denim, denim e ancora denim

jeans sono un vero e proprio passe-partout. Unisex, comodi, resistenti, ma anche molto cool. Certo, dipende da come li si indossa, anche se non esiste un vero e proprio codice di comportamento, dovrete un po’ affidarvi al vostro gusto e alla vostra sensibilità, però una cosa è certa, questa primavera non siate timidi, il denim, soprattutto se in total look, sarà la soluzione per molte occasioni. Dalle diverse tonalità, lavaggi e modelli, stampato, ricamato o sfilacciato, lo abbiamo visto protagonista sulle passerelle di tutto il mondo, da Armani, a Valentino ad Andrea Pompilio, fino a Burberry, Berluti e Cerruti 1881, senza dimenticare Lee, Siviglia, Diesel e Levi’s®.
Un gioco a incastri nelle nuance del blu del quale, tra giubbotti, camicie e accessori, non ci stancheremmo davvero mai.
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IL FASHION FILM FESTIVAL MILANO APRE LE ISCRIZIONI

Il Fashion Film Festival Milano, fondato e diretto da Constanza Cavalli Etro, apre le iscrizioni della 4° edizione fino al 15 maggio 2017. I registi, i brand e tutte le menti creative provenienti da ogni parte del mondo sono invitati a iscrivere gratuitamente il proprio fashion video sul sito ufficiale del Festival. La scorsa edizione ha riscosso successo nel mondo della moda, ha infatti coinvolto 50 paesi, 8 giurati, più di cinquemila spettatori e ha ricevuto ben 700 video. Al progetto hanno preso parte artisti emergenti e importanti nomi, sia di registi che di brand tra i quali: Moschino, Armani, Gucci, Roberto Cavalli, Trussardi, Giorgio Armani, Loro Piana, Ermenegildo Zegna etc.  L’edizione in arrivo sarà ricca di appuntamenti e progetti, prima , durante e dopo il festival, che aspira a riconfermarsi come incubatore di talenti di qualità da tutto il mondo in modo da  favorire gli scambi culturali.
fffmilano.com
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La tribù di Lee al TOM

La crew di Lee Jeans va in scena domani sera al TOM. – The Ordinary Market di via Molino delle Armi, a Milano, con uno special event dove influencer, artisti, mixologist, barber, diverse professionalità creative interpretano lo storico brand di denim.  A Carlo Sestini, Roberto De Rosa, Paolo Faccio, Andrea Faccio e Lorenzo Liverani il ruolo di brand ambassador chiamati per raccontare le novità del brand. Potete seguire l’evento sia su Manintown, media partner del progetto, sia su social seguendo gli hashtag  #LeeJeansTribe e  #leeJeans_it. Da non perdere il live painting direttamente sul jeans. Rigorosamente Lee.
lee.it

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la nuova campagna Ray-Ban scattata da Steven Klein

La nuova campagna pubblicitaria Ray-Ban è frutto dell’istinto creativo del fotografo americano Steven Klein.  Il tema della campagna è il sano principio di ribellione contro gli stereotipi della società che impediscono alle donne e agli uomini di sentirsi sé stessi, liberi. Klein immortala il momento in cui i protagonisti dismettono gli abiti che gli sono stati cuciti addosso dal loro ruolo che rivestono nella società e corrono, decisi, incontro al futuro. Così nelle immagini si passa dall’uomo in giacca e cravatta che finalmente salta sulla sella della sua motocicletta, a una coppia over 50 ritratta mentre lascia la discoteca, a dei ragazzi che iniziano a sognare dimentichi dalla mentalità provinciale in cui sono cresciuti e tante altre immagini significative infrangono gli stereotipi affibbiatici da una  società barbara. Ormai arrivato alla soglia degli anni ’80, il brand vuole legare sempre più la sua immagine al concetto di autenticità, infatti chiunque indossi un paio di Ray-Ban esprime sempre la propria personalità senza lasciarsi sopraffare dalla montatura. I soggetti dello shooting indossano sia modelli iconici come Ray-Ban Aviator, Ray-Ban Clubmaster, il rilanciato Ray-Ban The General, sia nuovi modelli come Ray-ban Blaze e Ray-Ban Dean.
ray-ban.com
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DESIGN WEEK : PIUARCH PRESENTA “FLOWERPRINT”

