Un nuovo punto di riferimento milanese per NOVE25

Un indirizzo nuovo a Milano, per conoscere da vicino (tanto da scoprirne anche le tecniche di lavorazione) NOVE25, brand di urban jewellery ideato nel 2005 da Roberto Dibenedetto, che ha inaugurato la nuova sede in via Sanzio 21. Qui, un concept che riunisce le atmosfere della Grande Mela alla perizia interpretativa made in Italy, fa da sfondo agli uffici dirigenziali e ai laboratori artigianali, dove la possibilità di customizzare un gioiello diventa realtà.

Le news di NOVE25 non finiscono qui. Infatti, cosa nasce dalla collaborazione tra il tatuatore di uno dei più importanti studi creativi del mondo e questo marchio top per l’interpretazione dell’argento e delle pietre dure?

La risposta è Ophis, una collezione dedicata al mondo dell’esoterismo e dell’astrologia, il cui nome deriva dall’Ofiuco tredicesimo segno zodiacale, che riunisce la creatività di Mirko Sata, tatuatore conosciuto worldwide e il linguaggio estetico di NOVE25. La linea cesella i segni zodiacali e gli elementi a cui appartengono attraverso un linguaggio creativo originale e contemporaneo, a cui si unisce la perfezione esecutiva delle tecniche tradizionali di lavorazione. L’argento brunito si mescola, così, alle cromie delle pietre dure per incarnare la fantasia di Sata e la perizia del marchio.

Quello di Sata non è l’unico tributo d’artista a NOVE25. Il nuovo quartier generale si fregia anche di un’installazione straordinaria del mixed media artist, australiano, Pauly Bonomelli, ispirata ai temi di Ophis e che sarà testimonianza permanente all’interno del concept store.

Tramite le collaborazioni con questi esponenti dello scenario internazionale dell’arte, si rafforza l’idea di NOVE25 come label che sviluppa differenti significati nel mondo della gioielleria, con nuovi approcci estetici, nuove tecnologie al servizio della creatività e la maestria artigianale.

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ÉDITIONS M.R. x LE COQ SPORTIF: LE NUOVE SNEAKERS ‘MADE IN FRANCE’

Le Coq Sportif inaugura la nuova linea Made In France grazie alla collaborazione con Éditions M.R., brand francese di prêt-à-porter maschile al quale unisce la propria storia e artigianalità, con il lancio di due nuove sneakers in edizione limitata. Fondata nel 2009 da Mathieu de Ménonville, la casa di moda ha avuto accesso completo agli archivi di Le Coq Sportif per poter reinventare un prototipo del 1981, quello delle iconiche LCS Turbostyle. Il risultato della collaborazione è una scarpa da ginnastica in suede e pelle, disponibile in due varianti, blue navy/bordeaux e blue navy/bianco, e dal design sufficientemente minimal da renderle perfette per ogni occasione.
Éditions M.R. x Le Coq Sportif – LCS Turbostyle sono in vendita, oltre che negli store ufficiali, anche presso 10 Corso Como, a Milano.

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FROM 80s TO NOW

PONY – Product of New York – famoso brand americano di urban sneakers, lancia sul mercato le nuove PRO 80 CRACK. Nato come reinterpretazione della classica PRO 80, il nuovo modello CRACK trova il significato del suo nome nei dettagli di pelle screpolata, che lo rendono uno dei must urban più richiesti di questa stagione. A completare il look classico e pulito della sneakers, una nappa di alta qualità e lo chevron, tipico di Pony, realizzato in suede di quattro differenti colori: verde, rosso, navy e nero.

 Il marchio, nato nel 1972, per primo al mondo ha veicolato nelle strade delle nostre città sneakers che fino ad allora si erano viste solo sui campi di atletica e negli stadi delle più popolari discipline sportive. Ancora oggi i suoi modelli sono richiesti da appassionati di tutto il mondo; la più amata è la PRO 80, lanciata nel 1983, una tennis dal design semplice in pelle bianca ,come da tradizione sportiva.

