermati stanno realizzandosi professionalmente, grazie all’expertise dell’imprenditore, frutto di anni di lunga gavetta. Poi si sa, l’unione fa la forza: interessanti nomi del panorama moda nostrano, come il giovane influencer/PR Filippo Bologni, il trasgressivo fotografo Emanuele Ferrari e l’emergente Stella Bortoli, i quali collaborano con RZ Studio, hanno permesso al creativo di potersi costruire un’interessante reputazione. Il creativo e braccio destro di Roberto è Riccardo Comi: la sua collezione rappresenta la punta di diamante dello studio.

Abbiamo scambiato alcune domande con Roberto Zampiero in merito all’eleganza maschile.

La più grande idea che tu abbia mai avuto?
Questa è una domanda a cui al momento non trovo risposta. Sicuramente sono consapevole del fatto che tutte le idee che mi vengono in mente siano e possano diventare grandi progetti! Al momento Rz studio credo sia una grande idea d’innovazione nel nostro settore, ossia quella di mettere insieme persone valide per creare e portare a grandi successi brand emergenti che, probabilmente, con poca esperienza e mezzi limitati altrimenti farebbero molta fatica.

La tua sfida più grande?
La vivo tutte le mattine quando apro gli occhi. Mio nonno Nicolino, un grande uomo e imprenditore di successo, mi ha sempre insegnato che la sfida più importante la vivi con te stesso. Solo noi possiamo sapere quali sono e quanto sono grandi i nostri obiettivi, poi si tratta solamente di capire quanto siamo disposti a sacrificarci per raggiungerli.

Quali musicisti ci sono nella tua playlist?
Oasis, Nirvana e Blur mi accompagnano sin dalla mia infanzia, amo anche tutto quello che è il mondo disco e deep house. Negli ultimi anni Cesare Cremonini. Lo so, l’ultimo va un po’ in contrasto con gli altri generi espressi, ma dentro di me c’è comunque un po’ di sano romanticismo all’italiana.

Cos’è per te il lusso?
Avere il tempo da dedicare a te stesso e alle persone a cui vuoi bene e permetterti di viaggiare, non identifico il lusso con il denaro.

3 errori di stile imperdonabili?

  1. L’abuso di accostamenti di colore o fantasia: non tutti possono permetterselo! La maggior parte delle volte non si parla più di moda, ma di cattivo gusto e ostentazione forzata.
  2. Ostentare l’accostamento di loghi e firme!
  3. Per la donna le calze collant: se una donna ha delle belle gambe non vanno coperte!

Qualcuno che trovi veramente autentico tra le figure della moda contemporanea e perché?
Trovo autentico un designer che non segue le masse, ma che crea e mantiene una sua linea di stile nel tempo, Hedi Slimane e Phoebe Philo sono i miei preferiti in assoluto, se dovessi stilare una classifica al 3° posto rientra a pieno titolo anche Antony Vaccarello.

Il look per essere cool durante questa Primavera-Estate 2018.
Lo street wear è entrato prepotentemente nel fashion system di prima fascia quindi, camicia manica corte stile Prada, t-shirt irriverente Emanueleferraristudio, rain coat Balenciaga, pantalone cargo, tuta in acetato e immancabile sneakers anni ’90. Mio consiglio personale: l’utilizzo di colori non troppo sgargianti: semplicità e pulizia! Sarete sempre impeccabili!

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Photo by Stella Bortoli

Inside Ballantyne con Fabio Gatto

Oggi l’azienda scozzese fondata nel 1921 grazie alla guida di Fabio Gatto, si rinnova con nuovi progetti e aggiungendo nuovi intarsi figurativi e lavorazioni per creare spettacolari sfumature. Si rivisitano e decostruiscono i capi che hanno reso famoso Ballantyne come i pullover con intarsi a rombo fatti a mano, o quelli con lavorazioni e pattern iconici per il brand: aran, a treccia, tartan, fisherman. E nasce anche il Ballantyne Lab, un progetto di ricerca e sperimentazione che partendo dagli archivi storici propone capsule collection innovative, vendute in selezionati punti vendita. Ne parliamo con Fabio Gatto, designer e imprenditore visionario che ha saputo traghettare l’azienda verso nuove sfide e mercati.