Nell’ambito della Brera Design Week, Piuarch studio di architetti all’avanguardia- presenta dal 4 al 9 Aprile Flowerprint, una istallazione di facade gardening. Piuarch decorerà da cielo a terra la facciata di un edificio all’interno di un cortile di Via Palermo 5, a Milano, dove ha sede lo studio. L’installazione floreale verrà realizzata con la preziosa collaborazione del paesaggista Cornelius Gavril. Flowerprint esplora una nuova modalità di decorare le superfici attraverso una sorta di ricamo floreale.
La parete fiorita -10 m di altezza per 20m di lunghezza – impiega diverse varietà cromatiche e materiche per definire un pattern, una sorta di grafismo floreale reale, in tre dimensioni: odoroso, materico e in costante divenire in relazione alle condizioni di luce e umidità. I visitatori avranno l’impressione di camminare in un giardino fiorito in grado di trasmettere sensualità odorosa, attraverso i profumi dei fiori e dei vegetali e grazie anche alle fragranze naturali Adar che creano una sensazione di naturalezza. Quindi sembrerà di passeggiare in una fresca mattinata di primavera accarezzata dal vento. Partner del progetto di Flowerprint sono Verde Vivo e Vivai Mandelli. Per dare vita a questa installazione sono stati utilizzati 2.000 fiori, tra rose policrome, gigli orientali, gerbere, garofani, piante aromatiche come timo, salvia, lavanda, rosmarino, maggiorana, menta.
piuarch.it
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THE BEATS and THE VANITIES di Larry Fink all’Armani/Silos

Giorgio Armani ha il piacere di presentare “The Beats and The Vanities, Larry Fink”, la nuova mostra fotografica che è ospitata presso l’Armani/Silos dalla fine di Marzo. L’esposizione comprende 125 fotografie originali in bianco e nero di Larry Fink– 54 tratte dal libro The Beats, e 71 selezionate dal libro The Vanities. Le raccolte sono state scattate dal fotografo in due periodi lontani e differenti della sua vita, infatti The Beats risale a un momento in cui era un giovane romantico, mentre in The Vanities era un ironico umanista. Le fotografie presentano un’estetica differente ma i soggetti di entrambe vogliono essere al centro dell’attenzione. Il designer dichiara sulla mostra : “Come designer riesco a entrare in sintonia con il modo fluido con cui cattura luce, forme e linee. Fink è un fan del jazz, e dal flusso di persone che ci sorprendono con la loro sensualità inconsapevole, si percepisce quasi il ritmo di una composizione musicale”.

Frink, originario di Brooklyn, oggi è riconosciuto come uno dei più grandi maestri della fotografia da elogiare. La sua vita è stata segnata da esperienze anticonformiste, come l’aver partecipato alle proteste contro la guerra in Vietnam e alle marce nei campus studenteschi, l’artista è stato sempre in grado di osservare con scrupolo ciò che  accadeva intorno a lui e di documentarlo con la sua macchina fotografica. Dalle avventure giovanili alle prestigiose collaborazioni con The New Yorker e Vanity Fair, quest’ultimo riconosce particolarmente le sue brillanti capacità, perché i suoi scatti non immortalavano lo status delle celebrità alle feste di Hollywood ma le loro anime. La mostra all’Armani/Silos è un’occasione per scoprire cosa si cela dietro gli scatti di  un artista che ha tenuto numerose mostre presso i musei internazionali più importanti e che è stato seduto dietro le cattedre universitarie più prestigiose del mondo come quella di Yale.