Ripescando dettagli originali degli Eighties, come il logo sulla linguetta, il nuovo modello PRO 80 CRACK vuole anche reinventare ed innovare la classica visione della PRO 80, senza snaturarne la semplicità e il look urban.

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IRAQ: UNA FERITA APERTA

CASA EMERGENCY e La Triennale di Milano, ospitano la mostra, Iraq: una ferita aperta, il racconto dell’orrore di Mosul, documentato da Giles Duley, la prima fino al 23 novembre; la seconda, con un estratto, fino al 12/11.

Il fotografo inglese, nel febbraio 2017, ha visitato l’ospedale di EMERGENCY a Erbil, per mostrare al mondo la più grande battaglia urbana dopo la Seconda Guerra Mondiale. L’occupazione della città da parte dell’ISIS e la controffensiva irachena hanno generato una violenza inaudita, che ha visto soccombere 40mila esseri umani e costretto più di 700mila persone a evacuare. Questo l’orrore che Duley ha raccontato con il suo obbiettivo. Una guerra vista da vicino, con gli occhi di chi la vive e attraverso quelli di chi la documenta. Dopo aver lavorato per anni come fotografo di moda e musica, Giles Duley ha iniziato a viaggiare per documentare le storie delle vittime di guerra in tutto il mondo arrivando, nel 2011, a perdere entrambe le gambe e il braccio sinistro in un’esplosione in Afghanistan. Nonostante ciò, ha sempre cercato di trovare un barlume di speranza da immortalare, come una risata o l’amore di una famiglia. Qualcosa a cui valesse ancora la pena restare aggrappati, per mantenere viva la speranza. A Mosul, però, questo barlume è stato impossibile da trovare. Bambini mutilati, famiglie distrutte, un ragazzo paralizzato da un proiettile di un cecchino. Perché mostrare tanto dolore? «Credo che la fotografia richieda una grande responsabilità. Nel momento in cui prendo tra le mani la fotocamera, per raccontare la storia di una persona, mi chiedo: Perché lo sto facendo?» spiega Duley. La risposta arriva dalla madre di un bambino di 12 anni, ricoverato nell’ospedale di EMERGENCY, che ha perso entrambe le gambe e gran parte della mano destra. «Quando un bambino è così tragicamente ferito, il mondo intero deve vederlo». Duley non si limita a suggerire l’idea di guerra, ma la documenta, nella consapevolezza di quanto sia necessario vedere per comprendere. «La fotografia perde di significato se non faccio tutto il possibile, affinché il mondo veda quello che i miei occhi hanno visto. Questo è il mio dovere». L’immagine scattata come testimonianza, nel mostrare e nel trasmettere un senso di dovere, perché le cose, senza alcun compromesso possibile, devono cambiare.

 

CASA EMERGENCY                                                                                              Triennale di Milano
Via Santa Croce 19, Milano                                                                                      Via Alemagna 6, Milano
28/10 -6/11 | 14/11 – 23/11                                                                                        24/10 – 12/11
Lunedì – Domenica 10:00 – 19:00                                                                         Martedì – Domenica 10:30 – 20:30

 

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GLI INDISTRUTTIBILI: GIUSEPPE ROSSI NUOVO AMBASSADOR DI G-SHOCK

Sfidare i propri limiti come chiave per il successo. È questo il messaggio della campagna internazionale #ChallengeTheLimits, promossa da G-SHOCK, il brand di orologi indistruttibili di Casio, in occasione del lancio del nuovo modello G-Steel, dotato di tecnologia Bluetooth®. Il motto che ha ispirato Mr. Kikuo Ibe, l’ingegnere giapponese che 35 anni fa ha ideato un orologio indistruttibile, è ora incarnato dal nuovo ambassador, il calciatore italo-americano Giuseppe Rossi, meglio conosciuto come Pepito, scelto non solo grazie al suo grande talento, ma soprattutto grazie alla sua tenacia e determinazione dimostrate in diverse occasioni durante la sua carriera, non ultimo il grave infortunio dello scorso aprile al legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. MANINTOWN ha incontrato l’indistruttibile campione per voi.