FABIO GATTO
FABIO GATTO

Da stilista e imprenditore come sei riuscito a combinare queste due facce di un percorso anche molto diverso?
Diventi imprenditore dopo che questo lavoro inizi ad amarlo in maniera viscerale. Sono arrivato in Ballantyne per sistemare un po’ le cose e poi pensare al brand. Poi, come spesso è accaduto nel mio percorso professionale, il sentimento ha poi influenzato le mie scelte. Mi sono innamorato di questo marchio e davanti all’archivio ho capito quante persone hanno lavorato con sensibilità e lungimiranza. Ecco perche brand come Chanel o Hermes si affidavano per fare le loro maglie.

Non ho mai pensato all’aspetto solo economico e di business, ma a quello di dare nuovo lustro a questo brand, praticando delle strade diverse.

Tra Italia e Scozia come stai organizzando la filiera produttiva?
Agli inizi per recuperare credibilità il primo step è stato di tornare a produrre in in Italia, in modo da avere contatto diretto col prodotto e con la materia prima. Poi non abbiamo fatto solamente “l’operazione Italia”, ma abbiamo ripreso anche “l’operazione Scozia” dopo anni. Ci siamo approdati constatando che della Scozia, di quel periodo, è rimasto poco. Quando sono arrivato lì mi hanno detto: “Ma come? Lei vuole la maglia che lei ha nell’archivio? Ma non vuole il prodotto di Brunello Cucinelli? Perché noi facciamo la maglia di Cucinelli.” E mi sono detto “Ho sbagliato tutto.” Dunque è stato faticoso e adesso stiamo capendo che se vogliamo aumentare la produzione in Scozia (oggi è il 10%, la vorrei far diventare almeno un 30%) devo diventare assolutamente un partner e  dunque io devo essere lì con loro e coinvolto perché allora le cose si fanno come le vuoi tu, diversamente sei uno dei tanti clienti.

Come sei riuscito a rileggere in modo moderno un elemento così riconoscibile come il rombo?
Questo era un sacrosanto dovere, noi dovevamo pensare di interpretare il passato con nuove vestibilità e colori. Il progetto del Lab deve servire a questo, per raccontare in chiave attuale e sperimentale il passato. La collezione, non dico conservatrice, ma rassicurante c’è sempre ma il Lab deve servire a comunicare il nostro pensiero. Io spero che un giorno questi pezzi saranno nell’archivio per testimoniare questo importante momento di cambiamento.

Sul Lab pensi anche di coinvolgere dei designer emergenti?
Sicuramente ci sarà un grandissimo lavoro sul Lab e tantissime novità. Questo è solamente un inizio per capire il sentimento e avere un primo feedback. Per questo ho deciso che non più di 13-15 punti vendita avranno in vendita la collezione del Ballantyne Lab. Saranno limited edition perché prima di tutto è impensabile industrializzare questo prodotto realizzato in una sorta di atelier dove viene costruita questa capsule. Questo però non vuol dire che non potrà avere uno sviluppo, anzi questo mi ha dato la possibilità di muovermi liberamente per quanto riguarda tempi e modi. Non sarà forse rivoluzionario, ma di sicuro molto moderno per approccio e design.

Come vedi il fenomeno del retail online?
Sappiamo che oggi c’è una minore frequentazione dei negozi, però non possiamo secondo me abbandonare e spostarci tutti sull’online, perderemmo una parte di italianità. E quell’idea di negozio-bottega che solo in Italia abbiamo. Sarebbe come perdere il Colosseo… Dunque noi dovremmo fare di tutto per conservare i nostri negozi, e non è una cosa impossibile, anche perché se tu analizzi, l’online è una cosa molto più fredda: tu clicchi, fai il tuo ordine, ti arriva, te lo guardi, capisci se piace o non. Vuoi mettere il calore di entrare in un negozio e trovare persone competenti che capiscono quello di cui tu hai bisogno, anche fosse il desiderio, mentre acquisti una maglia, di raccontare che ieri sei andato a vedere una mostra. È un aspetto da non trascurare, i negozi devono servire anche a questo. Io sto lavorando su questo anche per il nuovo e-shop di Ballantyne in modo da renderlo più accogliente se virtuale.