Armani/Silos- Via Bergognone , 40- Milano
Dal 28 Marzo al 30 Luglio
armanisilos.com
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Eastpak presenta la Travel Collection

La nuova Travel Collection Eastpak è stata presentata a bordo di un autentico transatlantico degli anni ’20 presso il Museo della Scienza e della tecnologia (Milano) per ispirare la prossima meta da raggiungere attraverso un viaggio nel tempo. In fondo tutti desideriamo viaggiare senza dimenticarci di esprimere la nostra personalità. I trolley e le borse sono ora disponibili in una nuova serie di colori, stampe e design, pronte a soddisfare i gusti di tutti, infatti si spazia dalle righe ai motivi floreali alle tinte unite. Inoltre la linea di Eastpak è funzionale, versatile e intelligente, resistente anche ai viaggi dei più temerari e agli imprevisti dei viaggiatori.
Ecco 7 ragioni per sceglierla:
1.  Il brand offre 30 anni di garanzia per i prodotti da viaggio, utilizza materiali di qualità. Dal grado balistico del nylon dei trolley Tranvers, al resistente e idrorepellente Tranzshell, alle doppie cuciture antistrappo.
2. La leggerezza degli items non dà nessun problema con compagnie aeree e aeroporti e con le loro norme sul limite di peso.
3.  I trolley Eastpak sono tanto stabili in verticale, quanto per terra. Forti per resistere agli urti dei lunghi viaggi.
4. I manici telescopici e ricoperti offrono migliore protezione, comodità e aderenza.
5. Zip e lucchetti sono sicuri e resistenti, i trolley Tranzhell sono dotati della nuova chiusura TSA.
6. Ruote dei trolley caratterizzate da una superficie ultra liscia per durare nel tempo.
7. Gli scompartimenti interni, tasche accessibili, strap a compressione e un’organizzazione di manici multifunzionali rendono i prodotti Eastpak funzionali e intelligenti.
eastpak.com
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trussardi e lardini presentano “trussardi elégance”

Trussardi presenta la collezione “Trussardi Elégance” per la stagione autunno/inverno 2017-18, realizzata in collaborazione con Lardini, marchio che confeziona capi sartoriali da uomo. Entrambi esponenti di spicco del Made in Italy, coniugano nella nuova collezione i valori di Trussardi con l’esperienza sartoriale dell’azienda marchigiana Lardini. L’ispirazione nasce dalla necessità di realizzare un’eleganza contemporanea, che combina strutture tridimensionali ai colori tipici amati dagli uomini tradizionali. I capi sono arricchiti dalle note calde del bordeaux e del beige, fino ad arrivare a  patch di colore bianco e nero. La collezione è stata pensata per un uomo che si cura della sua silhouette, dei tessuti e dei colori.
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trussardi.com

Il quotidiano maschile visto da Elisa Fuksas

Un breve fashion film, che racconta il quotidiano maschile, fatto di istanti catturati da un hashtag di Instagram e trasformati in corto dalla capacità espressiva di Elisa Fuksas, visionaria e giovanissima regista, figlia d’arte. Protagonisti della nuova campagna di Manuel Ritz, e dell’obbiettivo di Elisa, sono gli uomini che indossano i capi di questo dinamico brand, immortalati attraverso i momenti che raccontano storie di vita. Perché la vita (di ognuno) is made of moments, come recita il claim. MANINTOWN ha incontrato la talentuosa regista.

Per te cos’è la quotidianità e come l’hai interpretata?
La quotidianità, tutto quello che c’è dietro è l’idea di amplificare il momento piccolo, quello che trascuri e tralasci, a cui non fai più caso. Per me, invece, la quotidianità è proprio un particolare. A causa di una patologia che mi affligge vedo il mondo per dettagli, ad esempio, attraverso l’abbigliamento delle persone, adesso, crescendo, sto imparando anche a riconoscere frammenti fisici, come il suono della voce, e cerco dettagli meno effimeri, per evitare piccoli inconvenienti con i familiari ma anche con le persone più note e famose. Il dettaglio è la mia quotidianità, mi permette di orientarmi nel mondo.