Il motto di G-Shock è #ChallengeTheLimits. In quali occasioni hai dovuto superare i tuoi limiti?
Sono passati sei mesi da un infortunio grave al ginocchio e per un calciatore è molto difficile e lungo il recupero. Quindi, diventa una sfida, non soltanto fisica, ma anche mentale e psicologica. A questo punto mi sento bene, ho affrontato tante difficoltà, però sono sempre riuscito ad andare oltre, ed è proprio quello che stiamo comunicando con questo progetto #ChallengeTheLimits. Sono quasi pronto per il ritorno in campo.

Come è nata la passione per il calcio?
Quando avevo due anni, mio padre mi ha messo davanti un pallone da calcio. Lui tornava dal lavoro e si metteva in giardino con me, piazzava due-tre conetti e io cercavo di superarli. Era un grande intenditore, allenatore e giocatore, per questo c’era sempre il calcio in tv e un pallone nel salotto. Per me è stato molto facile innamorarmi di questo sport.

Come nasce il soprannome Pepito?
Mi chiamano “Pepito” perché il grande Bearzot, l’allenatore con cui l’Italia ha vinto i mondiali nell’82, mi ha paragonato a “Pablito” (Paolo Rossi). Così è nato “Pepito”.

Un momento indimenticabile della tua carriera?
La tripletta contro la Juventus, con la maglia della Fiorentina.

Che rapporto hai con la moda?
La moda mi piace, anche se cambia ogni giorno ed è difficile starle dietro. Per me è qualcosa di bello da vedere e mi appassiona, anche perché ho la fortuna di vivere a New York, che è considerata una delle capitali della moda.

Come definiresti il tuo stile?
Mi considero una persona molto casual, anche se, essendo un atleta, indosso spesso capi sportivi.

La prossima sfida?
Metto sempre come hashtag, su Instagram e Twitter, #nevergiveup, proprio perché ho altri sogni da realizzare e quindi non ci si deve mai arrendere, neanche di fronte alle difficoltà, bisogna sempre credere nei propri sogni. Purtroppo questi infortuni non ci volevano, però sono cose che capitano nella vita, bisogna sempre rialzarsi, come sto facendo e come ho fatto in passato, senza aver paura di andare avanti. Adesso non vedo l’ora di rientrare in campo. Voglio solo toccare l’erba, correre con i miei compagni e spero che avvenga proprio in Italia.

www.g-shock.eu

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HUAWEI MATE 10 IN COLLABORAZIONE CON PORSCHE DESIGN

Porsche Design estende la sua partnership con l’innovatore tecnologico Huawei introducendo il sofisticato ed elegante Porsche Design HUAWEI Mate 10; ingegneria e estetica sono le parole d’ordine del nuovo modello. Da un lato la scocca è realizzata in vetro resistente, in un raffinato color Diamond Black dall’altro, eleganza e esclusività sono espresse dalla raffinata custodia in pelle e dalle preziose finiture. Il Porsche Design HUAWEI Mate 10 utilizza il processore AI integrato che garantisce prestazioni elevate ad altissima velocità.
Le principali caratteristiche includono una batteria 400mAh integrata a un sistema di gestione dell’energia che permette di massimizzare la durata della batteria evitando inutili sprechi. Ancora, il display HUAWEI FullView assicura la migliore qualità di video e foto, la tecnologia Easy Talk migliora l’acustica, mentre il Traduttore real time AL traduce istantaneamente testo, voce, immagini. Infine la doppia fotocamera con lenti Leica garantisce fotografie di qualità professionale con la massima semplicità.