Cosa pensi di questa esplosione di Instagram come social media?
Penso che è un frutto di questi momenti, che non va demonizzato, anzi cerchiamo di estrapolarne il buono. Vedo sempre il bicchiere mezzo pieno rispetto al mezzo vuoto. Non è qualcosa che si può fare part-time, senza un pensiero, come l’online. Prima era sufficiente fare la foto e chi la indossava poteva essere banale, e solitamente lo era, il fotografo doveva fare una foto tecnica. Oggi secondo dobbiamo entrare nella sfera più emozionale.

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Prossime sfide e progetti?
Sicuramente la Ballantyne Lab è una sfida e un progetto, insieme a tutta la nuova parte accessori che ci sta regalando grandi soddisfazioni ed è andata subito in sold-out. È incredibile. Il mondo degli accessori deve essere ancora sviluppato bene perché è molto interessante e molto promettente.


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COACHELLA TIME. Il visual diary del festival e alcuni suggerimenti tra stile, arte e nightlife

Deserto, vento caldo, mi sporgo al finestrino osservando quelle strade piene di macchine che vanno in un’unica direzione, nella testa una canzone ‘ on the stero listen as we go, nothing’s gonna stop me now, California here we come, right back where we started from’.

Ecco un altro sogno della mia adolescenza realizzarsi, ecco la strada verso il Coachella.

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Tra i festival musicali più noti è sicuramente l’esperienza che tutti dovrebbero fare almeno una volta nella vita.

Un’esperienza da vivere a pieno, tra gente da tutto il mondo, colori e tanto altro.

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Ecco i miei cinque tips su cosa osservare se anche voi siete in viaggio verso Palm Springs:

  • MUSIC: il Coachella offre numerosi show accontentando i gusti musicali di tutti. È divertente spostarsi tra i vari stage e vedere come la musica unisce persone così diverse tra loro. Unico accorgimento, se vuoi stare in front row, indirizzati allo stage trenta minuti prima dello show.
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Nella foto @katyschaef
  • COOL PEOPLE: è veramente divertente osservare i look della gente attorno a te, la cura e lo studio dello styling per vivere un’esperienza all’insegna dei colori. Un suggerimento di stile all’insegna della praticità: indossate un look a strati e portate con voi una felpa, di sera fa freddo nel deserto.
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  • FOOD: il festival offre differenti postazioni food e beverage, cercando di accontentare le abitudini alimentari di tutti. Troverete dal classico junk food, alle healthy bowls, veggie food e persino plant based. Munitevi di una mappa del festival per individuare immediatamente il posto che fa per voi.
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  • ART: ogni anno numerose installazioni artistiche fanno da scenario al festival. Per questa edizione ospite anche l’artista italiano Edoardo Tresoldi con ETHEREA. Il mio consiglio è di  osservarle al calar del sole, di notte c’è un’atmosfera magica.unnamed (6)
Nella foto @valentinasiragusa al party di @iceberg
  • PARTY: come in ogni occasione che si rispetti, anche durante il Coachella sono numerosi i pool party organizzati dai brand moda. Attivate i vostri pr-radar per assicurarvi l’accesso e vivere a pieno l’esperienza dello spring-break, non scordate la protezione solare!

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AN ITALIAN CHAMPION: SWIMMER LUCA DOTTO

Photographer Alisson Marks
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Stylist assistant Cristina Florence Galati and Emanuela Cinti
Grooming Gianluca Casu
Read the interview by Federico Poletti on manintonw.com
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Il bello del nuoto: a tu per tu con Luca Dotto

Non solo un campione di stile libero con una profondo amore per il mare, ma anche un modello realmente appassionato di moda e social media, come dimostrano le sue collaborazioni con brand come Armani e Baume & Mercier. Classe 1990, orgogliosamente veneto (nato a Camposampiero in provincia di Padova ma di base a Roma), Luca si sta preparando per difendere a maggio il suo primato europeo a Glasgow.  Lo abbiamo incontrato sul set del nostro servizio curato da 3.