Da dove sei partita per la realizzazione di questo short film per Manuel Ritz?
Sono partita da Instagram, su cui passiamo molte ore e che ormai è diventato una fonte inesauribile di informazioni.

Ora la moda si sta avvicinando molto al cinema grazie ai fashion film
Sì infatti, a me piace lavorare nella moda perché mi costringe a vedere il mondo, il mercato, le persone, di osservare questa realtà. Quando si lavora da soli, racchiusi nel proprio autismo, non vi è questa possibilità. Però, preferisco la pubblicità al fashion film, mi interessa più come lingua e come accessibilità, come diffusione. Con la pubblicità puoi entrare nella vita degli altri, come dei puntini subliminali di bellezza, se semini un principio positivo, raccoglierai i suoi frutti. Un messaggio pubblicitario si può sedimentare anche positivamente nelle persone, non solo in modo negativo.

Com’è nato quest’incontro con Manuel Ritz?
Spesso il mio lavoro attrae marchi di moda o lifestyle maschile. In generale con la moda ho un rapporto ambiguo, un po’ la odio, un po’ la amo. Sono un po’ come ne: “Il diavolo veste Prada”, quando lei arriva con il suo golfino infeltrito (Anne Hathaway, n.d.r.). È come una specie di, “Comunque noi organizziamo tutto questo, decidi tu se vestirti bene o male”. Questa è la mia storia con la moda e i negozi, in cui non riesco a entrare, oppure entro, compro, esco, non provo mai niente, perché penso che mi stia tutto male. Quindi, quando mi è stato chiesto di pensare a una campagna con loro e per loro, sono partita da un banalissimo hashtag #manuelritz, perché volevo vedere chi compra questi capi e come li indossa. Oggi l’hashtag è importante, perché individua una categoria di persone. Se clicco Gucci mi compare un tipo di persona, così come con Valentino. Ciò che è venuto fuori è un pubblico trasversale, che usa questi abiti in occasioni disparate, da un matrimonio alla passeggiata con il cane. Questo mi ha fatto capire tutto il mondo che ruota attorno a questo marchio, altrimenti diventa difficile comunicare con qualcuno che non conosci. Ho deciso di sintonizzare tutto sul sentimento, così abbiamo fatto un distillato di questi momenti che vedevo su Instagram, di persone sconosciute, fino a unirli e farli diventare uno spot di poco più di un minuto.

Quali prossime collaborazioni ti piacerebbe realizzare?
L’ultima collezione Gucci mi è piaciuta molto, ho amato molto gli animali feroci, visto che una volta ho anche girato un film con delle fiere a Roma…

Dove vorresti girare un tuo prossimo film?
L’installazione meravigliosa di Anish Kapoor, al Grand Palais di Parigi del 2011, un Leviathan, aveva trasformato quei saloni in un enorme ventre rosso. Ecco, lì vorrei girare un film, mi piacerebbe anche viverci. I luoghi in cui giro sono dei posti che mi appartengono.

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FASHION EXHIBITIONS AROUND THE WORLD

Rei Kawakubo (Japanese, born 1942) for Comme des Garçons (Japanese, founded 1969); Courtesy of Comme des Garçons. Photograph by © Paolo Roversi; Courtesy of The Metropolitan Museum of Art

Moda e Arte non sono mai state così vicine. Dall’Europa agli Stati Uniti, ecco un calendario, certamente non esaustivo, ricco di appuntamenti interessanti per (ri)scoprire capi e collezioni uniche che hanno segnato la storia della moda e che hanno gettato le basi per trend sempre attuali e in continua evoluzione.