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NIKE PRESENTA LA COLLEZIONE AF100

Le Air Force, che nascono propriamente sul campo da basket, tagliano il traguardo del 35esimo anniversario. Per celebrare questa occasione e per dare il giusto riconoscimento al white-white della Air Force 1, Nike ha collaborato con cinque grandi personaggi: Don C . Crawley,  Kareem  “Biggs” Burke, Erroolson HughTravis Scott Virgil Abloh. L’anima della collezione prevede di mantenere la riconoscibilità dell’iconica scarpa ma allo stesso tempo di inserire elementi dello stile di vita di ognuno. In particolare Don C Crawley, Con la sua Air Force 1 Hi Just Don, ha optato per un mix di pelle di prima classe e di materiali di prima qualità con elementi della Air Force 2 e della Air force 3. La Air Force 1 Roc-A-Fella di Kareem “Biggs” Burke rende omaggio alle origini newyorkesi della scarpa con un design strettamente ispirato all’originale. La Lunar Force 1/Acronym ‘17 By Errolson Hugh rimane fedele all’iconico modello ma spinge il design oltre i confini concepiti. La Air Force 1 Low Travis Scott By Travis Scott ha la giuntura riflettente così che, colpita dalla luce, si colori delle sfumature che genera il sole. Infine la Air Force 1 ’07 Off White di Virgil Abloh modifica il bianco su bianco senza però sconvolgere: rivoluziona mantenendo però la tradizione.

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PRESTIGE COLLECTION BY COLLISTAR

Con la Prestige Collection, Collistar continua il suo viaggio nel segmento fine fragrance. Queste fragranze sono come luoghi dell’anima e dei ricordi, basta un attimo per riportare alla memoria esperienze passate.
Dopo aver esordito lo scorso anno con l’Oud e l’Ambra, la Prestige Collection rende omaggio ad altri due ingredienti regali, Rosa e Incenso, due Eau De Parfum, da usare soli o sovrapposti, per lei e per lui. Nella Rosa, esordisce il pepe rosa e si assiste all’incontro di due qualità olfattive: Rose Water Natsource e Rosyfolia, opulenta e magnetica la prima, etera ed elegante la seconda. Il cuore della fragranza è il mahonial, un particolare mughetto dai sentori di magnolia. Nell’Incenso, il pepe nero speziato e vibrante costituisce l’icipit. Il cuore, vede la presenza ipnotica dell’incenso, variagato con venature sensuali e avvolgenti di labdano e styrax che trovano compimento, infine, nel patchouli e nel legno di gaiac.

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SULVAM, IL BRAND GIAPPONESE ‘VERY IKI’

Cover_Teppei Fujita

MANINTOWN ha dialogato con i designer più interessanti del momento per scoprirne il rapporto con il significato di eleganza, con la tradizione estetica italiana e con la città di Milano.

Classe 1984, il giapponese Teppei Fujita fonda il brand SULVAM nel 2014. Diplomato al Bunka Fashion College di Tokyo, con alle spalle una lunga collaborazione presso Yohji Yamamoto, Fujita guadagna presto il consenso degli addetti ai lavori internazionali, aggiudicandosi il “Tokyo Fashion Award” nel 2014 e, come uno dei vincitori di “Who Is On Next? Dubai” nel 2015; presenta le proprie collezioni in occasione della Paris Fashion Week. A Milano sfila durante la moda uomo S/S 18 ne La Fabbrica del Vapore, grazie all’aiuto di Camera Moda. Il suo stile fa tesoro della lezione del grande maestro, sviluppando un tailoring reinterpretato in chiave fortemente contemporanea, con un focus su tessuti di grande qualità e silhouette innovative.

Come trasformi l’idea tradizionale di eleganza maschile? Cosa sono lo stile e l’eleganza per te?