Quando hai sentito saresti diventato un nuotatore?
Ho capito sin dalle elementari che volevo fare il nuotatore e rappresentare l’Italia in giro per il mondo. Anche se da piccolo non ero così bravo rispetto ai miei compagni, ma sentivo che quella sarebbe stata la mia strada

Quale la figura che ti ha ispirato?
Un grande maestro è mio padre, che è l’uomo che ammiro più di tutti e invidio (in senso buono, ride) perché è capace di fare tutto, ed è un uomo molto pratico. Per me è un esempio di onestà  e mi ha davvero ispirato e incoraggiato molto.

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Come hai scoperto la tua inclinazione per lo stile libero?
Quando ero più giovane avevo iniziato con le gare a dorso e non riuscivo mai a vincere. Poi per caso un anno, nel 2005,  ho partecipato a una gara di 50 stile libero e ho vinto subito. Da lì ho capito che stavo sbagliando tutto e ho iniziato un nuovo percorso.

Raccontami delle tue passioni…
Amo moltissimo viaggiare e ascolto sempre musica con le cuffie perennemente addosso. Sono un fan di Spotify e mi piace scegliere una colonna musicale adatta a miei viaggi. Sin da piccolo seguo la musica rap e in particolare 2Pac (rapper americano e attore Tupac Amaru Shakur ndr). Ultimamente ascolto molto Post Malone con brani come Congratulations e Psycho. Mi piace molto anche leggere le storie di intrighi di Dan Brown o libri molto specialistici sul mare che parlano di archeologia marina.

Documenti i tuoi viaggi su Instagram?
Sono una persona molto social e amo postare le foto dei miei viaggi e dei miei allenamenti sul mio account @dottolck

Raccontami del tuo ultimo viaggio
Il mio ultimo viaggio è stato Turks e Caicos, un arcipelago corallino nelle isole caraibiche con la mia fidanzata. Un’esperienza incredibile, avevo casa di fronte all’Oceano e ho fatto escursioni in bicicletta in mezzo alla natura incontaminata tra grandi barbecue al tramonto.

Quale dei diversi luoghi ti ha maggiormente colpito?
Due i posti che mi hanno davvero impressionato: il deserto di Abu Dhabi e le spiaggia deserte delle Bahamas, dove riesci a dimenticarti della nostra vita frenetica.

SWIMWEAR ARENA
SWIMWEAR ARENA

Cosa non manca mai nella tua valigia? E un tuo consiglio per chi viaggia.
Non mancano mai i costumi di Arena! Perché se non viaggio per nuoto, viaggio per andare al mare! E poi la macchina fotografica perché amo documentare i miei viaggi. Per essere sempre comodi con stile porto sempre un Jeans, una camicia bianca e un maglioncino. Un passe-partout che consiglio sempre.

Come nata la collaborazione con la moda?
E’ nata per caso con le Olimpiadi di Londra nel 2012. Armani, che era sponsor, aveva selezionato degli atleti per rappresentare il brand. Mi hanno notato dopo i primi shooting e poi proposto di collaborare sulla linea underwear, per gli occhiali e per il profumo Acqua di Giò. Grazie a questa esperienza ho avuto la fortuna di conoscere un mondo molto diverso dallo sport di cui spesso non si capisce tutto il lavoro che è dietro le quinte.

Le prossime sfide?
Mi sto preparando per gli europei che si terranno a Glasgow a metà agosto dove devo difendere il titolo europeo dei 100 stile. Quindi sono molto concentrato per raggiungere questo obiettivo, oltre a quello di migliorare continuamente me stesso per sfidare i limiti. Questa è la parte più importante del mio lavoro, che è poi la mia vera passione.

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