ANVERSA
Margiela, the Hermès years

Dove: al MOMU (Mode Museum) di Anversa
Quando: dal 31 marzo al 27 agosto 2017
Perché: Vanno in mostra per la prima volta le collezioni Hermès firmate dallo stilista Martin Margiela dal 1997 al 2003. La mostra esplora anche la relazione tra queste collezioni e il marchio Maison Martin Margiela in quegli anni. Decostruzionismo d’avanguardia e lusso senza tempo sono le parole chiave del designer e il punto d’inizio della mostra “Margiela, the Hermès years”. Il suo approccio concettuale alla presentazione, vendita e comunicazione delle sue collezioni ha cambiato il modo di pensare alla moda e ai suoi meccanismi sottostanti, così come ha cambiato le opinioni riguardanti l’artigianalità, il commercio e l’innovazione. Grazie alla straordinaria maestria artigianale dell’atelier Hermès, Margiela è stato in grado di distillare il suo design e il modo di confezionare gli abiti trasformandoli in perfezione assoluta, con il supporto di un’estesa ricerca materica che assicurasse il massimo comfort a chi li indossa, senza rinunciare a numerose innovazioni e sperimentazioni.

REGNO UNITO
Diana: Her Fashion Story


Dove: nelle Pigott Galleries del Kensington Palace di Londra
Quando: da febbraio 2017 fino al 2018
Perché: A venti anni dalla sua morte, una mostra di abiti celebra la vita pubblica della principessa Diana, tracciandone l’evoluzione stilistica, che riflette la sua crescita personale e la sua brillante intelligenza. Dagli outfit modesti e romantici delle prime apparizioni pubbliche si passa al glamour, all’eleganza e alla sicurezza degli ultimi anni di vita. Diana è stata una delle donne più fotografate al mondo e i suoi abiti, sempre sotto i riflettori, hanno catturato e ispirato moltissime persone, contribuendo anche a sostenere le cause umanitarie che le erano a cuore. Perché la moda, come ha dimostrato, può diventare anche un potente strumento diplomatico. La mostra comprende anche l’iconico abito da sera di velluto indossato alla Casa Bianca, con cui la principessa ha danzato con John Travolta.

Balenciaga: Shaping fashion

Dove: al Victoria & Albert Museum di Londra
Quando: dal 27 maggio 2017 al 18 febbraio 2018
Perché: E’ un’esposizione che esamina il lavoro e l’eredità dell’influente couturier spagnolo Cristóbal Balenciaga, con oltre cento pezzi creati dal “designer dei designer”, dai suoi protégées e da stilisti contemporanei che seguono la stessa scia innovativa. La mostra celebra il centenario della nascita della prima casa di moda di Balenciaga a San Sebastian e l’ottantesimo anniversario dell’apertura della sua celebre casa di moda a Parigi. Balenciaga: Shaping fashion si focalizza sull’ultima parte della lunga carriera dello stilista negli anni ’50 e ’60, probabilmente uno dei suoi periodi più floridi e creativi. In questi anni, oltre a vestire con i suoi abiti le donne più famose del tempo, ha anche introdotto forme rivoluzionarie, compresa la tunica, il sacco, il seducente “baby doll” e la sottoveste, di grandissima tendenza ancora oggi. In tutto sono esposti più di cento abiti e venti cappelli, molti dei quali non sono mai stati mostrati pubblicamente prima d’ora, insieme a schizzi d’archivio, modelli, fotografie, campioni di tessuto e immagini dalle sfilate, che rivelano la sua creatività senza compromessi attraverso dettagli inediti mostrati grazie alla tecnologia a raggi x.