Non faccio molto riferimento allo stile italiano, non credo sia mio compito farlo. In ogni caso, ho sempre considerato il concetto di ‘eleganza’ nelle mie collezioni e non credo che lo stile coincida con il come vengono indossate. L’eleganza è insita in ognuno. Il gentleman che indossa un abito di tutto punto, come nell’Europa degli anni 30, è elegante, l’operaio in vesti da lavoro, è elegante. C’è una parola giapponese, ‘IKI’ (parola che riassume l’essenza della cultura giapponese in quanto racchiude in sé seduzione, energia spirituale, rinuncia) che credo si avvicini molto al concetto di eleganza.

Hai ricevuto supporto da Camera Nazionale della Moda? In che modo?

Era la prima volta che organizzavamo uno show a Milano, con un team molto piccolo e lavorare lì è stata una grande esperienza formativa per tutti noi. Siamo stati capaci di capire ciò di cui avessimo bisogno e ciò che invece non serviva. In quanto piccolo brand, sarebbe stato difficilissimo realizzare un intero show e in questo, il supporto di Camera Moda è stato essenziale. A sera ci siamo resi conto della fantastica esperienza vissuta e di quanto sarebbe bello tornare sulle passerelle milanesi.

Stai cambiando il fashion system milanese?

 Milano è un grande punto di riferimento nella storia della moda, e io vorrei superarlo. Non voglio realizzare capi ‘tradizionali’. Vedo molti giovani designer fare sfilate con capi street-style, ma lo stile di SULVAM è diverso. Non credo di suscitare grandi cambiamenti nella Milano Fashion Week, ma di certo eravamo lì per trasmettere qualcosa con la nostra sfilata.

Quali sono i tuoi 5 hot spot preferiti a Milano o in giro per il mondo?

Per lo shopping due destinazioni di riferimento per me sono: United Arrows One (Harajuku) e Dover Street Market a Ginza. Poi amo molto il vintage e tra le mecche da non perdere per trovare abiti e mobili speciali è lo store Jantiques nel cuore della shopping street Nakameguro. Per vivere invece la nightlife di Tokyo vi consiglio questi due club & disco a Shibuya: Vision e Contact.

United Arrows One, B1F-3F, 3-28-1 Jingumae, Shibuya-ku, Tokyo 150-0001, www.united-arrows.co.jp
Dover Street Market Ginza, 6 Chome-9-5 Ginza, Chuo, Tokyo 104-0061, ginza.doverstreetmarket.com
JANTIQUES, 2 Chome-25-13 Kamimeguro, Meguro, Tokyo 153-0051, www.instagram.com
Vision, B1F 2-10-7 Dogenzaka, Shibuya 150-0043, Prefettura di Tokyo, www.vision-tokyo.com
Contact, 2-10-12 Dogenzaka | B2F SHINTAISO BLDG No.4, Shibuya 150-0043, Prefettura di Tokyo, www.contacttokyo.com

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I 50 anni della Levi’s® Trucker Jacket Type III

La Trucker Jacket Type III è l’icona Levi’s® sin dal 1967 ed ormai è entrata nell’immaginario collettivo conquistando un pubblico estremamente ampio ed eterogeneo, senza distinzioni di età, classe o sesso; ciò che accomuna tutti è la voglia di indossare qualcosa che sappia esprimere la libertà di essere sé stessi. In occasione del 50° anniversario della Trucker Jacket, Levi’s® Italy ha scelto i Thegiornalisti, il fenomeno del nuovo pop italiano, per creare una capsule collection per celebrare questo iconico capo. La Band ha personalizzato la giacca con i simboli delle sue canzoni, creando un design che celebra il loro spirito romantico e quello del brand Levi’s®.
La Limited Edition Levi’s® Trucker Jacket Type III customizzata da Thegiornalisti è disponibile in esclusiva nello store annex della Rinascente di Milano piazza Duomo a partire dal 24 ottobre.

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