Disobedient Bodies: JW Anderson curates The Hepworth Wakefield


Dove: Hepworth Wakefield, Regno Unito
Quando: dal 18 marzo al 18 giugno 2017
Perché: Uno dei designer contemporanei più innovativi al mondo e acclamato dalla critica risponde alla notevole collezione di arte moderna britannica. La mostra raccoglie una selezione personale di più di 100 oggetti che abbracciano l’arte, la moda, la ceramica e il design in una serie di gruppi inaspettati e irriverenti. Sculture di artisti del calibro di Jean Arp, Louise Bourgeois, Lynn Chadwick, Naum Gabo, Alberto Giacometti, Barbara Hepworth, Sarah Lucas, Henry Moore, Magali Reus e Dorothea Tanning sono fatti dialogare con articoli di designer come Christian Dior, Jean Paul Gaultier, Rei Kawakubo of Commes des Garçons, Helmut Lang, Issey Miyake e Vivienne Westwood. Al centro della mostra, Anderson ha creato un’installazione che comprende una foresta di tute oversize, che invita i visitatori a trasformare i loro corpi in forme astratte. L’esperienza fisica di interazione con i materiali, le silhouette e le forme rappresenta un elemento importante della visione di Anderson.

NEW YORK
Rei Kawakubo/Comme des Garçons: Art of the In-Between


Dove:
al Metropolitan Museum of Art di New York
Quando: dal 4 maggio al 4 settembre 2017
Perché: La mostra del Costume Institute della primavera 2017 è incentrata sulla fascinazione di Rei Kawakubo con interstizi o spazi tra le barriere che dividono le varie entità (se stessi e gli altri, oggetto e soggetto, moda e anti-moda). Il lavoro della Kawakubo sfida le nozioni convenzionali di bellezza, buon gusto e tendenza. È la prima mostra monografica del Costume Institute relativa a un designer vivente dopo quella su Yves Saint Laurent nel 1983. Sono esposti 150 esemplari di abiti femminili creati per Comme des Garçons, in un percorso creativo che parte dall’inizio degli anni ’80 e giunge fino alla sua collezione più recente. Gli oggetti sono organizzati secondo otto espressioni estetiche dominanti e ricorrenti di interstizi nel lavoro della Kawakubo: Fashion/Anti-Fashion, Design/Not Design, Model/Multiple, Then/Now, High/Low, Self/Other, Object/Subject, and Clothes/Not Clothes. La stilista rompe i muri immaginari che caratterizzano questi dualismi, enfatizzandone la loro artificialità e l’arbitrarietà. Le sue creazioni dimostrano che gli interstizi sono luoghi in cui si instaurano connessioni significative che coesistono con innovazioni e trasformazioni rivoluzionarie, aprendo pressoché infinite possibilità di reinterpretare il corpo e l’identità femminile.

ITALIA
Il Museo Effimero della Moda
Dove? Palazzo Pitti a Firenze
Quando? Dal 13 giugno al 22 ottobre
Perché? Cinque mesi per esplorare da vicino i meccanismi della moda e valutarne l’essenza più intima. Il Museo Effimero è l’occasione per aprire gli archivi e prendere visione delle collezioni della Galleria del Costume e della moda. La mostra presenta un allestimento e dei contenuti tematici inediti, mettendo in esposizione opere del XIX e del XX secolo che raccontano momenti indimenticabili della storia del costume e della moda.

FRANCIA
Balenciaga, l’ouvre au noir (Balenciaga, working in black)


Dove? Al Musée Bourdelle di Parigi
Quando? Dall’8 marzo al 16 Luglio
Perchè? La mostra rende omaggio allo stilista degli stilisti, Cristòbal Balenciaga. La mostra risuona con i toni neri di questo alchimista dell’alta moda. I pezzi iconici della maison sono esposti in calchi di gesso nella Great Hall e molti altri nelle sale del Bourdelle. La grande ispirazione dell’artista è stata il nero, analizzato in tutte le sue molteplici sfaccettature: opaco, scintillante, brillante, trasparente, vibrante. La mostra si sviluppa secondo tre sezioni fondamentali: “Silhouettes & Volumes”, seguita da “Noirs and Lumièrs“ e da “Noirs and Couleurs”. Con pizzo, velluto, pelle, taffetà di seta e tessuti preziosi, rigorosamente in nero, Balenciaga realizzava outfit da giorno e da sera, abiti per i cocktail party, creava giacche, boleri e tanto altro.

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